Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat – Parcines/Partschins – Val Venosta

Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).

Tra le escursioni di impegno contenuto troviamo il Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat; come si evince dal suo nome questo percorso si svolge nell’area di Quadrato/Quadrat, non presenta grandi difficoltà ed è rivolto in particolare alle famiglie, ma non solo.

Il percorso parte dalla fermata dell’autobus numero 268 “Gramegg” ove è posta la grande installazione che indica “QUADRAT” e l’inizio del percorso; l’uso del bus, che può essere preso sia da Parcines che dalla frazione di Rablà/Rabland, è una scelta consigliabile sia per la sostenibilità ambientale sia per la poca presenza di parcheggi all’inizio del percorso (QUI gli orari).

Seguendo i cartelli dal punto di partenza si segue una forestale nel bosco, parallela alla strada verso i masi Quadrathöfe. Il tracciato presenta diverse stazioni di gioco e divertimento, installazioni riguardanti ambiente e sostenibilità ed aree picnic.

Raggiunta la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie” si può, eventualmente interrompere l’escursione; altrimenti attraversando la strada asfaltata.
Il percorso continua, invece, con altre installazioni per giochi e divertimento fino a raggiungere la locanda Brünnl, dove il sentiero escursionistico per famiglie si dirama di nuovo a destra dalla strada; seguendo i cartelli informativi si ritorna, quindi, al punto di partenza.

Il percorso presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa e 2,5 chilometri di sviluppo con difficoltà tecnica contenuta e svolgendosi tra gli 800 ed i 900 metri circa di quota; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sul Gruppo di Tessa/Texel Gruppe e la sottostante bassa Val Venosta.

Come già menzionato il percorso offre anche diversi spunti ed informazioni legati ai temi di ambiente, sostenibilità ed uso attento delle risorse; queste tematiche sono molto importati per tutti e vissute appieno a Parcines e dintorni.

Infatti, il paese di Parcines e le frazioni hanno raggiunto la certificazione internazionale di livello 3 del Global Sustainable Tourism Council (GSTC); le aree con questo marchio vivono la sostenibilità come filosofia a tutto tondo, soddisfacendo appieno ognuno dei nove criteri riguardanti aspetti ecologici, sociali e culturali.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Alla fermata dell’autobus “Gramegg”

Inizio del percorso

Prima parte del tracciato

Incrocio con la strada presso la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie”

Tratto del percorso verso il punto di ristoro Brünnl

Punto di ristoro Brünnl

Ultima parte del percorso

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Cliccare sull’immagine per visualizzare la fermata dell’autobus Gramegg su Google Maps


Apple walk (Cammino della mela) di Parcines/Partschins – Val Venosta

Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).

Tra le escursioni di impegno contenuto ed adatte anche a famiglie troviamo l’Apple walk (Cammino della mela); come si evince dal suo nome questo percorso si svolge tra meleti e si sviluppa, ad anello, attorno al paese di Parcines con circa 3,5 chilometri di sviluppo e poco più di 100 metri di dislivello in salita e discesa.

Dalla piazza della chiesa di Parcines si segue a sinistra lungo la via Montesole/Sonnenbergweg, qui inizia l’Apple Walk, il percorso didattico delle mele con informazioni e quiz.
Continuando il percorso, attraverso i bellissimi meleti, si supera un ponte sospeso e si giunge al ristorante Winklerhof; da qui, proseguendo a sinistra, lungo il sentiero n. 1, si giunge alla stazione a valle della funivia Texel.

Attraversata la via Ziel si segue il sentiero n. 1 fino al ponte, si prende a sinistra e, seguendo il sentiero n. 7A lungo il Waalweg (roggia) “Mühlwaal” si torna a Parcines.
Lungo il tracciato sono presenti 12 stazioni con informazioni molto interessanti sulla coltivazione delle mele e sulle caratteristche di questo noto frutto; scansionando il codice QR presso ciascuna stazione si ha, inoltre, accesso a video esplicativi e dettagli.

Ad ogni stazione sono presenti domande con 4 opzioni di risposta; se si risponde correttamente a tutte le domande, inseriti i propri dati nell’app, si può ritirare un regalo presso l’ufficio turistico di Parcines.

L’escursione si presenta, quindi, inserita in ambiente magnifico, didattica e con giochi interessanti; risulta, quindi, molto adatta per famiglie ma anche per chi chiunque vuole divertirsi ed istruirsi allo stesso tempo!

La percorrenza dell’Apple Walk è particolarmente consigliabile ad aprile con la fioritura dei meli o in tarda estate con i meli carichi di frutti.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Chiesa nel centro di Parcines

Tratto su via Monte Sole/Sonnenberg verso l’inizio dell’Apple Walk

Inizio dell’Apple Walk

Primo tratto dell’Apple Walk

Ponte sospeso

Maso Winklerhof con ristorante e vendita di prodotti a base di mela

Tratto verso la stazione a valle della Funivia Texel

Stazione a valle Funivia Texel

Tratto nuovamente tra meleti

Tratto lungo il Waalweg (roggia)

Tratto che dalla fine dell’Apple Walk riporta a Parcines

Ufficio turistico di Parcines dove poter ritirare il premio una volta risposto correttamente a tutte le domande

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

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Parete Alta/Hochwand (1420 m) – Malga Cislon Alm (1260 m) – Parco del Monte Corno

La Parete Alta/Hochwand, posta a 1420 metri di quota, e la Malga Cislon Alm, situata a 1260 metri di altezza, si trovano nel Parco Naturale del Monte Corno/Trudner Horn in Alto Adige/Südtirol; la parete e la malga sono raggiungibili con diversi itinerari, viene qui descritto il percorso ad anello che conduce ad entrambi partendo dal paese di Trodena nel Parco Naturale/Truden im Naturpark (QUI la “pillola” sul paese di Trodena).

Il tracciato che tocca la Parete Alta e la Malga Cislon presenta un dislivello e sviluppo moderati conm però,  presenza di alcuni tratti ripidi e leggermente salendo alla Parete alta; lungo il tracciato si hanno anche bei punti panoramici, in particolare verso il Corno Bianco/Weisshorn, il Corno Nero/Schwarzhorn, la Mendola/Mendel, le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, il Lagorai e la Bassa Atesina/Unterland e l’Oltradige/Überestch.

Il percorso comincia da Trodena (1190 m) seguendo il sentiero 2 verso la Malga Cislon; si sale, con pendenza moderata, prima su stradina asfaltata e poi su mulattiera nel bosco.
Proseguendo nel bosco si giunge al bivio col sentiero 2A che si segue a destra con indicazioni “Hochwand”; salendo, inizialmente, con pendenza moderata si giunge ad un parapetto un punto panoramico.

Si segue, quindi, la traccia sassosa ed erbosa a sinistra che sale ripidamente nel bosco con tornanti; arrivati al bivio col sentiero 2B si rimane sul sentiero 2A giungendo, in breve, al punto elevato sulla Parete Alta/Hochwand (1420 m, panche, 1.00 ora dalla partenza).

Continuando sul sentiero 2A si procede, quindi, in falsopiano su sentiero nel bosco giungendo ad una breve  cengia (con parapetto e cavo) che costeggia la parete rocciosa; il sentiero scende poi nel bosco in tornanti, su traccia terrosa e sassosa, giungendo ad un bivio.
Seguendo il sentiero 2 verso la Malga Cislon si procede, con sviluppo piuttosto lungo, su mulattiera sterrata  nel bosco in lieve discesa giungendo ad un punto panoramico sul Lago di Caldaro/Kalterer See; continuando sulla mulattiera si giunge, quindi, alla Malga Cislon (1260 m, punto di ristoro, 1.15 ore dalla Parete Alta, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla malga si segue il sentiero 1 verso Trodena, in breve si giunge al bivio tra sentiero e mulattiera; prendendo a destra il sentiero 1 si scende tra pascoli e poi nel bosco; il sentiero terroso e sassoso procede poi in saliscendi toccando la fontana Bockbrunnen e incontrando nuovamente la mulattiera proveniente dalla Malga Cislon.
Scendendo sulla mulattiera si raggiunge un punto panoramico verso il paese di Trodena e, successivamente un antica calcara (fornace per la cottura della calce), seguendo la mulattiera si arriva, quindi, al centro di Trodena (1.00 ora dalla Malga Cislon, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Trodena nel Parco Naturale – Parete Alta – Malga Cislon – Trodena nel Parco Naturale

Sentieri: 2 – 2A – 2 – 1

Dislivello: 400 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.15 ore

Quota massima: 1420 m

Difficoltà: E/EE – escursione dalla difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi ed uno un po’ esposto verso la Parete Alta; sviluppo chilometrico piuttosto lungo di circa 8 chilometri totali; fare attenzione ai diversi bivi presenti

Data di ascesa: settembre 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura delle malga; volendo è, naturalmente, possibile salire e scendere alla Malga Cislon tramite il sentiero 1 o tramite strada forestale per compiere un escursione più breve e meno impegnativa

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei diversi punti panoramici; necessario terreno asciutto nella deviazione alla Parete Alta, i tratti ripidi e quello un po’ esposto sono relativamente brevi ma non vanno sottovalutati

Alla partenza a Trodena

Salendo sul sentiero 2

Deviazione verso la Parete Alta/Hochwand

Salendo alla Hochwand/Parete Alta

In vetta alla Parete Alta/Hochwand

Tratto con alcuni saliscendi e una parte un po’ esposta

Scendendo all’incrocio col sentiero 2

All’incrocio col sentiero 2

Lungo il sentiero 2 verso la Malga Cislon

Malga Cislon

Tornando a Trodena col sentiero 1

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di inizio dei sentieri a Trodena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e nel Parco del Monte Corno



Malga Bel Riposo/Schönrastalm (1690 m) – Capanna Nuova/Neuhütte (1700 m) – Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (1530 m) – Dolomiti

La Malga Bel Riposo/Schönrastalm, posta a 1690 metri di quota, la Capanna Nuova/Neuhütte, situata a 1700 metri di altezza e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger, posta a 1530 metri di quota, si trovano sull’Altipiano del Monte Regolo/Reggelberg tra la Val d’Ega/Eggental e l’area di Aldino/Aldein.

Il percorso ad anello, che tocca tutti e tre i punti di ristoro, parte dal noto Santuario di Pietralba/Maria Weissenstein, raggiungibile da Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega e da Aldino (QUI la “pillola” sul Santuario di Pietralba, QUI quella su Nova Ponente e QUI la “pillola” su Aldino).

Il tracciato, dal dislivello contenuto ma dallo sviluppo piuttosto lungo,  si svolge prevalentemente su mulattiere in aree boschive e radure pascolive con un breve tratto più ripido su sentiero tra la Capanna Nuova e la Malga Monte San Pietro.

L’escursione parte dal Santuario di Pietralba (1520 m) e seguendo le indicazioni “Unterradein” verso i sentieri 8-2-10 si entra nel bosco su mulattiera sterrata in saliscendi che porta ad un crocevia di sentieri.
Seguendo il sentiero 15 per la Malga Bel Riposo/Schönrastalm si prosegue su mulattiera in moderata pendenza fino ad altri cartelli; seguendo sempre il sentiero 15 per la Malga Bel Riposo/Schönrastalm si sale, più ripidamente, su mulattiera giungendo, quindi, alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm (1690 m, punto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo il sentiero 2A per la Capanna Nuova/Neuhütte si procede su mulattiera in leggeri saliscendi, fino al Kösertal; rimanendo sul sentiero 2A per la Capanna Nuova/Neuhütte si continua a seguirlo in tutti i bivi procedendo su lunga mulattiera in moderata pendenza.
Raggiunto il bivio col sentiero 2 si procede ancora, in breve, sul sentiero 2A raggiungendo la  Capanna Nuova/Neuhütte (1700 m, punto di ristoro, 1.15 ore dalla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, 2.00 ore dalla partenza).

Tornati, in breve, al bivio col sentiero 2 lo si segue in direzione Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger; si scende piuttosto ripidamente nel bosco su sentiero dapprima a gradini e poi a tornanti con fondo terroso e sassoso fino a giungere ad una radura.
Intersecando una mulattiera si continua sul sentiero 2 per la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger nel bosco scendendo, in moderata pendenza, fino alla ampia radura pascoliva ove è posta la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (1530 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla Capanna Nuova, 2.45 ore dalla partenza).

Dalla Malga Monte San Pietro si segue la mulattiera 2 verso il Santuario di Pietralba, si procede dapprima in discesa in moderata pendenza; seguendo, ai vari bivi, sempre le indicazioni numero 2 per Pietralba si continua su mulattiera in risalita con qualche tratto un po’ più ripido e poi in pendenza moderata fino a tornare al Santuario di Pietralba (45 minuti dalla Malga Monte San Pietro, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: Santuario di Pietralba – Malga Bel Riposo – Capanna Nuova – Malga Monte San Pietro – Santuario di Pietralba

Sentieri: 8 – 15 – 2A – 2

Dislivello: 300 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore

Quota massima: 1700 m

Difficoltà: E – escursione dalla difficoltà tecnica moderata con un breve tratto più ripido nella discesa tra la Capanna Nuova e la Malga San Pietro; sviluppo chilometrico piuttosto lungo di circa 12 chilometri totali; fare attenzione ai tanti bivi presenti

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura delle malghe.
Il Santuario di Pietralba può anche essere raggiunto direttamente a piedi da Nova Ponente (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: escursione in ambienti bucolici e rilassanti, va comunque prestata attenzione al fatto che lo sviluppo risulta essere piuttosto lungo ed a non distrarsi nei molti crocevia di mulattiere facendo attenzione alle direzioni da prendere (meglio avere con se anche una buona carta topografica)

Santuario di Pietralba

Cartelli alla partenza

Tratto verso il primo crocevia

Primo crocevia

Tratto verso la Malga Bel Riposo/Schönrastalm

Malga Bel Riposo/Schönrastalm

Tratto verso il punto Kösertal

Kösertal

Tratto verso la Capanna Nuova/Neuhütte

Vista sul Santuario di Pietralba

Bivio tra Capanna Nuova/Neuhütte e Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger

Capanna Nuova/Neuhütte

Scendendo alla Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger

Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger

Tratto di ritorno verso il Santuario di Pietralba

Vista sul Catinaccio/Rosengarten

Vista sul Corno Bianco/Weisshorn

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Santuario di Pietralba su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime e sentieri delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Forcella del Picco/Birnlücke (2669 m) – Rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte (2441 m) – Alpi di Zillertal

La Forcella del Picco/Birnlücke, posta sul confine tra Italia ed Austria a 2669 metri di quota, ed il Rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte, situato a 2441 metri di altezza, si trovano nelle Alpi di Zillertal; il percorso classico per raggiungerli parte da Casere/Kasern in alta Valle Aurina/Ahrntal (QUI la “pillola” su Casere).

Il tracciato per raggiungerle, che presenta un dislivello e sviluppo molto rilevanti, attraversa ambienti dapprima bucolici e pascolivi portando poi in zona più aspra e selvaggia d’alta quota; lungo il percorso si hanno anche bellissime visuali sull’area del Picco dei Tre Signori/Dreiherrenspitz con i suoi ghiacciai e la Vetta d’Italia/Klockerkarkopf, nell’area più a settentrione d’Italia.

La salita comincia da Casere/Kasern (1571 m) e con il segnavia 13 si giunge, su stradina asfaltata in leggeri saliscendi, alle malghe Prastmannalm e Talschlussalm (con posto di ristoro), situate nei pressi della Chiesetta di Santo Spirito; si sale poi su mulattiera sterrata, seguendo il corso del Torrente Aurino/Ahr, alla Malga Adleralm ed alla Malga Jägerhütte ed  (1667 m, posto di ristoro).
Continuando in lungo sviluppo, su mulattiera sterrata in moderata pendenza, il tracciato porta ad un pianoro ove, in leggeri saliscendi, si raggiunge la Malga Kehreralm (1842 m, posto di ristoro, 1.20 ore dalla partenza)

Dalla Malga Keher salendo su sentiero sassoso e ghiaioso piuttosto ripido, con anche un breve tratto intermedio in discesa, si giunge quindi, al pianoro pascolivo dove è posta la Malga Lahneralm (1986 m, chiusa).
Dalla Malga Lahneralm si attraversa il pianoro Lahner Moos e si sale, quindi, su ripido sentiero a gradoni, con percorso a tornanti; arrivati ad una selletta si prosegue, sempre ripidamente, su traccia a gradoni e ghiaiosa fino al Rifugio Brigata Tridentina/Birnluckenhütte (2441 m, 1.30 ore dalla Malga Kehrer, 2.50 ore dalla partenza).

Seguendo il segnavia 13 per la Forcella del Picco/Birnlücke si sale su traccia sassosa e ghiaiosa che, alternando a tratti in moderata pendenza ad altri più ripidi, porta ad una selletta dalla quale, in breve, su grossi massi e ghiaia, si giunge alla Forcella del Picco (2669 m, confine di Stato, 40 minuti dal Rifugio Tridentina, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.15 ore dalla partenza.

Percorso: Casere – Rifugio Brigata Tridentina – Forcella del Picco – Rifugio Brigata Tridentina – Casere

Sentieri: 13

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa compresi i brevi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.15 ore (3.30 ore la salita, 2.45 ore la discesa)

Quota massima: 2669 m

Difficoltà: EE – escursione dal dislivello rilevante che presenta diversi tratti ripidi su gradoni e sassosi in cui è richiesto piede fermo; sviluppo chilometrico molto lungo di circa 19 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di rifugio e malghe; volendo è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Brigata Tridentina
Da Casere partono anche diverse altre escursioni come quelle per la Vetta d’Italia (che passa anch’essa per il Rifugio Tridentina) e per la Malga dei Tauri (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Vetta d’Italia e QUI quella sul percorso alla Malga dei Tauri)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere degli amplissimi panorami; io sono ho percorso l’itinerario in giornata partendo presto, ma è, comunque, possibile pernottare al rifugio.
Fare attenzione, inoltre, in giornate molto calde, al fatto che il percorso è interamente esposto al Sole

Alla partenza

Verso le malghe Prastmannalm e Talschlussalm

Malga Talschlussalm

Chiesetta di Santo Spirito

Verso la Malga Adleralm ed alla Malga Jägerhütte

Malga Adleralm e Malga Jägerhütte

Salendo alla Malga Kehreralm

Malga Kehreralm

Salendo alla Malga Lahneralm

Malga Lahneralm

Pianoro Lahner Moos

Salendo al Rifugio Brigata Tridentina

Rifugio Brigata Tridentina

Salendo alla Forcella del Picco

Forcella del Picco

Cliccare sull’immagine per visualizzare Casere su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Aurina e in Val Pusteria

Passo di Slingia/Schlinigpass (2309 m) – Rifugio Sesvennahütte (2259 m) – Alpi Venoste

Il Passo di Slingia/Schlinigpass/S-charl Joch, situato a 2309 metri di quota ed il Rifugio Sesvennahütte, posto a 2259 metri di altezza, si trovano nell’omonimo gruppo del Sesvenna, facente parte delle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; viene qui descritto l’accesso classico che parte dal paesino di Slingia/Schlinig, raggiungibile da Burgusio/Burgeis in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Malles e Burgusio e QUI quella su Slingia ed il Watles).

Il tracciato tocca, con lungo sviluppo ed alcuni tratti ripidi, ma contenuta difficoltà tecnica, dapprima la Malga di Slingia/Schlinigeralm portando poi al Rifugio Sesvenna, al Passo di Slingia e, volendo, al confine con i Grigioni/Graubunden in Svizzera.

Lungo il percorso si attraversano ambienti idilliaci con pascoli, cascate, laghetti ed aree acquitrinose; si hanno anche visuali molto belle sulle soprastanti vette del gruppo del Sesvenna e delle Alpi Venoste.

Il percorso comincia da Slingia (1730 m), seguendo il sentiero numero 1 si sale in leggera pendenza su stradina asfaltata tra pascoli con Via Crucis ed alcune cappellette; proseguendo su stradina sterrata si raggiunge, quindi, la Malga di Slingia (1868 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo sempre il percorso numero 1 si sale su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino ad una baita; da qui si può scegliere se continuare la salita dritti sulla mulattiera o a destra su sentiero (io ho scelto la mulattiera in salita ed il sentiero in discesa).
Continuando sulla mulattiera sterrata e sassosa si sale quindi, ripidamente, ai pressi di una cascata e poi all’incrocio col sentiero prima menzionato; salendo ancora ripidamente su mulattiera si giunge quindi ad una sella con crocefissi.
La mulattiera sale ora con pendenza moderata raggiungendo un laghetto con vecchio rifugio dal quale, in breve, si giunge al Rifugio Sesvenna (2259 m, 1.15 ore dalla Malga di Slingia, 2.00 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero 18 verso il Passo di Slingia/Schlinigpass; salendo su mulattiera sassosa in moderata pendenza si ignorano diversi bivi e transitando nei pressi del Biotopo Uinamoos si giunge al Passo di Slingia (2309 m, nessun cartello, si nota che si è al passo perché il sentiero continua poi in lieve discesa, 20 munti dal Rifugio Sesvenna, 2.20 ore dalla partenza).

Volendo è possibile continuare in lieve discesa fino al confine tra Italia e Svizzera (2295 m, cippo, 10 minuti dal Passo di Slingia, 2.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con lieve risalita al Passo di Slingia (se si è raggiunto il confine di stato); in discesa è poi possibile se scendere integralmente per la mulattiera o prendere il sentiero che ne taglia un tratto.

La discesa complessiva impegna per 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna –  Passo di Slingia – confine di stato –  Passo di Slingia – Rifugio Sesvenna – Malga di Slingia – Slingia

Sentieri: 1 – 18

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2309 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (presenza, comunque, di alcuni tratti ripidi) ma con sviluppo totale lungo sviluppo totale lungo di circa 17 chilometri

Data di percorrenza: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di malga e rifugio; da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come l’ascesa al Piz Rims e Piz Cristanas (sempre passando per il Rifugio Sesvenna) o la salita al Monterodes (QUI la “pillola” sul percorso a Piz Rims e Piz Cristanas e QUI quella sull’itinerario al Monterodes).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi ambienti e panorami visibili lungo il percorso.
Io ho percorso integralmente la mulattiera in salita (potendo così passare vicino anche alla cascata) ed il tratto di sentiero in discesa (opzione un po’ più rapida).
Fare attenzione in caso di giornate molto calde e soleggiate in quanto il lungo percorso è quasi tutto esposto al Sole

A Slingia

Salendo alla Malga di Slingia

Malga di Slingia

Primo tratto di salita dopo la Malga di Slingia

Bivio tra mulattiera e sentiero

Salita su mulattiera nel tratto verso la cascata

Ricongiungimento tra sentiero e mulattiera

Tratto finale di salita verso il Rifugio Sesvenna

Rifugio Sesvenna

Salendo al Passo di Slingia

Passo di Slingia

Tratto verso il confine con la Svizzera

Confine con i Grigioni in Svizzera

In discesa sul sentiero che taglia un tratto della mulattiera come descritto nel testo

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Lago Göllersee – Cima Göllerspitz-Setz (1097 m) – Parete Rossa/Rotwand – Gruppo Monte Corno

Il Lago Göllersee, la Cima Göllerspitz-Setz, posta a 1097 metri di quota, e la Parete Rossa/Rotwand si trovano nel Gruppo del Monte Corno/Trudnerhorn nell’area boschiva posta tra la Bassa Atesina/Unterland, la Val d’Ega/Eggental e la Val di Fiemme.

I tre punti di interesse possono essere raggiunti congiuntamente con percorso che parte dal paese di Aldino/Aldein; il tracciato presenta un dislivello moderato ed uno sviluppo piuttosto rilevante e permette di godere anche di belle viste panoramiche sulla Bassa Atesina e la Mendola/Mendel (QUI la “pillola” su Aldino).

Il percorso comincia da Aldino (1184 m), seguendo in discesa la strada asfaltata principale si giunge, in breve, al bar-ristorante Schönblick; da qui si segue a destra il sentiero 17 con indicazioni Göllersee-Göllerspitz-Setz.

Il sentiero percorre dapprima una breve stradina asfaltata entrando poi nel bosco e procedendo in saliscendi su fondo terroso e sassoso fino al bivio per l’Hexenstein (Sasso delle Streghe); volendo, in breve, si può seguire a destra la deviazione che porta, in leggero saliscendi nel bosco, al grande masso Hexenstein.

Tornati sul sentiero principale si continua verso il Lago Göllersee, procedendo in discesa su sentiero nel bosco si giunge, quindi, al Lago Göllersee (1081 m, 40 minuti dalla partenza).

Continuando sul sentiero 17 verso la Cima Göllerspitze-Setz si procede in saliscendi nel bosco su sentiero ghiaioso e terroso; si giunge, quindi, al bivio per la Rotwand (Parete Rossa) ed il Burgstallegg; rimanendo sul sentiero per la Cima Göller si procede nel bosco, si ignora un altro bivio per la Rotwand e si giunge ad un ulteriore diramazione indicante la Cima Göller in entrambe le direzioni.

Si segue il sentiero dritto procedendo in leggera salita nel bosco e giungendo a delle panchine, il sentiero sale ora ripidamente nel bosco su traccia terrosa e sassosa fino alla Cima Göllerspitz-Setz (1097 m, 40 minuti dal lago 1.20 ore dalla partenza, attenzione a non sporgersi troppo verso la parete sottostante).

Continuando il percorso sul sentiero si scende sul versante opposto scendendo piuttosto ripidamente fino a tornare il bivio con doppia diramazione indicante la Cima Göllerspitz incontrato in salita; procedendo in leggera risalita si ignora nuovamente il bivio indicante la Rotwand e si torna al successivo bivio incontrato all’andata indicante Rotwand (Parete Rossa) e Burgstallegg.

Seguendo a destra si sale, quindi, su sentiero sterrato nel bosco trovando, in breve, la diramazione per la Rotwand; si procede in saliscendi su sentiero terroso e sassoso nel bosco, ad un bivio si tiene la sinistra verso la Rotwand salendo al punto panoramico verso la Rotwand-Parete Rossa e la Bassa Atesina (30 minuti dalla Cima Göllerspitz, 1.50 ore dalla partenza).

Scendendo in breve sul versante opposto si giunge ad una strada sterrata e si procede verso il Burgstallegg, si supera l’area di un’azienda agricola con animali ed in breve si trova, quindi, il bivio tra Burgstall e Burgstallegg.
Si prende a destra per il Burgstallegg procedendo su sentiero nel bosco prima in discesa e poi in risalita fino al punto panoramico Burgstallegg con resti di rovine di un vecchio castello (40 minuti dalla Rotwand, 2.30 ore dalla partenza).

Scendendo nel bosco sul versante opposto, piuttosto ripidamente, si giunge ad alcuni bivi ai quali si segue verso Aldino e Burgstall giungendo all’incrocio con la strada asfaltata nei pressi del Maso Burgstall e della fermata dell’autobus Unterlehen (15 minuti dal Burgstallegg, 2.45 ore dalla partenza).

Da qui si può tornare ad Aldino in risalita o tramite il sentiero 17  passando dai pressi del Maso Eigerer o, con cautela, lungo la strada asfaltata o tramite il bus (30 minuti a piedi, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Aldino – Hexenstein (Sasso delle Streghe) – Lago  Göllersee –  Cima Göllerspitz-Setz – Rotwand-Parete Rossa –  Burgstalleg – Burgstall – Aldino

Sentieri: 17

Dislivello: 350 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.15 ore totali

Quota massima: 1184 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (presenza, comunque,di alcuni tratti un po’ ripidi e non sporgersi nei punti panoramici); sviluppo totale lungo di circa 11 chilometri.
Fare attenzione ai tanti bivi presenti lungo il percorso

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: se di volesse tronare dal Burgstall-Unterlehen ad Aldino con i mezzi pubblici è bene informarsi, in questo caso, su mezzi e orari.

Esperienza di Stefano: è bene seguire sempre attentamente la cartina topografica e le indicazioni ai tanti bivi presenti ed, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Tratto tra Aldino e il bar ristorante Schönblick

Indicazioni nei pressi del bar ristorante Schönblick

Primo tratto del sentiero 17

Deviazione per l’Hexenstein

Hexenstein-Sasso delle Streghe

Verso il Lago Göllersee tornati sul sentiero principale

Lago Göllersee

Tratto verso il bivio tra Cima Göllerspitz e Rotwand-Burgstallegg

Bivio tra Cima Göllerspitz e Rotwand-Burgstalleg

Verso la Cima Göllerspitz

Cima Göllerspitz-Setz

Tornando al bivio Cima Göllerspitz e Rotwand-Burgstalleg

Salendo alla Rotwand (Parete Rossa) una volta tornati al bivio tra Göllerspitz e Rotwand – Burgstallegg

Punto panoramico sulla Rotwand-Parete Rossa

Tratto verso il Burgstallegg

Al punto panoramico Burgstallegg con resti di rovine

Scendendo al Burgstall


Cliccare sull’immagine per visualizzare Aldino su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e nel Parco del Monte Corno

Waalweg di Marlengo/Marling – Val d’Adige

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Marlengo/Marling, situato nei pressi di Merano, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso parzialmente ad anello, dal dislivello moderato ma dal lungo sviluppo, che (con anche bellissime vedute panoramiche) permette di visitare i Waalweg di Marlengo nel tratto che porta da Marlengo a Tel/Töll, frazione di Parcines/Partschins posta all’imbocco della Val Venosta (QUI la “pillola” su Marlengo, QUI quella su Merano e QUI quella su Parcines e le sue frazioni).

Il percorso comincia dal centro del paese di Marlengo (340 m), seguendo le indicazioni numero 33 per i Waalweg di Marlengo si sale su stradina asfaltata, a tratti ripida, fino a raggiungere i Waalweg nei pressi del ristorante Waalheim (441 m, 20 minuti dalla partenza).

Seguendo le indicazioni per il Waalweg verso Tel/Töll si procede verso destra lungo la roggia (attenzione a qualche tratto un po’ stretto); il sentiero tocca anche diverse installazioni esplicative di storia, flora e geologia della zona.
Alternando tratti nel bosco ad altri più aperti si giunge alla casa del Waaler (l’antico guardiano del Waalweg) e, ignorato il bivio del sentiero 35B, si giunge al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder.

Ignorato al momento il bivio della strada 35 per Marlengp si continua sul Waalweg verso Tel, si costeggia la roggia in un tratto con meleti toccando il ristorante-residence Aqualis; continuando il cammino tra tratti nel bosco ed altri più aperti si giunge al punto di ristoro Schönblick.

Si prosegue, quindi, lungo la roggia tra spazi aperti tra meleti fino al bivio per Foresta/Forst (frazione di Lagundo), ignorato il bivio seguendo il Waalweg si rientra nel bosco fino ad incrociare una stradina con bivi; continuando lungo il sentiero Waalweg si prosegue nel bosco superando anche due ponti in ferro ad alcuni un po’ stretti con passerelle.
Si giunge, quindi, all’ultimo tratto del sentiero Waalweg, ignorati vari bivi si prosegue in tratto più ombreggiato e, con breve, discesa si giunge nei pressi della centrale idroelettrica di Tel posta lungo la strada della Val Venosta (530 m, 1.40 ore dal ristorante Waalheim, 2.00 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con alcuni saliscendi fino al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder in 1.20 ore, 3.20 ore dalla partenza.

Si segue, quindi, la stradina asfaltata numero 35 verso Marlengo che scende portando ad un bacino artificiale e poi al centro di Marlengo, 20 minuti dal ristorante Waldschenke e dal punto di ristoro Larchwalder 3.40 ore dalla partenza.

Percorso: Marlengo – Waalheim – Waldschenke/Larchwalder –  Schönblick – Tel –  Schönblick – Waldschenke/Larchwalder – Marlengo

Sentieri: 33 – Waalweg Marlengo – 35

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.40 ore totali

Quota massima: 550 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti); sviluppo totale lungo di circa 13 chilometri

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate.
Il Waalweg di Marlengo presenta anche un altro tratto che si sviluppa dal ristorante Waalheim fino a Cermes e Lana, vista la lunghezza del percorso è consigliabile percorrerlo separatamente, oppure percorrere integralmente il Waalweg da Lana a Tel (12 chilometri solo andata) tornando poi con i mezzi pubblici (informarsi, in questo caso, su mezzi e orari).

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Chiesa di Marlengo

Salendo al Waalheim

Ristorante Waalheim

Lungo il Waalweg di Marlengo verso Tel

Casa dell’antico Waaler (guardiano del Waalweg)

Ristorante Waldschenke

Punto di ristoro Larchwalder

Ristorante-residence Aqualis

Punto di ristoro Schönblick

Termine del Waalweg di Marlengo a Tel lungo la strada della Val Venosta (frazione di Parcines)

Discesa a Marlengo sulla strada numero 35 una volta tornati al punto di ristoro Larchwalder ed al ristorante Waldschenke


Cliccare sull’immagine per visualizzare Marlengo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene, del Monte Corno e del Monte San Vigilio

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Velloi/Vellau (970 m) – salita da Lagundo/Algund – Gruppo di Tessa

Il paesino di Velloi/Vellau, frazione di Lagundo/Algund, è posto a 970 metri di quota nel Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il piccolo borgo montano è posto in posizione idilliaca tra meleti e pascoli con magnifica vista panoramica sull’area di Merano/Meran e dintorni e verso diverse cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi Sarentine (QUI la “pillola” su Lagundo e QUI quella su Merano).

La frazione di Velloi è raggiungibile sia in macchina che in seggiovia da Lagundo, è però possibile arrivare al paesino tramite un percorso a piedi ad anello, dal dislivello e sviluppo piuttosto rilevanti, che tocca anche altri punti di interesse come il Waalweg di Lagundo e diversi massi erratici.

Il percorso comincia dal centro di Lagundo (360 m), seguendo le stradine del paese si giunge a Plars di Mezzo/Mitterplars ove è anche posta la stazione a valle delle seggiovia per Velloi; seguendo il sentiero 20 “Burgweg” si sale in breve su fondo ciottolato, in moderata pendenza, fino al Cafè Konrad (fin qui, volendo, anche direttamente dal centro di Lagundo sulla stradina asfaltata 25A).

Si segue, quindi, a sinistra il sentiero 25A per Velloi/Vellau seguendo in breve il Waalweg (roggia) fino ad un vicino bivio; rimanendo sul sentiero 25A per Velloi si sale su fondo ciottolato con alcuni tratti ripidi, lungo la salita sono posti anche diversi pannelli informativi sulla storia vinicola della zona.
Il sentiero entra, quindi, nel bosco e salendo su traccia terrosa e sassosa raggiunge diversi massi erratici fino alle grandi rocce Schlundenstein (550 m, 1.00 ora dalla partenza).

Seguendo sempre il sentiero 25A per Velloi si sale in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, con percorso nel bosco passando diverse volte anche sotto la seggiovia; il tracciato tocca anche diversi altri massi erratici giungendo all’incrocio con la strada asfaltata.
Rimanendo a destra sul sentiero si rientra nel bosco salendo piuttosto ripidamente fino ad incontrare nuovamente la strada asfaltata; seguendo la strada si sale quindi verso Velloi dapprima raggiungendo il bivio col sentiero 21 e poi il bivio per la stazione a monte della seggiovia proveniente da Lagundo (con anche stazione a valle della cestovia per la Malga Leiter e diversi punti di ristoro), gli impianti sono, volendo, raggiungibili con 5 minuti di cammino dal bivio.

Continuando sulla strada asfaltata principale si sale, invece, con alcuni tornanti, fino alla chiesa di Velloi con punto panoramico e ristorante Oberlechner (970 m, 1.15 ore dalle rocce Schlundenstein, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende per lo stesso percorso di salita fino al bivio col sentiero 21 che si segue in discesa con indicazioni per Plars; scendendo in moderata pendenza nel bosco su terreno sassoso e terroso, incrociando diverse volte la strada asfaltata, si ignorano diversi bivi e si segue sempre il sentiero 21 che riporta alla rocce Schlundenstein incontrate in salita.

Rimanendo sul sentiero 21 si scende verso Plars in discesa breve ma ripida raggiungendo il ristorante Leiter am Waal posto lungo il Waalweg (roggia) di Lagundo, (500 m, 1.15 ore da Velloi, 3.30 ore dalla partenza).

Seguendo a sinistra il Waalweg di Lagundo si procede in leggeri saliscendi lungo la roggia (attenzione a qualche breve tratto un po’ stretto); alternando tratti in spazi aperti su fondo sterrato ad altri nel bosco, su terreno sassoso e terroso, si torna al Cafè Konrad e, tramite, il sentiero Burgweg o la stradina 25A si torna al centro di Lagundo (45 minuti dal ristorante Leiter am Waal, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Lagundo – Cafè Konrad – Rocce Schlundenstein – Velloi – Ristorante Leiter am Waal – Waalweg di Lagundo – Cafè Konrad – Lagundo

Sentieri: 20 – 25A – 21 – Waalweg di Lagundo – 20

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 970 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti) ma con dislivello piuttosto rilevante ed alcuni tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate.
Naturalmente è possibile usufruire della seggiovia in salita o discesa riducendo l’impegni fisico ma non riuscendo, però, a toccare tanti i punti di interesse descritti nel percorso.
Questo percorso è, volendo, allungabile ulteriormente dal Cafè Konrad percorrendo integralmente il Waalweg di Lagundo e toccando anche Castel Torre (QUI la “pillola” sul percorso integrale del Waalweg di Lagundo, senza salita a Velloi)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Stazione a valle della seggiovia a Plars di Mezzo

Sentiero 20 “Burgweg”

Cafè Konrad

Salita verso le rocce Schlundentein

Rocce Schlundenstein

Salendo a Velloi sul sentiero 25A

Chiesa di Velloi con punto panoramico e trattoria Oberlechner

Bivio del sentiero 21

Discesa sul sentiero 21

Nuovamente alla rocce Schlundenstein

Discesa col sentiero 21 al Ristorante Leiter am Waal

Ristorante Leiter am Waal

Waalweg di Lagundo tornando verso il Cafè Konrad


Cliccare sull’immagine per visualizzare Lagundo su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Waalweg/Rogge di Laces/Latsch – Ferrata Tiss-Poppele – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Laces/Latsch, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso dallo sviluppo e dislivello moderati che permette di visitare parte dei Waalweg di Laces (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che percorrere la recente ferrata Tiss-Poppele aperta nel 2019 (QUI la “pillola” su Laces).

La via ferrata, che devia dal percorso Waalweg (e che, volendo può essere evitata) presenta una difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi; va, comunque, tenuto conto della presenza di alcuni tratti esposti.

Il percorso comincia dai pressi della stazione a valle della funivia San Martino al Monte/St. Martin am Kofel di Laces (630 m), seguendo il sentiero 7 verso San Martino al Monte si oltrepassa un ponte sull’Adige e si attraversa (con cautela) la strada della Val Venosta.
Si sale, quindi, brevemente con scalini di legno fino a giungere all’intersezione con il Waalweg; seguendo a sinistra il sentiero 3 verso Tiss si procede nel rado bosco in leggera salita lungo la roggia (attenzione ad alcuni passaggi un po’ stretti).

Ignorati alcuni bivi si giunge ad una breve stradina asfaltata ed al grande masso erratico con scritta “Poppele Knott”; procedendo poco oltre si giunge al bivio per la ferrata Tiss (680 m, 45 minuti dalla partenza).

Si segue, quindi, a destra per la ferrata salendo su sentiero nel bosco in breve, ma molto ripidamente, fino all’attacco della via ferrata.
Si sale, seguendo sempre le nuove attrezzature, dapprima con gradoni a tratti su roccette verso destra (attenzione ad alcuni cactus posti nei pressi del tracciato); si sale un tratto un poì più verticale e si giunge ad un ponticello tibetano e successivo spigolo con alcune staffe (punto più impegnativo ed esposto della ferrata).

Proseguendo sempre a mezzacosta si procede alternando tratti in moderata pendenza a salitini rocciosi fino ad aggirare un caratteristico spigolo; risalendo alcune staffe si giunge ad un ponte sospeso, superato il ponte si aggira con staffe un altro spigolo (tratto piuttosto esposto).
Si sale, quindi, una paretina con staffe (atttenzione se bagnata) e poi si traversa a mezzacosta verso sinistra e poi, con saltini rocciosi e tratti in traverso con staffe, nuovamente verso destra; si giunge, infine, ad una paretina (a tratti bagnata) che porta alla fine della ferrata su un pulpito panoramico (846 m, 30 minuti dall’attacco della ferrata, 1.15 ore dalla partenza).

Si scende adesso verso sinistra sul sentiero 5A che scende in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, su fondo erboso e sassoso; raggiunto un punto con cartelli si continua in discesa, si supera un breve tratto con cavo scorrimano, e si torna piuttosto ripidamente al bivio posto poco prima dell’attacco della ferrata.

Seguendo la via di andata lungo il Waalweg si torna, quindi, a Laces (1.00 ora dal termine dalla ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Percorso: Laces – Waalweg di Laces – Ferrata Tiss-Poppele – Waalweg di Laces – Laces

Sentieri: 7 – 3 – Ferrata Tiss-Poppele – 5A – 3 – 7  

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali

Quota massima: 846 m

Difficoltà: E il Waalweg – EEA la via ferrata Tiss-Poppele: itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta lungo i Waalweg (attenzione ad alcuni tratti un po’ stretti); la via ferrata è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma presenta alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata e casco; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate.
Naturalmente, volendo, è possibile percorrere solo il tratto lungo il Waalweg senza percorrere la via ferrata; è, inoltre, possibile allungare a piacimento nei due sensi il percorso del Waalweg (il tracciato completo del Waalweg di Laces, di 8 chilometri solo andata corre da Coldrano/Goldrain a Castelbello/Kastelbell)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario ad inizio primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Adige a Laces

Salendo sul sentiero 7 verso il bivio col sentiero 3

Bivio col sentiero 3 lungo il Waalweg

Lungo il sentiero 3 del Waalweg

Masso erratico Poppele-Knott

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la via ferrata Tiss-Poppele

Pulpito panoramico al termine della ferrata

Discesa lungo il sentiero 5A


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia San Martino in Monte a Laces su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta