Croda del Becco/Seekofel (2810 m) – Rifugio Biella/Seekofelhütte (2327 m) – Dolomiti

La Croda del Becco/Seekofel, posta a 2810 metri di quota, ed il Rifugio Biella/Seekofelhütte, situato a 2327 metri di altezza, si trovano a cavallo tra Dolomiti di Braies e Dolomiti d’Ampezzo; la vetta è posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Veneto mentre il rifugio si trova interamente in quest’ultimo.

La cima ed il rifugio sono raggiungibili, con itinerari lunghi, da diversi punti di partenza; viene qui descritto quello, probabilmente, più iconico che si diparte dal noto Lago di Braies/Pragser Widsee in Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” sul Lago di Braies e QUI quella sulla Valle di Braies).

Il tracciato, dal lungo sviluppo e dislivello, raggiunge, dapprima, la Forcella Sora al Forn/Ofenscharte per poi salire con percorso tecnico alla vetta da cui si gode un panorama amplissimo e si può osservare il Lago di Braies 1300 metri pià sotto; dalla forcella con breve deviazione è possibile raggiungere anche il rifugio.

La salita comincia dal Lago di Braies (1494 m, ristoranti), seguendo il percorso attorno al lago sulla sponda occidentale si procede in lievi saliscendi sul mulattiera sterrata fino a raggiungere il bivio col sentiero 1 verso la Croda del Becco ed il Rifugio Biella.

Il sentiero sale su traccia con fondo sassoso e ghiaioso tra rado bosco, dapprima in pendenza moderata e poi ripidamente; si affronta, quindi, un tratto un po’ esposto con gradoni e cavo di sicurezza e si sale nuovamente nel bosco scendendo poi, in breve, ad un bivio col sentiero 4
Rimanendo sul sentiero 1 si sale su traccia sassosa e terrosa nel bosco arrivando ad una selletta dalla quale si sale ripidamente a tornanti su fondo sasosso; superato un tratti attrezzato con cavi si giunge ad un pianoro con bivio col sentiero 3.
Continuando col sentiero 1 si sale nel vallone del Forno su traccia ghiaiosa e terrosa prima con pendenza moderata e poi più ripidamente fino a giungere alla Forcella Sora al Forno (2389 m, piccola cappella, 2.40 ore dalla partenza).

Seguendo a destra per la Croda del Becco si sale su ripida vaga traccia sassosa (non ci sono segni, bisogna cercare dove la traccia sia più agevole); salendo a tornanti si sgiunge ad un ripido tratto, attrezzato con catena corrimano.
La salita prosegue poi, cercando la traccia migliore tra i vari ometti, salendo ripidamente su fondo sassoso e poi in pendenza più moderata fino alla vetta della Croda del Becco (2810 m, croce, 1.10 ore dalla forcella, 3.50 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso fino alla forcella in 55 minuti, volendo si può seguire in discesa, il sentiero sassoso che in 5 minuti porta al Rifugio Biella (2327 m, 1.00 ora dalla cima, 4.50 ore dalla partenza).

Tornati in risalita alla forcella per la via di salita si torna, quindi, al Lago di Braies in 2.10 ore, 7.00 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Braies –  Forcella Sora al Forno –  Croda del Becco – Forcella Sora al Forno – Rifugio Biella – Forcella Sora al Forno – Lago di Braies

Sentieri: 1 – traccia verso la cima

Dislivello:  1400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 7.00 ore

Quota massima: 2810 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, salendo alla vetta, e due brevi parti attrezzate salendo alla forcella, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini, ed esperienza nel cercare la via migliore salendo alla cima; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 17 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1000 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta prestigiosa, il tracciato per la cima non va sottovalutato; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso e per poter valutare la traccia migliore salendo in cima.
Io ho percorso l’escursione in giornata partendo molto presto dal Lago di Braies;  volendo è, comunque, possibile suddividere il percorso in due giorni pernottando al Rifugio Biella

Lago di Braies al mattino presto

Salita alla Forcella Sora al Forno

Forcella Sora al Forno

Salita alla Croda del Becco

In vetta alla Croda del Becco

Zoom sul Lago di Braies

Zoom sulle Tre Cime di Lavaredo

Discesa verso il Rifugio Biella una volta tornati alla Forcella Sora al Forno

Rifugio Biella

Tornati al Lago di Braies

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi del Lago di Braies su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali





Malga Costa/Liegalm – Val d’Ega

La Malga Costa/Liegalm, posta a 1750 metri di quota, si trova nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione bucolica con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn.

La malga è raggiungibile da diversi punti di partenza; il tracciato più breve parte dal Passo Lavazè, raggiungibile in macchina dai pressi di Nova Ponente/Deutschnofen, Ega/Eggen ed Obereggen in Val d’Ega e Cavalese in Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini, QUI quella su Nova Ponente, QUI la “pillola” su Ega e QUI quella su Obereggen).

Il percorso si svolge su mulattiera sterrata segnata con il numero 9 ed è all’andata in discesa (con, quindi, ritorno in salita) e presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa con 5 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno.

L’escursione comincia dal centro fondo nei pressi del Passo Lavazè seguendo le indicazioni per la Malga Costa, costeggiato il laghetto di Lavazè si interseca la mulattiera sterrata che porta verso Malga Costa.

Alternando tratti su spazi aperti ad altri nel bosco, seguendo a tutti i bivi le indicazioni per Malga Costa, si procede alternando tratti pianeggianti ad altri in leggera o moderata discesa, passando anche per diverse installazioni che descrivono storia ed ambiente dei luoghi circostanti.

Si giunge, quindi, a Malga Costa ove la cucina propone piatti tipici e sono poste anche diverse strutture gioco ed animali al pascolo; come sempre è bene controllare i periodi di apertura della malga.

Inoltre, Malga Costa è anche meta del percorso invernale, solitamente battuto, che raggiunge la malga partendo dal Centro Fondo del Passo Lavazè (QUI la “pillola” sul sentiero invernale).

Le foto si riferiscono alla mia visita dell’estate 2025

Cartelli alla partenza

Tratto attorno al Laghetto di Lavazè

Lungo la mulattiera per Malga Costa

Malga Costa

Vista su Corno Nero e Corno Bianco

Vista sul Latemar

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi del centro fondo del Passo Lavazè su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Carezza Dolomites – impianti estivi – Val d’Ega e Val di Tires

Il comprensorio escursionistico e di sport invernali Carezza Dolomites è situato tra la Val d’Ega/Eggental nelle note località di Nova Levante/Welschnofen, Carezza/Karer, il Lago di Carezza/Karersee ed il Passo di Costalunga/Karerpass e la Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” riguardante il paese di Nova Levante, QUI quella su Carezza e il Passo di Costalunga, QUI la “pillola” sul Lago di Carezza e QUI quella sulla Val di Tires).

In estate il comprensorio di Carezza presenta diversi impianti attivi che permettono di raggiungere, già in quota, diversi rifugi e punti di partenza di molte escursioni di diversa difficoltà; dal comprensorio si godono, inoltre, magnifici panorami in particolare verso i gruppi dolomitici del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar.

Tra gli impianti attivi nella stagione escursionistica estiva troviamo:

– Seggiovia Paolina: la stazione a valle dell’impianto si trova nei pressi delle case di Carezza, non lontano dall’omonimo notissimo lago, e permette di raggiungere il Rifugio Paolina, posto a 2125 metri di quota.
Dal Rifugio si possono intraprendere diverse escursioni come quella di impegno moderato verso il Monumento a Christomannos ed il Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva e ascesa impegnative come la via ferrata alla vetta della Roda di Vael (QUI la “pillola” sulla Seggiovia Paolina ed il percorso per il Rifugio Roda di Vael e QUI quella sulla salita alla vetta con via ferrata).

– Cabinovia Nova Levante: l’impianto collega il paese di Nova Levante con la Malga Frommeralm, situata a 1743 metri di quota, l’area della Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche i macchina lungo la strada che collega la Val d’Ega alla Val di Tires passando per il Passo Nigra.
Dalla Malga Frommeralm sono possibili diverse escursioni come verso la Baita Messnerjoch ed il Rifugio Fronza alle Coronelle; inoltre l’area è posta nei pressi della stazione a valle delle cabinovie Laurin I e II e della stazione a monte della funivia proveniente da Tires (QUI la “pillola” sul percorso per la Baita Messnerjoch e QUI quella sulla salita a piedi al Rifugio Fronza).

– Cabinovie Laurin I e II: le cabinovie, che sono concatenate, permettono di salire, direttamente con gli impianti, dall’area della Malga Frommeralm al Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge, posti a 2339 metri di altezza.
Dai rifugi è possibile compiere escursioni verso il Rifugio Paolina, il Passo delle Coronelle e, tramite via ferrata, al Passo Santner (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle).

– Seggiovia Tschein: l’impianto collega la stazione a valle, posta lungo la strada tra Carezza e la Malga Frommeralm, con la stazione a monte situata a 1950 metri di quota, non lontano dalla stazione intermedia tra la cabinovia Laurin I e Laurin II.
La stazione a monte della seggiovia Tschein è situata anche lungo la salita a piedi su mulattiera verso il Rifugio Fronza alle Coronelle.

– Funivia Tires: la nuova e grande funivia collega San Cipriano, frazione di Tires, con l’area della Malga Frommeralm permettendo, così, l’accesso diretto, con gli impianti, dalla Val di Tires al comprensorio di Carezza; l’area della Malga Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche in macchina dalla Val di Tires passando per il Passo Nigra (QUI la “pillola” sul Passo Nigra).
La Funivia Tires presenta, inoltre, la particolarità di essere “cabrio, cioè di poter percorrere il viaggio, se la capienza lo permette, anche salendo sul tetto della funivia.

Naturalmente è bene controllare in anticipo periodi e orari di apertura di impianti e rifugi e lo stato dei percorsi che si vogliono intraprendere.

Inoltre, come anticipato, il comprensorio di Carezza Dolomites in inverno dispone di 40 chilometri di piste di svariata difficoltà e pendenza adatte sia a principianti che esperti e quasi tutte con innevamento programmato; sono presenti anche diversi percorsi escursionistici innevati (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

Seggiovia Paolina

Rifugio Paolina

Lungo il percorso verso il Monumento a Christomannos

Monumento a Christomannos

Lungo il percorso al Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Ferrata Roda di Vael

In vetta alla Roda di Vael

Cabinovia Nova Levante-Malga Frommeralm

Area della Malga Frommeralm

Cabinovie Laurin I e II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Lungo il percorso a piedi al Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Baita Messnerjoch

Seggiovia Tschein

Funivia Tires

Passo Nigra

Piantina del comprensorio Carezza


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della seggiovia Paolina su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della seggiovia Nova Levante-Malga Frommeralm su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della Malga Frommeralm e delle Cabinovie Laurin I e II su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della Malga Frommeralm e della Seggiovia Tschein su Google Maps

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Monte Piana (2324 m) – Monte Piano (2301 m) –  Rifugio A. Bosi (2205 m) – Dolomiti

Il Monte Piana, posto a 2324 metri di altezza, ed il Monte Piano, situato a 2301 metri di quota, sono posti sull’altopiano del Monte Piana facente parte delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten e suddiviso tra Alto Adige/Südtirol e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

Proprio la posizione del gruppo montuoso ha determinato il fatto che durante la Prima guerra mondiale sia stato teatro di aspre battaglie i cui manufatti quali trincee e posizioni sono ancora ben visibili; l’altipiano è, infatti, un vero e proprio museo all’aperto della guerra (e delle condizioni di vita difficilissime a cui erano sottoposti i soldati).

L’altopiano e le due vette sono raggiungibili, con dislivello rilevante, da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso con dislivello meno elevato che parte dal Lago di Misurina (in territorio Veneto); Misurina è raggiungibile dall’Alto Adige dall’alta Val Pusteria/Pustertal, da Dobbiaco/Toblach, passando dalla Valle di Landro (QUI la “pillola” su Dobbiaco).

Il tracciato che si diparte da Misurina tocca dapprima il Rifugio Magg. Bosi (volendo raggiungibile anche con servizio jeep) e poi si diparte sull’altopiano con anche alcuni tratti attrezzati e panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici.

Il percorso comincia dal parcheggio P1 sopra il Lago di Misurina (1757 m, punto di partenza anche delle jeep navetta per il Rifugio Bosi); seguendo la stradina asfaltata (chiusa al traffico privato) per il Rifugio Bosi si sale nel bosco, in pendenza moderata, fino ad un bivio.
I cartelli indicano a sinistra il percorso pedonale uslla vecchia strada militare; seguendo questa opzione si sale sulla vecchia mulattiera asfaltata e sterrata, il percorso sale nel bosco con pendenza moderata ma attraversa diversi tratti franati (al giugno 2025).

La mulattiera compie poi due tornanti fino ad innestarsi, sulla mulattiera percorsa anche dalle jeep, alla Forcella Auta/Alta (1984 m); a mio avviso è, tuttavia, visti i numerosi tratti franati, seguire al bivio indicato in salta verso destra rimanendo integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep.
Dalla Forcella Auta si segue, quindi, la stradina asfaltata e sterrata che conduce, uscendo dal bosco con diversi tratti più ripidi, al Rifugio Magg. Bosi (2205 m, 1.30 ore dal Lago di Misurina, 5 chilometri di sviluppo).

Dal rifugio si segue il sentiero per il percorso storico su mulattiera, abbandonandolo poco dopo e seguendo a sinistra i cartelli numero 6b per il sentiero attrezzato del Monte Piana si sale su sentiero sassoso in moderata pendenza.
Ignorato un bivio a destra si supera un primo breve tratto attrezzato e si continua in salita tra mughi fino ad incontrare le prime postazioni di guerra; si procede, quindi, in saliscendi su sentiero a mezza-costa a tratti un po’ esposto (cavi) fino a giungere alla vetta del Monte Piana (2324 m, croce, 40 minuti dal rifugio, 2.10 ore dalla partenza).

Continuando sul sentiero del percorso storico si prosegue in saliscendi, su sentiero sassoso, tra postazioni e trincee, fino a giungere ad un grosso cippo commemorativo ed, in breve, in discesa alla Forcella de i Castrade/Castrati (2272 m, 20 minuti dal Monte Piana, 1.00 ora dal rifugio, 2.30 ore dalla partenza).

Seguendo sempre i cartelli del sentiero storico si devia, in breve, a destra e si procede su sentiero attrezzato, un po’ esposto, a mezza-costa passando per diverse postazioni di guerra; prima in discesa e poi in risalita su sentiero sassoso e terroso si raggiunge una cengia attrezzata con cavi (a tratti un po’ esposta) che porta ad altre postazioni ed all’ingresso di una galleria di guerra (sconsigliato entrarci).
Il tracciato sale ora con due scale di legno e poi prosegue in breve su cengia attrezzata fino a giungere sulla zona sommitale; in breve, deviando a sinistra, e facendo attenzione alle tante fenditure presenti sul terreno, si giunge alla vetta del Monte Piano (2301 m, croce, 30 minuti dalla Forcella dei Castrati, 1.30 ore dal rifugio, 3.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero storico si prosegue ora sul sentiero “normale” verso la Forcella dei Castrati; passando da altre trincee e posizioni si prosegue in saliscendi su sentiero sassoso ed erboso fino alla Campana degli Alpini; da qui si scende, in breve, nuovamente alla Forcella dei Castrati (15 minuti dal Monte Piano. 1.45 ore dal rifugio, 3.15 ore dalla partenza).

Seguendo i sentieri del sentiero storico verso il Rifugio Bosi si sale ad una crocetta ed altre trincee e postazioni di guerra; si continua, quindi, in salita alla Piramide e Capanna Carducci fino a giungere alla mulattiera sassosa che riporta, in discesa, al Rifugio Bosi (30 minuti, dalla Forcella dei Castrati, 2.15 ore dal primo passaggio al rifugio, 3.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue, quindi, integralmente in discesa la mulattiera, asfaltata e sterrata, percorsa dalle jeep che riporta alla Forcella Alta ed al parcheggio (1.15 ore dal rifugio, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio P1 di Misurina – Rifugio Magg. Bosi –  Monte Piana – Forcella dei Castrati – Monte Piano – Forcella dei Castrati – Rifugio Magg. Bosi – parcheggio P1 di Misurina

Sentieri: strada per il Rifugio Bosi – 6b – percorso storico

Dislivello: 850 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore

Quota massima: 2324 m

Difficoltà: EE/EEA – escursione che presenta diversi tratti attrezzati (in parte un po’ esposti) in cui è richiesto passo fermo ed assenza di vertigini e molte parti con antiche postazioni e trincee di guerra che richiedono anch’esse attenzione; fare attenzione ai tanti bivi presenti. Necessario tempo asciutto e buona visibilità.
Per chi non si sentisse sicuro è bene avere con se il kit da ferrata.
Sviluppo chilometrico lungo di circa 17 chilometri totali.

Data di ascesa: giugno 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio; controllando in anticipo gli orari del servizio, volendo, è possibile usufruire del servzio a pagamento di jeep navetta dal parcheggio al Rifugio Bosi (se prese in salita e discesa si risparmiano 10 chilometri di sviluppo totali e 500 metri di dislivello in salita e discesa).
Lungo il percorso storico è anche possibile rimanere, integralmente, sul sentiero “normale” evitando i tratti attrezzati (seppur, “saltando”, quindi, la vista a diverse postazioni e strutture di guerra).

Esperienza di Stefano: escurione decisamente impegnativa ma molto bella, io sono salito e sceso a piedi; nel caso si usasse il servizio jeep navetta va tenuto conto del fatto che la strada è in diversi tratti piuttosto dissestata.
Va prestata attenzione a non distrarsi nei molti crocevia facendo attenzione alle direzioni da prendere (meglio avere con se anche una buona carta topografica) e alle tante fenditure del trreno presenti; necessario bel tempo e buona visibilità sia per godere degli ampi panorami e dell’ambiente attraversato sia per la sicurezza vista la tipologia di terreno

Lungo il primo tratto di salita

Bivio tra mulattiera percorsa dalle jeep (a destra) e vecchia strada militare (con tratti franati, a sinistra)

Lungo la vecchia strada militare

Forcella Auta/Alta

Salendo al Rifugio Bosi

Rifugio Bosi

Inizio del percorso storico

Lungo il percorso 6b

In vetta al Monte Piana

Tratto sul sentiero storico verso la Forcella dei Castrati

Forcella dei Castrati

Salita al Monte Piano tramite sentiero attrezzato

In cima al Monte Piano

Tornando alla Forcella dei Castrati lungo il sentiero “normale”

Tornando verso il Rifugio Bosi

Lungo la discesa integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio P1 di Misurina su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Museo DoloMythos di San Candido/Innichen – Val Pusteria

Il paese di San Candido/Innichen, posto in alta Val Pusteria/Pustertal, è una delle mete turistiche più note ed amate dell’Alto Adige/Südtirol ed oltre a tantissime possibilità escursionistiche e sciistiche offre anche spunti di interesse architettonico, religioso e culturale (QUI la “pillola” su San Candido).

Tra questi troviamo, ad esempio, il Museo DoloMythos situato in Via P. P. Rainer 11 nel centro del borgo di San Candido, il museo si trova all’interno del residence Wachtler con enorme shop e  panifico-pasticceria.

Michael Wachtler, proprietario della struttura, ed appassionato di geologia e storia delle Dolomiti è anche l’ideatore del museo ed alcuni fossili e scheletri di sauri esposti sono stati trovati proprio da lui lungo tour dolomitici; il museo ospita moltissimi reperti legati a geologia, storia, flora, fauna, popolazioni, sviluppo demografico e turistico, leggende e tradizioni dell’area dolomitica con approfondimenti particolari sull’area di San Candido.

L’esposizione è arrichita anche da molti filmati e contenuti multimediali oltre che dalla possibilità, per i bambini, di partcipare ad una caccia al tesoro; il museo è anche sede di eventi, mostre temporanee e ricerca scientifica sul mondo delle Dolomiti.

DoloMythos è aperto, solitamente tutto l’anno tranne il giorno di Natale; è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.dolomythos.com

Le foto si riferiscono alla mia visita di marzo 2025

Entrata del museo

Villa Wachtler posta a lato dell’entrata

Alcuni dei tantissimi reperti esposti lungo il percorso museale

Alcune parti del grandissimo shop

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Museo DoloMythos a San Candido su Google Maps



Cabinovia Boè e Seggiovia Vallon – Val Badia

La cabinovia Boè e la seggiovia Vallon, la cui stazione a valle è posta nel paese di Corvara in Alta Val Badia, sono poste nel noto gruppo dolomitico del Sella in Alta Val Badia; i due impianti sono parte in inverno del comprensorio sciistico Alta Badia (QUI la “pillola sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul comprensorio invernale Alta Badia).

I due impianti sono aperti, solitamente, anche in estate e permettono l’accesso all’area nord orientale del gruppo del Sella; la cabinovia Boè porta da Corvara al Piz Boé Alpine Lounge, posto a 2100 metri di quota non lontano dal laghetto Boè, la seggiovia Vallon collega, poi, il rifugio alla stazione a monte della cabinovia con l’area del Vallon, situata a 2500 metri di altezza.

Dalla stazione a monte della seggiovia è possibile raggiungere, con breve canmmino in saliscendi, il Rifgio Franz Kostner al Vallon ed intraprendere escursioni più impegnative e vie ferrate che portano alle vette del Piz da Leche de Boè ed al Piz da Lech Dlacè (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz da Lech de Boè e QUI quella sulla salita al Piz da Lech Dlacè).

Sia dall’area degli impianti che lungo i percorsi per rifugi e vette si hanno anche bellissimi panorami su molti grippi dolomitici con, in particolare, vista magnifica sulla Marmolada; inoltre, è sempre bene controllare i periodi di apertura di impianti e rifugi.

Le foto si riferiscono alla mia visite nell’inverno 2019 ed estate 2023

Cabinovia Boè

Piz Boè Alpin Lounge

Laghetto Boè, posto non lontano dalla stazione a monte della cabinovia Boè e del Piz Boè Alpin Lounge

Seggiovia Vallon

Marmolada e Rifugio Franz Kostner visti dalla stazione a monte della seggiovia Vallon

Percorso dalla stazione a monte della seggiovia Vallon al Rifugio Franz Kostner

Rifugio Franz Kostner al Vallon

Salita al Piz da Lech de Boè tramite via ferrata

Vetta del Piz da Lech de Boè

Discesa lungo la via normale (comunque, in parte attrezzata)

Salita al Piz da Lech Dlacè lungo la via ferrata Vallon

In vetta al Piz da Lech Dlacè

Discesa lungo la via normale (comunque, in parte attrezzata)

Piste da sci dell’area del Boè in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Cabinovia Boè di Corvara su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Monte Specie/Strudelkopf – Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte – Prato Piazza – Valle di Braies

Il Monte Specie/Strudelkopf, vetta di 2307 metri di quota, ed il Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte, posto a 2040 metri di altezza, sono situati nelle Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten e possono essere raggiunti da diversi accessi; viene qui descritto quello più breve da Prato Piazza/Plätzwiese, località posta in Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” su Prato Piazza e la Valle di Braies).

Il percorso parte dal parcheggio di Prato Piazza raggiungendo dapprima, su mulattiera battuta dal gatto delle nevi, il Rifugio Vallandro posto nei pressi dell’omonimo forte; il tracciato, battuto solo dagli escursionisti, raggiunge poi la Sella di Monte Specie e la vetta del Monte Specie dalla quale si gode un panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici.

L’escusione dal dislivello moderato e sviluppo piuttosto lungo si svolge, come detto, in gran parte su traccia battuta solo dagli escursionisti e quindi richiede condizioni meteo e del percorso, esperienza ed attrezzatura adeguate.

Il percorso comincia dal parcheggio di Prato Piazza (1980 m, strada a pagamento da Ponticello/Brückele), seguendo la stradina asfaltata o innevata si raggiungono in breve il Rifugio Prato Piazza e l’Hotel-ristorante Croda Rossa/Hohe Gaisl (2000 m).

Dai rifugi si segue la mulattiera numero 37 verso il Rifugio Vallandro; si procede in saliscendi, su traccia battuta dal gatto delle nevi (a volte poca neve), la mulattiera, in lievi saliscendi, porta al bivio per Carbonin, che si ignora, e quindi, in breve salita, al Rifugio Vallandro ed all’omonimo forte (2040 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Vallandro si segue il sentiero 34 verso il Monte Specie, la traccia innevata, battuta solo dagli escursionisti, procede verso sinistra dapprima in live salita passando anche accanto ad una grotta di guerra; la traccia porta quindi nei pressi di un bivio.
Seguendo verso destra per il Monte Specie si sale su mulattiera di guerra innevata e poi per traccia a mezzacosta fino alla Sella di Monte Specie/Strudel Sattel (2200, ruderi di strutture di guerra, 50 minuti dal Rifugio Vallandro, 1.35 ore dalla partenza).

Dalla sella si segue la traccia verso la vetta che sale in moderata pendenza tra dossi innevati fino a raggiungere un breve tratto più ripido che porta alla cima del Monte Specie (2307 m, croce, tavola panoramica delle cime,  25 minuti dalla Sella di Monte Specie, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Prato Piazza – Rifugi Prato Piazza e Hotel-ristorante Croda Rossa – Rifugio Vallandro – Sella di Monte Specie – Monte Specie – Sella di Monte Specie – Rifugio Vallandro –  Rifugio Prato Piazza e Hotel-ristorante Croda Rossa – parcheggio Prato Piazza

Sentieri: percorso invernale che ricalca i sentieri estivi 37 e 34

Dislivello: 350 metri in salita e discesa considerati i brevi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali

Quota massima: 2307 m

Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica contenuta fino il Rifugio Vallandro, la prosecuzione alla vetta del Monte Specie presenta una difficoltà maggiore in base alla traccia, comunque solitamente presente ma battuta solo dagli escursionisti.

Sviluppo totale piuttosto lungo di 10 chilometri circa; in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).
Se la traccia non fosse presente, o non in buone condizioni, la salita alla vetta è sconsigliata.

Data di percorrenza: febbraio 2024

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura dei rifugi e le condizioni di battitura del percorso; naturalmente è anche possibile fermarsi al Rifugio Vallandro senza proseguire verso la vetta del Monte Specie.
Va anche controllato l’orario di apertura della strada per Prato Piazza, al febbraio 2024 la strada è chiusa in salita dalla ore 10.00 alle ore 15.00; la strada, inoltre, viene chiusa anche prima in salita se i 100 posti del parcheggio fossero già occupati (meglio partire piuttosto presto al mattino)

Nel breve tratto tra il parcheggio ed il Rifugio Prato Piazza e l’Hotel-ristorante Croda Rossa

Vista sul Picco di Vallandro/Dürrenstein

Rifugio Prato Piazza

Hotel-ristorante Croda Rossa

Vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo/Hohe Gaisl

Tratto verso il Rifugio Vallandro

Vista sul Col Rotondo dei Canopi/Knollkopf

Rifugio Vallandro

Forte di Vallandro

Vista sul gruppo del Cristallo dal Rifugio e Forte di Vallandro

Salendo nel primo tratto verso la Sella di Monte Specie ed il Monte Specie

Bivio al quale si segue verso destra

Salendo alla Sella di Monte Specie/Strudel Sattel

Sella di Monte Specie/Strudel Sattel con ruderi di strutture di guerra

Tratto finale di salita al Monte Specie

In vetta al Monte Specie

(Croce di vetta, Piramide Grande e Picco di Vallandro)

(Gruppo del Cristallo)

(Monte Piana e Cadini di Misurina)

(Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e Monte Paterno/Paternkofel)

(Gruppo Tre Scarperi)

(Alpi Noriche)

(Croda del Becco/Seekofel e Monte Sella dei Sennes/Munt Jela de Sennes)

(Croda Rossa d’Ampezzo/Hohe Gaisl e Tofane)

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Prato Piazza/Plätzwiese in Valle di Braies su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Isi Hütte – Malga Gurndinalm – Passo Oclini/Joch Grimm – Val d’Ega

Il Rifugio Isi Hütte, situato a 1850 metri di altezza, e la Malga Gurndinalm, posta a 1952 metri di quota, si trovano nell’area del Passo Oclini/Joch Grimm, raggiungibile in macchina dal Passo Lavazè e posto tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental (passando per l’area di Nova Ponente/Deutschnofen e la trentina Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo Lavazè ed il Passo Oclini e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

L’area del Passo Oclini, da cui si diparte l’escursione, giace, nell’area del gruppo montuoso del Latemar, in posizione idilliaca con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn, diversi gruppi dolomitici e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Il tracciato al Rifugio Isi e la Malga Gurndin presenta un dislivello moderato ed è solitamente battuta dal gatto delle nevi permettendo, con buone condizioni della neve e meteorlogiche, un’escursione, tra spazi aperti ed aree boscate, in zona tranquilla e rilassante con belle vedute panoramiche.

Il percorso comincia dal Passo Oclini (1989 m, alberghi e ristoranti) seguendo il sentiero 12A verso la Malga Gurndinalm; la traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi, porta in saliscendi, in breve, ad un maso ove è posto il bivio per il Rifugio Isi.

Seguendo a sinistra il sentiero numero 7 per il Rifugio Isi si scende in moderata pendenza, su traccia solitamente battuta dal gatto delle nevi, prima tra spazi aperti e poi in zona boscata; la traccia porta, quindi, a fianco delle piste da sci raggiungendo il Rifugio Isi (1850 m, 30 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio si segue sempre il sentiero 7, si ignora il bivio per il sentiero 14 e si sale in moderata pendenza raggiungendo il bivio per la Malga Gurndin; seguendo a destra il sentiero 12A per la Malga Gurndin si sale, alternando tratti in moderata pendenza ad altri un po’ più ripidi, tra rado bosco.
La traccia porta, quindi, ad un tratto il leggera salita che conduce alla Malga Gurndin (1952 m, 30 minuti dal Rifugio Isi, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga Gurndin si segue il sentiero 12A verso il Passo Oclini, si sale dapprima in moderata pendenza poi il leggera salita fino a tornare al Passo Oclini (30 minuti dalla Malga Gurndin, 1.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Oclini – Rifugio Isi  –  Malga Gurndin – Passo Oclini

Sentieri: percorso invernale che segue le forestali estive 12A – 7 – 12A

Dislivello: 150 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.30 ore totali

Quota massima: 1989 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di 5 chilometri totali circa con pendenza moderata e qualche breve tratto un po’ più ripido; difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)

Data di percorrenza: gennaio 2024 e dicembre 2025

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del Rifugio Isi e della Malga Gurndin e le condizioni di battitura del percorso.
Nell’area del Passo Lavazè e Passo Oclini partono anche altre escursioni innevate come quella per la Malga Ora/Auerlegeralm (QUI la “pillola” sul tracciato invernale per Malga Ora).

Vista sul Corno Bianco dal Passo Oclini

Vista sul Corno Nero dal Passo Oclini

Vista sulle Dolomiti dal Passo Oclini

Tratto tra il Passo Oclini ed il bivio per il Rifugio Isi

Bivio per il Rifugio Isi

Lungo la discesa verso il Rifugio Isi

Al Rifugio Isi

Tratto verso il bivio per Malga Gurndin

Bivio per la Malga Gurndin

Salendo alla Malga Gurndin

Malga Gurndin

Risalendo al Passo Oclini

Mappa del percorso

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Oclini su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Kaserillalm – Val di Funes

La Malga Kaserillalm, situata a 1920 metri di altezza, è posta in Val di Funes/Villnösstal in posizione idilliaca ai piedi delle vette del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler; la malga è solitamente aperta in diversi giorni nel periodo invernale ed è bene controllare i giorni di apertura (QUI la “pillola” sulla Val di Funes).

Il percorso invernale raggiunge la malga su sentiero innevato, dal dislivello e sviluppo moderati e solitamente battuto dal gatto delle nevi, che partendo da Malga Zannes/Zanseralm si snoda nel bosco ed alcune tratti più aperti portando, con un breve tratto finale più ripido, alla malga posta tra le Odle di Funes e le Odle di Eores.

La salita comincia da Malga Zannes (1680 m, rifugio, strada da Santa Magdalena), si segue, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, la forestale numero 33 per la Malga Kaserill.

Ignorato il bivio per il sentiero natura si procede con salita nel bosco in moderata pendenza fino al bivio per il sentiero invernale per la Malga Gampenalm.

Rimanendo sulla forestale numero 33 verso la Malga Kaserillalm si sale in moderata pendenza nel bosco, con anche alcuni punti panoramici verso le Odle, arrivando ad una radura ove è posto anche il bivio verso la pista da slittino proveniente dalla Malga Gampenalm.

Seguendo la forestale numero 32 si continua verso la Malga Kaserill salendo nel bosco dapprima in moderata pendenza ed, infine, con un breve tratto più ripido giungendo, quindi, alla Malga Kaserill (1920 m, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.

Percorso: Malga Zannes – Malga Kaserill – Malga Zannes

Sentieri: percorso invernale che segue le forestali estive 33 e 32

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore totali (1.00 ora l’andata, 45 minuti il ritorno).

Quota massima: 1920 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di 5 chilometri totali con pendenza moderata ed un tratto un po’ più ripido nel finale; difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura.

Data di percorrenza: gennaio 2024

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura della Malga Kaserill in inverno e le condizioni di battitura del percorso; la discesa può, volendo, essere effettuata in slittino con la giusta esperienza e condizioni.
Da Malga Zannes partono anche diverse altre escursioni invernali come quella per il Rifugio delle Odle/Geisleralm e la Malga Gampenalm (QUI la “pillola” sulla salita innevata al Rifugio delle Odle e QUI quella sull’escursione invernale a Malga Gampen).

Malga Zannes

Piste da sci di fondo nell’area di partenza con le Odle di Funes sullo sfondo

Salendo nel primo tratto verso la Malga Kaserill

Radura a circa metà percorso

Seconda parte del percorso salendo a Malga Kaserill

Malga Kaserill con le Odle di Eores sullo sfondo

Vista sulle Odle di Funes da Malga Kaserill

Percorsi invernali in Val di Funes

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare Malga Zannes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.


 

Sentiero della Mela/Apfelweg di Naz-Sciaves/Natz-Schabs – Dolomiti

Il Sentiero della Mela/Apfelweg è posto in ambiente bucolico e rilassante sull’Altopiano di Naz-Sciaves/Natz-Schabs non lontano dalla città di Bressanone/Brixen e dal comprensorio della Plose; il percorso circolare può essere intrapreso dai diversi paesi dell’area di Naz-Sciaves, viene qui descritto con partenza dal borgo di Naz (QUI la “pillola” sui paesi di Naz, Sciaves e le loro frazioni).

Il tracciato, dal dislivello contenuto e dallo sviluppo relativamente lungo, tocca molti ambienti diversi quali meleti, boschi, biotopi umidi, spazi aperti e piccoli borghi; lungo il percorso sono posti anche molti pannelli informativi su storia e tipologia di coltivazione delle mele in zona oltre che su flora e fauna presenti.

Percorrendo il Sentiero della Mela, inoltre, è anche possibile di godere di belle viste panoramiche verso la Plose ed i Monti di Fundres/Pfunderer Berge oltre che attraversare molte aree naturali e coltivate idilliache.

Il percorso del Sentiero della Mela comincia dal centro di Naz (889 m), seguendo i cartelli del Sentiero della Mela/Apfelweg contrassegnati dal simbolo di una mela; questi cartelli andranno seguiti lungo tutto il percorso circolare ad i numerosissimi bivi presenti.

Da Naz si segue la stradina asfaltata verso Fiumes/Viums deviando poco dopo seguendo i cartelli del Sentiero della Mela; il tracciato porta su mulattiera sterrata, in lieve discesa, ad un boschetto ed al Biotopo Samesirs e poi, ignorata la deviazione verso Fiumes, procede in lievi saliscendi tra meleti.
Il sentiero piega, quindi, a destra in discesa in un bosco raggiungendo l’Hotel Flötscher e l’Hotel Seehof, risalendo poi, su stradina asfaltata e mulattiera nel bosco, si raggiunge una scultura dedicata alla caccia; raggiunto tra meleti successivamente, ed ignorato, il bivio per il paese di Rasa (raggiungibile, volendo, comunque, in pochi minuti) si raggiunge il biotopo Raiermoos.

La mulattiera nel bosco costeggia il biotopo e sale poi piuttosto ripidamente nel bosco, superato un tratto su una radura si rientra brevemente nel bosco raggiungendo l’area degli impianti sportivi di Naz; seguendo sempre le indicazioni del Sentiero della Mela si procede su asfalto e poi su mulattiera fino al Biotopo Laugen.

Continuando su mulattiera nel bosco e poi tra spazi aperti si giunge ad una presa d’acqua e, tra meleti, si giunge ad un bivio per Naz (volendo raggiungibile da qui in breve seguendo la strada asfaltata).
Continuando sul Sentiero della Mela si scende più ripidamente nel bosco raggiungendo su traccia terrosa e sassosa una fonte ed un castagneto (attenzione al fondo con possibili foglie secche o bagnate); il sentiero porta, quindi, tra meleti e vigneti, ad una stradina che si segue in breve salendo poi, piuttosto ripidamente, su mulattiera nel bosco che porta alla grande roccia Schneiderhausbühel ed ai pressi del paese di Natz ed al suo centro (2.45 ore di cammino totali).

Percorso: Naz – Biotopo Samesirs – Hotel Flötscher e Hotel Seehof – Biotopo Raiermoos – area impianti sportivi di Naz – Biotopo Laugen – Schneiderhausbühel – Naz

Sentieri: Sentiero della Mela/Apfelweg

Dislivello: 200 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi lungo il percorso

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali

Quota massima: 889 m

Difficoltà: E – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi, in cui è necessario passo fermo, in discesa verso il castagneto; sviluppo totale di circa 9 chilometri.
Prestare attenzione a seguire sempre i cartelli del Sentiero della Mela/Apfelweg a tutti i bivi.

Data di percorrenza: ottobre 2023

Annotazioni: il tratto più ripido e tecnico finale può essere evitato seguendo direttamente verso Naz su stradina asfaltata al bivio citato nella descrizione del percorso.
Inoltre, in Alto Adige si trova un percorso dedicato alla mela anche a Tirolo paese/Dorf Tirol (QUI la “pillola” su questo itinerario) 

Esperienza di Stefano: io ho percorso il Sentiero della Mela di Naz-Sciaves con ambienti autunnali; il tracciato è, comunque, molto bello, anche in primavera con i meleti in fiore o in estate con tutti i meleti carichi di frutti (evitando, se possibile, giornate eccessivamente calde)

Nel centro di Naz

Lungo il tratto verso il Biotopo Samesirs

Biotopo Samesirs

Tratto verso gli hotel

Tratto verso il biotopo Raiermoos

Biotopo Raiermoos

Tratto verso il Biotopo Laugen

Biotopo Laugen

Verso il bivio tra Naz ed il tratti più ripido verso il castagneto

Vista su Naz dal bivio tra strada e sentiero più ripido

Lungo il tratto più ripido verso il castagneto

Tratto verso lo Schneiderhausbühel

Schneiderhausbühel

Tabelle descrittive del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare Naz su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco