Lago di Anterselva/Antholzersee – Valle Anterselva – autunno 2021

Il Lago di Antereselva/Antholzersee, situato ad oltre 1600 metri di quota, è posto in Valle Anterselva/Antholzertal, una valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal; lo specchio d’acqua giace in zona idilliaca ed è, pertanto, molto amato e frequentato (QUI la “pillola” sulla Valle Anterselva).

L’incantevole Lago di Anterselva ha uno sviluppo costiero di 2,7 chilometri e una profondità massima di 38 metri; lungo le sponde del lago è stato tracciato un percorso natura, di circa 3,5 chilometri di lunghezza, ove sono posti diversi pannelli informativi su geologia, fauna e flora presenti nell’area protetta del lago.

Il lago è, come detto, posto in posizione magnifica con diversi monti delle Vedrette di Ries/Riesfernergruppe che si specchiano sulla superficie lacustre; lo specchio d’acqua ospita anche diverse specie animali tra cui molti anatidi, pesci ed uccelli, che è spesso possibile osservare camminando sulle sponde del lago.

Il Lago di Anterselva presenta acque molto fredde per cui è sconsigliato immergercisi, è però già molto emozionante gustare i panorami sul lago anche dalle strutture con hotel e ristoranti presenti in loco; il lago è anche molto interessante in inverno grazie alla presenza di sci da fondo e dell’arena di biathlon.

Lungo il giro intorno al lago

Panorami sulle Vedrette di Ries

Piatto tipico al Rifugio Genziana/Enzian nei pressi del lago

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Lago di Anterselva su Google Maps

Monte Paterno/Paternkofel (2744 m) – Ferrata De Luca-Innerkofler – Ferrata delle Forcelle – Dolomiti – luglio 2021

Il Monte Paterno, vetta di 2744 metri di quota, è una cima posta nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserite in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e la Croda dei Toni/Zwolferkopf (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La zona dove si trova il Monte Paterno presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Sudtirolo.

Il percorso raggiunge dapprima il famoso Rifugio Locatelli-Innerkofler e sale poi per gallerie e continua poi su ferrata con percorso con lughi tratti in ferrata, di media difficoltà per l’esperto ferratista, ma con diversi tratti esposti; il concatenamento tra la Ferrata De Luca-Innerkofler e Ferrata delle Forcelle permette di compiere, quindi, un percorso molto lungo ma di grande soddisfazione in un ambiente tra i più belli delle Dolomiti.

La salita comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m, strada a pedaggio dal Lago di Misurina), si segue il sentiero 101 sul larga mulattiera ghiaiosa fino al Rifugio Lavaredo (2344 m), dal Rifugio Lavaredo si continua a seguire il sentiero 101 che conduce su mulattiera sassosa alla Forcella Lavaredo (2454 m).
Dalla Forcella Lavaredo, sempre sul sentiero 101, si prosegue in percorso piuttosto lungo in saliscendi su sentiero sassoso  che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (2405 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal rifugio si seguono i cartelli per le gallerie e vie di guerra del Paterno, si sale dapprima su traccia sassosa piuttosto ripida che conduce all’ingresso della prima breve galleria, superata la prima galleria si sale per altre brevi gallerie, alternate a tratti di sentiero sassoso, giungendo quindi alla lunga e buia galleria Paterno (torcia necessaria).
Si sale su ripidi gradoni di legno con cavo corrimano uscendo dalla lunga galleria su un terrazzino roccioso, si sale adesso sulla Ferrata De Luca-Innerkofler che supera dapprima gradoni rocciosi e paretine attrezzate con buoni appigli. Si sale poi su coste rocciose attrezzate con cavo con alcuni tratti un po’ esposti fino a risalire un canalino attrezzato che conduce alla Forcella del Camoscio/Gamsscherte (2650 m).

Dalla Forcella del Camoscio si seguono a destra i cavi verso il Monte Paterno, la ferrata supera prima una spaccatura e poi porta al bivio tra percorso di salita e discesa. Si segue quello di salita con un tratto tecnico superando una paretina verticale attrezzata seguendo poi una cengia che porta all’incrocio col percorso che si seguirà in discesa. Si continua intanto in salita su traccia sassosa ripida (difficoltà di orientamento con nebbia) che porta ad un breve canalino con passaggi di I° grado non attrezzati,  si continua poi su ripida traccia sassosa che conduce alla vetta del Monte Paterno (2744 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 2.45 ore dalla partenza).

Si scende quindi per la via di salita (attenzione nel canalino non attrezzato) fino al bivio col percorso di discesa; lo si segue calandosi in un canalino attrezzato e proseguendo su cengia ed una costa rocciosa attrezzata un po’ esposta che riporta alla Forcella del Camoscio.
Dalla Forcella del Camoscio si segue per la Ferrata delle Forcelle (indicazioni Via della Pace-Rifugio Pian di Cengia), si oltrepassa un primo ponticello di legno salendo poi su gradoni e paretine attrezzate, superato un secondo ponticello si sale su ripidi gradoni attrezzati che conducono ad una selletta.
Dalla selletta si segue la traccia sassosa ripida che scende prima su terreno più aperto poi calandosi su una paretina attrezzata con scala e cavi che porta sul fondo di un canale risalendo poi sul lato apposto su gradoni attrezzati ripidi; si prosegue poi in lunghi saliscendi su traccia ghiaiosa e sassosa che porta infine alla Forcella Pian di Cengia (2522 m, 1.45 ore dalla vetta del Monte Paterno, 4.30 ore dalla partenza, dalla forcella si può raggiungere, volendo, in salita in 10 minuti il Rifugio Pian di Cengia).

Dalla Forcella Pian di Cengia si segue il sentiero 101 verso il Rifugio Locatelli, la traccia ghiaiosa e sassosa scende dapprima ripidamente poi prosegue con lungo mezzacosta in saliscendi fino ad un tratto in salita che conduce al Rifugio Locatelli-Innerkofler (1.00 ora dalla Forcella Pian di Cengia, 5.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si torna, quindi, alla Forcella Lavaredo, al Rifugio Lavaredo ed al Rifugio Auronzo sul sentiero dell’andata con sviluppo piuttosto lungo con diverse controsalite (1.15 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 6.45 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Auronzo – Rifugio Lavaredo – Forcella Lavaredo – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella del Camoscio – Monte Paterno – Forcella del Camoscio –  Forcella Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo

Sentieri: 101 – Gallerie del Paterno – Ferrata De Luca/Innerkofler – Ferrata delle Forcelle/Via della Pace – 101

Dislivello: 900 metri in salita e discesa compresi i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.45 ore

Quota massima: 2744 m

Difficoltà: EEA – percorso impegnativo con lunghi tratti su via ferrata di media difficoltà per esperti con presenza anche di un canalino non attrezzato con passaggi di I° grado, sviluppo lungo di 17 chilometri totali, necessari esperienza di vie ferrate, kit da ferrata, casco e torcia

Data di ascesa: luglio 2021

Tratto tra il Rifugio Lavaredo e la Forcella Lavaredo

Verso il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Indicazioni nei pressi del Rifugio Locatelli

Rifugio Locatelli-Innerkofler, Sasso di Sesto e Torre di Toblin visti dal sentiero che porta alla gallerie

Vista sul Monte Paterno

Nelle Gallerie del Paterno

Salendo alla Forcella del Camoscio

Forcella del Camoscio

Salendo al Monte Paterno

In vetta al Monte Paterno

Tre Cime di Lavaredo viste dalla vetta del Monte Paterno

Tornando alla Forcella del Camoscio

Lungo la Ferrata delle Forcelle/Via della Pace

Forcella Pian di Cengia

Lungo il sentiero tra la Forcella Pian di Cengia ed il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Croda Sora i Colesei/Arzalpenkopf (2356 m) – Dolomiti – luglio 2021

La Croda Sora i Colesei/Arzalpenkopf è una cima, di 2356 metri di quota, posta nella zona della Val di Sesto/Sextental nelle Dolomiti di Sesto; la vetta, posta sul confine tra Sudtirolo e Veneto, offre un ampio panorama circolare è situata in posizione dominante sul Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass, (QUI la “pillola” sul Passo Monte Croce di Comelico, QUI quella sulla Val di Sesto e QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La vetta presenta diverse possibilità di accesso, la meno difficile (seppur sempre di discreto impegno) sale dal versante veneto dal Rifugio Lunelli passando per il Rifugio Berti; viene, invece, qui descritto l’impegnativo tracciato ad anello che porta in vetta dal Passo Monte Croce di Comelico attraversando anche tratti attrezzati ed altri molto ripidi.

La salita comincia dal Passo Monte Croce di Comelico (1636 m, hotel/ristorante) seguendo il sentiero 15-124 per il Rifugio Berti; si sale dapprima tra pascoli e poi su mulattiera nel bosco raggiungendo un’altra zona pascoliva ed in breve in bivio.
Al bivio si segue a sinistra il sentiero 124 per il Rifugio Berti, il tracciato procede inizialmente in leggera discesa su erba alta raggiungendo in breve il Lago dell’Orso/Bärensee, spesso asciutto (1768 m).

Dal lago si segue sempre il sentiero 124 per il Rifugio Berti salendo ripidamente, con traccia terrosa, nel bosco con vegetazione fitta fino a giungere ad un alpeggio ed alla Forcella Plan della Biscia (1942 m).
Seguendo ancora i cartelli per il Rifugio Berti si prosegue in breve su vecchia mulattiera di guerra, in parte franata, giungendo in breve ad un altro bivio, si prende quindi a sinistra il sentiero 124 per il Rifugio Berti; la traccia prosegue in saliscendi, tra mughi e poi su cenge piuttosto esposte, con anche alcuni tratti franati, salendo poi in un ripido canale (in parte attrezzato con alcuni cavi) su traccia sassosa che porta ad uscire dal canale e conduce ai ruderi del Rifugio Sala (2114 m, cartelli abbattuti).

Dai ruderi del Rifugio Sala si prende il sentiero in salita 122 che aggira i ruderi e conduce ad altri cartelli abbattuti; tralasciando la traccia che a sinistra conduce al Vallon Popera si continua dritti su traccia con bolli circolari bianco/rossi che porta, su terreno sassoso tra rovine di guerra, in moderata salita ad un altro bivio con cartelli questa volta in piedi.
Si segue quindi a destra per la vetta salendo su traccia sassosa che conduce ad altre rovine di guerra ed infine alla vetta della Croda Sora i Colesei (2356 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si torna in breve al bivio con cartelli in piedi e si prende a destra la traccia per la Forcella Popera/Arzalpensattel, la traccia sassosa in saliscendi conduce, quindi, in breve alla Forcella Popera (2291 m).

Dalla Forcella si prende in discesa seguendo le indicazioni “Sexten” scritte su un masso, la traccia scende ripidissima su terreno sassoso e ghiaioso nel canalone, inizialmente sono presenti anche dei cavi che aiutano nella progressione. Superato il tratto con cavi la traccia segnata con bolli rossi (prestando attenzione nel seguirli fedelmente) scende molto ripida su terreno sassoso impegnativo fino ad uscire dal canalone incontrando il sentiero 15 che si segue verso il Passo Monte Croce.
Il sentiero sassoso e terroso scende quindi, fino a riportare nel bosco e raggiungendo prima l’area delle ferrate didattiche e poi il bivio per il Lago dell’Orso incontrato in salita; rimanendo sul sentiero per il Passo Monte Croce si torna quindi, in breve, per la via già percorsa in salita al Passo Monte Croce (2.00 ore dalla vetta, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Monte Croce di Comelico – Forcella Plan della Biscia – ruderi Rifugio Sala – Croda Sora i Colesei – Forcella Popera – Passo Monte Croce di Comelico

Sentieri: 15 – 124 – 122 – traccia con bolli rosso/bianchi per la Croda Sora i Colesei – traccia per la Forcella Popera – canalone con bolli rossi – 15

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2356 m

Difficoltà: EE/EEA – escursione molto impegnativa con diversi tratti ripidissimi o esposti, alcune frazioni attrezzate con cavi e diversi bivi e tratti con scarse segnalazioni che richiedono senso di orientamento

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: per chi volesse rimanere su impegno tecnico più contenuto (ma comunque con senso di orientamento necessario e dislivello elevato) è consigliabile salire e scendere dal versante veneto dal Rifugio Lunelli passando per il Rifugio Berti

Cartelli alla partenza

Primo tratto tra pascoli

Salendo alla Forcella Plan della Biscia

Breve tratto sull’antica mulattiera di guerra con vista sulla vetta

Tratti in saliscendi franati

Nel ripido canale che porta ai ruderi del Rifugio Sala

Ruderi Rifugio Sala

Traccia verso il bivio vetta – Forcella Popera

Bivio vetta – Forcella Popera

Tratto finale verso la vetta

In vetta alla Croda Sora i Colesei

Panorama dalla vetta verso la Val di Sesto

Forcella Popera con vista sulla vetta

Lungo il ripidissimo canalone di discesa

All’uscita dal canalone


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DISCLAIMER:

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Plan de Corones/Kronplatz – comprensorio estivo – Val Pusteria e Val Badia – luglio 2021

Il Plan de Corones/Kronplatz è un comprensorio sciistico ed escursionistico molto noto posto tra Val Pusteria/Pustertal e Val Badia/Gadertal; la vetta, alta 2275 metri di quota, è situata in posizione isolata dalle altre cime permettendo panorami amplissimi su Dolomiti e cresta di confine con l’Austria.

Il comprensorio del Plan de Corones presenta molti punti di accesso sia con sentieri escursionistici e per mountain-bike sia tramite gli impianti di risalita; anche in estate, infatti, sono funzionanti le cabinovie che conducono in vetta partendo da Riscone di Brunico/Bruneck, Perca/Percha, Valdaora/Olang e dal Passo Furcia/Furkel Pass che collega Valdaora con San Vigilio di Marebbe/Enneberg (QUI la “pillola” su Brunico, QUI quella su Valdaora e QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe).

Lungo il comprensorio del Plan de Corones si diramano, quindi, una fitta rete di sentieri, percorsi per mountain-bike e tracciati da trail e downhill; tra le varie possibilità viene qui descritta la salita, possibile a piedi ed in bicicletta, tramite la mulattiera sterrata che conduce dal Passo Furcia alla vetta (QUI la “pillola” sulla salita lungo la mulattiera).

Tra gli altri punti di interesse del luogo troviamo molte malghe e rifugi che propongono piatti tipici, sia in vetta che lungo i sentieri, e la presenza, in vetta, di: una grande campana con tavola panoramica delle cime visibili, diversi giochi ed attrazioni per bambini, il Museo Corones dedicato alla montagna e facente parte del circuito museale Messner Mountain Museum ed il Museo Lumen dedicato alla fotografia.

Inoltre, durante la stagione invernale, il Plan de Corones diventa un noto ed apprezzato comprensorio sciistico che offre oltre 120 chilometri di piste da sci servite da impianti veloci e moderni che collegano, sci ai piedi, tutti i versanti del Plan de Corones (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico).

Grande campana in vetta

Dalla tavola panoramica delle vette

Vista sugli impianti provenienti da Perca e Brunico

Impianto che collega con Passo Furcia

Impianto proveniente da Valdaora

Museo Corones del Messner Mountain Museum

Vista panoramica dal Museo Corones

Rifugi e giochi per bambini

Piatti tipici al Rifugio Corones

Cartelli in vetta

Lungo la mulattiera dal Passo Furcia alla vetta

Percorsi per downhill

Mucche sui pascoli della zona

Comprensorio in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Brunico su Google Maps


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Perca su Google Maps


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Valdaora su Google Maps

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Plan de Corones/Kronplatz (2275 m) – Dolomiti – luglio 2021

Il Plan de Corones/Kronplatz, ampia vetta di 2275 metri di quota, è un noto monte e comprensorio escursionistico posto tra Val Pusteria e Val Badia; dalla sua vetta, ove sono presenti diversi rifugi e i musei Corones del circuito Messner Mountain Museum e Lumen dedicato alla fotografia, è possibile godere di un amplissimo panorama comprendente molti gruppi dolomitici e della cresta di confine con l’Austria (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).

La vetta del Plan de Corones può essere raggiunta, sia a piedi che con gli impianti di risalita, da molti punti diversi di partenza; viene qui proposta la salita integrale su mulattiera sterrata (percorribile anche in mountain bike), che da Passo Furcia, raggiungibile da Valdaora/Olang e San Vigilio di Marebbe/Ennenberg, conduce alla vetta con percorso di media lunghezza (QUI la “pillola” su Valdaora e QUI quella su San Vigilio di Marebbe)

La salita al Plan de Corones comincia dal Passo Furcia/Furkel Sattel (1745 m) seguendo le indicazioni n, 1 per il Paln de Corones; la mulattiera sterrata sale con alcuni tornanti e, ignorate le deviazioni del sentiero 13 e del sentiero 1, si rimane sempre sulla mulattiera in moderata pendenza fino al bivio indicante il Rifugio Geiselsberger.

Si segue, quindi, sempre la mulattiera verso il Rifugio Geiselsberger in falsopiano, si ignora la deviazione per il sentiero 3,  e si raggiunge il Rifugio Geiselsberger (chiuso in estate); continuando sulla mulattiera si sale in pendenza più accentuata, ignorata la deviazione per il sentiero 2, si continua in moderata pendenza fino alla vetta del Plan de Corones (2275 m, enorme campana, rifugi e musei, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore o con la cabinovia Ruis.

Percorso: Passo Furcia – mulattiera sterrata – Plan de Corones – mulattiera sterrata – Passo Furcia

Sentieri: mulattiera sterrata

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2275 m

Difficoltà: E – escursione di media lughezza senza particolari difficoltà tecniche

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: si può scendere o salire con la cabinovia Ruis abbreviando, eventualmente, il percorso.

Cartelli al Passo Furcia

Primo tratto di salita con vista sul Piz da Peres

Primo tratto di salita con vista sulle Dolomiti

Tratto nel bosco

Vista sulla Marmolada

Bivio per Rifugio Geiselsberger

Rifugio Geiselsberger

Ultimo tratto di salita

In vetta al Plan de Corones

Panorama dalla vetta

Messner Mountain Museum Corones

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Furcia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

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Picco di Vallandro/Dürrenstein (2839 m) – Dolomiti – giugno 2021

Il Picco di Vallandro/Dürrenstein, vetta di 2839 metri di quota, è posto nel gruppo delle Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten tra le Val di Braies/Pragsertal e la Val di Landro/Hölensteintal, entrambi valli laterali dell’Alta Val Pusteria/Pustertal.

La vetta del Picco di Vallandro è una cima prestigiosa con accesso dall’altipiano di Prato Piazza/Plätzwiese raggiungibile dalla Valle di Braies; il percorso si svolge in ambiente tipicamente dolomitico con tracciato piuttosto ripido sassoso e breve, ma non da sottovalutare, tratto attrezzato finale  (QUI la “pillola” sulla Valle di Braies e Prato Piazza).

Il percorso è quindi consigliato ad escursionisti esperti con piede fermo; dalla vetta e lungo il tracciato è, inoltre, possibile godere di bellissimi panorami su diversi gruppi dolomitici quali Cristallo, Croda Rossa d’Ampezzo, Dolomiti di Braies e Tre Cime di Lavaredo.

Per chi preferisse percorsi meno impegnativi da Prato piazza è possibile salire con percorso escursionistico anche al Monte Specie/Strudelkopf passando per il Rifugio Vallandro/Dürrenstein Hütte (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Specie).

La salita al Picco di Vallandro  comincia dai parcheggi di Prato Piazza (1979 m, rifugi a breve distanza), il transito sulla strada a pagamento da Ponticello/Brüggele è interdetto in estate in alcune fasce orarie), dai parcheggi  si segue la mulattiera sterrata 37 che porta in breve al Rifugio Prato Piazza e al vicino albergo.

Dal Rifugio Prato Piazza si segue il sentiero 40 per il Picco di Vallandro, la traccia sale prima tra pascoli e poi brevemente nel bosco raggiungendo alcuni bivi; seguendo sempre per il Picco di Vallandro si sale quindi su traccia sassosa prima tra magra erba e poi in ambiente roccioso.

Superato un tratto decisamente ripido con tornanti si raggiunge, quindi, l’anticima e si trova il tratto attrezzato con catena che, in discesa su terreno non molto difficile ma con rocce levigate, conduce all’ultimo breve tratto di salita che porta alla vetta del Picco di Vallandro (2839 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.15 ore dalla partenza.

Percorso: Prato Piazza – Picco di Vallandro – Prato Piazza

Sentieri: 37 – 40

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.15 ore (2.30 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2839 m

Difficoltà: EE – escursione dal dislivello rilevante e che presenta diversi tratti ripidi oltre al tratto attrezzato finale che richiede esperienza ed assenza di vertigini.

Data di ascesa: giugno 2021

Annotazioni: il transito sulla strada a pagamento che da Ponticello/Brüggele in Val di Braies conduce a Prato Piazza è interdetto in estate in alcune fasce orarie con presenza di pullman navetta, è bene quindi controllare in anticipo orari di apertura della strada e del trasporto pubblico.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Picco di Vallandro

Salendo al Rifugio Prato Piazza

Indicazioni al Rifugio Prato Piazza

Tratto nel bosco

Tratto tra pascoli con vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo

Primo tratto di salita più ripido

Vista sul primo tratto di salita e sul gruppo del Cristallo

Salendo verso l’anticima

Tratto attrezzato

Ultimo tratto di salita verso la vetta

In vetta al Picco di Vallandro

Panorama dalla vetta verso il gruppo del Cristallo

Panorama verso le Tre Cime di Lavaredo


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi di Prato Piazza su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Bergila – azienda artigianale di prodotti naturali – intervista con Andrea Niederkofler – giugno 2021

Oggi andiamo a conoscere meglio una delle eccellenze dell’Alto Adige in fatto di produzione artigianale di prodotti naturali.

L’azienda Bergila, infatti, produce a Falzes/Pfalzen, in Val Pusteria/Pustertal, prodotti naturali biologici derivanti dalla coltivazione diretta e raccolta in quota di erbe e piante. Scopriamo quindi, grazie alla disponibilità di Andrea Niederkofler, responsabile marketing di Bergila e facente parte della quarta generazione della famiglia che gestisce Bergila dal 1912, di più su questa azienda tradizionale del Sudtirolo.

Andrea Niederkofler nel giardino delle erbe di Bergila

P.S. Bergila è un’azienda familiare, situata a Falzes/Pfalzen in Val Pusteria/Pustertal, oramai giunta alla quarta generazione che la gestisce, ci puoi raccontare di più sulla vostra storia ed il legame con i prodotti naturali che proponete?

A. Bergila è un’azienda completamente a gestione familiare, giunta ormai alla quarta generazione di conduzione da parte della famiglia Niederkofler; io sono in azienda da ormai 6 anni mentre la nostra ditta vanta già 100 anni di storia e attività nella produzione di prodotti naturali.

All’inizio la produzione era legata a prodotti derivanti dal pino mugo e dall’abete rosso; l’azienda era, nel primo periodo, piccola ed i prodotti venivano venduti nelle vicinanze del sito produttivo.
Mio padre ha poi ampliato la produzione degli oli naturali per 27 anni distillando oli da abeti, ginepro, pino cembro e diversi altri; la distillazione delle conifere è sempre più aumentata ed anche la richiesta di prodotti Bergila.

La distilleria, cuore pulsante della produzione di Bergila, si trova nel bosco a pochi minuti di distanza dalla sede di Bergila ed è visitabile così che ogni visitatore possa scoprire in diretta la distillazione e come si arriva ad ogni goccia di olio partendo dalla materia prima; questo è un processo molto lungo e così il cliente può anche valutare i motivi dei costi dei prodotti naturali.

L’azienda è anche ecosostenibile in quanto tutti gli scarti della lavorazione vengono riutilizzati come combustibili nella produzione del vapore necessario per distillare le materie prime.

Sede aziendale

Distilleria

P.S. Tra i prodotti naturali offerti da Bergila troviamo oli essenziali, estratti naturali, tisane, grappe, prodotti d’erbe, cosmetici BIO e tanto altro derivante dalla coltivazione di erbe effettuata direttamente nel giardino della vostra azienda. Puoi dirci di più sulla vostra produzione, raccolta e preparazione dei prodotti tutti selezionati e lavorati artigianalmente?

A. Il primo ambito di produzione di Bergila riguarda, come detto prima, la distillazione degli oli essenziali di conifere che vengono venduti singolarmente o lavorati producendo unguenti, prodotti per il bagno e spray.

Il secondo campo di produzione riguarda il giardino delle erbe biologiche posto nei pressi della sede di Bergila; dal 1990 le erbe raccolte vengono essiccate e poi lavorate per produrre tisane ed oleoliti.
Tra i prodotti Bergila più rinomati troviamo creme viso alla stella alpina, tinture madri di arnica e calendula,  e prodotti derivanti dalla raccolta giornaliera di foglie di betulla e tarassaco.

È importante notare che tutti i prodotti Bergila sono 100% BIO fin dall’inizio della storia produttiva dell’azienda, questo testimonia che la produzione totalmente naturale è stata da sempre un punto cardine della filosofia produttiva di Bergila.

Giardino delle erbe

Distillazione delle conifere

Alcuni dei prodotti Bergila


P.S. Sia il vostro giardino d’erbe che la produzione e distilleria sono visitabili nella bella stagione, con un percorso ad hoc, che permette di esplorare e valutare di persona la genuinità di coltivazione e lavorazione delle erbe dei vostri prodotti; è un’iniziativa molto amata, ci racconti qualcosa su questa bellissima esperienza che offrite?

A Ogni visitatore può gratuitamente visitare sia la distilleria, con visita guidata, che il giardino delle erbe potendo così rendersi conto, in modo assolutamente trasparente, dei metodi produttivi di Bergila, anche i laboratori di produzione sono visibile attraverso diverse finestre.

Il percorso di visita è diviso in 6 fasi e prevede:
1. Visita al giardino delle erbe
2. Percorso dei profumi con possibilità di indovinare le varie fragranze usmate.
3. Visita alla distilleria
4. Pediluvio su aghi di pino caldi, nel fienile dei profumi, derivanti dagli scarti della produzione degli oli  (sono parte degli scarti usati anche per produrre il vapore necessario nella distilleria)
5. Percorso Kneipp
6. Visita, per chi vuole, al negozio diretto Bergila con presenza di tutti i prodotti Bergila.

Il percorso di visita è possibile da lunedì a venerdì da maggio ad ottobre ed anche nel weekend a luglio ed agosto. Durante la visita alla distilleria si potrà scoprire, ad esempio, come la raccolta delle conifere avviene in quota da maggio ad ottobre. Il materiale viene poi trincerato e pressato in un alambicco; grazie all’aiuto del vapore si forma, quindi, una miscela di olio ed acqua che viene poi raffreddata ottenendo l’olio distillato; l’olio riposa, quindi, per 2 mesi prima di essere lavorato nei laboratori per produrre i prodotti finali.
Tutti gli scarti di legno ed acqua vengono poi riutilizzati nella produzione!

Giardino delle erbe

Percorso dei profumi

Distilleria

Fienile dei profumi per pediluvio

P.S. Bergila e il suo giardino di coltivazione e prodotti sono fortemente legati alla tradizione produttiva delle conifere in Val Pusteria; quanto è importante per voi poter coltivare e realizzare i vostri prodotti in questa zona?

A La zona di Falzes è molto adatta alla crescita di conifere, di cui Bergila è proprietaria di un bosco in quota; gli alberi di conifere usati nella produzione sono, infatti, autoctoni della zona.

Diverse erbe naturali provengono poi dal giardino delle erbe adiacente alla sede; per erbe e piante che, invece, richiedono un clima più caldo Bergila ha in essere da tanti anni collaborazioni con contadini partner selezionati (sempre BIO al 100%) che garantiscono l’approvvigionamento di materie prime quali lavanda, timo, menta, limoni e arance.

Queste collaborazioni vengono gestite nel modo più trasparente per garantire prodotti finali sempre di altissima qualità.

Lungo il breve percorso nel bosco tra la sede Bergila e la distilleria

Erbe nel giardino Bergila

P.S. Il connubio tra tradizione e innovazione di Bergila si vede anche nella realizzazione di prodotti sempre nuovi, la proposta del percorso di scoperta della vostra azienda e un sito internet molto esaustivo ed accattivante con presenza anche di uno shop on-line. Ci puoi raccontare di più su come portate avanti di pari passo tradizione ed innovazione?

A. Il connubio tra tradizione e innovazione è un equilibrio molto importante per Bergila; io e la nuova generazione portiamo nuove idee come le attività legate ai social media; tutte queste novità sono però solidamente connesse con lo spirito di produzione tradizionale e naturale di Bergila.

Questa tradizione viene infatti trasmessa anche nelle attività legate allo shop on-line ed ai contenuti proposti sui canali social media di Bergila; si sfruttano, quindi, le tecnologie moderne senza perdere di vista i valori tradizionali, e l’apprezzamento da parte dei nostri clienti testimonia che questa è la strada giusta per guardare al futuro rimanendo legati a quanto di buono fatto finora.

Alcuni dei tanti prodotti Bergila

P.S. La situazione generale legata alla pandemia Covid ha evidenziato nuovi trend e richieste da parte dei consumatori? Voi come avete gestito questa situazione?

A. Durante la pandemia si è evidenziato un trend generale di aumento della ricerca di prodotti naturali e BIO per aiutare a combattere malattie e migliorare la propria salute e la salubrità degli spazi in cui si vive; sono stati, quindi, ad esempio, molto apprezzati i diffusori che migliorano la qualità dell’aria degli ambienti in cui si vive.

Questo trend si è diffuso anche tra i giovani e molti clienti vogliono informarsi sempre maggiormente sui processi produttivi dei prodotti che acquistano.

Durante la pandemia in diversi periodi abbiamo, purtroppo, dovuto sospendere il percorso di visita della nostra azienda ma, adesso, è per fortuna tutto tornato fruibile per i nostri visitatori, mantenendo il rispetto delle norme di protezione previste.

P.S. Grazie, Andrea, per la tua disponibilità, c’è ancora qualcosa che vuoi dire ai lettori delle “Pillole sudtirolesi”?

A. Se siete interessati a vedere di persona come avviene la nostra produzione di prodotti naturali venite a visitarci, si capisce quanto lavoro c’è dietro alla realizzazione di ogni nostro prodotto.
Vi aspettiamo a Falzes, vicino al Lago di Issengo! A presto!

Schema del percorso di visita presso Bergila

Le foto sono in parte di proprietà di Bergila e in parte scattate dalle Pillole sudtirolesi


Per maggiori informazioni su percorso di visita e prodotti Bergila contattare direttamente l’azienda

Bergila Srl

Piazza Weiher 8, I-39030 Falzes/Pfalzen (BZ)

Tel: +39 0474 565373 – E-mail info@bergila.com – Sito internet: www.bergila.com

Cliccare sull’immagine per visualizzare la sede Bergila su Google Maps


Lago di Dobbiaco/Toblacher See – Val Pusteria – primavera 2021

Il Lago di Dobbiaco/Toblacher See, situato a 1250 metri di quota, è posto in Valle di Landro/Dürrensteintal a pochi chilometri di distanza dal paese di Dobbiaco/Toblach in alta Val Pusteria/Pustertal; lo specchio d’acqua è formato dal fiume Rienza/Rienz e giace in zona idilliaca ed è, pertanto, molto amato e frequentato (QUI la “pillola” sul paese di Dobbiaco).

Il piccolo, ma incantevole, Lago di Dobbiaco ha uno sviluppo costiero di 4,5 chilometri e una profondità massima di 3,5 metri; lungo le sponde del lago è stato tracciato un percorso natura “Naturlehrpfad” ove sono posti diversi pannelli informativi su geologia, fauna e flora presenti nell’area protetta del lago.

Il lago è, come detto, posto in posizione magnifica con diversi monti dolomitici che si specchiano sulla superficie lacustre; lo specchio d’acqua ospita anche diverse specie animali tra cui cigni, anatre e molti pesci ed uccelli che è spesso possibile osservare camminando sulle sponde del lago.

Il Lago di Dobbiaco presenta acque molto fredde per cui è sconsigliato immergercisi, è però possibile noleggiare delle barche nelle strutture con hotel e ristoranti presenti in loco; il lago è anche posto nei pressi del tracciato per mountain bike Dobbiaco-Cortina che, in inverno, diventa una lunga pista da sci di fondo.

Il Lago di Dobbiaco

Lungo il Sentiero natura/Naturlehrpfad

Alcune delle strutture turistiche della zona

Fauna del lago

Il Lago di Dobbiaco al disgelo

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui laghi del Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Dobbiaco su Google Maps

Terento/Terenten e Sentiero dei Mulini/Mühlenweg – Val Pusteria – primavera 2021

Terento/Terenten, comune ospitante quasi 1800 abitanti, è posto ad oltre 1200 metri di quota in zona estremamente soleggiata ed bucolica in bassa Val Pusteria/Pustertal; il paese giace sulla Strada del Sole/Sonnenstrasse in posizione idilliaca tra pascoli sui versanti solatii della valle ricadenti verso il paese di Vandoies/Vintl (QUI la “pillola” su Vandoies).

Il paese si sviluppa intorno alla Chiesa parrocchiale di San Giorgio, già nota dal 1100, ed ospita numerose strutture turistiche e ricettive; il paese è, infatti, molto amato da chi cerca vacanze rilassanti in zona soleggiata e tranquilla.
Dal paese si possono, inoltre, intraprendere molte escursioni sia più tranquille e familiari sia con percorsi più impegnativi, con salite alle vette poste nel soprastante gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge.

Tra i percorsi di impegno più contenuto troviamo il Sentiero dei Mulini/Mühlenweg che, partendo direttamente dal centro di Terento, conduce alla scoperta di antichi mulini tuttora funzionanti in alcuni periodi dell’anno.

Lungo la percorrenza del Sentiero dei Mulini si hanno anche bellissime vedute sull’area di Terento, i Monti di Fundres e le Piramidi di Terra, curiose formazione geologiche molto affascinanti; altre Piramidi di Terra si possono trovare, in Sudtirolo, a Perca in Val Pusteria e sul Renon/Ritten (QUI la “pillola” sulle Piramidi di Terra del Renon).

Vista su Terento dall’alto

Chiesa parrocchiale di Terento

Municipio

Vista dal paese verso i Monti di Fundres

Bucolici dintorni del paese

Lungo il primo tratto del Sentiero dei Mulini

Piramidi di Terra viste dal Sentiero dei Mulini

Seconda parte del Sentiero dei Mulini

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina


Cliccare sull’immagine per visualizzare Terento su Google Maps

Malga Fane Alm – Val Pusteria – febbraio 2021

La Malga Fane Alm consta di un gruppo di baite, poste a 1739 metri di quota nel gruppo montuoso dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge, in Valle di Valles/Valstal nell’area del comune di Rio di Pusteria/Mühlbach in Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla Malga Fane e QUI la “pillola” su Rio di Pusteria, Valles e Maranza).

La salita a Malga Fane si svolge in inverno su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla zona della stazione a valle degli impianti Jochtal e salendo su mulattiera innevata o, se le condizioni lo permettono, tramite il Sentiero del Latte/Milchsteig lungo cui sono poste diverse strutture divertenti con pannelli illustrativi (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Gitschberg-Jochtal).

Il sentiero del Latte termina, comunque, lungo la mulattiera innevata che conduce a Malga Fane, in discesa si può, quindi, seguire integralmente la mulattiera innevata eventualmente, se in possesso della giusta esperienza ed equipaggiamento. scendendo con lo slittino noleggiabile anche al Rifugio Kurzkofelhütte posto non lontano dal parcheggio di partenza.

Il percorso verso il rifugio si svolge prima nel bosco e infine in terreno più aperto con pendenza regolare con 10 chilometri di sviluppo circa tra andata e ritorno; dalla Malga Fane, posta in un magnifico pianoro aperto, si gode una bellissima vista sulle soprastanti vette dei Monti di Fundres.

La Malga Fane presenta anche possibilità di gioco per bambini e la possibilità di mangiare, in inverno, presso la Baita Zingerlehütte (per sicurezza è bene consultare in anticipo i periodi di apertura invernale del rifugio).

La salita con buone condizioni del sentiero, della neve e meteorologiche non è difficile tecnicamente, soprattutto seguendo la mulattiera, ma lo sviluppo chilometrico è relativamente lungo; è quindi necessario tenere conto dell’impegno fisico se si volesse percorrere questo itinerario con bambini o persone poco allenate.

Percorso: parcheggio impianti Jochtal – Rifugio Kurzkofelhütte – Sentiero del Latte – mulattiera – Malga Fane – mulattiera – Rifugio Kurzkofelhütte – parcheggio impianti Jochtal

Sentieri: Sentiero del Latte e mulattiera

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 1739 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente con condizione buone della neve e del meteo ma dallo sviluppo piuttosto lungo

Data di percorrenza: febbraio 2021

Primo tratto del percorso verso il Rifugio Kurzkofelhütte

Indicazioni turistiche su Malga Fane

Verso il Rifugio Kurzkofelhütte

Inizio del Sentiero del Latte presso il Rifugio Kurzkofelhütte

Salendo lungo il Sentiero del Latte

Salendo nell’ultimo tratto lungo la mulattiera

Malga Fane

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Jochtal di Valles su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.