San Vigilio di Marebbe/Al Plan de Mareo/Enneberg, paese situato in bassa Val Badia/Gadertal, è molto noto per essere parte del comprensorio escursionistico e di sport invernali del Plan de Corones/Kronplatz e per essere punto di partenza di innumerevoli escursioni (QUI la “pillola” sul paese di San Vigilio).
Tuttavia, l’area del borgo ospita anche altri punti di interesse meritevoli di essere visitati; tra essi troviamo, ad esempio, l’Owl Park San Vigilio – Parco Zoologico con gufi e altri rapaci, situato a breve distanza da San Vigilio.
La struttura del parco è posta in Strada Val dai Tamersc, 8 ed è raggiungibile in breve dal parcheggio posto all’imbocco della Val Tamersc; nei pressi del parco si trova la “Spiaggetta Ciamaor” situata lungo il torrente Tamersc con bella vista dolomitica ed attrezzata con giochi per bambini ed area picnic.
Il parco faunistico ospita oltre 70 specie di animali, in gran parte rapaci, oltre ad altri tipi di uccelli tropicali ed animali della fattoria; lungo il percorso nel parco sono poste anche molti pannelli informativi sulle specie visibili e curiosità sul mondo dei gufi e rapaci.
Tutti gli animali sono nati in cattività oppure recuperati in natura feriti visto che il parco, gestito con passione dall’esperto di rapaci Mario, funge anche da rifugio per questi volatili; inoltre, il parco ospita un bar ed è anche possibile acquistare oggetti di legno a tema “gufo”.
L’Owl Park è, solitamente aperto da metà maggio ad inizio novembre da martedì alla domenica, in orari prefissati sono anche previste dimostrazioni di volo dei rapaci e, su prenotazione, sono possibili anche visite guidate. Per maggiori informazioni su orari di apertura ed eventi è bene contattare la struttura sui suoi canali ufficiali: QUI
Le foto si riferiscono alla mia visita a giugno 2026
Parcheggio all’imbocco della Val Tamersc
Breve tratto verso la Spiaggetta Ciamaor e l’Owl Park
Nella zona compresa tra Rifiano/Riffian, Caines/Kuens e Tirolo paese/Dorf Tirol, situata tra Merano/Meran e la parte iniziale della Val Passiria/Passeiertal, sono presenti svariate possibilità escursionistiche di diverse difficoltà che si svolgono nell’area del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe (QUI la “pillola” su Rifiano, QUI quella su Tirolo paese e QUI la “pillola” su Merano).
Tra esse si trovano anche alcune gite di difficoltà contenuta ed adatte anche a famiglie come, ad esempio, il Sentiero Magico/Zauberweg di Rifiano/Riffian; il tracciato si diparte dal parcheggio Hochübelweg di Caines, all’imbocco della Val Passiria, e porta sul pendio boscoso sovrastante Rifiano.
Dal parcheggio si attraversa la strada e si segue a sinistra il sentiero 3-21A raggiungendo in 5 minuti il punto di inizio del Sentiero Magico. Seguendo i cartelli “Zauberweg” ed i cartelli con la bacchetta magica che indica la direzione da seguire si intraprende il percorso ad anello nel bosco, in leggeri saliscendi, che tocca ben 20 installazioni legate a magia, incantesimi e storie e leggende tradizionali; il tracciato riporta, quindi, al punto di inizio del Sentiero Magico dal quale, con il sentiero percorso all’andata, si torna al parcheggio.
Il percorso presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i vari saliscendi, ed uno sviluppo di 1 chilometro e mezzo totale; la difficoltà tecnica è moderata ma va fatta, comunque, sempre la debita attenzione con bambini.
Le 20 installazioni poste lungo il percorso risultano molto interessanti e divertenti sia per bambini che adulti e sono state realizzate tutte con materiali provenienti dal bosco integrandosi, pertanto, perfettamente con l’ambiente circostante.
Inoltre, sul pendio boscoso situato sopra Rifiano si svolge anche il percorso Waalweg (roggia) di Rifiano che tocca anche il Santuario di Maria Addolorata/Wallfahrtskirche (QUI la “pillola” su questa escursione).
Le foto si riferiscono alla mia escursione nella primavera 2026
Parcheggio Hochübelweg
Alla partenza
Tratto verso l’inizio del percorso ad anello
Inizio del percorso ad anello del Sentiero Magico/Zauberweg
Lungo il Sentiero Magico
Cartina del percorso
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Hochübelweg di Caines su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Merano/Meran, seconda città dell’Alto Adige/Südtirol per numero di abitanti dopo Bolzano/Bozen, vanta una lunga storia importante che le permette di ospitare innumerevoli punti di interesse religiosi, architettonici, naturalistici e culturali (QUI la “pillola” sulla città di Merano).
Nell’ambito dell’offerta culturale Merano ospita svariati eventi ed anche molti musei ed esposizioni culturali quali: il Museo del Vino di Castel Ramezt/Schloss Rametz, il Museo delle Donne/Frauenmuseum, il Museo del Turismo sito nel castello dei Giardini Trauttmansdorff, il Palais Mamming Museum ospitante le collezioni del Museo Civico, il Castello Principesco con annesso museo, la galleria Merano Arte/Kunst Meran, il Museo ebraico (QUI la “pillola” su Merano Arte, QUI quella sul Museo del Turismo, QUI quella sul Museo Civico, QUI quella sul Castello Principesco e QUI quella sul Museo delle Donne).
La tenuta di Castel Rametz, situata in Via Labers, 4 e posta a 400 metri di quota tra vigneti collinari poco fuori Merano, è nota già dal 1227 e presenta una bellissima struttura merlata circondata da colture vinicole, in particolare Riesling, Cabernet, Pinot Nero e Gewürztraminer.
Dal 1972 la famiglia Schmid è proprietaria di Castel Rametz e promuove nuove innovazioni nella coltivazione dei vigneti pur sempre rimanendo fedeli al motto di natura come alleata e senza transigere sulla qualità del vino prodotto.
Nella tenuta sono presenti un’enoteca con possibilità di degustazione vini, un ristorante attiguo, ed il Museo del vino; il percorso museale offre una panoramica sulla sviluppo nei secoli della viticoltura, sia a Castel Rametz e non solo; sono presenti molti strumenti di coltivazione vinicola e documenti storici, un’area dedicata allo speck, una stanza dei tesori con molte bottiglie molto pregiate e la cantina storica, tuttora funzionante, che permette di scoprire i metodi di conservazione del vino.
Nel museo è anche presente un’esposizione dedicata a Castel Monreale/Königsberg, situato in Trentino ed anch’esso di proprietà della famiglia Schmid; nella tenuta di Castel Monreale vengono prodotti soprattutto spumanti.
Il museo è aperto solitamente dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00 e può essere visitato, volendo, in determinati periodi ed orari, anche con visita guidata con degustazioni di vini; è sempre bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale: www.rametz.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026
Tenuta Castel Rametz
Vinoteca
Ingresso del Museo del Vino
Lungo il percorso museale
Area dedicata a Castel Monreale
Area dedicata allo speck
Stanza dei Tesori
Cantina storica
Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Tenuta Castel Rametz di Merano su Google Maps
I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau e della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, si cui diversi ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.
Anche l’area del paese di Rifiano/Riffian, situato all’imbocco della Val Passiria/Passeiertal a pochi chilometri da Merano, ospita un sentiero Waalweg che porta sui pendii sovrastanti il paese e facenti parte del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe. Questo tratto di Waalweg è interrato, per cui non visibile, ma il percorso risulta essere, comunque, interessante, con sviluppo tra bosco e spazi aperti, permettendo di godere anche ottimi panorami sul sottostante paese di Rifiano, il Gruppo di Tessa e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.
Inoltre, lungo l’escursione si tocca anche il Santuario di Maria Addolorata/Wallfahrtskirche, documentato già dal 1310 e simbolo del paese di Rifiano. Il santuario è un pregevole esempio di architettura barocca con magnifica pala del 1400 posta sopra l’altare raffigurante Maria Addolorata, molto rilevanti sono anche il campanile alto 37 metri e la cappella del vicino cimitero con importanti affreschi del 1400 (QUI la “pillola” sul paese di Rifiano ed il Santuario di Maria Addolorata).
Il tracciato parte da Rifiano, salendo su Via Hohlgasse si seguono dapprima le indicazioni per il santuario e, poco dopo, quelle del sentiero 3A per il sentiero Waalweg; si sale inizialmente su mulattiera tra frutteti e poi su sentiero nel bosco piuttosto ripido fino ad incontrare il Sentiero Waalweg.
Seguendo a destra il Sentiero Waalweg “RW” si procede, in leggeri saliscendi, tra passerelle di legno e sentiero nel bosco; ignorati vari bivi si rimane sul sentiero Waalweg toccando anche alcuni punti panoramici e diverse sculture lignee. Ad un successivo bivio si prende il sentiero 12 verso Saltusio, procedendo ancora nel bosco in leggeri saliscendi si giunge al punto Pougntol incrociando un torrente; si prende, quindi, il sentiero 3B per Rifiano, scendendo piuttosto ripidamente, su sentiero nel rado bosco, si incrocia una strada asfaltata che si segue in discesa arrivando al Santuario di Maria Addolorata.
Continuando a seguire la strada asfaltata, con Via Crucis e pannelli informativi sul Parco Naturale del Gruppo di Tessa, si torna, quindi, a Rifiano.
L’escursione presenta 5 chilometri di sviluppo totali e dislivello di circa 150 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi; il fondo del percorso risulta maggiormente sentiero nel bosco con brevi tratti su passerelle di legno e tratto finale su asfalto. La difficoltà tecnica è contenuta, va, comunque, fatta attenzione nei tratti sulle passerelle.
Inoltre, sul pendio boscoso situato sopra Rifiano si svolge anche il Sentiero Magico/Zauberweg (QUI la “pillola” su questa escursione).
Le foto si riferiscono alla mia escursione nella primavera 2026
Primo tratto da Rifiano al bivio col sentiero 3A
Sentiero 3A verso l’incrocio con il sentiero Waalweg “RW”
Lungo il sentiero Waalweg di Rifiano “RW”
Punto Pougntol e bivio per Rifiano
Tratto verso il Santuario di Maria Addolorata
Santuario di Maria Addolorata
Cappella cimiteriale
Discesa verso Rifiano
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria
Cliccare sull’immagine per visualizzare Rifiano su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, si cui diversi ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.
Anche l’area del paese di Lana, situato nei pressi di Merano in Valle dell’Adige/Etschtal, ospita dei sentieri Waalweg; tra essi si trova il Sentiero della roggia Brandis/Brandis Waalweg che porta da Lana di Sopra/Oberlana a Lana di Sotto/Niederlana (QUI la “pillola” su Lana).
Questo tratto di Waalweg è interrato, per cui non visibile, ma il percorso risulta essere, comunque, molto interessante toccando diversi punti di interesse ed offrendo bei panorami su Lana e la Valle dell’Adige.
Il tracciato parte dal parcheggio P4 di Lana di Sopra, si segue in breve dapprima la strada per il Passo Palade/Gampenpass, seguendo, quindi, i cartelli ci si inoltra sul Sentiero Brandis alternando tratti aperti tra meleti e vigneti ad altri nel bosco.
Il percorso raggiunge, quindi, il Maso Stöcklerhof, con appartamenti vacanze ad allevamento di lama, proseguendo si passa nei pressi della chiesetta di Santa Margherita (aperta solo in alcuni periodi); si incontro successivamente un tratto con passerelle di legno soprastanti la sottostante Valle dell’Adige.
Si giunge, quindi, ad un bivio dal quale si può raggiungere Lana di Sotto ed il Museo della Frutticoltura; continuando sul Sentiero Brandis si arriva al punto di ristoro Waalrast (di cui è bene informarsi sui periodi di apertura); dal Waalrast, rientrando nel bosco, il percorso porta alla Cascata Brandis con bel salto d’acqua e situata in zona ombreggiata e molto fresca.
Il sentiero della Roggia Brandis presenta 3 chilometri di sviluppo (solo andata) e dislivello di circa 100 metri in salita e discesa considerati i leggeri saliscendi; il fondo del percorso risulta in gran parte sterrato con brevi tratti su passerelle di legno ed asfalto. La difficoltà tecnica è contenuta, va, comunque, fatta attenzione nei tratti sulle passerelle.
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026
Parcheggio P4
Breve tratto sulla strada del Passo Palade
Inizio del Sentiero della Roggia Brandis
Tratto verso il Maso Stöcklerhof
Maso Stöcklerhof
Chiesetta di Santa Margherita (raggiungibile con breve deviazione, è proibito fare foto all’interno)
Tratto verso il punto di ristoro Waalrast
Punto di ristoro Waalrast
Tratto verso la Cascata Brandis
Cascata Brandis
Cartina del percorso
Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio P4 di Lana di Sopra nei pressi del ponte sul Rio Valsura a Lana su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Percorso dei Masi/Höfeweg di Postal/Burgstall si sviluppa ad anello, ai margini delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, dal paese (posto in Valle d’Adige/Etschtal a pochi chilometri da Merano/Meran) e permette di toccare diversi masi, la vetta del Siniger Kopf (posta a 535 metri di quota) ed il Mare di Narcisi/Narzissenmeer, situato nei pressi del Maso Wiesler (QUI la “pillola” sul paese di Postal).
Il Mare di Narcisi è posto in un bosco di castagni ed è stato creato dalla famiglia Laimer con molti anni di lavoro, piantando migliaia di fiori di questa specie.
Il percorso, nel complesso, presenta una difficoltà media ma va considerata la presenza di alcuni tratti ripidi ed uno sviluppo relativamente lungo; nel corso dell’itinerario si godono anche magnifici panorami verso la Valle dell’Adige ed il Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.
Il percorso parte dalla chiesa di Postal (287 m), seguendo le indicazioni per i Sentieri d’acqua meranesi e la passegiata Graf von Weg si segue a sinistra il sentiero nel bosco, se fondo terroso e sassoso, che si sviluppa daprima in discesa e poi in saliscendi. Giunti ad un bivio si segue il Percorso dei Masi salendo ripidamente su traccia sterrata e sassosa in bosco meno fitto; si raggiunge, quindi, ad una prima radura con abbeveratoio; seguendo la traccia, adesso meno ripida, si incontra una stradina sterrata che porta ad una seconda radura nei pressi del maso Mitterwalder. Seguendo a sinistra l’indicazione per il Siniger Kopf si procede in breve in saliscendi fino ad un punto panoramico con panchina; volendo, su traccia non segnata si può anche salire alla vetta boscata di poco più alta (535 m, 1.20 ore dalla partenza).
Tornati alla radura nei pressi del Maso Mitterwalder si sale su stradina sterrata giungendo in breve ad un bivio con pannello escursionistico; si segue a destra la stradina asfaltata (senza indicazioni) raggiungendo in breve la tenuta Eichenstein. Continuando sulla stradina asfaltata nel bosco, costeggiando anche un laghetto, si sale in pendenza moderata; ignorati vari bivi, giunti ad una radura, si segue la stradina verso il Maso Hecher; salendo su stradina asfaltata si raggiunge il Maso Hecher (565 m, posto di ristoro, 30 minuti dal Siniger Kopf, 1.50 ore dalla partenza).
Dal maso si segue il sentiero 1A, la traccia terrosa e sassosa porta in discesa, in breve, al Maso Kofler; seguendo in discesa la stradina asfaltata, con ampi panorami, si giunge ad un bivio; prendendo verso il Maso Wiesler si sale su stradina asfaltata giungendo al Mare di Narcisi ed al Maso Wiesler (555 m, posto di ristoro, 20 minuti dal Maso Hecher, 2.20 ore dalla partenza).
Dal Maso Wiesler si segue verso Postal, in breve si giunge al bivio per il sentiero Wieslersteig 1B, seguendo a destra si scende molto ripidamente su traccia sassosa e terrosa che, in tornanti, prima tra rado bosco e poi più fitto riporta alla chiesa di Postal (25 minuti dal Maso Wiesler, 2.45 ore dalla partenza).
Percorso: Chiesa di Postal – Siniger Kopf – Maso Hecher – Mare di Narcisi/Maso Wiesler – Chiesa di Postal
Sentieri: Sentieri d’acqua meranesi – Percorso dei Masi – 1A – Percorso dei Masi – 1B
Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.45 ore
Quota massima: 565 m
Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica ma che presenta alcuni tratti ripidi; sviluppo di circa 8 chilometri totali; attenzione ai tanti bivi presenti
Data di ascesa: marzo 2026
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei masi. Volendo, dal maso Wiesler è possibile tornare alla chiesa di Postal seguendo il Percorso dei Masi, leggermente più lungo ed un po’ meno ripido rispetto al sentiero Wiesler
Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto visti i tratti ripidi su fondo potenzialmente scivoloso; è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami. I narcisi sono, solitamente, in piena fioritura tra inizio marzo e metà aprile, quindi, io ho scelto questo periodo per l’escursione; al contempo, in questa stagione, il resto della vegetazione non è ancora tornata completamente verde
Chiesa di Postal
Cartelli alla partenza
Tratto verso il Maso Mitterwalder
Radura nei pressi del Maso Mitterwalder
Tratto al punto panoramico Siniger Kopf
Deviazione non segnata alla vetta del Siniger Kopf
Tratto verso il Maso Hecher
Maso Hecher
Tratto verso il Maso Kofler
Tratto verso il Mare dei Narcisi ed il Maso Wiesler
Mare di Narcisi
Maso Wiesler
Discesa lungo il sentiero Wiesler
Cliccare sull’immagine per visualizzare Postal paese su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige
La Malga Costa/Liegalm, posta a 1750 metri di altezza, si trova nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione bucolica con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn.
La malga è raggiungibile da diversi punti di partenza; il tracciato più breve, solitamente ben battuto, parte dal Passo Lavazè (che ospita anche l’omonimo centro di sci di fondo), raggiungibile in macchina dai pressi di Nova Ponente/Deutschnofen, Ega/Eggen ed Obereggen in Val d’Ega e Cavalese in Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini, QUI quella su Nova Ponente, QUI la “pillola” su Ega e QUI quella su Obereggen).
Il percorso comincia dal Passo Lavazè (1808 m), dal centro di sci di fondo si seguono le indicazioni per i percorsi invernali ed in breve si giunge al bivio tra Malga Ora/Auerlegeralm e Malga Costa/Liegalm. Si segue a destra per Malga Costa, su traccia solitamente battuta dagli escursionisti, che, in discesa, taglia diverse volte le piste da sci di fondo (attenzione agli sciatori); seguendo i cartelli per Malga Costa si procede in discesa su traccia nel bosco fino ad intercettare una mulattiera (fare attenzione ai cartelli).
Si segue la mulattiera innevata prima nel bosco in saliscendi e poi più ripidamente tra spazi aperti fino ad incontrare il tracciato estivo; si continua a seguire la mulattiera, nel rado bosco, in saliscendi e poi in discesa più ripida fino a giungere all’ultimo bivio per Malga Costa. Seguendo a destra si giunge quindi, in breve in leggero saliscendi, a Malga Costa (1750 m, 1.00 ora dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso in saliscendi in 1.00 ora, 2.00 ore dalla partenza.
Percorso: Passo Lavazè – Malga Costa – giro intorno al lago – Passo Lavazè
Sentieri: percorso invernale per Malga Costa che segue, in parte, il sentiero estivo 9
Dislivello: 100 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.00 ore totali
Quota massima: 1808 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica contenuta, sviluppo di circa 6 chilometri tra andata e ritorno; in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole). È bene fare attenzione ai diversi bivi, soprattutto nel primo tratto nel seguire i cartelli per la traccia che congiunge al percorso estivo; attenzione anche agli sciatori nei diversi attraversamenti delle piste da fondo
Data di percorrenza: dicembre 2025
Annotazioni: è bene controllare le condizioni di battitura del percorso ed i periodi di apertura della malga. Dal Passo Lavazè parte anche il percorso invernale per Malga Ora/Auerlegeralm ed il Passo Oclini/Joch Grimm (QUI la “pillola” su questo itinerario)
Alla partenza nei pressi del Centro fondo del Passo Lavazè
Bivio tra Malga Ora e Malga Costa
Primo tratto per Malga Costa che attraversa diverse volte le piste da sci di fondo
Vista su Corno Bianco e Corno Nero
Tratto di collegamento che porta verso il percorso che si effettua anche in estate
Lungo il tratto di percorso che si effettua anche in estate
Malga Costa
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
In Alto Adige/Südtirol si trovano in molti panifici e pasticcerie diversi tipi di girelle farcite; tra esse si trovano quelle alla nocciola, papavero e cannella. Viene qui proposta la versione alla cannella, molto amata nel periodo invernale ma non solo; le girelle sono molto soffici e gustose ed adatte per una gustosa colazione e merenda.
Ingredienti per 15 girelle:
Impasto:
– 500 g di Farina Manitoba – 100 g di farina tipo 00 Rieper – 100 ml di latte parzialmente scremato MILA (volendo anche senza lattosio) – 100 ml di acqua – 115 gr di zucchero – 80 g di burro Vipiteno/Sterzing tagliato a piccoli pezzi a temperatura ambiente – 2 uova da masi Alto Adige/Südtirol – 7 g di lievito di birra secco – 5 g di sale – aroma di vaniglia q.b.
Ripieno:
– 100 g di zucchero – 10 g di cannella – 20 g di burro da sciogliere per la farcia e la teglia
Glassa:
– 75 g di zucchero a velo – acqua q.b. a temperatura ambiente
Procedimento di preparazione:
Cominciamo preparando l’impasto delle girelle. Versate in una planetaria le farine, il lievito, l’aroma di vaniglia e lo zucchero.
In una ciotola con beccuccio versate l’acqua, il latte e le uova e mescolate. Utilizzando il gancio, azionate la planetaria e versate a filo il composto liquido.
Man mano che il composto comincia ad amalgamarsi, mentre la planetaria lavora, aggiungete, poco alla volta, il burro tagliato a piccoli pezzetti. Aspettate che si sia amalgamato prima di aggiungerne dell’altro.
Continuate a lavorare il composto con la planetaria finchè avrà raggiunto una consistenza morbida ed omogenea.
Lavorate brevemente il composto con le mani per creare una palla liscia ed omogenea.
Riponete il composto nella ciotola che avete usato per impastarlo, copritelo con un panno e lasciatelo lievitare per due ore circa. Dovrà raddoppiare di volume. Io l’ho riposto nel forno, spento ovviamente.
Passato il tempo di lievitazione, prima di tirarlo fuori, fate sciogliere il burro necessario per il ripieno e per la teglia. Dopodichè versate in una ciotola lo zucchero e la cannella e mescolate.
Ora potete prendere l’impasto. Ponetelo su una spianatoia leggermente infarinata e, con l’aiuto di un mattarello, stendetelo fino a formare un rettangolo delle dimensioni di circa 50 x 30 cm.
Spennellate la superficie con il burro fuso e cospargete la superficie imburrata con il composto di zucchero e cannella, fino a riempire tutto il rettangolo.
Arrotolate, delicatamente, il composto dal lato lungo, fino a formare un rotolo omogeneo.
Avvolgete il rotolo in un canovaccio e ponetelo in frigo per 10 minuti, affinchè si rapprenda. Nel frattempo imburrate la teglia con il burro rimasto. Passato questo tempo, è il momento di formare le girelle. Con l’aiuto di un coltello seghettato, tagliate una quindicina circa di girelle del diametro di 4 cm.
Per assicurarvi che le girelle restino rotonde, tirate leggermente il bordo di chiusura e portatelo sotto uno dei due lati in cui si vede il composto. Questa parte andrà poi poggiata sulla teglia ed eviterà che la girella si apra in cottura. Se scegliete di usare una teglia rotonda, create un primo cerchio esterno, poi uno interno, avendo cura di lasciare lo spazio necessario alla lievitazione, ma allo stesso tempo che vengano a toccarsi. In questo modo, dopo la cottura, avrete una splendida torta di girelle. Per le teglie rettangoli o quadrate ponete le girelle in file ordinate.
Lasciate lievitare nuovamente per circa 1 ora, finchè non saranno di nuove belle gonfie.
Cuocete le girelle in forno preriscaldato a 185° per circa mezz’ora.
Ponete le girelle su una gratella a raffreddare.
Prepariamo ora la glassa. In una ciotola ponete lo zucchero a velo e, a filo, versate pochissima acqua alla volta, avendo cura di mescolare con un cucchiaio prima di aggiungerne dell’altra. La glassa sarà pronta quando risulterà liscia, morbida e sarà possibile creare delle strisce senza che si spezzino quando le si lavora.
Una volta raggiunta la consistenza desiderata, glassate le girelle, utilizzando lo stesso cucchiaio con cui avete preparato la glassa. Muovetelo avanti e indietro, creando così delle strisce.
Ponete le girelle su un piatto da portata. Buon appetito!
Preparazione della ricetta: Cristina Mapelli Foto: Pillole sudtirolesi
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Il borgo di Moso in Passiria/Moos in Passeiertal è posto in alta Val Passiria/Passiertal, in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, al crocevia tra la strada che porta al Passo Rombo/Timmelsjoch e la Val di Plan/Pfelders; dal borgo si dipartono diverse escursioni e sono presenti anche diversi punti di interesse religioso e culturale (QUI la “pillola” su Moso in Passiria).
Tra essi troviamo, in particolare, il Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier che si sviluppa nella sede principale del Mooseum Bunker e nelle due piccole sedi distaccate del Mooseum Stieber (dedicato all’energia) ed il Museum Timmel Transit (dedicato alla strada del Passo Rombo).
Il Mooseum Bunker, situato nei pressi del centro di Moso, è posto in un ex bunker costruito durante la seconda guerra mondiale; il museo, oltre a fungere da centro visite per il Parco naturale del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe, permette di scoprire reperti ed informazioni anche su molti altri temi.
Tra gli argomenti trattati si trovano la storia della Val Passiria, dei suoi abitanti e del bunker che ospita il museo, archeologia, la storia dell’antico Lago Kummersee (prosciugatosi diversi secoli fa), il recinto esterno degli stambecchi, la voliera con le coturnici e diversi reperti dell’antico villaggio minerario Monteneve/Schneeberg (posto ad alcuni chilometri da Moso in Passiria e raggiungibile con escursione che parte dalla strada del Passo Rombo, QUI la “pillola” su questo itinerario).
Lungo il percorso museale nell’area nel bunker viene anche risalita una lunga scala a chiocciola, con oltre 150 gradini, che porta nella zona sommitale dalle quale si scende, poi, su lunghe scale in ferro esterne.
Il museo è, solitamente, aperto da inizio aprile e fine ottobre dal martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 17.00; per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museum.hinterpasseier.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025
Mooseum Bunker
Area dedicata ai parchi naturali dell’Alto Adige/Südtirol
Il borgo di Campo Tures/Sand in Taufers, situato a circa metà dello sviluppo della Valle Aurina/Ahrntal, giace in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, circondato dalla alte vette delle Vedette di Ries/Riesferner Gruppe e delle Alpi di Zillertal, e presenta molti punti di interesse naturali, escursionistici e culturali (QUI la “pillola” su Campo Tures).
Tra questi ultimi si trova, in particolare evidenza, Castel Tures/ Burg Taufers, situato su un’altura poco sopra il paese e raggiungibile da esso sia in macchina che, con circa 15 minuti di cammino, tramite sentiero, a tratti un po’ ripido.
All’inizio del sentiero è posto anche un piccolo museo sito in un maso che mostra alcuni oggetti di uso comune nell’ 800 in questi luoghi.
Castel Tures è da tempo fulcro della storia della zona in quanto luogo di abitazione dei ricchi Signori di Tures, la famiglia più potente della zona in epoca medievale; la rocca è una delle meglio conservate dell’Alto Adige/Südtirol ed è nota fin dal 1300 con successive modifiche.
Il complesso del castello, che si sviluppa intorno alla corte centrale dominata dalla torre, presenta diversi punti di interesse; in particolare tramite visite guidate è possibile visitare le antiche stanze residenziali e nella torre sono presenti diverse mostre temporanee (nel 2025 dedicate alle rivolte contadine del ‘500 ed alla storia della Valle Aurina ed i suoi abitanti).
Il castello è visitabile autonomamente nella parte “comune” e delle mostre mentre solo con visita guidata nelle antiche aree residenziale; per informazioni su orari di apertura e visite guidate è bene consultare il sito internet ufficiale: www.burgeninstitut.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025
Castello visto da Campo Tures
Piccolo museo sulla vita nell’800 in zona
Salita a piedi al castello
Vista su Campo Tures
Parcheggio nei pressi del castello
Entrata del castello
Cortile centrale
Fucina
Granaio
Ghiacciaia
Cucina
Stanze residenziali visitabili con visita guidata (è possibile scattare foto solo nella prima parte della visita)
Mostra sulle rivolte contadine
Mostra nella torre sulla storia della Valle Aurina e dei suoi abitanti
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare Campo Tures su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Castel Tures su Google Maps