Passo Nigra/Nigerpass – Val di Tires e Val d’Ega

Il Passo Nigra/Nigerpass è posto ai piedi del gruppo montuoso dolomitico del Catinaccio/Rosengarten a 1690 metri di quota  e collega la Val d’Ega/Eggental con la Val di Tires/Tiersertal; più precisamente la strada del Passo Nigra ha origine in Val d’Ega nei pressi del Passo di Costalunga/Karerpass e del Lago di Carezza/Karersee (nel comune di Nova Levante/Welschnofen) e, una volta superato il valico, conduce in Val di Tires raggiungendo l’omonimo centro abitato di Tires (QUI la “pillola” sul Passo di Costalunga e QUI quella sulla Val di Tires).

Al valico del Passo Nigra, piuttosto frequentato anche da ciclisti e motociclisti, è posto anche un bar-ristorante aperto, però, solo in alcuni periodi dell’anno; altri punti di ristoro sono presenti anche nella zona della Malga Frommeralm e verso il Passo di Costalunga e il paese di Tires.

La strada asfaltata del passo presenta, dal versante della Val d’Ega tra il Passo di Costalunga e il Passo Nigra, un andamento con vari saliscendi che copre circa 9 chilometri passando anche per l’area della Malga Frommer Alm, dove si trovano alcuni impianti di risalita del comprensorio sciistico ed escursionistico Carezza Dolomites come la cabinovia Laurin 1 e 2; quest’area può essere raggiunta anche direttamente dal paese di Nova Levante in cabinovia durante i periodi di apertura (QUI la “pillola” sul paese di Nova Levante e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Dal versante della Val di Tires, raggiungibile dalla Valle Isarco/Eisacktal e facente parte del comprensorio di promozione turistica dell’Alpe di Siusi/Seiseralm, la strada per il Passo Nigra presenta molti tornanti che coprono i 10 chilometri che separano il paese di Tires dal Passo Nigra affrontando pendenze anche del 14%.

Da San Cipriano, frazione del paese di Tires è anche possibile raggiungere direttamente l’area della Malga Frommeralm con la nuova funivia che presenta la particolarità di poter salire sul “tetto” della funivia durante il viaggio godendo, così, di un’esperienza molto particolare.

Nell’area del Passo Nigra e della Malga Frommer sono possibili numerosissime escursioni nel gruppo del Catinaccio verso malghe e rifugi come il Rifugio Fronza alle Coronelle e la Baita Messner Joch oltre a salite impegnative come quella che conduce alla ferrata Passo Santner e all’omonimo rifugio (QUI la “pillola” sulla Ferrata Passo Santner e QUI quella sulla salita al Rifugio Fronza e QUI la “pillola” sui percorsi per la Baita Messnerjoch).

Inoltre, il Passo Nigra è, solitamente, transitabile anche in inverno ed è punto di partenza di diverse escursioni su sentieri di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello che porta alla Baita Messnerjoch (QUI la “pillola” sul percorso invernale per la Baita Messnerjoch).

A breve distanza dal passo si trovano anche le piste dell’area König Laurin facenti parte del comprensorio Carezza Dolomites raggiungibile direttamente dalla Val di Tires con la già citata nuova funivia panoramica (QUI la “pillola” sul comprensorio Carezza Dolomites).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

Al Passo Nigra

Bar-ristorante al Passo Nigra

Cartelli escursionistici al Passo Nigra

Strada del Passo Nigra sul versante della Val d’Ega

Nuova funivia panoramica che collega San Cipriano in Val di Tires con l’area della Malga Frommeralm

Cabinovia Laurin 1 che la raggiunge l’area della Malga Frommeralm da Nova Levante

Malga Frommer Alm

Cabinovie Laurin I e II che dall’area della Malga Frommeralm portano al Rifugio Fronza alle Coronelle

Salendo dal Passo Nigra alla Baita Messnerjoch con panorami sul gruppo del Catinaccio

Baita Messner Joch

Salendo al Rifugio Fronza

Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Passo Santner

Strada del Passo Nigra in inverno

Passo Nigra in inverno

Percorso invernale dal Passo Nigra per la Baita Messnerjoch

Alla Baita Messnerjoch

Piste dall’area König Laurin del Carezza Ski presso la Malga Frommer


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Nigra su Google Maps

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Monte Balzo/Völsegg Spitze (1834 m) – Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte (1737 m) – Dolomiti

La cima boscata del Monte Balzo/Völsegg Spitze, elevazione di 1835 metri di quota, è posta nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten ed offre lungo il percorso un bellissimo panorama verso il gruppo principale del Catinaccio, il Latemar e sulla Val di Tires/Tierser Tal; dalla vetta la vista spazia, invece, sulla Valle Isarco/Eisacktal, il Renon/Ritten e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Il Monte Balzo presenta varie vie di accesso, la salita classica qui descritta, che presenta un percorso non difficile tecnicamente ma con vari tratti ripidi, avviene dalla Val di Tires dal parcheggio di Lavina Bianca/Weißlanbad passando per il Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte, posto in bella radura non molto lontano dalla vetta del Monte Balzo (QUI la “pillola” sulla Val di Tires).

La salita al Monte Balzo comincia dal parcheggio di Lavina Bianca (1180  m) e seguendo la mulattiera 4A si sale con moderata pendenza fino all’alpeggio Wuhnleger (1403 m) dall’alpeggio si continua sulla mulattiera 4A verso il Rifugio Tschafon con salita ripida fino ad incontrare il bivio con il sentiero 4. Si segue quindi nel bosco il sentiero 4 per il Rifugio Tschafon salendo nel bosco con alcuni tratti ripidi su fondo ghiaioso e tratti roccioso giungendo alla radura in cui è posto il Rifugio Monte Cavone/Tschafon (1737  m, 1.40 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Tschafon si segue il sentiero 9 per la Völsegg Spitze salendo su traccia che sale nel bosco con lavori di silvicoltura giungendo all’ultimo tratto ripido su sentiero ghiaioso che conduce alla vetta del Monte Balzo/ Völsegg Spitze (1834 m, croce con panchina, 20 minuti dal Rifugio Tschfon, 2.00 ore dalla partenza),
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 3.45 ore dalla partenza.

Percorso: Lavina Bianca – Wuhnleger – Rifugio Monte Cavone/Tschafon – Monte Balzo/ Völsegg Spitze – Rifugio Monte Cavone/Tschafon – Wuhnleger – Lavina Bianca

Sentieri: 4A – 4 – 9

Dislivello: 650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore, (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 1834 m

Difficoltà: E – escursione non difficile tecnicamente ma con presenza di vari tratti ripidi, sviluppo totale di 9 chilometri circa tra andata e ritorno

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima nel giugno 2024

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura del Rifugio Monte Cavone. Dai Bagni di Lavina Bianca parte anche il lungo itinerario per il Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Bergamo).

Esperienza di Stefano: percorso adatto, con tempo stabile, anche per una salita pomeridiana. Io ho trovato giornate un po’ nuvolose, è bene, comunque, avere buona visibilità per ammirare i bei panorami

Nei pressi del parcheggio di Lavina Bianca con vista sul Catinaccio

Salendo all’alpeggio Wuhnleger con vista sul Catinaccio

All’alpeggio Wuhnleger con vista verso la cima del Monte Balzo

Salendo su mulattiera forestale verso il bivio col sentiero 4

Sul sentiero 4 salendo al Rifugio Tschafon/Monte Cavone

Vista sul Latemar

Vista sul sottostante paese di Tires

Continuando la salita sul sentiero 4

Radura del Rifugio Monte Cavone/Tschafon

Rifugio Monte Cavone/Tschafon

Lungo il tratto finale di salita alla vetta del Monte Balzo

In cima al Monte Balzo

Vista dalla vetta del Monte Balzo

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Isarco

Val di Tires/Tiersertal – Alpe di Siusi e Valle Isarco

La Val di Tires/Tiersertal è una valle laterale della Val d’Isarco/Eisacktal che si estende dalla zona a nord di Bolzano/Bozen fino al Passo Nigra/Nigerpass, che mette in comunicazione con la Val d’Ega/Eggental nel cuore del gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten (QUI la “pillola” sul Passo Nigra).

Dall’imbocco della Valle di Tires si possono raggiungere con alcuni chilometri anche il paese di Fiè allo Sciliar/Vols am Schlern e l’Alpe di Siusi della cui organizzazione di promozione turistica fa parte anche la Val di Tires (QUI la “pillola” su Fiè allo Sciliar).

La valle presenta un fondovalle bucolico, con numerosi pascoli cinti da pendii boscosi, ed è compresa nel comune di Tires/Tiers che conta oltre 1000 abitanti suddivisi tra il centro abitato principale Tires e le frazioni di Gemeier, Lavina Bianca/Weißlanbad, San Cipriano/St. Zyprian, Bria/Breien, Villa di Mezzo/Mittelstrich.

Deviando dalla strada della Val di Tires, poco primo dal borgo di Tires, è possibile raggiungere anche Castel Presule/Schloss Prösels; la rocca è stata a lungo possedimento dei Signori di Fiè e presenta una struttura molto imponente e con molti punti di interesse; il castello è visitabile con visite guidate in orari prestabiliti (QUI la “pillola” su Castel Presule).

Inoltre in Val di Tires sono presenti innumerevoli possibilità di escursioni; uno dei punti di partenza più noti per svariate gite è sicuramente la zona di Lavina Bianca, posta a oltre 1100 metri di quota ove si trova anche il centro visite del parco naturale Sciliar-Catinaccio.

Da Lavina Bianca si possono intraprendere, per esempio: i sentieri verso il Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte e la cima del Monte Balzo/Völsegg Spitze e i lunghi percorsi al Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte e al Rifugio Alpe di Tires/Schutzhaus Tierser Alp (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Monte Cavone e alla cima del Monte Balzo e QUI quella sulla salita al Rifugio Bergamo).

Dal 2022 è attiva in Val di Tires anche una nuova funivia che parte dalla frazione di San Cipriano/St. Zyprian e che presenta la caratteristica di poter effettuare il viaggio anche sul suo tetto panoramico.
La funivia porta nella zona degli impianti di risalita Laurin nel comprensorio escursionistico e di sport invernali Carezza Dolomites tra il Passo Nigra e la Val d’Ega.

Grazie alla funivia Tires ed alla cabinovia Laurin 1 e 2, ed anche partendo direttamente a piedi, si possono, quindi, intraprendere diverse escursioni anche nel comprensorio Carezza Dolomites come la salita alla Baita Messner Joch (raggiungibile anche dal Passo Nigra) ed al Rifugio Fronza alle Coronelle e la ferrata Passo Santner (QUI la “pillola” sui percorsi per la Baita Messnerjoch, QUI quella sulla salita al Rifugio Fronza, QUI la “pillola” sulla Ferrata Passo Santner e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Come anticipato il comprensorio Carezza Ski è anche una rinomata stazione di sport invernali che offre 40 chilometri di piste da sci nella magnifica cornice dei gruppi dolomitici del Catinaccio e del Latemar; sono possibili, inoltre, anche escursioni invernali, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello che conduce alla Baita Messnerjoch (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Carezza Ski e QUI la “pillola” sulla salita invernale alla Baita Messnerjoch).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

La zona dell’alta Val di Tires con vista verso il Catinaccio

Val di Tires e paese di Tires visti dall’alto

Chiesa parrocchiale di Tires

L’area centrale del paese di Tires sormontata dalla cima del Monte Balzo

Cartelli escursionistici in paese

Il paese di Tires visto dall’alto

Castel Presule

Cartelli escursionistici a Lavina Bianca

Centro visite Sciliar-Catinaccio e Malga Ciamin/Tschaminschwaige a Lavina Bianca

Pascoli e gruppo del Catinaccio visti salendo al Rifugio Monte Cavone

Salendo al Rifugio Monte Cavone

Rifugio Monte Cavone

Salendo al Monte Balzo

In cima al Monte Balzo

Salendo al Rifugio Bergamo

Rifugio Bergamo

Passo Nigra

Lungo il percorso dal Passo Nigra alla Baita Messnerjoch

Baita Messnerjoch

Nuova funivia panoramica che collega San Cipriano in Val di Tires con l’area della Malga Frommeralm

Malga Frommeralm

Cabinovie Laurin I e II che portano dall’area della Malga Frommeralm al Rifugio Fronza alle Coronelle

Salendo al Rifugio Fronza alle Coronelle

Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Passo Santner

Strada per il Passo Nigra in inverno

Passo Nigra in inverno

Sentiero invernale per la Baita Messnerjoch

Piste del comprensorio Carezza Ski nell’area König Laurin posta a Malga Frommer vicino al Passo Nigra

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Valle Isarco


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Passo Gardena/Grödner Joch – Val Gardena e Val Badia

Il Passo Gardena/Grödner Joch/Jëuf de Frea è posto a 2121 metri di quota e mette in comunicazione le notissime valli dolomitiche sudtirolesi Badia/Gadertal e Gardena/Gröden; dalla Val Badia il passo si raggiunge partendo dai paesi di Corvara e Colfosco/Kolfuschg/Calfosch mentre dalla Val Gardena si giunge al valico partendo dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

La strada asfaltata del passo ha da entrambi i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada del valico, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

Dal Passo Gardena si gode di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici di: Sella, Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo/Langkofel e verso le sottostanti valli Badia e Gardena; il valico è, inoltre, punto di partenza di molte escursioni e vie ferrate e d’arrampicata.
Tra le salite più note troviamo quelle verso i Rifugi Puez e Cavazza al Pisciadù e le vie ferrate Brigata Tridentina, Cir V°/Piccolo Cir e Piz da Cir/Cir Grande (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande, QUI quella sull’ascesa al Cir V°/Piccolo Cir e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Cavazza al Piscaidù ed alle Mesules).

Per agevolare alcune escursioni in estate, solitamente, è aperta la seggiovia che conduce dal Passo Gardena al Rifugio Dantercepies ed alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies proveniente dal paese di Selva Gardena.

La zona del Passo Gradena, evitando la salita in macchina, può essere raggiunta anche tramite autobus di linea o impianti di risalita che da Colfosco (cabinovia Frara) e Selva (cabinovia Dantercepies) portano sul pendio soprastante il passo; naturalmente, scegliendo queste opzioni è bene informarsi sugli orari degli autobus e periodi di apertura degli impianti (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies).

Il Passo Gardena, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino.
Trovandosi il Passo Gardena sul confine tra Val Gardena e Val Badia può essere raggiunto, quindi, sia tramite il comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites sia dall’area sciistica Alta Badia (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena e QUI quello sull’area dell’Alta Badia).

Sul Passo Gardena, pur venendo effettuato normalmente servizio di pulizia strade invernale, è però sempre bene controllare lo stato di apertura e condizioni del passo in quanto il valico è soggetto, talvolta, a chiusure temporanee invernali in base alle condizioni atmosferiche ed alle nevicate.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023 e 2025

Al passo

Vista verso il Gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Cir

Vista verso la Val Badia

Passo Gardena visto dall’alto

Seggiovia Cir che conduce dal Passo Gardena alla stazione a monte della cabinovia Dantercpeies

Impianto di risalita Frara e strada asfaltata che collegano Corvara e Colfosco col Passo Gardena

Strada per il passo sul versante della Val Badia

Strada per il passo sul versante della Val Gardena

Impianto di risalita Dantercepies che collega Selva Gardena con la zona soprastante il Passo Gardena

Rifugio Dantercepies posto all’arrivo di cabinovia e seggiovia

Lungo la ferrata del Piz da Cir (Cir Grande)

Vetta del Piz da Cir (Cir Grande)

Vista su Gruppo del Sella e Passo Gardena dalla vetta del Piz da Cir

Lungo la Via ferrata del Cir V°/Piccolo Cir

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Passo Gardena in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Sasso Piatto/Plattkofel (2958 m) – Ferrata Oskar Schuster – agosto 2016

Il Sasso Piatto/Plattkofel, vetta di 2958 metri di quota, è una cima dolomitica molto prestigiosa facente parte del gruppo del Sassolungo-Sasso Piatto posto tra la sudtirolese Val Gardena/Gröden e la trentina Val di Fassa.

La cima offre un panorama bellissimo su molti gruppi dolomitici e presenta due possibili accessi, uno su via normale ed uno tramite ferrata Oskar Schuster, entrambi gli itinerari presentano la partenza dal Passo Sella, posto sul confine tra Sudtirolo e Trentino, dal versante sudtirolese il passo viene raggiunto dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein (QUI la “pillola” sul Passo Sella e la Cabinovia Sassolungo e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Viene qui descritto il percorso ad anello che prevede la salita tramite via ferrata e discesa lungo la via normale, l’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, l’impegno tecnico e fisico sono però elevati ed è quindi consigliato solo ad esperti; è, tuttavia, possibile effettuare salita e discesa tramite via normale rimanendo, così, nell’ambito di una difficoltà comunque adatta ad escursionisti esperti, ma senza dover affrontare la via ferrata.

La salita comincia dal Rifugio Demetz (2685 m) raggiungibile con la cabinovia biposto Sassolungo dal Rifugio Passo Sella posto poco sotto il passo sul versante gardenese; dal rifugio si segue in discesa il sentiero 525 che conduce con traccia sassosa ripida nel vallone Dantersasc fino al Rifugio Vicenza/Langkofelhütte (2253 m, 45 minuti dalla partenza).
Dal Rifugio Vicenza si seguono i cartelli per la ferrata Oskar Schuster, si sale, quindi, nel valle della Conca del Sasso Piatto/Plattkofelkar con traccia ripida ghiaiosa e sassosa fino ad arrivare nei pressi dell’attacco della ferrata (meglio indossare il kit un po’ prima dell’attacco in quanto all’inizio delle attrezzature lo spazio è limitato).

Seguendo i bolli rossi di segnalazione si supera un primo tratto di roccette non attrezzate (questa sarà una caratteristica della via in quanto sono presenti sia tratti attrezzati talvolta impegnativi che altri in cui è necessario arrampicare su difficoltà basse ma senza l’aiuto delle attrezzature); superato il primo tratto non attrezzato si prosegue in una sequenza di gradoni, canalini e paretine con tratti attrezzati con cavi e staffe trovando anche alcuni passaggi esposti e piuttosto impegnativi.

Superata questa prima parte attrezzata la salita giunge ad una forcella dalla quale si continua su gradoni talvolta attrezzati con cavo giungendo poi alla seconda parte di percorso attrezzato superando anche un paio di tratti verticali ed esposti attrezzati con staffe e scala; si giunge quindi ad un’altra forcella dopo la quale si risale un lungo canalino con gradoni rocciosi non attrezzati (attenzione a non muovere sassi) fino ad arrivare infine in vetta al Sasso Piatto (2956 m, croce, 2.30 ore dal Rifugio Vicenza, 3.15 ore dalla partenza).

Dalla cima si scende sul versante opposto, sulla via normale, sul sentiero 527 che conduce in ripida discesa su traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti fino a giungere ad una zona erbosa ed al Rifugio Sasso Piatto (2300 m).

Dal Rifugio Sasso Piatto si segue, quindi, il Sentiero Friedrich August che in lungo sviluppo in continuo saliscendi conduce su largo sentiero ghiaioso e terroso prima al rifugio Rifugio Sandro Pertini (2300 m) e poi al Rifugio Friedrich August (2298 m).

Dal Rifugio Friedrich August si segue ,quindi la mulattiera sterrata, che conduce in breve, passando per la Baita Miara, il Rifugio Salei ed il Rifugio Valentini, nuovamente al Rifugio Passo Sella (3.15 ore dalla cima del Sasso Piatto, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Demetz – Rifugio Vicenza – Ferrata O. Schuster – Sasso Piatto – Rifugio Sasso Piatto – Rifugio Pertini – Rifugio August – Rifugio Passo Sella

Sentieri: 525 – Ferrata Oskar  Schuster – 527 – Sentiero Friedrich August

Dislivello: 1000 metri in salita e 1400 metri in discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore totali

Quota massima: 2956 m

Difficoltà: EEA – itinerario molto lungo con dislivello rilevante e tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, presenza anche di alcuni tratti senza attrezzature in cui bisogna saper arrampicare in libera su difficoltà basse, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.

Data di ascesa: agosto 2016

Annotazioni: è naturalmente possibile salire e scendere al Sasso Piatto dalla via normale non percorrendo la ferrata Oskar Schuster riducendo le difficoltà tecniche (rimanendo su comunque una difficoltà EE adatta ad escursionisti esperti).
La Forcella Sassolungo ed il Rifugio Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).
Inoltre, il Rifugio Demetz e Vicenza sono anche punto di partenza del percorso intorno al Sassolungo/Langkofel (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata con buona visibilità per non avere problemi di orientamento e godere dei bellissimi panorami ed ambienti della zona; il percorso risulta essere molto lungo anche nel ritorno e vanno, quindi, dosate bene le forze lungo tutto il tracciato

Cabinovia Sassolungo

Rifugio Demetz

Scendendo dal Rifugio Demetz al Rifugio Vicenza

Rifugio Vicenza

Salendo dal Rifugio Vicenza all’attacco della Ferrata Schuster

Lungo la via ferrata Schuster

Dalla vetta del Sasso Piatto

In cima al Sasso Piatto

Scendendo al Rifugio Sasso Piatto lungo la via normale

Rifugio Sasso Piatto

Lungo il Sentiero Friedrich August

Tornando al parcheggio


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Sas Rigais (3025 m) – Dolomiti

Il Sas Rigais, cima di 3025 metri di quota, è una vetta dolomitica prestigiosa ed posta nel gruppo delle Odle/Geisler di cui è l’elevazione maggiore assieme alla vetta di pariquota della Furcheta;  dalla cima del Sas Rigais e lungo la percorrenza dell’ascesa si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Sas Rigais presenta due possibilità di salita entrambe lungo vie ferrate con diversi punti esposti e di media difficoltà tecnica per esperti di montagna e ferrate, viene qui descritto l’itinerario con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita dalla Ferrata Est con discesa dalla Ferrata Sud (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e QUI quella sul paese di Santa Cristina).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo la salita al Col de la Pieres  con giro ad anello che tocca vari passi e rifugi della zona  e quella al Piz Duleda con sentiero attrezzato (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello per il Col da la Pieres e QUI quella sulla salita al Piz Duleda).

La salita al Sas Rigais comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4A tra pascoli e bosco che porta alla Piera Longia, poi con sentiero 2B  in falsopiano si giunge alla zona del Pian Ciautier (2263 m). Al Pian Ciautier si trova il bivio tra ferrata Est e Sud, si segue verso la ferrata Est e la Val Salieres salendo prima in moderata pendenza e poi ripidamente a tornanti si traccia sassosa in ambiente severo fino a giungere alla Forcella Salieres (2696 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si seguono a sinistra i bolli che portano tra traccia e gradoni rocciosi non attrezzati fino all’attacco della ferrata Est. Superati i primi tratti attrezzati si giunge alla parte più impegnativa che presenta prima un passaggio che supera una spaccatura nella roccia e poi un tratto piuttosto verticale ed esposto attrezzato con pioli e staffe. Si procede poi alternando tratti di sentiero ed altri su gradoni rocciosi attrezzati fino a giungere alla vetta del Sas Rigais (3025 m, croce, 1.15 ore dalla Forcella Salieres, 3.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul versante opposto seguendo i bolli che portano su una crestina che adduce alla Ferrata Sud, si scende dapprima con passaggi esposti lungo cresta e poi su traccia ripida ghiaiosa fino a trovare un altro tratto attrezzato su roccette e salti rocciosi. Superato questo tratto attrezzato si procede in ripida discesa, su traccia ghiaiosa e sassosa, che porta ad una gola rocciosa con traccia attrezzata con cavo ed assi di legno; uscita dalla gola le attrezzature finiscono e si procede su traccia sassosa e ghiaiosa ripida che conduce al bivio dell’andata al Pian Ciautier.
Dal Pian Ciautier si segue il sentiero dell’andata prima 2B e poi 4A fino a tornare alla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (3.00 ore dalla Cima del Sas Rigais, 6.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Pian Ciautier – Val Salieres – Forcella Salieres – Ferrata Est – Sas Rigais – Ferrata Sud – Pian Ciautier – Stazione a monte cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4A – 2B – Ferrata Est – Ferrata Sud – 2B – 4A

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.15 ore, 3.15 ore la salita, 3.00 ore la discesa

Quota massima: 3025 m

Difficoltà: EEA – ascensione su via ferrata con tratti esposti e di medio impegno tecnico, sviluppo complessivo del percorso lungo. Necessari  kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate.

Data di ascesa: agosto 2017

Annotazioni: prestare attenzione all’orario di chiusura della cabinovia Col Raiser, consigliato partire presto al mattino all’apertura della cabinovia

Salendo al Pian Ciautier

Lungo la salita nella Val Salieres

Inizio della Ferrata Est

Uno dei tratti verticali della ferrata Est

Panorama dalla vetta del Sas Rigais

In vetta al Sas Rigais

Primo tratto della Ferrata Sud

Uno dei tratti esposti lungo la Ferrata Sud


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Piz Duleda (2909 m) – Dolomiti

Il Piz Duleda, cima di 2909 metri di quota, è una vetta dolomitica prestigiosa, ma non molto  conosciuta, posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulle sottostanti Val Gardena/Gröden e Val di Funes/Vilnosstal.

La cima del Piz Duleda presenta varie possibilità di salita, qui viene proposto l’itinerario con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella dla Roa e tratto attrezzato (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e QUI quella sul paese di Santa Cristina in Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo la salita al Col de la Pieres con giro ad anello che tocca vari passi e rifugi della zona e l’ascensione su via ferrata al Sas Rigais (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello per il Col da la Pieres e QUI quello su via ferrata per il Sas Rigais).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m). Dal Rifugio si segue il sentiero 2-3 che porta in falsopiano su traccia sassosa nel pianoro Ncisles e al bivio tra il sentiero 2 e 3, seguendo sempre il sentiero 3 si sale poi con pendenza moderata in ambiente aspro sassoso tipicamente dolomitico fino al ripido tratto che adduce alla Forcella dla Roa (2617 m, 2.15 ore dalla partenza).
Dalla Forcella si segue il sentiero attrezzato 3A  salendo prima su ripida traccia sassosa e poi per un canalino attrezzato con cavi e scalette, fino ad arrivare ad un pianoro con vari sentieri. Da questo bivio si segue a sinistra il sentiero 3B che sale con pendenza moderata a tornati su terreno sassoso fino al tratto ripido finale che conduce ai roccioni su cui è posta la vetta del Piz Duleda (2909 m, croce, 1.00 ora dalla Forcella dla Roa, 3.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso prestando particolare attenzione nel tratto attrezzato (2.45 ore la discesa, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Roa – Piz Duleda – Forcella dla Roa – Rifugio Firenze – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 3 – 3A – 3B

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati le contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore

Quota massima: 2909 m

Difficoltà: EEA – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo lungo. Lungo il tratto attrezzato indossare  kit da ferrata e casco.

Data di ascesa: luglio 2015

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma impegnativo nel suo complesso, io ho preso la prima cabinovia per sfruttare il primo mattino in salita, è necessaria, comunque, una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere dei bei panorami. Seppur breve il tratto attrezzato è meglio usare tutto il kit da ferrata.

Primo tratto per il Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Verso Forcella dla Roa e Piz Duleda

Traccia che porta dalla Forcella dla Roa al tratto attrezzato

Lungo il tratto attrezzato

Tratto finale di salita

Vista verso il gruppo del Sella dalla vetta del Piz Duleda

Vetta del Piz Duleda


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz – Rifugio Rasciesa/Raschötz Hütte – Val Gardena – gennaio 2024

La vetta della Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz/Resciesa Dedora, di 2281 metri di altezza, ed il Rifugio Rasciesa/Raschötz Hütte, posto a 2170 metri di quota, sono situati nel gruppo montuoso dolomitico delle Odle/Geisler e, dal percorso si godono grandiosi panorami verso molti gruppi dolomitici, la Plose, le Alpi Sarentine e fin verso la zona dell’Adamello.

Il rifugio e la vetta sono raggiungibili in inverno, con percorso su sentiero innevato, partendo dalla stazione a  monte della Funicolare Rasciesa, la cui stazione a valle si trova nel paese di Ortisei/St. Ulrich in Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sulla funicolare Rasciesa in inverno e QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Il percorso su sentiero innevato è, solitamente, battuto dal gatto delle nevi fino al Rifugio Rasciesa; la salita alla vetta, e l’eventuale deviazione alla Cappella di Santa Croce/Heiligkreuz Kapelle, sono, invece, battute solo dagli escursionisti.

Dalla stazione a monte della funicolare Rasciesa (2090 m, rifugio) si segue inizialmente la traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi, inizialmente con numero 35A e poi 35; il sentiero procede tra bosco e spazi aperti in moderata salita fino ad un tratto in falsopiano che porta al Rifugio Rasciesa (2170 m, 30 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Rasciesa si segue a destra l’indicazione del sentiero 10 verso Mont Dedora-Croce di Rasciesa salendo piuttosto ripidamente tra ampi pendii aperti, su traccia battuta solo dagli escursionisti, fino alla vetta della Rasciesa di Fuori (2281 m, croce, 30 minuti dal Rifugio Rasciesa, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla vetta della Rasciesa di Fuori (se le condizioni lo consentono) si può seguire l’indicazione del sentiero 31 verso la Cappella di Santa Croce; su traccia (se presente) battuta solo dagli escursionisti si scende, in breve ma piuttosto ripidamente, fino alla Cappella di Santa Croce (2198 m, 15 minuti dalla vetta della Rasciesa di Fuori, 1.15 ore dalla partenza).

Dalla Cappella si seguono le indicazioni del sentiero 35 per il Rifugio Rasciesa su traccia (se presente) battuta solo dagli escursionisti; procedendo in leggero saliscendi si torna, quindi, al Rifugio Rasciesa (15 minuti dalla Cappella di Santa Croce, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue, quindi, il sentiero battuto dal gatto delle nevi percorso all’andata tornando alla stazione a monte della Funicolare Rasciesa (30 minuti dal Rifugio Rasciesa, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funicolare Rasciesa – Rifugio Rasciesa – Rasciesa di Fuori – Cappella di Santa Croce – Rifugio Rasciesa – stazione a monte funicolare Rasciesa

Sentieri: tracce invernali che seguono i sentieri 35A – 35 – 10 – 31 – 35 – 35A

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 2281 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente, con buone condizioni del meteorologiche e di battitura del sentiero fino al Rifugio Rasciesa. La salita alla vetta della Rasciesa di Fuori e l’eventuale deviazione alla Cappella di Santa Croce presentano, invece, tratti più ripidi e sono battute solo dagli escursionisti; la loro percorrenza va, quindi, valutata sul posto in base alle condizioni (sconsigliata la percorrenza in mancanza di una buona traccia).
In base alle condizioni possono essere necessari ramponcini e/o ciaspole.

Data di percorrenza: gennaio 2024

Annotazioni: valutare bene le condizioni del percorso verso la Rasciesa di Fuori; naturalmente è possibile percorrere solo il tratto fino al Rifugio Rasciesa e/o salire alla vetta della Rasciesa di Fuori tornando per il percorso di salita senza deviare alla Cappella della Croce.
Inoltre, è sempre bene controllare date e orari di apertura di funicolare e rifugi.

Lungo la salita in funicolare

Rifugio alla stazione a monte della Funicolare

Panorama dalla stazione a monte della funicolare

Lungo il sentiero per il Rifugio Rasciesa

Rifugio Rasciesa

Panorami dal Rifugio Rasciesa

Salendo alla Rasciesa di Fuori

In vetta alla Rasciesa di Fuori

Scendendo verso la Cappella della Santa Croce

Cappella della Santa Croce

Panorami dalla Cappella della Santa Croce

Tornando al Rifugio Rasciesa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funicolare Rasciesa di Ortisei su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Col da la Pieres (2751 m) – Dolomiti

Il Col da la Pieres, cima di 2751 metri di quota, è una vetta dolomitica piuttosto conosciuta posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti e sulla sottostante Val Gardena.

La cima del Col da la Pieres presenta varie possibilità di salita, qui viene proposto un giro ad anello con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina/St. Christina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella da la Sieles e discesa a Santa Cristina via Rifugio Stevia (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e il Rifugio Firenze e QUI quella sul paese di Santa Cristina in Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo le salite al Piz Duleda e al Sas Rigais (QUI la “pillola” sull’itinerario per il Piz Duleda e QUI quello al Sas Rigais).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m). Dal Rifugio si segue il sentiero 2 che porta in falsopiano su traccia sassosa nel pianoro Ncisles, seguendo sempre il sentiero 2 si sale poi con pendenza moderata in ambiente aspro sassoso tipicamente dolomitico fino al ripido tratto che adduce alla Forcella da la Sieles (2505 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si segue il sentiero 17 per il Col da la Pieres salendo su ripida traccia sassosa, a tratti attrezzata con cavi, fino ad arrivare al pianoro sassoso di vetta del Col da la Pieres che si segue fino al punto più alto contrassegnato da un ometto e poi verso la croce di poco più bassa (2751 m, croce, 0.45 ore dalla Forcella da la Sieles, 2.45 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul versante opposto sempre su sentiero 17 scendendo su ripida traccia sassosa, a tratti attrezzata con cavi, fino alla Forcella da la Piza (2489 m), dalla Forcella si prosegue in saliscendi tra prati fino al Rifugio Stevia (2312 m, 1.15 ore dal Col da la Pieres, 4.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17 su traccia sassosa fino alla Forcella Silvester, ignorato il sentiero 17A si continua sul sentiero 17 su traccia sassosa in ripida discesa entrando nel bosco ed arrivando al Rifugio Juac (1903 m, 1.00 ora dal Rifugio Stevia, 5.00 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Juac si segue il sentiero 3 tra prati e bosco fino a congiungersi in breve con la mulattiera sterrata 1 che si segue il lunga discesa fino a tornare alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser (1500 m, 1.00 ora dal Rifugio Juac, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella da la Sieles – Col da la Pieres – Forcella da la Piza – Rifugio Stevia – Forcella San Silvester – Rifugio Juac – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 2 – 17 – 3 – 1

Dislivello: 900 metri in salita e 1400 metri in discesa considerati le innumerevoli contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore

Quota massima: 2751 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo lungo

Data di ascesa: luglio 2019

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma che risulta faticoso anche nella lunga discesa; io ho preso la prima cabinovia all’apertura per sfruttare il più possibile la mattinata; necessaria giornata asciutta e possibilmente limpida per godere dei bellissimi panorami della zona

Col Raiser visto dal Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Salendo alla Forcella da la Sieles

Tratti attrezzati in salita

In cima

In vetta al Col da la Pieres

Rifugio Stevia

Rifugio Juac

Tornando alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Selva Gardena/Wolkenstein – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden troviamo in valle tre paesi molto noti e frequentati: Ortisei/St. Ulrich/Urtijëi, Santa Cristina/St. Christina/S. Crestina e Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” su Ortisei e QUI quella su Santa Cristina).

Selva Gardena, centro abitato posto a più di 1550 metri di quota, è l’ultimo e più alto  grande centro abitato della Val Gardena, dopo il paese la strada della valle si inerpica verso il Plan de Gralba e poi verso il Passo Gardena/Grödner Joch che collega con la Val Badia/Gadertal e il Passo Sella che mette in comunicazione con la trentina Val di Fassa (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sul Passo Sella).

Il paese di Selva Gardena è una delle mete turistiche del Sudtirolo e delle Dolomiti più note e frequentate ed offre tantissime possibilità di alloggio e svago, ospitando anche alcuni tra i più noti hotel dell’Alto Adige.
Il borgo si sviluppa soprattutto lungo la strada principale della valle, un po’ discosti dal centro del paese si trovano la chiesa parrocchiale, a pianta poligonale moderna, dedicata a Santa Maria Assunta e il palazzo del ghiaccio Pranives.

Da Selva Gardena, immersi nel panorama dolomitico offerto dai gruppi Sassolungo/Langkofel, Odle/Geisler e Sella, partono anche famosi impianti di risalita molto frequentati, sia in inverno che in estate, quali le cabinovie Dantercepies e Ciampinoi. (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e QUI quella sulla cabinovia Ciampinoi con salita a piedi dal paese).

Inoltre, sia direttamente dal paese di Selva Gardena che dalle stazioni a monte degli impianti di risalita partono innumerevoli e frequentate escursioni di svariati tipi di difficoltà; si trovano, ad esempio, la passeggiata per famiglie in Vallunga, l’escursione al Sas Ciampac ed al Rifugio Puez, l’ascesa al Piz de Puez e le salite impegnative su ferrata verso vette come il Piz da Cir (Cir Grande) e il Cir V° (Piccolo Cir) (QUI la “pillola” sulla gita in Vallunga, QUI quella sull’escursione al Sas Ciampac e Rifugio Puez, QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz de Puez, QUI quella sulla scalata al Piz da Cir e QUI la “pillola” sull’ascesa al Cir V°).

Le cabinovie collegano il paese con i sentieri e rifugi in quota e con il circuito sciistico del Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Sudtirolo, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Inoltre, nei pressi di Selva Gardena, in inverno è possibile praticare anche sci di fondo ed escursionismo con le ciaspole; ad esempio piste per fondisti ed un tracciato per escursionisti si trovano in Vallunga/Langental (QUI la “pillola” sul percorso invernale in Vallunga).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2022, 2024 e 2025

In paese a Selva Gardena

Chiesa parrocchiale

Vista sul paese di Selva Gardena e il Gruppo dolomitco del Sella

Vista su Selva Gardena dall’alto

Cabinovia Ciampinoi

In vetta al Ciampinoi con vista sul Sassolungo

Cabinovia Dantercepies con il Sassolungo sullo sfondo

Rifugio Dantercepies

Rifugio Puez

Nella Vallunga

Passo Gardena

Area del Passo Gardena vista dall’alto

Piz da Cir (Cir Grande)

Cir V° (Cir Piccolo)

Lungo la strada del Passo Gardena a fine inverno con vista sul gruppo del Sassolungo

Passo Sella

Lungo la strada del Passo Sella sul versante gardenese

Vista invernale di Selva Gardena

Sulle piste del Dantercepies

Sulle piste dell’area del Ciampinoi

Vista dall’alto dell’area sciistica del Plan de Gralba

Escursionismo invernale nei pressi del Plan de Gralba

In Vallunga in inverno

Ristoro La Ciajota all’imbocco della Vallunga

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi



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