Rifugio Similaun Hütte (3019 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Similaun Hütte, posto a 3019 metri di quota, si trova nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen a breve distanza dal confine tra l’Alto Adige/Südtirol in Italia e Tirol in Austria; il rifugio è situato sotto l’omonima vetta, con ghiacciaio, del Similaun ed è anche noto perché non molto lontano da esso è stato anche ritrovata la mummia di Ötzi, uomo vissuto oltre 5000 anni fa (la mummia è ora visibile al Museo Archeologico di Bolzano/Bozen) – (QUI la “pillola sul Museo Archeologico).

L’accesso al Rifugio Similaun avviene dal Lago di Vernago/Vernagt Stausee in Val Senales/Schnalstal; il percorso presenta un dislivello molto rilevante ed alcuni tratti tecnici nella parte finale di salita; lungo il percorso si godono anche belle visuali sulla Punta di Finale/Fineilspitz e dal rifugio si può osservare un panorama molto ampio fino al Gruppo dell’Ortles/Ortler e sul lato austriaco (QUI la “pillola” sul Lago di Vernago e QUI quella sulla Val Senales).

Il percorso comincia dal Lago di Vernago (1700 m); seguendo le indicazioni dl sentiero numero 2 per il Rifugio Similaun si sale su stradina asfaltata, in moderata pendenza, raggiungendo il Maso Tisa/Tisenhof (1814 m, punto di ristoro).

Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 2 per il Rifugio Similaun si sale su traccia sassosa ed erbosa tra pascoli; si entra quindi, brevemente, in un tratto boscato per poi proseguire nuovamente tra pascoli costeggiando il torrente.
Il sentiero si inoltra nella Valle di Tisa/Tisental salendo in moderata pendenza su fondo sassoso ed erboso fino ad una selletta, superato un tratto più ripido si giunge ad un piccolo ricovero d’emergenza scavato nelle rocce.

La traccia erbosa e sassosa continua in moderata pendenza nell’ampio vallone raggiungendone la testata; piegando a destra la traccia sale a tornanti ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso; il sentiero porta, quindi, ad un breve tratto attrezzato un po’esposto  e sale poi nuovamente, ripidamente, su fondo sassoso fino a giungere al Rifugio Similaun (3019 m, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Vernago –  Maso Tisa –  Rifugio Similaun –  Maso Tisa – Lago di Vernago

Sentieri: 2

Dislivello:  1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore (3.15 ore la salita; 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3019 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica fino all’inizio del tratto ripido finale che presenta, invece, diversi tratti tecnici ed anche una breve parte attrezzata un po’ esposta; necessario passo fermo ed assenza di vertigini; sviluppo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo, dal rifugio, con ulteriori 200 metri di dislivello si può raggiungere il punto in cui è stata ritrovata la mummia dell’uomo preistorico Ötzi; nel punto si trova, tuttavia, solo una grande piramide di sassi.

Esperienza di Stefano: escursione lunga che si svolge in ambienti selvaggi e poco antropizzati; se effettuata in giornata, come ho fatto io, è bene partire presto dal Lago di Vernago; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del panorama dal rifugio.

Alla partenza al Lago di Vernago

Salendo al Maso Tisa

Maso Tisa

Primo tratto di salita nella Valle di Tisa

Ricovero di emergenza tra le rocce

Seconda parte di salita nella Valle di Tisa

Tratto finale di salita al Rifugio Similaun

Rifugio Similaun

Panorami dal rifugio

Maso Tisa visto in discesa

Lago di Vernago visto in discesa


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Rifugio Oberettes Hütte (2670 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Oberettes Hütte, posto a 2670 metri di quota, si trova in Valle di Mazia/Matschertal nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; il percorso per raggiungerlo parte dai Masi Glieshof al termine della strada della Val di Mazia che si diparte da Tarces/Tarsch, frazione di Malles Venosta/Mals in alta Val Venosta/Obervinschgau (QUI la “pillola” su Malles Venosta).

Il tracciato per il Rifugio Oberettes, dal lungo sviluppo e dislivello, si svolge prima in ambiente bucolico tra boschi e pascoli lungo il torrente Saldura/Saldur per poi salire al rifugio in ambiente selvaggio d’alta quota al cospetto di molte vette oltre i 3000 metri di quota.

La salita comincia dai Masi Glieshof (1824 m, parcheggio e posto di ristoro, strada a tratti stretta dal paese di Mazia); seguendo la mulattiera sterrata numero 2 per la Malga di Mazia/Matscheralm si sale con pendenza moderata nel bosco fino a giungere ad un bivio sottostante la malga.

Seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Oberettes si procede a destra su mulattiera sterrata in lieve discesa, superato un ponte, si incontra il sentiero diretto proveniente dai Masi Glieshof (presenta alcuni saliscendi, perciò, è a mio avviso scegliere la mulattiera).

Proseguendo col percorso numero 1 per il Rifugio Oberettes si sale nel bosco su mulattiera sterrata e sassosa; usciti dal bosco la mulattiera costeggia la gola gola del Torrente Saldura fino a giungere alla teleferica del rifugio.
Continuando su sentiero sassoso e terroso si prosegue in brve, in lieve salita, fino ad un bivio con gorssa piramide di sassi; si segue quindi a detsra il sentiero numero 1 per il Rifugio Oberettes.

La traccia sassosa e terrosa sale ripidamente in tornanti (passando anche nei pressi di una cascatella); superato un tratto con gradoni la traccia prosegue verso sinistra in pendenza moderata, attraversando anche due torrentelli, e salendo poi, ancora ripidamente fino ad una selletta con grossa piramide di sassi.

Il sentiero prosegue, quindi, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata su traccia ghiaiosa e terrosa fino a giungere ad un tratto in tornanti che porta al Rifugio Oberettes (2670 m, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Masi Glieshof – Rifugio Oberettes  –  Masi Glieshof

Sentieri: 2 – 1

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2670 m

Difficoltà: E/EE – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con presenza di diversi tratti ripidi e fondo sassoso e con gradoni che richiedono passo fermo; sviluppo di circa 14 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio.
Dai Masi Glieshof è possibile seguire integralmente il sentiero 1 nel bosco che porta al bivio citato nella descrizione (questo sentiero presenta, però, diversi saliscendi ed è, quindi, meglio seguire la mulattiera numero 2).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è, però, da sottovalutare; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Masi Glieshof

Salita lungo la mulattiera 2

Malga di Mazia

Tratto verso l’incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Salendo al Rifugio Oberettes nel tratto lungo la gola

Tratto ripido verso il Rifugio Oberettes

Tratto finale di salita

Rifugio Oberettes

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i Masi Glieshof su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat – Parcines/Partschins – Val Venosta

Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).

Tra le escursioni di impegno contenuto troviamo il Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat; come si evince dal suo nome questo percorso si svolge nell’area di Quadrato/Quadrat, non presenta grandi difficoltà ed è rivolto in particolare alle famiglie, ma non solo.

Il percorso parte dalla fermata dell’autobus numero 268 “Gramegg” ove è posta la grande installazione che indica “QUADRAT” e l’inizio del percorso; l’uso del bus, che può essere preso sia da Parcines che dalla frazione di Rablà/Rabland, è una scelta consigliabile sia per la sostenibilità ambientale sia per la poca presenza di parcheggi all’inizio del percorso (QUI gli orari).

Seguendo i cartelli dal punto di partenza si segue una forestale nel bosco, parallela alla strada verso i masi Quadrathöfe. Il tracciato presenta diverse stazioni di gioco e divertimento, installazioni riguardanti ambiente e sostenibilità ed aree picnic.

Raggiunta la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie” si può, eventualmente interrompere l’escursione; altrimenti attraversando la strada asfaltata.
Il percorso continua, invece, con altre installazioni per giochi e divertimento fino a raggiungere la locanda Brünnl, dove il sentiero escursionistico per famiglie si dirama di nuovo a destra dalla strada; seguendo i cartelli informativi si ritorna, quindi, al punto di partenza.

Il percorso presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa e 2,5 chilometri di sviluppo con difficoltà tecnica contenuta e svolgendosi tra gli 800 ed i 900 metri circa di quota; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sul Gruppo di Tessa/Texel Gruppe e la sottostante bassa Val Venosta.

Come già menzionato il percorso offre anche diversi spunti ed informazioni legati ai temi di ambiente, sostenibilità ed uso attento delle risorse; queste tematiche sono molto importati per tutti e vissute appieno a Parcines e dintorni.

Infatti, il paese di Parcines e le frazioni hanno raggiunto la certificazione internazionale di livello 3 del Global Sustainable Tourism Council (GSTC); le aree con questo marchio vivono la sostenibilità come filosofia a tutto tondo, soddisfacendo appieno ognuno dei nove criteri riguardanti aspetti ecologici, sociali e culturali.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Alla fermata dell’autobus “Gramegg”

Inizio del percorso

Prima parte del tracciato

Incrocio con la strada presso la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie”

Tratto del percorso verso il punto di ristoro Brünnl

Punto di ristoro Brünnl

Ultima parte del percorso

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

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Vuseum – Museo Venosta/Vinschgau di Sluderno/Schluderns – Val Venosta

Sluderno/Schluderns, paese posto in alta Val Venosta/Vinschgau, giace in posizione molto bella all’inizio della parte alta della Val Venosta ed è punto di partenza di diverse escursioni oltre che sede di punti di interesse culturali quali Castel Coira/Churburg ed il Vuseum – Museo della Val Vensota (QUI la “pillola” su Sluderno e QUI quella su Castel Coira).

Il Vuseum – Museo della Val Venosta è situato in Via Merano/Meranerstraße 1 non lontano dal centro di Sluderno; il percorso museale, disposto su tre piani, permette di scoprire molte curiosità ed aspetti interessanti della storia della Val Venosta e delle popolazioni che hanno abitato questa valle.

Il museo, infatti, espone molti reperti e descrizioni che attengono sia all’epoca romana (la Val Venosta si trovava lungo la Via Claudia Augusta) sia dei tempi passati più recenti; vengono affrontati anche i temi della scarsità d’acqua nella zona piuttosto secca dell’alta Venosta (con la costruzione dei Waalweg (rogge), delle tradizioni popolari degli abitanti del luogo e di una particolare derivazione autoctona della razza di cavalli avelignesi.

Inoltre, tutto il piano superiore è dedicato agli “Schwaben-Kinder”, cioè di bambini e ragazzi che dovevano, anche per anche 9 mesi all’anno, andare a lavorare in agricoltura ed allevamento in Svevia ed altre regioni dell’area alpina.

Questa “migrazione annuale” (che si è verificata fino alla Prima guerra mondiale) era dovuta al fatto che molte famiglie della zona dell’alta Val Venosta erano povere e, quindi, gli Schwaben-Kinder dovevano, purtoppo fin dalla giovanissima età, affrontare queste dure condizioni per contribuire al sostentamento economico della famiglia.

Il Vuseum  è solitamente aperto da inizio aprile ad inizio novembre martedì a domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.30, su prenotazione è possibile anche partecipare a visite guidate; per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale: www.vuseum.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Entrata del Vuseum

Area del Museo legata ai Waalweg (rogge) e scarsità d’acqua

Area legata a storia e cultura della popolazione locale

Area legata alla storia preistorica e romana

Area dedicata alla razza autoctona dei cavalli avelignesi

Area dedicata agli Schwaben-Kinder

Plastico di Castel Coira

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Centro visitatori Aquaprad di Prato allo Stelvio/Prad am Stilsfer Joch – Val Venosta

Prato allo Stelvio/Prad am Stilsfer Joch, comune posto all’imbocco della Valle dello Stelvio e centro più grande della zona ospita molte possibilità escursionistiche nel Gruppo dell’Ortles, parte del Parco nazionale dello Stelvio e diversi punti di interesse legati ad esso (QUI la “pillola” sui paesi di Prato allo Stelvio, Stelvio e Trafoi).

Il fatto di essere parte della nota area del Parco dello Stelvio si può ritrovare anche nella presenza del Centro Visitatori Aquaprad; uno dei centri del parco dove apprendere curiosità sulla fauna e flora del parco e dove vederla dal vivo.

Il centro Aquaprad, posto nel centro del borgo di Prato allo Stelvio in Via Croce/Kreuzweg 4C, come suggerito dal nome, è dedicato alla fauna ittica presente nel laghi e corsi d’acqua del parco e di tutto l’Alto Adige/Südtirol partendo dall’area di fondovalle del Lago di Caldaro/Kalterer See per arrivare ai bacini e torrenti d’alta quota.

Il percorso di visita comprende molti grandi acquari, area di rettili e tartarughe, tavole informative, pannelli interattivi ed un esposizione, al piano superiore, legata alla fauna terrestre d’alta quota; è presente anche uno shop ed un’area gioco per bambini.

Il Centro visitatori Aquaprad è solitamente aperto da martedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 ed a Ferragosto e chiuso negli altri giorni festivi, su prenotazione è possibile anche partecipare a visite guidate; per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Entrata dell’Aquaprad

Lungo l’esposizione degli acquari

Piano superiore con esposizione sulla fauna terrestre

Area gioco per bambini

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Apple walk (Cammino della mela) di Parcines/Partschins – Val Venosta

Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).

Tra le escursioni di impegno contenuto ed adatte anche a famiglie troviamo l’Apple walk (Cammino della mela); come si evince dal suo nome questo percorso si svolge tra meleti e si sviluppa, ad anello, attorno al paese di Parcines con circa 3,5 chilometri di sviluppo e poco più di 100 metri di dislivello in salita e discesa.

Dalla piazza della chiesa di Parcines si segue a sinistra lungo la via Montesole/Sonnenbergweg, qui inizia l’Apple Walk, il percorso didattico delle mele con informazioni e quiz.
Continuando il percorso, attraverso i bellissimi meleti, si supera un ponte sospeso e si giunge al ristorante Winklerhof; da qui, proseguendo a sinistra, lungo il sentiero n. 1, si giunge alla stazione a valle della funivia Texel.

Attraversata la via Ziel si segue il sentiero n. 1 fino al ponte, si prende a sinistra e, seguendo il sentiero n. 7A lungo il Waalweg (roggia) “Mühlwaal” si torna a Parcines.
Lungo il tracciato sono presenti 12 stazioni con informazioni molto interessanti sulla coltivazione delle mele e sulle caratteristche di questo noto frutto; scansionando il codice QR presso ciascuna stazione si ha, inoltre, accesso a video esplicativi e dettagli.

Ad ogni stazione sono presenti domande con 4 opzioni di risposta; se si risponde correttamente a tutte le domande, inseriti i propri dati nell’app, si può ritirare un regalo presso l’ufficio turistico di Parcines.

L’escursione si presenta, quindi, inserita in ambiente magnifico, didattica e con giochi interessanti; risulta, quindi, molto adatta per famiglie ma anche per chi chiunque vuole divertirsi ed istruirsi allo stesso tempo!

La percorrenza dell’Apple Walk è particolarmente consigliabile ad aprile con la fioritura dei meli o in tarda estate con i meli carichi di frutti.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Chiesa nel centro di Parcines

Tratto su via Monte Sole/Sonnenberg verso l’inizio dell’Apple Walk

Inizio dell’Apple Walk

Primo tratto dell’Apple Walk

Ponte sospeso

Maso Winklerhof con ristorante e vendita di prodotti a base di mela

Tratto verso la stazione a valle della Funivia Texel

Stazione a valle Funivia Texel

Tratto nuovamente tra meleti

Tratto lungo il Waalweg (roggia)

Tratto che dalla fine dell’Apple Walk riporta a Parcines

Ufficio turistico di Parcines dove poter ritirare il premio una volta risposto correttamente a tutte le domande

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

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Sorgente dell’Adige/Etschquelle – Val Venosta

Il fiume Adige/Etsch, il secondo corso d’acqua più lungo d’Italia, nasce in Alto Adige/Südtirol e, dall’alta Val Venosta/Vinschgau, raggiunge Merano/Meran, la Valle dell’Adige/Etschtal, Bolzano/Bozen e la Bassa Atesina/Unterland; il fiume continua, quindi, il suo corso in Trentino e Veneto prima di sfociare nel Mar Adriatico.

La Sorgente dell’Adige/Etschquelle è posta, come detto, in Alta Val Venosta ed è situata a 1550 metri di quota nel bosco, a breve distanza dal paese di Resia/Reschen e dell’omonimo lago; un sentiero ad anello, breve ma interessante, permette di raggiungere la sorgente partendo dal paese di Resia (QUI la “pillola” su Resia e dintorni).

Partendo dal paese e seguendo le indicazioni per la Sorgente dell’Adige si sale tra le vie laterali del borgo raggiungendo il parcheggio del campo sportivo; seguendo a sinistra, sentiero numero 2, si percorre una mulattiera sterrata nel bosco, in moderata pendenza, raggiungendo un bivio.

Si prende, quindi, a sinistra il sentiero 2A per la Sorgente dell’Adige procedendo in leggeri saliscendi e raggiungendo un antico bunker (il numero 20 delle fortificazioni presenti in zona); in breve dal bunker si raggiunge la Sorgente dell’Adige con bella vista panoramica sul sottostante paese di Resia ed il lago.

Continuando sul versante opposto sul sentiero 2A (indicazioni “Altreschen”) si scende su sentiero nel bosco e si arriva, poi, ad un’area aperta tra pascoli; il sentiero porta, infine, alle case di Altreschen (Resia vecchia) e al centro del borgo di Resia ed al punto di partenza.

Il percorso ad anello completo presenta circa 70 metri di dislivello in salita e discesa e 2,5 chilometri di sviluppo totale con 1 ora scarsa di cammino; volendo il percorso è riducibile ad poco più di un chilometro di sviluppo, tra andata e ritorno, partendo dal parcheggio del campo sportivo, raggiungendo la Sorgente dell’Adige e tornando, quindi, per lo stesso percorso.

Le foto si riferiscono alla mia visita di settembre 2024

Partenza del percorso da Resia

Primo tratto tra le vie laterali del paese

Cartello nei pressi del campo sportivo

Seguendo a sinistra sulla mulattiera numero 2

Bivio col sentiero 2A

Antico bunker numero 20

Sorgente dell’Adige

Panorama su Resia e l’omonimo lago

Scendendo sul sentiero 2A verso Altreschen

Di ritorno nel centro di Resia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Certosa/Karthaus – Val Senales/Schnalstal

La frazione di Certosa/Karthaus, ove si trova anche la sede comunale di Senales/Schnals, è posta a metà circa dello sviluppo della Val Senales/Schnalstal che da Naturano/Naturns in bassa Val Venosta/Vinschgau si dirama fino al confine con l’Austria (QUI la “pillola” sulla Val Senales).

Il paese di Certosa, posto a 1327 metri di quota e abitato da circa 400 persone, vanta una storia molto particolare; il nucleo del borgo consta infatti dell’antico monastero dei monaci certosini la cui costruzione è iniziata nel 1300, la prima struttura in legno è stata più volte ampliata e nel 1500 è stata costruita anche la Chiesa di Sant’Anna.

Nel convento dei certosini vigeva un silenzio quasi assoluto ed uno stile molto rigido e isolato dal mondo circostante, la vita monacale è proseguita con alterne fortune fino al 1782 quando l’Imperatore Giuseppe II ha decretato la chiusura di questo monastero e di tutte le strutture che non davano servizi alla comunità.

La Certosa ha iniziato, quindi, ad essere abitata dalla popolazione locale e, nonostante un grave incendio nel 1924, la struttura è stata quindi inglobata nel piccolo paese che è, in effetti, parte stessa dell’antico complesso conventuale.

Oggi è possibile visitare la Certosa, nella parti rimanenti, con il percorso “Silentium” ben indicato tra i chiostri ed aree del paese; è, inoltre, possibile percorrere il giro ad anello attorno alle mura e visitare la bella chiesa di Sant’Anna.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2024

Piazza centrale del paese

Municipio di Senales

Percorso “interno”

Alcuni fotogrammi del video descrittivo di Certosa

Percorso nel chiostro

Giardino delle erbe officianali

Antico portone del convento

Chiesa di Sant’Anna

Nei pressi della chiesa

Percorso attorno alle mura

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Waalweg di Marlengo/Marling – Val d’Adige

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Marlengo/Marling, situato nei pressi di Merano, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso parzialmente ad anello, dal dislivello moderato ma dal lungo sviluppo, che (con anche bellissime vedute panoramiche) permette di visitare i Waalweg di Marlengo nel tratto che porta da Marlengo a Tel/Töll, frazione di Parcines/Partschins posta all’imbocco della Val Venosta (QUI la “pillola” su Marlengo, QUI quella su Merano e QUI quella su Parcines e le sue frazioni).

Il percorso comincia dal centro del paese di Marlengo (340 m), seguendo le indicazioni numero 33 per i Waalweg di Marlengo si sale su stradina asfaltata, a tratti ripida, fino a raggiungere i Waalweg nei pressi del ristorante Waalheim (441 m, 20 minuti dalla partenza).

Seguendo le indicazioni per il Waalweg verso Tel/Töll si procede verso destra lungo la roggia (attenzione a qualche tratto un po’ stretto); il sentiero tocca anche diverse installazioni esplicative di storia, flora e geologia della zona.
Alternando tratti nel bosco ad altri più aperti si giunge alla casa del Waaler (l’antico guardiano del Waalweg) e, ignorato il bivio del sentiero 35B, si giunge al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder.

Ignorato al momento il bivio della strada 35 per Marlengp si continua sul Waalweg verso Tel, si costeggia la roggia in un tratto con meleti toccando il ristorante-residence Aqualis; continuando il cammino tra tratti nel bosco ed altri più aperti si giunge al punto di ristoro Schönblick.

Si prosegue, quindi, lungo la roggia tra spazi aperti tra meleti fino al bivio per Foresta/Forst (frazione di Lagundo), ignorato il bivio seguendo il Waalweg si rientra nel bosco fino ad incrociare una stradina con bivi; continuando lungo il sentiero Waalweg si prosegue nel bosco superando anche due ponti in ferro ad alcuni un po’ stretti con passerelle.
Si giunge, quindi, all’ultimo tratto del sentiero Waalweg, ignorati vari bivi si prosegue in tratto più ombreggiato e, con breve, discesa si giunge nei pressi della centrale idroelettrica di Tel posta lungo la strada della Val Venosta (530 m, 1.40 ore dal ristorante Waalheim, 2.00 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con alcuni saliscendi fino al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder in 1.20 ore, 3.20 ore dalla partenza.

Si segue, quindi, la stradina asfaltata numero 35 verso Marlengo che scende portando ad un bacino artificiale e poi al centro di Marlengo, 20 minuti dal ristorante Waldschenke e dal punto di ristoro Larchwalder 3.40 ore dalla partenza.

Percorso: Marlengo – Waalheim – Waldschenke/Larchwalder –  Schönblick – Tel –  Schönblick – Waldschenke/Larchwalder – Marlengo

Sentieri: 33 – Waalweg Marlengo – 35

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.40 ore totali

Quota massima: 550 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti); sviluppo totale lungo di circa 13 chilometri

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate.
Il Waalweg di Marlengo presenta anche un altro tratto che si sviluppa dal ristorante Waalheim fino a Cermes e Lana, vista la lunghezza del percorso è consigliabile percorrerlo separatamente, oppure percorrere integralmente il Waalweg da Lana a Tel (12 chilometri solo andata) tornando poi con i mezzi pubblici (informarsi, in questo caso, su mezzi e orari).

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Chiesa di Marlengo

Salendo al Waalheim

Ristorante Waalheim

Lungo il Waalweg di Marlengo verso Tel

Casa dell’antico Waaler (guardiano del Waalweg)

Ristorante Waldschenke

Punto di ristoro Larchwalder

Ristorante-residence Aqualis

Punto di ristoro Schönblick

Termine del Waalweg di Marlengo a Tel lungo la strada della Val Venosta (frazione di Parcines)

Discesa a Marlengo sulla strada numero 35 una volta tornati al punto di ristoro Larchwalder ed al ristorante Waldschenke


Cliccare sull’immagine per visualizzare Marlengo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Waalweg/Rogge di Laces/Latsch – Ferrata Tiss-Poppele – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Laces/Latsch, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso dallo sviluppo e dislivello moderati che permette di visitare parte dei Waalweg di Laces (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che percorrere la recente ferrata Tiss-Poppele aperta nel 2019 (QUI la “pillola” su Laces).

La via ferrata, che devia dal percorso Waalweg (e che, volendo può essere evitata) presenta una difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi; va, comunque, tenuto conto della presenza di alcuni tratti esposti.

Il percorso comincia dai pressi della stazione a valle della funivia San Martino al Monte/St. Martin am Kofel di Laces (630 m), seguendo il sentiero 7 verso San Martino al Monte si oltrepassa un ponte sull’Adige e si attraversa (con cautela) la strada della Val Venosta.
Si sale, quindi, brevemente con scalini di legno fino a giungere all’intersezione con il Waalweg; seguendo a sinistra il sentiero 3 verso Tiss si procede nel rado bosco in leggera salita lungo la roggia (attenzione ad alcuni passaggi un po’ stretti).

Ignorati alcuni bivi si giunge ad una breve stradina asfaltata ed al grande masso erratico con scritta “Poppele Knott”; procedendo poco oltre si giunge al bivio per la ferrata Tiss (680 m, 45 minuti dalla partenza).

Si segue, quindi, a destra per la ferrata salendo su sentiero nel bosco in breve, ma molto ripidamente, fino all’attacco della via ferrata.
Si sale, seguendo sempre le nuove attrezzature, dapprima con gradoni a tratti su roccette verso destra (attenzione ad alcuni cactus posti nei pressi del tracciato); si sale un tratto un poì più verticale e si giunge ad un ponticello tibetano e successivo spigolo con alcune staffe (punto più impegnativo ed esposto della ferrata).

Proseguendo sempre a mezzacosta si procede alternando tratti in moderata pendenza a salitini rocciosi fino ad aggirare un caratteristico spigolo; risalendo alcune staffe si giunge ad un ponte sospeso, superato il ponte si aggira con staffe un altro spigolo (tratto piuttosto esposto).
Si sale, quindi, una paretina con staffe (atttenzione se bagnata) e poi si traversa a mezzacosta verso sinistra e poi, con saltini rocciosi e tratti in traverso con staffe, nuovamente verso destra; si giunge, infine, ad una paretina (a tratti bagnata) che porta alla fine della ferrata su un pulpito panoramico (846 m, 30 minuti dall’attacco della ferrata, 1.15 ore dalla partenza).

Si scende adesso verso sinistra sul sentiero 5A che scende in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, su fondo erboso e sassoso; raggiunto un punto con cartelli si continua in discesa, si supera un breve tratto con cavo scorrimano, e si torna piuttosto ripidamente al bivio posto poco prima dell’attacco della ferrata.

Seguendo la via di andata lungo il Waalweg si torna, quindi, a Laces (1.00 ora dal termine dalla ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Percorso: Laces – Waalweg di Laces – Ferrata Tiss-Poppele – Waalweg di Laces – Laces

Sentieri: 7 – 3 – Ferrata Tiss-Poppele – 5A – 3 – 7  

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali

Quota massima: 846 m

Difficoltà: E il Waalweg – EEA la via ferrata Tiss-Poppele: itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta lungo i Waalweg (attenzione ad alcuni tratti un po’ stretti); la via ferrata è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma presenta alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata e casco; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate.
Naturalmente, volendo, è possibile percorrere solo il tratto lungo il Waalweg senza percorrere la via ferrata; è, inoltre, possibile allungare a piacimento nei due sensi il percorso del Waalweg (il tracciato completo del Waalweg di Laces, di 8 chilometri solo andata corre da Coldrano/Goldrain a Castelbello/Kastelbell)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario ad inizio primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Adige a Laces

Salendo sul sentiero 7 verso il bivio col sentiero 3

Bivio col sentiero 3 lungo il Waalweg

Lungo il sentiero 3 del Waalweg

Masso erratico Poppele-Knott

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la via ferrata Tiss-Poppele

Pulpito panoramico al termine della ferrata

Discesa lungo il sentiero 5A


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia San Martino in Monte a Laces su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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