Cima Lasta/Astjoch (2194 m) – Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte (1936 m) – Alpe di Rodengo-Luson

La Cima Lasta/Astjoch/Burgstall, elevazione di 2194 metri di quota, ed il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte, posto a 1936 metri di altezza, sono situati ai margini del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nella zona ricadente verso la Val Pusteria/Pustertal, confinante con i monti della Plose.

Il rifugio e la cima sono raggiungibili con diversi percorsi con lungo sviluppo, viene qui decritto quello che parte dal parcheggio Zumis che si raggiunge dalla Valle di Luson/Lüsen (valle laterale della Val d’Isarco) e da Rodengo e Rio di Pusteria/Mühlbach in Val Pusteria (QUI la “pillola” su Rio di Pusteria).

La vetta di Cima Lasta offre un panorama molto ampio verso il Sass de Putia e le Odle, la Plose i Monti di Fundres e fin verso le vette della cresta di confine; lungo il tracciato si percorre, inoltre, il grande ambiente pascolivo e bucolico dell’Alpe di Rodengo-Luson/Rodenek-Lüsner Alm con presenza anche di vari rifugi lungo il percorso.

La salita alla Cima Lasta comincia dal parcheggio Zumis (1749 m, raggiungibile su strada a tratti stretta da Luson e da Rio di Pusteria), dal parcheggio si segue la muattiera verso l’Alpe di Rodengo-Luson; in breve si giunge al bivio con il sentiero 4-“Sentiero della Creazione”.

Il sentiero terroso e ghiaioso, con diverse opere ricordanti la creazione, secondo il libro della Genesi, porta in saliscendi nel bosco e, poi, su mulattiera sterrata all’Hotel-ristorante Runa (1832 m).
Si procede seguendo la mulattiera sterrata nel bosco numero 2 verso il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte, il percorso porta, quindi, su traccia erbosa tra pascoli prima alla cappella Pianer Kreuz e poi, in lungo sviluppo su mulattiera sterrata in lievi saliscendi, al bivio tra il Rifugio Rastner ed il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte.
Continuando sulla mulattiera sterrata si raggiunge, quindi, in breve, il Rifugio Campoforte (1936 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Campoforte si segue la mulattiera sterrata numero 67 che, in lievi saliscendi, conduce ad alcuni bivi; seguendo sempre il sentiero 67 si sale quindi su traccia terrosa e ghiaiosa in moderata salita nel bosco.
Giunti ad un bivio presso un laghetto si continua a seguire a sinistra il sentiero 67 che, prima in leggera salita e poi con pendenza più ripida su sentiero sassoso, porta all’ampio altipiano della Cima Lasta (2194 m, croce, 1.00 ora minuti dal Rifugio Campoforte, 2.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con alcune brevi risalite, in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Parcheggio Zumis – Hotel-ristorante Runa – Rifugio Campoforte –  Cima Lasta – Rifugio Campoforte – Hotel-ristorante Runa – Parcheggio Zumis

Sentieri: 4 – 2 – 67 – 4 – 2 –

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore

Quota massima: 2194 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica contenuta ma con un tratto più ripido sassoso verso la vetta; sviluppo molto lungo di circa 17 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli amplissimi panorami e del begli ambienti bucolici dell’Alpe; l’escursione non è particolarmente difficile tecnicamente ma non va sottovalutato il lungo sviluppo chilometrico

Al parcheggio Zumis

Breve tratto verso il bivio col Sentiero della Creazione

Sentiero della Creazione

Hotel-ristorante Runa

Sentiero della Creazione nel tratto che porta alla Cappella Pianer Kreuz

Cappella Pianer Kreuz

Salendo al Rifugio Campoforte

Rifugio Campoforte

Salta alla Cima Lasta/Astjoch

In vetta a Cima Lasta/Astjoch

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Zumis su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

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Tullen (2653 m) e Ferrata G. Messner – Dolomiti

La cima dello Zedleser Kofel, elevazione di 2653 metri di quota, è posta nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nel sottogruppo delle Odle di Eores (di cui è la vetta più alta) ed offre un bellissimo panorama verso il Sass de Putia, le cime principali delle Odle e la Val di Funes/Villnössertal.

L’ascesa al Tullen qui descritta avviene dalla Val di Funes da Malga Zannes/Zanser Alm salendo alla cima per ripido sentiero, lungo la via normale, e proseguendo poi lungo la cresta delle Odle di Eores lungo la via ferrata Günther Messner (di media difficoltà tecnica ma con vari passaggi esposti), tornando infine a Malga Zannes passando per il Rifugio Genova/Schlüterhütte; il tracciato qui presentato presenta un lungo sviluppo e dislivello e vari passaggi impegnativi, è quindi adatto ad esperti di  montagna ben allenati (QUI la “pillola” sulla Val di Funes).

La salita al Tullen comincia dai parcheggi di Malga Zannes (1680 m, rifugi) e seguendo il sentiero 25  per il Tullen si sale prima su mulattiera sterrata in moderata pendenza e poi su sentiero di bosco più ripido fino ad arrivare ad un’area pianeggiante con bivio (2200 m). Dall’incrocio di sentieri si segue a destra verso il Tullen l’alta via G. Messner (segnata con simbolo “GM”), la traccia ghiaiosa sale tra magri prati e ambiente roccioso fino alla deviazione per la cima del Tullen, si segue quindi a sinistra la traccia 25 per il Tullen salendo ripidamente su traccia sassosa, a tratti attrezzata con alcuni cavi, fino alla vetta del Tullen (2653 m, croce, 3.15 ore dalla partenza).

Dalla cima del Tullen si torna in breve alla deviazione per la cima lungo l’Alta Via G. Messner e si segue l’Alta Via verso il Rifugio Genova, dopo un primo tratto in falsopiano su traccia sassosa si incontra un primo tratto attrezzato che percorrere in saliscendi una lunga serie di pinnacoli rocciosi con anche presenza di vari tratti esposti.
Superato questo lungo tratto attrezzato riprende una traccia sassosa che prosegue in continuo affaticante saliscendi fino a giungere ad una lunga scala di ferro piuttosto aerea ed all’ultimo tratto di Alta Via che porta ad incrociare il sentiero 35 che conduce in breve al  Passo Poma/Kreuzkofeljoch  (2340 m, dal Passo Poma si può raggiungere in breve in 10 minuti, con il sentiero 7, anche la vicina cima dello Zendleser Kofel).
Dal Passo Poma si prosegue quindi sul sentiero 35 al vicino Rifugio Genova (2297 m, 2.15 ore dalla cima del Tullen, 5.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Genova si segue quindi il sentiero 32 che su traccia ripida tra prati condice alla Malga Kaserilalm (1920 m) e poi, lungo mulattiera sterrata, riporta a Malga Zannes (1.15 ore dal Rifugio Genova, 6.45 ore dalla partenza).

Percorso: Malga Zannes – Tullen – Ferrata Günther Messner – Rifugio Genova  – Malga Zannes

Sentieri: 25 – GM – 35 – 32

Dislivello: 1400 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.45 ore totali

Quota massima: 2653 m

Difficoltà: EEA – itinerario molto lungo con dislivello rilevante e tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate.

Data di ascesa: agosto 2016

Annotazioni: è naturalmente possibile dalla cima del Tullen tornare a Malga Zannes per la via di salita non percorrendo la ferrata G. Messner abbreviando il percorso e riducendo le difficoltà tecniche (rimanendo su comunque una difficoltà EE adatta ad escursionisti esperti).
Inoltre, dal Passo di Poma è possibile salire in breve, in 10 minuti circa lungo il sentiero 7, alla cima dello Zendleser Kofel per chi volesse aggiungere un’ulteriore cima.

Esperienza di Stefano: escursione molto lunga che richiede il giusto allenamento e buone condizioni meteorologiche; il sentiero attrezzato non è particolarmente difficile tecnicamente ma presenta alcuni tratti un po’ esposti e non va sottovalutato, vista anche la lunghezza del percorso.
Io ho percorso l’escursione in giornata ma si può valutare anche l’opzione di pernottare al Rifugio Genova lungo la discesa aggiungendo, magari, anche la deviazione al Col di Poma (QUI la “pillola” sull’itinerario diretto per lo Zendleser Kofel).

Malga Zannes

Lungo il sentiero nel bosco nella prima parte di salita

Tratto verso la deviazione per la cima

Lungo la deviazione per il Tullen

In cima al Tullen

Panorama dalla cima verso il gruppo principale delle Odle

Lungo la ferrata G. Messner

Passo di Poma

Verso il Rifugio Genova

Rifugio Genova

Scendendo verso la Malga Kaserillalm

Malga Kaserillalm

Scendendo a Malga Zannes


Cliccare sull’immagine per visualizzare Malga Zannes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val di Funes, Valle Isarco e Bressanone

Malga Rossalm – Bressanone e Valle Isarco

La Malga-rifugio Rossalm è posta a 2180 metri di quota nel comprensorio sciistico Plose, situato a poca distanza dalla nota città di Bressanone/Brixen; dal percorso si hanno ottimi panorami verso il gruppo dolomitico delle Odle/Geisler e verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Plose e QUI la “pillola” sulla città di Bressanone).

In inverno la Malga Rossalm è raggiungibile su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla stazione a monte della cabinovia Plose, la cui stazione di partenza si trova nel paese di Sant’Andrea (frazione di Bressanone).

Dalla stazione a monte della cabinovia Plose (2050 m, rifugi) si seguono le indicazioni per i sentieri escursionistici invernali.
Si cammina in discesa, brevemente, sulla pista da slittino (attenzione a fondo duro e possibili slittinisti) incontrando poco dopo, nei pressi della stazione di una seggiovia, la traccia battuta escursionistica con indicazione invernale per la Rossalm.

Il sentiero raggiunge, in breve, l’Albergo/ristorante Geisler e, attraversata una pista da sci, il bivio tra il percorso per il Rifugio Skihütte e quello per la Baita Rossalm; rimanendo a sinistra sul percorso per la Rossalm si procede in saliscendi nel bosco e poi in salita moderata tra spazi aperti fino al bivio tra Rossalm e Rifugio Plose.

Si segue dritti la traccia battuta per la Rossalm, il sentiero innevato sale alternando tratti moderatamente ripidi ad altri semipianeggianti; dopo aver attraversato brevemente le piste da sci la traccia porta infine alla Malga Rossalm (1.15 ore dalla partenza).

Il ritorno alla stazione a monte della cabinovia avviene per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte cabinovia Plose – bivio Rossalm-Rifugio Plose – Malga Rossalm –  bivio Rossalm-Rifugio Plose – stazione a monte cabinovia Plose

Sentieri: traccia battuta invernale con indicazioni prima per Rossalm

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 2180 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente, con condizione buone della neve e del meteo, ma con presenza di alcuni tratti un po’ ripidi. Sviluppo di 6 chilometri circa tra andata e ritorno.

Data di percorrenza: gennaio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di cabinovia e rifugi ed informarsi sulle condizioni del tracciato.
Nel comprensorio della Plose sono presenti anche altri tracciati invernali, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello per il Rifugio Sci/Skihütte e quello per il Rifugio Plose (QUI la “pillola” sul percorso al Rifugio Sci/Skihütte e QUI quella sul tracciato per il Rifugio Plose).

Lungo il viaggio in cabinovia

Alla stazione a monte della cabinovia

Lungo il breve tratto sulla pista da slittino

Nel tratto verso l’Hotel/ristorante Geisler

Hotel/ristorante Geisler

Vista sulle Odle

Tratto verso il bivio tra Rifugio Skihütte e la Malga Rossalm

Bivio presso l’attraversamento della pista

Lungo il tratto verso il bivio tra Malga Rossalm e Rifugio Plose

Bivio tra Malga Rossalm e Rifugio Plose

Continuando verso la Malga Rossalm

Attraversamento della pista nell’ultima parte del tracciato

Vista verso il Rifugio Plose

In arrivo alla Malga Rossalm

Malga Rossalm

Piste del comprensorio sciistico nei pressi della Malga Rossalm

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della cabinovia della Plose su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Sci/Skihütte – Bressanone e Valle Isarco

Il Rifugio Sci/Skihütte è posto a 1900 metri di quota nel comprensorio sciistico Plose che è situato a poca distanza dalla nota città di Bressanone/Brixen; dal percorso si hanno ottimi panorami verso il gruppo dolomitico delle Odle/Geisler e verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Plose e QUI la “pillola” sulla città di Bressanone).

In inverno il Rifugio Sci, posto in concomitanza di uno degli impianti di risalita del comprensorio, è raggiungibile anche su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla stazione a monte della cabinovia Plose, la cui stazione di partenza si trova nella frazione di Sant’Andrea nei pressi della città di Bressanone.

Dall’arrivo della cabinovia per raggiungere il Rifugio Sci si segue inizialmente la traccia battuta con indicazione per i sentieri invernali, seguendo le indicazioni per il Rifugio Sci/Skihütte si segue il sentiero che procede in saliscendi  fino al bivio tra Rossalm e Rifugio Sci.
Si segue a destra la traccia 17C battuta per il Rifugio Sci seguendo le indicazioni per il sentiero invernale, la traccia procede prima in discesa poi in risalita alternando tratti piuttosto ripidi ad altri pianeggianti; dopo essere entrati nel bosco, passando anche per alcune sculture in legno, il sentiero conduce alla zona in cui si trovano il Rifugio Sci/Skihütte e l’impianto di risalita collegato.
Il ritorno alla stazione a monte della cabinovia avviene per lo stesso percorso con molti tratti in risalita.

La salita con buone condizioni del sentiero, della neve e meteorologiche non è difficile tecnicamente ma lo sviluppo chilometrico è piuttosto rilevante (6 chilometri tra andata e ritorno) e sono presenti alcuni tratti piuttosto ripidi, è quindi necessario tenere conto dell’impegno fisico richiesto prima di intraprendere l’escursione.

Nel comprensorio della Plose oltre al qui descritto itinerario per il Rifugio Sci sono presenti anche altri tracciati invernali, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello per il Rifugio Plose e quello per la Malga Rossalm (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Plose e QUI quella sulla Rossalm).

Percorso: stazione a monte cabinovia Plose – bivio Rossalm-Rifugio Sci – Rifugio Sci –  bivio Rossalm-Rifugio Sci – stazione a monte cabinovia Plose Sentieri: traccia battuta invernale con indicazioni per il Rifugio Sci

Sentieri: traccia battuta invernale con indicazioni per il Rifugio Sci

Dislivello: 400 metri in salita e discesa compresi i tanti saliscendi tra andata e ritorno

Tempo di percorrenza: 3.30  ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 2050 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente con condizione buone della neve e del meteo ma dallo sviluppo piuttosto lungo e con alcuni tratti ripidi.

Data di percorrenza: febbraio 2020

Alla stazione a monte della cabinovia Plose

Primo tratto del percorso innevato

Panorama sulle Odle

Tratto mediano del percorso

Tratto nel bosco

Una delle sculture in legno lungo il percorso

Lo Skihütte

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia della Plose su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Plose/Plosehütte – Bressanone e Valle Isarco

Il Rifugio Plose/Plosehütte è posto a 2447 metri di quota nel comprensorio sciistico Plose che è situato a poca distanza dalla nota città di Bressanone/Brixen; il percorso si sviluppa nella parte alta del comprensorio, dal quale si godono bellissimi panorami verso il gruppo dolomitico delle Odle/Geisler e verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Plose e QUI la “pillola” sulla città di Bressanone).

In inverno il Rifugio Plose è raggiungibile su sentiero innevato con sviluppo piuttosto lungo, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla stazione a monte della cabinovia Plose, la cui stazione di partenza si trova nella frazione di Sant’Andrea nei pressi della città di Bressanone.

Dalla stazione a monte della cabinovia Plose (2050 m, rifugi) si seguono le indicazioni per i sentieri escursionistici invernali.
Si cammina in discesa, brevemente, sulla pista da slittino (attenzione a fondo duro e possibili slittinisti) incontrando poco dopo, nei pressi della stazione di una seggiovia, la traccia battuta escursionistica con indicazione invernale per la Rossalm.

Il sentiero raggiunge, in breve, l’Albergo/ristorante Geisler e, attraversata una pista da sci, il bivio tra il percorso per il Rifugio Skihütte e quello per la Baita Rossalm; rimanendo a sinistra sul percorso per la Rossalm si procede in saliscendi nel bosco e poi in salita moderata tra spazi aperti fino al bivio tra Rossalm e Rifugio Plose.

Si segue a sinistra la traccia per il Rifugio Plose, la traccia sale alternando tratti piuttosto ripidi ad altri meno pendenti; dopo aver costeggiato brevemente una pista da sci, la traccia sale verso destra in pendenza moderata (nessuna indicazione).

Attraversata una pista da sci si prosegue sulla traccia con pendenza moderata fino ad una sella posta lungo le piste tra il Monte Fana ed il Rifugio Plose; seguendo il sentiero a sinistra (nessuna indicazione) si sale piuttosto ripidamente fino alla stazione a monte di una seggiovia ed il vicino Rifugio Plose (2447 m, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con risalita finale alla stazione a monte della cabinovia (1.45 ore dal Rifugio Plose, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Plose – bivio Rossalm-Rifugio Plose – Rifugio Plose –  bivio Rossalm-Rifugio Plose – stazione a monte cabinovia Plose

Sentieri: traccia battuta invernale per il Rifugio Plose

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2447 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente con buone condizioni della neve e meteorologiche ma dallo sviluppo piuttosto lungo di 10 chilometri circa tra andata e ritorno e con alcuni tratti ripidi; con neve dura o fresca sono necessari ramponi o ciaspole.
Lungo la parte alta dell’itinerario non sono presenti indicazioni, va quindi prestata molta attenzione ai diversi incroci della traccia solitamente battuta; è bene essere prudenti anche negli attraversamenti delle piste da sci

Data di percorrenza: dicembre 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di cabinovia e rifugi ed informarsi sulle condizioni del tracciato.
Nel comprensorio della Plose sono presenti anche tracciati invernali meno impegnativi, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello per il Rifugio Sci/Skihütte e quello per la Malga Rossalm (QUI la “pillola” sul percorso al Rifugio Sci/Skihütte e QUI quella sul tracciato per la Rossalm).

Salendo in cabinovia

Alla stazione a monte della cabinovia

Lungo il breve tratto sulla pista da slittino

Nel tratto verso l’Hotel/ristorante Geisler

Hotel/ristorante Geisler

Tratto verso il bivio tra Rifugio Skihütte e la Malga Rossalm/Rifugio Plose

Attraversata la pista da sci per Malga Rossalm e Rifugio Plose si va a sinistra per il Rifugio Skihütte a destra

Lungo l’attraversamento della pista

Lungo il tratto verso il bivio tra Rifugio Plose e Malga Rossalm

Bivio tra Rifugio Plose e Rossalm

Salendo nel tratto che porta a costeggiare la pista da sci

Breve tratto che costeggia la pista da sci

La traccia battuta devia poco dopo a destra (senza indicazioni)

Altro attraversamento di pista

Tratto verso la sella tra Monte Fana e Rifugio Plose

Alla sella tra Monte Fana e Rifugio Plose (vista verso il Monte Fana)

La traccia battuta verso il Rifugio Plose devia a sinistra (senza indicazioni)

Rifugio Plose

Panorami sulle Odle

Panorami sulle Alpi Sarentine

Vista sulla vicina vetta del Monte Telegrafo

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Naz/Natz e Sciaves/Schabs – Bressanone e Valle Isarco

I due paesi di Natz/Naz e Sciaves/Schabs sono situati su un altipiano intervallato da varie colline, posto a 800 metri di quota circa, alla confluenza tra Val Pusteria/Pustertal e Valle  Isarco/Eiscaktal, alcuni chilometri a nord di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” sulla città di Bressanone).

L’altopiano che ospita il comune di Naz-Sciaves, formato dai borghi di Naz, Sciaves (sede comunale), Aica/Aicha, Fiumes/Viums e Rasa/Raas, è inserito in zona idilliaca nota soprattutto per le estese coltivazioni di mele e per i bei panorami che si possono godere verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, la Plose e i Monti di Fundres/Pfunderer Berge.

Tra i punti di interesse della zona si trovano: la chiesa parrocchiale di Naz dedicata a S. Filippo e S. Valpruga, edificata nel 1200 circa in stile gotico e ristrutturata nel 1400, la chiesa di Rasa dedicata a S. Egidio patrono dell’agricoltura, la chiesa di S. Maddalena di Fiumes posta su una collina solitaria, la chiesa di S. Margherita di Sciaves con campanile alto 72 metri, la Cappella del Sacro Cuore di Sciaves e i biotopi acquatici di Reiermoss, Samesirs e Laugen.

Questi biotopi possono essere raggiunti anche con il bel percorso circolare del Sentiero della Mela/Apfelweg; il tracciato, partendo da Naz, tocca le zone idilliache di biotopi, meleti e boschi della zona accompagnato da pannelli illustrativi sulla storia e coltivazione attuale delle mele in zona oltre ad informazioni su flora e fauna locale (QUI la “pillola” sul Sentiero della Mela).

Le foto si riferiscono alle mie visite nella primavera ed estate 2020 e nell’autunno 2023

Imponente campanile della chiesa parrocchiale di Sciaves

Piazza centrale di Sciaves

Cartelli escursionistici a Sciaves

Centro di Naz

Cucina tipica al Walderhof di Naz

Vista su Naz ed i meleti circostanti

Chiesa di Rasa

Zona centrale di Rasa

Vista da Rasa

Meleti intorno a Rasa

Frazione di Fiumes


Croce del Tempo “Wetterkreuz” posta nei pressi di Fiumes

Cartina dei sentieri sull’Altopiano di Naz-Sciaves

Lungo il Sentiero della Mela

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco



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Varna/Vahrn – Bressanone e Valle Isarco

Varna/Vahrn, il cui comune conta oltre 4500 abitanti, è posta a 670 metri di quota in Valle Isarco/Eisacktal poco a nord della conosciuta città di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” sulla città di Bressanone).

Il centro abitato principale di Varna è situato leggermente al di sopra del fondovalle e le sue frazioni principali sono Novacella/Neustift con la celebre abbazia posta nei pressi del Fiume Isarco Isarco/Eisack e Sacaleres/Schalders e Spelonca/Spiluck poste nella Valle di Scaleres, che si diparte proprio dal paese di Varna.

Il comune di Varna offre vari punti di interesse e, tra essi, troviamo nell’abitato principale la Chiesa di San Giorgio, edificata nel 1325  con particolare campanile neogotico e posta leggermente rialzata sopra il paese e le rovine del Castel Salern, andato distrutto nel 12° secolo e con rovine visibili dal paese e raggiungibili sia in macchina che a piedi.

La famosa Abbazia agostiniana di Novacella che, come anticipato, è posta nell’omonima frazione rappresenta uno dei complessi religiosi ed architettonici più importanti delle Alpi.
L’Abbazia ospita anche un percorso museale molto vasto che permette di ammirare molte opere d’arte e strumenti di diverse epoche dell’Abbazia (QUI la “pillola” sull’Abbazia e museo di Novacella).

Non molto distante dal centro abitato principale si trovano anche il Lago artificiale di Varna/Vahner See, piuttosto frequentato in estate ed il Forte di Fortezza/Franzenfeste; il forte difensivo, edificato nell’800 dall’Impero austriaco, presenta una struttura enorme ed è anche sede di mostre permanenti e temporanee (QUI la “pillola” sul Forte di Fortezza).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023 e 2025

Vista sull’abitato di Varna

Lungo il percorso che dal paese porta alla chiesa di San Giorgio

Chiesa di San Giorgio

Vista dalla Chiesa di San Giorgio verso la Plose

Giardino a Varna con vista sulla chiesa parrocchiale

Municipio di Varna

Rio Scalares a Varna

Uno dei ponti sul Rio Scaleres

Vista da Varna verso la Valle Isarco e la Plose

Vista da Varna verso il Gitschberg/Monte Cuzzo ed i Monti di Fundres/Pfunderer Berge

Castel Salern visto da Varna

Cartelli escursionistici in paese

Castagni e pannelli informativi nei pressi di Varna

Castel Salern

Vista sulla Plose e Varna da Castel Salern

Varna in inverno

Vista verso la Plose in inverno

Abbazia e museo di Novacella

Lago artificiale di Varna

Forte di Fortezza

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco


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Bressanone/Brixen – Valle Isarco

La città di Bressanone/Brixen, il cui comune posto a oltre 550 metri di quota conta quasi 25000 abitanti, è il centro abitato, culturale ed economico maggiore della Valle Isarco/Eisacktal; la città è ubicata, lungo il Fiume Isarco/Eisack e il Fiume Rienza/Rienz alla confluenza della Val Pusteria/Pustertal, a quota collinare ai piedi delle Alpi Sarentine e del massiccio della Plose.

Bressanone vanta una storia molto antica e prestigiosa che parte dai tempi dell’Impero romano fino ai giorni nostri; questa lunga storia si può ritorvare nei tantissimi punti di interesse che offre la città brissinese.

Tra essi troviamo: il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta edificato in stile barocco con caratteristico doppio campanile e con attiguo antico chiostro (nella cui piazza antistante si tengono anche i famosi Mercatini di Natale ed il Mercato tradizionale del pane e dello strudel), la parrocchiale di San Michele con l’attigua Torre Bianca e la Chiesa di San Michele Arcangelo, le quattro porte medievali della città, il palazzo vescovile Hofburg di stile barocco che ospita anche il museo diocesano (e, nel periodo natalizio anche lo spettacolo di luci e colori “Colors 2” nel 2024 e “Oops” nel 2025), l’antico palazzo del municipio ed il Museo della Farmacia.
(QUI la “pillola” riguardante il Duomo, QUI quella sul Palazzo Hofburg e Museo diocesano, QUI la “pillola” sui Mercatini di Natale, QUI quella sul Mercato del pane e dello strudel e QUI la “pillola” sul Museo della Farmacia).

Nel centro storico di Bressanone si tiene anche, in maggio, il Water light festival con installazione e proiezioni di bellissimi giochi luce e suoni attinenti la luce, l’acqua ed il loro utilizzo (QUI la “pillola” sul Water light festival).

Tra i punti di interesse religiosi più rilevanti della zona si trova anche l’Abbazia di Novacella/Kloster Neustift, posta nell’attiguo comune di Varna/Vahrn, l’Abbazia risulta essere uno dei centri religiosi più importanti delle Alpi ed ospita anche un vasto circuito museale che permette di ammirare molte opere d’arte e strumenti di varie epoche dell’Abbazia (QUI la “pillola” sull’Abbazia e museo di Novacella).

Non molto distante dell’Abbazia si trovano anche il Lago artificiale di Varna/Vahner See, piuttosto frequentato in estate ed il Forte di Fortezza/Franzenfeste; il forte difensivo, edificato nell’800 dall’Impero austriaco, presenta una struttura enorme ed è anche sede di mostre permanenti e temporanee (QUI la “pillola” sul Forte di Fortezza).

Da Bressanone si può, inoltre, raggiungere la frazione montana di Sant’Andrea/St. Andrä da dove parte la cabinovia che porta nel piccolo, ma interessante e conosciuto, comprensorio sciistico ed escursionistico della Plose che offre, in inverno, oltre 40 chilometri di piste di sci alpino e, d’estate, un ambiente idilliaco alpino con svariate possibilità escursionistiche sia per famiglie sia con salite alle cime circostanti (QUI la “pillola” sulla Plose in estate e QUI quella invernale).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Duomo e piazza antistante

Interno del Duomo

Chiostro del Duomo

Chiesa di San Michele Arcangelo ed antico cimitero attigui al Duomo

Municipio

Centro storico con Torre Bianca

Palazzo vescovile Hofburg

Spettacolo Colors 2

Spettacolo Oops

Tra i vicoli del centro storico

Museo della Farmacia

Vedute lungo i fiumi Rienza ed Isarco

Mappa del centro storico

Decorazioni floreali

Mercatini di Natale

Mercato del pane e dello strudel

Water light festival

Abbazia di Novacella

Lago artificiale di Varna e Forte di Fortezza

Comprensorio Plose in estate

Comprensorio Plose in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco



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Col di Poma/Zendleser Kofel (2422 m) – Rifugio Genova/Schlüterhütte (2297 m) – Dolomiti

La cima del Col di Poma/Zedleser Kofel, elevazione di 2422 metri di quota, è posta nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nel sottogruppo delle Odle di Eores ed offre un bellissimo panorama verso il Sas de Putia, le cime principali delle Odle e la Val di Funes/Villnössertal.

Il Col di Poma presenta varie vie di accesso, la salita qui descritta avviene dalla Val di Funes da Malga Zannes/Zanser Alm passando per il Rifugio Genova/Schlüterhütte e attraversando bellissimi ambienti boschivi e pascolivi; percorrendo il giro ad anello descritto si incontrano anche le malghe Kaserill e Gampen gestite con posto di ristoro (QUI la “pillola” sulla Val di Funes).

Dalla Malga Zannes sono possibili anche varie altre escursioni ed ascese a cime come l’impegnativa salita al Tullen con prosecuzione per la ferrata G. Messner o l’escursione alle Malghe della Val di Funes (QUI la “pillola” sull’itinerario per il Tullen e QUI quella sul giro delle Malghe della Val di Funes).

La salita al Col di Poma comincia dai parcheggi di Malga Zannes (1680 m, rifugi) e seguendo la mulattiera 32 per il Rifugio Genova si sale con moderata pendenza fino al bivio con sentiero 33 per la Malga Gampen, rimanendo sulla mulattiera 32 si sale ancora nel bosco fino a raggiungere la Malga Kaserill (1920 m).
Dalla malga si prosegue sul sentiero 32 per il Rifugio Genova prima su ripida mulattiera e poi con sentiero di bosco, rimanendo a tutti bivi sul sentiero 32 per il Rifugio Genova si sale su traccia terrosa e sassosa tra pascoli fino a giungere al Rifugio Genova (2297 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Genova si sale in breve su sentiero ghiaioso al Passo Poma/Kreuzkofeljoch (2340 m), dal Passo Poma si segue quindi a sinistra la traccia 7 terrosa e ghiaiosa tra pascoli che porta in breve alla cima del Col di Poma/Zendleser Kofel (2422 m, croce, 0.30 ore dal Rifugio Genova, 2.15 ore dalla partenza).

In discesa si torna in breve al Rifugio Genova, da qui si seguono le indicazioni per la Malga Gampen su mulattiera 35, la mulattiera sterrata sassosa scende dapprima ripidamente poi con pendenza moderata alla Malga Gampen (45 minuti dalla vetta, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Gampen si segue il sentiero 33 per Zannes scendendo prima su traccia erbosa tra pascoli e poi su sentiero sassoso nel bosco che riconduce al bivio tra i sentieri 32 e 33 incontrato in salita. Si torna, quindi, a Malga Zannes per la mulattiera percorsa in salita, 1.00 ora da Malga Gampen 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Malga Zannes – Malga Kaserill – Rifugio Genova – Col di Poma – Rifugio Genova – Malga Gampen – Malga Zannes

Sentieri: 32 – 7 -35 – 33

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore, (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2422 m

Difficoltà: E – escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dallo sviluppo piuttosto lungo, di circa 11 chilometri totali, e dal dislivello rilevante

Data di ascesa: agosto 2021 e giugno 2025

Esperienza di Stefano: percorso molto bello e panoramico che richiede una giornata con buona visibilità per godere al meglio della vista sulle Odle; la zona è molto frequentata in alta stagione conviene quindi, in quei periodi, partire presto per salire in tranquillità.

QUI il link al video su YouTube della salita al Col di Poma ed il Rifugio Genova

Malga Zannes

Salendo a Malga Kaserill

Malga Kaserill

Salendo al Rifugio Genova

Vetta del Col di Poma vista dai pressi del Rifugio Genova

Rifugio Genova

Salendo al Passo Poma dal Rifugio Genova

Passo di Poma

Tratto finale di salita

In cima

Scendendo a Malga Gampen dopo essere tornati al Rifugio Genova

Malga Gampen

Tornando a Malga Zannes


Cliccare sull’immagine per visualizzare Malga Zannes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val di Funes, Valle Isarco e Bressanone

Monastero di Sabiona/Kloster Säben – Valle Isarco

Il Monastero di Sabiona/Kloster Säben, visibile da ampio raggio, si trova su una rupe rocciosa  che domina la città di Chiusa/Klusen, posta tra Bolzano/Bozen e Bressanone/Brixen in Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” sul paese di Chiusa).

Il complesso architettonico del monastero è un simbolo della zona ed uno dei luoghi religiosi più importanti del Tirolo ed è stato adattato alla forma  che presenta attualmente nel 1600 circa.

Il monastero è solo in parte visitabile infatti il corpo centrale della struttura era abitato fino a pochi anni fa da monache di clausura ed è ancora oggi chiuso al pubblico; il complesso religioso è, comunque, esplorabile sulle parti esterne murarie e visitabile all’interno in vari vicoli e scale e negli edifici della Cappella di Santa Maria, della Chiesa di Nostra Signora (con orari prefissati) e nella Chiesa della Santa Croce (QUI si trovano maggiori informazioni sugli orari di apertura delle varie strutture religiose del Monastero di Sabiona).

Il monastero è raggiungibile a piedi dal centro storico di Chiusa tramite i sentieri, a tratti ripidi, della Via Crucis e della Passeggiata Sabiona/Säben che portano, passando tra vigneti della Cantina Valle Isarco e boschi, al complesso religioso di Sabiona.

Il giro completo tra salita e discesa richiede circa un’ora e mezzo di cammino e presenta 250 metri di dislivello in salita e discesa e 4 chilometri circa di sviluppo totale; il percorso, soprattutto in inverno, richiede il giusto equipaggiamento visti i diversi tratti ripidi acciottolati.

Il monastero è spesso piuttosto frequentato per la sua importanza storica e religiosa e per godere dei bellissimi panorami che offre verso il sottostante borgo di Chiusa, inserito tra i borghi più belli d’Italia, e sulla Valle Isarco.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2023 e 2024

Monastero visto da Chiusa

A Chiusa verso l’inizio dei sentieri per il Monastero di Sabiona

Ripida salita verso il bivio tra il percorso della Via Crucis e la Passeggiata Sabiona

Bivio tra il percorso della Via Crucis e la Passeggiata Sabiona

Salendo sul percorso della Via Crucis

Chiesa di Nostra Signora (visitabile solo in orari prefissati)

Cappella di Santa Maria

Salendo al Monastero ed alla Chiesa della Santa Croce

Vista sulle Alpi Sarentine

Chiesa del Monastero

Chiesa di Santa Croce

Vista sulla Valle Isarco

Scendendo ripidamente verso l’inizio della “Passeggiata Sabiona”

Lungo la Passeggiata Sabiona

Salendo al Monastero in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo



Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio per il Monastero di Sabiona a Chiusa su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.