Il centro abitato di Lana, posto a pochi chilometri da Merano/Meran in Val d’Adige/Etschtal, ospita diversi punti di interesse naturali, religiosi, architettonici e culturali; tra questi ultimi troviamo il Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum, posto nella parte meridionale del paese di Lana in via Passeggiata Brandis, 4 (QUI la “pillola” sul paese di Lana).
Il museo si trova all’interno della residenza medievale Larchgut ed ospita molti reperti, documenti ed informazioni sulla storia passata e recente della frutticoltura in Alto adige/Südtirol; viene dato particolare risalto, soprattutto, alla coltura delle mele, uno dei pilastri dell’economia locale.
Lungo il percorso museale si possono scoprire moltissime curiosità sul significato simbolico e culturale della mela nella storia e, naturalmente, l’evoluzione dei metodi di coltivazione nei secoli di questo amato frutto, su come vengono sviluppate e protette le colture, le diverse tipologie di mele presenti in Alto adige/Südtirol e sulla conservazione e spedizione in tutto il mondo delle mele.
Nel museo sono presenti anche una parte esterna ed un‘area dedicata ai bambini con attività disponibili ed una caccia al tesoro.
Il museo è aperto, solitamente, da inizio aprile ad inizio novembre dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00; nel periodo da luglio ad ottobre è prevista anche l’apertura nei giorni festivi dalle 13.00 alle 18.00, sono possibili, su prenotazione, anche visite guidate.
La Malga Costa/Liegalm, posta a 1750 metri di quota, si trova nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione bucolica con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn.
La malga è raggiungibile da diversi punti di partenza; il tracciato più breve parte dal Passo Lavazè, raggiungibile in macchina dai pressi di Nova Ponente/Deutschnofen, Ega/Eggen ed Obereggen in Val d’Ega e Cavalese in Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini, QUI quella su Nova Ponente, QUI la “pillola” su Ega e QUI quella su Obereggen).
Il percorso si svolge su mulattiera sterrata segnata con il numero 9 ed è all’andata in discesa (con, quindi, ritorno in salita) e presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa con 5 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno.
L’escursione comincia dal centro fondo nei pressi del Passo Lavazè seguendo le indicazioni per la Malga Costa, costeggiato il laghetto di Lavazè si interseca la mulattiera sterrata che porta verso Malga Costa.
Alternando tratti su spazi aperti ad altri nel bosco, seguendo a tutti i bivi le indicazioni per Malga Costa, si procede alternando tratti pianeggianti ad altri in leggera o moderata discesa, passando anche per diverse installazioni che descrivono storia ed ambiente dei luoghi circostanti.
Si giunge, quindi, a Malga Costa ove la cucina propone piatti tipici e sono poste anche diverse strutture gioco ed animali al pascolo; come sempre è bene controllare i periodi di apertura della malga.
Inoltre, Malga Costa è anche meta del percorso invernale, solitamente battuto, che raggiunge la malga partendo dal Centro Fondo del Passo Lavazè (QUI la “pillola” sul sentiero invernale).
Le foto si riferiscono alla mia visita dell’estate 2025
Cartelli alla partenza
Tratto attorno al Laghetto di Lavazè
Lungo la mulattiera per Malga Costa
Malga Costa
Vista su Corno Nero e Corno Bianco
Vista sul Latemar
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi del centro fondo del Passo Lavazè su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il comprensorio escursionistico e di sport invernali Carezza Dolomites è situato tra la Val d’Ega/Eggental nelle note località di Nova Levante/Welschnofen, Carezza/Karer, il Lago di Carezza/Karersee ed il Passo di Costalunga/Karerpass e la Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” riguardante il paese di Nova Levante, QUI quella su Carezza e il Passo di Costalunga, QUI la “pillola” sul Lago di Carezza e QUI quella sulla Val di Tires).
In estate il comprensorio di Carezza presenta diversi impianti attivi che permettono di raggiungere, già in quota, diversi rifugi e punti di partenza di molte escursioni di diversa difficoltà; dal comprensorio si godono, inoltre, magnifici panorami in particolare verso i gruppi dolomitici del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar.
Tra gli impianti attivi nella stagione escursionistica estiva troviamo:
– Seggiovia Paolina: la stazione a valle dell’impianto si trova nei pressi delle case di Carezza, non lontano dall’omonimo notissimo lago, e permette di raggiungere il Rifugio Paolina, posto a 2125 metri di quota. Dal Rifugio si possono intraprendere diverse escursioni come quella di impegno moderato verso il Monumento a Christomannos ed il Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva e ascesa impegnative come la via ferrata alla vetta della Roda di Vael (QUI la “pillola” sulla Seggiovia Paolina ed il percorso per il Rifugio Roda di Vael e QUI quella sulla salita alla vetta con via ferrata).
– Cabinovia Nova Levante: l’impianto collega il paese di Nova Levante con la Malga Frommeralm, situata a 1743 metri di quota, l’area della Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche i macchina lungo la strada che collega la Val d’Ega alla Val di Tires passando per il Passo Nigra. Dalla Malga Frommeralm sono possibili diverse escursioni come verso la Baita Messnerjoch ed il Rifugio Fronza alle Coronelle; inoltre l’area è posta nei pressi della stazione a valle delle cabinovie Laurin I e II e della stazione a monte della funivia proveniente da Tires (QUI la “pillola” sul percorso per la Baita Messnerjoch e QUI quella sulla salita a piedi al Rifugio Fronza).
– Cabinovie Laurin I e II: le cabinovie, che sono concatenate, permettono di salire, direttamente con gli impianti, dall’area della Malga Frommeralm al Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge, posti a 2339 metri di altezza. Dai rifugi è possibile compiere escursioni verso il Rifugio Paolina, il Passo delle Coronelle e, tramite via ferrata, al Passo Santner (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle).
– Seggiovia Tschein: l’impianto collega la stazione a valle, posta lungo la strada tra Carezza e la Malga Frommeralm, con la stazione a monte situata a 1950 metri di quota, non lontano dalla stazione intermedia tra la cabinovia Laurin I e Laurin II. La stazione a monte della seggiovia Tschein è situata anche lungo la salita a piedi su mulattiera verso il Rifugio Fronza alle Coronelle.
– Funivia Tires: la nuova e grande funivia collega San Cipriano, frazione di Tires, con l’area della Malga Frommeralm permettendo, così, l’accesso diretto, con gli impianti, dalla Val di Tires al comprensorio di Carezza; l’area della Malga Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche in macchina dalla Val di Tires passando per il Passo Nigra (QUI la “pillola” sul Passo Nigra). La Funivia Tires presenta, inoltre, la particolarità di essere “cabrio, cioè di poter percorrere il viaggio, se la capienza lo permette, anche salendo sul tetto della funivia.
Naturalmente è bene controllare in anticipo periodi e orari di apertura di impianti e rifugi e lo stato dei percorsi che si vogliono intraprendere.
Inoltre, come anticipato, il comprensorio di Carezza Dolomites in inverno dispone di 40 chilometri di piste di svariata difficoltà e pendenza adatte sia a principianti che esperti e quasi tutte con innevamento programmato; sono presenti anche diversi percorsi escursionistici innevati (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025
Seggiovia Paolina
Rifugio Paolina
Lungo il percorso verso il Monumento a Christomannos
Monumento a Christomannos
Lungo il percorso al Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva
Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva
Ferrata Roda di Vael
In vetta alla Roda di Vael
Cabinovia Nova Levante-Malga Frommeralm
Area della Malga Frommeralm
Cabinovie Laurin I e II
Rifugio Fronza alle Coronelle
Lungo il percorso a piedi al Rifugio Fronza alle Coronelle
Ferrata Passo Santner
Baita Messnerjoch
Seggiovia Tschein
Funivia Tires
Passo Nigra
Piantina del comprensorio Carezza
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della seggiovia Paolina su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della seggiovia Nova Levante-Malga Frommeralm su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della Malga Frommeralm e delle Cabinovie Laurin I e II su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della Malga Frommeralm e della Seggiovia Tschein su Google Maps
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi
Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).
Tra le escursioni di impegno contenuto troviamo il Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat; come si evince dal suo nome questo percorso si svolge nell’area di Quadrato/Quadrat, non presenta grandi difficoltà ed è rivolto in particolare alle famiglie, ma non solo.
Il percorso parte dalla fermata dell’autobus numero 268 “Gramegg” ove è posta la grande installazione che indica “QUADRAT” e l’inizio del percorso; l’uso del bus, che può essere preso sia da Parcines che dalla frazione di Rablà/Rabland, è una scelta consigliabile sia per la sostenibilità ambientale sia per la poca presenza di parcheggi all’inizio del percorso (QUI gli orari).
Seguendo i cartelli dal punto di partenza si segue una forestale nel bosco, parallela alla strada verso i masi Quadrathöfe. Il tracciato presenta diverse stazioni di gioco e divertimento, installazioni riguardanti ambiente e sostenibilità ed aree picnic.
Raggiunta la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie” si può, eventualmente interrompere l’escursione; altrimenti attraversando la strada asfaltata. Il percorso continua, invece, con altre installazioni per giochi e divertimento fino a raggiungere la locanda Brünnl, dove il sentiero escursionistico per famiglie si dirama di nuovo a destra dalla strada; seguendo i cartelli informativi si ritorna, quindi, al punto di partenza.
Il percorso presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa e 2,5 chilometri di sviluppo con difficoltà tecnica contenuta e svolgendosi tra gli 800 ed i 900 metri circa di quota; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sul Gruppo di Tessa/Texel Gruppe e la sottostante bassa Val Venosta.
Come già menzionato il percorso offre anche diversi spunti ed informazioni legati ai temi di ambiente, sostenibilità ed uso attento delle risorse; queste tematiche sono molto importati per tutti e vissute appieno a Parcines e dintorni.
Infatti, il paese di Parcines e le frazioni hanno raggiunto la certificazione internazionale di livello 3 del Global Sustainable Tourism Council (GSTC); le aree con questo marchio vivono la sostenibilità come filosofia a tutto tondo, soddisfacendo appieno ognuno dei nove criteri riguardanti aspetti ecologici, sociali e culturali.
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Alla fermata dell’autobus “Gramegg”
Inizio del percorso
Prima parte del tracciato
Incrocio con la strada presso la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie”
Tratto del percorso verso il punto di ristoro Brünnl
Punto di ristoro Brünnl
Ultima parte del percorso
Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale
Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10 Telefono: (+39) 0473 967157 Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.
Castel Presule/Schloss Prösels, grande rocca con struttura ancora ben conservata, è posto a pochi chilometri dai paesi di Fiè allo Sciliar/Völs am Schlern e Tires al Catinaccio/Tiers am Rosengarten, raggiungibili dalla bassa Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” su Fiè e QUI quella su Tires).
Il maniero, già citato dal XIII secolo, fu costruito dai Signori di Fiè, i nobili ministeriali dei Vescovi di Bressanone, di cui l’esponente più noto è stato Leonhard di Fiè-Colonna, per lunghi anni Capitano dell’Adige e Burgravio del Tirolo.
Leonhard, tra il fine ‘400 ed inizio ‘500, grazie anche agli ottimi rapporti con l’Imperatore Massimiliano I, ampliò il maniero trasformandolo in un castello con richiami di stile gotico e rinascimentale; una curiosità risiede nel fatto che, probabilmente, Leonhard non fu un vero discendente della famiglia nobile romana Colonna; ma, visti, i loro problemi economici, “semplicemente” comprò da loro il diritto di aggiungere la dicitura Colonna al suo nome.
Nel 1804 la dinastia dei Signori di Fiè cessò ed il castello passò molte volte di proprietà, perdendo, così, molti dei suoi arredi originari; infine, nel 1981 la cooperativa Kuratorium Schloss Prösels ha acquistato il castello, lo ha sottoposto a grandi lavori di restauro, ha inserito molti arredi affascinanti di stile antico e lo ha aperto al pubblico per cerimonie, mostre ed eventi culturali.
Tra le aree del castello più rinomate si trovano la loggia affrescata, il cortile, la Sala dei Cavalieri, la cappella, le stanze dei proprietari, la collezione di armi ed armature e la raccolta di quadri già del ristorante “Batzenhäusl” di Bolzano e degli artisti di cui vengono ospitate mostre.
Sono presenti anche una mostra permanente con oggetti antichi ritrovati nel castello ed un bar-bistrò; inoltre, dal castello si godono bellissime vedute in particolare verso il paese di Fiè ed il gruppo dello Sciliar.
Il castello è visitabile dal 1 maggio al 31 ottobre, solo con visita guidata, tutti i giorni sabato escluso; per maggiori informazioni è bene controllare il sito ufficiale QUI
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Parcheggio del castello
Area esterna del castello con bar-bistrò e vista sul gruppo dello Sciliar
Tratto tra l’entrata delle mura e del nucleo abitato
Merano/Meran, seconda città più grande dell’Alto Adige/Südtirol, vanta una lunga e prestiogiosa storia ritrovabile anche nei suoi numerosissimi punti di interesse ospitati; tra essi troviamo i noti Giardini Trauttmansdorff (QUI la “pillola” su Merano).
Il complesso dei Giardini Trauttmansdorff è disposto su ben 12 ettari di terreno, in cui sono presenti ambienti botanici con esemplari vegetali provenienti da tutto il mondo, ed è situato intorno a Castel Trauttmansdorff, rocca in cui dimorava spesso l’Imperatrice Elisabetta “Sissi” nelle sue frequenti visite a Merano (QUI la “pillola” sui Giardini Trauttmansdorff).
Castel Trauttmansdorff, visitabile con lo stesso biglietto dei Giardini, è posto, come detto, al centro di essi e vanta una lunga storia legata in particolare agli Imperatori d’Austria Francesco Giuseppe e, soprattutto, Sissi; durante la visita al maniero si possono, quindi, ammirare molte stanze finemente decorate ed ambienti di grande pregio.
Sul sito attuale della rocca nel 1300 si trovava il piccolo castello Neuberg; nel 1500 il castello venne rilevato e ampliato dai von Trauttmansdorff; dopo diverse vicende, passaggi di proprietà, momenti di sfarzo ed altri di abbandono, il maniero è passato, ai giorni nostri alla Provincia di Bolzano.
Con il passaggio alla provincia il castello è stato restaurato, aperto al pubblico insieme al complesso dei giardi, ed ospita anche il Museo del Turismo/Touriseum che permette di scoprire, con molti reperti e descrizioni, la storia del turismo in Tirolo negli ultimi secoli.
Si può, quindi, valutare come il turismo sia passato dall’essere visto, inizialmente, come un problema ad essere una parte molto importante dell’economia e vita locale (con vantaggi e svantaggi legati ad esso). Castello e giardini sono aperti solitamente dal primo aprile ad inizio novembre; è bene, comunque, controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI.
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Giardini e Castel Trauttmansdorff
Entrata di Castel Trauttamansdorff con Museo del Turismo
Cappella
Inizio del percorso museale nel castello
Gioco a tema Alto Adige/Südtirol
Stanze nobiliari del castello
Shop del museo
Giardini Trauttmansdorff attorno al castello
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Castel Tasso/Burg Reifenstein è una rocca posta nei pressi del paesino di Pruno/Elezenbaum, a pochi chilometri dalla cittadina di Vipiteno/Sterzing, su uno sperone roccioso che domina sul tratto sottostante della alta Valle Isarco/Wipptal; il maniero, citato già dal 1110, era nato con scopo difensivo ed apparteneva al Principe-vescovo di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” su Vipiteno).
Già dal 1209 il castello passò in proprietà a diversi nobili tirolesi e fu corposamente ampliato, arredato e divenne una residenza abitata permanentemente; nel 1470 il castello passò, quindi, all’Ordine Teutonico che aggiunse diverse stanze finemente arredate e, nel 1580, apportò le ultime aggiunte alla struttura.
Nel 1813 il castello è stato poi trasferito ai conti Thurn und Taxis che lo hanno curato sempre con molta attenzione, ristrutturato e reso anche disponibile al pubblico per essere visitato; il fatto che la struttura non abbia subito grandi danni o modifiche negli ultimi cinque secoli la rende particolarmente interessante anche sotto il profilo storico ed architettonico.
Durante il percorso di visita è, quindi, possibile scoprire buona parte del castello, diverse stanze con arredi originari, un bar in stile medievale ed usufruire di un’audioguida che, nelle tredici stazioni di visita, descrive molto bene storia ed ambienti che si stanno ammirando.
Il castello è raggiungibile, dal parcheggio sottostante, in circa 10 minuti di cammino su mulattiera sterrata un poì ripida ed è solitamente aperto da marzo ad ottobre dalle ore 10.00 alle 18.00 (sabato giorno di chiusura); dal 1 novembre al 6 gennaio il castello è, invece, visitabile solo con visite guidate, che sono anche possibili in orari predefiniti anche da marzo ad ottobre.
Per maggiori informazioni su date ed orari di apertura del castello e visite guidate è bene controllare il sito internet ufficiale: www.burgreifenstein.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Castel Tasso
Percorso che dal parcheggio porta al castello
Vista sull’alta Valle Isarco
Zoom su Castelpietra
Area antistante il castello
Entrata del nucleo interno del castello
Vista su Vipiteno
Cortile del castello
Inizio del percorso di visita
Cisterna con pozzo
Cucina
Dispensa
Ambienti che collegano le varie stanze
Stanza del cappellano
Sala delle Donne
Torre residenziale (solo in parte visitabile)
Prigione
Entrata delle sale nobiliari
Camera dei riservisti (scudieri)
Palazzo nuovo
Stanza del Conte
Sala verde
Cappella
Libro dei Feudi
Bar in stile medievale
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La cittadina di Chiusa/Klausen, inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia, è posta in Valle Isarco/Eisacktal ed ospita numerosi punti di interesse naturale, architettonico, religioso e culturale; tra essi troviamo, ad esempio, il Museo Civico/Stadtmuseum (QUI la “pillola” su Chiusa).
Il Museo Civico è ospitato nell’ex convento dei Cappuccini in Via Fraghes 1, nei pressi della Chiesa dei Cappuccini/Kapuziner Kirche e non lontano dal centro storico cittadino; il convento risale alla fondazione della Regina di Spagna Maria Anna (1667-1740) che aveva, così, ringraziato il suo Padre Confessore Gabriel Pontifeser, nativo proprio di Chiusa.
Anche la Chiesa dei Cappuccini deve la sue edificazione alla volontà della Regina di Spagna; costruita, come il convento, tra il 1699 ed il 1701 la chiesa, dedicata a San Felice da Cantalice, ospita importanti opere dei pittori lombardi Paolo Pagani e Stefano Maria Legnani.
Oltre alla fondazione del convento e chiesa la Regina donò anche molti oggetti di grande valore che fanno parte del “Tesoro di Loreto”, oggi esposto nel museo; oltre a questa pregevole raccolta nel museo sono presenti anche opere di diversi artisti derivanti, soprattutto, dal periodo in cui Chiusa era la “Colonia artistica”. Queste tele sono, tuttavia, visibili quando non non sono presenti diverse mostre temporanee che sono spesso ospitate dal Museo Civico.
Il Museo Civico, che permette anche di visitare la Chiesa dei Cappuccini, è aperto, solitamente, da fine marzo ad inizio novembre da martedì a sabato dalle ore 9.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.00; per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI
Inoltre, poco distante da chiesa e museo si trova la Cappella di Loreto/Loreto Kapelle costruita come imitazione della nota Santa Casa del Santuario di Loreto, situato ad Ancona; la piccola cappella è legata alle citate vicende della Regina di Spagna e del suo Padre confessore ed ospita pregevoli opere di artisti italiani, spagnoli e fiamminghi.
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Entrata del Museo Civico posta nel Parco dei Cappuccini
Storia del museo e del Tesoro di Loreto
Padre Gabriel Pontifeser
Regina di Spagna Maria Anna
Tesoro di Loreto
Mostra temporanea dedicata alla Pace
Chiesa dei Cappuccini
Cappella di Loreto
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Il Forte di Fortezza/Franzenfeste è situato, nei pressi dell’omonimo paese e del Lago artificiale di Varna, in Valle Isarco/Eisacktal a pochi chilometri dai noti centri di Varna/Vahrn e Bressanone/Brixen; la costruzione dell’enorme forte è stata avviata nel 1833 dall’Imperatore d’Austria Francesco I e terminata in soli 5 anni sotto il regno dell’Imperatore Ferdinando I (QUI la “pillola” su Varna e QUI quella su Bressanone).
La gigantesca struttura difensiva non è, però mai stata utilizzata direttamente in guerre ed è stata poi adibita a deposito dall’Esercito prima austriaco e poi italiano; nel 2003 l’Esercito italiano ha, quindi, definitivamente abbandonato la struttura che, dopo un’attenta ristrutturazione, è stata aperta al pubblico nel 2005.
Dal 2013 il forte è diventato di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano e dal 2017 è entrato a far parte dei musei provinciali ed è anche sede di mostre ed eventi; il complesso fortificato è formato da 3 strutture distinte, il forte basso, medio e alto, i primi due sono visitabili autonomamente, il forte alto, più piccolo e separato dagli altri due, solo tramite visite guidate.
Visitando il Forte di Fortezza si possono visitare le mostre permanenti e temporanee e scoprire la grandezza della struttura che si estende per ben 20 ettari con numerosissimi edifici militari, bunker, polveriere, postazioni di tiro, magazzini, aree di supporto ed approvvigionamento ed il bunker dell’oro, il forte ha ospitato, infatti, anche molte riserve auree con molte vicessitudini (e leggende) ad esse collegate, durante la Seconda guerra mondiale.
Il Forte di Fortezza è solitamente aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) da marzo ad inizio novembre dalle 10,00 alle 16.00 (da maggio ad ottobre dalla 10.00 alle 18.00); per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura e delle visite guidate sul sito ufficiale www.franzensfeste.info
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Paese di Fortezza
Entrata del Forte di Fortezza
Area antistante il Forte Basso
Shop del Forte
Cappella
Mostra permanente sul Forte ospitata nel Forte Basso
Mostra sui Bunker in Alto Adige e Vallo Alpino nel Forte Basso
Mostre temporanee e ponti panoramici sul Lago di Varna nel Forte Basso
Mostra temporanea ed infopoint nel Forte Basso sul Tunnel di base del Brennero in costruzione
Percorso verso il Forte Medio
Alcune delle strutture del Forte Medio
Punto panoramico dal Forte Medio
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Il Passo Palade/Gampenpass è un valico alpino posto a 1518 metri di quota, con ristorante posto sul passo, che separa la Val d’Adige/Etschtal dall’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg e la Val di Non trentina; il passo è punto di partenza di diverse escursioni ed ospita anche il Bunker del Passo Palade (QUI la “pillola” sul Passo Palade).
Dalla Val d’Adige la strada del Passo Palade inizia dal paese di Lana e, passa anche nei pressi del paese di Tesimo/Tisens (QUI la “pillola” sul paese di Lana e QUI quella sul paese di Tesimo e la sua frazione di Prissiano).
Dal versante della Val di Non trentina la salita verso il Passo Palade comincia dal paese di Fondo e porta al valico, passando per la parte di Val di Non compresa nell’Alto Adige/Südtirol; nel comune di Senale-S. Felice/Unsere Liebe Frau im Walde-St. Felix.
Il Bunker del Passo Palade, parte del progetto “Vallo alpino”, è stato edificato tra il 1940 ed il 1941, poco dopo che venne realizzata la strada del Passo Palade, costruita tra il 1935 ed il 1939.
L’intera struttura avrebbe dovuto essere di 4 piani totalmente scavati nella roccia; il progetto non è, però, stato portato a termine per le vicessitudini storiche accadute in quei tempi ed i rapporti tra le dittature tra Italia e Germania.
Per la costruzione del bunker è stata operata, soprattutto, manodopera proveniente dal sud Italia lasciando totalmente all’oscuro dei lavori la popolazione locale; un’altra particolarità geologica risiede nel fatto che lungo le gallerie si incontrano anche la placca tettonica europea e quella africana.
Il bunker non è poi mai stato utilizzato per scopi militari ed oggi è in parte visitabile ed ospita, lungo le sue gallerie, diversi punti di interesse.
Oggi, oltre a scoprire la struttura è possibile, infatti, ammirare la raccolta di minerali “Dalla montagna nella montagna”, curata da Toni Kiem e composta da circa 2.500 pezzi, posti in 40 teche, provenienti da numerosi paesi europei, e la mostra fotografica sulla costruzione dei bunker e della strada del passo.
Inoltre, nei bunker viene stagionato Il formaggio “Monte Mais Kofel” prodotto dalla Latteria Sociale di Fondo della Val di Non trentina.
Per la visita del bunker va tenuto conto del fatto che all’interno è presente una temperatura costante di 6°-8° ed il fondo presenta anche tratti ghiaiosi bagnati e va, quindi, portato con se abbigliamento caldo e calzature adatte; i bunker sono solitamente aperti da Pasqua a fine giugno al sabato e domenica, da inizio luglio a metà settembre tutti i giorni tranne mercoledì e fino a fine ottobre da venerdì a domenica.
Sono previste anche aperture straordinarie in alcune festività; per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale: QUI
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Bunker di Passo Palade
Shop posto nella biglietteria
Entrata del bunker
Mostra fotografica e descrittiva sul bunker e la strada del Passo Palade
Tratto lungo le gallerie
Area del bunker con rivestitura non ultimata con incontro della placca tettonica europea ed africana
Area che ospita la mostra di minerali
Area dove oggi viene stagionato il formaggio Monte Mais Kofel della Latteria di Fondo
Area con postazioni per mitragliatrici e punti che avrebbero dovuto collegare i diversi piani del bunker
Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige
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