Jochtal e cima Stoanamandl – Val Pusteria

In bassa Val Pusteria/Pustertal, nel gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge a pochi chilometri dal paese di Rio di Pusetria/Mühlbach, tra la Valle di Valles/Valstal in cui è posta l’area dello Jochtal e Maranza/Meransen che ospita l’area del Gitschberg, si trova l’area sciistica ed escursionistica Gitschberg-Jochtal (QUI la “pillola” su Rio di Pusteria, Valles e Maranza).

In inverno  le due località di accesso al comprensorio sono collegate sci ai piedi dalle piste del comprensorio Gitschberg-Jochtal; con un unico skipass si può godere, quindi, di oltre 50 chilometri di piste, 2 scuole di sci, 4 piste da slittino,  percorsi battuti per i ciaspolatori e quasi 20 chilometri di piste da sci di fondo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Gitschberg-Jochtal).

In estate, per gli amanti di escursionismo e relax e divertimento in quota, sono attive sia la cabinovia Gitschberg che la cabinovia Jochtal; in particolare l’impianto Jochtal collega il paese di Valles/Vals, situato in zona bucolica tra pascoli, con la stazione a monte posta a 2000 metri di quota in posizione molto panoramica verso le Dolomiti, le Alpi Sarentine, i Monti di Fundres e la Val Pusteria (QUI la “pillola” sul comprensorio Gitschberg).

Nel comprensorio Jochtal sono presenti l’omonimo rifugio posto alla stazione a monte della cabinovia e diverse malghe che propongono piatti tipici, numerose attrezzature di gioco per bambini, è possibile ammirare alcuni animali da cortile quali galline, anatre, conigli e pecore, alcune grandi sculture in legno  ed è possibile percorrere diversi sentieri a piedi e in bicicletta verso malghe e cime di diversa difficoltà.

Tra le passeggiate brevi più amata  si trova l’escursione che conduce in 1 ora abbondante, lungo mulattiera sterrata tra pascoli, dalla stazione a monte della cabinovia alla panoramicissima cime dello Stoanamandl posta a 2128 metri di quota; il percorso presenta 200 metri cdi dislivello in salita e discesa e 5 chilometri circa di sviluppo totale tra andata e ritorno.

Lungo il percorso si incontrano diverse aree gioco per bambini e non, la Malga Ochsenalm con servizio di ristoro e in vetta sono poste diverse tavole che indicano le molte cime visibili e molti caratteristici ometti di pietra (da cui deriva il nome dialettale della cima “Stoanamandl” cioè “Ometti di pietra”.

Inoltre, dalla Malga Ochsenalm è possibile raggiungere in breve, deviando dal percorso, la vetta erbosa del Gänsebichl, ove è posto un cannocchiale che, spostandolo, indica le cime che si stanno vedendo.

QUI il link YouTube al video della salita estiva alla Cima Stoanamandl

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e 2024

Stazione a valle della cabinovia Jochtal

Lungo il percorso in cabinovia

Stazione a monte della cabinovia Jochtal

Rifugio-ristorante Jochtal

Indicazioni escursionistiche

Lungo il sentiero che conduce alla Malga Ochsenalm

Malga Ochsenalm

Deviazione alla vetta con cannocchiale del Gänsebichl

In vetta al Gänsebichl

Salendo allo Stoanamandl dopo essere tornati alla Malga Ochsenalm

In cima allo Stoanamandl

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Jochtal a Valles su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Gitsch/Monte Cuzzo (2510 m) – Monti di Fundres

Il Gitsch/Monte Cuzzo, vetta dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge di 2510 metri di quota posta nel comprensorio sciistico ed escursionistico Gitschberg-Jochtal, presenta  varie vie di accesso; la più breve e frequentata parte dalla stazione a monte della cabinovia Gitschberg di Maranza/Meransen, paese posto in zona pascoliva a pochi chilometri dal paese di Rio di Pusteria/Mühlbach situato in bassa Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sul comprensorio Gitschberg in estate e e QUI la “pillola” su Rio di Pusteria, Valles e Maranza).

Il percorso, piuttosto breve ma a tratti ripido, offre in vetta e durante il cammino, come testimoniato dalla tavola panoramica indicante le cime visibili posta in cima al Gitsch, un panorama  spettacolare che spazia dalle Dolomiti, al Gruppo del Gran Pilastro/Hochfeiler alle Alpi di Zillertal.

La salita al Gitsch/Monte Cuzzo comincia dalla stazione a monte della cabinovia Gitschberg (2110 m, rifugio Nesselhütte), seguendo il sentiero numero 20 per il Gitsch; la mulattiera sterrata porta in breve in moderata salita al Rifugio Gitschhütte (2210 m).

Dal Rifugio Gitschhütte si segue il sentiero 12 per la vetta del Gitsch salendo su traccia, a tratti ripida, su fondo terroso e sassoso giungendo al tratto finale che, costeggiando una staccionata, conduce alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in etstate e poi, in breve, alla vetta del Gitsch (2510 m, croce e tavola panoramica delle cime visibili, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore (2.45 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Gitschberg – Rifugio Gitschhütte – Gitsch/Monte Cuzzo – Rifugio Gitschhütte – stazione a monte cabinovia Gitschberg

Sentieri: 20 -12

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2510 m

Difficoltà: E – escursione non difficile tecnicamente ma che presenta vari tratti ripidi salendo verso la cima; sviluppo totale di 6 chilometri circa tra andata e ritorno

Data di percorrenza: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di impianti e rifugi; in alcuni periodi estivi è aperta anche la seggiovia che collega il Rifugio Gitsch con la vetta, in questo caso potrebbe essere usata per evitare la salita o discesa a piedi in quel tratto

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli amplissimi panorami; attenzione al possibile vento forte in alcune giornate. L’escursione essendo breve, può prestarsi anche per un’escursione di mezza giornata mattutina o pomeridiana

QUI il link al video su YouTube relativo alla salita al Monte Cuzzo/Gitsch

Salita in cabinovia

Rifugio Nesselhütte alla stazione a monte della cabinovia

Vista dalla stazione a monte

Mulattiera sterrata che sale al Rifugio Gitsch

Rifugio Gitschhütte

Salendo sulla traccia a tratti ripida verso la cima

In vetta al Gitsch/Monte Cuzzo

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia del Gitschberg di Maranza su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Gitschberg – Val Pusteria

In bassa Val Pusteria/Pustertal, nel gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge a pochi chilometri dal paese di Rio di Pusetria/Mühlbach, tra la Valle di Valles/Valstal in cui è posta l’area dello Jochtal e Maranza/Meransen che ospita l’area del Gitschberg, si trova l’area sciistica ed escursionistica Gitschberg-Jochtal (QUI la “pillola” su Rio di Pusteria, Valles e Maranza).

In inverno  le due località di accesso al comprensorio sono collegate sci ai piedi dalle piste del comprensorio Gitschberg-Jochtal; con un unico skipass si può godere, quindi, di oltre 50 chilometri di piste, 2 scuole di sci, 4 piste da slittino,  percorsi battuti per i ciaspolatori e quasi 20 chilometri di piste da sci di fondo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Gitschberg-Jochtal).

In estate, per gli amanti di escursionismo e relax e divertimento in quota, sono attive sia la cabinovia Gitschberg che la cabinovia Jochtal; in particolare l’impianto Gitschberg collega il paese di Maranza, situato in zona bucolica tra pascoli, con la stazione a monte posta poco oltre i 2000 metri di quota in posizione molto panoramica verso le Dolomiti, le Alpi Sarentine, i Monti di Fundres e la Val Pusteria (QUI la “pillola” sul comprensorio Jochtal).

Nel comprensorio Gitschberg sono presenti anche vari rifugi che propongono piatti tipici, numerose attrezzature di gioco per bambini, alcune grandi sculture in legno di animali ed una rete di sentieri che permette diverse possibilità escursionistiche, percorribili sia a piedi che in bicicletta verso malghe e cime di diversa difficoltà.

Tra esse si trova la vetta del Gitsch/Monte Cuzzo, posta ad oltre 2500 metri di quota, che permette di ammirare un panorama amplissimo su svariati gruppi montuosi dalle Dolomiti fin verso il gruppo del Gran Pilastro/Hochfeiler e le Alpi di Zillertal al confine con l’Austria (QUI la “pillola” sul Gitsch/Monte Cuzzo).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e 2024

Stazione a valle della cabinovia Gitschberg che in due tronchi collega con la stazione a monte ad oltre 2000 metri di quota

Lungo il viaggio cabinovia

Vista su Dolomiti e Val Pusteria dalla stazione a monte della cabinovia

Rifugio Nessehütte ed indicazioni escursionistiche alla stazione a monte della cabinovia

Attrezzature gioco per bambini

Una delle sculture di animali in legno

Sentiero dalla stazione a monte della cabinovia al Rifugio Gitsch

Rifugio Gitsch

Salita alla vetta del Gitsch

In vetta al Gitsch

Dalla vetta del Gitsch

Fioriture lungo i percorsi

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Gitschberg a Maranza su Google Maps

Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass – Val di Sesto

Il Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass è posto a 1636 metri di quota e mette in comunicazione la Val di Sesto/Sextental (con i suoi paesi di Sesto/Sexten e Moso/Moos), valle laterale dell’Alta Val Pusteria/Pustertal, con Padola ed il Comelico in Veneto (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Al valico, a cui si arriva dal paese di Sesto con pendenza regolare con punte massime dell’8%, si trova un grande albergo con ristorante e si gode di un bellissimo panorama verso parte del gruppo dolomitico delle Dolomiti di Sesto e su varie cime delle Alpi Carniche.

Dal passo si originano anche molteplici sentieri escursionistici che conducono verso destinazioni molto note e amate come, ad esempio, la Malga Alpe Nemes, la Malga Klammbach e i Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen e l’omonima stazione a monte della cabinovia che sale dai Bagni di Moso/Bad Moos (QUI la “pillola” sul percorso al Monte Covolo/Seikofel e Malga Alpe Nemes, QUI quella sulla salita alla vetta del Castelliere/Burgstall ed ai Prati di Croda Rossa e QUI la “pillola” sul comprensorio escursionistico e sciistico dei Prati di Croda Rossa).

Partendo dal passo si possono intraprendere anche escursioni e ascese a vette impegnative con quelle verso la Croda Sora i Colesei/Arzalpenkopf, il Col Quaternà/Knieberg ed il Passo Silvella/Kniebergsattel e la ferrata Zandonella verso la Corda Rossa di Sesto/Rotwand; non lontane dal passo è presente una falesia con alcune brevi vie d’arrampiacata e vie ferrate didattiche utili per imparare la progressione in parete o ferrata con la guida di esperti o guide alpine (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Croda Sora i Colesei e QUI quella sulla salita al Col Quaternà, Passo Silvella e Malga Alpe Nemes).

Inoltre, in inverno al Passo Monte Croce di Comelico sono attivi anche due skilift, facenti parti del comprensorio Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites, con piste adatte a bambini e a chi vuole iniziare con la pratica dello sci  (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti).

Nella stagione invernale sono presenti anche diversi percorsi per escursionismo solitamente battuti dal gatto delle nevi; tra essi si trova, ad esempio, quello che porta alla Malga Alpe Nemes Alm attraversando boschi e radure innevate con anche possibile deviazione, più impegnativa, al Monte Covolo/Seikofel (QUI la “pillola” sul percorso invernale per Monte Covolo e Malga Alpe Nemes).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021 e 2023

Passo Monte Croce di Comelico

Verso il versante della Val di Sesto del passo

Verso il versante veneto del passo

Vista sulla zona del passo e le Dolomiti di Sesto

Cartelli escursionistici al passo

Chiesetta dedicata a San Michele posta nei pressi del passo

Vetta del Monte Covolo

Lungo il percorso per la Malga Nemes

Malga Nemes con vista sulle Dolomiti

Verso il Passo Silvella in autunno

Passo Silvella

Col Quaternà

Croda Sora i Colesei

Ferrate didattiche

Percorso verso il Castelliere

Vetta del Castelliere

Discesa dal Castelliere verso i Prati di Croda Rossa

Prati di Croda Rossa

Rifugio Rudi ai Prati di Croda Rossa

Lungo il sentiero 18 tra i Prati di Croda Rossa ed il Passo Monte Croce di Comelico

Passo Monte Croce in inverno

Chiesetta di San Michele in inverno

Salendo al Monte Covolo

Monte Covolo

Verso Malga Nemes

Malga Nemes

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

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Monte Specie/Strudelkopf (2307 m) – Dolomiti

Il Monte Specie/Strudelkopf, elevazione di 2307 metri di quota, è posto nel gruppo delle Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten tra le Val di Braies/Pragsertal e la Val di Landro/Hölensteintal, entrambi valli laterali dell’Alta Val Pusteria/Pustertal.

La larga cima del Monte Specie è piuttosto nota e frequentata ed è molto apprezzata per l’amplissimo  panorama su molti gruppi dolomitici godibile dalla vetta su cui è posta anche una tavola delle cime visibili; la cima del Monte Specie è raggiungibile da molti punti di partenza diversi che presentano salite di diversa lunghezza e impegno, viene qui descritta l’accesso dall’altipiano di Prato Piazza/Plätzwiese raggiungibile dalla Valle di Braies (QUI la “pillola” sulla Valle di Braies e Prato Piazza).

La salita da Prato Piazza presenta un dislivello contenuto e uno sviluppo moderato permettendo di godere durante tutto il percorso di ambienti e paesaggi bucolici e panorami amplissimi; durante il percorso si incontrano anche diversi rifugi a Prato Piazza e il Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte ed è anche possibile visionare manufatti e vecchi edifici militari, a testimonianza degli eventi accaduti in zona nel passato.

La salita al Monte Specie  comincia dai parcheggi di Prato Piazza (1979 m, rifugi a breve distanza), il transito sulla strada a pagamento da Ponticello/Brüggele è interdetto in estate in alcune fasce orarie), dai parcheggi  si segue la mulattiera sterrata 37 che porta in breve al Rifugio Prato Piazza e al vicino albergo Croda Rossa/Hohe Gaisl.

Dal Rifugio Prato Piazza si segue ancora la mulattiera 37 per il Rifugio Vallandro, la mulattiera procede con moderato sviluppo in leggeri saliscendi fino al tratto finale un po’ più ripido che conduce al Rifugio Vallandro ed all’attiguo antico forte di guerra (2040 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Vallandro si segue il sentiero 34 per il Monte Specie, il largo sentiero sassoso e ghiaioso sale ad un bivio dove si incontra un altro sentiero proveniente da Prato Piazza, seguendo sempre il sentiero 34 per il Monte Specie si sale su largo sentiero sassoso e ghiaioso a tratti un po’ ripido fino alla Forcella di Monte Specie/Strudelsattel dove si incontra anche un altro sentiero proveniente dal Rifugio Vallandro (2200 metri, rovine di un forte militare).

Dalla forcella si segue, quindi, l’ultimo tratto del sentiero 34 per il Monte Specie salendo su largo sentiero sassoso tra pascoli, alternando tratti più ripidi ad altri in leggera salita, fino a raggiungere la vetta del Monte Specie (2307 m, croce, tavola panoramica delle cime, 1.00 ora dal Rifugio Vallandro, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, volendo è possibile abbreviare il percorso tagliando per i sentieri più ripidi segnalati ai vari bivi.

Percorso: Prato Piazza – Rifugio Vallandro – Forcella Strudelsattel – Monte Specie – Forcella Strudelsattel – Rifugio Vallandro – Prato Piazza

Sentieri: 37 – 34

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2307 m

Difficoltà: E – escursione non particolarmente difficile tecnicamente su sentieri larghi seppur a tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 10 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: il transito sulla strada a pagamento che da Ponticello/Brüggele in Val di Braies conduce a Prato Piazza è interdetto in estate in alcune fasce orarie (solitamente in salita dalle ore 10.00 alle ore 15.00 ma, anche prima delle ore 10.00, se i parcheggi fossero già pieni).
E’ presente, comunque, il servizio di autobus, è bene, quindi, controllare in anticipo sia i periodi di apertura dei rifugi che gli orari di apertura della strada e del trasporto pubblico.

Da Prato Piazza sono possibile anche altre escursioni come quella che porta con salita impegnativa al Picco di Vallandro/Dürrenstein (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: data l’ampiezza e bellezza del panorama di vetta è ben scegliere una giornata con buona visibilità; la zona in alta stagione risulta spesso essere piuttosto affollata, se possibile sarebbe meglio effettuare l’escursione, quindi, in periodi di afflusso turistico minore

Parcheggio a Prato Piazza

Vista sul Picco di Vallandro

Tratto verso il Rifugio Prato Piazza

Rifugio Prato Piazza

Albergo Croda Rossa/Hohe Gaisl

Vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo

Mulattiera di salita al Rifugio Vallandro

Forte di Vallandro

Rifugio Vallandro

Vista sul Gruppo del Cristallo

Salendo sul sentiero 34

Forcella di Monte Specie/Strudelsattel con ruderi di un forte militare

Tratto finale di salita al Monte Specie

In vetta al Monte Specie

Tavola panoramica delle cime in vetta


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Prato Piazza su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Valle di Braies/Pragsertal e Prato Piazza/Plätzwiese – Val Pusteria

La Valle di Braies/Pragsertal è una valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal che si origina tra i paesi di Mongulfo/Welsberg e Viallabassa/Niederdorf conducendo fino al notissimo Lago di Braies/Pragser Wildsee; la valle ospita l’omonimo comune di Braies/Prags che conta poco più di 600 abitanti suddivisi tra le frazioni di Braies di Dentro/Innerprags, Braies di Fuori/Außerprags, San Vito/St. Veit e Ferrara/Schmieden (QUI la “pillola” sul paese di Mongulefo e QUI quella sul paese di Villabassa).

La Valle di Braies è contraddistinta da un fondovalle bucolico con pascoli e grandi prati in cui sono inserite le piccole frazioni sormontate da pendii boscosi e dalle caratteristiche cime delle Dolomiti di Braies; sotto l’aspetto religioso e artistico sono molto rilevanti la chiesa filiale del Redentore di Ferrara costruita nel 1735 e la chiesa parrocchiale di San Vito risalente al 1300.

Come detto il luogo più noto della Valle di Braies è il lago di Braies dalla acque color smeraldo, il grande specchio d’acqua è incastonato nella magnifica cornice delle Dolomiti di Braies tra cui spicca la possente molte della Crode del Becco/Seekofel che si specchia nel lago; il lago è meta di moltissimi turisti che possono percorrere il giro intorno alle sponde, esplorare  la superficie in barca a remi e intraprendere molte escursioni di diversa difficoltà (QUI la “pillola” sul Lago di Braies).

Vista la grande affluenza di turisti va considerato che, in alta stagione, la strada verso il Lago di Braies ed i parcheggi presso lo specchio d’acqua hanno limitazioni al traffico e percorribilità; è bene, quindi, informarsi preventivamente sugli orari di transito o raggiungere il Lago di Braies tramite i mezzi pubblici.

Dal lago, oltre al giro attorno ad esso, si dipartono anche diverse escursioni; tra esse si trova, ad esempio, il lungo tracciato che porta al Rifugio Biella/Seekofelhütte ed alla vetta della Croda del Becco (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Il Lago di Braies è visitato spesso anche in inverno ed è anche punto di partenza di alcune escursioni invernali, solitamente tracciate, tra esse troviamo, ad esempio, il percorso per la Malga Foresta/Grünwaldalm (QUI la “pillola” su questa escursione).

Dalla Valle di Braies è, inoltre, possibile raggiungere dalla località di Ponticello/Brückele, con alcuni chilometri di strada di montagna (facendo attenzione agli orari di apertura), l’idilliaca zona di Prato Piazza/Plätzwiese posta a circa 2000 metri di quota.
La strada è solitamente chiusa in salita dalle ore 10.00 alle ore 15.00; la percorrenza può, però, essere interdetta prima se i circa 100 posti macchina del parcheggio fossero già occupati; in estate è, comunque, attivo, anche negli orario di chiusura della strada in salita, un servizio di bus da Ponticello a Prato Piazza.

Nella bucolica e rilassante area di Prato Piazza si trovano vari rifugi ed è possibile intraprendere molte escursioni familiari, a piedi ed in bicicletta, e salite alle cime come verso la pascoliva vetta del Monte Specie/Strudelkopf e l’impegnativa cima del Picco di Vallandro/Dürrenstein (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Vallandro e al Monte Specie e QUI quella sull’ascesa al Picco di Vallandro).

L’area di Prato Piazza risulta molto interessante anche in inverno offrendo paesaggi magnifici sui dolci pendii innevati, diversi chilometri di piste da sci di fondo e svariate possibilità escursionistiche su sentieri innevati come il percorso verso il Rifugio Vallandro ed il Monte Specie (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2024 e 2025

Vista bucolica in Valle di Braies

Frazione di Ferrara con chiesa filiale del Redentore

Bucolici dintorni di Ferrara

Chiesa parrocchiale di San Vito e vista sui dintorni

Lago di Braies con giro intorno allo specchio d’acqua

In barca sul Lago di Braies

Lago di Braies in inverno

Malga Foresta

Croda del Becco

Rifugio Biella

Prato Piazza

Vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo/Hohe Gaisl

Rifugio Vallandro

Forte di Vallandro

Gruppo del Cristallo visto dal Rifugio Vallandro

Salendo al Monte Specie

Monte Specie

Salendo al Picco di Vallandro

In vetta al Picco di Vallandro

Prato Piazza in inverno

Rifugio Vallandro con omonimo forte

Salendo al Monte Specie in inverno

In vetta al Monte Specie

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


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Lodenwelt e Museo del Loden di Vandoies/Vintl – Val Pusteria

L’area del Lodenwelt (Mondo Loden), con presenza di diverse attività produttive e di vendita, è posta in area bucolica e verdeggiante in bassa Val Pusteria/Pustertal nel comune di Vandoies/Vintl tra i due borgi di Vandoies di Sotto/Niedervientl e Vandoies di Sopra/Obervintl (QUI la “pillola” sul comune di Vandoies).

Nel polo del Lodenwelt tra le varie attività ospitate si trovano il Caseificio Capriz con annesso museo e la tradizionale fabbrica di loden dell’antica azienda di produzione di questo tessuto Oberrauch-Zitt; oltre alla fabbrica del loden sono presenti anche uno shop, un hotel con ristorante e il caratteristico museo del Loden (QUI la “pillola” sul Caseificio Capriz ed il suo museo).

Il museo del Loden permette di scoprire in maniera molto dettagliata e coinvolgente la storia della produzione di questo tessuto sviluppatasi nei secoli; si può quindi ammirare tutto il processo di produzione con presenza di macchinari tradizionali, esempi di lavorazione, lana grezza e prodotti finiti, tutti gli strumenti e abiti presenti sono, inoltre, corredati da esaustive spiegazioni di tutti i processi e attività necessarie per produrre abiti ed oggetti creati con tessuto Loden.

La visita a questo museo è quindi consigliata a tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza di come si crea e si sia evoluto nel tempo un prodotto come il Loden fortemente caratteristico della storia, dell’economia e della tradizione dell’area dell’Alto Adige/Südtirol.

Le foto si riferiscono alle mie visite nella primavera 2020 e 2024

Lodenwelt – Fabbrica dei Loden

Shop

Lungo l’esposizione museale

Hotel-Ristorante Lodenwirt

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


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Corno di Fana/Toblacher Pfannhorn (2663 m) – Rifugio Bonner Hütte (2340 m) – Alpi Noriche

Il Corno di Fana/Toblacher Pfannhorn, cima posta a 2663 metri di quota, è una vetta molto panoramica,  posta nelle Alpi Noriche/Norische Alpen sulla cresta di confine tra Italia ed Austria tra Alto Adige/Südtirol e Tirolo austriaco; dalla cima il panorama spazia dalle Dolomiti e Alpi Carniche a gran parte delle Alpi Noriche e fin verso i Tauri in Austria.

Il Corno di Fana presenta varie possibilità di salita, viene qui descritta l’ascensione classica con partenza dal parcheggio di Candelle/Kandellen, in Valle San Silvestro/Wahlen, posto nei pressi del noto paese di Dobbiaco/Toblach in Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sul paese di Dobbiaco).

Il percorso presenta una difficoltà tecnica moderata ma presenta uno sviluppo ed un dislivello rilevanti, lungo la salita si attraversano diversi ambienti, prima boscosi e poi con pascoli fino al Rifugio Bonner Hütte, dal rifugio si sale poi alla vetta in ambiente selvaggio con alternanza di zone rocciose ed altre con magra erba.

La salita al Corno di Fana comincia dal parcheggio di Candelle/Kandellen (1604 m), raggiungibile su stradina asfaltata da Dobbiaco seguendo per la Valle San Silvestro e poi per i masi Steiner e Bergrast.
Si sale sul percorso numero 25, dapprima su asfalto, ad una vicina chiesetta e poi entrando nel bosco; la mulattiera diviene poi sterrata arrivando ad un ponte ed ignorando il bivio col sentiero 25A; la mulattiera prosegue la salita nel bosco, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata, fino ad un bivio con due possibilità di salita.
Seguendo a destra la variante un po’ meno pendente si sale, comunque piuttosto ripidamente, su mulattiera fino ad un tornante con bivio; prendendo a sinistra si continua la salita incontrando la variante che sale più ripida.
La mulattiera sterrata e sassosa continua, quindi, la salita uscendo da bosco e portando, in tornanti tra pascoli, al Rifugio Bonner (2340 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Bonner si segue sempre il sentiero 25 per il Corno di Fana/Pfannhorn salendo su ripido sentiero sassoso e terroso, con anche diversi gradoni di legno; si continua poi su traccia in pendenza moderata fino al punto Hochrast, a 2579 metri di quota.

Dall’Hochrast si sale, in breve, su traccia terrosa e sassosa ad un bivio, da cui, sempre su sentiero 25, si sale, su traccia ghiaiosa in moderata pendenza, alla vetta del Corno di Fana (2663 m, croce, cippo di confine e tavola panoramica delle cime, 1.00 ora dal Rifugio Bonner, 3.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.30 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Candelle – Rifugio Bonner – Corno di Fana – Rifugio Bonner – parcheggio Candelle

Sentieri: 25

Dislivello: 1050 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.00 ore la salita, 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 2663 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica moderata ma dal dislivello rilevante e dallo sviluppo lungo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e fare attenzione ai diversi bivi sulla stradina che porta al parcheggio

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta e lungo il percorso; la zona è spesso ventosa, è meglio, quindi, optare per giornate con vento non troppo forte. Il percorso non è molto difficile tecnicamente ma non va sottovalutato visto il forte dislivello ed i diversi tratti ripidi

Al parcheggio di Candelle

Chiesetta nei pressi del parcheggio

Lungo il primo tratto di salita

Lungo la mulattiera usciti dal bosco salendo al Rifugio Bonner

Al Rifugio Bonner

Primo tratto di salita dal rifugio verso il Corno di Fana

All’Hochrast

Ultimo tratto di salita verso il Corno di Fana

In vetta al Corno di Fana

Panorama dalla cima


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Candelle/Kandellen di Dobbiaco su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries, Alpi di Zillertal e Alpi Noriche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria

Valle Anterselva/Antholzertal – Val Pusteria

La Valle Anterselva/Antholzertal è una valle perpendicolare che dalla Val Pusteria/Pustertal dai pressi del paesi di Valdaora si sviluppa fino al Passo Stalle/Staller Sattel al confine con l’Austria (QUI la “pillola” sui paesi di Valdaora).

Il comune di Rasun-Anterselva/Rasen Antholz, che conta quasi 3000 abitanti, raggruppa tutte le varie frazioni della valle, le principali sono Rasun di Sotto/Niederrasen (sede comunale), Rasun di Sopra/Oberrasen, Anterselva di Sotto/Antholz-Niedertal, Anterselva di Mezzo/Antholz-Mittertal e Anterselva di Sopra/Antholz-Obertal.

La Valle Anterselva presenta un fondovalle con molti prati e pascoli  su cui ricadono i versanti boscosi che la separano dalle parallele Valle Aurina/Ahrnatl e Val Casies/Gsiertal. Nella zona più alta della Valle Anterselva, verso il confine con l’Austria, il paesaggio diventa più aspro e roccioso con vette che superano i 3000 metri di quota appartenenti ai gruppi montuosi delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe e delle Alpi Noriche/Norische Alpen.

Nella parte alta della Valle Anterselva si trova anche il grande Lago di Anterselva/Antholzersee lungo le cui sponde si sviluppa una passeggiata panoramica, dal lago si sviluppa, inoltre, la strada che conduce al Passo Stalle posto ad oltre 2000 metri di quota, essendo la strada stretta la salita e la discesa sono permesse ad intervalli alternati ed il passo rimane chiuso di notte (QUI la “pillola” sul Passo Stalle e QUI quella sul Lago di Anterselva).

In Valle Anterselva sono possibili in estate innumerevoli escursioni partendo sia dai vari paesi, che dal Lago di Anterselva che dal Passo Stalle, gli itinerari presentano diverse difficoltà che spaziano dalle passeggiate in fondovalle, alle escursioni a varie malghe e rifugi alle salite alle cime come, ad esempio, le salita che dal Passo Stalle portando alla Croda Rossa/Rote Wand e all’Hinterbergkofel (QUI la “pillola” sulla salita alla Croda Rossa e QUI quella sull’Hinterbergkofel).

In inverno la Valle di Anterselva è molto nota per la pratica dello sci di fondo, con più di 60 chilometri di piste tracciate per questa disciplina, e del biathlon con la presenza della Südtirol Arena Alto Adige che ospita ogni anno gare di coppa del mondo ed ospiterà le olimpiadi invernali nel 2026 per la specialità del biathlon.

Inoltre, nella stagione invernale sono presenti diverse possibilità di escursionismo su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi; tra essi troviamo la lunga escursione dal Lago di Anterselva al Passo Stalle ed al Lago Obersee (QUI la “pillola” su questo itinerario invernale).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021 e 2024

Tipico paesaggio della Valle Anterselva a Rasun di Sotto

Anterselva di Sotto

Lago di Anterselva con il Gruppo delle Vedrette di Ries

Passo Stalle

Lago di Anterselva visto dal Passo Stalle

Alpi Noriche viste dalla cima della Croda Rossa

Stadio del Biathlon

Lago di Anterselva in inverno

Lungo il percorso invernale per il Passo Stalle

Vista dal Passo Stalle verso la Valle ed il Lago di Anterselva

Lago e Rifugio Obersee nei pressi del Passo Stalle sul versante austriaco

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


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Monte Luta/Lutterkopf (2145 m) – Durakopf (2275 m) – Alpi Noriche

Il Monte Luta/Lutterkopf, alto 2145 metri di quota, e il Durakopf, elevazione di 2275 metri di altezza, sono posti in posizione molto panoramica nelle Alpi Noriche/Norische Alpen sulla cresta che divide la Val Casies/Gsieser Tal e la Valle Anterselva/Antholzertal, valli laterali della Val Pusteria/Pustertal.

Le due cime presentano diverse possibilità di accesso, viene qui descritto l’itinerario ad anello che, partendo dal Mudlerhof (posto sopra il paese di Tesido/Taisten in Val Casies), raggiunge dapprima le due cime divise da lunga cresta e poi scende alla Malga Tesido/Taistner Alm, per tornare infine al Mudlerhof.

Durante il percorso si attraversano ambienti boscosi, pascolivi e creste panoramiche rendendo, così, l’itinerario molto vario ed interessante (QUI la “pillola” sui paesi di Tesido e Monguelfo e QUI quella sulla Val Casies).

La salita al Monte Luta comincia dal parcheggio del Mudlerhof raggiungibile da Tesido (1620 m, ristorante), inizialmente si segue il sentiero 31 per il Lutterkopf procedendo dapprima su mulattiera nel bosco, moderatamente ripida, fino al bivio che conduce su sentiero ripido di bosco alla vetta del Monte Luta/Lutterkopf (2145 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla cima si segue sempre il sentiero 31 lungo il versante opposto che conduce su traccia terrosa e ghiaiosa alla lunga cresta che in saliscendi porta, tra tratti tra pascoli e altri nel bosco, alla sella posta sotto la cima del Durakopf con bivio per la Malga Tesido/Taistner Alm.
Si continua, quindi, sempre sul sentiero 31 verso il Durakopf salendo su traccia ripida ghiaiosa e sassosa fino alla cima del Durakopf (2275 m, croce, 1.00 ora dal Lutterkopf, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla cima del Durakopf si scende sul sentiero 54A sul versante opposto, con traccia ghiaiosa e terrosa, giungendo ad una sella con bivio, dalla sella si segue il sentiero 38 in discesa verso la Malga Tesido/Taistner Alm; il sentiero scende prima su traccia ghiaiosa e poi su mulattiera fino alla Malga Tesido (2012 m, servizio di ristoro, 30 minuti dalla cima del Durakopf, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Tesido si sgeue quindi la lunga mulattiera 38A che riporta in discesa al parcheggio del Mudlerhof (1.15 ore dalla Malga Tesido, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio Mudlerhof – Monte Luta/Lutterkopf – Durakopf – Malga Tesido – parcheggio Mudlerhof

Sentieri: 31 – 54A – 38 – 38A

Dislivello: 700 metri in salita e in discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 2275 m

Difficoltà: E – itinerario di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di alcuni tratti ripidi e sviluppo piuttosto lungo

Data di ascesa: giugno 2018

Annotazioni: è ben controllare i periodi di apertura della malga; il Mudlerhof è anche punto di partenza della salita al Rudlhorn ed all’Eisatz che con percorso molto lungo possono, volendo, essere concatenati al Monte Luta e alla cima del Durakopf (QUI la “pillola” sul percorso per il Rudlhorn e l’Eisatz)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario ad inizio giugno; con, quindi, panorami con vette ancora parzialmente innevate e paesaggio più brullo. In piena estate l’ambiente è, naturalmente, più verde e i monti circostanti hanno meno neve ma è bene, in questo caso, scegliere giornate non molto calde vista la grande esposizione al Sole e la quota non molto elevata del percorso

Al parcheggio Mudlerhof

Salendo nel bosco al Monte Luta

Ultimo tratto di salita per il Monte Luta

Sulla vetta del Monte Luta

Cresta verso il Durakopf

Vista verso le cime del Rudlhorn e Eisatz

Ultimo tratto di salita per il Durakopf

In cima al Durakopf

Vista dalla cima del Durakopf

Scendendo verso la Malga di Tesido

Vista dai pressi della Malga di Tesido verso il Durakopf

Malga di Tesido

Mulattiera che riporta al parcheggio del Mudlerhof con diversi punti panoramici sulle Dolomiti


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime DI Monti di Fundres, Vedrette di Ries, Alpi di Zillertal e Alpi Noriche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Anterselva, Val Casies e Val Pusteria