Monte Paterno/Paternkofel (2744 m) – Ferrata De Luca-Innerkofler – Ferrata delle Forcelle – Dolomiti – luglio 2021

Il Monte Paterno, vetta di 2744 metri di quota, è una cima posta nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserite in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e la Croda dei Toni/Zwolferkopf (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La zona dove si trova il Monte Paterno presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Sudtirolo.

Il percorso raggiunge dapprima il famoso Rifugio Locatelli-Innerkofler e sale poi per gallerie e continua poi su ferrata con percorso con lughi tratti in ferrata, di media difficoltà per l’esperto ferratista, ma con diversi tratti esposti; il concatenamento tra la Ferrata De Luca-Innerkofler e Ferrata delle Forcelle permette di compiere, quindi, un percorso molto lungo ma di grande soddisfazione in un ambiente tra i più belli delle Dolomiti.

La salita comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m, strada a pedaggio dal Lago di Misurina), si segue il sentiero 101 sul larga mulattiera ghiaiosa fino al Rifugio Lavaredo (2344 m), dal Rifugio Lavaredo si continua a seguire il sentiero 101 che conduce su mulattiera sassosa alla Forcella Lavaredo (2454 m).
Dalla Forcella Lavaredo, sempre sul sentiero 101, si prosegue in percorso piuttosto lungo in saliscendi su sentiero sassoso  che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (2405 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal rifugio si seguono i cartelli per le gallerie e vie di guerra del Paterno, si sale dapprima su traccia sassosa piuttosto ripida che conduce all’ingresso della prima breve galleria, superata la prima galleria si sale per altre brevi gallerie, alternate a tratti di sentiero sassoso, giungendo quindi alla lunga e buia galleria Paterno (torcia necessaria).
Si sale su ripidi gradoni di legno con cavo corrimano uscendo dalla lunga galleria su un terrazzino roccioso, si sale adesso sulla Ferrata De Luca-Innerkofler che supera dapprima gradoni rocciosi e paretine attrezzate con buoni appigli. Si sale poi su coste rocciose attrezzate con cavo con alcuni tratti un po’ esposti fino a risalire un canalino attrezzato che conduce alla Forcella del Camoscio/Gamsscherte (2650 m).

Dalla Forcella del Camoscio si seguono a destra i cavi verso il Monte Paterno, la ferrata supera prima una spaccatura e poi porta al bivio tra percorso di salita e discesa. Si segue quello di salita con un tratto tecnico superando una paretina verticale attrezzata seguendo poi una cengia che porta all’incrocio col percorso che si seguirà in discesa. Si continua intanto in salita su traccia sassosa ripida (difficoltà di orientamento con nebbia) che porta ad un breve canalino con passaggi di I° grado non attrezzati,  si continua poi su ripida traccia sassosa che conduce alla vetta del Monte Paterno (2744 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 2.45 ore dalla partenza).

Si scende quindi per la via di salita (attenzione nel canalino non attrezzato) fino al bivio col percorso di discesa; lo si segue calandosi in un canalino attrezzato e proseguendo su cengia ed una costa rocciosa attrezzata un po’ esposta che riporta alla Forcella del Camoscio.
Dalla Forcella del Camoscio si segue per la Ferrata delle Forcelle (indicazioni Via della Pace-Rifugio Pian di Cengia), si oltrepassa un primo ponticello di legno salendo poi su gradoni e paretine attrezzate, superato un secondo ponticello si sale su ripidi gradoni attrezzati che conducono ad una selletta.
Dalla selletta si segue la traccia sassosa ripida che scende prima su terreno più aperto poi calandosi su una paretina attrezzata con scala e cavi che porta sul fondo di un canale risalendo poi sul lato apposto su gradoni attrezzati ripidi; si prosegue poi in lunghi saliscendi su traccia ghiaiosa e sassosa che porta infine alla Forcella Pian di Cengia (2522 m, 1.45 ore dalla vetta del Monte Paterno, 4.30 ore dalla partenza, dalla forcella si può raggiungere, volendo, in salita in 10 minuti il Rifugio Pian di Cengia).

Dalla Forcella Pian di Cengia si segue il sentiero 101 verso il Rifugio Locatelli, la traccia ghiaiosa e sassosa scende dapprima ripidamente poi prosegue con lungo mezzacosta in saliscendi fino ad un tratto in salita che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (1.00 ora dalla Forcella Pian di Cengia, 5.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si torna, quindi, alla Forcella Lavaredo, al Rifugio Lavaredo ed al Rifugio Auronzo sul sentiero dell’andata con sviluppo piuttosto lungo con diverse controsalite (1.15 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 6.45 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Auronzo – Rifugio Lavaredo – Forcella Lavaredo – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella del Camoscio – Monte Paterno – Forcella del Camoscio –  Forcella Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo

Sentieri: 101 – Gallerie del Paterno – Ferrata De Luca/Innerkofler – Ferrata delle Forcelle/Via della Pace – 101

Dislivello: 900 metri in salita e discesa compresi i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.45 ore

Quota massima: 2744 m

Difficoltà: EEA – percorso impegnativo con lunghi tratti su via ferrata di media difficoltà per esperti con presenza anche di un canalino non attrezzato con passaggi di I° grado, sviluppo lungo di 17 chilometri totali, necessari esperienza di vie ferrate, kit da ferrata, casco e torcia

Data di ascesa: luglio 2021

Tratto tra il Rifugio Lavaredo e la Forcella Lavaredo

Verso il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Indicazioni nei pressi del Rifugio Locatelli

Rifugio Locatelli-Innerkofler, Sasso di Sesto e Torre di Toblin visti dal sentiero che porta alla gallerie

Vista sul Monte Paterno

Nelle Gallerie del Paterno

Salendo alla Forcella del Camoscio

Forcella del Camoscio

Salendo al Monte Paterno

In vetta al Monte Paterno

Tre Cime di Lavaredo viste dalla vetta del Monte Paterno

Tornando alla Forcella del Camoscio

Lungo la Ferrata delle Forcelle/Via della Pace

Forcella Pian di Cengia

Lungo il sentiero tra la Forcella Pian di Cengia ed il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Monte Sief (2424 m) – Col di Lana (2452 m) – Dolomiti – luglio 2019

Il Monte Sief, vetta di 2424 metri di quota, e il Col di Lana, cima alta 2452 metri, sono situati nelle Dolomiti  nella zona tra Val Badia, Valle del Livinallongo e Ampezzano; le vette sono poste interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige.

La cime, molto panoramiche su diversi gruppi dolomitici, presentano diverse vie d’accesso; viene qui proposto il percorso che sale dal Passo Valparola, situato in territorio veneto ma raggiungibile anche dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” sul Passo Valparola e il Passo Falzarego e QUI quella sul paese di San Cassiano).

Il lungo percorso, che presenta anche diversi tratti attrezzati nella parte tra le due cime, ricalca in parte percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il tracciato; il percorso non è molto difficile tecnicamente ma presenta diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la sua percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.

La salita comincia dal Rifugio Valparola (2168 m) seguendo il sentiero 23 per il Col di Lana, la traccia scende nei pressi del vicino Laghetto di Valparola per poi portare in saliscendi tra prati ad una selletta.
Si scende, quindi, un tratto roccioso attrezzato con staffe e cavo per poi scendere su traccia ghiaiosa, si riprende poi la salita in tratti di bosco ed altri aperti, sempre su traccia ghiaiosa un po’ ripida, fino a giungere ad una selletta ospitante il piccolo Bivacco Sief (2262 m).

Dal bivacco si segue la traccia ghiaiosa tra prati che conduce in lieve discesa al Passo Sief (2209 m), dal passo si segue il sentiero 21 che conduce prima in saliscendi tra pascoli e poi in ripida salita su traccia tra trincee e parti ghiaiose fino alla vetta del Monte Sief (2424 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla cima del Monte Sief si segue la cresta attrezzata, prima in discesa e poi in risalita, con tratti anche un po’ esposti attrezzati con staffe e cavi, fino a raggiungere la vetta del Col di Lana (2452 m, croce e cappella con bivacco, 30 minuti dal Monte Sief, 2.30 ore dalla partenza).

Dal Col di Lana si scende sul sversante opposto con traccia sassosa molto ripida che porta all’incrocio col sentiero Teriol Ladin, si segue in lungo sviluppo in saliscendi, su traccia ghiaiosa e terrosa tra prati, il sentiero Teriol Ladin che riporta al Passo Sief.
Dal passo si segue, quindi, la via di salita che con molti saliscendi riporta al Rifugio Valparola (2.15 ore dal Col di Lana, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Valparola – Passo Sief – Monte Sief – Col di Lana – Passo Sief – Passo Valparola

Sentieri: 23 – 21 – Teriol Ladin – 23

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali (2.30 ore l’andata, 2.15 ore il ritorno)

Quota massima: 2452 m

Difficoltà: EEA – escursione dal lungo sviluppo e dislivello, con presenza di tratti attrezzati e in parte esposti tra le due cime

Data di percorrenza: luglio 2019

Al Rifugio Valparola

Laghetto di Valparola

Primo tratto tra pascoli

Primo breve tratto attrezzato

Traccia in salita verso il Bivacco Sief

Tratto in discesa verso il Passo Sief con vista sul Monte Sief ed il Col di Lana

Salendo al Monte Sief

In cima al Monte Sief

Vista sulla Marmolada dal Monte Sief

Cresta tra il Monte Sief ed il Col di Lana

In vetta al Col di Lana

Tratto di discesa ripido dal Col di Lana

Lungo il sentiero Teriol Ladin


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Padauner Kogel (2066 m) – Alpi di Zillertal – ottobre 2018

Il Padauner Kogel, cima di 2066 metri di quota, è posto nelle Alpi di Zillertal in territorio austriaco poco a nord della Alta Valle Isarco, del Passo del Brennero/Brenner Pass e del confine con l’Alto Adige; la vetta presenta varie possibilità di salita dal territorio austriaco ma può essere raggiunta, con percorso un po’ più lungo, anche dal Passo del Brennero.

Il percorso descritto presenta uno sviluppo piuttosto lungo con dislivello rilevante e passa sia per zona aperte pascolive che per altre nel bosco; dalla vetta si ha una buona visuale sulla sottostante Wipptal e verso diverse cime delle Alpi di Zillertal.

La salita comincia dal paese di Brennero posto nei pressi del Passo del Brennero (1370 m), si segue inizialmente in discesa la strada statale e dopo alcune centinaia di metri dal passo in territorio austriaco si trovano le indicazioni per il Padauner Kogel.
Si segue, quindi, in saliscendi il sentiero 83 che procede su mulattiera in saliscendi costeggiando la ferrovia e poi risalendo nel bosco con sentiero a tratti un po’ ripido che porta ai pascoli in cui è posta la locanda Larcherhof (1556 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Larcherhof si segue sempre il sentiero 8 per il Padauner Kogel salendo nel bosco con sentiero piuttosto ripido fino ad incrociare il sentiero 82; dal bivio si segue verso la vetta il sentiero 82 salendo su traccia terrosa e sassosa tra magra erba ed arbusti fino a giungere in vetta al Padauner Kogel (2066 m, croce, 1.15 ore dal Larcherhof, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con risalita finale per tornare al Passo del Brennero in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Passo del Brennero – Larcherhof – Padauner Kogel – Larcherhof – Passo del Brennero

Sentieri: 83 – 82

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi iniziali

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2066 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica moderata, seppur con diversi tratti ripidi e sviluppo e dislivello piuttosto rilevanti

Data di percorrenza: ottobre 2018

Cartelli sulla statale del Passo del Brennero in territorio austriaco

Lungo il percorso per il Larcherhof

Al Larcherhof

Salendo al Padauner Kogel

In vetta al Padauner Kogel

Dalla vetta del Padauner Kogel sulla sottostante valle della Wipptal

Cliccare sull’immagine per visualizzare Brennero paese ed il Passo del Brennero su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Piengkopf (2792 m) – Ötztaler Alpen – luglio 2019

La Piengkopf, vetta di di 2792 metri di quota, è una cima posta in territorio austriaco nel gruppo delle Ötztaler Alpen a poca distanza dal confine con il Sudtirolo e le Alpi Venoste; viene, perciò, descritta in questo sito trovandosi a breve distanza dal Passo Resia/Reschenpass posto in Alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul Passo Resia e il paese di Curon Venosta).

La salita alla vetta avviene sfruttando la cabinovia Bergkastel posta nel comune di Nauders a breve distanza dal confine con l’Italia; il percorso presenta uno sviluppo e dislivello moderati che portano, alternando tratti ripidi ad altri meno faticosi, alla panoramica vetta con bellissimo panorama su molte vette delle Ötztaler Alpen e delle Alpi Venoste.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Bergkastel (2173 m, rifugio), si segue inizialmente il sentiero 30 per la Piengalm; il primo tratto presenta una mulattiera sterrata che in breve diventa sentiero tra bosco e pascoli di che porta in saliscendi, ben prima di arrivare alla Piengalm, al bivio per il sentiero per la vetta.

Si prende, quindi, il sentiero 29 per la Piengkopf salendo su traccia sassosa e terrosa tra pascoli alternando tratti più ripidi ad altri con pendenza moderata.
Si giunge poi ad un piccolo pianoro dove si segue la ripida traccia ghiaiosa e terrosa che tra magra erba e massi conduce all’anticima della Piengkopf con croce; dall’anticima si segue quindi, volendo, la breve cresta sassosa un po’ esposta fino alla vicina vetta della Piengkopf (2792 m, ometto, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Bergkastel – Piengkopf – stazione a monte cabinovia Bergkastel

Sentieri: 30 – 29

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi iniziali

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2792 m

Difficoltà: E/EE – escursione di difficoltà tecnica moderata, seppur con diversi tratti ripidi, fino all’anticima con croce, la breve salita finale alla vetta, facoltativa, è di difficoltà EE con alcuni tratti un po’ esposti su massi.

Data di percorrenza: luglio 2019

Cartelli alla stazione a monte della cabinovia

Primo tratto in saliscendi con vista sulla Piengkopf

Bivio per il sentiero per la Piengkopf

Vista sulla stazione a monte della cabinovia lungo il primo tratto di salita

Salita che alterna tratti ripidi ad altri con pendenza moderata

Pianoro sotto la vetta

Ultimo tratto di salita per l’anticima

Anticima della Piengkopf con croce

Cresta finale per la cima

Panorama dalla vetta verso la cresta del Bergkastell

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Bergkastell di Nauders su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Passo Valparola – Passo Falzarego – Val Badia – luglio 2021

Il Passo Valparola, posto a 2191 metri di quota, e il Passo Falzarego, situato a 2109 metri di altezza, mettono in comunicazione la Val Badia con la zona di Cortina d’Ampezzo e di Pieve di Livinallongo in Veneto; dalla Val Badia il passo viene raggiunto partendo dal paese di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).

I due valichi, posti a meno di 2 chilometri l’uno dall’altro ed ospitanti diversi bar e ristoranti, sono situati interamente in territorio veneto ma il confine con l’Alto Adige in Val Badia è posto a pochi chilometri dal Passo Valparola.

La strada asfaltata del passo ha da tutti i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada dei valichi è, soprattutto in estate, molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

I passi sono posti nei pressi del piccolo Laghetto di Valparola in magnifico ambiente dolomtico dominato dalla vette del Piccolo Lagazuoi, del Sass di Stria e del Monte Sief e del Col di Lana ed offrono numerose possibilità escursionistiche adatte sia a famiglie che esperti; dal Passo Falzarego parte, inoltre, la funivia del Lagazuoi che conduce nei pressi della vetta del Piccolo Lagazuoi (QUI la “pillola” sul Piccolo Lagazuoi con salita e discesa tramite i sentieri attrezzati del Kaiserjäger e delle Gallerie del Lagazuoi e QUI la “pillola” sull’ascesa a Monte Sief e Col di Lana).

La zona dei due valichi era attraversata dal fronte di guerra tra Italia e Austria nella Prima guerra mondiale, sui sentieri circostanti sono poste, infatti, numerose strutture, trincee e gallerie usate nei tempi di guerra; presso il Passo di Valparola è situato anche un forte che ospita un museo dedicato alla Prima Guerra mondiale.

Passo Falzarego

Passo Valparola

Strada tra i valichi

Chiesetta al Passo Falzerego con il Sass di Stria sullo sfondo

Rifugio Passo Valparola

Laghetto di Valparola

Forte di Valparola con museo della Prima Guerra Mondiale

Forte di Valparola visto dall’alto

Funivia Lagazuoi al Passo Falzarego

Piccolo Lagazuoi visto dal Passo Valparola

Sul sentiero attrezzato del Kaiserjäger

In cima al Piccolo Lagazuoi

Nelle Gallerie del Lagazuoi

Nell’area del Monte Sief e del Col di Lana

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Valparola su Google Maps

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Piccolo Lagazuoi (2768 m) – Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Sentiero attrezzato Gallerie – Dolomiti – luglio 2021

Il Piccolo Lagazuoi, vetta di 2768 metri di quota, è posto nelle Dolomiti Ampezzane nel gruppo del Fanes in posizione dominante sul Passo Falzarego e sul Passo di Valparola; la vetta e i passi sono situati interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige, nella valle che sale dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” su San Cassiano e QUI quella sul Passo Falzarego e sul Passo Valparola).

La vetta, molto panoramica su diversi gruppi dolomitici, del Piccolo Lagazuoi presenta diverse vie d’accesso ed è anche raggiunta dalla funivia che sale dal Passo Falzarego; viene qui proposto il giro ad anello che sale per il Sentiero attrezzato Kaiserjäger e scende per il sentiero attrezzato Gallerie.

I due sentieri attrezzati ricalcano percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il percorso; i sentieri non sono molto difficili tecnicamente ma presentano diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la loro percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.

La salita comincia dal forte con museo posto nei pressi del Passo Valparola (2183 m, museo) si segue inizialmente un sentiero senza indicazioni che parte dal lato opposto della strada rispetto a dove si trova il forte. Il sentiero ghiaioso conduce in moderata salita verso destra tra magra erba raggiungendo una trincea, si segue quindi la trincea fino a dei resti di postazioni di guerra.

Dalle postazioni si sale a sinistra su ripida traccia su fondo ghiaioso intersecando anche il sentiero proveniente dal Passo Falzarego, si segue quindi la ripida traccia in tornanti che porta all’inizio del tratto attrezzato.
Si sale dapprima in un canalino con delle staffe e poi si segue un piccola cengia giungendo ad un ponte sospeso, superato il ponte si segue un’altra piccola cengia piuttosto esposta salendo poi su traccia ghiaiosa ripida. La traccia conduce in un canale che presenta ancora dei brevi tratti attrezzati superando poi l’ultimo tratto in tornanti che porta alla larga cresta finale che conduce alla vetta del Piccolo Lagazuoi (2768 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue il largo sentiero ghiaioso che porta in breve al Rifugio Lagazuoi (2752 m, stazione di arrivo della funivia), dal rifugio si seguono le indicazioni per le Gallerie del Lagazuoi, la traccia ghiaiosa scende dapprima ripidamente con cavi di aiuto seguendo poi una trincea che raggiunge l’entrata delle gallerie.
Si entra quindi nella lunga e buia galleria (necessari casco e torcia), la galleria scende molto ripida, con cavo corrimano continuo, con gradoni di legno e pietra alti con fondo su ghiaino a tratti bagnato, la galleria presenta anche diversi pianerottoli con anche feritoie e ricoveri militari. Arrivati all’uscita della lunga galleria si segue in discesa la ripida traccia ghiaiosa attrezzata con cavi che porta ad una successiva breve galleria raggiungendo, infine, il sentiero che scende verso il Passo Falzarego.

Si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso moderatamente ripido che scende in tornanti fino al Passo Falzarego, dal Passo Falzarego si torna, quindi, in risalita su asfalto fino al forte nei pressi del Passo Valparola (2.00 ore dalla vetta, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Forte del Passo Valparola – Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Piccolo Lagazuoi – Rifugio Lagazuoi – Sentiero attrezzato Gallerie – Passo Falzarego – Forte del Passo Valparola

Sentieri: Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Sentiero attrezzato Gallerie

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 2768 m

Difficoltà: EEA – escursione con diversi tratti ripidi ed altri attrezzati ed esposti, le gallerie sono buie e richiedono torcia e casco, utile avere con se il set da ferrata

Data di percorrenza: luglio 2021

Annotazioni: si può anche partire direttamente dal Passo Falzarego raggiungendo il Sentiero attrezzato Kaiserjäger all’incrocio descritto in salita; volendo si può prendere la funivia in salita o discesa omettendo la percorrenza di uno dei due sentieri attrezzati.

Vista sul Forte del Passo Valparola nel primo tratto di salita del sentiero Kaiserjäger

Tratto lungo la trincea

Tratto ripido in tornanti

Tratti attrezzati

Tratto finale del canale di salita

In vetta al Piccolo Lagazuoi

Vista dalla vetta sul Lagazuoi Grande e sulle Tofane

Rifugio Lagazuoi

Trincea verso l’entrata delle gallerie

Nelle Gallerie del Lagazuoi

Tratto attrezzato all’uscita delle gallerie

Scendendo al Passo Falzarego


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Piz Boè (Sella) – (3152 m) – Dolomiti – luglio 2021

Il Piz Boè, vetta di 3152 metri di altezza, è la cima più alta del Gruppo del Sella ed è visibile e facilmente riconoscibile da ampio raggio anche grazie alla presenza del Rifugio Piz Fassa sulla sommità; la cima, da cui si gode un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici, si trova sul confine tra Sudtirolo, Trentino e Veneto e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritto l’accesso più breve, seppur con presenza di alcuni tratti impegnativi, che parte dalla funivia del Sass Pordoi la cui stazione a valle si trova al Passo Pordoi tra Veneto e Trentino; il Passo Pordoi è raggiungibile dall’Alto Adige dalla Val Gardena/Gröden tramite il Passo Sella e dall’Alta Badia tramite il Passo Campolongo ed Arabba.

La salita comincia dalla stazione a monte della Funivia Sass Pordoi (2950 m, Rifugio Maria), si segue inizialmente in discesa il sentiero 627A che conduce in breve, su fondo sassoso, alla Forcella del Pordoi (2829 m, Rifugio Forcella Pordoi).

Dal Rifugio si segue il sentiero 627 verso il Piz Boè, il sentiero su fondo sassoso (a tratti innevato fino a stagione estiva inoltrata) conduce al bivio tra il Rifugio Boè ed il PIz Boè/Capanna Piz Fassa; si segue il sentiero 638 per il Piz Boè salendo in tornanti su traccia ghiaiosa e sassosa fino ad una sella.
Da qui si sale con traccia ripida rocciosa e ghiaiosa (alcuni tratti attrezzati con cavi e staffe) fino a giungere in vetta al Piz Boè (3152 m, croce, Rifugio Capanna Piz Fassa, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si prende il sentiero 638 verso la Forcella dai Ciamorces e il Rifugio Boè, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in breve ripidamente alla Forcella dai Ciamorces (3110 m). Dalla forcella si scende sul sentiero 638 per il Rifugio Boè prima su traccia ripida sassosa e ghiaiosa poi per un tratto attrezzato con cavi e gradoni in legno fino a giungere ad un pianoro ed al Rifugio Boè/Bamberghütte (2871 m, 1.00 ora dal Piz Boè).

Dal Rifugio Boè si prende il sentiero 627 verso il Sass Pordoi, la traccia sassosa conduce in leggera salita ad un pianoro con piramide di sassi, si prosegue in saliscendi su fondo roccioso e sassoso, con anche tratti attrezzati con cavi e possibili campi di neve, fino a tornare al bivio incontrato all’andata. Dal bivio si torna, quindi, in breve al Rifugio Forcella Pordoi e, in risalita, si torna alla funivia del Sass Pordoi (1.30 ore dal Rifugio Boè, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funivia Sass Pordoi – Forcella del Pordoi – Piz Boè –  Rifugio Boè – Forcella del Pordoi – stazione a monte funivia Sass Pordoi

Sentieri: 627A – 627 – 638 – 627 – 627A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 3152 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti esposti, alcune frazioni attrezzate con cavo ed altre ripide; possibili tratti innevati fino a stagione estiva inoltrata

Data di percorrenza: luglio 2021

Primo tratto in discesa scendendo alla Forcella Pordoi

Forcella del Pordoi con Rifugio Forcella Pordoi

Bivio tra Rifugio Boè e Piz Boè

Pianoro lungo la salita al Piz Boè

Lungo il tratto ripido di salita in parte attrezzato

In vetta al Piz Boè

Capanna Piz Fassa in vetta al Piz Boè

Panorama dalla vetta verso la Marmolada

Scendendo al Rifugio Boè

Rifugio Boè

Lungo il sentiero dal Rifugio Boè alla Forcella Pordoi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pordoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Rifugio Payer (3029 m) – Rifugio Tabaretta (2556 m) – Gruppo dell’Ortles – luglio 2021

Il Rifugio Payer, situato a 3029 metri di quota, e il Rifugio Tabaretta, posto a 2556 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles/Ortler e sono raggiungibili da Solda/Sulden in alta Val Venosta/Vinschgau tramite la seggiovia dell’Orso (QUI la “pillola” sul paese Solda).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vetta dell’Ortles (che con i suoi 3905 metri di quota è la cima più alta delle Alpi Orientali), i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare severo d’alta quota; il percorso per arrivarci, da cui si godono bellissime viste sulle alte vette circostanti, attraversa, infatti, anche tratti esposti ed anche, in parte, attrezzati per raggiungere questi noti ed importanti rifugi.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia dell’Orso (2330 m, rifugio), si segue quindi il sentiero 10/4A che prima in leggera discesa su mulattiera incontrando il bivio col sentiero 4 per il Rifugio Tabaretta.
Si segue quindi il sentiero 4 prima in leggera discesa tra prati e poi il lungo traverso su fondo sassoso che in leggera salita conduce ad una selletta, dalla sella si continua su traccia su fondo sassoso  seguendo per il Rifugio Taberetta a tutti i bivi; la traccia terrosa e sassosa sale quindi ora ripidamente al Rifugio Tabaretta (2556 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Tabaretta si segue il sentiero 4 per il Rifugio Payer, la traccia sassosa sale piuttosto esposta con lungo traverso fino ad un tratto a tornati ripidi che porta alla Forcella dell’Orso/Bärenkopfscharte (2871 m).
Seguendo sempre la traccia per il Rifugio Payer si procede ora in traverso roccioso con tratti attrezzati con cavi e un ponte di legno che portano in saliscendi alla Forcella Tabaretta/Tabarettascharte (2903 m).

Dalla Forcella Taberetta si segue l’ultimo tratto di salita per il Rifugio Payer salendo in breve, ma ripidamente, su traccia sassosa e con massi fino al Rifugio Payer (3029 m, 1.30 ore dal Rifugio Tabaretta, 2.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte seggiovia dell’Orso –-  Rifugio Taberetta – Rifugio Payer –  Rifugio Tabaretta – stazione a monte seggiovia dell’Orso

Sentieri: 4A – 4

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 3029 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti esposti, alcune frazioni attrezzate con cavo ed altre ripide

Data di percorrenza: luglio 2021

Annotazioni: in discesa si può, volendo, anche scendere direttamente a Solda paese senza tornare alla seggiovia dell’Orso

Seggiovia dell’Orso

Salendo al Rifugio Tabaretta

Vista sull’Ortles

Rifugio Tabaretta

Salendo alla Forcella dell’Orso

Salendo alla Forcella Tabaretta

Ultimo tratto per il Rifugio Payer

Rifugio Payer


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia dell’Orso di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Sentiero Oswald von Wolkenstein – Siusi allo Sciliar/Seis am Schlern – luglio 2021

In Alto Adige sono presenti molti sentieri tematici, adatti a famiglie, che permettono di scoprire bellezze naturali, architettoniche e curiosità sulle diverse località sudtirolesi; tra essi troviamo il sentiero Oswald von Wolkenstein di Siusi allo Sciliar/Seis am Schlern (QUI la “pillola” sul paese di Siusi allo Sciliar).

Il sentiero Oswald von Wolkenstein, il cui inizio si trova a pochi minuti di cammino dalla stazione a valle della cabinovia che conduce all’Alpe di Siusi, presenta un percorso ad anello dallo sviluppo totale di 5 chilometri circa e 300 metri di dislivello in salita e discesa.

Il percorso si snoda per la maggior parte su sentieri di bosco che, con diversi saliscendi e qualche tratto più ripido, conducono alle rovine di Castel Salego/Salegg e Castelvecchio/Hauenstein, antica dimora del nobile Oswald von Wolkenstein; dalle rovine si possono godere bei panorami sul paese di Siusi e i bucolici dintorni mentre lungo il percorso sono presenti molti pannelli illustrativi e strutture interattive che permettono di scoprire molte curiosità sulla vita medievale, le leggende e le storie di luoghi e castelli del luogo oltre che sulla vita di Oswald von Wolkenstein.

Il sentiero Oswald von Wolkenstein, date le sue caratteristiche, risulta essere un percorso molto frequentato da famiglie ed interessante, comunque, per grandi e piccoli; tornati alla stazione a valle della cabinovia è possibile, inoltre, pranzare al ritornate pizzeria Santner’s posto in loco.

Primo tratto del Sentiero Oswald von Wolkenstein

Rovine Castel Salego

Panorami verso il paese di Siusi

Tratto del sentiero Oswald von Wolkenstein verso le rovine di Castelvecchio

Rovine di Castelvecchio

Ultima parte del sentiero Oswald von Wolkenstein

Schema del percorso

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della cabinovia di Siusi allo Sciliar su Google Maps

Rasciesa di Dentro/Innerraschötz (2317 m) – Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz (2281 m) – Dolomiti – settembre 2020

Le cime della Rasciesa di Dentro/Innerraschötz, posta a 2317 metri di quota, e della Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz di 2281 metri di altezza, sono situate nel gruppo montuoso dolomitico delle Odle/Geisler ed offrono grandosi panorami verso vari gruppi dolomitici quali: Sassolungo/Langkofel, Odle e Sella; le vette sono raggiungibili partendo dalla stazione a  monte della Funicolare Rasciesa, la cui stazione a valle si trova nel paese di Ortisei/St. Ulrich in Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sulla funicolare Rasciesa e QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Viene qui descritta la salita congiunta alle due vette erbose, tuttavia le salite alle due cime possono essere anche effettuate singolarmente riducendo, quindi, sviluppo e dislivello; i percorsi di salita non presentano particolari difficoltà tecniche ma va evidenziato che l’ultimo tratto del percorso alla Rasciesa di Dentro si svolge fuori traccia richiedendo, pertanto, senso di orientamento e buona visibilità.

La salita alla Rasciesa di Dentro comincia dalla stazione a monte della funicolare Rasciesa (2090 m. rifugio) si segue inizialmente la mulattiera numero 35 per il Passo Brogles, in breve, presso la Malga Saltner Cason si trova il bivio col sentiero 31.
Si segue quindi il sentiero 31 per la Forcella di Vallazza/Flitzer Scharte,  il sentiero procede dapprima tra spazi aperti e poi in saliscendi nel bosco fino a raggiungere la Forcella Vallazza con crocefisso (2107 m).

Dalla forcella si segue sempre il sentiero 31 in saliscendi nel bosco fino ad uscire dallo stesso ricongiungendosi alla mulattiera 35. Poco dopo il ricongiungimento, nei pressi di una panchina, si devia a sinistra su debole traccia non segnata salendo prima tra rado bosco e poi, senza traccia, diagonalmente a destra su pascoli aperti fino a raggiungere la cresta che conduce in breve alla cima della Rasciesa di Dentro (2317 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna per lo stesso percorso alla stazione a konte della funicolare Rasciesa in 1.00 ora, 2.30 ore dalla partenza).

Per salire alla Rasciesa di Fuori si segue adesso il sentiero 35A per il Rifugio Rasciesa, la mulattiera sterrata sale in moderata pendenza in bosco via via più rado fino a raggiungere il Rifugio Rasciesa posto tra pascoli (2170 m). Dal Rifugio si segue ora la mulattiera 10 per la vetta salendo ripidamente sulla stessa fino a raggiungere il tratto finale che, su fondo ghiaioso, porta alla vetta della Rasciesa di Fuori (2281 m, croce, 1.00 ora dalla funicolare Rasciesa, 3.30 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul sentiero che, piuttosto ripidamente su fondo sassoso, scende in breve verso la Chiesetta di Santa Croce, dalla chiesetta si prende il sentiero 35A che riporta in breve in saliscendi al Rifugio Rasciesa, dal rifugio si torna, quindi, sul sentiero 35A, percorso in salita, fino alla stazione a monte della funicolare (1.00 ora dalla Rasciesa di Fuori, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funicolare Rasciesa – Forcella Vallazza – Rasciesa di Dentro – Forcella Vallazza – stazione a monte funicolare Rasciesa –  Rifugio Rasciesa – Rasciesa di Fuori – Chiesetta di Santa Croce – Rifugio Rasciesa –  stazione a monte funicolare Rasciesa

Sentieri: 35 – 31 – deviazione a vista verso la Rasciesa di Dentro – 31 – 35A – 10 – 35A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi (300 metri i singoli percorsi alle due vette)

Tempo di percorrenza: 4.30  ore totali (2.30 ore la salita e discesa alla Rasciesa di Dentro, 2.00 ore la salita e discesa alla Rasciesa di Fuori)

Quota massima: 2317 m

Difficoltà: E/EE – escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dallo sviluppo piuttost lungo, il tratto finale di salita alla Rasciesa di Dentro è di difficoltà EE svolgendosi senza traccia (seppur su terreno pascolivo aperto)

Data di percorrenza: settembre 2020

Annotazioni: la salita alle due vette può, naturalmente, essere percorsa anche singolarmente riducendo sviluppo e dislivello; nel tratto finale di salita senza traccia alla Rasciesa di Dentro servono senso di orientamento e buona visibilità.

Stazione a monte della funicolare

Vista sulle Dolomiti e la Malga Saltner Cason

Bivio per la Forcella Vallazza/Flitzer Scharte

Vista sulla Rasciesa di Dentro salendo alla Forcella Vallazza

Forcella Vallazza

Lungo la deviazione senza traccia verso la Rasciesa di Dentro

In cima alla Rasciesa di Dentro

Salendo al Rifugio Rasciesa

Rifugio Rasciesa

Ultimo tratto di salita verso la Rasciesa di Fuori

Vetta della Rasciesa di Fuori

Vista sulle Dolomiti dalla vetta della Rasciesa di Fuori

Scendendo verso la Chiesetta di Santa Croce

Chiesetta di Santa Croce

Tornando al Rifugio Rasciesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funicolare Rasciesa su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi