Val Ridanna/Ridnauntal – Vipiteno e Alta Valle Isarco

La Val Ridanna/Ridnauntal, valle laterale dell’Alta Val d’Isarco/Wipptal facente parte del comune di Racines/Ratschings, si sviluppa dalla città di Vipiteno/Sterzing verso ovest raggiungendo, lungo il confine con l’Austria alla testata della valle e lungo la cresta di demarcazione con la Val Passiria/Passeiertal, prestigiose cime delle Alpi dello Stubai di altezza superiore ai 3000 metri (QUI la “pillola sulla cittadina di Vipiteno).

La Val Ridanna presenta un fondovalle che ospita vari piccoli centri abitati quali: Casateia/Gasteig, Stanghe/Stanga, Mareta/Mareit, Ridanna/Ridnaun e Masseria/Maiern (il borgo più elevato della valle).
La valle è cinta, come prima anticipato, da alte montagne delle Alpi dello Stubai con ghiacciai e paesaggi aspri, a media quota e in fondovalle dominano, invece, boschi e pascoli con presenza anche di molte malghe tipiche che, in vari casi, fungono anche da punti di ristoro per gli escursionisti.

Lungo pendii e monti della Val Ridanna è presente una fitta rete di sentieri che collega paesi, malghe, rifugi e cime della valle offrendo possibilità escursionistiche di svariata difficoltà; tra essi troviamo, ad esempio: le salite alla Malga Moarerbergalm, e le ascese al Sasso di Mareta/Mareiterstein, al Corno/Horn e alle alte cime del Bicchiere/Becher (sulla cui vetta è anche posto l’omonimo rifugio, il più alto del Sudtirolo con i suoi 3196 metri di quota) e di Cima Libera/Wilder Freiger situata ad oltre 3400 metri di quota (QUI la “pillola” sulla salita alla Malga Moarerbergalm, QUI quella sull’ascesa al Sasso di Mareta, QUI la “pillola” sulla salita al Corno/Horn e QUI quella sulla ascesa al Bicchiere e a Cima Libera).

Altri punti di interesse molto noti della valle sono le piste da sci di fondo presenti lungo il fondovalle, le Cascate Burkhardklamm, il museo delle antiche miniere di Masseria e il Castel Wolfsthurn di Mareta, quest’ultimo ospita anche il museo provinciale di caccia e pesca (QUI la “pillola” sul Castel Wolfsthurn e il suo museo e QUI quella sulle Cascate Burkhardklamm).

In inverno la Val Ridanna è molto nota per ospitare un grande centro di piste da sci di fondo che si sviluppano lungo il fondovalle; nell’area della valle sono presenti anche diverse possibilità escursionistiche su sentieri innevati solitamente battuti dal gatto delle nevi.

Tra i sentieri invernali più noti troviamo, ad esempio, il tracciato per famiglie che costeggia le piste da sci di fondo e quello più impegnativo che porta alla Malga Stadlalm; sono presenti, inoltre, anche diversi percorsi più lunghi adatti a ciapsolatori e scialpinisti (QUI la “pillola” sul percorso battuto adiacente le piste da sci di fondo e QUI quella sulla salita invernale alla Malga Stadlalm).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2018, 2021, 2022, 2025 e 2026

Alta Val Ridanna

Museo delle miniere di Masseria

Cascate Burkhartklamm

Mareta

Castel Wolfsthurn con Museo caccia e pesca

Percorso naturalistico didattico “Bosco e acqua” nei pressi di Castel Wolfsthurn

Bassa Val Ridanna

Nei boschi della Val Ridanna

Malga Moarerbergalm

Vista sulla Val Ridanna dal Sasso di Mareta

Pianoro della Malga Aglsbodenalm

Ghiacciai dell’alta Val Ridanna

Vetta del Bicchiere con l’omonimo rifugio posto a 3196 metri di quota

Vista sulla Val Ridanna innevata

Piste da sci di fondo in inverno con percorso pedonale adiacente

Ridanna paese in inverno

Zona delle antiche miniere

Salita alla Malga Stadlalm

Malga Stadlalm

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco



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Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn (2705 m) – Alpi Sarentine

Il Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn, alto 2705 metri, è una delle più note e prestigiose vette delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e presenta una salita impegnativa che parte dal Passo Pennes/Penser Joch posto a cavallo tra la Val Sarentino/Sarntal e l’Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).

Il Corno Bianco di Pennes ha una fattezza molto particolare sia per le diverse sovrapposizioni geologiche che ospita sia per la forma che ricorda una piramide ed è ben riconoscibile da ampio raggio, dalla vetta si può godere, inoltre, un bellissimo panorama su Alpi Sarentine ed Alpi dello Stubai e fine verso le Dolomiti.

Il percorso per il Corno Bianco di Pennes presenta uno sviluppo piuttosto lungo ed un tracciato con alcuni tratti sassosi, in pendenza accentuata, salendo alla forcella del Giogo delle Frane/Gerölljoch; dalla sella poi con traccia ripida in parte attrezzata con cavo, con alcuni tratti un po’ esposti, si giunge alla vetta.

La salita comincia dal Passo Pennes (2215 m, Rifugio Alpenrose) e seguendo il sentiero 12A si procede in saliscendi raggiungendo, in breve, un laghetto.
Si continua poi in lungo sviluppo su traccia terrosa e sassosa in saliscendi tra prati e rocce, il sentiero raggiunge un punto panoramico sul gruppo del Tribualun e si porta nei pressi dei Laghi Steinwandseen è con un tratto più ripido su traccia sassosa porta alla forcella del Giogo delle Frane/Gerölljoch (2600 m).

Ignorato il bivio col sentiero numero 9 si segue sempre il sentiero 12A a destra salendo su traccia sassosa che porta al tratto in parte attrezzato con cavi con alcuni tratti un po’ esposti, ed alcuni non attrezzati, portando alla cima del Corno Bianco di Pennes (2705 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore prestando attenzione al tratto attrezzato.

Percorso: Passo Pennes – Giogo delle Frane – Corno Bianco di Pennes – Giogo delle Frane – Passo Pennes

Sentieri: 12A

Dislivello: 700 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore (2.30 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2705 m

Difficoltà: EEA – escursione con tratto finale in parte attrezzato dalla difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi ma con alcuni tratti un po’ esposti ed alcuni non attrezzati (consigliato avere con se kit da ferrata e casco). Sviluppo piuttosto lungo di circa 12 chilometri tratto attrezzato (consigliato avere con se kit da ferrata e casco).

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: il Passo Pennes è punto di partenza anche per altri itinerari; tra essi troviamo la salita al Montaccio di Pennes/Tatschspitze ed il Gänsekragen, la Cima Specola/Hühnerspiel e la Cima di Stilves/Zinsler (QUI la “pillola” sulla salita al Montaccio di Pennes e QUI quella sul percorso per il Gänsekragen, la Cima Specola e la Cima di Stilves).

Esperienza di Stefano: è bene avere buona visibilità sia per godere dei bellissimi ambienti e panorami lungo il percorso sia per non perdere la traccia salendo al Giogo delle Frane e verso la cima. Il tratto attrezzato è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma è in parte un po’ esposto, non attrezzato in tutti i punti e non va sottovalutato (io ho usato kit da ferrata e casco).

Primo tratto dal Passo Pennes

Piccolo laghetto non lontano dalla partenza

Lungo tratto in saliscendi

Punto panoramico sul Tribulaun

Salendo al Giogo delle Frane con vista sui Laghi Steinwandseen

Particolari sovrapposizioni geologiche

Ultimo tratto di salita verso il Giogo delle Frane

Al Giogo delle Frane con vista sul tratto finale verso la cima

Lungo il tratto finale per la cima in parte attrezzato

In cima

Panorami di vetta


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino e QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e in Alta Valle Isarco

Sattelberg (2113 m) – Alpi dello Stubai

Il Sattelberg, alto 2113 metri, è un monte posto sul confine tra Sudtirolo e Austria nella zona del Passo del Brennero/Brenner Pass sopra Vipiteno/Sterzing In Alta Valle Isarco/Wipptal nelle Alpi dello Stubai. Pur non raggiungendo quote molto elevate dalla cima del Sattelberg si gode un panorama molto vasto sul gruppo del Tribluaun, sui Monti di Fundres e la Wipptal austriaca.

La salita comunica dal paese di Brennero/Brenner (1375 m)  seguendo il sentiero numero 1 che sale piuttosto ripidamente nel bosco con vari tornanti. Continuando sul sentiero 1 si ignorano vari bivi per le Steinalmen raggiungendo una mulattiera e continuando a seguire le indicazioni per il Sattelberg.
La mulattiera sale con pendenza moderata prima nel bosco poi oltre il limite dello stesso raggiungendo una zona pascoliva dalla quale si raggiunge in breve la vetta erbosa del Sattelberg (2113 m, croce e stazione meteorologica, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore.

Percorso: Brennero paese – Sattelberg – Brennero paese

Sentieri: 1

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa).

Quota massima: 2113 m

Difficoltà: E – escursione tecnicamente non difficile ma con alcuni tratti ripidi e con sviluppo moderato.

Data di ascesa: settembre 2017

Tratti ripidi iniziali nel bosco

Vista salendo verso le Steinalmen e i Monti di Fundres

Lungo la mulattiera che sale in vetta

Tratto finale di salita

Panorama di vetta

In vetta


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

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Cime Bianche di Telves/Telfer Weissen (2588 m) – Monte Cavallo/Rosskopf (2189 m) – Alpi dello Stubai

Le Cime Bianche di Telves/Telfer Weissen, alte 2588 metri, e il Monte Cavallo/Rosskopf, alto 2189 metri, sono due cime poste sopra la città di Vipiteno/Sterzing e la Val Ridanna/Ridnauntal, in Alta Valle Isarco/Wipptal, nelle Alpi dello Stubai.

Il tour comincia già in quota grazie alla cabinovia Monte Cavallo, la cui stazione a valle si trova nei pressi del centro abitato di Vipiteno; il Monte Cavallo è, infatti, anche un piccolo ma frequentato ed interessante centro sciistico ed escursionistico (QUI la “pillola” sul comprensorio del Monte Cavallo in estate e QUI quella sul borgo di Vipiteno).

La salite alle cime, che offre panorami molto ampi su diversi gruppi montuosi, presenta un tracciato che incontra anche tratti attrezzati e creste un po’ esposte che richiedono attenzione ed esperienza su questo tipo di percorsi; anche lo sviluppo risulta essere piuttosto lungo.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Monte Cavallo (1850 m, rifugi) e tramite il sentiero 23 con indicazioni Telfer Weissen si segue una mulattiera nel bosco e poi tra pascoli, ad un bivio si ignora la mulattiera che prosegue verso la Malga Ochsenalm e si continua sul sentiero 23 con traccia ripida tra prati fino alla Forcella Ochsenscharte (2178 m).
Si continua a sinistra sul sentiero 23 su larga traccia sassosa che sale a mezzacosta fino ad un elevazione, da questa si scende in un camino con tratto attrezzato con cavi, si risale poi su traccia sassosa attrezzata a tratti con alcuni cavi fino alla vetta delle Cime Bianche di Telves (2588 m, croce, 2.15 ore dalla partenza).

Si torna quindi, prestando attenzione ai tratti attrezzati, alla forcella Ochsenscharte, da qui si segue il sentiero 24 verso il Monte Cavallo; si procede lungamente su cresta traccia terrosa e sassosa su cresta con magra erba con molti saliscendi a tratti un po’ esposti fino alla cima del Monte Cavallo (2189 m, croce, 1.30 ore dalle Cime Bianche di Telves, 3.45 ore dalla partenza).

Dal Monte Cavallo si segue quindi il sentiero sassoso che scende piuttosto ripidamente fino al Rifugio Sterzinger Haus e, dal rifugio, in breve fino alla stazione a monte della Cabinovia Monte Cavallo (1.00 ora dalla cima del Monte Cavallo, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Monte Cavallo – Ochsenscharte – Cime Bianche di Telves – Ochsenscharte – Monte Cavallo – Stazione a monte cabinovia Monte Cavallo

Sentieri: 23 – 24

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore

Quota massima: 2588 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi ed esposti nel tratto attrezzato salendo alle Cime Bianche di Telves e con cresta un po’ esposta salendo al Monte Cavallo

Data di ascesa: agosto 2016

Annotazioni: è bene controllare la data di apertura di impianti e rifugi. Dalla cabinovia del Monte Cavallo parte anche l’itinerario che porta alla vetta del Monte Cavallo passando per il percorso Flaner Jöchl (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Cavallo con il percorso Flaner Jöchl).

Esperienza di Stefano: necessario terreno asciutto e buona visibilità lungo l’itinerario anche per godere bel bel panorama circostante; il tratto attrezzato per la vetta non è eccessivamente impegnativo ma non va sottovalutato e richiede esperienza in questo genere di percorsi

Salendo alla Ochsenscharte

Tratto in mezzacosta salendo alle Cime Bianche di Telves

Camino attrezzato

Vetta delle Cime Bianche di Telves

Vista dalle Cime Bianche di Telves verso il Monte Cavallo

Cresta di salita al Monte Cavallo vista dalla cima del Monte Cavallo

Cima del Monte Cavallo con le Cime Bianche di Telves sullo sfondo

Scendendo dal Monte Cavallo verso la stazione a monte della cabinovia

Rifugio Sterzinger Haus


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Colle Isarco/Gossensaß e Sentiero Valle/Talweg – Vipiteno e Alta Valle Isarco

Tra Vipiteno/Sterzing e il Passo del Brennero/Brenner Pass, in Alta Valle Isarco/Wipptal, troviamo il paese di Colle Isarco/Gossensaß dai cui pressi si diparte la laterale Val di Fleres/Pflerschtal (QUI la “pillola” riguardante la Val di Fleres e QUI la “pillola” sulla cittadina di Vipiteno).

Il borgo di Colle Israco è situato a quali 1100 metri di quota, lungo l’appena nato fiume Isarco/Eisack le cui sorgenti si trovano nei pressi del Passo del Brennero, e presenta un nucleo di case caratteristico, che si sviluppa all’imbocco della Val di Fleres. Al centro del paese di Colle Isarco si trova la chiesa dell’Immacolata Concezione/Maria Empfängnis, costruita nel 1750 in stile barocco.

Dal paese si dipartono numerosi sentieri per escursioni di diversa difficoltà, una delle gite tranquille più amate è il Sentiero Valle/Talweg che da Colle Isarco porta lungo una Via Crucis, tra tratti boschivi ed altri più aperti in leggera salita, alla frazione di Valmigna/Vallming con chiesetta caratteristica e bei panorami sui monti delle Stubaier Alpen che circondano la Val di Fleres.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2018

Chiesa parrocchiale di Colle Isarco

Interni della chiesa parrocchiale

Vista verso Colle Isarco dal Sentiero Valle

Lungo il Sentiero Valle

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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo Pennes/Penser Joch – Val Sarentino e Vipiteno e Valle Isarco

In Sudtirolo sono presenti vari passi alpini ad alta quota molto frequentati e amati da locali e turisti.
Tra questi troviamo il Passo Pennes/Penser Joch che collega la Val Sarentino/Sarntal con l’area di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” su Sarentino paese e QUI quella sulla cittadina di Vipiteno).

Il passo, situato a 2211 m di quota, è quindi un collegamento alternativo all’autostrada del Brennero tra le città di Bolzano/Bozen e Vipiteno; il versante meridionale del passo, che risale la Val Sarentino, ha una pendenza moderata e diventa più ripido solo sugli ultimi tornanti prima dello scollinamento. Il versante nord è invece più ripido con la strada che percorre il versante settentrionale con pendenze elevate e tante curve.

La strada del Passo Pennes è a tratti chiusa in inverno, d’estate è, invece, molto frequentata soprattutto da turisti e motociclisti che sul passo trovano anche il Rifugio Alpenrosenhof che propone piatti tipici e una bellissima vista verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e le Alpi Breonie/Stubaier Alpen.

Partendo dal passo sono possibili anche diverse escursioni tranquille come alla vicina cima del Gänsekragen e salite a vette più faticose come la Cima Specola/Hühnerspiel, la Cima di Stilves/Zinseler, Montaccio di Pennes/Tatschspitze e il famoso e impegnativo Corno Bianco di Pennes/Penser Weißhorn (QUI la “pillola” collegata all’ascesa al Corno Bianco di Pennes e QUI quella sulle salite a Gänsekragen, Cima Specola e Cima di Stilves e QUI quella sull’ascesa al Montaccio di Pennes).

Le foto di riferiscono alla mie visite in primavera ed estate nel 2018, 2020, 2023 e 2024

Il Passo Pennes con il rifugio Alpenrosenhof

Strada del Passo Pennes sul versante verso Vipiteno

La strada del Passo Pennes sul versante della Val Sarentino

Cartelli escursionistici al Passo Pennes

Lungo la salita al vicino Gänsekragen

Corno Bianco di Pennes visto dal Gänsekragen

Vista salendo dal Passo Pennes verso il Corno Bianco di Pennes

Vetta del Corno Bianco di Pennes

Passo Pennes visto dalla cima del Corno Bianco di Pennes

Cima Specola e Cima di Stilves viste dal Passo Pennes

Lungo la salita alle due vette

Croce di Cima Specola

Verso la Cima di Stilves

Vetta della Cima di Stilves

Vista dalla Cima di Stilves verso Vipiteno

Lungo la salita al Montaccio di Pennes

Vetta del Montaccio di Pennes

Scopriamo QUI altre “pillole sulla Val Sarentino e QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco



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Torre delle Dodici/Zwölferturm di Vipiteno/Sterzing – Vipiteno e Alta Valle Isarco

Vipiteno/Sterzing è il paese più importante e popoloso dell’Alta Valle Isarco; la storia del borgo, inserito tra i più belli d’Italia, è molto lunga e il centro della cittadina, ricco di edifici storici, testimonia la grande importanza avuta da Vipiteno in zona nel corso dei secoli (QUI la “pillola” sulla città di Vipiteno).

Tra i monumenti storici di Vipiteno il più conosciuto è la Torre delle Dodici/Zwölferturm che è anche Il simbolo di Vipiteno; la torre sorge nel pieno centro del paese e divide la Città Nuova dalla Città Vecchia, un passaggio ad arco alla base della torre permette di attraversarla e spostarsi nelle due zone del centro storico.
La Torre delle Dodici è alta 46 metri e spicca tra i palazzi di Vipiteno, la costruzione è terminata nel 1472, la volta è stata poi sostituita, dopo un incendio, nel 1867.

Nel periodo da fine novembre a inizio gennaio nella Piazza Città, ai piedi della torre, si tiene il Mercatino di Natale di Vipiteno, che richiama molti turisti, impulso importante all’economia turistica del luogo. In occasione del mercatino, in alcuni giorni prestabiliti, viene aperta anche la Torre che è quindi visitabile all’interno solo in questo periodo dell’anno (QUI la “pillola” sui Mercatini di Natale di Vipiteno),

Nel periodo di apertura della Torre, salendo le strette e ripide scale in pietra e legno, si giunge alla sommità della Torre in cui è situata la grande campana e da cui si gode una bellissima vista sul paese di Vipiteno.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2022 e 2024

Piazza Città con Torre delle Dodici

Piazza Città con Torre delle Dodici in inverno con pista di pattinaggio

Particolari della decorazione della Torre delle Dodici

Vista classica sulla Torre delle Dodici dal centro storico

Mercatini di Natale di Vipiteno sotto la Torre delle Dodici

Torre delle Dodici ed antichi palazzi del centro storico in inverno

Le scale di salita alla sommità della Torre

Campana alla sommità della Torre

Vista dalla sommità della Torre

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Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo

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Monte Cavallo/Rosskopf in estate – Vipiteno e Alta Valle Isarco

Vipiteno/Sterzing, borgo dalla lunga storia inserito tra i Borghi più belli d’Italia, giace in una conca, a quasi 1000 metri di quota, in Alta Valle Isarco/Wipptal ed è il centro abitato più importante della zona (QUI la “pillola” sulla cittadina di Vipiteno).

Tra i tanti punti di interesse di Vipiteno troviamo il comprensorio sciistico ed escursionistico del Monte Cavallo/Rosskopf raggiungibile con cabinovia, recentemente rinnovata, che parte direttamente dalla cittadina (QUI la “pillola” sul Monte Cavallo in inverno).

In estate alla stazione a monte della cabinovia si trova una zona bucolica molto verde e tranquilla adatta per lo svago e il divertimento di escursionisti e famiglie; infatti, nei pressi dell’arrivo della cabinovia è possibile osservare diversi animali, sono presenti aree giochi per bambini e si trovano varie malghe e rifugi, raggiungibili con brevi percorsi, che offrono prodotti tipici.

Inoltre, lungo i percorsi del comprensorio del Monte Cavallo si ha anche la possibilità di godere di bellissimi panorami su Alta Valle Isarco/Wipptal, Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, Alpi Breonie/Stubaier Alpen, Monti di Fundres/Pfunderer Berge e Alpi di Zillertal.

Il comprensorio offre, infatti, diverse possibilità di cammino di diverso impegno come i percorsi per famiglie, l’anello del Flaner Jochl e la salita alla cima del Monte Cavallo/Rosskopf e la più impegnativa salita, attrezzata con cavi nella parte finale, alle Cime Bianche di Telves/Telfer Weißen (QUI la “pillola” sul percorso del Flaner Jochl e la salita al Monte Cavallo e QUI la “pillola” sull’ascesa alle Cime Bianche di Telves).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2023

Nuova cabinovia del Monte Cavallo

Vista su Vipiteno dalla cabinovia

Alla stazione a monte della cabinovia

Aree gioco e animali nei pressi della stazione a monte

Rifugio Furl raggiungibile in circa 20 minuti dalla stazione a monte

Rifugio Sterzinger Haus posto anch’esso a circa 20 minuti dalla stazione a monte

Biotopo Kastellacke posto sul percorso circolare del Flaner Jöchl

Tra bosco e prati sul percorso circolare del Flaner Jöchl

Vista sul Monte Cavallo dal percorso circolare Flaner Jöchl

Vista sul gruppo del Tribulaun dal percorso circolare Flaner Jöchl

Fioriture di rododendri sul percorso

Salendo ripidamente al Monte Cavallo

Vista sull’Alta Valle Isarco e la stazione a monte della cabinovia salendo al Monte Cavallo

In vetta al Monte Cavallo

Panorami dalla vetta

Cime Bianche di Telves viste dal Monte Cavallo

Tratti attrezzati salendo alle Cime Bianche di Telves

In vetta alle Cime Bianche di Telves

Monte Cavallo visto dalle Cime Bianche di Telves



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Val di Vizze/ Pfitsch in autunno – Vipiteno e Alta Valle Isarco

Da Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal si dipartono varie valli: Val Ridanna/Ridnauntal, Val Racines/Ratschingstal, Val Giovo/Jaufental, Val di Vizze/Pfitsch e Val di Fleres/Pflerschtal (QUI la “pillola” sulla cittadina di Vipiteno).
In tutte queste valli in autunno si può godere della vista di bellissimi colori del famoso “Goldener Herbst”(autunno dorato).

In Val di Vizze/Pfitsch si possono osservare, in base alla quota, diversi tipi di piante che prendono i tipici colori dell’autunno. Latifoglie in fondovalle, boschi misti in media quota e larici salendo verso il limite del bosco.
In particolare in giornate autunnali terse e ventose i contrasti tra i colori autunnali del bosco, l’azzurro “acceso” del cielo e la zone scure delle cime regalano panorami e visuali da cartolina (QUI la “pillola generale” sulla Val di Vizze).

Alcune malghe, come la Prantneralm, sono, inoltre, aperte anche in alcuni periodi autunnali e sono molto frequentati da locali e turisti che coniugano escursionismo, piacere paesaggistico e buona cucina locale.

“Goldener Herbst” in Val di Vizze

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