Passo di Slingia/Schlinigpass (2309 m) – Rifugio Sesvennahütte (2259 m) – Alpi Venoste

Il Passo di Slingia/Schlinigpass/S-charl Joch, situato a 2309 metri di quota ed il Rifugio Sesvennahütte, posto a 2259 metri di altezza, si trovano nell’omonimo gruppo del Sesvenna, facente parte delle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; viene qui descritto l’accesso classico che parte dal paesino di Slingia/Schlinig, raggiungibile da Burgusio/Burgeis in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Malles e Burgusio e QUI quella su Slingia ed il Watles).

Il tracciato tocca, con lungo sviluppo ed alcuni tratti ripidi, ma contenuta difficoltà tecnica, dapprima la Malga di Slingia/Schlinigeralm portando poi al Rifugio Sesvenna, al Passo di Slingia e, volendo, al confine con i Grigioni/Graubunden in Svizzera.

Lungo il percorso si attraversano ambienti idilliaci con pascoli, cascate, laghetti ed aree acquitrinose; si hanno anche visuali molto belle sulle soprastanti vette del gruppo del Sesvenna e delle Alpi Venoste.

Il percorso comincia da Slingia (1730 m), seguendo il sentiero numero 1 si sale in leggera pendenza su stradina asfaltata tra pascoli con Via Crucis ed alcune cappellette; proseguendo su stradina sterrata si raggiunge, quindi, la Malga di Slingia (1868 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo sempre il percorso numero 1 si sale su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino ad una baita; da qui si può scegliere se continuare la salita dritti sulla mulattiera o a destra su sentiero (io ho scelto la mulattiera in salita ed il sentiero in discesa).
Continuando sulla mulattiera sterrata e sassosa si sale quindi, ripidamente, ai pressi di una cascata e poi all’incrocio col sentiero prima menzionato; salendo ancora ripidamente su mulattiera si giunge quindi ad una sella con crocefissi.
La mulattiera sale ora con pendenza moderata raggiungendo un laghetto con vecchio rifugio dal quale, in breve, si giunge al Rifugio Sesvenna (2259 m, 1.15 ore dalla Malga di Slingia, 2.00 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero 18 verso il Passo di Slingia/Schlinigpass; salendo su mulattiera sassosa in moderata pendenza si ignorano diversi bivi e transitando nei pressi del Biotopo Uinamoos si giunge al Passo di Slingia (2309 m, nessun cartello, si nota che si è al passo perché il sentiero continua poi in lieve discesa, 20 munti dal Rifugio Sesvenna, 2.20 ore dalla partenza).

Volendo è possibile continuare in lieve discesa fino al confine tra Italia e Svizzera (2295 m, cippo, 10 minuti dal Passo di Slingia, 2.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con lieve risalita al Passo di Slingia (se si è raggiunto il confine di stato); in discesa è poi possibile se scendere integralmente per la mulattiera o prendere il sentiero che ne taglia un tratto.

La discesa complessiva impegna per 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna –  Passo di Slingia – confine di stato –  Passo di Slingia – Rifugio Sesvenna – Malga di Slingia – Slingia

Sentieri: 1 – 18

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2309 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (presenza, comunque, di alcuni tratti ripidi) ma con sviluppo totale lungo sviluppo totale lungo di circa 17 chilometri

Data di percorrenza: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di malga e rifugio; da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come l’ascesa al Piz Rims e Piz Cristanas (sempre passando per il Rifugio Sesvenna) o la salita al Monterodes (QUI la “pillola” sul percorso a Piz Rims e Piz Cristanas e QUI quella sull’itinerario al Monterodes).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi ambienti e panorami visibili lungo il percorso.
Io ho percorso integralmente la mulattiera in salita (potendo così passare vicino anche alla cascata) ed il tratto di sentiero in discesa (opzione un po’ più rapida).
Fare attenzione in caso di giornate molto calde e soleggiate in quanto il lungo percorso è quasi tutto esposto al Sole

A Slingia

Salendo alla Malga di Slingia

Malga di Slingia

Primo tratto di salita dopo la Malga di Slingia

Bivio tra mulattiera e sentiero

Salita su mulattiera nel tratto verso la cascata

Ricongiungimento tra sentiero e mulattiera

Tratto finale di salita verso il Rifugio Sesvenna

Rifugio Sesvenna

Salendo al Passo di Slingia

Passo di Slingia

Tratto verso il confine con la Svizzera

Confine con i Grigioni in Svizzera

In discesa sul sentiero che taglia un tratto della mulattiera come descritto nel testo

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Lago Göllersee – Cima Göllerspitz-Setz (1097 m) – Parete Rossa/Rotwand – Gruppo Monte Corno

Il Lago Göllersee, la Cima Göllerspitz-Setz, posta a 1097 metri di quota, e la Parete Rossa/Rotwand si trovano nel Gruppo del Monte Corno/Trudnerhorn nell’area boschiva posta tra la Bassa Atesina/Unterland, la Val d’Ega/Eggental e la Val di Fiemme.

I tre punti di interesse possono essere raggiunti congiuntamente con percorso che parte dal paese di Aldino/Aldein; il tracciato presenta un dislivello moderato ed uno sviluppo piuttosto rilevante e permette di godere anche di belle viste panoramiche sulla Bassa Atesina e la Mendola/Mendel (QUI la “pillola” su Aldino).

Il percorso comincia da Aldino (1184 m), seguendo in discesa la strada asfaltata principale si giunge, in breve, al bar-ristorante Schönblick; da qui si segue a destra il sentiero 17 con indicazioni Göllersee-Göllerspitz-Setz.

Il sentiero percorre dapprima una breve stradina asfaltata entrando poi nel bosco e procedendo in saliscendi su fondo terroso e sassoso fino al bivio per l’Hexenstein (Sasso delle Streghe); volendo, in breve, si può seguire a destra la deviazione che porta, in leggero saliscendi nel bosco, al grande masso Hexenstein.

Tornati sul sentiero principale si continua verso il Lago Göllersee, procedendo in discesa su sentiero nel bosco si giunge, quindi, al Lago Göllersee (1081 m, 40 minuti dalla partenza).

Continuando sul sentiero 17 verso la Cima Göllerspitze-Setz si procede in saliscendi nel bosco su sentiero ghiaioso e terroso; si giunge, quindi, al bivio per la Rotwand (Parete Rossa) ed il Burgstallegg; rimanendo sul sentiero per la Cima Göller si procede nel bosco, si ignora un altro bivio per la Rotwand e si giunge ad un ulteriore diramazione indicante la Cima Göller in entrambe le direzioni.

Si segue il sentiero dritto procedendo in leggera salita nel bosco e giungendo a delle panchine, il sentiero sale ora ripidamente nel bosco su traccia terrosa e sassosa fino alla Cima Göllerspitz-Setz (1097 m, 40 minuti dal lago 1.20 ore dalla partenza, attenzione a non sporgersi troppo verso la parete sottostante).

Continuando il percorso sul sentiero si scende sul versante opposto scendendo piuttosto ripidamente fino a tornare il bivio con doppia diramazione indicante la Cima Göllerspitz incontrato in salita; procedendo in leggera risalita si ignora nuovamente il bivio indicante la Rotwand e si torna al successivo bivio incontrato all’andata indicante Rotwand (Parete Rossa) e Burgstallegg.

Seguendo a destra si sale, quindi, su sentiero sterrato nel bosco trovando, in breve, la diramazione per la Rotwand; si procede in saliscendi su sentiero terroso e sassoso nel bosco, ad un bivio si tiene la sinistra verso la Rotwand salendo al punto panoramico verso la Rotwand-Parete Rossa e la Bassa Atesina (30 minuti dalla Cima Göllerspitz, 1.50 ore dalla partenza).

Scendendo in breve sul versante opposto si giunge ad una strada sterrata e si procede verso il Burgstallegg, si supera l’area di un’azienda agricola con animali ed in breve si trova, quindi, il bivio tra Burgstall e Burgstallegg.
Si prende a destra per il Burgstallegg procedendo su sentiero nel bosco prima in discesa e poi in risalita fino al punto panoramico Burgstallegg con resti di rovine di un vecchio castello (40 minuti dalla Rotwand, 2.30 ore dalla partenza).

Scendendo nel bosco sul versante opposto, piuttosto ripidamente, si giunge ad alcuni bivi ai quali si segue verso Aldino e Burgstall giungendo all’incrocio con la strada asfaltata nei pressi del Maso Burgstall e della fermata dell’autobus Unterlehen (15 minuti dal Burgstallegg, 2.45 ore dalla partenza).

Da qui si può tornare ad Aldino in risalita o tramite il sentiero 17  passando dai pressi del Maso Eigerer o, con cautela, lungo la strada asfaltata o tramite il bus (30 minuti a piedi, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Aldino – Hexenstein (Sasso delle Streghe) – Lago  Göllersee –  Cima Göllerspitz-Setz – Rotwand-Parete Rossa –  Burgstalleg – Burgstall – Aldino

Sentieri: 17

Dislivello: 350 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.15 ore totali

Quota massima: 1184 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (presenza, comunque,di alcuni tratti un po’ ripidi e non sporgersi nei punti panoramici); sviluppo totale lungo di circa 11 chilometri.
Fare attenzione ai tanti bivi presenti lungo il percorso

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: se di volesse tronare dal Burgstall-Unterlehen ad Aldino con i mezzi pubblici è bene informarsi, in questo caso, su mezzi e orari.

Esperienza di Stefano: è bene seguire sempre attentamente la cartina topografica e le indicazioni ai tanti bivi presenti ed, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Tratto tra Aldino e il bar ristorante Schönblick

Indicazioni nei pressi del bar ristorante Schönblick

Primo tratto del sentiero 17

Deviazione per l’Hexenstein

Hexenstein-Sasso delle Streghe

Verso il Lago Göllersee tornati sul sentiero principale

Lago Göllersee

Tratto verso il bivio tra Cima Göllerspitz e Rotwand-Burgstallegg

Bivio tra Cima Göllerspitz e Rotwand-Burgstalleg

Verso la Cima Göllerspitz

Cima Göllerspitz-Setz

Tornando al bivio Cima Göllerspitz e Rotwand-Burgstalleg

Salendo alla Rotwand (Parete Rossa) una volta tornati al bivio tra Göllerspitz e Rotwand – Burgstallegg

Punto panoramico sulla Rotwand-Parete Rossa

Tratto verso il Burgstallegg

Al punto panoramico Burgstallegg con resti di rovine

Scendendo al Burgstall


Cliccare sull’immagine per visualizzare Aldino su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e nel Parco del Monte Corno

Waalweg di Marlengo/Marling – Val d’Adige

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Marlengo/Marling, situato nei pressi di Merano, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso parzialmente ad anello, dal dislivello moderato ma dal lungo sviluppo, che (con anche bellissime vedute panoramiche) permette di visitare i Waalweg di Marlengo nel tratto che porta da Marlengo a Tel/Töll, frazione di Parcines/Partschins posta all’imbocco della Val Venosta (QUI la “pillola” su Marlengo, QUI quella su Merano e QUI quella su Parcines e le sue frazioni).

Il percorso comincia dal centro del paese di Marlengo (340 m), seguendo le indicazioni numero 33 per i Waalweg di Marlengo si sale su stradina asfaltata, a tratti ripida, fino a raggiungere i Waalweg nei pressi del ristorante Waalheim (441 m, 20 minuti dalla partenza).

Seguendo le indicazioni per il Waalweg verso Tel/Töll si procede verso destra lungo la roggia (attenzione a qualche tratto un po’ stretto); il sentiero tocca anche diverse installazioni esplicative di storia, flora e geologia della zona.
Alternando tratti nel bosco ad altri più aperti si giunge alla casa del Waaler (l’antico guardiano del Waalweg) e, ignorato il bivio del sentiero 35B, si giunge al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder.

Ignorato al momento il bivio della strada 35 per Marlengp si continua sul Waalweg verso Tel, si costeggia la roggia in un tratto con meleti toccando il ristorante-residence Aqualis; continuando il cammino tra tratti nel bosco ed altri più aperti si giunge al punto di ristoro Schönblick.

Si prosegue, quindi, lungo la roggia tra spazi aperti tra meleti fino al bivio per Foresta/Forst (frazione di Lagundo), ignorato il bivio seguendo il Waalweg si rientra nel bosco fino ad incrociare una stradina con bivi; continuando lungo il sentiero Waalweg si prosegue nel bosco superando anche due ponti in ferro ad alcuni un po’ stretti con passerelle.
Si giunge, quindi, all’ultimo tratto del sentiero Waalweg, ignorati vari bivi si prosegue in tratto più ombreggiato e, con breve, discesa si giunge nei pressi della centrale idroelettrica di Tel posta lungo la strada della Val Venosta (530 m, 1.40 ore dal ristorante Waalheim, 2.00 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con alcuni saliscendi fino al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder in 1.20 ore, 3.20 ore dalla partenza.

Si segue, quindi, la stradina asfaltata numero 35 verso Marlengo che scende portando ad un bacino artificiale e poi al centro di Marlengo, 20 minuti dal ristorante Waldschenke e dal punto di ristoro Larchwalder 3.40 ore dalla partenza.

Percorso: Marlengo – Waalheim – Waldschenke/Larchwalder –  Schönblick – Tel –  Schönblick – Waldschenke/Larchwalder – Marlengo

Sentieri: 33 – Waalweg Marlengo – 35

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.40 ore totali

Quota massima: 550 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti); sviluppo totale lungo di circa 13 chilometri

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate.
Il Waalweg di Marlengo presenta anche un altro tratto che si sviluppa dal ristorante Waalheim fino a Cermes e Lana, vista la lunghezza del percorso è consigliabile percorrerlo separatamente, oppure percorrere integralmente il Waalweg da Lana a Tel (12 chilometri solo andata) tornando poi con i mezzi pubblici (informarsi, in questo caso, su mezzi e orari).

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Chiesa di Marlengo

Salendo al Waalheim

Ristorante Waalheim

Lungo il Waalweg di Marlengo verso Tel

Casa dell’antico Waaler (guardiano del Waalweg)

Ristorante Waldschenke

Punto di ristoro Larchwalder

Ristorante-residence Aqualis

Punto di ristoro Schönblick

Termine del Waalweg di Marlengo a Tel lungo la strada della Val Venosta (frazione di Parcines)

Discesa a Marlengo sulla strada numero 35 una volta tornati al punto di ristoro Larchwalder ed al ristorante Waldschenke


Cliccare sull’immagine per visualizzare Marlengo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene, del Monte Corno e del Monte San Vigilio

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Adige

Velloi/Vellau (970 m) – salita da Lagundo/Algund – Gruppo di Tessa

Il paesino di Velloi/Vellau, frazione di Lagundo/Algund, è posto a 970 metri di quota nel Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il piccolo borgo montano è posto in posizione idilliaca tra meleti e pascoli con magnifica vista panoramica sull’area di Merano/Meran e dintorni e verso diverse cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi Sarentine (QUI la “pillola” su Lagundo e QUI quella su Merano).

La frazione di Velloi è raggiungibile sia in macchina che in seggiovia da Lagundo, è però possibile arrivare al paesino tramite un percorso a piedi ad anello, dal dislivello e sviluppo piuttosto rilevanti, che tocca anche altri punti di interesse come il Waalweg di Lagundo e diversi massi erratici.

Il percorso comincia dal centro di Lagundo (360 m), seguendo le stradine del paese si giunge a Plars di Mezzo/Mitterplars ove è anche posta la stazione a valle delle seggiovia per Velloi; seguendo il sentiero 20 “Burgweg” si sale in breve su fondo ciottolato, in moderata pendenza, fino al Cafè Konrad (fin qui, volendo, anche direttamente dal centro di Lagundo sulla stradina asfaltata 25A).

Si segue, quindi, a sinistra il sentiero 25A per Velloi/Vellau seguendo in breve il Waalweg (roggia) fino ad un vicino bivio; rimanendo sul sentiero 25A per Velloi si sale su fondo ciottolato con alcuni tratti ripidi, lungo la salita sono posti anche diversi pannelli informativi sulla storia vinicola della zona.
Il sentiero entra, quindi, nel bosco e salendo su traccia terrosa e sassosa raggiunge diversi massi erratici fino alle grandi rocce Schlundenstein (550 m, 1.00 ora dalla partenza).

Seguendo sempre il sentiero 25A per Velloi si sale in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, con percorso nel bosco passando diverse volte anche sotto la seggiovia; il tracciato tocca anche diversi altri massi erratici giungendo all’incrocio con la strada asfaltata.
Rimanendo a destra sul sentiero si rientra nel bosco salendo piuttosto ripidamente fino ad incontrare nuovamente la strada asfaltata; seguendo la strada si sale quindi verso Velloi dapprima raggiungendo il bivio col sentiero 21 e poi il bivio per la stazione a monte della seggiovia proveniente da Lagundo (con anche stazione a valle della cestovia per la Malga Leiter e diversi punti di ristoro), gli impianti sono, volendo, raggiungibili con 5 minuti di cammino dal bivio.

Continuando sulla strada asfaltata principale si sale, invece, con alcuni tornanti, fino alla chiesa di Velloi con punto panoramico e ristorante Oberlechner (970 m, 1.15 ore dalle rocce Schlundenstein, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende per lo stesso percorso di salita fino al bivio col sentiero 21 che si segue in discesa con indicazioni per Plars; scendendo in moderata pendenza nel bosco su terreno sassoso e terroso, incrociando diverse volte la strada asfaltata, si ignorano diversi bivi e si segue sempre il sentiero 21 che riporta alla rocce Schlundenstein incontrate in salita.

Rimanendo sul sentiero 21 si scende verso Plars in discesa breve ma ripida raggiungendo il ristorante Leiter am Waal posto lungo il Waalweg (roggia) di Lagundo, (500 m, 1.15 ore da Velloi, 3.30 ore dalla partenza).

Seguendo a sinistra il Waalweg di Lagundo si procede in leggeri saliscendi lungo la roggia (attenzione a qualche breve tratto un po’ stretto); alternando tratti in spazi aperti su fondo sterrato ad altri nel bosco, su terreno sassoso e terroso, si torna al Cafè Konrad e, tramite, il sentiero Burgweg o la stradina 25A si torna al centro di Lagundo (45 minuti dal ristorante Leiter am Waal, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Lagundo – Cafè Konrad – Rocce Schlundenstein – Velloi – Ristorante Leiter am Waal – Waalweg di Lagundo – Cafè Konrad – Lagundo

Sentieri: 20 – 25A – 21 – Waalweg di Lagundo – 20

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 970 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti) ma con dislivello piuttosto rilevante ed alcuni tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate.
Naturalmente è possibile usufruire della seggiovia in salita o discesa riducendo l’impegni fisico ma non riuscendo, però, a toccare tanti i punti di interesse descritti nel percorso.
Questo percorso è, volendo, allungabile ulteriormente dal Cafè Konrad percorrendo integralmente il Waalweg di Lagundo e toccando anche Castel Torre (QUI la “pillola” sul percorso integrale del Waalweg di Lagundo, senza salita a Velloi)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Stazione a valle della seggiovia a Plars di Mezzo

Sentiero 20 “Burgweg”

Cafè Konrad

Salita verso le rocce Schlundentein

Rocce Schlundenstein

Salendo a Velloi sul sentiero 25A

Chiesa di Velloi con punto panoramico e trattoria Oberlechner

Bivio del sentiero 21

Discesa sul sentiero 21

Nuovamente alla rocce Schlundenstein

Discesa col sentiero 21 al Ristorante Leiter am Waal

Ristorante Leiter am Waal

Waalweg di Lagundo tornando verso il Cafè Konrad


Cliccare sull’immagine per visualizzare Lagundo su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Waalweg/Rogge di Laces/Latsch – Ferrata Tiss-Poppele – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Laces/Latsch, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso dallo sviluppo e dislivello moderati che permette di visitare parte dei Waalweg di Laces (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che percorrere la recente ferrata Tiss-Poppele aperta nel 2019 (QUI la “pillola” su Laces).

La via ferrata, che devia dal percorso Waalweg (e che, volendo può essere evitata) presenta una difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi; va, comunque, tenuto conto della presenza di alcuni tratti esposti.

Il percorso comincia dai pressi della stazione a valle della funivia San Martino al Monte/St. Martin am Kofel di Laces (630 m), seguendo il sentiero 7 verso San Martino al Monte si oltrepassa un ponte sull’Adige e si attraversa (con cautela) la strada della Val Venosta.
Si sale, quindi, brevemente con scalini di legno fino a giungere all’intersezione con il Waalweg; seguendo a sinistra il sentiero 3 verso Tiss si procede nel rado bosco in leggera salita lungo la roggia (attenzione ad alcuni passaggi un po’ stretti).

Ignorati alcuni bivi si giunge ad una breve stradina asfaltata ed al grande masso erratico con scritta “Poppele Knott”; procedendo poco oltre si giunge al bivio per la ferrata Tiss (680 m, 45 minuti dalla partenza).

Si segue, quindi, a destra per la ferrata salendo su sentiero nel bosco in breve, ma molto ripidamente, fino all’attacco della via ferrata.
Si sale, seguendo sempre le nuove attrezzature, dapprima con gradoni a tratti su roccette verso destra (attenzione ad alcuni cactus posti nei pressi del tracciato); si sale un tratto un poì più verticale e si giunge ad un ponticello tibetano e successivo spigolo con alcune staffe (punto più impegnativo ed esposto della ferrata).

Proseguendo sempre a mezzacosta si procede alternando tratti in moderata pendenza a salitini rocciosi fino ad aggirare un caratteristico spigolo; risalendo alcune staffe si giunge ad un ponte sospeso, superato il ponte si aggira con staffe un altro spigolo (tratto piuttosto esposto).
Si sale, quindi, una paretina con staffe (atttenzione se bagnata) e poi si traversa a mezzacosta verso sinistra e poi, con saltini rocciosi e tratti in traverso con staffe, nuovamente verso destra; si giunge, infine, ad una paretina (a tratti bagnata) che porta alla fine della ferrata su un pulpito panoramico (846 m, 30 minuti dall’attacco della ferrata, 1.15 ore dalla partenza).

Si scende adesso verso sinistra sul sentiero 5A che scende in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, su fondo erboso e sassoso; raggiunto un punto con cartelli si continua in discesa, si supera un breve tratto con cavo scorrimano, e si torna piuttosto ripidamente al bivio posto poco prima dell’attacco della ferrata.

Seguendo la via di andata lungo il Waalweg si torna, quindi, a Laces (1.00 ora dal termine dalla ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Percorso: Laces – Waalweg di Laces – Ferrata Tiss-Poppele – Waalweg di Laces – Laces

Sentieri: 7 – 3 – Ferrata Tiss-Poppele – 5A – 3 – 7  

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali

Quota massima: 846 m

Difficoltà: E il Waalweg – EEA la via ferrata Tiss-Poppele: itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta lungo i Waalweg (attenzione ad alcuni tratti un po’ stretti); la via ferrata è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma presenta alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata e casco; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate.
Naturalmente, volendo, è possibile percorrere solo il tratto lungo il Waalweg senza percorrere la via ferrata; è, inoltre, possibile allungare a piacimento nei due sensi il percorso del Waalweg (il tracciato completo del Waalweg di Laces, di 8 chilometri solo andata corre da Coldrano/Goldrain a Castelbello/Kastelbell)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario ad inizio primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Adige a Laces

Salendo sul sentiero 7 verso il bivio col sentiero 3

Bivio col sentiero 3 lungo il Waalweg

Lungo il sentiero 3 del Waalweg

Masso erratico Poppele-Knott

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la via ferrata Tiss-Poppele

Pulpito panoramico al termine della ferrata

Discesa lungo il sentiero 5A


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia San Martino in Monte a Laces su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Castello Monte di Silandro/Schloss Schlandersberg (1063 m) – Chiesa Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Alpi Venoste

Il Castello Monte di Silandro/Schloss Schalndersberg, posto a 1063 metri di quota nelle Alpi Vensote, è raggiungibile tramite diversi accessi dal sottostante paese di Silandro/Schlanders in media Val Venosta/Vinschgau; viene qui descritto un percorso ad anello che tocca prima la rocca (privata) e poi i Waalweg (rogge) Ils e la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius (QUI la “pillola” sul paese di Silandro).

Il percorso, che offre anche belle vedute panoramiche sulla sottostante Val Venosta e le vette circostanti, presenta dislivello e sviluppo moderati ma con presenza di alcuni tratti ripidi ed altri un po’ esposti; il tracciato tocca anche diversi tipi di ambienti con zone aperte aride, boschi e le antiche rogge irrigue ancora, tutt’oggi, funzionanti in alcuni periodi dell’anno.

Il percorso comincia dal centro di Silandro (718 m) seguendo le indicazioni per il sentiero numero 7 verso il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg.
Il sentiero procede dapprima su asfalto tra case e poi su mulattiera ghiaiosa, ignorato il bivio per la Passeggiata Sonnpromenade, si oltrepassa un ponte giungendo ad altri bivi; seguendo sempre il sentiero 7 si sale su traccia ghiaiosa piuttosto ripida nel bosco.

La traccia sassosa e ghiaiosa, con anche diversi gradoni, sale, quindi, ripidamente in spazi aperti con bella vista sul sottostante paese di Silandro; raggiunto un tratto con pendenza moderata la traccia erbosa e sassosa porta al Castello Monte di Silandro (1063 m, struttura privata, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo le indicazioni del sentiero numero 5 per le Rogge Ilswaal si scende su traccia sassosa e terrosa nel bosco il sentiero percorre, quindi, diversi tratti a mezzacosta con alcuni ponti e dei punti un po’ esposti incontrando le prime rogge.

Ignorato il bivio col sentiero 3 si rimane sul sentiero 5 costeggiando alcune rogge verso Corzes/Kortsch; in breve si raggiunge un ulteriore bivio al quale si segue il sentiero 6 verso St. Georg; la traccia sale in moderata pendenza nel bosco con alcuni punti panoramici sulla sottostante frazione di Corzes.
Seguendo le indicazione per la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius si giunge in breve, all’antica chiesa (883 m, 1.00 ora dal Castello Monte di Silandro, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla chiesa si seguono le indicazioni per il sentiero 5 verso l’Ilswaal; la traccia ghiaiosa e terrosa scende dapprima in mezzacosta in lieve pendenza, con qualche tratto un po’esposto, per poi scendere in pendenza moderata lungo le rogge nel bosco.

Giunti ad un successivo bivio si segue il sentiero numero 2 verso Silandro; la traccia sassosa e terrosa scende nel bosco fino a raggiungere il Castello di Silandro/Schlandersburg (sede di uffici provinciali e con una piccola mostra, da non confondere con il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg toccato nel primo tratto dell’escursione).
Dal Castello di Silandro si torna, quindi, in breve lungo le strade del paese, al centro di Silandro (45 minuti dalla Chiesa di Sant’Egidio, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Silandro – Castello Monte di Silandro – Chiesa di Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Castello di Silandro – Silandro

Sentieri: 7 – 5 – 6 – Ilswaal – 2

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali

Quota massima: 1063 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta complessivamente difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi e una breve parte un po’ esposta; sviluppo totale di circa 6 chilometri

Data di percorrenza: ottobre 2022

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato e fare attenzione ai numerosi bivi presenti e, in autunno, alle foglie presenti sul fondo del tracciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario con colori autunnali, il tracciato è, comunque, bello, anche in primavera (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente elevato in alcune giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Lungo il primo tratto di percorso

Salendo più ripidamente verso il Castello Monte di Silandro

In arrivo al Castello Monte di Silandro

Al Castello Monte di Silandro

Scendendo sul sentiero 5

Lungo il sentiero 6

Chiesa di Sant’Egidio

Lungo il tratto sulle Rogge Ilswaal

Scendendo sul sentiero 2

Castello di Silandro

Cliccare sull’immagine per visualizzare Silandro su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Sentiero del Vino/Weinweg “Rebe” – Alpi Sarentine – Bolzano e Renon

Il Sentiero del Vino/Weinweg “Rebe”, posto alle pendici delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen collega la grande città di Bolzano/Bozen con Signato/Signat, piccola frazione del comune di Renon/Ritten e situata sull’omonimo altipiano (QUI la “pillola” su Bolzano).

Il percorso, che alterna tratti in moderata pendenza ed altri più ripidi, transita tra bellissimi vigneti, antiche tenute e boschi toccando diversi punti di interesse ed offrendo ampi panorami sulla sottostante città di Bolzano e la Valle Isarco oltre che sulla Catena della Mendola/Mendel e sui gruppi dolomitici dello Sciliar/Schlern e del Catinaccio/Rosengarten.

Lungo il sentiero sono, inoltre, posti numerosissimi pannelli informativi sui tanti di vite coltivati in zona oltre che su storia e metodi odierni di coltivazione e ambienti naturali che si incontrano lungo il tracciato.

Il Sentiero del Vino “Rebe” parte dal rione di Rencio/Rentsch alla periferia nord di Bolzano (302 m, scarsi parcheggi, fermata del bus); il tracciato sale in breve sulla strada asfaltata verso il Renon deviando, poco dopo, nei pressi della Tenuta Ansitz Waldgries.

Seguendo sempre i cartelli “Rebe” si sale su mulattiera erbosa e ghiaiosa tra vigneti raggiungendo un punto panoramico su vigneti e la sottostante tenuta; il sentiero sale adesso, più ripidamente, su traccia sabbiosa e sassosa arrivando ai pressi della strada asfaltata del Renon.
Il sentiero svolta, quindi, a destra salendo su mulattiera sassosa tra vitigni ed arrivando ai pressi della Tenuta Loacker; attraversata la strada asfaltata verso il Renon il tracciato porta, in breve, ai pressi della Chiesa di Santa Giustina.

Svoltando a destra il percorso sale su stradina sterrata ed asfaltata ai pressi del maso Braun; continuando su stradina asfaltata si sale ora ripidamente con ampia vista su Bolzano e la Valle Isarco sottostante; il sentiero alterna, quindi, tratti ripidi su traccia terrosa e ghiaiosa nel bosco ad altri su stradina asfaltata giungendo nei pressi del maso Losmann.

Il sentiero sale, quindi, ripidamente su traccia terrosa e ghiaiosa in rado bosco portando, con breve tratto un po’ esposto, ad un punto panoramico; continuando, quindi, dapprima in saliscendi nel bosco e poi in salita piuttosto ripida su mulattiera tra vigneti si giunge all’ultimo tratto nel bosco che conduce al termine del Sentiero del Vino “Rebe” in loclaità Polden (fermata del minibus).

Volendo, segeundo a sinistra in salita la strada asfaltata, si può raggiungere, in breve, il piccolo borgo di Signato con punto di ristoro Signaterhof (852 m, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza, o col minibus numero 163.

Percorso: Rencio (Bolzano) – Tenuta Waldgries – Tenuta Loacker – Chiesa di Santa Giustina – Maso Brunn – Maso Losmann – Polden – Signato – Maso Losmann – Maso Brunn – Tenuta Loacker – Chiesa di Santa Giustina – Tenuta Waldgries – Rencio (Bolzano)

Sentieri: “Rebe”

Dislivello: 550 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore totali (con discesa a piedi)

Quota massima: 852 m

Difficoltà: E – itinerario che presenta complessivamente difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi e una breve parte un po’ esposta prima del punto panoramico; sviluppo totale di circa 8 chilometri se si scende a piedi

Data di percorrenza: ottobre 2023

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato e fare attenzione ai numerosi bivi presenti; è bene, inoltre, controllare, se si volesse scendere col minibus 163, gli orari di passaggio essendo le corse non molto frequenti.
Nota: non sono state inserite le foto di tutte le molteplici installazioni descrittive poste lungo il percorso per motivi di lunghezza

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario con colori autunnali, il tracciato è, comunque, bello, anche in primavera (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente elevato in alcune giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visbilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Alla partenza a Rencio nei pressi del bivio della strada asfaltata verso il Renon

Lungo il primo tratto del percorso tra i vigneti della Tenuta Waldgries

Tratto verso i pressi della Tenuta Loacker

Chiesa di Santa Giustina

Tratto verso il Maso Braun

Vista sulla Chiesa di Santa Giustina lungo il tratto che porta verso il Maso Losmann

Vista su Bolzano e la Catena della Mendola lungo il tratto verso il Maso Losmann

Tratto verso il Maso Losmann

Tratto verso il punto panoramico

Al punto panoramico

Tratto in saliscendi nel bosco

Vista su Sciliar e Catinaccio

Tratto finale del sentiero

Breve tratto verso Signato

Chiesa della frazione di Signato

Cliccare sull’immagine per visualizzare il punto di partenza del Sentiero “Rebe” a Rencio a Bolzano su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bolzano ed il Renon

Castel Festenstein – Burgstalleck (1019 m) – Catena della Mendola

Le rovine di Castel Festenstein e la vetta del Burgstalleck, posta a 1019 metri di quota, sono situate sulla Catena della Mendola/Mendel in posizione elevata sulla sottostante Valle dell’Adige/Etschtal; i due punti di interesse possono essere raggiunti da dversi accessi, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dal paese di Andriano/Andrian (QUI la “pillola” su Andriano).

Il percorso, dallo sviluppo e dislivello piuttosto rilevanti, si sviluppa principalmente tra gola e bosco e, nel tratto che conduce alle rovine del castello, presenta anche un tratto tecnicamente impegnativo.
Dai ruderi del castello, dal piccolo borgo di Gaido/Gaid (frazione di Appiano sulla Strada del Vino/Eppan an der Weinstraße), che si tocca lungo il percorso, e dalla vetta del Burgstalleck si godono anche ottimi panorami verso la Valle dell’Adige, il Gruppo di Tessa ed i gruppi dolomitici dello Sciliar/Schlern e del Catinaccio/Rosengarten (QUI la “pillola” su Appiano sulla Strada del Vino).

La salita comincia da Andriano (260 m), seguendo le indicazioni del sentiero 15 per Gaid si sale su strada asfaltata fino al piccolo parcheggio alto di Via dei Bottai/Bindergasse (volendo fin qui anche in macchina).
Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 15 per Castel Festenstein e Gaido si sale in moderata pendenza su mulattiera sterrata nel bosco; si supera un ponticello sul torrente e si sale più ripidamente su sentiero terroso e sassoso nel bosco.

Superato un tratto molto ripido con gradoni e cavo di sicurezza si giunge nei pressi di una cascatella con bivio; seguendo a destra per le rovine di Castel Festenstein si sale molto ripidamente su traccia nel bosco (con alcuni tratti con gradoni e cavo).
La traccia entra poi in una gola con fondo sassoso e terroso (attenzione) salendo poi su scalette di legno e gradoni con cavo di sicurezza fino a giungere alle rovine di Castel Festenstein (750 m, 1.30 ore dalla partenza).

La traccia nel bosco, su fondo terroso e sassoso, raggiunge, quindi, alcune altre scalette di legno (più appoggiate e meno verticali) fino ad intercettare una stradina nei pressi di una casa; seguendo sempre il sentiero 15 per Gaid si sale su mulattiera nel bosco e poi su stradina asfaltata fino a giungere alle poche case ed alla chiesetta del borgo di Gaido con maso con punto di ristoro Moarhof (902 m, 30 minuti da Castel Festenstein, 2.00 ore dalla partenza).

Arrivati ad un grosso crocefisso si ignora la deviazione del Sentiero Larchsteig e si sale a destra seguendo il cartello per il Tinnerhof; salendo su stradina asfaltata si giunge, in breve, ad una Croce deprecatoria contro i temporali “Wetterkreuz) e ad un bivio.

Seguendo il sentiero 8 verso Sant’Apollonia si procede in lieve saliita prima su stradina asfaltata e poi su mulattiera nel bosco fino al bivio per il Burgstalleck; seguendo a destra il sentiero 6 per il Burgstalleck si sale su sentiero nel bosco con traccia terrosa e ghiaiosa.
Salendo su traccia prima in moderata poi ripida pendenza (attenzione a seguire i segni) si giunge, in breve, alla vetta boscata del Burgstalleck (1019 m, ometto e panchina, 30 minuti da Gaido, 2.30 ore dalla partenza).

Tornati, in breve, al bivio tra il sentiero 6 ed il sentiero 8 si seguono le indicazioni numero 6 verso Nalles/Nals; si procede dapprima, in breve, su fondo erboso nei pressi di una staccionata; si entra poi nel bosco scendendo, in moderata pendenza, su mulattiera sterrata e ghiaiosa.
La discesa, in lungo sviluppo, porta, quindi, al maso con punto di ristoro Bittnerhof (600 m, 1.00 ora dal Burgstalleck, 3.30 ore dalla partenza).

Seguendo, le indicazioni numero 5B per Andriano, si scende su stradina asfaltata ad un successivo bivio al quale si segue il sentiero 5 per Andriano.
Si procede, in lungo sviluppo dapprima in saliscendi e poi in discesa con pendenza moderata su mulattiera sterrata, e con un tratto sassoso lastricato, fino a giungere al Castagneto ed al punto panoramico Schlosspichl.

Dal punto panoramico scendendo su mulattiera piuttosto ripida si torna, quindi, al piccolo parcheggio di Via dei Bottai ed al centro di Andriano (1.00 ora dal Bittnerhof, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Andriano – Rovine Castel Festenstein – Gaido – Burgstalleck – Bittnerhof – punto panoramico Schlosspichl – Andriano

Sentieri: 15 – 8 – 6 – 5B – 5

Dislivello: 850 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi lungo il percorso

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 1019 m

Difficoltà: EE – itinerario che presenta complessivamente diversi tratti ripidi ed alcuni passaggi tecnicamente impegnativi, ed in parte scivolosi, salendo alla rovine di Castel Festenstein; sviluppo totale di circa 13 chilometri

Data di percorrenza: ottobre 2023

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato e fare attenzione anche alle foglie lungo il percorso ed ai numerosi bivi presenti; è bene, inoltre, controllare i periodi di apertura dei masi con punti di ristoro Moarhof e Bittnerhof

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario con colori autunnali, il tracciato è, comunque, bello, anche in primavera (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente elevato in alcune giornate soprattutto nel tratto di discesa). Io ho trovato una giornata in parte nuvolosa, con cielo sereno la vista panoramica sarebbe ancora più ampia; in generale è bene non sottovalutare l’impegno globale del tracciato

Salendo ad Andriano verso il parcheggio alto con vista sulle rovine di Castel Festenstein

Primo tratto di salita verso le rovine di Castel Festenstein

Tratto lungo il torrente con vista sulla cascatella

Salendo molto ripidamente verso le rovine di Castel Festenstein

Rovine Castel Festenstein

Salendo verso Gaido

Vista sul Monte Macaion/Gantkofel

Gaido con maso con punto di ristoro Moarhof

Grosso crocefisso

Salendo alla Croce del Tempo “Wetterkreuz”

Croce del Tempo “Wetterkreuz”

Verso il bivio per il Burgstalleck

Salendo al Burgstalleck

In vetta al Burgstalleck

Scendendo verso il maso Bittnerhof

Maso con punto di ristoro Bittnerhof

Scendendo al punto panoramico Schlosspichl ed Andriano

Punto panoramico Schlosspichl

Tornando ad Andriano

Cliccare sull’immagine per visualizzare Andriano su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Sentiero della Mela/Apfelweg di Naz-Sciaves/Natz-Schabs – Dolomiti

Il Sentiero della Mela/Apfelweg è posto in ambiente bucolico e rilassante sull’Altopiano di Naz-Sciaves/Natz-Schabs non lontano dalla città di Bressanone/Brixen e dal comprensorio della Plose; il percorso circolare può essere intrapreso dai diversi paesi dell’area di Naz-Sciaves, viene qui descritto con partenza dal borgo di Naz (QUI la “pillola” sui paesi di Naz, Sciaves e le loro frazioni).

Il tracciato, dal dislivello contenuto e dallo sviluppo relativamente lungo, tocca molti ambienti diversi quali meleti, boschi, biotopi umidi, spazi aperti e piccoli borghi; lungo il percorso sono posti anche molti pannelli informativi su storia e tipologia di coltivazione delle mele in zona oltre che su flora e fauna presenti.

Percorrendo il Sentiero della Mela, inoltre, è anche possibile di godere di belle viste panoramiche verso la Plose ed i Monti di Fundres/Pfunderer Berge oltre che attraversare molte aree naturali e coltivate idilliache.

Il percorso del Sentiero della Mela comincia dal centro di Naz (889 m), seguendo i cartelli del Sentiero della Mela/Apfelweg contrassegnati dal simbolo di una mela; questi cartelli andranno seguiti lungo tutto il percorso circolare ad i numerosissimi bivi presenti.

Da Naz si segue la stradina asfaltata verso Fiumes/Viums deviando poco dopo seguendo i cartelli del Sentiero della Mela; il tracciato porta su mulattiera sterrata, in lieve discesa, ad un boschetto ed al Biotopo Samesirs e poi, ignorata la deviazione verso Fiumes, procede in lievi saliscendi tra meleti.
Il sentiero piega, quindi, a destra in discesa in un bosco raggiungendo l’Hotel Flötscher e l’Hotel Seehof, risalendo poi, su stradina asfaltata e mulattiera nel bosco, si raggiunge una scultura dedicata alla caccia; raggiunto tra meleti successivamente, ed ignorato, il bivio per il paese di Rasa (raggiungibile, volendo, comunque, in pochi minuti) si raggiunge il biotopo Raiermoos.

La mulattiera nel bosco costeggia il biotopo e sale poi piuttosto ripidamente nel bosco, superato un tratto su una radura si rientra brevemente nel bosco raggiungendo l’area degli impianti sportivi di Naz; seguendo sempre le indicazioni del Sentiero della Mela si procede su asfalto e poi su mulattiera fino al Biotopo Laugen.

Continuando su mulattiera nel bosco e poi tra spazi aperti si giunge ad una presa d’acqua e, tra meleti, si giunge ad un bivio per Naz (volendo raggiungibile da qui in breve seguendo la strada asfaltata).
Continuando sul Sentiero della Mela si scende più ripidamente nel bosco raggiungendo su traccia terrosa e sassosa una fonte ed un castagneto (attenzione al fondo con possibili foglie secche o bagnate); il sentiero porta, quindi, tra meleti e vigneti, ad una stradina che si segue in breve salendo poi, piuttosto ripidamente, su mulattiera nel bosco che porta alla grande roccia Schneiderhausbühel ed ai pressi del paese di Natz ed al suo centro (2.45 ore di cammino totali).

Percorso: Naz – Biotopo Samesirs – Hotel Flötscher e Hotel Seehof – Biotopo Raiermoos – area impianti sportivi di Naz – Biotopo Laugen – Schneiderhausbühel – Naz

Sentieri: Sentiero della Mela/Apfelweg

Dislivello: 200 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi lungo il percorso

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali

Quota massima: 889 m

Difficoltà: E – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi, in cui è necessario passo fermo, in discesa verso il castagneto; sviluppo totale di circa 9 chilometri.
Prestare attenzione a seguire sempre i cartelli del Sentiero della Mela/Apfelweg a tutti i bivi.

Data di percorrenza: ottobre 2023

Annotazioni: il tratto più ripido e tecnico finale può essere evitato seguendo direttamente verso Naz su stradina asfaltata al bivio citato nella descrizione del percorso.
Inoltre, in Alto Adige si trova un percorso dedicato alla mela anche a Tirolo paese/Dorf Tirol (QUI la “pillola” su questo itinerario) 

Esperienza di Stefano: io ho percorso il Sentiero della Mela di Naz-Sciaves con ambienti autunnali; il tracciato è, comunque, molto bello, anche in primavera con i meleti in fiore o in estate con tutti i meleti carichi di frutti (evitando, se possibile, giornate eccessivamente calde)

Nel centro di Naz

Lungo il tratto verso il Biotopo Samesirs

Biotopo Samesirs

Tratto verso gli hotel

Tratto verso il biotopo Raiermoos

Biotopo Raiermoos

Tratto verso il Biotopo Laugen

Biotopo Laugen

Verso il bivio tra Naz ed il tratti più ripido verso il castagneto

Vista su Naz dal bivio tra strada e sentiero più ripido

Lungo il tratto più ripido verso il castagneto

Tratto verso lo Schneiderhausbühel

Schneiderhausbühel

Tabelle descrittive del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare Naz su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Chiesa di San Giorgio – Sitzkofel (781 m) – Graun/Corona (795 m) – Catena della Mendola

La Chiesa di San Giorgio ed il vicino punto panoramico del Sitzkofel sono posti lungo la Catena della Mendola/Mendel, a 781 metri di quota, a breve distanza dal piccolo paesino di Graun/Corona; la chiesa col punti panormico ed il paesino presentano diversi accessi, viene qui descritto un percorso ad anello di lunghezze e dislivello moderati che parte dal paese di Cortaccia sulla Strada del Vino/Kurtatsch an der Weinstraße (QUI la “pillola” su Cortaccia).

Il tracciato ad anello sale su mulattiera lungo il percorso della Via Crucis portando alla chiesa e poi, nel bosco, al Sitzkofel con vista molto bella sulla sottostante Bassa Atesina/Unterland; raggiunto il vicino paese di Corona si scende poi su sentiero di bosco piuttosto ripido, attraversando anche un piccola gola caratteristica, fino a tornare nuovamente a Cortaccia.

Il percorso comincia dal centro di Cortaccia sulla Strada del Vino (322 m), si seguono le indicazioni per la Via Crucis/Kreuzweg e la Chiesa di San Giorgio/St. Georg (indicazione con simboli della croce e numero 1).
Si procede inizialmente tra le case del paese, facendo attenzione ai vari bivi si segue sempre il sentiero della Vi Crucis salendo, con pendenza moderata, su strada asfaltata incontrando già le prime stazioni della Via Crucis.

Arrivato ad un successivo bivio, seguendo per la Via Crucis si sale a destra su mulattiera stretta asfaltata nel bosco; la stradina sale, a tratti molto ripidamente, fino a raggiungere un bivio per il Sitzkofel nei pressi di un’antica pietra con incisioni.
Ignorato il bivio si continua verso la Chiesa di San Giorgio, salendo in lieve pendenza breve su stradina tra vigneti e meleti si giunge, quindi, alla Chiesa di San Giorgio (781 m, 1.30 ore dalla partenza, la chiesa è aperta solo in alcune occasioni).

Dalla chiesetta si segue il sentiero per il Sitzkofel, la traccia erbosa e terrosa procede nel bosco in lievi saliscendi raggiungendo, in breve, il punto panoramico del Sitzkofel (10 minuti dalla Chiesa di San Giorgio, 1.40 ore dalla partenza).

Tornati alla Chiesa di San Giorgio si giunge in breve al paese di Corona e si trova il bivio col sentiero numero 5; seguendo il tracciato 5 verso Cortaccia si scende su stradina asfaltata tra vigneti e meleti portando poi ad entrare nel bosco.

Seguendo sempre le indicazioni per Cortaccia si scende, a tratti ripidamente, su traccia terrosa e sassosa nel bosco raggiungendo una piccola gola tra due pareti; superata la strettoia si giunge, quindi, ad un bivio.
Si segue a destra il sentiero 12 per Cortaccia scendendo con pendenza moderata su mulattiera e poi sentiero nel bosco giungendo ad un altro bivio; seguendo a sinistra il sentiero 12A si scende ripidamente nel bosco (con anche un tratto un po’ ripido con cavo scorrimano) fino a giungere su una stradina asfaltata
Seguendo le indicazioni per Cortaccia si torna, quindi, nel centro del paese (1.20 ore dal Sitzkofel, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Cortaccia sulla Strada del Vino – Via Crucis – Chiesa di San Giorgio – Sitzkofel – Chiesa di San Giorgio – Cortaccia sulla Strada del Vino

Sentieri: Via Crucis/Kreuzweg/1 – 5 – 12 – 12A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati anche i diversi saliscendi lungo il percorso

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali

Quota massima: 792 m

Difficoltà: E – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi ed in cui, in discesa, è necessario passo fermo, sviluppo totale di circa 8 chilometri tra andata e ritorno.

Data di ascesa: maggio 2023

Annotazioni: la Chiesa di San Giorgio è aperta solo in alcune occasione e, se si volesse visitarla, è bene controllare i periodi di vista. Il breve sentiero 12A in discesa presenta tratti molto ripidi ed un cartello che avvisa della possibile presenza di zecche, per evitare questo tratto all’ultimo bivio si può rimanere sul sentiero 12 tornando a Cortaccia con un percorso un po’ più lungo ma meno ripido

Esperienza di Stefano: io ho trovato una giornata in parte nuvolosa, con ampia visibilità (che sarebbe meglio avere) il panorama sulla Bassa Atesina ed i monti circostanti sarebbe ancora più ampio; è meglio anche scegliere di percorrere questo itinerario nelle mezze stagioni in quanto, in estate, potrebbe risultare eccessivamente caldo

Cartelli a Cortaccia

Salendo lungo la strada della Via Crucis con vista sui meleti e vigneti di Cortaccia

Lungo la stradina più ripida

Antica pietra con incisioni

Tratto verso la Chiesa di San Giorgio

Chiesa di San Giorgio

Tratto verso il Sitzkofel

Al Sitzkofel

Zoom su Cortaccia dal Sitzkofel

Nel paesino di Corona

Scendendo sul sentiero numero 5

Nella piccola gola

Tratto lungo il sentiero 12

Lungo il sentiero 12A

Tornando a Cortaccia

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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