Girelle alla cannella – ricette tipiche

In Alto Adige/Südtirol si trovano in molti panifici e pasticcerie diversi tipi di girelle farcite; tra esse si trovano quelle alla nocciola, papavero e cannella. Viene qui proposta la versione alla cannella, molto amata nel periodo invernale ma non solo; le girelle sono molto soffici e gustose ed adatte per una gustosa colazione e merenda.

Ingredienti per 15 girelle:

Impasto:

– 500 g di Farina Manitoba
– 100 g di farina tipo 00 Rieper
– 100 ml di latte parzialmente scremato MILA (volendo anche senza lattosio)
– 100 ml di acqua
– 115 gr di zucchero
– 80 g di burro Vipiteno/Sterzing tagliato a piccoli pezzi a temperatura ambiente
– 2 uova da masi Alto Adige/Südtirol
– 7 g di lievito di birra secco
– 5 g di sale
– aroma di vaniglia q.b.

Ripieno:

– 100 g di zucchero
– 10 g di cannella
– 20 g di burro da sciogliere per la farcia e la teglia

Glassa:

– 75 g di zucchero a velo
– acqua q.b. a temperatura ambiente

Procedimento di preparazione:

Cominciamo preparando l’impasto delle girelle. Versate in una planetaria le farine, il lievito, l’aroma di vaniglia e lo zucchero.

In una ciotola con beccuccio versate l’acqua, il latte e le uova e mescolate. Utilizzando il gancio, azionate la planetaria e versate a filo il composto liquido.

Man mano che il composto comincia ad amalgamarsi, mentre la planetaria lavora, aggiungete, poco alla volta, il burro tagliato a piccoli pezzetti. Aspettate che si sia amalgamato prima di aggiungerne dell’altro.

Continuate a lavorare il composto con la planetaria finchè avrà raggiunto una consistenza morbida ed omogenea.

Lavorate brevemente il composto con le mani per creare una palla liscia ed omogenea.

Riponete il composto nella ciotola che avete usato per impastarlo, copritelo con un panno e lasciatelo lievitare per due ore circa. Dovrà raddoppiare di volume. Io l’ho riposto nel forno, spento ovviamente.

Passato il tempo di lievitazione, prima di tirarlo fuori, fate sciogliere il burro necessario per il ripieno e per la teglia. Dopodichè versate in una ciotola lo zucchero e la cannella e mescolate.

Ora potete prendere l’impasto. Ponetelo su una spianatoia leggermente infarinata e, con l’aiuto di un mattarello, stendetelo fino a formare un rettangolo delle dimensioni di circa 50 x 30 cm.

Spennellate la superficie con il burro fuso e cospargete la superficie imburrata con il composto di zucchero e cannella, fino a riempire tutto il rettangolo.

Arrotolate, delicatamente, il composto dal lato lungo, fino a formare un rotolo omogeneo.

Avvolgete il rotolo in un canovaccio e ponetelo in frigo per 10 minuti, affinchè si rapprenda. Nel frattempo imburrate la teglia con il burro rimasto. Passato questo tempo, è il momento di formare le girelle. Con l’aiuto di un coltello seghettato, tagliate una quindicina circa di girelle del diametro di 4 cm.

Per assicurarvi che le girelle restino rotonde, tirate leggermente il bordo di chiusura e portatelo sotto uno dei due lati in cui si vede il composto. Questa parte andrà poi poggiata sulla teglia ed eviterà che la girella si apra in cottura. Se scegliete di usare una teglia rotonda, create un primo cerchio esterno, poi uno interno, avendo cura di lasciare lo spazio necessario alla lievitazione, ma allo stesso tempo che vengano a toccarsi. In questo modo, dopo la cottura, avrete una splendida torta di girelle. Per le teglie rettangoli o quadrate ponete le girelle in file ordinate.

Lasciate lievitare nuovamente per circa 1 ora, finchè non saranno di nuove belle gonfie.

Cuocete le girelle in forno preriscaldato a 185° per circa mezz’ora.

Ponete le girelle su una gratella a raffreddare.

Prepariamo ora la glassa. In una ciotola ponete lo zucchero a velo e, a filo, versate pochissima acqua alla volta, avendo cura di mescolare con un cucchiaio prima di aggiungerne dell’altra. La glassa sarà pronta quando risulterà liscia, morbida e sarà possibile creare delle strisce senza che si spezzino quando le si lavora.

Una volta raggiunta la consistenza desiderata, glassate le girelle, utilizzando lo stesso cucchiaio con cui avete preparato la glassa. Muovetelo avanti e indietro, creando così delle strisce.

Ponete le girelle su un piatto da portata. Buon appetito!

Preparazione della ricetta: Cristina Mapelli
Foto: Pillole sudtirolesi

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Monte Specie/Strudelkopf – Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte – Prato Piazza – Valle di Braies

Il Monte Specie/Strudelkopf, vetta di 2307 metri di quota, ed il Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte, posto a 2040 metri di altezza, sono situati nelle Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten e possono essere raggiunti da diversi accessi; viene qui descritto quello più breve da Prato Piazza/Plätzwiese, località posta in Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” su Prato Piazza e la Valle di Braies).

Il percorso parte dal parcheggio di Prato Piazza raggiungendo dapprima, su mulattiera battuta dal gatto delle nevi, il Rifugio Vallandro posto nei pressi dell’omonimo forte; il tracciato, battuto solo dagli escursionisti, raggiunge poi la Sella di Monte Specie e la vetta del Monte Specie dalla quale si gode un panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici.

L’escusione dal dislivello moderato e sviluppo piuttosto lungo si svolge, come detto, in gran parte su traccia battuta solo dagli escursionisti e quindi richiede condizioni meteo e del percorso, esperienza ed attrezzatura adeguate.

Il percorso comincia dal parcheggio di Prato Piazza (1980 m, strada a pagamento da Ponticello/Brückele), seguendo la stradina asfaltata o innevata si raggiungono in breve il Rifugio Prato Piazza e l’Hotel-ristorante Croda Rossa/Hohe Gaisl (2000 m).

Dai rifugi si segue la mulattiera numero 37 verso il Rifugio Vallandro; si procede in saliscendi, su traccia battuta dal gatto delle nevi (a volte poca neve), la mulattiera, in lievi saliscendi, porta al bivio per Carbonin, che si ignora, e quindi, in breve salita, al Rifugio Vallandro ed all’omonimo forte (2040 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Vallandro si segue il sentiero 34 verso il Monte Specie, la traccia innevata, battuta solo dagli escursionisti, procede verso sinistra dapprima in live salita passando anche accanto ad una grotta di guerra; la traccia porta quindi nei pressi di un bivio.
Seguendo verso destra per il Monte Specie si sale su mulattiera di guerra innevata e poi per traccia a mezzacosta fino alla Sella di Monte Specie/Strudel Sattel (2200, ruderi di strutture di guerra, 50 minuti dal Rifugio Vallandro, 1.35 ore dalla partenza).

Dalla sella si segue la traccia verso la vetta che sale in moderata pendenza tra dossi innevati fino a raggiungere un breve tratto più ripido che porta alla cima del Monte Specie (2307 m, croce, tavola panoramica delle cime,  25 minuti dalla Sella di Monte Specie, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Prato Piazza – Rifugi Prato Piazza e Hotel-ristorante Croda Rossa – Rifugio Vallandro – Sella di Monte Specie – Monte Specie – Sella di Monte Specie – Rifugio Vallandro –  Rifugio Prato Piazza e Hotel-ristorante Croda Rossa – parcheggio Prato Piazza

Sentieri: percorso invernale che ricalca i sentieri estivi 37 e 34

Dislivello: 350 metri in salita e discesa considerati i brevi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali

Quota massima: 2307 m

Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica contenuta fino il Rifugio Vallandro, la prosecuzione alla vetta del Monte Specie presenta una difficoltà maggiore in base alla traccia, comunque solitamente presente ma battuta solo dagli escursionisti.

Sviluppo totale piuttosto lungo di 10 chilometri circa; in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).
Se la traccia non fosse presente, o non in buone condizioni, la salita alla vetta è sconsigliata.

Data di percorrenza: febbraio 2024

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura dei rifugi e le condizioni di battitura del percorso; naturalmente è anche possibile fermarsi al Rifugio Vallandro senza proseguire verso la vetta del Monte Specie.
Va anche controllato l’orario di apertura della strada per Prato Piazza, al febbraio 2024 la strada è chiusa in salita dalla ore 10.00 alle ore 15.00; la strada, inoltre, viene chiusa anche prima in salita se i 100 posti del parcheggio fossero già occupati (meglio partire piuttosto presto al mattino)

Nel breve tratto tra il parcheggio ed il Rifugio Prato Piazza e l’Hotel-ristorante Croda Rossa

Vista sul Picco di Vallandro/Dürrenstein

Rifugio Prato Piazza

Hotel-ristorante Croda Rossa

Vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo/Hohe Gaisl

Tratto verso il Rifugio Vallandro

Vista sul Col Rotondo dei Canopi/Knollkopf

Rifugio Vallandro

Forte di Vallandro

Vista sul gruppo del Cristallo dal Rifugio e Forte di Vallandro

Salendo nel primo tratto verso la Sella di Monte Specie ed il Monte Specie

Bivio al quale si segue verso destra

Salendo alla Sella di Monte Specie/Strudel Sattel

Sella di Monte Specie/Strudel Sattel con ruderi di strutture di guerra

Tratto finale di salita al Monte Specie

In vetta al Monte Specie

(Croce di vetta, Piramide Grande e Picco di Vallandro)

(Gruppo del Cristallo)

(Monte Piana e Cadini di Misurina)

(Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e Monte Paterno/Paternkofel)

(Gruppo Tre Scarperi)

(Alpi Noriche)

(Croda del Becco/Seekofel e Monte Sella dei Sennes/Munt Jela de Sennes)

(Croda Rossa d’Ampezzo/Hohe Gaisl e Tofane)

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Prato Piazza/Plätzwiese in Valle di Braies su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Castello Monte di Silandro/Schloss Schlandersberg (1063 m) – Chiesa Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Alpi Venoste

Il Castello Monte di Silandro/Schloss Schalndersberg, posto a 1063 metri di quota nelle Alpi Vensote, è raggiungibile tramite diversi accessi dal sottostante paese di Silandro/Schlanders in media Val Venosta/Vinschgau; viene qui descritto un percorso ad anello che tocca prima la rocca (privata) e poi i Waalweg (rogge) Ils e la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius (QUI la “pillola” sul paese di Silandro).

Il percorso, che offre anche belle vedute panoramiche sulla sottostante Val Venosta e le vette circostanti, presenta dislivello e sviluppo moderati ma con presenza di alcuni tratti ripidi ed altri un po’ esposti; il tracciato tocca anche diversi tipi di ambienti con zone aperte aride, boschi e le antiche rogge irrigue ancora, tutt’oggi, funzionanti in alcuni periodi dell’anno.

Il percorso comincia dal centro di Silandro (718 m) seguendo le indicazioni per il sentiero numero 7 verso il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg.
Il sentiero procede dapprima su asfalto tra case e poi su mulattiera ghiaiosa, ignorato il bivio per la Passeggiata Sonnpromenade, si oltrepassa un ponte giungendo ad altri bivi; seguendo sempre il sentiero 7 si sale su traccia ghiaiosa piuttosto ripida nel bosco.

La traccia sassosa e ghiaiosa, con anche diversi gradoni, sale, quindi, ripidamente in spazi aperti con bella vista sul sottostante paese di Silandro; raggiunto un tratto con pendenza moderata la traccia erbosa e sassosa porta al Castello Monte di Silandro (1063 m, struttura privata, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo le indicazioni del sentiero numero 5 per le Rogge Ilswaal si scende su traccia sassosa e terrosa nel bosco il sentiero percorre, quindi, diversi tratti a mezzacosta con alcuni ponti e dei punti un po’ esposti incontrando le prime rogge.

Ignorato il bivio col sentiero 3 si rimane sul sentiero 5 costeggiando alcune rogge verso Corzes/Kortsch; in breve si raggiunge un ulteriore bivio al quale si segue il sentiero 6 verso St. Georg; la traccia sale in moderata pendenza nel bosco con alcuni punti panoramici sulla sottostante frazione di Corzes.
Seguendo le indicazione per la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius si giunge in breve, all’antica chiesa (883 m, 1.00 ora dal Castello Monte di Silandro, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla chiesa si seguono le indicazioni per il sentiero 5 verso l’Ilswaal; la traccia ghiaiosa e terrosa scende dapprima in mezzacosta in lieve pendenza, con qualche tratto un po’esposto, per poi scendere in pendenza moderata lungo le rogge nel bosco.

Giunti ad un successivo bivio si segue il sentiero numero 2 verso Silandro; la traccia sassosa e terrosa scende nel bosco fino a raggiungere il Castello di Silandro/Schlandersburg (sede di uffici provinciali e con una piccola mostra, da non confondere con il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg toccato nel primo tratto dell’escursione).
Dal Castello di Silandro si torna, quindi, in breve lungo le strade del paese, al centro di Silandro (45 minuti dalla Chiesa di Sant’Egidio, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Silandro – Castello Monte di Silandro – Chiesa di Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Castello di Silandro – Silandro

Sentieri: 7 – 5 – 6 – Ilswaal – 2

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali

Quota massima: 1063 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta complessivamente difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi e una breve parte un po’ esposta; sviluppo totale di circa 6 chilometri

Data di percorrenza: ottobre 2022

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato e fare attenzione ai numerosi bivi presenti e, in autunno, alle foglie presenti sul fondo del tracciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario con colori autunnali, il tracciato è, comunque, bello, anche in primavera (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente elevato in alcune giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Lungo il primo tratto di percorso

Salendo più ripidamente verso il Castello Monte di Silandro

In arrivo al Castello Monte di Silandro

Al Castello Monte di Silandro

Scendendo sul sentiero 5

Lungo il sentiero 6

Chiesa di Sant’Egidio

Lungo il tratto sulle Rogge Ilswaal

Scendendo sul sentiero 2

Castello di Silandro

Cliccare sull’immagine per visualizzare Silandro su Google Maps


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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

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Bergila – azienda artigianale di prodotti naturali – intervista con Andrea Niederkofler

Oggi andiamo a conoscere meglio una delle eccellenze dell’Alto Adige in fatto di produzione artigianale di prodotti naturali.

L’azienda Bergila, infatti, produce a Falzes/Pfalzen, in Val Pusteria/Pustertal, prodotti naturali biologici derivanti dalla coltivazione diretta e raccolta in quota di erbe e piante. Scopriamo quindi, grazie alla disponibilità di Andrea Niederkofler, responsabile marketing di Bergila e facente parte della quarta generazione della famiglia che gestisce Bergila dal 1912, di più su questa azienda tradizionale del Sudtirolo.

Andrea Niederkofler nel giardino delle erbe di Bergila

P.S. Bergila è un’azienda familiare, situata a Falzes/Pfalzen in Val Pusteria/Pustertal, oramai giunta alla quarta generazione che la gestisce, ci puoi raccontare di più sulla vostra storia ed il legame con i prodotti naturali che proponete?

A. Bergila è un’azienda completamente a gestione familiare, giunta ormai alla quarta generazione di conduzione da parte della famiglia Niederkofler; io sono in azienda da ormai 6 anni mentre la nostra ditta vanta già 100 anni di storia e attività nella produzione di prodotti naturali.

All’inizio la produzione era legata a prodotti derivanti dal pino mugo e dall’abete rosso; l’azienda era, nel primo periodo, piccola ed i prodotti venivano venduti nelle vicinanze del sito produttivo.
Mio padre ha poi ampliato la produzione degli oli naturali per 27 anni distillando oli da abeti, ginepro, pino cembro e diversi altri; la distillazione delle conifere è sempre più aumentata ed anche la richiesta di prodotti Bergila.

La distilleria, cuore pulsante della produzione di Bergila, si trova nel bosco a pochi minuti di distanza dalla sede di Bergila ed è visitabile così che ogni visitatore possa scoprire in diretta la distillazione e come si arriva ad ogni goccia di olio partendo dalla materia prima; questo è un processo molto lungo e così il cliente può anche valutare i motivi dei costi dei prodotti naturali.

L’azienda è anche ecosostenibile in quanto tutti gli scarti della lavorazione vengono riutilizzati come combustibili nella produzione del vapore necessario per distillare le materie prime.

Sede aziendale

Distilleria

P.S. Tra i prodotti naturali offerti da Bergila troviamo oli essenziali, estratti naturali, tisane, grappe, prodotti d’erbe, cosmetici BIO e tanto altro derivante dalla coltivazione di erbe effettuata direttamente nel giardino della vostra azienda. Puoi dirci di più sulla vostra produzione, raccolta e preparazione dei prodotti tutti selezionati e lavorati artigianalmente?

A. Il primo ambito di produzione di Bergila riguarda, come detto prima, la distillazione degli oli essenziali di conifere che vengono venduti singolarmente o lavorati producendo unguenti, prodotti per il bagno e spray.

Il secondo campo di produzione riguarda il giardino delle erbe biologiche posto nei pressi della sede di Bergila; dal 1990 le erbe raccolte vengono essiccate e poi lavorate per produrre tisane ed oleoliti.
Tra i prodotti Bergila più rinomati troviamo creme viso alla stella alpina, tinture madri di arnica e calendula,  e prodotti derivanti dalla raccolta giornaliera di foglie di betulla e tarassaco.

È importante notare che tutti i prodotti Bergila sono 100% BIO fin dall’inizio della storia produttiva dell’azienda, questo testimonia che la produzione totalmente naturale è stata da sempre un punto cardine della filosofia produttiva di Bergila.

Giardino delle erbe

Distillazione delle conifere

Alcuni dei prodotti Bergila


P.S. Sia il vostro giardino d’erbe che la produzione e distilleria sono visitabili nella bella stagione, con un percorso ad hoc, che permette di esplorare e valutare di persona la genuinità di coltivazione e lavorazione delle erbe dei vostri prodotti; è un’iniziativa molto amata, ci racconti qualcosa su questa bellissima esperienza che offrite?

A Ogni visitatore può gratuitamente visitare sia la distilleria, con visita guidata, che il giardino delle erbe potendo così rendersi conto, in modo assolutamente trasparente, dei metodi produttivi di Bergila, anche i laboratori di produzione sono visibile attraverso diverse finestre.

Il percorso di visita è diviso in 6 fasi e prevede:
1. Visita al giardino delle erbe
2. Percorso dei profumi con possibilità di indovinare le varie fragranze usmate.
3. Visita alla distilleria
4. Pediluvio su aghi di pino caldi, nel fienile dei profumi, derivanti dagli scarti della produzione degli oli  (sono parte degli scarti usati anche per produrre il vapore necessario nella distilleria)
5. Percorso Kneipp
6. Visita, per chi vuole, al negozio diretto Bergila con presenza di tutti i prodotti Bergila.

Il percorso di visita è possibile da lunedì a venerdì da maggio ad ottobre ed anche nel weekend a luglio ed agosto. Durante la visita alla distilleria si potrà scoprire, ad esempio, come la raccolta delle conifere avviene in quota da maggio ad ottobre. Il materiale viene poi trincerato e pressato in un alambicco; grazie all’aiuto del vapore si forma, quindi, una miscela di olio ed acqua che viene poi raffreddata ottenendo l’olio distillato; l’olio riposa, quindi, per 2 mesi prima di essere lavorato nei laboratori per produrre i prodotti finali.
Tutti gli scarti di legno ed acqua vengono poi riutilizzati nella produzione!

Giardino delle erbe

Percorso dei profumi

Distilleria

Fienile dei profumi per pediluvio

P.S. Bergila e il suo giardino di coltivazione e prodotti sono fortemente legati alla tradizione produttiva delle conifere in Val Pusteria; quanto è importante per voi poter coltivare e realizzare i vostri prodotti in questa zona?

A La zona di Falzes è molto adatta alla crescita di conifere, di cui Bergila è proprietaria di un bosco in quota; gli alberi di conifere usati nella produzione sono, infatti, autoctoni della zona.

Diverse erbe naturali provengono poi dal giardino delle erbe adiacente alla sede; per erbe e piante che, invece, richiedono un clima più caldo Bergila ha in essere da tanti anni collaborazioni con contadini partner selezionati (sempre BIO al 100%) che garantiscono l’approvvigionamento di materie prime quali lavanda, timo, menta, limoni e arance.

Queste collaborazioni vengono gestite nel modo più trasparente per garantire prodotti finali sempre di altissima qualità.

Lungo il breve percorso nel bosco tra la sede Bergila e la distilleria

Erbe nel giardino Bergila

P.S. Il connubio tra tradizione e innovazione di Bergila si vede anche nella realizzazione di prodotti sempre nuovi, la proposta del percorso di scoperta della vostra azienda e un sito internet molto esaustivo ed accattivante con presenza anche di uno shop on-line. Ci puoi raccontare di più su come portate avanti di pari passo tradizione ed innovazione?

A. Il connubio tra tradizione e innovazione è un equilibrio molto importante per Bergila; io e la nuova generazione portiamo nuove idee come le attività legate ai social media; tutte queste novità sono però solidamente connesse con lo spirito di produzione tradizionale e naturale di Bergila.

Questa tradizione viene infatti trasmessa anche nelle attività legate allo shop on-line ed ai contenuti proposti sui canali social media di Bergila; si sfruttano, quindi, le tecnologie moderne senza perdere di vista i valori tradizionali, e l’apprezzamento da parte dei nostri clienti testimonia che questa è la strada giusta per guardare al futuro rimanendo legati a quanto di buono fatto finora.

Alcuni dei tanti prodotti Bergila

P.S. La situazione generale legata alla pandemia Covid ha evidenziato nuovi trend e richieste da parte dei consumatori? Voi come avete gestito questa situazione?

A. Durante la pandemia si è evidenziato un trend generale di aumento della ricerca di prodotti naturali e BIO per aiutare a combattere malattie e migliorare la propria salute e la salubrità degli spazi in cui si vive; sono stati, quindi, ad esempio, molto apprezzati i diffusori che migliorano la qualità dell’aria degli ambienti in cui si vive.

Questo trend si è diffuso anche tra i giovani e molti clienti vogliono informarsi sempre maggiormente sui processi produttivi dei prodotti che acquistano.

Durante la pandemia in diversi periodi abbiamo, purtroppo, dovuto sospendere il percorso di visita della nostra azienda ma, adesso, è per fortuna tutto tornato fruibile per i nostri visitatori, mantenendo il rispetto delle norme di protezione previste.

P.S. Grazie, Andrea, per la tua disponibilità, c’è ancora qualcosa che vuoi dire ai lettori delle “Pillole sudtirolesi”?

A. Se siete interessati a vedere di persona come avviene la nostra produzione di prodotti naturali venite a visitarci, si capisce quanto lavoro c’è dietro alla realizzazione di ogni nostro prodotto.
Vi aspettiamo a Falzes, vicino al Lago di Issengo! A presto!

Schema del percorso di visita presso Bergila

Le foto sono in parte di proprietà di Bergila e in parte scattate dalle Pillole sudtirolesi

Intervista realizzata a giugno 2021


Per maggiori informazioni su percorso di visita e prodotti Bergila contattare direttamente l’azienda

Bergila Srl

Piazza Weiher 8, I-39030 Falzes/Pfalzen (BZ)

Tel: +39 0474 565373 – E-mail info@bergila.com – Sito internet: www.bergila.com

Cliccare sull’immagine per visualizzare la sede Bergila su Google Maps


Chiesa di San Procolo di Naturno/Naturns – Val Venosta

L’Alto Adige/Südtirol ospita diversi edifici di culto antichi e di grande importanza religiosa e culturale; tra essi troviamo la chiesetta dedicata a San Procolo posta leggermente fuori dal centro del borgo di Naturno/Naturns in bassa Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul paese di Naturno).

La chiesetta di San Procolo, risalente addirittura al 9° secolo ed edificata in stile carolingio-romano, ospita uno dei pochi esempi in Europa ad oggi ancora presenti di pitture paretali carolinge; gli affreschi del IX secolo, ancora a tratti ben conservati, raffigurano con colori brillanti e stile dell’epoca varie scene della vita di San Procolo oltre ad altri santi della chiesa cattolica; sul muro esterno della chiesa si trovano anche altri affreschi del 12° secolo.

La chiesetta di San Procolo giace, come detto, in posizione discosta dal centro del paese di Naturno ed è situata in zona idilliaca tra meleti e prati con bella vista sui monti del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.

Inoltre, nei pressi della chiesa è posto un museo dedicato ad essa in cui sono esposti diversi dipinti, affreschi e reperti della chiesetta di San Procolo; è anche presentato un percorso che racconta la storia antropologica e le tradizioni della zona con esposizione di scheletri di antichi abitanti del luogo e di monili e attrezzi usati nei tempi antichi in quest’area della Val Venosta.

Nel pianificare la propria visita a Chiesa e museo di San Procolo è sempre bene controllare date e orari di apertura (QUI il link al sito internet ufficiale)

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e primavera 2024

Chiesetta di San Procolo e bucolici dintorni con vista sui monti del Gruppo di Tessa e Alpi Venoste

Interno della chiesetta con affreschi

Nel museo attiguo alla chiesa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la chiesetta di San Procolo a Naturno su Google Maps

Moso/Moos e Plan in Passiria/Pfelders e comprensorio Grünboden – Val Passiria

La zona dell’alta Val Passiria/Passeiertal è situata a ridosso del confine con l’Austria in un’area ai piedi di alte montagne con piccoli paesi caratteristici situati in zone idilliache.

Tra essi troviamo il paese di Moso in Passiria/Moos in Passeiertal che, posto a 1000 metri di quota circa, raggruppa con le sue frazioni oltre 2000 abitanti e risulta essere la località di riferimento dell’alta Val Passiria; il borgo è posto sulla deviazione tra il Passo del Rombo/Timmelsjoch che conduce al confine con l’Austria ad oltre 2500 metri di quota e la valle che conduce al piccolo paesino di Plan/Pfelders (QUI la “pillola” sul Passo del Rombo).

Lungo la strada del Passo Rombo, all’altezza del Ponte Monteneve/Schneebergbrücke si diparte anche il sentiero che porta all’antico villaggio minerario ed Rifugio Monteneve/Schneeberghütte; l’area mineraria è rimasta attiva dal 1237 al 1985 e molte strutture sono ancora ben visibili (QUI la “pillola” su questo percorso)

A Moso in Passiria si trovano diversi punti di interesse il museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier (con sede principale posta in un bunker nei pressi del centro di Moso), la chiesa di Santa Maria Assunta ed il percorso di 9 chilometri Passerschlucht che collega a piedi, con aeree passerelle lungo la gola del fiume Passirio, Moso con il paese di San Leonardo/St. Leonard (QUI la “pillola” sul Museo Alta Passiria, QUI quella su San Leonardo in Passiria e QUI la “pillola” sul sentiero Passerschlucht).

Come detto, da Moso, percorrendo la Valle di Plan, si giunge anche al piccolo borgo di Plan, che conta 160 abitanti circa ed posto ad oltre 1600 metri di quota; il piccolo borgo è situato in zona alpestre e bucolica ai piedi delle alte cime del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe ed ospita molti masi tipici ed offre molteplici possibilità sportive sia in inverno che in estate.

Il tranquillo paese di Plan presenta la particolarità di essere “car free”, infatti nel piccolo paese è vietata la circolazione del traffico privato, sono presenti grossi parcheggi nei pressi degli impianti di risalita all’inizio del paese dove poter lasciare la macchina, girando poi per il borgo a piedi o con bus.

In estate Plan è punto di partenza per moltissime escursioni sia tranquille ed adatta a famiglie come la salita alla Malga Lazins, sia impegnative come le lunghe salite al al Rifugio Petrarca all’Altissima/Stettiner Hütte ed al Rifugio Plan/Zwickauer Hütte, basi per ascese a vari 3000 dei monti del Gruppo di Tessa (QUI la “pillola” sulla salita alla Malga Lazins, al Rifugio Petrarca ed al Passo Gelato).

Solitamente a Plan, nella stagione estiva, è in funzione anche la cabinovia Grünboden che conduce ai 2000 metri di quota della stazione a monte in cui si trovano l’omonimo Rifugio Grünboden che propone piatti tipici, un’area gioco per bambini e la possibilità di osservare vari animali.

Dalla stazione a monte della cabinovia è possibile anche intraprendere varie escursioni sia familiari, come il Sentiero Panoramico/Panoramaweg con Labirinto delle Pietre/Steinlabyrinth, sia più impegnative, come la ripida salita al Monte Tavolino/Sefiarspitz posto ad oltre 2800 metri di quota (QUI la “pillola” sull’ascesa al Monte Tavolino).

Inoltre, gli impianti dell’area di Grünboden, in inverno, fanno parte  del piccolo, ma interessante, comprensorio sciistico di Plan che offre circa 20 chilometri di piste da sci alpino. due piste da sci di fondo, due piste da slittino e tracciato per escursioni sulla neve di solito molto abbondante in zona (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico di Plan in inverno).

Come detto il paesino di Plan fa parte del comune di Moso in Passiria, che raggruppa in totale oltre 2000 abitanti ed è la località di riferimento dell’alta Val Passiria

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2024 e 2025

Il paesino di Plan circondato dai monti del Gruppo di Tessa

Tavola con le tante possibili escursioni della zona di Plan

Stazione a valle della cabinovia Grünboden

Stazione a monte della cabinovia e Rifugio Grünboden

Piatto tipico al Rifguio Grünboden

Animali nei pressi del Rifugio Grünboden

Inizio del Sentiero Panoramico con Labirinto di pietre

Punto panoramico sul Gruppo di Tessa nei pressi della stazione a monte della cabinovia

In cima al Monte Tavolino/Sefiarspitz raggiungibile con ripida e impegnativa ascesa

Salendo alla Malga Lazins

Malga Lazins

Nella lunghissima ascesa al Rifugio Petrarca all’Altissima

Rifugio Petrarca all’Altissima

Moso in Passiria

Vista da Moso sui bucolici dintorni

Ristorante-pizzeria Mooserwirt nel centro del paese

Via Crucis nei pressi del paese

Museo Alta Passiria (sede principale Mooseum Bunker)

Sentiero Passerschlucht

Rifugio Monteneve e villaggio minerario

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Passiria


Cliccare sull’immagine per visualizzare Plan in Val Passiria su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare Moso in Val Passiria su Google Maps

Museo K.u.k. Bad Egart di Parcines/Partschins – Val Venosta

Il comune di Parcines/Partschins, posto in Bassa Val Venosta/Vinschgau, presenta molti punti di interesse sia naturali che enogastronomici che culturali; tra questi ultimi troviamo ben tre musei:  il Museo delle Macchine da scrivere sito a Parcines paese, il Museo Bad Egart dedicato alla Principessa Sissi posto nella frazione di Tel/Töll e il Museo Mondotreno/Eisenbahnwelt situato nella frazione di Rablà/Rabland (QUI la “pillola” sul paese di Parcines, QUI quella sul Museo delle Macchine da scrivere e QUI la “pillola” sul Museo Mondotreno).

Il Museo K.u.k. Bad Egart, posto in un antica costruzione sita in luogo termale, ospita diverse aree dedicate principalmente ad esporre vari oggetti legati alla dinastia degli Asburgo, in particolare attinenti le figure del Kaiser Franz Joseph e della moglie Sissi da cui deriva l’acronimo k.u.k. “Kaiserlich und Königlich” (Imperatore e Re), e moltissimi oggetti di artigianato tradizionale del secolo scorso e della prima parte del 1900.

Nella sale antiche del museo sono, infatti, esposti oltre 35000 oggetti riguardanti sia la dinastia degli Asburgo sia manufatti antichi tirolesi dedicati all’antiquariato, arte sacra, giocattoli, utensili da cucina, attrezzi da lavoro e contadini e una grotta con acqua termale già in uso ai tempi dell’Impero romano.

Il museo presenta anche un’area all’aperto con Giardino dell’Arte con oggetti artigianali particolari ed una gru e torre per l’acqua per le locomotive a vapore del 1906, il ristorante Onkel Taa che propone piatti della tradizione asburgica e tirolese serviti in una zona con pergolato con oggetti antichi, l’allevamento di lumache ed un’antica chiesetta arredata con oggetti sacri tradizionali.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e primavera 2024

Entrata del museo

Area del museo dedicata agli Asburgo

Antica grotta romana

Area dedicata agli oggetti tradizionali antichi tirolesi

Ristorante Onkel Taa

Antica chiesetta

Giardino dell’arte nei pressi del museo con gru e torre per l’acqua per le locomotive del 1906

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Per informazioni riguardanti specificatamente il Museo K.u.k. Bad Egart è possibile contattare i seguenti recapiti:
Tel. (+39) 0473 967342 – Sito internet: http://www.onkeltaa.com/
E-mail: museum@bad-egart.com

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Museo K.u.k. Bad Egart di Parcines su Google Maps

Mercatini di Natale/Christkindlmärkte – eventi tradizionali

Tra le attrattive più note del periodo natalizio in Alto Adige/Südtirol troviamo i famosi e molto frequentati Mercatini di Natale/Christkindlmärkte, che si tengono solitamente nel periodo che va da fine novembre a inizio gennaio (è, comunque, bene informarsi sui periodi di apertura dei vari mercatini che si intende visitare).

Sebbene i mercatini principali si tengano a Bolzano/Bozen, Merano/Meran, Bressanone/Brixen, Vipiteno/Sterzing e Brunico/Bruneck quasi tutte le località sudtirolesi organizzano i propri Mercatini di Natale (QUI la “pillola” sul Mercatino di Bolzano, QUI quella sul Mercatino di Bressanone, QUI la “pillola” riguardante il Mercatino di Vipiteno, QUI quella sul Mercatino di Merano e QUI la “pillola” riguardante il Mercatino di Brunico).

I Mercatini di Natale propongono in vendita generalmente oggetti tipici dell’artigianato, della gastronomia e cultura locale dell’Alto Adige/Südtirol; solitamente i mercatini constano di numerose piccole casette in legno raggruppate lungo le zone centrali delle varie località in cui sono posti.
Ogni Mercatino di Natale possiede poi proprie caratteristiche particolari in base alla città e paese che lo propone.

Col calare del buio, inoltre, i Mercatini di Natale vengono illuminati con tipiche illuminazioni natalizie donando ai luoghi che li ospitano una bellissima e caratteristica atmosfera natalizia.

Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2019, 2021, 2022, 2023 e 2024

Mercatino di Natale di Bolzano

Mercatino  di Natale di Merano

Mercatino di Natale di Bressanone

Mercatino di Natale di Brunico

Mercatino di Natale di Vipiteno

Mercatino di Natale di Appiano