Störes (2181 m) – Setsas (2571 m) – Dolomiti

Lo Störes, posto a 2181 metri di quota, e il Setsas, vetta di 2571 metri di altezza, sono due cime dolomitiche dominanti l’area del Pralongià in Val Badia/Gadertal e del Passo Falzarego; la vetta erbosa dello Störes, posta sul confine tra Alto Adige e Veneto, è il punto culminante dell’altipiano del Pralongià, la cima Setsas è, invece, posta interamente in territorio veneto ed ha un aspetto tipicamente dolomitico (QUI la “pillola” sull’Altopiano del Pralongià).

Le due vette presentano diverse possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso che parte dalla stazione a monte della seggiovia Pralongià, la cui stazione a valle si trova ad alcuni chilometri di distanza dal paese di Corvara lungo la strada per il Passo Campolongo (QUI la “pillola” su Corvara paese).

Il percorso descritto raggiunge dapprima, su comodo sentiero, la cima dello Störes e prosegue poi, con percorso decisamente più impegnativo, verso la vetta del Setsas; lungo il percorso e dalle cime si gode anche un meraviglioso panorama che spazi su svariati gruppi dolomitici.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Pralongià (2028 m, rifugio Punta Trieste) seguendo la mulattiera sterrata numero 24 verso il Setsas. Dopo essere passati nei pressi del Rifugio Pralongià si trova una deviazione a destra non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, che conduce in breve con traccia erbosa alla vetta dello Störes (2181 m, croce).

Continuando sulla traccia erbosa si scende in breve fino a ricongiungersi con il sentiero 24 che si segue su traccia ghiaiosa ed erbosa, in lungo sviluppo. Fino al bivio col sentiero 23.
Si rimane sul sentiero 24 seguendo per Cima Setsas e si sale su traccia terrosa tra pascoli che conduce al tratto più impegnativo della salita; si sale, quindi, su traccia sassosa ripida con alcuni tratti un po’ esposti, in ambiente tipicamente dolomitico, fino alla vetta del Setsas (2571 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con diverse controsalite, rimanendo integralmente sul sentiero 24 senza ripassare dalla vetta dello Störes (2.00 ore dalla vetta del Setsas, 4.30 ore totali).

Percorso: Stazione a monte Seggiovia Pralongià – Störes – Setsas – Stazione a monte Seggiovia Pralongià

Sentieri: 24

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.30 ore la salita; 2.00 ore la discesa, 4.30 ore totali

Quota massima: 2571 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo e con presenza di diversi tratti ripidi e un po’ esposti salendo al Setsas

Data di ascesa: agosto 2018

Annotazioni: si può evitare la salita allo Störes, rimanendo sul sentiero 24 anche in salita, ma con modesto risparmio di tempo e dislivello

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma abbastanza faticoso, la salita al Setsas presenta passaggi che non devono essere sottovalutati

Rifugio Punta Trieste alla stazione a monte della seggiovia Pralongià

Vista sul Sassongher dal primo tratto di salita

Lungo il primo tratto di salita

In vetta allo Störes

Tratto verso il bivio tra i sentieri 23 e 24

Bivio tra sentiero 23 e 24

Vista sull’altopiano del Pralongià salendo al Setsas

Tratto tra pascoli

Salendo verso il tratto più impegnativo

Lungo il tratto più impegnativo

In vetta al Setsas

Panorama dalla vetta del Setsas


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Pralongià su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Sassongher (2665 m) – Dolomiti

Il Sassongher, vetta di 2665 metri di quota facente parte del gruppo Puez-Odle, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta in Val Badia/Gadertal e dominante i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco).

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomitici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; sono possibili vari accessi che conducono alla Forcella del Sassongher, dalla quale comincia il ripido tratto finale di ascesa che, con sentiero impegnativo e un tratto attrezzato con cavi, conduce alla vetta.

Viene qui descritto il percorso con partenza dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Colfosco, frazione del comune di Corvara (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Pradat).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat (2038 m, rifugio Col Pradat), dalla cabinovia si segue il sentiero 4A che scende su mulattiera conducendo in breve ad un bivio. Seguendo sempre il sentiero 4A si procede in saliscendi a mezzacosta tra mughi su traccia sassosa e ghiaiosa giungendo all’incrocio col sentiero 4.

Si segue quindi in salita il sentiero 4 che conduce su traccia ghiaoisa prima ad una piccola cappella e poi ad un bivio; al bivio si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su traccia ripida ghiaiosa e sassosa che conduce, attraversando anche alcuni tratti un po’ scivolosi,  in moderata pendenza alla Forcella del Sassongher (2411 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella del Sassongher si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su ripida traccia ghiaiosa e sassosa che conduce al tratto attrezzato; sono qui presenti due alternative di salita, entrambe attrezzate con cavi, che salgono per una paretina rocciosa ed un canalino. Le due alternative si ricongiungono alla fine dei cavi da cui continua la salita su ripida traccia sassosa e ghiaiosa che sale prima in traverso e poi con diversi tornanti fino a giungere alla vetta del Sassongher (2665 m, croce, 45 minuti dalla  Forcella del  Sassongher, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna quindi in discesa alla Forcella del Sassongher e per la via di salita al bivio incontrato all’andata tra sentiero 4 e 4A. Si segue quindi il sentiero 4 per Colfosco scendendo su sentiero sassoso e poi mulattiera al Rifugio Stella Alpina/Edelweiss (1832 m); dal Rifugio si segue quindi in discesa la mulattiera che porta in breve alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat (1690 m, 2.30 ore dalla vetta del Sassongher, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Pradat – Forcella del Sassongher – Sassongher – Forcella del Sassongher – Rifugio Stella Alpina – stazione a valle cabinovia Col Pradat

Sentieri: 4A – 4 -7 – 4

Dislivello: 700 metri in salita e 1000 metri in discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali

Quota massima: 2665 m

Difficoltà: EEA – itinerario lungo con salita finale con tratto attrezzato di medio impegno tecnico e vari tratti ripidi, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione ai numerosi bivi lungo il percorso.

Data di ascesa: agosto 2020

Annotazioni: tornati in discesa al bivio tra il sentiero 4 e il sentiero 4A è, naturalmente, possibile tornare alla stazione a monte della cabinovia Col Pradat con sentiero in leggera salita senza, quindi, scendere a piedi al Rifugio Stella Alpina ed alla stazione a valle della cabinovia.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere dei bellissimi panorami. Lungo il breve tratto attrezzato, in presenza di molti escursionisti, possono formarsi “ingorghi” tra chi scende e chi sale, nel caso bisogna avere pazienza e cercare il momento migliore per passare.
Se possibile, sarebbe meglio scegliere giornate non in alta stagione per percorrere l’itinerario, sempre, comunque, con traccia sgombra da neve.

QUI il link YouTube al video della salita al Sassongher

Sassongher visto dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat

Lungo il sentiero 4A in saliscendi

Bivio tra sentiero 4A e 4

Lungo il sentiero che conduce al bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Piccola cappella lungo il sentiero

Bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Salendo alla Forcella del Sassongher

Alla Forcella del Sassongher

Primo tratto dell’ascesa finale visto dalla Forcella del Sassongher

Lungo il tratto attrezzato

Tratto finale di salita

In cima al Sassongher

Vista dalla vetta verso Marmolada, gruppo del Sella e Colfosco

Scendendo al Rifugio Stella Alpina

Rifugio Stella Alpina con vista sul Sassongher

Tornando dal Rifugio Stella Alpina alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Pradat di Colfosco su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Cabinovia Col Pradat e Rifugio Stella Alpina/Edelweiss – Val Badia

In Val Badia/Gadertal si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia in estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Col Pradat che da Colfosco/Kolfuschg, frazione di Corvara, porta ai 2000 metri di quota della stazione a monte situata in zona verdeggiante ai piedi del famoso e maestoso Sassongher facente parte del gruppo del Puez-Odle/Geisler (QUI la “pillola” sui paesi di Colfosco e Corvara).

Nei pressi della stazione a monte è situato il Rifugio Col Pradat con cucina tipica ed aree gioco per bambini ed è possibile godere di un bellissimo panorama verso il gruppo dolomitico del Sella; dall’area di arrivo della cabinovia partono anche innumerevoli escursioni tra cui la lunga e molto amata e frequentata traversata verso il Rifugio Puez, l’impegnativa ascesa al Sassongher ed altre brevi escursioni familiari (QUI la “pillola” sulla salita al Sassongher).

Tra le gite brevi più note della zona si trova la discesa dalla stazione a monte della cabinovia verso valle che, su mulattiera sterrata, conduce in circa mezz’ora al Rifugio Edelweiss/Stella Alpina; il rifugio è posto tra pascoli con molti animali che è possibile osservare e propone piatti tipici ed aree per il realx e gioco per famiglie.
Dal Rifugio Stella Alpina la mulattiera riporta poi, in breve, tra pascoli, alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat.

Inoltre, in inverno, la cabinovia Col Pradat e gli impianti circostanti fanno parte del comprensorio sciistico Alta Badia e del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2020

Cabinovia Col Pradat

Panorama verso il gruppo Sella della stazione a monte della cabinovia

Rifugio Col Pradat

Cabinovia vista dal Rifugio Col Pradat

Inizio della mulattiera per il Rifugio Stella Alpina alla stazione a monte della cabinovia con vista verso il Sassongher

Mulattiera per il Rifugio Stella Alpina

Rifugio Stella Alpina con vista sul Sassongher

Piatto tipico al Rifugio Stella Alpina

Animali al pascolo nei pressi del Rifugio Stella Alpina

Scendendo dal Rifugio Stella Alpina alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat

Gruppo del Sella visto dalla stazione a valle della cabinovia

Cima del Sassongher raggiungibile con salita impegnativa con tratti di via ferrata dalla cabinovia Col Pradat

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Pradat di Colfosco su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Sas de Putia/Peitlerkofel (2875 m) – Piccolo Putia/Kleiner Peitlerhofel (2812 m) – Dolomiti

Il Sas de Putia/Peitlerkofel, cima di 2875 metri di quota, e il Piccolo Putia/Kleiner Peitlerkofel, vetta di 2812 metri di altezza, sono due cime molto note e prestigiose poste nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler tra la Val Badia/Gadertal e la Val di Funes/Villnosstal; le cime, che offrono una panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e fin verso le Alpi di confine, possono essere raggiunte da diversi punti di partenza, viene qui descritta la salita classica dal Passo dell Erbe/Würzjoch, raggiungibile dalla Val di Funes e dal paese di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su San Martino in Badia, QUI quella sulla Val di Funes e QUI la “pillola” sul Passo delle Erbe).

L’itinerario di salita attraversa diversi tipi di ambienti, salendo prima tra pascoli, poi per un vallone tra magra erba e sassi e poi salendo su sentiero sassoso al Piccolo Putia e su tratto attrezzato con cavi fino alla vetta del Sas de Putia; la percorrenza dell’ultimo tratto è quindi riservata ad esperti di questo genere di percorsi.

La salita comincia dal Passo delle Erbe (1987 m, vari rifugi), si sale inizialmente su sentiero 8A, per la Forcella de Putia, prima con mulattiera sterrata tra pascoli raggiungendo due baite gestite e poi con sentiero ghiaioso un po’ esposto che traversa a mezzacosta in saliscendi verso la base di un vallone. Si risale quindi il vallone, su sentiero numero 4 con traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti, che sale tra magra erba e sassi fino a raggiungere la Forcella de Putia/Peitlerscharte (2357 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella de Putia si segue a sinistra il sentiero 4B per il Sas de Putia, il sentiero sale ripido tra magra erba su traccia sassosa fino a portare al bivio, non segnato da cartelli, tra Piccolo Putia e Sas de Putia, si segue, quindi, in breve, a sinistra per il Piccolo Putia su sentiero sassoso in moderata pendenza fino alla vetta del Piccolo Putia (2812 m, croce, 1.25 ore dalla Forcella de Putia, 2.45 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio si volge verso per il Sas de Putia salendo su percorso attrezzato con cavi ed alcune staffe su gradoni e salti rocciosi (facendo attenzione ad un paio di fittoni saltati) fino ad un tratto di sentiero ripido finale che porta alla vetta del Sas de Putia (2875 m, croce, 30 minuti dal Piccolo Putia, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa, con alcune brevi risalite nel tratto tra la Forcella de Putia e il Passo delle Erbe, per lo stesso percorso, senza risalire al Piccolo Putia, in 2.15 ore, 5.30 ore dalla partenza.

Percorso: Passo delle Erbe – Forcella de Putia – Piccolo Putia – Sas de Putia – Forcella de Putia – Passo delle Erbe

Sentieri: 8A – 4 – 4B

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati anche i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.15 ore la salita, 2.15 ore la discesa).

Quota massima: 2875 m

Difficoltà: EEA – salita che presenta vari tratti ripidi e parte finale attrezzata che richiede esperienza su questo tipo di percorsi, passo sicuro e assenza di vertigini necessario casco e consigliato, kit da ferrata.

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: per chi non volesse affrontare il tratto attrezzato finale è, naturalmente, possibile fermarsi al Piccolo Putia senza salire al Sas de Putia; è, altresì, salire solo al Sas de Putia omettendo la salita al Piccolo Putia, ma con risparmio di tempo e dislivello limitato

Esperienza di Stefano: io ho intrapreso questo percorso già giugno 2022 vista la scarsità di neve in quota; a inizio stagione è però, normalmente, possibile trovare tratti innevati. Per sicurezza io ho usato il kit da ferrata che, soprattutto in discesa, è molto utile; è bene, inoltre, scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bellissimo panorama visibile dalle cime

Il Sas de Putia visto dal primo tratto su mulattiera

Tratto che porta al vallone di salita verso la Forcella de Putia

Vallone di salita alla Forcella de Putia

Forcella de Putia

Salendo al bivio tra Piccolo Putia e Sas de Putia

Salendo al Piccolo Putia

In vetta al Piccolo Putia

Panorami dal Piccolo Putia

Sas de Putia visto dal Piccolo Putia

Salendo al Sas de Putia

In vetta al Sas de Putia

Panorama dalla vetta del Sas de Putia

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo delle Erbe su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Monte Muro/Maurerberg (2332 m) – Dolomiti

Il Monte Muro/Maurerberg, elevazione erbosa di 2332 metri di quota, è posto ai margini del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nella zona confinante con i monti della Plose; la cima è raggiungibile, con percorso dalla difficoltà moderata, partendo dal parcheggio Pè de Borz posto nei pressi del Passo delle Erbe/Würzjoch sul versante della Val Badia/Gadertal, lungo la strada che sale da San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su San Martino in Badia e QUI quella sul Passo delle Erbe).

La cima del Monte Muro offre un panorama molto ampio verso il Sass de Putia e le Odle di Eores, le Conturines, la Val Badia, la Plose e fin verso i monti della Val Pusteria; lungo il percorso per la cima si passa, inoltre, dal noto e apprezzato Rifugio Monte Muro, posto in zona bucolica e rilassante.

La salita al Monte Muro comincia dal parcheggio Pè de Borz (1862 m, strada da San Martino in Badia) seguendo la mulattiera numero 1 per il Rifugio Monte Muro, la mulattiera sterrata sale nel bosco, a tornanti con pendenza moderata costante, fino ad uscire dalla zona alberata poco prima di raggiungere il Rifugio Monte Muro (2157 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Monte Muro si segue quindi il sentiero 1A per il Monte Muro, il sentiero sale con alternanza di tratti più ripidi ed altri in leggera salita tra pascoli seguendo il costone erboso che conduce alla vetta prativa del Monte Muro (2332 m, croce, 45 minuti dal Rifugio Monte Muro, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso il 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio Pè de Borz – Rifugio Monte Muro – Monte Muro – Rifugio Monte Muro – Parcheggio Pè de Borz

Sentieri: 1 – 1A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2332 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica contenuta; sviluppo di circa 10 chilometri tra andata e ritorno, presenza di alcuni tratti ripidi salendo verso la cima

Data di ascesa: agosto 2021 e giugno 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Monte Muro

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’ampio panorama. Io consiglio di effettuare la salita alla vetta in mattinata, soprattutto con giornate calde, tornando, magari, già al rifugio per pranzo; visto che il tratto dal rifugio alla vetta è completamente esposto al Sole

Parcheggio Pè de Borz

Primo tratto lungo la mulattiera per il Rifugio Monte Muro

Tratto finale di salita al Rifugio Monte Muro

Rifugio Monte Muro

Vista dal rifugio su Sas de Putia ed Odle di Eores

Primo tratto di salita al Monte Muro

Tratto finale verso la cima del Monte Muro

In cima al Monte Muro

Panorama di vetta

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Passo Gardena/Grödner Joch – Val Gardena e Val Badia

Il Passo Gardena/Grödner Joch/Jëuf de Frea è posto a 2121 metri di quota e mette in comunicazione le notissime valli dolomitiche sudtirolesi Badia/Gadertal e Gardena/Gröden; dalla Val Badia il passo si raggiunge partendo dai paesi di Corvara e Colfosco/Kolfuschg/Calfosch mentre dalla Val Gardena si giunge al valico partendo dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

La strada asfaltata del passo ha da entrambi i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada del valico, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

Dal Passo Gardena si gode di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici di: Sella, Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo/Langkofel e verso le sottostanti valli Badia e Gardena; il valico è, inoltre, punto di partenza di molte escursioni e vie ferrate e d’arrampicata.
Tra le salite più note troviamo quelle verso i Rifugi Puez e Cavazza al Pisciadù e le vie ferrate Brigata Tridentina, Cir V°/Piccolo Cir e Piz da Cir/Cir Grande (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande, QUI quella sull’ascesa al Cir V°/Piccolo Cir e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Cavazza al Piscaidù ed alle Mesules).

Per agevolare alcune escursioni in estate, solitamente, è aperta la seggiovia che conduce dal Passo Gardena al Rifugio Dantercepies ed alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies proveniente dal paese di Selva Gardena.

La zona del Passo Gradena, evitando la salita in macchina, può essere raggiunta anche tramite autobus di linea o impianti di risalita che da Colfosco (cabinovia Frara) e Selva (cabinovia Dantercepies) portano sul pendio soprastante il passo; naturalmente, scegliendo queste opzioni è bene informarsi sugli orari degli autobus e periodi di apertura degli impianti (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies).

Il Passo Gardena, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino.
Trovandosi il Passo Gardena sul confine tra Val Gardena e Val Badia può essere raggiunto, quindi, sia tramite il comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites sia dall’area sciistica Alta Badia (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena e QUI quello sull’area dell’Alta Badia).

Sul Passo Gardena, pur venendo effettuato normalmente servizio di pulizia strade invernale, è però sempre bene controllare lo stato di apertura e condizioni del passo in quanto il valico è soggetto, talvolta, a chiusure temporanee invernali in base alle condizioni atmosferiche ed alle nevicate.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023 e 2025

Al passo

Vista verso il Gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Cir

Vista verso la Val Badia

Passo Gardena visto dall’alto

Seggiovia Cir che conduce dal Passo Gardena alla stazione a monte della cabinovia Dantercpeies

Impianto di risalita Frara e strada asfaltata che collegano Corvara e Colfosco col Passo Gardena

Strada per il passo sul versante della Val Badia

Strada per il passo sul versante della Val Gardena

Impianto di risalita Dantercepies che collega Selva Gardena con la zona soprastante il Passo Gardena

Rifugio Dantercepies posto all’arrivo di cabinovia e seggiovia

Lungo la ferrata del Piz da Cir (Cir Grande)

Vetta del Piz da Cir (Cir Grande)

Vista su Gruppo del Sella e Passo Gardena dalla vetta del Piz da Cir

Lungo la Via ferrata del Cir V°/Piccolo Cir

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Passo Gardena in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


Pares/Sas de Crosta (2396 m) – Dolomiti

Il Pares/Sas de Crosta, elevazione di 2396 metri di quota facente parte del gruppo montuoso dolomitico delle Conturines, è posto tra i paesi di La Valle/Wengen in Val Badia/Gadertal e San Vigilio di Marebbe/Enneberg lungo la laterale Val de Mareo.

Lungo il percorso per la cima e dalla vetta si attraversano molti ambienti, prima boscosi e pascolivi poi più selvaggi con ambiente tipicamente dolomitico nei pressi della cima molto panoramica; il percorso classico di salita parte dal parcheggio Ciurnadü a breve distanza dal paese di La Valle, l’itinerario, molto bello e vario, presenta un buon impegno fisico e tecnico con presenza anche di vari tratti ripidi e offre, all’esperto trekker, una salita interessante in zona dolomitica pregevole e poco frequentata (QUI la “pillola” sul paese di La Valle).

La salita alla cima del Pares comincia dal parcheggio Ciurnadü a La Valle (1610 m) seguendo inizialmente la mulattiera 15 nel bosco, in breve, prima con un tratto ripido poi in piano, si raggiunge la deviazione col sentiero 16 per il Pares.
Si segue a sinistra la deviazione per il sentiero 16, in salita su mulattiera in pendenza moderata tra bosco e pascoli, con vista anche su diverse “viles” (tipici antichi fienili); si giunge quindi a circa 2000 metri di quota ad un bivio.

Si continua sempre sul sentiero 16 per il Pares salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco; superata una baita si procede in breve in piano fino al bivio tra sentiero 13 e 16.

Seguendo a sinistra il sentiero 16 per il Pares si sale ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa che porta ad una selletta.
La traccia piega quindi a sinistra, in pendenza moderata, tra magri pascoli e sale poi ripidamente sulla cresta finale che si segue fino all’anticima del Pares con la croce (2384 m, 2.40 ore dalla partenza).
Seguendo la traccia non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, si sale, quindi, con traccia sassosa, in parte un po’ esposta, raggiungendo la vetta del Pares (2396 m, 10 minuti dall’anticima, 2.50 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.00 ore, 4.50 ore dalla partenza.

Percorso: Parcheggio Ciurnadü – Pares/Sas de Crosta – Parcheggio Ciurnadü

Sentieri: 15 – 16

Dislivello: 800 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 4.50 ore totali (2.50 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2396 m

Difficoltà: EE – itinerario con dislivello piuttosto rilevante e con presenza di alcuni tratti ripidi; traccia non segnata, in parte un po’ esposta, nel tratto finale per la cima; sviluppo totale di 10 chilometri circa.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima a settembre 2024

Annotazioni: la salita dall’anticima alla vetta non è segnata e, volendo, può essere evitata; ma, comunque, il tracciato è ben intuibile con buona visibilità

Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare soprattutto nel tratto finale; lungo il percorso sono presenti molti antichi fienili (viles) molto interessanti; è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’ampio panorama di vetta

Al parcheggio Ciurnadü

Tratto verso il bivio con il sentiero 16

Bivio con il sentiero 16

Salita su mulattiera nel bosco con vista su diverse “viles”

Salita su traccia nel bosco che devia dalla mulattiera

Bivio tra sentiero 16 e 13

Salendo ripidamente alla selletta

Tratto tra magri pascoli

Tratto finale di salita all’anticima

Anticima del Pares

Tratto tra l’anticima e la cima del Pares

Cima del Pares


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Ciurnadü di La Valle su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal – emozioni dolomitiche al top

La Val Gardena/Gröden e la Val Badia/Gadertal sono le due valli sudtirolesi facenti parte delle valli poste intorno al massiccio dolomitico del Sella, le due valli sono, inoltre, circondate da altri notissimi gruppi dolomitici quali Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo.

In queste due valli ho passato, quando risiedevo ancora a Milano, molte vacanze sia quando ero piccolo sia da ragazzo; trascorrendo tempo e visitando luoghi, sentieri e cime di queste valli sia in estate che in inverno sono stato immerso spesso nella bellezza delle Dolomiti circostanti e delle aree vallive, anche queste frequentazioni sicuramente hanno contribuito in maniera rilevante nel rinsaldare il mio rapporto con l’area sudtirolese  (QUI le “pillole” turistiche riguardanti la Val Badia e QUI quelle riguardanti la Val Gardena).

Tra i miei ricordi estivi più belli legati a queste valli annovero le passeggiate per rifugi con i miei genitori da piccolo, dalle foto scattate all’epoca già si poteva vedere la meraviglia sul mio viso di fronte a questi bellissimi paesaggi (e anche verso i succulenti piatti preparati nelle baite!).

Crescendo, ho avuto modo di percorrere sentieri più impegnativi e ferrate che mi hanno portato a salire anche alcune cime dolomitiche prestigiose della zona mentre, in inverno, ho avuto la possibilità di godere di parecchie delle innumerevoli piste che propone l’area delle due valli (unite sci ai piedi), cimentandomi anche con il famosissimo circuito sciistico del Sellaronda (QUI la “pillola” riguardante l’area sciistica della Val Badia e QUI quella sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Tutte queste esperienze, insieme all’approfondimento della cultura ladina delle valli hanno, come detto, rinsaldato il mio legame anche con questa area molto nota del Sudtirolo; ho successivamente avuto modo di approfondire ulteriormente la visita e conoscenza di questi luoghi una volta trasferitomi permanentemente in Sudtirolo apprezzando ancora oggi queste stupende vallate.

Ferrata Brigata Tridentina (foto del 2004)

Salendo al Rifugio Puez (foto del 2001)

Marmolada e Rifugio Franz Kostner visti dal gruppo Sella (foto del 2005)

Ferrata del Cir V° (foto del 2009)

Salendo alla Rasciesa di Dentro (foto del 2018)

Cascate del Pisciadù (foto recente)

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

QUI si trovano le altre “pillole” sulla mia storia in Sudtirolo

Alta Badia – comprensorio sciistico – Val Badia

La Val Badia, nella sua parte più alta della valle, dispone del comprensorio sciistico Alta Badia, che è annoverato tra i più noti ed amati delle Alpi; infatti sono presenti in Alta Badia le famose aree sciistiche del Pralongià, Boè, Passo Campolongo, Passo Gardena e La Crusc/Santa Croce.
Queste aree sono tutte collegate tra loro tramite piste ed impianti e sono poste sopra i paesi di Corvara, Colfosco/Kolfuschg, La Villa/Stern e San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sui paese di Corvara e Colfosco, QUI quella sul paese di La Villa, QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano, QUI quella sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’area La Crusc).

L’area sciistica dell’Alta Badia ospita 130 chilometri di piste da sci alpino di svariata difficoltà, servite da moderni impianti di risalita e da innevamento programmato; lungo le piste sono dislocati moltissimi rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso famosi gruppi dolomitici quali: Conturines, Odle/Geisler, Sassongher, Sella e Marmolada.

Sono presenti anche oltre 30 chilometri di piste per lo sci di fondo e svariate possibilità di escursioni con le ciaspole su sentieri innevati immersi nel bellissimo ambiente dolomitico; tra i percorsi invernali più noti, battuti dal gatto delle nevi, troviamo, ad esempio, il tracciato che porta al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, il percorso che conduce alla chiesa ed al Rifugio La Crusc, il tracciato per la Malga Valparola ed il percorso verso la base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, QUI quella sul percorso innevato per la chiesa e rifugio La Crusc, QUI la “pillola” sul tracciato su neve alla Malga Valparola e QUI quella verso le Cascate del Pisciadù).

Tra le piste da sci più note si trova la ripida pista Gran Risa che ospita, ogni inverno, una tappa della coppa del mondo di sci con le specialità dello slalom gigante; l’Alta Badia dispone, in ogni caso, di piste adatte sia a famiglie che esperti.

Inoltre, il comprensorio sciistico dell’Alta Badia è collegato al famoso circuito “Sellaronda” che permette, sci ai piedi, di compiere il giro dei quattro passi dislocati intorno al gruppo montuoso dolomitico del Sella, connettendosi ai comprensori della sudtirolese Val Gardena/Gröden, della trentina Val di Fassa e della veneta Arabba (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2019, 2021, 2022, 2025 e 2026

Piste da sci della zona di Colfosco con il gruppo del Sella sullo sfondo

Piste da sci della zona di San Cassiano con il Sassongher sullo sfondo

Piste da sci della zona di San Cassiano del Piz Sorega con le Conturines sullo sfondo

Rifugio Las Vegas

Piste da sci della zona di La Villa con il gruppo della Marmolada sullo sfondo

Piste da sci della zona di Corvara con il Sassongher sullo sfondo

Piste da sci della zona di Corvara con le Conturines sullo sfondo

Rifugio Pralongià

Piste da sci della zona del Boè

Rifugio Jimmy Hütte nei pressi del Passo Gardena con le Punte del Cir sullo sfondo

Piste dell’area del Passo Campolongo

Piste da sci dell’area La Crusc con le Conturines sullo sfondo

Centro Fondo di Sciarè

Escursionismo invernale sull’Altopiano del Pralongià e vetta dello Störes

Percorso invernale verso la chiesa e rifugio La Crusc passando per i Prati dell’Armentara

Escursione invernale a Malga Valparola

Tracciato invernale per le Cascate del Pisciadù

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti dell’Alta Badia a Corvara su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti dell’Alta Badia a La Villa su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti dell’Alta Badia a San Cassiano su Google Maps

Plan de Corones/Kronplatz in inverno – Val Pusteria e Val Badia

Il Plan de Corones/Kronplatz è uno dei comprensori sciistici più noti del Sudtirolo e non solo; le piste da sci alpino sono dislocate su vari versanti del massiccio del Plan de Corones, alto 2275 metri e posto tra la zona centrale della Val Pusteria/Pustertal e la bassa Val Badia/Gadertal.

Il comprensorio del Plan de Corones offre oltre 100 chilometri di piste da sci alpino, di svariata difficoltà e quasi tutte con innevamento programmato, servite da impianti moderni e veloci; le piste raggiungono diverse località a valle quali: Valdaora/Olang, Riscone di Brunico/Reischach e Perca/Percha in Val Pusteria e San Vigilio di Marebbe/Enneberg e Piccolino/Piculin in Val Badia (QUI la “pillola” su Valdaora, QUI quella su Brunico e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

Le piste del comprensorio del Plan de Corones dispongono di vari snowpark per sci acrobatico, molti rifugi ove ristorarsi ed, inoltre, offrono un bellissimo panorama verso i gruppi montuosi delle Dolomiti, delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe, delle Alpi Carniche/Karnischer Alpen e delle Alpi Noriche.

L’area del Plan de Corones presenta, altresì, ulteriori punti di interesse , tra i quali troviamo, in vetta al comprensorio: il Messner Mountain Museum Corones (facente parte del circuito di musei alpini voluti dall’alpinista Reinhold Messner), il Museo della Fotografia “Lumen” e l’enorme Campana della Concordia.

Nei pressi del comprensorio del Plan de Corones sono presenti anche molti percorsi innevati adatti per ciaspolatori e amanti delle camminate invernali; tra essi troviamo, ad esempio, il Panoramaweg che percorre un tracciato ad anello nei pressi delle frazioni di Valdaora (QUI la “pillola” sul Panoramaweg in inverno).

Inoltre, diversi impianti di risalita e rifugi del comprensorio Plan de Corones sono aperti anche in estate con possibilità di escursioni a piedi, in mountain-bike, trail e downhill ed anche i due musei presenti in vetta sono visitabili nel periodo estivo (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’inverno 2019

Lungo le piste da sci del comprensorio

Il simbolo del Plan de Corones

Panorama verso le Dolomiti

Campana della Concordia

Messner Mountain Museum Corones

Il Plan de Corones visto da Valdaora

Lungo il sentiero innevato Panoramaweg di Valdaora

Piantina del comprensorio

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo



Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Brunico su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Valdaora su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a San Vigilio di Marebbe su Google Maps