La Val Badia, nella sua parte più alta della valle, dispone del comprensorio sciistico Alta Badia, che è annoverato tra i più noti ed amati delle Alpi; infatti sono presenti in Alta Badia le famose aree sciistiche del Pralongià, Boè, Passo Campolongo, Passo Gardena e La Crusc/Santa Croce. Queste aree sono tutte collegate tra loro tramite piste ed impianti e sono poste sopra i paesi di Corvara, Colfosco/Kolfuschg, La Villa/Stern e San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sui paese di Corvara e Colfosco, QUI quella sul paese di La Villa, QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano, QUI quella sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’area La Crusc).
L’area sciistica dell’Alta Badia ospita 130 chilometri di piste da sci alpino di svariata difficoltà, servite da moderni impianti di risalita e da innevamento programmato; lungo le piste sono dislocati moltissimi rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso famosi gruppi dolomitici quali: Conturines, Odle/Geisler, Sassongher, Sella e Marmolada.
Sono presenti anche oltre 30 chilometri di piste per lo sci di fondo e svariate possibilità di escursioni con le ciaspole su sentieri innevati immersi nel bellissimo ambiente dolomitico; tra i percorsi invernali più noti, battuti dal gatto delle nevi, troviamo, ad esempio, il tracciato che porta al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, il percorso che conduce alla chiesa ed al Rifugio La Crusc, il tracciato per la Malga Valparola ed il percorso verso la base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, QUI quella sul percorso innevato per la chiesa e rifugio La Crusc, QUI la “pillola” sul tracciato su neve alla Malga Valparola e QUI quella verso le Cascate del Pisciadù).
Tra le piste da sci più note si trova la ripida pista Gran Risa che ospita, ogni inverno, una tappa della coppa del mondo di sci con le specialità dello slalom gigante; l’Alta Badia dispone, in ogni caso, di piste adatte sia a famiglie che esperti.
Inoltre, il comprensorio sciistico dell’Alta Badia è collegato al famoso circuito “Sellaronda” che permette, sci ai piedi, di compiere il giro dei quattro passi dislocati intorno al gruppo montuoso dolomitico del Sella, connettendosi ai comprensori della sudtirolese Val Gardena/Gröden, della trentina Val di Fassa e della veneta Arabba (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).
Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2019, 2021, 2022, 2025 e 2026
Piste da sci della zona di Colfosco con il gruppo del Sella sullo sfondo
Piste da sci della zona di San Cassiano con il Sassongher sullo sfondo
Piste da sci della zona di San Cassiano del Piz Sorega con le Conturines sullo sfondo
Rifugio Las Vegas
Piste da sci della zona di La Villa con il gruppo della Marmolada sullo sfondo
Piste da sci della zona di Corvara con il Sassongher sullo sfondo
Piste da sci della zona di Corvara con le Conturines sullo sfondo
Rifugio Pralongià
Piste da sci della zona del Boè
Rifugio Jimmy Hütte nei pressi del Passo Gardena con le Punte del Cir sullo sfondo
Piste dell’area del Passo Campolongo
Piste da sci dell’area La Crusc con le Conturines sullo sfondo
Centro Fondo di Sciarè
Escursionismo invernale sull’Altopiano del Pralongià e vetta dello Störes
Percorso invernale verso la chiesa e rifugio La Crusc passando per i Prati dell’Armentara
Il Plan de Corones/Kronplatz è uno dei comprensori sciistici più noti del Sudtirolo e non solo; le piste da sci alpino sono dislocate su vari versanti del massiccio del Plan de Corones, alto 2275 metri e posto tra la zona centrale della Val Pusteria/Pustertal e la bassa Val Badia/Gadertal.
Il comprensorio del Plan de Corones offre oltre 100 chilometri di piste da sci alpino, di svariata difficoltà e quasi tutte con innevamento programmato, servite da impianti moderni e veloci; le piste raggiungono diverse località a valle quali: Valdaora/Olang, Riscone di Brunico/Reischach e Perca/Percha in Val Pusteria e San Vigilio di Marebbe/Enneberg e Piccolino/Piculin in Val Badia (QUI la “pillola” su Valdaora, QUI quella su Brunico e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).
Le piste del comprensorio del Plan de Corones dispongono di vari snowpark per sci acrobatico, molti rifugi ove ristorarsi ed, inoltre, offrono un bellissimo panorama verso i gruppi montuosi delle Dolomiti, delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe, delle Alpi Carniche/Karnischer Alpen e delle Alpi Noriche.
L’area del Plan de Corones presenta, altresì, ulteriori punti di interesse , tra i quali troviamo, in vetta al comprensorio: il Messner Mountain Museum Corones (facente parte del circuito di musei alpini voluti dall’alpinista Reinhold Messner), il Museo della Fotografia “Lumen” e l’enorme Campana della Concordia.
Nei pressi del comprensorio del Plan de Corones sono presenti anche molti percorsi innevati adatti per ciaspolatori e amanti delle camminate invernali; tra essi troviamo, ad esempio, il Panoramaweg che percorre un tracciato ad anello nei pressi delle frazioni di Valdaora (QUI la “pillola” sul Panoramaweg in inverno).
Inoltre, diversi impianti di risalita e rifugi del comprensorio Plan de Corones sono aperti anche in estate con possibilità di escursioni a piedi, in mountain-bike, trail e downhill ed anche i due musei presenti in vetta sono visitabili nel periodo estivo (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’inverno 2019
Lungo le piste da sci del comprensorio
Il simbolo del Plan de Corones
Panorama verso le Dolomiti
Campana della Concordia
Messner Mountain Museum Corones
Il Plan de Corones visto da Valdaora
Lungo il sentiero innevato Panoramaweg di Valdaora
Piantina del comprensorio
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia
Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Brunico su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Valdaora su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a San Vigilio di Marebbe su Google Maps
La Para dai Giai, vetta di quasi 2500 metri di quota, è posta in Val Badia/Gadertal nel gruppo dolomitico del Puez-Odle; la via di salita alla cima parte dalla seggiovia Gardenaccia dal paese di La Villa/Stern e passa per il noto Rifugio Gardenaccia (QUI la “pillola” sul paese di La Villa e QUI quella sulla seggiovia e rifugio Gardenaccia).
La cima della Para dai Giai è, invece, talvolta meno conosciuta e presenta un tratto finale impegnativo con percorrenza di una cengia ed un breve tratto attrezzato che adduce alla cima dall’ampia vista verso le Dolomiti della Val Badia.
Inoltre, da qualche anno il Rifugio Gardenaccia è raggiungibile, sempre partendo dalla stazione a monte della seggiovia omonima, anche tramite la vie ferrata Les Cordes; il tracciato è di moderata difficoltà per esperti di ferrate ma presenta, comunque, alcuni passaggi più impegnativi nel tratto iniziale.
La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (1750 m), seguendo le indicazioni per la via ferrata Les Cordes si prende a sinistra il sentiero 11B che porta, in breve, con leggeri saliscendi nel bosco, su traccia ghiaiosa, all’attacco della ferrata.
Dall’attacco si sale, piuttosto verticalmente, verso sinistra e poi alternando tratti con traversi ascendenti a salti rocciosi; questa prima parte risulta essere la più impegnativa della via; sia in questo tratto che in altri successivi sono stati abbozzate nella roccia delle tacche per rendere la progressione meno difficoltosa, è bene, quindi, sfruttarle. La via ferrata continua poi tra placche (qualche tratto un po’ esposto) e saltini rocciosi giungendo ad un tratto di sentiero (con, comunque, presenza del cavo scorrimano) che porta ad un area di sosta con panca.
Superato questo punto la via ferrata affronta la seconda parte, più breve, che alterna ancora tratti su placca (con ancora diversi appoggi abbozzati nella roccia) ad altri su saltini rocciosi che portano al termine delle attrezzature, incontrando una traccia di sentiero. Seguendo il sentiero a sinistra verso il Rifugio Gardenaccia si sale su traccia sassosa ed erbosa; si scavalca una staccionata e si sale, quindi, in breve, al Rifugio Gardenaccia (2050 m, 1.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio si segue il sentiero 5-11 per il Rifugio Puez, si sale in breve ad un ricovero per animali proseguendo poi ad un vicino bivio; seguendo il sentiero 11 per il Rifugio Puez si sale ripidamente su traccia sassosa ed erbosa prima nel bosco e poi tra spazi aperti (attenzione a seguire i segni indicatori). La traccia porta quindi su terreno più sassoso e ad un breve canalino al termine del quale si trova un bivio.
Seguendo a sinistra il sentiero 15 si procede dapprima a mezza costa e poi di nuovo ripidamente fino al bivio per la Para dai Giai; seguendo a sinistra il cartello indicatore si sale su traccia sassosa che porta in breve ad una cengia (punto esposto) e ad un breve saltino roccioso, attrezzato con cavo. Il sentiero conduce, quindi, su traccia sassosa in breve alla vetta della Para dai Giai, attenzione in cima a diverse fenditure nel terreno (2497 m, croce, 1.15 ore dal Rifugio Gardenaccia, 2.45 ore dalla partenza).
Dalla cima volendo, su traccia non segnata ma intuibile con buona visibilità, è possibile salire a destra (facendo attenzione ad alcune fenditure nella roccia all’inizio, e poi a seguire la traccia migliore) ad una vetta senza nome. Se si decide per questa opzione si sale seguendo qualche vecchio ometto ad un pianoro dal quale, deviando a sinistra, si giunge in breve alla vetta con piccola croce con panorama molto ampio (2550 metri circa, 15 minuti dalla Para dai Giai, 3.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso (con attenzione nel tratto senza traccia ed in quello attrezzato e su cengia) fino al Rifugio Gardenaccia (1.15 ore dalla vetta, 4.15 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Gardenaccia si segue, quindi, il sentiero 5 per La Villa, la traccia sassosa e terrosa scende alternando tratti ripidi (di cui uno con cavo scorrimano) ad altri in moderata pendenza; il sentiero scende poi ad un tratto ghiaioso più largo tra staccionate. Giunti al bivio tra La Villa e la seggiovia su segue a destra verso la seggiovia giungendo, in breve, alla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (45 minuti dal Rifugio Gardenaccia, 5.00 ore dalla partenza).
Percorso: Stazione a monte Seggiovia Gardenaccia – Via Ferrata Les Cordes – Rifugio Gardenaccia – Para dai Giai – Rifugio Gardenccia – Stazione a monte Seggiovia Gardenaccia
Sentieri: 11B – via ferrata Les Cordes – 5/11 – 11 –15 – Para dai Giai – 15 – 11 – 11/5 – 5
Dislivello: 800 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.00 ore la salita, 2.00 ore la discesa)
Quota massima: 2550 m
Difficoltà: EEA la via ferrata, complessivamente di moderata difficoltà per esperti di questi itinerari ma con alcuni tratti più impegnativi nel primo tratto; necessari kit da ferrata e casco. EE la salita alla vetta con tracciato che richiede, comunque, piede fermo ed assenza di vertigini lungo la cengia esposta ed il breve tratto attrezzato. La salita dalla vetta della Para dei Giai alla cima senza nome con piccola croce è intuibile, con buona visibilità, ma non è segnata e va fatta attenzione sia ad alcune fenditure nella roccia nella prima parte sia a seguire il percorso migliore. Inoltre, dal Rifugio Gardenaccia è possibile anche raggiungere la vetta del Col Plö Alt (QUI la “pillola” su questo itinerario).
Data di ascesa: agosto 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del rifugio. La salita lungo la via ferrata Les Cordes è, naturalmente, evitabile salendo e scendendo al Rifugio Gardenaccia per il sentiero 5 o 11B. Anche la salita fuori sentiero dalla Para dei Giai alla vetta senza nome è, volendo, evitabile fermandosi alla Para dai Giai.
Esperienza di Stefano: la ferrata, non molto nota, è di complessiva difficoltà moderata ma, soprattutto il primo tratto, non va sottovalutato. La zona del Rifugio Gardenaccia è solitamente piuttosto frequentata, il percorso diventa invece più solitario nel tratto finale; è necessaria una giornata asciutta e con buona visibilità sia per questioni di sicurezza lungo la ferrata e nel tratto finale alle vette sia per godere degli ampi panorami. Io sono partito con la prima seggiovia pranzando poi al Rifugio Gardenaccia lungo la discesa dopo la salita in vetta.
Seggiovia Gardenaccia
Tratto dalla stazione a monte della seggiovia all’attacco della ferrata Les Cordes
Prima parte della via ferrata Les Cordes
Vista sulla Marmolada
Vista sulle Conturines
Stelle Alpine (da non raccogliere assolutamente)
Tratto su sentiero con cavo scorrimano
Punto di sosta con struttura per foto e panche
Seconda parte di ferrata
Salendo al Rifugio Gardenaccia dal termine della ferrata
Rifugio Gardenaccia
Para dai Giai vista dal Rifugio Gardenaccia
Salendo dal rifugio nel primo tratto nel bosco
Salendo tra terreni più aperti
Verso il canalino
Canalino
Verso il bivio per la Para dai Giai
Bivio per la Para dai Giai
Salendo alla cengia
Lungo la cengia
Tratto attrezzato
In cima
Panorama di vetta
Salendo senza traccia segnata verso la vetta soprastante
Sulla vetta senza nome con piccola croce
Scendendo col sentiero 5 dal Rifugio Gardenaccia alla stazione a monte della seggiovia
Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Gardenaccia su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.
Corvara, paese posto a oltre 1500 metri di quota che conta con la sua frazione di Colfosco/Kolfuschg/Calfosch quasi 1400 abitanti, è uno dei centri turistici estivi ed invernali più noti delle Dolomiti e dal paese partono numerosissimi itinerari al cospetto dei gruppi dolomitici del Sella, Odle/Geisler, Puez, Sassongher e l’altipiano del Pralongià.
Corvara e Colfosco sono situate lungo il famosissimo comprensorio sciistico del Sellaronda che collega sci ai piedi le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; in inverno, nell’area di Corvara e Colfosco sono presenti anche diversi itinerari per escursionismo, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come, ad esempio, quello che conduce alla base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico dell’Alta Badia e QUI quella sul percorso invernale per le Cascate del Pisciadù).
Dai paesi di Corvara e Colfosco partono, infatti, numerosi impianti di risalita quali Col Alt, Pralongià, Boè, Vallon, Col Pradat e cabinovia Colfosco/Passo Gardena/Grodner Joch; questi impianti conducono alle piste da sci ed escursioni in quota che portano verso rifugi, cime (come il Sassongher, montagna simbolo di Corvara, ed il Setsas) e ferrate (come il Piz da Lech de Boè e Vallon al Piz da Lech Dlacè) che offrono, agli esperti escursionisti ed alpinisti, svariate possibilità di divertimento (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Pradat, QUI quella sulla cabinovia Boè e la seggiovia Vallon, QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià, QUI quella sull’ascesa al Sassongher, QUI la “pillola” sulla salita al Setsas, QUI quella sull’ascesa al Piz da Lech de Boè e QUI la “pillola” sulla Ferrata Vallon e la salita al Piz da Lech Dlacè).
Nella zona di Corvara e Colfosco è possibile, comunque, anche compiere escursioni molto interessanti in ambienti bucolici ai piedi delle grandi pareti rocciose anche in fondovalle; tra queste troviamo, ad esempio, l’itinerario per le Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sull’escursione alle Cascate del Pisciadù).
Da Corvara è possibile raggiungere sia il Passo di Campolongo che conduce verso Arabba e il Veneto chee il Passo Gardena che porta verso la sudtirolese Val Gardena (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sul Passo di Campolongo).
Al Passo Gardena è posta anche la seggiovia Cir che permette di raggiungere l’area del Dantercepies (a cui arriva anche l’omonima cabinovia da Selva Gardena); la zona è punto di partenza di diverse escursioni e vie ferrate come il percorso al Rifugio Puez ed alla vetta del Piz da Puez, il Sas Ciampac, la via Ferrata Brigata Tridentina al Rifugio Cavazza al Pisciadù e le vie ferrate verso il Piz da Cir (Cir Grande) ed il Cir V° (Cir Piccolo) (QUI la “pillola” su seggiovia Cir e cabinovia Dantercepies, QUI quella sul percorso Rifugio Puez e Piz da Puez, QUI la “pillola” sulla salita al Cir Grande e QUI quella sull’ascesa al Cir Piccolo, QUI la “pillola” sulla salita al Sas Ciampac e QUI quella sulla Via Ferrata Brigata Tridentina).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2025 e 2026
Corvara e il Sassongher
Chiesa parrocchiale moderna di Corvara
Case tipiche dell’Alta Val Badia
Colfosco e il gruppo del Sella
Area dell’Altopiano del Pralongià
Salendo al Setsas
Vista su Colfosco e il Gruppo del Sella dall’alto
Corvara vista dalla vetta del Sassongher
Vetta del Sassongher
Cabinovia Col Pradat di Colfosco
Rifugio Edelweiss e Sassongher nell’area del comprensorio del Col Pradat
Cabinovia Boè
Seggiovia Vallon
Vista sulla Marmolada ed il Rifugio Franz Kostner al Vallon della seggiovia Vallon
Rifugio Franz Kostner nell’area della seggiovia Vallon
Ferrata verso il Piz da Lech de Boè
Vetta del Piz da Lech de Boè
Corvara e Sassongher visti dalla vetta del Piz da Lech de Boè
Ferrata Vallon
Vetta del Piz da Lech Dlacè
Cabinovia e strada che portano da Colfosco al Passo Gardena
Passo Gardena
Seggiovia Cir
Passo Gardena visto dell’alto con il gruppo Sella alle spalle
Cir Grande
Cir V° (Piccolo Cir)
Sas Ciampac
Via Ferrata Brigata Tridentina
Rifugio Cavazza al Pisciadù
Nei pressi del Passo di Campolongo
Vista invernale di Corvara
Piste da sci del comprensorio Alta Badia nell’area di Corvara
Colfosco e le sue piste da sci
Piste da sci dell’area del Passo Gardena
Altipiano del Pralongià in inverno
Escursionismo invernale verso la base delle Cascate del Pisciadù
La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.
San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian, frazione di Badia che conta circa 400 abitanti, posta ad oltre 1500 metri di quota, si trova nella valle che da La Villa/Stern/La Ila porta al Passo Valparola e al Passo Falzarego che mettono in comunicazione con Cortina d’Ampezzo e il Veneto (QUI la “pillola” sul Passo Valparola e il Passo Falzarego e QUI quella sul paese di La Villa).
I due passi sono sede del museo sulla Prima Guerra mondiale, punto di partenza della Funivia Lagazuoi e di numerose escursioni e sentieri attrezzati che ricalcano percorsi di guerra come quelli al Sass de Stria, del Kaiserjäger, delle Gallerie del Lagazuoi e al Monte Sief e Col di Lana (QUI la “pillola” sui sentieri Kaiserjäger e delle Gallerie del Lagazuoi, QUI quella sull’ascesa al Monte Sief e Col di Lana e QUI la “pillola” sulla salita al Sass de Stria).
Il paese di San Cassiano si sviluppa intorno alla chiesa dedicata all’omonimo santo e costruita a partire dal 1762 in stile gotico; nel borgo si trova anche il “Museo Ursus Ladinicus” dedicato all’orso delle caverne, vissuto oltre 40000 anni fa, di cui sono stati ritrovati molti fossili nella Grotta delle Conturines, posta, a quasi 2800 metri di quota, nell’omonimo gruppo montuoso che sovrasta San Cassiano (QUI la “pillola” sul Museo Ursus Ladinicus).
Dal paese, e dai suoi dintorni, è possibile compiere direttamente numerose escursioni da cui si gode una bellissima vista sui gruppi dolomitici delle Conturines, Odle/Geisler e sull’altopiano del Pralongià; quest’ultimo può essere raggiunto anche tramite la cabinovia del Piz Sorega che parte direttamente dal centro abitato (QUI la “pillola” sull’Altopiano del Pralongià e QUI quella sul percorso verso il Rifugio Scotoni, il Lago Lagazuoi, la Cima Ce de Salares e la Malga Munt de Valparola).
Tramite la cabinovia del Piz Sorega ci si collega anche con il famoso comprensorio sciistico dell’Alta Badia e del Sellaronda che collega sci ai piedi le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Sudtirolo, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).
Dalla cabinovia Piz Sorega partono anche alcuni percorsi innevati, battuti dal gatto delle nevi, adatti per escursionismo invernale con le ciaspole; tra essi troviamo, per esempio, il percorso che conduce al Rifugio Pralongià ed allo Störes (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio Pralongià ed allo Störes).
Inoltre, in inverno, a pochi chilometri da San Cassiano nella zona dell’Armentarola-Sciarè è presente un grande centro da sci di fondo che è anche punto di partenza per il percorso escursionistico, solitamente battuto dal gatto delle nevi, verso i Pra de Sciarè, Malga Valparola e i Pra de Costa (QUI la “pillola” sul tracciato invernale Sciarè-Malga Valparola-Costa).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2022, 2023, 2025 e 2026
San Cassiano e il gruppo montuoso delle Conturines visti dall’alto
In paese
Chiesa parrocchiale
Museo ladino dell’orso
Vista dolomitica dal paese
Cabinovia Piz Sorega
Rifugio Piz Sorega e Parco di attività Movimënt
Escursionismo sull’altipiano del Pralongià
Rifugio Scotoni
Lago di Lagazuoi
Vista dalla cima Ce de Salares sull’area di San Cassiano
Malga Munt de Valparola
Forte con museo della Prima Guerra Mondiale al Passo Valparola
Passo Falzarego con funivia Lagazuoi
Sentiero attrezzato del Kaiserjäger
Gallerie del Lagazuoi
Salendo al Sass de Stria
In vetta al Sass de Stria
Monte Sief
Col di Lana
Piste della zona di San Cassiano nel comprensorio sciistico Alta Badia
Centro fondo di Sciarè
Escursionismo invernale verso il Pralongià e lo Stores
Percorso su neve verso i Pra de Sciarè, Malga Valparola e i Pra de Costa
La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.
Tra i borghi più noti troviamo anche Badia paese/Abtei Dorf, situato ad oltre 1300 metri di quota, e la sua frazione di La Villa/Stern/La Ila, posta a quasi 1500 metri di quota; i due paesi risultano essere tra i centri turistici più frequentati della valle.
Badia paese, sede anche del comune di Badia, si sviluppa su un’area piuttosto vasta; l’area centrale del borgo è posta, ai piedi del gruppo montuoso dolomitico delle Conturines, un po’ discosta dalla strada principale della Val Badia e si sviluppa attorno alla Chiesa parrocchiale di San Giacomo e Leonardo.
Dal paese di Badia partono anche gli impianti del comprensorio escursionistico e sciistico La Crusc/Santa Croce; la seggiovia e la cabinovia portano ad oltre 2000 metri di quota ove sono posti anche il Santuario La Crusc e l’omonimo rifugio (QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc).
In estate nell’area La Crusc sono presenti aree gioco per famiglie, rifugi e sono possibili escursioni di diversa difficoltà con presenza sia di percorsi bucolici come verso i Prati dell’Armentara sia di ascensioni impegnative alle vette del Sas dla Crusc e della Cima Dieci (QUI la “pillola” sul comprensorio La Crusc in estate).
In inverno l’area La Crusc presenta diversi chilometri di piste da sci solitamente non molto affollate e collegate al comprensorio dell’Alta Badia; sono possibili inoltre percorsi innevati battuti, di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello verso i Prati dell’Armentara (QUI la “pillola” sull’area La Crusc in inverno).
La frazione di La Villa, posta a breve distanza da Badia paese, è anch’essa situata in zona idilliaca ed è divisa tra la parte più moderna e la parte più antica, quest’ultima rialzata sulla valle, dove si trovano il Castel Colz e la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta.
A La Villa si trova la deviazione dalla Val Badia che porta a San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian e al Passo Valparola che mette in comunicazione con il Veneto e Cortina d’Ampezzo (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).
Da La Villa si raggiunge in breve anche Corvara, da dove si raggiungono il Passo Campolongo che porta verso Arabba, in Veneto e il Passo Gardena/Grodner Joch che mette in comunicazione con la sudtirolese Val Gardena (QUI la “pillola” sul paese di Corvara e QUI quella sul Passo Gardena).
Dal paese di La Villa si possono intraprendere molte escursioni verso le Conturines, le Odle/Geisler e l’altopiano del Pralongià; dal borgo partono anche gli impianti di risalita del Piz La Ila e della Gardenaccia.
La cabinovia del Piz la Ila conduce sull’Altopiano del Pralongià; alla stazione a monte si trovano il Rifugio Moritzino, uno dei parchi attività Movimënt e la possibilità di percorrere diverse escursioni nel rilassante ambiente dell’altopiano. Tra esse troviamo, ad esempio, il percorso ad anello che porta a scoprire le diverse zone del Pralongià ed allo Störes, il punto più elevato dell’altopiano (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’escursione ad anello).
La seggiovia Gardenaccia è punto di partenza per il Rifugio Gardenaccia (raggiungibile sia su sentieri che tramite la Via Ferrata Les Cordes); dal rifugio si dipartono, successivamente, anche altre escursioni come, ad esempio, quella alla vetta della Para dai Giai ed al Col Plö Alt (QUI la “pillola” sulla seggiovia e Rifugio Gardenaccia, QUI quella sulla salita sulla via ferrata Les Cordes ed alla vetta della Para dai Giai e QUI la “pillola” sulla salita al Col Plö Alt).
Inoltre, gli impianti conducono alle escursioni in quota e al famosissimo comprensorio sciistico dell’Alta Badia e del Sellaronda, che collega, sci ai piedi, le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022, 2023 e 2026
Paese di Badia
Comprensorio La Crusc
Rifugio La Crusc
Santuario La Crusc
Prati dell’Armentara
Paese antico e chiesa parrocchiale di La Villa
Casa della Cultura di La Villa
Vista dai pascoli intorno al paese di La Villa verso le Conturines
Cabinovia che porta al Piz La Ila
Rifugio Moritzino e Parco attività Movimënt posti alla stazione a monte della cabinovia Piz la Ila
Escursionismo sull’altopiano del Pralongià
Sulla vetta dello Störes, punto più elevato dell’altopiano del Pralongià
Seggiovia Gardenaccia
Ferrata Les Cordes per il Rifugio Gardenaccia
Sentieri per il Rifugio Gardenaccia
Rifugio Gardenaccia (con la Para dai Giai sullo sfondo)
Salendo alla vetta della Para dai Giai
In vetta alla Para dai Giai con le Conturines sullo sfondo
La Villa vista dalla Para dai Giai
Salendo al Col Plö Alt
In vetta al Col Plö Alt
Vista su Badia paese e le Conturines dal Col Plö Alt
La Val Badia è una lunga valle dolomitica ladina che presenta, dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.
La Valle/Wengen/La Val, comune che insieme alle sue frazioni conta oltre 1300 abitanti, è posto circa a metà della Val Badia, a 1350 metri di quota, in posizione elevata sulla valle principale tra pascoli con bellissima vista sui gruppi dolomitici delle Conturines, delle Odle/Geisler e del Sass de Putia.
La Valle si sviluppa intorno alla parrocchiale dedicata a San Genesio con pregevoli decorazioni interne; nel centro del borgo si trovano anche molte case tipiche addobbate con molti fiori.
Da La Valle partono molte escursioni verso pascoli e boschi circostanti; per escursionisti allenati sono possibili anche salite a cime come il Monte Pares/Sas de Crosta e verso la cresta divisoria con il versante di San Vigilio di Marebbe/St. Vigil/Al Plan de Mareo (QUI la “pillola” sulla salita al Pares/Sas del Crosta).
Da Furnacia e Spescia, due delle piccole frazioni di La Valle, si sviluppano anche i percorsi che, tramite mulattiera tra bosco e pascoli, portano ai bellissimi Prati dell’Armentara ed al Santuario di La Crusc/Santa Croce con omonimo rifugio; la struttura religiosa ed il rifugio sono raggiungibili, inoltre, anche tramite gli impianti La Crusc da Badia paese/Abtei (QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc, QUI quella sui Prati dell’Armentara e il comprensorio La Crusc in estate e QUI la “pillola” su Badia paese).
In inverno il paese di La Valle è posto non molto distante dal comprensorio di sport invernali La Crusc (i cui impianti, come detto, si trovano nel vicino paese di Badia); inoltre, anche nella stagione invernale, dalle piccole frazioni di La Valle partono diverse escursioni su percorsi innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, che conducono verso i Prati dell’Armentara ed il Santuario e Rifugio La Crusc (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale La Crusc e QUI quella sul percorso invernale per il Santuario e rifugio La Crusc).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022, 2023 e 2024
Tra le strade del paese
Chiesa parrocchiale
Vista dal paese
Primo tratto di salita al Pares con vista anche sulle “viles” (antichi fienili)
Secondo tratto di salita al Pares
In vetta al Pares
Al parcheggio di Furnacia
Lungo il percorso sui Prati dell’Armentara
Rifugio La Crusc
Santuario La Crusc
Impianti estivi La Crusc
Escursionismo invernale verso i Prati dell’Armentara ed il Santuario e Rifugio La Crusc
Lungo le piste dell’area La Crusc, poste nel vicino paese di Badia e collegate col comprensorio Alta Badia
La Val Badia è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.
Risalendo la Val Badia, dopo la deviazione per S. Vigilio/St. Vigil/Al Plan de Mareo, si trova il paese di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn/San Martin de Tor adagiato a 1100 metri di quota, tra pascoli in porzione elevata sulla valle, lungo la strada per il Passo delle Erbe/Wurzjoch,che collega la Val Badia con la Val di Funes/Vilnosstal (QUI la “pillola” sul Passo delle Erbe).
San Martino in Badia, comune di 1700 abitanti, si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale, con altare moderno, dedicata a San Martino con campanile visibile da ampio raggio; tra gli altri punti di interesse si trovano l’istituto ladino Micurà de Ru ed il Castello de Tor/Ciastel de Tor, che ospita il MusLa – Museo della cultura ladina (QUI la “pillola” su Castel de Tor ed il MusLa).
A pochi chilometri da San Martino in Badia è posta, inoltre, la frazione di Longiarù/Campill situata in posizione idilliaca tra boschi e pascoli e punto di partenza di diverse escursioni come quella verso la Malga Ciampcios, la Malga Medalges e la Forcella di Furcia/Kreuzjoch (QUI la “pillola” su questo percorso).
Numerose escursioni si diramano anche verso la zona del Passo delle Erbe e del Sass de Putia/Peitlerkofel; tra i percorsi più noti troviamo la salita che dalla strada del Passo delle Erbe conduce al Rifugio Monte Muro e all’omonima cima del Monte Muro/Maurerberg (QUI la “pillola” sulla salita a Rifugio e Monte Muro e QUI quella sull’ascesa al Sas de Putia).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022, 2025 e 2026
Chiesa parrocchiale
Centro del paese
Istituto ladino Micurà de Ru
Bucolici dintorni del paese
Castel de Tor
Percorso da Longiarù alla Malga Ciampcios, Malga Medalges e Forcella di Furcia
Rifugio Monte Muro raggiungibile su percorso che parte dalla strada per il Passo delle Erbe
La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.
Nella prima parte della Val Badia, a circa 10 chilometri dall’inizio della valle, si trova San Vigilio di Marebbe/St. Vigil posto nella laterale Val di Mareo, da cui deriva anche il suo nome ladino “Al Plan de Mareo”.
Il paese di San Vigilio di Marebbe, posto a 1200 metri di quota, insieme alle sue frazioni forma il comune di Marebbe/Enneberg che conta più di 3000 abitanti; il borgo è posto in posizione idilliaca tra pascoli ed è circondato da cime dolomitiche che permettano di gustare, già dal paese, bellissimi panorami verso il Plan de Corones/Kronplatz, il Piz da Peres ed il Monte Pares.
Nel centro del borgo troviamo la chiesa parrocchiale edificata in stile barocco e dedicata a San Viglio, molto rilevante è l’altare maggiore, intagliato nel legno nel 1636.
Nei pressi del paese, all’imbocco della Val Tamersc è posta, la Spiaggetta Ciamaor, situata lungo il torrente Tamersc con giochi per bambini, area picnic ed il Parco faunistico Owl Park San Vigilio, dedicato in particolare a gufi ed altri rapaci (QUI la “pillola” sull’Owl Park e la Spiaggetta Ciamaor).
Dal paese di San Viglio di Marebbe partono anche moltissime escursioni di diversa difficoltà verso i monti circostanti, allietate dalla vista verso pascoli e cime del parco naturale Fanes-Sennes-Braies; uno degli accessi più noti al parco naturale si ha dal Rifugio Pederü, raggiungibile in macchina dal paese di San Viglio. Dal Rifugio Pederü iniziano le notissime escursioni ai Rifugi Fanes, Lavarella, Sennes e Fodara Vedla e salite a vette come il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes, il Col Bechei Dessora, il Lavinores/Sas dla Para e il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio (QUI la “pillola” collegata al Rifugio Pederü ed i rifugi circostanti, QUI quella sulla salita al Rifugio Sennes ed al Monte Sella di Sennes e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo e al Col Bechei Dessora e QUI quella sulla salita al Rifugio Fodara Vedla ed alla cima Lavinores/Sas dla Para e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Lavarella ed al Piz de Sant Antone).
San Vigilio di Marebbe è, inoltre, collegato con il comprensorio sciistico del Plan de Corones che presenta oltre 100 chilometri di piste di sci alpino e risulta essere una delle mete invernali più amate e frequentate del Sudtirolo (QUI la “pillola” sul Plan de Corones).
Anche in estate, raggiungendo il Passo Furcia, è possibile collegarsi con il comprensorio del Plan de Corones ove sono aperti diversi impianti di risalita e rifugi con possibilità di escursioni a piedi in mountain-bike, trail e downhill (QUI la “pillola” sul comprensorio estivo).
Dal Passo Furcia è possibile salire, inoltre, con percorso impegnativo la vetta del Piz da Peres e, con tracciato meno difficile, la cima del Plan de Corones (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz da Peres e QUI quella sulla salita al Plan de Corones).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2022, 2025 e 2026
In Val Gardena/Gröden/Gherdëina si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.
Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Dantercepies che da Selva Gardena/Wolkenstein/Selva Gherdëina porta ai 2300 metri di quota della stazione a monte, immersa, in estate, in zona pascoliva d’alta quota ai piedi delle guglie delle Punte del Cir, facenti parte del gruppo del Puez-Odle/Geisler (QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).
La zona della stazione a monte è raggiungibile anche tramite la breve seggiovia Cir dal Passo Gardena/Grödner Joch, posto sul confine tra Val Badia (sul versante di Corvara e Colfosco) e Val Gardena. (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sui paesi di Corvara e Colfosco).
L’area della stazione a monte di cabinovia e seggiovia presenta un rifugio che propone piatti tipici e permette di godere di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella e Sassolungo/Langkofel.
Dalla stazione a monte partono innumerevoli escursioni tra cui la lunga e molto amata e frequentata traversata verso il Rifugio Puez con, volendo, le salite alle vette del Sas Ciampac e del Piz de Puez, le impegnative vie ferrate del Cir V° (Cir Piccolo) e del Piz da Cir (Cir Grande) e molte altre brevi escursioni familiari. La presenza di questa ampia gamma di gite possibili rende interessante la zone per un ampio numero di escursionisti, alpinisti e turisti (QUI la “pillola” sulla salita al Sas Ciampac, QUI quella sull’ascesa al Piz de Puez e Rifugio Puez, QUI la pillola sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande e QUI la “pillola” sull’ascesa al Cir V°/Cir Piccolo).
In inverno gli impianti del Dantercepies e Cir fanno parte, inoltre, del comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites e del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2020 e 2025
Lungo il viaggio in cabinovia
Cabinovia Dantercepies con vista sul Sassolungo
Stazione a monte della cabinovia Dantercepies
Seggiovia Cir che collega il Passo Gardena con la stazione a monte della cabinovia Dantercepies
Rifugio Dantercepies on le Punte del Cir sullo sfondo
Piatto tipico al Rifugio Dantercepies
Cartelli escursionistici alla stazione a monte della cabinovia
Vista sul Passo Gardena e il gruppo del Sella dal comprensorio del Dantercepies
Lungo la salita al Piz da Cir (Cir Grande) raggiungibile su sentiero in parte attrezzato
Lungo la via ferrata al Cir V°/Piccolo
Rifugio Puez raggiungibile con lungo sentiero
Lungo la salita al Rifugio Puez
Vetta del Piz de Puez
Sas Ciampac
Rifugio alla stazione a monte della cabinovia in inverno all’arrivo del Sole sulle Punte del Cir
Stazione a monte della cabinovia in inverno
Piste da sci dell’area del Dantercepies
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Cabinovia Dantercepies a Selva Gardena su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps