Altopiano di Favogna/Fennberg (1120 m) – Ferrata di Favogna – Catena della Mendola

L’Altopiano di Favogna/Fennberg è posto, sulla Catena della Mendola/Mendel, nella zona meridionale dell’Alto Adige/Südtirol nei pressi del confine col Trentino ed è raggiungibile su strada da Magrè sulla Strada del Vino/Margreid an der Weinstraße in Bassa Atesina/Unterland ed anche tramite diversi sentieri (QUI la “pillola” su Magrè).

Tra essi troviamo la Ferrata Favogna che con percorso lungo sale ripidamente, con diversi passaggi piuttosto impegnativi e punti panoramici sulla Bassa Atesina, all’Altipiano di Favogna; il percorso scende poi su lunga mulattiera a Magrè paese; l’itinerario è molto esigente fisicamente nel complesso ed adatto per chi ha esperienza di ferrate e buon allenamento.

La salita comincia lungo la strada che collega Magrè con Roverè della Luna nei pressi del confine tra le province di Bolzano e Trento (208 m, alcune piazzole a lato strada per parcheggiare); si segue il cartello per la ferrata salendo ripidamente nel bosco fino a raggiungere, in breve, delle roccette non attrezzate che conducono all’attacco della ferrata.

Il primo tratto è subito il più impegnativo dovendo risalire un camino verticale con cavo e poche staffe in cui cercare ben i vari appoggi, il percorso continua poi con un salto di I° grado non attrezzato che porta ad una lunga fila di staffe verticale (questo passaggio è senza senza cavo, bisogna assicurarsi direttamente sulle staffe). Ricominciati i cavi il percorso supera diversi traversi su roccette e canalini (attenzione alla possibile caduta sassi) superando poi una parete con scala.
I cavi guidano poi tra saltini di roccia in una gola dove si trova una seconda lunga scale verticale che porta ad un nuovo canalino e ad alcune roccette che guidano alla fine del primo tratto attrezzato; si segue adesso un lungo tratto di sentiero ripido, molto faticoso, tra bosco ed alcuni saltini su roccette non attrezzate che porta al secondo tratto attrezzato.

Si segue prima una cengia attrezzata, i cavi entrano poi in una fessura con percorso piuttosto appoggiato, ma con roccia a tratti levigata, fino ad arrivare al libro firme della ferrata, si prosegue ancora su tratto attrezzato lungo un canalino ed alcune roccette fino ad arrivare alla fine delle attrezzature presso un pulpito panoramico.
Si prosegue, quindi, nel bosco in lungo saliscendi fino ad arrivare alle case di Colle/Pichl sull’Altopiano di Favogna (1121 m); seguendo un breve tratto su asfalto in discesa si giunge quindi al Ristorante Plattenhof (1064 m, 4.15 ore dalla partenza).

Dal Ristorante Plattenhof si segue verso destra la strada asfaltata in leggera salita, al primo incrocio si segue verso destra una stradina asfaltata che conduce all’incrocio col sentiero 3 verso Magrè; si procede dapprima su asfalto fino alla Chiesetta della Madonna della Neve e poi si scende lungamente su ripida mulattiera sterrata sassosa e poi su stradina asfaltata a Magrè paese (241 m, 2.00 ore dal Ristorante Plattenhof, 6.15 ore dalla partenza).

Da Magrè si torna poi in 4 chilometri su asfalto in fondovalle al punto di partenza (1.00 ora da Magrè, 7.15 ore dalla partenza). Se si hanno a disposizione due macchine è consigliabile lasciare una macchina al punto di partenza ed una a Magrè paese evitando di percorrere i 4 chilometri a piedi finali.

Percorso: ferrata Favogna – Colle – Ristorante Plattenhof – Magrè

Sentieri: ferrata Favogna – 3

Dislivello: 1000 metri in salita in discesa compreso qualche saliscendi.

Tempo di percorrenza: 7.15 ore (riducibili a 6.15 ore avendo due macchine)

Quota massima: 1121 m

Difficoltà: EEA – percorso globalmente impegnativo, lungo e faticoso; la ferrata è globalmente di medio impegno per esperti di questi percorsi con i punti più difficili che si trovano subito all’inizio (chi non si sentisse in grado di affrontarli può cos’ tornare subito indietro). Necessari kit da ferrata e casco.

Data di percorrenza: maggio 2022

Annotazioni: se si hanno a disposizione due macchine è consigliabile lasciare una macchina al punto di partenza ed una a Magrè paese evitando di percorrere i 4 chilometri a piedi finali.

Esperienza di Stefano: percorso molto faticoso ma soddisfacente, sconsiglio di percorrerlo durante l’estate e, in generale, in giornate calde, noi abbiamo sfruttato la possibilità di avere due macchine ed evitare di percorrere 4 chilometri finali, questa opzione è decisamente preferibile.

Punto di partenza

Tratto di sentiero e roccette verso l’attacco della ferrata

Attacco della ferrata

Camino impegnativo d’attacco

Panorama sulla Bassa Atesina

Serie di staffe

Scala verticale

Verso la fine del primo tratto attrezzato

Altro punto panoramico

Tratto di collegamento tra i due settori attrezzati lungo ripido percorso tra bosco e roccette

Lungo il secondo tratto attrezzato

Alla fine delle attrezzature

Tratto nel bosco verso Colle

 A Colle

Ristorante Plattenhof

Altopiano di Favogna

Lunga discesa a Magrè

Cliccare sull’immagine per visualizzare il punto di partenza della ferrata Favogna su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare Magrè su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Colle/Kohlern di Bolzano/Bozen (1150 m) – sentiero “Vertical”

Il Colle/Kohlern di Bolzano/Bozen, situato a 1150 metri di quota, è posto in posizione elevata sulla sottostante città ed è una meta piuttosto nota per gli abitanti locali e non solo; il Colle, punto di partenza per diverse escursioni, può essere raggiunto sia in macchina che in funivia che con diversi percorsi, tra essi troviamo il sentiero “Vertical” (QUI la “pillola” sul Colle di Bolzano e QUI quella sulla città di Bolzano).

Il sentiero Vertical, sede anche di una gara con cadenza annuale, parte dalla stazione a valle della funivia del Colle e sale ripidissimo seguendo il tracciato dell’impianto di risalita presentando una pendenza davvero molto elevata continua per tutti i 900 metri di dislivello di salita; il ritorno può essere poi effettuato in funivia.

Queste caratteristiche rendono il sentiero Vertical adatto, per chi è interessato a questo tipo di attività, agli allenamenti su salita molto ripida e frequentato spesso da atleti di corsa in montagna.

La salita del sentiero Vertical comincia dalla stazione a valle della funivia del Colle a Bolzano (265 m), si segue il cartello “Colle/Kohlern” con simbolo di un fiore salendo da subito ripidamente su traccia con gradoni fino ad attraversare la strada asfaltata, seguendo le indicazioni “Vertical” si costeggia un casa e si sale con pendenza ripidissima nel bosco, con tratti attrezzati anche con cavo corrimano di aiuto, fino ad incrociare il sentiero S.

Si segue sempre la traccia Vertical e si sale ancora nel bosco con pendenza ripidissima incontrando anche un paio di brevi passaggi di I° grado ed altri attrezzati con cavo corrimano arrivando ad incrociare una strada sterrata.
La si segue in salita per poco trovando a destra la deviazione per continuare la Vertical salendo sempre molto ripidamente nel bosco e poi sotto i tralicci della funivia arrivando infine al Colle di Bolzano alla stazione a monte della funivia (1140 m, tempi molto variabili in base al ritmo tenuto durante il cammino).

Discesa in funivia, sconsigliato scendere a piedi vista la pendenza elevatissima ed il rischio di scivolare.


Percorso: stazione a valle funivia Colle – sentiero Vertical – stazione  a monte funivia Colle

Sentieri: Vertical

Dislivello: 870 metri in salita 0 metri in discesa se si prende la funivia

Tempo di percorrenza: variabili in base al ritmo tenuto in salita

Quota massima: 1140 m

Difficoltà: EE – escursione che presenta una pendenza elevatissima lungo tutto il percorso e diversi tratti attrezzati con cavo corrimano e due passaggi brevi di I° grado

Data di percorrenza: aprile 2022

Annotazioni: se si scende in funivia informarsi preventivamente sugli orari di apertura, attenzione al rischio di presenza di zecche nella parte bassa del percorso

Esperienza di Stefano: percorso faticosissimo che percorro ogni tanto per allenamento, da poter fare in mattinata, approfittando della funivia per la discesa

Il pendio su cui si svolge la salita

Inizio del sentiero

Lungo la ripidissima salita


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia del Colle a Bolzano su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bolzano e dintorni

Passo della Mendola/Mendelpass (1363 m) – Sentiero M – Catena della Mendola

Il Passo della Mendola/Mendelpass, posto a 1363metri di quota sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Trentino, è raggiungibile sia in macchina da entrambi i versanti che in funicolare sul versante sudtirolese da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße; oltre che con la funicolare il passo può essere raggiunto da Caldaro anche tramite l’antico sentiero della dogana (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

Il sentiero dell’antica dogana, tracciato con indicazioni “M”, risale piuttosto ripidamente nel bosco raggiungendo prima la fonte d’acqua “delle donne”, poi conduce ad un punto panoramico e poi ritornando nel bosco, intersecando anche la strada asfaltata, raggiunge il Passo della Mendola.

Il sentiero presenta un dislivello accentuato e pendenza elevata e può essere adatto anche per allenamenti in zona; si può poi optare per la discesa a piedi o con la funicolare.

La salita comincia dalla stazione a valle della funicolare della Mendola a Sant’Antonio, frazione di Caldaro (510 m), si seguono le indicazioni Mendola/Mendel (sentiero M).
Si raggiunge in breve sulle stradine del paese una chiesa e poi tra case si trova il bivio per il sentiero M; si sale in breve ripidamente su asfalto entrando poi nel bosco; da qui si dovranno seguire sempre le indicazioni Mendel/Mendola a tutti i numerosi bivi che si incontrano (con indicazioni sia M che 521).
Si sale dapprima nel bosco raggiungendo una panchina con punto panoramico, si procede poi in pendenza forte fino ad un tratto in salita più moderata fino a tornare a salire ripidamente fino alla Fonte d’acqua “delle Donne/Frauenbrünnl”.

Si sale, quindi, molto ripidamente nel bosco su mulattiera e poi sentiero raggiungendo il cartello dell’antica dogana; dal cartello in breve si giunge ad un punto panoramico rientrando, successivamente, nel bosco in ripida salita fino ad intersecare la strada asfaltata.
Si segue per molto poco la strada prendendo poi il sentiero sulla destra che rientra nel bosco e ripidamente conduce ad attraversare nuovamente la strada asfaltata portando all’ultimo tratto nel bosco che porta al Passo della Mendola (1363 m, diversi bar e ristoranti, stazione a monte della funicolare, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa in funicolare o a piedi per lo stesso percorso in 1.30 ore.

Percorso: Sant’Antonio – Passo della Mendola

Sentieri: M/521

Dislivello: 850 metri in salita 0 metri in discesa se si prende la funicolare o 850 metri se si scende a piedi

Tempo di percorrenza: 2.15 ore se si scende in funicolare, 3.45 ore se si scende a piedi (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 1363 m

Difficoltà: E – escursione non molto difficile tecnicamente ma dalla pendenza ripida continua e dal dislivello rilevante

Data di percorrenza: aprile 2022

Annotazioni: se si scende in funicolare informarsi preventivamente sugli orari di apertura Esperienza di Stefano: percorso faticoso che percorro anche per allenamento, da poter fare in mattinata, approfittando della funicolare per la discesa

Alla stazione a valle della funicolare alla partenza

Primo tratto tra le stradine della frazione di Sant’Antonio

Salendo nel bosco nel primo tratto

Fonte “delle Donne”

Salendo al cartello dell’antica dogana

Cartello dell’antica dogana

Verso il punto panoramico

Vista dal punto panoramico su Caldaro ed il Lago di Caldaro

Salendo verso l’intersezione con la strada asfaltata

Intersezione con la strada asfaltata

Ultimo tratto di salita

Al Passo della Mendola

Stazione a monte della funicolare


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funicolare della Mendola su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Burrone Giovanelli – via ferrata – Monte di Mezzocorona (891 m) – Catena della Mendola

Il Burrone Giovanelli, che ospita una via ferrata, porta dal fondovalle della Piana Rotaliana, tra Mezzolombardo e Mezzocorona in Trentino, al panoramico Monte di Mezzocorona, posto ad 891 metri di quota sulla Catena della Mendola/Mendel; il percorso è situato interamente in Trentino ma è raggiungibile abbastanza in breve anche dalla zona meridionale dell’Alto Adige da Salorno/Salurn (QUI la “pillola” su Salorno paese).

Il percorso ad anello parte da Mezzocorona, passa nel fondovalle e poi sale ripidamente nella gola con tratti attrezzati con lunghe file di scale, staffe e cavi, attraversando anche più volte il torrente, fino ad uscire dalla forra per poi raggiungere, con percorso nel bosco ed un ponte sospeso (volendo evitabile), il Monte di Mezzocorona dal quale si può tornare a Mezzocorona in funivia.

L’itinerario comincia da Mezzocorona (250 m), seguendo le vie del paese e costeggiando una strada asfaltata si giunge, con 3 chilometri di cammino, alla località Ischia dove comincia il percorso del Burrone Giovanellli (45 minuti dalla partenza).

Seguendo il sentiero 505 per il Burrone Giovanelli (cartello indicante tempi più bassi di quelli necessari) si sale ripidamente su sentiero nel bosco fino a trovare in breve un bivio; si segue la variante 505A che porta ad una piccola e breve cengia attrezzata con cavi che conduce ad una grande cascata.

Si sale a destra su 3 lunghe scale verticali che portando ad un sentiero a mezzacosta roccioso attrezzato con cavi che si congiunge col sentiero “normale”.
Seguendo in salita il sentiero ripido sassoso e roccioso si procede, con tratti attrezzati con cavi ed una scaletta ed altri nel bosco, fino ad arrivare all’ingresso della gola; si sale una breve paretina attrezzata con staffe e poi seguendo una cengia nella roccia con volta rocciosa bassa (attenzione alla testa) scendendo poi al greto del torrente.
Attraversato il torrente si sale una parte verticale attrezzata con staffe prima in salita poi in traverso ed infine nuovamente in salita; si supera poi un’altra scaletta ed un breve cengia attrezzata con passerelle fino a giungere ad una Madonnina.

Si procede adesso su traccia sassosa nella gola, tra alte pareti con poca luce, attraversando molte volte il torrente (attenzione con molta acqua); si giunge, quindi, ad un tratto della gola con salti rocciosi e vegetazione con anche una piccola deviazione che porta ad una grande cascata.
Tornati sulla traccia si sale ripidamente tra massi, tratti sassosi e vegetazione, attraversando ancora molte volte il torrente, fino a giungere ad alcuni salti rocciosi attrezzati con scale e staffe (diversi tratti molto bagnati) fino ad entrare nel bosco ed uscire progressivamente dalla gola.

Seguendo per il Monte di Mezzocorona e la Baita dei Manzi si sale ripidamente nel bosco fino a giungere alla Baita dei Manzi (858 m, non gestita); dalla baita si segue per il Monte di Mezzocorona su sentiero 506 con mulattiera in saliscendi nel bosco che porta al lungo ponte sospeso (volendo evitabile rimanendo sulla mulattiera).
Superato il ponte seguendo la mulattiera si torna al Monte di Mezzocorona (891 m, diverse strutture turistiche, 2.30 ore dall’inizio del sentiero Burrone Giovanelli, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa a Mezzocorona in funivia (volendo anche a piedi sul ripido sentiero 500).

Percorso: Mezzocorona – Burrone Giovanelli – Baita dei Manzi – Monte di Mezzocorona

Sentieri: 505 – 505A – 505 – 506

Dislivello: 700 metri in salita e 100 metri in discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali

Quota massima: 891 m

Difficoltà: EEA – ferrata non molto difficile tecnicamente ma con diversi tratti esposti lungo le scale e staffe che richiedono assoluta assenza di vertigini, sentiero a tratti ripido, necessari set da ferrata e casco. Attenzione anche ai tanti attraversamenti del torrente ed ai tratti attrezzati bagnati. Oltre 9 chilometri di sviluppo totale del percorso.

Data di percorrenza: diverse salite di cui l’ultima a settembre 2024

Annotazioni: la variante iniziale 505A con le tre lunghe scale può essere evitata rimanendo al primo bivio sul sentiero 505; anche il ponte sospeso può essere evitato rimanendo sulla mulattiera.

Esperienza di Stefano: percorso non da sottovalutare fisicamente, inoltre, attraversando più volte il torrente la suola degli scarponi si bagna rendendo più difficili anche diversi tratti attrezzati, è bene non percorrere l’itinerario se il torrente è in piena dopo forti piogge;  inoltre, è meglio scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama dal Monte di Mezzocorona

Inizio del sentiero Burrone Giovanelli (cartelli indicanti tempi minori del necessario)

Primo tratto nel bosco

Deviazione della variante 505A

Inizio del tratto attrezzato

Salendo, una volta ricongiuntisi col sentiero 505, con diversi tratti attrezzati verso l’inizio della gola

Vista su Mezzolombardo e la Piana Rotaliana

Ultimo tratto di avvicinanamento alla gola

Nella gola

Usciti dal tratto più stretto della gola si sale in un tratto della gola con più vegetazione

Salendo alla Baita dei Manzi una volta finito il tratto attrezzato

Baita dei Manzi

Mulattiera verso il Monte di Mezzocorona

Ponte sospeso (evitabile rimanendo sulla mulattiera)

Monte di Mezzocorona

Vista dal Monte di Mezzocorona su Mezzocorona e la Piana Rotaliana

Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia del Monte di Mezzocorona su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Schönegg (1774 m) – Catena della Mendola

Lo Schönegg (Hale Wand), vetta posta a 1774 metri di quota, si trova sulla Catena della Mendola alle sue propaggini settentrionali e offre un itinerario trekking in Alto Adige con percorso prevalentemente boschivo e ampio panorama di vetta; il percorso parte dal Passo Palade/Gampenpass raggiungibile da Lana o Senale/Unsere Liebe Frau in Walde e San Felix/St. Felix (QUI la “pillola” sul Passo Palade).

Il percorso per lo Schönegg si svolge in bellissimi boschi con molti saliscendi con dislivello moderato e sviluppo totale di 10 chilometri tra andata e ritorno; dalla vetta si gode, inoltre, un bellissimo panorama verso la Val d’Adige/Etschtal, e diverse cime del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe, delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e di alcuni gruppi dolomitici.

La salita allo Schönegg comincia dal Passo Palade (1518 m), si segue il sentiero 50 per lo Schönegg salendo in breve su mulattiera e deviando a sinistra a dei cartelli.
Si attraversa una piccola zona pascoliva e si sale ripidamente su sentiero di bosco fino a giungere al bivio col sentiero 53; si rimane sul sentiero 50 per lo Schönegg e si procede lungamente, in continui saliscendi, su sentiero di bosco (attenzione a non perdere i segnavia) fino al bivio col sentiero 55.
Si rimane sul sentiero 50 e in breve si giunge al bivio col sentiero 58, si continua sul sentiero 50 e si sale ripidamente nel bosco fino a giungere ad un altro lungo tratto in saliscendi che porta all’incrocio col sentiero 12.
Rimanendo sul sentiero 50 si sale in breve sempre nel bosco, ma molto ripidamente, alla vetta dello Schönegg (1774 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Ritorno, con molti saliscendi, per lo stesso percorso in 1.45 ore, 3.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Palade – Schönegg – Passo Palade

Sentieri: 50

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 1774 m

Difficoltà: E –  escursione non molto difficile tecnicamente ma che presenta diversi tratti ripidi nel bosco, sviluppo totale di 10 chilometri circa; attenzione ai diversi bivi ed a non perdere il sentiero nel bosco

Data di percorrenza: aprile 2022

Esperienza di Stefano: il percorso di questa escursione presenta tratti innevati solitamente per tutta la prima parte della stagione primaverile, conviene, quindi, aspettare la seconda parte di primavera per la percorrenza; è bene scegliere, inoltre, possibilmente, una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta. Lungo tutto il percorso bisogna anche tenere alta l’attenzione a non perdere i segnavia sugli alberi e seguire una buona carta topografica, io ho usato la carta “046 – Lana-Val d’Adige” della casa editrice e Tabacco.

Cartelli al Passo Palade

Primo breve tratto su mulattiera

Lungo il tratto ripido fino all’incrocio col sentiero 53

Bivio col sentiero 53

Lungo tratto tra il bivio col sentiero 53 e quello col sentiero 55

Bivio col sentiero 55

Lungo tratto verso il bivio col sentiero 12

Incrocio col sentiero 12

Ripido tratto verso la cima

In vetta allo Schönegg

Panorami dalla vetta dello Schönegg


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Palade su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Adige

Monte Pozza/Stadlegg (1616 m) – Colle/Kohlern di Bolzano/Bozen

Il Monte Pozza/Stadlegg, posto a 1616 metri di quota, offre un ititnerario trekking in Alto Adige nella zona del Colle/Kohlern di Bolzano/Bozen; l’area boscosa del Colle sovrasta l’area posta tra Bolzano e Laives e presenta molti sentieri che si sviluppano nei boschi con presenza anche di diversi punti panoramici (QUI la “pillola” sul Colle di Bolzano e QUI quella sulla città di Bolzano).

L’escursione qui descritta, dal dislivello e sviluppo moderati, permette, con giro ad anello, di raggiungere la vetta del Monte Pozza, l’elevazione più alta del Colle, passando anche per altri punti di interesse quali i pascoli Schneiderwiesen con ristornate, manufuatti della seconda guerra mondiale ed il punto panoramico Tittschenwarte.

La salita al Monte Pozza comincia dal Colle (1130 m, raggiungibile sia in macchina su stretta strada e direttamente in funivia da Bolzano), si seguono le indicazioni del sentiero 1 per gli Schneiderwiesen.
Si passa prima tra le case di Colle entrando poi nel bosco salendo su tratti di sentiero ripido ed altri su mulattiera facendo attenzione a varie diramaioni causate dai lavori nel bosco; proseguendo sul sentiero 1 si giunge quindi ai pascoli Schneiderwiesen (1372 m, ristorante).

Dagli Schneiderwiesen si segue sempre il sentiero 1 per Totes Moos rientrando nel bosco e, salendo ripidamente su sentiero, si ignora la deviazione del sentiero 5A e si giunge ad un crocefisso ed al bivio col sentiero 5.
Si segue il sentiero 5 per il Colle abbandonandolo poco dopo al bivio col sentiero 5B, sul sentiero 5B per il Colle si sale su mulattiera nel bosco raggiungendo i ruderi di postazioni antiaeree della seconda guerra mondiale; continuando sul sentiero 5B si giunge, quindi, alla vetta del Monte Pozza (1616 m, croce nel bosco, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Monte Pozza si scende su sentiero sul versante opposto raggiungendo, in breve, la deviazione per il punto panoramico Titschenwarte; si segue il sentiero 5A che, nl bosco in saliscendi, porta al punto panoramico Titschenwarte.
Dal Titschenwarte si segue, quindi, il sentiero 5 per il Colle, il sentiero procede nel bosco dapprima in saliscendi e poi in ripida discesa fino ad incrociare una mulattiera; seguendo sempre le indicazioni per il Colle si scende, nuovamente su sentiero, fino a tornare al Colle (1.15 ore dal Monte Pozza, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: Colle – Schneiderwiesen – Monte Pozza – Titschenwarte – Colle

Sentieri: 1 – 5 – 5B – 5A – 5

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali (2.15 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 1616 m

Difficoltà: E –  escursione non molto difficile tecnicamente ma che presenta diversi tratti ripidi nel bosco, sviluppo totale di 9 chilometri circa; attenzione ai tanti bivi ed a non perdere il sentiero nei tratti in cui ci sono lavori nel bosco

Data di percorrenza: aprile 2022

Esperienza di Stefano: questa escursione è particolarmente indicata nelle mezze stagioni, una volta andata via la neve, e possibilmente in una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama dal Titschenwarte. Ci sono molti bivi, io ho seguito l’ottima carta topografica 034 “Bolzano – Renon – Salto” della casa editrice Tabacco; va comunque prestata attenzione nei punti in cui ci sono lavori nel bosco che potrebbero confondere un po’.

Al Colle

Salendo agli Schneiderwiesen

Agli Schneiderwiesen con ristorante

Salendo al bivio col sentiero 5

Bivio col sentiero 5

Salendo sl sentiero 5B per il Monte Pozza

Ruderi delle postazioni della seconda guerra mondiale

Ultimo tratto di salita

In vetta al Monte Pozza

Deviazione verso il punto panoramico Titschenwarte

Punto panoramico Titschenwarte

Vista sul Catinaccio/Rosengarten

Vista sul Latemar

Tornando al Colle sul sentiero 5


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Colle su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bolzano e dintorni

Sentiero dei Castelli di Appiano/Eppaner Burgenweg – Gruppo della Mendola

Il Sentiero dei Castelli di Appiano/Eppaner Burgenweg, piuttosto noto e frequentato, conduce, con percorso ad anello, a Castel Korb, Castel Boymont, Castel Hocheppan e la Torre Kreide; il tracciato, prevalentemente boschivo, permette, quindi, di raggiungere alcuni dei più interessanti castelli della zona offendo anche bellissimi panorami sulla Strada del Vino/Weinstraße, la Valle dell’Adige/Etschtal e tutti i monti circostanti.

Viene qui descritto il percorso classico, corredato da pannelli descrittivi della storia dei castelli toccati dal percorso, che da Missiano/Missian, frazione di Appiano sulla Strada del Vino/Eppan an der Weinstraße, porta ai tre castelli; nel tratto tra Castel Boymont e Castel Hocheppan si percorrono anche diverse scale in legno non adatte a chi soffre di vertigini (QUI la “pillola” su Appiano sulla Strada del Vino).

I castelli, raggiungibili anche singolarmente evitando il tratto più impegnativo, offrono anche punti di ristoro infatti Castel Korb è attualmente un hotel mentre Castel Boymont e Castel Hocheppan ospitano due ristoranti/taverne in stile medievale aperti nella bella stagione (è bene, comunque, informarsi sui periodo di apertura dei castelli e relativi punti di ristoro, QUI la “pillola” in particolare su Castel Boymont).

Il percorso comincia di Missiano (383 m), si seguono le indicazioni per i Castelli di Appiano, camminando su asfalto al primo bivio ci si tiene sul sentiero 13 verso San Paolo mentre al vicino bivio successivo si volta a destra verso Castel Korb.
Su asfalto si giunge in breve a Castel Korb con hotel (444 m, 20 minuti dalla partenza), da Castel Korb si segue in breve la stradina che porta ad un bivio, qui si prende a la deviazione a sinistra per Castel Boymont su Sentiero dei Castelli-14.
Si sale, quindi, su mulattiera sterrata nel bosco, con anche alcuni tratti ripidi, fino al bivio per il Castel Hocheppan, si continua sul sentiero per Castel Boymont raggiungendo in breve il castello (580 m, posto di ristoro, 40 minuti da Castel Korb, 1.00 ora dalla partenza).

Da Castel Boymont si torna in breve al bivio sottostante e si segue il Sentiero dei Castelli-14 per Castel Hocheppan; il sentiero sassoso sale nella boscaglia costeggiando un parete e poi continuando in saliscendi in bosco più fitto fino ad un punto panoramico verso Castel Hocheppan.
Il sentiero scende ora ripidamente raggiungendo una lunga serie di scale in legno molto ripide, superate le scale il sentiero risale con pendenza decisa fino a giungere a Castel Hocheppan (628 m, posto di ristoro, 1.00 ora da Castel Boymont, 2.00 ore dalla partenza).

Da Castel Hocheppan si segue in discesa il sentiero 12 per Missiano, si scende su ripida mulattiera nel bosco fino a giungere al bivio per la Torre Kreide, si sale quindi alla torre con breve percorso con ripidi gradoni fino a giungere alla base della torre (20 minuti da Castel Hocheppan, 2.20 ore dalla partenza).
Dalla Torre Kreide si torna in breve al bivio sottostante seguendo, quindi, il sentiero 12 per Missiano, il sentiero scende ripidamente su mulattiera nel bosco raggiungendo poi un bivio per Missiano col sentiero 13.
Si rimane sul sentiero 12 raggiungendo un casa e contiuando in leggeri saliscendi si giunge ad un secondo bivio per Missiano, si prende, quindi, il sentiero 14 per Missiano  che riporta, con discesa su mulattiera e poi asfalto, al paese di Missiano (40 minuti dalla Torre Kreide, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Missiano – Castel Korb – Castel Boymont – Castel Hocheppan – Torre Kreide – Missiano

Sentieri: 13 -12 -14 – 12 -14 (indicazioni generali “Sentiero dei Castelli”)

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali

Quota massima: 628 m

Difficoltà: E/EE –  escursione che presenta diversi tratti ripidi e che, nel tratto tra Castel Boymonte e Castel Hocheppan, richeide assenza di vertigini nella serie di scale in legno a strapiombo, attenzione anche ai tanti bivi da seguire, sviluppo di circa 8 chilometri. Non percorrere il tracciato con fondo bagnato.

Data di percorrenza: aprile 2022 e ottobre 2024

Annotazioni: i castelli possono essere raggiunti, volendo, singolarmente in diverse escursioni evitando il tratto più impegnativo tra Castel Boymont e Castel Hocheppan; è, inoltre, bene informarsi sui periodi di apertura dei castelli e dei loro punti di ristoro.

Esperienza di Stefano: questo tracciato può essere percorso anche in primavera ed in autunno, facendo attenzione alle foglie sul tracciato, con bei contrasti di colore e con clima più fresco rispetto a quello molto caldo presente, a volte, in piena estate. Il tratto nella gola con le scale di legno deve essere affrontato con prudenza risultando spesso umido visto il poco Sole diretto che riceve.

Indicazioni a Missiano

Salendo a Castel Korb

Castel Korb con hotel

Salendo a Castel Boymont

Punto panoramico nei pressi di Castel Boymont

Castel Boymont

Percorso per Castel Hocheppan

Castel Hocheppan

Scendendo verso il bivio Missiano-Torre Kreide

Salendo alla Torre Kreide

Torre Kreide

Scendendo a Missiano

Piantina del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare Missiano su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige

Inoltre, prima o dopo l’escursione si potrebbe aver bisogno di prodotti quali: farmaci da banco che non necessitano di prescrizione, prodotti omeopatici, integratori, prodotti solari, per la cura della pelle, make-up, prodotti per mamme e bambini od un’ampia e variegata scelta di prodotti senza glutine.

In questo caso la Parafarmacia miavitas, situata a San Michele ad Appiano sulla Strada del Vino ed ideata e gestita dalla bravissima Dott.ssa Sandra Rohregger con il suo team, fa al caso vostro. Con competenza e simpatia si trovano tantissimi tipi di prodotti con la possibilità di consigli personalizzati ed attenzione; posso confermarlo essendo loro cliente da anni! 

Grazie a questa fiducia reciproca è adesso attiva una collaborazione tra Pillole sudtirolesi e miavitas, con molti vantaggi per i follower delle Pillole sudtirolesi; scopriamo di più QUI sulla collaborazione e la Parafarmacia miavitas.

Per maggiori informazioni sulla Parafarmacia miavitas contattare direttamente l’attività:

Para Apotheke miavitas Parafarmacia

Via Josef Innerhofer 35 – 39057 – San Michele – Appiano sulla Strada del Vino (BZ)

Telefono 0471 660547

Sito internet www.miavitas.com E-mail: info.miavitas@gmail.com

La Parafarmacia è aperta nei seguenti orari: lunedì-venerdì 8.00 – 12.30 e 15.00 – 18.30; sabato 8.30 – 12.00

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Parafarmacia miavitas su Google Maps

Sentiero Rastenbachklamm – Castelvecchio/Altenburg – Gruppo della Mendola

Il Sentiero Rastenbachklamm conduce dal Lago di Caldaro/Kalterer See, attraversando la gola del torrente Rasten, alle rovine dell’antica chiesa di San Pietro e poi al piccolo borgo di Castelvecchio/Altenburg, situato a 614 metri di quota in posizione panoramica verso il Lago di Caldaro e la catena della Mendola; il sentiero percorre poi l’ultimo tratto di gola tornando, poi, verso il Lago di Caldaro lungo la Valle Bärental (QUI la “pillola” sul Lago di Caldaro e QUI quella sul paese di Caldaro sulla Strada del Vino).

Il percorso è caratterizzato in particolare dalla lunga serie di scale in ferro nel tratto a strapiombo della gola, per la cui percorrenza è richiesta assenza di vertigini; molto interessanti sono anche la visita ai ruderi della chiesa di San Pietro ed i punti panoramici presenti lungo il tracciato.

La salita comincia dall’area di parcheggio Rasten (320 m, stradina asfaltata dal Lago di Caldaro), dall’area di parcheggio si segue il sentiero 1 per il Rastenbachklamm.
Si sale, quindi, nel bosco, con anche alcune prime scale in ferro, fino a giungere al bivio tra tra il sentiero 1 ed il sentiero 13; si continua a seguire il sentiero 1 scendendo in breve su scale in ferro e sentiero alla deviazione per la cascata.
In breve si può visitare la cascata con deviazione nel bosco, tornati sul sentiero principale si sale alla lunga serie di scale in ferro a strapiombo sulla gola; le scale conducono ad un punto panoramico verso il Lago di Caldaro.

Si continua poi su sentiero nella gola che, con alcuni ponticelli in ferro, porta al bivio per le rovine della chiesa di San Pietro; si sale, quindi, su altre scalette in ferro sul sentiero 2B che porta al bivio tra le rovine della chiesa e Castelvecchio/Altenburg.
Dapprima si segue in breve il sentiero per le rovine della Chiesa di San Pietro (589 m), si torna quindi al bivio per Castelvecchio/Altenburg e si oltrepassa un lungo ponte un po’ traballante, salendo poi, un po’ ripidamente, nel bosco fino al piccolo borgo di Castelvecchio/Altenburg (614 m, punto panoramico, 1.45 ore dalla partenza).

Da Castelvecchio si torna al bivio per le rovine della chiesa di San Pietro e poi al bivio incontrato nella gola Rastenbachklamm, da qui si segue in salita percorrendo l’ultimo tratto della gola con tratti nel bosco ed altri ancora su scalette in ferro fino a giungere ad un pianoro, da qui si segue il sentiero nel bosco che conduce nei pressi di una strada asfaltata.

Seguendo i cartelli per la Valle Bärental ed il Lago di Caldaro si prende il sentiero 13 inizialmente in saliscendi nel bosco (possibile anche una breve deviazione ad un punti panoramico); raggiunto un ulteriore bivio si segue il sentiero 13 per la Bärental in ripida discesa nel bosco fino a giungere ad alcune scale in ferro e ad un punto panoramico.
Un altra fila di scale in ferro riporta, quindi, al bivio tra il sentiero 1 ed il sentiero 13 incontrato in salita.
Per la via già nota si torna quindi all’area di parcheggio. (1.45 ore da Castelvecchio, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio Rasten – Rastenbachklamm – Rovine Chiesa San Pietro – Castelvecchio – Rastenbachklamm – Valle Bärental – parcheggio Rasten

Sentieri: 1 – 2B – 1 – 13 -1

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali

Quota massima: 614 m

Difficoltà: EE –  escursione che presenta diversi tratti ripidi e che richiede assenza di vertigini nelle lunghe serie di scale in ferro a strapiombo, attenzione anche ai tanti bivi da seguire, sviluppo totale di 7 chilometri circa. Non percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato.

Data di percorrenza: marzo 2022 e ottobre 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate con buona visibilità per godere delle belle visuali dai diversi punti panoramici; il percorso, seppur non estremamente difficile, presenta in generale diversi punti da non sottovalutare. In autunno è bene fare attenzione anche alle foglie sul tracciato che possono risultare scivolose.

Area di parcheggio Rasten

Primo tratto di salita nel bosco

Prime scale in ferro che portano al bivio

Bivio tra il sentiero 1 ed il sentiero 13

Discesa su scale che porta alla deviazione per la cascata ed alle serie di scale a strapiombo

Cascata raggiungibile con breve deviazione

Lungo le scale a picco sulla gola

Punto panoramico sul Lago di Caldaro

Tratto nel bosco nella gola

Bivio per le rovine della Chiesa di San Pietro

Salendo alla rovine della Chiesa di San Pietro

Rovine della Chiesa di San Pietro

Punto panoramico sul Lago di Caldaro posto nei pressi delle rovine della chiesa

Salendo a Castelvecchio

Punto panoramico sul Lago di Caldaro a Castelvecchio

Chiesa di Castelvecchio

Salendo nel tratto finale della gola Rastenbachklamm

Tratto nel bosco verso l’imbocco della Bärental

Deviazione al punto panoramico

Discesa lungo la Bärental

Punto panoramico

Tornando al bivio tra il sentiero 1 e 13 incontrato in salita

Vista scendendo lungo parte delle scale percorse in salita

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio per il Sentiero Rastenbachklamm su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina




Col dell’Uomo/Wilder-Mann Bühel (643 m) – Mendola

Il Col dell’Uomo/Wilder-Mann Bühel, posto a 643 metri di quota, è un colle boscoso dominante i Laghi di Monticolo/Montiggler See e l’area di Appiano sulla Strada del Vino/Eppan an der Weinstraße; la vetta è piuttosto nota dato che il percorso per raggiungerla si diparte dai molto frequentati Laghi di Monticolo, meta di molti turisti (QUI la “pillola” sui Laghi di Monticolo e QUI quella sul paese di Appiano).

La salita al Col dell’Uomo, che offre bei panorami dalla vetta verso la catena della Mendola e la Strada del Vino, presenta varie possibilità di accesso; viene qui descritta quella più frequentata che dai Laghi di Monticolo conduce dapprima in saliscendi nel bosco per poi affrontare un tratto più ripido, sempre boscato, che conduce alla vetta che ospita molti ometti di pietre.

La salita al Col dell’Uomo comincia dal parcheggio dei Laghi di Monticolo (550 m) al Lago Grande di Monticolo che ospita diverse strutture turistiche (se il parcheggio fosse già pieno si posteggia al grande parcheggio soprastante scendendo, in breve, col sentiero 4 al Lago Grande di Monticolo).

Dal Lago Grande di Monticolo si segue il sentiero 1 per il Lago Piccolo di Monticolo proseguendo in saliscendi nel bosco su stradina asfaltata e sterrata fino a giungere al Lago Piccolo di Monticolo con punto di ristoro; dal lago si continua sul sentiero 1 per il Colle “Wilder-Mann” salendo in moderata pendenza su strada forestale.

Rimanendo ai vari bivi sul sentiero 1 per il Colle Wilder-Mann si giunge, con strada forestale in saliscendi con discreto sviluppo, al bivio col sentiero 1B. Si segue quindi il sentiero 1B per il Colle Wilder-Mann salendo ripidamente su sentiero di bosco terroso e sassoso fino a giungere all’ultimo tratto molto ripido che conduce alla vetta del Col dell’Uomo/Wilder-Mann (643 m, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con diverse controsalite in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Lago Grande di Monticolo – Lago Piccolo di Monticolo – Col dell’Uomo – Lago Piccolo di Monticolo – Lago Grande di Monticolo

Sentieri: 1 – 1B

Dislivello: 300 metri in salita e discesa comprese le contropendenze

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 643 m

Difficoltà: E – percorso dallo sviluppo moderato e dal contenuto impegno tecnico ma che presenta un tratto ripido nel finale; sviluppo totale di 8 chilometri circa tra andata e ritorno

Data di ascesa: diverse salite, di cui l’ultima ad agosto 2024

Annotazioni: il percorso per il Col dell’Uomo può essere abbinato al giro intorno ai Laghi di Monticolo; è anche possibile, senza percorrere integralmente il giro dei Laghi di Monticolo, effettuare brevi deviazioni dal sentiero 1 toccando dei punti panoramici sui laghi.
Il percorso, al mattino, risulta in buona parte ombreggiato anche in estate ma va comunque fatta attenzione al caldo in giornate con temperatura elevata

Esperienza di Stefano: solitamente io abbino la salita al Col dell’Uomo al giro dei Laghi di Monticolo. Percorro all’andata la sponda più boscata dei laghi col sentiero 16 “Giro dei laghi/Seerundeweg” congiungendomi poi al sentiero 1 all’altezza del lago di Monticolo piccolo e proseguendo al Col dell’Uomo.
Al ritorno seguo poi integralmente il sentiero 1 passando per la sponda dei laghi più soleggiata e tornando, così, al parcheggio.

Scendendo dal parcheggio alto al Lago di Monticolo Grande (se si dovesse parcheggiare al grande parcheggio “alto”)

Al Lago Grande di Monticolo con lido

Lungo il sentiero 1 nel tratto che costeggia il Lago Grande di Monticolo

Piccole deviazioni con punti panoramici sul Lago Grande di Monticolo

Lago Grande di Monticolo visto da un punto panoramico lungo il sentiero che costeggia i laghi

Lungo il tratto che porta al Lago Piccolo di Monticolo

Punto panoramico sul Lago Piccolo di Monticolo raggiungibile con breve deviazione

Punto di ristoro al Lago Piccolo di Monticolo

Tratto tra il Lago di Monticolo Piccolo e l’incrocio col sentiero 1B

Deviazione del sentiero 1B con tratto finale ripido

In vetta al Col dell’Uomo

Panorama dalla vetta del Col dell’Uomo verso la Mendola ed Appiano sulla Strada del Vino

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Lago di Monticolo su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio “alto” del Lago di Monticolo su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione Turistica Appiano
Piazza Municipio 1 – 39057 Appiano (BZ)
Telefono 0471 662206 Fax 0471 663546
Sito internet www.eppan.com E-mail: info@eppan.com

L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 8.30 – 18.00;  sabato 9.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Inoltre, prima o dopo l’escursione si potrebbe aver bisogno di prodotti quali: farmaci da banco che non necessitano di prescrizione, prodotti omeopatici, integratori, prodotti solari, per la cura della pelle, make-up, prodotti per mamme e bambini od un’ampia e variegata scelta di prodotti senza glutine.

In questo caso la Parafarmacia miavitas, situata a San Michele ad Appiano sulla Strada del Vino ed ideata e gestita dalla bravissima Dott.ssa Sandra Rohregger con il suo team, fa al caso vostro. Con competenza e simpatia si trovano tantissimi tipi di prodotti con la possibilità di consigli personalizzati ed attenzione; posso confermarlo essendo loro cliente da anni! 

Grazie a questa fiducia reciproca è adesso attiva una collaborazione tra Pillole sudtirolesi e miavitas, con molti vantaggi per i follower delle Pillole sudtirolesi; scopriamo di più QUI sulla collaborazione e la Parafarmacia miavitas.

Per maggiori informazioni sulla Parafarmacia miavitas contattare direttamente l’attività:

Para Apotheke miavitas Parafarmacia

Via Josef Innerhofer 35 – 39057 – San Michele – Appiano sulla Strada del Vino (BZ)

Telefono 0471 660547

Sito internet www.miavitas.com E-mail: info.miavitas@gmail.com

La Parafarmacia è aperta nei seguenti orari: lunedì-venerdì 8.00 – 12.30 e 15.00 – 18.30; sabato 8.30 – 12.00

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Parafarmacia miavitas su Google Maps

Monte Roen (2116 m) – via ferrata – Catena della Mendola

Il Monte Roen, cima, di 2116 metri di quota, è la vetta più alta appartenente alla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Sudtirolo e Trentino; la cima offre, infatti, un bellissimo panorama sia verso l’Oltradige/Überetsch e le Dolomiti in Sudtirolo, sia verso il Gruppo dell’Adamello e la Val di Non in Trentino.

La cima del Monte Roen presenta varie possibilità di salita di diversa lunghezza, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dal Rifugio Mezzavia/Halbweghütte raggiungibile in seggiovia con stazione a valle posta sul versante trentino a pochi chilometri dal Passo della Mendola/Mendelpass; il valico è raggiungibile dal versante sudtirolese, sia in macchina che in funicolare, da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e la funicolare Caldaro-Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

Il percorso raggiunge dapprima nel bosco la Malga Romeno ed al Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte per poi salire alla vetta per via ferrata, relativamente impegnativa tecnicamente ma con tratti esposti e un po’ franosi. Il tracciato scende poi nel bosco riportando alla Malga Romeno e poi al Rifugio Mezzavia ed alla seggiovia.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Roen (1585 m, Rifugio Mezzavia/Halbweghütte) seguendo il sentiero 500 verso il Monte Roen; si sale quindi su mulattiera sterrata nel bosco con sviluppo piuttosto lungo alternando tratti moderatamente ripidi ad altri in saliscendi fino a giungere alla Malga Romeno (1768 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga di Romeno si segue il sentiero 560 che su mulattiera sterrata nel bosco porta in saliscendi al Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte (1773 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero 523 per la via ferrata “Cima Roen” salendo su ripida traccia sassosa che porta verso la parete con targa di inizio ferrata.
La via ferrata, che presenta diversi tratti franosi con rischio di caduta sassi, inizia su un camino appoggiato e poi su un tratto un po’ più verticale ma ben gradinato che porta d una lunga cengia verso sinistra un po’ esposta.
Si procede poi in un valloncello con anche alcune staffe per poi arrivare ad un’altra paretina abbastanza verticale ma con spuntoni in ferro che aiutano nella progressione; si procede poi su terreno meno ripido in un camino appoggiato e, infine, con un’altra breve cengia meno esposta che porta al crinale soprastante con fine della ferrata presso un crocefisso.
Seguendo il sentiero 523 per Cima Roen si prosegue su traccia terrosa e sassosa su sentiero tra mughi in moderata pendenza fino a giungere, in breve, alla vetta del Monte Roen (2116 m, 1.00 ora dal Rifugio Oltradige, 2.20 ore dalla partenza).

Si segue, quindi, in discesa il sentiero 500 per Malga Romeno scendendo su traccia sassosa prima tra mughi e prati e poi più ripidamente nel bosco fino a tornare a Malga Romeno (40 minuti dalla vetta, 3.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero già noto si torna quindi, con alcuni saliscendi, al Rifugio Mezzavia ed alla stazione a monte della seggiovia (1.00 ora da Malga Romeno, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Roen – Rifugio Mezzavia – Malga Romeno – Rifugio Oltradige – Ferrata Monte Roen – Monte Roen – Malga Romeno – Rifugio Mezzavia – Stazione a monte seggiovia Roen

Sentieri: 500 – 560 – 523 (ferrata) – 500

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.20 ore la salita, 1.40 ore la discesa).

Quota massima: 2116 m

Difficoltà: EEA – ferrata di impegno tecnico non molto elevato ma con alcuni tratti un po’ esposti e franosi (rischio caduta sassi), il resto del percorso presenta una difficoltà tecnica contenuta ma con alcuni tratti ripidi; sviluppo totale piuttosto lungo

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: Naturalmente per chi volesse evitare la via ferrata è possibile salire e scendere per il percorso descritto in discesa. È bene anche controllare i periodi ed orari di apertura della seggiovia, in alternativa si può salire a piedi dalla stazione a valle o dal Passo della Mendola con, però, sviluppo e dislivello decisamente maggiori. Necessario tempo asciutto lungo la percorrenza dell’itinerario.

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in un giorno infrasettimanale non trovando nessuno lungo la ferrata, con più persone sul tracciato bisogna stare molto attenti a possibili cadute di sassi e a cercare di smuoverne il meno possibile; è bene, inoltre, non percorrere l’escursione in giornate eccessivamente calde

All’arrivo a monte della seggiovia

Rifugio Mezzavia

Salendo alla Malga Romeno

Malga Romeno

Tratto verso il Rifugio Oltradige

Al Rifugio Oltradige

Verso l’inizio della via ferrata

Lungo la via ferrata

Crocefisso al termine della ferrata

In vetta al Monte Roen

Panorama dalla vetta ripresi in diverse salite alla cima

Scendendo alla Malga Romeno

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Seggiovia Roen su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina