L’Angelo Grande/Grosser Angelusspitz (3521 m) – Rifugio Serristori/Düsselforfer Hütte (2721 m) – Gruppo dell’Ortles

L’Angelo Grande/Grosser Angelusspitz, vetta di 3521 metri di quota, ed il Rifugio Serristori/Düsselforfer Hütte, situato a 2721 metri di altezza, sono posti nel Gruppo dell’Ortles/Ortler sopra il paese di Solda/Sulden ed offrono un panorama amplissimo su molte vette di questo noto gruppo montuoso; la salita alla vetta comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (QUI la “pillola” sul paese di Solda ed i suoi impianti).

Il tracciato per la cima presenta una difficoltà tecnica elevata con alcuni passaggi attrezzati ed altri in arrampicata, sentiero solo in parte segnato e con fondo a tratti instabile, dislivello elevato e richiede esperienza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (2348 m, rifugio, stazione a valle a Solda), seguendo il sentiero 12-14 per il Rifugio Serristori si procede su traccia sassosa e ghiaiosa in lungo saliscendi fino ad arrivare all’incrocio numero 5.
Seguendo il sentiero 5 per il Rifugio Serristori si procede in moderata salita su traccia sassosa; superati alcuni tornanti la traccia diventa più ripida fino a raggiungere il Rifugio Serristori (2721 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero per l’Angelo Grande, si scende in breve ai sottostanti Laghetti di Zai e su traccia pianeggiante si giunge ad un bivio; si segue a destra per l’Angelo Grande procedendo su traccia ghiaiosa indicata con bolli gialli ed ometti, superato un tratto con blocchi in leggera salita, si costeggia un laghetto.

La traccia sassosa prosegue, quindi, in salita più ripida a tornanti portando ad tratto in salita moderata che porta al cartello indicante la Via Reinstadler; seguendola si sale con  pendenza ripida che porta ad una selletta alla base di una paretina rocciosa.
Segeundo i cavi si sale a zig zag sulla paretina tra saltini rocciosi e traversi fino a giungere alla sommità della paretina; la traccia (attenzione ai segni) sale su grossi blocchi e poi ripidamente su ghiaino e sassi giungendo ad un piccolo pianoro con grosso ometto.

Continunando su pendenza accentuata si seguono gli ometti (finiscono i bolli gialli) su traccia ghiaiosa e sassosa con piccoli blocchi fino a giungere sulla cresta finale; seguendo gli ometti si traversa sinistra su blocchi sotto il filo di cresta.
Costeggiata un’anticima si scende brevemente per salire, infine, in breve su grossi massi, alla vetta dell’Angelo Grande (3521 m, croce, 2.25 ore dal rifugio, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa con attenzione per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi, in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Pulpito –  Rifugio Serristori –  L’Angelo Grande –  Rifugio Serristori –  cabinovia Pulpito

Sentieri: 14 – 5 –  “Angelo Grande”

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa)

Quota massima: 3521 m

Difficoltà: EE/F  – escursione di elevata difficoltà tecnica, presenza di tanti tratti molto ripidi, passaggi in arrampicata di I° grado, un tratto attrezzato ed altri su terreno ripido e scivoloso; traccia segnata solo con ometti nella parte finale, sviluppo totale di circa 11 chilometri. Necessaria esperienza in questo genere di percorsi e senso di orientamento. Chi non si sentisse sicuro non esiti ad usare il kit da ferrata sul tratto attrezzato

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della cabinovia e dei rifugi

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e con ottima visibilità per godere degli ampi panorami e per avere meno rischio di perdere la traccia, è bene anche partire presto al mattino appena apre la cabinovia. Inoltre, è bene valutare man mano lungo il percorso la sua percorribilità e le proprie condizioni e, se necessario, tornare indietro se le condizioni del percorso o fisiche non siano idonee
Io ho percorso l’escursione in giornata ma è possibile anche spezzarla in due giorni pernottando al Rifugio Serristori e potendo, così, salire presto al mattino in vetta

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù

Tratto in saliscendi sul sentiero 12-14

Incrocio con sentiero 5

Salita al Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Tratto che costeggia i laghetti di Zai

Bivio per L’Angelo Grande

Tratto verso il laghetto

Tratto verso l’inizio della Via Reinstadler

Primo tratto della Via Reinstadler

Tratto attrezzato

Tratto su blocchi

Tratto verso la cresta

Traverso sotto la cresta

Tratto finale di salita

In vetta all’Angelo Grande


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Vertana/Vertainspitze (3545 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Vertana/Vertainspitz, vetta di 3545 metri di quota, è posta nel Gruppo dell’Ortles/Ortler sopra il paese di Solda/Sulden ed offe un panorama amplissimo su molte vette di questo noto gruppo montuoso; la salita alla vetta comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (QUI la “pillola” sul paese di Solda ed i suoi impianti).

Il tracciato per la cima presenta una difficoltà tecnica elevata con alcuni passaggi in arrampicata, sentiero solo in parte segnato e con fondo spesso instabile, dislivello elevato e richiede esperienza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito (2348 m, rifugio, stazione a valle a Solda), si segue a destra il sentiero per la Val Rosim; su traccia sassosa e terrosa si procede dapprima ripidamente poi in lieve salita a mezzacosta fino a giungere ad un pianoro con statua di uno stambecco.

Ignorato il bivio per Solda si seguono le indicazioni per Cima Vertana salendo su ripida traccia tornanti segnata con bolli gialli; la traccia sassosa diventa poi molto ripida fino a giungere ad un pianoro; seguendo la traccia con ometti (da qui finiscono i bolli) si sale in lieve pendenza per poi traversare su grossi massi e lieve traccia su fango e ghiaino (attenzione a seguire gli ometti).

Costeggiando il Ghiacciaio di Rosim (senza toccarlo) si sale su lieve traccia molto ripida su ghiaino e terra giungendo ad un selletta; seguendo gli ometti si sale a sinistra su traccia sassosa giungendo ad un piccolo pianoro e poi con salita ripida si giunge ad un pianoro più esteso.

Bisogna qui seguire la traccia con ometti a sinistra che scende leggermente per poi traversare sul pianoro con tratti su grossi blocchi ed altri su traccia ghiaiosa e terrosa; la traccia porta verso destra, quindi, ad un ripido pendio che si sale dapprima su traccia terrosa e poi su grossi blocchi con alcuni passaggi di arrampicata di I° grado.

Cercando la via migliore tra i blocchi si giunge, quindi, all’ultimo salto roccioso con blocchi che porta alla vetta della Cima Vertana (3545 m, croce, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, facendo molta attenzione a non perdere la traccia, in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Pulpito –  Cima Vertana –  cabinovia Pulpito

Sentieri: “Vertana”

Dislivello: 1200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3545 m

Difficoltà: EE/F  – escursione di elevata difficoltà tecnica, presenza di tanti tratti molto ripidi, passaggi in arrampicata di I° grado ed altri su terreno ripido e scivoloso; traccia segnata solo con ometti, sviluppo totale di circa 8 chilometri. Necessaria esperienza in questo genere di percorsi e senso di orientamento.

Data di ascesa: agosto 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della cabinovia

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e con ottima visibilità per godere degli ampi panorami e per avere meno rischio di perdere la traccia, è bene anche partire presto al mattino appena apre la cabinovia. Inoltre, è bene valutare man mano lungo il percorso la sua percorribilità e le proprie condizioni e, se necessario, tornare indietro se le condizioni del percorso o fisiche non siano idonee

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù

Primo tratto di percorso verso il primo pianoro

Pianoro con statua dello stambecco

Tratto di salita segnato con bolli gialli

Tratto di salita segnato con ometti

Tratto finale su grossi blocchi

In vetta a Cima Vertana


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta


Rifugio Similaun Hütte (3019 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Similaun Hütte, posto a 3019 metri di quota, si trova nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen a breve distanza dal confine tra l’Alto Adige/Südtirol in Italia e Tirol in Austria; il rifugio è situato sotto l’omonima vetta, con ghiacciaio, del Similaun ed è anche noto perché non molto lontano da esso è stato anche ritrovata la mummia di Ötzi, uomo vissuto oltre 5000 anni fa (la mummia è ora visibile al Museo Archeologico di Bolzano/Bozen) – (QUI la “pillola sul Museo Archeologico).

L’accesso al Rifugio Similaun avviene dal Lago di Vernago/Vernagt Stausee in Val Senales/Schnalstal; il percorso presenta un dislivello molto rilevante ed alcuni tratti tecnici nella parte finale di salita; lungo il percorso si godono anche belle visuali sulla Punta di Finale/Fineilspitz e dal rifugio si può osservare un panorama molto ampio fino al Gruppo dell’Ortles/Ortler e sul lato austriaco (QUI la “pillola” sul Lago di Vernago e QUI quella sulla Val Senales).

Il percorso comincia dal Lago di Vernago (1700 m); seguendo le indicazioni dl sentiero numero 2 per il Rifugio Similaun si sale su stradina asfaltata, in moderata pendenza, raggiungendo il Maso Tisa/Tisenhof (1814 m, punto di ristoro).

Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 2 per il Rifugio Similaun si sale su traccia sassosa ed erbosa tra pascoli; si entra quindi, brevemente, in un tratto boscato per poi proseguire nuovamente tra pascoli costeggiando il torrente.
Il sentiero si inoltra nella Valle di Tisa/Tisental salendo in moderata pendenza su fondo sassoso ed erboso fino ad una selletta, superato un tratto più ripido si giunge ad un piccolo ricovero d’emergenza scavato nelle rocce.

La traccia erbosa e sassosa continua in moderata pendenza nell’ampio vallone raggiungendone la testata; piegando a destra la traccia sale a tornanti ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso; il sentiero porta, quindi, ad un breve tratto attrezzato un po’esposto  e sale poi nuovamente, ripidamente, su fondo sassoso fino a giungere al Rifugio Similaun (3019 m, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Vernago –  Maso Tisa –  Rifugio Similaun –  Maso Tisa – Lago di Vernago

Sentieri: 2

Dislivello:  1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore (3.15 ore la salita; 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3019 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica fino all’inizio del tratto ripido finale che presenta, invece, diversi tratti tecnici ed anche una breve parte attrezzata un po’ esposta; necessario passo fermo ed assenza di vertigini; sviluppo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo, dal rifugio, con ulteriori 200 metri di dislivello si può raggiungere il punto in cui è stata ritrovata la mummia dell’uomo preistorico Ötzi; nel punto si trova, tuttavia, solo una grande piramide di sassi.

Esperienza di Stefano: escursione lunga che si svolge in ambienti selvaggi e poco antropizzati; se effettuata in giornata, come ho fatto io, è bene partire presto dal Lago di Vernago; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del panorama dal rifugio.

Alla partenza al Lago di Vernago

Salendo al Maso Tisa

Maso Tisa

Primo tratto di salita nella Valle di Tisa

Ricovero di emergenza tra le rocce

Seconda parte di salita nella Valle di Tisa

Tratto finale di salita al Rifugio Similaun

Rifugio Similaun

Panorami dal rifugio

Maso Tisa visto in discesa

Lago di Vernago visto in discesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Vernago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Rifugio Oberettes Hütte (2670 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Oberettes Hütte, posto a 2670 metri di quota, si trova in Valle di Mazia/Matschertal nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; il percorso per raggiungerlo parte dai Masi Glieshof al termine della strada della Val di Mazia che si diparte da Tarces/Tarsch, frazione di Malles Venosta/Mals in alta Val Venosta/Obervinschgau (QUI la “pillola” su Malles Venosta).

Il tracciato per il Rifugio Oberettes, dal lungo sviluppo e dislivello, si svolge prima in ambiente bucolico tra boschi e pascoli lungo il torrente Saldura/Saldur per poi salire al rifugio in ambiente selvaggio d’alta quota al cospetto di molte vette oltre i 3000 metri di quota.

La salita comincia dai Masi Glieshof (1824 m, parcheggio e posto di ristoro, strada a tratti stretta dal paese di Mazia); seguendo la mulattiera sterrata numero 2 per la Malga di Mazia/Matscheralm si sale con pendenza moderata nel bosco fino a giungere ad un bivio sottostante la malga.

Seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Oberettes si procede a destra su mulattiera sterrata in lieve discesa, superato un ponte, si incontra il sentiero diretto proveniente dai Masi Glieshof (presenta alcuni saliscendi, perciò, è a mio avviso scegliere la mulattiera).

Proseguendo col percorso numero 1 per il Rifugio Oberettes si sale nel bosco su mulattiera sterrata e sassosa; usciti dal bosco la mulattiera costeggia la gola gola del Torrente Saldura fino a giungere alla teleferica del rifugio.
Continuando su sentiero sassoso e terroso si prosegue in brve, in lieve salita, fino ad un bivio con gorssa piramide di sassi; si segue quindi a detsra il sentiero numero 1 per il Rifugio Oberettes.

La traccia sassosa e terrosa sale ripidamente in tornanti (passando anche nei pressi di una cascatella); superato un tratto con gradoni la traccia prosegue verso sinistra in pendenza moderata, attraversando anche due torrentelli, e salendo poi, ancora ripidamente fino ad una selletta con grossa piramide di sassi.

Il sentiero prosegue, quindi, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata su traccia ghiaiosa e terrosa fino a giungere ad un tratto in tornanti che porta al Rifugio Oberettes (2670 m, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Masi Glieshof – Rifugio Oberettes  –  Masi Glieshof

Sentieri: 2 – 1

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2670 m

Difficoltà: E/EE – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con presenza di diversi tratti ripidi e fondo sassoso e con gradoni che richiedono passo fermo; sviluppo di circa 14 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio.
Dai Masi Glieshof è possibile seguire integralmente il sentiero 1 nel bosco che porta al bivio citato nella descrizione (questo sentiero presenta, però, diversi saliscendi ed è, quindi, meglio seguire la mulattiera numero 2).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è, però, da sottovalutare; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Masi Glieshof

Salita lungo la mulattiera 2

Malga di Mazia

Tratto verso l’incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Salendo al Rifugio Oberettes nel tratto lungo la gola

Tratto ripido verso il Rifugio Oberettes

Tratto finale di salita

Rifugio Oberettes

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i Masi Glieshof su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat – Parcines/Partschins – Val Venosta

Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).

Tra le escursioni di impegno contenuto troviamo il Sentiero escursionistico per famiglie Quadrat; come si evince dal suo nome questo percorso si svolge nell’area di Quadrato/Quadrat, non presenta grandi difficoltà ed è rivolto in particolare alle famiglie, ma non solo.

Il percorso parte dalla fermata dell’autobus numero 268 “Gramegg” ove è posta la grande installazione che indica “QUADRAT” e l’inizio del percorso; l’uso del bus, che può essere preso sia da Parcines che dalla frazione di Rablà/Rabland, è una scelta consigliabile sia per la sostenibilità ambientale sia per la poca presenza di parcheggi all’inizio del percorso (QUI gli orari).

Seguendo i cartelli dal punto di partenza si segue una forestale nel bosco, parallela alla strada verso i masi Quadrathöfe. Il tracciato presenta diverse stazioni di gioco e divertimento, installazioni riguardanti ambiente e sostenibilità ed aree picnic.

Raggiunta la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie” si può, eventualmente interrompere l’escursione; altrimenti attraversando la strada asfaltata.
Il percorso continua, invece, con altre installazioni per giochi e divertimento fino a raggiungere la locanda Brünnl, dove il sentiero escursionistico per famiglie si dirama di nuovo a destra dalla strada; seguendo i cartelli informativi si ritorna, quindi, al punto di partenza.

Il percorso presenta circa 100 metri di dislivello in salita e discesa e 2,5 chilometri di sviluppo con difficoltà tecnica contenuta e svolgendosi tra gli 800 ed i 900 metri circa di quota; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sul Gruppo di Tessa/Texel Gruppe e la sottostante bassa Val Venosta.

Come già menzionato il percorso offre anche diversi spunti ed informazioni legati ai temi di ambiente, sostenibilità ed uso attento delle risorse; queste tematiche sono molto importati per tutti e vissute appieno a Parcines e dintorni.

Infatti, il paese di Parcines e le frazioni hanno raggiunto la certificazione internazionale di livello 3 del Global Sustainable Tourism Council (GSTC); le aree con questo marchio vivono la sostenibilità come filosofia a tutto tondo, soddisfacendo appieno ognuno dei nove criteri riguardanti aspetti ecologici, sociali e culturali.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Alla fermata dell’autobus “Gramegg”

Inizio del percorso

Prima parte del tracciato

Incrocio con la strada presso la fermata dell’autobus “Sentiero escursionistico per famiglie”

Tratto del percorso verso il punto di ristoro Brünnl

Punto di ristoro Brünnl

Ultima parte del percorso

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Cliccare sull’immagine per visualizzare la fermata dell’autobus Gramegg su Google Maps


Vuseum – Museo Venosta/Vinschgau di Sluderno/Schluderns – Val Venosta

Sluderno/Schluderns, paese posto in alta Val Venosta/Vinschgau, giace in posizione molto bella all’inizio della parte alta della Val Venosta ed è punto di partenza di diverse escursioni oltre che sede di punti di interesse culturali quali Castel Coira/Churburg ed il Vuseum – Museo della Val Vensota (QUI la “pillola” su Sluderno e QUI quella su Castel Coira).

Il Vuseum – Museo della Val Venosta è situato in Via Merano/Meranerstraße 1 non lontano dal centro di Sluderno; il percorso museale, disposto su tre piani, permette di scoprire molte curiosità ed aspetti interessanti della storia della Val Venosta e delle popolazioni che hanno abitato questa valle.

Il museo, infatti, espone molti reperti e descrizioni che attengono sia all’epoca romana (la Val Venosta si trovava lungo la Via Claudia Augusta) sia dei tempi passati più recenti; vengono affrontati anche i temi della scarsità d’acqua nella zona piuttosto secca dell’alta Venosta (con la costruzione dei Waalweg (rogge), delle tradizioni popolari degli abitanti del luogo e di una particolare derivazione autoctona della razza di cavalli avelignesi.

Inoltre, tutto il piano superiore è dedicato agli “Schwaben-Kinder”, cioè di bambini e ragazzi che dovevano, anche per anche 9 mesi all’anno, andare a lavorare in agricoltura ed allevamento in Svevia ed altre regioni dell’area alpina.

Questa “migrazione annuale” (che si è verificata fino alla Prima guerra mondiale) era dovuta al fatto che molte famiglie della zona dell’alta Val Venosta erano povere e, quindi, gli Schwaben-Kinder dovevano, purtoppo fin dalla giovanissima età, affrontare queste dure condizioni per contribuire al sostentamento economico della famiglia.

Il Vuseum  è solitamente aperto da inizio aprile ad inizio novembre martedì a domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.30, su prenotazione è possibile anche partecipare a visite guidate; per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale: www.vuseum.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Entrata del Vuseum

Area del Museo legata ai Waalweg (rogge) e scarsità d’acqua

Area legata a storia e cultura della popolazione locale

Area legata alla storia preistorica e romana

Area dedicata alla razza autoctona dei cavalli avelignesi

Area dedicata agli Schwaben-Kinder

Plastico di Castel Coira

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Centro visitatori Aquaprad di Prato allo Stelvio/Prad am Stilsfer Joch – Val Venosta

Prato allo Stelvio/Prad am Stilsfer Joch, comune posto all’imbocco della Valle dello Stelvio e centro più grande della zona ospita molte possibilità escursionistiche nel Gruppo dell’Ortles, parte del Parco nazionale dello Stelvio e diversi punti di interesse legati ad esso (QUI la “pillola” sui paesi di Prato allo Stelvio, Stelvio e Trafoi).

Il fatto di essere parte della nota area del Parco dello Stelvio si può ritrovare anche nella presenza del Centro Visitatori Aquaprad; uno dei centri del parco dove apprendere curiosità sulla fauna e flora del parco e dove vederla dal vivo.

Il centro Aquaprad, posto nel centro del borgo di Prato allo Stelvio in Via Croce/Kreuzweg 4C, come suggerito dal nome, è dedicato alla fauna ittica presente nel laghi e corsi d’acqua del parco e di tutto l’Alto Adige/Südtirol partendo dall’area di fondovalle del Lago di Caldaro/Kalterer See per arrivare ai bacini e torrenti d’alta quota.

Il percorso di visita comprende molti grandi acquari, area di rettili e tartarughe, tavole informative, pannelli interattivi ed un esposizione, al piano superiore, legata alla fauna terrestre d’alta quota; è presente anche uno shop ed un’area gioco per bambini.

Il Centro visitatori Aquaprad è solitamente aperto da martedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 ed a Ferragosto e chiuso negli altri giorni festivi, su prenotazione è possibile anche partecipare a visite guidate; per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Entrata dell’Aquaprad

Lungo l’esposizione degli acquari

Piano superiore con esposizione sulla fauna terrestre

Area gioco per bambini

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Apple walk (Cammino della mela) di Parcines/Partschins – Val Venosta

Parcines/Partschins, paese posto in bassa Val Venosta a pochi chilometri da Merano/Meran, si trova adagiato in posizione idilliaca tra meleti ai piedi del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il borgo, con le sue frazioni e l’area circostante, presentano numerosi punti di interesse e molte possibilità escursionistiche di diversa difficoltà (QUI la “pillola” su Parcines).

Tra le escursioni di impegno contenuto ed adatte anche a famiglie troviamo l’Apple walk (Cammino della mela); come si evince dal suo nome questo percorso si svolge tra meleti e si sviluppa, ad anello, attorno al paese di Parcines con circa 3,5 chilometri di sviluppo e poco più di 100 metri di dislivello in salita e discesa.

Dalla piazza della chiesa di Parcines si segue a sinistra lungo la via Montesole/Sonnenbergweg, qui inizia l’Apple Walk, il percorso didattico delle mele con informazioni e quiz.
Continuando il percorso, attraverso i bellissimi meleti, si supera un ponte sospeso e si giunge al ristorante Winklerhof; da qui, proseguendo a sinistra, lungo il sentiero n. 1, si giunge alla stazione a valle della funivia Texel.

Attraversata la via Ziel si segue il sentiero n. 1 fino al ponte, si prende a sinistra e, seguendo il sentiero n. 7A lungo il Waalweg (roggia) “Mühlwaal” si torna a Parcines.
Lungo il tracciato sono presenti 12 stazioni con informazioni molto interessanti sulla coltivazione delle mele e sulle caratteristche di questo noto frutto; scansionando il codice QR presso ciascuna stazione si ha, inoltre, accesso a video esplicativi e dettagli.

Ad ogni stazione sono presenti domande con 4 opzioni di risposta; se si risponde correttamente a tutte le domande, inseriti i propri dati nell’app, si può ritirare un regalo presso l’ufficio turistico di Parcines.

L’escursione si presenta, quindi, inserita in ambiente magnifico, didattica e con giochi interessanti; risulta, quindi, molto adatta per famiglie ma anche per chi chiunque vuole divertirsi ed istruirsi allo stesso tempo!

La percorrenza dell’Apple Walk è particolarmente consigliabile ad aprile con la fioritura dei meli o in tarda estate con i meli carichi di frutti.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Chiesa nel centro di Parcines

Tratto su via Monte Sole/Sonnenberg verso l’inizio dell’Apple Walk

Inizio dell’Apple Walk

Primo tratto dell’Apple Walk

Ponte sospeso

Maso Winklerhof con ristorante e vendita di prodotti a base di mela

Tratto verso la stazione a valle della Funivia Texel

Stazione a valle Funivia Texel

Tratto nuovamente tra meleti

Tratto lungo il Waalweg (roggia)

Tratto che dalla fine dell’Apple Walk riporta a Parcines

Ufficio turistico di Parcines dove poter ritirare il premio una volta risposto correttamente a tutte le domande

Per maggiori informazioni su alloggi, eventi ed iniziative contattare l’azienda di soggiorno e turismo locale

Associazione turistica Parcines – Rablà – Tel
Indirizzo: Parcines – Via Spauregg / Spaureggstraße, 10
Telefono: (+39) 0473 967157
Sito internet: www.partschins.com – E-mail: info@partschins.com
L’ufficio informazioni è aperto nei seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-12 e 13-18; sabato ore 9-12

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

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Sorgente dell’Adige/Etschquelle – Val Venosta

Il fiume Adige/Etsch, il secondo corso d’acqua più lungo d’Italia, nasce in Alto Adige/Südtirol e, dall’alta Val Venosta/Vinschgau, raggiunge Merano/Meran, la Valle dell’Adige/Etschtal, Bolzano/Bozen e la Bassa Atesina/Unterland; il fiume continua, quindi, il suo corso in Trentino e Veneto prima di sfociare nel Mar Adriatico.

La Sorgente dell’Adige/Etschquelle è posta, come detto, in Alta Val Venosta ed è situata a 1550 metri di quota nel bosco, a breve distanza dal paese di Resia/Reschen e dell’omonimo lago; un sentiero ad anello, breve ma interessante, permette di raggiungere la sorgente partendo dal paese di Resia (QUI la “pillola” su Resia e dintorni).

Partendo dal paese e seguendo le indicazioni per la Sorgente dell’Adige si sale tra le vie laterali del borgo raggiungendo il parcheggio del campo sportivo; seguendo a sinistra, sentiero numero 2, si percorre una mulattiera sterrata nel bosco, in moderata pendenza, raggiungendo un bivio.

Si prende, quindi, a sinistra il sentiero 2A per la Sorgente dell’Adige procedendo in leggeri saliscendi e raggiungendo un antico bunker (il numero 20 delle fortificazioni presenti in zona); in breve dal bunker si raggiunge la Sorgente dell’Adige con bella vista panoramica sul sottostante paese di Resia ed il lago.

Continuando sul versante opposto sul sentiero 2A (indicazioni “Altreschen”) si scende su sentiero nel bosco e si arriva, poi, ad un’area aperta tra pascoli; il sentiero porta, infine, alle case di Altreschen (Resia vecchia) e al centro del borgo di Resia ed al punto di partenza.

Il percorso ad anello completo presenta circa 70 metri di dislivello in salita e discesa e 2,5 chilometri di sviluppo totale con 1 ora scarsa di cammino; volendo il percorso è riducibile ad poco più di un chilometro di sviluppo, tra andata e ritorno, partendo dal parcheggio del campo sportivo, raggiungendo la Sorgente dell’Adige e tornando, quindi, per lo stesso percorso.

Le foto si riferiscono alla mia visita di settembre 2024

Partenza del percorso da Resia

Primo tratto tra le vie laterali del paese

Cartello nei pressi del campo sportivo

Seguendo a sinistra sulla mulattiera numero 2

Bivio col sentiero 2A

Antico bunker numero 20

Sorgente dell’Adige

Panorama su Resia e l’omonimo lago

Scendendo sul sentiero 2A verso Altreschen

Di ritorno nel centro di Resia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Certosa/Karthaus – Val Senales/Schnalstal

La frazione di Certosa/Karthaus, ove si trova anche la sede comunale di Senales/Schnals, è posta a metà circa dello sviluppo della Val Senales/Schnalstal che da Naturano/Naturns in bassa Val Venosta/Vinschgau si dirama fino al confine con l’Austria (QUI la “pillola” sulla Val Senales).

Il paese di Certosa, posto a 1327 metri di quota e abitato da circa 400 persone, vanta una storia molto particolare; il nucleo del borgo consta infatti dell’antico monastero dei monaci certosini la cui costruzione è iniziata nel 1300, la prima struttura in legno è stata più volte ampliata e nel 1500 è stata costruita anche la Chiesa di Sant’Anna.

Nel convento dei certosini vigeva un silenzio quasi assoluto ed uno stile molto rigido e isolato dal mondo circostante, la vita monacale è proseguita con alterne fortune fino al 1782 quando l’Imperatore Giuseppe II ha decretato la chiusura di questo monastero e di tutte le strutture che non davano servizi alla comunità.

La Certosa ha iniziato, quindi, ad essere abitata dalla popolazione locale e, nonostante un grave incendio nel 1924, la struttura è stata quindi inglobata nel piccolo paese che è, in effetti, parte stessa dell’antico complesso conventuale.

Oggi è possibile visitare la Certosa, nella parti rimanenti, con il percorso “Silentium” ben indicato tra i chiostri ed aree del paese; è, inoltre, possibile percorrere il giro ad anello attorno alle mura e visitare la bella chiesa di Sant’Anna.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2024

Piazza centrale del paese

Municipio di Senales

Percorso “interno”

Alcuni fotogrammi del video descrittivo di Certosa

Percorso nel chiostro

Giardino delle erbe officianali

Antico portone del convento

Chiesa di Sant’Anna

Nei pressi della chiesa

Percorso attorno alle mura

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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