L’area dell’altopiano di Rodengo/Rodeneck si sviluppa in posizione elevata e soleggiata sulla sottostante bassa Val Pusteria/Pustertal; la zona ospita diverse possibilità escursionistiche e punti di interesse religiosi, architettonici e storici.
Tra essi troviamo Castel Rodengo/Schloss Rodenegg situato su un colle elevato sul borgo di Villa/Vill, il principale del comune di Rodengo; il maniero è raggiungibile, con passeggiata di pochi minuti su mulattiera sterrata, dalla chiesa parrochiale di Villa nei cui pressi è situato anche un punto panoramico sulla Gola del Fiume Rienza.
Castel Rodengo è già citato dal 1142 ed è stato più volte ampliato e passato in proprietà a diverse famiglie nobili; nel 1694 un grande incendio apporta notevoli danni e nel 1800 vengono anche compiuti saccheggi da parte delle truppe francesi. Nel 1897 il Conte Arthur von Wolkenstein avvia il restauro completo del castello e nel 1972 viene anche scoperto il ciclo di affreschi di Ivano (non fotografabile), databile attorno al 1200 si tratta degli affreschi a tema profano più antichi dell’area di lingua tedesca.
Il castello è attualmente di proprietà delle famiglie Wolkenstein e Thurn und Taxis che abitano ancora la rocca in alcuni periodi dell’anno; pertanto la visita del castello è possibile solo con tour guidato. Il castello è aperto da inizio maggio a fine settembre e nel 2026 le visite guidate si tengono alle 11.30 e 14.30 tutti i giorni escluso il sabato. Per maggiori informazioni è bene consultare il sito ufficiale del Castello di Rodengo: www.rodenegg.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2026
Parcheggio presso la chiesa di Villa
Punto panoramico sulla gola del Fiume Rienza e su Castel Rodengo
Chiesa parrocchiale
Mulattiera che porta al castello
Entrata di Castel Rodengo
Lungo il tour guidato
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Chiesa parrocchiale di Villa a Rodengo su Google Maps
La Cima di Pozzo/Putzenhöhe, situata a 2438 metri di quota, e la Malga Moarhofalm, posta a 1883 metri di altezza, si trovano nei Monti di Fundres/Pfunderer Berge nella media Val Pusteria; sono possibili vari accessi viene qui descritto quello che si diparte dal parcheggio Gelenke situato nell’area tra i paesi di Terento/Terenten e Kiens/Chienes (QUI la “pillola su Terento).
Lungo il tracciato sono posti anche diversi pannelli informativi sulle vita delle marmotte e si tocca anche il Lago Verde/Grünbachsee ed, inoltre, dalla vetta si può ammirare un panorama amplissimo che spazia dalle Alpi di Zillertal alle Dolomiti.
La salita comincia dal parcheggio Gelenke (1590 m, strada stretta da Terento e Chienes); si segue il sentiero numero 65 della “Marmotta” verso la Malga Moarhof. Si sale su mulattiera sterrata con pendenza moderata nel bosco, raggiungendo dapprima un punto di ripodo con scultura della marmotta e poi un punto panoramico; proseguendo sulla mulattiera si procede tra bosco e spazi aperti giungendo alla Malga Moarhof (1883 m, 1.00 ora dalla partenza).
Seguendo sempre le indicazioni “Putzenhöhe” si procede dapprima, in breve,su mulattiera per poi deviare a sinistra su ripido sentiero terroso e sassoso che sale dapprima nel bosco e poi tra radure fino a giungere ad una baita ed un punto panoramico con croce. Incorciata nuovamente la mulattiera la si segue in pendenza moderata con sviluppo a tornanti; poco prima di arrivare alla baita Obere Grünbachalm si segue a destra il sentiero 65 (cartello in parte divelto); la traccia erbosca e sassosa sale, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza meno accentuata, tra mughi e poi tra spazi aperti fino a giungere al Lago Verde (2258 m, 45 minuti dalla Malga Moarhof, 1.45 ore dalla partenza).
Dal lago si segue il sentiero per la vetta salendo su traccia ghiaiosa e sassosa fino ad una selletta tra pascoli; da qui il sentiero sale molto ripido a tornanti sul pendio che porta alla vetta della Cima di Pozzo (2438 m, croce, 30 minuti dal lago, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.
Percorso: parcheggio Gelenke – Malga Moarhof – Lago Verde – Cima di Pozzo – Lago Verde – Malga Moarhof – parcheggio Gelenke
Sentieri: 65
Dislivello: 850 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)
Quota massima: 2438 m
Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi, sviluppo totale di circa 8 chilometri. Attenzione ai numerosi bivi
Data di ascesa: luglio 2026
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata buona visibilità per godere degli ampi panorami; il sentiero della marmotta prevedrebbe 6 pannelli informativi ma io ne ho individuati solo quattro, gli ultimi due credo siano mancanti
Parcheggio Gelenke
Cartelli alla partenza
Tratto verso la Malga Moarhof
Malga Moarhof
Tratto verso il Lago Verde
Lago Verde
Tratto verso la Cima di Pozzo
In vetta alla Cima di Pozzo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio Gelenke su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime DI Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal
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La Forcella di Casies/Gsieser Törl, situata a 2205 metri di quota, la Malga Oberbergalm posta a 1975 metri di altezza e la Malga Kradorfer Hütte, situata a 1713 metri di quota, si trovano nelle Alpi Noriche/Norische Alpen alla testata dalla Valle di Casies/Gsiesertal che si dirama da Monguelfo/Welsberg in alta Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla Valle di Casies).
Il percorso parte dal paese di Santa Maddalena al termine della strada della valle e, toccando anche le due malghe, porta tra bosco e spazi aperti alla forcella situata sul confine tra Italia ed Austria; il percorso tocca ambienti idilliaci e risulta essere di moderata difficoltà tecnica seppur con presenza di uno sviluppo piuttosto lungo.
La salita comincia dall’ultimo parcheggio al termine della Valle di Casies (1480 m), seguendo le indicazioni per la Malga Kradorfer e la Malga Oberberg si prende la mulattiera asfalata numero 49 nel bosco. In breve si raggiunge il bivio col sentiero 49A per la Malga Kradorfer; seguendolo a destra si sale dapprima a tornanti nel bosco e poi a mezzacosta in moderata pendenza tra pascoli; la traccia erbosa e ghiaiosa rientra, quindi, nel bosco per poi portare con salita più accentata, tra pascoli, alla Malga Kradorfer (1713 m, 50 minuti dalla partenza).
Seguendo la mulattiera 49 verso la Malga Oberberg si sale su mulattiera sterrata, tra pascoli, in tornanti con pendenza moderata con alcuni tratti un po’ più ripidi fino alla Malga Oberberg (1975 m, 40 minuti dalla Malga Kradorfer, 1.30 minuti dalla partenza). Dalla malga si segue il sentiero 49 per la Gsieser Törl salendo su traccia terrosa ed erbosa tra pascoli in moderata pendenza; la traccia si fa poi un po’ più ripida su fondo sassoso e terroso costeggiando il torrente e portando alla Forcella di Casies/Gsieser Törl (2205 m, 40 minuti dalla Malga Oberberg, 2.10 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso fino alla Malga Kradorfer; dalla malga è possibile seguire, quindi, in discesa integralmente la mulettiera 49 che dapprima sterrata poi asfaltata riporta al parcheggio (1.35 ore dalla Forcella di Casies, 3.45 ore dalla partenza).
Percorso: parcheggio al termine della Valle di Casies – Malga Kradorfer – Malga Oberberg – Forcella di Casies – Malga Oberberg – Malga Kradorfer – parcheggio al termine della Valle di Casies
Sentieri: 49 – 49A – 49
Dislivello: 750 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.10 ore la salita, 1.35 ore la discesa)
Quota massima: 2205 m
Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica, sviluppo totale di circa 10 chilometri
Data di ascesa: agosto 2026
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura delle malghe
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami e gli ambienti bucolici attraversati; in giornate molto calde è bene anche partire presto al mattino Va fatta, inoltre, attenzione a non sottovalutare la relativa lunghezza del percorso
Parcheggio al termine della Valle di Casies
Verso il bivio col sentiero 49A
Salita alla Malga Kradorfer sul sentiero 49A
Malga Kradorfer
Salendo alla Malga Oberberg
Malga Oberberg
Salendo alla Forcella di Casies
Forcella di Casies
Discesa sulla mulattiera 49 una volta tornati alla Malga Kradorfer
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio al termine della Valle di Casies a Santa Maddalena su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries, Alpi di Zillertal e Alpi Noriche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Anterselva, Val Casies e Val Pusteria
L’area attorno a Brunico/Bruneck, nella parte centrale della Val Pusteria/Pustertal, offre una grande varietà di escursione e gite di diversa difficoltà; tra quelle di impegno moderato ed adatte anche a famiglie troviamo, ad esempio, il percorso alle Piramidi di Terra di Perca/Percha (dette anche Piramidi di Plata/Platten) – (QUI la “pillola” su Brunico).
Le Piramidi di Terra sono visibili in Alto Adige/Südtirol sia in Val Pustieria nei pressi di Perca che vicino a Terento/Terenten sia sull’Altopiano del Renon/Ritten che a Rifiano in Val Passiria/Passeiertal (QUI la “pillola” sul percorso alle Piramidi di Terra di Terento e QUI quella sulle Piramidi di Terra del Renon).
Il percorso alle Piramidi di Terra di Perca parte dal parcheggio P2 di Plata/Platten, raggiungibile in pochi chilometri da Perca; dal parcheggio si segue il sentiero nel bosco “Erdpyramiden” accompagnati da diverse installazioni legate alla mascotte “Piramidi”, che propone varie curiosità ed attività per bambini ma anche adulti che si vogliano ancora divertire.
Il tracciato si sviluppa nel Parco Naturale delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe ed alternando nel bosco tratti un po’ più ripidi ad altri in falsopiano porta ad una stradina asfaltata che conduce, in breve, ai punti panoramici sulle Piramidi di Terra poste tra i 1500 ed i 1700 metri di quota circa; il percorso presenta circa 150 metri di dislivello in salita e discesa e 3,5 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno.
Le Piramidi di Terra, formazioni terrose con il caratteristico sasso come “cappello”, sono un fenomeno geologico molto interessante dovuto all’erosione da parte delle precipitazioni (pioggia e neve) su particolari tipi di terreni. Il sasso-cappello protegge alcune parti di terreno che diventano le future piramidi con l’erosione del terreno circostante (senza cappello); una volta che le piramidi perdono il loro “cappello” tendono ad essere poi anch’esse erose.
Per approfondire la storia geologica e del territorio, che ha portato alla formazione delle Piramidi di Terra, è possibile visitare anche il Museo Scienze naturali Alto Adige/Naturmuseum Südtirol di Bolzano/Bozen. Il museo propone un focus molto interessante sulla formazione delle Piramidi di Terra oltre che una panoramica su tutta la storia geologica e naturale dell’Alto Adige/Südtirol (QUI la “pillola” sul Museo Scienze Naturali Alto Adige).
Le foto si riferiscono alle mia escursione di giugno 2026
Parcheggio P2 di Plata
Partenza del percorso
Tratto nel bosco
Spiegazioni delle rocce dell’Alto Adige
Breve tratto su stradina asfaltata
In arrivo alle Piramidi di Terra
Vista sulle Piramidi di Terra dai punti panoramici
Cartina del percorso
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio P2 di Plata su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il borgo di Campo Tures/Sand in Taufers, situato a circa metà dello sviluppo della Valle Aurina/Ahrntal, giace in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, circondato dalla alte vette delle Vedette di Ries/Riesferner Gruppe e delle Alpi di Zillertal, e presenta molti punti di interesse naturali, escursionistici e culturali (QUI la “pillola” su Campo Tures).
Tra questi ultimi si trova, in particolare evidenza, Castel Tures/ Burg Taufers, situato su un’altura poco sopra il paese e raggiungibile da esso sia in macchina che, con circa 15 minuti di cammino, tramite sentiero, a tratti un po’ ripido.
All’inizio del sentiero è posto anche un piccolo museo sito in un maso che mostra alcuni oggetti di uso comune nell’ 800 in questi luoghi.
Castel Tures è da tempo fulcro della storia della zona in quanto luogo di abitazione dei ricchi Signori di Tures, la famiglia più potente della zona in epoca medievale; la rocca è una delle meglio conservate dell’Alto Adige/Südtirol ed è nota fin dal 1300 con successive modifiche.
Il complesso del castello, che si sviluppa intorno alla corte centrale dominata dalla torre, presenta diversi punti di interesse; in particolare tramite visite guidate è possibile visitare le antiche stanze residenziali e nella torre sono presenti diverse mostre temporanee (nel 2025 dedicate alle rivolte contadine del ‘500 ed alla storia della Valle Aurina ed i suoi abitanti).
Il castello è visitabile autonomamente nella parte “comune” e delle mostre mentre solo con visita guidata nelle antiche aree residenziale; per informazioni su orari di apertura e visite guidate è bene consultare il sito internet ufficiale: www.burgeninstitut.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025
Castello visto da Campo Tures
Piccolo museo sulla vita nell’800 in zona
Salita a piedi al castello
Vista su Campo Tures
Parcheggio nei pressi del castello
Entrata del castello
Cortile centrale
Fucina
Granaio
Ghiacciaia
Cucina
Stanze residenziali visitabili con visita guidata (è possibile scattare foto solo nella prima parte della visita)
Mostra sulle rivolte contadine
Mostra nella torre sulla storia della Valle Aurina e dei suoi abitanti
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
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Cliccare sull’immagine per visualizzare Campo Tures su Google Maps
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La Croda del Becco/Seekofel, posta a 2810 metri di quota, ed il Rifugio Biella/Seekofelhütte, situato a 2327 metri di altezza, si trovano a cavallo tra Dolomiti di Braies e Dolomiti d’Ampezzo; la vetta è posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Veneto mentre il rifugio si trova interamente in quest’ultimo.
La cima ed il rifugio sono raggiungibili, con itinerari lunghi, da diversi punti di partenza; viene qui descritto quello, probabilmente, più iconico che si diparte dal noto Lago di Braies/Pragser Widsee in Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” sul Lago di Braies e QUI quella sulla Valle di Braies).
Il tracciato, dal lungo sviluppo e dislivello, raggiunge, dapprima, la Forcella Sora al Forn/Ofenscharte per poi salire con percorso tecnico alla vetta da cui si gode un panorama amplissimo e si può osservare il Lago di Braies 1300 metri pià sotto; dalla forcella con breve deviazione è possibile raggiungere anche il rifugio.
La salita comincia dal Lago di Braies (1494 m, ristoranti), seguendo il percorso attorno al lago sulla sponda occidentale si procede in lievi saliscendi sul mulattiera sterrata fino a raggiungere il bivio col sentiero 1 verso la Croda del Becco ed il Rifugio Biella.
Il sentiero sale su traccia con fondo sassoso e ghiaioso tra rado bosco, dapprima in pendenza moderata e poi ripidamente; si affronta, quindi, un tratto un po’ esposto con gradoni e cavo di sicurezza e si sale nuovamente nel bosco scendendo poi, in breve, ad un bivio col sentiero 4 Rimanendo sul sentiero 1 si sale su traccia sassosa e terrosa nel bosco arrivando ad una selletta dalla quale si sale ripidamente a tornanti su fondo sasosso; superato un tratti attrezzato con cavi si giunge ad un pianoro con bivio col sentiero 3. Continuando col sentiero 1 si sale nel vallone del Forno su traccia ghiaiosa e terrosa prima con pendenza moderata e poi più ripidamente fino a giungere alla Forcella Sora al Forno (2389 m, piccola cappella, 2.40 ore dalla partenza).
Seguendo a destra per la Croda del Becco si sale su ripida vaga traccia sassosa (non ci sono segni, bisogna cercare dove la traccia sia più agevole); salendo a tornanti si sgiunge ad un ripido tratto, attrezzato con catena corrimano. La salita prosegue poi, cercando la traccia migliore tra i vari ometti, salendo ripidamente su fondo sassoso e poi in pendenza più moderata fino alla vetta della Croda del Becco (2810 m, croce, 1.10 ore dalla forcella, 3.50 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso fino alla forcella in 55 minuti, volendo si può seguire in discesa, il sentiero sassoso che in 5 minuti porta al Rifugio Biella (2327 m, 1.00 ora dalla cima, 4.50 ore dalla partenza).
Tornati in risalita alla forcella per la via di salita si torna, quindi, al Lago di Braies in 2.10 ore, 7.00 ore dalla partenza).
Percorso: Lago di Braies – Forcella Sora al Forno – Croda del Becco – Forcella Sora al Forno – Rifugio Biella – Forcella Sora al Forno – Lago di Braies
Sentieri: 1 – traccia verso la cima
Dislivello: 1400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 7.00 ore
Quota massima: 2810 m
Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, salendo alla vetta, e due brevi parti attrezzate salendo alla forcella, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini, ed esperienza nel cercare la via migliore salendo alla cima; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 17 chilometri totali
Data di ascesa: agosto 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso. Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1000 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi
Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta prestigiosa, il tracciato per la cima non va sottovalutato; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso e per poter valutare la traccia migliore salendo in cima. Io ho percorso l’escursione in giornata partendo molto presto dal Lago di Braies; volendo è, comunque, possibile suddividere il percorso in due giorni pernottando al Rifugio Biella
Lago di Braies al mattino presto
Salita alla Forcella Sora al Forno
Forcella Sora al Forno
Salita alla Croda del Becco
In vetta alla Croda del Becco
Zoom sul Lago di Braies
Zoom sulle Tre Cime di Lavaredo
Discesa verso il Rifugio Biella una volta tornati alla Forcella Sora al Forno
Rifugio Biella
Tornati al Lago di Braies
Mappa del percorso
Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi del Lago di Braies su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
Il Monte Piana, posto a 2324 metri di altezza, ed il Monte Piano, situato a 2301 metri di quota, sono posti sull’altopiano del Monte Piana facente parte delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten e suddiviso tra Alto Adige/Südtirol e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).
Proprio la posizione del gruppo montuoso ha determinato il fatto che durante la Prima guerra mondiale sia stato teatro di aspre battaglie i cui manufatti quali trincee e posizioni sono ancora ben visibili; l’altipiano è, infatti, un vero e proprio museo all’aperto della guerra (e delle condizioni di vita difficilissime a cui erano sottoposti i soldati).
L’altopiano e le due vette sono raggiungibili, con dislivello rilevante, da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso con dislivello meno elevato che parte dal Lago di Misurina (in territorio Veneto); Misurina è raggiungibile dall’Alto Adige dall’alta Val Pusteria/Pustertal, da Dobbiaco/Toblach, passando dalla Valle di Landro (QUI la “pillola” su Dobbiaco).
Il tracciato che si diparte da Misurina tocca dapprima il Rifugio Magg. Bosi (volendo raggiungibile anche con servizio jeep) e poi si diparte sull’altopiano con anche alcuni tratti attrezzati e panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici.
Il percorso comincia dal parcheggio P1 sopra il Lago di Misurina (1757 m, punto di partenza anche delle jeep navetta per il Rifugio Bosi); seguendo la stradina asfaltata (chiusa al traffico privato) per il Rifugio Bosi si sale nel bosco, in pendenza moderata, fino ad un bivio. I cartelli indicano a sinistra il percorso pedonale uslla vecchia strada militare; seguendo questa opzione si sale sulla vecchia mulattiera asfaltata e sterrata, il percorso sale nel bosco con pendenza moderata ma attraversa diversi tratti franati (al giugno 2025).
La mulattiera compie poi due tornanti fino ad innestarsi, sulla mulattiera percorsa anche dalle jeep, alla Forcella Auta/Alta (1984 m); a mio avviso è, tuttavia, visti i numerosi tratti franati, seguire al bivio indicato in salta verso destra rimanendo integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep. Dalla Forcella Auta si segue, quindi, la stradina asfaltata e sterrata che conduce, uscendo dal bosco con diversi tratti più ripidi, al Rifugio Magg. Bosi (2205 m, 1.30 ore dal Lago di Misurina, 5 chilometri di sviluppo).
Dal rifugio si segue il sentiero per il percorso storico su mulattiera, abbandonandolo poco dopo e seguendo a sinistra i cartelli numero 6b per il sentiero attrezzato del Monte Piana si sale su sentiero sassoso in moderata pendenza. Ignorato un bivio a destra si supera un primo breve tratto attrezzato e si continua in salita tra mughi fino ad incontrare le prime postazioni di guerra; si procede, quindi, in saliscendi su sentiero a mezza-costa a tratti un po’ esposto (cavi) fino a giungere alla vetta del Monte Piana (2324 m, croce, 40 minuti dal rifugio, 2.10 ore dalla partenza).
Continuando sul sentiero del percorso storico si prosegue in saliscendi, su sentiero sassoso, tra postazioni e trincee, fino a giungere ad un grosso cippo commemorativo ed, in breve, in discesa alla Forcella de i Castrade/Castrati (2272 m, 20 minuti dal Monte Piana, 1.00 ora dal rifugio, 2.30 ore dalla partenza).
Seguendo sempre i cartelli del sentiero storico si devia, in breve, a destra e si procede su sentiero attrezzato, un po’ esposto, a mezza-costa passando per diverse postazioni di guerra; prima in discesa e poi in risalita su sentiero sassoso e terroso si raggiunge una cengia attrezzata con cavi (a tratti un po’ esposta) che porta ad altre postazioni ed all’ingresso di una galleria di guerra (sconsigliato entrarci). Il tracciato sale ora con due scale di legno e poi prosegue in breve su cengia attrezzata fino a giungere sulla zona sommitale; in breve, deviando a sinistra, e facendo attenzione alle tante fenditure presenti sul terreno, si giunge alla vetta del Monte Piano (2301 m, croce, 30 minuti dalla Forcella dei Castrati, 1.30 ore dal rifugio, 3.00 ore dalla partenza).
Seguendo il sentiero storico si prosegue ora sul sentiero “normale” verso la Forcella dei Castrati; passando da altre trincee e posizioni si prosegue in saliscendi su sentiero sassoso ed erboso fino alla Campana degli Alpini; da qui si scende, in breve, nuovamente alla Forcella dei Castrati (15 minuti dal Monte Piano. 1.45 ore dal rifugio, 3.15 ore dalla partenza).
Seguendo i sentieri del sentiero storico verso il Rifugio Bosi si sale ad una crocetta ed altre trincee e postazioni di guerra; si continua, quindi, in salita alla Piramide e Capanna Carducci fino a giungere alla mulattiera sassosa che riporta, in discesa, al Rifugio Bosi (30 minuti, dalla Forcella dei Castrati, 2.15 ore dal primo passaggio al rifugio, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio si segue, quindi, integralmente in discesa la mulattiera, asfaltata e sterrata, percorsa dalle jeep che riporta alla Forcella Alta ed al parcheggio (1.15 ore dal rifugio, 5.00 ore dalla partenza).
Percorso: parcheggio P1 di Misurina – Rifugio Magg. Bosi – Monte Piana – Forcella dei Castrati – Monte Piano – Forcella dei Castrati – Rifugio Magg. Bosi – parcheggio P1 di Misurina
Sentieri: strada per il Rifugio Bosi – 6b – percorso storico
Dislivello: 850 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.00 ore
Quota massima: 2324 m
Difficoltà: EE/EEA – escursione che presenta diversi tratti attrezzati (in parte un po’ esposti) in cui è richiesto passo fermo ed assenza di vertigini e molte parti con antiche postazioni e trincee di guerra che richiedono anch’esse attenzione; fare attenzione ai tanti bivi presenti. Necessario tempo asciutto e buona visibilità. Per chi non si sentisse sicuro è bene avere con se il kit da ferrata. Sviluppo chilometrico lungo di circa 17 chilometri totali.
Data di ascesa: giugno 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio; controllando in anticipo gli orari del servizio, volendo, è possibile usufruire del servzio a pagamento di jeep navetta dal parcheggio al Rifugio Bosi (se prese in salita e discesa si risparmiano 10 chilometri di sviluppo totali e 500 metri di dislivello in salita e discesa). Lungo il percorso storico è anche possibile rimanere, integralmente, sul sentiero “normale” evitando i tratti attrezzati (seppur, “saltando”, quindi, la vista a diverse postazioni e strutture di guerra).
Esperienza di Stefano: escurione decisamente impegnativa ma molto bella, io sono salito e sceso a piedi; nel caso si usasse il servizio jeep navetta va tenuto conto del fatto che la strada è in diversi tratti piuttosto dissestata. Va prestata attenzione a non distrarsi nei molti crocevia facendo attenzione alle direzioni da prendere (meglio avere con se anche una buona carta topografica) e alle tante fenditure del trreno presenti; necessario bel tempo e buona visibilità sia per godere degli ampi panorami e dell’ambiente attraversato sia per la sicurezza vista la tipologia di terreno
Lungo il primo tratto di salita
Bivio tra mulattiera percorsa dalle jeep (a destra) e vecchia strada militare (con tratti franati, a sinistra)
Lungo la vecchia strada militare
Forcella Auta/Alta
Salendo al Rifugio Bosi
Rifugio Bosi
Inizio del percorso storico
Lungo il percorso 6b
In vetta al Monte Piana
Tratto sul sentiero storico verso la Forcella dei Castrati
Forcella dei Castrati
Salita al Monte Piano tramite sentiero attrezzato
In cima al Monte Piano
Tornando alla Forcella dei Castrati lungo il sentiero “normale”
Tornando verso il Rifugio Bosi
Lungo la discesa integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio P1 di Misurina su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Il paese di San Candido/Innichen, posto in alta Val Pusteria/Pustertal, è una delle mete turistiche più note ed amate dell’Alto Adige/Südtirol ed oltre a tantissime possibilità escursionistiche e sciistiche offre anche spunti di interesse architettonico, religioso e culturale (QUI la “pillola” su San Candido).
Tra questi troviamo, ad esempio, il Museo DoloMythos situato in Via P. P. Rainer 11 nel centro del borgo di San Candido, il museo si trova all’interno del residence Wachtler con enorme shop e panifico-pasticceria.
Michael Wachtler, proprietario della struttura, ed appassionato di geologia e storia delle Dolomiti è anche l’ideatore del museo ed alcuni fossili e scheletri di sauri esposti sono stati trovati proprio da lui lungo tour dolomitici; il museo ospita moltissimi reperti legati a geologia, storia, flora, fauna, popolazioni, sviluppo demografico e turistico, leggende e tradizioni dell’area dolomitica con approfondimenti particolari sull’area di San Candido.
L’esposizione è arrichita anche da molti filmati e contenuti multimediali oltre che dalla possibilità, per i bambini, di partcipare ad una caccia al tesoro; il museo è anche sede di eventi, mostre temporanee e ricerca scientifica sul mondo delle Dolomiti.
DoloMythos è aperto, solitamente tutto l’anno tranne il giorno di Natale; è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.dolomythos.com
Le foto si riferiscono alla mia visita di marzo 2025
Entrata del museo
Villa Wachtler posta a lato dell’entrata
Alcuni dei tantissimi reperti esposti lungo il percorso museale
Alcune parti del grandissimo shop
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Cliccare sull’immagine per visualizzare il Museo DoloMythos a San Candido su Google Maps
L’area del Lodenwelt (Mondo Loden), con presenza di diverse attività produttive e di vendita, è posta in area bucolica e verdeggiante in bassa Val Pusteria/Pustertal nel comune di Vandoies/Vintl tra i due borghi di Vandoies di Sotto/Niedervintl e Vandoies di Sopra/Obervintl (QUI la “pillola” sul comune di Vandoies).
Nel polo del Lodenwelt tra le varie attività ospitate si trovano la tradizionale fabbrica di loden dell’antica azienda di produzione di questo tessuto Oberrauch-Zitt (con annesso museo del Loden) ed il Caseificio Capriz (QUI la “pillola” sul Museo del Loden).
Il museo del Caseificio Capriz permette di scoprire in maniera molto dettagliata e coinvolgente moltissime informazioni sulle capre ed il loro latte e su tutto il processo che permette la trasformazione del latte nelle diverse tipologie di formaggio di capra preparate da Capriz.
Il percorso museale presenta molte curiosità, video esplicativi e la possibilità di vedere, tramite vetrate, la cantina dove avviene la salatura e stagionatura dei formaggi; presso il Caseificio Capriz è presente anche uno shop ove è possibile acquistare i prodotti Capriz, alcuni dei quali hanno vinto diversi premi internazionali, ed anche diversi altri articoli di specialità gastronomiche dell’Alto Adige/Südtirol.
La visita al Museo Capriz è quindi consigliata a tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza di come si crea il formaggio di capra potendo scoprire come la professione del casaro sia una vera e propria arte.
Il museo e lo shop sono aperti, solitamente, tutti i giorni ma è bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale www.capriz.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Entrata del Caseificio Capriz
Ingresso al museo
Prima parte del museo con molte informazioni sulle capre
Seconda parte del museo che permette di scoprire come si passa dal latte fresco al formaggio
Parte finale del museo in cui è possibile vedere la cantina di salatura e stagionatura Capriz
Shop Capriz
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Cliccare sull’immagine per visualizzare il Caseificio Capriz su Google Maps
Il paese di San Lorenzo di Sebato/St. Lorenzen, posto a circa 800 metri di quota, si trova nell’area centrale della Val Pusteria/Pustertal nei pressi della città di Brunico/Bruneck; il comune di San Lorenzo di Sebato giace, circondato da colli e pascoli, ai piedi del Plan de Corones/Kronplatz che ospita l’omonimo noto comprensorio escursionistico e di sport invernali (QUI la “pillola” sulla città di Brunico, QUI quella sul Plan de Corones in estate e QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).
Il comune di San Lorenzo di Sebato, con le sue frazioni, conta poco meno di 4000 abitanti; il paese principale si sviluppa, lungo il Fiume Rienza, attorno alla Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, nota già dal VI° secolo e successivamente trasformata in stile gotico.
Oltre alle chiesa parrocchiale il paese di San Lorenzo di Sebato ospita diversi altri palazzi antichi; in uno di questi, attiguo alla chiesa parrocchiale, è posto il Museum Mansio Sebatvm dedicato all’epoca dell’Impero romano.
Nel museo sono esposti, infatti, diversi reperti, risalenti all’età di ferro e soprattutto dell’epoca romana, rinvenuti nei dintorni di San Lorenzo di Sebato che ai tempi dell’Impero romano ospitava l’insediamento di Sebatvm.
Lungo il percorso museale, disposto su tre piani, oltre ai reperti sono presenti molte descrizioni accurate della vita in zona, e non solo, in epoca romana; si trovano anche molti contenuti multimediali ed interattivi per immergersi pienamente nella vita al tempo dei Romani.
Il museo è aperto, solitamente, da lunedi a venerdì mattina e pomeriggio e sabato al mattino (anche nel pomeriggio in alta stagione estiva); è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.mansio-sebatum.it
Inoltre, dal paese di San Lorenzo di Sebato è possibile intraprendere diverse escursioni sul Sentiero Archeologico, i vicini colli, Castel Badia/Sonnenburg, Castel San Michele e fin verso l’area del Plan de Corones e dell’Alpe di Rodengo-Luson/Rodeneck-Lüsen.
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2025 e 2026
Chiesa parrocchiale
Centro di San Lorenzo di Sebato
Bucolici dintorni del paese
Lungo il Fiume Rienza
Castel Badia
Sentieri escursionistici dell’area di San Lorenzo di Sebato
Museum Mansio Sebatvm
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Cliccare sull’immagine per visualizzare San Lorenzo di Sebato su Google Maps