Punta del Lago Gelato/Eisseespitze (3230 m) – Gruppo dell’Ortles – settembre 2021

La  Punta del Lago Gelato/Eisseespitze è una vetta di alta quota, posta a 3230 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles-Cevedale, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita si svolge tramite il Sentiero Steckner partendo dalla stazione a monte della funivia di Solda; il percorso è relativamente breve ma ripido e con diversi tratti su ghiaino e grossi massi e cresta finale con alcuni passaggi in arrampicata non difficili tecnicamente ma un po’ esposti.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2600 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue per pochi minuti il sentiero per il Rifugio Casati trovando in breve a sinistra la deviazione per il Sentiero Stecknerweg.
Il sentiero Steckner, segnato con radi bolli gialli e rossi, sale ripidamente dapprima su traccia su ghiaino fino a giungere ad un piccolo pianoro; la traccia riprende quindi a salire ripida su ghiaino intervallati da tratti sassosi giungendo a due brevi tratti più esposti, attrezzati con cavo, che portano alla cresta finale.
Si segue, quindi, la cresta finale su tratti con ghiaino ed altri con grossi massi, con alcuni passaggi di I° grado non molto difficili ma un po’ esposti, giungendo infine sulla larga vetta della Punta del Lago Gelato  (3230 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Punta del Lago Gelato – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: Stecknerweg

Dislivello: 650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore (2.00 ore la salita, 1.30 ora la discesa).

Quota massima: 3230 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente impegnativa con molti tratti ripidi lungo il percorso ed alcuni passaggi di I° grado sulla cresta finale

Data di ascesa: settembre 2021

Inizio del sentiero Stecknerweg

Lungo il primo tratto di salita

Vista sulla funivia di Solda dal primo tratto di salita

Tratto intermedio di salita

Tratto attrezzato

Cresta finale

In cima alla Punta del Lago Gelato

Vista su Ortles – Zebrù e Gran Zebrù

Vista sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Madriccio/Madritschspitze (3265 m) – Gruppo dell’Ortles – agosto 2021

La Cima Madriccio/Madritschspitze, vetta di 3265 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso i ghiacciai e le principali vette di questo famoso gruppo montuoso posto nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e lungo sviluppo e percorre bellissimi ambienti, prima boscosi e pascolivi fino al Rifugio Corsi/Zufallhütte, poi via via più selvaggi fino al tratto ripido finale che si diparte tra ambiente roccioso d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco. Si supera successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, 45 minuti dalla partenza, rifugio in parziale ristrutturazione ma aperto alla data di ascesa ad agosto 2021).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 150 per il Rifugio Casati, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga con bivio dal quale si continua a seguire il sentiero per il Rifugio Casati.
Il sentiero prosegue in lungo sviluppo in moderata salita, inframmezzata da qualche tratto più ripido ed altri in saliscendi, fino a raggiungere il bivio tra il Rifugio Casati e la Punta Madriccio dal quale si segue il sentiero 41 per la Punta Madriccio.
Il sentiero 41 sale dapprima in moderata salita su traccia terrosa e sassosa tra magri pascoli giungendo quindi all’attraversamento di un torrente; ignorato il bivio per la Mutspitze/Monte Muta si continua sul sentiero 41 in largo vallone su traccia sassosa in lungo sviluppo e moderata pendenza fino ad arrivare nei pressi di un laghetto.
La traccia si fa quindi più ripida, salendo su fondo sassoso e con ghiaino, portando ad un tratto in tornanti che conduce ripidamente alla vetta della Cima Madriccio (3265 m, croce, 2.45 ore dal Rifugio Corsi, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Cima Madriccio – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 151 – 150 – 41

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa).

Quota massima: 3265 m

Difficoltà: EE – percorso dal forte dislivello che presenta un tratto ripido finale su traccia sassosa e con ghiaino, sviluppo totale di 16 chilometri

Data di ascesa: agosto 2021

QUI il link YouTube al video della salita alla Cima Madriccio

Salendo al Rifugio Corsi

Rifugio Corsi

Salendo al bivio tra il Rifugio Casati e la Cima Madriccio

Bivio per la Cima Madriccio

Salendo nel tratto verso il laghetto

Tratto ripido finale

In vetta a Cima Madriccio

Vista dalla vetta su Ortles/Ortler – Monte Zebrù e Gran Zebrù/Königspitze

Vista dalla vetta sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Monterodes (2361 m) – Alpi Venoste – agosto 2021

Il Monterodes, vetta di 2361 metri di quota, è una cima posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in posizione isolata e dominante sui sottostanti paese e Valle di Slingia/Schlinig; la vetta è posta in posizione molto panoramica verso i monti del gruppo del Sesvenna, della Palla Bianca/Weisskugel e dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Slingia ed il comprensorio Watles).

Il percorso per raggiungere la vetta, partendo dal bel paesino di Slingia, attraversa ambienti molto bucolici con boschi e pascoli portando poi alla larga cresta erbosa finale che conduce in cima; il percorso presenta una media lunghezza ed un discreto dislivello e va comunque percorso, quindi, con il giusto allenamento.

La salita comincia da Slingia (1736 m) dal parcheggio alla fine del paese si seguono le indicazione per il Monterodes si percorre inizialmente una mulattiera sterrata trovando, in breve, la deviazione del percorso numero 10.
Si sale, quindi, in pendenza moderata su traccia erbosa e terrosa tra pascoli e bosco fino ad incontrare nuovamente la mulattiera sterrata; seguendo sempre i cartelli per il Monterodes si sale ripidamente  nuovamente tra pascoli e poi nel bosco fino ad un successivo incrocio con la mulattiera sterrata.
Seguendo i segni indicatori si sale sulla mulattiera sterrata, con pendenza accentuata, fino a giungere all’alpeggio Kälberalm (2137 m, nessun posto di ristoro, 1.15 ore dalla partenza), dall’alpeggio si segue sempre il sentiero 10 per il Monterodes che porta, tra pascoli, in breve ad un crocefisso.

Dal crocefisso si segue la traccia terrosa ed erbosa che sale tra pascoli in pendenza moderata fino a raggiungere un costone; da qui, seguendo sempre per il Monterodes ai diversi bivi, si segue in lungo saliscendi la traccia che porta a due piccoli laghetti; dai laghetti si sale poi in pendenza moderata sul largo crestone erboso che conduce alla vetta del Monterodes (2361 m, croce, 1.15 ore dalla Kälberalm, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Alpeggio Kälberalm – Monterodes – Alpeggio Kälberalm – Slingia

Sentieri: 10

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2361 m

Difficoltà: E – itinerario senza particolari difficoltà tecniche con buone condizioni ma che presenta uno sviluppo di 11 chilometri circa e diversi tratti ripidi nella prima parte del percorso.

Data di ascesa: agosto 2021

QUI il link al video YouTube sulla salita al Monterodes

Cartelli a Slingia

Primo tratto su mulattiera con vista su Slingia

Tratto tra pascoli e bosco salendo all’alpeggio Kälberalm

Alpeggio Kälberalm

Crocefisso poco sopra l’alpeggio

Tratto salendo al costone erboso

Nel lungo tratto in saliscendi

Lungo la larga cresta che porta in vetta

In vetta al Monterodes

Panorami dalla vetta verso il Sesvenna

Vista sul sottostante paese di Slingia

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m) – Rifugio Corsi/Zufallhütte (2265 m) – Gruppo dell’Ortles – luglio 2021

Il Rifugio Martello/Martellerhütte, situato a 2610 metri di quota, e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, posto a 2265 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles-Cevedale nel Parco Nazionale dello Stelvio e sono raggiungibili dalla Val Martello/Martelltal (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vette circostanti con ghiacciai e diversi altri 3000, i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare estremamente panoramico; inoltre, il percorso ad anello descritto per arrivarci attraversa  anche bellissimi tratti  con boschi, corsi d’acqua, cascate e ambienti rocciosi d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si incontra successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, 45 minuti dalla partenza, rifugio in parziale ristrutturazione ma aperto alla data di ascesa a luglio 2021).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 103 per il Rifugio Martello, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga; attraversata la diga con percorso su grossi massi si arriva ad un bivio.
Si segue il sentiero 31A per la Cima Rossa procedendo in saliscendi, ignorato il bivio per il sentiero 40 si sale al bivio tra i sentieri 37 e 31A si segue il sentiero 37 per il Rifugio Martello, si sale, quindi, su ripida traccia terrosa e sassosa che aggira una prominenza rocciosa; la traccia supera anche un breve tratto con cavo di sicurezza corrimano ed una scala di legno e conduce ad una sella con laghetto.
Da qui si procede prima in saliscendi e poi su traccia ghiaiosa in salita piuttosto ripida fino ad un altro bivio; si segue sempre il sentiero 37 per il Rifugio Martello procedendo su traccia terrosa e ghiaiosa in saliscendi giungendo ad un ultimo tratto su grossi massi che porta al Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m, 1.30 ore dal Rifugio Corsi, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Martello si scende sul sentiero 103 per il Rifugio Corsi, la traccia terrosa e sassosa scende piuttosto ripida fino ad un pianoro che riporta alla antica diga incontrata in salita, da qui si segue il percorso già noto per il Rifugio Corsi ed il parcheggio (1.45 ore dal Rifugio Martello, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Rifugio Martello – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 151 – 103 – 31A – 37 – 103 – 151

Dislivello: 600 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa).

Quota massima: 2610 m

Difficoltà: E/EE – percorso che presenta diversi tratti ripidi soprattutto lungo il sentiero 37 in salita (alcuni tratti EE), sviluppo totale di 11 chilometri

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: chi volesse evitare alcuni brevi tratti di difficoltà EE può seguire anche in salita verso il Rifugio Martello il sentiero 103 descritto in discesa (con presenza, comunque, di diversi tratti ripidi).

QUI il link YouTube al video della salita al Rifugio Martello ed al Rifugio Corsi

Lungo il sentiero 151 verso il Rifugio Corsi

Rifugio Corsi

Tratto verso l’antica diga

Sulla diga

Bivio sulla diga

Salendo sul sentiero 37

Ultimo tratto verso il Rifugio Martello

Rifugio Martello

Scendendo sul sentiero 103

Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Piengkopf (2792 m) – Ötztaler Alpen – luglio 2019

La Piengkopf, vetta di di 2792 metri di quota, è una cima posta in territorio austriaco nel gruppo delle Ötztaler Alpen a poca distanza dal confine con il Sudtirolo e le Alpi Venoste; viene, perciò, descritta in questo sito trovandosi a breve distanza dal Passo Resia/Reschenpass posto in Alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul Passo Resia e il paese di Curon Venosta).

La salita alla vetta avviene sfruttando la cabinovia Bergkastel posta nel comune di Nauders a breve distanza dal confine con l’Italia; il percorso presenta uno sviluppo e dislivello moderati che portano, alternando tratti ripidi ad altri meno faticosi, alla panoramica vetta con bellissimo panorama su molte vette delle Ötztaler Alpen e delle Alpi Venoste.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Bergkastel (2173 m, rifugio), si segue inizialmente il sentiero 30 per la Piengalm; il primo tratto presenta una mulattiera sterrata che in breve diventa sentiero tra bosco e pascoli di che porta in saliscendi, ben prima di arrivare alla Piengalm, al bivio per il sentiero per la vetta.

Si prende, quindi, il sentiero 29 per la Piengkopf salendo su traccia sassosa e terrosa tra pascoli alternando tratti più ripidi ad altri con pendenza moderata.
Si giunge poi ad un piccolo pianoro dove si segue la ripida traccia ghiaiosa e terrosa che tra magra erba e massi conduce all’anticima della Piengkopf con croce; dall’anticima si segue quindi, volendo, la breve cresta sassosa un po’ esposta fino alla vicina vetta della Piengkopf (2792 m, ometto, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Bergkastel – Piengkopf – stazione a monte cabinovia Bergkastel

Sentieri: 30 – 29

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi iniziali

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2792 m

Difficoltà: E/EE – escursione di difficoltà tecnica moderata, seppur con diversi tratti ripidi, fino all’anticima con croce, la breve salita finale alla vetta, facoltativa, è di difficoltà EE con alcuni tratti un po’ esposti su massi.

Data di percorrenza: luglio 2019

Cartelli alla stazione a monte della cabinovia

Primo tratto in saliscendi con vista sulla Piengkopf

Bivio per il sentiero per la Piengkopf

Vista sulla stazione a monte della cabinovia lungo il primo tratto di salita

Salita che alterna tratti ripidi ad altri con pendenza moderata

Pianoro sotto la vetta

Ultimo tratto di salita per l’anticima

Anticima della Piengkopf con croce

Cresta finale per la cima

Panorama dalla vetta verso la cresta del Bergkastell

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Bergkastell di Nauders su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Rifugio Payer (3029 m) – Rifugio Tabaretta (2556 m) – Gruppo dell’Ortles – luglio 2021

Il Rifugio Payer, situato a 3029 metri di quota, e il Rifugio Tabaretta, posto a 2556 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles/Ortler e sono raggiungibili da Solda/Sulden in alta Val Venosta/Vinschgau tramite la seggiovia dell’Orso (QUI la “pillola” sul paese Solda).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vetta dell’Ortles (che con i suoi 3905 metri di quota è la cima più alta delle Alpi Orientali), i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare severo d’alta quota; il percorso per arrivarci, da cui si godono bellissime viste sulle alte vette circostanti, attraversa, infatti, anche tratti esposti ed anche, in parte, attrezzati per raggiungere questi noti ed importanti rifugi.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia dell’Orso (2330 m, rifugio), si segue quindi il sentiero 10/4A che prima in leggera discesa su mulattiera incontrando il bivio col sentiero 4 per il Rifugio Tabaretta.
Si segue quindi il sentiero 4 prima in leggera discesa tra prati e poi il lungo traverso su fondo sassoso che in leggera salita conduce ad una selletta, dalla sella si continua su traccia su fondo sassoso  seguendo per il Rifugio Taberetta a tutti i bivi; la traccia terrosa e sassosa sale quindi ora ripidamente al Rifugio Tabaretta (2556 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Tabaretta si segue il sentiero 4 per il Rifugio Payer, la traccia sassosa sale piuttosto esposta con lungo traverso fino ad un tratto a tornati ripidi che porta alla Forcella dell’Orso/Bärenkopfscharte (2871 m).
Seguendo sempre la traccia per il Rifugio Payer si procede ora in traverso roccioso con tratti attrezzati con cavi e un ponte di legno che portano in saliscendi alla Forcella Tabaretta/Tabarettascharte (2903 m).

Dalla Forcella Taberetta si segue l’ultimo tratto di salita per il Rifugio Payer salendo in breve, ma ripidamente, su traccia sassosa e con massi fino al Rifugio Payer (3029 m, 1.30 ore dal Rifugio Tabaretta, 2.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte seggiovia dell’Orso –-  Rifugio Taberetta – Rifugio Payer –  Rifugio Tabaretta – stazione a monte seggiovia dell’Orso

Sentieri: 4A – 4

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 3029 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti esposti, alcune frazioni attrezzate con cavo ed altre ripide

Data di percorrenza: luglio 2021

Annotazioni: in discesa si può, volendo, anche scendere direttamente a Solda paese senza tornare alla seggiovia dell’Orso

Seggiovia dell’Orso

Salendo al Rifugio Tabaretta

Vista sull’Ortles

Rifugio Tabaretta

Salendo alla Forcella dell’Orso

Salendo alla Forcella Tabaretta

Ultimo tratto per il Rifugio Payer

Rifugio Payer


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia dell’Orso di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Seebodenspitz (2859 m) – Alpi Venoste – luglio 2021

La Seebodenspitz è una cima prestigiosa, di 2859 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna; la vetta dal grandioso panorama circolare è visibile da ampio raggio, qui viene proposta la salita dalla “via normale” dalla Malga Haider dalla cabinovia Haideralm, con stazione a valle posta nel paese di San Valentino alla Muta (QUI la “pillola” collegata alla Malga Haider e QUI quella su San Valentino alla Muta).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Haideralm (2120 m di quota), seguendo le indicazioni Seebodenspitze si procede in breve sul sentiero marcato con il numero 9 trovando dopo poco cammino la deviazione a sinistra sul sentiero 10 per la Seebodenspitz.
Si sale quindi sul sentiero 10 ripidamente tra pascoli tra pascoli  prima su traccia terrosa e poi su mulattiera. Seguendo i bolli indicatori si prosegue nuovamente su sentiero terroso e sassoso raggiungendo un ricovero per animali e poi, con traverso, superando anche un breve tratto franato, si giunge al bivio con i Laghi Drei Seen.

Si continua per la Seebodenspitz salendo su sentiero sassoso prima in moderata pendenza poi su traccia molto ripida tra sassi e ghiaino battuto, si ignora il bivio per il sentiero 16 e si giunge ad una sella, da qui si segue, quindi a destra su traccia sassosa e terrosa in moderata pendenza fino a giungere alla vetta della Seebodenspitz (2859 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si scende per la via di salita fino al bivio con i laghetti Drei Seen, si segue quindi il sentiero 10A per i laghetti scendendo su ripida traccia sassosa ed erbosa fino ai piccoli laghetti (2491 m) dai Drei Seen si procede, quindi, tra grossi massi e tratti erbosi (attenzione a non perdere la traccia) scendendo poi su sentiero sassoso e terroso fino ad incontrare il sentiero 9.
Da qui si segue per la Malga Haideralm a destra prima in saliscendi e poi in discesa su sentiero sassoso ed erboso incontrando il bivio di salita e giungendo, quindi, in breve alla Malga Haideralm (1.45 ore dalla cima; 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Haideralm – Seebodenspitz – Laghetti Drei Seen – Stazione a monte cabinovia Haideralm

Sentieri: 9 -10 – 10A – 9

Dislivello: 750 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2859 m

Difficoltà: EE – escursione con presenza di diversi tratti ripidi su fondo instabile

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: naturalmente in discesa è anche possibile seguire integralmente il percorso di salita senza deviare ai Laghetti Drei Seen. Inoltre, dalla Malga Haideralm è possibile salire, con escursione anch’essa abbastanza impegnativa, alla Cima Undici/Elfer (QUI la “pillola” sulla salita a Cima Undici).

QUI il link al video YouTube sulla salita alla Seebodenspitz

Cartelli alla partenza

Primo tratto tra pascoli

Tratto su mulattiera

Di nuovo su traccia tra pascoli

Tratto franato

Verso il tratto più ripido

Lungo il tratto più ripido

Ultimo tratto di salita

In vetta alla Seebodenspitz

Vista dalla vetta verso Cima Undici

Vista sul Lago di Resia

Bivio per i Laghetti Drei Seen scendendo

Laghetti Drei Seen

Vista sul Lago della Muta

Scendendo verso l’incrocio col sentiero 9


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Malga Haider su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Monte Scorluzzo (3095 m) – Gruppo dell’Ortles – luglio 2020

Il Monte Scorluzzo, elevazione di 3095 m di quota, è posto nel Gruppo dell’Ortles in territorio lombardo a poca distanza dal confine tra Sudtirolo e Lombardia in posizione molto panoramica nei pressi del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

Il Monte Scorluzzo è un 3000, piuttosto noto e frequentato, che presenta un itinerario di salita che segue nella prima parte una mulattiera sterrata fino al Passo delle Platigliole per poi condurre in vetta, con traccia sassosa e ghiaiosa, con presenza anche di alcuni tratti piuttosto ripidi.

L’itinerario, estremamente panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio; la seconda parte di salita presenta comunque alcuni tratti che richiedono preparazione ed esperienza nella percorrenza di tracce ripide e sassose.
Vista la quota raggiunta e il versante di salita dell’itinerario va tenuto conto, inoltre, che a volte la neve può essere presente a tratti lungo la traccia anche in estate.

La salita al Monte Scorluzzo comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata numero 506 che conduce in moderata pendenza al Passo delle Platigliole (2908 m).

Dal Passo delle Platigliole si segue verso destra sempre il sentiero 506 per il Monte Scorluzzo salendo su traccia ghiaiosa e sassosa che porta, con presenza anche di alcuni tratti ripidi, fino alla cima del Monte Scorluzzo (3095 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti (1.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita al Monte Scorluzzo

Percorso: Passo dello Stelvio – Passo delle Platigliole – Monte Scorluzzo – Passo delle Platigliole – Passo dello Stelvio

Sentiero: 506

Dislivello: 350 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore totali

Quota massima: 3095 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla vetta

Data di ascesa: luglio 2020

Cartelli al Passo dello Stelvio

Salendo al Passo delle Platigliole

Passo delle Platigliole

Salendo alla cima con anche alcuni tratti ripidi

In vetta al Monte Scorluzzo

Vista dalla vetta verso l’Ortles

Vista dalla vetta verso il Passo dello Stelvio

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Vatles/Watles (2555 m) – Alpi Venoste – giugno 2020

Il Monte Vatles, vetta delle Alpi Venoste di 2555 metri di quota posta nel sottogruppo montuoso del Sesvenna, presenta  varie vie di accesso; la più breve e frequentata parte dalla stazione a monte della seggiovia, facente parte comprensorio escursionistico e sciistico Watles posto in Valle di Slingia/Schlinigtal a pochi chilometri dal paese di Burgusio/Burgeis, frazione del comune di Malles Venosta/Mals (QUI la “pillola” sul comprensorio Watles in estate e e QUI la “pillola” su Burgusio e Malles).

Il percorso, presentato qui in una variante con tracciato ad anello, offre un panorama  spettacolare che spazia dal gruppo dell’Ortles a quello del Sesvenna e della Palla Bianca/Weisskugel; lungo il percorso si attraversano sia ambienti pascolivi che altri più selvaggi transitando, inoltre, per i bei laghetti Pfaffen Seen.

La salita al Monte Vatles comincia dalla stazione a monte della seggiovia Watles (2150 m, rifugio Plantapasch Hütte), seguendo la mulattiera sterrata numero 3 che porta in breve in moderata salita al bivio tra il sentiero 3 per il Watles e il 4A per i laghetti Pfaffen Seen.

Al bivio si segue a sinistra il sentiero 3 per il Watles salendo con pendenza moderata, con alcuni tratti più ripidi, su traccia terrosa e ghiaiosa tra pascoli fino allo stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando a seguire il sentiero 3 per il Watles si sale quindi con pendenza moderata su traccia sassosa e terrosa fino alla vetta del Monte Vatles (2555 m, grosso ometto, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende quindi sul versante opposto seguendo con sviluppo piuttosto lungo  la traccia numero 4 terrosa e ghiaiosa  che, tra magra erba, conduce prima in saliscendi e poi in discesa più decisa al bivio col sentiero 9A; al bivio si segue sempre il sentiero 4 per i laghi Pfaffen Seen scendendo con pendenza prima moderata e poi più lieve su traccia terrosa che costeggia prima alcuni piccoli laghetti fino a giungere ai due laghi Pfaffen Seen (2222 m).

Dai laghi Pfaffen Seen si segue quindi il sentiero 4A per il Rifugio Plantapasch Hütte su mulattiera sterrata che prima in leggera salita e poi in oderata discesa porta al bivio col sentiero 3 incontrato all’andata; dal bivio si segue in discesa in breve verso il Rifugio Plantapasch Hütte e la stazione a monte della seggiovia Watles (1.30 ore dalla vetta del Monte Watles, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Watles – Monte Vatles – Laghi Pfaffen Seen – stazione a monte seggiovia Watles

Sentieri: 3 – 4 – 4A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: E – escursione non difficile tecnicamente ma dallo sviluppo moderato percorrendo l’intero anello descritto

Data di percorrenza: giugno 2020

Vista sulla stazione a monte della seggiovia dal primo tratto di salita

Bivio tra sentiero 3 e sentiero 4A

Salendo verso la stazione a monte della seggiovia chiusa in estate

Tratto finale di salita verso il Monte Vatles

Vetta del Monte Vatles

Vista dalla vetta verso il gruppo del Sesvenna

Bivio in discesa tra il sentiero 4 e il sentiero 9A

Vista lungo la discesa sulla Val Venosta

Lungo la discesa tra vari piccoli laghetti

Laghi Pfaffen Seen

Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della seggiovia Watles su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Mutegg (2658 m) – Val d’Ultimo – Alpi Venoste – luglio 2020

Il Mutegg, elevazione di 2658 metri posta in Val d’Ultimo/Ultental nell’area delle Alpi Venoste, è una cima tra le più note dell’area e offre un ottimo panorama verso il Gruppo delle Maddalene/Magdalener Berge e le Alpi Vernoste, in particolare verso i sottogruppi dell’Orecchia di Lepre/Hasenöhrl e il Gran Ladro/Hoher Dieb.

L’accesso alla cima classico avviene dalla stazione  a monte della cabinovia Schwemmalm, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Santa Valburga/St. Walburg e del Lago di Zoccolo/Zoggler Stausee; viene qui descritto un percorso ad anello che presenta la salita sul sentiero “classico” e discesa per il sentiero passante per la  Forcella Rosslanerscharte (QUI la “pillola” sulla cabinovia Schwemmalm in estate e QUI quella sul paese di Santa Valbruga e il Lago di Zoccolo).

Il percorso di salita è tecnicamente meno impegnativo (seppur presentando, comunque, alcuni tratti ripidi) rispetto a quello di discesa che attraversa, invece, diverse zone rocciose e in parte un po’ esposte; chi volesse evitare i tratti più impegnativi può  quindi ridiscendere dalla vetta sul percorso descritto in salita.

La salita al Mutegg comincia dalla stazione a monte della cabinovia Schwemmalm (2145 m, nei pressi si trova al Malga/Rifugio Schwemmalm), dall’arrivo della cabinovia si segue a destra il sentiero 6 per il Mutegg, si sale dapprima su sentiero in moderata pendenza raggiungendo in breve dei bivi.

Seguendo sempre il sentiero 6 per il Mutegg si sale su sentiero con traccia ghiaiosa tra magri pascoli e poi su terreno più sassoso con pendenza via via più ripida fino a raggiungere la stazione a monte di una seggiovia. Da qui si sale ripidamente su traccia sassosa fino all’anticima del Mutegg con croce, dall’anticima si sale quindi, in breve, su traccia sassosa tra grosse pietre alla cima del Mutegg (2658 m, ripetitore e grosso ometto, 1.45 ore dalla partenza).

Dall’ometto di vetta si segue in discesa il sentiero 32 per la Forcella Rosslanerscharte, il sentiero scende ripidamente su traccia sassosa che alterna tratti ghiaiosi ad altri su grossi massi passando anche per alcuni punti un po’ esposti fino ad arrivare ad un breve tratto in risalita che porta alla Forcella Rosslanerscharte (2500 m).

Dalla forcella si segue ancora il sentiero 32 scende con lungo percorso su traccia ghiaiosa e sassosa, con anche alcune brevi controsalite, fino a giungere ad un tratto con pendenza moderata e traccia ghiaiosa e terrosa che tra pascoli porta ad una mulattiera con bivio.

Dal bivio si segue quindi la mulattiera numero 29 per la Malga Ausser Schwemmalm che porta in discesa tra pascoli fino a giungere in breve alla Malga Ausser Schwemmalm, dalla malga si torna, quindi, su sentiero sterrata in pochi minuti alla stazione a monte della cabinovia Schwemmalm (1.30 ore dalla cima del Mutegg, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Schwemmalm – Mutegg – Forcella Rosslanerscharte – Malga Ausser Schwemmalm – Stazione a monte cabinovia Schwemmalm

Sentieri: 6 – 32 -29

Dislivello: 600 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 3.35 ore totali (1.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2658 m

Difficoltà: E/EE – la salita presenta una difficoltà E con impegno tecnico e fisico moderato seppur con alcuni tratti ripidi; la discesa presenta difficoltà EE attraversando vari tratti ripidi sassosi in parte un po’ esposti

Data di ascesa: luglio 2020

Annotazioni: chi volesse evitare i tratti più impegnativi può  quindi ridiscendere dalla vetta sul percorso descritto in salita

QUI il link YouTube al video della salita al Mutegg

Alla stazione a monte della cabinovia

Lungo il sentiero di salita

Croce sull’anticima del Mutegg

Panorama dalla croce del Mutegg

Cartelli nei pressi della vetta

Cima del Mutegg

Panorama dalla vetta verso Orecchia di Lepre e Lago di Quaira

Lungo la ripida discesa alla Forcella Rosslahnerscharte

Vista sul Mutegg dalla Forcella Rosslahnerscharte

Scendendo verso la Malga Ausser Schwemmalm

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Schwemmalm su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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