Festa del Ringraziamento/Erntedankfest – Bolzano – ottobre 2021

La città di Bolzano/Bozen, capoluogo e città più popolosa del Sudtirolo, grazie alla sua prestiogiosa storia offre molti punti di interesse culturale e naturalistico; la citta propone, inoltre, diversi eventi molto amati da turisti ed abitanti locali quali, ad esempio, i Mercatini di Natale e la Festa del Ringraziamento (QUI la “pillola” sulla cittadina di Bolzano e QUI quella sui Mercatini di Natale).

La festa del Ringraziamento è un evento molto popolare nelle valli che nell’edizione 2021, tenutasi il 16 ottobre, ha raggiunto anche la realtà urbana della centrale piazza Walther di Bolzano; durante la festa, organizzata dall’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti/Bauernbund dell’Alto Adige, vengono presentate molte attività.

Tra esse troviamo molti stand di contadini di masi di tutto l’Alto Adige che vendono i loro prodotti genuini e tradizionali quali, ad esempio, carne, salumi, latticini e formaggi, miele, marmellate, sciroppi, tisane e tanti altri tipi di prodotti; sono, inoltre, presenti approfondimenti su storia ed attività dei contadini, momenti musicali, show cooking e una piccola esposizione di antichi trattori (QUI la “pillola” su diversi prodotti tipici del Sudtirolo).

Stand in Piazza Walther

Esposizione di antichi trattori

Momenti musicali

Show cooking

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bolzano e il Renon

Cliccare sull’immagine per visualizzare Piazza Walther su Google Maps

Lago di Anterselva/Antholzersee – Valle Anterselva – autunno 2021

Il Lago di Antereselva/Antholzersee, situato ad oltre 1600 metri di quota, è posto in Valle Anterselva/Antholzertal, una valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal; lo specchio d’acqua giace in zona idilliaca ed è, pertanto, molto amato e frequentato (QUI la “pillola” sulla Valle Anterselva).

L’incantevole Lago di Anterselva ha uno sviluppo costiero di 2,7 chilometri e una profondità massima di 38 metri; lungo le sponde del lago è stato tracciato un percorso natura, di circa 3,5 chilometri di lunghezza, ove sono posti diversi pannelli informativi su geologia, fauna e flora presenti nell’area protetta del lago.

Il lago è, come detto, posto in posizione magnifica con diversi monti delle Vedrette di Ries/Riesfernergruppe che si specchiano sulla superficie lacustre; lo specchio d’acqua ospita anche diverse specie animali tra cui molti anatidi, pesci ed uccelli, che è spesso possibile osservare camminando sulle sponde del lago.

Il Lago di Anterselva presenta acque molto fredde per cui è sconsigliato immergercisi, è però già molto emozionante gustare i panorami sul lago anche dalle strutture con hotel e ristoranti presenti in loco; il lago è anche molto interessante in inverno grazie alla presenza di sci da fondo e dell’arena di biathlon.

Lungo il giro intorno al lago

Panorami sulle Vedrette di Ries

Piatto tipico al Rifugio Genziana/Enzian nei pressi del lago

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


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Punta del Lago Gelato/Eisseespitze (3230 m) – Gruppo dell’Ortles – settembre 2021

La  Punta del Lago Gelato/Eisseespitze è una vetta di alta quota, posta a 3230 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles-Cevedale, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita si svolge tramite il Sentiero Steckner partendo dalla stazione a monte della funivia di Solda; il percorso è relativamente breve ma ripido e con diversi tratti su ghiaino e grossi massi e cresta finale con alcuni passaggi in arrampicata non difficili tecnicamente ma un po’ esposti.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2600 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue per pochi minuti il sentiero per il Rifugio Casati trovando in breve a sinistra la deviazione per il Sentiero Stecknerweg.
Il sentiero Steckner, segnato con radi bolli gialli e rossi, sale ripidamente dapprima su traccia su ghiaino fino a giungere ad un piccolo pianoro; la traccia riprende quindi a salire ripida su ghiaino intervallati da tratti sassosi giungendo a due brevi tratti più esposti, attrezzati con cavo, che portano alla cresta finale.
Si segue, quindi, la cresta finale su tratti con ghiaino ed altri con grossi massi, con alcuni passaggi di I° grado non molto difficili ma un po’ esposti, giungendo infine sulla larga vetta della Punta del Lago Gelato  (3230 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Punta del Lago Gelato – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: Stecknerweg

Dislivello: 650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore (2.00 ore la salita, 1.30 ora la discesa).

Quota massima: 3230 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente impegnativa con molti tratti ripidi lungo il percorso ed alcuni passaggi di I° grado sulla cresta finale

Data di ascesa: settembre 2021

Inizio del sentiero Stecknerweg

Lungo il primo tratto di salita

Vista sulla funivia di Solda dal primo tratto di salita

Tratto intermedio di salita

Tratto attrezzato

Cresta finale

In cima alla Punta del Lago Gelato

Vista su Ortles – Zebrù e Gran Zebrù

Vista sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Averau (2649 m) – Ferrata Averau – Nuvolau (2575 m) – Dolomiti – settembre 2021

L’Averau, vetta di 2649 metri di quota, e il Nuvolau, cima di 2575 metri di altezza, sono posto nelle Dolomiti Ampezzane in posizione isolata e, quindi, panoramica sulla zona del Passo Falzarego e sul Passo di Valparola e dei gruppi dolomitici circostanti; la vetta e i passi sono situati interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige e da San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” sui Passi Falzarego e Valparola e QUI quella sul paese di San Cassiano).

Le vette presentano diverse vie d’accesso, viene qui proposto il giro che, partendo dalla seggiovia 5 Torri, porta al Rifugio Averau e poi raggiunge dapprima la vetta dell’Averau, con anche un tratto di ferrata breve ma piuttosto impegnativo, tornati al Rifugio Averau il percorso descritto porta su sentiero al Nuvolau ove, sulla vetta, è posto anche l’omonimo rifugio.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia 5 Torri (2255 m, Rifugio Scoiattoli, stazione a valle lungo la strada che da Cortina d’Ampezzo porta al Passo Falzarego), dal Rifugio si segue il sentiero 439 per il Rifugio Averau; il sentiero sale su mulattiera sassosa e ghiaiosa in tornanti fino al Rifugio Averau (2413 m, 30 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Averau si segue il cartello per la Ferrata Averau, la traccia sassosa, non segnata, traversa dapprima a mezzacosta salendo poi per tracce ghiaiose non molto chiare all’attacco della ferrata Averau; la ferrata segue dapprima delle paretine con diversi appigli e poi un tratto più levigato piuttosto verticale (attenzione soprattutto in discesa).
La ferrata porta quindi ad un bivio, a sinistra si sale in un canalino attrezzato con staffe, a destra si rimonta una paretina piuttosto verticale; entrambe le varianti si ricongiungono in breve, si segue poi un traverso e un tratto nuovamente più verticale ma con diversi appoggi fino a giungere al termine della breve, ma piuttosto impegnativa, ferrata.
Si segue quindi la traccia con ometti non segnata verso la vetta, la traccia sale sassosa con anche qualche tratto su roccette; bisogna fare attenzione a seguire la traccia migliore rimanendo sul terreno meno impegnativo che conduce alla vetta dell’Averau (2649 m, croce, 1 ora dal Rifugio Averau, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna quindi al Rifugio Averau facendo attenzione a non perdere la traccia e nel percorrere la ferrata in discesa (45 minuti dalla cima dell’Averau, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Averau si seue il sentiero 439 per il Rifugio Nuvolau, la traccia sassosa sale con moderata pendenza portando al largo costone che si segue fino alla vetta del Nuvolau (2575 m, Rifugio Nuvolau, 30 minuti dal Rifugio Averau, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Nuvolau si torna quindi dapprima al Rifugio Averau e poi al Rifugio Scoiattoli ed alla stazione a monte della Seggiovia 5 Torri (1.00 ora dal Rifugio Nuvolau, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Seggiovia 5 Torri – Rifugio Averau – Averau – Rifugio Averau – Nuvolau – Rifugio Averau – Seggiovia 5 Torri

Sentieri: 439 – Ferrata Averau – 439

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali

Quota massima: 2649 m

Difficoltà: Averau EEA – ferrata breve ma piuttosto impegnativa soprattutto in discesa, traccia per l’attacco della ferrata e per la vetta segnata solo con radi ometti, attenzione con nebbia:
Nuvolau E – sentiero tecnicamente non molto difficile ma con alcuni tratti un po’ ripidi  

Data di percorrenza: settembre 2021

Annotazioni: naturalmente le due vette possono anche essere salite singolarmente in base al tipo di difficoltà ed impegno fisico che si vuole affrontare.

Vista su 5 Torri, Rifugio Scoiattoli e Tofana di Rozes salendo al Rifugio Averau

Vista sull’Averau salendo al Rifugio Averau

Rifugio Averau

Indicazioni per la ferrata Averau

Salendo all’attacco della ferrata

Primo tratto di ferrata

Variante di destra

Variante di sinistra

Ultimo tratto di ferrata

Salendo alla vetta dell’Averau

In vetta all’Averau

Panorama dalla vetta dell’Averau

Salendo al Nuvolau

Vetta del Nuvolau con omonimo rifugio

Averau visto dalla vetta del Nuvolau


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

La Piza/Munt de Stevia (2555 m) – Rifugio Stevia (2312 m) – Dolomiti – settembre 2021

La Piza/Munt de Stevia, cima di 2755 metri di quota, è una vetta dolomitica non molto conosciuta posta nei pressi del Rifugio Stevia, situato a 2312 metri di altezza,  nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti e sulla sottostante Val Gardena.

La cima de La Piza ed il Rifugio Stevia presentano varie possibilità di salita, qui viene proposto un giro ad anello con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e discesa alla stazione a valle passando per il Rifugio Juac (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17B per il Rifugio Stevia che porta prima su mulattiera sterrata in discesa fino al bivio per il Rifugio Stevia; si segue, quindi, a sinistra sempre il sentiero 17B che sale con traccia sassosa in moderata pendenzanel bosco. Usciti dal bosco la traccia sale portando in un canalone sassoso che viene risalito ripidamente, con anche presenza di diversi tratti con scale e gradoni di legno, fino a giungere alla Forcella dla Piza (2489 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si segue il sentiero 17 per il Rifugio Stevia deviando quasi subito a destra su traccia non segnata tra pascoli, la traccia sale in moderata pendenza fino a portare in breve alla vetta de La Piza (2555 m, 0.15 ore dalla Forcella dla Piza, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi in breve, sulla traccia non segnata, nuovamente al sentiero per il Rifugio Stevia che prosegue in saliscendi, su traccia sassosa tra prati, fino al Rifugio Stevia (2312 m, 0.30 ore da La Piza, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17 su traccia sassosa fino alla Forcella Silvester, ignorato il sentiero 17A si continua sul sentiero 17 su traccia sassosa prima in breve risalita poi in ripida discesa entrando nel bosco ed arrivando al Rifugio Juac (1903 m, 1.00 ora dal Rifugio Stevia, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Juac si segue il sentiero 3 tra prati e bosco fino a congiungersi in breve con la mulattiera sterrata 1 che si segue il lunga discesa fino a tornare alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser (1500 m, 1.00 ora dal Rifugio Juac, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Piza – La Piza – Forcella da la Piza – Rifugio Stevia – Forcella Silvester – Rifugio Juac – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 17B – traccia non segnata per la vetta – 17 – 3 – 1

Dislivello: 700 metri in salita e 1200 metri in discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.45 ore

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti tecnicamente impegnativi salendo alla Forcella dla Piza, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo totale di 11 chilometri circa. La salita alla vetta è su traccia non segnata ma piuttosto evidente con buona visibilità.

Data di ascesa: settembre 2021

Annotazioni: chi non  volesse percorre il tratto non segnato per la vetta può, naturalmente, omettere la salita alla cima proseguendo direttamente dalla Forcella dla Piza al Rifugio Stevia.

Lungo il tratto dal Col Raiser al Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Tratto in discesa verso il bivio col sentiero 17B

Salendo alla Forcella dla Piza

Salendo alla cima La Piza su traccia non segnata

Cima La Piza

Odle viste da La Piza

Verso il Rifugio Stevia

Rifugio Stevia con vista sul Sassolungo

Verso il Rifugio Juac

Rifugio Juac

Scendendo alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Col Bechei Dessora (2794 m) – Rifugio Fanes (2060 m) – Dolomiti – agosto 2021

Il Col Bechei Dessora, vetta di 2794 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Fanes, la Malga di Fanes Grande ed il Lago di Limo.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo per salire poi alla vetta su percorso ripido ghiaioso e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Fanes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederü-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a sinistra per il Rifugio Fanes che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2060 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Fanes si segue la strada sterrata 11 per il Passo di Limo, la strada forestale sassosa sale con alcuni tornanti fino al Passo di Limo e, con breve discesa, raggiunge quindi il Lago di Limo (2159 m, 15 minuti dal Rifugio Fanes, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Lago di Limo si prende a sinistra il sentiero per il Col Bechei salendo su sentiero sassoso e ghiaioso dapprima con pendenza accentuata fino ad una fonte; da qui si procede in pendenza moderata in una vallone sassoso ed erboso fino ad una sella con vecchia costruzione militare.
Dalla sella si sale a sinistra per il Col Bechei dapprima su erba e poi su traccia ripida sassosa che conduce ad alcune roccette, in cui è utile aiutarsi con le mani, superato questo tratto si continua a seguire la traccia sassosa ripida che conduce alla breve e larga cresta finale che porta alla vetta del Col Bechei (2794 m, croce, 1.30 ore dal Lago di Limo, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Fanes – Lago di Limo – Col Bechei Dessora – Lago di Limo – Rifugio Fanes – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Fanes – 11 – sentiero Col Bechei

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2794 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 21 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla sella con vecchia costruzione militare, EE la salita alla vetta finale con un paio di passaggi su roccete e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera

Rifugio Pederü visto dalla mulattiera di salita nel tratto iniziale

Mulattiera nel primo tratto

Lago Piciodel

Salendo alla Malga Fanes Piccola

Malga Fanes Piccola

Salendo al Rifugio Fanes

Rifugio Fanes

Salendo al Lago di Limo

Lago di Limo

Cartelli al Lago di Limo

Salendo alla sella con vecchia costruzione militare

Tratto ripido salendo alla vetta

In vetta al Col Bechei Dessora

Vista dalla vetta verso il Pederü

Vista sulle Conturines

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Cima Madriccio/Madritschspitze (3265 m) – Gruppo dell’Ortles – agosto 2021

La Cima Madriccio/Madritschspitze, vetta di 3265 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso i ghiacciai e le principali vette di questo famoso gruppo montuoso posto nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e lungo sviluppo e percorre bellissimi ambienti, prima boscosi e pascolivi fino al Rifugio Corsi/Zufallhütte, poi via via più selvaggi fino al tratto ripido finale che si diparte tra ambiente roccioso d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco. Si supera successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, 45 minuti dalla partenza, rifugio in parziale ristrutturazione ma aperto alla data di ascesa ad agosto 2021).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 150 per il Rifugio Casati, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga con bivio dal quale si continua a seguire il sentiero per il Rifugio Casati.
Il sentiero prosegue in lungo sviluppo in moderata salita, inframmezzata da qualche tratto più ripido ed altri in saliscendi, fino a raggiungere il bivio tra il Rifugio Casati e la Punta Madriccio dal quale si segue il sentiero 41 per la Punta Madriccio.
Il sentiero 41 sale dapprima in moderata salita su traccia terrosa e sassosa tra magri pascoli giungendo quindi all’attraversamento di un torrente; ignorato il bivio per la Mutspitze/Monte Muta si continua sul sentiero 41 in largo vallone su traccia sassosa in lungo sviluppo e moderata pendenza fino ad arrivare nei pressi di un laghetto.
La traccia si fa quindi più ripida, salendo su fondo sassoso e con ghiaino, portando ad un tratto in tornanti che conduce ripidamente alla vetta della Cima Madriccio (3265 m, croce, 2.45 ore dal Rifugio Corsi, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Cima Madriccio – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 151 – 150 – 41

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa).

Quota massima: 3265 m

Difficoltà: EE – percorso dal forte dislivello che presenta un tratto ripido finale su traccia sassosa e con ghiaino, sviluppo totale di 16 chilometri

Data di ascesa: agosto 2021

Salendo al Rifugio Corsi

Rifugio Corsi

Salendo al bivio tra il Rifugio Casati e la Cima Madriccio

Bivio per la Cima Madriccio

Salendo nel tratto verso il laghetto

Tratto ripido finale

In vetta a Cima Madriccio

Vista dalla vetta su Ortles/Ortler – Monte Zebrù e Gran Zebrù/Königspitze

Vista dalla vetta sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Col Rodella (2484 m) – Ferrata Col Rodella – Dolomiti – agosto 2021

Il Col Rodella, vetta di 2484 metri, è posto nelle Dolomiti nel gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed è una cima isolata che permette di godere un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici; la vetta è posta in Trentino, nei pressi del confine col Sudtirolo, e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritta la salita che parte dal parcheggio posto nei pressi del Passo Sella, sul versante gardenese raggiungibile da Selva Gardena/Wolkenstein, e che raggiunge su mulattiera la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa conducendo poi in vetta con ferrata relativamente breve ma impegnativa con passaggi tecnici ed esposti; in discesa si segue poi la mulattiera che riporta alla funivia e al punto di partenza descritto (QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m).

Continuando in salita, piuttosto ripida, sulla mulattiera sterrata sassosa si raggiunge lo Chalet Margherita e il bivio tra il Rifugio Sasso Piatto e i Rifugio Des Alpes e Col Rodella; si segue quindi la mulattiera ripida numero 529 che conduce, in breve, al Rifugio Des Alpes (2400 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Des Alpes si raggiunge in breve la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa e si prende la traccia non segnata e senza indicazioni a destra del sentiero che scende a Campitello; seguendo la traccia si passa a destra in breve sotto i cavi della funivia ed in saliscendi si raggiunge in breve l’attacco della ferrata, posta sul versante sud del Col Rodella, che si raggiunge con un breve tratto ripido sassoso.
La ferrata, attrezzata con cavo ben teso, sale subito ripida alternando paretine verticali ad altri tratti più appoggiati, si raggiunge, quindi, un camino con passaggio da superare in spaccata salendo poi su paretine verticali (in parte su roccia levigata) e traversi meno impegnativi raggiungendo il punto più impegnativo.
Con un passaggio in spaccata si raggiunge una lunga fila di staffe verticali che porta ad un paretina appoggiata molto levigata; si prosegue poi alternando tratti meno impegnativi alternati a traversi esposti e paretine con, a tratti, pochi appoggi fino al tratto finale della ferrata.
Superando brevi tratti verticali ed altri su roccette si giunge al termine dei cavi nei pressi della vetta del Col Rodella (2484 m, rifugio Col Rodella, 1.15 ore dal Rifugio Des Alpes, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Col Rodella si segue la mulattiera sterrata ripida che riporta in breve al Rifugio Des Alpes dal quale si segue la mulattiera di salita che riporta allo Chalet Margherita, al Rifugio Salei, al Rifugio Valentini ed al parcheggio al punto di partenza (1.00 ora dal Col Rodella, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Rifugio Des Alpes – Ferrata Col Rodella – Col Rodella – Rifugio Des Alpes – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 557 – 529 – traccia non segnata – Ferrata Col Rodella – 529 – 557

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2484 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata non molto lunga ma impegnativa con diversi passaggi esposti ed anche tecnici con diversi punti con roccia levigata, necessari esperienza di questo tipo di percorsi, kit da ferrata e casco. Attenzione anche nel prendere la traccia non segnata ed indicata che conduce all’attacco della ferrata

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: l’attacco della ferrata può essere raggiunto più in breve tramite la funivia Col Rodella di Campitello di Fassa, la vetta può essere raggiunta, naturalmente, senza percorrere la ferrata seguendo anche in salita l’itinerario descritto in discesa

Indicazioni nei pressi del parcheggio

Mulattiera verso il Rifugio Des Alpes

Vista sul Col Rodella

Verso il Rifugio Des Alpes

Lungo la traccia non segnata ed indicata che porta all’attacco

Parete lungo cui si sviluppa la ferrata

Lungo la ferrata Col Rodella

In vetta al Col Rodella con omonimo rifugio con vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla Marmolada

Vista dalla vetta sul Catinaccio

Scendendo al Rifugio Des Alpes con vista sul Gruppo del Sella


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Montaccio di Pennes/Tatschspitze (2526 m) – Alpi Sarentine – agosto 2021

Il Montaccio di Pennes, alto 2526 metri, è una vetta prestigiosa delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e presenta una salita piuttosto lunga che parte dal Passo Pennes/Penser Joch posto a cavallo tra la Val Sarentino/Sarntal e l’Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).

Il Montaccio di Pennes, che offre un bellissimo panorama dalla vetta verso Alpi Sarentine e Alpi dello Stubai, presenta un percorso di salita piuttosto lungo con molti saliscendi che toccano anche la cima del Monte Laste/Astenberg portando poi in vetta al Montaccio di Pennes con sentiero prima tra pascoli e poi su terreno ripido sassoso.

La salita comincia dal Passo Pennes (2215 m, Rifugio Alpenrose) e seguendo il sentiero 14B per la Tatschspitze si procede in lungo sviluppo su traccia terrosa e sassosa in saliscendi tra prati e rocce, il sentiero sale quindi più ripidamente fino alla vetta erbosa del Monte Laste (2367 m, grosso ometto, 45 minuti dalla partenza).

Dal Monte Laste si scende su ripida traccia sassosa fino al bivio tra i sentiero 14A e 14B, si segue dritti verso la Tatschspitze (cartello sbiadito) in saliscendi su traccia terrosa ed erbosa e poi con un traverso che conduce ad una sella con cartelli. Rimanendo sempre sul sentiero 14A per la Tatschspitze si procede in saliscendi, tra magra erba e rocce, salendo poi su traccia terrosa e sassosa che porta al ripido tratto finale sassoso che conduce alla vetta del Montaccio di Pennes/Tatschspitze (2526 m, croce, 1.45 ore dal Monte Laste, 2.30  ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso fino al bivio tra sentiero 14A e 14B, qui si segue il sentiero 14A per il Passo Pennes, la traccia terrosa prosegue in lungo saliscendi tra pascoli fino a scende alla Malga Passo Pennes, da qui si torna in breve su asfalto in salita al Passo Pennes, 2.00 ore dalla vetta del Montaccio di Pennes, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Pennes – Monte Laste – Montaccio di Pennes – Malga Passo Pennes – Passo Pennes

Sentieri: 14B – 14A

Dislivello: 700 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza:  4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2526 m

Difficoltà: E – escursione di medi difficoltà tecnica che presenta, comunque, un tratto finale su traccia sassosa ripida

Data di ascesa: agosto 2021


Cartelli al Passo Pennes

Primo tratto in saliscendi

Salendo al Monte Laste

In cima al Monte Laste

Discesa verso il bivio tra sentiero 14A e 14B

Bivio tra sentiero 14A e 14B

Tratto lungo il traverso

Verso il tratto ripido finale

Tratto ripido finale

Tratto finale verso la vetta

In vetta al Montaccio di Pennes

Panorama di vetta

Tratto di ritorno verso la Malga Passo Pennes

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pennes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino e QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e in Alta Valle Isarco

Monterodes (2361 m) – Alpi Venoste – agosto 2021

Il Monterodes, vetta di 2361 metri di quota, è una cima posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in posizione isolata e dominante sui sottostanti paese e Valle di Slingia/Schlinig; la vetta è posta in posizione molto panoramica verso i monti del gruppo del Sesvenna, della Palla Bianca/Weisskugel e dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Slingia ed il comprensorio Watles).

Il percorso per raggiungere la vetta, partendo dal bel paesino di Slingia, attraversa ambienti molto bucolici con boschi e pascoli portando poi alla larga cresta erbosa finale che conduce in cima; il percorso presenta una media lunghezza ed un dicreto dislivello e va comunque percorso, quindi, con il giusto allenamento.

La salita comincia da Slingia (1736 m) dal parcheggio alla fine del paese si seguono le indicazione per il Monterodes si percorre inizialmente una mulattiera sterrata trovando, in breve, la deviazione del percorso numero 10.
Si sale, quindi, in pendenza moderata su traccia erbosa e terrosa tra pascoli e bosco fino ad incontrare nuovamente la mulattiera sterrata; seguendo sempre i cartelli per il Monterodes si sale ripidamente  nuovamente tra pascoli e poi nel bosco fino ad un successivo incrocio con la mulattiera sterrata.
Seguendo i segni indicatori si sale sulla mulattiera sterrata, con pendenza accentuata, fino a giungere all’alpeggio Kälberalm (2137 m, nessun posto di ristoro, 1.15 ore dalla partenza), dall’alpeggio si segue sempre il sentiero 10 per il Monterodes che porta, tra pascoli, in breve ad un crocefisso.

Dal crocefisso si segue la traccia terrosa ed erbosa che sale tra pascoli in pendenza moderata fino a raggiungere un costone; da qui, seguendo sempre per il Monterodes ai diversi bivi, si segue in lungo saliscendi la traccia che porta a due piccoli laghetti; dai laghetti si sale poi in pendenza moderata sul largo crestone erboso che conduce alla vetta del Monterodes (2361 m, croce, 1.15 ore dalla Kälberalm, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Alpeggio Kälberalm – Monterodes – Alpeggio Kälberalm – Slingia

Sentieri: 10

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2361 m

Difficoltà: E – itinerario senza particolari difficoltà tecniche con buone condizione ma che presenta uno sviluppo di 11 chilometri circa e diversi tratti ripidi nella prima parte del percorso.

Data di ascesa: agosto 2021

Cartelli a Slingia

Primo tratto su mulattiera con vista su Slingia

Tratto tra pascoli e bosco salendo all’alpeggio Kälberalm

Alpeggio Kälberalm

Crocefisso poco sopra l’alpeggio

Tratto salendo al costone erboso

Nel lungo tratto in saliscendi

Lungo la larga cresta che porta in vetta

In vetta al Monterodes

Panorami dalla vetta verso il Sesvenna

Vista sul sottostante paese di Slingia

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta