La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus che ospita anche il Museo Civico ed il Museo Multscher (QUI la pillola” su Vipiteno).
L’Ordine Teutonico è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terra santa nel 1191 all’epoca della terza crociata; la Commenda/Deutschhaus era originariamente una sede rurale o un complesso di edifici, spesso legata a un ospizio per pellegrini.
La Commenda di Vipiteno è stata costruita da Hugo von Taufers ed Adelheid con Eppan nel 1250 circa ed è entrata a far parte dell’Ordine Teutonico poco dopo, nel 1525 la struttura subì il saccheggio durante la rivolte del contadini (ricordata con una mostra nel 2025) ed un incendio nel 1566.
L’intera struttura venne ricostruita pochi anni dopo e poi ristrutturata con diversi stili (in particolare con arredi rococò); il complesso di edifici della Commenda (di cui fa parte anche la Chiesa di Santa Elisabetta) consta di tre ali che circondano il grande cortile interno.
Ai nostri giorni la Commenda ospita, contemporaneamente, il Museo Civico cittadino ed il Museo Multscher, importante pittore tedesco del’400 autore anche delle pale dell’altare delle vicina chiesa parrocchiale Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la “pillola” sulla chiesa).
Diverse opere di Hans Multscher sono ora conservate nella Commenda e visibili insieme ad altre opere di diversi artisti, agli affreschi dipinti sulle sale del museo, alla Chiesa di Sant’Elisabetta ed a diverse mostre tematiche.
Commenda e musei sono aperti, solitamente, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 dal giovedì al sabato a maggio, giugno, settembre ed ottobre e da martedì a sabato a luglio ed agosto; è, comunque, bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025
Commenda dell’Ordine Teutonico
Museo Civico e Museo Multscher
Chiesa di Santa Elisabetta
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La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la pillola” su Vipiteno).
La Chiesa parrocchiale, posta nei pressi dell’Antica Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus, si trova discosta rispetto al centro storico del paese in un sito ove nel medioevo erano presenti chiese precedenti erette sopra dei sepolcri romani (QUI la “pillola” sulla Commenda dell’Ordine Teutonico che ospita anche il Museo Civico e Museo Multscher).
La chiesa attuale è stata costruita tra il 1316 ed 1318, subito modificata tra il 1429 ed il 1455 dall’architetto Haus Feur, su iniziativa dei cittadini benestanti di Vipiteno, e poi molte volte ampliata; nei secoli varie parti distrutte sono state, in seguito, ricostruite ed ammodernate con diversi stili barocchi e neogotici,; nel 2008 si è poi proceduto ad un rinnovo dell’altare e delle panche.
L’imponente chiesa presenta un’aula a cinque campate con tetto a sella sormontata con campanile con elmo barocco; il portale della chiesa è posto nella quarta campata e sulle facciate sono poste diverse lapidi tombali.
L’interno della chiesa, con sala a tre navate sorretta da pilastri in marmo bianco, ospita molti reperti ragguardevoli, tra essi troviamo l’altare di Hans Multscher del quattrocento, i busti dei santi-vescovi, sempre quattrocenteschi, Cassiano di Imola e Nicola di Mira dello scultore Hans Klocker, gli affreschi settecenteschi del soffitto del pittore Adam Mölkl, l’affresco sull’arco del coro del pittore Josph Ritterl, il gruppo tardogotico della salita al Calvario ed i busti degli apostoli dello scultore Hans Harder, gli altari della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, la fonte battesimale con copertura in legno, le panche decorate con leoni e diverse lapide funerarie romane.
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2023 e 2025
Facciata ed area esterna della chiesa
Navate
Dettagli dell’altare
Altari laterali
Affeschi
Battistero
Altri dettagli della chiesa
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Il Gran Pilastro/Hochfeiler, posto a 3510 metri di quota, ed il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte, situato a 2710 metri di altezza, si trovano nelle Alpi di Zillertal; la vetta è posta sul confine tra Italia ed Austria tra l’Alto Adige/Südtirol ed il Tirol austriaco e risulta essere la cima più elevata delle Alpi di Zillertal.
Dalla vetta si gode un panorama bellissimo che spazia dalle Alpi di Zillertal alle Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed ai Monti di Fundres/Pfunder Berge; lungo il tracciato, che si diparte dalla Val di Vizze/Pfitsch, valle laterale che si stacca dalla zona di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal, si attraversano molti ambienti passando dal bosco, ai prati alle zone rocciose ed aspre d’alta quota (QUI la “pillola” sulla Val di Vizze).
Il tracciato presenta un dislivello e sviluppo rilevanti e diversi tratti tecnici salendo verso la vetta, la percorrenza necessita quindi di buon allenamento ed esperienza lungo questi percorsi; inoltre, bisogna informarsi attentamente sulle condizioni dell’escursione in quanto il tratto finale verso la cima è sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi.
Il percorso comincia dal terzo tornante della strada sterrata verso il Passo di Vizze (1718 m, parcheggio), seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte si procede brevemente in discesa, si supera un ponte e con una ripida scalinata si entra nel bosco. Il tracciato, ignorando due bivi, sale nel bosco in tornanti su traccia terrosa e sassosa piuttosto ripida; superato un punto panoramico ed un tratto ripido la traccia esce progressivamente dal bosco e procede il lungo saliscendi su traccia terrosa e sassosa, con anche diverse passerelle.
Il percorso, riprende quindi a salire tra magri prati, superato un tratto un po’ esposto, con cavo corrimano, la traccia terrosa e sassosa procede, dapprima in saliscendi e poi in salita fino ad un ponte ed ad un bivio; continuando sul sentiero 1 si sale ripidamente su traccia sassosa a tornanti che porta al bivio tra la salita diretta al Gran Pilastro ed il percorso per il rifugio. Rimanendo sul sentiero 1 per il rifugio si procede in saliscendi e poi in salita moderata che porta al Rifugio Gran Pilastro (2710 m, 3.15 ore dalla partenza).
Seguendo il sentiero 1A per il Gran Pilastro/Hochfeiler si sale su traccia terrosa e poi per una ripida paretina attrezzata con cavo e staffe raggiungendo, in breve, l’incrocio con la traccia “diretta” per la cima; si sale, quindi, su traccia sassosa e ghiaiosa, che alterna tratti ripidi ad altri in pendenza moderata, portando ad un caratteristico tratto con molte lastre di roccia disposte in verticale.
La traccia sassosa sale ad una selletta con grosso ometto e, dopoun breve tratto in piano, riprende a salire ripida prima in tornanti e poi su una crestina un po’ esposta che porta alla sella posta sotto la vetta; risalendo sulla cresta molto ripida si segue la traccia (attenzione a trovare il tratto migliore per salire) che, piegando a destra a metà cresta, porta alla cima del Gran Pilastro (3510 m, croce, cippo di confine, 2.30 ore dal rifugio 5.45 dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi dal rifugio al parcheggio, in 4.45 ore, 10.30 ore dalla partenza.
Percorso: parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze – Rifugio Gran Pilastro – Gran Pilastro – Rifugio Gran Pilastro – parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze
Sentieri: 1 – 1A
Dislivello: 1900 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 10.30 ore (5.45 ore la salita, 4.45 ore la discesa)
Quota massima: 3510 m
Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, ed alcuni un po’ esposti, salendo alla vetta, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 18 chilometri totali
Data di ascesa: agosto 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso che risulta sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi; con neve e/o ghiaccio il percorso diventa di difficoltà alpinistica e richiede la giusta attrezzatura e capacità Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1100 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi, e 13 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno
Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta molto prestigiosa, il tracciato per la vetta non va, comunque, sottovalutato anche in assenza di neve; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso. Io ho suddiviso l’escursione in due giorni pernottando al Rifugio Gran Pilastro
Alla partenza
Salendo al Rifugio Gran Pilastro
Salendo al Gran Pilastro
In vetta al Gran Pilastro
Cartina del percorso
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Rifugio Gran Pilastro in Val di Vizze su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Castel Tasso/Burg Reifenstein è una rocca posta nei pressi del paesino di Pruno/Elezenbaum, a pochi chilometri dalla cittadina di Vipiteno/Sterzing, su uno sperone roccioso che domina sul tratto sottostante della alta Valle Isarco/Wipptal; il maniero, citato già dal 1110, era nato con scopo difensivo ed apparteneva al Principe-vescovo di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” su Vipiteno).
Già dal 1209 il castello passò in proprietà a diversi nobili tirolesi e fu corposamente ampliato, arredato e divenne una residenza abitata permanentemente; nel 1470 il castello passò, quindi, all’Ordine Teutonico che aggiunse diverse stanze finemente arredate e, nel 1580, apportò le ultime aggiunte alla struttura.
Nel 1813 il castello è stato poi trasferito ai conti Thurn und Taxis che lo hanno curato sempre con molta attenzione, ristrutturato e reso anche disponibile al pubblico per essere visitato; il fatto che la struttura non abbia subito grandi danni o modifiche negli ultimi cinque secoli la rende particolarmente interessante anche sotto il profilo storico ed architettonico.
Durante il percorso di visita è, quindi, possibile scoprire buona parte del castello, diverse stanze con arredi originari, un bar in stile medievale ed usufruire di un’audioguida che, nelle tredici stazioni di visita, descrive molto bene storia ed ambienti che si stanno ammirando.
Il castello è raggiungibile, dal parcheggio sottostante, in circa 10 minuti di cammino su mulattiera sterrata un poì ripida ed è solitamente aperto da marzo ad ottobre dalle ore 10.00 alle 18.00 (sabato giorno di chiusura); dal 1 novembre al 6 gennaio il castello è, invece, visitabile solo con visite guidate, che sono anche possibili in orari predefiniti anche da marzo ad ottobre.
Per maggiori informazioni su date ed orari di apertura del castello e visite guidate è bene controllare il sito internet ufficiale: www.burgreifenstein.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Castel Tasso
Percorso che dal parcheggio porta al castello
Vista sull’alta Valle Isarco
Zoom su Castelpietra
Area antistante il castello
Entrata del nucleo interno del castello
Vista su Vipiteno
Cortile del castello
Inizio del percorso di visita
Cisterna con pozzo
Cucina
Dispensa
Ambienti che collegano le varie stanze
Stanza del cappellano
Sala delle Donne
Torre residenziale (solo in parte visitabile)
Prigione
Entrata delle sale nobiliari
Camera dei riservisti (scudieri)
Palazzo nuovo
Stanza del Conte
Sala verde
Cappella
Libro dei Feudi
Bar in stile medievale
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La Malga Allrissalm, posta a 1534 metri di quota, è situata nel gruppo delle Alpi Breonie/Stubaier Alpen in Val di Fleres/Pflerschtal, valle laterale che ospita anche il comprensorio sciistico ed escursionistico Ladurns e che si diparte dall’alta Valle Isarco/Wipptal all’altezza del paese di Colle Isarco/Gossensaß; le malga è raggiungibile in inverno, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, dal paesino di Sant’Antonio/St. Anton (QUI la “pillola” sulla Val di Fleres e QUI quella sul comprensorio sciistico Ladurns).
Il percorso presenta un dislivello moderato con sviluppo relativamente lungo con salita su pendenze regolari; lungo il tracciato e dalla malga si hanno anche bei punti panoramici verso il gruppo del Tribulaun; con buone condizioni ed giusta esperienza è anche possibile la discesa in slittino.
La salita comincia dal paese di Sant’Antonio in Val di Fleres (1246 m), seguendo le indicazioni del sentiero numero 27 per la Malga Allrissalm; si sale, quindi, su stradina asfaltata raggiungendo, in circa 700 metri di cammino, il parcheggio Allriss (volendo fin qui anche in macchina, parcheggio a pagamento).
Seguendo sempre per la Malga Allriss si sale in moderata pendenza, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, proseguendo nel bosco; passati nei pressi di un ripetitore si raggiunge un bivio.
Seguendo il sentiero 27A per la Malga Allriss si continua a salire su mulattiera innevata nel bosco giungendo, quindi, ad un secondo bivio al quale si prende a destra il sentiero 27B verso la Malga Allriss. Il percorso sale nel bosco con pendenza moderata e qualche tratto un po’ più ripido portando alla Malga Allrissalm (1534 m, 1.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza
Sentieri: percorso invernale che ricalca i sentieri estivi 27 – 27A – 27B
Dislivello: 300 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali
Quota massima: 1534 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica moderata; sviluppo totale di 8 chilometri circa, in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: marzo 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura della malga e le condizioni di battutura del percorso Un’eventuale discesa in slittino richiede la giusta esperienza e condizioni
Sant’Antonio
Salendo al parcheggio Allriss
Salendo alla Malga Allriss
Malga Allrissalm con vista sul gruppo del Tribulaun
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
La Gerla/Kraxentrager, vetta di 2999 metri di quota, ed il Rifugio Europa Hütte, situato a 2693 metri di altezza, sono posti nelle Alpi di Zillertal sul confine tra Italia ed Austria tra l’Alto Adige/Südtirol ed il Tirol austriaco.
La vetta ed il rifugio offrono panorami bellissimi che spaziano dalle Alpi di Zillertal alle Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed ai Monti di Fundres/Pfunder Berge e sono raggiungibili da diversi punti di partenza con percorsi tutti lunghi e piuttosto impegnativi.
Viene qui descritto il percorso ad anello dalla Val di Vizze/Pfitsch, valle laterale che si stacca dalla zona di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal; il tracciato presenta un dislivello e sviluppo rilevanti e diversi tratti tecnici salendo verso la vetta, la percorrenza necessita quindi di buon allenamento ed esperienza lungo questi percorsi (QUI la “pillola” sulla Val di Vizze).
Il percorso comincia dal Passo di Vizze/Pfitscher Joch (2251 m, nei pressi si trova il Rifugio Passo di Vizze/Pfitschjoch Haus, passo raggiungibile con navetta, su strada sterrata, da San Giacomo/St. Jakob). Dal Passo di Vizze si segue il sentiero 3 per il Rifugio Europa, su traccia ghiaiosa e terrosa, in moderata pendenza, si sale in breve a dei laghetti; dai laghetti si procede in lungo saliscendi su sentiero sassoso e terroso. Ignorato il bivio del sentiero 4A si continua in lungo saliscendi attraversando anche dei ruscelli con belle cascatelle e salendo, quindi, ad un forcella con crocefisso; dopo una breve discesa riprende il sentiero in saliscendi fino al bivio col sentiero 3B (che si utilizzerà in discesa). Rimanendo sul sentiero 3 si sale in moderata pendenza su traccia sassosa raggiungendo, quindi, un tratto ripido su grossi massi che porta ad una forcella (2683 m, a breve distanza si trova il Rifugio Europa, 2.45 ore dalla partenza).
Dalla forcella si segue il sentiero 3A per La Gerla/Kraxentrager, si sale su grossi massi (attenzione nel seguire i segni) raggiungendo una selletta; dalla selletta si continua con un traverso, sempre su grossi massi, salendo su traccia ghiaiosa e terrosa fino ad una crestina un po’ esposta che si segue fino ad una piccola elevazione. Si scende quindi, su terreno piuttosto franoso, aiutati dal cavo e due staffe, raggiungendo in breve una selletta sottostante; dalla selletta si sale, quindi, ripidamente su traccia sassosa in tornanti fino alla vetta de La Gerla/Kraxentrager (2999 m, croce, 1.00 ora dalla forcella nei pressi del Rifugio Europa, 3.45 ore dalla partenza).
Tornati, con cautela, dalla cima alla forcella nei pressi del rifugio si sale , in breve, al Rifugio Europa (2693 m, 1.00 ora da La Gerla, 4.45 ore dalla partenza).
Tornati alla forcella si seugue il sentiero già noto verso il Passo di Vizze fino al bivio col sentiero 3B incontrato all’andata; si segue, quindi, adesso il sentiero 3° verso San Giacomo/St. Jakob. Il sentiero sassoso ed erboso scende in tornanti, piuttosto ripidamente, attraversando anche un paio di volte il torrente, fino all’alpeggio Beilsteinalm (2019 m, nessun punto di ristoro, 1.15 ore dal Rifugio Europa, 6.00 ore dalla partenza).
Dall’alpeggio si segue sempre il sentiero 3B verso San Giacomo, la traccia erbosa e terrosa scende fino ad entrare nel bosco passando nei pressi di una baita superando nuovamente il torrente; la traccia sassosa e terrosa procede quindi nel bosco, in breve saliscendi, raggiungendo il bivio col sentiero 2. Rimanendo sel sentiero 3B si scende ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco fino a giungere su una mulatteria che si segue fino al paese di San Giacomo (1.15 ore dall’alpeggio Beilsteinalm, 7.15 ore dalla partenza).
Percorso: Passo di Vizze – forcella nei pressi del Rifugio Europa – La Gerla – forcella nei pressi del Rifugio Europa – Rifugio Europa – forcella nei pressi del Rifugio Europa – alpeggio Beinsteinalm – San Giacomo
Sentieri: 3 – 3A – 3 – 3B
Dislivello: 1000 metri in salita e 1700 metri discesa considerati i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 7.15 ore totali
Quota massima: 2999 m
Difficoltà: EE – percorso con diversi tratti ripidi, presenza di passaggi tecnici ed in parte esposti (con anche un breve tratto attrezzato) salendo alla vetta; necessaria, quindi, esperienza lungo questo tipo di itinerari. Dislivello rilevante e sviluppo molto lungo di circa 18 chilometri totali.
Data di ascesa: luglio 2023
Annotazioni: necessaria assenza di neve sul percorso e tempo asciutto; è bene informarsi sui periodi di apertura del rifugio e sugli orari di funzionamento della navetta per il Passo di Vizze (QUI maggiori informazioni sulla navetta). è possibile suddividere in due giorni il percorso pernottando al Rifugio Europa. Il Passo di Vizze è punto di partenza anche di altri itinerari come, ad esempio, la salita alla Croda Rossa di Vizze/Rotbachlspitz (QUI la “pillola” sulla salita alla Croda Rossa di Vizze)
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei magnifici panorami ed ambienti del percorso; il tracciato è molto lungo ed anche i passaggi tecnici verso la cima non vanno sottovalutati, io ho percorso l’itinerario in un solo giorno ma pernottare al rifugio può essere una buona idea salendo presto al mattino alla vetta dopo aver pernottato
Al Passo di Vizze con il Rifugio Passo di Vizze nei pressi
Primo tratto di salita
Laghetti posti a breve distanza dal passo
Vista sulla Val di Vizze
Lungo tratto in saliscendi
Deviazione del sentiero 3B che si utilizzerà poi in discesa
Salendo alla forcella nei pressi del Rifugio Europa
Alla forcella nei pressi del Rifugio Europa
Primo tratto di salita verso La Gerla
Tratto in cresta
Breve discesa attrezzata
Ultimo tratto di salita
In vetta a La Gerla
Panorami dalla vetta
Breve tratto dalla forcella nei pressi del Rifugio Europa al Rifugio Europa
Al Rifugio Europa
Lungo la discesa sul sentiero 3B
Alpeggio Beilsteinalm
Scendendo a San Giacomo
Cartina del percorso
Cliccare sull’immagine per visualizzare San Giacomo in Val di Vizze su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Il Monte Cavallo/Rosskopf, vetta di 2189 metri di quota, è posto nelle Alpi dello Stubai in posizione elevata sul borgo di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal; la cima, dalla quale si gode un panorama amplissimo su diversi gruppi montuosi, è posta nell’omonimo comprensorio escursionistico e di sport invernali (QUI la “pillola” su Vipiteno e QUI quella sul comprensorio del Monte Cavallo).
La vetta può essere raggiunta con itinerari di diversa lunghezza; viene qui descritto il percorso che partendo dalla stazione a monte della cabinovia Monte Cavallo porta a compiere tra boschi l’anello del Flaner Jöchl portando poi più ripidamente in vetta.
Il percorso presenta un dislivello moderato ed uno sviluppo di media lunghezza ma percorrere alcuni tratti piuttosto ripidi che richiedono la giusta attenzione; lungo la discesa si transita, inoltre, anche per il Rifugio Sterzinger Haus.
L’escursione comincia dalla stazione a monte della cabinovia Monte Cavallo/Rosskopf (1850 m, rifugi, stazione a valle a Vipiteno), seguendo i cartelli per l’escursione circolare Flaner Jöchl si segue la mulattiera sterrata a destra. Si giunge, in breve, ad un bivio in cui si segue a destra per il percorso Flaner Jöchl, si procede su mulattiera sterrata dapprima in breve discesa poi in saliscendi nel bosco; si incontra dapprima un laghetto artificiale e si ignorano i bivi per il Rifugio Sterzinger Haus e per il Rifugio Furl continuando sulla mulattiera nel bosco. Procedendo in saliscendi si arriva ad alcuni grandi ripetitori, seguendo sempre l’anello Flaner Jöchl si sale su mulattiera sterrata, più ripidamente, fino a giungere ad un punto panoramico verso il gruppo del Tribulaun. Continuando su sentiero tra pascoli e bosco più ampio si procede in saliscendi fino ad una radura con croce e laghetto Kastellacke (1930 m, 1.45 ore dalla partenza).
Dalla raudra si segue il sentiero 24A per il Monte Cavallo/Rosskopf salendo piuttosto ripidamente su sentierino terroso tra bosco e rododendri ignorando diversi bivi fino a giungere al bivio col sentiero 24. Si segue, quindi, il sentiero 24 per la cima salendo ripidamente su traccia ghiaiosa, con anche alcuni gradoni di legno, fino a raggiungere una piattaforma panoramica con tavola delle cime visibili; continuando sulla traccia ghiaiosa per la cima si procede brevemente in saliscendi fino a salire, con l’ultimo ripido tratto, alla vetta del Monte Cavallo (2189 m, croce, 1.00 ora dalla radura, 2.45 ore dalla partenza).
Tornati ripidamente in discesa al bivio tra sentiero 24 e sentiero 24A si rimane sul sentiero 24 seguendo le indicazioni per la stazione a monte della cabinovia; si scende, quindi, prima su sentierino terroso e poi su mulattiera ghiaiosa e terrosa fino a giungera d un bivio. Seguendo a sinistra il sentiero 19A “Sentiero Dolomieu 6 malghe” si procede in breve su mulatteira in saliscendi fino al Rifugio Sterzinger Haus (1920 m, 45 minuti dalla cima, 3.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio si segue il sentiero per la stazione a monte del Monte Cavallo scendendo su traccia erbosa tra pascoli giungendo in breve ad una mulattiera; seguendo a destra la mulattiera si torna in breve alla stazione a monte della cabinovia Monte Cavallo (15 minuti dal Rifugio Sterzinger Haus, 3.45 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte cabinovia Monte Cavallo – Flaner Jöchl – Laghetto Kastelllacke – Monte Cavallo – Rifugio Sterzinger Haus – stazione a monte cabinovia Monte Cavallo
Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi
Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali
Quota massima: 2189 m
Difficoltà: E – escursione con difficoltà tecniche moderate ma con traccia con tratti ripidi salendo in vetta, sviluppo di circa 10 chilometri totali
Data di ascesa: giugno 2023
Annotazioni: è bene controllare la data di apertura di impianti e rifugi. Dalla cabinovia del Monte Cavallo parte anche l’itinerario per le Cime Bianche di Telves/Telfer Weissen (QUI la “pillola” sulla salita alle Cime Bianche di Telves).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità, per godere dell’amplissimo panorama, senza però eccessivo vento che spesso spira intensamente in questa zona. Il percorso non è particolarmente difficile tecnicamente ma i tratti ripidi verso la vetta su traccia ghiaiosa e terrosa non vanno sottovalutati.
Lungo la salita in cabinovia
Primo tratto verso il bivio per il Flaner Jöchl
Lungo la prima parte del percorso circolare Flaner Jöchl
Vista sul gruppo del Tribulaun
Tratto del percorso circolare Flaner Jöchl verso la radura con Laghetto Kastelllacke
Alla radura del Laghetto Kastelllacke
Salendo al Monte Cavallo
Alla piattaforma panoramica
Ultimo tratto di salita per la vetta
In vetta al Monte Cavallo
Panorami dalla vetta
Scendendo verso il Rifugio Sterzinger Haus
Al Rifugio Sterzinger Haus
Tornando alla stazione a monte della cabinovia
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Monte Cavallo a Vipiteno su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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La Malga Stadlalm, posta a 1650 metri di quota, è situata in alta Val Ridanna/Ridnauntal, valle laterale di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal; la malga si trova nel gruppo delle Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed è una meta piuttosto frequentata sia in estate che in inverno (QUI la “pillola” sulla Val Ridanna).
La malga, aperta in alcuni periodi anche in inverno, è raggiungibile partendo dal parcheggio delle antiche miniere con percorso, che passa anche per diversi antichi manufatti minerari, non molto lungo ma con alcuni tratti ripidi; in inverno il tracciato è solitamente battuto dal gatto delle nevi e sale in bellissimo bosco con anche diversi punti panoramici sulla Val Ridanna.
La salita alla Malga Stadlalm comincia dal parcheggio delle antiche miniere alla fine della Val Ridanna (1426 m), si segue il sentiero 28 per la Stadlalm salendo su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi. La mulattiera sale piuttosto rapidamente nel bosco, raggiungendo un antica teleferica mineraria, portando poi ad alcuni punti panoramici sulla Val Ridanna; superati i tratti più ripidi si raggiunge un pianoro che porta ad un bivio. Il sentiero estivo per la Stadlalm proseguirebbe a destra ma, in inverno, è a rischio valanghe; si segue, quindi, a sinistra la mulattiera che porterebbe alla Malga Moarererbergalm; dopo un breve tratto si prende a detsra, abbandonando la mulattiera per la Moarererbergalm e, seguendo la traccia battura, si prosegue in saliscendi e poi in breve discesa fino ad un ponte su un torrente. Dal torrente si risale in breve giungendo alla Malga Stadlalm (1650 m, 1.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza.
Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte il sentiero 28
Dislivello: 250 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.15 ore (1.15 ora l’andata, 1.00 ora il ritorno).
Quota massima: 1650 m
Difficoltà: EAI – escursione, con presenza di alcuni tratti ripidi, di moderata difficoltà tecnica con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.
Data di percorrenza: febbraio 2022
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura invernale della Malga Stadlalm
Al parcheggio delle antiche miniere
Salendo nel primo tratto
Antica teleferica mineraria
Vista sulla Val Ridanna
Salendo verso il bivio tra sentiero estivo ed invernale
Bivio tra sentiero estivo ed invernale
Tratto nel bosco più fitto
Breve tratto in discesa
In arrivo alla Malga Stadlalm
Malga Stadlalm
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Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio delle miniere in Val Ridanna su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
La Val Ridanna/Ridnauntal è una valle laterale che si dirama da Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Iasrco/Wipptal; nella parte alta della valle è posto un importante e rinomato centro per lo sci di fondo che ospita, accanto alle piste, anche un percorso escursionistico molto tranquillo e panoramico (QUI la “pillola” sulla Val Ridanna).
Il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, costeggia in lieve pendenza le piste da sci portando da Ridanna paese/Ridnaun Dorf a Masseria/Maiern; lungo i 5 chilometri del percorso (tra andata e ritorno) si cammina in zona aperta molto soleggiata con bellissimi panorami verso le Alpi Breonie/Stubaier Alpen.
Il percorso comincia da Ridanna paese/Ridnaun Dorf (1342 m), dal piccolo centro abitato nei pressi dell’hotel Sonnklarhof si raggiunge in breve discesa la zona del campo sportivo e le piste da sci di fondo; si segue la traccia per pedoni accanto alle piste che porta al percorso invernale numero 8. Si segue quindi verso Masseria/Maiern il percorso 8, solitamente battuto dal gatto delle nevi, il tracciato sale in lieve pendenza costeggiando le piste da sci di fondo ed il torrente raggiungendo dopo circa 2,5 chilometri il piccolo centro abitato di Masseria/Maiern nei pressi dell’hotel Schneeberg (1390 m, 45 minuti dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso in 45 minuti, 1.30 ore dalla partenza).
Percorso: Ridanna paese – percorso invernale 8 – Masseria – percorso invernale 8 – Ridanna paese
Sentieri: traccia battuta invernale numero 8
Dislivello: 100 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 1.30 ore (45 minuti l’andata, 45 minuti il ritorno).
Quota massima: 1390 m
Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di circa 5 chilometri totali e senza particolari difficoltà tecniche con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata. Fare attenzione agli sciatori nei brevi tratti in cui il percorso pedonale è in comune alle piste da fondo
Data di percorrenza: febbraio 2022 e febbraio 2026
Annotazioni: l’andata o il ritorno possono anche essere, volendo, effettuati in autobus informandosi preventivamente sugli orari.
Primo tratto nei pressi di Ridanna paese
Lungo il percorso invernale numero 8
Nei pressi di Masseria e dell’inizio delle piste da fondo
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Montaccio di Pennes/Tatschspitze, alto 2526 metri, è una vetta prestigiosa delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e presenta una salita piuttosto lunga che parte dal Passo Pennes/Penser Joch posto a cavallo tra la Val Sarentino/Sarntal e l’Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).
Il Montaccio di Pennes, che offre un bellissimo panorama dalla vetta verso Alpi Sarentine e Alpi dello Stubai, presenta un percorso di salita piuttosto lungo con molti saliscendi che toccano anche la cima del Monte Laste/Astenberg portando poi in vetta al Montaccio di Pennes con sentiero prima tra pascoli e poi su terreno ripido sassoso.
La salita comincia dal Passo Pennes (2215 m, Rifugio Alpenrose) e seguendo il sentiero 14B per la Tatschspitze si procede in lungo sviluppo su traccia terrosa e sassosa in saliscendi tra prati e rocce, il sentiero sale quindi più ripidamente fino alla vetta erbosa del Monte Laste (2367 m, grosso ometto, 45 minuti dalla partenza).
Dal Monte Laste si scende su ripida traccia sassosa fino al bivio tra i sentiero 14A e 14B, si segue dritti verso la Tatschspitze (cartello sbiadito) in saliscendi su traccia terrosa ed erbosa e poi con un traverso che conduce ad una sella con cartelli. Rimanendo sempre sul sentiero 14A per la Tatschspitze si procede in saliscendi, tra magra erba e rocce, salendo poi su traccia terrosa e sassosa che porta al ripido tratto finale sassoso che conduce alla vetta del Montaccio di Pennes/Tatschspitze (2526 m, croce, 1.45 ore dal Monte Laste, 2.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso fino al bivio tra sentiero 14A e 14B, qui si segue il sentiero 14A per il Passo Pennes, la traccia terrosa prosegue in lungo saliscendi tra pascoli fino a scende alla Malga Passo Pennes, da qui si torna in breve su asfalto in salita al Passo Pennes, 2.00 ore dalla vetta del Montaccio di Pennes, 4.30 ore dalla partenza.
Percorso: Passo Pennes – Monte Laste – Montaccio di Pennes – Malga Passo Pennes – Passo Pennes
Sentieri: 14B – 14A
Dislivello: 700 metri in salita e discesa compresi i saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)
Quota massima: 2526 m
Difficoltà: E – escursione di medi difficoltà tecnica che presenta, comunque, un tratto finale su traccia sassosa ripida
Data di ascesa: agosto 2021
Annotazioni: il Passo Pennes è punto di partenza anche per altri itinerari; tra essi troviamo la salita al Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn ed al Gänsekragen, la Cima Specola/Hühnerspiel e la Cima di Stilves/Zinseler (QUI la pillola sull’ascesa al Corno Bianco di Pennes e QUI quella sulla salita a Gänsekragen, Cima Specola e Cima di Stilves).
Esperienza di Stefano: essendo il Montaccio di Pennes una vetta isolata e molto panoramica è bene scegliere una giornata con buona visibilità; attenzione anche a tenere energie per il ritorno che è piuttosto lungo e con alcune risalite un po’ faticose
QUI il link YouTube al video della salita al Montaccio di Pennes
Cartelli al Passo Pennes
Primo tratto in saliscendi
Salendo al Monte Laste
In cima al Monte Laste
Discesa verso il bivio tra sentiero 14A e 14B
Bivio tra sentiero 14A e 14B
Tratto lungo il traverso
Verso il tratto ripido finale
Tratto ripido finale
Tratto finale verso la vetta
In vetta al Montaccio di Pennes
Panorama di vetta
Tratto di ritorno verso la Malga Passo Pennes
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pennes su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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