Bressanone/Brixen, il centro abitato più importante della Valle Isarco/Eisacktal, vanta una lunga ed importante storia ancora oggi ben osservabile grazie ai numerosi monumenti ed opere d’arte presenti nei vari punti di interesse della città (QUI la “pillola” su Bressanone).
Tra le attrattive culturali, storiche e religiosi più rilevanti della cittadina brissinese troviamo l’antico palazzo vescovile Hofburg che ospita al suo interno il Museo Diocesano; la presenza di questa bellissima struttura testimonia l’importanza avuta da Bressanone che è stata per oltre un millennio città vescovile e sede di governo, residenza e rappresentanza dei principi-vescovi.
La costruzione della residenza Hofburg è iniziata nel 13° secolo ed è stata più volte rinnovata con l’aggiunta del cortile interno intorno all’anno 1600 e la successiva ristrutturazione barocca iniziata nel 1706 con l’aggiunta della chiesa di corte, l’appartamento imperiale con stufe in maiolica e molti dipinti ed opere prestigiose.
Dal 1901 i locali della residenza Hofburg ospitano il Museo Diocesano che custodisce il Museo del Duomo di Bressanone, innumerevoli dipinti, sculture e reperti di epoca medievale, rinascimentale, barocca e moderna, una grande collezione di presepi e mostre temporanee.
La residenza Hofburg ed il Museo Diocesano, che ospitano anche uno shop dedicato, sono solitamente aperti tutto l’anno; per maggiori informazioni è, comunque, bene consultare il sito ufficiale www.hofburg.it
Inoltre, nel palazzo Hofburg nel periodo natalizio, concomitanti all’apertura del Mercatino di Natale che si tiene nella vicina Piazza Duomo, è possibile ammirare spettacoli di luci e colori come “Colors 2” nel 2024 ed “Oops” nel 2025; per maggiori informazioni sugli orari dello spettacolo QUI si trova il link al sito ufficiale dell’evento (QUI la “pillola” sul Mercatino di Natale di Bressanone).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2023, 2024 e 2025
Area esterna
Entrata
Cortile interno
Chiesa
Esposizione di presepi
Presepi di terracotta dell’artista Martin Rainer
Sale della cancelleria di corte
Lungo il percorso museale con alcuni dei tantissimi reperti presenti
Arte medeivale
Tesoro del Duomo
Reperti dall’epoca barocca a quella contemporanea
Residenza Hofburg in inverno
Alcuni frammenti dello spettacolo “Colors 2”
Alcuni frammenti dello spettacolo “Oops”
Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco
Cliccare sull’immagine per visualizzare il palazzo Hofburg di Bressanone su Google Maps
La città di Bressanone/Brixen, posta in Valle Isarco/Eisacktal, grazie alla sua prestigiosa storia offre molti punti di interesse culturale e naturalistico; la cittadina brissinese propone, inoltre, diversi eventi molto amati da turisti ed abitanti locali quali, ad esempio, i Mercatini di Natale ed il Mercato del Pane e dello Strudel (QUI la “pillola” sulla cittadina di Bressanone e QUI quella sui Mercatini di Natale).
Il Mercato del Pane e dello strudel è un evento ormai tradizionale che annualmente propone, nella centrale Piazza del Duomo, una manifestazione della durata di tre giorni che raccoglie molti stands di panettieri, pasticceri e produttori locali di pane, strudel ed altri dolci tradizionali dell’Alto Adige/Südtirol (QUI la “pillola” sul Duomo di Bressanone).
Gli stand vendono moltissimi tipi di pane fatto con diversi tipi di farine ed ingredienti compresi pani con frutta e semi di diverso tipo e gusto; vengono anche proposti svariati tipi di strudel ed altri dolci tipici quali Kiachl, torte di castagne, torte al grano saraceno e molte altre leccornie.
Il mercato ospita anche un’area con tensostruttura, tavoli e panche in cui poter pranzare con piatti tipici caldi e freddi, oltre a dimostrazioni di utilizzo di macchinari e tecniche tradizionali usati nella produzione di cereali, pane e dolci.
Durante la durata del mercato, che si tiene, solitamente, nel primo weekend di ottobre, è anche possibile parlare con esperti di panificazione, vengono presentate dimostrazioni di folclore locale e celebrata una messa di ringraziamento dedicata al tema della panificazione ed i suoi addetti.
Le foto si riferiscono alle mie visite nell’autunno 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024
Piazza del Duomo di Bressanone
Tra gli stand del mercato
Tradizioni, macchinari e folclore locale
Tensostruttura con possibilità di pranzare con piatti caldi e freddi
Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Piazza del Duomo di Bressanone su Google Maps
Il Gabler, vetta di 2576 metri quota, il Monte Fana/Pfannspitz, alto 2545 metri e il Monte Telegrafo/Telegraph, elevazione di 2486 metri, sono tre cime poste nel comprensorio della Plose, situato in posizione dominante sulle Valle Isarco/Eisacktal e la citta di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” sul comprensorio della Plose in estate).
Le cime dell’area della Plose, da cui si ode una magnifica visuale verso il gruppo dolomitico delle Odle/Geisler, possono essere raggiunte con diversi accessi e itinerari; viene qui descritto il percorso ad anello che dalla stazione a monte della cabinovia Plose (la cui stazione a valle si trova nei pressi di Sant’Andrea/St. Andrä, frazione di Bressanone) porta con percorso lungo e dal dislivello piuttosto elevato alle tre cime tornando poi alla cabinovia passando per il Rifugio Plose.
Il percorso comincia dalla stazione a monte della cabinovia Plose (2050 m, rifugio), si segue quindi il sentiero Panoramico Dolomitico n.14 verso la Malga Rossalm. Il sentiero, conduce quindi, con mulattiera sterrata prima in leggero saliscendi e poi con salita moderata, con sviluppo piuttosto lungo fino alla Malga Rossalm (2180 m).
Dalla Malga Rossaalm si segue sempre il sentiero 14 su mulattiera sterrata in saliscendi fino ad arrivare ad una palina segnaletica indicante sempre il sentiero panoramico Dolomiti nei pressi di una panchina; da qui si segue la traccia tra prati successivamente indicata con numero 7 che sale a sinistra inizialmente senza indicazioni al bivio.
La traccia terrosa e sassosa sale piuttosto ripidamente tra prati fino ad incontrare due grossi ometti e i bolli segnavia che conducono con pendenza moderata fino alla vetta del Gabler (2576 m, croce, piccolo bivacco di emergenza, 2.00 ore dalla partenza).
Dalla cima del Gabler si segue il sentiero 7 che scende sul versante opposto con indicazioni Rifugio Plose, la traccia sassosa scende ripidamente, con presenza a tratti di cavo corrimano, ad una sella; da qui il sentiero prosegue lungamente a mezzacosta in saliscendi fino ad arrivare al bivio per il Monte Fana, Dal bivio si sale quindi in breve al Monte Fana con traccia ghiaiosa e terrosa che conduce alla vetta del Monte Fana (2545 m, croce, 45 minuti dal Gabler, 2,45 ore dalla partenza).
Dal Monte Fana si torna al bivio appena citato e si continua verso il Rifugio Plose su traccia tra prati che costeggia una staccionata fino ad arrivare alla Forcella di Luson/Lüsner Scharte (2371 m); dalla Forcella si segue sempre il sentiero 7 per il Rifugio Plose salendo su sentiero sassoso e poi mulattiera sterrata fino al Rifugio Plose (2446 m). Dal Rifugio Plose si segue quindi la mulattiera che conduce in lieve salita alla vetta del Monte Telegrafo (2486 m, grossi ripetitori e vecchie strutture militari, 1.00 ora dal monte Fana, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Monte Telegrafo si torna quindi in breve al Rifugio Plose e si segue in discesa sempre il sentiero 7 che scende prima su traccia ripida erbosa e sassosa lungo una pista da sci e poi su traccia sassosa e ghiaiosa conduce nuovamente, con sviluppo piuttosto lungo, alla stazione a monte della cabinovia Plose (1.15 ore dal Monte Telegrafo, 5.00 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte cabinovia Plose – Malga Rossalm – Gabler – Monte Fana – Rifugio Plose – Monte Telegrafo – Rifugio Plose – stazione a monte cabinovia Plose
Sentieri: 14 (Via panoramica Dolomiti) – 7
Dislivello: 800 metri in salita e in discesa comprese le varie contropendenze
Tempo di percorrenza: 5.00 ore complessive
Quota massima: 2576 m
Difficoltà: EE – percorso di difficoltà tecnica media ma con presenza di alcuni tratti ripidi (soprattutto scendendo dal Gabler), varie contropendenze e dal dislivello sostenuto e dallo sviluppo complessivo di circa 12 km.
Data di ascesa: luglio 2020
Lungo la salita alla Malga Rossalm
Malga Rossalm con vista sulle Odle
Lungo la salita al Gabler
In vetta al Gabler
Discesa ripida dal Gabler con cavo corrimano
Sentiero verso il Monte Fana
Vetta del Monte Fana
Salendo al Rifugio Plose
Salendo dal Rifugio Plose al Monte Telegrafo
In cima al Monte Telegrafo
Lungo la discesa alla stazione a monte della cabinovia Plose
Piantina del percorso
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Plose su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco
In Sudtirolo sono presenti molti percorsi che permettono di portarsi nelle vicinanze di belle ed imponenti cascate; tra questi, troviamo il percorso ad anello che conduce dal paese di Barbiano/Barbian, posto in Valle Isarco/Eisacktal su un pendio sovrastante il fondovalle ad alcuni chilometri dalla cittadina di Chiusa/Klausen, alle due grandi Cascate di Barbiano (QUI la “pillola” sul paese di Barbiano).
Il sentiero delle cascate attraversa prima una zona rurale e pascoliva per poi portare nel bosco, con alcuni tratti ripidi, alle due grandi cascate che presentano salti d’acqua anche di oltre 80 metri di altezza; per il ritorno si può optare per il sentiero ad anello che riporta a Barbiano scendendo prima ripidamente nel bosco e toccando poi vari masi e zone molto bucoliche.
Lungo il percorso per le cascate sono posti anche vari punti in cui “toccare con mano e piedi” l’acqua della zona con percorso Kneipp e manufatti legati all’ambiente acquatico con tavole esplicative; percorrendo i sentieri di questa escursione si incontrano, inoltre, vari punti panoramici con vista su Valle Isarco e Dolomiti.
Il percorso comincia dalla piazza della chiesa a Barbiano seguendo il Sentiero alla Cascata Inferiore (830 m); il sentiero alla cascata conduce ripidamente prima su asfalto e poi su mulattiera sterrata al bivio con il sentiero 6A; continuando con il sentiero per la cascata si costeggiano alcuni pascoli, incrociando poi la strada asfaltata che conduce all’Huberkreuz (volendo qui è presente un altro piccolo parcheggio).
Continuando col sentiero per la cascata si sale nel bosco incontrando alcuni punti Kneipp dopodichè salendo ripidamente su terreno terroso e con gradoni di legno si raggiunge la grande Cascata Inferiore (1050 m, 45 minuti dalla partenza).
Dalla cascata inferiore si segue quindi il sentiero per la cascata superiore salendo spesso ripidamente su sentiero di bosco alternato a tratti su gradoni di legno con staccionata in alcuni punti attrezzati con cavo di sicurezza; il sentiero raggiunge poi un punto panoramico e il bivio col sentiero 6. Da questo bivio, seguendo l’indicazione “Oberer Wasserfal”, si raggiunge quindi in breve la cascata superiore (1200 m, 45 minuti dalla cascata inferiore, 1.30 ore dalla partenza).
Tornati in breve al bivio posto poco prima della cascata superiore si segue il sentiero 6 per Barbiano, sentiero che procede inizialmente in saliscendi su sentiero piuttosto stretto con staccionata e a tratti cavo di sicurezza fino a scendere poi su sentiero di bosco più largo fino ad incontrare una mulattiera sterrata con bivio tra sentiero 6 e sentiero 6A.
Si percorre quindi il sentiero 6A per Barbiano seguendo la mulattiera sterrata che conduce ad una strada asfaltata che si segue in discesa tagliandola a tratti con sentiero di bosco fino a raggiungere una strada cementata che riporta al bivio incontrato inizialmente in salita; da questo bivio lungo la mulattiera già nota si torna quindi a Barbiano (1.00 ora dalla cascata superiore, 2.30 ore dalla partenza).
Sentieri: Sentiero alla cascata inferiore – sentiero alla cascata superiore – 6 – 6A
Dislivello: 400 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.30 ore, (1.30 ore la salita, 1.00 ore la discesa)
Quota massima: 1200 m
Difficoltà: E – escursione non molto difficile tecnicamente ma che presenta vari tratti ripidi e un po’ esposti non adatti a chi soffre di vertigini
Data di ascesa: maggio 2020
Esperienza di Stefano: questo percorso è particolarmente godibile quando le cascate hanno un’abbondante portata d’acqua come nel periodo primaverile quando ho percorso questo itinerario
QUI il link YouTube al video del percorso delle Cascate di Barbiano
Cartelli a Barbiano
Vista su Barbiano lungo il primo tratto di salita
Salendo verso il bivio tra il sentiero alla cascata e il sentiero 6A
Uno dei tratti ripidi salendo alla Cascata Inferiore
Cascata Inferiore
Salendo alla Cascata Superiore
Punto panoramico posto poco prima della Cascata Superiore
Cascata Superiore
Bivio posto nei pressi della Cascata Superiore
Primo tratto di discesa
Cliccare sull’immagine per visualizzare Barbiano su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco
Velturno/Feldthurns è un paese situato in zona assolata su un pendio in posizione elevata sulla città di Chiusa/Klausen lungo la Valle Isarco/Eisacktal; il borgo ospita diversi punti di interesse architettonici, religiosi, archeologici e naturali oltre ad essere punto di partenza di diverse escursioni (QUI la “pillola” sul paese di Velturno).
Tra le attrazioni del borgo più note si trova il Castello di Velturno/Schloss Feldthurns, posto in zona centrale nell’omonimo paese; il maniero è stato edificato nel 1580 come residenza estiva del Principe vescovo di Bressanone Johann Thomas von Spaur ed è caratterizzato da una struttura di media grandezza con presenza di mura, edifici e giardini.
La struttura ospita diverse stanze con decorazioni, pitture e soffitti cesellati ottimamente conservati; in particolare, le stanze private del principe presentano pregevoli dipinti e decorazioni oltre ad oggetti d’epoca come le stufe di maiolica decorate.
Nella visita del castello è possibile ammirare anche l’antica piccola cappella privata, vari quadri ed opere a carattere religioso e profano oltre ad un esposizione archeologica di manufatti ed oggetti rinvenuti nei dintorni e in altre zone della Valle Isarco.
Il Castello di Velturno ospita, altresì, vari eventi e manifestazioni per cui è predisposta un’area nei giardini circondati dalle mura e dall’atmosfera medievale godendo, inoltre, di bei panorami sulla Valle Isarco, la Plose e le Alpi Sarentine.
Il castello è aperto, solitamente, da fine marzo ad inizio novembre da mercoledì a domenica; è, comunque, sempre bene controllare periodi ed orari di apertura sul sito internet ufficiale: www.schlossvelthurns.it
Le foto si riferiscono alle mie visite nella primavera 2020 e 2024
Entrata del castello
Nei giardini del castello
Esposizione archeologica nel castello
Inizio del tour del castello
Cappella
Sala adiacente alla cappella
Salendo al primo piano
Stanza centrale
Camera per il personale
Cucinino
Stanza del cappellano
Stanza degli ospiti
Stanza Quattro stagioni
Salendo al secondo piano
Stanza centrale
Stanza degli ospiti
Sala delle udienze/cappella
Cancelleria/biblioteca
Camera da letto del Principe-vescovo
Camera del Principe-vescovo
Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco
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La Val di Tires/Tiersertal è una valle laterale della Val d’Isarco/Eisacktal che si estende dalla zona a nord di Bolzano/Bozen fino al Passo Nigra/Nigerpass, che mette in comunicazione con la Val d’Ega/Eggental nel cuore del gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten (QUI la “pillola” sul Passo Nigra).
Dall’imbocco della Valle di Tires si possono raggiungere con alcuni chilometri anche il paese di Fiè allo Sciliar/Vols am Schlern e l’Alpe di Siusi della cui organizzazione di promozione turistica fa parte anche la Val di Tires (QUI la “pillola” su Fiè allo Sciliar).
La valle presenta un fondovalle bucolico, con numerosi pascoli cinti da pendii boscosi, ed è compresa nel comune di Tires/Tiers che conta oltre 1000 abitanti suddivisi tra il centro abitato principale Tires e le frazioni di Gemeier, Lavina Bianca/Weißlanbad, San Cipriano/St. Zyprian, Bria/Breien, Villa di Mezzo/Mittelstrich.
Deviando dalla strada della Val di Tires, poco primo dal borgo di Tires, è possibile raggiungere anche Castel Presule/Schloss Prösels; la rocca è stata a lungo possedimento dei Signori di Fiè e presenta una struttura molto imponente e con molti punti di interesse; il castello è visitabile con visite guidate in orari prestabiliti (QUI la “pillola” su Castel Presule).
Inoltre in Val di Tires sono presenti innumerevoli possibilità di escursioni; uno dei punti di partenza più noti per svariate gite è sicuramente la zona di Lavina Bianca, posta a oltre 1100 metri di quota ove si trova anche il centro visite del parco naturale Sciliar-Catinaccio.
Da Lavina Bianca si possono intraprendere, per esempio: i sentieri verso il Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte e la cima del Monte Balzo/Völsegg Spitze e i lunghi percorsi al Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte e al Rifugio Alpe di Tires/Schutzhaus Tierser Alp (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Monte Cavone e alla cima del Monte Balzo e QUI quella sulla salita al Rifugio Bergamo).
Dal 2022 è attiva in Val di Tires anche una nuova funivia che parte dalla frazione di San Cipriano/St. Zyprian e che presenta la caratteristica di poter effettuare il viaggio anche sul suo tetto panoramico. La funivia porta nella zona degli impianti di risalita Laurin nel comprensorio escursionistico e di sport invernali Carezza Dolomites tra il Passo Nigra e la Val d’Ega.
Grazie alla funivia Tires ed alla cabinovia Laurin 1 e 2, ed anche partendo direttamente a piedi, si possono, quindi, intraprendere diverse escursioni anche nel comprensorio Carezza Dolomites come la salita alla Baita Messner Joch (raggiungibile anche dal Passo Nigra) ed al Rifugio Fronza alle Coronelle e la ferrata Passo Santner (QUI la “pillola” sui percorsi per la Baita Messnerjoch, QUI quella sulla salita al Rifugio Fronza, QUI la “pillola” sulla Ferrata Passo Santner e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).
Come anticipato il comprensorio Carezza Ski è anche una rinomata stazione di sport invernali che offre 40 chilometri di piste da sci nella magnifica cornice dei gruppi dolomitici del Catinaccio e del Latemar; sono possibili, inoltre, anche escursioni invernali, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello che conduce alla Baita Messnerjoch (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Carezza Ski e QUI la “pillola” sulla salita invernale alla Baita Messnerjoch).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025
La zona dell’alta Val di Tires con vista verso il Catinaccio
Val di Tires e paese di Tires visti dall’alto
Chiesa parrocchiale di Tires
L’area centrale del paese di Tires sormontata dalla cima del Monte Balzo
Cartelli escursionistici in paese
Il paese di Tires visto dall’alto
Castel Presule
Cartelli escursionistici a Lavina Bianca
Centro visite Sciliar-Catinaccio e Malga Ciamin/Tschaminschwaige a Lavina Bianca
Pascoli e gruppo del Catinaccio visti salendo al Rifugio Monte Cavone
Salendo al Rifugio Monte Cavone
Rifugio Monte Cavone
Salendo al Monte Balzo
In cima al Monte Balzo
Salendo al Rifugio Bergamo
Rifugio Bergamo
Passo Nigra
Lungo il percorso dal Passo Nigra alla Baita Messnerjoch
Baita Messnerjoch
Nuova funivia panoramica che collega San Cipriano in Val di Tires con l’area della Malga Frommeralm
Malga Frommeralm
Cabinovie Laurin I e II che portano dall’area della Malga Frommeralm al Rifugio Fronza alle Coronelle
Salendo al Rifugio Fronza alle Coronelle
Rifugio Fronza alle Coronelle
Ferrata Passo Santner
Passo Santner
Strada per il Passo Nigra in inverno
Passo Nigra in inverno
Sentiero invernale per la Baita Messnerjoch
Piste del comprensorio Carezza Ski nell’area König Laurin posta a Malga Frommer vicino al Passo Nigra
Barbiano/Barbian, Velturno/Feldthurns e Villandro/Villanders sono tre paesi situati, con le loro frazioni, sul versante occidentale della Valle Isarco/Eisacktal sui pendii soleggiati posti in posizione elevata sull’area della cittadina di Chiusa/Klausen e sul fiume Isarco (QUI la “pillola” sul paese di Chiusa).
I centri abitati di Barbiano, Velturno e Villandro giacciono, in posizione panoramica verso la Plose e parte delle Dolomiti, in un’area bucolica e pascoliva sormontati dai versanti boscosi delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.
Barbiano, il cui comune conta oltre 1700 abitanti, è posto a 10 chilometri da Chiusa ad 800 metri di quota circa tra boschi e pascoli e si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale neoromanica dedicata a San Giacobbe con caratteristico campanile pendente.
Dal paese si sviluppano diversi sentieri escursionistici tra i quali si trova quello che conduce alle note Cascate di Barbiano, che presentano salti d’acqua di oltre 80 metri (QUI la “pillola” sull’escursione alle Cascate di Barbiano).
Velturno è un centro abitato posto a quasi 900 metri quota, a 4 chilometri circa da Chiusa, che insieme alle sue frazioni conta quasi 3000 abitanti; il borgo è situato in zona idilliaca e vanta una storia importante testimoniata dai vari punti di interesse presenti.
Tra questi troviamo la Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, citata già dal 1100 e dall’attuale aspetto tardo gotico, il Castello di Velturno (visitabile in orari prestabilti), l’Archeoparc che ospita antichi luoghi di culto e funerari dell’Età del Rame del 2200 a.C. (QUI la “pillola” sul Castello di Velturno).
Sono possibili anche svariate possibilità escursionistiche che conducono, ad esempio, anche verso l’alpeggio Kühbergalm e i soprastanti rifugi e cime, quali il Rifugio Lago Rodella/Radlsehütte con il Monte del Pascolo/Königsanger ed il Monte Cane/Hundskopf ed il Rifugio Chiusa/Klausner Hütte con la Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze (QUI la “pillola” sulla salita a Monte del Pascolo, Monte Cane Rifugio Lago Rodella e QUI quella sulla salita al Rifugio Chiusa e la Cima di San Lorenzo).
Il Rifugio Chiusa è raggiungibile, nei periodi di apertura del rifugio, con le giuste condizioni ed attrezzatura, anche in inverno su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi; lungo il percorso innevato si può godere delle vista di magnifici ambienti invernali e panorami bellissimi sulle Dolomiti ed Alpi Sarentine innevate (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Chiusa in inverno).
Villandro, comune di oltre 1800 abitanti posto a quasi 900 metri di quota a circa 6 chilometri da Chiusa,si trova in zona molto panoramica verso la Valle Isarco e le Dolomiti e si sviluppa nei pressi dell’antica chiesa del 1500 dedicata ai Santi Stefano e Lorenzo.
Tra gli altri punti di interesse posti nei pressi di Villandro troviamo l’Archoparc che, come quello di Velturno, ospita antichi luoghi di culto, e le innumerevoli possibilità escursionistiche che conducono soprattutto alla soprastante Alpe di Villandro/Villanderalm.
Lungo lo sviluppo dell’Alpe si trovano numerosissime malghe e sentieri che conducono tra i pascoli e verso le cime del Monte Villandro/Villander Berg, il Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte ed il Corno del Renon/Rittner Horn (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro, QUI quella sull’ascesa a Monte Forcella Sarentina e Monte Villandro e QUI quella sulla salita al Corno del Renon).
L’Alpe di Villandro anche in inverno ospita numerosissime possibilità escursionistiche, come la salita al Passo e chiesetta al Morto/am Toten ed il tracciato alla Malga Stöfflhütte, diversi rifugi e malghe aperte e tracciati per lo sci di fondo e slittino (QUI la “pillola” sul percorso invernale per Passo e Chiesa al Morto e QUI quella sul tracciato innevato alla Malga Stöffl).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2022 e 2023
Centro di Barbiano con la chiesa con caratteristico campanile pendente
Cascata inferiore di Barbiano
In paese a Velturno
Castello di Velturno
Area esterna dell’Archoparc di Velturno
Vista dai pascoli intorno al paese di Velturno verso i Monti della Plose
Pascoli salendo al Rifugio Chiusa
Rifugio Chiusa
Cima di San Lorenzo
Rifugio Lago Rodella
Monte del Pascolo
Rifugio Chiusa in inverno
Chiesa parrocchiale di Villandro
Nel centro di Villandro con vista verso le Dolomiti
Alpe di Villandro
In vetta al Monte Villandro
Corno del Renon con omonimo rifugio
Alpe di Villandro in inverno
Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco
Cliccare sull’immagine per visualizzare Barbiano su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare Velturno su Google Maps
La Val di Funes/Villnössertal è una valle laterale della Val d’Isarco/Eisacktal che si estende dai pressi della città di Chiusa/Klausen fino al Passo delle Erbe/Wurzjoch ed alla Malga Zannes/Zanseralm nel cuore del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla città di Chiusa e QUI quella sul Passo delle Erbe).
La valle presenta un fondovalle bucolico, con numerosi pascoli cinti da pendii boscosi e dalle cime dolomitiche delle Odle di Funes e delle Odle di Eores, ed è compresa nel comune di Funes/Villnöss che conta oltre 2500 abitanti suddivisi nelle frazioni di Colle/Coll, Pardell, San Giacomo /St. Jakob, San Pietro/ St. Peter (sede comunale), Santa Maddalena/Sankt Magdalena, San Valentino/St. Valentin e Tiso/Teis.
La Val di Funes, grazie alla sua posizione e storia, presenta svariati punti di interesse sia religiosi e culturali che naturalistici oltre che, naturalmente, numerosissime possibilità di escursioni di ogni tipo di difficoltà, salite a rifugi e cime, vie ferrate e vie alpinistiche.
Tra i monumenti religiosi più rilevanti e i centri culturali troviamo la chiesa tardo gotica di Santa Maddalena risalente al 1394, la parrocchiale barocca di San Pietro e Paolo con storia iniziata nel lontano 1058, la chiesa gotica di San Valentino del 1300, il museo mineralogico di Tiso/Mineralienmuseum Teis ed il centro visite del parco Puez-Odle a Santa Maddalena.
In particolare il Museo Mineralogico di Tiso ospita una ricca esposizione di minerali e geodi della zona e di altre aree della catena alpina; tutti i reperti sono stati raccolti personalmente da Paul Fischnaller, grande esperto di geologia dell’area intorno a Tiso e delle Alpi in generale (QUI la “pillola” sul Museo Mineralogico).
Come anticipato, lungo tutto lo sviluppo della Val di Funes sono presenti innumerevoli possibilità di escursioni; uno dei punti di partenza più noti per svariate gite è sicuramente la Malga Zannes, posta ad oltre 1600 metri di quota, da dove si possono intraprendere, per esempio, il percorso al Rifugio delle Odle, l’escursione alla Malga Gampenalm ed alla Malga Kaserillalm, la salita al Rifugio Genova/Schlüterhütte e alla cima del Col di Poma/Zendleser Kofel e la via ferrata Günther Messner con salita della cima del Tullen nelle Odle di Eores (QUI la “pillola” sul giro al Rifugio delle Odle, QUI quella sull’escursione a Malga Gampenalm e Malga Kaserillalm, QUI la “pillola” sulla gita al Rifugio Genova e al Col di Poma e QUI quella sull’ascesa al Tullen e la ferrata G. Messner).
Inoltre, anche al Passo delle Erbe, posto a circa 2000 metri di quota che mette in comunicazione la Val di Funes con la Val Badia, si trovano varie possibilità di escursioni tra prati, malghe e pascoli e salite impegnative come quella che porta in vetta alla nota cima del Sas de Putia/Peitlerkofel (QUI la “pillola” sulla salita al Sas de Putia).
In inverno la Val di Funes ospita una piccola area sci adatta soprattutto a chi vuole imparare a sciare, un circuito di piste da fondo a Malga Zannes e molte escursioni, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, verso diverse malghe e rifugi della zona; da Malga Zannes si può salire, ad esempio, verso il Rifugio delle Odle/Geisleralm, la Malga Kaserillalm, la Malga Gampenalm, la Malga Glatschalm e la Malga Dusleralm (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio delle Odle, QUI quella sul percorso innevato alla Malga Gampenalm e QUI la “pillola” sull’escursione invernale alla Malga Kaserillalm).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni negli anni 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025
Bucolico fondovalle
Chiesa di San Pietro e Paolo
Vista su Santa Magdalena e le Odle
Chiesa di Santa Magdalena
Frazione di Tiso
Museo Mineralogico di Tiso
Passo delle Erbe
Sas de Putia visto dai pressi del Passo delle Erbe
Salendo al Sas de Putia
In vetta al Sas de Putia
Odle viste dalla vetta del Sas Putia
Odle viste nei pressi di Malga Zannes
Lungo il percorso al Rifugio delle Odle
Malga Gampenalm
Malga Kaserillalm
Rifugio Genova
Col di Poma
Salendo al Tullen e alla ferrata G. Messner nelle Odle di Eores
Piste da sci di fondo di Malga Zannes in inverno
Escursionismo invernale
Salendo al Rifugio delle Odle e Malga Casnago
Rifugio delle Odle
Odle viste dal Rifugio delle Odle e Malga Casnago
Ampi spazi innevati
Salendo alla Malga Gampen
Salendo alla Malga Kaserillalm
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La Cima Lasta/Astjoch/Burgstall, elevazione di 2194 metri di quota, ed il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte, posto a 1936 metri di altezza, sono situati ai margini del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nella zona ricadente verso la Val Pusteria/Pustertal, confinante con i monti della Plose.
Il rifugio e la cima sono raggiungibili con diversi percorsi con lungo sviluppo, viene qui decritto quello che parte dal parcheggio Zumis che si raggiunge dalla Valle di Luson/Lüsen (valle laterale della Val d’Isarco) e da Rodengo e Rio di Pusteria/Mühlbach in Val Pusteria (QUI la “pillola” su Rio di Pusteria).
La vetta di Cima Lasta offre un panorama molto ampio verso il Sass de Putia e le Odle, la Plose i Monti di Fundres e fin verso le vette della cresta di confine; lungo il tracciato si percorre, inoltre, il grande ambiente pascolivo e bucolico dell’Alpe di Rodengo-Luson/Rodenek-Lüsner Alm con presenza anche di vari rifugi lungo il percorso.
La salita alla Cima Lasta comincia dal parcheggio Zumis (1749 m, raggiungibile su strada a tratti stretta da Luson e da Rio di Pusteria), dal parcheggio si segue la muattiera verso l’Alpe di Rodengo-Luson; in breve si giunge al bivio con il sentiero 4-“Sentiero della Creazione”.
Il sentiero terroso e ghiaioso, con diverse opere ricordanti la creazione, secondo il libro della Genesi, porta in saliscendi nel bosco e, poi, su mulattiera sterrata all’Hotel-ristorante Runa (1832 m). Si procede seguendo la mulattiera sterrata nel bosco numero 2 verso il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte, il percorso porta, quindi, su traccia erbosa tra pascoli prima alla cappella Pianer Kreuz e poi, in lungo sviluppo su mulattiera sterrata in lievi saliscendi, al bivio tra il Rifugio Rastner ed il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte. Continuando sulla mulattiera sterrata si raggiunge, quindi, in breve, il Rifugio Campoforte (1936 m, 1.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Campoforte si segue la mulattiera sterrata numero 67 che, in lievi saliscendi, conduce ad alcuni bivi; seguendo sempre il sentiero 67 si sale quindi su traccia terrosa e ghiaiosa in moderata salita nel bosco. Giunti ad un bivio presso un laghetto si continua a seguire a sinistra il sentiero 67 che, prima in leggera salita e poi con pendenza più ripida su sentiero sassoso, porta all’ampio altipiano della Cima Lasta (2194 m, croce, 1.00 ora minuti dal Rifugio Campoforte, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso, con alcune brevi risalite, in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.
Percorso: Parcheggio Zumis – Hotel-ristorante Runa – Rifugio Campoforte – Cima Lasta – Rifugio Campoforte – Hotel-ristorante Runa – Parcheggio Zumis
Sentieri: 4 – 2 – 67 – 4 – 2 –
Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.00 ore
Quota massima: 2194 m
Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica contenuta ma con un tratto più ripido sassoso verso la vetta; sviluppo molto lungo di circa 17 chilometri totali
Data di ascesa: settembre 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli amplissimi panorami e del begli ambienti bucolici dell’Alpe; l’escursione non è particolarmente difficile tecnicamente ma non va sottovalutato il lungo sviluppo chilometrico
Al parcheggio Zumis
Breve tratto verso il bivio col Sentiero della Creazione
Sentiero della Creazione
Hotel-ristorante Runa
Sentiero della Creazione nel tratto che porta alla Cappella Pianer Kreuz
Cappella Pianer Kreuz
Salendo al Rifugio Campoforte
Rifugio Campoforte
Salta alla Cima Lasta/Astjoch
In vetta a Cima Lasta/Astjoch
Mappa del percorso
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Zumis su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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La cima dello Zedleser Kofel, elevazione di 2653 metri di quota, è posta nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nel sottogruppo delle Odle di Eores (di cui è la vetta più alta) ed offre un bellissimo panorama verso il Sass de Putia, le cime principali delle Odle e la Val di Funes/Villnössertal.
L’ascesa al Tullen qui descritta avviene dalla Val di Funes da Malga Zannes/Zanser Alm salendo alla cima per ripido sentiero, lungo la via normale, e proseguendo poi lungo la cresta delle Odle di Eores lungo la via ferrata Günther Messner (di media difficoltà tecnica ma con vari passaggi esposti), tornando infine a Malga Zannes passando per il Rifugio Genova/Schlüterhütte; il tracciato qui presentato presenta un lungo sviluppo e dislivello e vari passaggi impegnativi, è quindi adatto ad esperti di montagna ben allenati (QUI la “pillola” sulla Val di Funes).
La salita al Tullen comincia dai parcheggi di Malga Zannes (1680 m, rifugi) e seguendo il sentiero 25 per il Tullen si sale prima su mulattiera sterrata in moderata pendenza e poi su sentiero di bosco più ripido fino ad arrivare ad un’area pianeggiante con bivio (2200 m). Dall’incrocio di sentieri si segue a destra verso il Tullen l’alta via G. Messner (segnata con simbolo “GM”), la traccia ghiaiosa sale tra magri prati e ambiente roccioso fino alla deviazione per la cima del Tullen, si segue quindi a sinistra la traccia 25 per il Tullen salendo ripidamente su traccia sassosa, a tratti attrezzata con alcuni cavi, fino alla vetta del Tullen (2653 m, croce, 3.15 ore dalla partenza).
Dalla cima del Tullen si torna in breve alla deviazione per la cima lungo l’Alta Via G. Messner e si segue l’Alta Via verso il Rifugio Genova, dopo un primo tratto in falsopiano su traccia sassosa si incontra un primo tratto attrezzato che percorrere in saliscendi una lunga serie di pinnacoli rocciosi con anche presenza di vari tratti esposti. Superato questo lungo tratto attrezzato riprende una traccia sassosa che prosegue in continuo affaticante saliscendi fino a giungere ad una lunga scala di ferro piuttosto aerea ed all’ultimo tratto di Alta Via che porta ad incrociare il sentiero 35 che conduce in breve al Passo Poma/Kreuzkofeljoch (2340 m, dal Passo Poma si può raggiungere in breve in 10 minuti, con il sentiero 7, anche la vicina cima dello Zendleser Kofel). Dal Passo Poma si prosegue quindi sul sentiero 35 al vicino Rifugio Genova (2297 m, 2.15 ore dalla cima del Tullen, 5.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Genova si segue quindi il sentiero 32 che su traccia ripida tra prati condice alla Malga Kaserilalm (1920 m) e poi, lungo mulattiera sterrata, riporta a Malga Zannes (1.15 ore dal Rifugio Genova, 6.45 ore dalla partenza).
Dislivello: 1400 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 6.45 ore totali
Quota massima: 2653 m
Difficoltà: EEA – itinerario molto lungo con dislivello rilevante e tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate.
Data di ascesa: agosto 2016
Annotazioni: è naturalmente possibile dalla cima del Tullen tornare a Malga Zannes per la via di salita non percorrendo la ferrata G. Messner abbreviando il percorso e riducendo le difficoltà tecniche (rimanendo su comunque una difficoltà EE adatta ad escursionisti esperti). Inoltre, dal Passo di Poma è possibile salire in breve, in 10 minuti circa lungo il sentiero 7, alla cima dello Zendleser Kofel per chi volesse aggiungere un’ulteriore cima.
Esperienza di Stefano: escursione molto lunga che richiede il giusto allenamento e buone condizioni meteorologiche; il sentiero attrezzato non è particolarmente difficile tecnicamente ma presenta alcuni tratti un po’ esposti e non va sottovalutato, vista anche la lunghezza del percorso. Io ho percorso l’escursione in giornata ma si può valutare anche l’opzione di pernottare al Rifugio Genova lungo la discesa aggiungendo, magari, anche la deviazione al Col di Poma (QUI la “pillola” sull’itinerario diretto per lo Zendleser Kofel).
Malga Zannes
Lungo il sentiero nel bosco nella prima parte di salita
Tratto verso la deviazione per la cima
Lungo la deviazione per il Tullen
In cima al Tullen
Panorama dalla cima verso il gruppo principale delle Odle
Lungo la ferrata G. Messner
Passo di Poma
Verso il Rifugio Genova
Rifugio Genova
Scendendo verso la Malga Kaserillalm
Malga Kaserillalm
Scendendo a Malga Zannes
Cliccare sull’immagine per visualizzare Malga Zannes su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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