Tenuta Castel Rametz/Schloss Rametz – Museo del Vino – Merano e Val d’Adige

Merano/Meran, seconda città dell’Alto Adige/Südtirol per numero di abitanti dopo Bolzano/Bozen, vanta una lunga storia importante che le permette di ospitare innumerevoli punti di interesse religiosi, architettonici, naturalistici e culturali (QUI la “pillola” sulla città di Merano).

Nell’ambito dell’offerta culturale Merano ospita svariati eventi ed anche molti musei ed esposizioni culturali quali: il Museo del Vino di Castel Ramezt/Schloss Rametz, il Museo delle Donne/Frauenmuseum, il Museo del Turismo sito nel castello dei Giardini Trauttmansdorff, il Palais Mamming Museum ospitante le collezioni del Museo Civico, il Castello Principesco con annesso museo, la galleria Merano Arte/Kunst Meran, il Museo ebraico (QUI la “pillola” su Merano Arte, QUI quella sul Museo del Turismo, QUI quella sul Museo Civico, QUI quella sul Castello Principesco e QUI quella sul Museo delle Donne).

La tenuta di Castel Rametz, situata in Via Labers, 4 e posta a 400 metri di quota tra vigneti collinari poco fuori Merano, è nota già dal 1227 e presenta una bellissima struttura merlata circondata da colture vinicole, in particolare Riesling, Cabernet, Pinot Nero e Gewürztraminer.

Dal 1972 la famiglia Schmid è proprietaria di Castel Rametz e promuove nuove innovazioni nella coltivazione dei vigneti pur sempre rimanendo fedeli al motto di natura come alleata e senza transigere sulla qualità del vino prodotto.

Nella tenuta sono presenti un’enoteca con possibilità di degustazione vini, un ristorante attiguo, ed il Museo del vino; il percorso museale offre una panoramica sulla sviluppo nei secoli della viticoltura, sia a Castel Rametz e non solo; sono presenti molti strumenti di coltivazione vinicola e documenti storici, un’area dedicata allo speck, una stanza dei tesori con molte bottiglie molto pregiate e la cantina storica, tuttora funzionante, che permette di scoprire i metodi di conservazione del vino.

Nel museo è anche presente un’esposizione dedicata a Castel Monreale/Königsberg, situato in Trentino ed anch’esso di proprietà della famiglia Schmid; nella tenuta di Castel Monreale vengono prodotti soprattutto spumanti.

Il museo è aperto solitamente dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00 e può essere visitato, volendo, in determinati periodi ed orari, anche con visita guidata con degustazioni di vini; è sempre bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale: www.rametz.com

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026

Tenuta Castel Rametz

Vinoteca

Ingresso del Museo del Vino

Lungo il percorso museale

Area dedicata a Castel Monreale

Area dedicata allo speck

Stanza dei Tesori

Cantina storica

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


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Waalweg di Rifiano/Riffian – Santuario di Maria Addolorata/Wallfahrtskirche – Val Passiria

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau e della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, si cui diversi ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Rifiano/Riffian, situato all’imbocco della Val Passiria/Passeiertal a pochi chilometri da Merano, ospita un sentiero Waalweg che porta sui pendii sovrastanti il paese e facenti parte del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.
Questo tratto di Waalweg è interrato, per cui non visibile, ma il percorso risulta essere, comunque, interessante, con sviluppo tra bosco e spazi aperti, permettendo di godere anche ottimi panorami sul sottostante paese di Rifiano, il Gruppo di Tessa e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Inoltre, lungo l’escursione si tocca anche il Santuario di Maria Addolorata/Wallfahrtskirche, documentato già dal 1310 e simbolo del paese di Rifiano.
Il santuario è un pregevole esempio di architettura barocca con magnifica pala del 1400 posta sopra l’altare raffigurante Maria Addolorata, molto rilevanti sono anche il campanile alto 37 metri e la cappella del vicino cimitero con importanti affreschi del 1400 (QUI la “pillola” sul paese di Rifiano ed il Santuario di Maria Addolorata).

Il tracciato parte da Rifiano, salendo su Via Hohlgasse si seguono dapprima le indicazioni per il santuario e, poco dopo, quelle del sentiero 3A per il sentiero Waalweg; si sale inizialmente su mulattiera tra frutteti e poi su sentiero nel bosco piuttosto ripido fino ad incontrare il Sentiero Waalweg.

Seguendo a destra il Sentiero Waalweg “RW” si procede, in leggeri saliscendi, tra passerelle di legno e sentiero nel bosco; ignorati vari bivi si rimane sul sentiero Waalweg toccando anche alcuni punti panoramici e diverse sculture lignee.
Ad un successivo bivio si prende il sentiero 12 verso Saltusio, procedendo ancora nel bosco in leggeri saliscendi si giunge al punto Pougntol incrociando un torrente; si prende, quindi, il sentiero 3B per Rifiano, scendendo piuttosto ripidamente, su sentiero nel rado bosco, si incrocia una strada asfaltata che si segue in discesa arrivando al Santuario di Maria Addolorata.

Continuando a seguire la strada asfaltata, con Via Crucis e pannelli informativi sul Parco Naturale del Gruppo di Tessa, si torna, quindi, a Rifiano.

L’escursione presenta 5 chilometri di sviluppo totali e dislivello di circa 150 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi; il fondo del percorso risulta maggiormente sentiero nel bosco con brevi tratti su passerelle di legno e tratto finale su asfalto.
La difficoltà tecnica è contenuta, va, comunque, fatta attenzione nei tratti sulle passerelle.

Le foto si riferiscono alla mia escursione nella primavera 2026

Primo tratto da Rifiano al bivio col sentiero 3A

Sentiero 3A verso l’incrocio con il sentiero Waalweg “RW”

Lungo il sentiero Waalweg di Rifiano “RW”

Punto Pougntol e bivio per Rifiano

Tratto verso il Santuario di Maria Addolorata

Santuario di Maria Addolorata

Cappella cimiteriale

Discesa verso Rifiano

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria


Cliccare sull’immagine per visualizzare Rifiano su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Sentiero della roggia Brandis/Brandis Waalweg – Merano e Valle dell’Adige

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, si cui diversi ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Lana, situato nei pressi di Merano in Valle dell’Adige/Etschtal, ospita dei sentieri Waalweg; tra essi si trova il  Sentiero della roggia Brandis/Brandis Waalweg che porta da Lana di Sopra/Oberlana a Lana di Sotto/Niederlana (QUI la “pillola” su Lana).

Questo tratto di Waalweg è interrato, per cui non visibile, ma il percorso risulta essere, comunque, molto interessante toccando diversi punti di interesse ed offrendo bei panorami su Lana e la Valle dell’Adige.

Il tracciato parte dal parcheggio P4 di Lana di Sopra, si segue in breve dapprima la strada per il Passo Palade/Gampenpass, seguendo, quindi, i cartelli ci si inoltra sul Sentiero Brandis alternando tratti aperti tra meleti e vigneti ad altri nel bosco.

Il percorso raggiunge, quindi, il Maso Stöcklerhof, con appartamenti vacanze ad allevamento di lama, proseguendo si passa nei pressi della chiesetta di Santa Margherita (aperta solo in alcuni periodi); si incontro successivamente un tratto con passerelle di legno soprastanti la sottostante Valle dell’Adige.

Si giunge, quindi, ad un bivio dal quale si può raggiungere Lana di Sotto ed il Museo della Frutticoltura; continuando sul Sentiero Brandis si arriva al punto di ristoro Waalrast (di cui è bene informarsi sui periodi di apertura); dal Waalrast, rientrando nel bosco, il percorso porta alla Cascata Brandis con bel salto d’acqua e situata in zona ombreggiata e molto fresca.

Il sentiero della Roggia Brandis presenta 3 chilometri di sviluppo (solo andata) e dislivello di circa 100 metri in salita e discesa considerati i leggeri saliscendi; il fondo del percorso risulta in gran parte sterrato con brevi tratti su passerelle di legno ed asfalto.
La difficoltà tecnica è contenuta, va, comunque, fatta attenzione nei tratti sulle passerelle.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026

Parcheggio P4

Breve tratto sulla strada del Passo Palade

Inizio del Sentiero della Roggia Brandis

Tratto verso il Maso Stöcklerhof

Maso Stöcklerhof

Chiesetta di Santa Margherita (raggiungibile con breve deviazione, è proibito fare foto all’interno)

Tratto verso il punto di ristoro Waalrast

Punto di ristoro Waalrast

Tratto verso la Cascata Brandis

Cascata Brandis

Cartina del percorso


Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio P4 di Lana di Sopra nei pressi del ponte sul Rio Valsura a Lana su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Percorso dei Masi/Höfeweg di Postal/Burgstall – Siniger Kopf (535 m) – Mare di Narcisi/Narzissenmeer – Alpi Sarentine

Il Percorso dei Masi/Höfeweg di Postal/Burgstall si sviluppa ad anello, ai margini delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, dal paese (posto in Valle d’Adige/Etschtal a pochi chilometri da Merano/Meran) e permette di toccare diversi masi, la vetta del Siniger Kopf (posta a 535 metri di quota) ed il Mare di Narcisi/Narzissenmeer, situato nei pressi del Maso Wiesler (QUI la “pillola” sul paese di Postal).

Il Mare di Narcisi è posto in un bosco di castagni ed è stato creato dalla famiglia Laimer con molti anni di lavoro, piantando migliaia di fiori di questa specie.

Il percorso, nel complesso, presenta una difficoltà media ma va considerata la presenza di alcuni tratti ripidi ed uno sviluppo relativamente lungo; nel corso dell’itinerario si godono anche magnifici panorami verso la Valle dell’Adige ed il Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.

Il percorso parte dalla chiesa di Postal (287 m), seguendo le indicazioni per i Sentieri d’acqua meranesi e la passegiata Graf von Weg si segue a sinistra il sentiero nel bosco, se fondo terroso e sassoso, che si sviluppa daprima in discesa e poi in saliscendi.
Giunti ad un bivio si segue il Percorso dei Masi salendo ripidamente su traccia sterrata e sassosa in bosco meno fitto; si raggiunge, quindi, ad una prima radura con abbeveratoio; seguendo la traccia, adesso meno ripida, si incontra una stradina sterrata che porta ad una seconda radura nei pressi del maso Mitterwalder.
Seguendo a sinistra l’indicazione per il Siniger Kopf si procede in breve in saliscendi fino ad un punto panoramico con panchina; volendo, su traccia non segnata si può anche salire alla vetta boscata di poco più alta (535 m, 1.20 ore dalla partenza).

Tornati alla radura nei pressi del Maso Mitterwalder si sale su stradina sterrata giungendo in breve ad un bivio con pannello escursionistico; si segue a destra la stradina asfaltata (senza indicazioni) raggiungendo in breve la tenuta Eichenstein.
Continuando sulla stradina asfaltata nel bosco, costeggiando anche un laghetto, si sale in pendenza moderata; ignorati vari bivi, giunti ad una radura, si segue la stradina verso il Maso Hecher; salendo su stradina asfaltata si raggiunge il Maso Hecher (565 m, posto di ristoro, 30 minuti dal Siniger Kopf, 1.50 ore dalla partenza).

Dal maso si segue il sentiero 1A, la traccia terrosa e sassosa porta in discesa, in breve, al Maso Kofler; seguendo in discesa la stradina asfaltata, con ampi panorami, si giunge ad un bivio; prendendo verso il Maso Wiesler si sale su stradina asfaltata giungendo al Mare di Narcisi ed al Maso Wiesler (555 m, posto di ristoro, 20 minuti dal Maso Hecher, 2.20 ore dalla partenza).

Dal Maso Wiesler si segue verso Postal, in breve si giunge al bivio per il sentiero Wieslersteig 1B, seguendo a destra si scende molto ripidamente su traccia sassosa e terrosa che, in tornanti, prima tra rado bosco e poi più fitto riporta alla chiesa di Postal (25 minuti dal Maso Wiesler, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Chiesa di Postal –  Siniger Kopf –  Maso Hecher –  Mare di Narcisi/Maso Wiesler – Chiesa di Postal

Sentieri: Sentieri d’acqua meranesi – Percorso dei Masi – 1A – Percorso dei Masi – 1B

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore

Quota massima: 565 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica ma che presenta alcuni tratti ripidi; sviluppo di circa 8 chilometri totali; attenzione ai tanti bivi presenti

Data di ascesa: marzo 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei masi. Volendo, dal maso Wiesler è possibile tornare alla chiesa di Postal seguendo il Percorso dei Masi, leggermente più lungo ed un po’ meno ripido rispetto al sentiero Wiesler

Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto visti i tratti ripidi su fondo potenzialmente scivoloso; è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami.
I narcisi sono, solitamente, in piena fioritura tra inizio marzo e metà aprile, quindi, io ho scelto questo periodo per l’escursione; al contempo, in questa stagione, il resto della vegetazione non è ancora tornata completamente verde

Chiesa di Postal

Cartelli alla partenza

Tratto verso il Maso Mitterwalder

Radura nei pressi del Maso Mitterwalder

Tratto al punto panoramico Siniger Kopf

Deviazione non segnata alla vetta del Siniger Kopf

Tratto verso il Maso Hecher

Maso Hecher

Tratto verso il Maso Kofler

Tratto verso il Mare dei Narcisi ed il Maso Wiesler

Mare di Narcisi

Maso Wiesler

Discesa lungo il sentiero Wiesler


Cliccare sull’immagine per visualizzare Postal paese su Google Maps


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Malga Costa/Liegalm – Val d’Ega

La Malga Costa/Liegalm, posta a 1750 metri di altezza, si trova nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione bucolica con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn.

La malga è raggiungibile da diversi punti di partenza; il tracciato più breve, solitamente ben battuto, parte dal Passo Lavazè (che ospita anche l’omonimo centro di sci di fondo), raggiungibile in macchina dai pressi di Nova Ponente/Deutschnofen, Ega/Eggen ed Obereggen in Val d’Ega e Cavalese in Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini, QUI quella su Nova Ponente, QUI la “pillola” su Ega e QUI quella su Obereggen).

Il percorso comincia dal Passo Lavazè (1808 m), dal centro di sci di fondo si seguono le indicazioni per i percorsi invernali ed in breve si giunge al bivio tra Malga Ora/Auerlegeralm e Malga Costa/Liegalm.
Si segue a destra per Malga Costa, su traccia solitamente battuta dagli escursionisti, che, in discesa, taglia diverse volte le piste da sci di fondo (attenzione agli sciatori); seguendo i cartelli per Malga Costa si procede in discesa su traccia nel bosco fino ad intercettare una mulattiera (fare attenzione ai cartelli).

Si segue la mulattiera innevata prima nel bosco in saliscendi e poi più ripidamente tra spazi aperti fino ad incontrare il tracciato estivo; si continua a seguire la mulattiera, nel rado bosco, in saliscendi e poi in discesa più ripida fino a giungere all’ultimo bivio per Malga Costa.
Seguendo a destra si giunge quindi, in breve in leggero saliscendi, a Malga Costa (1750 m, 1.00 ora dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in saliscendi in 1.00 ora, 2.00 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Lavazè – Malga Costa – giro intorno al lago – Passo Lavazè

Sentieri: percorso invernale per Malga Costa che segue, in parte, il sentiero estivo 9

Dislivello: 100 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00 ore totali

Quota massima: 1808 m

Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica contenuta, sviluppo di circa 6 chilometri tra andata e ritorno; in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).
È bene fare attenzione ai diversi bivi, soprattutto nel primo tratto nel seguire i cartelli per la traccia che congiunge al percorso estivo; attenzione anche agli sciatori nei diversi attraversamenti delle piste da fondo

Data di percorrenza: dicembre 2025

Annotazioni: è bene controllare le condizioni di battitura del percorso ed i periodi di apertura della malga. Dal Passo Lavazè parte anche il percorso invernale per Malga Ora/Auerlegeralm ed il Passo Oclini/Joch Grimm (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Alla partenza nei pressi del Centro fondo del Passo Lavazè

Bivio tra Malga Ora e Malga Costa

Primo tratto per Malga Costa che attraversa diverse volte le piste da sci di fondo

Vista su Corno Bianco e Corno Nero

Tratto di collegamento che porta verso il percorso che si effettua anche in estate

Lungo il tratto di percorso che si effettua anche in estate

Malga Costa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Girelle alla cannella – ricette tipiche

In Alto Adige/Südtirol si trovano in molti panifici e pasticcerie diversi tipi di girelle farcite; tra esse si trovano quelle alla nocciola, papavero e cannella. Viene qui proposta la versione alla cannella, molto amata nel periodo invernale ma non solo; le girelle sono molto soffici e gustose ed adatte per una gustosa colazione e merenda.

Ingredienti per 15 girelle:

Impasto:

– 500 g di Farina Manitoba
– 100 g di farina tipo 00 Rieper
– 100 ml di latte parzialmente scremato MILA (volendo anche senza lattosio)
– 100 ml di acqua
– 115 gr di zucchero
– 80 g di burro Vipiteno/Sterzing tagliato a piccoli pezzi a temperatura ambiente
– 2 uova da masi Alto Adige/Südtirol
– 7 g di lievito di birra secco
– 5 g di sale
– aroma di vaniglia q.b.

Ripieno:

– 100 g di zucchero
– 10 g di cannella
– 20 g di burro da sciogliere per la farcia e la teglia

Glassa:

– 75 g di zucchero a velo
– acqua q.b. a temperatura ambiente

Procedimento di preparazione:

Cominciamo preparando l’impasto delle girelle. Versate in una planetaria le farine, il lievito, l’aroma di vaniglia e lo zucchero.

In una ciotola con beccuccio versate l’acqua, il latte e le uova e mescolate. Utilizzando il gancio, azionate la planetaria e versate a filo il composto liquido.

Man mano che il composto comincia ad amalgamarsi, mentre la planetaria lavora, aggiungete, poco alla volta, il burro tagliato a piccoli pezzetti. Aspettate che si sia amalgamato prima di aggiungerne dell’altro.

Continuate a lavorare il composto con la planetaria finchè avrà raggiunto una consistenza morbida ed omogenea.

Lavorate brevemente il composto con le mani per creare una palla liscia ed omogenea.

Riponete il composto nella ciotola che avete usato per impastarlo, copritelo con un panno e lasciatelo lievitare per due ore circa. Dovrà raddoppiare di volume. Io l’ho riposto nel forno, spento ovviamente.

Passato il tempo di lievitazione, prima di tirarlo fuori, fate sciogliere il burro necessario per il ripieno e per la teglia. Dopodichè versate in una ciotola lo zucchero e la cannella e mescolate.

Ora potete prendere l’impasto. Ponetelo su una spianatoia leggermente infarinata e, con l’aiuto di un mattarello, stendetelo fino a formare un rettangolo delle dimensioni di circa 50 x 30 cm.

Spennellate la superficie con il burro fuso e cospargete la superficie imburrata con il composto di zucchero e cannella, fino a riempire tutto il rettangolo.

Arrotolate, delicatamente, il composto dal lato lungo, fino a formare un rotolo omogeneo.

Avvolgete il rotolo in un canovaccio e ponetelo in frigo per 10 minuti, affinchè si rapprenda. Nel frattempo imburrate la teglia con il burro rimasto. Passato questo tempo, è il momento di formare le girelle. Con l’aiuto di un coltello seghettato, tagliate una quindicina circa di girelle del diametro di 4 cm.

Per assicurarvi che le girelle restino rotonde, tirate leggermente il bordo di chiusura e portatelo sotto uno dei due lati in cui si vede il composto. Questa parte andrà poi poggiata sulla teglia ed eviterà che la girella si apra in cottura. Se scegliete di usare una teglia rotonda, create un primo cerchio esterno, poi uno interno, avendo cura di lasciare lo spazio necessario alla lievitazione, ma allo stesso tempo che vengano a toccarsi. In questo modo, dopo la cottura, avrete una splendida torta di girelle. Per le teglie rettangoli o quadrate ponete le girelle in file ordinate.

Lasciate lievitare nuovamente per circa 1 ora, finchè non saranno di nuove belle gonfie.

Cuocete le girelle in forno preriscaldato a 185° per circa mezz’ora.

Ponete le girelle su una gratella a raffreddare.

Prepariamo ora la glassa. In una ciotola ponete lo zucchero a velo e, a filo, versate pochissima acqua alla volta, avendo cura di mescolare con un cucchiaio prima di aggiungerne dell’altra. La glassa sarà pronta quando risulterà liscia, morbida e sarà possibile creare delle strisce senza che si spezzino quando le si lavora.

Una volta raggiunta la consistenza desiderata, glassate le girelle, utilizzando lo stesso cucchiaio con cui avete preparato la glassa. Muovetelo avanti e indietro, creando così delle strisce.

Ponete le girelle su un piatto da portata. Buon appetito!

Preparazione della ricetta: Cristina Mapelli
Foto: Pillole sudtirolesi

Scopriamo QUI altre “pillole” su piatti tipici e ricette dell’Alto Adige

Scopriamo QUI altre “pillole” sui prodotti tipici del Sudtirolo

Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier di Moso in Passiria/Moos in Passeiertal – Val Passiria

Il borgo di Moso in Passiria/Moos in Passeiertal è posto in alta Val Passiria/Passiertal, in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, al crocevia tra la strada che porta al Passo Rombo/Timmelsjoch e la Val di Plan/Pfelders; dal borgo si dipartono diverse escursioni e sono presenti anche diversi punti di interesse religioso e culturale (QUI la “pillola” su Moso in Passiria).

Tra essi troviamo, in particolare, il Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier che si sviluppa nella sede principale del Mooseum Bunker e nelle due piccole sedi distaccate del Mooseum Stieber (dedicato all’energia) ed il Museum Timmel Transit (dedicato alla strada del Passo Rombo).

Il Mooseum Bunker, situato nei pressi del centro di Moso, è posto in un ex bunker costruito durante la seconda guerra mondiale; il museo, oltre a fungere da centro visite per il Parco naturale del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe, permette di scoprire reperti ed informazioni anche su molti altri temi.

Tra gli argomenti trattati si trovano la storia della Val Passiria, dei suoi abitanti e del bunker che ospita il museo, archeologia, la storia dell’antico Lago Kummersee (prosciugatosi diversi secoli fa), il recinto esterno degli stambecchi, la voliera con le coturnici e diversi reperti dell’antico villaggio minerario Monteneve/Schneeberg (posto ad alcuni chilometri da Moso in Passiria e raggiungibile con escursione che parte dalla strada del Passo Rombo, QUI la “pillola” su questo itinerario).

Lungo il percorso museale nell’area nel bunker viene anche risalita una lunga scala a chiocciola, con oltre 150 gradini, che porta nella zona sommitale dalle quale si scende, poi, su lunghe scale in ferro esterne.

Il museo è, solitamente, aperto da inizio aprile e fine ottobre dal martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 17.00; per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museum.hinterpasseier.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025

Mooseum Bunker

Area dedicata ai parchi naturali dell’Alto Adige/Südtirol

Verso l’entrata del percorso museale

Lungo il percorso museale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Passiria

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Mooseum Bunker del Museo Alta Passiria di Moso in Passiria su Google Maps



Castel Tures/Burg Taufers di Campo Tures/Sand in Taufers – Valle Aurina

Il borgo di Campo Tures/Sand in Taufers, situato a circa metà dello sviluppo della Valle Aurina/Ahrntal, giace in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, circondato dalla alte vette delle Vedette di Ries/Riesferner Gruppe e delle Alpi di Zillertal, e presenta molti punti di interesse naturali, escursionistici e culturali (QUI la “pillola” su Campo Tures).

Tra questi ultimi si trova, in particolare evidenza, Castel Tures/ Burg Taufers, situato su un’altura poco sopra il paese e raggiungibile da esso sia in macchina che, con circa 15 minuti di cammino, tramite sentiero, a tratti un po’ ripido.

All’inizio del sentiero è posto anche un piccolo museo sito in un maso che mostra alcuni oggetti di uso comune nell’ 800 in questi luoghi.

Castel Tures è da tempo fulcro della storia della zona in quanto luogo di abitazione dei ricchi Signori di Tures, la famiglia più potente della zona in epoca medievale; la rocca è una delle meglio conservate dell’Alto Adige/Südtirol ed è nota fin dal 1300 con successive modifiche.

Il complesso del castello, che si sviluppa intorno alla corte centrale dominata dalla torre, presenta diversi punti di interesse; in particolare tramite visite guidate è possibile visitare le antiche stanze residenziali e nella torre sono presenti diverse mostre temporanee (nel 2025 dedicate alle rivolte contadine del ‘500 ed alla storia della Valle Aurina ed i suoi abitanti).

Il castello è visitabile autonomamente nella parte “comune” e delle mostre mentre solo con visita guidata nelle antiche aree residenziale; per informazioni su orari di apertura e visite guidate è bene consultare il sito internet ufficiale: www.burgeninstitut.com

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025

Castello visto da Campo Tures

Piccolo museo sulla vita nell’800 in zona

Salita a piedi al castello

Vista su Campo Tures

Parcheggio nei pressi del castello

Entrata del castello

Cortile centrale

Fucina

Granaio

Ghiacciaia

Cucina

Stanze residenziali visitabili con visita guidata (è possibile scattare foto solo nella prima parte della visita)

Mostra sulle rivolte contadine

Mostra nella torre sulla storia della Valle Aurina e dei suoi abitanti

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Campo Tures su Google Maps


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Castel de Tor – MusLa – Museo della Cultura Ladina di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn – Val Badia

Il borgo di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn/San Martin de Tor, situata a circa metà dello sviluppo della Val Badia/Gadertal giace in posizione idilliaca tra pascoli e boschi e presenta molti punti di interesse naturali, escursionistici e culturali (QUI la “pillola” su San Martino in Badia).

Tra questi ultimi si trova, in particolare evidenza, Castel de Tor/Ciastel de Tor, situato poco sopra il paese lungo la strada che porta al Passo delle Erbe/Wurzjoch; il maniero è noto già dal 1200 quando è stata edificata la prima struttura dai vescovi di Bressanone/Brixen, il castello è stato poi più volte ampliato fino a raggiungere le dimensioni attuali nel ‘700.

Dopo la morte degli ultimi proprietari il castello è divenuto sede del “MusLa” – Museo della Cultura Ladina; la struttura, articolata su cinque piani, permette di scoprire la storia degli abitanti ladini partendo dai primi insediamenti in zona e spaziando su aspetti linguistici, architettonici, economici, artistici e culturali dell’evoluzione della popolazione ladina.

Sono presenti anche molti approfondimenti sulla storia geologica e dell’ambiente ladino che si sviluppa tra le aree della Val Gardena e Val Badia in Alto Adige/Südtirol, Val di Fassa in Trentino ed Ampezzano e Fodom in Veneto.

Il museo, ed il punto di ristoro annesso, sono aperti, solitamente, dal 1° maggio alla prima domenica di novembre dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00; inoltre, è possibile acquistare un biglietto combinato con il museo Ursus Ladinicus di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sul Museo Ursus Ladinicus).

Per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museumladin.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025 (nella parte interna del castello-museo non è possibile scattare foto)

Castel de Tor

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


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Museo Ursus Ladinicus di San Cassiano/St. Kassian – Val Badia

Il borgo di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian, frazione del comune di Badia, e situato in Alta Badia/Gadertal è molto noto per la bellezza dell’ambiente in cui è situato e per le moltissime escursioni possibili nell’area (QUI la “pillola” su San Cassiano).

In paese sono presenti, tuttavia, anche punti di interesse religiosi, architettonici e culturali; tra essi si trova il Museo Ursus Ladinicus, situato nel centro del borgo in Strada Micurá de Rü, 26; il museo, aperto dal 2011 è ospitato in un nuovo edificio che si articola su tre piani.

Il percorso museale permette di scoprire molte informazioni ed osservare numerosi reperti dell’orso delle caverne che viveva in grotte del gruppo dolomitico delle Conturines, che sovrasta il paese di San Cassiano; il museo permette di scoprire, inoltre, molte curiosità sulla storia geologica delle Dolomiti con presenza anche di diversi fossili.

In particolare, nell’area riguardante l’Ursus Ladinicus viene mostrata la storia di questo grande animale preistorico, con peso fino a 1200 chili e vissuto circa 40000 anni fa, il cui sito di ritrovamento, nelle grotte delle Conturines a quasi 2800 metri di quota, risulta essere il più alto al mondo per questa tipologia di animali.

Il museo è aperto, solitamente, dal 1° maggio alla prima domenica di novembre dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00; inoltre, è possibile acquistare un biglietto combinato con il MusLa – Museo della cultura ladina, situato nel Ciastel de Tor a San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su Castel de Tor ed il MusLa).

Per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museumladin.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025

Entrata del museo

Lungo il percorso museale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


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