Museo Ursus Ladinicus di San Cassiano/St. Kassian – Val Badia

Il borgo di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian, frazione del comune di Badia, e situato in Alta Badia/Gadertal è molto noto per la bellezza dell’ambiente in cui è situato e per le moltissime escursioni possibili nell’area (QUI la “pillola” su San Cassiano).

In paese sono presenti, tuttavia, anche punti di interesse religiosi, architettonici e culturali; tra essi si trova il Museo Ursus Ladinicus, situato nel centro del borgo in Strada Micurá de Rü, 26; il museo, aperto dal 2011 è ospitato in un nuovo edificio che si articola su tre piani.

Il percorso museale permette di scoprire molte informazioni ed osservare numerosi reperti dell’orso delle caverne che viveva in grotte del gruppo dolomitico delle Conturines, che sovrasta il paese di San Cassiano; il museo permette di scoprire, inoltre, molte curiosità sulla storia geologica delle Dolomiti con presenza anche di diversi fossili.

In particolare, nell’area riguardante l’Ursus Ladinicus viene mostrata la storia di questo grande animale preistorico, con peso fino a 1200 chili e vissuto circa 40000 anni fa, il cui sito di ritrovamento, nelle grotte delle Conturines a quasi 2800 metri di quota, risulta essere il più alto al mondo per questa tipologia di animali.

Il museo è aperto, solitamente, dal 1° maggio alla prima domenica di novembre dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00; inoltre, è possibile acquistare un biglietto combinato con il MusLa – Museo della cultura ladina, situato nel Ciastel de Tor a San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su Castel de Tor ed il MusLa).

Per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museumladin.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025

Entrata del museo

Lungo il percorso museale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Museo Ursus Ladinicus di San Cassiano su Google Maps

Rifugio Similaun Hütte (3019 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Similaun Hütte, posto a 3019 metri di quota, si trova nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen a breve distanza dal confine tra l’Alto Adige/Südtirol in Italia e Tirol in Austria; il rifugio è situato sotto l’omonima vetta, con ghiacciaio, del Similaun ed è anche noto perché non molto lontano da esso è stato anche ritrovata la mummia di Ötzi, uomo vissuto oltre 5000 anni fa (la mummia è ora visibile al Museo Archeologico di Bolzano/Bozen) – (QUI la “pillola sul Museo Archeologico).

L’accesso al Rifugio Similaun avviene dal Lago di Vernago/Vernagt Stausee in Val Senales/Schnalstal; il percorso presenta un dislivello molto rilevante ed alcuni tratti tecnici nella parte finale di salita; lungo il percorso si godono anche belle visuali sulla Punta di Finale/Fineilspitz e dal rifugio si può osservare un panorama molto ampio fino al Gruppo dell’Ortles/Ortler e sul lato austriaco (QUI la “pillola” sul Lago di Vernago e QUI quella sulla Val Senales).

Il percorso comincia dal Lago di Vernago (1700 m); seguendo le indicazioni dl sentiero numero 2 per il Rifugio Similaun si sale su stradina asfaltata, in moderata pendenza, raggiungendo il Maso Tisa/Tisenhof (1814 m, punto di ristoro).

Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 2 per il Rifugio Similaun si sale su traccia sassosa ed erbosa tra pascoli; si entra quindi, brevemente, in un tratto boscato per poi proseguire nuovamente tra pascoli costeggiando il torrente.
Il sentiero si inoltra nella Valle di Tisa/Tisental salendo in moderata pendenza su fondo sassoso ed erboso fino ad una selletta, superato un tratto più ripido si giunge ad un piccolo ricovero d’emergenza scavato nelle rocce.

La traccia erbosa e sassosa continua in moderata pendenza nell’ampio vallone raggiungendone la testata; piegando a destra la traccia sale a tornanti ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso; il sentiero porta, quindi, ad un breve tratto attrezzato un po’esposto  e sale poi nuovamente, ripidamente, su fondo sassoso fino a giungere al Rifugio Similaun (3019 m, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Vernago –  Maso Tisa –  Rifugio Similaun –  Maso Tisa – Lago di Vernago

Sentieri: 2

Dislivello:  1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore (3.15 ore la salita; 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3019 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica fino all’inizio del tratto ripido finale che presenta, invece, diversi tratti tecnici ed anche una breve parte attrezzata un po’ esposta; necessario passo fermo ed assenza di vertigini; sviluppo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo, dal rifugio, con ulteriori 200 metri di dislivello si può raggiungere il punto in cui è stata ritrovata la mummia dell’uomo preistorico Ötzi; nel punto si trova, tuttavia, solo una grande piramide di sassi.

Esperienza di Stefano: escursione lunga che si svolge in ambienti selvaggi e poco antropizzati; se effettuata in giornata, come ho fatto io, è bene partire presto dal Lago di Vernago; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del panorama dal rifugio.

Alla partenza al Lago di Vernago

Salendo al Maso Tisa

Maso Tisa

Primo tratto di salita nella Valle di Tisa

Ricovero di emergenza tra le rocce

Seconda parte di salita nella Valle di Tisa

Tratto finale di salita al Rifugio Similaun

Rifugio Similaun

Panorami dal rifugio

Maso Tisa visto in discesa

Lago di Vernago visto in discesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Vernago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Sentiero enodidattico “Gschleier” di Cornaiano/Girlan – Oltradige-Strada del Vino

In Alto Adige/Südtirol sono presenti diversi percorsi tematici, molto interessanti, legati a caratteristiche peculiari del luogo in cui si trovano; tra essi troviamo, ad esempio, il Sentiero enodidattico “Gschleier”, situato a Cornaiano/Girlan, frazione del comune di Appiano sulla Strada del Vino/Eppan an der Weinstraße (QUI la “pillola” su Appiano sulla Strada del Vino).

Il percorso si diparte dal centro del borgo di Cornaiano e, con tracciato ad anello, si sviluppa tra i vigneti che circondano il paese; lungo l’escursione si godono bellissimi panorami sulla Strada del Vino, l’area di Bolzano/Bozen e la Mendola/Mendel e si attraversano zone collinari tra magnifici vigneti, aree boscate e masi caratteristici.

Il Sentiero enodidattico del Vino ospita, lungo il suo sviluppo, anche molte installazioni che descrivono le tante uve coltivate in zona, i metodi di preparazione dei vini e la storia secolare della viticoltura dell’area della Strada del Vino.

Nel complesso il percorso presenta circa 1,5 chilometri di sviluppo e 50 metri di dislivello in salita e discesa; il tracciato  risulta essere, quindi, di impegno e difficoltà contenuti ed adatta anche a famiglie.

Le foto si riferiscono alla mia visita nel settembre 2025

Centro di Cornaiano

Verso l’inizio del Sentiero enodidattico

Sentiero enodidattico

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige e la Bassa Atesina


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del paese di Cornaiano su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Monteneve/Schneeberghütte (2355 m) – villaggio minerario – Alpi dello Stubai

Il Rifugio Monteneve/Schneeberghütte, situato a 2355 metri di quota nelle Alpi dello Stubai/Stubaier Alpen, è posto in area molto particolare una delle strutture nell’antico villaggio minerario; rifugio e villaggio possono essere raggiunti da diversi punti di partenza; viene qui proposto l’accesso “classico”, dalla strada del Passo Rombo/Timmelsjoch in Val Passiria/Passeiertal nella zona di Moso/Moos (QUI la “pillola” su Moso in Passiria e QUI quella sul Passo Rombo).

Il percorso, dal medio dislivello e sviluppo, si diparte dapprima nel bosco, raggiungendo, quindi, il biotopo Seemoos e salendo tra le strutture delle vecchie miniere fino a giungere all’antico villaggio con rifugio, chiesetta e mostra esplicativa sulla storia mineraria dell’area che si è protratta dal 1237 al 1985.

Lungo il tracciato si hanno anche belle viste su diverse vette delle Alpi dello Stubai e del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; alcune delle vette che circondano la zona del rifugio presentano anche differenziazioni geologiche molto caratteristiche.

Il percorso comincia, salendo da Moso verso il Passo Rombo, dal parcheggio posto poco prima del Ponte Monteneve/Schneebergbrücke (1690 m); seguendo le indicazioni del sentiero 31 per il Rifugio Monteneve si sale su mulattiera in moderata pendenza; in breve si raggiunge il bivio col sentiero 32.

Ignorato il bivio si attraversa un ponte e si sale su mulattiera sterrata raggiungendo la deviazione del sentiero che, presso un crocefisso, sale nel bosco; il sentiero terroso e sassoso, con anche alcuni tratti un po’ ripidi, sale a tornanti e, intersecando più volte una mulattiera e superando un ponte, porta nei pressi di alcune baite.

Il sentiero continua a salire a tornanti, tra bosco e spazi più aperti, fino ad uscire dal bosco e costeggiare un torrente; si raggiunge, quindi, il bivio tra il sentiero 29 ed il sentiero 31; rimanendo sul sentiero 31 si giunge al Biotopo Seemoos ed alle prime strutture minerarie.

Ignorato il bivio con sentiero 31A si sale ripidamente lungo l’antica ferrovia mineraria fino ad una struttura (non si può proseguire oltre sulla ferrovia); qui si devia a destra e si segue sempre il sentiero 31 che porta verso diversi ruderi e sale poi ripidamente su traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti.
Il sentiero tocca alcune strutture minerarie portando, quindi, al largo pianoro dell’antico villaggio minenario ed al Rifugio Monteneve (2355 m, 2.15 ore dalla partenza).

Per la discesa, volendo, si può seguire il sentiero 29 che scende in tornanti su larga traccia ghiaiosa e terrosa; costeggiando il torrente la traccia riporta al bivio tra il sentiero 31 e 29 incontrato in salita; seguendo il sentiero 31 si torna, quindi, al parcheggio sul sentiero percorso in salita (1.45 ore dal rifugio, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Ponte Monteneve –  Rifugio Monteneve –  Ponte Monteneve

Sentieri: 31 – 29 – 31

Dislivello:  650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita; 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2355 m

Difficoltà: E/EE – escursione di mediamente di contenuta diffocltà tecnica ma con alcuni tratti ripidi e che richiede piede fermo nel tratto finale di salita lungo le vecchie strutture minerarie; sviluppo di circa 10 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso; volendo, raggiunto il bivio tra il sentiero 29 e 31 è possibile percorrere anche in salita il sentiero 29 riducendo le difficoltà tecniche (ma non raggiungendo alcune strutture minerarie). Bisogna anche prestare attenzione nei pressi delle diverse strutture ed ai bivi lungo il percorso.
Il tema del villaggio minerario Monteneve è, inoltre, trattato anche nel Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier nella sede del Mooseum Bunker in paese a Moso in Passiria (QUI la “pillola” del museo).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che coniuga bellezza paesaggistica e curiosità storiche; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei begli ambienti lungo il percorso e trovare con più facilità i segnavia in diversi tratti.

Alla partenza

Primo tratto su mulattiera

Salita nel bosco

Tratto verso il bivio col sentiero 29

Biotopo Seemoos

Salendo nel tratto tra le vecchie strutture minerarie

Antico villaggio minerario e Rifugio Monteneve

Discesa sul sentiero 29 tornando al bivio col sentiero 31


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Ponte Monteneve sulla strada del Passo Rombo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria





Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus e Museo Civico e Museo Multscher di Vipiteno/Sterzing

La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus che ospita anche il Museo Civico ed il Museo Multscher (QUI la pillola” su Vipiteno).

L’Ordine Teutonico è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terra santa nel 1191 all’epoca della terza crociata; la Commenda/Deutschhaus era originariamente una sede rurale o un complesso di edifici, spesso legata a un ospizio per pellegrini.

La Commenda di Vipiteno è stata costruita da Hugo von Taufers ed Adelheid con Eppan nel 1250 circa ed è entrata a far parte dell’Ordine Teutonico poco dopo, nel 1525 la struttura subì il saccheggio durante la rivolte del contadini (ricordata con una mostra nel 2025) ed un incendio nel 1566.

L’intera struttura venne ricostruita pochi anni dopo e poi ristrutturata con diversi stili (in particolare con arredi rococò); il complesso di edifici della Commenda (di cui fa parte anche la Chiesa di Santa Elisabetta) consta di tre ali che circondano il grande cortile interno.

Ai nostri giorni la Commenda ospita, contemporaneamente, il Museo Civico cittadino ed il Museo Multscher, importante pittore tedesco del’400 autore anche delle pale dell’altare delle vicina chiesa parrocchiale Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la “pillola” sulla chiesa).

Diverse opere di Hans Multscher sono ora conservate nella Commenda e visibili insieme ad altre opere di diversi artisti, agli affreschi dipinti sulle sale del museo, alla Chiesa di Sant’Elisabetta ed a diverse mostre tematiche.

Commenda e musei sono aperti, solitamente, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 dal giovedì al sabato a maggio, giugno, settembre ed ottobre e da martedì a sabato a luglio ed agosto; è, comunque, bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Commenda dell’Ordine Teutonico

Museo Civico e Museo Multscher

Chiesa di Santa Elisabetta

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos di Vipiteno/Sterzing – Vipiteno e alta Valle Isarco

La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la pillola” su Vipiteno).

La Chiesa parrocchiale, posta nei pressi dell’Antica Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus, si trova discosta rispetto al centro storico del paese in un sito ove nel medioevo erano presenti chiese precedenti erette sopra dei sepolcri romani (QUI la “pillola” sulla Commenda dell’Ordine Teutonico che ospita anche il Museo Civico e Museo Multscher).

La chiesa attuale è stata costruita tra il 1316 ed 1318, subito modificata tra il 1429 ed il 1455 dall’architetto Haus Feur, su iniziativa dei cittadini benestanti di Vipiteno, e poi molte volte ampliata; nei secoli varie parti distrutte sono state, in seguito, ricostruite ed ammodernate con diversi stili barocchi e neogotici,; nel 2008 si è poi proceduto ad un rinnovo dell’altare e delle panche.

L’imponente chiesa presenta un’aula a cinque campate con tetto a sella sormontata con campanile con elmo barocco; il portale della chiesa è posto nella quarta campata e sulle facciate sono poste diverse lapidi tombali.

L’interno della chiesa, con sala a tre navate sorretta da pilastri in marmo bianco, ospita molti reperti ragguardevoli, tra essi troviamo l’altare di Hans Multscher del quattrocento, i busti dei santi-vescovi, sempre quattrocenteschi, Cassiano di Imola e Nicola di Mira dello scultore Hans Klocker, gli affreschi settecenteschi del soffitto del pittore Adam Mölkl, l’affresco sull’arco del coro del pittore Josph Ritterl, il gruppo tardogotico della salita al Calvario ed i busti degli apostoli dello scultore Hans Harder, gli altari della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, la fonte battesimale con copertura in legno, le panche decorate con leoni e diverse lapide funerarie romane.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2023 e 2025

Facciata ed area esterna della chiesa

Navate

Dettagli dell’altare

Altari laterali

Affeschi

Battistero

Altri dettagli della chiesa

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum di Lana – Merano e Val d’Adige

Il centro abitato di Lana, posto a pochi chilometri da Merano/Meran in Val d’Adige/Etschtal, ospita diversi punti di interesse naturali, religiosi, architettonici e culturali; tra questi ultimi troviamo il Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum, posto nella parte meridionale del paese di Lana in via Passeggiata Brandis, 4 (QUI la “pillola” sul paese di Lana).

Il museo si trova all’interno della residenza medievale Larchgut ed ospita molti reperti, documenti ed informazioni sulla storia passata e recente della frutticoltura in Alto adige/Südtirol; viene dato particolare risalto, soprattutto, alla coltura delle mele, uno dei pilastri dell’economia locale.

Lungo il percorso museale si possono scoprire moltissime curiosità sul significato simbolico e culturale della mela nella storia e, naturalmente, l’evoluzione dei metodi di coltivazione nei secoli di questo amato frutto, su come vengono sviluppate e protette le colture, le diverse tipologie di mele presenti in Alto adige/Südtirol e sulla conservazione e spedizione in tutto il mondo delle mele.

Nel museo sono presenti anche una parte esterna ed un‘area dedicata ai bambini con attività disponibili ed una caccia al tesoro.

Il museo è aperto, solitamente, da inizio aprile ad inizio novembre dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00; nel periodo da luglio ad ottobre è prevista anche l’apertura nei giorni festivi dalle 13.00 alle 18.00, sono possibili, su prenotazione, anche visite guidate.

È, comunque, sempre bene controllare il sito ufficiale: www.obstbaumuseum.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Entrata del museo

Frutteto

Lungo il percorso museale

Area per bambini

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige

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Croda del Becco/Seekofel (2810 m) – Rifugio Biella/Seekofelhütte (2327 m) – Dolomiti

La Croda del Becco/Seekofel, posta a 2810 metri di quota, ed il Rifugio Biella/Seekofelhütte, situato a 2327 metri di altezza, si trovano a cavallo tra Dolomiti di Braies e Dolomiti d’Ampezzo; la vetta è posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Veneto mentre il rifugio si trova interamente in quest’ultimo.

La cima ed il rifugio sono raggiungibili, con itinerari lunghi, da diversi punti di partenza; viene qui descritto quello, probabilmente, più iconico che si diparte dal noto Lago di Braies/Pragser Widsee in Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” sul Lago di Braies e QUI quella sulla Valle di Braies).

Il tracciato, dal lungo sviluppo e dislivello, raggiunge, dapprima, la Forcella Sora al Forn/Ofenscharte per poi salire con percorso tecnico alla vetta da cui si gode un panorama amplissimo e si può osservare il Lago di Braies 1300 metri pià sotto; dalla forcella con breve deviazione è possibile raggiungere anche il rifugio.

La salita comincia dal Lago di Braies (1494 m, ristoranti), seguendo il percorso attorno al lago sulla sponda occidentale si procede in lievi saliscendi sul mulattiera sterrata fino a raggiungere il bivio col sentiero 1 verso la Croda del Becco ed il Rifugio Biella.

Il sentiero sale su traccia con fondo sassoso e ghiaioso tra rado bosco, dapprima in pendenza moderata e poi ripidamente; si affronta, quindi, un tratto un po’ esposto con gradoni e cavo di sicurezza e si sale nuovamente nel bosco scendendo poi, in breve, ad un bivio col sentiero 4
Rimanendo sul sentiero 1 si sale su traccia sassosa e terrosa nel bosco arrivando ad una selletta dalla quale si sale ripidamente a tornanti su fondo sasosso; superato un tratti attrezzato con cavi si giunge ad un pianoro con bivio col sentiero 3.
Continuando col sentiero 1 si sale nel vallone del Forno su traccia ghiaiosa e terrosa prima con pendenza moderata e poi più ripidamente fino a giungere alla Forcella Sora al Forno (2389 m, piccola cappella, 2.40 ore dalla partenza).

Seguendo a destra per la Croda del Becco si sale su ripida vaga traccia sassosa (non ci sono segni, bisogna cercare dove la traccia sia più agevole); salendo a tornanti si sgiunge ad un ripido tratto, attrezzato con catena corrimano.
La salita prosegue poi, cercando la traccia migliore tra i vari ometti, salendo ripidamente su fondo sassoso e poi in pendenza più moderata fino alla vetta della Croda del Becco (2810 m, croce, 1.10 ore dalla forcella, 3.50 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso fino alla forcella in 55 minuti, volendo si può seguire in discesa, il sentiero sassoso che in 5 minuti porta al Rifugio Biella (2327 m, 1.00 ora dalla cima, 4.50 ore dalla partenza).

Tornati in risalita alla forcella per la via di salita si torna, quindi, al Lago di Braies in 2.10 ore, 7.00 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Braies –  Forcella Sora al Forno –  Croda del Becco – Forcella Sora al Forno – Rifugio Biella – Forcella Sora al Forno – Lago di Braies

Sentieri: 1 – traccia verso la cima

Dislivello:  1400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 7.00 ore

Quota massima: 2810 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, salendo alla vetta, e due brevi parti attrezzate salendo alla forcella, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini, ed esperienza nel cercare la via migliore salendo alla cima; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 17 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1000 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta prestigiosa, il tracciato per la cima non va sottovalutato; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso e per poter valutare la traccia migliore salendo in cima.
Io ho percorso l’escursione in giornata partendo molto presto dal Lago di Braies;  volendo è, comunque, possibile suddividere il percorso in due giorni pernottando al Rifugio Biella

Lago di Braies al mattino presto

Salita alla Forcella Sora al Forno

Forcella Sora al Forno

Salita alla Croda del Becco

In vetta alla Croda del Becco

Zoom sul Lago di Braies

Zoom sulle Tre Cime di Lavaredo

Discesa verso il Rifugio Biella una volta tornati alla Forcella Sora al Forno

Rifugio Biella

Tornati al Lago di Braies

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi del Lago di Braies su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali





Malga Luco/Laugenalm – Maddalene – Merano e Val d’Adige

La Malga Luco/Laugenalm, posta a 1853 metri di quota, si trova nel Gruppo delle Maddalene/Magdalener Gruppe tra l’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg e l’area di Merano/Meran; la malga giace in una radura in posizione bucolica ai piedi del Monte Luco/Laugen (raggiungibile anche dalla malga o direttamente dal Passo Palade, QUI la “pillola” sulla salita al Monte Luco).

La Malga Luco è, comunque, una meta anche a sé stante molto interessante e può essere raggiunta dal Passo Palade/Gampenpass, situato tra Lana e Tesimo-Prissiano/Tisens-Prissian in Val d’Adige e Senale/Unsere Liebe Frau in  Walde in Val di Non tedesca (QUI la “pillola” sul Passo Palade, QUI quella su Lana e QUI la “pillola” su Tesimo-Prissiano).

Dal Passo Palade è possibile raggiungere la malga si tramite sentiero nel bosco piuttosto ripido, marcato con il numero 10A e 10 che parte poco al di sotto del passo in direzione di Senale sia seguendo integralmente la mulattiera sterrata, con pendenza più moderata, che parte direttamente dal Passo Palade.

Entrambe le opzioni prevedono circa 350 metri di dislivello in salita e discesa; la salita tramite sentiero nel bosco misura circa 2 chilometri di sviluppo solo salita mentre la mulattiera impiega circa 3,5 chilometri di sviluppo, sempre solo salita (volendo è possibile compiere un anello salendo da un percorso e scendendo con l’altro).

La Malga Luco offre cucina tipica ed è posta in posizione soleggiata e tranquilla con presenza anche di giochi per i bambini; è bene, comunque, come sempre, informarsi sui periodi di apertura della malga.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Malga Luco

Salita lungo il sentiero

Salita lungo la mulattiera

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Palade su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Gran Pilastro/Hochfeiler (3510 m) – Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte (2710 m) – Alpi di Zillertal

Il Gran Pilastro/Hochfeiler, posto a 3510 metri di quota, ed il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte, situato a 2710 metri di altezza, si trovano nelle Alpi di Zillertal; la vetta è posta sul confine tra Italia ed Austria tra l’Alto Adige/Südtirol ed il Tirol austriaco e risulta essere la cima più elevata delle Alpi di Zillertal.

Dalla vetta si gode un panorama bellissimo che spazia dalle Alpi di Zillertal alle Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed ai Monti di Fundres/Pfunder Berge; lungo il tracciato, che si diparte dalla Val di Vizze/Pfitsch, valle laterale che si stacca dalla zona di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal, si attraversano molti ambienti passando dal bosco, ai prati alle zone rocciose ed aspre d’alta quota (QUI la “pillola” sulla Val di Vizze).

Il tracciato presenta un dislivello e sviluppo rilevanti e diversi tratti tecnici salendo verso la vetta, la percorrenza necessita quindi di buon allenamento ed esperienza lungo questi percorsi; inoltre, bisogna informarsi attentamente sulle condizioni dell’escursione in quanto il tratto finale verso la cima è sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi.

Il percorso comincia dal terzo tornante della strada sterrata verso il Passo di Vizze (1718 m, parcheggio), seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte si procede brevemente in discesa, si supera un ponte e con una ripida scalinata si entra nel bosco.
Il tracciato, ignorando due bivi, sale nel bosco in tornanti su traccia terrosa e sassosa piuttosto ripida; superato un punto panoramico ed un tratto ripido la traccia esce progressivamente dal bosco e procede il lungo saliscendi su traccia terrosa e sassosa, con anche diverse passerelle.

Il percorso, riprende quindi a salire tra magri prati, superato un tratto un po’ esposto, con cavo corrimano, la traccia terrosa e sassosa procede, dapprima in saliscendi e poi in salita fino ad un ponte ed ad un bivio; continuando sul sentiero 1 si sale ripidamente su traccia sassosa a tornanti che porta al bivio tra la salita diretta al Gran Pilastro ed il percorso per il rifugio.
Rimanendo sul sentiero 1 per il rifugio si procede in saliscendi e poi in salita moderata che porta al Rifugio Gran Pilastro (2710 m, 3.15 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero 1A per il Gran Pilastro/Hochfeiler si sale su traccia terrosa e poi per una ripida paretina attrezzata con cavo e staffe raggiungendo, in breve, l’incrocio con la traccia “diretta” per la cima; si sale, quindi, su traccia sassosa e ghiaiosa, che alterna tratti ripidi ad altri in pendenza moderata, portando ad un caratteristico tratto con molte lastre di roccia disposte in verticale.

La traccia sassosa sale ad una selletta con grosso ometto e, dopoun breve tratto in piano, riprende a salire ripida prima in tornanti e poi su una crestina un po’ esposta che porta alla sella posta sotto la vetta; risalendo sulla cresta molto ripida si segue la traccia (attenzione a trovare il tratto migliore per salire) che, piegando a destra a metà cresta, porta alla cima del Gran Pilastro (3510 m, croce, cippo di confine, 2.30 ore dal rifugio 5.45 dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi dal rifugio al parcheggio, in 4.45 ore, 10.30 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze – Rifugio Gran Pilastro –  Gran Pilastro –  Rifugio Gran Pilastro – parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze

Sentieri: 1 – 1A

Dislivello: 1900 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 10.30 ore (5.45 ore la salita, 4.45 ore la discesa)

Quota massima: 3510 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, ed alcuni un po’ esposti, salendo alla vetta, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 18 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso che risulta sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi; con neve e/o ghiaccio il percorso diventa di difficoltà alpinistica e richiede la giusta attrezzatura e capacità
Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1100 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi, e 13 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta molto prestigiosa, il tracciato per la vetta non va, comunque, sottovalutato anche in assenza di neve; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso.
Io ho suddiviso l’escursione in due giorni pernottando al Rifugio Gran Pilastro

Alla partenza

Salendo al Rifugio Gran Pilastro

Salendo al Gran Pilastro

In vetta al Gran Pilastro

Cartina del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Rifugio Gran Pilastro in Val di Vizze su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e nell’alta Valle Isarco