L’Angelo Grande/Grosser Angelusspitz (3521 m) – Rifugio Serristori/Düsselforfer Hütte (2721 m) – Gruppo dell’Ortles

L’Angelo Grande/Grosser Angelusspitz, vetta di 3521 metri di quota, ed il Rifugio Serristori/Düsselforfer Hütte, situato a 2721 metri di altezza, sono posti nel Gruppo dell’Ortles/Ortler sopra il paese di Solda/Sulden ed offrono un panorama amplissimo su molte vette di questo noto gruppo montuoso; la salita alla vetta comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (QUI la “pillola” sul paese di Solda ed i suoi impianti).

Il tracciato per la cima presenta una difficoltà tecnica elevata con alcuni passaggi attrezzati ed altri in arrampicata, sentiero solo in parte segnato e con fondo a tratti instabile, dislivello elevato e richiede esperienza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (2348 m, rifugio, stazione a valle a Solda), seguendo il sentiero 12-14 per il Rifugio Serristori si procede su traccia sassosa e ghiaiosa in lungo saliscendi fino ad arrivare all’incrocio numero 5.
Seguendo il sentiero 5 per il Rifugio Serristori si procede in moderata salita su traccia sassosa; superati alcuni tornanti la traccia diventa più ripida fino a raggiungere il Rifugio Serristori (2721 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero per l’Angelo Grande, si scende in breve ai sottostanti Laghetti di Zai e su traccia pianeggiante si giunge ad un bivio; si segue a destra per l’Angelo Grande procedendo su traccia ghiaiosa indicata con bolli gialli ed ometti, superato un tratto con blocchi in leggera salita, si costeggia un laghetto.

La traccia sassosa prosegue, quindi, in salita più ripida a tornanti portando ad tratto in salita moderata che porta al cartello indicante la Via Reinstadler; seguendola si sale con  pendenza ripida che porta ad una selletta alla base di una paretina rocciosa.
Segeundo i cavi si sale a zig zag sulla paretina tra saltini rocciosi e traversi fino a giungere alla sommità della paretina; la traccia (attenzione ai segni) sale su grossi blocchi e poi ripidamente su ghiaino e sassi giungendo ad un piccolo pianoro con grosso ometto.

Continunando su pendenza accentuata si seguono gli ometti (finiscono i bolli gialli) su traccia ghiaiosa e sassosa con piccoli blocchi fino a giungere sulla cresta finale; seguendo gli ometti si traversa sinistra su blocchi sotto il filo di cresta.
Costeggiata un’anticima si scende brevemente per salire, infine, in breve su grossi massi, alla vetta dell’Angelo Grande (3521 m, croce, 2.25 ore dal rifugio, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa con attenzione per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi, in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Pulpito –  Rifugio Serristori –  L’Angelo Grande –  Rifugio Serristori –  cabinovia Pulpito

Sentieri: 14 – 5 –  “Angelo Grande”

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa)

Quota massima: 3521 m

Difficoltà: EE/F  – escursione di elevata difficoltà tecnica, presenza di tanti tratti molto ripidi, passaggi in arrampicata di I° grado, un tratto attrezzato ed altri su terreno ripido e scivoloso; traccia segnata solo con ometti nella parte finale, sviluppo totale di circa 11 chilometri. Necessaria esperienza in questo genere di percorsi e senso di orientamento. Chi non si sentisse sicuro non esiti ad usare il kit da ferrata sul tratto attrezzato

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della cabinovia e dei rifugi

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e con ottima visibilità per godere degli ampi panorami e per avere meno rischio di perdere la traccia, è bene anche partire presto al mattino appena apre la cabinovia. Inoltre, è bene valutare man mano lungo il percorso la sua percorribilità e le proprie condizioni e, se necessario, tornare indietro se le condizioni del percorso o fisiche non siano idonee
Io ho percorso l’escursione in giornata ma è possibile anche spezzarla in due giorni pernottando al Rifugio Serristori e potendo, così, salire presto al mattino in vetta

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù

Tratto in saliscendi sul sentiero 12-14

Incrocio con sentiero 5

Salita al Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Tratto che costeggia i laghetti di Zai

Bivio per L’Angelo Grande

Tratto verso il laghetto

Tratto verso l’inizio della Via Reinstadler

Primo tratto della Via Reinstadler

Tratto attrezzato

Tratto su blocchi

Tratto verso la cresta

Traverso sotto la cresta

Tratto finale di salita

In vetta all’Angelo Grande


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Vertana/Vertainspitze (3545 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Vertana/Vertainspitz, vetta di 3545 metri di quota, è posta nel Gruppo dell’Ortles/Ortler sopra il paese di Solda/Sulden ed offe un panorama amplissimo su molte vette di questo noto gruppo montuoso; la salita alla vetta comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (QUI la “pillola” sul paese di Solda ed i suoi impianti).

Il tracciato per la cima presenta una difficoltà tecnica elevata con alcuni passaggi in arrampicata, sentiero solo in parte segnato e con fondo spesso instabile, dislivello elevato e richiede esperienza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (2348 m, rifugio, stazione a valle a Solda), si segue a destra il sentiero per la Val Rosim; su traccia sassosa e terrosa si procede dapprima ripidamente poi in lieve salita a mezzacosta fino a giungere ad un pianoro con statua di uno stambecco.

Ignorato il bivio per Solda si seguono le indicazioni per Cima Vertana salendo su ripida traccia tornanti segnata con bolli gialli; la traccia sassosa diventa poi molto ripida fino a giungere ad un pianoro; seguendo la traccia con ometti (da qui finiscono i bolli) si sale in lieve pendenza per poi traversare su grossi massi e lieve traccia su fango e ghiaino (attenzione a seguire gli ometti).

Costeggiando il Ghiacciaio di Rosim (senza toccarlo) si sale su lieve traccia molto ripida su ghiaino e terra giungendo ad un selletta; seguendo gli ometti si sale a sinistra su traccia sassosa giungendo ad un piccolo pianoro e poi con salita ripida si giunge ad un pianoro più esteso.

Bisogna qui seguire la traccia con ometti a sinistra che scende leggermente per poi traversare sul pianoro con tratti su grossi blocchi ed altri su traccia ghiaiosa e terrosa; la traccia porta verso destra, quindi, ad un ripido pendio che si sale dapprima su traccia terrosa e poi su grossi blocchi con alcuni passaggi di arrampicata di I° grado.

Cercando la via migliore tra i blocchi si giunge, quindi, all’ultimo salto roccioso con blocchi che porta alla vetta della Cima Vertana (3545 m, croce, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, facendo molta attenzione a non perdere la traccia, in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Pulpito –  Cima Vertana –  cabinovia Pulpito

Sentieri: “Vertana”

Dislivello: 1200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3545 m

Difficoltà: EE/F  – escursione di elevata difficoltà tecnica, presenza di tanti tratti molto ripidi, passaggi in arrampicata di I° grado ed altri su terreno ripido e scivoloso; traccia segnata solo con ometti, sviluppo totale di circa 8 chilometri. Necessaria esperienza in questo genere di percorsi e senso di orientamento.

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della cabinovia

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e con ottima visibilità per godere degli ampi panorami e per avere meno rischio di perdere la traccia, è bene anche partire presto al mattino appena apre la cabinovia. Inoltre, è bene valutare man mano lungo il percorso la sua percorribilità e le proprie condizioni e, se necessario, tornare indietro se le condizioni del percorso o fisiche non siano idonee

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù

Primo tratto di percorso verso il primo pianoro

Pianoro con statua dello stambecco

Tratto di salita segnato con bolli gialli

Tratto di salita segnato con ometti

Tratto finale su grossi blocchi

In vetta a Cima Vertana


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta


Rifugio Similaun Hütte (3019 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Similaun Hütte, posto a 3019 metri di quota, si trova nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen a breve distanza dal confine tra l’Alto Adige/Südtirol in Italia e Tirol in Austria; il rifugio è situato sotto l’omonima vetta, con ghiacciaio, del Similaun ed è anche noto perché non molto lontano da esso è stato anche ritrovata la mummia di Ötzi, uomo vissuto oltre 5000 anni fa (la mummia è ora visibile al Museo Archeologico di Bolzano/Bozen) – (QUI la “pillola sul Museo Archeologico).

L’accesso al Rifugio Similaun avviene dal Lago di Vernago/Vernagt Stausee in Val Senales/Schnalstal; il percorso presenta un dislivello molto rilevante ed alcuni tratti tecnici nella parte finale di salita; lungo il percorso si godono anche belle visuali sulla Punta di Finale/Fineilspitz e dal rifugio si può osservare un panorama molto ampio fino al Gruppo dell’Ortles/Ortler e sul lato austriaco (QUI la “pillola” sul Lago di Vernago e QUI quella sulla Val Senales).

Il percorso comincia dal Lago di Vernago (1700 m); seguendo le indicazioni dl sentiero numero 2 per il Rifugio Similaun si sale su stradina asfaltata, in moderata pendenza, raggiungendo il Maso Tisa/Tisenhof (1814 m, punto di ristoro).

Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 2 per il Rifugio Similaun si sale su traccia sassosa ed erbosa tra pascoli; si entra quindi, brevemente, in un tratto boscato per poi proseguire nuovamente tra pascoli costeggiando il torrente.
Il sentiero si inoltra nella Valle di Tisa/Tisental salendo in moderata pendenza su fondo sassoso ed erboso fino ad una selletta, superato un tratto più ripido si giunge ad un piccolo ricovero d’emergenza scavato nelle rocce.

La traccia erbosa e sassosa continua in moderata pendenza nell’ampio vallone raggiungendone la testata; piegando a destra la traccia sale a tornanti ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso; il sentiero porta, quindi, ad un breve tratto attrezzato un po’esposto  e sale poi nuovamente, ripidamente, su fondo sassoso fino a giungere al Rifugio Similaun (3019 m, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Vernago –  Maso Tisa –  Rifugio Similaun –  Maso Tisa – Lago di Vernago

Sentieri: 2

Dislivello:  1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore (3.15 ore la salita; 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3019 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica fino all’inizio del tratto ripido finale che presenta, invece, diversi tratti tecnici ed anche una breve parte attrezzata un po’ esposta; necessario passo fermo ed assenza di vertigini; sviluppo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo, dal rifugio, con ulteriori 200 metri di dislivello si può raggiungere il punto in cui è stata ritrovata la mummia dell’uomo preistorico Ötzi; nel punto si trova, tuttavia, solo una grande piramide di sassi.

Esperienza di Stefano: escursione lunga che si svolge in ambienti selvaggi e poco antropizzati; se effettuata in giornata, come ho fatto io, è bene partire presto dal Lago di Vernago; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del panorama dal rifugio.

Alla partenza al Lago di Vernago

Salendo al Maso Tisa

Maso Tisa

Primo tratto di salita nella Valle di Tisa

Ricovero di emergenza tra le rocce

Seconda parte di salita nella Valle di Tisa

Tratto finale di salita al Rifugio Similaun

Rifugio Similaun

Panorami dal rifugio

Maso Tisa visto in discesa

Lago di Vernago visto in discesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Vernago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Rifugio Oberettes Hütte (2670 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Oberettes Hütte, posto a 2670 metri di quota, si trova in Valle di Mazia/Matschertal nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; il percorso per raggiungerlo parte dai Masi Glieshof al termine della strada della Val di Mazia che si diparte da Tarces/Tarsch, frazione di Malles Venosta/Mals in alta Val Venosta/Obervinschgau (QUI la “pillola” su Malles Venosta).

Il tracciato per il Rifugio Oberettes, dal lungo sviluppo e dislivello, si svolge prima in ambiente bucolico tra boschi e pascoli lungo il torrente Saldura/Saldur per poi salire al rifugio in ambiente selvaggio d’alta quota al cospetto di molte vette oltre i 3000 metri di quota.

La salita comincia dai Masi Glieshof (1824 m, parcheggio e posto di ristoro, strada a tratti stretta dal paese di Mazia); seguendo la mulattiera sterrata numero 2 per la Malga di Mazia/Matscheralm si sale con pendenza moderata nel bosco fino a giungere ad un bivio sottostante la malga.

Seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Oberettes si procede a destra su mulattiera sterrata in lieve discesa, superato un ponte, si incontra il sentiero diretto proveniente dai Masi Glieshof (presenta alcuni saliscendi, perciò, è a mio avviso scegliere la mulattiera).

Proseguendo col percorso numero 1 per il Rifugio Oberettes si sale nel bosco su mulattiera sterrata e sassosa; usciti dal bosco la mulattiera costeggia la gola gola del Torrente Saldura fino a giungere alla teleferica del rifugio.
Continuando su sentiero sassoso e terroso si prosegue in brve, in lieve salita, fino ad un bivio con gorssa piramide di sassi; si segue quindi a detsra il sentiero numero 1 per il Rifugio Oberettes.

La traccia sassosa e terrosa sale ripidamente in tornanti (passando anche nei pressi di una cascatella); superato un tratto con gradoni la traccia prosegue verso sinistra in pendenza moderata, attraversando anche due torrentelli, e salendo poi, ancora ripidamente fino ad una selletta con grossa piramide di sassi.

Il sentiero prosegue, quindi, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata su traccia ghiaiosa e terrosa fino a giungere ad un tratto in tornanti che porta al Rifugio Oberettes (2670 m, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Masi Glieshof – Rifugio Oberettes  –  Masi Glieshof

Sentieri: 2 – 1

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2670 m

Difficoltà: E/EE – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con presenza di diversi tratti ripidi e fondo sassoso e con gradoni che richiedono passo fermo; sviluppo di circa 14 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio.
Dai Masi Glieshof è possibile seguire integralmente il sentiero 1 nel bosco che porta al bivio citato nella descrizione (questo sentiero presenta, però, diversi saliscendi ed è, quindi, meglio seguire la mulattiera numero 2).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è, però, da sottovalutare; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Masi Glieshof

Salita lungo la mulattiera 2

Malga di Mazia

Tratto verso l’incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Salendo al Rifugio Oberettes nel tratto lungo la gola

Tratto ripido verso il Rifugio Oberettes

Tratto finale di salita

Rifugio Oberettes

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i Masi Glieshof su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Rifugio Canziani al Lago Verde/Höchster Hütte (2561 m) – Val d’Ultimo

Il Rifugio Canziani al Lago Verde/Höchster Hütte, situato a 2561 metri di quota, si trova nell’alta Val d’Ultimo/Ultental nel Parco Nazionale dello Stelvio; il rifugio è posto in ambiente selvaggio in posizione rialzata sul sottostante Lago Verde/Grünsee.

Il percorso normale di salita al rifugio parte dal Lago di Fontana Bianca/Weißbrunnsee, raggiungibile  su strada stretta asfaltata da Santa Gertrude/St. Gertraud in Val d’Ultimo; il percorso, a tratti ripido, si snoda prima tra boschi e poi in zone selvagge, lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sulle Alpi Venoste, Val d’Ultimo e monti del gruppo del Gioveretto/Zufrittspitze (QUI la “pillola” sul Lago di Fontana Bianca e la Fiechtalm e QUI quella sul paese di Santa Gertrude).

La salita al Rifugio Canziani comincia dal Lago di Fontana Bianca (1872 m, punti di ristoro), seguendo il sentiero numero 140 per il rifugio si sale su traccia terrosa e sassosa nel bosco.
Si ignorano il bivio per il Collecchio e quello per la Malga Pilsberg e, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata si giunge ad una selletta; il tracciato prosegue adesso su fondo sassoso e con gradoni uscendo dal bosco e passando nei pressi di una cascatella.

Il sentiero sale, quindi, ripidamente a tornanti giungendo ad un pianoro; salendo in pendenza moderata su mulattiera sassosa si ignora il bivio per il Lago Lungo e si giunge, in breve, al Rifugio Canziani al Lago Verde (2561 m, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Fontana Bianca – Rifugio Canziani  –  Lago di Fontana Bianca

Sentieri: 140

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore

Quota massima: 2561 m

Difficoltà: E – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con presenza di diversi tratti ripidi e fondo sassoso e con gradoni; sviluppo di circa 7 chilometri tra andata e ritorno.

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio. Volendo dal rifugio, seguendo il sentiero per il Gioveretto, è possibile proseguire, per circa 500 metri di sviluppo e 50 metri di dislivello, per godere di visuali più ampie sul Lago Verde (questo tratto di difficoltà EE si svolge, però, su traccia su grossi massi a tratti un po’ esposta e richiede passo fermo ed esperienza su questo genere di percorsi)
Inoltre, dal Lago di Fontana Bianca partono anche altre escursioni come quella alla Malga Fiechtalm ed al Monte Chiodo/Nagelstein (QUI la “pillola” su quest’itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione bella che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è però da sottovalutare; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Alla partenza al Lago di Fontana Bianca

Primo tratto del percorso nel bosco

Tratto che porta nei pressi della cascatella

Cascatella

Tratto ripido in tornanti

Tratto finale su mulattiera

Rifugio Canziani

Lago Verde

Tratto impegnativo, facoltativo, dal rifugio per vedere il Lago Verde più dall’alto


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Passo di Slingia/Schlinigpass (2309 m) – Rifugio Sesvennahütte (2259 m) – Alpi Venoste

Il Passo di Slingia/Schlinigpass/S-charl Joch, situato a 2309 metri di quota ed il Rifugio Sesvennahütte, posto a 2259 metri di altezza, si trovano nell’omonimo gruppo del Sesvenna, facente parte delle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; viene qui descritto l’accesso classico che parte dal paesino di Slingia/Schlinig, raggiungibile da Burgusio/Burgeis in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Malles e Burgusio e QUI quella su Slingia ed il Watles).

Il tracciato tocca, con lungo sviluppo ed alcuni tratti ripidi, ma contenuta difficoltà tecnica, dapprima la Malga di Slingia/Schlinigeralm portando poi al Rifugio Sesvenna, al Passo di Slingia e, volendo, al confine con i Grigioni/Graubunden in Svizzera.

Lungo il percorso si attraversano ambienti idilliaci con pascoli, cascate, laghetti ed aree acquitrinose; si hanno anche visuali molto belle sulle soprastanti vette del gruppo del Sesvenna e delle Alpi Venoste.

Il percorso comincia da Slingia (1730 m), seguendo il sentiero numero 1 si sale in leggera pendenza su stradina asfaltata tra pascoli con Via Crucis ed alcune cappellette; proseguendo su stradina sterrata si raggiunge, quindi, la Malga di Slingia (1868 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo sempre il percorso numero 1 si sale su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino ad una baita; da qui si può scegliere se continuare la salita dritti sulla mulattiera o a destra su sentiero (io ho scelto la mulattiera in salita ed il sentiero in discesa).
Continuando sulla mulattiera sterrata e sassosa si sale quindi, ripidamente, ai pressi di una cascata e poi all’incrocio col sentiero prima menzionato; salendo ancora ripidamente su mulattiera si giunge quindi ad una sella con crocefissi.
La mulattiera sale ora con pendenza moderata raggiungendo un laghetto con vecchio rifugio dal quale, in breve, si giunge al Rifugio Sesvenna (2259 m, 1.15 ore dalla Malga di Slingia, 2.00 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero 18 verso il Passo di Slingia/Schlinigpass; salendo su mulattiera sassosa in moderata pendenza si ignorano diversi bivi e transitando nei pressi del Biotopo Uinamoos si giunge al Passo di Slingia (2309 m, nessun cartello, si nota che si è al passo perché il sentiero continua poi in lieve discesa, 20 munti dal Rifugio Sesvenna, 2.20 ore dalla partenza).

Volendo è possibile continuare in lieve discesa fino al confine tra Italia e Svizzera (2295 m, cippo, 10 minuti dal Passo di Slingia, 2.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con lieve risalita al Passo di Slingia (se si è raggiunto il confine di stato); in discesa è poi possibile se scendere integralmente per la mulattiera o prendere il sentiero che ne taglia un tratto.

La discesa complessiva impegna per 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna –  Passo di Slingia – confine di stato –  Passo di Slingia – Rifugio Sesvenna – Malga di Slingia – Slingia

Sentieri: 1 – 18

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2309 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (presenza, comunque, di alcuni tratti ripidi) ma con sviluppo totale lungo sviluppo totale lungo di circa 17 chilometri

Data di percorrenza: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di malga e rifugio; da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come l’ascesa al Piz Rims e Piz Cristanas (sempre passando per il Rifugio Sesvenna) o la salita al Monterodes (QUI la “pillola” sul percorso a Piz Rims e Piz Cristanas e QUI quella sull’itinerario al Monterodes).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi ambienti e panorami visibili lungo il percorso.
Io ho percorso integralmente la mulattiera in salita (potendo così passare vicino anche alla cascata) ed il tratto di sentiero in discesa (opzione un po’ più rapida).
Fare attenzione in caso di giornate molto calde e soleggiate in quanto il lungo percorso è quasi tutto esposto al Sole

A Slingia

Salendo alla Malga di Slingia

Malga di Slingia

Primo tratto di salita dopo la Malga di Slingia

Bivio tra mulattiera e sentiero

Salita su mulattiera nel tratto verso la cascata

Ricongiungimento tra sentiero e mulattiera

Tratto finale di salita verso il Rifugio Sesvenna

Rifugio Sesvenna

Salendo al Passo di Slingia

Passo di Slingia

Tratto verso il confine con la Svizzera

Confine con i Grigioni in Svizzera

In discesa sul sentiero che taglia un tratto della mulattiera come descritto nel testo

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Waalweg/Rogge di Laces/Latsch – Ferrata Tiss-Poppele – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Laces/Latsch, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso dallo sviluppo e dislivello moderati che permette di visitare parte dei Waalweg di Laces (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che percorrere la recente ferrata Tiss-Poppele aperta nel 2019 (QUI la “pillola” su Laces).

La via ferrata, che devia dal percorso Waalweg (e che, volendo può essere evitata) presenta una difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi; va, comunque, tenuto conto della presenza di alcuni tratti esposti.

Il percorso comincia dai pressi della stazione a valle della funivia San Martino al Monte/St. Martin am Kofel di Laces (630 m), seguendo il sentiero 7 verso San Martino al Monte si oltrepassa un ponte sull’Adige e si attraversa (con cautela) la strada della Val Venosta.
Si sale, quindi, brevemente con scalini di legno fino a giungere all’intersezione con il Waalweg; seguendo a sinistra il sentiero 3 verso Tiss si procede nel rado bosco in leggera salita lungo la roggia (attenzione ad alcuni passaggi un po’ stretti).

Ignorati alcuni bivi si giunge ad una breve stradina asfaltata ed al grande masso erratico con scritta “Poppele Knott”; procedendo poco oltre si giunge al bivio per la ferrata Tiss (680 m, 45 minuti dalla partenza).

Si segue, quindi, a destra per la ferrata salendo su sentiero nel bosco in breve, ma molto ripidamente, fino all’attacco della via ferrata.
Si sale, seguendo sempre le nuove attrezzature, dapprima con gradoni a tratti su roccette verso destra (attenzione ad alcuni cactus posti nei pressi del tracciato); si sale un tratto un poì più verticale e si giunge ad un ponticello tibetano e successivo spigolo con alcune staffe (punto più impegnativo ed esposto della ferrata).

Proseguendo sempre a mezzacosta si procede alternando tratti in moderata pendenza a salitini rocciosi fino ad aggirare un caratteristico spigolo; risalendo alcune staffe si giunge ad un ponte sospeso, superato il ponte si aggira con staffe un altro spigolo (tratto piuttosto esposto).
Si sale, quindi, una paretina con staffe (atttenzione se bagnata) e poi si traversa a mezzacosta verso sinistra e poi, con saltini rocciosi e tratti in traverso con staffe, nuovamente verso destra; si giunge, infine, ad una paretina (a tratti bagnata) che porta alla fine della ferrata su un pulpito panoramico (846 m, 30 minuti dall’attacco della ferrata, 1.15 ore dalla partenza).

Si scende adesso verso sinistra sul sentiero 5A che scende in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, su fondo erboso e sassoso; raggiunto un punto con cartelli si continua in discesa, si supera un breve tratto con cavo scorrimano, e si torna piuttosto ripidamente al bivio posto poco prima dell’attacco della ferrata.

Seguendo la via di andata lungo il Waalweg si torna, quindi, a Laces (1.00 ora dal termine dalla ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Percorso: Laces – Waalweg di Laces – Ferrata Tiss-Poppele – Waalweg di Laces – Laces

Sentieri: 7 – 3 – Ferrata Tiss-Poppele – 5A – 3 – 7  

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali

Quota massima: 846 m

Difficoltà: E il Waalweg – EEA la via ferrata Tiss-Poppele: itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta lungo i Waalweg (attenzione ad alcuni tratti un po’ stretti); la via ferrata è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma presenta alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata e casco; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate.
Naturalmente, volendo, è possibile percorrere solo il tratto lungo il Waalweg senza percorrere la via ferrata; è, inoltre, possibile allungare a piacimento nei due sensi il percorso del Waalweg (il tracciato completo del Waalweg di Laces, di 8 chilometri solo andata corre da Coldrano/Goldrain a Castelbello/Kastelbell)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario ad inizio primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Adige a Laces

Salendo sul sentiero 7 verso il bivio col sentiero 3

Bivio col sentiero 3 lungo il Waalweg

Lungo il sentiero 3 del Waalweg

Masso erratico Poppele-Knott

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la via ferrata Tiss-Poppele

Pulpito panoramico al termine della ferrata

Discesa lungo il sentiero 5A


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia San Martino in Monte a Laces su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Castello Monte di Silandro/Schloss Schlandersberg (1063 m) – Chiesa Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Alpi Venoste

Il Castello Monte di Silandro/Schloss Schalndersberg, posto a 1063 metri di quota nelle Alpi Vensote, è raggiungibile tramite diversi accessi dal sottostante paese di Silandro/Schlanders in media Val Venosta/Vinschgau; viene qui descritto un percorso ad anello che tocca prima la rocca (privata) e poi i Waalweg (rogge) Ils e la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius (QUI la “pillola” sul paese di Silandro).

Il percorso, che offre anche belle vedute panoramiche sulla sottostante Val Venosta e le vette circostanti, presenta dislivello e sviluppo moderati ma con presenza di alcuni tratti ripidi ed altri un po’ esposti; il tracciato tocca anche diversi tipi di ambienti con zone aperte aride, boschi e le antiche rogge irrigue ancora, tutt’oggi, funzionanti in alcuni periodi dell’anno.

Il percorso comincia dal centro di Silandro (718 m) seguendo le indicazioni per il sentiero numero 7 verso il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg.
Il sentiero procede dapprima su asfalto tra case e poi su mulattiera ghiaiosa, ignorato il bivio per la Passeggiata Sonnpromenade, si oltrepassa un ponte giungendo ad altri bivi; seguendo sempre il sentiero 7 si sale su traccia ghiaiosa piuttosto ripida nel bosco.

La traccia sassosa e ghiaiosa, con anche diversi gradoni, sale, quindi, ripidamente in spazi aperti con bella vista sul sottostante paese di Silandro; raggiunto un tratto con pendenza moderata la traccia erbosa e sassosa porta al Castello Monte di Silandro (1063 m, struttura privata, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo le indicazioni del sentiero numero 5 per le Rogge Ilswaal si scende su traccia sassosa e terrosa nel bosco il sentiero percorre, quindi, diversi tratti a mezzacosta con alcuni ponti e dei punti un po’ esposti incontrando le prime rogge.

Ignorato il bivio col sentiero 3 si rimane sul sentiero 5 costeggiando alcune rogge verso Corzes/Kortsch; in breve si raggiunge un ulteriore bivio al quale si segue il sentiero 6 verso St. Georg; la traccia sale in moderata pendenza nel bosco con alcuni punti panoramici sulla sottostante frazione di Corzes.
Seguendo le indicazione per la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius si giunge in breve, all’antica chiesa (883 m, 1.00 ora dal Castello Monte di Silandro, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla chiesa si seguono le indicazioni per il sentiero 5 verso l’Ilswaal; la traccia ghiaiosa e terrosa scende dapprima in mezzacosta in lieve pendenza, con qualche tratto un po’esposto, per poi scendere in pendenza moderata lungo le rogge nel bosco.

Giunti ad un successivo bivio si segue il sentiero numero 2 verso Silandro; la traccia sassosa e terrosa scende nel bosco fino a raggiungere il Castello di Silandro/Schlandersburg (sede di uffici provinciali e con una piccola mostra, da non confondere con il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg toccato nel primo tratto dell’escursione).
Dal Castello di Silandro si torna, quindi, in breve lungo le strade del paese, al centro di Silandro (45 minuti dalla Chiesa di Sant’Egidio, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Silandro – Castello Monte di Silandro – Chiesa di Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Castello di Silandro – Silandro

Sentieri: 7 – 5 – 6 – Ilswaal – 2

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali

Quota massima: 1063 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta complessivamente difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi e una breve parte un po’ esposta; sviluppo totale di circa 6 chilometri

Data di percorrenza: ottobre 2022

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato e fare attenzione ai numerosi bivi presenti e, in autunno, alle foglie presenti sul fondo del tracciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario con colori autunnali, il tracciato è, comunque, bello, anche in primavera (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente elevato in alcune giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Lungo il primo tratto di percorso

Salendo più ripidamente verso il Castello Monte di Silandro

In arrivo al Castello Monte di Silandro

Al Castello Monte di Silandro

Scendendo sul sentiero 5

Lungo il sentiero 6

Chiesa di Sant’Egidio

Lungo il tratto sulle Rogge Ilswaal

Scendendo sul sentiero 2

Castello di Silandro

Cliccare sull’immagine per visualizzare Silandro su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Äusserer Nockenkopf (2768 m) – Alpi Venoste

L’Äusserer Nockenkopf, vetta posta a 2768 metri di quota, è situata nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in alta Val Venosta/Vinschgau; la cima, da cui si gode un panorama ampio su molte vette circostanti, è posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol in Italia e Grigioni/Graubunden in Svizzera in un contesto selvaggio e poco frequentato e, quindi, molto caratteristico.

Il percorso per la vetta parte dalla Val Roja/Rojental raggiungibile da Resia/Reschen; il tracciato, che presenta alcuni tratti ripidi ed un dislivello relativamente elevato, attraversa prima zone boschive e poi spazi aperti fino alla Focrella di Fuori/Aussere Scharte dalla quale si giunge, quindi, in vetta tramite la cresta finale (QUI la “pillola” su Resia e Curon Venosta).

La salita comincia dal parcheggio posto poco prima delle case di Rojen/Roia (1935 m, strada asfaltata da Resia, parcheggio al tornante prima delle case), seguendo la stradina asfaltata si giuge, quindi, in pochi minuti al piccolo centro abitato (1973 m).

Dalle case di Roia si segue inizialmente il sentiero 10-13 salendo tra staccionate con percorso con ripidi gradoni; in breve si raggiunge un bivio al quale si segue a destra il sentiero 10 verso la Reschen Hoheweg e l’Äusserer Nockenkopf.
Si procede in moderata salita su traccia erbosa e terrosa nel bosco, attraversato un ponte si sale più ripidamente raggiungendo due baite con crocefisso; proseguendo su terreno via via più aperto si sale su traccia terrosa ed erbosa raggiungendo un successivo bivio.

Rimanendo sul sentiero 10 si sale su traccia in tornanti, piuttosto ripida, fino a giungere ad un grande crocefisso con panca; continuando in leggero saliscendi si giunge ad un bivio al quale si segue a sinistra il sentiero 7 verso l’Äusserer Nockenkopf.

La traccia erbosa e terrosa sale, alternando tratti in moderata pendenza ad altri più ripidi, fino ad un piccolo laghetto formato dal torrente; la traccia sassosa e terrosa sale quindi, in breve ma ripidamente, fino ai pressi della Forcella di Fuori/Aussere Scharte (2636 m).

Dai pressi della forcella si segue la traccia sassosa e terrosa che porta verso destra lungo la cresta finale, che presenta diversi tratti ripidi e un po’ esposti; la cresta porta, quindi, alla vetta dell’Äusserer Nockenkopf (2768 m, grosso ometto, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta è possibile, deviando a destra con percorso breve ma su traccia sassosa e ghiaiosa un po’ esposta, raggiungere in discesa anche l’anticima con grande croce e bella vista sul Lago di Resia/Reschensee (2744 m, croce, 5 minuti dalla vetta, 2.35 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, in breve risalita alla cima e poi a Rojen/Roia per la via di salita (2.10 ore dall’anticima, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio sotto le case di Roia – Roia – Forcella di Fuori – Äusserer Nockenkopf – Forcella di Fuori – Roia – parcheggio sotto le case di Roia

Sentieri: 10/13 – 10 – 7 – 10 – 10/13

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati i saliscendi tra cima ed anticima

Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali

Quota massima: 2768 m

Difficoltà: E/EE – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti relativamente ripidi e con cresta finale con alcune parti un po’ esposte ed in cui è necessario passo fermo, sviluppo totale di circa 10 chilometri.

Data di ascesa: ottobre 2023

Annotazioni: a Roia è presente un ristorante, è bene informarsi sui periodi di apertura se si volesse usarlo con punto di appoggio.
Dall’area di Roia partono anche diversi altri percorsi e salite a cime, come, ad esempio, la vetta Vallungspitze (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: io ho percorso l’escursione in autunno con clima ancora piuttosto mite per il periodo e senza neve (seppur con pascoli in vesta ormai “secca”); in altri anni, ad ottobre, il percorso potrebbe risultare già in parte innevato; è, inoltre, bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere al meglio dell’amplissimo panorama e per sicurezza lungo i tratti su ampi spazi aperti.

A Roia

Primo tratto con gradoni

Vista su Roia

Lungo il primo tratto del sentiero 10

Baite con crocefisso

Tratto verso il grande crocefisso con panche

Crocefisso con panca

Vista sul Lago di Resia

Breve tratto in saliscendi

Bivio per la vetta

Salendo verso i pressi della Forcella di Fuori

Cresta finale

Vista sul versante svizzero

Lungo la cresta finale

In vetta all’Äusserer Nockenkopf

Panorami di vetta

Zoom sul Piz Sesvenna

Zoom sul gruppo dell’Ortles/Ortler

Tratto verso l’anticima

Anticima dell’Äusserer Nockenkopf

Vista sul Lago di Resia

Zoom sul gruppo della Palla Bianca/Weisskugel

Cartina del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare Roja su Google Maps (il parcheggio escursionistico si trova al tornante prima di arrivare alle case di Roja)


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Sentiero Glaciologico di Solda/Sulden – Rifugio Coston/Hintergrathütte (2661 m) – Sentiero Morosini – Gruppo dell’Ortles

Il Sentiero Glaciologico di Solda/Sulden, posto nel gruppo dell’Ortles/Ortler, collega la stazione a monte della funivia di Solda con il Rifugio Coston/Hintergrathütte, situato a 2661 metri di quota; il percorso attraversa la morena dei ghiacciai tra Gran Zebrù ed Ortles passando anche su diversi tratti di residui dei ghiacciai coperti da detriti (QUI la “pillola” su Solda).

La percorrenza dell’itinerario è riservata ad escursionisti esperti ed il tracciato è segnalato con paletti che vengono riposizionati ogni anno in base alle condizioni che si formano dopo il disgelo primaverile; raggiunto il Rifugio Coston seguendo il Sentiero Morosini (che presenta qualche tratto un po’ esposto ed una breve parte attrezzata con cavo) si scende al rifugio K2 tornando poi a Solda.

Questo itinerario presenta, quindi, caratteristiche molto particolari che richiedono ottima visibilità e buone condizioni del tracciato valutando sul posto eventuali problematiche del percorso; normalmente non serve attrezzatura particolare ma in alcuni punti tra i detriti può affiorare ghiaccio che richiede molta attenzione come anche nell’attraversamento di alcune fenditure.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della Funivia di Solda (2600 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), seguendo il sentiero per il Rifugio Casati si procede su mulattiera in lieve pendenza.
Si giunge, in breve, al bivio a destra per il Sentiero del Ghiacciaio/Gletscherweg, si procede ancora in breve su mulattiera e poi su sentiero sassoso giungendo al cartello informativo del percorso e della zona; seguendo sempre i paletti rossi si sale su traccia sassosa ad una selletta dalla quale si scende in una conca su traccia su grossi massi.

Il percorso, sempre su traccia sassosa, continua poi in saliscendi fino a salire sulla morena dei ghiacciai, la traccia sassosa sale tra diverse fenditure (attenzione a non perdere il percorso con paletti); la traccia sale adesso su fondo sassoso con a tratti ghiaccio che affiora (con molto ghiaccio sono necessari i ramponi).
La traccia in saliscendi attraversa anche due fenditure con ghiaccio evidente sotto i detriti e sale poi ad un risalto roccioso; si scende poi verso destra risalendo poi ripidamente su pendio sassoso traversando, quindi, nuovamente a destra su traccia un po’ esposta.
Il percorso scende poi in una valletta uscendo dal tratto più sassoso e procedendo in saliscendi su traccia ghiaiosa ed erbosa fino al Rifugio Coston (2661 m, 2.45 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero Morosini (numero 3) verso la seggiovia Orso, si sale brevemente, su traccia terrosa e sassosa, ad una selletta; il sentiero sassoso e terroso porta poi in moderata pendenza in discesa, con alcuni tratti un po’ esposti ed una breve parte attrezzata con cavo, fino ad un’altra selletta.
Dalla selletta si scende su traccia terrosa e poi per un tratto su grossi massi fino ad un tratto in traverso su terreno sassoso dal particolare colore grigio; con breve risalita si giunge, quindi, al Rifugio K2 (2330 m, stazione a monte della Seggiovia Orso, 1.15 ore dal Rifugio Coston, 4.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio K2 si segue il sentiero 3 verso Solda, si scende dapprima tra rado bosco fino ad una radura; si prende sempre il sentiero 3 a destra scendendo in tornanti nel bosco; ignorati i bivi col sentiero Wurzelweg, col 9A ed il 21 si trova il bivio col sentiero 9.

Prendendo a destra il sentiero 9 verso la funivia si procede dapprima in saliscendi nel bosco oltrepassando un primo ponte su un torrente; continuando in lievi saliscendi si giunge ad un secondo ponte per poi scendere ad un alpeggio.
Dall0alpeggio si prende il sentiero 7 che, in breve, porta alla stazione a valle della funivia di Solda (1.15 ore dal Rifugio K2, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funivia Solda – Sentiero Glaciologico – Rifugio Coston – Sentiero Morosini – Rifugio K2  – stazione a valle funivia Solda

Sentieri: Glaciologico/Gletscherweg – Morosini / 3 – 3 – 9 – 7

Dislivello: 500 metri in salita e 1000 metri discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 2800 m

Difficoltà: EE – percorso con presenza di passaggi tecnici (necessario orientamento ed attenzione ai tratti con ghiaccio affiorante) ed in parte esposti (con anche un breve tratto attrezzato); necessaria, quindi, esperienza lungo questo tipo di itinerari. Sviluppo di circa 13 chilometri totali.
Con condizioni ottimali non serve attrezzatura particolare ma in caso di presenza abbondante di ghiaccio diventano necessari i ramponi; necessaria buona visibilità ed attenzione nel non perdere la traccia segnalata con paletti

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi e dell’impianto di risalita; dal Rifugio K2 è possibile scendere a Solda in seggiovia ma bisogna poi tornare a piedi o in autobus (circa 1,5 chilometri di strada) alla stazione a valle della funivia.

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata con ottima visibilità e valutare sul posto le condizioni facendo attenzione a seguire i paletti ed alle fenditure nel terreno (nel mio caso un paio di fenditure (seppur non molto grandi) erano da attraversare. Nel complesso percorso molto particolare ed interessante ma da non sottovalutare (anche lungo il sentiero Morosini) nonostante il dislivello in salita sia relativamente contenuto

Vista sul Rifugio Città di Milano ed il Gruppo dell’Ortles dalla stazione a monte della funivia

Primo tratto sul mulattiera verso la deviazione per il Sentiero Glaciologico

Lungo il sentiero Glaciologico  

Tratto in arrivo al Rifugio Coston

Vista dal rifugio sul vicino laghetto ed il Gruppo delll’Ortles

Rifugio Coston

Breve risalita sul sentiero Morosini

Vista verso Solda

Sul sentiero Morosini

Rifugio K2

Scendendo verso la stazione a valle della funivia di Solda


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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