Vallunga/Langental/Val – Val Gardena

La Vallunga/Langental/Val è un lungo solco vallivo che si diparte dalla Val Gardena/Gröden/Gherdëina, dai pressi del paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, inoltrandosi nel parco del Puez/Odle sormontato dalle vette dolomitiche del gruppo delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Vallunga e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Il percorso invernale in Vallunga, solitamente battuto, risale dal parcheggio La Ciajota alla chiesetta di San Silvestro inoltrandosi poi tra radure e bosco fino a raggiungere la radura di Pra da Ri ove arrivano anche le piste da sci di fondo facenti parte del comprensorio di sport invernali Val Gardena Dolomites; il tracciato si svolge in ambiente molto caratteristico e presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo relativamente lungo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Val Gardena Dolomites).

Il percorso comincia dal parcheggio Vallunga (1620 m, ristoro La Ciajota, strada da Selva Gardena), si seguono i cartelli  gialli indicanti “sentiero/Fußweg” su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi che conduce, in breve, alla chiesetta di San Silvestro.
Si continua sulla traccia del sentiero in moderata pendenza, incrociando più volte le piste da sci di fondo, passando per tratti nel bosco ed altri tra radure fino a giungere, in lungo sviluppo, all’ampia spianata di Pra da Ri (1810 m, crocefisso e baita chiusa, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Vallunga/ Ristoro La Ciajota – chiesetta San Silvestro – Pra da Ri – chiesetta San Silvestro – parcheggio Vallunga/Ristoro La Ciajota

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte il sentiero estivo 14

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1810 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, di moderata di contenuta difficoltà tecnica; sviluppo di 7 chilometri circa tra andata e ritorno, possibili tratti su neve dura o ghiacciata che, se presenti, richiedono ramponcini o ciaspole.

Data di ascesa: marzo 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del ristoro La Ciajota e le condizioni di battitura del percorso; inoltre, va considerato che la Vallunga, soprattutto nei mesi centrali dell’inverno, risulta essere al mattino in completa ombra. Sarebbe, quindi, meglio evitare giornate molto fredde o percorrere l’itinerario nelle ore centrali del giorno.

Parcheggio Vallunga sopra il paese di Selva Gardena

Ristoro La Ciajota

Primo tratto di percorso verso la chiesetta di San Silvestro

Chiesetta di San Silvestro

Piste da sci di fondo della Vallunga

Lungo il tracciato invernale che costeggia ed incrocia a tratti le piste da sci di fondo

Al Pra da Ri

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio La Ciajota in Vallunga su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Getrumalm – Reinswald/San Martino – Val Sarentino

La Malga Getrumalm, posta a 2094 metri di quota, è situata nel comprensorio escursionistico e di sport invernali di Reinswald/San Martino in Val Sarentino/Sarntal; la malga è posta in zona tranquilla discosta dall’area delle piste e può essere raggiunta in diversi modi (QUI la “pillola” sul comprensorio Reinswald in inverno e QUI quella sul paesino di San Martino/Reinswald).

Viene qui descritto l’itinerario ad anello, piuttosto lungo e molto panoramico verso Dolomiti ed Alpi Sarentine, che raggiunge la Malga Getrumalm dalla stazione a monte della cabinovia Reinswald con presenza di alcuni tratti tecnici, il ritorno avviene poi tramite la lunga mulattiera innevata che riporta alla stazione a valle delle cabinovia passando per la Malga Sunnolm.

Il percorso per la Malga Getrumalm comincia dalla stazione a monte della cabinovia Reinswald (2150 m, Rifugio Pichlberg), si seguono le indicazioni per la passeggiata invernale che attraversa una pista e risale poi ripidamente a lato di essa fino a portare in breve ad un bivio.
Si segue la traccia a destra che ricalca il sentiero estivo 11 salendo su mulattiera solitamente battuta dal gatto delle nevi; si ignorano vari bivi procedendo in saliscendi in pendenza moderata passando anche per vari pannelli informativi.
Si giunge, quindi, ad un tratto più impegnativo con traccia stretta e un po’ esposta (attenzione con neve dura o ghiacciata) fino a giungere nuovamente sulla mulattiera con bivio tra Malga Getrumalm e Malga Sunnolm. Si continua su mulattiera in salita per la Getrumalm proseguendo poi in discesa (su mulattiera o sentiero innevato) fino alla Malga Getrumalm (2094 m, controllare, in inverno, i giorni di apertura, 1.15 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con tanti saliscendi al bivio incontrato all’andata verso la Sunnolm e si prende in discesa la mulattiera 11A per la Sunnolm, la mulattiera procede prima in discesa, ignorando due bivi sulla destra. poi in falsopiano e nuovamente in discesa, in lungo sviluppo, fino ad incontrare la pista da slittino. Si costeggia brevemente la pista fino a trovare a destra le indicazioni per la passeggiata invernale, si seguono le indicazioni procedendo su traccia in saliscendi fino ad incontrare la traccia proveniente dal Pichlberg, si segue, quindi, in discesa la mulattiera innevata che porta con alcuni tornanti alla Malga Sunnolm posta nei pressi delle piste da sci (1890 m, 1.30 ore dalla Malga Getrumalm, 2.45 ore dalla partenza).

Si segue, quindi, in discesa la mulattiera innevata che porta piuttosto ripidamente, facendo attenzione a possibili tratti ghiacciati, alla stazione a valle della cabinovia Reinswald incontrando anche, poco prima dell’arrivo a valle, anche la traccia 7A proveniente direttamente dalla Malga Getrumalm (30 minuti dalla Malga Sunnolm, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Reinswald – Malga Getrumalm – Malga Sunnolm – stazione a valle cabinovia Reinswald

Sentieri: passeggiata invernale che ricalca in parte i sentieri estivi 11 – 11A – 8 – 7

Dislivello: 200 metri in salita e 700 metri in discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.15 ore l’andata, 2.00 ore il ritorno).

Quota massima: 2150 m

Difficoltà: EAI – percorso con presenza di alcuni passaggi tecnici nell’andata, ritorno di moderata difficoltà ma lungo sviluppo, possibile presenza lungo tutto il percorso di tratti ghiacciati che richiedono la giusta attrezzatura

Data di ascesa: gennaio 2022

Annotazioni: è possibile anche seguire lo stesso percorso dell’andata anche al ritorno abbreviando il percorso o seguire anche in salita il percorso descritto in discesa evitando i tratti più tecnici ma aumentando considerevolmente sviluppo e dislivello.
La Malga Getrumalm può, inoltre, essere raggiunta d Reinswald seguendo la traccia che ricalca il sentiero estivo 7A.

Primo tratto del percorso

Tratto su mulattiera verso la Malga Getrumalm

Panorama sulle Dolomiti

Panorama su Monte Villandro/Villanderer Berg e Corno del Renon/Rittner Horn

Una delle strutture con pannelli informativi lungo il percorso

Tratti più tecnici

Tratto finale verso la Malga Getrumalm

Malga Getrumalm

Bivio per la Sunnolm in discesa

Lungo il tratto verso la Sunnolm

Malga Sunnolm

In discesa verso la stazione a valle della cabinovia Reinswald

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Sarentino

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Reinswald a San Martino su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Foresta/Grünwaldalm – Lago di Braies/Pragser Wildsee – Val Pusteria

La Malga Foresta/Grünwaldalm, situata a 1590 metri di quota, è posta non molto distante dal notissimo Lago di Braies/Pragser Wildsee; il lago è raggiungibile dall’alta Val Pusteria/Pustertal passando per la laterale Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” sul Lago di Braies e QUI quella sulla Valle di Braies).

Il percorso, solitamente tracciato, per la Malga Foresta (chiusa in inverno) costeggia dapprima il Lago di Braies e raggiunge poi la malga con percorso ombreggiato nel bosco in pendenza moderata; il tratto che costeggia il lago può essere percorso, se le condizioni lo consentono e con il giusto equipaggiamento, anche camminando direttamente sulle acque ghiacciate ed innevate fino al bivio per Malga Foresta.

La salita a Malga Foresta comincia dal parcheggio del Lago di Braies (1494 m, hotel e ristoranti), seguendo il sentiero 1 del giro intorno al lago ed il sentiero 19 per Malga Foresta si raggiunge in breve una chiesetta e si procede poi o in saliscendi sulla maluattiera innevata (a  volte tratti ghiacciati) o volendo, se le condizioni lo consentono, camminando sulle acque del lago fino a raggiungere il bivio del sentiero 19 per Malga Foresta/Grünwaldalm.
Si segue quindi a destra il sentiero 19 salendo su traccia ombreggiata (a volte dura o ghiacciata) che porta in pendenza costante moderata alla Malga Foresta (1590 m, chiusa in inverno, 1.00 ora dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Braies – Malga Foresta – Lago di Braies

Sentieri: 1 – 19

Dislivello: 150 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 1.45 ore (1.00 ora l’andata, 45 minuti il ritorno).

Quota massima: 1590 m

Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica ma con possibile presenza di tratti ghiacciati che richiedono ciaspole o ramponi; la variante di cammino sulle acque del lago deve essere valutata attentamente in base alle condizioni presenti. Sviluppo di circa 5 chilometri tra andata e ritorno.

Data di ascesa: dicembre 2025

Alla partenza

Primo tratto sul Lago di Braies

Lungo la mulattiera che costeggia il lago

Deviazione del sentiero 19 per Malga Foresta

Lungo il tracciato verso Malga Foresta/Grünwaldalm

Malga Foresta

Panorami da Malga Foresta

Mappa del percorso

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Gänsebichl – Stoanamandl – Jochtal – Valle di Valles

Il Gänsebichl (Hinterberg), cima di 2100 metri di quota, ed lo Stoanamandl, vetta di 2118 metri di altezza, sono situati nel gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge nel comprensorio sciistico del Gitschberg-Jochtal; il percorso parte dalla cabinovia Jochtal posta nei pressi del paese di Valles/Vals, raggiungibile da Rio di Pusteria/Mühlbach (QUI la “pillola” sul comprensorio Gitschberg-Jochtal e QUI quella sui paesi di Valles, Maranza e Rio di Pusteria).

L’itinerario presenta un tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi (tuttavia, ad inizio stagione, il percorso può non essere subito battuto), che con diversi saliscendi (ed anche qualche tratto un po’ ripido) conduce alle due elevazioni con ampio panorama su Monti di Fundres, Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.
Nei pressi della stazione a monte della cabinovia è, inoltre, presente il Rifugio-ristorante Jochtal con cucina tipica e terrazza panoramica.

Il percorso al Gänsebichl e allo Stoanamandl comincia dalla stazione a monte della cabinovia Jochtal (2000 m, rifugio-ristorante), si segue il percorso invernale inizialmente a lato della pista da sci che porta inizialmente in discesa ad una sella.
Dalla sella si sale piuttosto ripidamente passando sotto una seggiovia giungendo alla vetta del Gänsebichl (2100 m, cannocchiale, 30 minuti dalla partenza).

Dal Gänsebichl si prosegue sul sentiero invernale in discesa un po’ ripida fino a costeggiare un lago artificiale; dal lago si procede quindi in saliscendi, con qualche tratto di salita con moderata pendenza, fino a giungere alla vetta dello Stoanamandl (2118 m, croce, tavola panoramica, 45 minuti dal Gänsebichl, 1.15 ore dalla partenza).

Ritorno con molti saliscendi per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: cabinovia Jochtal – Gänsebichl – Stoanamandl –  Gänsebichl – cabinovia Jochtal

Sentieri: tracciato invernale che segue in parte il sentiero estivo 1A

Dislivello: 300 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 2.30 ore (1.15 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 2118 m

Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica con buone condizioni della neve e se battuto dal gatto delle nevi; sono presenti alcuni tratti un po’ ripidi. Soprattutto ad inizio stagione il percorso può presentarsi ancora non battuto e la difficoltà, quindi, aumenta. Sviluppo di circa 5 chilometri totali.
Con neve fresca o ghiaccio è necessario il necessario equipaggiamento (ciaspole e/o ramponcini)

Data di ascesa: dicembre 2021 e dicembre 2024

Annotazioni: è bene controllare date ed orari di apertura di impianti e rifugi oltre che le condizioni di battitura del percorso

Lungo il viaggio in cabinovia

Stazione a monte della cabinovia Jochtal

Rifugio-ristorante Jochtal

Tratto verso il Gänsebichl

Vetta del Gänsebichl

Tratto verso lo Stoanamandl

Vetta dello Stoanamandl

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Oberholz – Obereggen – Val d’Ega

Il Rifugio Oberholz, posto a 2090 metri di quota, è situato ai piedi delle cime del gruppo dolomitico del Latemar sopra il paese di Obereggen in Val d’Ega/Eggental; il rifugio è raggiungibile da Obereggen sia con percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sia con la seggiovia Oberholz, facente parte del comprensorio sciistico Latemar Dolomites (QUI la “pillola” sul paese di Obereggen e la seggiovia Oberholz, QUI quella sul comprensorio Latemar Dolomites).

La salita invernale nel bosco si svolge nel primo tratto sul percorso adiacente alla pista da slittino proveniente dalla malga Laner (raggiungibile in breve, deviando dal percorso di salita); nella seconda parte di salita si segue una strada forestale che porta fino al rifugio posto all’arrivo della seggiovia sulle piste da sci.

Inoltre, da diversi punti panoramici lungo il percorso e dal Rifugio Oberholz si godono bellissime visuali sui vicini Latemar, Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn, Corno Bianco/Weisshorn e su moltissimi altri gruppi montuosi.

La salita al Rifugio Oberholz comincia dal parcheggio alto del paese di Obereggen (1600 m), si segue inizialmente la strada asfaltata che costeggia l’Hotel Royal e l’Hotel Cristall fino a giungere all’incrocio con la pista da slittino.
Si sale sul percorso pedonale a lato della pista da slittino, su traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi, in moderata pendenza (attenzione a possibile tratti ghiacciati); la traccia battuta conduce nel bosco fino alla deviazione tra Malga Laner e Rifugio Oberholz.
Si segue per il Rifugio Oberholz su strada forestale nel bosco che, con pendenza moderata e qualche tratto un po’ più ripido, conduce con diversi tornanti fino al Rifugio Oberholz (2090 m, rifugio, stazione a monte seggiovia Oberholz, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio alto Obereggen – Rifugio Oberholz – parcheggio alto Obereggen

Sentieri: traccia invernale battuta che ricalca, in parte, il sentiero estivo numero 18

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2090 m

Difficoltà: EAI – percorso, con buone condizioni meteorologiche e della neve, di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi; attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono equipaggiamento adeguato. Sviluppo di circa 8 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: dicembre 2023

Annotazioni: la salita o la discesa possono anche essere effettuati in seggiovia, la discesa nel tratto tra la Malga Laner (raggiungibile, in breve, deviando dal percorso a metà salita) e Obereggen può anche essere efftuata in slittino.

Salendo dal parcheggio alto di Obereggen all’incrocio con la pista da slittino

Cartelli all’incrocio con la pista da slittino

Lungo il tratto di salita adiacente la pista da slittino

Bivio tra la salita al Rifugio Oberholz e la continuazione verso la Malga Laner

Rifugio Oberholz posto alla stazione a monte dell’omonima seggiovia

Panorami verso il Latemar

Panorami su Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn e Corno Bianco/Weisshorn

Pista da sci Oberholz

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Störes (2181 m) – Rifugio Pralongià (2109 m) – Dolomiti – Val Badia

Lo Störes, vetta di 2181 metri di quota, ed il Rifugio Pralongià, posto a 2109 metri di quota, sono situati nel punto più alto dell’altopiano del Pralongià in alta Val Badia; la cima ed il Rifugio, piuttosto noti e frequentati in tutte le stagioni, offrono un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e possono essere raggiunti con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso che parte dalla cabinovia Piz Sorega di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sul paese di San Cassiano).

L’itinerario, che tocca diversi rifugi e malghe lungo il percorso, presenta un tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, tuttavia l’ultimo tratto dal Rifugio Pralongià alla vetta dello Störes presenta, a volte, una traccia meno marcata e resa più insidiosa dal vento; per chi non volesse affrontare questo ultimo tratto, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià.

La salita allo Störes ed al Rifugio Pralongià comincia dalla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega (2002 m, ristorante), si segue inizialmente a lato della pista da sci che porta in breve al Rifugio Las Vegas Lodge e alla stazione a monte di una seggiovia.
Dalla seggiovia si segue a sinistra la traccia 21A, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che, in saliscendi nel bosco, porta al bivio tra la traccia per il Rifugio Bioch e per il Rifugio Pralongià; deviando a sinistra verso il Rifugio Pralongià ,su terreno aperto in salita più accentuata, ci si porta ad una largo costone.

La traccia porta, quindi, in lungo saliscendi ad una sella e poi, in moderata salita, costeggia le piste da sci fino a giungere al Rifugio Pralongià (2109 m, chiesetta).

Dal Rifugio si segue la traccia 24 per il Setsas, a volte battuta dagli escursionisti, porta in salita, a tratti ripida su alcuni dossi, fino a raggiungere la vetta dello Störes (2181 m, croce, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con molti saliscendi in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Piz Sorega – Rifugio Las Vegas Lodge – Rifugio Bioch – Rifugio Pralongià – Störes – Rifugio Pralongià – Rifugio Bioch – Rifugio Las Vegas Lodge – cabinovia Piz Sorega

Sentieri: 21A – 23 – 24

Dislivello: 400 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2181 m

Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi fino al Rifugio Pralongià, la parte finale di salita allo Störes è battuta solo dagli escursionisti e può presentare difficoltà maggiori in base alle condizioni della neve. Sviluppo di 7,5 chilometri totali; in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).

Data di ascesa: dicembre 2021 e marzo 2025

Annotazioni: per chi non volesse affrontare l’ultimo tratto di salita alla cima, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià;

Primo tratto di salita

Alla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega

Salendo al Rifugio Las Vegas

Rifugio Las Vegas

Tratto verso la vicina stazione a monte di una seggiovia

Tratto in saliscendi verso il bivio tra Rifugio Bioch e Rifugio Pralongià

Vista sugli ampi pendii dell’Altopiano del Pralongià

Bivio tra il Rifugio Bioch ed il Rifugio Pralongià

Salendo più ripidamente verso il largo costone

Lungo tratto in saliscendi

Salita verso il Rifugio Pralongià

Rifugio Pralongià

Salita verso lo Störes

Vetta dello Störes

Vista sulle Conturines

Vista sul Setsass

Vista su Col di Lana e Civetta

Vista sulla Marmolada

Vista sul Gruppo del Sella

Vista sulle Alpi di Zillertal e Vedrette di Ries

Ritorno lungo la cabinovia Piz Sorega

Scopriamo QUI altre pillole sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Piz Sorega a San Cassiano su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Bullaccia/Puflatsch – Dolomiti – Alpe di Siusi

La Bullaccia/Puflatsch, cima di 2174 metri di quota, è posta in vetta all’omonimo altopiano dominante il lato occidentale dell’area dell’Alpe di Siusi/Seiser Alm; la cima, piuttosto nota e frequentata in tutte le stagioni, offre un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e può essere raggiunta con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il giro ad anello della Bullaccia che parte da Compaccio/Kompatsch  (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

L’itinerario ad anello, che tocca diversi rifugi e malghe lungo il percorso, presenta un percorso di salita solo in parte battuto e che richiede esperienza e buone condizioni della neve per essere intrapreso, la discesa descritta si svolge, invece, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi; è, pertanto, anche possibile salire e scendere per il percorso battuto limitando le difficoltà tecniche.
Inoltre, per chi volesse, sviluppo e dislivello possono essere ulteriormente ridotti usufruendo della cabinovia Bullaccia con stazione a valle posta nei pressi di Compaccio.

La salita alla Bullaccia  comincia da Compaccio (1850 m, hotel e ristoranti, raggiungibile dal paese di Siusi/Seis in cabinovia o su strada con accesso limitato ad alcuni orari). Da Compaccio si segue la stradina innevata numero 14 per il Giro della Bullaccia, la strada sale prima tra case e poi tra terreni ampi innevati.
Si segue a sinistra il sentiero “PU” e numero 14 per il Rifugio Di Baita salendo a fianco della pista da slittino su tracciato, a tratti ripido, solitamente battuto dal gatto delle nevi, fino ai pressi del Rifugio Di Baita (1974 m).
Continuando sul sentiero PU si segue per il Rifugio Arnika salendo in pendenza non molto ripida, tra ampi spazi, toccando diverse baite e poi su sentiero nel bosco raggiungendo un punto panoramico verso Castelrotto/Kastelruth; poco dopo il sentiero estivo percorre un traverso a mezza costa piuttosto esposto. Con neve è quindi meglio deviare a destra, superando una staccionata, e seguendo a vista verso un dosso seguendo poi in discesa fino al Rifugio Arnika (non sempre aperto). Questo tratto richiede esperienza e senso di orientamento.
Dal Rifugio Arnika si seguono le indicazioni PU e numero 24 verso le Panche delle Streghe salendo in moderata pendenza, tra ampi spazi e arbusti raggiungendo dapprima una croce e poi la Panche delle Streghe; da qui si giunge, quindi, in breve alla ampia vetta della Bullaccia (2174 m, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla vetta della Bullaccia si scende, su terreno solitamente battuto dal gatto delle nevi, in breve, alla croce Filln Kreuz (2141 m), da qui si segue il tracciato PU per la stazione a monte della cabinovia Bullaccia, il percorso raggiunge quindi tra ampi spazi (con alcuni saliscendi) prima la Malga Messner Schwaige e poi la stazione a monte della cabinovia Bullaccia con annesso Rifugio (2100 m).
Dal Rifugio Bullaccia si scende verso la Malga Tschötsch su percorso battuto a lato della pista da sci fino a giungere in breve alla Malga Tschötsch (1959 m). Dalla Malga si continua su percorso battuto che riporta nei pressi del Rifugio Di Baita; si segue, quindi, in discesa la stradina già nota che riporta in breve a Compaccio (1.30 ore dalla vetta della Bullaccia, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Compaccio – Rifugio Di Baita – Rifugio Arnika – Panche delle Streghe – Bullaccia – Rifugio Bullaccia e stazione a monte della cabinovia Bullaccia – Malga Tschötsch – Compaccio

Sentieri: PU (Giro della Bullaccia)

Dislivello: 500 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2174 m

Difficoltà: EAI – percorso che richiede buone condizioni della neve e meteo, senso d’orientamento ed esperienza nel muoversi su terreni innevati non battuti in salita; la discesa avviene, invece, su terreno meno impegnativo e, solitamente, battuto dal gatto delle nevi

Data di ascesa: dicembre 2021

Annotazioni: è possibile salire e scendere per il percorso battuto limitando le difficoltà tecniche; inoltre, per chi volesse, sviluppo e dislivello possono essere ulteriormente ridotti usufruendo della cabinovia Bullaccia con stazione a valle posta nei pressi di Compaccio.

Indicazioni a Compaccio

Salendo al Rifugio Di Baita

Salendo al Rifugio Arnika

Salendo alla Bullaccia

In vetta alla Bullaccia

Panaorami dalla vetta della Bullaccia

Primo tratto di discesa

Croce Filln Kreuz

Saliscendi verso il Rifugio Bullaccia

Tratto tra il Rifugio Bullaccia e la Malga Tschötsch

Malga Tschötsch

Tornando al Rifugio Di Baita

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Lago di Carezza/Karersee – Lago di Mezzo/Mittersee – Val d’Ega

La zona in alta Val d’Ega/Eggental del Passo Costalunga/Karerpass comprende il famosissimo Lago di Carezza/Karersee con l’omonimo piccolo paese e il comprensorio di sport invernali ed escursionistico Carezza Ski.

Quest’area permette innumerevoli attività estive ed invernali tra cui la possibilità di diversi percorsi invernali come quello che costeggia il Lago di Carezza, non lontano dal paese di Nova Levante/Welschnofen (QUI la “pillola” sul Lago di Carezza, QUI quella sul comprensorio Carezza Ski, QUI la “pillola” sul Passo di Costalunga e Carezza paese e QUI quella sul paese di Nova Levante).

Il giro del Lago di Carezza, che solitamente ha in inverno una traccia battuta, presenta uno sviluppo ridotto e costeggia il lago con percorso nel bosco; lungo il tracciato si possono godere bellissime viste sul lago coperto di neve e verso i gruppi del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar.

Inoltre, chi volesse allungare il percorso può dal lago seguire il percorso numero 12 che, con salita nel bosco tracciata solo dagli escursionisti, permette di salire verso il soprastante Lago di Mezzo/Mittersee.

Il percorso intorno al Lago di Carezza comincia dal parcheggio del lago (1520 m) raggiungendo la piattaforma panoramica e seguendo il sentiero, solitamente con traccia, si segue verso destra costeggiando il lago e giungendo al bivio col sentiero 12 per il Lago di Mezzo. Continuando col percorso intorno al lago si giunge ad un altro punto panoramico prima di tornare alla piattaforma panoramica ed al parcheggio. (1.00 ore di cammino totale).

Chi volesse aggiungere la salita a piedi dal Lago di Carezza al Lago di Mezzo deve seguire il sentiero 12, con traccia battuta solo dagli escursionisti, al bivio sopracitato.
Si salem quindi, nel bosco con pendenza moderata, e qualche breve tratto un po’ più ripido, fino al Lago di Mezzo solitamente coperto di neve in inverno (1600 m, 20 minuti dal Lago di Carezza).
Dal Lago di Mezzo si torna quindi in 15 minuti circa al Lago di Carezza ove si può proseguire col giro intorno al Lago sopra descritto.

Percorso: intorno al Lago di Carezza, eventualmente con salita in aggiunta al Lago di Mezzo

Sentieri: inotrno al Lago, eventualmente con aggiunta del sentiero 12 al Lago di Mezzo

Dislivello: quasi nullo il giro intorno al lago, 100 metri in salita e discesa con deviazione al Lago di Mezzo

Tempo di percorrenza: 1.00  ora il giro intorno al Lago, 35 minuti in più se si devia al Lago di Mezzo

Quota massima: 1520 m il Lago di Carezza, 1600 metri il Lago di Mezzo

Difficoltà: EAI – escursione intorno al lago non molto difficile tecnicamente con traccia  con condizioni buone della neve e del meteo ma con possibile presenza di tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata ed esperienza. Di difficoltà media la salita eventuale al Lago di Mezzo se presente la traccia battuta dagli escursionisti, sconsigliabile la percorrenza di questa aggiunta senza traccia o con condizioni di neve non ottimali.

Data di percorrenza: dicembre 2023

Annotazioni: valutare bene le condizioni del percorso se si devia al Lago di Mezzo; è, comunque, sempre bene avere dietro ramponcini o ciaspole (a seconda delle condizioni) visto che sia il giro intorno al Lago di Carezza che la deviazione al Lago di Mezzo sono in continua ombra in inverno

Piattaforma panoramica verso il Lago di Carezza ed il gruppo del Latemar

Lungo il primo tratto del percorso intorno al lago

Deviazione eventuale al Lago di Mezzo

Lago di Mezzo innevato

Continuazione del giro intorno al Lago di Carezza una volta tornati dalla (eventuale) deviazione al Lago di Mezzo

Vista sul Lago di Carezza innevato ed il gruppo del Catinaccio

Continuando il giro intorno al Lago di Carezza

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Lago di Carezza su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Fane Alm – Val Pusteria

La Malga Fane Alm consta di un gruppo di baite, poste a 1739 metri di quota nel gruppo montuoso dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge, in Valle di Valles/Valstal nell’area del comune di Rio di Pusteria/Mühlbach in Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla Malga Fane e QUI la “pillola” su Rio di Pusteria, Valles e Maranza).

La salita a Malga Fane si svolge in inverno su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla zona della stazione a valle degli impianti Jochtal e salendo su mulattiera innevata.
Se le condizioni lo permettono la salita può avvenire anche tramite il Sentiero del Latte/Milchsteig, battuto solo dagli escursionisti, lungo cui sono poste diverse strutture divertenti con pannelli illustrativi (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal).

Il Sentiero del Latte termina, comunque, lungo la mulattiera innevata che conduce a Malga Fane ove in inverno è, solitamente aperta la Malga Zingerle Alm con posto di ristoro, in discesa si può, poi, seguire integralmente la mulattiera innevata che, con la giusta esperienza, equipaggiamento e condizioni della neve, viene anche usata come pista da slittino.

La salita comincia dal parcheggio degli impianti Jochtal a Valles (1350 m), seguendo la strada asfaltata (talvolta innevata) si giunge, in breve, ad un parcheggio (fin qui volendo anche in macchina se le condizioni della strada lo permettono).

Dal parcheggio si prosegue su stradina asfaltata o innevata fino a giungere al Rifugio Kurzkofelhütte (1422 m, 30 minuti dalla partenza, solitamente aperto in inverno).

Dal Rifugio Kurzkofelhütte, se le condizioni lo permettono, si può salire a sinistra verso il Sentiero del Latte, battuto solo dagli escursionisti; il percorso sale nel bosco con pendenza moderata toccando diversi pannelli informativi.

Superato un ponticello la salita diventa brevemente più ripida fino a innestarsi sulla mulattiera proveniente dal Rifugio Kurzkofelhütte.
Continuando sulla mulattiera innevata (anch’essa battuta solitamente dagli escursionisti) si sale in tornanti con pendenza moderata e qualche tratto più ripido fino a giungere al pianoro ove è posto l’agglomerato di baite di Malga Fane con presenza della Malga Zingerle Alm (1.15 ore dal Rifugio Kurzkofelhütte, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa integralmente su mulattiera innevata tornando al Rifugio Kurzkofelhütte ed al punto di partenza 1.30 ore da Malga Fane, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio impianti Jochtal – – Sentiero del Latte – mulattiera – Malga Fane – mulattiera – Rifugio Kurzkofelhütte – parcheggio impianti Jochtal

Sentieri: Sentiero del Latte e mulattiera per Malga Fane

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 1739 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente con condizione buone della neve e del meteo; il Sentiero del Latte è battuto solo dagli escursionisti. Sviluppo piuttosto lungo di circa 9 chilometri tra andata e ritorno. Con neve fresca o ghiaccio è necessario il necessario equipaggiamento (ciaspole e/o ramponcini)

Data di percorrenza: dicembre 2023

Annotazioni: è bene controllare date e orari di apertura della Malga Zingerle e del Rifugio Kurzkofelhütte ed informarsi sulle condizioni del tracciato.
La salita può essere svolta anche integralmente sulla mulattiera o innestatesi su di essa dopo il primo tratto di Sentiero del Latte, se le condizioni lo permettono, proseguendo sulla traccia che ricalca il sentiero estivo con presenza di ulteriori pannelli informativi

Primo tratto del percorso dagli impianti Jochtal verso il Rifugio Kurzkofelhütte

Parcheggio dove, se le condizioni della strada lo permettono, si può arrivare anche in macchina

Verso il Rifugio Kurzkofelhütte

Rifugio Kurzkofelhütte

Inizio del Sentiero del Latte presso il Rifugio Kurzkofelhütte

Salendo lungo il Sentiero del Latte

Salendo nell’ultimo tratto lungo la mulattiera

Ultimo tratto verso Malga Fane

Malga Fane

Malga Zingerle

Lungo la discesa integralmente su mulattiera

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Jochtal di Valles su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte – Val Fiscalina/Fischleintal

Il Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte, posto a 1548 metri di quota, si trova nel magnifico gruppo montuoso delle Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten in Val Fiscalina/Fischleintal, valle laterale della Val di Sesto/Sextental, che si dirama dall’Alta Val Pusteria nei pressi di San Candido/Innichen (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto, QUI quella sulla Val Fiscalina e QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

La zona della Val Fiscalina è posta nell’area del comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che ospita oltre 100 chilometri di piste da sci alpino e svariate piste da sci di fondo; infatti, proprio accanto al sentiero pedonale di salita al Rifugio Fondovalle, si trovano diversi chilometri di piste per lo sci nordico (QUI la “pillola” sul comprensorio Tre Cime Dolomiti).

La salita al Rifugio Fondovalle si svolge in inverno su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, e presenta diversi possibili accessi; viene qui descritta la salita dai Bagni di Moso/Bad Moos, ma il percorso può essere notevolmente abbreviato arrivando in macchina al parcheggio del Campo Fiscalino/Fischleinboden.

Il percorso comincia dai Bagni di Moso nei pressi della stazione a valle della cabinovia Croda Rossa/Rotwand (1353 m); si segue il sentiero 102 con indicazioni per la Val Fiscalina.
La traccia sale su mulattiera innevata (solitamente battuta dal gatto delle nevi) con pendenza moderata costante alternando tratti in spazi aperti ad altri nel bosco; incrociando più volte le piste da fondo (attenzione) si giunge al Campo Fiscalino (1454 m, alberghi e ristoranti, parcheggio, 50 minuti dalla partenza).

Continuando sul sentiero 102 verso il Rifugio Fondovalle si prosegue su mulattiera innevata in moderata pendenza prima tra spazi aperti e poi nel bosco; giunti ad un bivio tra i due sentieri per il Rifugio Fondovalle si prende quello di sinistra che porta, con pendenza contenuta, al Rifugio Fondovalle (1548 m, 40 minuti dal Campo Fiscalino, 1.30 ore dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Bagni di Moso – Campo Fiscalino – Rifugio Fondovalle – Campo Fiscalino – Bagni di Moso

Sentieri: traccia battuta che segue in parte il sentiero estivo 102

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.30 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 1548 m

Difficoltà: EAI – escursione di difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e del meteo; sviluppo di circa 8 chilometri tra andata e ritorno. In caso di neve fresca o ghiaccio è necessaria la corretta attrezzatura.
Fare attenzione agli sciatori negli incroci con le piste da fondo.

Data di percorrenza: gennaio 2021 e dicembre 2025

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura del Rifugio Fondovalle e sulle condizioni di battitura del percorso; è possibile abbreviare il percorso, di circa metà tempo e sviluppo, portandosi in macchina al parcheggio del Campo Fiscalino
Volendo dal Rifugio Fondovalle si può proseguire, se le condizioni lo consentono, su traccia battuta solo dagli escursionisti, sulla traccia che porta al bivio tra i Rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler (15 minuti dal Rifugio Fondovalle).

Il paese di Moso di Sesto e il Monte Elmo/Helm visti dai Bagni di Moso

Salendo al Campo Fiscalino

Campo Fiscalino

Salendo al Rifugio Fondovalle

Rifugio Fondovalle

Tratto tra il Rifugio Fondovalle ed il bivio tra i Rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler

Bivio tra i Rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler


Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Croda Rossa ai Bagni di Moso su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.