L’area dell’altopiano di Rodengo/Rodeneck si sviluppa in posizione elevata e soleggiata sulla sottostante bassa Val Pusteria/Pustertal; la zona ospita diverse possibilità escursionistiche e punti di interesse religiosi, architettonici e storici.
Tra essi troviamo Castel Rodengo/Schloss Rodenegg situato su un colle elevato sul borgo di Villa/Vill, il principale del comune di Rodengo; il maniero è raggiungibile, con passeggiata di pochi minuti su mulattiera sterrata, dalla chiesa parrochiale di Villa nei cui pressi è situato anche un punto panoramico sulla Gola del Fiume Rienza.
Castel Rodengo è già citato dal 1142 ed è stato più volte ampliato e passato in proprietà a diverse famiglie nobili; nel 1694 un grande incendio apporta notevoli danni e nel 1800 vengono anche compiuti saccheggi da parte delle truppe francesi. Nel 1897 il Conte Arthur von Wolkenstein avvia il restauro completo del castello e nel 1972 viene anche scoperto il ciclo di affreschi di Ivano (non fotografabile), databile attorno al 1200 si tratta degli affreschi a tema profano più antichi dell’area di lingua tedesca.
Il castello è attualmente di proprietà delle famiglie Wolkenstein e Thurn und Taxis che abitano ancora la rocca in alcuni periodi dell’anno; pertanto la visita del castello è possibile solo con tour guidato. Il castello è aperto da inizio maggio a fine settembre e nel 2026 le visite guidate si tengono alle 11.30 e 14.30 tutti i giorni escluso il sabato. Per maggiori informazioni è bene consultare il sito ufficiale del Castello di Rodengo: www.rodenegg.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2026
Parcheggio presso la chiesa di Villa
Punto panoramico sulla gola del Fiume Rienza e su Castel Rodengo
Chiesa parrocchiale
Mulattiera che porta al castello
Entrata di Castel Rodengo
Lungo il tour guidato
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Chiesa parrocchiale di Villa a Rodengo su Google Maps
La Cima di Pozzo/Putzenhöhe, situata a 2438 metri di quota, e la Malga Moarhofalm, posta a 1883 metri di altezza, si trovano nei Monti di Fundres/Pfunderer Berge nella media Val Pusteria; sono possibili vari accessi viene qui descritto quello che si diparte dal parcheggio Gelenke situato nell’area tra i paesi di Terento/Terenten e Kiens/Chienes (QUI la “pillola su Terento).
Lungo il tracciato sono posti anche diversi pannelli informativi sulle vita delle marmotte e si tocca anche il Lago Verde/Grünbachsee ed, inoltre, dalla vetta si può ammirare un panorama amplissimo che spazia dalle Alpi di Zillertal alle Dolomiti.
La salita comincia dal parcheggio Gelenke (1590 m, strada stretta da Terento e Chienes); si segue il sentiero numero 65 della “Marmotta” verso la Malga Moarhof. Si sale su mulattiera sterrata con pendenza moderata nel bosco, raggiungendo dapprima un punto di ripodo con scultura della marmotta e poi un punto panoramico; proseguendo sulla mulattiera si procede tra bosco e spazi aperti giungendo alla Malga Moarhof (1883 m, 1.00 ora dalla partenza).
Seguendo sempre le indicazioni “Putzenhöhe” si procede dapprima, in breve,su mulattiera per poi deviare a sinistra su ripido sentiero terroso e sassoso che sale dapprima nel bosco e poi tra radure fino a giungere ad una baita ed un punto panoramico con croce. Incorciata nuovamente la mulattiera la si segue in pendenza moderata con sviluppo a tornanti; poco prima di arrivare alla baita Obere Grünbachalm si segue a destra il sentiero 65 (cartello in parte divelto); la traccia erbosca e sassosa sale, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza meno accentuata, tra mughi e poi tra spazi aperti fino a giungere al Lago Verde (2258 m, 45 minuti dalla Malga Moarhof, 1.45 ore dalla partenza).
Dal lago si segue il sentiero per la vetta salendo su traccia ghiaiosa e sassosa fino ad una selletta tra pascoli; da qui il sentiero sale molto ripido a tornanti sul pendio che porta alla vetta della Cima di Pozzo (2438 m, croce, 30 minuti dal lago, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.
Percorso: parcheggio Gelenke – Malga Moarhof – Lago Verde – Cima di Pozzo – Lago Verde – Malga Moarhof – parcheggio Gelenke
Sentieri: 65
Dislivello: 850 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)
Quota massima: 2438 m
Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi, sviluppo totale di circa 8 chilometri. Attenzione ai numerosi bivi
Data di ascesa: luglio 2026
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata buona visibilità per godere degli ampi panorami; il sentiero della marmotta prevedrebbe 6 pannelli informativi ma io ne ho individuati solo quattro, gli ultimi due credo siano mancanti
Parcheggio Gelenke
Cartelli alla partenza
Tratto verso la Malga Moarhof
Malga Moarhof
Tratto verso il Lago Verde
Lago Verde
Tratto verso la Cima di Pozzo
In vetta alla Cima di Pozzo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio Gelenke su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime DI Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
L’area attorno a Brunico/Bruneck, nella parte centrale della Val Pusteria/Pustertal, offre una grande varietà di escursione e gite di diversa difficoltà; tra quelle di impegno moderato ed adatte anche a famiglie troviamo, ad esempio, il percorso alle Piramidi di Terra di Perca/Percha (dette anche Piramidi di Plata/Platten) – (QUI la “pillola” su Brunico).
Le Piramidi di Terra sono visibili in Alto Adige/Südtirol sia in Val Pustieria nei pressi di Perca che vicino a Terento/Terenten sia sull’Altopiano del Renon/Ritten che a Rifiano in Val Passiria/Passeiertal (QUI la “pillola” sul percorso alle Piramidi di Terra di Terento e QUI quella sulle Piramidi di Terra del Renon).
Il percorso alle Piramidi di Terra di Perca parte dal parcheggio P2 di Plata/Platten, raggiungibile in pochi chilometri da Perca; dal parcheggio si segue il sentiero nel bosco “Erdpyramiden” accompagnati da diverse installazioni legate alla mascotte “Piramidi”, che propone varie curiosità ed attività per bambini ma anche adulti che si vogliano ancora divertire.
Il tracciato si sviluppa nel Parco Naturale delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe ed alternando nel bosco tratti un po’ più ripidi ad altri in falsopiano porta ad una stradina asfaltata che conduce, in breve, ai punti panoramici sulle Piramidi di Terra poste tra i 1500 ed i 1700 metri di quota circa; il percorso presenta circa 150 metri di dislivello in salita e discesa e 3,5 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno.
Le Piramidi di Terra, formazioni terrose con il caratteristico sasso come “cappello”, sono un fenomeno geologico molto interessante dovuto all’erosione da parte delle precipitazioni (pioggia e neve) su particolari tipi di terreni. Il sasso-cappello protegge alcune parti di terreno che diventano le future piramidi con l’erosione del terreno circostante (senza cappello); una volta che le piramidi perdono il loro “cappello” tendono ad essere poi anch’esse erose.
Per approfondire la storia geologica e del territorio, che ha portato alla formazione delle Piramidi di Terra, è possibile visitare anche il Museo Scienze naturali Alto Adige/Naturmuseum Südtirol di Bolzano/Bozen. Il museo propone un focus molto interessante sulla formazione delle Piramidi di Terra oltre che una panoramica su tutta la storia geologica e naturale dell’Alto Adige/Südtirol (QUI la “pillola” sul Museo Scienze Naturali Alto Adige).
Le foto si riferiscono alle mia escursione di giugno 2026
Parcheggio P2 di Plata
Partenza del percorso
Tratto nel bosco
Spiegazioni delle rocce dell’Alto Adige
Breve tratto su stradina asfaltata
In arrivo alle Piramidi di Terra
Vista sulle Piramidi di Terra dai punti panoramici
Cartina del percorso
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio P2 di Plata su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Monte Piana, posto a 2324 metri di altezza, ed il Monte Piano, situato a 2301 metri di quota, sono posti sull’altopiano del Monte Piana facente parte delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten e suddiviso tra Alto Adige/Südtirol e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).
Proprio la posizione del gruppo montuoso ha determinato il fatto che durante la Prima guerra mondiale sia stato teatro di aspre battaglie i cui manufatti quali trincee e posizioni sono ancora ben visibili; l’altipiano è, infatti, un vero e proprio museo all’aperto della guerra (e delle condizioni di vita difficilissime a cui erano sottoposti i soldati).
L’altopiano e le due vette sono raggiungibili, con dislivello rilevante, da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso con dislivello meno elevato che parte dal Lago di Misurina (in territorio Veneto); Misurina è raggiungibile dall’Alto Adige dall’alta Val Pusteria/Pustertal, da Dobbiaco/Toblach, passando dalla Valle di Landro (QUI la “pillola” su Dobbiaco).
Il tracciato che si diparte da Misurina tocca dapprima il Rifugio Magg. Bosi (volendo raggiungibile anche con servizio jeep) e poi si diparte sull’altopiano con anche alcuni tratti attrezzati e panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici.
Il percorso comincia dal parcheggio P1 sopra il Lago di Misurina (1757 m, punto di partenza anche delle jeep navetta per il Rifugio Bosi); seguendo la stradina asfaltata (chiusa al traffico privato) per il Rifugio Bosi si sale nel bosco, in pendenza moderata, fino ad un bivio. I cartelli indicano a sinistra il percorso pedonale uslla vecchia strada militare; seguendo questa opzione si sale sulla vecchia mulattiera asfaltata e sterrata, il percorso sale nel bosco con pendenza moderata ma attraversa diversi tratti franati (al giugno 2025).
La mulattiera compie poi due tornanti fino ad innestarsi, sulla mulattiera percorsa anche dalle jeep, alla Forcella Auta/Alta (1984 m); a mio avviso è, tuttavia, visti i numerosi tratti franati, seguire al bivio indicato in salta verso destra rimanendo integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep. Dalla Forcella Auta si segue, quindi, la stradina asfaltata e sterrata che conduce, uscendo dal bosco con diversi tratti più ripidi, al Rifugio Magg. Bosi (2205 m, 1.30 ore dal Lago di Misurina, 5 chilometri di sviluppo).
Dal rifugio si segue il sentiero per il percorso storico su mulattiera, abbandonandolo poco dopo e seguendo a sinistra i cartelli numero 6b per il sentiero attrezzato del Monte Piana si sale su sentiero sassoso in moderata pendenza. Ignorato un bivio a destra si supera un primo breve tratto attrezzato e si continua in salita tra mughi fino ad incontrare le prime postazioni di guerra; si procede, quindi, in saliscendi su sentiero a mezza-costa a tratti un po’ esposto (cavi) fino a giungere alla vetta del Monte Piana (2324 m, croce, 40 minuti dal rifugio, 2.10 ore dalla partenza).
Continuando sul sentiero del percorso storico si prosegue in saliscendi, su sentiero sassoso, tra postazioni e trincee, fino a giungere ad un grosso cippo commemorativo ed, in breve, in discesa alla Forcella de i Castrade/Castrati (2272 m, 20 minuti dal Monte Piana, 1.00 ora dal rifugio, 2.30 ore dalla partenza).
Seguendo sempre i cartelli del sentiero storico si devia, in breve, a destra e si procede su sentiero attrezzato, un po’ esposto, a mezza-costa passando per diverse postazioni di guerra; prima in discesa e poi in risalita su sentiero sassoso e terroso si raggiunge una cengia attrezzata con cavi (a tratti un po’ esposta) che porta ad altre postazioni ed all’ingresso di una galleria di guerra (sconsigliato entrarci). Il tracciato sale ora con due scale di legno e poi prosegue in breve su cengia attrezzata fino a giungere sulla zona sommitale; in breve, deviando a sinistra, e facendo attenzione alle tante fenditure presenti sul terreno, si giunge alla vetta del Monte Piano (2301 m, croce, 30 minuti dalla Forcella dei Castrati, 1.30 ore dal rifugio, 3.00 ore dalla partenza).
Seguendo il sentiero storico si prosegue ora sul sentiero “normale” verso la Forcella dei Castrati; passando da altre trincee e posizioni si prosegue in saliscendi su sentiero sassoso ed erboso fino alla Campana degli Alpini; da qui si scende, in breve, nuovamente alla Forcella dei Castrati (15 minuti dal Monte Piano. 1.45 ore dal rifugio, 3.15 ore dalla partenza).
Seguendo i sentieri del sentiero storico verso il Rifugio Bosi si sale ad una crocetta ed altre trincee e postazioni di guerra; si continua, quindi, in salita alla Piramide e Capanna Carducci fino a giungere alla mulattiera sassosa che riporta, in discesa, al Rifugio Bosi (30 minuti, dalla Forcella dei Castrati, 2.15 ore dal primo passaggio al rifugio, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio si segue, quindi, integralmente in discesa la mulattiera, asfaltata e sterrata, percorsa dalle jeep che riporta alla Forcella Alta ed al parcheggio (1.15 ore dal rifugio, 5.00 ore dalla partenza).
Percorso: parcheggio P1 di Misurina – Rifugio Magg. Bosi – Monte Piana – Forcella dei Castrati – Monte Piano – Forcella dei Castrati – Rifugio Magg. Bosi – parcheggio P1 di Misurina
Sentieri: strada per il Rifugio Bosi – 6b – percorso storico
Dislivello: 850 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.00 ore
Quota massima: 2324 m
Difficoltà: EE/EEA – escursione che presenta diversi tratti attrezzati (in parte un po’ esposti) in cui è richiesto passo fermo ed assenza di vertigini e molte parti con antiche postazioni e trincee di guerra che richiedono anch’esse attenzione; fare attenzione ai tanti bivi presenti. Necessario tempo asciutto e buona visibilità. Per chi non si sentisse sicuro è bene avere con se il kit da ferrata. Sviluppo chilometrico lungo di circa 17 chilometri totali.
Data di ascesa: giugno 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio; controllando in anticipo gli orari del servizio, volendo, è possibile usufruire del servzio a pagamento di jeep navetta dal parcheggio al Rifugio Bosi (se prese in salita e discesa si risparmiano 10 chilometri di sviluppo totali e 500 metri di dislivello in salita e discesa). Lungo il percorso storico è anche possibile rimanere, integralmente, sul sentiero “normale” evitando i tratti attrezzati (seppur, “saltando”, quindi, la vista a diverse postazioni e strutture di guerra).
Esperienza di Stefano: escurione decisamente impegnativa ma molto bella, io sono salito e sceso a piedi; nel caso si usasse il servizio jeep navetta va tenuto conto del fatto che la strada è in diversi tratti piuttosto dissestata. Va prestata attenzione a non distrarsi nei molti crocevia facendo attenzione alle direzioni da prendere (meglio avere con se anche una buona carta topografica) e alle tante fenditure del trreno presenti; necessario bel tempo e buona visibilità sia per godere degli ampi panorami e dell’ambiente attraversato sia per la sicurezza vista la tipologia di terreno
Lungo il primo tratto di salita
Bivio tra mulattiera percorsa dalle jeep (a destra) e vecchia strada militare (con tratti franati, a sinistra)
Lungo la vecchia strada militare
Forcella Auta/Alta
Salendo al Rifugio Bosi
Rifugio Bosi
Inizio del percorso storico
Lungo il percorso 6b
In vetta al Monte Piana
Tratto sul sentiero storico verso la Forcella dei Castrati
Forcella dei Castrati
Salita al Monte Piano tramite sentiero attrezzato
In cima al Monte Piano
Tornando alla Forcella dei Castrati lungo il sentiero “normale”
Tornando verso il Rifugio Bosi
Lungo la discesa integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio P1 di Misurina su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
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Il paese di San Candido/Innichen, posto in alta Val Pusteria/Pustertal, è una delle mete turistiche più note ed amate dell’Alto Adige/Südtirol ed oltre a tantissime possibilità escursionistiche e sciistiche offre anche spunti di interesse architettonico, religioso e culturale (QUI la “pillola” su San Candido).
Tra questi troviamo, ad esempio, il Museo DoloMythos situato in Via P. P. Rainer 11 nel centro del borgo di San Candido, il museo si trova all’interno del residence Wachtler con enorme shop e panifico-pasticceria.
Michael Wachtler, proprietario della struttura, ed appassionato di geologia e storia delle Dolomiti è anche l’ideatore del museo ed alcuni fossili e scheletri di sauri esposti sono stati trovati proprio da lui lungo tour dolomitici; il museo ospita moltissimi reperti legati a geologia, storia, flora, fauna, popolazioni, sviluppo demografico e turistico, leggende e tradizioni dell’area dolomitica con approfondimenti particolari sull’area di San Candido.
L’esposizione è arrichita anche da molti filmati e contenuti multimediali oltre che dalla possibilità, per i bambini, di partcipare ad una caccia al tesoro; il museo è anche sede di eventi, mostre temporanee e ricerca scientifica sul mondo delle Dolomiti.
DoloMythos è aperto, solitamente tutto l’anno tranne il giorno di Natale; è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.dolomythos.com
Le foto si riferiscono alla mia visita di marzo 2025
Entrata del museo
Villa Wachtler posta a lato dell’entrata
Alcuni dei tantissimi reperti esposti lungo il percorso museale
Alcune parti del grandissimo shop
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Museo DoloMythos a San Candido su Google Maps
L’area del Lodenwelt (Mondo Loden), con presenza di diverse attività produttive e di vendita, è posta in area bucolica e verdeggiante in bassa Val Pusteria/Pustertal nel comune di Vandoies/Vintl tra i due borghi di Vandoies di Sotto/Niedervintl e Vandoies di Sopra/Obervintl (QUI la “pillola” sul comune di Vandoies).
Nel polo del Lodenwelt tra le varie attività ospitate si trovano la tradizionale fabbrica di loden dell’antica azienda di produzione di questo tessuto Oberrauch-Zitt (con annesso museo del Loden) ed il Caseificio Capriz (QUI la “pillola” sul Museo del Loden).
Il museo del Caseificio Capriz permette di scoprire in maniera molto dettagliata e coinvolgente moltissime informazioni sulle capre ed il loro latte e su tutto il processo che permette la trasformazione del latte nelle diverse tipologie di formaggio di capra preparate da Capriz.
Il percorso museale presenta molte curiosità, video esplicativi e la possibilità di vedere, tramite vetrate, la cantina dove avviene la salatura e stagionatura dei formaggi; presso il Caseificio Capriz è presente anche uno shop ove è possibile acquistare i prodotti Capriz, alcuni dei quali hanno vinto diversi premi internazionali, ed anche diversi altri articoli di specialità gastronomiche dell’Alto Adige/Südtirol.
La visita al Museo Capriz è quindi consigliata a tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza di come si crea il formaggio di capra potendo scoprire come la professione del casaro sia una vera e propria arte.
Il museo e lo shop sono aperti, solitamente, tutti i giorni ma è bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale www.capriz.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Entrata del Caseificio Capriz
Ingresso al museo
Prima parte del museo con molte informazioni sulle capre
Seconda parte del museo che permette di scoprire come si passa dal latte fresco al formaggio
Parte finale del museo in cui è possibile vedere la cantina di salatura e stagionatura Capriz
Shop Capriz
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
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Il paese di San Lorenzo di Sebato/St. Lorenzen, posto a circa 800 metri di quota, si trova nell’area centrale della Val Pusteria/Pustertal nei pressi della città di Brunico/Bruneck; il comune di San Lorenzo di Sebato giace, circondato da colli e pascoli, ai piedi del Plan de Corones/Kronplatz che ospita l’omonimo noto comprensorio escursionistico e di sport invernali (QUI la “pillola” sulla città di Brunico, QUI quella sul Plan de Corones in estate e QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).
Il comune di San Lorenzo di Sebato, con le sue frazioni, conta poco meno di 4000 abitanti; il paese principale si sviluppa, lungo il Fiume Rienza, attorno alla Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, nota già dal VI° secolo e successivamente trasformata in stile gotico.
Oltre alle chiesa parrocchiale il paese di San Lorenzo di Sebato ospita diversi altri palazzi antichi; in uno di questi, attiguo alla chiesa parrocchiale, è posto il Museum Mansio Sebatvm dedicato all’epoca dell’Impero romano.
Nel museo sono esposti, infatti, diversi reperti, risalenti all’età di ferro e soprattutto dell’epoca romana, rinvenuti nei dintorni di San Lorenzo di Sebato che ai tempi dell’Impero romano ospitava l’insediamento di Sebatvm.
Lungo il percorso museale, disposto su tre piani, oltre ai reperti sono presenti molte descrizioni accurate della vita in zona, e non solo, in epoca romana; si trovano anche molti contenuti multimediali ed interattivi per immergersi pienamente nella vita al tempo dei Romani.
Il museo è aperto, solitamente, da lunedi a venerdì mattina e pomeriggio e sabato al mattino (anche nel pomeriggio in alta stagione estiva); è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.mansio-sebatum.it
Inoltre, dal paese di San Lorenzo di Sebato è possibile intraprendere diverse escursioni sul Sentiero Archeologico, i vicini colli, Castel Badia/Sonnenburg, Castel San Michele e fin verso l’area del Plan de Corones e dell’Alpe di Rodengo-Luson/Rodeneck-Lüsen.
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2025 e 2026
Chiesa parrocchiale
Centro di San Lorenzo di Sebato
Bucolici dintorni del paese
Lungo il Fiume Rienza
Castel Badia
Sentieri escursionistici dell’area di San Lorenzo di Sebato
Museum Mansio Sebatvm
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
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Il Rifugio Großberghütte, situato a 1644 metri di altezza, ed i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte, posti a 1850 metri di quota, si trovano nel gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge in Valle di Altafossa/Altfasstal raggiungibile dal paese di Maranza/Meransen posto in posizione elevata sul borgo di Rio di Pusteria/Mühlbach in bassa Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” su di Rio di Pusteria, Maranza e Valles).
Il percorso per i rifugi si diparte dal parcheggio posto all’imbocco della Valle di Altafossa e raggiunge dapprima, su percorso nel bosco solitamente battuto dal gatto delle nevi, il Rifugio Großberghütte (aperto in alcuni periodi anche in inverno); il tracciato, battuto solo dagli escursionisti, raggiunge poi, con sviluppo piuttosto lungo tra spazi più aperti, la conca idilliaca ove sono posti i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte (chiusi in inverno).
Il percorso in Valle di Altafossa si torva, inoltre, nell’are di sport invernali del Gitschberg-Jochtal, posta tra i paesi di Maranza e Valles, che offre svaraiti chilometri di piste da sci alpino, sci di fondo e diverse possibilità per escursionismo invernale (QUI la “pillola” sul comprensorio Gitschberg-Jochtal in inverno).
L’escursione comincia dal parcheggio della Valle di Altafossa (1520 m, strada a tratti un po’ stretta da Maranza); tornati in breve alla strada di inzio dei sentieri si segue il sentiero numero 15 verso il Rifugio Großberghütte e la Valle di Altafossa proseguendo nel bosco, su traccia solitamente battuta dal gatto delle nevi, in leggeri saliscendi.
Si ignora il bivio per il Rifugio Moser e, ad un a successiva biforcazione, ci si mantiene a sinistra verso il Rifugio Großberghütte; si procede dapprima in discesa fino ad un ponticello con crocefisso, si sale poi con pendenza moderata fino al Rifugio Großberghütte (1644 m, 30 minuti dalla partenza).
Dal Rifugio Großberghütte si continua a seguire il sentiero 15 verso i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte; seguendo la traccia, solitamente presente ma battuta solo dagli escursionisti, si sale tra spazi aperti, in moderata pendenza, lungo la Valle di Altafosse.
Con sviluppo piuttosto lungo si superano alcune baite e si sale, quindi, un po’ più ripidamente fino ad un pianoro, che si percorre in lievi saliscendi, giungendo ai Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte (1850 m, chiusi in inverno, 1.00 ora dal Rifugio Großberghütte, 1.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.
Percorso: parcheggio Valle di Altafossa – Rifugio Großberghütte – Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte – Rifugio Großberghütte – parcheggio Valle di Altafossa
Sentieri: percorso invernale che ricalca il sentiero estivo 15
Dislivello: 300 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali
Quota massima: 1850 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica contenuta fino il Rifugio Großberghütte, la prosecuzione ai Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte presenta una difficoltà maggiore in base alla traccia, comunque solitamente presente ma battuta solo dagli escursionisti. Sviluppo totale piuttosto lungo di 10 chilometri circa; in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: febbraio 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del Rifugio Großberghütte e le condizioni di battitura del percorso; naturalmente è anche possibile fermarsi al Rifugio Großberghütte senza proseguire verso i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte
Nei pressi del parcheggio in Valle di Altafossa
Tratto verso il Rifugio Großberghütte
Rifugio Großberghütte
Tracciato verso i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte
Rifugi Pranterhütte
Rifugio Wieserhütte
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Valle di Altafossa di Maranza su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Castelliere/Burgstall, vetta di 2218 metri di quota, è posta nell’area della Croda Rossa di Sesto/Rotwand nel gruppo delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten; la cima è raggiungibile da diversi punti di partenza, viene qui descritto un itinerario ad anello che parte dal Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass, raggiungibile dalla Val di Sesto/Sextental dall’Alto Adige/Südtirol e dal Comelico in Veneto (QUI la “pillola” sul Passo Monte Croce di Comelico e QUI quella sulla Val di Sesto).
Il percorso dopo aver raggiunto la vetta del Castelliere porta ai Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen (che ospitano due rifugi) per poi tornare al Passo Monte Croce di Comelico con mulattiera nel bosco; il tratto di salita e discesa dalla vetta presentano diversi passaggi sassosi ripidi che richiedono piedi fermo (QUI la “pillola” sul comprensorio della Croda Rossa, che comprende anche i Prati di Croda Rossa, raggiungibile anche in cabinovia dai Bagni di Moso/Bad Moos).
Dal tracciato si godono anche bellissimi panorami sulle Dolomiti di Sesto e le Alpi Carniche e si attraversano diversi ambienti sia rocciosi e selvaggi verso la cima, sia pascolivi e boschivi negli altri tratti.
Il percorso comincia dal Passo Monte Croce di Comelico (1636 m), si segue il sentiero numero 15 per il Castelliere salendo dapprima tra prati e poi nel bosco, su traccia ghiaiosa piuttosto ripida, fino a giungere ad una radura. Seguendo sempre il sentiero 15 a diversi bivi si giunge ad una falesia di arrampicata e ferrate e, continuando su traccia terrosa nel bosco, si sale raggiungendo vecchie strutture militari ed un bivio; si continua, quindi, sempre sul sentiero 15 per il Castelliere. La traccia ghiaiosa e sassosa procede a mezzacosta in leggeri saliscendi, superato un breve tratto franato, si giunge ad una piccola conca; facendo attenzione a seguire i segni si sale adesso in un canalone ghaioso giungendo ad un bivio.
Seguendo a sinistra il sentiero 15B per il Castelliere si sale su traccia ghiaiosa, con pendenza piuttosto accentuata; il sentiero sale a tornanti dapprima tra rado bosco e poi in terreno aperto; la traccia traversa poi verso destra con pendenza moderata fino ad una sella con cartelli. Dalla sella si può salire a destra in breve, facendo attenzione ad un tratto franato, alla vicinissima vetta del Castelliere (2218 m, 2.00 ore dalla partenza).
Tornati in breve, con attenzione, alla sella si scende verso i Prati di Croda Rossa, la traccia ghiaiosa scende dapprima in moderata pendenza per poi scendere un ripido canalino su fondo sassoso con anche alcuni gradoni. Usciti dal canalino la traccia traversa verso sinistra in moderata pendenza giungendo ad incontrare nuovamente il sentiero 15; seguendo sempre per i Prati di Croda Rossa ai diversi bivi si scende su mulattiera tra bosco e pascoli raggiungendo i Prati di Croda Rossa (1925 m, Rifugio Rudi e Rifugio Prati di Croda Rossa, cabinovia che sale da Moso/Moos, 45 minuti dalla vetta del Castelliere, 2.45 ore dalla partenza).
Dai Prati di Croda Rossa si segue adesso il sentiero 18 per il Passo Monte Croce, la traccia procede inizialmente in saliscendi tra terrei aperti e bosco, passando anche nei pressi di diverse sculture in legno; il sentiero porta poi ad un bivio. Seguendo sempre il sentiero 18 per il Passo Monte Croce si procede in discesa su mulattiera ghiaiosa in moderata pendenza giugendo ad una baita; continuando sulla mulattiera si scende nel bosco fino ad un bivio.
Rimanendo sul sentiero 18 si scende quindi su mulattiera con pendenza un po’ più accentuata giungendo alla strada del Passo Monte Croce di Comelico; seguendo a destra la traccia a lato strada si giunge, quindi, in breve, al Passo Monte Croce di Comelico (1.30 ore dai Prati di Croda Rossa, 4.15 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Monte Croce di Comelico – Castelliere – Prati di Croda Rossa – Passo Monte Croce di Comelico
Sentieri: 15 – 15B – 15 – 18
Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali
Quota massima: 2218 m
Difficoltà: EE– percorso che presenta diversi tratti ripidi verso la vetta (soprattutto la discesa è piuttosto tecnica nella prima parte); la deviazione dalla sella sotto la vetta alla cima è molto breve ma presenta un tratto franato in cui bisogna prestare molta attenzione. Il percorso presenta uno sviluppo totale di 12 chilometri circa
Data di ascesa: settembre 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi. Dai Prati di Croda Rossa è possibile scendere ai Bagni di Moso in cabinovia e poi tornare al Passo Monte Croce in autobus; è bene informarsi, in questo caso anche sugli orari dell’autobus ed i periodi di apertura di cabinovia. È possibile evitare la salita in vetta rimanendo sul sentiero 15 al bivio col sentiero 15B od anche percorrere in salita e discesa il sentiero 18. Dal Passo Monte Croce partono anche diversi altri itinerari come quello per il Monte Covolo/Seikofel e la Malga Nemes Alm, il Col Quaternà/Knieberg, Passo Silvella/Kniebergsattel e Malga Nemes Alm e la Croda Sora i Colesei (QUI la “pillola” sul percorso per il Monte Covolo, QUI quella sull’ascesa alla Croda Sora i Colesei e QUI quella sulla salita al Col Quaternà).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità sia per questioni di sicurezza ed orientamento oltre che per godere dei bellissimi panorami; il percorso è di difficoltà tecnica moderata per esperti ma non va sottovalutato in diversi tratti, soprattutto nella breve deviazione verso la vetta e nel primo tratto di discesa.
Primo tratto di salita dal Passo Monte Croce di Comelico
Falesia di arrampicata e vie ferrate
Tratto nel bosco che passa anche nei pressi di vecchie strutture militari
Tratto a mezzacosta con saliscendi
Attraversamento di un tratto franato
Tratto in cui fare attenzione a seguire i segni
Salendo sul sentiero 15B
Tratto finale per la vetta (da fare con attenzione vista la parte franata)
In vetta
Viste dalla vetta
Primo tratto della discesa
Canalino ripido in discesa
Vista sulla Val di Sesto
Discesa verso i Prati di Croda Rossa
Prati di Croda Rossa
Rifugio Rudi
Lungo il primo tratto in saliscendi del sentiero 18
Discesa lungo la mulattiera
Baita con radura
Discesa verso il Passo Monte Croce
Breve tratto a lato strada tornando al Passo Monte Croce
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Monte Croce di Comelico su Google Maps
DISCLAIMER:
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose seeffettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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La Torre di Toblin/Toblinger Knoten, vetta di 2617 metri di quota ed il Sasso di Sesto/Sextner Stein, cima di 2539 metri di altezza, sono poste nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserite in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e il Monte Paterno/Paternkofel (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).
La zona dove si trovano Sasso di Sesto e Torre di Toblin presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Alto Adige/Südtirol.
Il percorso ad anello raggiunge, passando per la Malga Langalm, dapprima il famoso Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime/Drei Zinnen Hütte e sale poi per sentiero al Sasso di Sesto continuando, quindi, su ferrata sul versante nord alla Torre di Toblin. Scesi per la ferrata sul versante sud, e tornati al Rifugio Locatelli-Innerkofler, sia prosegue verso la Forcella Lavaredo tornando poi al Rifugio Auronzo, passando anche per il Rifugio Lavaredo.
Il percorso comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m, strada a pedaggio dal Lago di Misurina), seguendo a sinistra il sentiero 105 per il Rifugio Locatelli-Innerkofler si raggiunge in saliscendi, in breve, su traccia sassosa e ghiaiosa, la Forcella dè l’Col de Medo (2305 m). Continuando sul sentiero 105 si procede in moderata discesa su traccia ghiaiosa ad un laghetto ed alla vicina Malga Langalm; il sentiero procede, quindi, in salita in moderata pendenza su traccia sassosa e terrosa raggiungendo una selletta. La traccia scende poi piuttosto ripidamente fino alla radura erbosa del Pian da Rin; da qui riprende al salita in moderata pendenza, su traccia sassosa e terrosa, che porta in tornanti all’incorcio col sentiero 102; seguendo sempre per il Rifugio Locatelli-Innerkofler si sale, quindi, in breve, al Rifugio Locatelli-Innerkofler (2405 m, 1.40 ore dalla partenza).
Seguendo i cartelli per la Ferrata Torre di Toblin si procede su traccia sassosa e ghiaiosa, a tratti ripida che porta ad una selletta; da qui, su traccia non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, si sale a sinistra, in breve, alla vetta del Sasso di Sesto (2539 m, ruderi di vecchie fortificazioni militari, 20 minuti dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 2.00 ore dalla partenza).
Tornati in breve alla selletta si segue la traccia (segnata con triangoli rossi) che costeggia le pareti della Torre di Toblin giungendo all’attacco della ferrata sul versante nord; si supera inizialmente un traverso con passerella di legno e si arriva alla targa di inizio della ferrata. La ferrata sale dapprima su salti rocciosi attrezzati con cavo giungendo, quindi, ad una prima serie di scalette di ferro (alcune verticali e con primo piolo piuttosto alto); superata la prima serie di scale si sale su altri salti rocciosi ed un canalino in cui vanno cercati bene gli appigli. La ferrata continua poi con altre serie di scale sempre esposte, superato un traverso con staffe si giunge, quindi, alle ultime scale verticali che portano alla vetta della Torre di Toblin (2617 m, croce, 45 minuti dal Sasso di Sesto, 2.45 ore dalla partenza).
Dalla cima si scende sul versante opposto seguendo i cavi che portano a diversi salti rocciosi, di moderata difficoltà tecnica seppur con l’impegno delle ferrate in discesa; la ferrata porta, quindi, alla base della parete dalla quale si segue la traccia sassosa e ghiaiosa a destra che riporta sulla traccia di salita che si segue, in breve, tornando al Rifugio Locatelli-Innerkofler (45 minuti dalla cima della Torre di Toblin, 3.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si segue adesso il sentiero 101 per il Rifugio Auronzo; si scende dapprima su sentiero sassoso e ghiaioso procedendo poi in saliscendi e, infine, in risalita fino alla Forcella Lavaredo (2454 m). Dalla Forcella Lavaerdo si segue il sentiero ghiaioso che porta in breve in discesa, in moderata pendenza, al Rifugio Lavaredo (2344 m); dal Rifugio Lavaredo si segue, quindi, la mulattiera ghiaiosa che riporta, in saliscendi, al Rifugio Auronzo (1.30 ore dal Rifugio Locatelli, 5.00 ore dalla partenza).
Percorso: Rifugio Auronzo – Forcella dè l’Col de Medo – Malga Langalm – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Sasso di Sesto – Torre di Toblin – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo
Sentieri: 105 – traccia per il Sasso di Sesto – Ferrate della Torre di Toblin – 101
Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i continui saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali
Quota massima: 2617 m
Difficoltà: E il Rifugio Locatelli-Innerkofler – EE il Sasso di Sesto – EEA la Torre di Toblin – percorso senza particolari difficoltà tecniche, ma relativamente lungo, nell’anello per il Rifugio Locatelli-Innerkofler; salita al Sasso di Sesto su traccia sassosa con tratto finale non segnato ma ben intuibile con buona visibilità; la salita alla Torre di Toblin è su via ferrata (necessari kit da ferrata e casca) mediamente impegnativa tecnicamente (con due passaggi di difficoltà maggiore) ed esposizione elevata, la discesa è di moderato impegno tecnico (seppur con la difficoltà del percorrere ferrate in discesa). Lo sviluppo totale del percorso è di circa 13 chilometri.
Data di ascesa: luglio 2023
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; il rifugio Locatelli-Innerkofler può essere raggiunto anche attraverso altri itinerari ed è anche punto di partenza per altre diverse escursioni a cime e vie ferrate. Troviamo descritte sul sito, ad esempio, il percorso che tocca i Rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli-Innerkofler partendo dalla Val Fiscalina/Fischleintal (valle laterale della Val di Sesto/Sextental) e le salite alla Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze ed al Monte Paterno/Paternkofel (QUI la “pillola” sul percorso che raggiunge i rifugi dalla Val Fiscalina, QUI quella sulla salita alla Croda Fiscalina Orientale e QUI la “pillola” sull’ascesa al Monte Paterno)
Esperienza di Stefano: è necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del magnifico panorama di vetta; è consigliabile arrivare presto al Rifugio Auronzo per evitare lunghe code in macchina al pedaggio e la possibilità che i parcheggi vadano esauriti. La ferrata è di difficoltà media (per esperti di questo genere di percorsi) ma non va sottovalutata vista la forte esposizione.
Lungo il primo tratto di percorso
Malga Langalm
Tratto in saliscendi verso il Pian da Rin
Salendo al Rifugio Locatelli-Innerkofler con vista sulle Tre Cime di Lavaredo
Rifugio Locatelli-Innerkofler
Salendo verso Sasso di Sesto e Torre di Toblin con vista su Rifugio Locatelli-Innerkofler e Monte Paterno
Salendo verso Sasso di Sesto e Torre di Toblin
Tratto non segnato verso il Sasso di Sesto
In vetta al Sasso di Sesto
Vista dal Sasso di Sesto sulla Torre di Toblin
Tratto verso l’attacco della Ferrata della Torre di Toblin
Lungo la via ferrata di salita
In cima alla Torre di Toblin
Lungo la ferrata di discesa
Tratto tra il Rifugio Locatelli-Innerkofler e la Forcella Lavaredo
Scendendo al Rifugio Lavaredo
Rifugio Lavaredo
Tornando al Rifugio Auronzo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali