Monte Paterno/Paternkofel (2744 m) – Ferrata De Luca-Innerkofler – Ferrata delle Forcelle – Dolomiti

Il Monte Paterno, vetta di 2744 metri di quota, è una cima posta nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserite in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e la Croda dei Toni/Zwolferkopf (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La zona dove si trova il Monte Paterno presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Alto Adige/Südtirol.

Il percorso raggiunge dapprima il famoso Rifugio Locatelli-Innerkofler e sale poi per gallerie e continua poi su ferrata con percorso con lughi tratti in ferrata, di media difficoltà per l’esperto ferratista, ma con diversi tratti esposti; il concatenamento tra la Ferrata De Luca-Innerkofler e Ferrata delle Forcelle permette di compiere, quindi, un percorso molto lungo ma di grande soddisfazione in un ambiente tra i più belli delle Dolomiti.

La salita comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m, strada a pedaggio dal Lago di Misurina), si segue il sentiero 101 sul larga mulattiera ghiaiosa fino al Rifugio Lavaredo (2344 m), dal Rifugio Lavaredo si continua a seguire il sentiero 101 che conduce su mulattiera sassosa alla Forcella Lavaredo (2454 m).
Dalla Forcella Lavaredo, sempre sul sentiero 101, si prosegue in percorso piuttosto lungo in saliscendi su sentiero sassoso  che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (2405 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal rifugio si seguono i cartelli per le gallerie e vie di guerra del Paterno, si sale dapprima su traccia sassosa piuttosto ripida che conduce all’ingresso della prima breve galleria, superata la prima galleria si sale per altre brevi gallerie, alternate a tratti di sentiero sassoso, giungendo quindi alla lunga e buia galleria Paterno (torcia necessaria).
Si sale su ripidi gradoni di legno con cavo corrimano uscendo dalla lunga galleria su un terrazzino roccioso, si sale adesso sulla Ferrata De Luca-Innerkofler che supera dapprima gradoni rocciosi e paretine attrezzate con buoni appigli. Si sale poi su coste rocciose attrezzate con cavo con alcuni tratti un po’ esposti fino a risalire un canalino attrezzato che conduce alla Forcella del Camoscio/Gamsscherte (2650 m).

Dalla Forcella del Camoscio si seguono a destra i cavi verso il Monte Paterno, la ferrata supera prima una spaccatura e poi porta al bivio tra percorso di salita e discesa. Si segue quello di salita con un tratto tecnico superando una paretina verticale attrezzata seguendo poi una cengia che porta all’incrocio col percorso che si seguirà in discesa. Si continua intanto in salita su traccia sassosa ripida (difficoltà di orientamento con nebbia) che porta ad un breve canalino con passaggi di I° grado non attrezzati,  si continua poi su ripida traccia sassosa che conduce alla vetta del Monte Paterno (2744 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 2.45 ore dalla partenza).

Si scende quindi per la via di salita (attenzione nel canalino non attrezzato) fino al bivio col percorso di discesa; lo si segue calandosi in un canalino attrezzato e proseguendo su cengia ed una costa rocciosa attrezzata un po’ esposta che riporta alla Forcella del Camoscio.
Dalla Forcella del Camoscio si segue per la Ferrata delle Forcelle (indicazioni Via della Pace-Rifugio Pian di Cengia), si oltrepassa un primo ponticello di legno salendo poi su gradoni e paretine attrezzate, superato un secondo ponticello si sale su ripidi gradoni attrezzati che conducono ad una selletta.
Dalla selletta si segue la traccia sassosa ripida che scende prima su terreno più aperto poi calandosi su una paretina attrezzata con scala e cavi che porta sul fondo di un canale risalendo poi sul lato apposto su gradoni attrezzati ripidi; si prosegue poi in lunghi saliscendi su traccia ghiaiosa e sassosa che porta infine alla Forcella Pian di Cengia (2522 m, 1.45 ore dalla vetta del Monte Paterno, 4.30 ore dalla partenza, dalla forcella si può raggiungere, volendo, in salita in 10 minuti il Rifugio Pian di Cengia).

Dalla Forcella Pian di Cengia si segue il sentiero 101 verso il Rifugio Locatelli, la traccia ghiaiosa e sassosa scende dapprima ripidamente poi prosegue con lungo mezzacosta in saliscendi fino ad un tratto in salita che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (1.00 ora dalla Forcella Pian di Cengia, 5.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si torna, quindi, alla Forcella Lavaredo, al Rifugio Lavaredo ed al Rifugio Auronzo sul sentiero dell’andata con sviluppo piuttosto lungo con diverse controsalite (1.15 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 6.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita al Monte Paterno ed al Rifugio Locatelli-Innerkofler

Percorso: Rifugio Auronzo – Rifugio Lavaredo – Forcella Lavaredo – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella del Camoscio – Monte Paterno – Forcella del Camoscio –  Forcella Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo

Sentieri: 101 – Gallerie del Paterno – Ferrata De Luca/Innerkofler – Ferrata delle Forcelle/Via della Pace – 101

Dislivello: 900 metri in salita e discesa compresi i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.45 ore

Quota massima: 2744 m

Difficoltà: EEA – percorso impegnativo con lunghi tratti su via ferrata di media difficoltà per esperti con presenza anche di un canalino non attrezzato con passaggi di I° grado, sviluppo lungo di 17 chilometri totali, necessari esperienza di vie ferrate, kit da ferrata, casco e torcia

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi ed è, naturalmente, possibile pernottare in uno di essi prenotando. Dalla Forcella Pian di Cengia è possibile, volendo, raggiungere il vicino Rifugio Pian di Cengia/Büllelejochhütte; i rifugi Locatelli-Innerkofler e Pian di Cengia possono essere raggiunti anche attraverso altri itinerari e sono anche punto di partenza per altre diverse escursioni a cime e vie ferrate.

Troviamo descritte sul sito, ad esempio, il percorso che tocca i Rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli-Innerkofler partendo dalla Val Fiscalina/Fischleintal (valle laterale della Val di Sesto/Sextental) la salita alla Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze e le ascese alla Torre di Toblin/Toblinger Knoten ed al Sasso di Sesto/Sextner Stein (QUI la “pillola” sul percorso che raggiunge i rifugi dalla Val Fiscalina e QUI quella sulla salita alla Croda Fiscalina Orientale e QUI la “pillola” sull’ascesa alla Torre di Toblin ed al Sasso di Sesto)

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare, tra i più belli effettuati, ma lungo e impegnativo, necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del magnifico ambiente della zona; è consigliabile arrivare presto al Rifugio Auronzo per evitare lunghe code in macchina al pedaggio e la possibilità che i parcheggi vadano esauriti.

Tratto tra il Rifugio Lavaredo e la Forcella Lavaredo

Verso il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Indicazioni nei pressi del Rifugio Locatelli

Rifugio Locatelli-Innerkofler, Sasso di Sesto e Torre di Toblin visti dal sentiero che porta alla gallerie

Vista sul Monte Paterno

Nelle Gallerie del Paterno

Salendo alla Forcella del Camoscio

Forcella del Camoscio

Salendo al Monte Paterno

In vetta al Monte Paterno

Tre Cime di Lavaredo viste dalla vetta del Monte Paterno

Tornando alla Forcella del Camoscio

Lungo la Ferrata delle Forcelle/Via della Pace

Forcella Pian di Cengia

Lungo il sentiero tra la Forcella Pian di Cengia ed il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Croda Sora i Colesei/Arzalpenkopf (2356 m) – Dolomiti

La Croda Sora i Colesei/Arzalpenkopf è una cima, di 2356 metri di quota, posta nella zona della Val di Sesto/Sextental nelle Dolomiti di Sesto; la vetta, posta sul confine tra Sudtirolo e Veneto, offre un ampio panorama circolare è situata in posizione dominante sul Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass, (QUI la “pillola” sul Passo Monte Croce di Comelico, QUI quella sulla Val di Sesto e QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La vetta presenta diverse possibilità di accesso, la meno difficile (seppur sempre di discreto impegno) sale dal versante veneto dal Rifugio Lunelli passando per il Rifugio Berti; viene, invece, qui descritto l’impegnativo tracciato ad anello che porta in vetta dal Passo Monte Croce di Comelico attraversando anche tratti attrezzati ed altri molto ripidi.

La salita comincia dal Passo Monte Croce di Comelico (1636 m, hotel/ristorante) seguendo il sentiero 15-124 per il Rifugio Berti; si sale dapprima tra pascoli e poi su mulattiera nel bosco raggiungendo un’altra zona pascoliva ed in breve in bivio.
Al bivio si segue a sinistra il sentiero 124 per il Rifugio Berti, il tracciato procede inizialmente in leggera discesa su erba alta raggiungendo in breve il Lago dell’Orso/Bärensee, spesso asciutto (1768 m).

Dal lago si segue sempre il sentiero 124 per il Rifugio Berti salendo ripidamente, con traccia terrosa, nel bosco con vegetazione fitta fino a giungere ad un alpeggio ed alla Forcella Plan della Biscia (1942 m).
Seguendo ancora i cartelli per il Rifugio Berti si prosegue in breve su vecchia mulattiera di guerra, in parte franata, giungendo in breve ad un altro bivio, si prende quindi a sinistra il sentiero 124 per il Rifugio Berti; la traccia prosegue in saliscendi, tra mughi e poi su cenge piuttosto esposte, con anche alcuni tratti franati, salendo poi in un ripido canale (in parte attrezzato con alcuni cavi) su traccia sassosa che porta ad uscire dal canale e conduce ai ruderi del Rifugio Sala (2114 m, cartelli abbattuti).

Dai ruderi del Rifugio Sala si prende il sentiero in salita 122 che aggira i ruderi e conduce ad altri cartelli abbattuti; tralasciando la traccia che a sinistra conduce al Vallon Popera si continua dritti su traccia con bolli circolari bianco/rossi che porta, su terreno sassoso tra rovine di guerra, in moderata salita ad un altro bivio con cartelli questa volta in piedi.
Si segue quindi a destra per la vetta salendo su traccia sassosa che conduce ad altre rovine di guerra ed infine alla vetta della Croda Sora i Colesei (2356 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si torna in breve al bivio con cartelli in piedi e si prende a destra la traccia per la Forcella Popera/Arzalpensattel, la traccia sassosa in saliscendi conduce, quindi, in breve alla Forcella Popera (2291 m).

Dalla Forcella si prende in discesa seguendo le indicazioni “Sexten” scritte su un masso, la traccia scende ripidissima su terreno sassoso e ghiaioso nel canalone, inizialmente sono presenti anche dei cavi che aiutano nella progressione. Superato il tratto con cavi la traccia segnata con bolli rossi (prestando attenzione nel seguirli fedelmente) scende molto ripida su terreno sassoso impegnativo fino ad uscire dal canalone incontrando il sentiero 15 che si segue verso il Passo Monte Croce.
Il sentiero sassoso e terroso scende quindi, fino a riportare nel bosco e raggiungendo prima l’area delle ferrate didattiche e poi il bivio per il Lago dell’Orso incontrato in salita; rimanendo sul sentiero per il Passo Monte Croce si torna quindi, in breve, per la via già percorsa in salita al Passo Monte Croce (2.00 ore dalla vetta, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Monte Croce di Comelico – Forcella Plan della Biscia – ruderi Rifugio Sala – Croda Sora i Colesei – Forcella Popera – Passo Monte Croce di Comelico

Sentieri: 15 – 124 – 122 – traccia con bolli rosso/bianchi per la Croda Sora i Colesei – traccia per la Forcella Popera – canalone con bolli rossi – 15

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2356 m

Difficoltà: EE/EEA – escursione molto impegnativa con diversi tratti ripidissimi o esposti, alcune frazioni attrezzate con cavi e diversi bivi e tratti con scarse segnalazioni che richiedono senso di orientamento

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: per chi volesse rimanere su impegno tecnico più contenuto (ma comunque con senso di orientamento necessario e dislivello elevato) è consigliabile salire e scendere dal versante veneto dal Rifugio Lunelli passando per il Rifugio Berti.
Dal Passo Monte Croce partono anche diversi altri itinerari come quello per il Monte Covolo/Seikofel e la Malga Nemes Alm, la salita alla vetta del Castelliere/Burgstall ed i Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen e l’ascesa al Col Quaternà/Kniegberg, il Passo Silvella/Kniebergsattel e la Malga Nemes Alm (QUI la “pillola” sul percorso per il Monte Covolo, QUI quella sulla salita al Castelliere ed i Prati di Croda Rossa e QUI la “pillola” sull’ascesa al Col Quaternà).

Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare nel suo complesso sia fisicamente che tecnicamente; io ho trovato molto impegnativo anche il ripidissimo canalone di discesa; è tassativo scegliere una giornata asciutta e senza rischio di temporali

QUI il link YouTube al video sulla salita alla Croda Sora i Colesei

Cartelli alla partenza

Primo tratto tra pascoli

Salendo alla Forcella Plan della Biscia

Breve tratto sull’antica mulattiera di guerra con vista sulla vetta

Tratti in saliscendi franati

Nel ripido canale che porta ai ruderi del Rifugio Sala

Ruderi Rifugio Sala

Traccia verso il bivio vetta – Forcella Popera

Bivio vetta – Forcella Popera

Tratto finale verso la vetta

In vetta alla Croda Sora i Colesei

Panorama dalla vetta verso la Val di Sesto

Forcella Popera con vista sulla vetta

Lungo il ripidissimo canalone di discesa

All’uscita dal canalone


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Monte Croce di Comelico su Google Maps


DISCLAIMER:

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Plan de Corones/Kronplatz – comprensorio estivo – Val Pusteria e Val Badia

Il Plan de Corones/Kronplatz è un comprensorio sciistico ed escursionistico molto noto posto tra Val Pusteria/Pustertal e Val Badia/Gadertal; la vetta, alta 2275 metri di quota, è situata in posizione isolata dalle altre cime permettendo panorami amplissimi su Dolomiti e cresta di confine con l’Austria.

Il comprensorio del Plan de Corones presenta molti punti di accesso sia con sentieri escursionistici e per mountain-bike sia tramite gli impianti di risalita; anche in estate, infatti, sono funzionanti le cabinovie che conducono in vetta partendo da Riscone di Brunico/Bruneck, Perca/Percha, Valdaora/Olang e dal Passo Furcia/Furkel Pass che collega Valdaora con San Vigilio di Marebbe/Enneberg (QUI la “pillola” su Brunico, QUI quella su Valdaora e QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe).

Lungo il comprensorio del Plan de Corones si diramano, quindi, una fitta rete di sentieri, percorsi per mountain-bike e tracciati da trail e downhill; tra le varie possibilità viene qui descritta la salita, possibile a piedi ed in bicicletta, tramite la mulattiera sterrata che conduce dal Passo Furcia alla vetta con discesa sul sentiero 1 (QUI la “pillola” sulla salita lungo la mulattiera e discesa lungo il sentiero).

Tra gli altri punti di interesse del luogo troviamo molte malghe e rifugi che propongono piatti tipici, sia in vetta che lungo i sentieri e la presenza, in vetta, di: una grande campana con tavola panoramica delle cime visibili, diversi giochi ed attrazioni per bambini, il Museo Corones dedicato alla montagna e facente parte del circuito museale Messner Mountain Museum ed il Museo Lumen dedicato alla fotografia.

Inoltre, durante la stagione invernale, il Plan de Corones diventa un noto ed apprezzato comprensorio sciistico che offre oltre 120 chilometri di piste da sci servite da impianti veloci e moderni che collegano, sci ai piedi, tutti i versanti del Plan de Corones (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2025

Grande campana in vetta

Dalla tavola panoramica delle vette

Vista sugli impianti provenienti da Perca e Brunico

Impianto che collega con Passo Furcia

Impianto proveniente da Valdaora

Panorami dalla vetta

Museo Corones del Messner Mountain Museum

Vista panoramica dal Museo Corones

Museo Lumen

Rifugi e giochi per bambini

Piatti tipici al Rifugio Corones

Cappella in vetta

Lungo la mulattiera dal Passo Furcia alla vetta

Percorsi per downhill

Sentiero 1 dalla vetta a Passo Furcia

Mucche sui pascoli della zona

Comprensorio in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Brunico su Google Maps


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Perca su Google Maps


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Valdaora su Google Maps

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Plan de Corones/Kronplatz (2275 m) – Dolomiti

Il Plan de Corones/Kronplatz, ampia vetta di 2275 metri di quota, è un noto monte e comprensorio escursionistico posto tra Val Pusteria e Val Badia; dalla sua vetta, ove sono presenti diversi rifugi e i musei Corones del circuito Messner Mountain Museum e Lumen dedicato alla fotografia, è possibile godere di un amplissimo panorama comprendente molti gruppi dolomitici e della cresta di confine con l’Austria (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).

La vetta del Plan de Corones può essere raggiunta, sia a piedi che con gli impianti di risalita, da molti punti diversi di partenza; viene qui proposto un percorso ad anello con salita su mulattiera sterrata (percorribile anche in mountain bike) e discesa lungo il sentiero.
L’escursione si diparte dal Passo Furcia/Furkel Sattel, raggiungibile da Valdaora/Olang e San Vigilio di Marebbe/Ennenberg, (QUI la “pillola” su Valdaora e QUI quella su San Vigilio di Marebbe)

La salita al Plan de Corones comincia poco sotto il Passo Furcia sul versante di San Vigilio di Marebbe (1700 m) seguendo le indicazioni n, 1 per il Plan de Corones; la mulattiera sterrata sale con alcuni tornanti e, ignorate le deviazioni del sentiero 13 e del sentiero 1, si rimane sempre sulla mulattiera, entrando nel bosco, e salendo in moderata pendenza fino ad un bivio.

Si segue, quindi, a destra il percorso per mountain bike rimanendo sempre sulla mulattiera; procedendo in falsopiano, si ignorano diversi bivi e si raggiunge il Rifugio Geiselsberger (chiuso in estate); continuando sulla mulattiera si piega verso sinistra e si sale in pendenza più accentuata fino alla vetta del Plan de Corones (2275 m, enorme campana, rifugi e musei, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si passa nei pressi del Messner Mountain Museum e si segue il sentiero 1 verso il Passo Furcia; in breve si transita presso delle statue e si scende, quindi, piuttosto ripidamente prima su sentiero sassoso e ghiaiosa e poi su traccia terrosa tra prati.

Seguendo sempre per il Passo Furcia, con pendenza moderate ed alcuni tratti più ripidi si alternano frazioni nel bosco ed altre tra prati; si passa, quindi, nei pressi del Rifugio Graziani e sotto i cavi della cabinovia Ruis.
Rientrati nel bosco si giunge, poi, nuovamente alla mulattiera sterrata ed al bivio incontrato in salita; seguendo in discesa la mulattiera sterrata percorsa all’andata si torna, quindi, al Passo Furcia (1.00 ora dalla vetta, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Furcia – mulattiera sterrata – Plan de Corones – sentiero 1 – Passo Furcia

Sentieri: mulattiera sterrata – 1

Dislivello: 575 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa).

Quota massima: 2275 m

Difficoltà: E – escursione di media lughezza senza particolari difficoltà tecniche ma con presenza di alcuni tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 9 chilometri tra salita e discesa

Data di ascesa: luglio 2021 e giugno 2025

Annotazioni: volendo si può scendere o salire con la cabinovia Ruis abbreviando, eventualmente, il percorso; nel caso è bene controllare i periodi di apertura dell’impianto oltre quelli dei rifugi

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili lungo il percorso; io ho abbinato l’escursione alla visita del Museo Mountain Messner Museum

QUI il link al video YouTube sulla salita al Plan de Corones

Cartelli alla partenza

Chiesetta alla partenza

Primo tratto di salita sulla mulattiera

Vista sul Sass de Putia

Vista sul Piz da Peres

Bivio col sentiero 1 che si percorrerà in discesa

Vista sulla Marmolada

Tratto nel bosco

Bivio a cui si segue a destra verso il percorso mountain bike continuando con la mulattiera

Tratto sulla mulattiera in falsopiano

Tratto sulla mulattiera che piega a sinistra

Vista su Brunico e le Alpi di Zillertal

Ultimo tratto di salita

In vetta al Plan de Corones

Stazione a monte della cabinovia Ruis

Panorama dalla vetta

Messner Mountain Museum Corones

Discesa lungo il sentiero 1

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Furcia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Picco di Vallandro/Dürrenstein (2839 m) – Dolomiti

Il Picco di Vallandro/Dürrenstein, vetta di 2839 metri di quota, è posto nel gruppo delle Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten tra le Val di Braies/Pragsertal e la Val di Landro/Hölensteintal, entrambi valli laterali dell’Alta Val Pusteria/Pustertal.

La vetta del Picco di Vallandro è una cima prestigiosa con accesso dall’altipiano di Prato Piazza/Plätzwiese raggiungibile dalla Valle di Braies; il percorso si svolge in ambiente tipicamente dolomitico con tracciato piuttosto ripido sassoso e breve, ma non da sottovalutare, tratto attrezzato finale  (QUI la “pillola” sulla Valle di Braies e Prato Piazza).

Il percorso è quindi consigliato ad escursionisti esperti con piede fermo; dalla vetta e lungo il tracciato è, inoltre, possibile godere di bellissimi panorami su diversi gruppi dolomitici quali Cristallo, Croda Rossa d’Ampezzo, Dolomiti di Braies e Tre Cime di Lavaredo.

Per chi preferisse percorsi meno impegnativi da Prato piazza è possibile salire con percorso escursionistico anche al Monte Specie/Strudelkopf passando per il Rifugio Vallandro/Dürrenstein Hütte (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Specie).

La salita al Picco di Vallandro  comincia dai parcheggi di Prato Piazza (1979 m, rifugi a breve distanza), il transito sulla strada a pagamento da Ponticello/Brüggele è interdetto in estate in alcune fasce orarie), dai parcheggi  si segue la mulattiera sterrata 37 che porta in breve al Rifugio Prato Piazza e al vicino albergo.

Dal Rifugio Prato Piazza si segue il sentiero 40 per il Picco di Vallandro, la traccia sale prima tra pascoli e poi brevemente nel bosco raggiungendo alcuni bivi; seguendo sempre per il Picco di Vallandro si sale quindi su traccia sassosa prima tra magra erba e poi in ambiente roccioso.

Superato un tratto decisamente ripido con tornanti si raggiunge, quindi, l’anticima e si trova il tratto attrezzato con catena che, in discesa su terreno non molto difficile ma con rocce levigate, conduce all’ultimo breve tratto di salita che porta alla vetta del Picco di Vallandro (2839 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.15 ore dalla partenza.

Percorso: Prato Piazza – Picco di Vallandro – Prato Piazza

Sentieri: 37 – 40

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.15 ore (2.30 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2839 m

Difficoltà: EE – escursione dal dislivello rilevante e che presenta diversi tratti ripidi oltre al tratto attrezzato finale che richiede esperienza ed assenza di vertigini.

Data di ascesa: giugno 2021

Annotazioni: il transito sulla strada a pagamento che da Ponticello/Brüggele in Val di Braies conduce a Prato Piazza è interdetto in estate in alcune fasce orarie (solitamente in salita dalle ore 10.00 alle ore 15.00 ma, anche prima delle ore 10.00, se i parcheggi fossero già pieni); è presente, comunque, il servizio di autobus, è bene quindi controllare in anticipo orari di apertura della strada e del trasporto pubblico.

Da Prato Piazza sono possibili anche altre escursioni come quella che porta al Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte ed alla vetta del Monte Specie/Strudelkopf (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: percorso bellissimo ma da non sottovalutare per fatica e tratto tecnico finale; è bene scegliere una giornata asciutta e tersa anche per godere del bellissimo panorama di vetta; io sono partito abbastanza presto sia per anticipare lo sviluppo di cumuli pomeridiani sia per trovare posto nei parcheggi

QUI il link YouTube al video sulla salita al Picco di Vallandro

Salendo al Rifugio Prato Piazza

Rifugio Prato Piazza

Indicazioni al Rifugio Prato Piazza

Tratto nel bosco

Tratto tra pascoli con vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo

Primo tratto di salita più ripido

Vista sul primo tratto di salita e sul gruppo del Cristallo

Salendo verso l’anticima

Tratto attrezzato

Ultimo tratto di salita verso la vetta

In vetta al Picco di Vallandro

Panorami dalla vetta

Panorama verso le Tre Cime di Lavaredo


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi di Prato Piazza su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Lago di Dobbiaco/Toblacher See – Val Pusteria

Il Lago di Dobbiaco/Toblacher See, situato a 1250 metri di quota, è posto in Valle di Landro/Dürrensteintal a pochi chilometri di distanza dal paese di Dobbiaco/Toblach in alta Val Pusteria/Pustertal; lo specchio d’acqua è formato dal fiume Rienza/Rienz e giace in zona idilliaca ed è, pertanto, molto amato e frequentato (QUI la “pillola” sul paese di Dobbiaco).

Il piccolo, ma incantevole, Lago di Dobbiaco ha uno sviluppo costiero di 4,5 chilometri e una profondità massima di 3,5 metri; lungo le sponde del lago è stato tracciato un percorso natura “Naturlehrpfad” ove sono posti diversi pannelli informativi su geologia, fauna e flora presenti nell’area protetta del lago.

Il lago è, come detto, posto in posizione magnifica con diversi monti dolomitici che si specchiano sulla superficie lacustre; lo specchio d’acqua ospita anche diverse specie animali tra cui cigni, anatre e molti pesci ed uccelli che è spesso possibile osservare camminando sulle sponde del lago.

Il Lago di Dobbiaco presenta acque molto fredde per cui è sconsigliato immergercisi, è però possibile noleggiare delle barche nelle strutture con hotel e ristoranti presenti in loco; il lago è anche posto nei pressi del tracciato per mountain bike Dobbiaco-Cortina che, in inverno, diventa una lunga pista da sci di fondo.

In inverno il tracciato intorno al Lago di Dobbiaco viene solitamente battuto permettendo, così, una bella escursione innevata lungo le sponde del lago; è bene, comunque, fare attenzione alle condizioni del percorso e non attraversare le acque innevate (QUI la “pillola” sul sentiero invernale attorno al lago).

Nella stagione invernale il Lago di Dobbiaco è posto anche sul tracciato di diverse piste da sci da fondo facenti parte della Dobbiaco Nordic Ski Arena, tra esse si trova anche lo storico tracciato che congiunge Dobbiaco con Cortina d’Ampezzo.

QUI il link YouTube al video sul giro intorno al Lago di Dobbiaco in estate

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022 e 2026

Il Lago di Dobbiaco

Lungo il Sentiero natura/Naturlehrpfad

Alcune delle strutture turistiche della zona

Fauna del lago

Il Lago di Dobbiaco in inverno

Piste da sci da fondo nella zona del lago

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui laghi del Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Dobbiaco su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Terento/Terenten e Sentiero dei Mulini/Mühlenweg – Val Pusteria

Terento/Terenten, comune ospitante quasi 1800 abitanti, è posto ad oltre 1200 metri di quota in zona estremamente soleggiata ed bucolica in bassa Val Pusteria/Pustertal; il paese giace sulla Strada del Sole/Sonnenstrasse in posizione idilliaca tra pascoli sui versanti solatii della valle ricadenti verso il paese di Vandoies/Vintl (QUI la “pillola” su Vandoies).

Il paese si sviluppa intorno alla Chiesa parrocchiale di San Giorgio, già nota dal 1100, ed ospita numerose strutture turistiche e ricettive; il paese è, infatti, molto amato da chi cerca vacanze rilassanti in zona soleggiata e tranquilla.

Dal paese si possono, inoltre, intraprendere molte escursioni sia più tranquille e familiari sia con percorsi più impegnativi, con salite ai rifugi e vette poste nel soprastante gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge; tra essi troviamo, ad esempio, la lunga escursione al Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz, la Cima Kempspitz ed il Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte (QUI la “pillola” su questo percorso).

Tra i percorsi di impegno più contenuto troviamo il Sentiero dei Mulini/Mühlenweg che, partendo direttamente dal centro di Terento, conduce alla scoperta di antichi mulini tuttora funzionanti in alcuni periodi dell’anno.

Lungo la percorrenza del Sentiero dei Mulini si hanno anche bellissime vedute sull’area di Terento, i Monti di Fundres e le Piramidi di Terra, curiose formazione geologiche molto affascinanti; altre Piramidi di Terra si possono trovare, in Alto Adige/Südtirol, a Perca in Val Pusteria e sul Renon/Ritten (QUI la “pillola” sulle Piramidi di Terra del Renon).

Il Sentiero dei Mulini, che presenta una difficoltà tecnica moderata, può essere raggiunto, in breve, dal centro di Terento tramite il sentiero 2 od il sentiero 22; arrivati all’ultimo mulino si può tornare, quindi, a Terento tramite il sentiero numero 1.
Il tracciato presenta circa 250 metri di dislivello in salita e discesa ed uno sviluppo di 4 chilometri abbondanti.

QUI il link YouTube al video del Sentiero dei Mulini

Le foto si riferiscono alle mie visite nella primavera 2021 ed estate 2024 e 2025

In centro a Terento

Chiesa parrocchiale di Terento

Accesso al sentiero dei mulini tramite il sentiero 2

Accesso al sentiero dei mulini tramite il sentiero 22

Lungo il tratto nel bosco del Sentiero dei Mulini

Breve tratto su asfalto

Piramidi di Terra viste dal Sentiero dei Mulini

Seconda parte del Sentiero dei Mulini

Ritorno a Terento tramite il sentiero 1

Percorso al Rifugio Lago di Pausa, Monte Gruppo e Cima Kempspitz

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


Cliccare sull’immagine per visualizzare Terento su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Fane Alm – Val Pusteria

La Malga Fane Alm consta di un gruppo di baite, poste a 1739 metri di quota nel gruppo montuoso dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge, in Valle di Valles/Valstal nell’area del comune di Rio di Pusteria/Mühlbach in Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla Malga Fane e QUI la “pillola” su Rio di Pusteria, Valles e Maranza).

La salita a Malga Fane si svolge in inverno su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla zona della stazione a valle degli impianti Jochtal e salendo su mulattiera innevata.
Se le condizioni lo permettono la salita può avvenire anche tramite il Sentiero del Latte/Milchsteig, battuto solo dagli escursionisti, lungo cui sono poste diverse strutture divertenti con pannelli illustrativi (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal).

Il Sentiero del Latte termina, comunque, lungo la mulattiera innevata che conduce a Malga Fane ove in inverno è, solitamente aperta la Malga Zingerle Alm con posto di ristoro, in discesa si può, poi, seguire integralmente la mulattiera innevata che, con la giusta esperienza, equipaggiamento e condizioni della neve, viene anche usata come pista da slittino.

La salita comincia dal parcheggio degli impianti Jochtal a Valles (1350 m), seguendo la strada asfaltata (talvolta innevata) si giunge, in breve, ad un parcheggio (fin qui volendo anche in macchina se le condizioni della strada lo permettono).

Dal parcheggio si prosegue su stradina asfaltata o innevata fino a giungere al Rifugio Kurzkofelhütte (1422 m, 30 minuti dalla partenza, solitamente aperto in inverno).

Dal Rifugio Kurzkofelhütte, se le condizioni lo permettono, si può salire a sinistra verso il Sentiero del Latte, battuto solo dagli escursionisti; il percorso sale nel bosco con pendenza moderata toccando diversi pannelli informativi.

Superato un ponticello la salita diventa brevemente più ripida fino a innestarsi sulla mulattiera proveniente dal Rifugio Kurzkofelhütte.
Continuando sulla mulattiera innevata (anch’essa battuta solitamente dagli escursionisti) si sale in tornanti con pendenza moderata e qualche tratto più ripido fino a giungere al pianoro ove è posto l’agglomerato di baite di Malga Fane con presenza della Malga Zingerle Alm (1.15 ore dal Rifugio Kurzkofelhütte, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa integralmente su mulattiera innevata tornando al Rifugio Kurzkofelhütte ed al punto di partenza 1.30 ore da Malga Fane, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio impianti Jochtal – – Sentiero del Latte – mulattiera – Malga Fane – mulattiera – Rifugio Kurzkofelhütte – parcheggio impianti Jochtal

Sentieri: Sentiero del Latte e mulattiera per Malga Fane

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 1739 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente con condizione buone della neve e del meteo; il Sentiero del Latte è battuto solo dagli escursionisti. Sviluppo piuttosto lungo di circa 9 chilometri tra andata e ritorno. Con neve fresca o ghiaccio è necessario il necessario equipaggiamento (ciaspole e/o ramponcini)

Data di percorrenza: dicembre 2023

Annotazioni: è bene controllare date e orari di apertura della Malga Zingerle e del Rifugio Kurzkofelhütte ed informarsi sulle condizioni del tracciato.
La salita può essere svolta anche integralmente sulla mulattiera o innestatesi su di essa dopo il primo tratto di Sentiero del Latte, se le condizioni lo permettono, proseguendo sulla traccia che ricalca il sentiero estivo con presenza di ulteriori pannelli informativi

Primo tratto del percorso dagli impianti Jochtal verso il Rifugio Kurzkofelhütte

Parcheggio dove, se le condizioni della strada lo permettono, si può arrivare anche in macchina

Verso il Rifugio Kurzkofelhütte

Rifugio Kurzkofelhütte

Inizio del Sentiero del Latte presso il Rifugio Kurzkofelhütte

Salendo lungo il Sentiero del Latte

Salendo nell’ultimo tratto lungo la mulattiera

Ultimo tratto verso Malga Fane

Malga Fane

Malga Zingerle

Lungo la discesa integralmente su mulattiera

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Jochtal di Valles su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte – Val Fiscalina/Fischleintal

Il Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte, posto a 1548 metri di quota, si trova nel magnifico gruppo montuoso delle Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten in Val Fiscalina/Fischleintal, valle laterale della Val di Sesto/Sextental, che si dirama dall’Alta Val Pusteria nei pressi di San Candido/Innichen (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto, QUI quella sulla Val Fiscalina e QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

La zona della Val Fiscalina è posta nell’area del comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che ospita oltre 100 chilometri di piste da sci alpino e svariate piste da sci di fondo; infatti, proprio accanto al sentiero pedonale di salita al Rifugio Fondovalle, si trovano diversi chilometri di piste per lo sci nordico (QUI la “pillola” sul comprensorio Tre Cime Dolomiti).

La salita al Rifugio Fondovalle si svolge in inverno su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, e presenta diversi possibili accessi; viene qui descritta la salita dai Bagni di Moso/Bad Moos, ma il percorso può essere notevolmente abbreviato arrivando in macchina al parcheggio del Campo Fiscalino/Fischleinboden.

Il percorso comincia dai Bagni di Moso nei pressi della stazione a valle della cabinovia Croda Rossa/Rotwand (1353 m); si segue il sentiero 102 con indicazioni per la Val Fiscalina.
La traccia sale su mulattiera innevata (solitamente battuta dal gatto delle nevi) con pendenza moderata costante alternando tratti in spazi aperti ad altri nel bosco; incrociando più volte le piste da fondo (attenzione) si giunge al Campo Fiscalino (1454 m, alberghi e ristoranti, parcheggio, 50 minuti dalla partenza).

Continuando sul sentiero 102 verso il Rifugio Fondovalle si prosegue su mulattiera innevata in moderata pendenza prima tra spazi aperti e poi nel bosco; giunti ad un bivio tra i due sentieri per il Rifugio Fondovalle si prende quello di sinistra che porta, con pendenza contenuta, al Rifugio Fondovalle (1548 m, 40 minuti dal Campo Fiscalino, 1.30 ore dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Bagni di Moso – Campo Fiscalino – Rifugio Fondovalle – Campo Fiscalino – Bagni di Moso

Sentieri: traccia battuta che segue in parte il sentiero estivo 102

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.30 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 1548 m

Difficoltà: EAI – escursione di difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e del meteo; sviluppo di circa 8 chilometri tra andata e ritorno. In caso di neve fresca o ghiaccio è necessaria la corretta attrezzatura.
Fare attenzione agli sciatori negli incroci con le piste da fondo.

Data di percorrenza: gennaio 2021 e dicembre 2025

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura del Rifugio Fondovalle e sulle condizioni di battitura del percorso; è possibile abbreviare il percorso, di circa metà tempo e sviluppo, portandosi in macchina al parcheggio del Campo Fiscalino
Volendo dal Rifugio Fondovalle si può proseguire, se le condizioni lo consentono, su traccia battuta solo dagli escursionisti, sulla traccia che porta al bivio tra i Rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler (15 minuti dal Rifugio Fondovalle).

Il paese di Moso di Sesto e il Monte Elmo/Helm visti dai Bagni di Moso

Salendo al Campo Fiscalino

Campo Fiscalino

Salendo al Rifugio Fondovalle

Rifugio Fondovalle

Tratto tra il Rifugio Fondovalle ed il bivio tra i Rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler

Bivio tra i Rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler


Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Croda Rossa ai Bagni di Moso su Google Maps


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

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Panoramaweg di Valdaora/Olang – Val Pusteria

Il Panoramaweg è un tracciato ad anello di moderata lunghezza che conduce tra le frazioni di Valdaora di Mezzo/Mitterolang e Valdaora di Sopra/Oberolang passando per radure e boschi molto affascinanti in inverno (QUI la “pillola” su Valdaora/Olang).

Dal percorso si godono, inoltre, bellissime visuali su Dolomiti di Braies/Prags, le Vedrette di Ries/Riesfernergruppe e il vicino comprensorio di sport invernali del Plan de Corones/Kronplatz; è, quindi, possibile, rimanendo in zona, scegliere la propria attività preferita camminando o sciando! (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones).

Il tour comincia dal centro di Valdaora di Mezzo/Mitterolang (1080 m) seguendo il sentiero 32 verso le case di Gassl; il percorso conduce dapprima costeggiando la strada provinciale fino al capitello votivo Spitziges Stöckl. Dal capitello si continua sul sentiero 32 per Gassl su traccia innevata tra prati fino a raggiungere il bivio con il sentiero Panoramaweg.

Si segue quindi il sentiero Panaoramaweg su traccia in saliscendi nel bosco costeggiando il maso Vobichl e giungendo ad un pannello informativo sulla storia di Valdaora; continuando a seguire le indicazioni Panoramaweg si giunge quindi al centro di sport invernali Panorama con punto di ristoro.

Dal punto di ristoro Panorama si segue la stradina 32A che conduce in breve al paese di Valdaora di Sopra/Oberolang dal quale si torna in breve, costeggiando la strada provinciale, a Valdaora di Mezzo.


Percorso: Valdaora di Mezzo – Panoramaweg – Valdaora di Sopra – Valdaora di Mezzo

Sentieri: 32 – Panoramaweg – 32A

Dislivello: 200 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00  ore totali

Quota massima: 1130 m

Difficoltà: EAI – escursione non molto difficile tecnicamente con condizioni buone della neve e del meteo

Data di percorrenza: dicembre 2020

Lungo il tratto da Valdaora di Mezzo al capitello votivo Spitziges Stöckl

Vista verso le Dolomiti di Braies

Capitello votivo Spitziges Stöckl

Nel tratto tra il capitello votivo e il bivio per il Panoramaweg

Bivio per il Panoramaweg

Lungo il Panoramaweg

Vista su Valdaora di Mezzo dal Panoramaweg

Lungo il Panoramaweg

Punto di ristoro Panorama

Verso Valdaora di Sopra


Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

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