Pausa Ganda/Gantraste (2130 m) – Dolomiti di Sesto

La Pausa Ganda/Gantraste, elevazione posta a 2130 metri di quota, si trova nelle Dolomiti di Sesto nel sottogruppo dei Baranci/Haunold ed è raggiungibile partendo dalla seggiovia dei Baranci situata nel noto paese di San Candido/Innichen in Alta Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla seggiovia dei Baranci e QUI quella sul paese di San Candido).

Il percorso per la Pausa Ganda si svolge prevalentemente in aree boschive con sentiero con diversi tratti ripidi; il tracciato raggiunge, dapprima, la Malga Maier/Kaser (non gestita) salendo poi verso la panoramica vetta con vista che spazia, in giornate serene, verso Baranci, Alpi Carniche/Karnische Alpen, Alpi Noriche/Norische Alpen, Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe e la sottostante Val Pusteria.

La salita alla Pausa Ganda comincia dalla stazione a monte della seggiovia Baranci (1499 m, Rifugio Gigante Baranci), dall’arrivo della seggiovia si segue il sentiero 6 per la Gantraste, si sale dapprima nel bosco e poi con traccia terrosa ripida (possibili tratti fangosi) in una zona con erba alta e arbusti; si rientra, quindi, nel bosco fino a giungere alla Malga Maier/Kaser (1703, non effettua servizio di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Dalla malga si segue sempre il sentiero 6 per la Gantraste, si costeggia la staccionata della malga e si sale poi nel bosco con traccia terrosa e ghiaiosa alternando tratti ripidi ad altri in falsopiano.
Si giungere, quindi, al ripido tratto finale che porta, uscendo dal bosco su traccia ghiaiosa, alla cima della Pausa Ganda/Gantraste (2130 m, croce, 1.15 ore dalla Malga Maier, 2.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 3.45 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Baranci – Malga Maier Kaser – Pausa Ganda – Malga Maier Kaser – Stazione a monte seggiovia Baranci

Sentieri: 6

Dislivello: 650 metri in salita e in discesa considerati i brevi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2130 m

Difficoltà: E – itinerario con dislivello e difficoltà tecnica moderati ma con presenza di alcuni tratti ripidi nel bosco e nel tratto finale per la cima, sviluppo totale di 9 chilometri circa tra andata e ritorno.

Data di ascesa: settembre 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura della seggiovia Baranci e del Rifugio Gigante Baranci.
Dalla seggiovia Baranci parte anche il percorso che porta alla vetta della Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldköpfl (QUI la “pillola” sulla salita alla Piccola Rocca dei Baranci).

Esperienza di Stefano: percorso adatta ad inizio stagione appena scioltasi la neve o anche verso fine stagione prima dell’arrivo della neve nuova; l’itinerario è relativamente breve ma con, comunque, alcuni tratti un po’ faticosi che non vanno sottovalutati (soprattutto in casi di terreno con fango). è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’ampio panorama di vetta.

Seggiovia Baranci

Rifugio Gigante Baranci

Salendo alla Malga/Maier Kaser

Malga Maier Kaser

Salendo alla Pausa Ganda

Vista sui Baranci

Ultimo tratto di salita verso la vetta della Pausa Ganda

In cima alla Pausa Ganda

Vista dalla vetta verso i Baranci

Vista verso le Alpi Carniche

Vista su San Candido e le Alpi Noriche

Vista sulle Vedrette di Ries

Vista sulla Val Pusteria


Cliccare sull’immagine per visualizzare la Seggiovia Baranci di San Candido su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Val di Sesto/Sextental – dove è cominciata la mia passione per il Sudtirolo

Con questa pillola vorrei descrivere, seppur brevemente, come è cominciato il mio legame con l’Alto Adige/Südtirol.  I miei primi approcci con la terra sudtirolese sono cominciati, infatti, in vacanza con i miei genitori quando avevo 4 anni; però i primi ricordi nitidi li ho dai 6 anni in avanti e rammento bene come una delle mete delle vacanze estive ed invernali con i miei genitori più amata da ragazzo è stata la Val di Sesto/Sextental (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

La Val di Sesto è una valle laterale dell’Alta Val Pusteria/Pustertal e giace in posizione idilliaca tra le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten e le Alpi Carniche/Karnischen Alpen nei pressi dei confini con Austria e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

Le vacanze con meta il paese di Sesto/Sexten e la sua frazione Moso/Moos (in particolare all’Hotel Holzer di Moso) erano, per me e i miei genitori, uno degli “eventi” clou dell’anno e già a Milano, dove sono nato e vivevo da ragazzo, prima delle vacanze programmavamo quali giri in montagna volevamo percorrere e su quali piste sciare (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti, QUI la “pillola” sull’area escursionistica del Monte Elmo).

Quando “l’attesa milanese” finiva e finalmente cominciavano le vacanze era sempre una gioia trovarsi in Val di Sesto e rivedere paesi, monti, paesaggi e negozi ed alberghi ormai famigliari dopo vari anni di vacanze in zona.

Tra una salita al Monte Elmo/Helm (la mia prima cima salita nell’ormai lontano 1997) nelle Alpi Carniche, un’escursione ai quattro famosi Rifugi Comici, Cengia, Locatelli e Fondovalle in Val Fiscalina e una sciata invernale sulle piste del comprensorio (allora più piccolo di adesso) è nata la passione per questa valle, ma non solo (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Elmo e QUI la “pillola” sulla Val Fiscalina).

Da quando vivo, ormai permanentemente, in Alto Adige è sicuramente più veloce raggiungere la Val di Sesto rispetto a quando vivevo a Milano; cerco, quindi, di sfruttare questa possibilità frequentando la Val di Sesto nelle diverse stagioni ed è sempre una gioia poter tornare nel mio “posto del cuore”.

Vivendo fin da piccolo anche “pillole” (per restare in tema) di tradizioni, cultura, cucina e modo di vivere della Val di Sesto è cresciuta, seppur forse inconsciamente all’inizio, la passione per la montagna e per l’Alto Adige/Südtirol che mi ha portato, lungo le varie vicende delle vita, a volermi trasferire in Alto Adige e approcciarmi ad una specializzazione lavorativa in ambito di marketing turistico ed aziendale con focus sulla terra sudtirolese.

Di questo percorso di vita che mi ha portato dalla Pianura Padana al Sudtirolo, se vorrete, potrete leggere qualche dettaglio in più nelle altre “pillole” dell’area blog del sito.

Corso di sci in Val di Sesto (anno 2002)

In cima al Cornetto della Val Casies (anno 2003)

In cima alla Croda Rossa di Sesto (anno 2002)

Nel comprensorio di sport invernali Tre Cime Dolomiti (anno 2004)

In cima alla Croda Fiscalina Orientale nei pressi del Rifugio Pian di Cengia (foto del 2018 ricordando la prima volta al rifugio nel 1997)

In cima al Monte Elmo (foto del 2018 ricordando la mia prima salita in vetta nel 1997)

Alcune foto più recenti

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

QUI si trovano le altre “pillole” sulla mia storia in Sudtirolo


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Gitschberg-Jochtal – comprensorio sciistico – Val Pusteria

Il comprensorio di sport invernali Gitschberg-Jochtal si trova nel gruppo montuoso dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge, a cavallo tra le località Maranza/Meransen e Valles/Vals, posto in zona elevata sul paese di Rio di Pusteria/Mühlbach in bassa Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” su Rio di Pusteria, Maranza e Valles).

Le due località di accesso al comprensorio sono collegate sci ai piedi dalle piste del comprensorio Gitschberg-Jochtal; con un unico skipass si può godere, quindi, di oltre 50 chilometri di piste, di svariata difficoltà e pendenza adatte sia a principianti che esperti e quasi tutte con innevamento programmato, collegate tra loro da impianti in continuo sviluppo e ammodernamento.

Lungo le piste del comprensorio sono presenti molti rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso i gruppi montuosi di Monti di Fundres, Alpi Breonie/Stubaier Alpen, Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e alcune aree dolomitiche.

Il comprensorio Gitschberg-Jochtal ospita anche 2 scuole di sci, 4 piste da slittino, sentieri per escursionismo invernale, come il tracciato che raggiunge la nota area di Malga Fane Alm, quello che porta allo Stoanamandl ed il percorso in Valle di Altafossa/Altfasstal, e quasi 20 chilometri di piste da sci di fondo dislocate tra la Valle di Valles/Valstal e l’Alpe di Rodengo-Luson/Rodeneck-Lüsen (QUI la “pillola” sul percorso innevato per Malga Fane, QUI quella sul tracciato per lo Stoanamandl e QUI la “pillola” per l’escursione invernale in Valle di Altafossa).

In estate sono, inoltre, solitamente aperte le cabinovie Gitschberg e Jochtal che portano ad oltre 2000 metri di altezza offrendo, così, numerose possibilità escursionistiche e di relax e divertimento in quota (QUI la “pillola” sulla cabinovia Gitschberg di Maranza in estate e QUI quella sulla cabinovia Jochtal).

Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2021, 2023 e 2024

Lungo le piste da sci

Rifugio Jochtal

Area delle piste da sci di fondo in Valle di Valles

Percorso invernale Jochtal-Stoanamandl

Percorso invernale verso Malga Fane

Malga Zingerle all’alpeggio di Malga Fane

Percorso invernale in Valle di Altafossa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo


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Chiesa di Santa Maria Assunta/Kirche Zu unserer liebe Frau di Brunico – Val Pusteria

Brunico/Bruneck, il centro abitato principale e capoluogo della Val Pusteria/Pustertal, vanta una lunga storia che ha lasciato nel borgo molte testimonianze con antiche chiese, palazzi, castelli e monumenti (QUI la “pillola” sulla città di Brunico).

Tra le chiese principali della città si trovano la Chiesa delle Orsoline, la Chiesa di Santa Caterina e la grande chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta/Kirche Zu unserer liebe Frau.

La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta sorge su una preeesistente cappella del 1300, edificata poi come chiesa in stile gotico nel 1500 e in stile classicistico nel 1700; l’edifico religioso ha preso poi la sua forma definitiva attuale con la ristrutturazione, in stile neoromanico con doppio campanile, effettuata dal 1851 al 1853 su progetto dell’architetto viennese Hermann von Bergmann.

La chiesa ospita molte opere pregevoli quali gli affreschi della volta di Georg Mader, l’imponente organo Mathis (il più grande del Sudtirolo), le pale dell’altare di Franz Hellweger, il bassorilievo della deposizione di Hans Reichle, le stazione della Via Crucis in terracotta e lo stucco con Maria e il figlio Gesù morto proveniente da Salisburgo.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2023 e 2024

Facciata della Chiesa

Navata e altare

Organo

Particolari degli affreschi della volta

Stucco di Maria con il figlio Gesù morto

Altri particolari della chiesa

La chiesa vista dall’alto salendo al Castello di Brunico

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Rifugio Tre Scarperi/Dreischusterhütte – Val di Sesto

Il Rifugio Tre Scarperi/Dreischusterhütte è posto a 1626 metri di quota, nel magnifico gruppo montuoso delle Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, in Val Campo di Dentro/Innerfeldtal, valle laterale della Val di Sesto/Sextental che si dirama dall’Alta Val Pusteria nei pressi di San Candido/Innichen (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto e QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Il rifugio può essere raggiunto partendo dal parcheggio invernale posto all’imbocco della Val Campo di Dentro, a pochi chilometri dal paese di Sesto/Sexten, con sviluppo piuttosto lungo, sia tramite sentiero nel bosco (battuto solo dagli escursionisti) che tramite mulattiera, solitamente battuta dal gatto delle nevi.

Inoltre, la Val di Sesto ospita, in inverno, anche il noto comprensorio di sport invernali Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomiten; (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti).

Il percorso comincia dal parcheggio posto all’inizio della Val Campo di Dentro (1250 m) seguendo la strada asfaltata in leggera salita; con 2 chilometri di sviluppo, qualche tratto ghiacciato possibile, si raggiunge il secondo parcheggio (fin qui, se le condizioni della strada lo consentono) volendo anche in macchina.

Dal secondo parcheggio si sale a destra su sentiero numero 105 nel bosco verso il Rifugio Tre Scarperi; seguendo la traccia (battuta solo dagli escursionisti) si sale alternando tratto in leggera salita ad altri con pendenza moderata.
Si incrocia quindi, una prima volta la mulattiera, seguendo sempre il sentiero nel bosco si procede con salita moderata incrociando nuovamente la mulattiera nei pressi del terzo parcheggio (non raggiungibile in macchina in inverno).

Si segue adesso in breve la mulattiera raggiungendo il bivio per il sentiero nel bosco; lo si segue a sinistra giungendo ad un ulteriore bivio; si prosegue a sinistra verso il Rifugio Tre Scarperi salendo con pendenza moderata tra rado bosco e spazi aperti fino ad incrociare nuovamente la mulattiera che si segue, in breve, fino al Rifugio Tre Scarperi (1626 m, 2.00 ore dalla partenza).
In discesa si segue integralmente la mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che riporta tra spazi aperti e tratti nel bosco al parcheggio invernale superiore ed a quello posto all’imbocco della Val Campo di Dentro (1.30 ore dal Rifugio Tre Scarperi, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: primo parcheggio Val Campo di Dentro – parcheggio invernale Val Campo di Dentro – Rifugio Tre Scarperi – parcheggio invernale Val Campo di Dentro – primo parcheggio Val Campo di Dentro

Sentieri: traccia che segue in salita il sentiero estivo 105 e la mulattiera in discesa

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 1626 m

Difficoltà: EAI –  escursione non difficile tecnicamente con condizioni buone della neve e del meteo; il sentiero nel bosco è battuto solo dagli escursionisti. Sviluppo piuttosto lungo di circa 11 chilometri tra andata e ritorno. Con neve fresca o ghiaccio è necessario il necessario equipaggiamento (ciaspole e/o ramponcini).
Se sul sentiero nel bosco non fosse presente la traccia, o non ci fossero buone condizioni, è consigliabile salire e scendere lungo la mulattiera

Data di percorrenza: febbraio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Tre Scarperi e le condizioni di battitura del sentiero. Volendo, se le condizioni della strada lo permettono, è possibile salire in macchina fino al secondo parcheggio (in questo caso si risparmiano 4 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno)

Tratto tra il parcheggio posto all’imbocco della Val Campo di Dentro ed il parcheggio superiore invernale

Parcehggio superiore invernale

Salendo al Rifugio Tre Scarperi sul sentiero nel bosco

Breve tratto su mulattiera poco dal parcheggio estivo al successivo bivio del sentiero nel bosco

Nuovamente sul sentiero nel bosco

Tratto finale su mulattiera verso il Rifugio Tre Scarperi

Rifugio Tre Scarperi

Discesa seguendo integralmente la mulattiera

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Plan de Corones/Kronplatz in inverno – Val Pusteria e Val Badia

Il Plan de Corones/Kronplatz è uno dei comprensori sciistici più noti del Sudtirolo e non solo; le piste da sci alpino sono dislocate su vari versanti del massiccio del Plan de Corones, alto 2275 metri e posto tra la zona centrale della Val Pusteria/Pustertal e la bassa Val Badia/Gadertal.

Il comprensorio del Plan de Corones offre oltre 100 chilometri di piste da sci alpino, di svariata difficoltà e quasi tutte con innevamento programmato, servite da impianti moderni e veloci; le piste raggiungono diverse località a valle quali: Valdaora/Olang, Riscone di Brunico/Reischach e Perca/Percha in Val Pusteria e San Vigilio di Marebbe/Enneberg e Piccolino/Piculin in Val Badia (QUI la “pillola” su Valdaora, QUI quella su Brunico e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

Le piste del comprensorio del Plan de Corones dispongono di vari snowpark per sci acrobatico, molti rifugi ove ristorarsi ed, inoltre, offrono un bellissimo panorama verso i gruppi montuosi delle Dolomiti, delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe, delle Alpi Carniche/Karnischer Alpen e delle Alpi Noriche.

L’area del Plan de Corones presenta, altresì, ulteriori punti di interesse , tra i quali troviamo, in vetta al comprensorio: il Messner Mountain Museum Corones (facente parte del circuito di musei alpini voluti dall’alpinista Reinhold Messner), il Museo della Fotografia “Lumen” e l’enorme Campana della Concordia.

Nei pressi del comprensorio del Plan de Corones sono presenti anche molti percorsi innevati adatti per ciaspolatori e amanti delle camminate invernali; tra essi troviamo, ad esempio, il Panoramaweg che percorre un tracciato ad anello nei pressi delle frazioni di Valdaora (QUI la “pillola” sul Panoramaweg in inverno).

Inoltre, diversi impianti di risalita e rifugi del comprensorio Plan de Corones sono aperti anche in estate con possibilità di escursioni a piedi, in mountain-bike, trail e downhill ed anche i due musei presenti in vetta sono visitabili nel periodo estivo (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’inverno 2019

Lungo le piste da sci del comprensorio

Il simbolo del Plan de Corones

Panorama verso le Dolomiti

Campana della Concordia

Messner Mountain Museum Corones

Il Plan de Corones visto da Valdaora

Lungo il sentiero innevato Panoramaweg di Valdaora

Piantina del comprensorio

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo



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Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze (2677 m) – Rifugio Pian di Cengia/Büllelejochhütte (2528 m) – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime/Drei Zinnen (2405 m) – Dolomiti

La Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze, vetta alta 2677 metri, e una cima, posta nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserita in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e la Croda dei Toni/Zwolferkopf. (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La zona dove si trova la cima della Croda Fiscalina Orientale presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Alto Adige/Südtirol; le cime descritta si trova, invece, interamente in territorio sudtirolese.

La salita comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m), si segue il sentiero 101 sul larga mulattiera ghiaiosa fino al Rifugio Lavaredo (2344 m), dal Rifugio Lavaredo si segue quindi il sentiero 104 che porta in lungo saliscendi su traccia ghiaiosa ai Laghi di Cengia, dai laghetti si sale quindi con pendenza moderata su traccia sassosa fino alla Forcella Pian di Cengia/Büllelejoch (2522 m) e al Rifugio Pian di Cengia/Büllelejochhütte (2528 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue quindi il sentiero 101A per la Croda Fiscalina, si sale su traccia sassosa e ghiaiosa, facendo attenzione a non perdere la traccia corretta, in ambiente roccioso. Dopo un tratto in saliscendi si giunge alla cresta finale che porta più ripidamente in cima alla Croda Fiscalina Orientale (2677 m, croce, 0.30 ore dal Rifugio Pian di Cengia, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna al Rifugio Pian di Cengia e alla Forcella Pian di Cengia, si segue, quindi, il sentiero 101 che in lungo sviluppo in saliscendi su traccia sassosa porta al Rifugio Locatelli-Innerkofler alla Tre Cime/Drei Zinnen Hütte (2405 m, 1.45 ore dalla Croda Fiscalina Orientale, 4.15 ore dalla partenza).

Si torna al Rifugio Locatelli-Innerkofler e seguendo il sentiero 101 in lungo saliscendi, su traccia ghiaiosa e sassosa, si giunge alla Forcella Lavaredo/Patern Sattel (2454 m). Si scende quindi in breve al Rifugio Lavaredo e si torna infine al Rifugio Auronzo (1.30 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Auronzo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Pian di Cengia – Croda Fiscalina Orientale – Rifugio Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo

Sentieri: 101 – 104 – 101A – 101

Dislivello: 600 metri in salita e discesa compresi i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore totali

Quota massima: 2677 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica media con alcuni tratti ripidi sassosi

Data di ascesa: agosto 2018

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; i rifugi Locatelli-Innerkofler e Pian di Cengia possono essere raggiunti anche attraverso altri itinerari e sono anche punto di partenza per altre diverse escursioni a cime e vie ferrate.
Troviamo descritte sul sito, ad esempio, il percorso che tocca i Rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli-Innerkofler partendo dalla Val Fiscalina/Fischleintal (valle laterale della Val di Sesto/Sextental), l’ascesa su via ferrata al Monte Paterno/Paternkofel e l’ascesa su via ferrata alla Torre di Toblin/Toblinger Knoten e la salita al Sasso di Sesto/Sextner Stein (QUI la “pillola” sul percorso che raggiunge i rifugi dalla Val Fiscalina, QUI quella sull’ascesa al Monte Paterno e QUI quella sull’ascesa alla Torre di Toblin e la salita al Sasso di Sesto).

Esperienza di Stefano: è consigliabile arrivare presto al Rifugio Auronzo per evitare lunghe code in macchina al pedaggio e la possibilità che i parcheggi vadano esauriti. il percorso è spettacolare, per cui è bene percorrerlo in una giornata dall’ampia visibilità, ma piuttosto lungo e non va sottovalutato.

Tratto dal Rifugio Auronzo al Rifugio Lavaredo

Tratto tra il Rifugio Lavaredo alla deviazione per il Rifugio Pian di Cengia

Deviazione per il Rifugio Pian di Cengia

Percorso per la Forcella Pian di Cengia

Alla Forcella Pian di Cengia

Tratto finale verso il Rifugio Pian di Cengia

Rifugio Pian di Cengia

Salendo alla Croda Fiscalina Orientale

In vetta alla Croda Fiscalina Orientale

Panorama dalla vetta della Croda Fiscalina Orientale

Sentiero verso il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Rifugio Locatelli-Innerkofler con vista sulle Tre Cime di Lavaredo

Percorso verso la Forcella Lavaredo

Alla Forcella Lavaredo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Monte Elmo/Helm (2434 m) – Rifugio Gallo Cedrone/Hahnspielhütte (2200 m)

Il Monte Elmo/Helm, alto 2434 metri, è le prima cima occidentale della lunga catena delle Alpi Carniche; la vetta è posta lungo il confine tra Alto Adige/Südtirol ed Austria ed offre amplissimi panorami verso le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, i Tauri in Austria e le Alpi Noriche.

Il percorso ad anello qui descritto parte dalla stazione a monte degli impianti Monte Elmo raggiungibili da Versciaco/Vierschach, frazione di San Candido/Innichen in Val Pusteria/Pustertal o da Sesto/Sexten in Val di Sesto/Sextental (QUI la “pillola” sul paese di San Candido, QUI quella sulla Val di Sesto e QUI la “pillola” sugli impianti del Monte Elmo).

Il percorso presenta uno sviluppo e dislivello moderati ma affronta anche alcuni tratti un po’ ripidi che richiedono piede fermo; nella prima parte del percorso si transita anche per il Rifugio Gallo Cedrone/ Hahnspielhütte posto a 2200 metri di quota in zona idilliaca tra pascoli con panorami magnifici.

La salita comincia dalla stazione a monte degli impianti del Monte Elmo (2041 m, rifugio), si segue inizialmente la larga mulattiera sterrata numero 4 che porta con pendenza moderata al Rifugio Gallo Cedrone/Hahnspielhütte (2200 m, 30 minuti dalla partenza).

Continuando sulla mulattiera 3 si prosegue a mezzacosta in moderata salita fino ad una sella con bivio per il Monte Elmo; si segue, quindi, il sentiero 3A per il Monte Elmo, la traccia terrosa e sassosa sale, con anche alcuni tratti ripidi, fino alla vetta del Monte Elmo (2434 m, croce, ruderi di un’antica casa della Guardia di Finanza, 1,15 ore dal Rifugio Gallo Cedrone, 1.45 ore dalla partenza).

Dal Monte Elmo si continua in discesa verso ovest col sentiero 4 che, piuttosto ripidamente con traccia sassosa e terrosa, porta dapprima ad alcune vecchie fortificazioni di guerra e poi ad una zona prativa dal quale si raggiunge, in breve, il Rifugio Gallo Cedrone, da qui si torna su mulattiera alla stazione a monte degli impianti Monte Elmo (1.30 ore dal Monte Elmo, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte impianti Monte Elmo – Rifugio Gallo Cedrone – Monte Elmo – Rifugio Gallo Cedrone – Stazione a monte impianti Monte Elmo

Sentieri: 4 – 3 – 3A – 4

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2434 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di alcuni tratti ripidi su fondo terroso e sassoso che richiedono passo sicuro; sviluppo totale di circa 6 chilometri.

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura degli impianti di risalita e dei rifugi

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere dei panorami magnifici visibili lungo tutto il percorso; io ho percorso questo itinerario sia in estate che in autunno, prima dell’arrivo della neve invernale, entrambe le stagioni offrono ambienti molto affascinanti.

Cabinovia che sale da Sesto

Cabinovia che sale da Versciaco

Alla stazione a monte degli impianti

Rifugio Monte Elmo

Salendo al Rifugio Gallo Cedrone

Panorami sulle Dolomiti di Sesto

Rifugio Gallo Cedrone

Salendo verso il bivio per la cima

Bivio per la cima

Salendo al Monte Elmo sul sentiero 3A

In vetta al Monte Elmo

Panorami di vetta

In discesa lungo il sentiero 4 tornando al Rifugio Gallo Cedrone


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Pizzo delle Vedrette/Fernerkopfl (3249 m) – Vedrette di Ries

Il Pizzo delle Vedrette/Fernerkopfl è una vetta prestigiosa alta 3249 m del Gruppo delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe, dalla vetta si gode un grandioso panorama sui ghiacciai delle Vedrette di Ries e verso le Alpi di Zillertal, la cima del Pizzo dell Vedrette è usata, inoltre, dagli alpinisti esperti per traversare verso le vette ghiacciate del Monte Nevoso/Schneebiger Nock e del Monte Magro/Magerstein.
L’accesso alla vetta avviene dal Rifugio Vedrette di Ries/Riesfernerhütte a cui si arriva con lunghe salite dalla Valle di Riva/Reintal (valle laterale della Valle Aurina) e dalla Valle Anterselva/Antholzertal (valle laterale della Val Pusteria; qui viene proposto l’accesso dalla Valle di Riva.

La salita comincia dal parcheggio Säge in Valle di Riva (1525 m), si segue il sentiero 3 in salita piuttosto ripida nel bosco fino alle baita Aussere Geltalalm (1995 m) e alla baita Innere Geltalalm (2070 m). Dalla Innere Geltalalm la traccia diventa sassosa in ambiente roccioso via via più aspro, il sentiero 3 conduce quindi con pendenza moderata in lungo sviluppo fino al Rifugio Vedrette di Ries (2791 m, 3.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si seguono le indicazioni per il Monte Nevoso e il Monte Magro sul sentiero 1 salendo su traccia ripida tra sassi e blocchi rocciosi, facendo attenzione a non perdere i bolli segnavia, fino alla cima del Pizzo delle Vedrette (3249 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Vedrette di Ries, 4.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso lungo percorso in 3.45 ore.

Percorso: Parcheggio Säge – Rifugio Vedrette di Ries – Pizzo delle Vedrette – Rifugio Vedrette di Ries – Parcheggio Säge

Sentieri: 3 – 1

Dislivello: 1800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 8.15 ore (4.30 ore la salita, 3.45 ore la discesa)

Quota massima: 3249 m

Difficoltà: EE – escursione con salita dal rifugio alla cima che richiede piede fermo e valutazione attenta del percorso, sviluppo chilometrico molto lungo

Data di ascesa: agosto 2012

Annotazioni: è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Vedrette di Ries

Vista verso la Innere Geltalalm

Salendo al Rifugio Vedrette di Ries

Rifugio Vedrette di Ries

Salendo al Pizzo delle Vedrette

In cima


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime DI Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Aurina, Val Pusteria e le sue valli laterali

Cima Valmala/Wurmaulspitz (3022 m) – Monti di Fundres

La Cima Valmala/Wurmaulspitz, cima di oltre 3000 metri di quota, è una delle cime più elevate dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge ed è posta tra la Valle di Valles/Valstal e la Valle di Fundres/Pfunderertal (valli laterale della bassa Val Pusteria).
La vetta della Cima Valmala, dai cui si gode un ottimo panorama sui Monti di Fundres, è normalmente raggiunta dalla Malga Fane in Valle di Valles passando per il Rifugio Bressanone/Brixner Hütte  (QUI la “pillola” su Malga Fane ).

La salita comincia da Malga Fane (1700 m, vari rifugi, strada con transito consentito in orari prefissati) e seguendo il sentiero 17 si sale in lungo sviluppo su mulattiera con pendenza moderata fino al bivio col sentiero 18 . Continuando sul largo ghiaioso e terroso sentiero 17 si giunge in ambiente prativo al Rifugio Bressanone/Brixner Hütte (2344 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue a destra il sentiero 17A prima in traverso a mezzacosta su versanti erbosi e poi in salita terrosa e ghiaiosa tra magra erba su pendio a pendenza costante moderata, salendo la traccia si fa più sassosa e ripida in ambiente via via più aspro e roccioso. La traccia di salita porta quindi ad una sella sotto la vetta, dalla sella si prosegue su breve, ma a tratti un po’ esposto, tratto roccioso attrezzato con cavi fino alla vetta della Cima Valmala (3022 m, croce, 2.15 ore dal Rifugio Bressanone, 4.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso lungo percorso in 3.15 ore.

Percorso: Malga Fane – Rifugio Bressanone – Cima Valmala – Rifugio Bressanone – Malga Fane

Sentieri: 17 – 17A

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 7.15 ore (4.00 ore la salita, 3.15 ore la discesa)

Quota massima: 3022 m

Difficoltà: EE – escursione con tratto finale attrezzato che richiede piede fermo, sviluppo chilometrico lungo

Data di ascesa: agosto 2017

Annotazioni: è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Bressanone
Inoltre, dal Rifugio Bressanone si diparte la salita al Picco della Croce/Widspitze con discesa per il Lago Selvaggio (QUI la “pillola” su questo percorso).

Malga Fane

Salendo al Rifugio Bressanone

Rifugio Bressanone

Salendo alla Cima Valmala

Lungo il tratto finale attrezzato di salita

In cima

Panorama di vetta


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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