Sam (2137 m) – Alpi Sarentine

Il Sam, elevazione erbosa alta 2137 metri, è posta nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen tra la Val Sarentino/Sarntal e la zona di Merano 2000. La cima è posta in ambiente pascolivo idilliaco è può essere salita con diversi sentieri, qui viene proposta la salita da Merano 2000, comprensorio escursionistico e sciistico raggiungibile in funivia da Merano e Avelengo/Hafling (QUI la “pillola” su Merano 2000).

La salita parte dalla stazione a monte della funivia Merano 2000 e della cabinovia Falzeben (1900 m, rifugi), seguendo il sentiero 3 si percorre una mulattiera tra pascoli fino ad arrivare alla malga Waidmannalm, continuando in saliscendi sulla mulattiera 18A si giunge ad un bivio, si segue, quindi, il sentiero 14 su mulattiera che porta in breve al Rifugio Merano/Meraner Hütte (1.00 ora dalla partenza).

Si continua sulla mulattiera numero 14 che in lungo sviluppo in saliscendi tra pascoli porta alla Malga Ottenbacher Alm (1942 m, 1.00 ora dal Rifugio Merano).
Dalla Malga si segue tra pascoli il sentiero 10A che porta in moderata salita alla Forcella Sambacher Scharte (2046 m), dalla forcella si segue in breve a destra il sentiero 10B che porta tra pascoli alla cima del Sam (2132 m, croce, 0.30 ore dall malga Ottenbacher, 2.30 ore dalla partenza).
Ritorno in 2.15 ore per lo stesso lungo percorso.

Percorso: Stazione a monte impianti Merano 2000 – Rifugio Merano – Malga Ottenbacher – Forcella Sambacher – Sam – Forcella Sambacher – Malga Ottenbacher – Rifugio Merano – Stazione a monte impianti Merano 2000

Sentieri: 3 – 18A – 14 – 10A – 10B

Dislivello: 500 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore (2.30 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2137 m

Difficoltà: E – escursione tecnicamente facile ma dallo sviluppo chilometrico lungo

Data di ascesa: luglio 2018

Esperienza di Stefano: il giro descritto seppur facile tecnicamente è risultato faticoso per la lunghezza complessiva; la zona è piuttosto ventosa per cui è bene scegliere una giornata comunque con buona visibilità ma senza foehn da nord

Lungo la mulattiera per il Rifugio Merano

Rifugio Merano

Malga Ottenbacher

Tratto finale di salita

In cima al Sam

Panorama dalla cima


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia Merano 2000 su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Falzeben ad Avelengo per Merano 2000 su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino

Picco Ivigna/Ifinger (2581 m) – Piccolo Ivigna/Kleiner Ifinger (2552 m) – Alpi Sarentine

Il Picco Ivigna/Ifinger, vetta di 2581 metri di quota, e la sua anticima del Piccolo Ivigna/Kleiner Ifinger, alto 2552 metri, sono due cime delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen poste in posizione panoramica dominanti sulla città di Merano/Meran e l’inizio della Val Passiria/Passeiertal.

Le due cime presentano diverse possibilità di accesso, tra cui la nuova impegnativa ferrata Heini Holzer che conduce alla sella divisoria tra il Picco Ivigna e il Piccolo Ivigna; viene invece qui descritta la salita alle cime lungo la via normale dal comprensorio escursionistico e sciistico di Merano 2000 raggiungibile in funivia da Merano o in cabinovia da Falzeben sopra Avelengo/Hafling (QUI la “pillola” su Merano 2000).

Anche il percorso di salita “normale” presenta comunque difficoltà impegnative infatti, una volta raggiunta su ripido sentiero la sella divisoria tra le cime, per salire al Picco Ivigna bisogna affrontare l’omonima via ferrata che, seppur relativamente breve, presenta diversi tratti esposti e di medio impegno tecnico.
La salita al Piccolo Ivigna dalla sella tra le cime è invece breve e su sentiero che, seppur ripido, non presenta attrezzature e non richiede equipaggiamento da ferrata.

La salita alle cime parte dalla stazione a monte della funivia Merano 2000 e della cabinovia Falzeben (1900 m, rifugi), seguendo il sentiero 3 si percorre una mulattiera tra pascoli e poco prima di arrivare alla malga Waidmannalm si trova il bivio per il Rifugio Kuhleiten e il Picco Ivigna.
Si prende a sinistra sul sentiero 19A seguendo queste indicazioni e si sale con alcuni tratti ripidi su largo sentiero terroso e ghiaioso, transitando anche nei pressi della Chiesetta di Sant’Osvaldo; continuando sulla larga traccia, in parte ripidamente, si giunge, quindi, al Rifugio Kuhleitenhütte (2362 m).

Dal Rifugio, sul sentiero 19, si continua su sentiero sassoso e ghiaioso ripido fino alla sella divisoria tra le due cime, da qui si segue a destra la via ferrata “Picco Ivigna” che conduce dapprima ad un traverso e poi su due ripidi salti rocciosi conducendo, quindi, ad una parete piuttosto ripida ed esposta. Superata la parete si segue la traccia che tra gradoni porta in breve alla cima del Picco Ivigna (2581 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Si scende quindi con molta attenzione lungo la ferrata tornando alla sella divisoria tra la cime, da qui si segue quindi il ripido sentiero per il Piccolo Ivigna che su traccia ripida sassosa conduce in breve alla cima del Piccolo Ivigna (2252 m, cartello, 30 minuti dalla cima del Picco Ivigna, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla cima del Piccolo Ivigna si torna nuovamente alla sella divisoria tra le cime scendendo poi al Rifugio Kuhleiten ed alla stazione a monte degli impianti di Merano 2000 (1.45 ore dalla cima del Piccolo Ivigna, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte impianti Merano 2000 – Rifugio Kuhleiten – sella tra le due cime – Picco Ivigna – sella tra le due cime – Piccolo Ivigna – sella tra le due cime – Rifugio Kuhleiten – Stazione a monte impianti Merano 2000

Sentieri: 3 – 19A – 19 – Ferrata Picco Ivigna

Dislivello: 700 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore (2.30 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2581 m

Difficoltà: EEA – escursione tecnicamente impegnativa con ferrata finale esposta, necessari kit da ferrata e casco)

Data di ascesa: agosto 2020

Annotazioni: chi volesse evitare la Via Ferrata può salire solamente al Piccolo Ivigna senza affrontare la salita al Picco Ivigna

Esperienza di Stefano: la ferrata finale seppur breve è piuttosto impegnativa e non va sottovalutata (viste diverse persone con alcune difficoltà); è tassativo scegliere una giornata asciutta e possibilmente serena per godere dei bellissimi panorami di vetta

QUI il link YouTube al video della salita al Picco Ivigna ed al Piccolo Ivigna

Primo tratto di percorso dagli impianti di Merano 2000

Punto panoramico dal sentiero verso la stazione a monte degli impianti

Salendo ai pressi della Malga Waidmannalm

Lungo il tratto dai pressi della Malga Waldmannalm alla chiesetta di Sant’Osvaldo

Chiesetta di San’Osvaldo (posta poco a lato del sentiero)

Tratto finale di salita al Rifugio Kuhleiten

Rifugio Kuhleiten

Salendo dal Rifugio Kuhleiten alla sella divisoria tra le due cime

Alla sella divisoria tra le due cime

Lungo la via ferrata al Picco Ivigna

In cima al Picco Ivigna

Vista su Merano dalla cima del Picco Ivigna

Salendo dalla sella divisoria tra le cime al Piccolo Ivigna

In cima al Piccolo Ivigna con vista sul Picco Ivigna


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn (2705 m) – Alpi Sarentine

Il Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn, alto 2705 metri, è una delle più note e prestigiose vette delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e presenta una salita impegnativa che parte dal Passo Pennes/Penser Joch posto a cavallo tra la Val Sarentino/Sarntal e l’Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).

Il Corno Bianco di Pennes ha una fattezza molto particolare sia per le diverse sovrapposizioni geologiche che ospita sia per la forma che ricorda una piramide ed è ben riconoscibile da ampio raggio, dalla vetta si può godere, inoltre, un bellissimo panorama su Alpi Sarentine ed Alpi dello Stubai e fine verso le Dolomiti.

Il percorso per il Corno Bianco di Pennes presenta uno sviluppo piuttosto lungo ed un tracciato con alcuni tratti sassosi, in pendenza accentuata, salendo alla forcella del Giogo delle Frane/Gerölljoch; dalla sella poi con traccia ripida in parte attrezzata con cavo, con alcuni tratti un po’ esposti, si giunge alla vetta.

La salita comincia dal Passo Pennes (2215 m, Rifugio Alpenrose) e seguendo il sentiero 12A si procede in saliscendi raggiungendo, in breve, un laghetto.
Si continua poi in lungo sviluppo su traccia terrosa e sassosa in saliscendi tra prati e rocce, il sentiero raggiunge un punto panoramico sul gruppo del Tribualun e si porta nei pressi dei Laghi Steinwandseen è con un tratto più ripido su traccia sassosa porta alla forcella del Giogo delle Frane/Gerölljoch (2600 m).

Ignorato il bivio col sentiero numero 9 si segue sempre il sentiero 12A a destra salendo su traccia sassosa che porta al tratto in parte attrezzato con cavi con alcuni tratti un po’ esposti, ed alcuni non attrezzati, portando alla cima del Corno Bianco di Pennes (2705 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore prestando attenzione al tratto attrezzato.

Percorso: Passo Pennes – Giogo delle Frane – Corno Bianco di Pennes – Giogo delle Frane – Passo Pennes

Sentieri: 12A

Dislivello: 700 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore (2.30 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2705 m

Difficoltà: EEA – escursione con tratto finale in parte attrezzato dalla difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi ma con alcuni tratti un po’ esposti ed alcuni non attrezzati (consigliato avere con se kit da ferrata e casco). Sviluppo piuttosto lungo di circa 12 chilometri tratto attrezzato (consigliato avere con se kit da ferrata e casco).

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: il Passo Pennes è punto di partenza anche per altri itinerari; tra essi troviamo la salita al Montaccio di Pennes/Tatschspitze ed il Gänsekragen, la Cima Specola/Hühnerspiel e la Cima di Stilves/Zinsler (QUI la “pillola” sulla salita al Montaccio di Pennes e QUI quella sul percorso per il Gänsekragen, la Cima Specola e la Cima di Stilves).

Esperienza di Stefano: è bene avere buona visibilità sia per godere dei bellissimi ambienti e panorami lungo il percorso sia per non perdere la traccia salendo al Giogo delle Frane e verso la cima. Il tratto attrezzato è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma è in parte un po’ esposto, non attrezzato in tutti i punti e non va sottovalutato (io ho usato kit da ferrata e casco).

Primo tratto dal Passo Pennes

Piccolo laghetto non lontano dalla partenza

Lungo tratto in saliscendi

Punto panoramico sul Tribulaun

Salendo al Giogo delle Frane con vista sui Laghi Steinwandseen

Particolari sovrapposizioni geologiche

Ultimo tratto di salita verso il Giogo delle Frane

Al Giogo delle Frane con vista sul tratto finale verso la cima

Lungo il tratto finale per la cima in parte attrezzato

In cima

Panorami di vetta


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino e QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e in Alta Valle Isarco

Corno di Tramin/Tagewaldhorn (2708 m) – Cima di San Giacomo/Jakobspitz (2742 m) – Alpi Sarentine

Il Corno di Tramin/Tagewaldhorn e la Cima di San Giacomo/Jakobspitz sono due cime delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen di più di 2700 metri di altezza poste in Val Sarentino/Sarntal nella laterale Valdurna/Durnholz, sede dell’omonimo lago (QUI la “pillola” sul Lago di Valdurna).
Le cime si trovano in una zona dall’ambiente aspro e selvaggio e dopo un ascesa impegnativa offrono amplissimi panorami.

La salita comincia dal parcheggio di Valdurna (1513 m) e porta in breve al Lago di Valdurna/Durnholzersee, con il sentiero 16 si costeggia il lago e si sale su mulattiera nel bosco in lungo sviluppo fino alla Malga Seebalm (1802 m). Si continua quindi sul sentiero 16 in pendenza moderata prima nel bosco poi per terreno aperto prativo e sassoso fino all’ultimo strappo ripido su terreno sassoso che porta al Rifugio Forcella Vallaga/Marburger Hütte e all’omonimo lago (2481 m, 3.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 13 per il Passo Pennes/Penser Joch su terreno sassoso, con anche un tratto attrezzato con cavi, fino al bivio col sentiero 15A. Si segue a destra il sentiero 15A in lungo traverso a mezzacosta impegnativo con alcuni tratti franati fino all’appicco finale un po’ esposto su terreno sassoso che porta alla cima del Corno di Tramin (2708 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio, 4.45 ore dalla partenza).

Si torna con attenzione al Rifugio Forcella Vallaga, 1.00 ora dalla cima, e si segue il sentiero 13B che sale ripido su traccia sassosa verso la Cima di San Giacomo, a metà salita si supera un tratto erto un po’ esposto attrezzato con cavi e si sale, infine, sulla cresta finale che porta in vetta alla Cima di San Giacomo (2742 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio, 2.30 ore dal corno di Tramin, 7.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi nuovamente al Rifugio Forcella Vallaga in 1.00 ora e si trona per la via di salita (senza risalire al Corno di Tramin) alla Malga Seebalm e al Lago di Valdurna (2.30 ore dal Rifugio, 3.30 ore dalla Cima di San Giacomo, 10.45 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio Lago di Valdurna – Malga Seebalm – Rifugio Forcella Vallaga – Corno di Tramin – Rifugio Forcella Vallaga – Cima di San Giacomo – Rifugio Forcella Vallaga – Malga Seebalm – Parcheggio Lago di Valdurna.

Sentieri: 16 – 13 – 15A – 13 – 13B – 13

Dislivello: 1600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 10.45 ore

Quota massima: 2742 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente impegnativa con vari tratti tecnicamente difficili ed in parte esposti, sviluppo molto lungo

Data di ascesa: settembre 2016

Annotazioni: è consigliabile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Forcella Vallaga, volendo si possono salire le due cime in due escursioni separate riducendo il tempo di percorrenza.

Esperienza di Stefano: io ho pernottato al Rifugio Forcella Vallaga dividendo, così, il percorso in due giorni e salendo presto al primo mattino alle due cime con visuale limpida senza le possibili nubi a cumuli di calore estive

Lago di Valdurna

Rifugio Forcella Vallaga

Ultimo tratto di salita al Corno di Tramin

Vetta del Corno di Tramin

Cresta di salita alla Cima di San Giacomo

Vetta della Cima di San Giacomo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino

Merano 2000 in estate – Merano e Valle dell’Adige

A poca distanza dalla città di Merano/Meran si trova il piccolo, ma grazioso e interessante, comprensorio sciistico ed escursionistico di Merano 2000 che può essere raggiunto dai pressi di Merano in funivia o da Falzeben, sopra il paese di Avelengo/Hafling, in cabinovia (QUI la “pillola” sulla città di Merano e QUI la “pillola” sul paese di Avelengo).

In inverno il comprensorio di Merano 2000 ospita 40 km di piste per lo sci alpino, percorsi tracciati per le ciaspole, piste da slittino e molte altre attrattive per giornate sulla neve QUI la “pillola” sul comprensorio di Merano 2000 in inverno)

In estate invece, sono possibili, grazie alla fitta rete di sentieri presenti, svariate attività inserite in un ambiente bucolico e pascolivo molto rilassante e rigenerante.

In zona si possono infatti intraprendere svariate escursioni adatte anche a famiglie, gustare piatti tipici in una delle moltissime malghe e rifugi presenti, osservare la flora dei prati e i molti animali al pascolo, scendere sulla pista di funbob e godere del bellissimo panorama che offre la zona verso il Gruppo di Tessa/Texel Gruppe, le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, la Val d’Adige/Etschtal e gli altipiani di Avelengo e Meltina.

Sono possibili anche escursioni a cime di media quota come la Cima del Vento/Windspitze, il Monte Catino/Großer Mittager, il Sam e il Monte Spieler e, per i più esperti ed allenati, anche salite impegnative come verso il Picco Ivigna/Infinger e il Piccolo Ivigna/Kleiner Ifinger (QUI la “pillola” sulla salita al Sam, QUI quella sulla scalata al Picco Ivigna e al Piccolo Ivigna e QUI la “pillola” sulla salita al Monte Spieler e QUI quella su Cima del Vento e Monte Catino).

Le foto si riferiscono alle mie visite in estate nel 2020, 2021, 2022 e 2025

Funivia che sale dai pressi della città di Merano

Cabinovia che sale da Falzeben, frazione di Avelengo

Vista su Merano dalla zona di arrivo degli impianti

Zona del funbob nel punto di arrivo degli impianti

Sui sentieri dell’altopiano di Merano 2000

Vista su Malga Waidmannalm e Monte Catino

Rifugio Merano/Meraner Hütte

Vista su Picco Ivigna e Laste di Verdins dai pressi del Rifugio Meraner Hütte

Cavalli avelignesi al pascolo

Fioritura di rododendri

Cima del Monte Spieler

Rifugio Kuhleiten visto salendo al Picco Ivigna

Pranzo al Rifugio Kuhleiten

Vetta del Piccolo Ivigna

Lungo la ferrata al Picco Ivigna

Vetta del Picco Ivigna

Salendo a Cima del Vento e Monte Catino

Cima del Vento

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige



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Funivia Hirzer – Val Passiria

La Val Passiria/Passeiertal si sviluppa da Merano/Meran verso nord portando, nella parte alta della valle, al Passo Giovo/Jaufenpass verso l’Alta Valle Isarco/Wipptal e il Passo Rombo/Timmelsjoch verso il Tirolo austriaco in bellissimi contesti naturali alpini di alta montagna.  

Inoltre, anche la zona della bassa e media valle, che si trova tra le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e il Gruppo di Tessa/Texel Gruppe, offre molte possibilità escursionistiche di svariati livelli di difficoltà in comprensori escursionistici, serviti da impianti di risalita, come l’Hirzer il Taser e l’Hochmut (QUI la “pillola” collegata all’Hochmut e QUI la “pillola” sul Taser).

Il comprensorio dell’Hirzer viene raggiunto in funivia da Saltusio/Saltaus, frazione del paese di San Martino in Passiria/St. Martin in Passeier, posto nella parte meridionale della Val Passiria (QUI la “pillola” su San Martino in Passiria).

Dalla stazione a monte della funivia posta a Klammeben a 2000 m di quota, si possono raggiungere varie malghe e rifugi che offrono piatti tipici della zona, godere dell’ambiente bucolico e ammirare bellissimi panorami sulla Val Passiria, le Alpi Sarentine e il Gruppo di Tessa.

Si possono, inoltre, intraprendere escursioni di varia difficoltà come l’impegnativa salita alla Punta Cervina/Hirzer che, con i suoi 2781 m di altezza, è la cima più alta del gruppo delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen (QUI la “pillola” sulla salita alla Punta Cervina/Hirzer)

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2015

Stazione a valle della funivia Hirzer a Saltusio

Nei pressi della stazione a monte della funivia Hirzer

Panorami verso la conca di Merano

Il bucolico ambiente della zona visto dall’alto

Sentieri della zona

In vetta alla Punta Cervina/Hirzer

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Passiria



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Passo Pennes/Penser Joch – Val Sarentino e Vipiteno e Valle Isarco

In Sudtirolo sono presenti vari passi alpini ad alta quota molto frequentati e amati da locali e turisti.
Tra questi troviamo il Passo Pennes/Penser Joch che collega la Val Sarentino/Sarntal con l’area di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” su Sarentino paese e QUI quella sulla cittadina di Vipiteno).

Il passo, situato a 2211 m di quota, è quindi un collegamento alternativo all’autostrada del Brennero tra le città di Bolzano/Bozen e Vipiteno; il versante meridionale del passo, che risale la Val Sarentino, ha una pendenza moderata e diventa più ripido solo sugli ultimi tornanti prima dello scollinamento. Il versante nord è invece più ripido con la strada che percorre il versante settentrionale con pendenze elevate e tante curve.

La strada del Passo Pennes è a tratti chiusa in inverno, d’estate è, invece, molto frequentata soprattutto da turisti e motociclisti che sul passo trovano anche il Rifugio Alpenrosenhof che propone piatti tipici e una bellissima vista verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e le Alpi Breonie/Stubaier Alpen.

Partendo dal passo sono possibili anche diverse escursioni tranquille come alla vicina cima del Gänsekragen e salite a vette più faticose come la Cima Specola/Hühnerspiel, la Cima di Stilves/Zinseler, Montaccio di Pennes/Tatschspitze e il famoso e impegnativo Corno Bianco di Pennes/Penser Weißhorn (QUI la “pillola” collegata all’ascesa al Corno Bianco di Pennes e QUI quella sulle salite a Gänsekragen, Cima Specola e Cima di Stilves e QUI quella sull’ascesa al Montaccio di Pennes).

Le foto di riferiscono alla mie visite in primavera ed estate nel 2018, 2020, 2023 e 2024

Il Passo Pennes con il rifugio Alpenrosenhof

Strada del Passo Pennes sul versante verso Vipiteno

La strada del Passo Pennes sul versante della Val Sarentino

Cartelli escursionistici al Passo Pennes

Lungo la salita al vicino Gänsekragen

Corno Bianco di Pennes visto dal Gänsekragen

Vista salendo dal Passo Pennes verso il Corno Bianco di Pennes

Vetta del Corno Bianco di Pennes

Passo Pennes visto dalla cima del Corno Bianco di Pennes

Cima Specola e Cima di Stilves viste dal Passo Pennes

Lungo la salita alle due vette

Croce di Cima Specola

Verso la Cima di Stilves

Vetta della Cima di Stilves

Vista dalla Cima di Stilves verso Vipiteno

Lungo la salita al Montaccio di Pennes

Vetta del Montaccio di Pennes

Scopriamo QUI altre “pillole sulla Val Sarentino e QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco



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San Martino/Reinswald in autunno – Val Sarentino

L’autunno fino a non molti anni fa l’autunno era considerato una stagione turisticamente poco attraente e con bassa frequentazione delle località turistiche e dei vari comprensori.

Oggi la situazione è in parte cambiata e, sempre più spesso, turisti e gente locale frequentano le varie località montane e di valle del Sudtirolo.
In autunno sono presenti spesso giornate dal cielo terso ed ottima visibilità che permettono bellissimi panorami sulle cime imbiancate dalle prime nevi, visione dei contrasti tra i colori autunnali di boschi, bianco delle cime e blu del cielo e godimento del “Glodener Herbst”, l’autunno dorato con i larici che si tingono di giallo.

In Val Sarentino/Sarntal sono presenti varie zone in cui ammirare i colori dell’autunno delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, tra queste troviamo San Martino/Reinswald che in inverno ed in estate è un noto centro sciistico ed escursionistico e che in autunno permette, con gli impianti chiusi, di godere di bellissime escursioni in tutta tranquillità permettendo giorni rilassanti a locali e turisti che scelgono queste zone per delle vacanze ed escursioni autunnali (QUI la “pillola” su San Martino e l’area escursionistica e sciistica Reinswald).

“Goldener Herbst”

Panorami autunnali

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Sarentino



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Sarentino paese/Sarnthein – Val Sarentino

Nel cuore del’Alto Adige/Südtirol (“Herz des Süditirols” come recita lo slogan della azienda turistica locale) si trova la lunga Val Sarentino/Sarntal che da Bolzano/Bozen sale fino al Passo Pennes/Penser Joch da dove si può poi scendere in estate verso Vipiteno/Sterzing (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).

Nel mezzo della Val Sarentino si trova, a poco meno di 1000 metri di quota, il paese omonimo di Sarentino/Sarnthein, il borgo è il centro abitato principale della valle ed è sede del comune, che è anche il più esteso dell’Alto Adige con 309 km² di estensione.

Il paese di Sarentino, a grande maggioranza di abitanti di madrelingua tedesca, presenta un’architettura classica tirolese ed è circondato da pascoli e dalle cime selvagge delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, nelle quali sono tracciati moltissimi sentieri escursionistici.

Tra i punti di interesse principali del paese di Sarentino, posto lungo il corso del Torrente Talvera/Talfer, troviamo la chiesa parrocchiale edificata nel 14° secolo e dedicata a Santa Maria Assunta e molti edifici antichi decorati e masi caratteristici; a poca distanza dal paese si trova anche Castel Regino/Schloss Reinegg, nominato già dal 1263, il maniero molto grande e ben fortificato è attualmente di proprietà privata e, quindi, non visitabile all’interno.

Dal paese di Sarentino è anche possibile intraprendere varie escursioni sia intorno al paese, sia verso malghe e rifugi posti sui pendii circostanti sia salendo verso le cime dell’area con tracciati più lunghi e impegnativi.

A pochi chilometri dal centro abitato di Sarentino, nella laterale Valdurna/Durnholzertal, inoltre, sono posti l’idilliaco Lago di Valdurna ed il borgo di San Martino/Reinswald che ospita l’omonimo centro escursionistico e sciistico con moltissime possibilità di escursioni e presenza, in inverno, di oltre 20 chilometri di piste solitamente poco affollate (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico di San Martino, QUI la “pillola” sul paese di San Martino e l’area escursionistica e di sport invernali Reinswald e QUI la “pillola” sul Lago di Valdurna).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022 e 2024

Dintorni bucolici di Sarentino

Chiesa parrocchiale

Zona centrale del paese

Ristorante Braunwirt in paese

Lungo il Torrente Talvera

Masi caratteristici

Castel Regino

Vista sui pendii pascolivi circostanti il paese di Sarentino

Dintorni del paese nella parte finale dell’inverno

Comprensorio Reinswald/San Martino

Lago di Valdurna ed omonima frazione

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Sarentino


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Lago di Valdurna/Durnholzersee – Val Sarentino

In Alto Adige/Südtirol sono presenti molti laghi particolarmente amati dai visitatori. Tra questi in Val Sarentino/Sarntal a pochi chilometri dal paese principale Sarentino/Sarnthein, nella laterale Valdurna/Durnholz nel cuore del Sudtirolo, troviamo il Lago di Valdurna/Durnholzersee raggiungibile in breve dal parcheggio omonimo (QUI la “pillola” sul paese di Sarentino).

Il giro intorno al Lago, di 3 chilometri di lunghezza, è una meta molto apprezzata da locali e turisti e molto frequentata anche da famiglie. Acque cristalline, ottimi panorami sulle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e possibilità di ristoro rendono il Lago di Valdurna una meta molto attrattiva ampliando l’offerta turistica della valle.

Il Lago di Valdurna è anche punto di partenza per escursioni di medio impegno come quella per la Malga Seebalm sia più lunghe come l’itinerari per la vetta del Bersaglio Alto/Hohe Scheibe, per il Corno del Ceppo/Schrotthorn e per il Rifugio Forcella Vallaga/Margburg Hütte posto nei pressi del piccolo Lago di Vallaga/Flaggersee.
Il Rifugio Forcella Vallaga è anche punto di appoggio per le impegnative salite alle vette del Corno di Tramin/Tagewaldhorn e della Cima di San Giacomo/Jakobspitz (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Forcella Vallaga ed al Corno di Tramin e la Cima di San Giacomo, QUI quella sulla salita al Bersaglio alto e QUI la “pillola” sull’ascesa al Corno del Ceppo).

Il percorso attorno al Lago di Valdurna può, con le giuste condizioni ed attrezzatura, essere percorso anche in inverno; l’ambiente innevato offre una vista inconsueta e molto affascinante del luogo.
Nella percorrenza invernale di questo itinerario va considerato che la sponda occidentale è solitamente battuta dallo spazzaneve mentre quella orientale solo dagli escursionisti (QUI la “pillola” sul percorso invernale attorno al lago).

A breve distanza dal Lago di Valdurna si trova, inoltre, il comprensorio sciistico ed escursionistico di Reinswald/San Martino, con cabinovia funzionante anche d’estate (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico di San Martino e QUI quella sul comprensorio in estate).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2022 e 2024

Cartelli al parcheggio del lago posto a circa 200 metri di distanza dal Lago di Valdurna

Tratto di strada dal parcheggio al lago costeggiando il torrente

Lungo il percorso attorno al Lago di Valdurna/Durnholzersee con vista anche sulla chiesa del paesino di Valdurna

Bucolici dintorni del lago

Lago di Valdurna visto dall’alto

Rifugio Forcella Vallaga

Rifugio Vallaga, Lago di Vallaga e Cima di San Giacomo visti all’alba

In vetta al Corno di Tramin

Vetta del Bersaglio alto/Hohe Scheibe

Corno del Ceppo

Il Lago di Valdurna in inverno

Lungo il percorso attorno al lago

Frazione di Valdurna in inverno

Interni della chiesa

Vista sul lago dalla frazione di Valdurna

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Sarentino

Scopriamo QUI altre “pillole” sui laghi del Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

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