Il Passo delle Erbe/Würzjoch/Ju de Börz, posto a 1987 metri di quota nell’area dolomitica del gruppo del Putia-Odle, mette in comunicazione San Martino/St. Martin in Val Badia/Gadertal con la Val di Funes/ Villnößtal e la Valle di Eores che porta verso Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” su San Martino in Badia e QUI quella sulla Val di Funes).
La strada per il Passo delle Erbe risulta lunga da tutti i versanti: dalla Val Badia il tracciato è leggermente più corto e con pendenza più elevata, mentre, dagli altri versanti, la pendenza media è più bassa ma con tracciato molto lungo e strada spesso stretta che viene chiusa al traffico in inverno.
Il Passo delle Erbe, sul quale si trova un posto di ristoro, è molto amato anche da ciclisti e motociclisti ed è posto ai piedi del versante nord del Sas de Putia che ospita anche diversi punti di ristoro raggiungibili in 30 minuti di cammino dal passo. Dal valico e dai suoi pressi sono possibili diverse escursioni, sia di media difficoltà come verso il Rifugio ed il Monte Muro/Maurerberg sia più impegnative come le salite al Sas de Putia ed al Piccolo Putia (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Muro e QUI quella sull’ascesa a Sas de Putia e Piccolo Putia).
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2022
Al Passo delle Erbe
Versante nord del Sas de Putia
Cima del Piccolo Putia
Cima del Sas de Putia
Rifugio Monte Muro
Cima del Monte Muro
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone ed in Valle Isarco
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo delle Erbe su Google Maps
Il comprensorio escursionistico e di sport invernali La Crusc/Santa Croce si trova in Alta Val Badia nel paese di Badia/Abtei; le piste da sci dell’area sono anche collegate con l’area della Gardenaccia e della parte principale del comprensorio dell’Alta Badia (QUI la “pillola” su Badia paese e QUI quella sul comprensorio sciistico Alta Badia).
Da Badia, grazie agli impianti della seggiovia La Crusc 1 e della nuova cabinovia La Crusc 2, è possibile fruire di 6 chilometri di piste in area poco affollata e tra le più panoramiche delle Dolomiti con vista spettacolare sulle Conturines, la Gardenaccia e il Puez-Odle; grazie a due seggiovie è poi possibile spostarsi sci ai piedi all’area della Gardenaccia e a tutto il resto del comprensorio Alta Badia comprendente oltre 130 chilometri di piste da sci.
Nell’area La Crusc sono anche ospitati diversi rifugi che propongono piatti tipici e si trova anche il noto Santuario di La Crusc, posto ad oltre 2000 metri di quota, le cui prime testimonianze risalgono al 1500; la chiesa, ed il rifugio omonimo adiacente, sono raggiungibili in breve dalla stazione a monte della cabinovia La Crusc 2 (QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc).
L’area La Crusc offre anche diverse possibilità di escursionismo invernale, su sentieri battuti solitamente dal gatto delle nevi; uno di questi percorsi conduce dal parcheggio di Furnacia (nel comune di La Valle/La Val/Wengen) ai Prati dell’Armentara ed alla chiesa e rifugio La Crusc (QUI la “pillola” sul percorso invernale da Furnacia a La Crusc e QUI quella sul paese di La Valle).
Inoltre, anche in estate, l’area La Crusc offre diversi punti di interesse come svariate possibilità escursionistiche per famiglie ed esperti, le impegnative ascese al Sas dla Crusc e Cima Dieci e diversi punti ricreativi con aree gioco a temi per bambini e molti rifugi e baite con posto di ristoro (QUI la “pillola” sul comprensorio La Crusc in estate).
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’inverno 2022
Seggiovia La Crusc 1
Cabinovia La Crusc 2
Piste del comprensorio La Crusc
Rifugio Nagler posto lungo le piste
Santuario La Crusc con vista sulle Conturines
Santuario La Crusc
Rifugio La Crusc
Lungo il sentiero battuto invernale da Furnacia ai Prati dell’Armentara ed al Santuario e Rifugio La Crusc
Il Santuario di La Crusc/Santa Croce ed il rifugio omonimo, situati a 2045 metri di quota, sono posti in Alta Badia nel gruppo dolomitico delle Conturines; le due strutture possono essere raggiunte sia con gli impianti di risalita (facenti parte del comprensorio sciistico Alta Badia) dal paese di Badia/Abtei sia a piedi con diversi percorsi invernali (QUI la “pillola” sul comprensorio di sport invernali Alta Badia, QUI quella sull’area sciistica La Crusc e QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc).
Viene qui descritto il percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che conduce dal parcheggio di Furnacia, frazione di La Valle/La Val/Wengen, alla chiesa ed al rifugio La Crusc; il percorso transita anche per la magnifica e famosa zona dei Prati dell’Armentara ed offre bellissime vedute panoramiche verso diversi gruppi dolomitici (QUI la “pillola” sul paese di La Valle).
La salita alla chiesa e rifugio La Crusc comincia dal parcheggio posto sopra il paese di Furnacia (1727 m, stratta stretta che sale da La Valle); il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, segue la traccia estiva 15A per La Crusc salendo inizialmente nel bosco, con pendenza moderata, con anche bei panorami sul Sas de Putia. Usciti dal bosco si procede in lieve pendenza raggiungendo i Prati dell’Armentara, ignorati vari bivi si rimane sulla traccia 15A per la Crusc riprendendo, quindi, a salire piuttosto ripidamente nel bosco raggiungendo l’incrocio con sentiero 15; da qui, volendo, si può salire in breve a sinistra, sul sentiero per Spescia, raggiungendo un belvedere con tavola panoramica delle cime visibili. Tornati al bivio, continuando poi col sentiero 15 verso La Crusc si procede, quindi, in saliscendi giungendo alla chiesa ed al rifugio La Crusc (2045 m, chiesa e rifugio, 1.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza).
Percorso: Parcheggio sopra Furnacia – Prati dell’Armentara – chiesa e rifugio La Crusc – Prati dell’Armentara – parcheggio sopra Furnacia
Sentieri: traccia battuta invernale che segue i sentieri estivi 15A – 15
Dislivello: 350 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa).
Quota massima: 2045 m
Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo di circa 8 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione ai tratti ripidi ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.
Data di percorrenza: febbraio 2022
Annotazioni: la chiesa ed il rifugio La Crusc possono, volendo, essere raggiunti direttamente con gli impianti di risalita La Crusc del paese di Badia/Abtei
Cartelli al parcheggio sopra Furnacia
Salendo ai prati dell’Armentara
Prati dell’Armentara
Vista sul Sas de Putia
Tratti più ripidi
Vista verso i Monti di Fundres/Pfunderer Berg e le Alpi di Zillertal
Salendo verso l’incrocio col sentiero 15
Vista sulla Marmolada
Al belvedere
Vista sulla Gardenaccia
Salendo a chiesa e rifugio La Crusc
Chiesa di La Crusc
Vista sul Sas da La Crusc facente parte delle Conturines
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Furnacia su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Lo Störes, vetta di 2181 metri di quota, ed il Rifugio Pralongià, posto a 2109 metri di quota, sono situati nel punto più alto dell’altopiano del Pralongià in alta Val Badia; la cima ed il Rifugio, piuttosto noti e frequentati in tutte le stagioni, offrono un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e possono essere raggiunti con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso che parte dalla cabinovia Piz Sorega di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sul paese di San Cassiano).
L’itinerario, che tocca diversi rifugi e malghe lungo il percorso, presenta un tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, tuttavia l’ultimo tratto dal Rifugio Pralongià alla vetta dello Störes presenta, a volte, una traccia meno marcata e resa più insidiosa dal vento; per chi non volesse affrontare questo ultimo tratto, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià.
La salita allo Störes ed al Rifugio Pralongià comincia dalla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega (2002 m, ristorante), si segue inizialmente a lato della pista da sci che porta in breve al Rifugio Las Vegas Lodge e alla stazione a monte di una seggiovia. Dalla seggiovia si segue a sinistra la traccia 21A, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che, in saliscendi nel bosco, porta al bivio tra la traccia per il Rifugio Bioch e per il Rifugio Pralongià; deviando a sinistra verso il Rifugio Pralongià ,su terreno aperto in salita più accentuata, ci si porta ad una largo costone.
La traccia porta, quindi, in lungo saliscendi ad una sella e poi, in moderata salita, costeggia le piste da sci fino a giungere al Rifugio Pralongià (2109 m, chiesetta).
Dal Rifugio si segue la traccia 24 per il Setsas, a volte battuta dagli escursionisti, porta in salita, a tratti ripida su alcuni dossi, fino a raggiungere la vetta dello Störes (2181 m, croce, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con molti saliscendi in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.
Dislivello: 400 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze
Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).
Quota massima: 2181 m
Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi fino al Rifugio Pralongià, la parte finale di salita allo Störes è battuta solo dagli escursionisti e può presentare difficoltà maggiori in base alle condizioni della neve. Sviluppo di 7,5 chilometri totali; in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).
Data di ascesa: dicembre 2021 e marzo 2025
Annotazioni: per chi non volesse affrontare l’ultimo tratto di salita alla cima, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià;
Primo tratto di salita
Alla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega
Salendo al Rifugio Las Vegas
Rifugio Las Vegas
Tratto verso la vicina stazione a monte di una seggiovia
Tratto in saliscendi verso il bivio tra Rifugio Bioch e Rifugio Pralongià
Vista sugli ampi pendii dell’Altopiano del Pralongià
Bivio tra il Rifugio Bioch ed il Rifugio Pralongià
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Piz Sorega a San Cassiano su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Col Bechei Dessora, vetta di 2794 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Fanes, la Malga di Fanes Grande ed il Lago di Limo.
Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo per salire poi alla vetta su percorso ripido ghiaioso e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Fanes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederü-Fanes-Sennes).
La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m). La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a sinistra per il Rifugio Fanes che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2060 m, 2.00 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Fanes si segue la strada sterrata 11 per il Passo di Limo, la strada forestale sassosa sale con alcuni tornanti fino al Passo di Limo e, con breve discesa, raggiunge quindi il Lago di Limo (2159 m, 15 minuti dal Rifugio Fanes, 2.15 ore dalla partenza).
Dal Lago di Limo si prende a sinistra il sentiero per il Col Bechei salendo su sentiero sassoso e ghiaioso dapprima con pendenza accentuata fino ad una fonte; da qui si procede in pendenza moderata in una vallone sassoso ed erboso fino ad una sella con vecchia costruzione militare. Dalla sella si sale a sinistra per il Col Bechei dapprima su erba e poi su traccia ripida sassosa che conduce ad alcune roccette, in cui è utile aiutarsi con le mani, superato questo tratto si continua a seguire la traccia sassosa ripida che conduce alla breve e larga cresta finale che porta alla vetta del Col Bechei (2794 m, croce, 1.30 ore dal Lago di Limo, 3.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).
Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Fanes – Lago di Limo – Col Bechei Dessora – Lago di Limo – Rifugio Fanes – Rifugio Pederü
Sentieri: strada sterrata per Rifugio Fanes – 11 – sentiero Col Bechei
Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi
Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).
Quota massima: 2794 m
Difficoltà: E/EE – percorso dal lungo sviluppo totale di 21 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla sella con vecchia costruzione militare, EE la salita alla vetta finale con un paio di passaggi su roccette e diversi tratti ripidi
Data di ascesa: agosto 2021
Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera
Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma molto lungo per cui bisogna dosare le forze; io sono partito molto presto al mattino per cercare di anticipare lo sviluppo dei classici cumuli pomeridiani con possibili piogge
QUI il link YouTube sulla salita al Col Bechei Dessora ed al Rifugio Fanes
Rifugio Pederü visto dalla mulattiera di salita nel tratto iniziale
Mulattiera nel primo tratto
Lago Piciodel
Salendo alla Malga Fanes Piccola
Malga Fanes Piccola
Salendo al Rifugio Fanes
Rifugio Fanes
Salendo al Lago di Limo
Lago di Limo
Cartelli al Lago di Limo
Salendo alla sella con vecchia costruzione militare
Tratto ripido salendo alla vetta
In vetta al Col Bechei Dessora
Vista dalla vetta verso il Pederü
Vista sulle Conturines
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes, vetta di 2787 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Sennes e la Malga Munt de Senes.
Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima al Rifugio Sennes e alla Malga Munt de Senes per salire poi alla vetta su percorso ripido prativo e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Sennes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederù-Fanes-Sennes).
La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m, strada a pedaggio da San Vigilio) seguendo la mulattiera sterrata e cementata numero 7 per il Rifugio Sennes; la mulattiera sale molto ripida a tornanti conducendo al bivio tra il Rifugio Sennes ed Il Rifugio Fodara Vedla. Al bivio si segue il sentiero 7A per il Rifgugio Sennes oltrepassando un ponticello si prende il sentiero sassoso e ghiaioso nel bosco che sale piuttosto ripidamente costeggiando alcune pareti fino a incontrare nuovamente una mulattiera sterrata. Si segue quindi la mulattiera 7A in salita verso il Rifugio Sennes, la mulattiera sterrata sale con pendenza moderata e tratti in falsopiano fino ad un ulteriore bivio per il Rifugio Sennes, si segue quindi il sentiero sassoso per il rifugio raggiungendo un crocefisso e poi, in breve in saliscendi, arrivando al Rifugio Sennes (2116 m, 2.00 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Sennes si seguono le indicazioni n. 27 per il Munt de Sennes e il Montejela de Senes, si procede quindi su mulattiera sassosa e ghiaiosa in moderata pendenza che tra pascoli conduce ad una sella, da qui si scende su mulattiera in breve alla Malga Munt de Senes (2176 m, posto di ristoro, 20 minuti dal Rifugio Sennes, 2.20 ore dalla partenza).
Dalla Malga Munt de Senes si segue sempre il sentiero 27 per il Muntjela de Senes, il sentiero scende brevemente dapprima su traccia prativa per poi risalire su traccia sassosa tra pascoli con pendenza moderata, fino a giungere al bivio col sentiero 24A. Rimanendo sul sentiero 27 si sale su traccia sassosa in un largo canalone, prima dritti poi con semicerchio verso sinistra, raggiungendo un breve tratto più impegnativo tecnicamente superando alcuni gradoni rocciosi appoggiati che conducono ad una sella. Da qui si segue in pendenza accentuata la traccia che tra sassi e magra erba conduce, con fondo sassoso e terroso, nei pressi dell’anticima; seguendo sempre i segni indicatori si traversa brevemente a sinistra fino ad arrivare all’ultimo tratto di salita che, su traccia sassosa piuttosto ripida, conduce alla vetta del Monte Sella di Sennes (2787 m, croce, 1.50 ore dalla Malga Munt del Senes, 4.10 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.50 ore, 7.00 ore dalla partenza).
Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Sennes – Malga Munt de Senes – Monte Sella di Sennes – Malga Munt de Senes – Rifugio Sennes – Rifugio Pederü
Sentieri: 7 – 7A – 27
Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi
Tempo di percorrenza: 7.00 ore (4.10 ore la salita, 2.50 ore la discesa).
Quota massima: 2787 m
Difficoltà: E/EE – percorso dal lungo sviluppo totale di 20 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla Malga Munt de Senes seppur con diversi tratti ripidi, EE la salita alla vetta con un passaggio tecnico e diversi tratti ripidi
Data di ascesa: agosto 2021
Annotazioni: è possibile dividere l’itinerario in due giorni pernottando al Rifugio Sennes, inoltre, durante la salita dal Rifugio Pederü al Rifugio Sennes è possibile, allungando il percorso, passare dal Rifugio Fodara Vedla seguendo integralmente la mulattiera 7
Esperienza di Stefano: percorso spettacolare che risulta però essere lungo e faticoso; io sono salito in giornata partendo molto presto e cercando di dosare le forze anche perchè anche la discesa lunga risulta faticosa.
QUI il link YouTube sulla salita al Monte Sella di Sennes ed al Rifugio Sennes
Vista sul Rifugio Pederü dal primo tratto della mulattiera
Lungo la ripida mulattiera iniziale
Lungo il tratto di sentiero 7A
Mulattiera per il Rifugio Sennes
Rifugio Sennes
Mulattiera per la Malga Munt de Senes
Malga Munt de Senes e vetta del Monte Sella di Sennes
Primo tratto prativo e sassoso verso il Monte Sella di Sennes
Lungo il tratto nel canalone
Tratto più impegnativo tecnicamente
Tratto tre erba e sassi salendo dalla selletta all’anticima
Traversando verso l’ultimo tratto di salita
Ultimo tratto di salita
In cima al Monte Sella di Sennes
Panorama di vetta
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Il Monte Sief, vetta di 2424 metri di quota, e il Col di Lana, cima alta 2452 metri, sono situati nelle Dolomiti nella zona tra Val Badia, Valle del Livinallongo e Ampezzano; le vette sono poste interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige.
La cime, molto panoramiche su diversi gruppi dolomitici, presentano diverse vie d’accesso; viene qui proposto il percorso che sale dal Passo Valparola, situato in territorio veneto ma raggiungibile anche dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” sul Passo Valparola e il Passo Falzarego e QUI quella sul paese di San Cassiano).
Il lungo percorso, che presenta anche diversi tratti attrezzati nella parte tra le due cime, ricalca in parte percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il tracciato; il percorso non è molto difficile tecnicamente ma presenta diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la sua percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.
La salita comincia dal Rifugio Valparola (2168 m) seguendo il sentiero 23 per il Col di Lana, la traccia scende nei pressi del vicino Laghetto di Valparola per poi portare in saliscendi tra prati ad una selletta. Si scende, quindi, un tratto roccioso attrezzato con staffe e cavo per poi scendere su traccia ghiaiosa, si riprende poi la salita in tratti di bosco ed altri aperti, sempre su traccia ghiaiosa un po’ ripida, fino a giungere ad una selletta ospitante il piccolo Bivacco Sief (2262 m).
Dal bivacco si segue la traccia ghiaiosa tra prati che conduce in lieve discesa al Passo Sief (2209 m), dal passo si segue il sentiero 21 che conduce prima in saliscendi tra pascoli e poi in ripida salita su traccia tra trincee e parti ghiaiose fino alla vetta del Monte Sief (2424 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).
Dalla cima del Monte Sief si segue la cresta attrezzata, prima in discesa e poi in risalita, con tratti anche un po’ esposti attrezzati con staffe e cavi, fino a raggiungere la vetta del Col di Lana (2452 m, croce e cappella con bivacco, 30 minuti dal Monte Sief, 2.30 ore dalla partenza).
Dal Col di Lana si scende sul sversante opposto con traccia sassosa molto ripida che porta all’incrocio col sentiero Teriol Ladin, si segue in lungo sviluppo in saliscendi, su traccia ghiaiosa e terrosa tra prati, il sentiero Teriol Ladin che riporta al Passo Sief. Dal passo si segue, quindi, la via di salita che con molti saliscendi riporta al Rifugio Valparola (2.15 ore dal Col di Lana, 4.45 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Valparola – Passo Sief – Monte Sief – Col di Lana – Passo Sief – Passo Valparola
Sentieri: 23 – 21 – Teriol Ladin – 23
Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali (2.30 ore l’andata, 2.15 ore il ritorno)
Quota massima: 2452 m
Difficoltà: EEA – escursione dal lungo sviluppo e dislivello, con presenza di tratti attrezzati e in parte esposti tra le due cime
Data di percorrenza: luglio 2019
Esperienza di Stefano: il percorso è molto bello ed anche istruttivo, presenta, però, un lungo sviluppo risultando faticoso anche al ritorno per via dei tantissimi saliscendi; è, quindi, bene partire presto e dosare le forze lungo tutto l’itinerario
Al Rifugio Valparola
Laghetto di Valparola
Primo tratto tra pascoli
Primo breve tratto attrezzato
Traccia in salita verso il Bivacco Sief
Tratto in discesa verso il Passo Sief con vista sul Monte Sief ed il Col di Lana
Salendo al Monte Sief
In cima al Monte Sief
Vista sulla Marmolada dal Monte Sief
Cresta tra il Monte Sief ed il Col di Lana
In vetta al Col di Lana
Tratto di discesa ripido dal Col di Lana
Lungo il sentiero Teriol Ladin
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
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Il Passo Valparola, posto a 2191 metri di quota, ed il Passo Falzarego, situato a 2109 metri di altezza, mettono in comunicazione la Val Badia con la zona di Cortina d’Ampezzo e di Pieve di Livinallongo in Veneto; dalla Val Badia il passo viene raggiunto partendo dal paese di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).
I due valichi, posti a meno di 2 chilometri l’uno dall’altro ed ospitanti diversi bar e ristoranti, sono situati interamente in territorio veneto ma il confine con l’Alto Adige in Val Badia è posto a pochi chilometri dal Passo Valparola.
La strada asfaltata del passo ha da tutti i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada dei valichi, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.
I passi sono posti nei pressi del piccolo Laghetto di Valparola in magnifico ambiente dolomtico dominato dalla vette del Piccolo Lagazuoi, del Sass di Stria e del Monte Sief e del Col di Lana. Dai valichi si dipartono numerose possibilità escursionistiche adatte sia a famiglie che esperti; dal Passo Falzarego parte, inoltre, la funivia del Lagazuoi che conduce nei pressi della vetta del Piccolo Lagazuoi (QUI la “pillola” sul Piccolo Lagazuoi con salita e discesa tramite i sentieri attrezzati del Kaiserjäger e delle Gallerie del Lagazuoi, QUI quella sulla salita al Sass de Stria e QUI la “pillola” sull’ascesa a Monte Sief e Col di Lana).
Sul versante di Cortina d’Ampezzo del Passo Falzarego è posta anche la stazione a valle della Seggiovia 5 Torri che conduce nell’area del gruppo delle 5 Torri, Averau e Nuvolau con presenza di diversi rifugi e possibilità di salita alle vette di Nuvolau, su sentiero, ed Averau con ferrata (QUI la “pillola” sulla salita ad Averau e Nuvolau).
La zona dei due valichi era attraversata dal fronte di guerra tra Italia ed Austria durante la Prima guerra mondiale; sui sentieri circostanti sono poste, infatti, numerose strutture, trincee e gallerie usate nel periodo bellico e presso il Passo di Valparola è situato anche un forte che ospita un museo dedicato alla Prima Guerra mondiale.
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2021 e 2022
Passo Falzarego
Passo Valparola
Strada tra i valichi
Chiesetta al Passo Falzerego con il Sass di Stria sullo sfondo
Rifugio Passo Valparola
Laghetto di Valparola
Forte di Valparola con museo della Prima Guerra Mondiale
Forte di Valparola visto dall’alto
Funivia Lagazuoi al Passo Falzarego
Piccolo Lagazuoi visto dal Passo Valparola
Sul sentiero attrezzato del Kaiserjäger
In cima al Piccolo Lagazuoi
Nelle Gallerie del Lagazuoi
Nell’area del Monte Sief e del Col di Lana
Salendo al Sass de Stria
In vetta al Sass de Stria
Nuvolau
Averau
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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Il Piccolo Lagazuoi, vetta di 2768 metri di quota, è posto nelle Dolomiti Ampezzane nel gruppo del Fanes in posizione dominante sul Passo Falzarego e sul Passo di Valparola; la vetta e i passi sono situati interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige, nella valle che sale dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” su San Cassiano e QUI quella sul Passo Falzarego e sul Passo Valparola).
La vetta, molto panoramica su diversi gruppi dolomitici, del Piccolo Lagazuoi presenta diverse vie d’accesso ed è anche raggiunta dalla funivia che sale dal Passo Falzarego; viene qui proposto il giro ad anello che sale per il Sentiero attrezzato Kaiserjäger e scende per il sentiero attrezzato Gallerie.
I due sentieri attrezzati ricalcano percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il percorso; i sentieri non sono molto difficili tecnicamente ma presentano diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la loro percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.
La salita comincia dal forte con museo posto nei pressi del Passo Valparola (2183 m, museo) si segue inizialmente un sentiero senza indicazioni che parte dal lato opposto della strada rispetto a dove si trova il forte. Il sentiero ghiaioso conduce in moderata salita verso destra tra magra erba raggiungendo una trincea, si segue quindi la trincea fino a dei resti di postazioni di guerra.
Dalle postazioni si sale a sinistra su ripida traccia su fondo ghiaioso intersecando anche il sentiero proveniente dal Passo Falzarego, si segue quindi la ripida traccia in tornanti che porta all’inizio del tratto attrezzato. Si sale dapprima in un canalino con delle staffe e poi si segue un piccola cengia giungendo ad un ponte sospeso, superato il ponte si segue un’altra piccola cengia piuttosto esposta salendo poi su traccia ghiaiosa ripida. La traccia conduce in un canale che presenta ancora dei brevi tratti attrezzati superando poi l’ultimo tratto in tornanti che porta alla larga cresta finale che conduce alla vetta del Piccolo Lagazuoi (2768 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).
Dalla vetta si segue il largo sentiero ghiaioso che porta in breve al Rifugio Lagazuoi (2752 m, stazione di arrivo della funivia), dal rifugio si seguono le indicazioni per le Gallerie del Lagazuoi, la traccia ghiaiosa scende dapprima ripidamente con cavi di aiuto seguendo poi una trincea che raggiunge l’entrata delle gallerie. Si entra quindi nella lunga e buia galleria (necessari casco e torcia), la galleria scende molto ripida, con cavo corrimano continuo, con gradoni di legno e pietra alti con fondo su ghiaino a tratti bagnato, la galleria presenta anche diversi pianerottoli con anche feritoie e ricoveri militari. Arrivati all’uscita della lunga galleria si segue in discesa la ripida traccia ghiaiosa attrezzata con cavi che porta ad una successiva breve galleria raggiungendo, infine, il sentiero che scende verso il Passo Falzarego.
Si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso moderatamente ripido che scende in tornanti fino al Passo Falzarego, dal Passo Falzarego si torna, quindi, in risalita su asfalto fino al forte nei pressi del Passo Valparola (2.00 ore dalla vetta, 4.00 ore dalla partenza).
Percorso: Forte del Passo Valparola – Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Piccolo Lagazuoi – Rifugio Lagazuoi – Sentiero attrezzato Gallerie – Passo Falzarego – Forte del Passo Valparola
Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali
Quota massima: 2768 m
Difficoltà: EEA – escursione con diversi tratti ripidi ed altri attrezzati ed esposti, le gallerie sono buie e richiedono torcia e casco, utile avere con se il set da ferrata
Data di percorrenza: luglio 2021
Annotazioni: si può anche partire direttamente dal Passo Falzarego raggiungendo il Sentiero attrezzato Kaiserjäger all’incrocio descritto in salita; volendo si può prendere la funivia in salita o discesa omettendo la percorrenza di uno dei due sentieri attrezzati.
Esperienza di Stefano: percorso bellissimo ed anche molto istruttivo sulla Prima Guerra mondiale, l’itinerario risulta impegnativo e faticoso nel suo complesso anche lungo la ripida discesa nelle gallerie. Io ho usato il kit da ferrata che consiglio nonostante alcuni escursionisti ne fossero sprovvisti. Va rilevato, inoltre, che in alta stagione la zona è molto frequentata.
Vista sul Forte del Passo Valparola nel primo tratto di salita del sentiero Kaiserjäger
Tratto lungo la trincea
Tratto ripido in tornanti
Tratti attrezzati
Tratto finale del canale di salita
In vetta al Piccolo Lagazuoi
Vista dalla vetta sul Lagazuoi Grande e sulle Tofane
Rifugio Lagazuoi
Trincea verso l’entrata delle gallerie
Nelle Gallerie del Lagazuoi
Tratto attrezzato all’uscita delle gallerie
Scendendo al Passo Falzarego
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Il Plan de Corones/Kronplatz è un comprensorio sciistico ed escursionistico molto noto posto tra Val Pusteria/Pustertal e Val Badia/Gadertal; la vetta, alta 2275 metri di quota, è situata in posizione isolata dalle altre cime permettendo panorami amplissimi su Dolomiti e cresta di confine con l’Austria.
Il comprensorio del Plan de Corones presenta molti punti di accesso sia con sentieri escursionistici e per mountain-bike sia tramite gli impianti di risalita; anche in estate, infatti, sono funzionanti le cabinovie che conducono in vetta partendo da Riscone di Brunico/Bruneck, Perca/Percha, Valdaora/Olang e dal Passo Furcia/Furkel Pass che collega Valdaora con San Vigilio di Marebbe/Enneberg (QUI la “pillola” su Brunico, QUI quella su Valdaora e QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe).
Lungo il comprensorio del Plan de Corones si diramano, quindi, una fitta rete di sentieri, percorsi per mountain-bike e tracciati da trail e downhill; tra le varie possibilità viene qui descritta la salita, possibile a piedi ed in bicicletta, tramite la mulattiera sterrata che conduce dal Passo Furcia alla vetta con discesa sul sentiero 1 (QUI la “pillola” sulla salita lungo la mulattiera e discesa lungo il sentiero).
Tra gli altri punti di interesse del luogo troviamo molte malghe e rifugi che propongono piatti tipici, sia in vetta che lungo i sentieri e la presenza, in vetta, di: una grande campana con tavola panoramica delle cime visibili, diversi giochi ed attrazioni per bambini, il Museo Corones dedicato alla montagna e facente parte del circuito museale Messner Mountain Museum ed il Museo Lumen dedicato alla fotografia.
Inoltre, durante la stagione invernale, il Plan de Corones diventa un noto ed apprezzato comprensorio sciistico che offre oltre 120 chilometri di piste da sci servite da impianti veloci e moderni che collegano, sci ai piedi, tutti i versanti del Plan de Corones (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico).
Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2025
Grande campana in vetta
Dalla tavola panoramica delle vette
Vista sugli impianti provenienti da Perca e Brunico
Impianto che collega con Passo Furcia
Impianto proveniente da Valdaora
Panorami dalla vetta
Museo Corones del Messner Mountain Museum
Vista panoramica dal Museo Corones
Museo Lumen
Rifugi e giochi per bambini
Piatti tipici al Rifugio Corones
Cappella in vetta
Lungo la mulattiera dal Passo Furcia alla vetta
Percorsi per downhill
Sentiero 1 dalla vetta a Passo Furcia
Mucche sui pascoli della zona
Comprensorio in inverno
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia
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Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Plan de Corones a Valdaora su Google Maps
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