Para dai Giai (2497 m) – Via Ferrata Les Cordes – Rifugio Gardenaccia (2050 m) – Dolomiti

La Para dai Giai, vetta di quasi 2500 metri di quota, è posta in Val Badia/Gadertal nel gruppo dolomitico del Puez-Odle; la via di salita alla cima parte dalla seggiovia Gardenaccia dal paese di La Villa/Stern e passa per il noto Rifugio Gardenaccia (QUI la “pillola” sul paese di La Villa e QUI quella sulla seggiovia e rifugio Gardenaccia).

La cima della Para dai Giai è, invece, talvolta meno conosciuta e presenta un tratto finale impegnativo con percorrenza di una cengia ed un breve tratto attrezzato che adduce alla cima dall’ampia vista verso le Dolomiti della Val Badia.

Inoltre, da qualche anno il Rifugio Gardenaccia è raggiungibile, sempre partendo dalla stazione a monte della seggiovia omonima, anche tramite la vie ferrata Les Cordes; il tracciato è di moderata difficoltà per esperti di ferrate ma presenta, comunque, alcuni passaggi più impegnativi nel tratto iniziale.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (1750 m), seguendo le indicazioni per la via ferrata Les Cordes si prende a sinistra il sentiero 11B che porta, in breve, con leggeri saliscendi nel bosco, su traccia ghiaiosa, all’attacco della ferrata.

Dall’attacco si sale, piuttosto verticalmente, verso sinistra e poi alternando tratti con traversi ascendenti a salti rocciosi; questa prima parte risulta essere la più impegnativa della via; sia in questo tratto che in altri successivi sono stati abbozzate nella roccia delle tacche per rendere la progressione meno difficoltosa, è bene, quindi, sfruttarle.
La via ferrata continua poi tra placche (qualche tratto un po’ esposto) e saltini rocciosi giungendo ad un tratto di sentiero (con, comunque, presenza del cavo scorrimano) che porta ad un area di sosta con panca.

Superato questo punto la via ferrata affronta la seconda parte, più breve, che alterna ancora tratti su placca (con ancora diversi appoggi abbozzati nella roccia) ad altri su saltini rocciosi che portano al termine delle attrezzature, incontrando una traccia di sentiero.
Seguendo il sentiero a sinistra verso il Rifugio Gardenaccia si sale su traccia sassosa ed erbosa; si scavalca una staccionata e si sale, quindi, in breve, al Rifugio Gardenaccia (2050 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 5-11 per il Rifugio Puez, si sale in breve ad un ricovero per animali proseguendo poi ad un vicino bivio; seguendo il sentiero 11 per il Rifugio Puez si sale ripidamente su traccia sassosa ed erbosa prima nel bosco e poi tra spazi aperti (attenzione a seguire i segni indicatori).
La traccia porta quindi su terreno più sassoso e ad un breve canalino al termine del quale si trova un bivio.

Seguendo a sinistra il sentiero 15 si procede dapprima a mezza costa e poi di nuovo ripidamente fino al bivio per la Para dai Giai; seguendo a sinistra il cartello indicatore si sale su traccia sassosa che porta in breve ad una cengia (punto esposto) e ad un breve saltino roccioso, attrezzato con cavo.
Il sentiero conduce, quindi, su traccia sassosa in breve alla vetta della Para dai Giai, attenzione in cima a diverse fenditure nel terreno (2497 m, croce, 1.15 ore dal Rifugio Gardenaccia, 2.45 ore dalla partenza).

Dalla cima volendo, su traccia non segnata ma intuibile con buona visibilità, è possibile salire a destra (facendo attenzione ad alcune fenditure nella roccia all’inizio, e poi a seguire la traccia migliore) ad una vetta senza nome.
Se si decide per questa opzione si sale seguendo qualche vecchio ometto ad un pianoro dal quale, deviando a sinistra, si giunge in breve alla vetta con piccola croce con panorama molto ampio (2550 metri circa, 15 minuti dalla Para dai Giai, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso (con attenzione nel tratto senza traccia ed in quello attrezzato e su cengia) fino al Rifugio Gardenaccia (1.15 ore dalla vetta, 4.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Gardenaccia si segue, quindi, il sentiero 5 per La Villa, la traccia sassosa e terrosa scende alternando tratti ripidi (di cui uno con cavo scorrimano) ad altri in moderata pendenza; il sentiero scende poi ad un tratto ghiaioso più largo tra staccionate.
Giunti al bivio tra La Villa e la seggiovia su segue a destra verso la seggiovia giungendo, in breve, alla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (45 minuti dal Rifugio Gardenaccia, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte Seggiovia Gardenaccia – Via Ferrata Les Cordes – Rifugio Gardenaccia – Para dai Giai – Rifugio Gardenccia – Stazione a monte Seggiovia Gardenaccia

Sentieri: 11B – via ferrata Les Cordes – 5/11 – 11 –15 – Para dai Giai – 15 – 11 – 11/5 – 5

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.00 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2550 m

Difficoltà: EEA la via ferrata, complessivamente di moderata difficoltà per esperti di questi itinerari ma con alcuni tratti più impegnativi nel primo tratto; necessari kit da ferrata e casco. EE la salita alla vetta con tracciato che richiede, comunque, piede fermo ed assenza di vertigini lungo la cengia esposta ed il breve tratto attrezzato.
La salita dalla vetta della Para dei Giai alla cima senza nome con piccola croce è intuibile, con buona visibilità, ma non è segnata e va fatta attenzione sia ad alcune fenditure nella roccia nella prima parte sia a seguire il percorso migliore.
Inoltre, dal Rifugio Gardenaccia è possibile anche raggiungere la vetta del Col Plö Alt (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del rifugio. La salita lungo la via ferrata Les Cordes è, naturalmente, evitabile salendo e scendendo al Rifugio Gardenaccia per il sentiero 5 o 11B. Anche la salita fuori sentiero dalla Para dei Giai alla vetta senza nome è, volendo, evitabile fermandosi alla Para dai Giai.

Esperienza di Stefano: la ferrata, non molto nota, è di complessiva difficoltà moderata ma, soprattutto il primo tratto, non va sottovalutato. La zona del Rifugio Gardenaccia è solitamente piuttosto frequentata, il percorso diventa invece più solitario nel tratto finale; è necessaria una giornata asciutta e con buona visibilità sia per questioni di sicurezza lungo la ferrata e nel tratto finale alle vette sia per godere degli ampi panorami. Io sono partito con la prima seggiovia pranzando poi al Rifugio Gardenaccia lungo la discesa dopo la salita in vetta.

Seggiovia Gardenaccia

Tratto dalla stazione a monte della seggiovia all’attacco della ferrata Les Cordes

Prima parte della via ferrata Les Cordes

Vista sulla Marmolada

Vista sulle Conturines

Stelle Alpine (da non raccogliere assolutamente)

Tratto su sentiero con cavo scorrimano

Punto di sosta con struttura per foto e panche

Seconda parte di ferrata

Salendo al Rifugio Gardenaccia dal termine della ferrata

Rifugio Gardenaccia

Para dai Giai vista dal Rifugio Gardenaccia

Salendo dal rifugio nel primo tratto nel bosco

Salendo tra terreni più aperti

Verso il canalino

Canalino

Verso il bivio per la Para dai Giai

Bivio per la Para dai Giai

Salendo alla cengia

Lungo la cengia

Tratto attrezzato

In cima

Panorama di vetta

Salendo senza traccia segnata verso la vetta soprastante

Sulla vetta senza nome con piccola croce

Scendendo col sentiero 5 dal Rifugio Gardenaccia alla stazione a monte della seggiovia


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Corvara e Colfosco/Kolfuschg – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Corvara, paese posto a oltre 1500 metri di quota che conta con la sua frazione di Colfosco/Kolfuschg/Calfosch quasi 1400 abitanti, è uno dei centri turistici estivi ed invernali più noti delle Dolomiti e dal paese partono numerosissimi itinerari al cospetto dei gruppi dolomitici del Sella, Odle/Geisler, Puez, Sassongher e l’altipiano del Pralongià.

Corvara e Colfosco sono situate lungo il famosissimo comprensorio sciistico del Sellaronda che collega sci ai piedi le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; in inverno, nell’area di Corvara e Colfosco sono presenti anche diversi itinerari per escursionismo, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come, ad esempio, quello che conduce alla base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico dell’Alta Badia e QUI quella sul percorso invernale per le Cascate del Pisciadù).

Dai paesi di Corvara e Colfosco partono, infatti, numerosi impianti di risalita quali Col Alt, Pralongià, Boè, Vallon, Col Pradat e cabinovia Colfosco/Passo Gardena/Grodner Joch; questi impianti conducono alle piste da sci ed escursioni in quota che portano verso rifugi, cime (come il Sassongher, montagna simbolo di Corvara, ed il Setsas) e ferrate (come il Piz da Lech de Boè e Vallon al Piz da Lech Dlacè) che offrono, agli esperti escursionisti ed alpinisti, svariate possibilità di divertimento (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Pradat, QUI quella sulla cabinovia Boè e la seggiovia Vallon, QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià, QUI quella sull’ascesa al Sassongher, QUI la “pillola” sulla salita al Setsas, QUI quella sull’ascesa al Piz da Lech de Boè e QUI la “pillola” sulla Ferrata Vallon e la salita al Piz da Lech Dlacè).

Nella zona di Corvara e Colfosco è possibile, comunque, anche compiere escursioni molto interessanti in ambienti bucolici ai piedi delle grandi pareti rocciose anche in fondovalle; tra queste troviamo, ad esempio, l’itinerario per le Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sull’escursione alle Cascate del Pisciadù).

Da Corvara è possibile raggiungere sia il Passo di Campolongo che conduce verso Arabba e il Veneto chee il Passo Gardena che porta verso la sudtirolese Val Gardena (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sul Passo di Campolongo).

Al Passo Gardena è posta anche la seggiovia Cir che permette di raggiungere l’area del Dantercepies (a cui arriva anche l’omonima cabinovia da Selva Gardena); la zona è punto di partenza di diverse escursioni e vie ferrate come il percorso al Rifugio Puez ed alla vetta del Piz da Puez e le vie ferrate verso il Piz da Cir (Cir Grande) ed il Cir V° (Cir Piccolo) (QUI la “pillola” su seggiovia Cir e cabinovia Dantercepies, QUI quella sul percorso Rifugio Puez e Piz da Puez, QUI la “pillola” sulla salita al Cir Grande e QUI quella sull’ascesa al Cir Piccolo).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2025 e 2026

Corvara e il Sassongher

Chiesa parrocchiale moderna di Corvara

Case tipiche dell’Alta Val Badia

Colfosco e il gruppo del Sella

Area dell’Altopiano del Pralongià

Salendo al Setsas

Vista su Colfosco e il Gruppo del Sella dall’alto

Corvara vista dalla vetta del Sassongher

Vetta del Sassongher

Cabinovia Col Pradat di Colfosco

Rifugio Edelweiss e Sassongher nell’area del comprensorio del Col Pradat

Cabinovia Boè

Seggiovia Vallon

Vista sulla Marmolada ed il Rifugio Franz Kostner al Vallon della seggiovia Vallon

Rifugio Franz Kostner nell’area della seggiovia Vallon

Ferrata verso il Piz da Lech de Boè

Vetta del Piz da Lech de Boè

Corvara e Sassongher visti dalla vetta del Piz da Lech de Boè

Ferrata Vallon

Vetta del Piz da Lech Dlacè

Cabinovia e strada che portano da Colfosco al Passo Gardena

Passo Gardena

Seggiovia Cir

Passo Gardena visto dell’alto con il gruppo Sella alle spalle

Cir Grande

Cir V° (Piccolo Cir)

Nei pressi del Passo di Campolongo

Vista invernale di Corvara

Piste da sci del comprensorio Alta Badia nell’area di Corvara

Colfosco e le sue piste da sci

Piste da sci dell’area del Passo Gardena

Altipiano del Pralongià in inverno

Escursionismo invernale verso la base delle Cascate del Pisciadù

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia



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San Cassiano/St. Kassian – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian, frazione di Badia che conta circa 400 abitanti, posta ad oltre 1500 metri di quota, si trova nella valle che da La Villa/Stern/La Ila porta al Passo Valparola e al Passo Falzarego che mettono in comunicazione con Cortina d’Ampezzo e il Veneto (QUI la “pillola” sul Passo Valparola e il Passo Falzarego e QUI quella sul paese di La Villa).

I due passi sono sede del museo sulla Prima Guerra mondiale, punto di partenza della Funivia Lagazuoi e di numerose escursioni e sentieri attrezzati che ricalcano percorsi di guerra come quelli al Sass de Stria, del Kaiserjäger, delle Gallerie del Lagazuoi e al Monte Sief e Col di Lana (QUI la “pillola” sui sentieri Kaiserjäger e delle Gallerie del Lagazuoi, QUI quella sull’ascesa al Monte Sief e Col di Lana e QUI la “pillola” sulla salita al Sass de Stria).

Il paese di San Cassiano si sviluppa intorno alla chiesa dedicata all’omonimo santo e costruita a partire dal 1762 in stile gotico; nel borgo si trova anche il “Museo Ursus Ladinicus” dedicato all’orso delle caverne, vissuto oltre 40000 anni fa, di cui sono stati ritrovati molti fossili nella Grotta delle Conturines, posta, a quasi 2800 metri di quota, nell’omonimo gruppo montuoso che sovrasta San Cassiano (QUI la “pillola” sul Museo Ursus Ladinicus).

Dal paese, e dai suoi dintorni, è possibile compiere direttamente numerose escursioni da cui si gode una bellissima vista sui gruppi dolomitici delle Conturines, Odle/Geisler e sull’altopiano del Pralongià; quest’ultimo può essere raggiunto anche tramite la cabinovia del Piz Sorega che parte direttamente dal centro abitato (QUI la “pillola” sull’Altopiano del Pralongià e QUI quella sul percorso verso il Rifugio Scotoni, il Lago Lagazuoi, la Cima Ce de Salares e la Malga Munt de Valparola).

Tramite la cabinovia del Piz Sorega ci si collega anche con il famoso comprensorio sciistico dell’Alta Badia e del Sellaronda che collega sci ai piedi le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Sudtirolo, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).

Dalla cabinovia Piz Sorega partono anche alcuni percorsi innevati, battuti dal gatto delle nevi, adatti per escursionismo invernale con le ciaspole; tra essi troviamo, per esempio, il percorso che conduce al Rifugio Pralongià ed allo Störes (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio Pralongià ed allo Störes).

Inoltre, in inverno, a pochi chilometri da San Cassiano nella zona dell’Armentarola-Sciarè è presente un grande centro da sci di fondo che è anche punto di partenza per il percorso escursionistico, solitamente battuto dal gatto delle nevi, verso i Pra de Sciarè, Malga Valparola e i Pra de Costa (QUI la “pillola” sul tracciato invernale Sciarè-Malga Valparola-Costa).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2022, 2023 e 2025

San Cassiano e il gruppo montuoso delle Conturines visti dall’alto

In paese

Chiesa parrocchiale

Museo ladino dell’orso

Vista dolomitica dal paese

Cabinovia Piz Sorega

Rifugio Piz Sorega e Parco di attività Movimënt

Escursionismo sull’altipiano del Pralongià

Rifugio Scotoni

Lago di Lagazuoi

Vista dalla cima Ce de Salares sull’area di San Cassiano

Malga Munt de Valparola

Forte con museo della Prima Guerra Mondiale al Passo Valparola

Passo Falzarego con funivia Lagazuoi

Sentiero attrezzato del Kaiserjäger

Gallerie del Lagazuoi

Salendo al Sass de Stria

In vetta al Sass de Stria

Monte Sief

Col di Lana

Piste della zona di San Cassiano nel comprensorio sciistico Alta Badia

Centro fondo di Sciarè

Escursionismo invernale verso il Pralongià e lo Stores

Percorso su neve verso i Pra de Sciarè, Malga Valparola e i Pra de Costa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia



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Badia paese/Abtei Dorf e La Villa/Stern – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Tra i borghi più noti troviamo anche Badia paese/Abtei Dorf, situato ad oltre 1300 metri di quota, e la sua frazione di La Villa/Stern/La Ila, posta a quasi 1500 metri di quota; i due paesi risultano essere tra i centri turistici più frequentati della valle.

Badia paese, sede anche del comune di Badia, si sviluppa su un’area piuttosto vasta; l’area centrale del borgo è posta, ai piedi del gruppo montuoso dolomitico delle Conturines, un po’ discosta dalla strada principale della Val Badia e si sviluppa attorno alla Chiesa parrocchiale di San Giacomo e Leonardo.

Dal paese di Badia partono anche gli impianti del comprensorio escursionistico e sciistico La Crusc/Santa Croce; la seggiovia e la cabinovia portano ad oltre 2000 metri di quota ove sono posti anche il Santuario La Crusc e l’omonimo rifugio (QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc).

In estate nell’area La Crusc sono presenti aree gioco per famiglie, rifugi e sono possibili escursioni di diversa difficoltà con presenza sia di percorsi bucolici come verso i Prati dell’Armentara sia di ascensioni impegnative alle vette del Sas dla Crusc e della Cima Dieci (QUI la “pillola” sul comprensorio La Crusc in estate).

In inverno l’area La Crusc presenta diversi chilometri di piste da sci solitamente non molto affollate e collegate al comprensorio dell’Alta Badia; sono possibili inoltre percorsi innevati battuti, di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello verso i Prati dell’Armentara (QUI la “pillola” sull’area La Crusc in inverno).

La frazione di La Villa, posta a breve distanza da Badia paese, è anch’essa situata in zona idilliaca ed è divisa tra la parte più moderna e la parte più antica, quest’ultima rialzata sulla valle, dove si trovano il Castel Colz e la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta.

A La Villa si trova la deviazione dalla Val Badia che porta a San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian e al Passo Valparola che mette in comunicazione con il Veneto e Cortina d’Ampezzo (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).

Da La Villa si raggiunge in breve anche Corvara, da dove si raggiungono il Passo Campolongo che porta verso Arabba, in Veneto e il Passo Gardena/Grodner Joch che mette in comunicazione con la sudtirolese Val Gardena (QUI la “pillola” sul paese di Corvara e QUI quella sul Passo Gardena).

Dal paese di La Villa si possono intraprendere molte escursioni verso le Conturines, le Odle/Geisler e l’altopiano del Pralongià; dal borgo partono anche gli impianti di risalita del Piz La Ila e della Gardenaccia.

La cabinovia del Piz la Ila conduce sull’Altopiano del Pralongià; alla stazione a monte si trovano il Rifugio Moritzino, uno dei parchi attività Movimënt e la possibilità di percorrere diverse escursioni nel rilassante ambiente dell’altopiano.
Tra esse troviamo, ad esempio, il percorso ad anello che porta a scoprire le diverse zone del Pralongià ed allo Störes, il punto più elevato dell’altopiano (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’escursione ad anello).

La seggiovia Gardenaccia è punto di partenza per il Rifugio Gardenaccia (raggiungibile sia su sentieri che tramite la Via Ferrata Les Cordes); dal rifugio si dipartono, successivamente, anche altre escursioni come, ad esempio, quella alla vetta della Para dai Giai ed al Col Plö Alt (QUI la “pillola” sulla seggiovia e Rifugio Gardenaccia, QUI quella sulla salita sulla via ferrata Les Cordes ed alla vetta della Para dai Giai e QUI la “pillola” sulla salita al Col Plö Alt).

Inoltre, gli impianti conducono alle escursioni in quota e al famosissimo comprensorio sciistico dell’Alta Badia e del Sellaronda, che collega, sci ai piedi, le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022 e 2023

Paese di Badia

Comprensorio La Crusc

Rifugio La Crusc

Santuario La Crusc

Prati dell’Armentara

Paese antico e chiesa parrocchiale di La Villa

Casa della Cultura di La Villa

Vista dai pascoli intorno al paese di La Villa verso le Conturines

Cabinovia che porta al Piz La Ila

Rifugio Moritzino e Parco attività Movimënt posti alla stazione a monte della cabinovia Piz la Ila

Escursionismo sull’altopiano del Pralongià

Sulla vetta dello Störes, punto più elevato dell’altopiano del Pralongià

Seggiovia Gardenaccia

Ferrata Les Cordes per il Rifugio Gardenaccia

Sentieri per il Rifugio Gardenaccia

Rifugio Gardenaccia (con la Para dai Giai sullo sfondo)

Salendo alla vetta della Para dai Giai

In vetta alla Para dai Giai con le Conturines sullo sfondo

La Villa vista dalla Para dai Giai

Salendo al Col Plö Alt

In vetta al Col Plö Alt

Vista su Badia paese e le Conturines dal Col Plö Alt

Piste da sci dell’area di La Villa

Escursionismo invernale al Pralongià

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

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La Valle/Wengen – Val Badia

La Val Badia è una lunga valle dolomitica ladina che presenta, dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

La Valle/Wengen/La Val, comune che insieme alle sue frazioni conta oltre 1300 abitanti, è posto circa a metà della Val Badia, a 1350 metri di quota, in posizione elevata sulla valle principale tra pascoli con bellissima vista sui gruppi dolomitici delle Conturines, delle Odle/Geisler e del Sass de Putia.

La Valle si sviluppa intorno alla parrocchiale dedicata a San Genesio con pregevoli decorazioni interne; nel centro del borgo si trovano anche molte case tipiche addobbate con molti fiori.

Da La Valle partono molte escursioni verso pascoli e boschi circostanti; per escursionisti allenati sono possibili anche salite a cime come il Monte Pares/Sas de Crosta e verso la cresta divisoria con il versante di San Vigilio di Marebbe/St. Vigil/Al Plan de Mareo (QUI la “pillola” sulla salita al Pares/Sas del Crosta).

Da Furnacia e Spescia, due delle piccole frazioni di La Valle, si sviluppano anche i percorsi che, tramite mulattiera tra bosco e pascoli, portano ai bellissimi Prati dell’Armentara ed al Santuario di La Crusc/Santa Croce con omonimo rifugio; la struttura religiosa ed il rifugio sono raggiungibili, inoltre, anche tramite gli impianti La Crusc da Badia paese/Abtei (QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc, QUI quella sui Prati dell’Armentara e il comprensorio La Crusc in estate e QUI la “pillola” su Badia paese).

In inverno il paese di La Valle è posto non molto distante dal comprensorio di sport invernali La Crusc (i cui impianti, come detto, si trovano nel vicino paese di Badia); inoltre, anche nella stagione invernale, dalle piccole frazioni di La Valle partono diverse escursioni su percorsi innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, che conducono verso i Prati dell’Armentara ed il Santuario e Rifugio La Crusc (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale La Crusc e QUI quella sul percorso invernale per il Santuario e rifugio La Crusc).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022, 2023 e 2024

Tra le strade del paese

Chiesa parrocchiale

Vista dal paese

Primo tratto di salita al Pares con vista anche sulle “viles” (antichi fienili)

Secondo tratto di salita al Pares

In vetta al Pares

Al parcheggio di Furnacia

Lungo il percorso sui Prati dell’Armentara

Rifugio La Crusc

Santuario La Crusc

Impianti estivi La Crusc

Escursionismo invernale verso i Prati dell’Armentara ed il Santuario e Rifugio La Crusc

Lungo le piste dell’area La Crusc, poste nel vicino paese di Badia e collegate col comprensorio Alta Badia

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San Martino in Badia/St. Martin in Thurn – Val Badia

La Val Badia è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Risalendo la Val Badia, dopo la deviazione per S. Vigilio/St. Vigil/Al Plan de Mareo, si trova il paese di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn/San Martin de Tor adagiato a 1100 metri di quota, tra pascoli in porzione elevata sulla valle, lungo la strada per il Passo delle Erbe/Wurzjoch,che collega la Val Badia con la Val di Funes/Vilnosstal (QUI la “pillola” sul Passo delle Erbe).

San Martino in Badia, comune di 1700 abitanti, si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale, con altare moderno, dedicata a San Martino con campanile visibile da ampio raggio; tra gli altri punti di interesse si trovano l’istituto ladino Micurà de Ru ed il Castello de Tor/Ciastel de Tor, che ospita il MusLa – Museo della cultura ladina (QUI la “pillola” su Castel de Tor ed il MusLa).

Da San Martino in Badia partono, inoltre, numerose escursioni verso la zona del Passo delle Erbe e del Sass de Putia/Peitlerkofel oltre a sentieri nella natura nei boschi circostanti; tra i percorsi più noti troviamo la salita che dalla strada del Passo delle Erbe conduce al Rifugio Monte Muro e all’omonima cima del Monte Muro/Maurerberg (QUI la “pillola” sulla salita a Rifugio e Monte Muro e QUI quella sull’ascesa al Sas de Putia).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022 e 2025

Chiesa parrocchiale

Centro del paese

Istituto ladino Micurà de Ru

Bucolici dintorni del paese

Castel de Tor

Rifugio Monte Muro raggiungibile su percorso che parte dalla strada per il Passo delle Erbe

Salendo al Monte Muro

Monte Muro

Passo delle Erbe

Il Sas de Putia visto dal Passo delle Erbe

In vetta al Sas de Putia

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San Vigilio di Marebbe/St. Vigil – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Nella prima parte della Val Badia, a circa 10 chilometri dall’inizio della valle, si trova San Vigilio di Marebbe/St. Vigil posto nella laterale Val di Mareo, da cui deriva anche il suo nome ladino “Al Plan de Mareo”.

Il paese di San Vigilio di Marebbe, posto a 1200 metri di quota, insieme alle sue frazioni forma il comune di Marebbe/Enneberg che conta più di 3000 abitanti; il borgo è posto in posizione idilliaca tra pascoli ed è circondato da cime dolomitiche che permettano di gustare, già dal paese, bellissimi panorami verso il Plan de Corones/Kronplatz, il Piz da Peres ed il Monte Pares.

Nel centro del borgo troviamo la chiesa parrocchiale edificata in stile barocco e dedicata a San Viglio, molto rilevante è l’altare maggiore, intagliato nel legno nel 1636.

Nei pressi del paese, all’imbocco della Val Tamersc è posta, la Spiaggetta Ciamaor, situata lungo il torrente Tamersc con giochi per bambini, area picnic ed il Parco faunistico Owl Park San Vigilio, dedicato in particolare a gufi ed altri rapaci (QUI la “pillola” sull’Owl Park e la Spiaggetta Ciamaor).

Dal paese di San Viglio di Marebbe partono anche moltissime escursioni di diversa difficoltà verso i monti circostanti, allietate dalla vista verso pascoli e cime del parco naturale Fanes-Sennes-Braies; uno degli accessi più noti al parco naturale si ha dal Rifugio Pederü, raggiungibile in macchina dal paese di San Viglio.
Dal Rifugio Pederü iniziano le notissime escursioni ai Rifugi Fanes, Lavarella, Sennes e Fodara Vedla e salite a vette come il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes, il Col Bechei Dessora, il Lavinores/Sas dla Para e il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio (QUI la “pillola” collegata al Rifugio Pederü ed i rifugi circostanti, QUI quella sulla salita al Rifugio Sennes ed al Monte Sella di Sennes e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo e al Col Bechei Dessora e QUI quella sulla salita al Rifugio Fodara Vedla ed alla cima Lavinores/Sas dla Para e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Lavarella ed al Piz de Sant Antone).

San Vigilio di Marebbe è, inoltre, collegato con il comprensorio sciistico del Plan de Corones che presenta oltre 100 chilometri di piste di sci alpino e risulta essere una delle mete invernali più amate e frequentate del Sudtirolo (QUI la “pillola” sul Plan de Corones).

Anche in estate, raggiungendo il Passo Furcia, è possibile collegarsi con il comprensorio del Plan de Corones ove sono aperti diversi impianti di risalita e rifugi con possibilità di escursioni a piedi in mountain-bike, trail e downhill (QUI la “pillola” sul comprensorio estivo).

Dal Passo Furcia è possibile salire, inoltre, con percorso impegnativo la vetta del Piz da Peres e, con tracciato meno difficile, la cima del Plan de Corones (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz da Peres e QUI quella sulla salita al Plan de Corones).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2022, 2025 e 2026

Chiesa parrocchiale

Nel centro del paese

Bucolici dintorni del paese

Spiaggetta Ciamaor

Owl Park

Rifugio Pederü

Rifugio Sennes

Monte Sella di Sennes

Rifugio Fanes

Lago di Limo

Col Bechei Dessora

Rifugio Fodara Vedla

Vetta Lavinores/Sas dla Para

Rifugio Lavarella

Piz de Sant’Antone

Vetta del Piz da Peres

Escursione dal Passo Furcia al Plan de Corones

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia



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Cabinovia Dantercepies e Seggiovia Cir – Val Gardena e Val Badia

In Val Gardena/Gröden/Gherdëina si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Dantercepies che da Selva Gardena/Wolkenstein/Selva Gherdëina porta ai 2300 metri di quota della stazione a monte, immersa, in estate, in zona pascoliva d’alta quota ai piedi delle guglie delle Punte del Cir, facenti parte del gruppo del Puez-Odle/Geisler (QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La zona della stazione a monte è raggiungibile anche tramite la breve seggiovia Cir dal Passo Gardena/Grödner Joch, posto sul confine tra Val Badia (sul versante di Corvara e Colfosco) e Val Gardena. (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sui paesi di Corvara e Colfosco).

L’area della stazione a monte di cabinovia e seggiovia presenta un rifugio che propone piatti tipici e permette di godere di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte partono innumerevoli escursioni tra cui la lunga e molto amata e frequentata traversata verso il Rifugio Puez con, volendo, le salite alle vette del Sas Ciampan e del Piz de Puez, le impegnative vie ferrate del Cir V° (Cir Piccolo) e del Piz da Cir (Cir Grande) e molte altre brevi escursioni familiari. La presenza di questa ampia gamma di gite possibili rende interessante la zone per un ampio numero di escursionisti, alpinisti e turisti (QUI la “pillola” sulla salita al Sas Ciampac, QUI quella sull’ascesa al Piz de Puez, QUI la pillola sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande e QUI la “pillola” sull’ascesa al Cir V°/Cir Piccolo).

In inverno gli impianti del Dantercepies e Cir fanno parte, inoltre, del comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites e del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2020 e 2025

Lungo il viaggio in cabinovia

Cabinovia Dantercepies con vista sul Sassolungo

Stazione a monte della cabinovia Dantercepies

Seggiovia Cir che collega il Passo Gardena con la stazione a monte della cabinovia Dantercepies

Rifugio Dantercepies on le Punte del Cir sullo sfondo

Piatto tipico al Rifugio Dantercepies

Cartelli escursionistici alla stazione a monte della cabinovia

Vista sul Passo Gardena e il gruppo del Sella dal comprensorio del Dantercepies

Lungo la salita al Piz da Cir (Cir Grande) raggiungibile su sentiero in parte attrezzato

Lungo la via ferrata al Cir V°/Piccolo

Rifugio Puez raggiungibile con lungo sentiero

Lungo la salita al Rifugio Puez

Vetta del Piz de Puez

Rifugio alla stazione a monte della cabinovia in inverno all’arrivo del Sole sulle Punte del Cir

Stazione a monte della cabinovia in inverno

Piste da sci dell’area del Dantercepies

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi



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Seggiovia e Rifugio Gardenaccia – Val Badia

In Val Badia/Gadertal sono presenti innumerevoli impianti di risalita che portano a rifugi e cime di diversa difficoltà offrendo possibilità escursionistiche ed alpinistiche a tutti gli amanti della montagna.

Una delle escursioni della zona, relativamente breve e tra le più amate e frequentate, è la salita al Rifugio Gardenaccia, il rifugio è situato in bellissima posizione alpestre, a 2050 metri di quota, alle pendici delle rocciose guglie del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler.

Il rifugio può essere raggiunto, con circa 1 ora di cammino e 300 metri di dislivello circa, dalla seggiovia Gardenaccia, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di La Villa/Stern (QUI la “pillola” su La Villa).

Dalla stazione a monte della seggiovia, posta a 1780 m di quota, si può raggiungere il Rifugio Gardenaccia sia col più ripido e breve sentiero 5 che con il sentiero, un po’ meno ripido, 11B; il rifugio può anche essere raggiunto, con maggior impegno e tempo, direttamente dal paese di Badia senza prendere la seggiovia. Come sempre, in questi casi, è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del rifugio.

Inoltre, dal percorso verso il rifugio e dal rifugio stesso si gode un bellissimo panorama verso le Odle, le Conturines, la Marmolada e la Val Badia; al rifugio è, altresì, possibile anche gustare piatti tipici e vedere vari animali al pascolo.

Inoltre, da qualche anno il Rifugio Gardenaccia, può essere raggiunto anche con la via ferrata Les Cordes, il cui attacco si trova a breve distanza dalla stazione a monte della seggiovia; la ferrata presenta una lunghezza e difficoltà complessiva moderata per esperti ma con dei passaggi più impegnativi nel tratto inziale.
Naturalmente la percorrenza della via ferrata richiede esperienza di questi itinerari e il giusto equipaggiamento con kit da ferrata e casco.

Dal Rifugio Gardenaccia partono anche diversi altri percorsi quali la traversata al Rifugio Puez, la salita al Col Plö Alt e l’ascesa alla cima della Para dei Giai (QUI la “pillola” sulla salita al Col Plö Alt e QUI quella sulla via ferrata Les Cordes e la salita alla Para dai Giai).

Le foto si riferiscono alle mie visite in estate ed autunno 2023

Seggiovia Gardenaccia

Cartelli alla stazione a monte della seggiovia

Lungo il sentiero 5 dalla stazione a monte della seggiovia al rifugio Gardenaccia

Lungo il sentiero 11B dalla stazione a monte della seggiovia al rifugio Gardenaccia

Lungo la via ferrata Les Cordes

Vista sulla Marmolada dalla via ferrata

Vista sulle Conturines e La Villa dalla via ferrata

Il Rifugio Gardenaccia con la Para dai Giai sullo sfondo

Al Rifugio Gardenaccia

Animali al pascolo nei pressi del rifugio

Salendo alla Para dai Giai

Salendo al Col Plö Alt

In vetta al Col Plö Alt

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugi Pederü – Fanes – Lavarella – Sennes – Fodara Vedla – Val Badia

La Val Badia/Gadertal, una delle più importanti e famose valli dolomitiche, offre anche alcune valli laterali che portano in zone molto affascinanti e frequentate.

Tra queste, troviamo la Valle di Marebbe che porta al noto paese turistico di San Vigilio di Marebbe/St. Vigil/Al Plan de Mareo; dal borgo trova inizio la Valle di Rudo, percorsa da una strada asfaltata, che conduce al Rifugio Pederü a 1540 m di quota (QUI la “pillola” sul paese di San Viglio di Marebbe).

Dal grande albergo/rifugio sono possibili escursioni di diverso impegno e difficoltà che conducono nel Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, dove, tra le gite più note ed amate dagli escursionisti troviamo le salite a diversi rifugi; infatti, mediante lunghe mulattiere forestali si possono raggiungere sia l’altopiano del Fanes dove, in posizione idilliaca all’ombra delle Dolomiti di Fanes e delle Conturines, si trovano i Rifugi Fanes (2062 m) e Lavarella (2042 m) sia il Rifugio Fodara Vedla (1980 m) ed il Rifugio Sennes (2126 m) posto nell’omonimo alpeggio.

Nella zona dei rifugi tra i pascoli si possono osservare bellissimi panorami dolomitici e, in estate, si può godere di un ambiente naturale bucolico e rilassante con presenza di molti animali, torrenti e pascoli; i rifugi della zona propongono anche piatti tipici da gustare ammirando il panorama circostante.

Inoltre, dai rifugi è possibile intraprendere diverse salite impegnative a cime come il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Sennes raggiungibile dal Rifugio Sennes, il Col Bechei Dessora che ha il Rifugio Fanes come punto di appoggio, la cima Lavinores/Sas dla Para passando per il Rifugio Fodara Vedla e il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio raggiungibile dal Rifugio Lavarella (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Sella di Sennes, QUI quella sull’ascesa al Col Bechei Dessora, QUI la “pillola” sulla salita al Lavinores/Sas dla Para e QUI quella sull’ascesa al Piz de Sant Antone).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2022

Rifugio Pederü

Salendo al Rifugio Sennes

Rifugio Sennes

Vista sul Munt de Senes e il Monte Sella di Sennes

Stambecchi lungo la salita al Monte Sella di Sennes

Vetta del Monte Sella di Sennes

Vista sulla Malga Fanes Piccola salendo al Rifugio Fanes e al Rifugio Lavarella

Rifugio Lavarella

Salendo al Piz de Sant Antone

Piz de Sant Antone

Rifugio Fanes

Lago di Limo posto non molto distante dal Rifugio Fanes

Salendo al Col Bechei Dessora

Vetta del Col Bechei Dessora

Vista verso il lontano Rifugio Pederü dal Col Bechei Dessora

Rifugio Fodara Vedla

Salendo al Lavinores/Sas dla Para

In vetta al Lavinores/Sas dla Para

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia



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