Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte (2165 m) – Dolomiti

Il Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte, posto a 2165 metri di quota, è situato nel gruppo montuoso dolomitico del Catinaccio/Rosengarten in zona magnifica circondata da alte pareti rocciose; il rifugio è posto in zona selvaggia ed isolata e presenta un lungo accesso dalla Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” sulla Val di Tires).

Il percorso dai Bagni di Lavina Bianca/Weißlanbad al rifugio, seppur senza avere grandi difficoltà tecniche, presenta un dislivello ed uno sviluppo rilevanti; il tracciato risale la lunga Val Ciamin/Tschamintal attraversando diversi tipi di ambienti quali tratti boscosi, radure pascolive e zone rocciose tipicamente dolomitiche.

La salita comincia dai Bagni di Lavina Bianca in Val di Tires (1170 m, parcheggio), seguendo le indicazioni del sentiero numero 3 per il Rifugio Bergamo si raggiunge in breve il centro visite del parco Sciliar-Catinaccio e la Malga Ciamin/Tschaminschwaige.
Seguendo il sentiero 3 si sale ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa nel bosco, si ignorano diversi bivi fino a giungere all’incrocio con una mulattiera forestale presso un crocefisso; seguendo in salita la mulattiera sterrata, sempre sentiero 3 per il Rifugio Bergamo, si oltrepassano anche due fonti e ponti sul Torrente Ciamin.
Salendo in moderata pendenza sulla mulattiera si giunge ad un prima radura pascoliva, Schafer Leger, e poi la seconda più grande radura, Rechter Leger (1600 m).

Continuando la salita su mulattiera via via più ripida il percorso torna ad essere una traccia ghiaiosa e terrosa nel bosco che sale piuttosto ripidamente fino a giungere al bivio con il percorso per il Rifugio Alpe di Tires.
Seguendo il sentiero 3A per il Rifugio Bergamo si sale tra rado bosco su traccia ghiaiosa e sassosa, si ignora il successivo bivio per il Rifugio Alpe di Tires e si continua la salita tra tratti con gradoni di legno ed altri in pendenza più moderata.
Con un tratto su traccia ghiaiosa più ripida si giunge ad un dosso con la bandiera del rifugio (adesso in vista); scendendo per un tratto su traccia ghiaiosa e sassosa e con una breve risalita si giunge, quindi, al Rifugio Bergamo (2165 m, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con anche la breve risalita al dosso con la bandiera, in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza.

Percorso: Bagni di Lavina Bianca – Radura Schafer Leger – Radura Rechter Leger – Rifugio Bergamo – Radura Rechter Leger – Radura Schafer Leger – Bagni di Lavina Bianca

Sentieri: 3 – 3A

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali (3.00 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2165 m

Difficoltà: E –  escursione con difficoltà tecniche moderate ma con traccia con tratti ripidi con fondo sassoso e dal dislivello rilevante e dal lungo sviluppo di oltre 15 chilometri totali tra andata e ritorno

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: necessario tempo asciutto, è bene controllare la data di apertura del rifugio. Dai Bagni di lavina Bianca parte anche l’itinerario per il Monte Balzo/Völsegg Spitze ed il Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte (QUI la “pillola” sulla salita a Monte Balzo e Rifugio Monte Cavone).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo ambiente dolomitico del Catinaccio che circonda il rifugio; meglio evitare, inoltre, giornate eccessivamente calde.
Il percorso non è particolarmente difficile tecnicamente ma il lungo sviluppo e dislivello non vanno sottovalutati

Ai Bagni di Lavina Bianca

Cenro visite parco e Malga Tschaminschwaige

Salendo nel primo tratto nel bosco con anche alcuni scorci panoramici

Salendo sulla mulattiera forestale

Radura Rechter Leger

Salendo al bivio tra Rifugio Bergamo e Rifugio Alpe di Tires

Bivio tra Rifugio Bergamo e Rifugio Alpe di Tires

Salendo al Rifugio Bergamo con vista su diverse vette del gruppo del Catinaccio

Dosso con bandiera del rifugio

Tratto finale verso il rifugio con discesa e risalita

Al Rifugio Bergamo

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i Bagni di Lavina Bianca in Val di Tires su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Isarco

Störes (2181 m) – Giro del Pralongià – Dolomiti

Lo Störes, vetta di 2181 metri di altezza, è posta sul punto più elevato dell’Altopiano del Pralongià in Alta Val Badia; la cima e l’altipiano presentano un ambiente idilliaco tra prati e pascoli con magnifici panorami su molti notissimi gruppi montuosi dolomitici (QUI la “pillola” sul Pralongià ed i suoi impianti e strutture).

Sull’Altipiano del Pralongià sono possibili svariati percorsi di diversa difficoltà; viene qui descritto il tracciato che parte dalla cabinovia del Piz la Ila, con stazione a valle situata nel paese di La Villa/Stern in Alta Val Badia (QUI la “pillola” sul paese di La Villa).

Il percorso descritto presenta uno sviluppo totale lungo e un dislivello in discesa rilevante ma può essere accorciato in base alle proprie esigenze; l’escursione si svolge principalmente su sentieri sterrati tra ampi pascoli e tocca anche diversi punti di ristoro.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della cabinovia del Piz la Ila (2078 m, rifugio, stazione a valle a La Villa) seguendo il sentiero 4A per il Pralongià.
Si procede in saliscendi su sentiero ghiaioso tra ampi pascoli raggiungendo, in breve, il sentiero numero 4 nei pressi della Baita La Fraina; continuando sulla mulattiera sterrata numero 4, sempre in saliscendi, si toccano i rifugi La Brancia e Tablà.
Seguendo adesso il sentiero 23 per il Pralongià si sale su mulattiera sterrata un po’ più ripida fino al Rifugio Bioch (2079 m).
Continuando sul sentiero 23 per il Pralongià si procede prima prima in saliscendi, raggiungendo un punto panoramico con tavola delle cime visibili, e poi un po’ più ripidamente fino al Rifugio Pralongià (2109 m, chiesetta, 1.30 ore dalla partenza).

Dal rifugio si sale su sentiero ghiaioso 24 verso il Setsas e Col di Lana procedendo in moderata salita, si ignora un primo bivio e poi, in breve, si raggiunge un secondo bivio; si devia, quindi, a destra per il Col di Lana, sempre su sentiero ghiaioso, raggiungendo in breve la vetta dello Störes (2181 m, croce, 15 minuti dal Rifugio Pralongià, 1.45 ore dalla partenza).

Tornati in saliscendi al Rifugio Pralongià ed al Rifugio Bioch si prende a destra il sentiero 21A per il Piz Sorega, prima in discesa poi in leggera risalita si raggiunge il rifugio Las Vegas e poi il Rifugio Piz Sorega (2002 m, cabinovia da San Cassiano/St. Kassian, 1.15 ore dallo Störes, 3.00 ore dalla partenza).

Si prende, quindi, la mulattiera sterrata numero 21 per La Villa, si scende tra bosco e spazi aperti fino allo scalo di due seggiovie; continuando sulla mulattiera numero 4 si scende, quindi, ripidamente a La Villa (1419 m, 1.30 ore dal Piz Sorega, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Piz la Ila – Rifugio de Bioch – Rifugio Pralongià – Störes – Rifugio Pralongià – Rifugio de Bioch – Rifugio Piz Sorega – La Villa

Sentieri: 4A – 4 – 23 – 24 – 23 – 21A – 21 – 4

Dislivello: 400 metri in salita e 1100 metri in discesa compresi i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2181 m

Difficoltà: E –  escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dal lungo sviluppo di oltre 15 chilometri e dislivello rilevante in discesa

Data di ascesa: giugno 2023 e settembre 2026

Annotazioni: il percorso può essere abbreviato tornando al Piz la Ila per la via dell’andata o prendendo gli impianti (2 seggiovie) che portando dal Piz Sorega al Piz la Ila. È bene controllare data e orari di apertura degli impianti e dei rifugi.
Dallo Störes è anche possibile salire al Setsas con percorso piuttosto impegnativo (QUI la “pillola” sulla salita a Störes e Setsas partendo dalla seggiovia Pralongià di Corvara).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama; se fosse possibile è meglio anche percorrere l’escursione non in alta stagione turistica potendo, così, godere più tranquillamente del meraviglioso ambiente dell’altipiano del Pralongià

Cabinovia del Piz la Ila

Alla stazione a monte della cabinovia

Verso il Rifugio Bioch

Rifugio Bioch

Salendo verso il Rifugio Pralongià

Rifugio Pralongià

Chiesetta nei pressi del rifugio con vista sullo Störes

Salendo allo Störes

In vetta allo Störes

Vista sulle Conturines

Vista sul Setsas

Vista su Col di Lana e Civetta

Vista sulla Marmolada

Vista sul gruppo del Sella

Vista sul Sassongher

Vista sull’Altopiano del Pralongià

Lungo il sentiero dal Rifugio Bioch al Piz Sorega

Al Piz Sorega

Lungo la discesa a La Villa

Punto panoramico sul paese di San Cassiano

Ultimo tratto di discesa verso La Villa


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Piz la Ila a La Villa su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Labirinto del Latemar/Labyrinthsteig (1900 m) – Dolomiti

Il sentiero del Labirinto del Latemar/Labyrinthsteig, situato nell’omonimo gruppo montuoso dolomitico del Latemar porta a percorrere la zona rocciosa posta ai piedi del Latemar interessata da un’antica frana di quest’ultimo; il sentiero si snoda, quindi, tra i grandi massi con passaggi sui sassi ed in stretti passaggi tra di essi (è richiesta, quindi, la giusta esperienza su questo tipo di tracciati).

Il percorso ad anello, che offre ottimi panorami su Latemar e Catinaccio/Rosengarten, parte dal noto Lago di Carezza/Karer See, nei pressi di Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental, e sale nel bosco fino alla Radura di Mezzo/Mitterleger; si prosegue poi lungo il Labirinto del Latemar per poi ritornare tra bosco e spazi aperti, con sviluppo piuttosto lungo, al piccolo paese di Carezza ed al sottostante lago (QUI la “pillola” sul Lago di Carezza e QUI quella su Nova Levante).

Il percorso comincia dal Lago di Carezza (1530 m, diversi punti di ristoro), seguendo brevemente a destra il giro intorno al lago si giunge all’imbocco del sentiero 11 per la Radura di Mezzo/Mitterleger.
Si sale sul sentiero 11 su mulattiera sterrata nel bosco in moderata pendenza, ignorando i diversi bivi si prosegue sempre per la Radura di Mezzo; si oltrepassa uno spazio più aperto con vista sul Catinaccio salendo poi nuovamente nel bosco fino alla Radura di Mezzo/Mitterleger (1827 m, 1.00 ora dalla partenza).

Seguendo a sinistra il sentiero 20 per il Labirinto del Latemar si procede in saliscendi nel bosco fino ad incontrare uno stretto passaggio tra massi si continua, quindi, in saliscendi su massi e traccia sassosa facendo attenzione a vari punti in cui è bene aiutarsi con le mani.
Il sentiero procede nel Labirinto in discesa (attenzione a seguire i segni e non perdere la traccia); si oltrepassano canalini, tratti pianeggianti su grossi sassi e stretti passaggi tra enormi massi fino ad uscire dal Labirinto del Latemar incrociando il sentiero 18 (45 minuti dalla Radura di Mezzo, 1.45 ore dalla partenza).

Si segue in discesa verso Carezza il sentiero 18 che, con percorso nel bosco porta in breve al bivio col sentiero 13.
Si segue, quindi, il sentiero 13 per Carezza procendendo in saliscendi su traccia terrosa e sassosa fino all’incrocio col sentiero 21; si prende il sentiero 21 che in saliscendi nel bosco porta all’incrocio col sentiero 13.
Si prende in discesa il sentiero 13 verso Carezza scendendo su mulattiera sterrata nel bosco che porta all’incrocio col sentiero 10 nei pressi del Grand Hotel Carezza; si segue, quindi, il sentiero 10 per il Lago di Carezza, ad un vicino bivio si attraversa la statale scendendo, quindi, in breve al parcheggio del Lago di Carezza (1.15 ore dall’incrocio col sentiero 18, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Carezza – Radura di Mezzo – Labirinto del Latemar – Carezza – Lago di Carezza

Sentieri: 11 – 20 (Labirinto del Latemar) – 18 – 13 – 21 – 13 – 10

Dislivello: 500 metri in salita e discesa compresi i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore

Quota massima: 1900 m

Difficoltà: EE –  percorso che richiede passo sicuro ed esperienza su percorsi sassosi lungo il Labirinto del Latemar, attenzione a non perdere la traccia lungo il Labirinto ed ai vari bivi lungo la discesa, sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: è possibile percorrere il percorso ad anello in entrambi i sensi

Esperienza di Stefano: escursione che richiede tempo asciutto e buona visibilità; il tratto lungo il Labirinto è molto affascinante ma non banale e richiede la giusta attenzione ed esperienza.
L’area nei pressi del Lago di Carezza è, solitamente, piuttosto affollata, è quindi bene partire presto per godere con più tranquillità di quella magnifica zona.

Lago di Carezza alla partenza col il Latemar

In salita verso la Radura di Mezzo sul sentiero numero 11

Panorama verso il Catinaccio

Tratto finale di salita alla Radura di Mezzo

Alla Radura di Mezzo

Lungo il sentiero del Labirinto del Latemar

Sul sentiero 13 verso l’incrocio col sentiero 21

Sul sentiero 21 verso l’incrocio col sentiero 13

Vista sul paese di Carezza

Scendendo sul sentiero 13 verso Carezza

Tornati al Lago di Carezza

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Carezza su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte (1726 m) – Alpe di Siusi

Il Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte, situato a 1726 metri di quota, è posto ai piedi del massiccio dolomitico dello Sciliar/Schlern in zona idilliaca in una radura nel bosco; il tracciato “classico” di salita per il rifugio parte dal paese di Siusi/Seis salendo piuttosto ripidamente nel bosco (QUI la “pillola” sul paese di Siusi allo Sciliar).

Il percorso da Siusi prevede un dislivello e sviluppo piuttosto rilevanti ma può essere relativamente abbreviato raggiungendo in macchina i Bagni di Razzes/Bad Ratzes; come detto il percorso si svolge prevalentemente nel bosco passando anche nei pressi di belle cascatelle e alcuni punti panoramici.

La salita comincia da Siusi in paese (1000 m) seguendo il sentiero numero 1 per Bad Ratzes; il tracciato sale lungo alcune vie del paese entrando poi nel bosco e passando anche sotto la cabinovia per l’Alpe di Siusi.
Seguendo a tutti i numerosi bivi il sentiero numero 1 per Bad Ratzes si raggiunge l’incrocio con il Sentiero Oswald von Wolkenstein ed un laghetto giungendo quindi sulla strada asfaltata che conduce, in breve, ai Bagni di Razzes/Bad Ratzes con omonimo hotel (1212 m, 40 minuti dalla partenza, volendo fin qui anche in macchina).

Dall’Hotel si segue sempre il sentiero numero 1 per il Rifugio Bolzano/Schlern Haus e per il Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte; si giunge ad un albero cavo in cui si passa nel mezzo e si inizia la salita ripida nel bosco su sentiero terroso e sassoso, passando anche sotto la teleferica del rifugio e nei pressi di diverse cascatelle, fino a giungere al bivio col sentiero 1A.

Rimanendo sul sentiero 1 si sale ripidamente nel bosco su sentiero terroso e sassoso raggiungendo anche un breve tratto più aperto con una particolare scultura di un volto; continuando la ripida salita nel bosco si giunge quindi ad un punto panoramico con scultura di un fungo e, oltrepassata la teleferica del rifugio, si giunge, in breve, al Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte (1726 m, 1.30 ore dai Bagni di Razzes, 2.10 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.40 ore, 3.50 ore dalla partenza.

Percorso: Siusi – Bagni di Razzes – Rifugio Malghetta Sciliar – Bagni di Razzes – Siusi

Sentieri: 1

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.50 ore (2.10 ore la salita, 1.40 ore la discesa).

Quota massima: 1726 m

Difficoltà: E –  percorso che non presenta particolari difficoltà tecniche ma con diversi tratti decisamente ripidi nel bosco e sviluppo totale di circa 11 chilometri

Data di ascesa: giugno 2023 e giugno 2026 (nel tratto tra i Bagni di Razzes ed il rifugio)

Annotazioni: è possibile raggiungere in macchina i Bagni di Razzes, risparmiando 200 metri di dislivello in  salita e discesa e 5 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno; è bene controllare i periodi di apertura del rifugio.

Esperienza di Stefano: escursione che richiede tempo asciutto visti i tratti ripidi e, a volte, un po’ fangosi nel bosco; è bene scegliere una giornata con buona visibilità e soleggiamento per godere del bell’ambiente al rifugio

A Siusi con vista sullo Sciliar

Nel primo tratto salendo ai Bagni di Razzes

Incrocio col sentiero Oswald von Wolkenstein con una delle sue installazioni

Salendo ai Bagni di Razzes

Ai Bagni di Razzes al parcheggio a cui, volendo, si può giungere in macchina

Ai Bagni di Razzes con hotel Bad Ratzes

Nel primo tratto di salita al Rifugio Malghetta Sciliar

Bivio tra sentiero 1 e 1A

Salendo ripidamente nel bosco con anche belle fioriture e sculture particolari

Al punto panoramico verso lo Sciliar

Ultimo tratto di salita verso il rifugio

Al Rifugio Malghetta Sciliar

Cartina del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il paese di Siusi su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare i Bagni di Razzes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

copriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Gola del Bletterbach – GEOPARC – (1600 m) – Dolomiti

La Gola del Bletterbach è un profondo solco, scavato nei millenni, dal Rio delle Foglie/Bletterbach e che mostra una perfetta stratificazione rocciosa delle pareti ed ospita anche diversi fossili; queste caratteristiche rendono questa gola un museo a cielo aperto di grande rilevanza naturale.

L’area della gola è solitamente visitata partendo dal centro visite del “GEOPARC Bletterbach” con parcheggio posto a pochi chilometri dal paese di Aldino/Aldein, raggiungibile dalla strada del Passo San Lugano; l’ingresso alla gola, aperta da maggio ad ottobre, è a pagamento e presenta un percorso piuttosto impegnativo (QUI la “pillola” su Aldino ed il GEOPARC).

Il percorso integrale, che esce ed entra diverse volte nella gola, presenta molti pannelli informativi e circa 10 chilometri di sviluppo e 700 metri di dislivello in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi su tratti anche ripidi; nella gola si cammina “liberamente” sul fondo sassoso e si guada più volte il torrente, è quindi necessaria dimestichezza con questi terreni; il tracciato può comunque essere anche, in parte, abbreviato.

Il percorso comincia dal cento visite del GEOPARC Bletterbach (1545 m, esposizione museale), seguendo il sentiero 3 per la Gola del Bletterbach si scende su sentiero nel bosco fino ad arrivare al primo pannello informativo (da qui in avanti è obbligatorio il casco, noleggiabile anche al centro visite e compreso nel prezzo).
Si scende ripidamente su terreno sabbioso e ghiaioso con anche diversi gradoni fino ad arrivare al fondo della gola del Bletterbach; ignorato il bivio a sinistra per Redagno, si inizia, quindi, a risalire la gola.
Salendo liberamente senza sentiero su fondo sassoso e guadando più volte, con attenzione, il torrente si costeggia una cascatella e si prosegue nella gola cercando il percorso migliore fino ad arrivare al bivio col sentiero dei Cacciatori.
Ignorato, al momento, il bivio si prosegue dritti nella gola verso la cascata Butterloch; cercando la traccia migliore e guadando più volte il torrente si giunge quindi non molto lontani dalla cascata dove è presente un divieto di transito nel proseguire.

Si torna, quindi, al bivio e si segue il Sentiero dei Cacciatori che sale molto ripidamente con sentiero di bosco con pannelli informativi sulla caccia; superati anche dei tratti con gradoni si giunge ad un ounto panoramico e si giunge sul sentiero sterrato soprastante.
Si segue il sentiero G verso “Fine valle”, si sale in breve su sentiero sterrato arrivando al bivio col sentiero 4; si segue quindi il sentiero 4 verso la Gola del Bletterbach, scendendo ripidamente si giunge ad un bivio per un punto panoramico, raggiungibile, volendo, in pochi minuti.
Continuando a scendere ripidamente nel bosco sul sentiero 4 si ritorna nella gola del Bletterbach, andando a destra in discesa, volendo, si giunge in breve al salto alto della cascata (con divieto di transito ulteriore).

Salendo nella gola si continua, invece, verso il fine valle;.
Si procede in salita, sempre su fondo sassoso e guadando molte volte il torrente, arrivando al bivio col sentiero G per il centro visitatori; per il momento lo si ignora e si procede dritti nella gola procedendo su fondo sassoso fino a giungere al termine della gola “fine valle” sotto una grande parete con cascata (1600 m, 3.00 ore dalla partenza).

Tornati al bivio per il centro visitatori si risale ripidamente su sentiero nel bosco fino a giungere ad un tratto su fondo sterrato in saliscendi che riporta prima al bivio col sentiero 4 e poi a quello col sentiero dei Cacciatori.
Ignorati i bivi si continua per il centro visitatori, si procede su mulattiera sterrata in discesa con diverse installazioni sulle rocce dolomitiche fino al bivio per la Malga Lahneralm, volendo, con breve risalita nel bosco su mulattiera sterrata, si giunge alla Malga Lahneralm (1583 m, punto di ristoro, 1.30 ore dalla fine valle, 4.30 ore).

Si scende poi in breve nuovamente al sentiero per il centro visitatori che su mulattiera sterrata, con diverse installazioni raffiguranti dinosauri, riporta al parcheggio del centro visitatori (15 minuti dalla Malga Lahneralm, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Centro visitatori GEOPARC Bletterbach – Gola del Bletterbach – Sentiero dei Cacciatori – Gola del Bletterbach (fine valle) – Malga Lahneralm – Centro visitatori GEOPARC Bletterbach

Sentieri: 3 – Gola Bletterbach – Sentiero dei Cacciatori – Sentiero G – 4 – Gola Bletterbach – G – Sentiero “Centro visitatori – dei Sauri” – deviazione Malga Lahneralm – Sentiero “Centro visitatori – dei Sauri”

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali (3.00 ore l’andata, 1.45 ore il ritorno)

Quota massima: 1600 m

Difficoltà: EE –  percorso piuttosto impegnativo con tracciato senza sentiero nei tratti nella gola con fondo pietroso e molti guadi del torrente, presenti anche diversi tratti ripidi nei sentieri di collegamento con la gola; sviluppo totale di circa 10 chilometri. Obbligatorio il casco, noleggiabile anche al centro visitatori.

Data di percorrenza: maggio 2023

Annotazioni: è possibile, volendo inoltre, abbreviare il percorso tornando direttamente al centro visitatori dopo il sentiero dei cacciatori senza proseguire verso “fine valle”.
La percorrenza della gola è vietata con pioggia e temporali.
Prestare attenzione ai molti bivi lungo il percorso; è bene controllare in anticipo i periodi e gli orari di apertura del GEOPARC e, volendo, della Malga Lahneralm.
Sito ufficiale del GEOPARC: www.bletterbach.info

Esperienza di Stefano: io ho trovato il torrente piuttosto alto con diversi guadi un po’ impegnativi dopo un periodo abbastanza piovoso; in periodi più secchi il torrente dovrebbe, probabilmente, presentare meno difficoltà durante i guadi. Il percorso integrale risulta, nel complesso, impegnativo e non va sottovalutato

Alla partenza al Centro visitatori del “Geoparc Bletterbach” di Aldino

Primo tratto nel bosco

Scendendo verso la gola

Nella gola

Superato in bivio con il sentiero dei Cacciatori si procede verso la Cascata Butterloch

Alla Cascata Butterloch con divieto di transito ulteriore

Sul Sentiero dei Cacciatori

Tratto verso il bivio del sentiero 4

Punto panoramico deviando dalla discesa col sentiero 4

Scendendo col sentiero 4

Rientrati nell gola

Vista sul Corno Bianco/Weisshorn

Risalendo nella gola verso “fine valle”

Risalendo verso il sentiero di ritorno per il Centro visitatori

Tornando verso il Cemtro Visitatori

Malga Lahneralm

Tornando al Centro Visitatori


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Centro visitatori del “Geoparc Bletterbach” su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Cascate del Pisciadù – Alta Badia

Le Cascate del Pisciadù, poste a 1750 metri di quota, sono situate in Alta Val Badia nel gruppo dolomitico del Sella; le cascate, ghiacciate in inverno, si trovano in zona boscosa idilliaca con vista dolomitica magnifica e sono raggiungibili sia dal paese di Corvara che da quello di Colfosco/Kolfuschg, facenti parte del comprensorio di sport invernali Alta Badia (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco, QUI quella sulle Cascate del Pisciadù nelle diverse stagioni e QUI quella sul comprensorio invernale Alta Badia).

Il percorso descritto, solitamente battuto dal gatto delle nevi,  presenta uno sviluppo totale di circa 8 chilometri e un dislivello contenuto; il tracciato parte da Corvara e raggiunge le base delle cascate con percorso tra bosco e spazi più aperti con panorami magnifici; viene poi descritta la breve discesa a Colfosco dal quale si può poi ritornare a Corvara a piedi o con l’autobus.

Il percorso parte da Corvara nei pressi della stazione a valle della cabinovia Boè (1540 m), seguendo le indicazioni per le Cascate del Pisciadù ed il sentiero 28 si entra nel bosco, con percorso solitamente battuto dal gatto delle nevi, e si sale con pendenza moderata passando sotto un impianto di risalita.
Seguendo a tutti i bivi per le Cascate del Pisciadù ed il sentiero 28 si giunge nei pressi del paese di Colfosco, continuando sul sentiero 28 si rientra nel bosco ed, alternando tratti più ripidi ad altri con live pendenza, si giunge ad una radura più aperta e poi ci si avvicina alle parete rocciose del Gruppo del Sella.
Rimanendo ai vari bivi sul sentiero per le Cascate del Pisciadù si oltrepassa un ponte e si giunge, infine, alla radura sottostante le Cascate del Pisciadù (1740 m, 1.30 ore dalla partenza, in inverno raggiungere direttamente le cascate risulta pericoloso).

Si segue adesso il sentiero 650 per Luianta e Colfosco, la traccia, anch’essa solitamente battuta dal gatto delle nevi, scende in lieve pendenza e attraversa due piste da sci (fare attenzione) portando all’Hotel-ristorante Luianta (30 minuti dalla Cascate del Pisciadù, 2.00 ore dalla partenza).

Da Luianta si torna poi a Corvara (passando per Colfosco) col percorso pedonale che costeggia la strada asfaltata o con l’autobus (45 minuti se si scende a piedi, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Corvara – Cascate del Pisciadù – Luianta – Colfosco – Corvara

Sentieri: traccia invernale che segue il sentiero estivo 28 e 650 – percorso pedonale a lato strada da Luianta a Corvara

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1740 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo totale di 8 chilometri circa tornando a piedi da Colfosco a Corvara (prendendo il bus si risparmiano circa 3 chilometri di sviluppo); difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura ed esperienza

Data di percorrenza: gennaio 2026

Annotazioni: è, naturalmente, possibile salire e scendere per il percorso descritto in salita o, più brevemente, per il percorso descritto in discesa. Nel caso si volesse usufruire dell’autobus da Colfosco a Corvara è bene controllare in anticipo gli orari di esercizio.
La maggior parte del percorso, in inverno, rimane in ombra è bene, quindi, non scegliere giornate molto fredde.

Alla partenza a Corvara

Vista sul Sassongher

Lungo il primo tratto del percorso

Seconda parte della salita

Radura posta sotto le Cascate del Pisciadù

Cascate del Pisciadù

Scendendo a Luianta

Luianta

Lungo il tratto di ritorno a piedi a Colfosco e Corvara (se non si prende il bus)

Scopriamo QUI altre pillole sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Boè a Corvara su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Klammbachalm (1944 m) – Malga Alpe Nemes (1877 m) – Alpi Carniche

La Malga Klammbachalm, situata a 1944 metri di quota, e la Malga Alpe Nemes, posta a 1877 metri di altezza, sono situate nelle Alpi Carniche in Val di Sesto/Sextental; le malghe presentano un panorama magnifico verso le Dolomiti di Sesto e la cresta carnica e possono essere raggiunte in vari modi.

Vieni qui descritto il percorso ad anello che le tocca entrambe partendo dal Pollaio/Stiergarten nei pressi di Moso/Moos; il percorso, dallo sviluppo piuttosto lungo, presenta un tracciato lungo mulattiere sterrate forestali con ambienti sia boschivi che pascolivi (QUI la “pillola” su Sesto e Moso).

La salita comincia dal Pollaio/Stiergarten (1420 m, stazione a valle della cabinovia Tre Cime), si segue inizialmente la mulattieroa numero 13A per il Passo Monte Croce in piano fino al vicino rifugio Zin Fux ed, in breve, ad un bivio.
Si segue a sinistra il sentiero 13A per Moso su mulattiera sterrata raggiungendo i tralicci della cabinovia; si ignorano le indicazioni a sinistra e si sale a destra, senza indicazioni, su ripida mulattiera raggiungendo, in tornanti, il sentiero 13.
Si prende a destra il sentiero 13 per la Malga Nemes entrando in un breve sottopasso e poi salendo in pendenza moderata su mulattiera nel bosco; ignorata la deviazione per il sentiero 139 si sale in pendenza accentuata fino al bivio ytra Malga Klammbach e Nemes.
Si segue il sentiero 133 per Malga Klammbach; si sale su mulattiera in tornanti nel bosco per poi uscine nei pressi di Malga Klammbach (1944 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla Malga Klammbach si segue il sentiero 13 per Malga Nemes, si procede in deboli saliscedi su mulattiera prima tra pascoli e poi nel bosco fino ad un bivio; si segue la direzione indicante Malga Nemes a 30 minuti; si continua quindi su mulattiera, in saliscendi, e poi in discesa fino ad un ponte dal quale si risale, in breve, alla Malga Alpe Nemes (1877 m, 1.00 ora da Malga Klammbach, 2.30 ore dalla partenza).

Si segue in discesa il sentiero 13 per Saumahd scendendo su mulattiera sasossa e poi su untratto prativo e poi su mulattiera sterrata fino ad un bivio; si segue sempre il sentiero 13 per Saumahd su mulattiera in moderata discesa e poi in leggero saliscendi fino ai prati di saumahd ed al bivio tra Malga Nemes e Malga Klammbach incontrato in salita.
Per la via di salita si torna, quindi, al Pollaio/Stiergarten (1.45 ore da Malga Nemes, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Pollaio – Malga Klammbach – Malga Alpe Nemes – Pollaio

Sentieri: 13A – 13 – 133 – 13 – 13A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 1944 m

Difficoltà: E –  percorso senza particolari difficoltà tecniche ma che presenta uno sviluppo di 14 chilometri circa

Data di ascesa: ottobre 2022

Annotazioni: è possibile abbreviare di molto il percorso salendo con la cabinovia Tre Cime dalla quale si raggiunge in breve Malga Klammbach; la Malga Nemes è anche raggiungibile direttamente, senza passare da Malga Klammbach dal Passo Monte Croce (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Covolo/Seikofel e Malga Nemes dal Passo Monte Croce).

Esperienza di Stefano: escursione che ho percorso in autunno con bellissimi colori; in questo periodo è meglio controllare i periodi di apertura delle malghe ed eventualmente (se usata) della cabinovia; è bene percorrere l’escursione con buona visibilità per godere dei magnifici panorami su Dolomiti di Sesto ed Alpi Carniche

Salendo nel primo tratto dal Pollaio

Salendo al bivio tra Malga Klammbach e Malga Nemes

Bivio tra Malga Klammbach e Malga Nemes

Salendo a Malga Klammbach

Malga Klammbach

Percorso verso  Malga Nemes

Vista sulla Croda Rossa/Rotwand

Vista sui Tre Scarperi/Drei Schuster

Vista sul Col Quaternà

Malga Alpe Nemes

Vista da Malga Alpe Nemes sulle Dolomiti di Sesto

Lungo la discesa

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Pollaio/Stiergarten su Google Maps


DISCLAIMER:

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte (2339 m) – Baita Messner Joch (1930 m) – Dolomiti

Il Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte, situato a 2339 metri di quota, e la Baita Messner Joch, posta a 1930 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten ed offrono un bellissimo panorama su Catinaccio, Latemar e verso la zona meridionale dell’Alto Adige.

Il Rifugio Fronza può essere raggiunto dalla Malga Frommeralm anche con la cabinovia Laurin I e II, facente parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, ma viene qui descritto il percorso, dapprima nel bosco e poi in ambiente più aspro dolomitico, che lo raggiunge a piedi passando anche dalla Baita Messner Joch (QUI la “pillola” sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Il percorso a piedi parte anch’esso dalla Baita Frommeralm, situata non lontano dal Passo Nigra/Nigerpass e dal Passo Costalunga/Karerpass, e raggiungibile da Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental e dalla Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sul Passo Costalunga, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella su Tires).

Il percorso comincia dalla Malga Frommeralm (1743 m, stazione a valle della cabinovia Laurin I), si segue il sentiero 15 per la Baita Messner Joch salendo su traccia ghiaiosa tra pascoli e poi, con pendenza più ripida, nel bosco fino ad incrociare una mulattiera.
Al vicino bivio si segue il sentiero 1B per la Baita Messner Joch salendo su mulattiera ghiaiosa nel bosco e poi su sentiero tra pascoli fino alla Baita Messner Joch (1930 m, punto di ristoro, 30 minuti dalla partenza).

Dalla Baita Messner Joch si segue il sentiero 1 per il Rifugio Fronza salendo su sentiero con traccia ghiaiosa e terrosa nel rado bosco, rimanendo a sinistra ad un vicino bivio non segnalato, fino a giungere all’incrocio col sentiero 15, rimanendo sul sentiero 1 per il Rifugio Fronza si giunge ad incontrare una mulattiera e la stazione a monte della cabinovia Laurin I e la stazione a valle della cabinovia Laurin II.

Si sale, quindi, sulla mulattiera sassosa seguendo le indicazioni numero 1 per il Rifugio Fronza, la mulattiera sale ripidamente raggiungendo dapprima un punto panoramico sul Latemar con sedili di legno; si continua poi a salire ripidamente con anche un paio di tornanti, fino alla stazione a monte della cabinovia Laurin II ed al vicino Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge (2339 m, 1.15 ore dalla Baita Messner Joch, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, o, volendo, rimanendo sulla mulattiera senza ripassare dalla Baita Messner Joch, in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.,

Percorso: Baita Frommeralm – Baita Messner Joch – Rifugio Fronza alle Coronelle – Baita Frommeralm

Sentieri: 15 – 1B – 1 – 15

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2339 m

Difficoltà: E –  percorso senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta diversi tratti ripidi; sviluppo totale di circa 7,5 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022 e luglio 2025

Annotazioni: è possibile abbreviare di molto il percorso salendo o scendendo in cabinovia; la Baita Frommeralme raggiungibile anche da Nova Levante con la cabinovia (in questi casi controllare prima i periodi di apertura). Il Rifugio Fronza è anche punto di partenza per la ferrata Passo Santner (QUI la “pillola” sulla ferrata).
Inoltre, la Baita Messnerjoch è anche raggiungibile su mulattiera sterrata dal Passo Nigra (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dei bei panorami su Catinaccio e Latemar; con tempo stabile l’escursione è adatta anche per un giro di mezza giornata al mattino o pomeriggio.

Area della Malga Frommeralm e della stazione a monte della cabinovia proveniente da Nova Levante e della stazione a valle della cabinovia Laurin I

Salendo alla Baita Messner Joch

Baita Messner Joch

Salendo all’incrocio con la mulattiera ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin I ed a quella a valle della Laurin II

Salendo su mulattiera verso il Rifugio Fronza

Punto panoramico sul Latemar

Continuando la salita su mulattiera al Rifugio Fronza con il Catinaccio alle sue spalle ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin II

Laurin Lodge

Rifugio Fronza alle Coronelle

Panorami dal rifugio

Lungo la discesa nel tratto su mulattiera non ripassando per la Baita Messner Joch

Mappa del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Malga Frommeralm su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Piz da Peres (2507 m) – Dolomiti

Il Piz da Peres, vetta di 2507 metri di quota, è posto nella zona settentrionale delle Dolomiti di Braies-Sennes-Fanes ed è posto in posizione isolata che permette di godere un panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e verso le vette dei Tauri/Tauern, Alpi Noriche/Norischen, Vedrette di Ries/Riesfernergruppe ed Alpi di Zillertal.

La vetta può essere raggiunta con diversi itinerari, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dal Passo Furcia/Furkelpass situato tra Valdaora/Olang in Val Pusteria/Pustertal e San Vigilio di Marebbe/Enneberg/Al Plan de Mareo in Val Badia; l’escursione presenta l’attraversamento di ambienti sia boscosi che rocciosi tipici dolomitici ed è quindi adatta per escursionisti esperti (QUI la “pillola” su Valdaora/Olang e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

La salita comincia dal Passo Furcia (1758 m) seguendo il sentiero 3 per il Piz da Peres, si sale nel bosco inizialmente su mulattiera sterrata fino a raggiungere in breve un bivio tra il sentiero 3 ed il sentiero 12B; si rimane sul sentiero 3 e si sale piuttosto ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco.
Si procede poi in lungo saliscendi attraversando anche due canaloni fino a giungere ad un bivio; si rimane sul sentiero 3 per il Piz da Peres salendo su traccia sassosa nel bosco rado ed uscendone procedendo ripidamente in tornanti su traccia ghiaiosa e sassosa in tornanti fino a raggiungere la Forcella del Cianros/ Tre Dita/Drei Ifinger Scharte (2328 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla forcella si sale a destra sul sentiero 12 per il Piz da Peres, si sale piuttosto ripidamente su traccia sassosa tra prati fino a giungere ad una selletta e per larga cresta si giunge, in breve, alla vetta del Piz da Peres (2507 m, croce, 30 minuti dalla Forcella Tre Dita, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende su versante opposto, sempre su sentiero 12, su traccia sassosa tra prati fino a giungere ad una selletta, da qui si scende ripidamente  su sentiero ripido con gradoni di legno e tratti sassosi; si procede poi a mezzacosta e poi nuovamente in ripida discesa (incontrando anche diverse deviazioni per la ferrata Piz da Peres) fino a giungere ad una croce con bivio.
Si segue a destra il sentiero 12B per il Passo Furcia, si scende su traccia sassosa e terrosa nel bosco attraversando anche un canalone e poi scendendo nel bosco via via più fitto fino al Rifugio Utìa Picio Prè (1950 m, 1.30 ore dalla cima, 4.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue sempre il sentiero 12B per il Passo Furcia scendendo su traccia sassosa piuttosto ripida nel bosco fino a giungere al bivio incontrato ad inizio salita; seguendo in breve in discesa la mulattiera sterrata numero 3 si torna, quindi, al Passo Furcia (30 minuti dal Rifugio Picio Prè, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Furcia – Forcella Tre Dita – Piz da Peres – Rifugio Picio Prè – Passo Furcia

Sentieri: 3 – 12 – 12B – 3

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore  (2.30 ore la salita. 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2507 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi su sentiero sassoso e qualche passaggio un po’ esposto nel primo tratto di discesa,

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: lungo la discesa si incontrano diverse deviazione che portano alla nuova difficile ferrata, non avendola mai percorsa non posso però dare indicazioni precise in merito; è bene, inoltre, informarsi sui periodi di apertura del Rifugio Picio Prè se si vuole pranzare in loco

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama dalla vetta, necessario che il terreno sia asciutto; io ho percorso il sentiero ad anello nella direzione descritta per essere per l’ora di pranzo al rifugio, il tracciato può essere, comunque, percorso in entrambi i sensi

Lungo la mulattiera iniziale

Tratto nel bosco

Salendo alla Forcella Tre Dita

Salendo al Piz da Peres

In cima al Piz da Peres

Panorami dalla vetta

Primo tratto di discesa tra prati

Vista su Passo Furcia e Plan de Corones/Kronplatz

Tratto di discesa con gradoni e tratti rocciosi

Scendendo alla croce con bivio tra sentiero 12 e 12B

Scendendo al Rifugio Picio Prè

Rifugio Picio Prè

Scendendo al Passo Furcia

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Furcia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Ciampinoi/Ciampinëi (2256 m) – Dolomiti

Il Ciampinoi/Ciampinëi, elevazione di 2256 metri di altezza, è posto nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel in Val Gardena/Gröden; la vetta, leggermente rialzata, dai pendii sottostanti offre un bellissimo panorama su diversi gruppi dolomitici e la sottostante Val Gardena.

Nei pressi della vetta è posta anche la stazione a monte della cabinovia Ciampinoi di Selva Gardena/Wolkenstein; viene qui descritta la salita a piedi, con percorso prevalentemente boschivo con diversi tratti ripidi, dal paese con successiva discesa in cabinovia, è naturalmente possibile anche scendere a piedi eventualmente anche allungando fino al Rifugio Comici (QUI la “pillola” su Selva Gardena).

La salita comincia nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco di Selva Gardena (1560 m), seguendo la passeggiata a valle in breve salita si perviene alla deviazione del sentiero 27 per il Ciampinoi/Ciampinëi.
Si sale inizialmente su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata, fino a giungere ad un’area di sosta con panca coperta, continuando sul sentiero si giunge in breve, quindi, ad un grosso traliccio.
Seguendo sempre le indicazioni per il sentiero 27 si sale su mulattiera sterrata e poi nuovamente nel bosco ripidamente fino a giungere nuovamente su mulattiera nei pressi di un bivio; seguendo per il Ciampinoi si sale su mulattiera sterrata e sassosa nel bosco in pendenza moderata passando anche sotto i cavi della cabinovia.
Si sale poi su mulattiera sassosa molto ripida lungo la pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando sulla ripida mulattiera si perviene, quindi, alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi.
Si scende ora, in breve,  ad un sella dove è presente la stazione a monte di due seggiovie, si segue il sentiero per il punto panoramico salendo, in breve ma molto ripidamente, su sentierino a gradoni fino alla vetta vera del Ciampinoi (croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si torna quindi alla selletta e con breve risalita si ritorna alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi con la quale si scende a Selva Gardena.

Percorso: Selva Gardena – Ciampinoi

Sentieri: 27 – deviazione al punto panoramico

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore  se si scende in cabinovia

Quota massima: 2256 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma che presenta diversi tratti ripidi  e gradoni

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: è naturalmente possibile anche scendere a piedi in 1.30 ore o allungare la discesa passando per il Rifugio Comici ed il Plan de Gralba in 2.30 ore

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Alla partenza

Primo tratto nel bosco

Punto di sosta

Tratto ripido su sentiero nel bosco

Tratto su mulattiera con pendenza moderata

Passaggio sotto la cabinovia

Ultimo tratto con pendenza moderata

Tratto con pendenza elevata

Panorami verso le Odle

Ultimo tratto verso la stazione a monte della cabinovia

Panorami sul Gruppo del Sella

Vista sulla Val Gardena

Panorami sullo Sciliar

Salendo al punto panoramico (vera vetta del Ciampinoi)

In vetta al Ciampinoi

Croce di vetta e vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla stazione a monte della cabinovia

Cabinovia Ciampinoi vista dalla stazione a valle

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Ciampinoi a Selva Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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