Rifugio Monteneve/Schneeberghütte (2355 m) – villaggio minerario – Alpi dello Stubai

Il Rifugio Monteneve/Schneeberghütte, situato a 2355 metri di quota nelle Alpi dello Stubai/Stubaier Alpen, è posto in area molto particolare una delle strutture nell’antico villaggio minerario; rifugio e villaggio possono essere raggiunti da diversi punti di partenza; viene qui proposto l’accesso “classico”, dalla strada del Passo Rombo/Timmelsjoch in Val Passiria/Passeiertal nella zona di Moso/Moos (QUI la “pillola” su Moso in Passiria e QUI quella sul Passo Rombo).

Il percorso, dal medio dislivello e sviluppo, si diparte dapprima nel bosco, raggiungendo, quindi, il biotopo Seemoos e salendo tra le strutture delle vecchie miniere fino a giungere all’antico villaggio con rifugio, chiesetta e mostra esplicativa sulla storia mineraria dell’area che si è protratta dal 1237 al 1985.

Lungo il tracciato si hanno anche belle viste su diverse vette delle Alpi dello Stubai e del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; alcune delle vette che circondano la zona del rifugio presentano anche differenziazioni geologiche molto caratteristiche.

Il percorso comincia, salendo da Moso verso il Passo Rombo, dal parcheggio posto poco prima del Ponte Monteneve/Schneebergbrücke (1690 m); seguendo le indicazioni del sentiero 31 per il Rifugio Monteneve si sale su mulattiera in moderata pendenza; in breve si raggiunge il bivio col sentiero 32.

Ignorato il bivio si attraversa un ponte e si sale su mulattiera sterrata raggiungendo la deviazione del sentiero che, presso un crocefisso, sale nel bosco; il sentiero terroso e sassoso, con anche alcuni tratti un po’ ripidi, sale a tornanti e, intersecando più volte una mulattiera e superando un ponte, porta nei pressi di alcune baite.

Il sentiero continua a salire a tornanti, tra bosco e spazi più aperti, fino ad uscire dal bosco e costeggiare un torrente; si raggiunge, quindi, il bivio tra il sentiero 29 ed il sentiero 31; rimanendo sul sentiero 31 si giunge al Biotopo Seemoos ed alle prime strutture minerarie.

Ignorato il bivio con sentiero 31A si sale ripidamente lungo l’antica ferrovia mineraria fino ad una struttura (non si può proseguire oltre sulla ferrovia); qui si devia a destra e si segue sempre il sentiero 31 che porta verso diversi ruderi e sale poi ripidamente su traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti.
Il sentiero tocca alcune strutture minerarie portando, quindi, al largo pianoro dell’antico villaggio minenario ed al Rifugio Monteneve (2355 m, 2.15 ore dalla partenza).

Per la discesa, volendo, si può seguire il sentiero 29 che scende in tornanti su larga traccia ghiaiosa e terrosa; costeggiando il torrente la traccia riporta al bivio tra il sentiero 31 e 29 incontrato in salita; seguendo il sentiero 31 si torna, quindi, al parcheggio sul sentiero percorso in salita (1.45 ore dal rifugio, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Ponte Monteneve –  Rifugio Monteneve –  Ponte Monteneve

Sentieri: 31 – 29 – 31

Dislivello:  650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita; 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2355 m

Difficoltà: E/EE – escursione di mediamente di contenuta diffocltà tecnica ma con alcuni tratti ripidi e che richiede piede fermo nel tratto finale di salita lungo le vecchie strutture minerarie; sviluppo di circa 10 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso; volendo, raggiunto il bivio tra il sentiero 29 e 31 è possibile percorrere anche in salita il sentiero 29 riducendo le difficoltà tecniche (ma non raggiungendo alcune strutture minerarie). Bisogna anche prestare attenzione nei pressi delle diverse strutture ed ai bivi lungo il percorso.
Il tema del villaggio minerario Monteneve è, inoltre, trattato anche nel Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier nella sede del Mooseum Bunker in paese a Moso in Passiria (QUI la “pillola” del museo).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che coniuga bellezza paesaggistica e curiosità storiche; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei begli ambienti lungo il percorso e trovare con più facilità i segnavia in diversi tratti.

Alla partenza

Primo tratto su mulattiera

Salita nel bosco

Tratto verso il bivio col sentiero 29

Biotopo Seemoos

Salendo nel tratto tra le vecchie strutture minerarie

Antico villaggio minerario e Rifugio Monteneve

Discesa sul sentiero 29 tornando al bivio col sentiero 31


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Ponte Monteneve sulla strada del Passo Rombo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria





Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus e Museo Civico e Museo Multscher di Vipiteno/Sterzing

La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus che ospita anche il Museo Civico ed il Museo Multscher (QUI la pillola” su Vipiteno).

L’Ordine Teutonico è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terra santa nel 1191 all’epoca della terza crociata; la Commenda/Deutschhaus era originariamente una sede rurale o un complesso di edifici, spesso legata a un ospizio per pellegrini.

La Commenda di Vipiteno è stata costruita da Hugo von Taufers ed Adelheid con Eppan nel 1250 circa ed è entrata a far parte dell’Ordine Teutonico poco dopo, nel 1525 la struttura subì il saccheggio durante la rivolte del contadini (ricordata con una mostra nel 2025) ed un incendio nel 1566.

L’intera struttura venne ricostruita pochi anni dopo e poi ristrutturata con diversi stili (in particolare con arredi rococò); il complesso di edifici della Commenda (di cui fa parte anche la Chiesa di Santa Elisabetta) consta di tre ali che circondano il grande cortile interno.

Ai nostri giorni la Commenda ospita, contemporaneamente, il Museo Civico cittadino ed il Museo Multscher, importante pittore tedesco del’400 autore anche delle pale dell’altare delle vicina chiesa parrocchiale Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la “pillola” sulla chiesa).

Diverse opere di Hans Multscher sono ora conservate nella Commenda e visibili insieme ad altre opere di diversi artisti, agli affreschi dipinti sulle sale del museo, alla Chiesa di Sant’Elisabetta ed a diverse mostre tematiche.

Commenda e musei sono aperti, solitamente, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 dal giovedì al sabato a maggio, giugno, settembre ed ottobre e da martedì a sabato a luglio ed agosto; è, comunque, bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Commenda dell’Ordine Teutonico

Museo Civico e Museo Multscher

Chiesa di Santa Elisabetta

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos di Vipiteno/Sterzing – Vipiteno e alta Valle Isarco

La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la pillola” su Vipiteno).

La Chiesa parrocchiale, posta nei pressi dell’Antica Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus, si trova discosta rispetto al centro storico del paese in un sito ove nel medioevo erano presenti chiese precedenti erette sopra dei sepolcri romani (QUI la “pillola” sulla Commenda dell’Ordine Teutonico che ospita anche il Museo Civico e Museo Multscher).

La chiesa attuale è stata costruita tra il 1316 ed 1318, subito modificata tra il 1429 ed il 1455 dall’architetto Haus Feur, su iniziativa dei cittadini benestanti di Vipiteno, e poi molte volte ampliata; nei secoli varie parti distrutte sono state, in seguito, ricostruite ed ammodernate con diversi stili barocchi e neogotici,; nel 2008 si è poi proceduto ad un rinnovo dell’altare e delle panche.

L’imponente chiesa presenta un’aula a cinque campate con tetto a sella sormontata con campanile con elmo barocco; il portale della chiesa è posto nella quarta campata e sulle facciate sono poste diverse lapidi tombali.

L’interno della chiesa, con sala a tre navate sorretta da pilastri in marmo bianco, ospita molti reperti ragguardevoli, tra essi troviamo l’altare di Hans Multscher del quattrocento, i busti dei santi-vescovi, sempre quattrocenteschi, Cassiano di Imola e Nicola di Mira dello scultore Hans Klocker, gli affreschi settecenteschi del soffitto del pittore Adam Mölkl, l’affresco sull’arco del coro del pittore Josph Ritterl, il gruppo tardogotico della salita al Calvario ed i busti degli apostoli dello scultore Hans Harder, gli altari della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, la fonte battesimale con copertura in legno, le panche decorate con leoni e diverse lapide funerarie romane.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2023 e 2025

Facciata ed area esterna della chiesa

Navate

Dettagli dell’altare

Altari laterali

Affeschi

Battistero

Altri dettagli della chiesa

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum di Lana – Merano e Val d’Adige

Il centro abitato di Lana, posto a pochi chilometri da Merano/Meran in Val d’Adige/Etschtal, ospita diversi punti di interesse naturali, religiosi, architettonici e culturali; tra questi ultimi troviamo il Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum, posto nella parte meridionale del paese di Lana in via Passeggiata Brandis, 4 (QUI la “pillola” sul paese di Lana).

Il museo si trova all’interno della residenza medievale Larchgut ed ospita molti reperti, documenti ed informazioni sulla storia passata e recente della frutticoltura in Alto adige/Südtirol; viene dato particolare risalto, soprattutto, alla coltura delle mele, uno dei pilastri dell’economia locale.

Lungo il percorso museale si possono scoprire moltissime curiosità sul significato simbolico e culturale della mela nella storia e, naturalmente, l’evoluzione dei metodi di coltivazione nei secoli di questo amato frutto, su come vengono sviluppate e protette le colture, le diverse tipologie di mele presenti in Alto adige/Südtirol e sulla conservazione e spedizione in tutto il mondo delle mele.

Nel museo sono presenti anche una parte esterna ed un‘area dedicata ai bambini con attività disponibili ed una caccia al tesoro.

Il museo è aperto, solitamente, da inizio aprile ad inizio novembre dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00; nel periodo da luglio ad ottobre è prevista anche l’apertura nei giorni festivi dalle 13.00 alle 18.00, sono possibili, su prenotazione, anche visite guidate.

È, comunque, sempre bene controllare il sito ufficiale: www.obstbaumuseum.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Entrata del museo

Frutteto

Lungo il percorso museale

Area per bambini

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige

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Malga Costa/Liegalm – Val d’Ega

La Malga Costa/Liegalm, posta a 1750 metri di quota, si trova nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione bucolica con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn.

La malga è raggiungibile da diversi punti di partenza; il tracciato più breve parte dal Passo Lavazè, raggiungibile in macchina dai pressi di Nova Ponente/Deutschnofen, Ega/Eggen ed Obereggen in Val d’Ega e Cavalese in Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini, QUI quella su Nova Ponente, QUI la “pillola” su Ega e QUI quella su Obereggen).

Il percorso si svolge su mulattiera sterrata segnata con il numero 9 ed è all’andata in discesa (con, quindi, ritorno in salita) e presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa con 5 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno.

L’escursione comincia dal centro fondo nei pressi del Passo Lavazè seguendo le indicazioni per la Malga Costa, costeggiato il laghetto di Lavazè si interseca la mulattiera sterrata che porta verso Malga Costa.

Alternando tratti su spazi aperti ad altri nel bosco, seguendo a tutti i bivi le indicazioni per Malga Costa, si procede alternando tratti pianeggianti ad altri in leggera o moderata discesa, passando anche per diverse installazioni che descrivono storia ed ambiente dei luoghi circostanti.

Si giunge, quindi, a Malga Costa ove la cucina propone piatti tipici e sono poste anche diverse strutture gioco ed animali al pascolo; come sempre è bene controllare i periodi di apertura della malga.

Inoltre, Malga Costa è anche meta del percorso invernale, solitamente battuto, che raggiunge la malga partendo dal Centro Fondo del Passo Lavazè (QUI la “pillola” sul sentiero invernale).

Le foto si riferiscono alla mia visita dell’estate 2025

Cartelli alla partenza

Tratto attorno al Laghetto di Lavazè

Lungo la mulattiera per Malga Costa

Malga Costa

Vista su Corno Nero e Corno Bianco

Vista sul Latemar

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Carezza Dolomites – impianti estivi – Val d’Ega e Val di Tires

Il comprensorio escursionistico e di sport invernali Carezza Dolomites è situato tra la Val d’Ega/Eggental nelle note località di Nova Levante/Welschnofen, Carezza/Karer, il Lago di Carezza/Karersee ed il Passo di Costalunga/Karerpass e la Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” riguardante il paese di Nova Levante, QUI quella su Carezza e il Passo di Costalunga, QUI la “pillola” sul Lago di Carezza e QUI quella sulla Val di Tires).

In estate il comprensorio di Carezza presenta diversi impianti attivi che permettono di raggiungere, già in quota, diversi rifugi e punti di partenza di molte escursioni di diversa difficoltà; dal comprensorio si godono, inoltre, magnifici panorami in particolare verso i gruppi dolomitici del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar.

Tra gli impianti attivi nella stagione escursionistica estiva troviamo:

– Seggiovia Paolina: la stazione a valle dell’impianto si trova nei pressi delle case di Carezza, non lontano dall’omonimo notissimo lago, e permette di raggiungere il Rifugio Paolina, posto a 2125 metri di quota.
Dal Rifugio si possono intraprendere diverse escursioni come quella di impegno moderato verso il Monumento a Christomannos ed il Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva e ascesa impegnative come la via ferrata alla vetta della Roda di Vael (QUI la “pillola” sulla Seggiovia Paolina ed il percorso per il Rifugio Roda di Vael e QUI quella sulla salita alla vetta con via ferrata).

– Cabinovia Nova Levante: l’impianto collega il paese di Nova Levante con la Malga Frommeralm, situata a 1743 metri di quota, l’area della Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche i macchina lungo la strada che collega la Val d’Ega alla Val di Tires passando per il Passo Nigra.
Dalla Malga Frommeralm sono possibili diverse escursioni come verso la Baita Messnerjoch ed il Rifugio Fronza alle Coronelle; inoltre l’area è posta nei pressi della stazione a valle delle cabinovie Laurin I e II e della stazione a monte della funivia proveniente da Tires (QUI la “pillola” sul percorso per la Baita Messnerjoch e QUI quella sulla salita a piedi al Rifugio Fronza).

– Cabinovie Laurin I e II: le cabinovie, che sono concatenate, permettono di salire, direttamente con gli impianti, dall’area della Malga Frommeralm al Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge, posti a 2339 metri di altezza.
Dai rifugi è possibile compiere escursioni verso il Rifugio Paolina, il Passo delle Coronelle e, tramite via ferrata, al Passo Santner (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle).

– Seggiovia Tschein: l’impianto collega la stazione a valle, posta lungo la strada tra Carezza e la Malga Frommeralm, con la stazione a monte situata a 1950 metri di quota, non lontano dalla stazione intermedia tra la cabinovia Laurin I e Laurin II.
La stazione a monte della seggiovia Tschein è situata anche lungo la salita a piedi su mulattiera verso il Rifugio Fronza alle Coronelle.

– Funivia Tires: la nuova e grande funivia collega San Cipriano, frazione di Tires, con l’area della Malga Frommeralm permettendo, così, l’accesso diretto, con gli impianti, dalla Val di Tires al comprensorio di Carezza; l’area della Malga Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche in macchina dalla Val di Tires passando per il Passo Nigra (QUI la “pillola” sul Passo Nigra).
La Funivia Tires presenta, inoltre, la particolarità di essere “cabrio, cioè di poter percorrere il viaggio, se la capienza lo permette, anche salendo sul tetto della funivia.

Naturalmente è bene controllare in anticipo periodi e orari di apertura di impianti e rifugi e lo stato dei percorsi che si vogliono intraprendere.

Inoltre, come anticipato, il comprensorio di Carezza Dolomites in inverno dispone di 40 chilometri di piste di svariata difficoltà e pendenza adatte sia a principianti che esperti e quasi tutte con innevamento programmato; sono presenti anche diversi percorsi escursionistici innevati (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026

Seggiovia Paolina

Rifugio Paolina

Lungo il percorso verso il Monumento a Christomannos

Monumento a Christomannos

Lungo il percorso al Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Ferrata Roda di Vael

In vetta alla Roda di Vael

Cabinovia Nova Levante-Malga Frommeralm

Area della Malga Frommeralm

Cabinovie Laurin I e II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Lungo il percorso a piedi al Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Baita Messnerjoch

Seggiovia Tschein

Funivia Tires

Passo Nigra

Piantina del comprensorio Carezza


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della seggiovia Paolina su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della seggiovia Nova Levante-Malga Frommeralm su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della Malga Frommeralm e delle Cabinovie Laurin I e II su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della Malga Frommeralm e della Seggiovia Tschein su Google Maps

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat – Parcines/Partschins – Val Venosta

Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).

Tra le escursioni di impegno contenuto troviamo il Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat; come si evince dal suo nome questo percorso si svolge nell’area di Quadrato/Quadrat, non presenta grandi difficoltà ed è rivolto in particolare alle famiglie, ma non solo.

Il percorso parte dalla fermata dell’autobus numero 268 “Gramegg” ove è posta la grande installazione che indica “QUADRAT” e l’inizio del percorso; l’uso del bus, che può essere preso sia da Parcines che dalla frazione di Rablà/Rabland, è una scelta consigliabile sia per la sostenibilità ambientale sia per la poca presenza di parcheggi all’inizio del percorso (QUI gli orari).

Seguendo i cartelli dal punto di partenza si segue una forestale nel bosco, parallela alla strada verso i masi Quadrathöfe. Il tracciato presenta diverse stazioni di gioco e divertimento, installazioni riguardanti ambiente e sostenibilità ed aree picnic.

Raggiunta la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie” si può, eventualmente interrompere l’escursione; altrimenti attraversando la strada asfaltata.
Il percorso continua, invece, con altre installazioni per giochi e divertimento fino a raggiungere la locanda Brünnl, dove il sentiero escursionistico per famiglie si dirama di nuovo a destra dalla strada; seguendo i cartelli informativi si ritorna, quindi, al punto di partenza.

Il percorso presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa e 2,5 chilometri di sviluppo con difficoltà tecnica contenuta e svolgendosi tra gli 800 ed i 900 metri circa di quota; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sul Gruppo di Tessa/Texel Gruppe e la sottostante bassa Val Venosta.

Come già menzionato il percorso offre anche diversi spunti ed informazioni legati ai temi di ambiente, sostenibilità ed uso attento delle risorse; queste tematiche sono molto importati per tutti e vissute appieno a Parcines e dintorni.

Infatti, il paese di Parcines e le frazioni hanno raggiunto la certificazione internazionale di livello 3 del Global Sustainable Tourism Council (GSTC); le aree con questo marchio vivono la sostenibilità come filosofia a tutto tondo, soddisfacendo appieno ognuno dei nove criteri riguardanti aspetti ecologici, sociali e culturali.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Alla fermata dell’autobus “Gramegg”

Inizio del percorso

Prima parte del tracciato

Incrocio con la strada presso la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie”

Tratto del percorso verso il punto di ristoro Brünnl

Punto di ristoro Brünnl

Ultima parte del percorso

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

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Castel Presule/Schloss Prösels di Fiè allo Sciliar/Völs am Schlern – Alpe di Siusi e Valle Isarco

Castel Presule/Schloss Prösels, grande rocca con struttura ancora ben conservata, è posto a pochi chilometri dai paesi di Fiè allo Sciliar/Völs am Schlern e Tires al Catinaccio/Tiers am Rosengarten, raggiungibili dalla bassa Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” su Fiè e QUI quella su Tires).

Il maniero, già citato dal XIII secolo, fu costruito dai Signori di Fiè, i nobili ministeriali dei Vescovi di Bressanone, di cui l’esponente più noto è stato Leonhard di Fiè-Colonna, per lunghi anni Capitano dell’Adige e Burgravio del Tirolo.

Leonhard, tra il fine ‘400 ed inizio ‘500, grazie anche agli ottimi rapporti con l’Imperatore Massimiliano I, ampliò il maniero trasformandolo in un castello con richiami di stile gotico e rinascimentale; una curiosità risiede nel fatto che, probabilmente, Leonhard non fu un vero discendente della famiglia nobile romana Colonna; ma, visti, i loro problemi economici, “semplicemente” comprò da loro il diritto di aggiungere la dicitura Colonna al suo nome.

Nel 1804 la dinastia dei Signori di Fiè cessò ed il castello passò molte volte di proprietà, perdendo, così, molti dei suoi arredi originari; infine, nel 1981 la cooperativa Kuratorium Schloss Prösels ha acquistato il castello, lo ha sottoposto a grandi lavori di restauro, ha inserito molti arredi affascinanti di stile antico e lo ha aperto al pubblico per cerimonie, mostre ed eventi culturali.

Tra le aree del castello più rinomate si trovano la loggia affrescata, il cortile, la Sala dei Cavalieri, la cappella, le stanze dei proprietari, la collezione di armi ed armature e la raccolta di quadri già del ristorante “Batzenhäusl” di Bolzano e degli artisti di cui vengono ospitate mostre.

Sono presenti anche una mostra permanente con oggetti antichi ritrovati nel castello ed un bar-bistrò; inoltre, dal castello si godono bellissime vedute in particolare verso il paese di Fiè ed il gruppo dello Sciliar.

Il castello è visitabile dal 1 maggio al 31 ottobre, solo con visita guidata, tutti i giorni sabato escluso; per maggiori informazioni è bene controllare il sito ufficiale QUI

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Parcheggio del castello

Area esterna del castello con bar-bistrò e vista sul gruppo dello Sciliar

Tratto tra l’entrata delle mura e del nucleo abitato

Mostra con oggetti antichi ritrovati al castello

Entrata del nucleo del castello

Collezione di armi

Cortile interno

Lungo il percorso di visita

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Valle Isarco


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Castel Trauttmansdorff – Museo del Turismo/Touriseum – Merano e Val d’Adige

Merano/Meran, seconda città più grande dell’Alto Adige/Südtirol, vanta una lunga e prestiogiosa storia ritrovabile anche nei suoi numerosissimi punti di interesse ospitati; tra essi troviamo i noti Giardini Trauttmansdorff (QUI la “pillola” su Merano).

Il complesso dei Giardini Trauttmansdorff è disposto su ben 12 ettari di terreno, in cui sono presenti ambienti botanici con esemplari vegetali provenienti da tutto il mondo, ed è situato intorno a Castel Trauttmansdorff, rocca in cui dimorava spesso l’Imperatrice Elisabetta “Sissi” nelle sue frequenti visite a Merano (QUI la “pillola” sui Giardini Trauttmansdorff).

Castel Trauttmansdorff, visitabile con lo stesso biglietto dei Giardini, è posto, come detto, al centro di essi e vanta una lunga storia legata in particolare agli Imperatori d’Austria Francesco Giuseppe e, soprattutto, Sissi; durante la visita al maniero si possono, quindi, ammirare molte stanze finemente decorate ed ambienti di grande pregio.

Sul sito attuale della rocca nel 1300 si trovava il piccolo castello Neuberg; nel 1500 il castello venne rilevato e ampliato dai von Trauttmansdorff; dopo diverse vicende, passaggi di proprietà, momenti di sfarzo ed altri di abbandono, il maniero è passato, ai giorni nostri alla Provincia di Bolzano.

Con il passaggio alla provincia il castello è stato restaurato, aperto al pubblico insieme al complesso dei giardi, ed ospita anche il Museo del Turismo/Touriseum che permette di scoprire, con molti reperti e descrizioni, la storia del turismo in Tirolo negli ultimi secoli.

Si può, quindi, valutare come il turismo sia passato dall’essere visto, inizialmente, come un problema ad essere una parte molto importante dell’economia e vita locale (con vantaggi e svantaggi legati ad esso).
Castello e giardini sono aperti solitamente dal primo aprile ad inizio novembre; è bene, comunque, controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Giardini e Castel Trauttmansdorff

Entrata di Castel Trauttamansdorff con Museo del Turismo

Cappella

Inizio del percorso museale nel castello

Gioco a tema Alto Adige/Südtirol

Stanze nobiliari del castello

Shop del museo

Giardini Trauttmansdorff attorno al castello

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


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Castel Tasso/Burg Reifenstein – Vipiteno e alta Valle Isarco

Castel Tasso/Burg Reifenstein è una rocca posta nei pressi del paesino di Pruno/Elezenbaum, a pochi chilometri dalla cittadina di Vipiteno/Sterzing, su uno sperone roccioso che domina sul tratto sottostante della alta Valle Isarco/Wipptal; il maniero, citato già dal 1110,  era nato con scopo difensivo ed apparteneva al Principe-vescovo di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” su Vipiteno).

Già dal 1209 il castello passò in proprietà a diversi nobili tirolesi e fu corposamente ampliato, arredato e divenne una residenza abitata permanentemente; nel 1470 il castello passò, quindi, all’Ordine Teutonico che aggiunse diverse stanze finemente arredate e, nel 1580, apportò le ultime aggiunte alla struttura.

Nel 1813 il castello è stato poi trasferito ai conti Thurn und Taxis che lo hanno curato sempre con molta attenzione, ristrutturato e reso anche disponibile al pubblico per essere visitato; il fatto che la struttura non abbia subito grandi danni o modifiche negli ultimi cinque secoli la rende particolarmente interessante anche sotto il profilo storico ed architettonico.

Durante il percorso di visita è, quindi, possibile scoprire buona parte del castello, diverse stanze con arredi originari, un bar in stile medievale ed usufruire di un’audioguida che, nelle tredici stazioni di visita, descrive molto bene storia ed ambienti che si stanno ammirando.

Il castello è raggiungibile, dal parcheggio sottostante, in circa 10 minuti di cammino su mulattiera sterrata un poì ripida ed è solitamente aperto da marzo ad ottobre dalle ore 10.00 alle 18.00 (sabato giorno di chiusura); dal 1 novembre al 6 gennaio il castello è, invece, visitabile solo con visite guidate, che sono anche possibili in orari predefiniti anche da marzo ad ottobre.

Per maggiori informazioni su date ed orari di apertura del castello e visite guidate è bene controllare il sito internet ufficiale: www.burgreifenstein.com

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Castel Tasso

Percorso che dal parcheggio porta al castello

Vista sull’alta Valle Isarco

Zoom su Castelpietra

Area antistante il castello

Entrata del nucleo interno del castello

Vista su Vipiteno

Cortile del castello

Inizio del percorso di visita

Cisterna con pozzo

Cucina

Dispensa

Ambienti che collegano le varie stanze

Stanza del cappellano

Sala delle Donne

Torre residenziale (solo in parte visitabile)

Prigione

Entrata delle sale nobiliari

Camera dei riservisti (scudieri)

Palazzo nuovo

Stanza del Conte

Sala verde

Cappella

Libro dei Feudi

Bar in stile medievale

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Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Castel Tasso su Google Maps