Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte (2542 m) – Sentiero Glaciologico – Alpi Venoste – agosto 2022

Il Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte, posto a 2542 metri di altezza, si trova nelle Alpi Venoste, a poca distanza dal confine con l’Austria, nel sottogruppo della Palla Bianca/Weisskügel; l’accesso normale parte da Melago/Melag in Vallelunga/Langtaufers, raggiungibile da Curon Venosta/Graun im Vinschgau in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Curon Venosta ed il Lago di Resia).

Viene qui descritto un giro ad anello che prima conduce tra pascoli alla Malga di Melago/Melager Alm e poi sale al rifugio, in ambienti via via più selvaggi, per il Sentiero Glaciologico, per il ritorno si scende sul sentiero “normale” alla Malga di Melago e poi si ritorno a Melago.

Il Sentiero Glaciologico è corredato di diversi pannelli informativi che mostrano come con le sue avanzate e ritiri il ghiacciaio abbia modellato l’ambiente circostante; lungo il percorso si hanno anche bellissimi panorami su molte cime del gruppo della Palla Bianca ed i suoi ghiacciai, purtroppo anch’essi in forte ritiro.

La salita comincia da Melago (1912 m, parcheggio alla fine della Vallunga), si segue il sentiero 2 per la Malga di Melago/Melageralm. Il percorso si snoda su mulattiero in leggeri saliscendi tra pascoli, raggiunto un bivio si segue la deviazione obbligata su un ponte e poi, su mulattiera numero 5 sul lato opposto del torrente, si raggiunge in leggera salita ma con sviluppo piuttosto lungo, la Malga di Melago (1970 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla malga si segue per il Rifugio Pio XI/Weisskügelhütte raggiungendo in breve il bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico/Gletscherpfad; si segue per il Sentiero Glaciologico salendo dapprima in lieve pendenza nel bosco lungo il corso del torrente.
Incontrati i primi pannelli informativi il sentiero sale su traccia terrosa e sassosa in pendenza accentuata uscendo poi dal bosco ed arrivando al bivio tra variante impegnativa e più facile; andando a sinistra si sale sulla variante più ripida con un tratto su crestina (non adatto a chi soffre di vertigini), a destra la variante più facile risale, invece, in una vallettina.
Entrambe le varianti si ricongiungono, comunque, abbastanza in breve nei pressi del bivio per il sentiero alpinistico; rimanendo sul sentiero Glaciologico “classico” si segue il sentiero a sinistra scendendo su traccia sassosa e terrosa (piuttosto sconnessa) a un ponte.
Superato il ponte sul torrente si sale su traccia sassosa e ghiaiosa con pendenza impegnativa fino a giungere ad una piccola deviazione (segnata ma non indicata) che a destra porta in breve ad un punto panoramico sui ghiacciai.
Tornati sul sentiero glaciologico si sale in pendenza moderata ad una selletta dalla quale si prosegue, in breve, in saliscendi al Rifugio Pio XI (2542 m, 1.45 ore dalla Malga di Melago, 2.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 2 per Melago, si scende su traccia sassosa e terrosa, in moderata pendenza, giungendo ad un laghetto e poi, in pendenza più accentuata passando più volte sotto la teleferica del rifugio, si scende in una valletta giungendo ad un grande crocefisso e poi, rientrando nel bosco, si giunge ad un ponticello.
Da qui, seguendo i cartelli delle deviazioni obbligate, si scende ad un altro grande ponte che riporta al sentiero nei pressi della Malga di Melago dalla quale, sulla mulattiera di salita, si torna a Melago (1.45 ore dal Rifugio Pio XI, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Melago – Malga di Melago – Sentiero Glaciologico – Rifugio Pio XI – Malga di Melago – Melago

Sentieri: 2 – 5 – Sentiero Glaciologico – 2 – 5 -2

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore (2.30 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2542 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi anche su fondo sassoso nel sentiero glaciologico, sviluppo totale di circa 13 chilometri

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: per chi volesse rimanere su difficoltà tecnica più contenuta è possibile, naturalmente, salire e scendere per il sentiero normale

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante; il sentiero glaciologico è molto interessante e merita la percorrenza anche se, purtroppo, gli ultimi pannelli informativi prima del rifugio sono rovinati e sarebbero da rifare.

Lungo il tratto da Melago alla Malga di Melago

Malga di Melago

Bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico

Primo tratto del sentiero Glaciologico

Variante più facile

Variante più ripida

Tratto verso il ponticello

Seconda parte del sentiero Glaciologico

Rifugio Pio XI

Ghiacciai della Palla Bianca

Discesa lungo il sentiero normale

Cliccare sull’immagine per visualizzare Melago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Roma/Kasseler Hütte (2276 m) – Vedrette di Ries – agosto 2022

Il Rifugio Roma/Kasseler Hütte, posto a 2276 metri di quota, è situato nel Gruppo delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe in posizione molto panoramica su diverse vette del gruppo, in particolare verso il Collalto/Hochgall.

Il percorso classico di salita parte da Riva di Tures/Rein in Taufers, paesino posto nella Valle di Riva/Reintal, raggiungibile da Campo Tures/Sand in Taufers nelle valli di Tures/Taufers ed Aurina/Ahrntal; il sentiero che raggiunge il rifugio, che presenta anche alcuni tratti ripidi, passa tra ambienti boschivi, cascate e parte finale più aperta tra rocce e pascoli in un contesto molto affascinante e “selvaggio” (QUI la “pillola” su Campo Tures e Riva di Tures).

La salita comincia dal parcheggio principale di Riva di Tures (1536 m), seguendo il sentiero numero 1 per il Rifugio Roma si procede dapprima in breve in piano e poi in salita piuttosto ripida nel bosco su sentiero terroso e sassoso.
Superato un tratto molto ripido con visuale su Riva di Tures si raggiunge la Malga Untere Terner Alm (1874 m, non gestita), continuando ripidamente sul sentiero 1 nel bosco si oltrepassa un ponte con vista su una bella cascata e si continua ora in pendenza più moderata con anche qualche tratto pianeggiante raggiungendo un bivio dove si inrocia il sentiero 8.
Si continua per il Rifugio Roma sul sentiero 8 superando un altro ponte su un torrente spumeggiante e salendo poi su sentiero a gradoni lastricati raggiungendo il Rifugio Roma (2276 m, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio conviene proseguire sul sentiero 4 (indicazioni per la Forcella d’Anterselva) raggiungendo su sentiero sassoso, in pochi minuti di cammino, il bel laghetto Covoni/Tristennsee con bella vista sul Collalto/Hochgall.

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Riva di Tures – Malga Untere Terner Alm – Rifugio Roma – Lago Covoni/Tristennsee – Rifugio Roma – Malga Untere Terner Alm – Riva di Tures

Sentieri: 1 – 8 – 4

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2300 m

Difficoltà: E –  percorso di moderata difficoltà tecnica ma che presenta diversi tratti ripidi anche su fondo sassoso lastricato, sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di ascesa: agosto 2022

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante; la visita al laghetto Covoni è sicuramente consigliabile per vedere il bellissimo spettacolo del Collalto che si specchia nel laghetto

Alla partenza a Riva di Tures

Salendo alla Malga Untere Terner Alm

Malga Untere Terner Alm

Salendo al bivio col sentiero 8

Bivio col sentiero 8

Tratto finale di salita al Rifugio Roma

Rifugio Roma

Salendo al Laghetto Covoni/Tristennsee

Laghetto Covoni

Il Collalto

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio principale di Riva di Tures su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Aurina e in Val Pusteria

Mesules (2974 m) – Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m) – Dolomiti – luglio 2022

La catena delle Mesules, il cui punto culminante raggiunge i 2974 metri di quota, ed il Rifugio Cavazza al Pisciadù, posto a 2585 metri di altezza, sono situati nelle Dolomiti nel gruppo del Sella in ambiente dolomitico spettacolare e presentano diversi punti di accesso, tutti, comunque, impegnativi.

Viene qui descritto l’itinerario con partenza dal Passo Gardena/Grödner Joch posto tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal; l’itinerario decritto presenta un lungo dislivello e sviluppo ed attraversa anche tratti attrezzati ed altri ripidi su tracce rocciose, questo percorso è, quindi, indicato a che ha la necessaria esperienza in questo tipo di itinerari (QUI la “pillola” sul Passo Gardena).

La salita comincia dal Passo Gardena (2121 m) seguendo il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù; si sale dapprima su sentiero sassoso e terroso e si procede poi in lungo saliscendi fino a trovare due bivi ed entrare nella Val Setus.
Seguendo sempre il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù si sale molto ripidamente in tornanti per la Val Setus su traccia sassosa raggiungendo poi un tratto con grandi scaloni in legno e, successivamente, un tratto, non molto difficile ma piuttosto lungo ed a tratti verticale, attrezzato con cavo e staffe.
Superato il tratto attrezzato si giunge ad una sella ed in breve, in discesa, si giunge al Rifugio Cavazza al Pisciadù ed al vicino Lago del Pisciadù (2585 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Pisciadù si segue il sentiero 676 per la Sella del Pisciadù, si sale su traccia sassosa ripida che traversa per un ghiaione entrando nel Valun del Pisciadù salendo ripidamente (stando attenti a non perdere la traccia, fino alla testata del vallone; si sale quindi per un tratto attrezzato con cavi breve ma ripido (attenzione ad un tratto di traccia smossa prima dei cavi ed a due fittoni saltati) giungendo alla Sella del Pisciadù (2908 m, 1.00 ora dal Rifugio Pisciadù, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla Sella del Pisciadù si segue il sentiero 649 per la Forcella dai Ciamorces, si procede su traccia sassosa in saliscendi giungendo abbastanza in breve alla Forcella dai Ciamorces (2923 m, 20 minuti dalla Sella del Pisciadù, 3.20 ore dalla partenza, al luglio 2022 il sentiero diretta 677 dal Rifugio Pisciadù alla Forcella dai Ciamorces è chiuso).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero non indicato che porta verso il filo di cresta delle Mesules, si rgagiunge quindi la base della prima cima, il Piz Rotic che si raggiunge con deviazione su lieve traccia (2973 m). Continuando sulla traccia che corre nei pressi delle vette si raggiunge la base della cima del Piz Beguz, che si risale anche esso su lieve traccia (2974 m); continuando sulla traccia sassosa in continua saliscendi si giunge alla base del Piz Miara che si risale con traccia più evidente rispetto alle altre cime raggiungendo la vetta con grande crocefisso (2964 m).

Continuando sulla traccia si giunge poi alla vetta del Piz Gralba (2972 m) e poi alla vetta del Piz Selva (2941 m, 1.00 ora dalla Forcella dai Ciamorces, 4.20 ore dalla partenza, qui arriva anche la difficile ferrata delle Mesules che sale dal Passo Sella).

Dal Piz Selva si prende il sentiero 649 che traversa su traccia sassosa tutto l’altipiano delle Mesules (rimanendo più basso rispetto alla traccia usata per deviare alle cime); seguendo molto lungamente il sentiero 649 si torna alla Forcella dai Ciamorces ed alla Sella del Pisciadù (1.00 ora dal Piz Selva 5.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero 649 verso la Forcella d’Antersass procedendo su traccia sassosa e ghiaiosa in saliscendi che porta ad un bivio (prima di arrivare alla Forcella d’Antersass). Al bivio si segue il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù risalendo ripidamente su traccia sassosa fino ad una sella, da qui si scende nella Val Tita prima su traccia ripida sassosa fino al bivio per la Cima Pisciadù.
Ignorata il bivio per la cima si scende col sentiero 666 raggiungendo due tratti attrezzati con cavo (non difficili ma piuttosto verticali) scendendo poi in pendenza più moderata fino al Lago Pisciadù dal quale, con breve risalita, si torna al Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m, 1.10 ore dalla Forcella dai Ciamorces, 6.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Cavazza al Pisciadù si segue quindi il sentiero 666 per il Passo Gardena già percorso all’andata prima in breve risalita e poi in discesa nella Val Setus (passando anche per il tratto attrezzato) e , successivamente, in saliscendi fino a tornare al Passo Gardena (2.00 ore dal Rifugio Cavazza al Pisacidù, 8.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Gardena – Val Setus – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Valun de Pisciadù – Sella del Pisciadù – Sella dai Ciamorces – Piz Rotic – Piz Beguz – Piz Miara – Piz Gralba – Piz Selva – Sella dai Ciamorces – Sella del Pisciadù – Val Tita – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Val Setus – Passo Gardena

Sentieri: 666 – 676 – 649 – traccia alle cime delle Mesules – 649 – 666

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 8.30 ore

Quota massima: 2974 m

Difficoltà: EE/EEA –  percorso globalmente molto impegnativo che richiede esperienza nel muoversi in tratti scoscesi, ripidi e attrezzati, necessaria anche esperienza nel muoversi su tracce non segnate e senso dell’orientamento. Presenti tantissimi bivi e deviazioni, sviluppo di oltre 20 chilometri; necessario tempo asciutto ed ottima visibilità

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: il sentiero 676 lungo il Valun de Pisciadù presenta dei tratti franati nella parte finale, è forse meglio seguire anche in salita il sentiero della Val Tita raggiungendo poi la Sella del Pisciadù e la Forcella dai Ciamorces come descritto nel percorso di rientro dopo la cresta delle Mesules. È possibile spezzare in due il percorso pernottando al Rifugio Cavazza al Pisaciadù.
Il percorso descritto è una delle tante possibilità di unire dei percorsi in zona, altri concatenamenti possono prevedere la salita dalle difficili ferrate Brigata Tridentina o Mesules, e/o deviazioni alle cime dal Sas dai Ciamorces od alla Cima Pisciadù

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.

Primo tratto di sentiero dal Passo Gardena

Nella Val Setus

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Salendo nel Valun del Pisciadù

Tratto tra la Sella del Pisciadù e la Sella dai Ciamorces

Sella dai Ciamorces

Lungo la cresta delle Mesules

Crocefisso al Piz Miara

Panorami dalle vette

Le vette delle Mesules

Lungo il sentiero 649 più basso rispetto alla cresta

Risalendo sul sentiero 666 dal bivio prima della Forcella d’Antersass

Scendendo nella Val Tita

Lago Pisciadù

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio (2655 m) – Rifugio Lavarella (2042 m) – Dolomiti – luglio 2022

Il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio, vetta di 2655 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge nella zona occidentale del gruppo in posizione molto panoramica.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Lavarella per salire poi alla vetta su percorso ripido prima tra pascoli e poi in ambiente selvaggio salendo al Passo Sant’Antonio.
Dal passo si sale poi alla vetta su ripida traccia non segnata per cui è richiesta buona visibilità; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Lavarella (QUI la “pillola” sul Rifugio Pederü e gli itinerari circostanti e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a destra per il Rifugio Laverella che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2042 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Laverella si segue il sentiero 13 per il Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone, si sale su sentiero sassoso tra pascoli ignorando le deviazioni per i sentieri 12 e 7; continuando sul sentiero 13 si procede in saliscendi tra pascoli su traccia terrosa e poi si riprende a salire decisamente fino ad una sella.
Si segue quindi il sentiero sassoso e ghiaioso ripido che segue per un vallone selvaggio fino a giungere al Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone (2466 m, piccola cappella, 1.15 ore dal Rifugio Lavarella, 3.15 ore dalla partenza).

Dal passo si prende a detsra la traccia non indicata e segnata verso il Piz de Sant Antone, si sale dapprima su traccia sassosa piuttosto friabile, che richiede piedi fermo, raggiungendo un tratto prativo per poi salire nuovamente su traccia sassosa ripida fino alla vetta del Piz de Sant Antone (2655 m, croce, 30 minuti dal Passo Sant’Antonio, 3.45 ore dalla partenza)

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Lavarella – Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone – Cima Sant’Antonio/Piz de Sant Antone – Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone – Rifugio Lavarella – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Lavarella – 13 – traccia non segnata per il Piz de Sant Antone

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2655 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 20 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino al Passo Sant’Antonio (con diversi tratti ripidi), EE la salita alla vetta finale su traccia non segnata a tratti ripida e friabile. Necessaria buona visibilità e tempo asciutto.

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera. Volendo è possibile spezzare in due giorni la salita pernottando al Rifugio Lavarella.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.

Salendo nel primo tratto di mulattiera

Lago Piciodel

Salendo al Rifugio Lavarella

Rifugio Lavarella

Salendo al Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone

Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone

Salendo al Piz de Sant Antone

In vetta al Piz de Sant Antone

Panorami dalla vetta del Piz de Sant Antone

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Passo di Gola/Klammljoch (2294 m) – Malga Knuttenalm (1911 m) – Vedrette di Ries – luglio 2022

La Malga Knuttenalm, posta a 1911 metri di quota, e il Passo di Gola/Klammljoch, situato a 2294 metri di altezza, si trovano sul confine tra Italia e Austria tra Sudtirolo e Tirolo austriaco, nel gruppo delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe, alla testata della Valle di Riva/Reintal, valle laterale delle Valli di Tures/Tauferstal e Aurina/Ahrntal e raggiungibile dal paese Campo Tures/Sand in Taufers (QUI la “pillola” su Campo Tures e Riva di Tures).

Il percorso è su mulattiera e, quindi, non difficile tecnicamente ma lo sviluppo totale è rilevate con 14 chilometri totali di lunghezza; lungo tutto il percorso sono presenti bellissimi panorami sulle Vedrette di Ries e l’ambiente bucolico della valle e dal passo si gode una bellissima vista anche sul versante austriaco.

La salita alla Malga Knuttenalm comincia dal parcheggio alto di Riva di Tures (1700 m), si segue la mulattiera numero 9 per la Malga Knuttenalm.
La mulattiera sale, inizialmente, in moderata pendenza in rado bosco per poi prosegire su un pianoro, la mulattiera sale, quindi, poi più ripidamente fino alla Malga Knuttenalm (1911 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga Knuttenalm si seguono le indicazioni del percorso numero 9 per il Passo di Gola/Klammljoch, la mulattiera sale in moderata pendenza tra pini mughi e poi in terreno aperto fino ad un bivio; rimanendo sul percorso 9 si sale su mulattiera in tornanti, fino a giungere ad un tratto un po’ più ripido ed al Lago di Gola/Klamml See (2243 m).

Dal Lago di Gola si sale, quindi, in breve, piuttosto ripidamente, al Passo di Gola/Klammljoch (2294 m, 1.30 ore dalla Malga Knuttenalm, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Riva di Tures – Malga Knuttenalm – Lago di Gola – Passo di Gola – Lago di Gola – Malga Knuttenalm – Riva di Tures

Sentieri: 9

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.30  ore (2.30 ore l’andata, 2.00 ore il ritorno).

Quota massima: 2294 m

Difficoltà: E – escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dallo sviluppo lungo di circa 14 chilometri totali tra andata e ritorno

Data di percorrenza: luglio 2022

Annotazioni: naturalmente, per chi non volesse affrontare il tratto fino ala Passo di Gola, è possibile fermarsi alla Malga Knuttenalm non proseguendo per lago e passo; è bene, inoltre, controllare i periodi di apertura della malga

Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate dalla buona visibilità e dal poco vento (la zona è piuttosto ventosa solitamente) per godere al meglio del bell’ambiente circostante. Io ho, inoltre, mangiato molto bene alla Malga Knuttenalm

Cartelli alla partenza

Salendo alla Malga Knuttenalm

Malga Knuttenalm

Salendo al Lago di Gola

Lago di Gola

Salendo al Passo di Gola

Passo di Gola

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio alto di Riva di Tures su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Aurina e in Val Pusteria

Monte Arnese/Hornischegg (2550 m) – Tovo Alto/Hochgruben (2537 m) – Rifugio Sillianerhütte (2447 m) –  Alpi Carniche – luglio 2022

Il Monte Arnese/Hornischegg, alto 2550 metri, e il Tovo Alto/Hochgruben, elevazione di 2537 m, sono due cime della lunga catena delle Alpi Carniche che ha il suo margine occidentale nel Monte Elmo; queste due cime sono poste lungo il confine tra Sudtirolo ed Austria ed offrono amplissimi panorami verso le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, i Tauri in Austria e le Alpi Noriche.

La salita qui proposta parte dalla stazione a monte della nuova cabinovia Tre Cime/Drei Zinnes posta nei pressi del paese di Moso/Moos in Val di Sesto/Sextental (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Il percorso per le due vette non è molto difficile tecnicamente ma presenta alcuni tratti ripidi e traccia non segnata per il Tovo Alto; questo percorso, allungando il tracciato, può essere abbinato alla salita al Monte Elmo/Helm, raggiungibile su sentiero in cresta dal Rifugio Sillianerhütte (QUI la “pillola” sulla salita a Monte Elmo e Tovo Alto dagli impianti del Monte Elmo).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Tre Cime (2092 m), si segue il sentiero 134A per il Monte Arnese/Hornischegg; la traccia sassosa e terrosa sale ripidamente tra pascoli fino a giungere ad un bivio.
Si segue a sinistra il sentiero 134 per il Monte Arnese salendo prima più ripidamente poi con pendenza moderata su traccia ghiaiosa e terrosa fino a giungere ad una sella; da qui si segue a destra il sentiero 403 per la Traversata Carnica.
In breve si giunge al bivio per il Monte Arnese/Hornischegg (cartello giallo), si segue, quindi, a destra salendo ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa giungendo a delle vecchie costruzioni in pietra e da qui, in breve, alla vetta del Monte Arnese (2550 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, alla sella con cartelli e si segue per il Rifugio Sillian procedendo in saliscendi su largo sentiero ghiaioso e terroso fino al vicino Rifugio Sillian (2447 m, 30 minuti dal Monte Arnese, 2.00 ore dalla partenza, a destra si potrebbe continuare verso il Monte Elmo).

Dal Rifugio Sillian si sale sul pendio di fronte verso il Tovo Alto su traccia ripida sassosa e terrosa tra prati, la traccia porta ad un grosso ometto ed in breve alla vetta del Tovo Alto (2537 m, piccola croce, manica a vento, 15 minuti dal Rifugio Sillian).

Si torna, quindi, al Rifugio Sillian ed alla sella con cartelli dalla quale per il sentiero di salita si torna alla stazione a monte della cabinovia Tre Cime (1.15 ore dal Rifugio Sillian, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Tre Cime – Monte Arnese – Rifugio Sillian – Tovo Alto – Rifugio Sillian – stazione a monte cabinovia Tre Cime

Sentieri: 134A – 134 – 403 – sentiero per il Monte Arnese – 403 – traccia non segnata per il Tovo Alto – 403 – 134 – 134A

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.15 ore totali

Quota massima: 2550 m

Difficoltà: E percorso di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di tratti ripidi e traccia non segnata, seppur ben intuibile con buona visibilità, per il Tovo Alto

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: il tracciato, può essere abbinato alla salita al Monte Elmo/Helm, raggiungibile su sentiero in cresta dal Rifugio Sillianerhütte in 1.00 ora circa tornando poi al Rifugio Sillian e poi verso la stazione a  monte della cabinovia Tre Cime

Esperienza di Stefano: percorso che è bene intraprendere con buona visibilità per godere del magnifico ambiente e panorama circostante, io ho percorso la salita al Monte Elmo dall’omonima cabinovia e quella al Monte Arnese in due escursioni separate per percorrere al meglio i diversi interessanti ambienti della zona.

Lungo il primo tratto di salita

Primo bivio

Salendo alla sella con cartelli

Sella con cartelli

Salendo al Monte Arnese

In vetta al Monte Arnese

Panorami dalla vetta verso le Dolomiti di Sesto

Vista verso Tovo Alto e Monte Elmo

Verso il Rifugio Sillian una volta tornati alla sella con cartelli

Salendo al Tovo Alto

In vetta al Tovo Alto

Vista dalla vetta verso il Monte Arnese

Vista verso il Monte Elmo

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Tre Cime in Val di Sesto su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Rifugio Alpe di Tires/Tierser Alpl Hütte (2440 m) – Rifugio Molignon/Mahlknechthütte (2054 m) – Dolomiti – luglio 2022

Il Rifugio Alpe di Tires/Tierser Alpl Hütte, posto a 2440 metri di quota, e il Rifugio Molignon/Mahlknechthütte, situato a 2054 metri di altezza, sono due rifugi situati nell’area dolomitica tra Denti di Terrarossa/Rosszaähne, Sciliar/Schlern, Catinaccio/Rosengarten e Sassolungo/Langkofel e Sasso Piatto/Plattkofel.

I due rifugi presentano molte possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso ad anello che, partendo dall’area della famosissima Alpe di Siusi/Seiseralm, tocca i due rifugi con percorso lungo ma molto panoramico e vario attraversando ambienti sia pascolivi che più rocciosi (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in estate).

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Panorama dell’Alpe di Siusi (2009 m, rifugio, stazione a valle nei pressi di Compaccio sull’Alpe di Siusi), seguendo il sentiero 2 per il Rifugio Alpe di Tires si procede in leggeri saliscendi tra pascoli su sentiero ghiaioso con anche alcune passerelle di legno.
Ignorato il bivio col sentiero 2B, 2A e 13B si continua sul sentiero 2 che sale in moderata pendenza tra pascoli su fondo ghiaioso e terroso; il sentiero si fa via via più ripido con fondo sassoso raggiungendo un tratto decisamente ripido in tornanti che porta alla Forcella dei Denti di Terrarossa/Rosszähn Scharte (2499 m, 1.45 ore dalla partenza).

Scendendo sul versante opposto su sentiero sassoso in moderata pendenza si giunge, quindi, in breve al Rifugio Alpe di Tires, (2440 m, 15 minuti dalla forcella, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Alpe di Tires si prende il sentiero numero 4 per il Rifugio Molignon, si scende su una mulattiera sterrata e cementata ripida che porta all’incrocio col sentiero 8, si segue la mulattiera numero 8 per Dialer raggiungendo in breve delle malghe dalle quali si rimane sulla mulattiera 8 per il Rifugio Molignon.
Si giunge in breve al bivio col sentiero 7 che si segue verso il Rifugio Molignon su traccia terrosa e ghiaiosa scendendo ad un ponticello e risalendo tra prati e rado bosco al Rifugio Molignon (2054 m, 1.00 ora dal Rifugio Alpe di Tires, 3.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Molignon si segue il sentiero 7 per Compaccio, si risale su mulattiera sterrata ad una sella e si scende successivamente al Rifugio Almrosenhütte; procedendo in lungo saliscendi su mulattiera si tocca il Rifugio Edelweiss e, rimanendo a tutti i bivi sempre sul sentiero 7 per Compaccio, si procede su asfalto raggiungendo una sella sotto la stazione a monte della seggiovia Panorama e tornando a piedi a Compaccio lungo la stradina asfaltata (1.30 dal Rifugio Molignon, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Panorama – Forcella dei Denti di Terrarossa – Rifugio Alpe di Tires – Rifugio Molignon – Compaccio

Sentieri: 2 – 4 – 8 -7

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2499 m

Difficoltà: E percorso di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di tratti ripidi salendo alla Forcella dei Denti di Terrarossa, tracciato lungo con sviluppo di oltre 14 chilometri

Data di ascesa: luglio 2022

Esperienza di Stefano: percorso che è bene intraprendere con buona visibilità per godere del magnifico ambiente e panorama circostante, io ho preferito non riprendere la seggiovia Panorama in discesa, scendendo a piedi, in quanto riprendere la seggiovia avrebbe comportato una breve risalita verso la stazione a monte e poi verso Compaccio dalla stazione a valle.

Primo tratto tra pascoli

Vista sullo Sciliar

Tratto tra pascoli in moderata salita

Tratti via via più ripidi salendo alla Forcella dei Denti di Terrarossa

Forcella dei Denti di Terrarossa

Scendendo al Rifugio Alpe di Tires con vista sul gruppo del Catinaccio

Rifugio Alpe di Tires

Tratto verso il Rifugio Molignon

Rifugio Molignon

 Primo tratto in risalita

Rifugio Almrosen

Tornando verso Compaccio

Vista su Sassolungo e Sasso Piatto

Vista sulle Odle

Tornando a Compaccio su stradina asfaltata

Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Punta de Joel (2945 m) – Col Toron (2927 m) – L’Antersas (2907 m) – Rifugio Boè/Bambergerhütte (2871 m) – Dolomiti – luglio 2022

La Punta de Joel, di 2945 metri di quota, il Col Toron, posto a 2927 metri di altezza, e L’Antersas, situato a 2907 metri di altezza, sono tre cime poste nel gruppo dolomitico del Sella attorno alla cima principale, il Piz Boè; dalle vette si gode un panorama bellissimo su molte vette del gruppo del Sella e molti altri gruppi dolomitici.

Il punto di partenza consigliato è la funivia del Sas Pordoi sopra il Passo Pordoi che mette in comunicazione la Val di Fassa in Trentino e la zona di Arabba in Veneto; il Passo Pordoi è comunque raggiungibile in alcuni chilometri dall’Alto Adige dal Passo Sella provenendo dalla Val Gardena.

Il percorso descritto presenta una lunghezza e dislivello moderati ma non va sottovalutato visto il terreno aspro d’alta quota e i tratti fuori sentiero per raggiungere le prime due vette che richiedono esperienza nel muoversi anche senza traccia segnata; questo percorso, per chi avesse il necessario allenamento e capacità, può essere abbinato anche all’ascesa al Piz Boè ed alla salita lungo il canalone che dal Passo Pordoi porta al Rifugio Forcella Pordoi (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Boè e QUI quella lungo il canalone dal Passo Pordoi).

Il percorso descritto comincia dalla stazione a monte della funivia Sas Pordoi (2950 m, Rifugio Maria), si segue inizialmente il sentiero 627A per la Forcella Pordoi scendendo, in breve su traccia sassosa, alla Forcella Pordoi con omonimo rifugio (2829 m, 15 minuti dalla partenza, la forcella ed il rifugio, come anticipato, sono raggiungibili volendo anche a piedi dal Passo Pordoi su ripido canalone).

Dalla forcella si segue il sentiero 627 per il Piz Boè in saliscendi su traccia ghiaiosa e sassosa raggiungendo in breve il bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè; si segue inizialmente per il Piz Boè salendo ripidamente su traccia sassosa raggiungendo un grosso palo (da qui si potrebbe salire al Piz Boè seguendo il sentiero segnato per chi volesse concatenarlo). Per la Punta de Joel si devia, invece, a destra su traccia non segnata raggiungendo in breve un grosso ometto, si sale, quindi, a sinistra su vaga traccia non segnata, tra terreno sassoso, salendo piuttosto ripidamente alla Punta de Joel (2945 m, grossi ometti, 30 minuti dalla Forcella Pordoi, 45 minuti dalla partenza).

Si torna, facendo attenzione a trovare la traccia migliore, al bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè, si segue ore per il Rifugio Boè, il sentiero procede in saliscendi su terreno sassoso con anche due brevi tratti attrezzati con cavi fino a giungere ad un grosso ometto di pietra con buco in mezzo.
Dall’ometto si devia a sinistra per il visibile Col Toron, su vaga traccia non segnata si scende leggermente e poi si risale sul pendio sassoso in pendenza moderata cercando la via migliore fino alla vetta del Col Toron (2927 m, molti ometti, 1 ora dalla Punta de Joel, 1.45 ore dalla partenza).

Si torna con attenzione al grosso ometto con buco e si scende, quindi, in breve su sentiero ghiaioso e sassoso al Rifugio Boè (2871 m, 15 minuti dal Col Toron, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Boè si segue il sentiero 647 per la Forcella d’Antersas, si scende in breve su sentiero sassoso ad una sella e seguendo per L’Antersas si sale piuttosto ripidamente, su sentiero sassoso, fino alla vetta dell’Antersas (2907 m, grosso palo, 20 minuti dal Rifugio Boè, 2.20 ore dalla partenza).

Ritorno alla funivia Sas Pordoi, senza risalire al Col Toron ed alla Punta de Joel, passando con diversi saliscendi per il Rifugio Boè ed il Rifugio Forcella Pordoi in  2.00 ore, 4.20  ore dalla partenza.

Percorso: funivia Sas Pordoi – Rifugio Forcella Pordoi – Punta de Joel – Col Toron – Rifugio Boè – L’Antersas – Rifugio Boè – Rifugio Forcella Pordoi – funivia Sas Pordoi

Sentieri: 627A – 627 – traccia non segnata per la Punta de Joel – 627 – traccia non segnata per il Col Toron – 627 – 647 – 627 – 627A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.20 ore totali

Quota massima: 2950 m

Difficoltà: EE percorso impegnativo con presenza di terreno aspro d’alta quota e con salite senza sentiero segnato alle vette della Punta de Joel ed al Col Toron, necessaria esperienza su questo tipo di percorsi

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: necessario tempo asciutto e buona visibilità, valutare bene le proprie capacità se si volessero concatenare la salita a piedi dal Passo Pordoi e la salita al Piz Boè. Se si concatenassero tutti e tre gli itinerari il lungo e impegnativo percorso risluterebbe: Passo Pordoi – Rifugio Forcella Pordoi – Punta de Joel – Piz Boè – Rifugio Boè – L’Antersas – Rifugio Boè – Col Toron – Rifugio Forcella Pordoi – Sas Pordoi

Esperienza di Stefano: io ho preferito percorrere separatamente, dall’itianerio qui descritto, la salita a piedi dal Passo Pordoi e l’ascesa al Piz Boè per poter godere al meglio dell’ambiente circostante con meno stanchezza.

Lungo il tratto dalla funivia Sas Pordoi al Rifugio Forcella Pordoi

Rifugio Forcella Pordoi

Tratto verso il bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

Bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

 Palo da cui si devia per la salita fuori sentiero alla Punta de Joel

Vista sulla Punta de Joel (a destra) e il Piz Boè (a sinistra) dalla selletta sotto la vetta della Punta de Joel

Vista sulla funivia Sas Pordoi salendo alla Punta de Joel

Ultimo tratto di salita alla Punta de Joel

Vista sulla Marmolada dalla vetta della Punta de Joel

Vista sulle vette del Cadore

In vetta alla Punta de Joel

Percorso verso il Rifugio Boè

Grosso ometto con buco da cui si devia per il Col Toron

Salendo al Col Toron

In vetta al Col Toron

Vista sul Piz Boè dal Col Toron

Scendendo al Rifugio Boè

Rifugio Boè

Percorso verso L’Antersas

In vetta a L’Antersas

Vista sulle Meisules dalla vetta de L’Antersas

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pordoi su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Sas Pordoi (2950 m) – Dolomiti – luglio 2022

Il Sas Pordoi, vetta di 2950 metri di quota posta nel gruppo dolomitico del Sella, è una cima che svetta imponente sopra il Passo Pordoi che mette in comunicazione la Val di Fassa in Trentino e la zona di Arabba in Veneto; il Passo Pordoi è comunque raggiungibile in alcuni chilometri dall’Alto Adige dal Passo Sella provenendo dalla Val Gardena.

La cima del Sas Pordoi, da cui si gode un vastissimo panorama su molti gruppi dolomitici, è facilmente raggiungibile in funivia, viene qui descritta, però, anche la salita a piedi dal Passo Pordoi che conduce per ripido canalone sassoso al Rifugio Forcella Pordoi e poi alla vetta del Sas Pordoi; volendo l’escursione qui descritta, per chi ha il necessario allenamento, può essere anche abbinata alla salita al Piz Boè, massima elevazione del gruppo del Sella ed alle cime della Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz Boè e QUI quella sulle salite alla Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas).

La salita al Sas Pordoi comincia dal Passo Pordoi (2239 m, diversi ristoranti), si sale sul sentiero 627 con indicazioni Piz Boè seguendo la traccia terrosa e sassosa che sale, inizialmente, con gradoni tra pascoli.
Il sentiero si fa poi sassoso e dopo un breve tratto di pendenza leggera riprende a salire a tornanti in pendenza decisa fino a raggiungere una piccola sella con cartelli.
Continuando in salita la traccia si fa molto ripida salendo prima versa sinistra e poi entrando nella parte alta del canalone, che viene risalito ripidissimamente con stretti tornanti, fino a giungere alla Forcella del Pordoi (2829 m, Rifugio Forcella del Pordoi, 1.40 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si sale a sinistra sul sentiero 627A per il Sas Pordoi (a destra si andrebbe verso il Piz Boè, la Punta de Joel, il Col Toron e L’Antersas); salendo sul sentiero 627A si sale su traccia sassosa, con pendenza che alterna tratti ripidi ad altri più moderati, fino a giungere abbastanza rapidamente alla vetta del Sas Pordoi (2950 m, croce, stazione a monte della funivia, 20 minuti dal Rifugio Forcella Pordoi, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa consigliata in funivia, altrimenti per lo stesso percorso di salita in 1.45 ore con i tratti ripidissimi nel canalone da percorrere in discesa.

Percorso: Passo Pordoi – Forcella Pordoi – Sas Pordoi

Sentieri: 627 – 627A

Dislivello: 700 metri in salita, nessuno in discesa se si scende in funivia

Tempo di percorrenza: 2.00 ore totali se si scende in funivia

Quota massima: 2950 m

Difficoltà: EE percorso impegnativo con presenza di tratti sassosi molto ripidi nel canalone

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: necessario tempo asciutto; per che avesse il necessario allenamento ed esperienza è possibile collegare la salita al Sas Pordoi alla salita al Piz Boè deviando all’altezza del Rifugio Forcella Pordoi.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate con buona visibilità per goder dei magnifici panorami della vetta; con tempo stabile, vista la brevità del percorso, la salita si presta anche ad una salita pomeridiana o al primo mattino. Io ho percorso in giornate diverse la salita al Sas Pordoi ed l’ascesa al Piz Boè, e il trittico di cime Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas per poter godere al meglio, con meno stanchezza, del bellissimo ambiente circostante.

Cartelli alla partenza

Primo tratto tra pascoli