Chiesa e rifugio La Crusc/Santa Croce – Val Badia

Il Santuario di La Crusc/Santa Croce ed il rifugio omonimo, situati a 2045 metri di quota, sono posti in Alta Badia nel gruppo dolomitico delle Conturines; le due strutture possono essere raggiunte sia con gli impianti di risalita (facenti parte del comprensorio sciistico Alta Badia) dal paese di Badia/Abtei sia a piedi con diversi percorsi invernali (QUI la “pillola” sul comprensorio di sport invernali Alta Badia, QUI quella sull’area sciistica La Crusc e QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc).

Viene qui descritto il percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che conduce dal parcheggio di Furnacia, frazione di La Valle/La Val/Wengen, alla chiesa ed al rifugio La Crusc; il percorso transita anche per la magnifica e famosa zona dei Prati dell’Armentara ed offre bellissime vedute panoramiche verso diversi gruppi dolomitici (QUI la “pillola” sul paese di La Valle).

La salita alla chiesa e rifugio La Crusc comincia dal parcheggio posto sopra il paese di Furnacia (1727 m, stratta stretta che sale da La Valle); il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, segue la traccia estiva 15A per La Crusc salendo inizialmente nel bosco, con pendenza moderata, con anche bei panorami sul Sas de Putia.
Usciti dal bosco si procede in lieve pendenza raggiungendo i Prati dell’Armentara, ignorati vari bivi si rimane sulla traccia 15A  per la Crusc riprendendo, quindi, a salire piuttosto ripidamente nel bosco raggiungendo l’incrocio con sentiero 15; da qui, volendo, si può salire in breve a sinistra, sul sentiero per Spescia, raggiungendo un belvedere con tavola panoramica delle cime visibili.
Tornati al bivio, continuando poi col sentiero 15 verso La Crusc si procede, quindi, in saliscendi giungendo alla chiesa ed al rifugio La Crusc (2045 m, chiesa e rifugio, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio sopra Furnacia – Prati dell’Armentara – chiesa e rifugio La Crusc – Prati dell’Armentara – parcheggio sopra Furnacia

Sentieri: traccia battuta invernale che segue i sentieri estivi 15A – 15

Dislivello: 350 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2045 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo di circa 8 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione ai tratti ripidi ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: febbraio 2022

Annotazioni: la chiesa ed il rifugio La Crusc possono, volendo, essere raggiunti direttamente con gli impianti di risalita La Crusc del paese di Badia/Abtei

Cartelli al parcheggio sopra Furnacia

Salendo ai prati dell’Armentara

Prati dell’Armentara

Vista sul Sas de Putia

Tratti più ripidi

Vista verso i Monti di Fundres/Pfunderer Berg e le Alpi di Zillertal

Salendo verso l’incrocio col sentiero 15

Vista sulla Marmolada

Al belvedere

Vista sulla Gardenaccia

Salendo a chiesa e rifugio La Crusc

Chiesa di La Crusc

Vista sul Sas da La Crusc facente parte delle Conturines

Rifugio La Crusc

Scopriamo QUI altre pillole sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Furnacia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Col Bechei Dessora (2794 m) – Rifugio Fanes (2060 m) – Dolomiti

Il Col Bechei Dessora, vetta di 2794 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Fanes, la Malga di Fanes Grande ed il Lago di Limo.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo per salire poi alla vetta su percorso ripido ghiaioso e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Fanes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederü-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a sinistra per il Rifugio Fanes che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2060 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Fanes si segue la strada sterrata 11 per il Passo di Limo, la strada forestale sassosa sale con alcuni tornanti fino al Passo di Limo e, con breve discesa, raggiunge quindi il Lago di Limo (2159 m, 15 minuti dal Rifugio Fanes, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Lago di Limo si prende a sinistra il sentiero per il Col Bechei salendo su sentiero sassoso e ghiaioso dapprima con pendenza accentuata fino ad una fonte; da qui si procede in pendenza moderata in una vallone sassoso ed erboso fino ad una sella con vecchia costruzione militare.
Dalla sella si sale a sinistra per il Col Bechei dapprima su erba e poi su traccia ripida sassosa che conduce ad alcune roccette, in cui è utile aiutarsi con le mani, superato questo tratto si continua a seguire la traccia sassosa ripida che conduce alla breve e larga cresta finale che porta alla vetta del Col Bechei (2794 m, croce, 1.30 ore dal Lago di Limo, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Fanes – Lago di Limo – Col Bechei Dessora – Lago di Limo – Rifugio Fanes – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Fanes – 11 – sentiero Col Bechei

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2794 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 21 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla sella con vecchia costruzione militare, EE la salita alla vetta finale con un paio di passaggi su roccette e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma molto lungo per cui bisogna dosare le forze; io sono partito molto presto al mattino per cercare di anticipare lo sviluppo dei classici cumuli pomeridiani con possibili piogge

QUI il link YouTube sulla salita al Col Bechei Dessora ed al Rifugio Fanes

Rifugio Pederü visto dalla mulattiera di salita nel tratto iniziale

Mulattiera nel primo tratto

Lago Piciodel

Salendo alla Malga Fanes Piccola

Malga Fanes Piccola

Salendo al Rifugio Fanes

Rifugio Fanes

Salendo al Lago di Limo

Lago di Limo

Cartelli al Lago di Limo

Salendo alla sella con vecchia costruzione militare

Tratto ripido salendo alla vetta

In vetta al Col Bechei Dessora

Vista dalla vetta verso il Pederü

Vista sulle Conturines

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Plan de Corones/Kronplatz – comprensorio estivo – Val Pusteria e Val Badia

Il Plan de Corones/Kronplatz è un comprensorio sciistico ed escursionistico molto noto posto tra Val Pusteria/Pustertal e Val Badia/Gadertal; la vetta, alta 2275 metri di quota, è situata in posizione isolata dalle altre cime permettendo panorami amplissimi su Dolomiti e cresta di confine con l’Austria.

Il comprensorio del Plan de Corones presenta molti punti di accesso sia con sentieri escursionistici e per mountain-bike sia tramite gli impianti di risalita; anche in estate, infatti, sono funzionanti le cabinovie che conducono in vetta partendo da Riscone di Brunico/Bruneck, Perca/Percha, Valdaora/Olang e dal Passo Furcia/Furkel Pass che collega Valdaora con San Vigilio di Marebbe/Enneberg (QUI la “pillola” su Brunico, QUI quella su Valdaora e QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe).

Lungo il comprensorio del Plan de Corones si diramano, quindi, una fitta rete di sentieri, percorsi per mountain-bike e tracciati da trail e downhill; tra le varie possibilità viene qui descritta la salita, possibile a piedi ed in bicicletta, tramite la mulattiera sterrata che conduce dal Passo Furcia alla vetta con discesa sul sentiero 1 (QUI la “pillola” sulla salita lungo la mulattiera e discesa lungo il sentiero).

Tra gli altri punti di interesse del luogo troviamo molte malghe e rifugi che propongono piatti tipici, sia in vetta che lungo i sentieri e la presenza, in vetta, di: una grande campana con tavola panoramica delle cime visibili, diversi giochi ed attrazioni per bambini, il Museo Corones dedicato alla montagna e facente parte del circuito museale Messner Mountain Museum ed il Museo Lumen dedicato alla fotografia.

Inoltre, durante la stagione invernale, il Plan de Corones diventa un noto ed apprezzato comprensorio sciistico che offre oltre 120 chilometri di piste da sci servite da impianti veloci e moderni che collegano, sci ai piedi, tutti i versanti del Plan de Corones (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2025

Grande campana in vetta

Dalla tavola panoramica delle vette

Vista sugli impianti provenienti da Perca e Brunico

Impianto che collega con Passo Furcia

Impianto proveniente da Valdaora

Panorami dalla vetta

Museo Corones del Messner Mountain Museum

Vista panoramica dal Museo Corones

Museo Lumen

Rifugi e giochi per bambini

Piatti tipici al Rifugio Corones

Cappella in vetta

Lungo la mulattiera dal Passo Furcia alla vetta

Percorsi per downhill

Sentiero 1 dalla vetta a Passo Furcia

Mucche sui pascoli della zona

Comprensorio in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia


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Passo di Campolongo – Val Badia

Il Passo di Campolongo, posto a 1636 metri di quota nell’area dolomitica del gruppo del Sella, mette in comunicazione la notissima Val Badia/Gadertal in Alto Adige con Arabba e la Valle di Livinallongo in Veneto; dal versante sudtirolese il Passo di Campolongo viene raggiunto dal paese di Corvara in Badia (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco).

Al valico si arriva dal paese di Corvara percorrendo 5 chilometri di strada con molti tornanticon pendenza media del 5% e massima del 9%; dal versante veneto il passo viene raggiunto da Arabba in 5 chilometri con pendenza media del 6% e massima del 10%.

Il Passo di Campolongo, sul quale si trova un posto di ristoro, è molto amato anche da ciclisti e motociclisti e si trova sul percorso del Sellaronda, posto tra Alto Adige, Trentino e Veneto, che raggruppa i passi Campolongo, Gardena/Gröden, Sella e Pordoi.

Dal passo e lungo i suoi versanti si godono bellissime vedute verso svariati gruppi dolomitici e sono possibili diverse escursioni, nei gruppi di Sella e Pralongià, sia più semplici che più impegnative, come le salite alle vette dello Störes e Setsas (QUI la “pillola” sul gruppo del Pralongià e QUI quella sulla salita a Störes e Setsas).

Inoltre, Il Passo di Campolongo è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo, che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; sul versante sudtirolese il Passo di Campolongo è inserito nel comprensorio Alta Badia ospitante oltre 130 chilometri di piste (QUI la “pillola” sul comprensorio Alta Badia).

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2021

Cartello del passo

Strada verso la Val Badia

Piste da sci della zona del passo

Piste dell’area del Pralongià

Seggiovia Pralongià con stazione a valle posta sulla strada per il passo

Cartelli escursionistici nella zona del passo

Escursionismo nella zona del Pralongià

Verso la cima del Setsas

Inizio della strada del passo a Corvara

Vista su Sassongher e Odle salendo verso il passo

Vista sulle Conturines salendo al passo

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

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Cir V°/Cir Piccolo (2520 m) – Ferrata del Piccolo Cir – Dolomiti

Il Cir V°/Cir Piccolo, elevazione di 2520 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto lungo la cresta delle Punte del Cir nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Cir V° è piuttosto frequentata in estate ed è raggiungibile con via ferrata di media difficoltà (con presenza, tuttavia, di alcuni tratti impegnativi ed esposti); anche la discesa presenta diversi tratti attrezzati seguendo poi un canalone piuttosto ripido.

L’itinerario qui descritto parte dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein, l’area del Dantercepies è anche raggiungibile tramite la seggiovia Cir o a piedi partendo dal Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena)

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per la via ferrata del Piccolo Cir; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce ripidamente fino alla base della parete rocciosa giungendo, quindi, in breve, all’inizio delle attrezzature.

I cavi conducono ad un pulpito, superata, con l’aiuto di una staffa, una spaccatura nella roccia, si procede tra paretine attrezzate (alcune più verticali altre più “appoggiate”) e brevi tratti di sentiero.
Giunti ad una selletta (possibile via di discesa a destra se si volesse abbandonare la ferrata) si sale su una paretina con una scaletta e poi ad un primo tratto verticale seppure con buoni appigli, si continua, quindi, lungo un tratto più gradinato per poi giungere ad un traverso piuttosto esposto.

La salita continua poi nuovamente verticale con passaggi esposti (con presenza di appigli ma roccia a tratti un po’ levigata dai passaggi) fino a giungere ad una sella con pulpito panoramico; da qui un breve tratto di sentiero conduce alla paretina finale, che conduce ad una selletta appena sotto la vetta dove si stacca il sentiero di discesa.
Dalla selletta (con due tratti attrezzati che salgono in cima) si sale, quindi, con il tratto di sinistra, piuttosto ripido aiutato da un piolo, alla vetta del Cir V° (2520 m, croce sullo spuntone di fronte, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo il tratto attrezzato da prendere in discesa si scende con attenzione su paretina piuttosto verticale e con due staffe di aiuto, alla selletta sotto la vetta; si segue, quindi, a sinistra la traccia che scende nel canalone.
Inizialmente il percorso ripido e ghiaioso è ancora attrezzato con cavi; la traccia prosegue poi in discesa sempre ripida, su fondo ghiaioso e sassoso, fino ad uscire dal canalone e riportare, in breve, alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies (45 minuti dalla vetta del Cir V°, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Cir V°/Piccolo Cir –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: via ferrata Cir V°/Piccolo Cir – traccia di discesa nel canalone

Dislivello: 230 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore (1.15 ore la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2520 m

Difficoltà: EEA – via ferrata breve, globalmente di medio impegno, ma con presenza di alcuni tratti più impegnativi es alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco ed esperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: la salita al Cir V°/Piccolo Cir può essere abbinata al sentiero attrezzato che conduce al Piz da Cir/Cir Grande con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma da non sottovalutare in quanto alcuni passaggi richiedono la giusta attenzione ed esperienza; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta.

Cabinovia Dantercepies

Seggiovia Cir

Tratto che dalla stazione a monte della cabinovia porta all’inizio delle attrezzature

Lungo la via ferrata

In vetta al Cir V°

Lungo la discesa

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Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Sassongher (2665 m) – Dolomiti

Il Sassongher, vetta di 2665 metri di quota facente parte del gruppo Puez-Odle, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta in Val Badia/Gadertal e dominante i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco).

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomitici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; sono possibili vari accessi che conducono alla Forcella del Sassongher, dalla quale comincia il ripido tratto finale di ascesa che, con sentiero impegnativo e un tratto attrezzato con cavi, conduce alla vetta.

Viene qui descritto il percorso con partenza dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Colfosco, frazione del comune di Corvara (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Pradat).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat (2038 m, rifugio Col Pradat), dalla cabinovia si segue il sentiero 4A che scende su mulattiera conducendo in breve ad un bivio. Seguendo sempre il sentiero 4A si procede in saliscendi a mezzacosta tra mughi su traccia sassosa e ghiaiosa giungendo all’incrocio col sentiero 4.

Si segue quindi in salita il sentiero 4 che conduce su traccia ghiaoisa prima ad una piccola cappella e poi ad un bivio; al bivio si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su traccia ripida ghiaiosa e sassosa che conduce, attraversando anche alcuni tratti un po’ scivolosi,  in moderata pendenza alla Forcella del Sassongher (2411 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella del Sassongher si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su ripida traccia ghiaiosa e sassosa che conduce al tratto attrezzato; sono qui presenti due alternative di salita, entrambe attrezzate con cavi, che salgono per una paretina rocciosa ed un canalino. Le due alternative si ricongiungono alla fine dei cavi da cui continua la salita su ripida traccia sassosa e ghiaiosa che sale prima in traverso e poi con diversi tornanti fino a giungere alla vetta del Sassongher (2665 m, croce, 45 minuti dalla  Forcella del  Sassongher, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna quindi in discesa alla Forcella del Sassongher e per la via di salita al bivio incontrato all’andata tra sentiero 4 e 4A. Si segue quindi il sentiero 4 per Colfosco scendendo su sentiero sassoso e poi mulattiera al Rifugio Stella Alpina/Edelweiss (1832 m); dal Rifugio si segue quindi in discesa la mulattiera che porta in breve alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat (1690 m, 2.30 ore dalla vetta del Sassongher, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Pradat – Forcella del Sassongher – Sassongher – Forcella del Sassongher – Rifugio Stella Alpina – stazione a valle cabinovia Col Pradat

Sentieri: 4A – 4 -7 – 4

Dislivello: 700 metri in salita e 1000 metri in discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali

Quota massima: 2665 m

Difficoltà: EEA – itinerario lungo con salita finale con tratto attrezzato di medio impegno tecnico e vari tratti ripidi, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione ai numerosi bivi lungo il percorso.

Data di ascesa: agosto 2020

Annotazioni: tornati in discesa al bivio tra il sentiero 4 e il sentiero 4A è, naturalmente, possibile tornare alla stazione a monte della cabinovia Col Pradat con sentiero in leggera salita senza, quindi, scendere a piedi al Rifugio Stella Alpina ed alla stazione a valle della cabinovia.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere dei bellissimi panorami. Lungo il breve tratto attrezzato, in presenza di molti escursionisti, possono formarsi “ingorghi” tra chi scende e chi sale, nel caso bisogna avere pazienza e cercare il momento migliore per passare.
Se possibile, sarebbe meglio scegliere giornate non in alta stagione per percorrere l’itinerario, sempre, comunque, con traccia sgombra da neve.

QUI il link YouTube al video della salita al Sassongher

Sassongher visto dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat

Lungo il sentiero 4A in saliscendi

Bivio tra sentiero 4A e 4

Lungo il sentiero che conduce al bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Piccola cappella lungo il sentiero

Bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Salendo alla Forcella del Sassongher

Alla Forcella del Sassongher

Primo tratto dell’ascesa finale visto dalla Forcella del Sassongher

Lungo il tratto attrezzato

Tratto finale di salita

In cima al Sassongher

Vista dalla vetta verso Marmolada, gruppo del Sella e Colfosco

Scendendo al Rifugio Stella Alpina

Rifugio Stella Alpina con vista sul Sassongher

Tornando dal Rifugio Stella Alpina alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Pradat di Colfosco su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Cabinovia Col Pradat e Rifugio Stella Alpina/Edelweiss – Val Badia

In Val Badia/Gadertal si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia in estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Col Pradat che da Colfosco/Kolfuschg, frazione di Corvara, porta ai 2000 metri di quota della stazione a monte situata in zona verdeggiante ai piedi del famoso e maestoso Sassongher facente parte del gruppo del Puez-Odle/Geisler (QUI la “pillola” sui paesi di Colfosco e Corvara).

Nei pressi della stazione a monte è situato il Rifugio Col Pradat con cucina tipica ed aree gioco per bambini ed è possibile godere di un bellissimo panorama verso il gruppo dolomitico del Sella; dall’area di arrivo della cabinovia partono anche innumerevoli escursioni tra cui la lunga e molto amata e frequentata traversata verso il Rifugio Puez, l’impegnativa ascesa al Sassongher ed altre brevi escursioni familiari (QUI la “pillola” sulla salita al Sassongher).

Tra le gite brevi più note della zona si trova la discesa dalla stazione a monte della cabinovia verso valle che, su mulattiera sterrata, conduce in circa mezz’ora al Rifugio Edelweiss/Stella Alpina; il rifugio è posto tra pascoli con molti animali che è possibile osservare e propone piatti tipici ed aree per il realx e gioco per famiglie.
Dal Rifugio Stella Alpina la mulattiera riporta poi, in breve, tra pascoli, alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat.

Inoltre, in inverno, la cabinovia Col Pradat e gli impianti circostanti fanno parte del comprensorio sciistico Alta Badia e del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2020

Cabinovia Col Pradat

Panorama verso il gruppo Sella della stazione a monte della cabinovia

Rifugio Col Pradat

Cabinovia vista dal Rifugio Col Pradat

Inizio della mulattiera per il Rifugio Stella Alpina alla stazione a monte della cabinovia con vista verso il Sassongher

Mulattiera per il Rifugio Stella Alpina

Rifugio Stella Alpina con vista sul Sassongher

Piatto tipico al Rifugio Stella Alpina

Animali al pascolo nei pressi del Rifugio Stella Alpina

Scendendo dal Rifugio Stella Alpina alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat

Gruppo del Sella visto dalla stazione a valle della cabinovia

Cima del Sassongher raggiungibile con salita impegnativa con tratti di via ferrata dalla cabinovia Col Pradat

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Sas de Putia/Peitlerkofel (2875 m) – Piccolo Putia/Kleiner Peitlerhofel (2812 m) – Dolomiti

Il Sas de Putia/Peitlerkofel, cima di 2875 metri di quota, e il Piccolo Putia/Kleiner Peitlerkofel, vetta di 2812 metri di altezza, sono due cime molto note e prestigiose poste nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler tra la Val Badia/Gadertal e la Val di Funes/Villnosstal; le cime, che offrono una panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e fin verso le Alpi di confine, possono essere raggiunte da diversi punti di partenza, viene qui descritta la salita classica dal Passo dell Erbe/Würzjoch, raggiungibile dalla Val di Funes e dal paese di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su San Martino in Badia, QUI quella sulla Val di Funes e QUI la “pillola” sul Passo delle Erbe).

L’itinerario di salita attraversa diversi tipi di ambienti, salendo prima tra pascoli, poi per un vallone tra magra erba e sassi e poi salendo su sentiero sassoso al Piccolo Putia e su tratto attrezzato con cavi fino alla vetta del Sas de Putia; la percorrenza dell’ultimo tratto è quindi riservata ad esperti di questo genere di percorsi.

La salita comincia dal Passo delle Erbe (1987 m, vari rifugi), si sale inizialmente su sentiero 8A, per la Forcella de Putia, prima con mulattiera sterrata tra pascoli raggiungendo due baite gestite e poi con sentiero ghiaioso un po’ esposto che traversa a mezzacosta in saliscendi verso la base di un vallone. Si risale quindi il vallone, su sentiero numero 4 con traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti, che sale tra magra erba e sassi fino a raggiungere la Forcella de Putia/Peitlerscharte (2357 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella de Putia si segue a sinistra il sentiero 4B per il Sas de Putia, il sentiero sale ripido tra magra erba su traccia sassosa fino a portare al bivio, non segnato da cartelli, tra Piccolo Putia e Sas de Putia, si segue, quindi, in breve, a sinistra per il Piccolo Putia su sentiero sassoso in moderata pendenza fino alla vetta del Piccolo Putia (2812 m, croce, 1.25 ore dalla Forcella de Putia, 2.45 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio si volge verso per il Sas de Putia salendo su percorso attrezzato con cavi ed alcune staffe su gradoni e salti rocciosi (facendo attenzione ad un paio di fittoni saltati) fino ad un tratto di sentiero ripido finale che porta alla vetta del Sas de Putia (2875 m, croce, 30 minuti dal Piccolo Putia, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa, con alcune brevi risalite nel tratto tra la Forcella de Putia e il Passo delle Erbe, per lo stesso percorso, senza risalire al Piccolo Putia, in 2.15 ore, 5.30 ore dalla partenza.

Percorso: Passo delle Erbe – Forcella de Putia – Piccolo Putia – Sas de Putia – Forcella de Putia – Passo delle Erbe

Sentieri: 8A – 4 – 4B

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati anche i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.15 ore la salita, 2.15 ore la discesa).

Quota massima: 2875 m

Difficoltà: EEA – salita che presenta vari tratti ripidi e parte finale attrezzata che richiede esperienza su questo tipo di percorsi, passo sicuro e assenza di vertigini necessario casco e consigliato, kit da ferrata.

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: per chi non volesse affrontare il tratto attrezzato finale è, naturalmente, possibile fermarsi al Piccolo Putia senza salire al Sas de Putia; è, altresì, salire solo al Sas de Putia omettendo la salita al Piccolo Putia, ma con risparmio di tempo e dislivello limitato

Esperienza di Stefano: io ho intrapreso questo percorso già giugno 2022 vista la scarsità di neve in quota; a inizio stagione è però, normalmente, possibile trovare tratti innevati. Per sicurezza io ho usato il kit da ferrata che, soprattutto in discesa, è molto utile; è bene, inoltre, scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bellissimo panorama visibile dalle cime

Il Sas de Putia visto dal primo tratto su mulattiera

Tratto che porta al vallone di salita verso la Forcella de Putia

Vallone di salita alla Forcella de Putia

Forcella de Putia

Salendo al bivio tra Piccolo Putia e Sas de Putia

Salendo al Piccolo Putia

In vetta al Piccolo Putia

Panorami dal Piccolo Putia

Sas de Putia visto dal Piccolo Putia

Salendo al Sas de Putia

In vetta al Sas de Putia

Panorama dalla vetta del Sas de Putia

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo delle Erbe su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Monte Muro/Maurerberg (2332 m) – Dolomiti

Il Monte Muro/Maurerberg, elevazione erbosa di 2332 metri di quota, è posto ai margini del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nella zona confinante con i monti della Plose; la cima è raggiungibile, con percorso dalla difficoltà moderata, partendo dal parcheggio Pè de Borz posto nei pressi del Passo delle Erbe/Würzjoch sul versante della Val Badia/Gadertal, lungo la strada che sale da San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su San Martino in Badia e QUI quella sul Passo delle Erbe).

La cima del Monte Muro offre un panorama molto ampio verso il Sass de Putia e le Odle di Eores, le Conturines, la Val Badia, la Plose e fin verso i monti della Val Pusteria; lungo il percorso per la cima si passa, inoltre, dal noto e apprezzato Rifugio Monte Muro, posto in zona bucolica e rilassante.

La salita al Monte Muro comincia dal parcheggio Pè de Borz (1862 m, strada da San Martino in Badia) seguendo la mulattiera numero 1 per il Rifugio Monte Muro, la mulattiera sterrata sale nel bosco, a tornanti con pendenza moderata costante, fino ad uscire dalla zona alberata poco prima di raggiungere il Rifugio Monte Muro (2157 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Monte Muro si segue quindi il sentiero 1A per il Monte Muro, il sentiero sale con alternanza di tratti più ripidi ed altri in leggera salita tra pascoli seguendo il costone erboso che conduce alla vetta prativa del Monte Muro (2332 m, croce, 45 minuti dal Rifugio Monte Muro, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso il 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio Pè de Borz – Rifugio Monte Muro – Monte Muro – Rifugio Monte Muro – Parcheggio Pè de Borz

Sentieri: 1 – 1A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2332 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica contenuta; sviluppo di circa 10 chilometri tra andata e ritorno, presenza di alcuni tratti ripidi salendo verso la cima

Data di ascesa: agosto 2021 e giugno 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Monte Muro

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’ampio panorama. Io consiglio di effettuare la salita alla vetta in mattinata, soprattutto con giornate calde, tornando, magari, già al rifugio per pranzo; visto che il tratto dal rifugio alla vetta è completamente esposto al Sole

Parcheggio Pè de Borz

Primo tratto lungo la mulattiera per il Rifugio Monte Muro

Tratto finale di salita al Rifugio Monte Muro

Rifugio Monte Muro

Vista dal rifugio su Sas de Putia ed Odle di Eores

Primo tratto di salita al Monte Muro

Tratto finale verso la cima del Monte Muro

In cima al Monte Muro

Panorama di vetta

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Pè de Borz su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Passo Gardena/Grödner Joch – Val Gardena e Val Badia

Il Passo Gardena/Grödner Joch/Jëuf de Frea è posto a 2121 metri di quota e mette in comunicazione le notissime valli dolomitiche sudtirolesi Badia/Gadertal e Gardena/Gröden; dalla Val Badia il passo si raggiunge partendo dai paesi di Corvara e Colfosco/Kolfuschg/Calfosch mentre dalla Val Gardena si giunge al valico partendo dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

La strada asfaltata del passo ha da entrambi i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada del valico, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

Dal Passo Gardena si gode di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici di: Sella, Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo/Langkofel e verso le sottostanti valli Badia e Gardena; il valico è, inoltre, punto di partenza di molte escursioni e vie ferrate e d’arrampicata.
Tra le salite più note troviamo quelle verso i Rifugi Puez e Cavazza al Pisciadù e le vie ferrate Brigata Tridentina, Cir V°/Piccolo Cir e Piz da Cir/Cir Grande (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande, QUI quella sull’ascesa al Cir V°/Piccolo Cir e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Cavazza al Piscaidù ed alle Mesules).

Per agevolare alcune escursioni in estate, solitamente, è aperta la seggiovia che conduce dal Passo Gardena al Rifugio Dantercepies ed alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies proveniente dal paese di Selva Gardena.

La zona del Passo Gradena, evitando la salita in macchina, può essere raggiunta anche tramite autobus di linea o impianti di risalita che da Colfosco (cabinovia Frara) e Selva (cabinovia Dantercepies) portano sul pendio soprastante il passo; naturalmente, scegliendo queste opzioni è bene informarsi sugli orari degli autobus e periodi di apertura degli impianti (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies).

Il Passo Gardena, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino.
Trovandosi il Passo Gardena sul confine tra Val Gardena e Val Badia può essere raggiunto, quindi, sia tramite il comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites sia dall’area sciistica Alta Badia (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena e QUI quello sull’area dell’Alta Badia).

Sul Passo Gardena, pur venendo effettuato normalmente servizio di pulizia strade invernale, è però sempre bene controllare lo stato di apertura e condizioni del passo in quanto il valico è soggetto, talvolta, a chiusure temporanee invernali in base alle condizioni atmosferiche ed alle nevicate.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023 e 2025

Al passo

Vista verso il Gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Cir

Vista verso la Val Badia

Passo Gardena visto dall’alto

Seggiovia Cir che conduce dal Passo Gardena alla stazione a monte della cabinovia Dantercpeies

Impianto di risalita Frara e strada asfaltata che collegano Corvara e Colfosco col Passo Gardena

Strada per il passo sul versante della Val Badia

Strada per il passo sul versante della Val Gardena

Impianto di risalita Dantercepies che collega Selva Gardena con la zona soprastante il Passo Gardena

Rifugio Dantercepies posto all’arrivo di cabinovia e seggiovia

Lungo la ferrata del Piz da Cir (Cir Grande)

Vetta del Piz da Cir (Cir Grande)

Vista su Gruppo del Sella e Passo Gardena dalla vetta del Piz da Cir

Lungo la Via ferrata del Cir V°/Piccolo Cir

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Passo Gardena in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps