La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus che ospita anche il Museo Civico ed il Museo Multscher (QUI la pillola” su Vipiteno).
L’Ordine Teutonico è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terra santa nel 1191 all’epoca della terza crociata; la Commenda/Deutschhaus era originariamente una sede rurale o un complesso di edifici, spesso legata a un ospizio per pellegrini.
La Commenda di Vipiteno è stata costruita da Hugo von Taufers ed Adelheid con Eppan nel 1250 circa ed è entrata a far parte dell’Ordine Teutonico poco dopo, nel 1525 la struttura subì il saccheggio durante la rivolte del contadini (ricordata con una mostra nel 2025) ed un incendio nel 1566.
L’intera struttura venne ricostruita pochi anni dopo e poi ristrutturata con diversi stili (in particolare con arredi rococò); il complesso di edifici della Commenda (di cui fa parte anche la Chiesa di Santa Elisabetta) consta di tre ali che circondano il grande cortile interno.
Ai nostri giorni la Commenda ospita, contemporaneamente, il Museo Civico cittadino ed il Museo Multscher, importante pittore tedesco del’400 autore anche delle pale dell’altare delle vicina chiesa parrocchiale Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la “pillola” sulla chiesa).
Diverse opere di Hans Multscher sono ora conservate nella Commenda e visibili insieme ad altre opere di diversi artisti, agli affreschi dipinti sulle sale del museo, alla Chiesa di Sant’Elisabetta ed a diverse mostre tematiche.
Commenda e musei sono aperti, solitamente, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 dal giovedì al sabato a maggio, giugno, settembre ed ottobre e da martedì a sabato a luglio ed agosto; è, comunque, bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025
Commenda dell’Ordine Teutonico
Museo Civico e Museo Multscher
Chiesa di Santa Elisabetta
Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco
Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Commenda dell’Ordine Teutonico di Vipiteno su Google Maps
La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la pillola” su Vipiteno).
La Chiesa parrocchiale, posta nei pressi dell’Antica Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus, si trova discosta rispetto al centro storico del paese in un sito ove nel medioevo erano presenti chiese precedenti erette sopra dei sepolcri romani (QUI la “pillola” sulla Commenda dell’Ordine Teutonico che ospita anche il Museo Civico e Museo Multscher).
La chiesa attuale è stata costruita tra il 1316 ed 1318, subito modificata tra il 1429 ed il 1455 dall’architetto Haus Feur, su iniziativa dei cittadini benestanti di Vipiteno, e poi molte volte ampliata; nei secoli varie parti distrutte sono state, in seguito, ricostruite ed ammodernate con diversi stili barocchi e neogotici,; nel 2008 si è poi proceduto ad un rinnovo dell’altare e delle panche.
L’imponente chiesa presenta un’aula a cinque campate con tetto a sella sormontata con campanile con elmo barocco; il portale della chiesa è posto nella quarta campata e sulle facciate sono poste diverse lapidi tombali.
L’interno della chiesa, con sala a tre navate sorretta da pilastri in marmo bianco, ospita molti reperti ragguardevoli, tra essi troviamo l’altare di Hans Multscher del quattrocento, i busti dei santi-vescovi, sempre quattrocenteschi, Cassiano di Imola e Nicola di Mira dello scultore Hans Klocker, gli affreschi settecenteschi del soffitto del pittore Adam Mölkl, l’affresco sull’arco del coro del pittore Josph Ritterl, il gruppo tardogotico della salita al Calvario ed i busti degli apostoli dello scultore Hans Harder, gli altari della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, la fonte battesimale con copertura in legno, le panche decorate con leoni e diverse lapide funerarie romane.
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2023 e 2025
Facciata ed area esterna della chiesa
Navate
Dettagli dell’altare
Altari laterali
Affeschi
Battistero
Altri dettagli della chiesa
Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco
Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude di Vipiteno su Google Maps
Il Gran Pilastro/Hochfeiler, posto a 3510 metri di quota, ed il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte, situato a 2710 metri di altezza, si trovano nelle Alpi di Zillertal; la vetta è posta sul confine tra Italia ed Austria tra l’Alto Adige/Südtirol ed il Tirol austriaco e risulta essere la cima più elevata delle Alpi di Zillertal.
Dalla vetta si gode un panorama bellissimo che spazia dalle Alpi di Zillertal alle Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed ai Monti di Fundres/Pfunder Berge; lungo il tracciato, che si diparte dalla Val di Vizze/Pfitsch, valle laterale che si stacca dalla zona di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal, si attraversano molti ambienti passando dal bosco, ai prati alle zone rocciose ed aspre d’alta quota (QUI la “pillola” sulla Val di Vizze).
Il tracciato presenta un dislivello e sviluppo rilevanti e diversi tratti tecnici salendo verso la vetta, la percorrenza necessita quindi di buon allenamento ed esperienza lungo questi percorsi; inoltre, bisogna informarsi attentamente sulle condizioni dell’escursione in quanto il tratto finale verso la cima è sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi.
Il percorso comincia dal terzo tornante della strada sterrata verso il Passo di Vizze (1718 m, parcheggio), seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Gran Pilastro/Hochfeilerhütte si procede brevemente in discesa, si supera un ponte e con una ripida scalinata si entra nel bosco. Il tracciato, ignorando due bivi, sale nel bosco in tornanti su traccia terrosa e sassosa piuttosto ripida; superato un punto panoramico ed un tratto ripido la traccia esce progressivamente dal bosco e procede il lungo saliscendi su traccia terrosa e sassosa, con anche diverse passerelle.
Il percorso, riprende quindi a salire tra magri prati, superato un tratto un po’ esposto, con cavo corrimano, la traccia terrosa e sassosa procede, dapprima in saliscendi e poi in salita fino ad un ponte ed ad un bivio; continuando sul sentiero 1 si sale ripidamente su traccia sassosa a tornanti che porta al bivio tra la salita diretta al Gran Pilastro ed il percorso per il rifugio. Rimanendo sul sentiero 1 per il rifugio si procede in saliscendi e poi in salita moderata che porta al Rifugio Gran Pilastro (2710 m, 3.15 ore dalla partenza).
Seguendo il sentiero 1A per il Gran Pilastro/Hochfeiler si sale su traccia terrosa e poi per una ripida paretina attrezzata con cavo e staffe raggiungendo, in breve, l’incrocio con la traccia “diretta” per la cima; si sale, quindi, su traccia sassosa e ghiaiosa, che alterna tratti ripidi ad altri in pendenza moderata, portando ad un caratteristico tratto con molte lastre di roccia disposte in verticale.
La traccia sassosa sale ad una selletta con grosso ometto e, dopoun breve tratto in piano, riprende a salire ripida prima in tornanti e poi su una crestina un po’ esposta che porta alla sella posta sotto la vetta; risalendo sulla cresta molto ripida si segue la traccia (attenzione a trovare il tratto migliore per salire) che, piegando a destra a metà cresta, porta alla cima del Gran Pilastro (3510 m, croce, cippo di confine, 2.30 ore dal rifugio 5.45 dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi dal rifugio al parcheggio, in 4.45 ore, 10.30 ore dalla partenza.
Percorso: parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze – Rifugio Gran Pilastro – Gran Pilastro – Rifugio Gran Pilastro – parcheggio terzo tornante sterrato della strada verso il Passo di Vizze
Sentieri: 1 – 1A
Dislivello: 1900 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 10.30 ore (5.45 ore la salita, 4.45 ore la discesa)
Quota massima: 3510 m
Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, ed alcuni un po’ esposti, salendo alla vetta, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 18 chilometri totali
Data di ascesa: agosto 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso che risulta sgombro da neve, solitamente, solo per brevi periodi; con neve e/o ghiaccio il percorso diventa di difficoltà alpinistica e richiede la giusta attrezzatura e capacità Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1100 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi, e 13 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno
Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta molto prestigiosa, il tracciato per la vetta non va, comunque, sottovalutato anche in assenza di neve; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso. Io ho suddiviso l’escursione in due giorni pernottando al Rifugio Gran Pilastro
Alla partenza
Salendo al Rifugio Gran Pilastro
Salendo al Gran Pilastro
In vetta al Gran Pilastro
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Rifugio Gran Pilastro in Val di Vizze su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e nell’alta Valle Isarco
Castel Tasso/Burg Reifenstein è una rocca posta nei pressi del paesino di Pruno/Elezenbaum, a pochi chilometri dalla cittadina di Vipiteno/Sterzing, su uno sperone roccioso che domina sul tratto sottostante della alta Valle Isarco/Wipptal; il maniero, citato già dal 1110, era nato con scopo difensivo ed apparteneva al Principe-vescovo di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” su Vipiteno).
Già dal 1209 il castello passò in proprietà a diversi nobili tirolesi e fu corposamente ampliato, arredato e divenne una residenza abitata permanentemente; nel 1470 il castello passò, quindi, all’Ordine Teutonico che aggiunse diverse stanze finemente arredate e, nel 1580, apportò le ultime aggiunte alla struttura.
Nel 1813 il castello è stato poi trasferito ai conti Thurn und Taxis che lo hanno curato sempre con molta attenzione, ristrutturato e reso anche disponibile al pubblico per essere visitato; il fatto che la struttura non abbia subito grandi danni o modifiche negli ultimi cinque secoli la rende particolarmente interessante anche sotto il profilo storico ed architettonico.
Durante il percorso di visita è, quindi, possibile scoprire buona parte del castello, diverse stanze con arredi originari, un bar in stile medievale ed usufruire di un’audioguida che, nelle tredici stazioni di visita, descrive molto bene storia ed ambienti che si stanno ammirando.
Il castello è raggiungibile, dal parcheggio sottostante, in circa 10 minuti di cammino su mulattiera sterrata un poì ripida ed è solitamente aperto da marzo ad ottobre dalle ore 10.00 alle 18.00 (sabato giorno di chiusura); dal 1 novembre al 6 gennaio il castello è, invece, visitabile solo con visite guidate, che sono anche possibili in orari predefiniti anche da marzo ad ottobre.
Per maggiori informazioni su date ed orari di apertura del castello e visite guidate è bene controllare il sito internet ufficiale: www.burgreifenstein.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Castel Tasso
Percorso che dal parcheggio porta al castello
Vista sull’alta Valle Isarco
Zoom su Castelpietra
Area antistante il castello
Entrata del nucleo interno del castello
Vista su Vipiteno
Cortile del castello
Inizio del percorso di visita
Cisterna con pozzo
Cucina
Dispensa
Ambienti che collegano le varie stanze
Stanza del cappellano
Sala delle Donne
Torre residenziale (solo in parte visitabile)
Prigione
Entrata delle sale nobiliari
Camera dei riservisti (scudieri)
Palazzo nuovo
Stanza del Conte
Sala verde
Cappella
Libro dei Feudi
Bar in stile medievale
Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco
Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Castel Tasso su Google Maps
La Malga Allrissalm, posta a 1534 metri di quota, è situata nel gruppo delle Alpi Breonie/Stubaier Alpen in Val di Fleres/Pflerschtal, valle laterale che ospita anche il comprensorio sciistico ed escursionistico Ladurns e che si diparte dall’alta Valle Isarco/Wipptal all’altezza del paese di Colle Isarco/Gossensaß; le malga è raggiungibile in inverno, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, dal paesino di Sant’Antonio/St. Anton (QUI la “pillola” sulla Val di Fleres e QUI quella sul comprensorio sciistico Ladurns).
Il percorso presenta un dislivello moderato con sviluppo relativamente lungo con salita su pendenze regolari; lungo il tracciato e dalla malga si hanno anche bei punti panoramici verso il gruppo del Tribulaun; con buone condizioni ed giusta esperienza è anche possibile la discesa in slittino.
La salita comincia dal paese di Sant’Antonio in Val di Fleres (1246 m), seguendo le indicazioni del sentiero numero 27 per la Malga Allrissalm; si sale, quindi, su stradina asfaltata raggiungendo, in circa 700 metri di cammino, il parcheggio Allriss (volendo fin qui anche in macchina, parcheggio a pagamento).
Seguendo sempre per la Malga Allriss si sale in moderata pendenza, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, proseguendo nel bosco; passati nei pressi di un ripetitore si raggiunge un bivio.
Seguendo il sentiero 27A per la Malga Allriss si continua a salire su mulattiera innevata nel bosco giungendo, quindi, ad un secondo bivio al quale si prende a destra il sentiero 27B verso la Malga Allriss. Il percorso sale nel bosco con pendenza moderata e qualche tratto un po’ più ripido portando alla Malga Allrissalm (1534 m, 1.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza
Sentieri: percorso invernale che ricalca i sentieri estivi 27 – 27A – 27B
Dislivello: 300 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali
Quota massima: 1534 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica moderata; sviluppo totale di 8 chilometri circa, in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: marzo 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura della malga e le condizioni di battutura del percorso Un’eventuale discesa in slittino richiede la giusta esperienza e condizioni
Sant’Antonio
Salendo al parcheggio Allriss
Salendo alla Malga Allriss
Malga Allrissalm con vista sul gruppo del Tribulaun
Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare Sant’Antonio in Val di Fleres su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Monte Cavallo/Rosskopf, vetta di 2189 metri di quota, è posto nelle Alpi dello Stubai in posizione elevata sul borgo di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal; la cima, dalla quale si gode un panorama amplissimo su diversi gruppi montuosi, è posta nell’omonimo comprensorio escursionistico e di sport invernali (QUI la “pillola” su Vipiteno e QUI quella sul comprensorio del Monte Cavallo).
La vetta può essere raggiunta con itinerari di diversa lunghezza; viene qui descritto il percorso che partendo dalla stazione a monte della cabinovia Monte Cavallo porta a compiere tra boschi l’anello del Flaner Jöchl portando poi più ripidamente in vetta.
Il percorso presenta un dislivello moderato ed uno sviluppo di media lunghezza ma percorrere alcuni tratti piuttosto ripidi che richiedono la giusta attenzione; lungo la discesa si transita, inoltre, anche per il Rifugio Sterzinger Haus.
L’escursione comincia dalla stazione a monte della cabinovia Monte Cavallo/Rosskopf (1850 m, rifugi, stazione a valle a Vipiteno), seguendo i cartelli per l’escursione circolare Flaner Jöchl si segue la mulattiera sterrata a destra. Si giunge, in breve, ad un bivio in cui si segue a destra per il percorso Flaner Jöchl, si procede su mulattiera sterrata dapprima in breve discesa poi in saliscendi nel bosco; si incontra dapprima un laghetto artificiale e si ignorano i bivi per il Rifugio Sterzinger Haus e per il Rifugio Furl continuando sulla mulattiera nel bosco. Procedendo in saliscendi si arriva ad alcuni grandi ripetitori, seguendo sempre l’anello Flaner Jöchl si sale su mulattiera sterrata, più ripidamente, fino a giungere ad un punto panoramico verso il gruppo del Tribulaun. Continuando su sentiero tra pascoli e bosco più ampio si procede in saliscendi fino ad una radura con croce e laghetto Kastellacke (1930 m, 1.45 ore dalla partenza).
Dalla raudra si segue il sentiero 24A per il Monte Cavallo/Rosskopf salendo piuttosto ripidamente su sentierino terroso tra bosco e rododendri ignorando diversi bivi fino a giungere al bivio col sentiero 24. Si segue, quindi, il sentiero 24 per la cima salendo ripidamente su traccia ghiaiosa, con anche alcuni gradoni di legno, fino a raggiungere una piattaforma panoramica con tavola delle cime visibili; continuando sulla traccia ghiaiosa per la cima si procede brevemente in saliscendi fino a salire, con l’ultimo ripido tratto, alla vetta del Monte Cavallo (2189 m, croce, 1.00 ora dalla radura, 2.45 ore dalla partenza).
Tornati ripidamente in discesa al bivio tra sentiero 24 e sentiero 24A si rimane sul sentiero 24 seguendo le indicazioni per la stazione a monte della cabinovia; si scende, quindi, prima su sentierino terroso e poi su mulattiera ghiaiosa e terrosa fino a giungera d un bivio. Seguendo a sinistra il sentiero 19A “Sentiero Dolomieu 6 malghe” si procede in breve su mulatteira in saliscendi fino al Rifugio Sterzinger Haus (1920 m, 45 minuti dalla cima, 3.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio si segue il sentiero per la stazione a monte del Monte Cavallo scendendo su traccia erbosa tra pascoli giungendo in breve ad una mulattiera; seguendo a destra la mulattiera si torna in breve alla stazione a monte della cabinovia Monte Cavallo (15 minuti dal Rifugio Sterzinger Haus, 3.45 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte cabinovia Monte Cavallo – Flaner Jöchl – Laghetto Kastelllacke – Monte Cavallo – Rifugio Sterzinger Haus – stazione a monte cabinovia Monte Cavallo
Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi
Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali
Quota massima: 2189 m
Difficoltà: E – escursione con difficoltà tecniche moderate ma con traccia con tratti ripidi salendo in vetta, sviluppo di circa 10 chilometri totali
Data di ascesa: giugno 2023
Annotazioni: è bene controllare la data di apertura di impianti e rifugi. Dalla cabinovia del Monte Cavallo parte anche l’itinerario per le Cime Bianche di Telves/Telfer Weissen (QUI la “pillola” sulla salita alle Cime Bianche di Telves).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità, per godere dell’amplissimo panorama, senza però eccessivo vento che spesso spira intensamente in questa zona. Il percorso non è particolarmente difficile tecnicamente ma i tratti ripidi verso la vetta su traccia ghiaiosa e terrosa non vanno sottovalutati.
Lungo la salita in cabinovia
Primo tratto verso il bivio per il Flaner Jöchl
Lungo la prima parte del percorso circolare Flaner Jöchl
Vista sul gruppo del Tribulaun
Tratto del percorso circolare Flaner Jöchl verso la radura con Laghetto Kastelllacke
Alla radura del Laghetto Kastelllacke
Salendo al Monte Cavallo
Alla piattaforma panoramica
Ultimo tratto di salita per la vetta
In vetta al Monte Cavallo
Panorami dalla vetta
Scendendo verso il Rifugio Sterzinger Haus
Al Rifugio Sterzinger Haus
Tornando alla stazione a monte della cabinovia
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Monte Cavallo a Vipiteno su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e nell’alta Valle Isarco
Il Gänsekragen, vetta di 2322 metri di quota, la Cima Specola/Hühnerspiel, posta a 2376 metri di altezza e la Cima di Stilves/Zinseler, alta 2422 metri, sono tre vette poste nelle Alpi Sarentine nella zona del Passo Pennes/Penser Joch tra Val Sarentino/Sarntal e alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).
Le vette, da cui si gode un bel panorama sulle Alpi Sarentine, le Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed i Monti di Fundres/Pfunderer Berge, sono raggiungibili con percorsi separati che partono dal Passo Pennes; visti i dislivelli contenuti viene proposta la salita congiunta alla vette che possono, però, naturalmente, essere salite anche singolarmente.
La salita al Gänsekragen comincia dal Passo Pennes (2215 m, rifugio Alpenrose) seguendo le indicazioni per il Gänsekragen con sentiero 12B, il sentiero, con fondo sassoso, sale tra magra erba piuttosto ripidamente conducendo in breve alla vetta del Gansekragen (2322 m, croce, 20 minuti dal Passo Pennes).
Si torna, quindi, al Passo Pennes in 10 minuti; dal Passo Pennes, seguendo le indicazioni per lo Zinseler su sentiero numero 14, si scende su asfalto sulla strada, sul versante dell’alta Valle Isarco/Wipptal, fino al bivio a sinistra per lo Zinseler. Si procede, quindi, su terreno terroso tra erba fino a giungere ad un bivio, seguendo sempre per lo Zinseler si sale piuttosto ripidamente su terreno sassoso prima su pendio e poi in traverso, a tratti un po’ esposto, fino ad un’altra sella erbosa.
Da qui si devia a sinistra verso la Cima Specola su traccia non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità; la traccia erbosa e sassosa procede a mezzacosta e porta, in breve, alla croce della Cima Specola/Hühnerspiel (2376 m, croce, 1.00 ora dal Passo Pennes, 1.30 dalla partenza considerando anche la salita e discesa al Gänsekragen, il punto più alto di Cima Specola è posto sulla crestina a sinistra della croce ed è raggiungibile in breve anch’esso).
Tornati alla sella si procede in saliscendi su traccia raggiungendo il bivio per il sentiero 15; rimanendo sul sentiero per lo Zinseler si procede prima in saliscendi e poi su sentiero sassoso più ripido giungendo in vetta alla Cima di Stilves/Zinseler (2422 m, croce, 30 minuti dalla Cima Specola, 2.00 ore dal Passo Pennes, 2.30 ore dalla partenza considerando anche la salita e discesa al Gänsekragen e Cima Specola).
Ritorno al Passo Pennes, con alcuni saliscendi, per lo stesso percorso, senza risalire a Cima Specola e Gänsekragen in 1.15 ore, 3.45 ore dalla partenza considerando anche la salita e discesa al Gänsekragen e Cima Specola).
Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerando i vari saliscendi e la salita alle vette
Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali salendo a tutte e tre le cime
Quota massima: 2422 m
Difficoltà: E/EE – escursione di media difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi ed un tratto un po’ esposto lungo il traverso che porta alla sella tra Cima Specola e Cima di Stilves; la deviazione alla Cima Specola non è segnata e richiede buona visibilità; 8 chilometri di sviluppo totale salendo a tutte le cime
Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024
Annotazioni: le salite alle vette possono, naturalmente, essere effettuate singolarmente riducendo dislivello e percorso. Inoltre, il Passo Pennes è punto di partenza anche per altri itinerari; tra essi troviamo la salita al Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn ed al Montaccio di Pennes/Tatschspitze (QUI la pillola sull’ascesa al Corno Bianco di Pennes e QUI la “pillola” sulla salita al Montaccio di Pennes).
Esperienza di Stefano: per la salita alle vette è ben scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei panorami e per salire con più sicurezza a Cima Specola; attenzione al fatto che l’area si presenta spesso ventosa
Al Passo Pennes
Salendo al Gänskragen
In vetta al Gänsekragen
Cima Specola e Cima di Stilves viste dal Passo Pennes
In discesa su asfalto sul versante dell’alta Valle Isarco
Bivio dalla strada per il sentiero 14
Primo tratto di salita
Tratto in traverso un po’ esposto
Verso la selletta con bivio per la Cima Specola
Traccia non segnata che devia verso la Cima Specola
Croce di Cima Specola (il punto più alto è visibile a sinistra nella foto ed è anch’esso raggiungibile in breve)
Tratto in saliscendi tornati alla selletta
Ultimo tratto di salita
In vetta alla Cima di Stilves/Zinseler
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pennes su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino e QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e in Alta Valle Isarco
L’Hocheck, elevazione di 1970 metri di quota, e la prospicente Malga Klammalm sono posti nelle Alpi dello Stubai/Stubaier Alpen alla testata della Val Racines/Ratschingstal raggiungibile da Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sulla Val Racines).
La vetta erbosa dell’Hocheck, da cui si gode un bel panorama verso diverse cime delle Alpi dello Stubai, è raggiungibile fuori sentiero deviando dal sentiero ad anello che conduce da Vallettina/Flading alla Malga Klammalm; è naturalmente possibile anche omettere la salita alla vetta rimanendo sul sentiero che conduce alla malga percorrendo un itinerario comunque interessante con tratti nel bosco ed altri panoramici tra pascoli.
La salita all’Hocheck comincia dalle case di Vallettina/Flading (1500 m, maso Scholzhornerhof) seguendo il sentiero numero 30 che conduce su mulattiera in breve al bivio col sentiero 12; continuando sul sentiero 30 si procede ancora brevemente su mulattiera che si trasforma poi in sentiero di bosco, talvolta piuttosto ripido, con presenza anche di un tratto con cavi scorrimano.
Usciti dal bosco si giunge quindi ad un pianoro con presenza di una baita nei cui pressi si trova il bivio tra sentiero 30 e 12A; si segue in breve il sentiero 12A per la Malga Klammalm deviando quasi subito a sinistra su leggera traccia non segnata che sale sul pendio erboso con arbusti; seguendo la piccola traccia lungo la cresta erbosa si giunge quindi in vetta all’Hocheck (1970 m, 1.30 ore dalla partenza). Seguendo sempre la leggera traccia si scende quindi sul versante opposto ricongiungendosi col sentiero 12A che dopo aver attraversato un ponte conduce in saliscendi alla Malga Klammalm (1925 m, 15 minuti dalla vetta dell’Hocheck, 1.45 ore dalla partenza).
Dalla Malga Klammalm si segue quindi in discesa il sentiero 12 per Vallettina/Flading, si scende inizialmente su traccia tra pascoli lastricata con sassi entrando poi nel bosco e scendendo ripidamente su sentiero di bosco fino a tornare al bivio tra sentiero 12 e 30 e da qui, in breve, a Vallettina (1.15 ore dalla Malga Klammalm, 3.00 ore dalla partenza).
Sentieri: 30 – 12A – traccia non segnata per l’Hocheck – 12
Dislivello: 500 metri in salita e discesa comprese le contropendenze
Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa)
Quota massima: 1970 m
Difficoltà: E/EE – Difficoltà E il percorso ad anello per la malga con, comunque, presenza di alcuni tratti ripidi; difficoltà EE la salita fuori sentiero all’Hocheck da intraprendere solo se esperti di questo genere di percorsi e con buona visibilità
Data di ascesa: luglio 2018
Annotazioni: è naturalmente possibile percorrere solo il giro ad anello per la Malga Klammalm rimanendo, al bivio con la traccia non segnata per l’Hockeck, sul sentiero 12A ed ignorando la deviazione per la vetta.
Cartelli alla partenza
Vista sull’alta Val Racines dal primo tratto di salita
Salendo al bivio tra sentiero 30 e 12A
Bivio tra sentiero 30 e sentiero 12A
Salendo su traccia non segnata all’Hocheck
Panorama dalla vetta dell’Hocheck
Verso la Malga Klammalm
Malga Klammalm
Vetta dell’Hocheck vista dalla Malga Klammalm
Scendendo a Vallettina sul sentiero 12
Cliccare sull’immagine per visualizzare Vallettina in Val Racines su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e nell’alta Valle Isarco
Il Gschleiboden, elevazione di 1350 metri di quota, è posto nelle Alpi di Zillertal in posizione dominante il paese di Prati/Wiesen situato all’imbocco della Val di Vizze/Pfitscheral che si diparte dall’area di Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Israco/Wipptal (QUI la “pillola” sulla Val di Vizze).
La salita al Gschleiboden, di sviluppo moderato, si svolge dal paese di Prati passando nei pressi di CastelPalù/Schloss Moos e salendo nel bosco fino alla vetta, posta non molto distante del maso Braunhof; dalla cima del Gschleiboden si può godere un ottimo panorama su parte della Val di Vizze e la conca ospitante Vipiteno oltre che verso diverse cime delle Alpi dello Stubai e dei Monti di Fundres.
La salita al Gschleiboden comincia dal paese di Prati di Vizze/Wiesen (940 m) seguendo le indicazioni per il sentiero 25A per il Braunhof, il percorso segue inizialmente una stradina asfaltata passando nei pressi del Castel Palù ed entrando poi nel bosco fino a giungere, in breve, al bivio con il sentiero 25.
Si segue quindi il sentiero 25 per il Braunhof salendo con sentiero di bosco, a tratti ripido, fino a giungere ad una baita; dalla baita si rientra nel bosco tornando a salire piuttosto ripidamente fino a giungere al bivio tra Braunhof e Gschleiboden. Dal bivio si prende il sentiero 25B per il Gschleiboden, la traccia procede in saliscendi nel bosco fino a giungere all’ultimo tratto di salita che conduce in breve alla vetta del Gschleiboden (1350 m, croce, 1.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza.
Percorso: Prati di Vizze – Gschleiboden – Prati di Vizze
Sentieri: 25A – 25 -25B
Dislivello: 400 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.15 ore (1.15 ore la salita, 1.00 ora la discesa)
Quota massima: 1350 m
Difficoltà: E – percorso dallo sviluppo moderato e dal contenuto impegno tecnico ma che presenta diversi tratti ripidi.
Data di ascesa: ottobre 2018
Annotazioni: dal bivio tra Gschleiboden e Braunhof è possibile, deviando dal percorso descritto, raggiungere in pochi minuti su sentiero segnato il maso Braunhof con punto di ristoro aperto in alcuni periodi dell’anno.
Cartelli alla partenza
Vista verso Castel Palù nel primo tratto di salita
Salendo nel bosco
Bivio tra Braunhof e Gschleiboden
Ultimo tratto di salita verso il Gschleiboden
Vetta del Gschleiboden
Vista dalla vetta del Gschleiboden verso Vipiteno
Vista dalla vetta del Gschleiboden verso Prati di Vizze
Maso Braunhof raggiungibile con breve deviazione dal percorso di salita
Cliccare sull’immagine per visualizzare Prati di Vizze su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e nell’alta Valle Isarco
Il Kastenkopf, vetta di 2279 metri di quota, e la sottostante Malga Moaraerbergalm sono posti nelle Alpi dello Stubai/Stubaier Alpen nella valletta Lazzachertal alla testata della Val Ridanna/Ridnauntal raggiungibile da Vipiteno/Sterzing in Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sulla Val Ridanna).
La vetta del Kastenkopf e la Malga Moarerbergalm sono raggiungibili con lungo percorso che parte dal Museo delle Miniere al termine della strada asfaltata della Val Ridanna; infatti anche lungo l’escursione si possono osservare diversi antichi manufatti minerari oltre che godere di ottimi panorami sulle alte montagne che cingono la testate della Val Ridanna.
La salita al Kastenkopf comincia dal parcheggio del Museo delle Miniere (1420 m, ristorante) seguendo la strada 28 per le Malghe Stadlalm e Moarerbergalm; la stradina asfaltata sale piuttosto ripidamente fino al bivio tra le due malghe.
Si segue quindi la mulattiera 28A per la Malga Moarerbergalm salendo in lungo sviluppo con pendenza moderata, prima nel bosco e poi in ambiente più aperto, fino a giungere ad una casa diroccata con cartelli, si segue quindi in breve la mulattiera che conduce alla Malga Moarerbergalm (2114 m, 2.15 ore dalla partenza).
Tornati alla casa diroccata si segue a sinistra la traccia non segnata che sale sui resti di una vecchia mulattiera, la traccia sale tra pascoli giungendo ad una sella, da qui si sale in breve senza traccia tra pascoli alla vicina vetta del Kastenkopf (2279 metri, 30 minuti dalla Malga Moarerbergalm, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.15 ore dalla partenza.
Percorso: Museo delle Miniere – Malga Moarerbergalm – Kastenkopf – Malga Moarerbergalm – Museo delle Minieri
Sentieri: 28 – 28A – traccia non segnata verso il Kastenkopf
Dislivello: 900 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 5.15 ore (2.45 ore la salita, 2.30 minuti la discesa)
Quota massima: 2279 m
Difficoltà: E/EE – percorso dal lungo sviluppo e dal dislivello piuttosto elevato. Difficoltà E fino alla Malga Moarerbergalm, EE la salita non segnata al Kastenkopf.
Data di ascesa: agosto 2019
Annotazioni: Naturalmente la salita al Kastenkopf può anche essere evitata fermandosi alla Malga Moarerbergalm. La malga può essere raggiunta, sempre partendo dal Museo delle Miniere, con percorsi più lunghi e più impegnativi rispetto alla mulattiera 28A qui descritta, anche passando dalla Malga Stadlalm o lungo il sentiero didattico Lehrpfad.
Cartelli alla partenza
Vista sulla Val Ridanna salendo nel primo tratto
Salendo sulla mulattiera 28A verso la Malga Moarerbergalm
Casa diroccata con bivio tra Malga Moarerbergalm e traccia non segnata per il Kastenkopf
Malga Moarerbergalm
Kastenkopf e traccia di salita visti dalla Malga Moarerbergalm
Salendo al Kastenkopf sulla traccia non segnata
Panorama dalla vetta del Kastenkopf
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio delle Miniere di Masseria su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e nell’alta Valle Isarco