Rifugio Similaun Hütte (3019 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Similaun Hütte, posto a 3019 metri di quota, si trova nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen a breve distanza dal confine tra l’Alto Adige/Südtirol in Italia e Tirol in Austria; il rifugio è situato sotto l’omonima vetta, con ghiacciaio, del Similaun ed è anche noto perché non molto lontano da esso è stato anche ritrovata la mummia di Ötzi, uomo vissuto oltre 5000 anni fa (la mummia è ora visibile al Museo Archeologico di Bolzano/Bozen) – (QUI la “pillola sul Museo Archeologico).

L’accesso al Rifugio Similaun avviene dal Lago di Vernago/Vernagt Stausee in Val Senales/Schnalstal; il percorso presenta un dislivello molto rilevante ed alcuni tratti tecnici nella parte finale di salita; lungo il percorso si godono anche belle visuali sulla Punta di Finale/Fineilspitz e dal rifugio si può osservare un panorama molto ampio fino al Gruppo dell’Ortles/Ortler e sul lato austriaco (QUI la “pillola” sul Lago di Vernago e QUI quella sulla Val Senales).

Il percorso comincia dal Lago di Vernago (1700 m); seguendo le indicazioni dl sentiero numero 2 per il Rifugio Similaun si sale su stradina asfaltata, in moderata pendenza, raggiungendo il Maso Tisa/Tisenhof (1814 m, punto di ristoro).

Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 2 per il Rifugio Similaun si sale su traccia sassosa ed erbosa tra pascoli; si entra quindi, brevemente, in un tratto boscato per poi proseguire nuovamente tra pascoli costeggiando il torrente.
Il sentiero si inoltra nella Valle di Tisa/Tisental salendo in moderata pendenza su fondo sassoso ed erboso fino ad una selletta, superato un tratto più ripido si giunge ad un piccolo ricovero d’emergenza scavato nelle rocce.

La traccia erbosa e sassosa continua in moderata pendenza nell’ampio vallone raggiungendone la testata; piegando a destra la traccia sale a tornanti ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso; il sentiero porta, quindi, ad un breve tratto attrezzato un po’esposto  e sale poi nuovamente, ripidamente, su fondo sassoso fino a giungere al Rifugio Similaun (3019 m, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Vernago –  Maso Tisa –  Rifugio Similaun –  Maso Tisa – Lago di Vernago

Sentieri: 2

Dislivello:  1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore (3.15 ore la salita; 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3019 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica fino all’inizio del tratto ripido finale che presenta, invece, diversi tratti tecnici ed anche una breve parte attrezzata un po’ esposta; necessario passo fermo ed assenza di vertigini; sviluppo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo, dal rifugio, con ulteriori 200 metri di dislivello si può raggiungere il punto in cui è stata ritrovata la mummia dell’uomo preistorico Ötzi; nel punto si trova, tuttavia, solo una grande piramide di sassi.

Esperienza di Stefano: escursione lunga che si svolge in ambienti selvaggi e poco antropizzati; se effettuata in giornata, come ho fatto io, è bene partire presto dal Lago di Vernago; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del panorama dal rifugio.

Alla partenza al Lago di Vernago

Salendo al Maso Tisa

Maso Tisa

Primo tratto di salita nella Valle di Tisa

Ricovero di emergenza tra le rocce

Seconda parte di salita nella Valle di Tisa

Tratto finale di salita al Rifugio Similaun

Rifugio Similaun

Panorami dal rifugio

Maso Tisa visto in discesa

Lago di Vernago visto in discesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Vernago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Rifugio Monteneve/Schneeberghütte (2355 m) – villaggio minerario – Alpi dello Stubai

Il Rifugio Monteneve/Schneeberghütte, situato a 2355 metri di quota nelle Alpi dello Stubai/Stubaier Alpen, è posto in area molto particolare una delle strutture nell’antico villaggio minerario; rifugio e villaggio possono essere raggiunti da diversi punti di partenza; viene qui proposto l’accesso “classico”, dalla strada del Passo Rombo/Timmelsjoch in Val Passiria/Passeiertal nella zona di Moso/Moos (QUI la “pillola” su Moso in Passiria e QUI quella sul Passo Rombo).

Il percorso, dal medio dislivello e sviluppo, si diparte dapprima nel bosco, raggiungendo, quindi, il biotopo Seemoos e salendo tra le strutture delle vecchie miniere fino a giungere all’antico villaggio con rifugio, chiesetta e mostra esplicativa sulla storia mineraria dell’area che si è protratta dal 1237 al 1985.

Lungo il tracciato si hanno anche belle viste su diverse vette delle Alpi dello Stubai e del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; alcune delle vette che circondano la zona del rifugio presentano anche differenziazioni geologiche molto caratteristiche.

Il percorso comincia, salendo da Moso verso il Passo Rombo, dal parcheggio posto poco prima del Ponte Monteneve/Schneebergbrücke (1690 m); seguendo le indicazioni del sentiero 31 per il Rifugio Monteneve si sale su mulattiera in moderata pendenza; in breve si raggiunge il bivio col sentiero 32.

Ignorato il bivio si attraversa un ponte e si sale su mulattiera sterrata raggiungendo la deviazione del sentiero che, presso un crocefisso, sale nel bosco; il sentiero terroso e sassoso, con anche alcuni tratti un po’ ripidi, sale a tornanti e, intersecando più volte una mulattiera e superando un ponte, porta nei pressi di alcune baite.

Il sentiero continua a salire a tornanti, tra bosco e spazi più aperti, fino ad uscire dal bosco e costeggiare un torrente; si raggiunge, quindi, il bivio tra il sentiero 29 ed il sentiero 31; rimanendo sul sentiero 31 si giunge al Biotopo Seemoos ed alle prime strutture minerarie.

Ignorato il bivio con sentiero 31A si sale ripidamente lungo l’antica ferrovia mineraria fino ad una struttura (non si può proseguire oltre sulla ferrovia); qui si devia a destra e si segue sempre il sentiero 31 che porta verso diversi ruderi e sale poi ripidamente su traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti.
Il sentiero tocca alcune strutture minerarie portando, quindi, al largo pianoro dell’antico villaggio minenario ed al Rifugio Monteneve (2355 m, 2.15 ore dalla partenza).

Per la discesa, volendo, si può seguire il sentiero 29 che scende in tornanti su larga traccia ghiaiosa e terrosa; costeggiando il torrente la traccia riporta al bivio tra il sentiero 31 e 29 incontrato in salita; seguendo il sentiero 31 si torna, quindi, al parcheggio sul sentiero percorso in salita (1.45 ore dal rifugio, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Ponte Monteneve –  Rifugio Monteneve –  Ponte Monteneve

Sentieri: 31 – 29 – 31

Dislivello:  650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita; 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2355 m

Difficoltà: E/EE – escursione di mediamente di contenuta diffocltà tecnica ma con alcuni tratti ripidi e che richiede piede fermo nel tratto finale di salita lungo le vecchie strutture minerarie; sviluppo di circa 10 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso; volendo, raggiunto il bivio tra il sentiero 29 e 31 è possibile percorrere anche in salita il sentiero 29 riducendo le difficoltà tecniche (ma non raggiungendo alcune strutture minerarie). Bisogna anche prestare attenzione nei pressi delle diverse strutture ed ai bivi lungo il percorso.
Il tema del villaggio minerario Monteneve è, inoltre, trattato anche nel Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier nella sede del Mooseum Bunker in paese a Moso in Passiria (QUI la “pillola” del museo).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che coniuga bellezza paesaggistica e curiosità storiche; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei begli ambienti lungo il percorso e trovare con più facilità i segnavia in diversi tratti.

Alla partenza

Primo tratto su mulattiera

Salita nel bosco

Tratto verso il bivio col sentiero 29

Biotopo Seemoos

Salendo nel tratto tra le vecchie strutture minerarie

Antico villaggio minerario e Rifugio Monteneve

Discesa sul sentiero 29 tornando al bivio col sentiero 31


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Ponte Monteneve sulla strada del Passo Rombo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria





Croda del Becco/Seekofel (2810 m) – Rifugio Biella/Seekofelhütte (2327 m) – Dolomiti

La Croda del Becco/Seekofel, posta a 2810 metri di quota, ed il Rifugio Biella/Seekofelhütte, situato a 2327 metri di altezza, si trovano a cavallo tra Dolomiti di Braies e Dolomiti d’Ampezzo; la vetta è posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Veneto mentre il rifugio si trova interamente in quest’ultimo.

La cima ed il rifugio sono raggiungibili, con itinerari lunghi, da diversi punti di partenza; viene qui descritto quello, probabilmente, più iconico che si diparte dal noto Lago di Braies/Pragser Widsee in Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” sul Lago di Braies e QUI quella sulla Valle di Braies).

Il tracciato, dal lungo sviluppo e dislivello, raggiunge, dapprima, la Forcella Sora al Forn/Ofenscharte per poi salire con percorso tecnico alla vetta da cui si gode un panorama amplissimo e si può osservare il Lago di Braies 1300 metri pià sotto; dalla forcella con breve deviazione è possibile raggiungere anche il rifugio.

La salita comincia dal Lago di Braies (1494 m, ristoranti), seguendo il percorso attorno al lago sulla sponda occidentale si procede in lievi saliscendi sul mulattiera sterrata fino a raggiungere il bivio col sentiero 1 verso la Croda del Becco ed il Rifugio Biella.

Il sentiero sale su traccia con fondo sassoso e ghiaioso tra rado bosco, dapprima in pendenza moderata e poi ripidamente; si affronta, quindi, un tratto un po’ esposto con gradoni e cavo di sicurezza e si sale nuovamente nel bosco scendendo poi, in breve, ad un bivio col sentiero 4
Rimanendo sul sentiero 1 si sale su traccia sassosa e terrosa nel bosco arrivando ad una selletta dalla quale si sale ripidamente a tornanti su fondo sasosso; superato un tratti attrezzato con cavi si giunge ad un pianoro con bivio col sentiero 3.
Continuando col sentiero 1 si sale nel vallone del Forno su traccia ghiaiosa e terrosa prima con pendenza moderata e poi più ripidamente fino a giungere alla Forcella Sora al Forno (2389 m, piccola cappella, 2.40 ore dalla partenza).

Seguendo a destra per la Croda del Becco si sale su ripida vaga traccia sassosa (non ci sono segni, bisogna cercare dove la traccia sia più agevole); salendo a tornanti si sgiunge ad un ripido tratto, attrezzato con catena corrimano.
La salita prosegue poi, cercando la traccia migliore tra i vari ometti, salendo ripidamente su fondo sassoso e poi in pendenza più moderata fino alla vetta della Croda del Becco (2810 m, croce, 1.10 ore dalla forcella, 3.50 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso fino alla forcella in 55 minuti, volendo si può seguire in discesa, il sentiero sassoso che in 5 minuti porta al Rifugio Biella (2327 m, 1.00 ora dalla cima, 4.50 ore dalla partenza).

Tornati in risalita alla forcella per la via di salita si torna, quindi, al Lago di Braies in 2.10 ore, 7.00 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Braies –  Forcella Sora al Forno –  Croda del Becco – Forcella Sora al Forno – Rifugio Biella – Forcella Sora al Forno – Lago di Braies

Sentieri: 1 – traccia verso la cima

Dislivello:  1400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 7.00 ore

Quota massima: 2810 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, salendo alla vetta, e due brevi parti attrezzate salendo alla forcella, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini, ed esperienza nel cercare la via migliore salendo alla cima; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 17 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1000 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta prestigiosa, il tracciato per la cima non va sottovalutato; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso e per poter valutare la traccia migliore salendo in cima.
Io ho percorso l’escursione in giornata partendo molto presto dal Lago di Braies;  volendo è, comunque, possibile suddividere il percorso in due giorni pernottando al Rifugio Biella

Lago di Braies al mattino presto

Salita alla Forcella Sora al Forno

Forcella Sora al Forno

Salita alla Croda del Becco

In vetta alla Croda del Becco

Zoom sul Lago di Braies

Zoom sulle Tre Cime di Lavaredo

Discesa verso il Rifugio Biella una volta tornati alla Forcella Sora al Forno

Rifugio Biella

Tornati al Lago di Braies

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi del Lago di Braies su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali





Malga Luco/Laugenalm – Maddalene – Merano e Val d’Adige

La Malga Luco/Laugenalm, posta a 1853 metri di quota, si trova nel Gruppo delle Maddalene/Magdalener Gruppe tra l’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg e l’area di Merano/Meran; la malga giace in una radura in posizione bucolica ai piedi del Monte Luco/Laugen (raggiungibile anche dalla malga o direttamente dal Passo Palade, QUI la “pillola” sulla salita al Monte Luco).

La Malga Luco è, comunque, una meta anche a sé stante molto interessante e può essere raggiunta dal Passo Palade/Gampenpass, situato tra Lana e Tesimo-Prissiano/Tisens-Prissian in Val d’Adige e Senale/Unsere Liebe Frau in  Walde in Val di Non tedesca (QUI la “pillola” sul Passo Palade, QUI quella su Lana e QUI la “pillola” su Tesimo-Prissiano).

Dal Passo Palade è possibile raggiungere la malga si tramite sentiero nel bosco piuttosto ripido, marcato con il numero 10A e 10 che parte poco al di sotto del passo in direzione di Senale sia seguendo integralmente la mulattiera sterrata, con pendenza più moderata, che parte direttamente dal Passo Palade.

Entrambe le opzioni prevedono circa 350 metri di dislivello in salita e discesa; la salita tramite sentiero nel bosco misura circa 2 chilometri di sviluppo solo salita mentre la mulattiera impiega circa 3,5 chilometri di sviluppo, sempre solo salita (volendo è possibile compiere un anello salendo da un percorso e scendendo con l’altro).

La Malga Luco offre cucina tipica ed è posta in posizione soleggiata e tranquilla con presenza anche di giochi per i bambini; è bene, comunque, come sempre, informarsi sui periodi di apertura della malga.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Malga Luco

Salita lungo il sentiero

Salita lungo la mulattiera

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Palade su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Gran Pilastro/Hochfeiler (3510 m) – Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte (2710 m) – Alpi di Zillertal

Il Gran Pilastro/Hochfeiler, posto a 3510 metri di quota, ed il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte, situato a 2710 metri di altezza, si trovano nelle Alpi di Zillertal; la vetta è posta sul confine tra Italia ed Austria tra l’Alto Adige/Südtirol ed il Tirol austriaco e risulta essere la cima più elevata delle Alpi di Zillertal.

Dalla vetta si gode un panorama bellissimo che spazia dalle Alpi di Zillertal alle Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed ai Monti di Fundres/Pfunder Berge; lungo il tracciato, che si diparte dalla Val di Vizze/Pfitsch, valle laterale che si stacca dalla zona di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal, si attraversano molti ambienti passando dal bosco, ai prati alle zone rocciose ed aspre d’alta quota (QUI la “pillola” sulla Val di Vizze).

Il tracciato presenta un dislivello e sviluppo rilevanti e diversi tratti tecnici salendo verso la vetta, la percorrenza necessita quindi di buon allenamento ed esperienza lungo questi percorsi; inoltre, bisogna informarsi attentamente sulle condizioni dell’escursione in quanto il tratto finale verso la cima è sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi.

Il percorso comincia dal terzo tornante della strada sterrata verso il Passo di Vizze (1718 m, parcheggio), seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte si procede brevemente in discesa, si supera un ponte e con una ripida scalinata si entra nel bosco.
Il tracciato, ignorando due bivi, sale nel bosco in tornanti su traccia terrosa e sassosa piuttosto ripida; superato un punto panoramico ed un tratto ripido la traccia esce progressivamente dal bosco e procede il lungo saliscendi su traccia terrosa e sassosa, con anche diverse passerelle.

Il percorso, riprende quindi a salire tra magri prati, superato un tratto un po’ esposto, con cavo corrimano, la traccia terrosa e sassosa procede, dapprima in saliscendi e poi in salita fino ad un ponte ed ad un bivio; continuando sul sentiero 1 si sale ripidamente su traccia sassosa a tornanti che porta al bivio tra la salita diretta al Gran Pilastro ed il percorso per il rifugio.
Rimanendo sul sentiero 1 per il rifugio si procede in saliscendi e poi in salita moderata che porta al Rifugio Gran Pilastro (2710 m, 3.15 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero 1A per il Gran Pilastro/Hochfeiler si sale su traccia terrosa e poi per una ripida paretina attrezzata con cavo e staffe raggiungendo, in breve, l’incrocio con la traccia “diretta” per la cima; si sale, quindi, su traccia sassosa e ghiaiosa, che alterna tratti ripidi ad altri in pendenza moderata, portando ad un caratteristico tratto con molte lastre di roccia disposte in verticale.

La traccia sassosa sale ad una selletta con grosso ometto e, dopoun breve tratto in piano, riprende a salire ripida prima in tornanti e poi su una crestina un po’ esposta che porta alla sella posta sotto la vetta; risalendo sulla cresta molto ripida si segue la traccia (attenzione a trovare il tratto migliore per salire) che, piegando a destra a metà cresta, porta alla cima del Gran Pilastro (3510 m, croce, cippo di confine, 2.30 ore dal rifugio 5.45 dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi dal rifugio al parcheggio, in 4.45 ore, 10.30 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze – Rifugio Gran Pilastro –  Gran Pilastro –  Rifugio Gran Pilastro – parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze

Sentieri: 1 – 1A

Dislivello: 1900 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 10.30 ore (5.45 ore la salita, 4.45 ore la discesa)

Quota massima: 3510 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, ed alcuni un po’ esposti, salendo alla vetta, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 18 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso che risulta sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi; con neve e/o ghiaccio il percorso diventa di difficoltà alpinistica e richiede la giusta attrezzatura e capacità
Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1100 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi, e 13 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta molto prestigiosa, il tracciato per la vetta non va, comunque, sottovalutato anche in assenza di neve; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso.
Io ho suddiviso l’escursione in due giorni pernottando al Rifugio Gran Pilastro

Alla partenza

Salendo al Rifugio Gran Pilastro

Salendo al Gran Pilastro

In vetta al Gran Pilastro


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Rifugio Gran Pilastro in Val di Vizze su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e nell’alta Valle Isarco




Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz (2809 m) – Kempspitz (2704 m) – Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte (2312 m) – Monti di Fundres

Il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz, situato a 2809 metri di altezza, la Cima Kempspitz, posta a 2704 metri di quota, ed il Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte, situato a 2312 metri di altezza, si trovano nella parte orientale dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge; viene qui descritto l’accesso “classico” al rifugio che si diparte dalla Val Vena/Winnebachtal, situata non distante dal paese di Terento/Terenten posto in posizione elevata sulla bassa Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sul paese di Terento).

Il percorso raggiunge, tra bosco e pascoli, dapprima il rifugio e sale quindi su terreno più aspro in ambiente selvaggio alla vette da cui si gode un amplissimo panorama dalle Dolomiti alle Alpi di Zillertal; l’escursione presenta, nel complesso, uno sviluppo e dislivello molto rilevanti.

Si può, quindi, decidere di salire solo al rifugio, o ad una delle due cime o ad entrambe; nel caso si voglia salire alle vette è consigliabile un pernottamento al rifugio posto nei pressi dell’omonimo piccolo, ma affascinante, laghetto.

La salita comincia dal Parcheggio Val Vena (1419 m, strada a tratti stretta da Terento), seguendo le indicazioni del sentiero 23 per il Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte si sale, in ambiente aperto con pendenza moderata, su mulattiera sterrata e sassosa fino ai pressi della Malga Astnerbergalm (1640 m, punto di ristoro, 40 minuti dalla partenza).

Continuando sul sentiero 23 per il Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte si procede nel bosco in salita piuttosto ripida su mulattiera sterrata e sassosa; ignorati diversi bivi si raggiunge una grande baita (chiusa); si continua nel bosco, via via più rado, su sentiero sassoso e terroso che ripidamente porta ad un vallone con piccolo baita chiusa.
Risalendo su traccia sassosa e terrosa si sale in pendenza moderata si risale nel vallone, tra pascoli, giungendo ad un tratto più ripido che porta ad una selletta ed, in breve, al Rifugio Lago di Pausa ed al laghetto omonimo (2312 m, 1.50 ore dalla Malga Astnerbergalm, 2.30 ore dalla partenza).

Vengono descritte ora le due salite alle vette, entrambe si dipartono poco oltre il rifugio; ognuno deve valutare se salirle.

Salita al Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz:

Dal Rifugio Lago di Pausa si seguono i cartelli per la cima con il sentiero 24; costeggiato il piccolo laghetto la traccia porta, in breve, al bivio tra il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz e la Cima Kempspitz; si segue a sinistra il sentiero 24 per il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz.

La traccia sassosa ed erbosa sale dapprima, tra magra erba, con pendenza moderata e poi, più ripidamente, fino ad un bivio posto nei pressi di un grosso ometto; seguendo a sinistra per il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz si sale su di un saltino roccioso e poi si prosegue su traccia sassosa e ghiaiosa, in pendenza moderata, fino ad una selletta.

La traccia sale quindi, a tornanti ripidi, sul pendio fino ad un’altra forcella dalla quale, con alcuni saltini rocciosi e traccia ripida, si segue la cresta che porta alla vetta del Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz (2809 m, croce, 1.30 ore dal rifugio).
Discesa al rifugio per lo stesso percorso in 1.15 ore.

Salita alla Cima Kempspitz:

Dal Rifugio Lago di Pausa si seguono i cartelli per la cima con il sentiero 25; ; costeggiato il piccolo laghetto la traccia porta, in breve, al bivio tra il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz e la Cima Kempspitz; si segue a destra il sentiero 25 per la Cima Kempspitz.
La traccia, sassosa e terrosa, sale, con pendenza moderata ad un piccolo pianoro che si supera su grossi blocchi; la traccia sale poi ripidamente su traccia sassosa e terrosa fino ad un traverso verso sinistra un po’ esposto su grossi massi.
La traccia sale, quindi, ripidamente in tornanti su traccia sassosa, superato un saltino di roccia,si segue la breve cresta finale che, verso destra, porta alla vetta della Kempspitz (2704 m, croce, 1.00 ora dal rifugio).
Discesa al rifugio per lo stesso percorso in 45 minuti.

Dal Rifugio Lago di Pausa si torna, quindi, per la via di salita, al Parcheggio in Val Vena in 2.15 ore.

Percorso: Parcheggio Val Vena –  Malga Astnerbergalm –  Rifugio Lago di Pausa – Monte Gruppo – Rifugio Lago di Pausa – Kempspitz – Rifugio Lago di Pausa –  Malga Astnerbergalm – Parcheggio Val Vena

Sentieri: 23 – 24 – 25 – 23

Dislivello: 1800 metri in salita e discesa se si salgono entrambe le cime; 900 metri in salita e discesa per il rifugio; 500 metri in salita e discesa dal rifugio al Monte Gruppo; 400 metri in salita e discesa per la Kempspitz

Tempo di percorrenza: 4.45 ore tra salita e discesa per il rifugio; 2.45 ore tra salita e discesa al Monte Gruppo; 1.45 ore tra salita e discsa alla Kempspitz

Quota massima: 2809 m

Difficoltà: E la salita al rifugio – EE la salita alle vette – escursione che non presenta grandi difficoltà tecniche fino al rifugio ma con presenza di diversi tratti ripidi e sviluppo di 13 chilometri tra andata e ritorno.
La salita alle vette presenta diversi tratti su fondo sassoso e saltini di roccia anche, in parte, un po’ esposti che richiedono passo fermo ed esperienza su questo tipo di tracciati.
La salita e discesa al Monte Gruppo presenta circa 3 chilometri di sviluppo come anche il percorso alla Kempspitz tra andata e ritorno.
L’escursione completa con salita ed entrambe le cime presenta, quindi, circa 19 chilometri di sviluppo e dislivelllo molto rilevante

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e della malga; come descritto è possibile salire unicamente al rifugio o ad una sola delle due cime od entrambe

Esperienza di Stefano: escurione molto affascinante che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è però da sottovalutare soprattutto nelle salite alle due vette; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso.
Io ho suddiviso l’escursione in due giorni; il primo ho raggiunto il rifugio e la cima Kempspitz tornando, quindi, al rifugio per pernottare ed il secondo ho salito il Monte Gruppo tornando poi al rifugio ed al parcheggio a valle

Alla partenza

Salendo alla Malga Astnerbergalm

Malga Astnerbergalm

Salendo al Rifugio Lago di Pausa

Rifugio Lago di Pausa

Lago di Pausa

Salendo al Monte Gruppo

In cima al Monte Gruppo

Salita alla Kempspitz

In vetta alla Kempspitz


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime DI Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Rifugio Oberettes Hütte (2670 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Oberettes Hütte, posto a 2670 metri di quota, si trova in Valle di Mazia/Matschertal nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; il percorso per raggiungerlo parte dai Masi Glieshof al termine della strada della Val di Mazia che si diparte da Tarces/Tarsch, frazione di Malles Venosta/Mals in alta Val Venosta/Obervinschgau (QUI la “pillola” su Malles Venosta).

Il tracciato per il Rifugio Oberettes, dal lungo sviluppo e dislivello, si svolge prima in ambiente bucolico tra boschi e pascoli lungo il torrente Saldura/Saldur per poi salire al rifugio in ambiente selvaggio d’alta quota al cospetto di molte vette oltre i 3000 metri di quota.

La salita comincia dai Masi Glieshof (1824 m, parcheggio e posto di ristoro, strada a tratti stretta dal paese di Mazia); seguendo la mulattiera sterrata numero 2 per la Malga di Mazia/Matscheralm si sale con pendenza moderata nel bosco fino a giungere ad un bivio sottostante la malga.

Seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Oberettes si procede a destra su mulattiera sterrata in lieve discesa, superato un ponte, si incontra il sentiero diretto proveniente dai Masi Glieshof (presenta alcuni saliscendi, perciò, è a mio avviso scegliere la mulattiera).

Proseguendo col percorso numero 1 per il Rifugio Oberettes si sale nel bosco su mulattiera sterrata e sassosa; usciti dal bosco la mulattiera costeggia la gola gola del Torrente Saldura fino a giungere alla teleferica del rifugio.
Continuando su sentiero sassoso e terroso si prosegue in brve, in lieve salita, fino ad un bivio con gorssa piramide di sassi; si segue quindi a detsra il sentiero numero 1 per il Rifugio Oberettes.

La traccia sassosa e terrosa sale ripidamente in tornanti (passando anche nei pressi di una cascatella); superato un tratto con gradoni la traccia prosegue verso sinistra in pendenza moderata, attraversando anche due torrentelli, e salendo poi, ancora ripidamente fino ad una selletta con grossa piramide di sassi.

Il sentiero prosegue, quindi, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata su traccia ghiaiosa e terrosa fino a giungere ad un tratto in tornanti che porta al Rifugio Oberettes (2670 m, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Masi Glieshof – Rifugio Oberettes  –  Masi Glieshof

Sentieri: 2 – 1

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2670 m

Difficoltà: E/EE – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con presenza di diversi tratti ripidi e fondo sassoso e con gradoni che richiedono passo fermo; sviluppo di circa 14 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio.
Dai Masi Glieshof è possibile seguire integralmente il sentiero 1 nel bosco che porta al bivio citato nella descrizione (questo sentiero presenta, però, diversi saliscendi ed è, quindi, meglio seguire la mulattiera numero 2).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è, però, da sottovalutare; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Masi Glieshof

Salita lungo la mulattiera 2

Malga di Mazia

Tratto verso l’incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Salendo al Rifugio Oberettes nel tratto lungo la gola

Tratto ripido verso il Rifugio Oberettes

Tratto finale di salita

Rifugio Oberettes

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Rifugio Canziani al Lago Verde/Höchster Hütte (2561 m) – Val d’Ultimo

Il Rifugio Canziani al Lago Verde/Höchster Hütte, situato a 2561 metri di quota, si trova nell’alta Val d’Ultimo/Ultental nel Parco Nazionale dello Stelvio; il rifugio è posto in ambiente selvaggio in posizione rialzata sul sottostante Lago Verde/Grünsee.

Il percorso normale di salita al rifugio parte dal Lago di Fontana Bianca/Weißbrunnsee, raggiungibile  su strada stretta asfaltata da Santa Gertrude/St. Gertraud in Val d’Ultimo; il percorso, a tratti ripido, si snoda prima tra boschi e poi in zone selvagge, lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sulle Alpi Venoste, Val d’Ultimo e monti del gruppo del Gioveretto/Zufrittspitze (QUI la “pillola” sul Lago di Fontana Bianca e la Fiechtalm e QUI quella sul paese di Santa Gertrude).

La salita al Rifugio Canziani comincia dal Lago di Fontana Bianca (1872 m, punti di ristoro), seguendo il sentiero numero 140 per il rifugio si sale su traccia terrosa e sassosa nel bosco.
Si ignorano il bivio per il Collecchio e quello per la Malga Pilsberg e, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata si giunge ad una selletta; il tracciato prosegue adesso su fondo sassoso e con gradoni uscendo dal bosco e passando nei pressi di una cascatella.

Il sentiero sale, quindi, ripidamente a tornanti giungendo ad un pianoro; salendo in pendenza moderata su mulattiera sassosa si ignora il bivio per il Lago Lungo e si giunge, in breve, al Rifugio Canziani al Lago Verde (2561 m, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Fontana Bianca – Rifugio Canziani  –  Lago di Fontana Bianca

Sentieri: 140

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore

Quota massima: 2561 m

Difficoltà: E – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con presenza di diversi tratti ripidi e fondo sassoso e con gradoni; sviluppo di circa 7 chilometri tra andata e ritorno.

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio. Volendo dal rifugio, seguendo il sentiero per il Gioveretto, è possibile proseguire, per circa 500 metri di sviluppo e 50 metri di dislivello, per godere di visuali più ampie sul Lago Verde (questo tratto di difficoltà EE si svolge, però, su traccia su grossi massi a tratti un po’ esposta e richiede passo fermo ed esperienza su questo genere di percorsi)
Inoltre, dal Lago di Fontana Bianca partono anche altre escursioni come quella alla Malga Fiechtalm ed al Monte Chiodo/Nagelstein (QUI la “pillola” su quest’itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione bella che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è però da sottovalutare; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Alla partenza al Lago di Fontana Bianca

Primo tratto del percorso nel bosco

Tratto che porta nei pressi della cascatella

Cascatella

Tratto ripido in tornanti

Tratto finale su mulattiera

Rifugio Canziani

Lago Verde

Tratto impegnativo, facoltativo, dal rifugio per vedere il Lago Verde più dall’alto


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo

Rifugio Nassereto/Nasareit Hütte (1523 m) – Malga di Tablà/Tablanderalm (1788 m) – Rifugio Casa del Valico/Hochganghaus (1839 m) – Malga Leiteralm (1522 m) – Gruppo di Tessa

Il Rifugio Nassereto/Nasareit Hütte, situato a 1523 metri di altezza, la Malga di Tablà/Tablanderalm, posta a 1788 metri di quota, il Rifugio Casa del Valico/Hochganghaus, posto a 1839 metri di altezza, e la Malga Leiteralm, situata a 1522 metri di quota, si trovano lungo l’Alta Via di Merano/Meraner Höhenweg nel Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.

Il percorso descritto parte dalla funivia Texel, la cui stazione a valle si trova nel comune di Parcines/Partschins in bassa Val Venosta/Vinschgau.
Il lungo tracciato tocca, quindi, i quattro rifugi per portare, infine, alla funivia Hochmut, posta sopra il paese di Tirolo/Dorf Tirol, situato nei pressi di Merano/Meran (QUI la “pillola” su Parcines, QUI quella sulla funivia Texel e QUI la “pillola” sulla funivia Hochmut e QUI quella su Tirolo paese).

Il percorso presenta, come detto, uno sviluppo molto elevato e qualche tratto un po’ esposto; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sul Gruppo di Tessa e verso la bassa Val Venosta, la Val d’Adige e le Alpi Sarentine.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della funivia Texel (1565 m), si sale inizialmente su stradina asfaltata raggiungendo in breve il Rifugio Giggelberg (1565 m).
Dal Rifugio Gigglberg si segue il sentiero 24 per il Rifugio Nassereto e l’Alta Via di Merano; entrando nel bosco si sale con sentiero terroso e sassoso salendo fino ad un punto panoramico a 1650 metri di quota circa, si procede poi in discesa con buono sviluppo fino al Rifugio Nassereto (1523 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Nassereto si continua a seguire il sentiero 24 verso la Malga di Tablà; procedendo su traccia sassosa e terrosa, con diversi gradoni, si sale tra bosco e spazi aperti, prima in pendenza più accentuata e poi più moderata, fino a giungere alla Malga di Tablà (1788 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga di Tablà si continua sul sentiero 24 verso il Rifugio Casa del Valico/Hochganghaus procedendo in lungo saliscendi nel bosco, con anche un breve tratto attrezzato, si giunge al Dosso Hohe Wiege (1809 m, croce).
Proseguendo nel bosco e, con anche un altro breve tratto attrezzato; si giunge in saliscendi alla Malga Goldeneralm (non gestita) e, in breve su sentiero lastricato con grossi massi, si arriva al Rifugio Casa del Valico (1839 m, 3.15 ore dalla partenza).

Procedendo ancora sul sentiero 24 verso la Malga Leiter, si prosegue nel bosco, prima in saliscendi, superato un torrente si giunge ad un lungo ponte sospeso e, tornati nel bosco, si procede in discesa fino a raggiungere la Malga Leiter, non lontana stazione a monte della cestovia di Velloi-Lagundo (1522 m, 4.15 ore dalla partenza).

Seguendo per la funivia Hochmut si procede in saliscendi in breve nel bosco e poi su sentiero terroso e sassoso a mezzacosta (tratto un po’ esposto con ampi panorami sulla Valle dell’Adige e Merano).
Giunti ad un dosso si scende quindi al punto di ristoro Steinegg e alla vicina piattaforma panoramica; seguendo il sentiero a gradoni si scende, quindi, in breve, alla stazione a monte della Funivia Hochmut (1357 m, rifugio, 5.15 ore dalla partenza).

Una volta scesi con gli impianti, tramite i bus 222 e 221 si scende a Merano e con il bus numero 213, si torna a Parcines e, a piedi, si torna alla stazione a valle della funivia Texel.

Percorso: stazione a monte funivia Texel – Rifugio Nassereto –  Malga di Tablà – Rifugio Casa del Valico – Malga Leiter – stazione a monte funivia Hochmut

Sentieri: 24 – Alta Via di Merano

Dislivello: 900 metri in salita e 1000 metri in discesa compresi i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore

Quota massima: 1839 m

Difficoltà: EE – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con alcuni tratti leggermente esposti e diverse frazioni con fondo con gradoni; sviluppo molto lungo di circa 14 chilometri.

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di impianti e rifugi e gli orari dei bus

Esperienza di Stefano: escursione molto interessante ma da non sottovalutare visto lo sviluppo molto lungo, necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Funivia Texel

Salendo al vicino Rifugio Giggelberg

Rifugio Giggelberg

Tratto verso il Rifugio Nassereto

Rifugio Nassereto

Tratto verso la Malga di Tablà

Malga di Tablà

Tratto verso il Rifugio Casa del Valico/Hochganghaus

Rifugio Casa del Valico

Tratto verso la Malga Leiter

Malga Leiter

Tratto verso la Funivia Hochmut

Ristoro Steinegg e piattaforma panoramica

Breve discesa alla Funivia Hochmut

Funivia Hochmut

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12

Per informazioni riguardanti specificatamente la Funivia Texel è possibile contattare i seguenti recapiti:
Tel. +39 0473 968295 – E-mail: info@texelbahn.com
Sito internet: www.texelbahn.com

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

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Monte Piana (2324 m) – Monte Piano (2301 m) –  Rifugio A. Bosi (2205 m) – Dolomiti

Il Monte Piana, posto a 2324 metri di altezza, ed il Monte Piano, situato a 2301 metri di quota, sono posti sull’altopiano del Monte Piana facente parte delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten e suddiviso tra Alto Adige/Südtirol e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

Proprio la posizione del gruppo montuoso ha determinato il fatto che durante la Prima guerra mondiale sia stato teatro di aspre battaglie i cui manufatti quali trincee e posizioni sono ancora ben visibili; l’altipiano è, infatti, un vero e proprio museo all’aperto della guerra (e delle condizioni di vita difficilissime a cui erano sottoposti i soldati).

L’altopiano e le due vette sono raggiungibili, con dislivello rilevante, da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso con dislivello meno elevato che parte dal Lago di Misurina (in territorio Veneto); Misurina è raggiungibile dall’Alto Adige dall’alta Val Pusteria/Pustertal, da Dobbiaco/Toblach, passando dalla Valle di Landro (QUI la “pillola” su Dobbiaco).

Il tracciato che si diparte da Misurina tocca dapprima il Rifugio Magg. Bosi (volendo raggiungibile anche con servizio jeep) e poi si diparte sull’altopiano con anche alcuni tratti attrezzati e panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici.

Il percorso comincia dal parcheggio P1 sopra il Lago di Misurina (1757 m, punto di partenza anche delle jeep navetta per il Rifugio Bosi); seguendo la stradina asfaltata (chiusa al traffico privato) per il Rifugio Bosi si sale nel bosco, in pendenza moderata, fino ad un bivio.
I cartelli indicano a sinistra il percorso pedonale uslla vecchia strada militare; seguendo questa opzione si sale sulla vecchia mulattiera asfaltata e sterrata, il percorso sale nel bosco con pendenza moderata ma attraversa diversi tratti franati (al giugno 2025).

La mulattiera compie poi due tornanti fino ad innestarsi, sulla mulattiera percorsa anche dalle jeep, alla Forcella Auta/Alta (1984 m); a mio avviso è, tuttavia, visti i numerosi tratti franati, seguire al bivio indicato in salta verso destra rimanendo integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep.
Dalla Forcella Auta si segue, quindi, la stradina asfaltata e sterrata che conduce, uscendo dal bosco con diversi tratti più ripidi, al Rifugio Magg. Bosi (2205 m, 1.30 ore dal Lago di Misurina, 5 chilometri di sviluppo).

Dal rifugio si segue il sentiero per il percorso storico su mulattiera, abbandonandolo poco dopo e seguendo a sinistra i cartelli numero 6b per il sentiero attrezzato del Monte Piana si sale su sentiero sassoso in moderata pendenza.
Ignorato un bivio a destra si supera un primo breve tratto attrezzato e si continua in salita tra mughi fino ad incontrare le prime postazioni di guerra; si procede, quindi, in saliscendi su sentiero a mezza-costa a tratti un po’ esposto (cavi) fino a giungere alla vetta del Monte Piana (2324 m, croce, 40 minuti dal rifugio, 2.10 ore dalla partenza).

Continuando sul sentiero del percorso storico si prosegue in saliscendi, su sentiero sassoso, tra postazioni e trincee, fino a giungere ad un grosso cippo commemorativo ed, in breve, in discesa alla Forcella de i Castrade/Castrati (2272 m, 20 minuti dal Monte Piana, 1.00 ora dal rifugio, 2.30 ore dalla partenza).

Seguendo sempre i cartelli del sentiero storico si devia, in breve, a destra e si procede su sentiero attrezzato, un po’ esposto, a mezza-costa passando per diverse postazioni di guerra; prima in discesa e poi in risalita su sentiero sassoso e terroso si raggiunge una cengia attrezzata con cavi (a tratti un po’ esposta) che porta ad altre postazioni ed all’ingresso di una galleria di guerra (sconsigliato entrarci).
Il tracciato sale ora con due scale di legno e poi prosegue in breve su cengia attrezzata fino a giungere sulla zona sommitale; in breve, deviando a sinistra, e facendo attenzione alle tante fenditure presenti sul terreno, si giunge alla vetta del Monte Piano (2301 m, croce, 30 minuti dalla Forcella dei Castrati, 1.30 ore dal rifugio, 3.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero storico si prosegue ora sul sentiero “normale” verso la Forcella dei Castrati; passando da altre trincee e posizioni si prosegue in saliscendi su sentiero sassoso ed erboso fino alla Campana degli Alpini; da qui si scende, in breve, nuovamente alla Forcella dei Castrati (15 minuti dal Monte Piano. 1.45 ore dal rifugio, 3.15 ore dalla partenza).

Seguendo i sentieri del sentiero storico verso il Rifugio Bosi si sale ad una crocetta ed altre trincee e postazioni di guerra; si continua, quindi, in salita alla Piramide e Capanna Carducci fino a giungere alla mulattiera sassosa che riporta, in discesa, al Rifugio Bosi (30 minuti, dalla Forcella dei Castrati, 2.15 ore dal primo passaggio al rifugio, 3.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue, quindi, integralmente in discesa la mulattiera, asfaltata e sterrata, percorsa dalle jeep che riporta alla Forcella Alta ed al parcheggio (1.15 ore dal rifugio, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio P1 di Misurina – Rifugio Magg. Bosi –  Monte Piana – Forcella dei Castrati – Monte Piano – Forcella dei Castrati – Rifugio Magg. Bosi – parcheggio P1 di Misurina

Sentieri: strada per il Rifugio Bosi – 6b – percorso storico

Dislivello: 850 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore

Quota massima: 2324 m

Difficoltà: EE/EEA – escursione che presenta diversi tratti attrezzati (in parte un po’ esposti) in cui è richiesto passo fermo ed assenza di vertigini e molte parti con antiche postazioni e trincee di guerra che richiedono anch’esse attenzione; fare attenzione ai tanti bivi presenti. Necessario tempo asciutto e buona visibilità.
Per chi non si sentisse sicuro è bene avere con se il kit da ferrata.
Sviluppo chilometrico lungo di circa 17 chilometri totali.

Data di ascesa: giugno 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio; controllando in anticipo gli orari del servizio, volendo, è possibile usufruire del servzio a pagamento di jeep navetta dal parcheggio al Rifugio Bosi (se prese in salita e discesa si risparmiano 10 chilometri di sviluppo totali e 500 metri di dislivello in salita e discesa).
Lungo il percorso storico è anche possibile rimanere, integralmente, sul sentiero “normale” evitando i tratti attrezzati (seppur, “saltando”, quindi, la vista a diverse postazioni e strutture di guerra).

Esperienza di Stefano: escurione decisamente impegnativa ma molto bella, io sono salito e sceso a piedi; nel caso si usasse il servizio jeep navetta va tenuto conto del fatto che la strada è in diversi tratti piuttosto dissestata.
Va prestata attenzione a non distrarsi nei molti crocevia facendo attenzione alle direzioni da prendere (meglio avere con se anche una buona carta topografica) e alle tante fenditure del trreno presenti; necessario bel tempo e buona visibilità sia per godere degli ampi panorami e dell’ambiente attraversato sia per la sicurezza vista la tipologia di terreno

Lungo il primo tratto di salita

Bivio tra mulattiera percorsa dalle jeep (a destra) e vecchia strada militare (con tratti franati, a sinistra)

Lungo la vecchia strada militare

Forcella Auta/Alta

Salendo al Rifugio Bosi

Rifugio Bosi

Inizio del percorso storico

Lungo il percorso 6b

In vetta al Monte Piana

Tratto sul sentiero storico verso la Forcella dei Castrati

Forcella dei Castrati

Salita al Monte Piano tramite sentiero attrezzato

In cima al Monte Piano

Tornando alla Forcella dei Castrati lungo il sentiero “normale”

Tornando verso il Rifugio Bosi

Lungo la discesa integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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