Rovine di Castelchiaro/Leuchtenburg – Denti del Cavallo/Rosszähne (608 m) – Gruppo della Mendola

Le rovine di Castelchiaro/Leuchtenburg, poste a 576 metri di quota, e i Denti del Cavallo/Rosszähne, situati a 608 metri di altezza, si trovano sulla sommità di colli boscosi dominanti il Lago di Caldaro/Kalterer See; lo specchio d’acqua, meta di molti turisti in estate, è situato a pochi chilometri dall’omonimo borgo di Caldaro/Kaltern in Oltradige/Überetsch lungo la Strada del Vino/Weinstraße (QUI la “pillola” sul Lago di Caldaro e QUI quella sul paese di Caldaro).

La salita dal Lago di Caldaro alle Rovine di Castelchiaro e ai Denti del Cavallo si svolge inizialmente in falsopiano, tra meleti e vigneti, per poi proseguire con percorso nel bosco che alterna tratti più ripidi ad altri in lieve pendenza; si giunge, quindi, alle rovine del castello dalle quali si gode un panorama molto bello sul sottostante Lago di Caldaro, la Catena della Mendola, la Starda del Vino e la Bassa Atesina.
Il percorso prosegue poi nel bosco fino alla caratteristiche rocce dei Denti del Cavallo.

La salita alle rovine di Castelchiaro comincia dal Lago di Caldaro (210 m, diversi alberghi e ristoranti) seguendo i sentieri 20 e 18 verso le rovine di Castelchiaro, si procede quindi inizialmente su asfalto in saliscendi tra vigneti fino al bivio tra sentiero 20 e sentiero 18.

Si segue a destra il sentiero 18 per le rovine di Castelchiaro salendo nel bosco prima in pendenza moderata e poi con tratti più ripidi fino a giungere al bivio tra Denti del Cavallo e Castelchiaro.
Si segue, quindi, il sentiero 18A per le rovine di Castelchiaro salendo con moderata pendenza su sentiero di bosco che conduce ad un pulpito panoramico e, successivamente, alle rovine di Castelchiaro (576 m, rovine, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, al bivio tra sentiero 18 e 18A e si segue il sentiero 18 per i Denti del Cavallo, il tracciato nel bosco procede, dapprima, in leggera discesa e poi in moderata salita, con sviluppo piuttosto lungo, fino a giungere alle rocce dei Denti del Cavallo (608 m, 45 minuti da Castelchiaro, 2.15 ore dalla partenza).

In discesa si segue lo stesso percorso fino al bivio tra il sentiero 18 e 18A e, rimanendo, sul sentiero 18, si torna al Lago di Caldaro (1.30 ore dai Denti del Cavallo, in 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Caldaro – Rovine di Castelchiaro – Denti del Cavallo – Lago di Caldaro

Sentieri: 18 – 18A – 18

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati e saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 608 m

Difficoltà: E – escursione di contenuto impegno tecnico ma che presenta alcuni tratti ripidi lungo la salita nel bosco

Data di ascesa: maggio 2021

Annotazioni: è, naturalmente, possibile abbreviare il percorso omettendo la salita ai Denti del Cavallo limtandosi alle rovine di Castelchiaro

QUI il link al video YouTube sulla salita a Castelchiaro ed ai Denti del Cavallo

Alla partenza al Lago di Caldaro con vista sulle rovine di Castelchiaro

Cartelli alla partenza

Lungo il primo tratto tra meleti e vigneti

Vista sul Lago di Caldaro nel primo tratto di salita

Lungo il sentiero 18 nel bosco

Bivio tra sentiero 18 e 18A

Lungo il tratto finale di salita sul sentiero 18A

Rovine di Castelchiaro

Vista dalle rovine di Castelchiaro verso la Strada del Vino e la Catena della Mendola

Vista dalle rovine di Castelchiaro verso il Lago di Caldaro e la Catena della Mendola

Vista dalle rovine di Castelchiaro verso la Bassa Atesina

Tratto nel bosco verso i Denti del Cavallo

Denti del Cavallo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e QUI in Val d’Adige

Percorso del Pinot Nero/Blauburgunderweg – Bassa Atesina

L’area della Bassa Atesina/Unterland, posta nella parte meridionale dell’Alto Adige/Südtirol, ospita molti punti di interesse naturali, culturali ed enogastronomici inseriti nel bucolico ambiente della zona caratterizzato da estese coltivazioni di vigneti e meleti.

Diversi percorsi escursionistici permettono di scoprire quest’area coniugando, così, attività sportive, possibilità di apprezzare rilassanti panorami e godere dei piaceri di buona cucina ed eccellenti vini nelle numerose cantine e punti di ristoro presenti in zona.

Tra i tour più interessanti della zona troviamo il Percorso del Pinot Nero/Blauburgunderweg che si sviluppa tra i paesi di Ora/Auer, Montagna/Montan, Gleno/Glen, Pinzano/Pinzon e Mazzon/Mazon.

L’itinerario è corredato da diversi pannelli informativi sulle caratteristiche geologiche e paesaggistiche nonchè quelle inerenti a tradizioni e storia agricola e vinicola della zona con presenza, inoltre, anche di manufatti e strutture pensate per il divertimento di tutta la famiglia (QUI la “pillola” sul paese di Ora e QUI quella sul borgo di Montagna e le sue frazioni).

Il percorso del Pinot Nero presenta attualmente uno sviluppo di circa 14 chilometri con possibili varianti attorno ai vari paesi toccati dall’itinerario; è possibile, per escursionisti esperti, anche allungare il percorso alla Cascata di Gleno raggiungendo poi il borgo di Mazzon, frazione di Egna;  in futuro è previsto, inoltre, un allungamento del percorso fino al borgo di Egna, paese inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia (QUI la “pillola” sul paese di Egna).

Dai pressi del percorso del Pinot Nero, nell’area dei paesi di Ora, Montagna e Pinzano, è anche possibile raggiungere  la collina di Castelfeder sulla cui sommità sono poste le antiche omonime rovine e da cui è possibile godere di bellissimi panorami sulla sottostante Valle dell’Adige (QUI la “pillola” su Castelfeder).

Il percorso del Pinot Nero permette, come detto, di camminare in zona idilliaca tra boschi e vigneti, dedicati alla coltivazione di vari vitigni con presenza prevalente di Pinot Nero.

La percorrenza di questo tour è, quindi, particolarmente consigliata in primavera ed in autunno quando nelle cantine e posti di ristoro della zona viene proposto il Törggelen; questa antica usanza sudtirolese della stagione autunnale propone la degustazione di nuovo succo d’uva e vini già fermentati accompagnati dalla merenda tipica tirolese con speck, “Schüttelbrot” – le pagnotte dure, “Schlutzkrapfen”, canederli, salsiccia contadina con crauti, zuppa d’orzo e castagne.

Tra i tanti locali tradizionali della zona che propongono il Törggelen in autunno sono particolarmente consigliati i masi Planitzer e Lexnhof.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2020

Percorso del Pinot Nero

Nei pressi del paese di Montagna

Manufatti lungo il percorso

Punti panoramici

Antiche tradizioni

Scorci panoramici su Ora

Divertimento per famiglie

Tradizione vinicola e cantine in zona

Periodo della vendemmia

Cantina Pfitscher

Cantina Pinzoner Keller

Montagna

Pinzano

Törggelen autunnale ©M. Lafogler

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’ azienda turistica locale

Società cooperativa turistica Castelfeder sulla Strada del Vino

Piazza Principale 5 – 39040 – Ora (BZ)

Tel. +39 0471/810231 – E-mail: info@castelfeder.info – Sito: www.castelfeder.info

ORARIO UFFICIO INFORMAZIONI
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 8.30 – 12.30  e 14 – 18;  sabato ore 9 – 12.30

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige e la Bassa Atesina

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Sentiero del Dürer, vitigni e cultura a Salorno/Salurn – Bassa Atesina

Il comune di Salorno/Salurn, con le sue frazioni ed i bucolici dintorni, è situato nell’area meridionale dell’Alto Adige/Südtirol in Bassa Atesina/Unterland lungo il corso del fiume Adige; questa zona è contraddistinta da monti con versanti caratterizzati da un alternarsi di boschi ed aree coltivate a vigneto che dominano  un fondovalle in cui giacciono molti campi ospitanti meleti, vigneti ed interessanti paesini ricchi di storia e punti di interesse culturali ed enogastronomici (QUI la “pillola” su Salorno).

La presenza di queste bellezze naturali e di queste estese coltivazioni, che permettono all’area di Salorno di essere la maggiore produttrice italiana di Pinot Bianco, offre un connubio di attrattive che permettono di godere di vacanze che combinino piaceri escursionistici, enogastronomici e storici nella zona di Salorno.

Tra i percorsi tra vigneti, boschi e produttori vinicoli più noti della zona si trova, ad esempio, il Sentiero del Dürer che è dedicato all’artista rinascimentale Albrecht Dürer che percorse questi luoghi durante il suo viaggio in Italia.

Il sentiero nella parte sudtirolese, seguendo la via percorsa dal pittore tedesco per evitare le zone alluvionate della Val d’Adige nel 1494, conduce dal convento di San Floriano nel comune di Egna alla frazione di Laghetti/Laag, per poi entrare nel comune di Salorno raggiungendo la frazione di Pochi e, quindi, il confine col Trentino (QUI la “pillola” su Egna).

Il percorso del Dürer continua poi in territorio trentino raggiungendo la Val di Cembra e le Piramidi di Segonzano dopo circa 30 chilometri di percorso tra boschi ed aree coltivate con panorami sempre diversi ed affascinanti.
Il sentiero può essere naturalmente scomposto in diverse tappe e percorso anche solo a tratti scegliendo, così, la tipologia di impegno fisico più adatto alle proprie esigenze.

Nel tratto sudtirolese del sentiero, lungo circa 15 chilometri, si incontrano diversi punti di interesse sia culturali, naturalistici che enologici.

Tra le attrattive storiche, religiose e culturali troviamo il convento di San Floriano/Klösterle St. Florian costruito in stile romanico nel 13° secolo come ospizio per pellegrini ed il Giardino delle Sculture nella frazione di Pochi che ospita numerose sculture di arte moderna dell’artista Sieglinde Tatz Bongorno.
Lungo il sentiero si incontrano anche numerosissimi punti panoramici e tratti di percorso in boschi fitti e tra estesi vitigni in cui potersi rilassare e godere del bucolico ambiente circostante.

Le località toccate dal sentiero del Dürer e il paese di Salorno, grazie all’estesa copertura dei vitigni presenti, presentano anche una notevole presenza di cantine e punti di ristoro, come la cantina CEO di Salorno,  in cui gli amanti di vino e buona cucina potranno assaporare vino e specialità locali.

Infine, per gli amanti di castelli e storia medievale, da Salorno è anche possibile raggiungere in 30 minuti, tramite il Sentiero delle Visioni/Visionenweg, il noto Castello di Salorno/Schloss Haderburg; la rocca è ancora oggi in gran parte visitabile in periodi prefissati ed ospita un posto di ristoro con atmosfera cavalleresca proponendo, inoltre, un calendario di manifestazioni in stile medievale (QUI la “pillola” sul Castello di Salorno).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2020

Piazza centrale di Salorno ©M. Lafogler

Vigneti dell’area di Salorno

Grappoli nei vigneti

Enogastronomia alla CEO-Schänke  ©A. Ceolan

Vigneti di Salorno con vista sulla Bassa Atesina

Convento San Floriano ©L. dal Gesso

Lungo il sentiero del Dürer ©M. Lafogler

Pochi di Salorno

Giardino delle Sculture

Castello di Salorno

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda turistica locale

Società cooperativa turistica Castelfeder sulla Strada del Vino

Piazza Principale 5 – 39040 – Ora (BZ)

Tel. +39 0471/810231 – E-mail: info@castelfeder.info – Sito: www.castelfeder.info

ORARIO UFFICIO INFORMAZIONI
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 8.30 – 12.30  e 14 – 18;  sabato ore 9 – 12.30

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige e la Bassa Atesina


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Monte Ometto/Mandlspitze (2395 m) – Maddalene

Il Monte Ometto, vetta posta a 2418 metri di quota,  e il Monte Cornicolo/Kornigl,  è un monte del Gruppo delle Maddalene/Magdalener Gruppe raggiungibile dalla zona del Passo Castrin e di Proves/Proveis nell’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg nei pressi del confine col Trentino.

Lungo il percorso e dalla vetta del Monte Ometto si ho un ottima vista su tutto il Gruppo delle Maddalene e l’Alta Val di Non tedesca, l’escursione si svolge prevalentenente in zona bucolica con malghe, boschi e pascoli, diventando più ripida e su terreno più selvaggio nel tratto finale.

In zona sono possibili tante escursioni con salite a malghe cime come, ad esempio, la salita ai Monti Cornicolo/Kleiner Kornigl e Cornicoletto/Kornigl e quella alla Vedetta Alta/Ultner Hochwart (QUI la “pillola” sulla salita a Monte Cornicolo e Monte Cornicoletto).

La salita comincia dal parcheggio Hofmad lungo la strada che porta da Proves alla Val d’Ultimo/Ultental (1700 m), si segue inizialmente la mulattiera sterrata 8 che tra bosco e prati porta in breve alla Malga Cloz (1732 m) e alla seguente Malga Revo/Rawauer Alm (1734 m). Dalla Malga Revo si sale quindi su sentiero 133 “Bonacossa” su traccia tra pascoli ad un bivio si segue sempre il sentiero 133 verso il passo di Brez, si procede quindi su sentiero nel bosco seguendo poi per la Malga Kesselalm, usciti dal bosco si giunge quindi ad una mulattiera sterrata che conduce alla Malga Kesselalm (1917 m).

Dalla Malga Kessel si continua a seguire il sentiero 133  che sale su traccia prima tra magri pratie  poi su fondo sassoso con tratti in mezzacosta un po’ esposti raggiungendo un’area di altopiano e il bivio col sentiero 12 (segnavia sbiadito segnato su un sasso).
Si segue quindi a destra il sentiero 12 che sale con traccia ripida sassosa e ghiaiosa portando al tratto finale con canalino sassoso e magri prati che conduce alla vetta del Monte Ometto (2395 m, croce, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio Hofmad – Malga Cloz –Malga Revo – Malga Kessel – Monte Ometto – Malga Kessel – Malga Revo – Malga Cloz – Parcheggio Hofmad

Sentieri: 8 – 133 – 12

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2395 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi nel tratto finale, sviluppo piuttosto lungo

Data di ascesa: ottobre 2018

Verso la Malga Revo

Verso la Malga Kessel

Primo tratto dopo la Malga Kessel

Area del bivio col sentiero 12 per la cima

Lungo il tratto ripido finale

Cima del Monte Ometto

Dalla cima del Monte Ometto


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo e nelle Maddalene

Monte Penegal (1737 m) – Piccolo Penegal (1683 m) – Monte Toval (1680 m) – Catena della Mendola

Il Monte Penegal, cima di 1737 metri di quota, il Piccolo Penegal, vetta di 1683 metri di altezza, ed il Monte Toval, elevazione di 1680 metri di quota, sono posti sulla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Trentino; le vette offrono, infatti, un bellissimo panorama sia verso l’Oltradige/Überetsch e le Dolomiti, sia verso le Maddalene e la Val di Non.

Le cime presentano varie possibilità di salita di diversa lunghezza, viene qui descritta la salita classica dal Passo della Mendola/Mendelpass, raggiungibile dal versante sudtirolese, sia in macchina che in funicolare, da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e la funicolare Caldaro-Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

La salita comincia dal Passo della Mendola (1363 m) seguendo il sentiero 500 verso il Monte Penegal; si sale nel bosco in moderata pendenza fino al punto panoramico “Veduta Ferdinando” (raggiungibile con breve deviazione) e di seguito tornati sul sentiero principale, con alcuni tratti ripidi, si giunge all’intersezione con la strada asfaltata del Monte Penegal.

Da qui seguendo sempre il sentiero 500, che si sviluppa nel bosco a lato della strada si giunge in breve alla deviazione a sinistra per il Monte Toval (un cartello indica anche un anello delle Monte Toval possibile, io ho seguito solo il sentiero principale per la vetta in salita e discesa non avendo trovato altre deviazioni segnate).
Si sale su traccia sassosa molto ripida (anche con l’aiuto per un breve tratto di cavo e alcune staffe) proseguendo poi nel bosco, in leggeri saliscendi, fino alla vetta (1680 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con attenzione, al bivio incontrato in precedenza e si prosegue sul sentiero 500 per il Monte Penegal, si attraversa nuovamente la strada asfaltata e si sale nel bosco, prima ripidamente su traccia sassosa e poi in salita moderata su traccia terrosa, fino a giungere alla deviazione a destra per il Piccolo Penegal.

Salendo su traccia terrosa ed erbosa si sale, quindi, in salita moderata nel bosco giungendo, in breve, alla vetta del Piccolo Penegal (1683 m, croce, 45 minuti dal Monte Toval, 2.15 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio precedente si prosegue sul sentiero 500 per il Monte Penegal; salendo nel bosco in moderata pendenza su sentiero sassoso e terroso si giunge, quindi, alla vetta del Monte Penegal (1737 m, belvedere, albergo, 30 minuti dal Piccolo Penegal, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa al Passo della Mendola seguendo il sentiero 500, senza deviare al Piccolo Penegal, Monte Tovel e Veduta Ferdinando, in 1.15 ore (4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Passo della Mendola – Veduta Ferdinando – Monte Toval – Piccolo Penegal – Monte Penegal – Passo della Mendola

Sentieri: 500 – deviazioni segnate alla Veduta Ferdinando, Monte Toval e Piccolo Penegal

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 1737 m

Difficoltà: E – (EE la deviazione al Monte Toval) – escursione globalmente tecnicamente non difficile ma che presenta alcuni tratti ripidi; la deviazione al Monte Toval è, invece, più impegnativa e presenti diversi tratti molto ripidi con breve tratto anche con cavo e staffe). Sviluppo totale di circa 10 chilometri.

Data di ascesa: giugno 2024

Annotazioni: naturalmente è possibile salire al Monte Penegal senza effettuare le deviazioni a Veduta Ferdinando, Monte Toval e Piccolo Penegal o percorrendone solo alcune diminuendo quindi dislivello, sviluppo (ed anche difficoltà tecnica se si evita la salita al Monte Toval)

Esperienza di Stefano: sarebbe bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere delle ampie visuali dalla vette e punti panoramici; per la deviazione al Monte Toval è anche necessario terreno asciutto (inoltre, un cartello indica anche un anello delle Monte Toval possibile, io ho seguito solo il sentiero principale per la vetta in salita e discesa non avendo trovato altre deviazioni segnate)

Passo della Mendola

Primo tratto di salita

Deviazione per la Veduta Ferdinando

Veduta Ferdinando

Salendo all’intersezione con la strada asfaltata

Tratto mediano di salita

Deviazione per il Monte Toval

Monte Toval

Continuando sul sentiero 500 per il Monte Penegal, dopo essere tornati alla deviazione

Deviazione per il Piccolo Penegal

Piccolo Penegal

Ultimo tratto di salita sul sentiero 500 verso il Monte Penegal dopo essere tornati alla deviazione

Nell’area di vetta del Monte Penegal con Belvedere


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

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Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

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Monte Macaion/Gantkofel (1866 m) – Catena della Mendola

Il Monte Macaion/Gantkofel è una cima, di 1866 metri di quota, appartenente alla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Sudtirolo e Trentino; la cima un bellissimo panorama verso l’Oltradige, la Val d’Adige/Etschtal, le Dolomiti e le Alpi Sarentine.

La cima presenta varie possibilità di salita di diversa tipologia, viene qui descritta la lunga salita, prevalentemente nel bosco, che da San Felice/St. Felix, paese posto nelle vicinanze del Passo Palade/Gampenpass nell’alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg, porta al Lago di Tret/Felix Weiher e poi alla cima del Monte Macaion (QUI la “pillola” sul Passo Palade).

La salita comincia dal paese di San Felice/St. Felix (1280 m), dal parcheggio si seguono le indicazioni per il Felix Weiher/Lago di Tret salendo su stradine asfaltate con numero 59 e 6 e poi 9 che raggiunge in 20 minuti circa alcuni parcheggi (fin qui volendo si arriva anche anche in macchina).
Si sale sul sentiero 9 nel bosco prima con traccia sassosa e terrosa e poi su mulattiera sterrata e sassosa, fino a raggiungere il Lago di Tret/Felixer Weiher (1604 m).

Dal lago si segue il sentiero 9 per il Ristorante Waldruhe raggiungendolo, in breve, su mulattiera sterrata in breve (1610 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Ristorante Waldruhe si segue il sentiero 500 per il Monte Macaion, si procede prima in saliscendi tra prati e poi nel bosco; raggiunto un bivio si segue sempre il sentiero 500 per il Macaion salendo su traccia sassosa e terrosa nel bosco e scendendo poi piuttosto ripidamente su traccia sassosa nel bosco fino ai Prati di Laures (1595 m).

Seguendo sempre il sentiero 500 per il Macaion si sale ripidamente nel bosco su traccia sassosa e terrosa fino al bivio nei pressi della Forcella di Gaido/Gaider Scharte; ignorata la deviazione del sentiero 7 si continua sul sentiero 500 salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco alla cima del Monte Macaion (1866 m, croce, 1.45 ore dal Ristorante Waldruhe, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa, con la ripida controsalita dai Prati di Laures al Lago di Tret, per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: San Felice – Lago di Tret – Prati di Laures – Monte Macaion – Prati di Laures – Lago di Tret – San Felice

Sentieri: 59 – 61 – 9 – 500

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore (3.00 ore la salita, 2.15 ore la discesa).

Quota massima: 1866 m

Difficoltà: E – escursione tecnicamente non difficile ma dallo sviluppo molto lungo di 17 chilometri circa

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: a breve distanza dal Ristorante Waldruhe è posta anche la Malga San Felice/St. Felixalm anch’essa con posto di ristoro (per entrambe le strutture è bene verificare i periodi di apertura). Dal paese di San Felice, come detto nella descrizione del percorso, è possibile raggiungere su stradina asfaltata, a tratti stretta, i parcheggi posti all’inizio del sentiero 9 nel bosco con risparmio di circa 20 minuti ed 1 chilometro di strada sia all’andata che al ritorno

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta, è bene, inoltre, non sottovalutare la lunghezza del percorso considerando anche la risalita da percorrere al ritorno

Salendo al Lago di Tret

Lago di Tret

Ristorante Waldruhe

Tratto con molti saliscendi fino ai Prati di Laures

Salendo dai Prati di Laures verso il Monte Macaion

In cima al Monte Macaion

Panorami dalla vetta


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Luco Grande/Laugen (2434 m) – Maddalene

Il Monte Luco Grande/Laugen, vetta alta 2434 metri, è una cima del Gruppo delle Maddalene/Magdalener Gruppe posta tra l’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg e la Val d’Ultimo/Ultental; il Gruppo delle Maddalene non è generalmente molto conosciuto ma la cima del Monte Luco Grande è relativamente nota e frequentata.
La vetta del Monte Luco Grande presenta varie vie di accesso, quella più nota e qui proposta parte dal Passo Palade/Gampenpass che collega la cittadina di Lana in Val d’Adige/Etschtal con Senale-San Felice/Unsere liebe Frau im Walde–St. Felix in Val di Non tedesca (QUI la “pillola” sul Passo Palade).

La salita comincia dal Passo Palade (1518 m) e si segue il sentiero 133 con indicazioni per il Monte Luco, si sale dapprima ripidamente con sentiero terroso nel bosco e poi su traccia in ambiente prativo fino al Lago di Luco/Laugensee (2216 m).

Dal Lago si sale ancora su sentiero 133 tra prati per poi deviare a destra sul sentiero 10 che sale con traccia ripida ghiaiosa e sassosa fino sullo spallone che porta alla cima del Monte Luco Grande (2434 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione nel tratto ripido di discesa in 2.15 ore (4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Palade – Lago di Luco – Monte Luco Grande – Lago di Luco – Passo Palade

Sentieri: 133 – 10

Dislivello: 900 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.45 ore (2.30 ore la salita, 2.15 ore la discesa).

Quota massima: 2434 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti ripidi e impegnativi nella salita dal Lago di Luco alla cima

Data di ascesa: novembre 2015

Annotazioni: la salita è stata effettuata in un autunno insolitamente avaro di neve in quota, normalmente la neve copre sentieri e cime già da metà autunno impedendo, quindi, una salita tardo-autunnale in condizioni escursionistiche.

Primo tratto di salita ripido nel bosco

Salendo al Lago di Luco

Tratto tra il Lago di Luco e il ripido sentiero di salita finale

Tratto finale di salita

Panorama di vetta

In vetta


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo e nelle Maddalene e QUI in Val d’Adige

Monte Corno/Trudner Horn (1781 m) – Malga Corno/Horn Alm (1710 m) – Parco Monte Corno

Il Monte Corno/Trudner Horn, alto 1781 metri di quota, è la cima principale della zona compresa nell’omonimo Parco Naturale situato nella zona meridionale del Sudtirolo tra la Val d’Ega, la Bassa Atesina e la trentina Val di Fiemme.

La cima, posta sul confine tra Sudtirolo e Trentino, presenta vari punti di accesso, viene qui proposta la salita da Anterivo/Altrei, piccolo paese raggiungibile dal Passo San Lugano che collega la Bassa Atesina/Unterland con la Val di Fiemme; questa escursione permette di godere della quiete e bellezza dei boschi del Parco Naturale Monte Corno e di raggiungerne la cima principale con anche la presenza di un rifugio posto poco sotto la vetta (QUI la “pillola” su Anterivo e il Parco Naturale Monte Corno).

La salita comincia dal paese Anterivo/Altrei (1222 m) seguendo il sentiero 3 prima su asfalto poi su mulattiera sterrata che sale nel bosco con pendenza moderata in lungo sviluppo fino al Passo Cisa/Ziss Sattel (1439 m, 1.15 ore dalla partenza). Dal Passo Cisa si segue sempre la mulattiera sterrata 3 in moderata salita prima nel bosco poi tra pascoli fino alla Malga Corno (1710 m, rifugio, 2,00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Corno si segue il sentiero 483 che porta ripidamente in breve, prima su mulattiera poi nel bosco su sentiero ripido terroso, alla cima del Monte Corno (1781 m, croce, 0.15 ore dalla Malga Corno, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Anterivo – Passo Cisa – Malga Corno – Monte Corno – Malga Corno – Passo Cisa – Anterivo

Sentieri: 3 – 483

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa).

Quota massima: 1781 m

Difficoltà: E – escursione tecnicamente non difficile ma dallo sviluppo piuttosto lungo di 14 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2021

QUI il link YouTube al video sulla salita al Monte Corno ed alla Malga Corno

Anterivo alla partenza

Lungo il primo breve tratto su asfalto

Salendo nel bosco al Passo Cisa

Al Passo Cisa

Salendo alla Malga Corno

Malga Corno

Tratto finale di salita

Cima del Monte Corno


Cliccare sull’immagine per visualizzare Anterivo su Google Maps


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Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e nel Parco del Monte Corno

Monte Cornicoletto/Kl. Kornigl (2418 m) – Monte Cornicolo/Kornigl (2308 m) – Maddalene

Il Monte Cornicoletto/Klein Kornigl, alto 2418 metri,  e il Monte Cornicolo/Kornigl, di 2308 metri di quota, sono due monti del Gruppo delle Maddalene/Magdalener Gruppe raggiungibili dalla zona del Passo Castrin e di Proves/Proveis nell’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg nei pressi del confine col Trentino.

Nonostante il Monte Cornicoletto sia più alto del Monte Cornicolo ha un diminutivo nel nome, forse a causa dei tanti cambi di provincia effettuati da questa zona di confine, in ogni caso l’escursione permette un giro di ampio respiro e panorami nel relativamente poco conosciuto, ma molto interessante, Gruppo delle Maddalene.

In zona sono possibili tante escursioni con salite a malghe cime come, ad esempio, la salita al Monte Ometto e quella alla Vedetta Alta/Ultner Hochwart (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Ometto).

La salita comincia dal parcheggio Hofmad lungo la strada che porta da Proves alla Val d’Ultimo/Ultental (1700 m), si segue inizialmente la mulattiera sterrata 8 che tra bosco e prati porta in breve alla Malga Cloz (1732 m). Dalla Malga Cloz si segue la traccia 7 tra prati che porta in salita moderata al Malghetto di Cloz (1894 m). Dal Malghetto di Cloz  si continua a seguire dritti la traccia 7 che sale con pendenza moderata prima tra magri prati poi via via in ambiente più roccioso vino al ripido tratto che prota alla forcella tra Monte Cornicoletto e  Monte Cornicolo (2290 m).

Si segue quindi a sinistra per il Monte Cornicoletto salendo su traccia molto ripida in cresta tra erba e sassi fino alla cima del Monte Cornicoletto (2418 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna quindi con attenzione alla sella tra Monte Cornicoletto e Monte Cornicolo e si sale verso quest’ultimo con traccia tra prati fino alla cima del Monte Cornicolo (2308 m, croce, 0.45 ore dal Monte Cornicoletto, 3.15 ore dalla partenza).

Si ritorna nuovamente in discesa alla  sella tra Monte Cornicoletto e Monte Cornicolo e per la via di salita (senza risalire al Monte Cornicoletto)  si torna alla Malga Cloz ed al parcheggio Hofmad (2.00 ore dal Monte Cornicolo, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio Hofmad – Malga Cloz – Sella tra Monte Cornicoletto e Monte Cornicolo – Monte Cornicoletto – Sella tra Monte Cornicoletto e Monte Cornicolo – Monte Cornicolo – Sella tra Monte Cornicoletto e Monte Cornicolo – Malga Cloz – Parcheggio Hofmad

Sentieri: 8 – 7

Dislivello: 800 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore

Quota massima: 2418 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo in cresta al Monte Cornicoletto

Data di ascesa: settembre 2018

Malga Cloz

Tratto tra prati salendo al Malghetto di Cloz

Cresta di salita al Monte Cornicoletto

In cima al Monte Cornicoletto

In cima al Monte Cornicolo

Panorama dal Monte Cornicolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Hofmad su Google Maps


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Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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