Cima di Tel/Zielspitz (3009 m) – Rifugio Cima Fiammante/Lodnerhütte (2259 m) – Gruppo di Tessa

La Cima di Tel/Zielspitz, situata a 3009 metri di altezza, ed Il Rifugio Cima Fiammante/Lodnerhütte, posto a 2259 metri di quota, si trovano nel Gruppo di Tessa/Texel Gruppe in zona selvaggia e molto affascinante; il rifugio e la vetta vengono raggiunti con lungo percorso dalla funivia Texel di Parcines/Partschins in bassa Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sulla funivia Texel e QUI quella su Parcines).

Il percorso transita dapprima dal Rifugio Nassereto/Nasareit Hütte e poi sale nella lunga e selvaggia Valle di Ziel fino al Rifugio Cima Fiammante; il tracciato sale poi molto lungamente alla Cima di Ziel scendendo, poi, direttamente alla Funivia Texel.

L’itinerario presenta un dislivello ed uno sviluppo molto rilevanti ed il percorso per la cima e la discesa affrontano molti tratti con salti di roccia e sfasciumi, l’impegno fisico e tecnico globali risultano, quindi, essere elevati.

L’escursione comincia dalla stazione a monte della Funivia Texel (1535 m), si sale inizialmente su stradina asfaltata raggiungendo in breve il Rifugio Giggelberg (1565 m).
Dal Rifugio Gigglberg si segue il sentiero 24 per il Rifugio Nassereto e l’Alta Via di Merano; entrando nel bosco si sale con sentiero terroso e sassoso salendo fino ad un punto panoramico a 1700 metri di quota circa, si procede poi in discesa con buono sviluppo fino al Rifugio Nassereto (1523 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Nassereto si sale sul sentiero numero 8 per il Rifugio Cima Fiammante entrando nella Valle di Ziel; il sentiero si fa subito molto ripido, su fondo selciato con grossi sassi, salendo ad una fontana.
Continuando su pendenza un po’ meno ripida si giunge ad un ponte con bella cascata proseguendo poi, nuovamente ripidamente, fino ad alcune baite chiuse ed arrivando ad una forcella nei pressi del Ginglegg (1891 m, punto di arrivo della Ferrata Ziel e bivio con altro possibile sentiero per la Cima di Tel).

Rimanendo sul sentiero 8 per il Rifugio Cima Fiammante, dopo una breve discesa, si riprende la salita in pendenza moderata fino ad un alpeggio; salendo nuovamente su ripido sentiero selciato con grossi sassi si raggiunge un’altra forcella nei pressi di una cappelletta.

Dalla forcelletta si procede in saliscendi (con anche un paio di tratti leggermente esposti con catena per eventuale sicurezza) fino all’Alpeggio Zielalm; continuando sul sentiero per il Rifugio Cima Fiammante si costeggia il torrente fino ad un ponticello dal quale, con un ultimo ripido strappo, si giunge al Rifugio Cima Fiammante (2259 m, rifugio, cappelletta, 2.30 ore dal Rifugio Nassereto, 3.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 3A per la Zielspitz, si procede in moderata pendenza tra pascoli e, superata una passerella sul torrente si sale, su terreno terroso e sassoso, in un largo vallone deviando, poi, a sinistra e salendo ad un pianoro erboso.
Dal pianoro si sale sul pendio di fronte su traccia terrosa e sassosa a mezzacosta che, con un saltino di roccia, porta ad una sella con bivio per il Blasiuszeiger; rimanendo sulla traccia per la Zielspitz si scende su un pendio erboso per poi procedere il lungo saliscendi a mezzacosta su terreno sassoso ed erboso.

Superato, successivamente, un tratto su grossi massi si sale in un valloncello terroso e sassoso, superati due saltini di roccia la traccia porta in saliscendi ad un secondo valloncello che viene percorso a tornanti su fondo sassoso fino ad una selletta.

Si sale, quindi, a sinistra tra salti di roccia e sfasciumi fino ad un pianoro dal quale si raggiunge, con un altro salto di roccette e sfasciumi, la vetta della Cima di Tel/Zielspitz (3009 m, croce, 3.15 ore dal Rifugio Cima Fiammante, 6.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende, seguendo le frecce, sul versante opposto (sentiero 2) incontrando diversi salti di roccia e tratti su traccia ghiaiosa; superato un canalino roccioso ed un breve tratto in risalita si giunge ad una selletta.
La traccia affronta un altro canalino e scende, poi, lungamente in un vallone, su grossi massi e sfasciumi, fino a giungere, al termine del vallone, al limite del bosco; il percorso terroso e sassoso scende, quindi, ripidamente al bivio con l’Orenknott.

Seguendo sempre il sentiero 2 per la Funivia Texel si scende nel bosco, su traccia terrosa e sassosa, ad una baita e, successivamente, ad un laghetto artificiale da quale si torna al Rifugio Gigglberg ed alla stazione a monte della funivia (3.30 dalla Cima di Tel, 10.15 ore dalla partenza).

Percorso: Funivia Texel – Rifugio Nassereto – Rifugio Cima Fiammante – Cima di Tel – Funivia Texel

Sentieri: 24 – 8 – 3A – 2

Dislivello: 1750 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 10.15 ore totali

Quota massima: 3009 m

Difficoltà: EE –  percorso di impegno elevato con molti tratti verso la vetta ed in discesa con salti di roccia e sfasciumi, va prestata attenzione anche a non perdere la traccia seguendo i segnavia non sempre subito visibili; tracciato dal dislivello molto rilevante e sviluppo lungo di circa 17 chilometri

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della funivia e dei rifugi ed è consigliabile pernottare al Rifugio Cima Fiammante.
La salita al Rifugio Cima Fiammante può essere anche un’escursione a sè stante senza salire alla vetta e tornando per il percorso di salita al rifugio.
La stazione a monte della funivia Texel è anche punto di partenza, tra i vari itinerari, della salita alla cima dell’Orenknott, dalla traversata alla funivia della Muta e punto di arrivo della salita lungo il Monte Sole/Sonnenberg di Parcines/Partschins (QUI la “pillola” sull’ascesa all’Orenknott, QUI quella sulla traversata alla funivia della Muta e QUI la “pillola” sul percorso al Monte Sole di Parcines).

Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto visti i lunghi tratti di percorso su roccette e sfaciumi e buona visibilità considerati i diversi punti in cui bisogna cercare con attenzione la traccia; è bene anche dosare le forze lungo tutto il percorso. Io ho pernottato al Rifugio Cima Fiammante ma, in ogni caso, il percorso risulta molto lungo

Funivia Texel

Breve salita al Rifugio Giggelberg

Rifugio Giggelberg

Lungo il percorso per il Rifugio Nassereto

Al Rifugio Nassereto

Salendo nel primo tratto verso il Rifugio Cima Fiammante

Ponte con cascata

Salendo al punto Gingglegg

Continuando la salita al Rifugio Cima Fiammante

Cappelletta

Uno dei tratti con catena di sicurezza

Malga Zielalm (non gestita)

Salendo nell’ultimo tratto verso il Rifugio Cima Fiammante

Al Rifugio Cima Fiammante

Primo tratto di salita alla Cima di Tel/Zielspitz

Lungo tratto in saliscendi

Tratto finale per la vetta

In vetta alla Cima di Tel/Zielspitz

Lungo la discesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia Texel di Parcines su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 10-12 e 15-18.

Per informazioni riguardanti specificatamente la Funivia Texel è possibile contattare i seguenti recapiti:
Tel. +39 0473 968295 – E-mail: info@texelbahn.com
Sito internet: www.texelbahn.com

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rio Lagundo/Aschbach – Val Venosta

Il piccolo borgo di Rio Lagundo/Aschbach è posto in zona idilliaca tra pascoli in posizione elevata sulla bassa Val Venosta/Vinschgau; il paesino è frazione di Lagundo/Algund ma può essere raggiunto anche in funivia dalla Val Venosta da Rablà/Rabland, frazione di Parcines/Partschins (QUI la “pillola” su Lagundo e QUI quella su Rablà e Parcines).

La funivia partendo da Rablà porta in pochi minuti ai 1333 metri della stazione a monte a Rio Lagundo e può anche trasportare biciclette; la funivia è solitamente aperta tutto l’anno ma è comunque bene controllare periodi ed orari di funzionamento.

Il paesino di Rio Lagundo è formato da diversi masi ed ospita anche due punti di ristoro all’Ascbacherhof e all’Oberhaus; molto interessanti sono anche la Chiesa del Santissimo Cuore di Gesù e la più piccola ed antica chiesetta di Maria della Neve posta su una collinetta con magnifico panorama sulla Val Venosta.

Da Rio Lagundo partono anche diversi escursioni di diversa lunghezza ed impegno come il sentiero didattico, il percorso per la Malga Naturnseralm e la discesa a valle verso Rablà ed i sentieri che portano alla zona del Monte San Vigilio/Vigiljoch (QUI la “pillola” sulla discesa a Rablà e QUI quella sul percorso ad anello al Monte San Vigilio).

In particolare la zona del Monte San Vigilio, situata in posizione bucolica tra pascoli, ospita diversi punti di interesse quali l’antica chiesetta di San Vigilio, il Lago Nero/Schwarze Lacke e diversi punti di ristoro; l’area del Monte San Vigilio può essere raggiunta anche con gli impianti di risalita da Lana in Val d’Adige (QUI la “pillola” sul comprensorio del Monte San Vigilio).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2022 e primavera 2023

Rio Lagundo

Aschbacherhof

Chiesa del Santissimo Cuore di Gesù

Chiesetta di Santa Maria della Neve

Vista sulla Val Venosta dalla Chiesetta di Santa Maria della Neve

Stazione a valle della funivia a Rablà

Lungo il viaggio in funivia

Alla stazione a monte della funivia a Rio Lagundo

Vista su Parcines, Rablà ed il Gruppo di Tessa dalla stazione a monte della funivia

Informazioni e percorsi didiattici nei pressi di Rio Lagundo

Lungo la discesa a piedi da Rio Lagundo a Rablà

Percorso ad anello per il Monte San Vigilio

Cliccare sull’immagine per visualizzare Rio Lagundo su Google Maps

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Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige

Monte San Vigilio/Vigiljoch (1837 m) – salita da Rio Lagundo/Aschbach – Val Venosta

Il Monte San Vigilio/Vigiljoch, la cui massima elevazione del Dosso dei Larici/Larchbühel raggiunge i 1837 metri di quota, è posto tra la Val d’Adige/Etschtal, la Val d’Ultimo/Ultental e la bassa Val Venosta/Vinschgau; l’area del Monte San Vigilio, che presenta diverse possibilità di accesso, è prevalentemente boscosa ed offre molte possibilità escursionistiche e punti di interesse.

Viene qui descritto l’accesso dalla funivia Rio Lagundo/Aschbach, frazione di Lagundo/Algund, ma con stazione a valle dell’impianto situata a Rablà/Rabland, frazione di Parcines/Partschins, in bassa Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Rio Lagundo, QUI quella su Lagundo e QUI la “pillola” su Parcines e Rablà).

Il percorso ad anello, dal dislivello contenuto ma con alcuni tratti ripidi e sviluppo di circa 9 chilometri, raggiunge nel bosco dapprima il piccolo Lago Nero/Schwarze Lacke per poi proseguire per la chiesetta di San Vigilio e la vetta tornando, poi, alla funivia tramite il Passo San Vigilio e successiva discesa nel bosco.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della funivia Rio Lagundo (1333 m, stazione a valle a Rablà), si segue il sentiero 28 per il Vigiljoch raggiungendo in breve la frazione di Rio Lagundo (con posti di ristoro Aschbacher Hof e Oberhaus) salendo poi nel bosco fino al bivio tra il sentiero 28 ed il 28A.
Si segue il sentiero 28A per il Lago Nero/Schwarze Lacke salendo piuttosto ripidamente, incrociando diverse volte la strada forestale, su sentiero terroso nel bosco raggiungendo il grosso masso Mahderknott e poi un punto più aperto panoramico con crocefisso.
Continuando di nuovo nel bosco si giunge al bivio col sentiero 28B, rimanendo sul sentiero 28A si giunge quindi, in breve, al Lago Nero/Schwarze Lacke con attiguo punto di ristoro Seespitz (1760 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dal Lago Nero si segue il sentiero 9 per il Monte San Vigilio/Vigiljoch, si sale su mulattiera sterrata dapprima piuttosto ripidamente e poi in falsopiano raggiungendo la chiesetta di San Vigilio posta su un colle; dalla chiesetta si segue il sentiero 4 per la seggiovia salendo, ripidamente ma in breve, su mulattiera sterrata fino alla stazione a monte della seggiovia, proveniente dagli impianti di Lana, ed al posto di ristoro Sessellift (1814 m).

Volendo, in breve, dal Sessellift si può seguire la mulattiera non segnata che porta nei pressi delle antenne (recintate con divieto di accesso) poste sulla vetta del Dosso dei Larici (1837 m, 40 minuti dal Lago Nero, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Dosso dei Larici si torna alla chiesetta di San Vigilio e si riprende il sentiero 9 che, in breve, porta su mulattiera sterrata al Passo San Vigilio/Vigiljoch (1743 m); dal passo si segue il sentiero 28 per Rio Lagundo/Aschbach, il tracciato scende ripidamente nel bosco (attraversando diverse volte la strada forestale) e poi riporta al bivio col sentiero 28A incontrato in salita.
Per il sentiero già noto si torna, quindi, in breve a Rio Lagundo/Aschbach (1.15 ore dal Dosso dei Larici, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funivia Rio Lagundo – Lago Nero – chiesetta San Vigilio – stazione a monte seggiovia – Dosso dei Larici – stazione a monte seggiovia – chiesetta San Vigilio – Passo San Vigilio – stazione a monte funivia Rio Lagundo

Sentieri: 28 – 28A – 9 – 4 – deviazione al Dosso dei Larici – 4 – 9 – 28

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.15 ore

Quota massima: 1837 m

Difficoltà: E –  percorso che non presenta particolari difficoltà tecniche ma con diversi tratti ripidi nel bosco e sviluppo totale di circa 9 chilometri

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: la discesa ripida nel bosco col sentiero 28 può essere evitata seguendo la mulattiera forestale più lunga ma meno pendente. È bene informarsi su orari e periodi di apertura della funivia e, se si volesse fermarsi, dei vari punti di ristoro
Il Monte San Vigilio può essere raggiunto anche partendo dalla stazione a monte della funivia proveniente da Lana (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione interessante che tocca diversi tipi di ambiente e punti di interesse; può essere adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Panorama su Rablà e Parcines dalla stazione a monte della funivia

Vista su Rio Lagundo dalla stazione a monte della funivia

Salendo da Rio Lagundo verso il bosco

Salendo nel bosco

Bivio tra sentiero 28 e 28A

Grosso mosso Mahder Knott

Salendo nel bosco

Vista dal punto panoramico

Salendo al Lago Nero

Lago Nero

Punto di ristoro Seespitz

Punto di ristro Seespitz

Cavalli avelignesi

Chiesetta di San Vigilio

Tratto verso la stazione a monte della seggiovia proveniente dagli impianti di Lana

Vista su Mendola/Mendel e Monte Luco/Laugen

Punto di ristoro Sessellift alla stazione a monte della seggiovia

Salendo alla vetta del Dosso dei Larici

Vetta del Dosso dei Larici

Andando verso il Passo San Vigilio/Vigiljoch

Al Passo San Vigilio/Vigiljoch

Scendendo a Rio Lagundo nel bosco sul sentiero 28

All’Aschbacher Hof


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia Rio Lagundo a Rablà su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, del Monte San Vigilio, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Waalweg/Rogge di Ciardes/Tschars e Castel Juval – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Ciardes/Tschars, situato nei pressi di Castelbello/Kastelbell, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso ad anello, dallo sviluppo di 13 chilometri totali e dal dislivello moderato, che permette di visitare i Waalweg di Ciardes (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che altri punti di interesse quali Castel Kasten e le grande Castel Juval (QUI la “pillola” su Ciardes e Castelbello).

Castel Juval è anche inserito nel circuito dei musei di montagna “Messner Mountain Museum”, curati Reinhold Messner, ed ospita diversi cimeli di culti religiosi tibetani ed asiatici di montagna; nel museo sono visibili anche molti oggetti usati Reinhold Messner durante le sue spedizioni essendo Castel Juval residenza del grande alpinista per diversi mesi all’anno (QUI la “pillola” su Castel Juval).

Il percorso comincia dal centro di Ciardes (650 m) seguendo il sentiero 2 per il Trumsberg; salendo tra le case del paese si prosegue in salita un po’ ripida passando su fondo erboso tra coltivazioni fino ad incrociare il sentiero 3 del Waalweg.
Si segue a sinistra il sentiero 3 per Castelbello/Kastelbell procedendo in saliscendi nel bosco sui Waalweg fino a giungere all’icrocio col sentiero 1B.
Si segue, quindi, il sentiero 1B in discesa verso Colsano/Galsaun scendendo nel bosco e poi su mulattiera fino a giungere, in breve, a Castel Kasten (600 m, privato, 45 minuti dalla partenza).

Ritornati in salita sul sentiero 3 si segue a ritroso il sentiero dei Waalweg fino al bivio col sentiero 2; si rimane sul sentiero 3 proseguendo verso Castel Juval; si prosegue, quindi, tra bosco e poi in breve su asfalto rimanendo ai vari bivi sul sentiero 3.
Seguendo sempre per Castel Juval si ritorvano i Waalweg prosegeundo dapprima nel bosco e poi in terreno aperto più ripido con ampie viste sulla Val Venosta fino a giunger al posto di ristoro Sonnenhof (1,15 ore da Castel Kasten, 2.00 ore dalla partenza).
Si segue adesso il sentiero 1 per Castel Juval, il sentiero sale un po’ ripidamente nel bosco fino a raggiungere, in breve, Castel Juval (950 m, museo, punti di ristoro, 15 minuti dal Sonnenhof, 2.15 ore dalla partenza).

Si torna in breve al Sonnenhof e si segue il sentiero 1 per Stava/Staben, si scende un po’ ripidamente tra bosco e terreni più aperti ignorando il bivio il bivio per il sentiero 1C e raggiungendo il bivio per Ciardes/Tschars e gli Stabner Waalweg.
Si seguono gli Stabner Waalweg verso Ciardes nel bosco con qualche tratto un po’ stretto fino a giungere in terreno più aperto in breve risalita tra coltivazioni.
Si giunge, quindi, all’hotel-ristorante Himmelreich e si torna poi su asfalto, in breve, a Ciardes/Tschars (1.30 ore da Castel Juval, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Ciardes – Waalweg – Castel Kasten – Waalweg – Sonnenhof – Castel Juval – Sonnenhof – Stabner Waalweg – Hotel ristorante Himmelreich – Ciardes

Sentieri: 2 – 3 – 1B – 3 – 1 – Stabner Waalweg

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali

Quota massima: 950 m

Difficoltà: E –  percorso non molto difficile tecnicamente ma che presenta alcuni  tratti un po’ ripidi ed altri un po’ stretti (sconsigliabili con fondo bagnato); 13 chilometri circa di sviluppo totali

Data di percorrenza: maggio 2023

Annotazioni: il percorso ad anello può essere percorso in entrambi i sensi; è possibile, inoltre, abbreviare il percorso non andando verso Colsano e Castel Kasten e seguendo alla partenza direttamente i Waalweg verso Castel Juval. Prestare attenzione ai molti bivi lungo il percorso; se si decide di visitare Castel Juval è bene controllare i periodi di apertura come anche quelli dei diversi punti di ristoro se si volesse pranzare in uno di essi

Esperienza di Stefano: io ho trovato le rogge dei Waalweg asciutte ma, solitamente, in primavera ed estate sono ancora funzionanti Sconsiglio la percorrenza con tracciato bagnato nei tratti ripidi o stretti; è, bene, inoltre scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami verso la Val Venosta

Primo tratto salendo da Ciardes

Bivio per i Waalweg

Lungo i Waalweg verso Colsano

Castel Kasten

Io e Arianna di https://www.camminiamoyoga.com/

Vista su Ciardes andando verso i Waalweg verso Castel Juval

Waalweg verso Castel Juval

Al punto di ristoro Sonnenhof

Vista sulla Val Venosta salendo a Castel Juval

Castel Juval (foto possibili solo all’aperto)

Scendendo verso l’imbocco degli Stabner Waalweg

Sugli Stabner Waalweg

Tornando verso Ciardes

Cliccare sull’immagine per visualizzare Ciardes su Google Maps

DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Baita Lazaun/Lazaunhütte – Val Senales

La Baita Lazaun/Lazaunhütte, posta a 2427 metri di quota, è situata in Val Senales/Schnalstal nell’area degli impianti da sci dell’area Ghiacciai Val Senales; la baita è posta in posizione magnifica al cospetto di montagne impnenti alte, in diversi casi, ben oltre i 3000 metri di quota (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sull’area sciistica).

La baita è raggiungibile da Maso Corto/Kurzars sia con l’omonima cabinovia sia a piedi lungo il sentiero innevato battuto che segue la pista da slittino (chiusa in questo inverno per gli slittini); il percorso presenta dislivello e sviluppo moderati con presenza anche di qualche tratto un po’ ripido.

Come detto, quest’anno la pista da slittino è percorribile normalmente dagli escursionisti; se nelle prossime stagioni invernali dovesse essere riaperta agli slittinisti bisognerà vedere come sarà regolamentata la percorrenza a piedi.

Il percorso comincia da Maso Corto al termine della strada della Val Senales (2011 m) superando il ponte e seguendo la pista da slittino verso la Malga Lazaun (chiusa per gli slittini in questo inverno); il percorso, solitamente battuto, sale inizialmente nel bosco in pendenza moderata.
Il tracciato, che segue sempre la traccia della pista da slittino, esce successivamente dal bosco salendo il ampi tornanti, con anche qualche tratto un po’ più ripido, fino a giungere nei pressi delle piste da sci.
Continuando sul tracciato della pista da slittino si costeggiano le piste giungendo, infine, alla Baita Lazaun (2427 m, rifugio, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Maso Corto – Baita Lazaun – Maso Corto

Sentieri: percorso invernale che segue la pista da slittino

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.30 ora l’andata, 1.15 minuti il ritorno).

Quota massima: 2427 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di 7 chilometri totali con alcuni tratti un po’ ripidi; difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura.

Data di percorrenza: marzo 2023

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del rifugio e della cabinovia in inverno e le condizioni di battutura del percorso; il rifugio è anche raggiungibile in cabinovia che può, volendo, anche essere usata in salita o discesa per abbreviare il percorso.

Lungo il primo tratto di salita nel bosco

Salendo nel tratto intermedio del percorso

Ultimo tratto di salita

Baita Lazaun

Panorami dalla Baita Lazaun

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Maseben – Vallelunga/Langtaufers –  Val Venosta

Il Rifugio Maseben/Maseben Berghütte, situato a 2267 metri di quota, è posto in Vallelunga/Langtaufers, valle laterale dell’alta Val Venosta che si origina nei pressi del paese di Curon Venosta/Graun in Vinschgau; il rifugio è posta in zona magnifica ai piedi di montagne imponenti di oltre 3000 metri di quota del Gruppo della Palla Bainca/Weißkugel (QUI la “pillola” su Curon Venosta e la zona di Resia/Reschen e QUI quella sul comprensorio di sport invernali Belpiano-Malga San Valentino/Schöneben-Haideralm posto nella zona di Resia).

Il Rifugio, solitamente aperto anche in inverno, è raggiungibile dal parcehggio Maseben (tra i gruppi di case di Grub e Kapp) in Vallelunga; il percorso pedonale, è, solitamente, battuto dal gatto delle nevi e presenta uno sviluppo e dislivello moderati ma con presenza di diversi tratti ripidi.

Dal Rifugio Maseben partono anche molti itinerari scialpinistici verso le vette circostanti (naturalmente sono richieste la giusta esperienza e condizioni); dal rifugio gli scialpinisti possono poi tornare al parcheggio, se le condizioni lo permettono, anche sfruttando la vecchia pista da sci.

Il percorso comincia dal parcheggio Maseben (1868 m) seguendo il sentiero invernale per il Rifugio Maseben; il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sale nel bosco in pendenza moderata fino ad un bivio.
Si segue per il Rifugio Maseben, sempre nel bosco, si ignora la deviazione a sinistra del sentiero 19 e si rimane sul sentiero forestale invernale raggiungendo un bivio non segnalato; a sinistra il percorso è più breve e ripido, a destra più lungo e meno erto; io ho seguito il percorso di sinistra che sale via via più ripidamente uscendo dal bosco e raggiungendo la Malga Masebneralm dove si ricongiunge col sentiero meno ripido (2018 m, chiusa).

Continuando per il Rifugio Maseben si sale ripidamente lungo la vecchia pista da sci e poi con un ultimo tratto, nuovamente nel bosco, fino a giungere al Rifugio Maseben (2267 m, 1.30 ore dalla partenza seguendo la variante più ripida).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Maseben – Rifugio Maseben – parcheggio Maseben

Sentieri: percorso invernale che segue in parte il sentiero 19

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.30 ora l’andata, 1.15 minuti il ritorno).

Quota massima: 2267 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di 7,5 chilometri totali con diversi tratti ripidi; difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura.

Data di percorrenza: marzo 2023

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del rifugio in inverno e le condizioni di battitura del percorso; il rifugio è anche raggiungibile, in determinati orari, con navetta su prenotazione.
In Vallelunga, a breve distanza dal punto di partenza per il Rifugio Maseben, è presente anche il percorso invernale per la Malga di Melago/Melageralm (QUI la “pillola” sull’escursione invernale alla Malga di Melago).

Cartelli alla partenza

Primo tratto nel bosco

Navetta del rifugio

Salendo verso il bivio tra variante più ripida e meno erta

Bivio tra variante più ripida e corta a sinistra e meno ripida e più lunga a destra

Salendo verso la Malga Masebneralm

Malga Masebneralm (chiusa)

Salendo al Rifugio Maseben

Rifugio Maseben

Panorami dal Rifugio Maseben

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Maseben in Vallelunga su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.



Malga di Melago/Melageralm –  Vallelunga/Langtaufers –  Val Venosta

La Malga di Melago/Melageralm, situata a 1970 metri di quota, è posta in Vallelunga/Langtaufers, valle laterale dell’alta Val Venosta che si origina nei pressi del paese di Curon Venosta/Graun in Vinschgau; la malga è posta in zona idilliaca ai piedi di montagne imponenti di oltre 3000 metri di quota del Gruppo della Palla Bainca/Weißkugel (QUI la “pillola” su Curon Venosta e la zona di Resia/Reschen e QUI quella sul comprensorio di sport invernali Belpiano-Malga San Valentino/Schöneben-Haideralm posto nella zona di Resia).

La malga, solitamente aperta anche in inverno, è raggiungibile dal paesino di Melago/Melag posto al termine della Vallelunga; il percorso pedonale, che costeggia le piste da sci di fondo, è, solitamente, battuto dal gatto delle nevi e presenta uno sviluppo e dislivello contenuti con percorso in dolci saliscendi.

Il percorso per la Malga di Melago comincia da Melago (1912 m) seguendo le indicazioni per la Malga di Melago/Melageralm con il sentiero numero 2.
Seguendo i cartelli per la traccia invernale pedonale, solitamente battuta dal gatto delle nevi, si procede in leggero saliscendi costeggiando le piste da fondo; superato un piccolo dosso si continua su pianoro aperto.
Sempre seguendo le indicazioni invernali per i pedoni si oltrepassa un ponte e si sale, quindi, sull’ultimo tratto, leggermente più ripido, fino alla Malga di Melago (1970 m, posto di ristoro, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con i diversi saliscendi, in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.

Percorso: Melago – Malga di Melago – Melago

Sentieri: traccia invernale che segue in parte il sentiero estivo 2

Dislivello: 100 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 1.45 ore totali (1.00 ora l’andata, 45 minuti il ritorno).

Quota massima: 1970 m

Difficoltà: EAI – escursione dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, sviluppo totale di circa 4 chilometri tra andata e ritorno; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura

Data di percorrenza: marzo 2023 e marzo 2025

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura della malga in inverno e fare attenzione alle indicazioni per il sentiero pedonale, per non calpestare la traccia preparata per lo sci di fondo.
In Vallelunga, a breve distanza dal punto di partenza per la Malga di Melago, è presente anche il percorso invernale per il Rifugio Maseben (QUI la “pillola” sull’escursione invernale al Rifugio Maseben).

A Melago

Piste da sci di fondo

Vista sulla larga valle che porta alla Malga di Melago

Primo tratto del percorso, in lievi saliscendi, verso la Malga di Melago

Lungo il tratto nel pianoro

Ponte

Ultimo tratto, leggermente più ripido, di salita alla malga

Alla Malga di Melago

Panorami dalla Malga di Melago

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte – Val Martello

Il Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte, posto a 2264 metri di quota, è situato in alta Val Martello/Martelltal, valle laterale della Val Venosta/Vinschgau, nel Parco Nazionale dello Stelvio in zona idilliaca circondata da molte vette che superano i 3000 metri di quota; il rifugio è raggiungibile dal parcheggio posto al termine della strada della Val Martello con percorso non molto lungo ma battuto solo dagli escursionisti (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il tracciato, dal dislivello moderato, presenta anche alcuni tratti un po’ ripidi e richiede la giusta attrezzatura; dal rifugio, aperto in inverno solitamente nel periodo dello scialpinismo da metà febbraio a fine aprile, è volendo possibile anche raggiungere, con percorso breve ma impegnativo, la vecchia diga della Val Martello.

La diga è stata costruita a fine ‘800 per contenere le piene di un lago glaciale ormai scomparso; dall’area della diga si gode anche un bellissimo panorama sul gruppo del Cevedale e molte altre vette imponenti.

La salita comincia dal parcheggio al termine della strada della Val Martello (2051 m, Hotel Genziana); dal parcheggio si seguono le indicazioni per il sentiero 151 per il Rifugio Corsi, la traccia invernale innevata, battuta solo dagli escursionisti, sale da subito piuttosto ripidamente nel bosco.
Alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata si supera un ponte e si giunge ad un pianoro con rifugio visibile sul monte soprastante; ignorando le diverse deviazioni si continua sul sentiero 151 per il Rifugio Corsi salendo ripidamente a mezzacosta e poi con serpentine e pendio aperto fino a giungere al Rifugio Nino Corsi ed alla vicina chiesetta (2264 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio, se condizioni ed esperienza lo permettono, si sale seguendo il sentiero 103-150 (indicazioni per  il Rifugio Martello); si costeggia una cascata ghiacciata e salendo ripidamente in un valloncello si giunge ad un tratto a mezzacosta piuttosto stretto fino a giungere ad un pianoro aperto ove è posta la vecchia diga della Val Martello (2318 m, 30 minuti dal Rifugio Corsi, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa, con attenzione, per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Nino Corsi – vecchia diga – Rifugio Nino Corsi –  parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: traccia invernale che segue i sentieri estivi 151 e 150-103

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 2318 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo e dislivello contenuti ma piuttosto impegnativa tecnicamente visto che il percorso è battuto solo dagli escursionisti e presenta diversi tratti ripidi e, verso la diga, anche in parte un po’ esposti. Sono necessarie buone condizioni della neve e meteorologiche oltre alla relativa attrezzatura (ciapsole e ramponi o sci da scialpinismo) ed esperienza.

Data di percorrenza: febbraio 2023

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del rifugio in inverno (soiltamente da metà febbraio a fine aprile circa); naturalmente, è possibile fermarsi al rifugio senza salire alla diga riducendo impegno tecnico e fisico

Alla partenza

Salendo nel primo tratto

Pianoro lungo la salita al Rifugio Corsi

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Seconda parte di salita al Rifugio Nino Corsi

Rifugio Corsi con vicina chiesetta

Salendo alla vecchia diga

Antica diga

Vista sul gruppo del Cevedale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Parco vie ferrate Knott – Unterstell di Naturno/Naturns – Gruppo di Tessa

Tra i vari punti di interesse presenti a Naturno/Naturns in bassa Val Venosta/Vinschgau si trova la funivia Unterstell che porta nel Gruppo di Tessa/Texelgruppe; la funivia, alla cui stazione a monte si trova anche il Rifugio Unterstell ed una piattaforma panoramica, è punto di partenza e arrivo di diverse escursioni e del Parco vie ferrate Knott (QUI la “pillola” su Naturno e QUI quella sulla funivia Unterstell).

Il Parco vie ferrate Knott, situato sul Monte Sole/Sonnenberg, è posto a breve distanza dalla stazione a monte della funivia e presenta 6 brevi vie ferrate di diversa difficoltà, impegno fisico ed esposizione; la via meno impegnativa è la “Turtle”, di medio impegno si trovano le vie “Affele” e “Rocky”, è presente poi la via difficile “Sally” e la via più impegnativa “Spitzbuam”.

Tutte le vie presentano un’esposizione rilevante e quindi necessitano di kit da ferrata, casco ed assenza di vertigini; essendo le vie brevi, con la supervisione di esperti, il parco ferrate può essere utile anche per capire il proprio livello in ferrata.

Sul sito internet della funivia Unterstell ed in loco sono anche presenti depliant che illustrano le varie vie con le rispettive difficoltà; è, comunque, bene non sottovalutare l’impegno delle, seppur brevi, vie ferrate.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’agosto 2022

Funivia Unterstell

Rifugio Unterstellhof

Piattaforma panoramica

Parco ferrate Knott

Foto © Francesco Lavezzari


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime e trekking del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Vallungspitz (2643 m) – Alpi Venoste

La Vallungspitz, vetta di 2643 metri di altezza, è posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in alta Val Venosta/Vinschgau; la cima, da cui si gode un panorama ampio su molte vette circostanti, è posta in un contesto selvaggio e poco frequentato e, quindi, molto caratteristico.

La vetta presenta diverse possibilità di accesso, viene qui descritta la salita dalla Val Roja/Rojental raggiungibile da Resia/Reschen; il percorso, ad anello, presenta un lungo sviluppo ed un dislivello relativamente elevato ed attraversa prima zone pascolive e poi più aspre attraversando anche diversi tratti ripidi (QUI la “pillola” su Resia e Curon Venosta).

La salita comincia dal parcheggio posto poco prima delle case di Roja (1935 m, strada asfaltata da Resia, parcheggio al tornante prima delle case); i si segue la mulattiera numero 6, con indicazioni Fallungspitz, salendo in leggera pendenza fino ad un gruppo di baite.
Si segue adesso a destra il sentiero 6A per la Fallungspitz, si sale tra pascoli su traccia erbosa, attenzione a non perdere il sentiero, fino ad entrare in un valloncello che si risale su traccia sassosa e terrosa, con alcuni tratti ripidi, attraversando alcune volte il torrente.
Usciti dal valloncello si sale nuovamente tra pascoli in leggera pendenza fino ad un bivio con indicazioni su un sasso; si segue dritti sul sentiero 2A con traccia terrosa e sassosa che porta, con alcuni tratti ripidi, al Passo di Vallunga/Schartl (2619 m, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Passo di Vallunga si segue il sentiero 2 a sinistra sull’evidente cresta verso la cima, si risale su traccia sassosa una prima elevazione, si continua poi in saliscendi su traccia erbosa per poi salire, infine, ripidamente su traccia sassosa alla vetta della Vallungspitz (2643, croce, 15 minuti dal Passo di Vallunga, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna al Passo di Vallunga e si segue il sentiero 2 sul versante opposto da quello da cui si era saliti al passo; la traccia scende in pendenza leggera tra pascoli risalendo in breve ad una sella e poi traversando, su fondo terroso ed erboso, lungamente a mezzacosta fino a scendere, facendo attenzione a non perdere il sentiero, poi al ricovero per animali Grunbodenhütte (2465 m, 45 minuti dalla cima, 3.15 ore dalla partenza).

Dal Grunbodenhütte si scende su mulattiera inizialmente con numero 2, indicazioni Roja,  fino ad un vicino bivio; si segue poi la mulattiera numero 6 con indicazioni Fallunghütte e Reschen.
La mulattiera scende molto lungamente in moderata pendenza, ignorando diversi bivi, fino alla baita Fallunghütte (non gestita); continuando sulla mulattiera si torna al gruppo di baite incontrato all’andata.
Volendo si può, adesso, seguire il sentiero 8A con indicazioni Rojer Runde salendo su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata e poi in saliscendi, fino al Rifugio Rojen Skihütte (2000 m, 2.00 ore dal Grunbodenhütte, 5.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Rojen Skihütte si segue la mulattiera sassosa che riporta in discesa, in breve, al parcheggio (15 minuti dal Rifugio Rojen Skihütte, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio sotto le case di Roja – Passo di Vallunga/Schartl – Vallungspitz – Grunbodenhütte –  Fallunghütte – Rifugio Rojen Skihütte – parcheggio sotto le case di Roja

Sentieri: 6 – 6A – 2A – 2 – 6 – 8A

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore 

Quota massima: 2643 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi su sentiero terroso e qualche passaggio più tecnico lungo la cresta finale, sviluppo totale di oltre 13 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: tornati al gruppo di baite alla fine della discesa dalla mulattiera si può, naturalmente, omettere la deviazione al Rifugio Rojen Skihütte e tornare al parcheggio sulla mulattiera dell’andata.
Dall’area di Roia partono anche diversi altri percorsi e salite a cime, come, ad esempio, la vetta dell’Äusserer Nockenkopf (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e per non avere problemi di orientamento nei tratti tra pascoli; pur non essendo il percorso molto difficile è bene fare attenzione ai diversi tratti un po’scivolosi soprattutto dopo periodi piovosi

Primo tratto su mulattiera verso il gruppo di baite

Salendo tra pascoli e valloncello sul sentiero 6A

Salendo sul sentiero 2A al Passo di Vallunga

Cresta verso la cima

In vetta alla Vallungspitz

Panorami di vetta

Scendendo al Grunbodenhütte

Grunbodenhütte

Scendendo al Fallunghütte ed al gruppo di baite incontrato all’andata

Salendo al Rifugio Rojen Skihütte

Rifugio Rojen Skihütte

Tornando al parcheggio

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio escursionistico di Roja)


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta