Malga Stöfflhütte – Alpe di Villandro

La Malga Stöfflhütte, situata a 2057 metri di altezza, è posta sulla famosa Alpe di Villandro/Villanderalm; l’alpe offre in un contesto d’altipiano idilliaco con meravigliosa vista su diversi gruppi dolomitici e le Alpi Sarentine (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro).

Il percorso per la Malga Stöffl è solitamente battuto dal gatto delle nevi e presenta circa 10 chilometri di sviluppo totale e un dislivello moderato; il tracciato, che alterna tratti nel bosco ad altri molto aperti e panoramici, parte  dal Rifugio Gasserhütte raggiungibile su strada dal paese di Villandro/Villanders in Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” sui paesi di Velturno, Villandro e Barbiano).

La Malga Stöffl è, di solito, aperta anche nel periodo invernale con giorno di riposo al lunedì, è comunque, bene controllare i periodi di apertura.

La salita comincia dal Rifugio Gasser (1744 m, lunga strada che sale da Villandro e Barbiano), seguendo la traccia invernale che ricalca il sentiero estivo numero 6, solitamente battuta dal gatto delle nevi. Procedendo tra pini mughi e bosco si giunge dapprima al Rifugio Mair in Plun (1860 m) e poi, in breve, ad un bivio; si seguono, quindi, le indicazioni numero 15 per la Malga Stöffl. Si procede dapprima in saliscendi su mulattiera innevata salendo poi più ripidamente ad un pianoro molto panoramico.
Rimanendo sul sentiero 15 per la Malga Stöffl, ignorando le altre deviazioni, si procede in moderata salita in spazi aperti, dopo un breve tratto in saliscendi in rado bosco si sale nuovamente un po’ ripidamente fino alla Malga Stöffl (2057 m, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza

Percorso: Rifugio Gasser – Rifugio Mair in Plun – Malga Stöfflhütte – Rifugio Mair in Plun – Rifugio Gasser

Sentieri: traccia invernale che segue i sentieri estivi 6 e 15

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.15 ore totali (1.45 ore l’andata, 1.30 ore il ritorno).

Quota massima: 2057 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di circa 10 chilometri ma dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura ed esperienza

Data di percorrenza: febbraio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di battitura del sentiero e di apertura dei rifugi in inverno; sull’Alpe di Villandro sono possibili anche altri percorsi invernali come quello per il Passo al Morto/am Toten con l’omonima chiesetta (QUI la “pillola” sulla salita a Passo e chiesa al Morto).

Tratto dal Rifugio Gasser al Rifugio Mair in Plun

Rifugio Mair in Plun

Verso il bivio per la Malga Stöffl

Salendo verso il pianoro panoramico

Sul pianoro panoramico

Verso la Malga Stöffl con qualche tratto più ripido ed altri in saliscendi

Malga Stöffl

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi del Rifugio Gasserhütte su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio delle Odle/Geisleralm – Malga Casnago/Gschnagenhardtalm – Val di Funes

Il Rifugio delle Odle/Geisleralm, posto a 1996 metri di altezza e la Malga Casnago/Gschnagenhardtalm, situata a 2006 metri di altezza, sono poste in Val di Funes/Villnösstal, valle laterale della Valle Isarco/Eisacktal; le malghe si trovano in posizione idilliaca tra pianori e prati, innevati in inverno, ai piedi delle alte pareti di roccia del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Val di Funes).

Il percorso invernale “classico” raggiunge le malghe su sentiero innevato, battuto dal gatto delle nevi, che partendo da Malga Zannes/Zanseralm si snoda nel bosco portando, con anche alcuni tratti un po’ ripdi, alla magnifica  area delle malghe; il percorso presenta oltre 9 chilometri di sviluppo totale e dislivello moderato, la discesa può, volendo, essere effettuata in slittino con la giusta esperienza e condizioni.

Il Rifugio delle Odle è solitamente aperto in inverno mentre la Malga Casnago è aperta solo in estate; è comunque bene controllare i periodi di apertura dei rifugi.

La salita comincia da Malga Zannes (1680 m, rifugio, strada da Santa Magdalena), si segue, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, inizialmente in lieve disces, la forestale numero 33 per Santa Magdalena.
Si ignora il bivio del sentiero 36 e si raggiunge il bivio successivo col sentiero 33B; si segue, quindi, in salita nel bosco la forestale numero 33B verso il Rifugio delle Odle; si giunge in breve il bivio col sentiero 34 che si segue su forestale sempre verso il Rifugio delle Odle.
La strada forestale innevata sale alternando tratti in pendenza moderata ad altri un po’ ripidi, si ignorano i bivi per la Malga Dusleralm e Santa Magdalena e si continua in tornanti, a tratti ripidamente, sulla strada forestale 34 che, nel bosco, porta al Rifugio delle Odle (1996 m, rifugio, 1.40 ore dalla partenza).

Dal Rifugio delle Odle, volendo, seguendo la traccia, solitamente battuta, si sale poi in breve alla vicina Malga Casnago (2006 m, chiusa in inverno, 5 minuti dal Rifugio delle Odle, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa a piedi per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza (in slittino i tempi in discesa, naturalmente, si accorciano).

Percorso: Malga Zannes – Rifugio delle Odle – Malga Casnago – Rifugio delle Odle – Malga Zannes

Sentieri: traccia invernale che segue le forestali estive 33 – 33B – 34

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i saliscendi nel primo tratto di percorso

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2006 m              

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di oltre 9 chilometri circa, con alcuni tratti un po’ ripidi, e dal dislivello moderato ma dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura.

Data di ascesa: febbraio 2023

Annotazioni: è consigliabile controllare i periodi di apertura del Rifugio delle Odle e le condizioni del percorso. La discesa eventuale in slittino presenta alcuni tratti un po’ ripidi, è, quindi, necessaria la giusta esperienza e buone condizioni del tracciato.
Da Malga Zannes partono anche diverse altre escursioni invernali come quella per la Malga Gampenalm e la Malga Kaserillalm (QUI la “pillola” sul percorso invernale per la Malga Gampenalm e QUI quella sull’itinerario innevato per la Malga Kaserillalm).

Malga Zannes

Primo tratto in lieve discesa

Salendo verso il Rifugio delle Odle

Punto panoramico lungo la salita verso le Alpi Sarentine e le Alpi Breonie/Stubai

Punto panoramico verso le Odle di Eores

Salendo verso il Rifugio delle Odle

Rifugio delle Odle

Odle viste dal Rifugio delle Odle

Salendo in breve alla Malga Casnago

Ampi spazi innvati nei pressi della Malga Casnago

Vista sulle Alpi Sarentine

Malga Casnago

Odle viste da Malga Casnago

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Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo e Chiesetta al Morto/am Toten – Malga Pfroderalm – Alpe di Villandro/Villandereralm

La Chiesetta al Morto/am Toten Kirchl, posta a 2186 metri di quota sull’omonimo passo, e la Malga Pfroderalm, situata a 2130 metri di altezza, sono poste sulla famosa Alpe di Villandro/Villanderalm; l’alpe è posta in un contesto d’altipiano idilliaco con meravigliosa vista su diversi gruppi dolomitici e le Alpi Sarentine (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro).

Il percorso è solitamente battuto dal gatto delle nevi fino alla Malga Pfroderalm e poi solo dagli escursionisti nell’ultimo tratto verso la chiesetta; il tracciato, che presenta di più di 10 chilometri di sviluppo e un dislivello moderato, conduce dal Rifugio Gasserhütte (raggiungibile su strada dal paese di Villandro/Villanders in Valle Isarco/Eisacktal) a diverse malghe gestite fino a portare alla caratteristica chiesetta di montagna al Morto offendo un tracciato in zona molto aperta e panoramica (QUI la “pillola” sui paesi di Velturno, Villandro e Barbiano).

La salita comincia dal Rifugio Gasser (1744 m, lunga strada che sale da Villandro e Barbiano), seguendo la traccia invernale che ricalca il sentiero estivo numero 6, solitamente battuta dal gatto delle nevi.
Procedendo tra pini mughi e bosco si giunge dapprima al Rifugio Mair in Plun (1860 m), continuando in moderata pendenza e con tratti in falsopiano si giunge quindi in zona di altopiano con grandi spazi aperti fino a raggiungere, passando anche per le stazioni della Via Crucis, la Malga Pfroderalm (2130 m).
Dalla Malga Pfroderalm si prosegue, quindi, su traccia battuta solo dagli escursionisti in breve ma più ripida salita, giungendo al Passo al Morto con omonima chiesetta (2186 m; 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza (eventuale possibile deviazione al Rifugio Rinderplatzhütte con circa 1 chilometro in più di sviluppo e 20 minuti in più di cammino.

Percorso: Rifugio Gasser – Rifugio Mair in Plun – Malga Pfroderalm  – Passo e chiesetta al Morto – Malga Pfroderalm – Rifugio Mair in Plun – Rifugio Gasser

Sentieri: traccia invernale che segue il sentiero estivo 6

Dislivello: 450 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali (2.00 ore l’andata, 1.30 ore il ritorno).

Quota massima: 2186 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di oltre 10 chilometri circa ma dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche fino alla Malga Pfroderalm, l’ultimo tratto di salita alla chiesetta è, invece, più impegnativo e richiede attrezzatura adeguata; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura ed esperienza

Data di percorrenza: gennaio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di battitura del sentiero e di apertura dei rifugi in inverno; sull’Alpe di Villandro sono possibili anche altri percorsi invernali come quello per la Malga Stöfflhütte (QUI la “pillola” sul tracciato innevato per la Malga Stöffl).

Rifugio Gasserhütte

Indicazioni per malghe e rifugi (è, però sempre bene controllare i giorni di riposo)

Salendo al Rifugio Mair in Plun

Rifugio Mair in Plun

Salendo alla Malga Pfroderalm

Malga Pfroderalm (chiusa in inverno)

Salendo al Passo e Chiesetta al Morto

Passo e chiesetta al Morto

Panorami da passo e chiesetta

Deviazione per il Rifugio Rinderplatz in discesa

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Chiusa/Klausner Hütte – Valle Isarco

Il Rifugio Chiusa al Campaccio/Klausner Hütte, situato a 1923 metri di quota, è posto nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen in posizione idilliaca in spazio aperto con panorama sulle Dolomiti; il rifugio viene solitamente raggiunto dal parcheggio Kühhof posto sopra i paesi di Latzfons e Velturno/Feldthurns, nell’area turistica di Chiusa/Klausen, in Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” su Velturno, Villandro e Barbiano e QUI quella sul borgo di Chiusa).

Il percorso dal parcheggio Kühhof al rifugio è solitamente battuto dal gatto delle nevi nei periodi di apertura invernale del rifugio (che è bene controllare); il tracciato presenta 8 chilometri circa di sviluppo tra andata e ritorno e 350 metri di dislivello in salita e discesa con pendenza moderata passando per tratti nel bosco ed altri più aperti e panoramici con molti masi e capanne.

La salita comincia dal parcheggio Kühhof (1560 m, strada da Latzfons a tratti stretta nella parte finale) seguendo il percorso innevato per il Rifugio Chiusa che ricalca il sentiero estivo numero 1.
La traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi nei periodi di apertura del rifugio, procede inizialmente nel bosco in falsopiano o leggera salita fino ad una radura; si procede poi in salita moderata alternando tratti di bosco ad altri più aperti con masi e capanne giungendo ad una croce del tempo (Wetterkreuz).
Continuando sulla traccia innevata si rientra nel bosco e superati due tornanti si giunge all’ampio spazio aperto dove è posto il Rifugio Chiusa (1923 m, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore totali.

Percorso: parcheggio Kühhof – Rifugio Chiusa – parcheggio Kühhof

Sentieri: traccia invernale che segue il sentiero estivo 1

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno)

Quota massima: 1923 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di 8 chilometri circa dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche. In presenza di neve fresca e/o ghiaccio naturalmente le difficoltà aumentano ed è richiesta attrezzatura adeguata

Data di percorrenza: gennaio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di battitura del sentiero e di apertura del rifugio in inverno

Al Parcheggio Kühhof

Primo tratto di salita

Croce del tempo

Seconda parte del percorso

Rifugio Chiusa

Panorami dal Rifugio Chiusa

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Monte del Pascolo/Königsanger (2436 m) – Monte Cane/Hundskopf (2352 m) – Rifugio Lago Rodella/Radlseehütte (2284 m) – Alpi Sarentine

Il Monte del Pascolo/Königsanger, situato a 2436 metri di quota, il Monte Cane/Hundskopf, posto a 2352 metri di altezza ed il Rifugio Lago Rodella/Radlseehütte, posto a 2284 metri di quota, sono situati nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen sul versante ricadente sulla Valle Isarco/Eisacktal ed offrono un panorama magnifico su Dolomiti e molte vette delle Alpi Sarentine (purtroppo nascosto dalle nubi nella giornata in cui ho percorso questo itinerario).

La cima ed il rifugio presentano diversi accessi possibili dall’area di Chiusa/Klausen; viene qui descritto il percorso “classico” che, dal parcheggio Kuhhof posto sopra i paesi di Latzfons e Velturno/Feldthurns, raggiunge  tra bosco ad ambienti pascolivi, con ripido tratto finale, prima il Monte del Pascolo, traversando poi al Rifugio Lago Rodella ed infine risalendo al Monte Cane (QUI la “pillola” sui paesi di Velturno, Barbiano e Villandro).

La salita comincia dal parcheggio Kuhhof (1560 m, strada a tratti stretta da Velturno e Latzfons) seguendo il sentiero 14 per il Rifugio Lago Rodella/Radlseehütte, il sentiero nel bosco sale su traccia terrosa e poi su mulattiera, seguendo sempre per il Radlseehütte a tutti bivi.
Usciti dal bosco si sale su ripida traccia terrosa ed erbosa fino a giungere al maso  Brugger Schupfe (2000 m); continuando sul sentiero 14 per il Radlseehütte si sale su mulattiera e poi, ad un bivio, si prosegue su traccia ghiaiosa in pendenza moderata fino ad un grosso ometto.
Qui si devia a destra sul sentiero 10A salendo ripidamente su traccia erbosa e sassosa tra magri prati fino ad incrociare il sentiero 8; continuando sul sentiero 10A per il Monte del Pascolo/Königsanger si sale ripidamente, facendo attenzione a non perdere il sentiero, su traccia terrosa ed erbosa tra magri prati fino alla vetta del Monte del Pascolo (croce e tavola panoramica delle cime, 2436 m, 2.30 ore dalla partenza).
Dalla cima si scende sul sentiero 7, su traccia sassosa e ghiaiosa sulla larga cresta, giungendo al Rifugio Lago Rodella (2284 m, 20 minuti dalla cima, 2.50 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 18-8B per il Monte Cane/Hundskopf procedendo su traccia ghiaiosa ed erbosa a mezzacosta fino ad un bivio; si sale, quindi, ad un vicino crocefisso e poi si sale a sinistra su traccia non numerata salendo su ripida traccia ghiaiosa ed erbosa alla prima cima del Monte Cane (2350 m, grosso ometto). Volendo, continuando sulla cresta in saliscendi su traccia non marcata sassosa ed erbosa si giunge sulla seconda cima del Monte Cane (2352 m, ometto, 30 minuti dal rifugio 3.20 ore dalla partenza).

Si torna per il sentiero di salita al Rifugio Lago Rodella e si prende il sentiero 8-10 per il Kuhhof, si scende, in brece, al vicino Lago Rodella/Radlsee risalendo su traccia sassosa ed erbosa ad una sella e proseguendo su traccia ghiaiosa e sassosa, dapprima in saliscendi, e poi in discesa tra magri prati fino al bivio tra il sentiero 8 e 10; si resta sul sentiero 10 per il Kuhhoffino al bivio col sentiero 10A incontrato in salita.
Per la via di salita si torna quindi al Kuhhof, 2.10 ore dal Monte Cane, 5.30 ore dalla partenza.

Percorso: Kuhhof – Monte del Pascolo – Rifugio Lago Rodella – Monte Cane – Rifugio Lago Rodella – Lago Rodella – Kuhhof

Sentieri: 14 – 10A -7 – 18/8B – traccia per il Monte Cane – 18/8B – 10 – 14

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.30 totali

Quota massima: 2436 m

Difficoltà: E –  percorso senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta diversi tratti ripidi, sviluppo totale di 13 chilometri, fare attenzione a non perdere la traccia tra i pascoli

Data di ascesa: agosto 2022

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama dalla vetta (purtroppo nascosto dalle nubi nella giornata in cui ho percorso questo itinerario); in alcuni punti nel tratto tra i pascoli è bene guardarsi intorno con calma per scorgere la traccia migliore ed i segni indicatori

Salendo nel bosco nel primo tratto

Salendo al maso Brugger Schupfe

Salendo al bivio col sentiero 10A

Scorcio verso le Dolomiti

Salendo al Monte del Pascolo

In cima al Monte del Pascolo

Scendendo al Rifugio Lago Rodella

Rifugio Lago Rodella

Salendo al Monte Cane

Sulla prima cima del Monte Cane con vista sulla seconda

Salendo alla seconda cima del Monte Cane

Sulla seconda cima del Monte Cane

Tornando al Rifugio Lago Rodella

Lago Rodella

Sul sentiero 10

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze (2483 m) – Rifugio Chiusa/Klausner Hütte (1923 m) – Alpi Sarentine

La Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze, situata a 2483 metri di quota ed il Rifugio Chiusa/Klausner Hütte, posto a 1923 metri d altezza, sono posti nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen sul versante ricadente sulla Valle Isarco/Eisacktal ed offrono un panorama magnifico su Dolomiti e molte vette delle Alpi Sarentine.

La cima ed il rifugio presentano diversi accessi possibili dall’area di Chiusa/Klausen; viene qui descritto il percorso “classico” che, dal parcheggio Kuhhof posto sopra i paesi di Latzfons e Velturno/Feldthurns, raggiunge dapprima su mulattiera nel bosco il Rifugio Chiusa e poi sale ripidamente, in ambiente pascolivo via via più selvaggio, fino alla vetta (QUI la “pillola” sui paesi di Velturno, Barbiano e Villandro).

La salita comincia dal parcheggio Kuhhof (1560 m, strada a tratti stretta da Velturno e Latzfons) seguendo la mulattiera numero 1 per il Rifugio Chiusa; la mulattiera sale nel bosco e tra pascoli, con sviluppo piuttosto lungo, alternando tratti in leggera pendenza ad altri in salita moderata fino al Rifugio Chiusa (1923 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Chiusa si segue sempre su mulattiera 1, indicazioni per il Rifugio Santa Croce, salendo, in breve, a dei masi; qui si segue a destra l’indicazione su pietra per la Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze; si raggiunge in breve un cartello e poi si sale su traccia erbosa e sassosa tra mughi ed arbusti.
Si oltrepassa un breve tratto su grossi massi e si continua su traccia tra arbusti fino ad incrociare il sentiero 5; continuando sul sentiero 12 per la cima si sale piuttosto ripidamente su traccia erbosa e sassosa tra magri prati e sassi.
Facendo attenzione a non perdere il sentiero seguendo i segni si giunge ad una selletta da cui su traccia ripida ghiaiosa e sassosa si giunge ad un breve tratto un po’ più esposto che porta alla vetta della Cima di San Lorenzo (2483 m, croce, 1.45 ore dal Rifugio Chiusa, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Valdurna – Forcella di Scaleres – Corno del Ceppo/Schrotthorn – Leierspitz –  Forcella di Fana – Lago di Valdurna

Sentieri: 1-12

Dislivello: 900 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.15 ore  (3.00 ore la salita. 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2483 m

Difficoltà: E –  percorso senza grandi difficoltà tecniche, a parte il breve tratto più esposto finale, ma che presenta diversi tratti ripidi, sviluppo totale di 13 chilometri, fare attenzione a non perdere la traccia tra i pascoli

Data di ascesa: settembre 2022

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama dalla vetta; in alcuni punti nel tratto tra i pascoli è bene guardarsi intorno con calma per scorgere la traccia migliore ed i segni indicatori

Primo tratto di mulattiera nel bosco

Salendo al Rifugio Chiusa

Rifugio Chiusa

Masi sopra il Rifugio Chiusa

Salendo alla Cima di San Lorenzo nel primo tratto tra arbusti e mughi

Salendo alla Cima di San Lorenzo nel tratto tra magri prati e sassi

In vetta alla Cima di San Lorenzo

Panorami dalla Cima di San Lorenzo

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Rifugio delle Odle/Geislerhütte – Malga Casnago/Gschnagenhardt Alm (1996 m) – Dolomiti

Il Rifugio delle Odle/Geislerhütte e la Malga Casnago/Gschnagenhardt Alm, poste a quasi 2000 metri di altezza, sono due rifugi con malga situati in Val di Funes/Villnösstal ai piedi delle pareti nord del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Val di Funes).

I due punti di ristoro possono essere raggiunti con diversi sentieri, viene qui descritto il percorso ad anello che, partendo da Malga Zannes/Zanseralm, conduce ai due rifugi con percorso nel bosco, che passa anche per altre malghe, con diversi punti panoramici verso le Odle.

La salita comincia da Malga Zannes (1680 m, rifugio, parcheggio a pagamento) seguendo la mulattiera sterrata numero 36 per la Malga Glatschalm; la mulattiera sale con pendenza moderata nel bosco raggiungendo la Malga Glatschalm (1902 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Alla Malga Glatschalm si segue sempre il sentiero 36 verso il Rifugio delle Odle, il sentiero ghiaioso e terroso sale nel bosco fino a raggiungere il bivio col sentiero 35; si prende, quindi, il sentiero 35 per il Rifugio Odle proseguendo in saliscendi tra tratti sassosi ed altri nel bosco.
Si ignorano i bivi dei sentieri 36A e 36 raggiugendo il bivio con sentiero 34 per il Rifugio delle Odle; si segue, quindi il sentiero 34 raggiungendo in breve in saliscendi la Malga Casnago e il Rifugio delle Odle (1996 m, 1.15 ore dalla Malga Glatschalm, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio delle Odle si segue il sentiero 36 per la Malga Dusler e Malga Zannes; si procede dapprima in saliscendi su passerelle di legno, ignorato il bivio col sentiero 36A si scende piuttosto ripidamente nel bosco col sentiero 36 arrivando nei pressi della Malga Dusler.
Al giugno 2022 la malga è in rifacimento e non si può attraversare il cantiere, si scende, quindi, verso Malga Zannes col sentiero 36B, poi 34 e poi 34B reincontrando il sentiero 36 a valle di Malga Dusler; col sentiero 36 in leggera risalita nel bosco si ritorna a Malga Zannes (1.30 ore dal Rifugio delle Odle, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: Malga Zannes – Malga Glatschalm – Malga Casnago – Rifugio delle Odle – Malga Zannes

Sentieri: 36-35-34-36-36B-34-34B-36

Dislivello: 400 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali ( 2.00 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 1996 m

Difficoltà: E percorso senza grandi difficoltà tecniche ma con presenza di qualche tratto ripido lungo il percorso, fare attenzione ai tanti bivi presenti lungo il tracciato, sviluppo totale di 9 chilometri circa.
A giugno 2022 Malga Dusler è in rifacimento e non può essere raggiunta visto il cantiere in essere e bisogna deviare come indicato nella descrizione; il percorso classico passerebbe, invece, anche per Malga Dusler.

Data di ascesa: giugno 2022

Esperienza di Stefano: escursione che ho percorso più volte che attraversa paesaggi bucolici molto affascinanti . È bene scegliere  giornate con buona visibilità per godere del bellissimo panorama verso le Odle.

A Malga Zannes

Salendo alla Malga Glatschalm

Malga Glatschalm

Salendo con vista sulle Odle a Malga Casnago ed al Rifugio delle Odle

Malga Casnago

Rifugio delle Odle

Tornando a Malga Zannes

Cliccare sull’immagine per visualizzare Malga Zannes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val di Funes, Valle Isarco e Bressanone

Water light Festival – Bressanone e Valle Isarco

L’Alto Adige/Südtirol ospita eventi per tutti i gusti ed esigenze e, tra quelli più innovativi, troviamo il “Water light festival” che, giunto alla quarta edizione, si tiene tra maggio ed inizio giugno in quattro luoghi: Bressanone/Brixen, al Forte di Fortezza/Franzenfeste, all’Abbazia di Novacella/Kloster Neustift ed alle Cascate di Stanghe/Gilfenklamm di Racines/Ratschings; per maggiori informazioni sulle aperture è bene consultare il sito ufficiale della manifestazione: https://www.brixen.org/it/water-light-festival

In particolare il centro storico di Bressanone, città dall’antica storia testimoniata dai molti monumenti presenti, nelle sere in cui è programmato l’evento, si colora con svariate proiezioni ed installazioni di artisti di diverse nazionalità dedicate a luce, acqua ed al loro utilizzo; seguendo un filo blu lungo il centro dell’antica città vescovile si possono, così, ammirare giochi di luce e suoni spettacolari (QUI la “pillola” su Bressanone).

Le installazioni e proiezione spaziano da temi di riflessione e sostenibilità ad altri di divertimento e sorpresa che culminano nella proiezione di spettacolari giochi di luce sull’antico Duomo cittadino.

Io ho visitato il festival con visita guidata il 13 maggio 2022 in occasione dell’Instawalk, ritrovo degli Instagrammers Alto Adige-Südtirol che ho conosciuto con piacere e che spero di incontrare nuovamente per prossimi eventi condivisi!

Lungo il percorso nel centro storico del Water light festival

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco


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Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte (2460 m) Monte Villandro/Villanderer Berg (2509 m) – Alpi Sarentine

Il Monte Forcella Sarentina, cima di 2460 metri di altezza, e il  Monte Villandro/Villanderer Berg, vetta posta a 2509 metri di quota, sono situati nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e si trovano in posizione estremamente panoramica tra la Val Sarentino/Sarntal e la Valle Isarco/Eisacktal; infatti, dalle vette, grazie alla posizione isolata, si gode di un amplissimo panorama che spazia dalle Dolomiti, al Gruppo di Tessa a gran parte delle Alpi Sarentine.

Le due vette presentano diverse possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso ad anello che parte dal Rifugio Gasser posto sopra il paese di Villandro/Villanders in Valle Isarco; il tracciato attraversa la nota Alpe di Villandro e prevede un lungo sviluppo, di 18 chilometri, attraversando ambienti molto diversi e interessanti quali: boschi, pascoli, creste, laghi e zone selvagge (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro).

Sul sito è descritta anche la salita al Monte Villandro partendo dalla Val Sarentino/Sarntal, dal paese di San Martino/Reinswald, con dislivello maggiore; ognuno può scegliere il percorso più adatto alle proprie condizioni fisiche e preferenze (QUI la “pillola” collegata).

La salita comincia dal Rifugio Gasser (1744 m, parcheggio Saltnerstein, lunga strada che sale da Villandro e Barbiano) e si percorre la mulattiera 6 per la Sella Gasteiger; la mulattiera sterrata conduce tra pini mughi e bosco al Rifugio Mair in Plun (1860 m).
Dal Rifugio Mair in Plun si segue a sinistra la mulattiera 7A per la Sella Gasteiger. Si procede in salita moderata sulla mulattiera in lungo sviluppo salendo tra pascoli fino alla Sella dei Sentieri/Gasteiger Sattel (2056 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dalla sella Gasteiger si segue la mulattiera 3 per la Sarner Scharte in lieve discesa fino ad incontrare, presso alcune baite, la deviazione a destra per la Sarner Scharte; si segue, quindi, il sentiero 3 prima tra pascoli e poi tra arbusti e zone erbose in lungo sviluppo in falsopiano (traccia a volte un po’ labile, seguire i segni) fino a giungere a delle rovine di pietra.
Si seguono sempre i segni salendo su grossi sassi e tratti terrosi ed erbosi fino a giungere al ripido sentiero sassoso e ghiaioso che conduce al Valico/Schartl (2381 m, bivacco).
Dal Valico si segue a destra per la Sarner Scharte salendo ripidamente su tratti sassosi e terrosi (cavo di sicurezza) fino a  giungere al tratto erboso che conduce alla vetta del Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte (2460 m, croce, 1.45 ore dalla Sella Gasteiger, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende sul versante opposto su sentiero numero 2 sassoso ed erboso fino ad un sella a 2400 metri di quota con cartelli, da qui si risale su sentiero sassoso fino alla vetta del Monte Villandro/Villanderer Berg (2509 m, croce, mappamondo, 45 minuti dal Monte Forcella Sarentina, 3.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue il sentiero 2 verso l’Alpe di Villandro, la traccia sassosa scende in moderata pendenza risalendo poi brevemente all’elevazione dello Zwolfernock, continuando a seguire la traccia erbosa e sassosa si giunge al bivio con sentiero 2A.
Si segue a sinistra il sentiero 2A per il Lago Totensee scendendo ripidamente su sentiero sassoso e terroso fino al Lago del Morto/Totensee (2208 m); dal lago si prosegue quindi in saliscendi, in breve, fino al Passo al Morto/am Toten (2186 m, cappella, 1 ora dal Monte Villandro, 4.45 ore dalla partenza).

Dal Passo al Morto si segue la mulattiera 6 per il parcheggio Saltnerstein raggiungendo in breve la Malga Pfroderalm (posto di ristoro) e scendendo poi in lungo sviluppo su mulattiera sterrata al Rifugio Mair in Plun e tornando in fine al Rifugio Gasser al parcheggio Saltnerstein (1.15 ore dal Passo al Morto, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Gasser – Rifugio Mair in Plun – Sella dei Sentieri/Gasteiger Sattel – Valico/Schartl – Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte – Monte Villandro/Villanderer Berg – Zwölfernock – Lago al Morto/ Totensee – Passo al Morto/am Toten – Malga Pfroderalm – Rifugio Mair in Plun – Rifugio Gasser

Sentieri: 6 – 7A – 3 – 2 – 2A – 6

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore totali

Quota massima: 2509 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti  piuttosto ripidi e che richiede senso di orientamento visti i numerosissimi bivi, sviluppo chilometrico lungo di 18 chilometri.

Data di ascesa: giugno 2021

Annotazioni: l’Alpe di Villandro è punto di partenza anche del percorso che sale al Corno del Renon con omonimo rifugio (QUI la “pillola” sulla salita al Corno del Renon dall’Alpe di Villandro)

Esperienza di Stefano: il percorso non va sottovalutato soprattutto per la sua lunghezza, è importante dosare le forze ed è preferibile scegliere una giornate con buona visibilità per godere dei panorami. Io sono, inoltre, partito presto al mattino potendo sfruttare le ore più fresche e terse nella prima parte del giro.

QUI il link al video su YouTube relativo alla salita al Monte Forcella Sarentina ed al Monte Villandro

Salendo al Rifugio Mair in Plun

Rifugio Mair in Plun

Salendo alla Sella Gasteiger

In discesa dalla Sella Gasteiger verso la deviazione per la Sarner Scharte

Deviazione per la Sarner Scharte/Monte Forcella Sarentina

Salendo al Valico/Schartl

Valico/Schartl

Salendo al Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte

Monte Forcella Sarentina

Tratto dal Monte Forcella Sarentina al Monte Villandro

In vetta al Monte Villandro

Vista dal Monte Villandro verso la Val Sarentino

Scendendo al bivio col sentiero 2A

Scendendo al Lago al Morto/Totensee

Lago al Morto/Totensee

Lungo la mulattiera di ritorno


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Saltnerstein del Rifugio Gasser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco

Alpe di Villandro/Villanderer Alm – Valle Isarco

L’Alpe di Villandro/Villanderer Alm è un vasto alpeggio posto tra i 1700 ed i 2500 metri di quota, ospitante oltre 20 chilometri quadrati di pascoli, situato in posizione elevata sull’omonimo paese di Villandro/Villanders in Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” sui paesi di Villandro, Velturno e Barbiano).

L’Alpe di Villandro è raggiungibile su strada asfaltata di montagna che conduce dal paese di Villandro fino ai parcheggi posti nei pressi del Rifugio Gasser; in zona sono presenti anche diversi pannelli informativi sulle diverse attività tradizionali dell’alpeggio come pascolo e lavorazione del pino mugo.

Lungo l’Alpe di Villandro è possibile praticare escursionismo e mountain-bike sui tanti sentieri dell’alpeggio ammirando il bellissimo panorama visibile verso le Dolomiti e le Alpi Sarentine;  lungo i percorsi sono posti anche diversi rifugi e malghe quali: Rifugio Rinder, Rifugio Mair in Plun, Marzuner Schupfe, Rifugio Stöffl e Malga Pfroder.

Grazie alla fitta rete di sentieri presente, all’Alpe di Villandro sono possibili sia escursioni familiari verso i rifugi e la Cappella al Morto/Am Toten con il vicino laghetto alpino sia ascese a vette prestigiose come il Monte Villandro/Villanderer Berg, il Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte ed il Corno del Renon/Rittner Horn con omonimo rifugio (QUI la “pillola” sull’ascesa al Monte Villandro e al Monte Forcella Sarentina, QUI quella sulla salita al Corno del Renon).

In inverno, l’Alpe di Villandro ospita un’ampia rete di sentieri innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, e percorsi più impegnativi per ciaspole; tra i percorsi invernali più noti troviamo la salita al Passo e Chiesetta al Morto/am Toten e verso la Malga Stöffl (QUI la “pillola” sul percorso verso la chiesetta al Morto e QUI quella sul tracciato per la Malga Stöffl).

Inoltre, nella stagione invernale, diverse malghe e rifugi sono aperti (è bene controllare, comunque, i giorni di apertura) e sono presenti anche tracciati per lo sci di fondo e lo slittino.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021 e 2023

Lungo i pascoli e zone boscose dell’Alpeggio

Indicazioni escursionistiche ai parcheggi dell’alpe

Rifugio Gasser

Escursionismo sull’Alpe tra pini mughi con vista dolomitica

Dolomiti viste dall’Alpe di Villandro

Rifugio Moar in Plun

Rifugio Rinderplatz

Crocus all’Alpe di Villandro in primavera

Alpe di Villandro e Laghetto al Morto visti dall’alto

Laghetto al Morto

Cappella al Morto

Malga Pfroder e salita alla Cappella al Morto

Vetta del Monte Villandro

Cima del Monte Forcella Sarentina

Corno del Renon con omonimo rifugio

Alpe di Villandro in inverno

Chiesetta al Morto

Tracciati per lo sci di fondo

Rifugio Mair in Plun

Rifugio Rinderplatz

Rifugio Gasser

Malga Stöffl

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco



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