Il Lago di Dobbiaco/Toblacher See, posto a 1258 metri di quota, è situato a pochi chilometri di distanza dal noto paese di Dobbiaco/Toblach in alta Val Pusteria/Pustertal; il lago giace in zona idilliaca circondato da vette dolomitiche del gruppo delle Dolomiti di Sesto e delle Dolomiti di Braies (QUI la “pillola” sul Lago di Dobbiaco in versione estiva e QUI quella sul paese di Dobbiaco).
In inverno è possibile percorrere il giro delle sponde del lago su tracciato innevato, di circa 3 chilometri di lunghezza, solitamente battuto; è, comunque, sempre bene fare attenzione, soprattutto con bambini, a possibili tratti ghiacciati, non è, invece, possibile attraversare a piedi le acque innevate del lago.
Il percorso attorno a Lago di Dobbiaco comincia dal parcheggio posto lungo la strada della Val di Landro (1258 m, hotel-ristorante), dal parcheggio si giunge in breve alle sponde del lago percorrendo verso sinistra il percorso che porta dapprima lungo la sponda del lago e poi nel bosco fino ad un ponticello. Superato il ponticello si seguono sempre le indicazioni per il percorso invernale raggiungendo l’altra sponda del lago e raggiungendo, con percorso tra bosco e radure, una piattaforma panoramica e la zona dell’imbarcadero attraversando anche una pista da fondo. Da qui si supera un altro ponte che riporta nel punto dove si è iniziato il giro del lago nei pressi del parcheggio (1 ora dalla partenza).
Percorso: giro intorno al Lago di Dobbiaco
Sentieri: traccia battuta invernale che segue in il sentiero estivo attorno al lago
Dislivello: nessuno
Tempo di percorrenza: 1.00 ora
Quota massima: 1258 m
Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo relativamente breve di circa 3 chilometri e dalla difficoltà tecnica contenuta, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata; non avventurarsi sulla superficie del lago.
Data di percorrenza: gennaio 2022 e febbraio 2026
Annotazioni: il giro attorno al lago può essere anche percorso in senso inverso a quello descritto percorrendo, così, prima il tratto più soleggiato
Parcheggio
Giro intorno al lago
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Dobbiaco su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
La Malga Foresta/Grünwaldalm, situata a 1590 metri di quota, è posta non molto distante dal notissimo Lago di Braies/Pragser Wildsee; il lago è raggiungibile dall’alta Val Pusteria/Pustertal passando per la laterale Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” sul Lago di Braies e QUI quella sulla Valle di Braies).
Il percorso, solitamente tracciato, per la Malga Foresta (chiusa in inverno) costeggia dapprima il Lago di Braies e raggiunge poi la malga con percorso ombreggiato nel bosco in pendenza moderata; il tratto che costeggia il lago può essere percorso, se le condizioni lo consentono e con il giusto equipaggiamento, anche camminando direttamente sulle acque ghiacciate ed innevate fino al bivio per Malga Foresta.
La salita a Malga Foresta comincia dal parcheggio del Lago di Braies (1494 m, hotel e ristoranti), seguendo il sentiero 1 del giro intorno al lago ed il sentiero 19 per Malga Foresta si raggiunge in breve una chiesetta e si procede poi o in saliscendi sulla maluattiera innevata (a volte tratti ghiacciati) o volendo, se le condizioni lo consentono, camminando sulle acque del lago fino a raggiungere il bivio del sentiero 19 per Malga Foresta/Grünwaldalm. Si segue quindi a destra il sentiero 19 salendo su traccia ombreggiata (a volte dura o ghiacciata) che porta in pendenza costante moderata alla Malga Foresta (1590 m, chiusa in inverno, 1.00 ora dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.
Percorso: Lago di Braies – Malga Foresta – Lago di Braies
Sentieri: 1 – 19
Dislivello: 150 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze
Tempo di percorrenza: 1.45 ore (1.00 ora l’andata, 45 minuti il ritorno).
Quota massima: 1590 m
Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica ma con possibile presenza di tratti ghiacciati che richiedono ciaspole o ramponi; la variante di cammino sulle acque del lago deve essere valutata attentamente in base alle condizioni presenti. Sviluppo di circa 5 chilometri tra andata e ritorno.
Data di ascesa: dicembre 2025
Alla partenza
Primo tratto sul Lago di Braies
Lungo la mulattiera che costeggia il lago
Deviazione del sentiero 19 per Malga Foresta
Lungo il tracciato verso Malga Foresta/Grünwaldalm
Malga Foresta
Panorami da Malga Foresta
Mappa del percorso
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Gänsebichl (Hinterberg), cima di 2100 metri di quota, ed lo Stoanamandl, vetta di 2118 metri di altezza, sono situati nel gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge nel comprensorio sciistico del Gitschberg-Jochtal; il percorso parte dalla cabinovia Jochtal posta nei pressi del paese di Valles/Vals, raggiungibile da Rio di Pusteria/Mühlbach (QUI la “pillola” sul comprensorio Gitschberg-Jochtal e QUI quella sui paesi di Valles, Maranza e Rio di Pusteria).
L’itinerario presenta un tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi (tuttavia, ad inizio stagione, il percorso può non essere subito battuto), che con diversi saliscendi (ed anche qualche tratto un po’ ripido) conduce alle due elevazioni con ampio panorama su Monti di Fundres, Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen. Nei pressi della stazione a monte della cabinovia è, inoltre, presente il Rifugio-ristorante Jochtal con cucina tipica e terrazza panoramica.
Il percorso al Gänsebichl e allo Stoanamandl comincia dalla stazione a monte della cabinovia Jochtal (2000 m, rifugio-ristorante), si segue il percorso invernale inizialmente a lato della pista da sci che porta inizialmente in discesa ad una sella. Dalla sella si sale piuttosto ripidamente passando sotto una seggiovia giungendo alla vetta del Gänsebichl (2100 m, cannocchiale, 30 minuti dalla partenza).
Dal Gänsebichl si prosegue sul sentiero invernale in discesa un po’ ripida fino a costeggiare un lago artificiale; dal lago si procede quindi in saliscendi, con qualche tratto di salita con moderata pendenza, fino a giungere alla vetta dello Stoanamandl (2118 m, croce, tavola panoramica, 45 minuti dal Gänsebichl, 1.15 ore dalla partenza).
Ritorno con molti saliscendi per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.30 ore dalla partenza).
Sentieri: tracciato invernale che segue in parte il sentiero estivo 1A
Dislivello: 300 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze
Tempo di percorrenza: 2.30 ore (1.15 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).
Quota massima: 2118 m
Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica con buone condizioni della neve e se battuto dal gatto delle nevi; sono presenti alcuni tratti un po’ ripidi. Soprattutto ad inizio stagione il percorso può presentarsi ancora non battuto e la difficoltà, quindi, aumenta. Sviluppo di circa 5 chilometri totali. Con neve fresca o ghiaccio è necessario il necessario equipaggiamento (ciaspole e/o ramponcini)
Data di ascesa: dicembre 2021 e dicembre 2024
Annotazioni: è bene controllare date ed orari di apertura di impianti e rifugi oltre che le condizioni di battitura del percorso
Lungo il viaggio in cabinovia
Stazione a monte della cabinovia Jochtal
Rifugio-ristorante Jochtal
Tratto verso il Gänsebichl
Vetta del Gänsebichl
Tratto verso lo Stoanamandl
Vetta dello Stoanamandl
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Jochtal di Valles su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Lago di Antereselva/Antholzersee, situato ad oltre 1600 metri di quota, è posto nei pressi della strada per il Passo Stalle/Staller Sattel in Valle Anterselva/Antholzertal, una valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal; lo specchio d’acqua giace in zona idilliaca ed è, pertanto, molto amato e frequentato (QUI la “pillola” sulla Valle Anterselva e QUI quella sul Passo Stalle).
L’incantevole Lago di Anterselva ha uno sviluppo costiero di 2,7 chilometri e una profondità massima di 38 metri; lungo le sponde del lago è stato tracciato un percorso natura, di circa 3,5 chilometri di lunghezza, ove sono posti diversi pannelli informativi su geologia, fauna e flora presenti nell’area protetta del lago.
Il lago è, come detto, posto in posizione magnifica con diversi monti delle Vedrette di Ries/Riesfernergruppe che si specchiano sulla superficie lacustre; lo specchio d’acqua ospita anche diverse specie animali tra cui molti anatidi, pesci ed uccelli, che è spesso possibile osservare camminando sulle sponde del lago.
Il Lago di Anterselva presenta acque molto fredde per cui è sconsigliato immergercisi, è però già molto emozionante gustare i panorami sul lago anche dalle strutture con hotel e ristoranti presenti in loco.
In inverno il lago si presenta ghiacciato ed innevato e la percorrenza del percorso intorno ad esso può presentare tratti ghiacciati o con neve fresca che richiedono attrezzatura adeguata (ramponi e/o ciaspole); talvolta è presente anche una traccia direttamente sulle acque ghiacciate ed innevate del lago (in questo caso fare molta attenzione alla tenuta del ghiaccio sulle acque del lago ed alle condizione della traccia; un cartello indica anche che non viene assunta responsabilità nel caso in cui il ghiaccio ceda).
Inoltre, nei pressi del Lago di Antereselva sono presente anche la Südtirol Arena Alto Adige di biathlon e diverse pista da sci di fondo ed è anche possibile intraprendere la lunga salita, su strada innevata solitamente battuta dal gatto delle nevi, verso il Passo Stalle sul confine con l’Austria ed il Lago Obersee in territorio austriaco (QUI la “pillola” sull’escursione invernale al Passo Stalle ed al Lago Obersee).
QUI il link YouTube al video sul giro intorno al Lago di Anterselva
Le foto si riferiscono alle mie visite nell’autunno 2021 ed inverno 2024
Lungo il giro intorno al lago
Panorami sulle Vedrette di Ries
Piatto tipico al Rifugio Genziana/Enzian nei pressi del lago
Lago di Anterselva in inverno
Lungo il percorso intorno al lago
Lungo la traccia, la cui percorrenza è da valutare con molta attenzione, sulle acque innevate e ghiacciate del lago
Ristorante Seerestaurant
Rifugio Genziana
Südtirol Arena Alto Adige di biathlon
Lungo la salita invernale la Passo Stalle
Rifugio e Lago Obersee sul versante austriaco
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
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Il Monte Paterno, vetta di 2744 metri di quota, è una cima posta nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserite in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e la Croda dei Toni/Zwolferkopf (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).
La zona dove si trova il Monte Paterno presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Alto Adige/Südtirol.
Il percorso raggiunge dapprima il famoso Rifugio Locatelli-Innerkofler e sale poi per gallerie e continua poi su ferrata con percorso con lughi tratti in ferrata, di media difficoltà per l’esperto ferratista, ma con diversi tratti esposti; il concatenamento tra la Ferrata De Luca-Innerkofler e Ferrata delle Forcelle permette di compiere, quindi, un percorso molto lungo ma di grande soddisfazione in un ambiente tra i più belli delle Dolomiti.
La salita comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m, strada a pedaggio dal Lago di Misurina), si segue il sentiero 101 sul larga mulattiera ghiaiosa fino al Rifugio Lavaredo (2344 m), dal Rifugio Lavaredo si continua a seguire il sentiero 101 che conduce su mulattiera sassosa alla Forcella Lavaredo (2454 m). Dalla Forcella Lavaredo, sempre sul sentiero 101, si prosegue in percorso piuttosto lungo in saliscendi su sentiero sassoso che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (2405 m, 1.15 ore dalla partenza).
Dal rifugio si seguono i cartelli per le gallerie e vie di guerra del Paterno, si sale dapprima su traccia sassosa piuttosto ripida che conduce all’ingresso della prima breve galleria, superata la prima galleria si sale per altre brevi gallerie, alternate a tratti di sentiero sassoso, giungendo quindi alla lunga e buia galleria Paterno (torcia necessaria). Si sale su ripidi gradoni di legno con cavo corrimano uscendo dalla lunga galleria su un terrazzino roccioso, si sale adesso sulla Ferrata De Luca-Innerkofler che supera dapprima gradoni rocciosi e paretine attrezzate con buoni appigli. Si sale poi su coste rocciose attrezzate con cavo con alcuni tratti un po’ esposti fino a risalire un canalino attrezzato che conduce alla Forcella del Camoscio/Gamsscherte (2650 m).
Dalla Forcella del Camoscio si seguono a destra i cavi verso il Monte Paterno, la ferrata supera prima una spaccatura e poi porta al bivio tra percorso di salita e discesa. Si segue quello di salita con un tratto tecnico superando una paretina verticale attrezzata seguendo poi una cengia che porta all’incrocio col percorso che si seguirà in discesa. Si continua intanto in salita su traccia sassosa ripida (difficoltà di orientamento con nebbia) che porta ad un breve canalino con passaggi di I° grado non attrezzati, si continua poi su ripida traccia sassosa che conduce alla vetta del Monte Paterno (2744 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 2.45 ore dalla partenza).
Si scende quindi per la via di salita (attenzione nel canalino non attrezzato) fino al bivio col percorso di discesa; lo si segue calandosi in un canalino attrezzato e proseguendo su cengia ed una costa rocciosa attrezzata un po’ esposta che riporta alla Forcella del Camoscio. Dalla Forcella del Camoscio si segue per la Ferrata delle Forcelle (indicazioni Via della Pace-Rifugio Pian di Cengia), si oltrepassa un primo ponticello di legno salendo poi su gradoni e paretine attrezzate, superato un secondo ponticello si sale su ripidi gradoni attrezzati che conducono ad una selletta. Dalla selletta si segue la traccia sassosa ripida che scende prima su terreno più aperto poi calandosi su una paretina attrezzata con scala e cavi che porta sul fondo di un canale risalendo poi sul lato apposto su gradoni attrezzati ripidi; si prosegue poi in lunghi saliscendi su traccia ghiaiosa e sassosa che porta infine alla Forcella Pian di Cengia (2522 m, 1.45 ore dalla vetta del Monte Paterno, 4.30 ore dalla partenza, dalla forcella si può raggiungere, volendo, in salita in 10 minuti il Rifugio Pian di Cengia).
Dalla Forcella Pian di Cengia si segue il sentiero 101 verso il Rifugio Locatelli, la traccia ghiaiosa e sassosa scende dapprima ripidamente poi prosegue con lungo mezzacosta in saliscendi fino ad un tratto in salita che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (1.00 ora dalla Forcella Pian di Cengia, 5.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si torna, quindi, alla Forcella Lavaredo, al Rifugio Lavaredo ed al Rifugio Auronzo sul sentiero dell’andata con sviluppo piuttosto lungo con diverse controsalite (1.15 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 6.45 ore dalla partenza).
QUI il link YouTube al video della salita al Monte Paterno ed al Rifugio Locatelli-Innerkofler
Percorso: Rifugio Auronzo – Rifugio Lavaredo – Forcella Lavaredo – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella del Camoscio – Monte Paterno – Forcella del Camoscio – Forcella Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo
Sentieri: 101 – Gallerie del Paterno – Ferrata De Luca/Innerkofler – Ferrata delle Forcelle/Via della Pace – 101
Dislivello: 900 metri in salita e discesa compresi i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 6.45 ore
Quota massima: 2744 m
Difficoltà: EEA – percorso impegnativo con lunghi tratti su via ferrata di media difficoltà per esperti con presenza anche di un canalino non attrezzato con passaggi di I° grado, sviluppo lungo di 17 chilometri totali, necessari esperienza di vie ferrate, kit da ferrata, casco e torcia
Data di ascesa: luglio 2021
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi ed è, naturalmente, possibile pernottare in uno di essi prenotando. Dalla Forcella Pian di Cengia è possibile, volendo, raggiungere il vicino Rifugio Pian di Cengia/Büllelejochhütte; i rifugi Locatelli-Innerkofler e Pian di Cengia possono essere raggiunti anche attraverso altri itinerari e sono anche punto di partenza per altre diverse escursioni a cime e vie ferrate.
Troviamo descritte sul sito, ad esempio, il percorso che tocca i Rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli-Innerkofler partendo dalla Val Fiscalina/Fischleintal (valle laterale della Val di Sesto/Sextental) la salita alla Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze e le ascese alla Torre di Toblin/Toblinger Knoten ed al Sasso di Sesto/Sextner Stein (QUI la “pillola” sul percorso che raggiunge i rifugi dalla Val Fiscalina e QUI quella sulla salita alla Croda Fiscalina Orientale e QUI la “pillola” sull’ascesa alla Torre di Toblin ed al Sasso di Sesto)
Esperienza di Stefano: percorso spettacolare, tra i più belli effettuati, ma lungo e impegnativo, necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del magnifico ambiente della zona; è consigliabile arrivare presto al Rifugio Auronzo per evitare lunghe code in macchina al pedaggio e la possibilità che i parcheggi vadano esauriti.
Tratto tra il Rifugio Lavaredo e la Forcella Lavaredo
Verso il Rifugio Locatelli-Innerkofler
Indicazioni nei pressi del Rifugio Locatelli
Rifugio Locatelli-Innerkofler, Sasso di Sesto e Torre di Toblin visti dal sentiero che porta alla gallerie
Vista sul Monte Paterno
Nelle Gallerie del Paterno
Salendo alla Forcella del Camoscio
Forcella del Camoscio
Salendo al Monte Paterno
In vetta al Monte Paterno
Tre Cime di Lavaredo viste dalla vetta del Monte Paterno
Tornando alla Forcella del Camoscio
Lungo la Ferrata delle Forcelle/Via della Pace
Forcella Pian di Cengia
Lungo il sentiero tra la Forcella Pian di Cengia ed il Rifugio Locatelli-Innerkofler
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
La Croda Sora i Colesei/Arzalpenkopf è una cima, di 2356 metri di quota, posta nella zona della Val di Sesto/Sextental nelle Dolomiti di Sesto; la vetta, posta sul confine tra Sudtirolo e Veneto, offre un ampio panorama circolare è situata in posizione dominante sul Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass, (QUI la “pillola” sul Passo Monte Croce di Comelico, QUI quella sulla Val di Sesto e QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).
La vetta presenta diverse possibilità di accesso, la meno difficile (seppur sempre di discreto impegno) sale dal versante veneto dal Rifugio Lunelli passando per il Rifugio Berti; viene, invece, qui descritto l’impegnativo tracciato ad anello che porta in vetta dal Passo Monte Croce di Comelico attraversando anche tratti attrezzati ed altri molto ripidi.
La salita comincia dal Passo Monte Croce di Comelico (1636 m, hotel/ristorante) seguendo il sentiero 15-124 per il Rifugio Berti; si sale dapprima tra pascoli e poi su mulattiera nel bosco raggiungendo un’altra zona pascoliva ed in breve in bivio. Al bivio si segue a sinistra il sentiero 124 per il Rifugio Berti, il tracciato procede inizialmente in leggera discesa su erba alta raggiungendo in breve il Lago dell’Orso/Bärensee, spesso asciutto (1768 m).
Dal lago si segue sempre il sentiero 124 per il Rifugio Berti salendo ripidamente, con traccia terrosa, nel bosco con vegetazione fitta fino a giungere ad un alpeggio ed alla Forcella Plan della Biscia (1942 m). Seguendo ancora i cartelli per il Rifugio Berti si prosegue in breve su vecchia mulattiera di guerra, in parte franata, giungendo in breve ad un altro bivio, si prende quindi a sinistra il sentiero 124 per il Rifugio Berti; la traccia prosegue in saliscendi, tra mughi e poi su cenge piuttosto esposte, con anche alcuni tratti franati, salendo poi in un ripido canale (in parte attrezzato con alcuni cavi) su traccia sassosa che porta ad uscire dal canale e conduce ai ruderi del Rifugio Sala (2114 m, cartelli abbattuti).
Dai ruderi del Rifugio Sala si prende il sentiero in salita 122 che aggira i ruderi e conduce ad altri cartelli abbattuti; tralasciando la traccia che a sinistra conduce al Vallon Popera si continua dritti su traccia con bolli circolari bianco/rossi che porta, su terreno sassoso tra rovine di guerra, in moderata salita ad un altro bivio con cartelli questa volta in piedi. Si segue quindi a destra per la vetta salendo su traccia sassosa che conduce ad altre rovine di guerra ed infine alla vetta della Croda Sora i Colesei (2356 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).
Dalla vetta si torna in breve al bivio con cartelli in piedi e si prende a destra la traccia per la Forcella Popera/Arzalpensattel, la traccia sassosa in saliscendi conduce, quindi, in breve alla Forcella Popera (2291 m).
Dalla Forcella si prende in discesa seguendo le indicazioni “Sexten” scritte su un masso, la traccia scende ripidissima su terreno sassoso e ghiaioso nel canalone, inizialmente sono presenti anche dei cavi che aiutano nella progressione. Superato il tratto con cavi la traccia segnata con bolli rossi (prestando attenzione nel seguirli fedelmente) scende molto ripida su terreno sassoso impegnativo fino ad uscire dal canalone incontrando il sentiero 15 che si segue verso il Passo Monte Croce. Il sentiero sassoso e terroso scende quindi, fino a riportare nel bosco e raggiungendo prima l’area delle ferrate didattiche e poi il bivio per il Lago dell’Orso incontrato in salita; rimanendo sul sentiero per il Passo Monte Croce si torna quindi, in breve, per la via già percorsa in salita al Passo Monte Croce (2.00 ore dalla vetta, 4.30 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Monte Croce di Comelico – Forcella Plan della Biscia – ruderi Rifugio Sala – Croda Sora i Colesei – Forcella Popera – Passo Monte Croce di Comelico
Sentieri: 15 – 124 – 122 – traccia con bolli rosso/bianchi per la Croda Sora i Colesei – traccia per la Forcella Popera – canalone con bolli rossi – 15
Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)
Quota massima: 2356 m
Difficoltà: EE/EEA – escursione molto impegnativa con diversi tratti ripidissimi o esposti, alcune frazioni attrezzate con cavi e diversi bivi e tratti con scarse segnalazioni che richiedono senso di orientamento
Data di ascesa: luglio 2021
Annotazioni: per chi volesse rimanere su impegno tecnico più contenuto (ma comunque con senso di orientamento necessario e dislivello elevato) è consigliabile salire e scendere dal versante veneto dal Rifugio Lunelli passando per il Rifugio Berti. Dal Passo Monte Croce partono anche diversi altri itinerari come quello per il Monte Covolo/Seikofel e la Malga Nemes Alm, la salita alla vetta del Castelliere/Burgstall ed i Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen e l’ascesa al Col Quaternà/Kniegberg, il Passo Silvella/Kniebergsattel e la Malga Nemes Alm (QUI la “pillola” sul percorso per il Monte Covolo, QUI quella sulla salita al Castelliere ed i Prati di Croda Rossa e QUI la “pillola” sull’ascesa al Col Quaternà).
Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare nel suo complesso sia fisicamente che tecnicamente; io ho trovato molto impegnativo anche il ripidissimo canalone di discesa; è tassativo scegliere una giornata asciutta e senza rischio di temporali
QUI il link YouTube al video sulla salita alla Croda Sora i Colesei
Cartelli alla partenza
Primo tratto tra pascoli
Salendo alla Forcella Plan della Biscia
Breve tratto sull’antica mulattiera di guerra con vista sulla vetta
Tratti in saliscendi franati
Nel ripido canale che porta ai ruderi del Rifugio Sala
Ruderi Rifugio Sala
Traccia verso il bivio vetta – Forcella Popera
Bivio vetta – Forcella Popera
Tratto finale verso la vetta
In vetta alla Croda Sora i Colesei
Panorama dalla vetta verso la Val di Sesto
Forcella Popera con vista sulla vetta
Lungo il ripidissimo canalone di discesa
All’uscita dal canalone
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Monte Croce di Comelico su Google Maps
DISCLAIMER:
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose seeffettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Il Plan de Corones/Kronplatz è un comprensorio sciistico ed escursionistico molto noto posto tra Val Pusteria/Pustertal e Val Badia/Gadertal; la vetta, alta 2275 metri di quota, è situata in posizione isolata dalle altre cime permettendo panorami amplissimi su Dolomiti e cresta di confine con l’Austria.
Il comprensorio del Plan de Corones presenta molti punti di accesso sia con sentieri escursionistici e per mountain-bike sia tramite gli impianti di risalita; anche in estate, infatti, sono funzionanti le cabinovie che conducono in vetta partendo da Riscone di Brunico/Bruneck, Perca/Percha, Valdaora/Olang e dal Passo Furcia/Furkel Pass che collega Valdaora con San Vigilio di Marebbe/Enneberg (QUI la “pillola” su Brunico, QUI quella su Valdaora e QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe).
Lungo il comprensorio del Plan de Corones si diramano, quindi, una fitta rete di sentieri, percorsi per mountain-bike e tracciati da trail e downhill; tra le varie possibilità viene qui descritta la salita, possibile a piedi ed in bicicletta, tramite la mulattiera sterrata che conduce dal Passo Furcia alla vetta con discesa sul sentiero 1 (QUI la “pillola” sulla salita lungo la mulattiera e discesa lungo il sentiero).
Tra gli altri punti di interesse del luogo troviamo molte malghe e rifugi che propongono piatti tipici, sia in vetta che lungo i sentieri e la presenza, in vetta, di: una grande campana con tavola panoramica delle cime visibili, diversi giochi ed attrazioni per bambini, il Museo Corones dedicato alla montagna e facente parte del circuito museale Messner Mountain Museum ed il Museo Lumen dedicato alla fotografia.
Inoltre, durante la stagione invernale, il Plan de Corones diventa un noto ed apprezzato comprensorio sciistico che offre oltre 120 chilometri di piste da sci servite da impianti veloci e moderni che collegano, sci ai piedi, tutti i versanti del Plan de Corones (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico).
Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2025
Grande campana in vetta
Dalla tavola panoramica delle vette
Vista sugli impianti provenienti da Perca e Brunico
Impianto che collega con Passo Furcia
Impianto proveniente da Valdaora
Panorami dalla vetta
Museo Corones del Messner Mountain Museum
Vista panoramica dal Museo Corones
Museo Lumen
Rifugi e giochi per bambini
Piatti tipici al Rifugio Corones
Cappella in vetta
Lungo la mulattiera dal Passo Furcia alla vetta
Percorsi per downhill
Sentiero 1 dalla vetta a Passo Furcia
Mucche sui pascoli della zona
Comprensorio in inverno
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia
Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Brunico su Google Maps
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Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones al Passo Furcia su Google Maps
Il Plan de Corones/Kronplatz, ampia vetta di 2275 metri di quota, è un noto monte e comprensorio escursionistico posto tra Val Pusteria e Val Badia; dalla sua vetta, ove sono presenti diversi rifugi e i musei Corones del circuito Messner Mountain Museum e Lumen dedicato alla fotografia, è possibile godere di un amplissimo panorama comprendente molti gruppi dolomitici e della cresta di confine con l’Austria (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).
La vetta del Plan de Corones può essere raggiunta, sia a piedi che con gli impianti di risalita, da molti punti diversi di partenza; viene qui proposto un percorso ad anello con salita su mulattiera sterrata (percorribile anche in mountain bike) e discesa lungo il sentiero. L’escursione si diparte dal Passo Furcia/Furkel Sattel, raggiungibile da Valdaora/Olang e San Vigilio di Marebbe/Ennenberg, (QUI la “pillola” su Valdaora e QUI quella su San Vigilio di Marebbe)
La salita al Plan de Corones comincia poco sotto il Passo Furcia sul versante di San Vigilio di Marebbe (1700 m) seguendo le indicazioni n, 1 per il Plan de Corones; la mulattiera sterrata sale con alcuni tornanti e, ignorate le deviazioni del sentiero 13 e del sentiero 1, si rimane sempre sulla mulattiera, entrando nel bosco, e salendo in moderata pendenza fino ad un bivio.
Si segue, quindi, a destra il percorso per mountain bike rimanendo sempre sulla mulattiera; procedendo in falsopiano, si ignorano diversi bivi e si raggiunge il Rifugio Geiselsberger (chiuso in estate); continuando sulla mulattiera si piega verso sinistra e si sale in pendenza più accentuata fino alla vetta del Plan de Corones (2275 m, enorme campana, rifugi e musei, 1.45 ore dalla partenza).
Dalla vetta si passa nei pressi del Messner Mountain Museum e si segue il sentiero 1 verso il Passo Furcia; in breve si transita presso delle statue e si scende, quindi, piuttosto ripidamente prima su sentiero sassoso e ghiaiosa e poi su traccia terrosa tra prati.
Seguendo sempre per il Passo Furcia, con pendenza moderate ed alcuni tratti più ripidi si alternano frazioni nel bosco ed altre tra prati; si passa, quindi, nei pressi del Rifugio Graziani e sotto i cavi della cabinovia Ruis. Rientrati nel bosco si giunge, poi, nuovamente alla mulattiera sterrata ed al bivio incontrato in salita; seguendo in discesa la mulattiera sterrata percorsa all’andata si torna, quindi, al Passo Furcia (1.00 ora dalla vetta, 2.45 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Furcia – mulattiera sterrata – Plan de Corones – sentiero 1 – Passo Furcia
Sentieri: mulattiera sterrata – 1
Dislivello: 575 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa).
Quota massima: 2275 m
Difficoltà: E – escursione di media lughezza senza particolari difficoltà tecniche ma con presenza di alcuni tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 9 chilometri tra salita e discesa
Data di ascesa: luglio 2021 e giugno 2025
Annotazioni: volendo si può scendere o salire con la cabinovia Ruis abbreviando, eventualmente, il percorso; nel caso è bene controllare i periodi di apertura dell’impianto oltre quelli dei rifugi
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili lungo il percorso; io ho abbinato l’escursione alla visita del Museo Mountain Messner Museum
QUI il link al video YouTube sulla salita al Plan de Corones
Cartelli alla partenza
Chiesetta alla partenza
Primo tratto di salita sulla mulattiera
Vista sul Sass de Putia
Vista sul Piz da Peres
Bivio col sentiero 1 che si percorrerà in discesa
Vista sulla Marmolada
Tratto nel bosco
Bivio a cui si segue a destra verso il percorso mountain bike continuando con la mulattiera
Tratto sulla mulattiera in falsopiano
Tratto sulla mulattiera che piega a sinistra
Vista su Brunico e le Alpi di Zillertal
Ultimo tratto di salita
In vetta al Plan de Corones
Stazione a monte della cabinovia Ruis
Panorama dalla vetta
Messner Mountain Museum Corones
Discesa lungo il sentiero 1
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Furcia su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
Il Picco di Vallandro/Dürrenstein, vetta di 2839 metri di quota, è posto nel gruppo delle Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten tra le Val di Braies/Pragsertal e la Val di Landro/Hölensteintal, entrambi valli laterali dell’Alta Val Pusteria/Pustertal.
La vetta del Picco di Vallandro è una cima prestigiosa con accesso dall’altipiano di Prato Piazza/Plätzwiese raggiungibile dalla Valle di Braies; il percorso si svolge in ambiente tipicamente dolomitico con tracciato piuttosto ripido sassoso e breve, ma non da sottovalutare, tratto attrezzato finale (QUI la “pillola” sulla Valle di Braies e Prato Piazza).
Il percorso è quindi consigliato ad escursionisti esperti con piede fermo; dalla vetta e lungo il tracciato è, inoltre, possibile godere di bellissimi panorami su diversi gruppi dolomitici quali Cristallo, Croda Rossa d’Ampezzo, Dolomiti di Braies e Tre Cime di Lavaredo.
Per chi preferisse percorsi meno impegnativi da Prato piazza è possibile salire con percorso escursionistico anche al Monte Specie/Strudelkopf passando per il Rifugio Vallandro/Dürrenstein Hütte (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Specie).
La salita al Picco di Vallandro comincia dai parcheggi di Prato Piazza (1979 m, rifugi a breve distanza), il transito sulla strada a pagamento da Ponticello/Brüggele è interdetto in estate in alcune fasce orarie), dai parcheggi si segue la mulattiera sterrata 37 che porta in breve al Rifugio Prato Piazza e al vicino albergo.
Dal Rifugio Prato Piazza si segue il sentiero 40 per il Picco di Vallandro, la traccia sale prima tra pascoli e poi brevemente nel bosco raggiungendo alcuni bivi; seguendo sempre per il Picco di Vallandro si sale quindi su traccia sassosa prima tra magra erba e poi in ambiente roccioso.
Superato un tratto decisamente ripido con tornanti si raggiunge, quindi, l’anticima e si trova il tratto attrezzato con catena che, in discesa su terreno non molto difficile ma con rocce levigate, conduce all’ultimo breve tratto di salita che porta alla vetta del Picco di Vallandro (2839 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.15 ore dalla partenza.
Percorso: Prato Piazza – Picco di Vallandro – Prato Piazza
Sentieri: 37 – 40
Dislivello: 850 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 4.15 ore (2.30 ore la salita, 1.45 ore la discesa)
Quota massima: 2839 m
Difficoltà: EE – escursione dal dislivello rilevante e che presenta diversi tratti ripidi oltre al tratto attrezzato finale che richiede esperienza ed assenza di vertigini.
Data di ascesa: giugno 2021
Annotazioni: il transito sulla strada a pagamento che da Ponticello/Brüggele in Val di Braies conduce a Prato Piazza è interdetto in estate in alcune fasce orarie (solitamente in salita dalle ore 10.00 alle ore 15.00 ma, anche prima delle ore 10.00, se i parcheggi fossero già pieni); è presente, comunque, il servizio di autobus, è bene quindi controllare in anticipo orari di apertura della strada e del trasporto pubblico.
Da Prato Piazza sono possibili anche altre escursioni come quella che porta al Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte ed alla vetta del Monte Specie/Strudelkopf (QUI la “pillola” su questo itinerario)
Esperienza di Stefano: percorso bellissimo ma da non sottovalutare per fatica e tratto tecnico finale; è bene scegliere una giornata asciutta e tersa anche per godere del bellissimo panorama di vetta; io sono partito abbastanza presto sia per anticipare lo sviluppo di cumuli pomeridiani sia per trovare posto nei parcheggi
QUI il link YouTube al video sulla salita al Picco di Vallandro
Salendo al Rifugio Prato Piazza
Rifugio Prato Piazza
Indicazioni al Rifugio Prato Piazza
Tratto nel bosco
Tratto tra pascoli con vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo
Primo tratto di salita più ripido
Vista sul primo tratto di salita e sul gruppo del Cristallo
Salendo verso l’anticima
Tratto attrezzato
Ultimo tratto di salita verso la vetta
In vetta al Picco di Vallandro
Panorami dalla vetta
Panorama verso le Tre Cime di Lavaredo
Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi di Prato Piazza su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
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Il Lago di Dobbiaco/Toblacher See, situato a 1250 metri di quota, è posto in Valle di Landro/Dürrensteintal a pochi chilometri di distanza dal paese di Dobbiaco/Toblach in alta Val Pusteria/Pustertal; lo specchio d’acqua è formato dal fiume Rienza/Rienz e giace in zona idilliaca ed è, pertanto, molto amato e frequentato (QUI la “pillola” sul paese di Dobbiaco).
Il piccolo, ma incantevole, Lago di Dobbiaco ha uno sviluppo costiero di 4,5 chilometri e una profondità massima di 3,5 metri; lungo le sponde del lago è stato tracciato un percorso natura “Naturlehrpfad”, lungo circa 3 chilometri, ove sono posti diversi pannelli informativi su geologia, fauna e flora presenti nell’area protetta del lago.
Il lago è, come detto, posto in posizione magnifica con diversi monti dolomitici che si specchiano sulla superficie lacustre; lo specchio d’acqua ospita anche diverse specie animali tra cui cigni, anatre e molti pesci ed uccelli che è spesso possibile osservare camminando sulle sponde del lago.
Il Lago di Dobbiaco presenta acque molto fredde per cui è sconsigliato immergercisi, è però possibile noleggiare delle barche nelle strutture con hotel e ristoranti presenti in loco; il lago è anche posto nei pressi del tracciato per mountain bike Dobbiaco-Cortina che, in inverno, diventa una lunga pista da sci di fondo.
In inverno il tracciato intorno al Lago di Dobbiaco viene solitamente battuto permettendo, così, una bella escursione innevata lungo le sponde del lago; è bene, comunque, fare attenzione alle condizioni del percorso e non attraversare le acque innevate (QUI la “pillola” sul sentiero invernale attorno al lago).
Nella stagione invernale il Lago di Dobbiaco è posto anche sul tracciato di diverse piste da sci da fondo facenti parte della Dobbiaco Nordic Ski Arena, tra esse si trova anche lo storico tracciato che congiunge Dobbiaco con Cortina d’Ampezzo.
QUI il link YouTube al video sul giro intorno al Lago di Dobbiaco in estate
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022 e 2026
Giro attorno al Lago di Dobbiaco
Fauna del lago
Il Lago di Dobbiaco in inverno
Piste da sci da fondo nella zona del lago
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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.