Forcella di Furcia/Kreuzjoch (2293 m) – Malga Medalges (2290 m) – Malga Ciampcios (2030 m) – Dolomiti

La Forcella di Furcia/Kreuzjoch, situata a 2293 metri di quota, la Malga Medalges, posta a 2290 metri di altezza, e la Malga Ciampcios, situata a 2030 metri di quota, si trovano nel gruppo dolomitico Puez-Odle/Geisler; l’escursione che le tocca parte da Longiarù/Campill, frazione di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn, paese posto in Val Badia/Gadertal (QUI la “pillola” su San Martino in Badia).

Il tracciato si svolge in gran parte su mulattiere e risale in un bel vallone tra bosco e spazi aperti circondato da pareti dolomitiche, raggiunta la forcella la vista spazia, inoltre, anche verso la Val di Funes/Villnösstal; il percorso non è difficile tecnicamente ma presenta un dislivello e sviluppo piuttosto accentuati. La salita comincia dal parcheggio “Pares” di Longiarù (1540 m), seguendo il sentiero numero 5 per la Malga Ciampcios si sale in moderata pendenza su mulattiera tra pascoli fino a giungere ad un bivio con crocefisso.

Si segue a destra il sentiero 5 per la Malga Ciampcios che sale nel bosco su mulattiera sassosa alternando tratti ripidi ad altri con pendenza più moderata; raggiunta una radura seguendo le indicazioni si sale su sentiero terroso e sassoso nel bosco, toccando alcune baite, fino ad incontrare la mulattiera proveniente dal bivio con crocefisso.
Seguendo la mulattiera ed una breve scorciatoia si giunge, quindi, alla Malga Ciampcios (2030 m, 1.30 ore dalla partenza).

Seguendo la mulattiera numero 5 verso la Malga Medalges e la Forcella di Furcia si procede in salita moderata tra pascoli; con tratto finale più ripido si giunge poi alla Malga Medalges (2290 m, 40 minuti dalla Malga Ciampcios, 2.10 ore dalla partenza).

Dalla  Malga Medalges si segue a sinistra il sentiero 3 per la Forcella di Furcia, la traccia terrosa e sassosa porta in breve, con leggeri saliscendi, alla Forcella di Furcia (2293 m, crocefisso, 5 minuti dalla Malga Medalges, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Pares –  Malga Ciampcios –  Malga Medalges –  Forcella di Furcia –  Malga Medalges –  Malga Ciampcios –  parcheggio Pares

Sentieri: 5 – 3

Dislivello: 750 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2293 m

Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi, sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura delle malghe; volendo in discesa dalla Malga Ciampcios è possibile scendere con la mulattiera 5A, più lunga ma meno ripida rispetto al sentiero 5, ricollegondosi con essa al altezza del bivio con crocefisso

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata buona visibilità per godere degli ampi panorami; potendo sarebbe meglio partire presto al mattino per non rischiare di trovare il parcheggio pieno e per evitare di essere ancora in salita nell ore più calde

Parcheggio Pares

Tratto verso il bivio con crocefisso

Bivio con crocefisso

Salita alla Malga Ciampcios sul sentiero 5

Malga Ciampcios

Salita alla Malga Medalges

Malga Medalges

Tratto verso la Forcella di Furcia

Forcella di Furcia

Discesa lungo la mulattiera 5A dalla Malga Ciampcios al bivio con crocefisso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Pares di Longiarù su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Cima di Pozzo/Putzenhöhe (2438 m) – Malga Moarhofalm (1883 m) – Monti di Fundres

La Cima di Pozzo/Putzenhöhe, situata a 2438 metri di quota, e la Malga Moarhofalm, posta a 1883 metri di altezza,  si trovano nei Monti di Fundres/Pfunderer Berge nella media Val Pusteria; sono possibili vari accessi viene qui descritto quello che si diparte dal parcheggio Gelenke situato nell’area tra i paesi di Terento/Terenten e Kiens/Chienes (QUI la “pillola su Terento).

Lungo il tracciato sono posti anche diversi pannelli informativi sulle vita delle marmotte e si tocca anche il Lago Verde/Grünbachsee ed, inoltre, dalla vetta si può ammirare un panorama amplissimo che spazia dalle Alpi di Zillertal alle Dolomiti.

La salita comincia dal parcheggio Gelenke (1590 m, strada stretta da Terento e Chienes); si segue il sentiero numero 65 della “Marmotta” verso la Malga Moarhof.
Si sale su mulattiera sterrata con pendenza moderata nel bosco, raggiungendo dapprima un punto di ripodo con scultura della marmotta e poi un punto panoramico; proseguendo sulla mulattiera si procede tra bosco e spazi aperti giungendo alla Malga Moarhof (1883 m, 1.00 ora dalla partenza).

Seguendo sempre le indicazioni “Putzenhöhe” si procede dapprima, in breve,su mulattiera per poi deviare a sinistra su ripido sentiero terroso e sassoso che sale dapprima nel bosco e poi tra radure fino a giungere ad una baita ed un punto panoramico con croce.
Incorciata nuovamente la mulattiera la si segue in pendenza moderata con sviluppo a tornanti; poco prima di arrivare alla baita Obere Grünbachalm si segue a destra il sentiero 65 (cartello in parte divelto); la traccia erbosca e sassosa sale, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza meno accentuata, tra mughi e poi tra spazi aperti fino a giungere al Lago Verde (2258 m, 45 minuti dalla Malga Moarhof, 1.45 ore dalla partenza).

Dal lago si segue il sentiero per la vetta salendo su traccia ghiaiosa e sassosa fino ad una selletta tra pascoli; da qui il sentiero sale molto ripido a tornanti sul pendio che porta alla vetta della Cima di Pozzo (2438 m, croce, 30 minuti dal lago, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Gelenke –  Malga Moarhof –  Lago Verde –  Cima di Pozzo –  Lago Verde –  Malga Moarhof –  parcheggio Gelenke

Sentieri: 65

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2438 m

Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi, sviluppo totale di circa 8 chilometri. Attenzione ai numerosi bivi

Data di ascesa: luglio 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata buona visibilità per godere degli ampi panorami; il sentiero della marmotta prevedrebbe 6 pannelli informativi ma io ne ho individuati solo quattro, gli ultimi due credo siano mancanti

Parcheggio Gelenke

Cartelli alla partenza

Tratto verso la Malga Moarhof

Malga Moarhof

Tratto verso il Lago Verde

Lago Verde

Tratto verso la Cima di Pozzo

In vetta alla Cima di Pozzo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio Gelenke su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime DI Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

L’Angelo Grande/Grosser Angelusspitz (3521 m) – Rifugio Serristori/Düsselforfer Hütte (2721 m) – Gruppo dell’Ortles

L’Angelo Grande/Grosser Angelusspitz, vetta di 3521 metri di quota, ed il Rifugio Serristori/Düsselforfer Hütte, situato a 2721 metri di altezza, sono posti nel Gruppo dell’Ortles/Ortler sopra il paese di Solda/Sulden ed offrono un panorama amplissimo su molte vette di questo noto gruppo montuoso; la salita alla vetta comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (QUI la “pillola” sul paese di Solda ed i suoi impianti).

Il tracciato per la cima presenta una difficoltà tecnica elevata con alcuni passaggi attrezzati ed altri in arrampicata, sentiero solo in parte segnato e con fondo a tratti instabile, dislivello elevato e richiede esperienza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (2348 m, rifugio, stazione a valle a Solda), seguendo il sentiero 12-14 per il Rifugio Serristori si procede su traccia sassosa e ghiaiosa in lungo saliscendi fino ad arrivare all’incrocio numero 5.
Seguendo il sentiero 5 per il Rifugio Serristori si procede in moderata salita su traccia sassosa; superati alcuni tornanti la traccia diventa più ripida fino a raggiungere il Rifugio Serristori (2721 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero per l’Angelo Grande, si scende in breve ai sottostanti Laghetti di Zai e su traccia pianeggiante si giunge ad un bivio; si segue a destra per l’Angelo Grande procedendo su traccia ghiaiosa indicata con bolli gialli ed ometti, superato un tratto con blocchi in leggera salita, si costeggia un laghetto.

La traccia sassosa prosegue, quindi, in salita più ripida a tornanti portando ad tratto in salita moderata che porta al cartello indicante la Via Reinstadler; seguendola si sale con  pendenza ripida che porta ad una selletta alla base di una paretina rocciosa.
Segeundo i cavi si sale a zig zag sulla paretina tra saltini rocciosi e traversi fino a giungere alla sommità della paretina; la traccia (attenzione ai segni) sale su grossi blocchi e poi ripidamente su ghiaino e sassi giungendo ad un piccolo pianoro con grosso ometto.

Continunando su pendenza accentuata si seguono gli ometti (finiscono i bolli gialli) su traccia ghiaiosa e sassosa con piccoli blocchi fino a giungere sulla cresta finale; seguendo gli ometti si traversa sinistra su blocchi sotto il filo di cresta.
Costeggiata un’anticima si scende brevemente per salire, infine, in breve su grossi massi, alla vetta dell’Angelo Grande (3521 m, croce, 2.25 ore dal rifugio, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa con attenzione per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi, in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Pulpito –  Rifugio Serristori –  L’Angelo Grande –  Rifugio Serristori –  cabinovia Pulpito

Sentieri: 14 – 5 –  “Angelo Grande”

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa)

Quota massima: 3521 m

Difficoltà: EE/F  – escursione di elevata difficoltà tecnica, presenza di tanti tratti molto ripidi, passaggi in arrampicata di I° grado, un tratto attrezzato ed altri su terreno ripido e scivoloso; traccia segnata solo con ometti nella parte finale, sviluppo totale di circa 11 chilometri. Necessaria esperienza in questo genere di percorsi e senso di orientamento. Chi non si sentisse sicuro non esiti ad usare il kit da ferrata sul tratto attrezzato

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della cabinovia e dei rifugi

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e con ottima visibilità per godere degli ampi panorami e per avere meno rischio di perdere la traccia, è bene anche partire presto al mattino appena apre la cabinovia. Inoltre, è bene valutare man mano lungo il percorso la sua percorribilità e le proprie condizioni e, se necessario, tornare indietro se le condizioni del percorso o fisiche non siano idonee
Io ho percorso l’escursione in giornata ma è possibile anche spezzarla in due giorni pernottando al Rifugio Serristori e potendo, così, salire presto al mattino in vetta

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù

Tratto in saliscendi sul sentiero 12-14

Incrocio con sentiero 5

Salita al Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Tratto che costeggia i laghetti di Zai

Bivio per L’Angelo Grande

Tratto verso il laghetto

Tratto verso l’inizio della Via Reinstadler

Primo tratto della Via Reinstadler

Tratto attrezzato

Tratto su blocchi

Tratto verso la cresta

Traverso sotto la cresta

Tratto finale di salita

In vetta all’Angelo Grande


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Vertana/Vertainspitze (3545 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Vertana/Vertainspitz, vetta di 3545 metri di quota, è posta nel Gruppo dell’Ortles/Ortler sopra il paese di Solda/Sulden ed offe un panorama amplissimo su molte vette di questo noto gruppo montuoso; la salita alla vetta comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (QUI la “pillola” sul paese di Solda ed i suoi impianti).

Il tracciato per la cima presenta una difficoltà tecnica elevata con alcuni passaggi in arrampicata, sentiero solo in parte segnato e con fondo spesso instabile, dislivello elevato e richiede esperienza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (2348 m, rifugio, stazione a valle a Solda), si segue a destra il sentiero per la Val Rosim; su traccia sassosa e terrosa si procede dapprima ripidamente poi in lieve salita a mezzacosta fino a giungere ad un pianoro con statua di uno stambecco.

Ignorato il bivio per Solda si seguono le indicazioni per Cima Vertana salendo su ripida traccia tornanti segnata con bolli gialli; la traccia sassosa diventa poi molto ripida fino a giungere ad un pianoro; seguendo la traccia con ometti (da qui finiscono i bolli) si sale in lieve pendenza per poi traversare su grossi massi e lieve traccia su fango e ghiaino (attenzione a seguire gli ometti).

Costeggiando il Ghiacciaio di Rosim (senza toccarlo) si sale su lieve traccia molto ripida su ghiaino e terra giungendo ad un selletta; seguendo gli ometti si sale a sinistra su traccia sassosa giungendo ad un piccolo pianoro e poi con salita ripida si giunge ad un pianoro più esteso.

Bisogna qui seguire la traccia con ometti a sinistra che scende leggermente per poi traversare sul pianoro con tratti su grossi blocchi ed altri su traccia ghiaiosa e terrosa; la traccia porta verso destra, quindi, ad un ripido pendio che si sale dapprima su traccia terrosa e poi su grossi blocchi con alcuni passaggi di arrampicata di I° grado.

Cercando la via migliore tra i blocchi si giunge, quindi, all’ultimo salto roccioso con blocchi che porta alla vetta della Cima Vertana (3545 m, croce, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, facendo molta attenzione a non perdere la traccia, in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Pulpito –  Cima Vertana –  cabinovia Pulpito

Sentieri: “Vertana”

Dislivello: 1200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3545 m

Difficoltà: EE/F  – escursione di elevata difficoltà tecnica, presenza di tanti tratti molto ripidi, passaggi in arrampicata di I° grado ed altri su terreno ripido e scivoloso; traccia segnata solo con ometti, sviluppo totale di circa 8 chilometri. Necessaria esperienza in questo genere di percorsi e senso di orientamento.

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della cabinovia

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e con ottima visibilità per godere degli ampi panorami e per avere meno rischio di perdere la traccia, è bene anche partire presto al mattino appena apre la cabinovia. Inoltre, è bene valutare man mano lungo il percorso la sua percorribilità e le proprie condizioni e, se necessario, tornare indietro se le condizioni del percorso o fisiche non siano idonee

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù

Primo tratto di percorso verso il primo pianoro

Pianoro con statua dello stambecco

Tratto di salita segnato con bolli gialli

Tratto di salita segnato con ometti

Tratto finale su grossi blocchi

In vetta a Cima Vertana


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta


Forcella di Casies/Gsieser Törl (2205 m) – Malga Oberbergalm (1975 m) – Malga Kradorfer Hütte (1713 m) – Alpi Noriche

La Forcella di Casies/Gsieser Törl, situata a 2205 metri di quota, la Malga Oberbergalm posta a 1975 metri di altezza e la Malga Kradorfer Hütte, situata a 1713 metri di quota, si trovano nelle Alpi Noriche/Norische Alpen alla testata dalla Valle di Casies/Gsiesertal che si dirama da Monguelfo/Welsberg in alta Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla Valle di Casies).

Il percorso parte dal paese di Santa Maddalena al termine della strada della valle e, toccando anche le due malghe, porta tra bosco e spazi aperti alla forcella situata sul confine tra Italia ed Austria; il percorso tocca ambienti idilliaci e risulta essere di moderata difficoltà tecnica seppur con presenza di uno sviluppo piuttosto lungo.

La salita comincia dall’ultimo parcheggio al termine della Valle di Casies (1480 m), seguendo le indicazioni per la Malga Kradorfer e la Malga Oberberg si prende la mulattiera asfalata numero 49 nel bosco.
In breve si raggiunge il bivio col sentiero 49A per la Malga Kradorfer; seguendolo a destra si sale dapprima a tornanti nel bosco e poi a mezzacosta in moderata  pendenza tra pascoli; la traccia erbosa e ghiaiosa rientra, quindi, nel bosco per poi portare con salita più accentata, tra pascoli, alla Malga Kradorfer (1713 m, 50 minuti dalla partenza).

Seguendo la mulattiera 49 verso la Malga Oberberg si sale su mulattiera sterrata, tra pascoli, in tornanti con pendenza moderata con alcuni tratti un po’ più ripidi fino alla Malga Oberberg (1975 m, 40 minuti dalla Malga Kradorfer, 1.30 minuti dalla partenza).
Dalla malga si segue il sentiero 49 per la Gsieser Törl salendo su traccia terrosa ed erbosa tra pascoli in moderata pendenza; la traccia si fa poi un po’ più ripida su fondo sassoso e terroso costeggiando il torrente e portando alla Forcella di Casies/Gsieser Törl (2205 m, 40 minuti dalla Malga Oberberg, 2.10 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso fino alla Malga Kradorfer; dalla malga è possibile seguire, quindi, in discesa integralmente la mulettiera 49 che dapprima sterrata poi asfaltata riporta al parcheggio (1.35 ore dalla Forcella di Casies, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio al termine della Valle di Casies –  Malga Kradorfer –  Malga Oberberg – Forcella di Casies – Malga Oberberg –  Malga Kradorfer –  parcheggio al termine della Valle di Casies

Sentieri: 49 – 49A – 49

Dislivello: 750 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.10 ore la salita, 1.35 ore la discesa)

Quota massima: 2205 m

Difficoltà: E  – escursione di moderata difficoltà tecnica, sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura delle malghe

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami e gli ambienti bucolici attraversati; in giornate molto calde è bene anche partire presto al mattino
Va fatta, inoltre, attenzione a non sottovalutare la relativa lunghezza del percorso

Parcheggio al termine della Valle di Casies

Verso il bivio col sentiero 49A

Salita alla Malga Kradorfer sul sentiero 49A

Malga Kradorfer

Salendo alla Malga Oberberg

Malga Oberberg

Salendo alla Forcella di Casies

Forcella di Casies

Discesa sulla mulattiera 49 una volta tornati alla Malga Kradorfer


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio al termine della Valle di Casies a Santa Maddalena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries, Alpi di Zillertal e Alpi Noriche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Anterselva, Val Casies e Val Pusteria

Laste di Verdins/Vorderer Verdinser Plattenspitz (2680 m) – Alpi Sarentine

Le Laste di Verdins/Vorderer Verdinser Plattenspitz, sono una vetta posta a 2680 metri di quota nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen; la cima è situata sulla cresta che divide Val Sarentino/Sarntal e Val Passiria/Passeiertal.

La via normale di salita si svolge dal comprensorio di Merano 2000 (raggiungibile in funivia da Merano o in cabinovia da Falzeben sopra Avelengo/Hafling) e presenta difficoltà piuttosto elevate con accesso alla vetta tramite canale roccioso e cresta a tratti esposta ed in parte attrezzata; la via di salita richiede, quindi, la giusta esperienza su questo tipo di percorsi (QUI la “pillola” su Merano 2000).

La salita alle cime parte dalla stazione a monte della funivia Merano 2000 e della cabinovia Falzeben (1900 m, rifugi), seguendo il sentiero 18A si percorre una mulattiera tprima nel bosco e poi tra pascoli; poco prima di arrivare alla malga Waidmannalm si trova il bivio per il Rifugio Kuhleiten e il Picco Ivigna (fin qui anche, volendo, con la cabinovia Naifspitz).

Si prende a sinistra sul sentiero 19A seguendo queste indicazioni e si sale con alcuni tratti ripidi su largo sentiero terroso e ghiaioso, transitando anche nei pressi della Chiesetta di Sant’Osvaldo; continuando sulla mulattiera sassosa, in parte ripidamente, si giunge ad un bivio presso un tornante.

Seguendo a destra il cartello “Plattenspitz” si sale su traccia, segnata con bolli rossi, dapprima in moderata pendenza con fondo sassoso ed erboso; superato un tratto più ripido la traccia prosegue verso destra in lieve pendenza fino ad entrare in un canale roccioso che si sale ripidamente su traccia sassosa (attenzione a non muovere sassi).

Giunti all’uscita del canale presso una forcella si segue a sinistra la traccia sassosa trovando le prime attrezzature; si segue il cavo dapprima su un canalino e poi a sinistra su cresta un po’ essposta; alternando tratti senza cavo ad altri attrezzati su cresta si scende poi ad un salto roccioso attrezzato.
Su traccia di sentiero si prosegue prima pianeggiante e poi in salita a tornanti giungendo alla seconda parte attrezzata; si supera prima un traverso (attenzione ad un punto con cavo mancante) e poi si sale sul tratto più impegnativo con il cavo che porta su placca ascendente ed, infine, ad alcuni salitini rocciosi non attrezzati che conducono in cima (2680 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa, con molta attenzione, per lo stesso percorso in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte impianti Merano 2000 –  Malga Waidmannalm –  Laste di Verdins –  Malga Waidmannalm – stazione a monte impianti Merano 2000

Sentieri: 18A – 19A – “Plattenspitz”

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2680 m

Difficoltà: EEA  – escursione di elevato impegno con ferrata breve, ma con diversi tratti esposti e di media difficoltà tecnica per esperti di ferrate, richeisto passo fermo ed assenza di vertigini. Necessari kit da ferrata e casco ed esperienza di ferrate. Sviluppo totale di circa 8 chilometri

Data di ascesa: luglio 2026

Annotazioni:è bene controllare i periodi di apertura di impianti e rifugi; volendo si può arrivare nei pressi della Malga Waidmann con la cabinovia Naifspitz (che parte dalla stazione a monte degli impianti Merano 2000), abbreviando, così, il percorso di circa 3,5 chilometri tra andata e ritorno e 150 metri di dislivello in salita e discesa

Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto ed assenza di neve ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami e non rischiare di perdere la traccia dal bivio al tornante fino al canale ed alla cresta.
Fare molta attenzione a non sottovalutare la ferrata, è breve ma con tratti esposti soprattutto lungo alcuni traversi

Lungo il viaggio in cabinovia da Falzeben

Tratto verso i pressi della Malga Waidmannalm

Malga Waidmannalm

Salendo sulla mulattiera al bivio tra Rifugio Kuhleiten e Latse di Verdins

Bivio tra Rifugio Kuhleiten e Laste di Verdins

Tratto verso il canale

Lungo il canale

Sella all’uscita del canale

Cresta verso le Laste di Verdins

In vetta alle Laste di Verdins


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia Merano 2000 su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Falzeben ad Avelengo per Merano 2000 su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m) – Via Ferrata Brigata Tridentina – Dolomiti

Il Rifugio Cavazza al Pisciadù, situato a 2585 metri di quota, è situato nelle Dolomiti nel Gruppo del Sella ed è posto in zona molto affascinante in area di altopiano nei pressi del Laghetto del Pisciadù; il rifugio può essere raggiunto con vari accessi, viene qui descritta la salita tramite la Via ferrata Brigata Tridentina e discesa nella Val Setus.

Il percorso si diparte dalla strada del Passo Gardena/Grödner Joch lungo il versante che sale da Colfosco in Alta Badia ed il tracciato si svolge in ambiente dolomitico magnifico; la via ferrata Brigata Tridentina, forse la più nota e frequentata delle Dolomiti, risulta essere di media difficoltà tecnica per esperti di ferrate.
Il percorso, tuttavia, è impegnativo nel complesso, considerando la discesa anch’essa in parte attrezzata, e l’escursione va percorsa, quindi, con la giusta esperienza e capacità (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sui paesi di Colfosco e Corvara).

La salita comincia dal parcheggio Pisciadù posto nel piazzale di una vecchia cava di ghiaia lungo la strada che da Colfosco porta al Passo Gardena (1956 m), seguendo le indicazioni per la ferrata si segue a sinistra il sentiero sassoso nel bosco che porta in breve, in moderata pendenza, all’attacco della ferrata.
Si segue inizialmente un breve primo salto roccioso non assicurato; seguendo poi il cavo si traversa a sinistra e si sale su placca verticale attrezzata con staffe; si prosegue con attenzione in canalino bagnato e si raggiungono altri salti rocciosi attrezzati con file di staffe che portano ad un pianoro.
Superato un caratteristico passaggio tra pareti di roccia la traccia sassosa raggiunge un bivio con possibile via di uscita a destra; continuando a sinistra la traccia, ignorato un bivio per Colfosco, prosegue in saliscendi  portando all’attacco del secondo tratto di ferrata.

Il cavo conduce a zig zag alternando tratti più verticali, seppur con sempre discreti appigli, ad altri più appoggiati; costeggiando un canalino con cascatella la ferrata affronta diverse paretine e placche con anche diversi pioli e staffe.
Raggiunto un tratto meno verticale le ferrata porta ad un tratto aperto e, superate alcune placche appoggiate, si raggiunge un bivio; i cavi in basso portano ad uscire dalla ferrata ed a raggiungere direttamente su sentiero il Rifugio Cavazza al Pisciadù mentre i cavi alti portano al terzo e più impegnativo settore della ferrata.

Si procede dapprima su traverso piuttosto aereo e poi sale per placche e pareti della Torre Exner; aiutati da pioli e scaletta, si giunge ad un successivo traverso che porta ad una placca strapiombante attrezzata con staffe; superato uno spigolo si giunge ad una passerella di legno sospesa.
Superata la passerella che permette di superare un profonda fenditura si seguono gli ultimi cavi lungo una paretina appoggiata giungendo alla fine della ferrata.
Seguendo la traccia sassosa (attenzione a non perdere i segni)  si sale con pendenza moderata fino a raggiungere il Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m, laghetto, 3.30 ore dalla partenza).

Prendendo il sentiero 666 per il Passo Gardena si procede a destra in lieve salita su traccia sassosa fino a giungere, in breve, alla testata della Val Setus.
Seguendo il sentiero si scende nella valle con lungo tratto attrezzato con cavo, staffe ed una scala (attenzione a non far cadere sassi); con discesa ripida ma ben attrezzata e con numerosi appigli si giunge al termine della attrezzature.

La traccia sassosa scende, quindi, ripidamente nel canalone fino a giungere ad un bivio; si segue a sinistra verso la Via Ferrata il percorso 29 trovando dopo poco un successivo bivio al quale si segue per il parcheggio Pisciadù con il sentiero 666A.
Scendendo su traccia sassosa si prosegue in ripidi tornanti fino a giungere al parcheggio presso la vecchia cava di ghiaia (1.30 ore dal Rifugio Pisciadù, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio cava di ghiaia –  Via Ferrata Brigata Tridentina –  Rifugio Cavazza al Pisciadù –  Val Setus – parcheggio cava di ghiaia

Sentieri: Via Ferrata Brigata Tridentina – 666 – 29 – 666A

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (3.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa

Quota massima: 2610 m

Difficoltà: EEA  – escursione di elevato impegno con ferrata con diversi tratti esposti e di media difficoltà tecnica per esperti di ferrate, anche la discesa risulta essere impegnativa ed attrezzata; attenzione ai tanti bivi presenti. Necessari kit da ferrata e casco ed esperienza di ferrate. Sviluppo totale di circa 4 chilometri.

Data di ascesa: luglio 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio Pisciadù; essendo la ferrata spesso molto frequentata bisogna fare attenzione a possibili code e caduta sassi; il parcheggio si riempi, solitamente, già molto presto al mattino.
Dal Rifugio Cavazza al Pisciadù sono possibili diverse salite a vette come la Cima Pisciadù e le Mesules (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami e non rischiare di perdere la traccia alla fine della ferrata.
Vista l’alta frequentazione io cerco di essere alla partenza molto presto ed evitando weekend e periodi di alta stagione turistica

Al parcheggio

Verso l’attacco della ferrata

Primo settore della ferrata

Tratto tra il primo ed il secondo settore di ferrata

Secondo settore di ferrata

Terzo settore di ferrata

Tratto di sentiero dal termine della ferrata al Rifugio Cavazza al Pisciadù

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Tratto verso la testata della Val Setus

Discesa in Val Setus


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cava di ghiaia lungo la strada del Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia



Sentiero Magico/Zauberweg di Rifiano/Riffian

Nella zona compresa tra Rifiano/Riffian, Caines/Kuens e Tirolo paese/Dorf Tirol, situata tra Merano/Meran e la parte iniziale della Val Passiria/Passeiertal, sono presenti svariate possibilità escursionistiche di diverse difficoltà che si svolgono nell’area del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe (QUI la “pillola” su Rifiano, QUI quella su Tirolo paese e QUI la “pillola” su Merano).

Tra esse si trovano anche alcune gite di difficoltà contenuta ed adatte anche a famiglie come, ad esempio, il Sentiero Magico/Zauberweg di Rifiano/Riffian; il tracciato si diparte dal parcheggio Hochübelweg di Caines, all’imbocco della Val Passiria, e porta sul pendio boscoso sovrastante Rifiano.

Dal parcheggio si attraversa la strada e si segue a sinistra il sentiero 3-21A raggiungendo in 5 minuti il punto di inizio del Sentiero Magico.
Seguendo i cartelli “Zauberweg” ed i cartelli con la bacchetta magica che indica la direzione da seguire si intraprende il percorso ad anello nel bosco, in leggeri saliscendi, che tocca ben 20 installazioni legate a magia, incantesimi e storie  e leggende tradizionali; il tracciato riporta, quindi, al punto di inizio del Sentiero Magico dal quale, con il sentiero percorso all’andata, si torna al parcheggio.

Il percorso presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i vari saliscendi, ed uno sviluppo di 1 chilometro e mezzo totale; la difficoltà tecnica è moderata ma va fatta, comunque, sempre la debita attenzione con bambini.

Le 20 installazioni poste lungo il percorso risultano molto interessanti e divertenti sia per bambini che adulti e sono state realizzate tutte con materiali provenienti dal bosco integrandosi, pertanto, perfettamente con l’ambiente circostante.

Inoltre, sul pendio boscoso situato sopra Rifiano si svolge anche il percorso Waalweg (roggia) di Rifiano che tocca anche il Santuario di Maria Addolorata/Wallfahrtskirche (QUI la “pillola” su questa escursione).

Le foto si riferiscono alla mia escursione nella primavera 2026

Parcheggio Hochübelweg

Alla partenza

Tratto verso l’inizio del percorso ad anello

Inizio del percorso ad anello del Sentiero Magico/Zauberweg

Lungo il Sentiero Magico

Cartina del percorso

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Hochübelweg di Caines su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Waalweg di Rifiano/Riffian – Santuario di Maria Addolorata/Wallfahrtskirche – Val Passiria

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau e della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, si cui diversi ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Rifiano/Riffian, situato all’imbocco della Val Passiria/Passeiertal a pochi chilometri da Merano, ospita un sentiero Waalweg che porta sui pendii sovrastanti il paese e facenti parte del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.
Questo tratto di Waalweg è interrato, per cui non visibile, ma il percorso risulta essere, comunque, interessante, con sviluppo tra bosco e spazi aperti, permettendo di godere anche ottimi panorami sul sottostante paese di Rifiano, il Gruppo di Tessa e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Inoltre, lungo l’escursione si tocca anche il Santuario di Maria Addolorata/Wallfahrtskirche, documentato già dal 1310 e simbolo del paese di Rifiano.
Il santuario è un pregevole esempio di architettura barocca con magnifica pala del 1400 posta sopra l’altare raffigurante Maria Addolorata, molto rilevanti sono anche il campanile alto 37 metri e la cappella del vicino cimitero con importanti affreschi del 1400 (QUI la “pillola” sul paese di Rifiano ed il Santuario di Maria Addolorata).

Il tracciato parte da Rifiano, salendo su Via Hohlgasse si seguono dapprima le indicazioni per il santuario e, poco dopo, quelle del sentiero 3A per il sentiero Waalweg; si sale inizialmente su mulattiera tra frutteti e poi su sentiero nel bosco piuttosto ripido fino ad incontrare il Sentiero Waalweg.

Seguendo a destra il Sentiero Waalweg “RW” si procede, in leggeri saliscendi, tra passerelle di legno e sentiero nel bosco; ignorati vari bivi si rimane sul sentiero Waalweg toccando anche alcuni punti panoramici e diverse sculture lignee.
Ad un successivo bivio si prende il sentiero 12 verso Saltusio, procedendo ancora nel bosco in leggeri saliscendi si giunge al punto Pougntol incrociando un torrente; si prende, quindi, il sentiero 3B per Rifiano, scendendo piuttosto ripidamente, su sentiero nel rado bosco, si incrocia una strada asfaltata che si segue in discesa arrivando al Santuario di Maria Addolorata.

Continuando a seguire la strada asfaltata, con Via Crucis e pannelli informativi sul Parco Naturale del Gruppo di Tessa, si torna, quindi, a Rifiano.

L’escursione presenta 5 chilometri di sviluppo totali e dislivello di circa 150 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi; il fondo del percorso risulta maggiormente sentiero nel bosco con brevi tratti su passerelle di legno e tratto finale su asfalto.
La difficoltà tecnica è contenuta, va, comunque, fatta attenzione nei tratti sulle passerelle.

Inoltre, sul pendio boscoso situato sopra Rifiano si svolge anche il Sentiero Magico/Zauberweg (QUI la “pillola” su questa escursione).

Le foto si riferiscono alla mia escursione nella primavera 2026

Primo tratto da Rifiano al bivio col sentiero 3A

Sentiero 3A verso l’incrocio con il sentiero Waalweg “RW”

Lungo il sentiero Waalweg di Rifiano “RW”

Punto Pougntol e bivio per Rifiano

Tratto verso il Santuario di Maria Addolorata

Santuario di Maria Addolorata

Cappella cimiteriale

Discesa verso Rifiano

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria


Cliccare sull’immagine per visualizzare Rifiano su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Percorso dei Masi/Höfeweg di Postal/Burgstall – Siniger Kopf (535 m) – Mare di Narcisi/Narzissenmeer – Alpi Sarentine

Il Percorso dei Masi/Höfeweg di Postal/Burgstall si sviluppa ad anello, ai margini delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, dal paese (posto in Valle d’Adige/Etschtal a pochi chilometri da Merano/Meran) e permette di toccare diversi masi, la vetta del Siniger Kopf (posta a 535 metri di quota) ed il Mare di Narcisi/Narzissenmeer, situato nei pressi del Maso Wiesler (QUI la “pillola” sul paese di Postal).

Il Mare di Narcisi è posto in un bosco di castagni ed è stato creato dalla famiglia Laimer con molti anni di lavoro, piantando migliaia di fiori di questa specie.

Il percorso, nel complesso, presenta una difficoltà media ma va considerata la presenza di alcuni tratti ripidi ed uno sviluppo relativamente lungo; nel corso dell’itinerario si godono anche magnifici panorami verso la Valle dell’Adige ed il Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.

Il percorso parte dalla chiesa di Postal (287 m), seguendo le indicazioni per i Sentieri d’acqua meranesi e la passegiata Graf von Weg si segue a sinistra il sentiero nel bosco, se fondo terroso e sassoso, che si sviluppa daprima in discesa e poi in saliscendi.
Giunti ad un bivio si segue il Percorso dei Masi salendo ripidamente su traccia sterrata e sassosa in bosco meno fitto; si raggiunge, quindi, ad una prima radura con abbeveratoio; seguendo la traccia, adesso meno ripida, si incontra una stradina sterrata che porta ad una seconda radura nei pressi del maso Mitterwalder.
Seguendo a sinistra l’indicazione per il Siniger Kopf si procede in breve in saliscendi fino ad un punto panoramico con panchina; volendo, su traccia non segnata si può anche salire alla vetta boscata di poco più alta (535 m, 1.20 ore dalla partenza).

Tornati alla radura nei pressi del Maso Mitterwalder si sale su stradina sterrata giungendo in breve ad un bivio con pannello escursionistico; si segue a destra la stradina asfaltata (senza indicazioni) raggiungendo in breve la tenuta Eichenstein.
Continuando sulla stradina asfaltata nel bosco, costeggiando anche un laghetto, si sale in pendenza moderata; ignorati vari bivi, giunti ad una radura, si segue la stradina verso il Maso Hecher; salendo su stradina asfaltata si raggiunge il Maso Hecher (565 m, posto di ristoro, 30 minuti dal Siniger Kopf, 1.50 ore dalla partenza).

Dal maso si segue il sentiero 1A, la traccia terrosa e sassosa porta in discesa, in breve, al Maso Kofler; seguendo in discesa la stradina asfaltata, con ampi panorami, si giunge ad un bivio; prendendo verso il Maso Wiesler si sale su stradina asfaltata giungendo al Mare di Narcisi ed al Maso Wiesler (555 m, posto di ristoro, 20 minuti dal Maso Hecher, 2.20 ore dalla partenza).

Dal Maso Wiesler si segue verso Postal, in breve si giunge al bivio per il sentiero Wieslersteig 1B, seguendo a destra si scende molto ripidamente su traccia sassosa e terrosa che, in tornanti, prima tra rado bosco e poi più fitto riporta alla chiesa di Postal (25 minuti dal Maso Wiesler, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Chiesa di Postal –  Siniger Kopf –  Maso Hecher –  Mare di Narcisi/Maso Wiesler – Chiesa di Postal

Sentieri: Sentieri d’acqua meranesi – Percorso dei Masi – 1A – Percorso dei Masi – 1B

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore

Quota massima: 565 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica ma che presenta alcuni tratti ripidi; sviluppo di circa 8 chilometri totali; attenzione ai tanti bivi presenti

Data di ascesa: marzo 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei masi. Volendo, dal maso Wiesler è possibile tornare alla chiesa di Postal seguendo il Percorso dei Masi, leggermente più lungo ed un po’ meno ripido rispetto al sentiero Wiesler

Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto visti i tratti ripidi su fondo potenzialmente scivoloso; è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami.
I narcisi sono, solitamente, in piena fioritura tra inizio marzo e metà aprile, quindi, io ho scelto questo periodo per l’escursione; al contempo, in questa stagione, il resto della vegetazione non è ancora tornata completamente verde

Chiesa di Postal

Cartelli alla partenza

Tratto verso il Maso Mitterwalder

Radura nei pressi del Maso Mitterwalder

Tratto al punto panoramico Siniger Kopf

Deviazione non segnata alla vetta del Siniger Kopf

Tratto verso il Maso Hecher

Maso Hecher

Tratto verso il Maso Kofler

Tratto verso il Mare dei Narcisi ed il Maso Wiesler

Mare di Narcisi

Maso Wiesler

Discesa lungo il sentiero Wiesler


Cliccare sull’immagine per visualizzare Postal paese su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

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