Malga Knuttenalm – Passo di Gola/Klammljoch – Valli di Tures e Aurina – marzo 2022

La Malga Knuttenalm, posta a 1869 metri di quota, e il Passo di Gola/Klammljoch, situato a 2294 metri di altezza, si trovano sul confine tra Italia e Austria tra Sudtirolo e Tirolo austriaco, nel gruppo delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe, alla testata della Valle di Riva/Reintal, valle laterale delle Valli di Tures/Tauferstal e Aurina/Ahrntal, raggiungibile da Campo Tures/Sand in Taufers (QUI la “pillola” su Campo Tures e Riva di Tures).

Il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi fino alla malga, presenta uno sviluppo lungo e, tra la malga ed il passo, richiede allenamento ed esperienza nel muoversi su terreni innevati a tratti ripidi con traccia non battuta; lungo tutto il percorso sono presenti bellissimi panorami sulle Vedrette di Ries e dal passo si gode una bellissima vista anche sul versante austriaco.

La Malga Knuttenalm è solitamente aperta anche nel periodo invernale, è bene comunque informarsi sui periodi di apertura; la malga è, inoltre, una meta interessante per chi non volesse percorrere il tratto successivo più impegnativo fino al Passo di Gola.

La salita alla Malga Knuttenalm comincia dal parcheggio alto di Riva di Tures (1700 m), si segue la mulattiera innevata numero 9 per la Malga Knuttenalm solitamente battuta dal gatto delle nevi.
La mulattiera sale, inizialmente, in moderata pendenza in rado bosco per poi prosegire su un pianoro, la mulattiera innevata sale, quindi, poi più ripidamente fino alla Malga Knuttenalm (1869 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga Knuttenalm si seguono le indicazioni del percorso numero 9 per il Passo di Gola/Klammljoch, la mulattiera innevata sale in moderata pendenza tra radi alberi e poi in terreno aperto fino ad un bivio; rimanendo sul percorso 9 si sale liberamente su ampio pendio nevoso con, solitamente, diverse tracce, con alcuni tratti ripidi, fino a giungere al Lago di Gola/Klamml See innevato (2243 m).
Dal Lago di Gola si sale, quindi, in breve, piuttosto ripidamente, al Passo di Gola/Klammljoch (2294 m, 2.00 ore dalla Malga Knuttenalm, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.00 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Riva di Tures – Malga Knuttenalm – Lago di Gola – Passo di Gola – Lago di Gola – Malga Knuttenalm – Riva di Tures

Sentieri: traccia invernale che segue in parte il sentiero 9

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.00  ore (3.00 ore l’andata, 2.00 ore il ritorno).

Quota massima: 2294 m

Difficoltà: EAI – escursione impegnativa nel tratto dalla malga al passo, con presenza di alcuni tratti ripidi e traccia da valutare, sviluppo lungo di circa 14 chilometri totali tra andata e ritorno; prestare attenzione al possibile rischio valanghe e a possibili tratti ghiacciati o con neve sfondosa che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: marzo 2022

Annotazioni: naturalmente, per chi non volesse affrontare il tratto impegnativo, è possibile fermarsi alla Malga Knuttenalm non proseguendo per lago e passo; è bene, inoltre, controllare i periodi di apertura invernale della malga

Alla partenza dal parcheggio alto di Riva di Tures

Salendo alla Malga Knuttenalm

Malga Knuttenalm

Salendo al Lago di Gola

Lago di Gola innevato

Salendo al Passo di Gola

Al Passo di Gola

Panorami dal Passo di Gola


Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio alto di Riva di Tures su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Stadlalm – Val Ridanna/Ridnauntal – febbraio 2022

La Malga Stadlalm, posta a 1650 metri di quota, è situata in alta Val Ridanna/Ridnauntal, valle laterale di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal; la malga si trova nel gruppo delle Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed è una meta piuttosto frequentata sia in estate che in inverno (QUI la “pillola” sulla Val Ridanna).

La malga, aperta in alcuni periodi anche in inverno, è raggiungibile partendo dal parcheggio delle antiche miniere con percorso, che passa anche per diversi antichi manufatti minerari, non molto lungo ma con alcuni tratti ripidi; in inverno il tracciato è solitamente battuto dal gatto delle nevi e sale in bellissimo bosco con anche diversi punti panoramici sulla Val Ridanna.

La salita alla Malga Stadlalm comincia dal parcheggio delle antiche miniere alla fine della Val Ridanna (1426 m), si segue il sentiero 28 per la Stadlalm salendo su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi.
La mulattiera sale piuttosto rapidamente nel bosco, raggiungendo un antica teleferica mineraria, portando poi ad alcuni punti panoramici sulla Val Ridanna; superati i tratti più ripidi si raggiunge un pianoro che porta ad un bivio.
Il sentiero estivo per la Stadlalm proseguirebbe a destra ma, in inverno, è a rischio valanghe; si segue, quindi, a sinistra la mulattiera che porterebbe alla Malga Moarererbergalm; dopo un breve tratto si prende a detsra, abbandonando la mulattiera per la Moarererbergalm e, seguendo la traccia battura, si prosegue in saliscendi e poi in breve discesa fino ad un ponte su un torrente.
Dal torrente si risale in breve giungendo alla Malga Stadlalm (1650 m, 1.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio antiche miniere – Malga Stadlalm – parcheggio antiche miniere

Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte il sentiero 28

Dislivello: 250 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.15  ore (1.15 ora l’andata, 1.00 ora il ritorno).

Quota massima: 1650 m

Difficoltà: EAI – escursione, con presenza di alcuni tratti ripidi, di moderata difficoltà tecnica con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: febbraio 2022

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura invernale della Malga Stadlalm

Al parcheggio delle antiche miniere

Salendo nel primo tratto

Antica teleferica mineraria

Vista sulla Val Ridanna

Salendo verso il bivio tra sentiero estivo ed invernale

Bivio tra sentiero estivo ed invernale

Tratto nel bosco più fitto

Breve tratto in discesa

In arrivo alla Malga Stadlalm

Malga Stadlalm

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio delle miniere in Val Ridanna su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Val Ridanna/Ridnauntal – sentiero lungo le piste da sci di fondo – Vipiteno e Alta Valle Isarco – febbraio 2022

La Val Ridanna/Ridnauntal è una valle laterale che si dirama da Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Iasrco/Wipptal; nella parte alta della valle è posto un importante e rinomato centro per lo sci di fondo che ospita, accanto alle piste, anche un percorso escursionistico molto tranquillo e panoramico (QUI la “pillola” sulla Val Ridanna).

Il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, costeggia in lieve pendenza le piste da sci portando da Ridanna paese/Ridnaun Dorf a Masseria/Maiern; lungo i 5 chilometri del percorso (tra andata e ritorno) si cammina in zona aperta molto soleggiata con bellissimi panorami verso le Alpi Breonie/Stubaier Alpen.

Il percorso comincia da Ridanna paese/Ridnaun Dorf (1342 m), dal piccolo centro abitato nei pressi dell’hotel Sonnklarhof si raggiunge in breve discesa la zona del campo sportivo e le piste da sci di fondo; si segue la traccia per pedoni accanto alle piste che porta al percorso invernale numero 8.
Si segue quindi verso Masseria/Maiern la il percorso 8, solitamente battuto dal gatto delle nevi, il tracciato sale in lieve pendenza costeggiando le piste da sci di fondo ed il torrente raggiungendo dopo circa 2,5 chilometri il piccolo centro abitato di Masseria/Maiern nei pressi dell’hotel Schneeberg (1390 m, 1.00 ora dalla partenza).


Ritorno per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: Ridanna paese – percorso invernale 8 – Masseria – percorso invernale 8 – Ridanna paese

Sentieri: traccia battuta invernale numero 8

Dislivello: 100 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00  ore (1.00 ora l’andata, 1.00 ora il ritorno).

Quota massima: 1390 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di circa 5 chilometri totali e senza particolari difficoltà tecniche con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: febbraio 2022

Annotazioni: l’andato o il ritorno possono anche essere, volendo, effettuati in autobus informandosi preventivamente sugli orari.

Primo tratto nei pressi di Ridanna paese

Lungo il percorso invernale numero 8

Nei pressi di Masseria e dell’inizio delle piste da fondo

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Chiesa e rifugio La Crusc/Santa Croce – Val Badia – febbraio 2022

La chiesa di La Crusc/Santa Croce ed il rifugio omonimo, situati a 2045 metri di quota, sono posti in Alta Badia nel gruppo dolomitico delle Conturines; le due strutture possono essere raggiunte sia con gli impianti di risalita (facenti parte del comprensorio sciistico Alta Badia) dal paese di Badia/Abtei sia a piedi con diversi percorsi invernali (QUI la “pillola” sul comprensorio di sport invernali Alta Badia e QUI quella sull’area sciistica La Crusc).

Viene qui descritto il percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che conduce dal parcheggio di Furnacia, frazione di La Valle/La Val/Wengen, alla chiesa ed al rifugio La Crusc; il percorso transita anche per la magnifica e famosa zona dei Prati dell’Armentara ed offre bellissime vedute panoramiche verso diversi gruppi dolomitici (QUI la “pillola” sul paese di La Valle).

La salita alla chiesa e rifugio La Crusc comincia dal parcheggio posto sopra il paese di Furnacia (1727 m, stratta stretta che sale da La Valle); il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, segue la traccia estiva 15A per La Crusc salendo inizialmente nel bosco, con pendenza moderata, con anche bei panorami sul Sas de Putia.
Usciti dal bosco si procede in lieve pendenza raggiungendo i Prati dell’Armentara, ignorati vari bivi si rimane sulla traccia 15A  per la Crusc riprendendo, quindi, a salire piuttosto ripidamente nel bosco raggiungendo l’incrocio con sentiero 15; da qui, volendo, si può salire in breve a sinistra, sul sentiero per Spescia, raggiungendo un belvedere con tavola panoramica delle cime visibili.
Tornati al bivio, continuando poi col sentiero 15 verso La Crusc si procede, quindi, in saliscendi giungendo alla chiesa ed al rifugio La Crusc (2045 m, chiesa e rifugio, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio sopra Furnacia – Prati dell’Armentara – chiesa e rifugio La Crusc – Prati dell’Armentara – parcheggio sopra Furnacia

Sentieri: traccia battuta invernale che segue i sentieri estivi 15A – 15

Dislivello: 350 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2045 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo di circa 8 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione ai tratti ripidi ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: febbraio 2022

Annotazioni: la chiesa ed il rifugio La Crusc possono, volendo, essere raggiunti direttamente con gli impianti di risalita La Crusc del paese di Badia/Abtei

Cartelli al parcheggio sopra Furnacia

Salendo ai prati dell’Armentara

Prati dell’Armentara

Vista sul Sas de Putia

Tratti più ripidi

Vista verso i Monti di Fundres/Pfunderer Berg e le Alpi di Zillertal

Salendo verso l’incrocio col sentiero 15

Vista sulla Marmolada

Al belvedere

Vista sulla Gardenaccia

Salendo a chiesa e rifugio La Crusc

Chiesa di La Crusc

Vista sul Sas da La Crusc facente parte delle Conturines

Rifugio La Crusc

Scopriamo QUI altre pillole sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Mezzavia/Halbweghütte – Malga di Romeno – Oltradige e Mendola – gennaio 2022

Il Rifugio Mezzavia/Halbweghütte, posto a 1585 metri di quota, e la Malga di Romeno, situata a 1768 metri di altezza, si trovano sulla Catena della Mendola/Mendel sul versante trentino della Val di Non a breve distanza dal confine con l’Alto Adige; i due rifugi possono essere raggiunti con diversi percorsi, viene qui descritto quello che parte dalla seggiovia posta a pochi chilometri dal Passo della Mendola/Mendelpass (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola raggiungibile dall’Alto Adige dal paese di Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße).

Il percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, conduce con lungo sviluppo, dalla stazione a valle della seggiovia, prima al Rifugio Mezzavia (posto nei pressi della stazione a monte della seggiovia) e poi alla Malga Romeno; il percorso attraversa tratti boscati e radure più aperte panoramiche, i rifugi sono aperti in alcuni periodi anche in inverno, è bene, comunque, controllare l’effettiva apertura.

La salita comincia dalla stazione a valle della seggiovia in località Campi da Golf (1368 m, ristornati, strada dal Passo della Mendola), si seguono i cartelli per il percorso invernale per il Rifugio Mezzavia e la Malga di Romeno (tempi segnati un po’ troppo brevi).
Si sale lungo la mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che costeggia a destra in breve la pista da sci fino ad una baita; la mulattiera sale poi con pendenza moderata e alcuni tratti più ripidi, ignorando la deviazione del sentiero 3 che devia in Val di Non, e poi raggiungendo le piste da sci in prossimità di una statua di legno raffigurante un leprotto.
La mulattiera conduce poi, in breve, al Rifugio Mezzavia (1585 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Mezzavia si segue la mulattiera numero 500 per la Malga di Romeno salendo nel bosco dapprima in pendenza moderata e poi più ripidamente fino a giungere ad una baita; da qui, seguendo sempre la mulattiera innevata 500, si procede in lungo saliscendi fino a giungere alla Malga di Romeno (1768 m, 1.00 ora dal Rifugio Mezzavia, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza.

Percorso: Campi da Golf (stazione a valle seggiovia) – Rifugio Mezzavia – Malga di Romeno – Rifugio Mezzavia – Campi da Golf (stazione a valle seggiovia)

Sentieri: traccia battuta invernale per Rifugio Mezzavia – 500

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30  ore (2.00 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 1768 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo di circa 11 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione ai diversi tratti ripidi ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione è possibile, controllando i periodi di apertura, salire e/o scendere in seggiovia sino al Rifugio Mezzavia

Cartelli alla partenza (tempi troppo ridotti)

Salendo al Rifugio Mezzavia

Rifugio Mezzavia

Salendo alla Malga di Romeno

Vista sul Monte Roen

Malga di Romeno

Vista sulle Dolomiti

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige-Bassa Atesina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Ora/Auerlegeralm – Passo Oclini/Joch Grimm – Val d’Ega – gennaio 2022

La Malga Ora/Auerlegeralm, posta a 1870 metri di quota e solitamente gestita anche in inverno, e il Passo Oclini/Joch Grimm, situato a 1989 metri di altezza, si trovano nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione idilliaca con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn, diversi gruppi dolomitici e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Sia la malga che il passo possono essere raggiunti anche in macchina, viene qui, però, descritto l’itinerario invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che porta con buono sviluppo tra bosco e spazi più aperti dal centro di sci di fondo del Passo Lavazè a Malga Ora e al Passo Oclini (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini).

La salita a Malga Ora comincia dal Passo di Lavazè (1802 m, diverse strutture turistiche), dai pressi dell’Albergo Bucaneve si trovano i cartelli indicanti il percorso invernale per Malga Ora.
Il tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, costeggia le piste da sci di fondo portando alla strada asfaltata verso il Passo Oclini e a Malga Varena; si costeggia brevemente la strada e poi, seguendo sempre le indicazioni invernali per Malga Ora, si devia a destra attraversando con prudenza una pista da fondo e proseguendo poi in discesa breve, ma piuttosto ripida, fino ad entrare nel bosco.
Si prosegue, quindi, a sinistra nel bosco in lungo saliscendi superando poi un ponte e risalendo, a tratti con pendenza piuttosto ripida, fino a giungere ad un tratto in falsopiano che porta a Malga Ora (1870 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga si segue in breve la strada asfaltata di accesso trovando sulla destra i cartelli per il Passo Oclini con sentiero 2; si segue quindi la mulattiera innevata nel bosco, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che, alternando tratti in pendenza lieve ad altri più ripidi, conduce al Passo Oclini (1989 m, diverse strutture turistiche, 30 minuti da Malga Ora, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con diversi saliscendi in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo di Lavazè – Malga Ora – Passo Oclini – Malga Ora – Passo di Lavazè

Sentieri: traccia battuta invernale per Malga Ora – 2

Dislivello: 250 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 1989 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di circa 9 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione è, naturalmente, possibile fermarsi a Malga Ora senza salire al Passo Oclini

Cartelli al Passo di Lavazè

Primo tratto che costeggia le piste da sci di fondo

Vista su Corno Bianco e Corno Nero

Vista su Catinaccio e Latemar e Malga Varena

Piste da fondo e gruppo del Catinaccio

Verso Malga Ora

Malga Ora

Salendo al Passo Oclini

Vista sul Corno Nero da Passo Oclini

Vista sul Corno Bianco

Vista sul Catinaccio

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Seceda – Val Gardena – gennaio 2022

Il Seceda, vetta di 2518 metri di quota, è posto nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler in Val Gardena/Gröden nell’area del Col Raiser-Seceda facente parte del comprensorio sciisitico Val Gardena Dolomites (QUI la “pillola” sul comprensorio sciisitico della Val Gardena).

La vetta si trova a breve distanza dall’arrivo della funivia Seceda proveniente da Ortisei e dalle seggiovie dell’area del Col Raiser; viene qui, però, descritto, il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che con diversi tratti ripidi, passando per diverse baite, porta dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina alla panoramicissima vetta del Seceda, che offre una vista magnifica su Dolomiti e molti gruppi montuosi dell’Alto Adige e non solo (QUI la “pillola” sul Col Raiser, QUI quella sulla funivia Seceda e QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

La salita al Seceda comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugio, stazione a valle a Santa Cristina), si scende in breve alla Baita Odles e si segue l’indicazione per il Rifugio Fermeda sul sentiero 2.
Si costeggia in breve una pista da sci entrando poi a destra nel bosco su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, usciti dal bosco, ed ignorato il bivio per la baita Trojer, si continua sulla mulattiera fino ad un bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda.
Al bivio si devia a destra seguendo le indicazioni 1A/6 per la Baita Sofie, si segue quindi la mulattiera innevata che sale con pendenza moderata fino ad incontrare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo alla Baita Daniel (2240 m).

Dalla Baita Daniel si continua a seguire la mulattiera innevata che ripidamente conduce alla Baita Mastlè (2290 m), dalla Baita Mastlè si segue la traccia battuta dal gatto delle nevi a destra della baita che sale molto ripidamente, diretta sul pendio, fino a giungere alla Baita Sofie (2412 m).
Dalla Baita Sofie si segue la traccia del gatto delle nevi che porta in salita ripida ad incrociare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo al Rifugio Seceda dove arriva anche la funivia da Ortisei (2500 m).

Dal Rifugio Seceda si costeggia la pista da sci salendo in moderata pendenza il pendio che porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica delle cime visibili, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi nel tratto che riporta alla cabinovia Col Raiser (1.15 ore dal Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Raiser – Baita Daniel – Baita Mastlè – Baita Sofie – Rifugio Seceda – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Mastlè – Baita Daniel – stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte i sentieri estivi 2 e 1A/6

Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.45 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e impegnativa, seppur solitamente battuta dal gatto delle nevi, dati i tanti tratti ripidi presenti sul tracciato che richiedono ciaspole o ramponi, prestare anche attenzione all’attraversamento delle piste da sci.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione, ed evitare i tratti più ripidi, è anche possibile fermarsi alla Baita Daniel od alla Baita Mastlè riducendo dislivello ed impegno.

Vista sulle Odle e la Baita Odles dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Primo breve tratto che costeggia la pista da sci

Nel bosco

Tratto verso il bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Tratto salendo alla Baita Daniel

Vista sulla Baita Daniel salendo alla Baita Mastlè

Baita Mastlè

Salendo alla Baita Sofie

Baita Sofie

Salendo al Rifugio Seceda

Vista sulle Odle salendo al Rifugio Seceda

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta verso il Rifugio Seceda, il Sassolungo e i Denti di Terrarossa

Vista verso il gruppo del Sella

Vista sul gruppo dell’Ortles

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser di Santa Cristina su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo di Pampeago/Reitherjoch – Malga Zischgalm – Val d’Ega – gennaio 2022

Il Passo di Pampeago/Reitherjoch, posto a 1996 metri di quota, e la Malga Zischgalm, situata a 2050 metri di altezza, si trovano nel comprensorio sciistico ed escursionistico Ski Center Latemar e sono situati ai piedi dell’omonimo gruppo montuoso dolomitico del Latemar; il passo e la malga, posti sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme, sono raggiungibili sia con gli impianti e le piste da sci del comprensorio sia a piedi su sentiero invernale battuto (QUI la “pillola” sullo Ski Center Latemar).

Viene qui descritto il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi e con diversi pannelli e strutture informative sulle attività tradizionali del luogo, che conduce al Passo di Pampeago ed alla Malga Zischgalm partendo dalla cabinovia Ochsenweide di Obereggen in Val d’Ega; il tracciato, con sviluppo di circa 7 chilometri tra andata e ritorno, presenta sia tratti nel bosco che altri su spazi ampi aperti molto panoramici (QUI la “pillola” su Obereggen).

La salita al Passo di Pampeago comincia dalla stazione a monte della cabinovia Ochsenweide (1830 m, Malga Epircher Laner, stazione a valle ad Obereggen), dalla malga Epircher Laner si attraversa, con cautela, la pista da sci e si prende la mulattiera innevata a destra.
La mulattiera, che ricalca il sentiero estivo numero 9, conduce inizialmente nel bosco in salita in moderata pendenza, si percorre, poi, un sottopassaggio e si continua nel bosco seguendo sempre il sentiero 9 per il Passo di Pampeago a tutti i bivi.
Si raggiunge, quindi, un’altra pista da sci che si attraversa giungendo alla piccola malga Weigler Schupt (1890 m), si continua sulla mulattiera battuta giungendo, con salita in moderata pendenza, al Passo di Pampeago con diverse strutture in legno e pannelli informativi  che descrivono le attività tradizionali del luogo (1996 m).

Continuando sulla mulattiera innevata in saliscendi si oltrepassano altre piste da sci ed impianti fino a giungere alla Malga Zischgalm (2050 m, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con diversi saliscendi nel primo tratto, in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Ochsenweide – Malga Epircher Laner – Malga Weigler Schupt – Passo di Pampeago – Malga Zischgalm – Passo di Pampeago – Malga Weigler Schupt – Malga Epircher Laner stazione a monte cabinovia Ochsenweide

Sentieri: traccia battuta invernale che segue il sentiero estivo 9

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2050 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione all’attraversamento delle piste da sci ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: la Malga Epircher Laner può essere raggiunta anche a piedi da Obereggen seguendo il tracciato che costeggia la pista da slittino (tracciato, in parte, descritto nella relazione di salita al rifugio Oberholz, QUI la “pillola” relativa).

Malga Epircher Laner alla partenza

Primo tratto nel bosco

Malga Weigler Schupt

Salendo al Passo di Pampeago

Al Passo di Pampeago

Vista sul Latemar

Tratto verso la Malga Zischgalm

Malga Zischgalm

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare Obereggen su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Baita Messnerjoch – Val d’Ega e Val di Tires – gennaio 2022

La Baita Messnerjoch, situata a 1930 metri di quota, è situata lungo le piste del comprensorio Carezza Ski in posizione soleggiata e molto panoramica verso i gruppi dolomitici del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar; oltre che con gli sci la malga è raggiungibile anche a piedi, su sentiero invernale solitamente battuto dal gatto delle nevi (QUI la “pillola” sul comprensorio Carezza Ski).

Il sentiero invernale parte dal Passo Nigra/Nigerpass, raggiungibile da Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental o da Tires/Tiers in Val di Tires, e porta con sviluppo e dislivello moderati alla baita; lungo il percorso oltre ai bellissimi panorami si passa sia da zone di bosco ancora intatte sia in radure, che verranno riboscate, formate dall’abbattimento di diverse zone di bosco causate dalla tempesta Vaia (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sul paese di Nova Levante e QUI quella sulla Val di Tires).

La salita alla Baita Messnerjoch comincia dal Passo Nigra (1688 m, parcheggio, ristorante), si seguono le indicazioni del sentiero 1 per la Baita Messnerjoch; il tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sale dapprima in moderata pendenza nel bosco e poi alternando tratti tra radure e bosco in pendenza più lieve.
Il tracciato conduce, quindi, al bivio con il sentiero 7, rimanendo sul sentiero 1 si sale con pendenza moderata in ampi spazi fino a giungere al bivio col sentiero 1B; anche in questo caso si rimane sul sentiero 1 che con un tratto un po’ più ripido conduce, in breve, tra rado bosco e spazi aperti, alla Baita Messnerjoch (1930 m, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Nigra – Baita Messnerjoch – Passo Nigra

Sentieri: traccia battuta invernale che segue il sentiero estivo 1

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.45  ore (1.00 ora la salita, 45 minuti la discesa).

Quota massima: 1930 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo relativamente breve e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Cartelli al Passo Nigra

Primo tratto di salita nel bosco

Tratto tra radure ampie

Tratto tra rado bosco

Vista sul Catinaccio

Vista sul Latemar

Vista su Corno Bianco e Corno Nero

Ultimo tratto di salita

Baita Messnerjoch

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Lago di Dobbiaco/Toblacher See – Val Pusteria – gennaio 2022

Il Lago di Dobbiaco/Toblacher See, posto a 1258 metri di quota, è situato a pochi chilometri di distanza dal noto paese di Dobbiaco/Toblach in alta Val Pusteria/Pustertal; il lago giace in zona idilliaca circondato da vette dolomitiche del gruppo delle Dolomiti di Sesto e delle Dolomiti di Braies (QUI la “pillola” sul Lago di Dobbiaco in versione estiva e QUI quella sul paese di Dobbiaco).

In inverno è possibile percorrere il giro delle sponde del lago su tracciato innevato, di circa 3 chilometri di lunghezza, solitamente battuto; è, comunque, sempre bene fare attenzione, soprattutto con bambini, a possibili tratti ghiacciati, non è, invece, possibile attraversare a piedi le acque innevate del lago.

Il percorso attorno a Lago di Dobbiaco comincia dal parcheggio posto lungo la strada della Val di Landro (1258 m, hotel-ristorante), dal parcheggio si giunge in breve alle sponde del lago percorrendo verso sinistra il percorso che porta dapprima lungo la sponda del lago e poi nel bosco fino ad un ponticello.
Superato il ponticello si seguono sempre le indicazioni per il percorso invernale raggiungendo l’altra sponda del lago e raggiungendo, con percorso tra bosco e radure, una piattaforma panoramica e la zona dell’imbarcadero attraversando anche una pista da fondo.
Da qui si supera un altro ponte che riporta nel punto dove si è iniziato il giro del lago nei pressi del parcheggio (1.15 ore dalla partenza).

Percorso: giro intorno al Lago di Dobbiaco

Sentieri: traccia battuta invernale che segue in il sentiero estivo attorno al lago

Dislivello: nessuno

Tempo di percorrenza: 1.15  ore

Quota massima: 1258 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo relativamente breve di circa 3 chilometri e dalla difficoltà tecnica contenuta, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata; non avventurarsi sulla superficie del lago.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: il giro attorno al lago può essere anche percorso in senso inverso a quello descritto percorrendo, così, prima il tratto più soleggiato

Giro intorno al lago

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.