Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte (2542 m) – Sentiero Glaciologico – Alpi Venoste

Il Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte, posto a 2542 metri di altezza, si trova nelle Alpi Venoste, a poca distanza dal confine con l’Austria, nel sottogruppo della Palla Bianca/Weisskügel; l’accesso normale parte da Melago/Melag in Vallelunga/Langtaufers, raggiungibile da Curon Venosta/Graun im Vinschgau in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Curon Venosta ed il Lago di Resia).

Viene qui descritto un giro ad anello che prima conduce tra pascoli alla Malga di Melago/Melager Alm, con posto di ristoro. e poi sale al rifugio, in ambienti via via più selvaggi, per il Sentiero Glaciologico, per il ritorno si scende sul sentiero “normale” alla Malga di Melago e poi si ritorno a Melago.

Il Sentiero Glaciologico è corredato di diversi pannelli informativi che mostrano come con le sue avanzate e ritiri il ghiacciaio abbia modellato l’ambiente circostante; lungo il percorso si hanno anche bellissimi panorami su molte cime del gruppo della Palla Bianca ed i suoi ghiacciai, purtroppo anch’essi in forte ritiro.

La salita comincia da Melago (1912 m, parcheggio alla fine della Vallunga), si segue il sentiero 2 per la Malga di Melago/Melageralm. Il percorso si snoda su mulattiero in leggeri saliscendi tra pascoli, raggiunto un bivio si segue la deviazione obbligata su un ponte e poi, su mulattiera numero 5 sul lato opposto del torrente, si raggiunge in leggera salita ma con sviluppo piuttosto lungo, la Malga di Melago (1970 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla malga si segue per il Rifugio Pio XI/Weisskügelhütte raggiungendo in breve il bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico/Gletscherpfad; si segue per il Sentiero Glaciologico salendo dapprima in lieve pendenza nel bosco lungo il corso del torrente.
Incontrati i primi pannelli informativi il sentiero sale su traccia terrosa e sassosa in pendenza accentuata uscendo poi dal bosco ed arrivando al bivio tra variante impegnativa e più facile; andando a sinistra si sale sulla variante più ripida con un tratto su crestina (non adatto a chi soffre di vertigini), a destra la variante più facile risale, invece, in una vallettina.
Entrambe le varianti si ricongiungono, comunque, abbastanza in breve nei pressi del bivio per il sentiero alpinistico; rimanendo sul sentiero Glaciologico “classico” si segue il sentiero a sinistra scendendo su traccia sassosa e terrosa (piuttosto sconnessa) a un ponte.
Superato il ponte sul torrente si sale su traccia sassosa e ghiaiosa con pendenza impegnativa fino a giungere ad una piccola deviazione (segnata ma non indicata) che a destra porta in breve ad un punto panoramico sui ghiacciai.
Tornati sul sentiero glaciologico si sale in pendenza moderata ad una selletta dalla quale si prosegue, in breve, in saliscendi al Rifugio Pio XI (2542 m, 1.45 ore dalla Malga di Melago, 2.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 2 per Melago, si scende su traccia sassosa e terrosa, in moderata pendenza, giungendo ad un laghetto e poi, in pendenza più accentuata passando più volte sotto la teleferica del rifugio, si scende in una valletta giungendo ad un grande crocefisso e poi, rientrando nel bosco, si giunge ad un ponticello.
Da qui, seguendo i cartelli delle deviazioni obbligate, si scende ad un altro grande ponte che riporta al sentiero nei pressi della Malga di Melago dalla quale, sulla mulattiera di salita, si torna a Melago (1.45 ore dal Rifugio Pio XI, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Melago – Malga di Melago – Sentiero Glaciologico – Rifugio Pio XI – Malga di Melago – Melago

Sentieri: 2 – 5 – Sentiero Glaciologico – 2 – 5 -2

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore (2.30 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2542 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi anche su fondo sassoso nel sentiero glaciologico, sviluppo totale di circa 13 chilometri

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: per chi volesse rimanere su difficoltà tecnica più contenuta è possibile, naturalmente, salire e scendere per il sentiero normale

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante; il sentiero glaciologico è molto interessante e merita la percorrenza anche se, purtroppo, gli ultimi pannelli informativi prima del rifugio sono rovinati e sarebbero da rifare.

Indicazioni a Melago

Lungo il tratto da Melago alla Malga di Melago

Malga di Melago

Bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico

Primo tratto del sentiero Glaciologico

Variante più facile

Variante più ripida

Tratto verso il ponticello

Seconda parte del sentiero Glaciologico

Rifugio Pio XI

Ghiacciai della Palla Bianca

Discesa lungo il sentiero normale

Cliccare sull’immagine per visualizzare Melago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Mercato artigiano-contadino “Olls Hondgmocht” – Parcines/Partschins

In Alto Adige / Südtirol sono presenti moltissimi produttori artigianali di articoli tradizionali ancora oggi realizzati con la massima cura e con tecniche spesso tramandate da generazioni; spesso questi prodotti vengono proposti in mercati tradizionali molto amati e frequentati come, ad esempio, il mercato “Olls Hondgmocht” (Cento per cento fatto a mano) che si tiene a Parcines/Partschins in bassa Val Venosta/Vinschgau a pochi chilometri dalla città di Merano/Meran (QUI la “pillola” su Parcines).

Questo mercato artigiano-contadino, che presenta anche degustazioni e intrattenimenti musicali, si tiene nell’ambiente storico del famoso Podere Torre di Gaudenz/Ansitz Gaudententurm a Parcines; gli espositori hanno l’occasione di presentare le loro opere fatte a mano e i loro prodotti come: frutta, verdura, pane, speck, vino, creazioni di feltro, gioielli e bigiotteria, passamanerie, sculture, ceramica e molto altro.

Questi mercati offrono, quindi, anche ai produttori locali una possibilità maggiore di entrare in contatto diretto con i possibili clienti aiutando a sviluppare l’economia locale e la notorietà di questi produttori artigiani spesso di altissima qualità.

Nel giardino del podere Gaudententurm è, inoltre, possibile vedere la mostra di opere d’arte moderna “Arte in Giardino-Kunst im Garten” con 16 opere di artisti del Sudtirolo; queste opere rimangono visitabili con ingresso gratuito fino a fine giugno.

Durante l’“Olls Hondgmocht” del 2022

Stand Mountevi

Prodotti Ansitz Gaudenz

Bevanda al mirtillo “Siemr” prodotta a Parcines sia in versione analcolica che alcolica

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Waalweg/Rogge e Cascata di Parcines/Partschins – Waalweg/Rogge di Rablà/Rabland – Gruppo di Tessa

La Cascata di Parcines/Partschins, situata nel Gruppo di Tessa/Texel Gruppe a 1100 merti di quota, è posta in posizione dominante sul paese di Parcines e presenta uno spettacolare salto d’acqua di quasi 100 metri; la cascata può essere raggiunta in diversi modi, sia più comodi che più lunghi (QUI la “pillola” su Parcines e QUI quella sulla Cascata di Parcines).

Viene qui descritto il percorso, non difficile tecnicamente ma di oltre 11 chilometri di sviluppo, che raggiunge la cascata passando anche per i Waalweg di Parcines e Rablà/Rabland; i Waalweg sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua, molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni scarse.

Il percorso comincia da Parcines (618 m) seguendo le indicazioni 7A per i Partschinser Waalweg; si sale su asfalto con pendenza a tratti molto ripida fino ai pressi del Ristorante Graswegerkeller (743 m).
Si seguono le indicazioni per i Partschinser Waalweg trovando le rogge che si costeggiano su sentiero di bosco in lungo saliscendi, con anche diversi punti panoramici, fino ad uscire dalle rogge nei pressi della strada per la cascata.

Seguendo il sentiero 1 per la cascata/Wasserfall si sale in breve su asfalto e poi con sentiero nel bosco, a tratti un po’ ripido, fino a giungere al Ristorante Birkenwald; sempre seguendo per la cascata, con il sentiero 8B, si sale nel bosco ad un primo punto panoramico sul grande salto d’acqua di oltre 90 metri altezza, giungendo poi al ristorante alla Cascata/Wasserfall.
Dal ristorante si segue, in breve, il sentiero che porta al punto panoramico sulla cascata (1100  m, 2.15 ore dalla partenza).

Si torna al Ristorante Cascata e al bivio dell’andata alla fine dei Partschinser Waalweg; da qui si scende, in breve, su strada asfaltata verso Parcines deviando poi a destra sempre su sentiero 1 per Parcines; si scende su sentiero che costeggia il torrente fino a giungere al maso Winklerhof con ristorante (682 m, 45 minuti dalla cascata, 3.00 ore dalla partenza).

Dal Winklerhof si segue il sentiero 91 per il Sonnenberger Panoramaweg, si procede in lungo saliscendi su largo sentiero nel bosco con alcuni punti panoramici su Rablà; si supera un ponte e si giunge ad un bivio; si scende quindi sul sentiero 26 per Rablà, in breve ma ripidamente, fino a trovare il bivio a sinistra per i Rablander Waalweg.

Si seguono le rogge in saliscendi, su sentiero nel bosco, fino ad uscire dalla selva; da qui continuando, prima dritti e poi a destra, si giunge su asfalto al campo sportivo e, seguendo il tracciato pedonale a lato della strada, si risale a sinistra in breve alla stazione a valle della funivia Texel e poi, in cammino piuttosto lungo, si torna a Parcines (1.45 ore dal Winklerhof, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Parcines – Graswegerkeller – Partschinser Waalweg – Cascata di Parcines – Winklerhof – Sonnenberger Panoraweg – Rablander Waalweg – Parcines

Sentieri: 7A – Partschiner Waalweg – 1 – 8B – 1 – 91 – 26 – Rablander Waalweg

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerando i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore

Quota massima: 1100 m

Difficoltà: E – escursione senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta uno sviluppo piuttosto lungo di circa11 chilometri

Data di percorrenza: maggio 2022 e giugno 2025

Annotazioni: è possibile anche percorrere singolarmente, in escursioni diverse, i tratti dei Waalweg e verso la cascata abbreviando, così, il percorso

Esperienza di Stefano: percorso molto vario che percorro volentieri spesso, la cascata è solitamente in piena, e quindi ancor più bella, in tarda primavera; il tratto finale dell’escursione è totalmente esposto al Sole, fare attenzione, quindi, in giornate molto calde.

Salendo al Graswegerkeller

Vista su Parcines e la bassa Val Venosta

Rogge di Parcines/Partschiner Waalweg

Salendo alla cascata

Ristorante Birkenwald

Salendo alla cascata sul sentiero 8B

Primo punto panoramico sulla cascata

Ristorante Cascata/Wasserfall

Salendo al punto panoramico alla Cascata

Punto panoramico alla cascata

Scendendo al Winklerhof

Winklerhof

Lungo il Sonnenberger Panoramaweg con viste su Rablà

Tratto tra il Sonnenberger Panoramaweg e i Rablander Waalweg

Rablander Waalweg

Tornando a Parcines

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DISCLAIMER
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Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Funivia Unterstell di Naturno/Naturns – Val Venosta

In Sudtirolo alcuni impianti di risalita aprono solitamente già nelle stagione primaverile oltre che nella stagione estiva, tra questi troviamo la funivia Unterstell che in bassa Val Venosta/Vinschgau da Naturno/Naturns porta in quota a 1300 metri di altezza (QUI la “pillola” sul paese di Naturno).

Dalla stazione a monte ci si trova sull’Alta Via di Merano/Meraner Höhenweg, sono possibili varie escursioni lungo l’Alta Via verso la funivia Texel ed oltre e salite a malghe e rifugi circostanti la zona dell’Unterstell come il Patleidhof, il Dickhof e la Malga Dicker.

Dal punto di arrivo della funivia si può, inoltre, raggiungere in breve una piattaforma panoramica e godere di una bellissima vista sulla Val Venosta e Merano ed è possibile gustare piatti tipici nel ristoro a monte Unterstellhof; nell’area della stazione a monte si trovano anche un parco giochi e l’area delle ferrate didattiche e di allenamento “Knott”.

Il parco vie ferrate Knott ospita diverse brevi vie ferrate di diverso impegno, difficoltà ed esposizione e può essere anche utile, con l’adeguata attrezzatura (kit da ferrata e casco) e sotto la supervisione di esperti, per valutare il proprio livello sulle vie ferrate (QUI la “pillola” sul parco vie ferrate Knott).

La stazione a monte della funivia può essere raggiunta anche direttamente a piedi da fondovalle usufruendo poi della funivia in discesa; salendo da fondovalle si può intraprendere la difficile ferrata Hoachwool od il percorso escursionistico, con presenza comunque di elevato dislivello e con diversi tratti ripidi, che sale lungo le pendici boscose con diversi masi del Monte Sole/Sonnenberg di Naturno/Naturns (QUI la “pillola” sul percorso a piedi da Naturno alla stazione a monte della funivia).

Le foto si riferiscono alle mie visite nella primavera ed estate 2022

Funivia Unterstell

Rifugio Unterstellhof

Cartelli alla stazione a monte

Salendo alla piattaforma panoramica

Piattaforma panoramica

Parco vie ferrate Knott

Lungo il percorso escursionistico da fondovalle alla stazione a monte

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Monte Sole/Sonnenberg di Naturno/Naturns – Funivia Unterstell – Gruppo di Tessa

Il Monte Sole/Sonnenberg di Naturno/Naturns è un’area del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe in bassa Val Venosta/Vinschgau che copre il pendio boscoso, con vegetazione a macchia tipica di questa zona piuttosto arida, tra la zona di Naturno/Naturns e la stazione a monte della funivia Unterstell (QUI la “pillola” su Naturno e QUI quella sulla funivia Unterstell).

Lungo il Monte Sole si sviluppano diversi sentieri, tra essi troviamo quello che partendo da Naturno, con dislivello rilevante e percorso piuttosto ripido, conduce alla stazione a monte della funivia ed al Rifugio Unterstellhof; dal rifugio, in breve, è possibile raggiungere una piattaforma panoramica con vista molto ampia sulla sottostante Val Venosta e molti monti circostanti.

Il ritorno può poi essere effettuato per lo stesso percorso o scendendo direttamente in funivia (scelta, probabilmente, consigliabile).

La salita comincia da Naturno (520 m), si seguono le indicazioni col sul sentiero 10 per la stazione a monte della funivia Unterstell/Bergstation Unterstell; si sale dapprima su asfalto costeggiando il castello di Naturno ed alcuni masi.
Seguendo sempre a tutti i bivi il sentiero 10 per la Bergstation Unterstell si entra nel bosco salendo ripidamente su sentiero ciottolato e ghiaioso e terroso; si raggiunge quindi un primo punto panoramico nei pressi del masso Groaßplatt; continuando il percorso tra bosco a macchia e punti panoramici, con pendenza a tratti moderata e a tratti più ripida, si oltrepassa una condotta e si raggiunge un tratto più ripido e aperto che conduce al Maso Höfl.

Salendo in breve nuovamente nel rado bosco col sentiero 10A si raggiunge, quindi, la stazione a monte della funivia Unterstell (1282 m, Rifugio Unterstellhof, 2.15 ore dalla partenza).

Seguendo, in breve, su ripida mulattiera ciottolata e sterrata il sentiero 24B si sale infine alla piattaforma panoramica (1350 m, 15 minuti dalla stazione a monte della funivia).
Ritorno in breve alla stazione a monte della funivia in 10 minuti e in funivia si scende, quindi, a Naturno.

Percorso: Naturno – Maso Höfl – stazione a monte funivia Unterstell – piattaforma panoramica – stazione a monte funivia Unterstell

Sentieri: 10 – 10A – 24B

Dislivello: 800 metri in salita e 100 metri in discesa . Se non si prende la funivia in discesa 800 metri di dislivello anche in discesa

Tempo di percorrenza: 2.40 ore (prendendo la funivia in discesa)

Quota massima: 1350 m

Difficoltà: E – escursione senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta un dislivello piuttosto elevato e diversi tratti ripidi

Data di percorrenza: maggio 2022

Annotazioni: se si scende in funivia informarsi preventivamente sugli orari di apertura

Esperienza di Stefano: percorso che percorro volentieri ogni tanto per allenamento ma con anche bei panorami, da poter fare in mattinata, approfittando della funivia per la discesa; meglio, comunque, evitare giornate molto calde.

Cartelli a Naturno

Primo tratto su asfalto

Salendo verso il Groaßplatt

Groaßplatt

Vista panoramica verso Naturno

Salendo al Maso Höfl

Maso Höfl

Salendo alla stazione a monte della funivia Unterstell

Rifugio Unterstell

Salendo alla piattaforma panoramica

Piattaforma panoramica


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

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Monte Sole/Sonnenberg di Parcines/Partschins – Funivia Texel – Gruppo di Tessa

Il Monte Sole/Sonnenberg è un’area del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe in bassa Val Venosta/Vinschgau che copre il pendio boscoso con diversi masi tra la zona di Parcines/Partschins e Rablà/Rabland e la stazione a monte della funivia Texel (QUI la “pillola” su Parcines e QUI quella sulla funivia Texel).

Lungo il Monte Sole si sviluppano diversi sentieri, tra essi troviamo quello che partendo dalla stazione a valle della funivia Texel, con dislivello elevato e percorso piuttosto ripido, conduce alla stazione a monte della funivia ed al Rifugio Giggelberg.

Il ritorno può poi essere effettuato con lungo giro ad anello o scendendo direttamente in funivia (scelta, probabilmente, consigliabile vista la pendenza dei sentieri).

La salita comincia dalla stazione a valle della funivia Texel (630 m) seguendo il sentiero con bollino giallo come segnavia ed indicazioni per la stazione a monte della funivia; il sentiero sale dapprima nel fitto bosco portando in breve al Maso Winkler.
Dal maso si segue sempre per la stazione monte della funivia (anche sentiero 39 in questo tratto) salendo ripidamente nel bosco con tratti su gradoni ed altri su sentiero ghiaioso e terroso fino a giungere ad un bivio.
Si segue a sinistra l’indicazione per la stazione a monte della funivia con il segnavia giallo, si sale ancora nel bosco fino a raggiungere un punto panoramico e poi un crocefisso; seguendo sempre le indicazioni per la stazione a monte il sentiero procede ora meno ripido con anche qualche saliscendi fino al Maso Ausergrubhof (1121 m).

Le indicazioni per la stazione a monte della funivia conducono in breve salita e poi in saliscendi nel bosco fino a riprendere la salita ripida nel bosco su sentiero terroso e ghiaioso che porta ad un recinto e poi, con ripida salita su mulattiera erbosa, si raggiunge il Maso Rabenstein (1312 m).

Dal maso si seguono le indicazioni per la stazione a monte della funivia e Giggelberg (anche sentiero 2), si sale ripidamente su traccia ghiaiosa e terrosa nel bosco che porta al Maso Breitleben ed, infine, a congiungersi con l’Alta via di Merano.
Da qui, in breve si raggiunge il Rifugio Giggelberg (1565 m) e la stazione a monte della funivia Texel (1535 m, 2.45 ore dalla partenza).

Discesa consigliata in funivia.

Percorso: stazione a valle funivia Texel – Maso Winkler – Maso Ausergrubhof – Maso Rabenstein – Rifugio Giggelberg – stazione a monte funivia Texel

Sentieri: percorso per la stazione a monte della funivia (segnavia con bollino giallo)

Dislivello: 1000 metri in salita e 100 metri in discesa compreso qualche saliscendi. Se non si prende la funivia in discesa 1000 metri di dislivello anche in discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (prendendo la funivia in discesa)

Quota massima: 1565 m

Difficoltà: E – escursione senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta un dislivello elevato e molti tratti ripidi

Data di percorrenza: maggio 2022

Annotazioni: è bene informarsi sugli orari di apertura di funivia e rifugio. La stazione a monte della funivia Texel è anche punto di partenza, tra i vari itinerari, del percorso verso i Rifugi Cima Fiammante/Lodnerhütte e Nassereto/Nasareit Hütte e della salita alla cima dell’Orenknott (QUI la “pillola” sul percorso ai rifugi Cima Fiammante/Lodnerhütte e Nassereto/Nasareit Hütte e QUI quella sulla salita all’Orenknott)

Esperienza di Stefano: percorso che percorro volentieri ogni tanto per allenamento ma con anche bei panorami, da poter fare in mattinata, approfittando della funivia per la discesa.

Alla stazione a valle della funivia Texel

Salendo al Maso Winkler

Maso Winkler

Salendo al Maso Ausergrubhof

Vista su Parcines e la bassa Val Venosta

Maso Ausergrubhof

Salendo al Maso Rabenstein

Nei pressi del Maso Rabenstein

Zoom su Parcines

Salendo al Rifugio Giggelberg

Rifugio Giggelberg

Stazione a monte funivia Texel


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Per informazioni riguardanti specificatamente la Funivia Texel è possibile contattare i seguenti recapiti:
Tel. +39 0473 968295 – E-mail: info@texelbahn.com
Sito internet: www.texelbahn.com

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Sentiero Wallburgweg di Naturno / Naturns – Gruppo di Tessa

Il sentiero Wallburgweg, offre un itinerario trekking in Alto Adige nella zona di Naturno / Naturns in Bassa Val Venosta / Vinschgau conducendo, con percorso ad anello di 10 chilometri di sviluppo, lungo il versante assolato attraverso il percorso delle antiche rogge; lungo l’escursione sono visibili bellissimi panorami verso il Gruppo di Tessa / Texel Gruppe, la sottostante Val Venosta e i monti del gruppo della Guardia Alta /Naturnser Hochwart e del Gran Ladro / Hoher Dieb (QUI la “pillola” sul paese di Naturno).

Il trekking parte direttamente dal centro del paese e porta prima tra meleti e poi con alcuni tratti più ripidi al sentiero Wallburgweg; l’itinerario corredato di pannelli informativi su coltivazioni e prodotti della zona porta, poi, con alche qualche tratto non difficile ma un po’ esposto, al punto panoramico Wallburgboden prima di riportare a Naturno passando per la stazione a valle della funivia Unterstell.

La salita al percorso Wallburgweg comincia da Naturno (529 m) salendo ai pressi del castello e seguendo la passeggiata Vogeltennpromenade. Si segue la breve passeggiata con vista panoramica su Naturno seguendo poi, con attenzione ai vari bivi, i sentieri 39-91 per il ristorante Wiedenplatzer Keller.
Il sentiero conduce prima tra case e poi tra meleti raggiungendo una stradina asfaltata ripida che porta al Ristorante Wiedenplatzer Keller, dal ristornate si seguono le indicazioni per il sentiero Wallburgweg salendo ripidamente su mulattiera tra meleti e bosco fino all’inizio del percorso a mezzacosta.

Il sentiero conduce, quindi, ad un tratto nel bosco che costeggia le antiche rogge fino ad incontrare una stradina asfaltata; si continua a seguire il sentiero Wallburgweg in saliscendi nel bosco fino a giungere alla deviazione del sentiero 6.
Si ignora la deviazione rimanendo sul sentiero Wallburgweg e continuando tra bosco e sentiero più esposto con parapetto che costeggia delle pareti fino a giungere all’incrocio col sentiero 10; si ignora, anche in questo caso, la deviazione e si rimane sul sentiero Wallburgweg seguendo le indicazioni per il Wallburgboden.
Il sentiero in saliscendi, tra bosco e tratti che costeggiando delle pareti, supera una condotta e passando sotto i cavi della funivia Unterstell porta al bivio col sentiero natura / Naturlehrpfad per Compaccio / Kompatsch.
Si ignora, per il momento, la deviazione e, seguendo le indicazione Wallburgboden si sale nel bosco fino al punto panoramico Wallburgboden (800 m, cartelli, 2.15 ore dalla partenza).

Si ritorna in breve al bivio con la deviazione per Kompatsch seguendo in discesa il sentiero che ripidamente tra bosco e tratti lungo pareti rocciose conduce ad un bivio; da qui si segue il sentiero 10B per la stazione a valle della funivia Unterstell che si raggiunge prima su mulattiera e poi su stradina asfaltata.
Dalla stazione a valle della funivia Unterstell si torna nel centro di Naturno per le vie del paese (1.15 ore dal Wallburgboden, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: Naturno – Wiedenplatzer Keller – Wallburgweg – Wallburgboden – stazione a valle funivia Unterstell – Naturno

Sentieri: Vogeltannpromenade – 39/91 – Wallburgweg – Naturnlehrpfad Kompatsch – 10B

Dislivello: 300 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali

Quota massima: 800 m

Difficoltà: E –  escursione non molto difficile tecnicamente ma che presenta diversi tratti ripidi ed altri un po’ esposti che richiedono assenza di vertigini, sviluppo totale di 10 chilometri circa.

Data di percorrenza: aprile 2022

Esperienza di Stefano: consiglio la percorrenza di questo trekking in giornate serene per poter godere del bellissimo panorama presente; nel primo tratto dal paese di Naturno all’inizio del sentiero Wallburgweg sono presenti molti bivi con segni a volte un po’ sbiaditi. È bene quindi fare attenzione ed avere, magari, una buona carta topografica,  io ho usato la numero 04 “Val Senales – Naturno” della Tabacco-Udine.

Cartelli all’inizio della passeggiata Vogeltannpromenade

Lungo la Vogeltannpromenade

Cartelli per il Ristorante Wiedenplatzer Keller

Ristorante Wiedenplatzer Keller

Lungo il primo tratto del Wallburgweg

Vista panoramica su Naturno

Tratto lungo le antiche rogge

Lungo il tratto centrale del Wallburgweg

Antica casa del guardino delle rogge

Lungo uno dei tratti che costeggiano le pareti rocciose

Tratto finale di salita al Wallburgboden

Al punto panoramico Wallburgboden

Deviazione per il sentiero natura verso Compaccio / Naturlehrpfad Kompatsch

Scendendo alla stazione a valle della funivia Unterstell

Cliccare sull’immagine per visualizzare Naturno su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Punta del Lago Gelato/Eisseespitze (3230 m) – Gruppo dell’Ortles

La  Punta del Lago Gelato/Eisseespitze è una vetta di alta quota, posta a 3230 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles-Cevedale, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita si svolge tramite il Sentiero Steckner partendo dalla stazione a monte della funivia di Solda; il percorso è relativamente breve ma ripido e con diversi tratti su ghiaino e grossi massi e cresta finale con alcuni passaggi in arrampicata non difficili tecnicamente ma un po’ esposti.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2600 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue per pochi minuti il sentiero per il Rifugio Casati trovando in breve a sinistra la deviazione per il Sentiero Stecknerweg.
Il sentiero Steckner, segnato con radi bolli gialli e rossi, sale ripidamente dapprima su traccia su ghiaino fino a giungere ad un piccolo pianoro; la traccia riprende quindi a salire ripida su ghiaino intervallati da tratti sassosi giungendo a due brevi tratti più esposti, attrezzati con cavo, che portano alla cresta finale.
Si segue, quindi, la cresta finale su tratti con ghiaino ed altri con grossi massi, con alcuni passaggi di I° grado non molto difficili ma un po’ esposti, giungendo infine sulla larga vetta della Punta del Lago Gelato  (3230 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Punta del Lago Gelato – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: Stecknerweg

Dislivello: 650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore (2.00 ore la salita, 1.30 ora la discesa).

Quota massima: 3230 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente impegnativa con molti tratti ripidi lungo il percorso ed alcuni passaggi di I° grado sulla cresta finale

Data di ascesa: settembre 2021

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta; nonostante il percorso sia relativamente breve non va sottovalutato per esposizione e presenza di tratti tecnici

Inizio del sentiero Stecknerweg

Lungo il primo tratto di salita

Vista sulla funivia di Solda dal primo tratto di salita

Tratto intermedio di salita

Tratto attrezzato

Cresta finale

In cima alla Punta del Lago Gelato

Vista su Ortles – Zebrù e Gran Zebrù

Vista sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Madriccio/Madritschspitze (3265 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Madriccio/Madritschspitze, vetta di 3265 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso i ghiacciai e le principali vette di questo famoso gruppo montuoso posto nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e lungo sviluppo e percorre bellissimi ambienti, prima boscosi e pascolivi fino al Rifugio Corsi/Zufallhütte, poi via via più selvaggi fino al tratto ripido finale che si diparte tra ambiente roccioso d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si supera successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido, al nuovo Museo Badhaus ed al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 150 per il Rifugio Casati, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga con bivio dal quale si continua a seguire il sentiero per il Rifugio Casati.
Il sentiero prosegue in lungo sviluppo in moderata salita, inframmezzata da qualche tratto più ripido ed altri in saliscendi, fino a raggiungere il bivio tra il Rifugio Casati e la Punta Madriccio dal quale si segue il sentiero 41 per la Punta Madriccio.
Il sentiero 41 sale dapprima in moderata salita su traccia terrosa e sassosa tra magri pascoli giungendo quindi all’attraversamento di un torrente; ignorato il bivio per la Mutspitze/Monte Muta si continua sul sentiero 41 in largo vallone su traccia sassosa in lungo sviluppo e moderata pendenza fino ad arrivare nei pressi di un laghetto.
La traccia si fa quindi più ripida, salendo su fondo sassoso e con ghiaino, portando ad un tratto in tornanti che conduce ripidamente alla vetta della Cima Madriccio (3265 m, croce, 2.45 ore dal Rifugio Corsi, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Cima Madriccio – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 151 – 150 – 41

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa).

Quota massima: 3265 m

Difficoltà: EE – percorso dal forte dislivello che presenta un tratto ripido finale su traccia sassosa e con ghiaino, sviluppo totale di 16 chilometri

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Corsi.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Croda della Calva e l’ascesa alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Croda della Calva e QUI la “pillola” sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata dalla buona visibilità sia per godere dei bellissimi panorami ed ambienti sia per non rischiare di perdere il sentiero nel tratto sommitale; visto il forte dislivello è anche utile distribuire le forze lungo tutto il percorso

QUI il link YouTube al video della salita alla Cima Madriccio

Salendo al Rifugio Corsi

Nuovo museo Badhaus, dedicato agli avvenimenti naturali, demografici e bellici avvenuti in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

Rifugio Corsi

Salendo all’antica diga

Antica diga

Salendo al bivio tra il Rifugio Casati e la Cima Madriccio

Bivio per la Cima Madriccio

Salendo nel tratto verso il laghetto

Tratto ripido finale

In vetta a Cima Madriccio

Vista dalla vetta su Ortles/Ortler – Monte Zebrù e Gran Zebrù/Königspitze

Vista dalla vetta sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Monterodes (2361 m) – Alpi Venoste

Il Monterodes, vetta di 2361 metri di quota, è una cima posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in posizione isolata e dominante sui sottostanti paese e Valle di Slingia/Schlinig; la vetta è posta in posizione molto panoramica verso i monti del gruppo del Sesvenna, della Palla Bianca/Weisskugel e dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Slingia ed il comprensorio Watles).

Il percorso per raggiungere la vetta, partendo dal bel paesino di Slingia, attraversa ambienti molto bucolici con boschi e pascoli portando poi alla larga cresta erbosa finale che conduce in cima; il percorso presenta una media lunghezza ed un discreto dislivello e va comunque percorso, quindi, con il giusto allenamento.

La salita comincia da Slingia (1736 m) dal parcheggio alla fine del paese si seguono le indicazione per il Monterodes si percorre inizialmente una mulattiera sterrata trovando, in breve, la deviazione del percorso numero 10.
Si sale, quindi, in pendenza moderata su traccia erbosa e terrosa tra pascoli e bosco fino ad incontrare nuovamente la mulattiera sterrata; seguendo sempre i cartelli per il Monterodes si sale ripidamente  nuovamente tra pascoli e poi nel bosco fino ad un successivo incrocio con la mulattiera sterrata.
Seguendo i segni indicatori si sale sulla mulattiera sterrata, con pendenza accentuata, fino a giungere all’alpeggio Kälberalm (2137 m, nessun posto di ristoro, 1.15 ore dalla partenza), dall’alpeggio si segue sempre il sentiero 10 per il Monterodes che porta, tra pascoli, in breve ad un crocefisso.

Dal crocefisso si segue la traccia terrosa ed erbosa che sale tra pascoli in pendenza moderata fino a raggiungere un costone; da qui, seguendo sempre per il Monterodes ai diversi bivi, si segue in lungo saliscendi la traccia che porta a due piccoli laghetti; dai laghetti si sale poi in pendenza moderata sul largo crestone erboso che conduce alla vetta del Monterodes (2361 m, croce, 1.15 ore dalla Kälberalm, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Alpeggio Kälberalm – Monterodes – Alpeggio Kälberalm – Slingia

Sentieri: 10

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2361 m

Difficoltà: E – itinerario senza particolari difficoltà tecniche con buone condizioni ma che presenta uno sviluppo di 11 chilometri circa e diversi tratti ripidi nella prima parte del percorso.

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come la slaita al Rifugio Sesvenna proseguendo poi, volendo, verso il Piz Rims e Piz Cristanas od il Passo di Slingia/Schlinigpass (QUI la “pillola” sull’ascesa a Piz Rims e Piz Cristanas e QUI quella sul percorso al Passo di Slingia).

Esperienza di Stefano: questa escursione permette di scoprire, con bel tempo, ambienti e sentieri molto poco frequentati ed è quindi consigliata per amanti di zone molto panoramiche e piuttosto “isolate” pur non essendo molto lontane dal fondovalle

QUI il link al video YouTube sulla salita al Monterodes

Cartelli a Slingia

Primo tratto su mulattiera con vista su Slingia

Tratto tra pascoli e bosco salendo all’alpeggio Kälberalm

Alpeggio Kälberalm

Crocefisso poco sopra l’alpeggio

Tratto salendo al costone erboso

Nel lungo tratto in saliscendi

Lungo la larga cresta che porta in vetta

In vetta al Monterodes

Panorami dalla vetta verso il Sesvenna

Vista sul sottostante paese di Slingia

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta