Cabinovia Col Raiser – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden/Gherdëina si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Col Raiser che da Santa Cristina/St. Christina/S. Crestina porta agli oltre 2100 metri di quota della stazione a monte, immersa, in estate, in zona pascoliva d’alta quota ai piedi delle guglie del gruppo del Puez-Odle/Geisler. (QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

Nella zona della stazione a monte si trovano il Rifugio Col Raiser e la Baita Odles che propongono piatti tipici e permettono di mangiare e rilassarsi godendo di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte della cabinovia partono innumerevoli escursioni sia di media lughezza che impegnative e ferrate tra le quali troviamo le ferrate al Sas Rigais e al Piz Duleda e la salita al Col da la Pieres e la salita al Rifugio Stevia (QUI la “pillola” sulla salita al Sas Rigais, QUI quella sul Piz Duleda, QUI la “pillola” sul Col da la Pieres e QUI quella sul percorso per il Rifugio Stevia).

Dall’area del Col Raiser sono possibili anche molte brevi gite familiari come quella per il Rifugio Firenze/Regensburgerhütte e quella per il Punto panoramico Mastlè ed escursioni brevi come quelle per la vetta del Pic e per le malghe e la cima del Seceda; quest’ultima cima è raggiungibile anche in funivia da Ortisei  (QUI la “pillola” sulla gita al Rifugio Firenze, QUI quella sulla salita al Seceda e QUI quella sull’ascesa al Pic).

In inverno gli impianti del Col Raiser fanno parte, inoltre, del comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites, facente parte del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser, nella stagione invernale, è anche possibile praticare escursionismo su sentieri innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, raggiungendo diverse baite e, per chi ha il giusto allenamento, anche la vetta del Seceda (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Seceda).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2020, 2022 e 2025

Cabinovia Col Raiser e Sassolungo sullo sfondo

Rifugio Col Raiser

Baita Odles e gruppo delle Odle

Tagliere tipico alla Baita Odles

Sentiero per il Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Punto panoramico Mastlè

Zona pascoliva del Seceda

Vetta del Pic

Vetta del Sas Rigais e ferrata sud

Panorama verso Sassolungo e Sciliar visto dalla cima del Col da la Pieres

Baita Odles in inverno

Piste da sci dell’area del Col Raiser

Escursionismo invernale dal Col Raiser al Seceda

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Passo Gardena/Grödner Joch – Val Gardena e Val Badia

Il Passo Gardena/Grödner Joch/Jëuf de Frea è posto a 2121 metri di quota e mette in comunicazione le notissime valli dolomitiche sudtirolesi Badia/Gadertal e Gardena/Gröden; dalla Val Badia il passo si raggiunge partendo dai paesi di Corvara e Colfosco/Kolfuschg/Calfosch mentre dalla Val Gardena si giunge al valico partendo dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

La strada asfaltata del passo ha da entrambi i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada del valico, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

Dal Passo Gardena si gode di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici di: Sella, Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo/Langkofel e verso le sottostanti valli Badia e Gardena; il valico è, inoltre, punto di partenza di molte escursioni e vie ferrate e d’arrampicata.
Tra le salite più note troviamo quelle verso i Rifugi Puez e Cavazza al Pisciadù, la vetta del Sas Ciampac e le vie ferrate Brigata Tridentina, Cir V°/Piccolo Cir e Piz da Cir/Cir Grande (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande, QUI quella sull’ascesa al Cir V°/Piccolo Cir e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Cavazza al Piscaidù ed alle Mesules, QUI quella sulla Via Ferrata Brigata Tridentina al Pisciadù e QUI la “pillola” al Sas Ciampac).

Per agevolare alcune escursioni in estate, solitamente, è aperta la seggiovia che conduce dal Passo Gardena al Rifugio Dantercepies ed alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies proveniente dal paese di Selva Gardena.

La zona del Passo Gradena, evitando la salita in macchina, può essere raggiunta anche tramite autobus di linea o impianti di risalita che da Colfosco (cabinovia Frara) e Selva (cabinovia Dantercepies) portano sul pendio soprastante il passo; naturalmente, scegliendo queste opzioni è bene informarsi sugli orari degli autobus e periodi di apertura degli impianti (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies).

Il Passo Gardena, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino.
Trovandosi il Passo Gardena sul confine tra Val Gardena e Val Badia può essere raggiunto, quindi, sia tramite il comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites sia dall’area sciistica Alta Badia (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena e QUI quello sull’area dell’Alta Badia).

Sul Passo Gardena, pur venendo effettuato normalmente servizio di pulizia strade invernale, è però sempre bene controllare lo stato di apertura e condizioni del passo in quanto il valico è soggetto, talvolta, a chiusure temporanee invernali in base alle condizioni atmosferiche ed alle nevicate.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2025 e 2026

Al passo

Vista verso il Gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Cir

Vista verso la Val Badia

Passo Gardena visto dall’alto

Seggiovia Cir che conduce dal Passo Gardena alla stazione a monte della cabinovia Dantercpeies

Impianto di risalita Frara e strada asfaltata che collegano Corvara e Colfosco col Passo Gardena

Strada per il passo sul versante della Val Badia

Strada per il passo sul versante della Val Gardena

Impianto di risalita Dantercepies che collega Selva Gardena con la zona soprastante il Passo Gardena

Rifugio Dantercepies posto all’arrivo di cabinovia e seggiovia

Lungo la ferrata del Piz da Cir (Cir Grande)

Vetta del Piz da Cir (Cir Grande)

Vista su Gruppo del Sella e Passo Gardena dalla vetta del Piz da Cir

Lungo la Via ferrata del Cir V°/Piccolo Cir

Sas Ciampac

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Via Ferrata Brigata Tridentina

Passo Gardena in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Sasso Piatto/Plattkofel (2958 m) – Ferrata Oskar Schuster – agosto 2016

Il Sasso Piatto/Plattkofel, vetta di 2958 metri di quota, è una cima dolomitica molto prestigiosa facente parte del gruppo del Sassolungo-Sasso Piatto posto tra la sudtirolese Val Gardena/Gröden e la trentina Val di Fassa.

La cima offre un panorama bellissimo su molti gruppi dolomitici e presenta due possibili accessi, uno su via normale ed uno tramite ferrata Oskar Schuster, entrambi gli itinerari presentano la partenza dal Passo Sella, posto sul confine tra Sudtirolo e Trentino, dal versante sudtirolese il passo viene raggiunto dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein (QUI la “pillola” sul Passo Sella e la Cabinovia Sassolungo e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Viene qui descritto il percorso ad anello che prevede la salita tramite via ferrata e discesa lungo la via normale, l’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, l’impegno tecnico e fisico sono però elevati ed è quindi consigliato solo ad esperti; è, tuttavia, possibile effettuare salita e discesa tramite via normale rimanendo, così, nell’ambito di una difficoltà comunque adatta ad escursionisti esperti, ma senza dover affrontare la via ferrata.

La salita comincia dal Rifugio Demetz (2685 m) raggiungibile con la cabinovia biposto Sassolungo dal Rifugio Passo Sella posto poco sotto il passo sul versante gardenese; dal rifugio si segue in discesa il sentiero 525 che conduce con traccia sassosa ripida nel vallone Dantersasc fino al Rifugio Vicenza/Langkofelhütte (2253 m, 45 minuti dalla partenza).
Dal Rifugio Vicenza si seguono i cartelli per la ferrata Oskar Schuster, si sale, quindi, nel valle della Conca del Sasso Piatto/Plattkofelkar con traccia ripida ghiaiosa e sassosa fino ad arrivare nei pressi dell’attacco della ferrata (meglio indossare il kit un po’ prima dell’attacco in quanto all’inizio delle attrezzature lo spazio è limitato).

Seguendo i bolli rossi di segnalazione si supera un primo tratto di roccette non attrezzate (questa sarà una caratteristica della via in quanto sono presenti sia tratti attrezzati talvolta impegnativi che altri in cui è necessario arrampicare su difficoltà basse ma senza l’aiuto delle attrezzature); superato il primo tratto non attrezzato si prosegue in una sequenza di gradoni, canalini e paretine con tratti attrezzati con cavi e staffe trovando anche alcuni passaggi esposti e piuttosto impegnativi.

Superata questa prima parte attrezzata la salita giunge ad una forcella dalla quale si continua su gradoni talvolta attrezzati con cavo giungendo poi alla seconda parte di percorso attrezzato superando anche un paio di tratti verticali ed esposti attrezzati con staffe e scala; si giunge quindi ad un’altra forcella dopo la quale si risale un lungo canalino con gradoni rocciosi non attrezzati (attenzione a non muovere sassi) fino ad arrivare infine in vetta al Sasso Piatto (2956 m, croce, 2.30 ore dal Rifugio Vicenza, 3.15 ore dalla partenza).

Dalla cima si scende sul versante opposto, sulla via normale, sul sentiero 527 che conduce in ripida discesa su traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti fino a giungere ad una zona erbosa ed al Rifugio Sasso Piatto (2300 m).

Dal Rifugio Sasso Piatto si segue, quindi, il Sentiero Friedrich August che in lungo sviluppo in continuo saliscendi conduce su largo sentiero ghiaioso e terroso prima al rifugio Rifugio Sandro Pertini (2300 m) e poi al Rifugio Friedrich August (2298 m).

Dal Rifugio Friedrich August si segue ,quindi la mulattiera sterrata, che conduce in breve, passando per la Baita Miara, il Rifugio Salei ed il Rifugio Valentini, nuovamente al Rifugio Passo Sella (3.15 ore dalla cima del Sasso Piatto, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Demetz – Rifugio Vicenza – Ferrata O. Schuster – Sasso Piatto – Rifugio Sasso Piatto – Rifugio Pertini – Rifugio August – Rifugio Passo Sella

Sentieri: 525 – Ferrata Oskar  Schuster – 527 – Sentiero Friedrich August

Dislivello: 1000 metri in salita e 1400 metri in discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore totali

Quota massima: 2956 m

Difficoltà: EEA – itinerario molto lungo con dislivello rilevante e tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, presenza anche di alcuni tratti senza attrezzature in cui bisogna saper arrampicare in libera su difficoltà basse, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.

Data di ascesa: agosto 2016

Annotazioni: è naturalmente possibile salire e scendere al Sasso Piatto dalla via normale non percorrendo la ferrata Oskar Schuster riducendo le difficoltà tecniche (rimanendo su comunque una difficoltà EE adatta ad escursionisti esperti).
La Forcella Sassolungo ed il Rifugio Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).
Inoltre, il Rifugio Demetz e Vicenza sono anche punto di partenza del percorso intorno al Sassolungo/Langkofel (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata con buona visibilità per non avere problemi di orientamento e godere dei bellissimi panorami ed ambienti della zona; il percorso risulta essere molto lungo anche nel ritorno e vanno, quindi, dosate bene le forze lungo tutto il tracciato

Cabinovia Sassolungo

Rifugio Demetz

Scendendo dal Rifugio Demetz al Rifugio Vicenza

Rifugio Vicenza

Salendo dal Rifugio Vicenza all’attacco della Ferrata Schuster

Lungo la via ferrata Schuster

Dalla vetta del Sasso Piatto

In cima al Sasso Piatto

Scendendo al Rifugio Sasso Piatto lungo la via normale

Rifugio Sasso Piatto

Lungo il Sentiero Friedrich August

Tornando al parcheggio


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Sas Rigais (3025 m) – Dolomiti

Il Sas Rigais, cima di 3025 metri di quota, è una vetta dolomitica prestigiosa ed posta nel gruppo delle Odle/Geisler di cui è l’elevazione maggiore assieme alla vetta di pariquota della Furcheta;  dalla cima del Sas Rigais e lungo la percorrenza dell’ascesa si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Sas Rigais presenta due possibilità di salita entrambe lungo vie ferrate con diversi punti esposti e di media difficoltà tecnica per esperti di montagna e ferrate, viene qui descritto l’itinerario con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita dalla Ferrata Est con discesa dalla Ferrata Sud (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e QUI quella sul paese di Santa Cristina).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo la salita al Col de la Pieres  con giro ad anello che tocca vari passi e rifugi della zona  e quella al Piz Duleda con sentiero attrezzato (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello per il Col da la Pieres e QUI quella sulla salita al Piz Duleda).

La salita al Sas Rigais comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4A tra pascoli e bosco che porta alla Piera Longia, poi con sentiero 2B  in falsopiano si giunge alla zona del Pian Ciautier (2263 m). Al Pian Ciautier si trova il bivio tra ferrata Est e Sud, si segue verso la ferrata Est e la Val Salieres salendo prima in moderata pendenza e poi ripidamente a tornanti si traccia sassosa in ambiente severo fino a giungere alla Forcella Salieres (2696 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si seguono a sinistra i bolli che portano tra traccia e gradoni rocciosi non attrezzati fino all’attacco della ferrata Est. Superati i primi tratti attrezzati si giunge alla parte più impegnativa che presenta prima un passaggio che supera una spaccatura nella roccia e poi un tratto piuttosto verticale ed esposto attrezzato con pioli e staffe. Si procede poi alternando tratti di sentiero ed altri su gradoni rocciosi attrezzati fino a giungere alla vetta del Sas Rigais (3025 m, croce, 1.15 ore dalla Forcella Salieres, 3.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul versante opposto seguendo i bolli che portano su una crestina che adduce alla Ferrata Sud, si scende dapprima con passaggi esposti lungo cresta e poi su traccia ripida ghiaiosa fino a trovare un altro tratto attrezzato su roccette e salti rocciosi. Superato questo tratto attrezzato si procede in ripida discesa, su traccia ghiaiosa e sassosa, che porta ad una gola rocciosa con traccia attrezzata con cavo ed assi di legno; uscita dalla gola le attrezzature finiscono e si procede su traccia sassosa e ghiaiosa ripida che conduce al bivio dell’andata al Pian Ciautier.
Dal Pian Ciautier si segue il sentiero dell’andata prima 2B e poi 4A fino a tornare alla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (3.00 ore dalla Cima del Sas Rigais, 6.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Pian Ciautier – Val Salieres – Forcella Salieres – Ferrata Est – Sas Rigais – Ferrata Sud – Pian Ciautier – Stazione a monte cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4A – 2B – Ferrata Est – Ferrata Sud – 2B – 4A

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.15 ore, 3.15 ore la salita, 3.00 ore la discesa

Quota massima: 3025 m

Difficoltà: EEA – ascensione su via ferrata con tratti esposti e di medio impegno tecnico, sviluppo complessivo del percorso lungo. Necessari  kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate.

Data di ascesa: agosto 2017

Annotazioni: prestare attenzione all’orario di chiusura della cabinovia Col Raiser, consigliato partire presto al mattino all’apertura della cabinovia

Salendo al Pian Ciautier

Lungo la salita nella Val Salieres

Inizio della Ferrata Est

Uno dei tratti verticali della ferrata Est

Panorama dalla vetta del Sas Rigais

In vetta al Sas Rigais

Primo tratto della Ferrata Sud

Uno dei tratti esposti lungo la Ferrata Sud


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Sas Ciampac (2667 m) – Dolomiti

Il Sas Ciampac, elevazione di 2672 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Sas Ciampac è relativamente poco conosciuta e frequentata rispetto al famosissimo circondario in cui è posta ed è raggiungibile con diversi percorsi; qui viene descritto l’itinerario che parte dal Passo Gardena (QUI la “pillola” sul Passo Gardena).

La salita comincia dal Passo Gardena (2121 m), si segue il sentiero 2 per il Rifugio Jimmy; la traccia terrosa sale in moderata pendenza tra prati raggiungendo una mulattiera sterrata; la si segue verso destra prima in leggera discesa e poi in salita piuttosto ripida che in breve conduce al Rifugio Jimmy (2222 m, 20 minuti dalla partenza, volendo raggiungibile anche con gli impianti da Colfosco in Val Badia).
Dal Rifugio Jimmy si segue il sentiero 2 verso il Rifugio Puez; la traccia sassosa e ghiaiosa sale dapprima ripida in un canalino, procede poi in leggero saliscendi e poi sale ancora piuttosto ripidamente alla Forcella Cir (2469 m, 40 minuti dal Rifugio Jimmy, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Forcella Cir si procede brevemente in ripida discesa; seguendo sempre il sentiero 2 ai vari bivi si procede in leggero saliscendi e poi in ripida salita alla Forcella Crespeina (2528 m, croce, 30 minuti dalla Forcella Cir, 1.30 ore dalla partenza).
Dalla Forcella Crespeina si segue a destra il sentiero 2A/3A che procede dapprima in saliscendi e poi in salita ripida, con qualche tratto un po’ esposto, fino alla vetta del Sas Ciampac (2667 m, 30 minuti dalla Forcella Crespeina, 2.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con diverse risalite in 1.30 ore (3.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Gardena – Rifugio Jimmy – Forcella Cir – Forcella Crespeina – Sas Ciampac – Forcella Crespeina – Forcella Cir – Rifugio Jimmy – Passo Gardena

Sentieri: 2 – 2A/3A

Dislivello: 600 metri in salita ei discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.30 ore (2.00 ore l’andata, 1.30 ore il ritorno)

Quota massima: 2667 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sviluppo di circa 7 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2026

Annotazioni: dalla vetta, volendo, si può scendere sul versante opposto, e raggiungere con lungo percorso il Rifugio Puez scendendo poi a Selva Gardena (e tornando al Passo Gardena o con il bus o con gli impianti (QUI la “pillola” sul percorso al Rifugio Puez).

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e con buona visibilità per non rischiare di perdere la traccia salendo alla vetta e per godere dei bellissimi panorami della zona; io preferisco percorrere separatamente l’escursione al Sas Ciampac e quella al Rifugio Puez inserendo così, anche la salita dal Rifugio Puez al Piz de Puez (indicata nel link soprastante)

Partenza dal Passo Gardena

Salendo al Rifugio Jimmy

Rifugio Jimmy

Impianto che sale da Colfosco

Salendo alla Forcella Cir

Forcella Cir

Percorso verso la Forcella Crespeina

Forcella Crespeina

Salendo al Sas Ciampac

In cima al Sas Ciampac


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Piz Duleda (2909 m) – Dolomiti

Il Piz Duleda, cima di 2909 metri di quota, è una vetta dolomitica prestigiosa, ma non molto  conosciuta, posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulle sottostanti Val Gardena/Gröden e Val di Funes/Vilnosstal.

La cima del Piz Duleda presenta varie possibilità di salita, qui viene proposto l’itinerario con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella dla Roa e tratto attrezzato (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e QUI quella sul paese di Santa Cristina in Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo la salita al Col de la Pieres con giro ad anello che tocca vari passi e rifugi della zona e l’ascensione su via ferrata al Sas Rigais (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello per il Col da la Pieres e QUI quello su via ferrata per il Sas Rigais).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m). Dal Rifugio si segue il sentiero 2-3 che porta in falsopiano su traccia sassosa nel pianoro Ncisles e al bivio tra il sentiero 2 e 3, seguendo sempre il sentiero 3 si sale poi con pendenza moderata in ambiente aspro sassoso tipicamente dolomitico fino al ripido tratto che adduce alla Forcella dla Roa (2617 m, 2.15 ore dalla partenza).
Dalla Forcella si segue il sentiero attrezzato 3A  salendo prima su ripida traccia sassosa e poi per un canalino attrezzato con cavi e scalette, fino ad arrivare ad un pianoro con vari sentieri. Da questo bivio si segue a sinistra il sentiero 3B che sale con pendenza moderata a tornati su terreno sassoso fino al tratto ripido finale che conduce ai roccioni su cui è posta la vetta del Piz Duleda (2909 m, croce, 1.00 ora dalla Forcella dla Roa, 3.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso prestando particolare attenzione nel tratto attrezzato (2.45 ore la discesa, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Roa – Piz Duleda – Forcella dla Roa – Rifugio Firenze – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 3 – 3A – 3B

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati le contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore

Quota massima: 2909 m

Difficoltà: EEA – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo lungo. Lungo il tratto attrezzato indossare  kit da ferrata e casco.

Data di ascesa: luglio 2015

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma impegnativo nel suo complesso, io ho preso la prima cabinovia per sfruttare il primo mattino in salita, è necessaria, comunque, una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere dei bei panorami. Seppur breve il tratto attrezzato è meglio usare tutto il kit da ferrata.

Primo tratto per il Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Verso Forcella dla Roa e Piz Duleda

Traccia che porta dalla Forcella dla Roa al tratto attrezzato

Lungo il tratto attrezzato

Tratto finale di salita

Vista verso il gruppo del Sella dalla vetta del Piz Duleda

Vetta del Piz Duleda


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal – emozioni dolomitiche al top

La Val Gardena/Gröden e la Val Badia/Gadertal sono le due valli sudtirolesi facenti parte delle valli poste intorno al massiccio dolomitico del Sella, le due valli sono, inoltre, circondate da altri notissimi gruppi dolomitici quali Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo.

In queste due valli ho passato, quando risiedevo ancora a Milano, molte vacanze sia quando ero piccolo sia da ragazzo; trascorrendo tempo e visitando luoghi, sentieri e cime di queste valli sia in estate che in inverno sono stato immerso spesso nella bellezza delle Dolomiti circostanti e delle aree vallive, anche queste frequentazioni sicuramente hanno contribuito in maniera rilevante nel rinsaldare il mio rapporto con l’area sudtirolese  (QUI le “pillole” turistiche riguardanti la Val Badia e QUI quelle riguardanti la Val Gardena).

Tra i miei ricordi estivi più belli legati a queste valli annovero le passeggiate per rifugi con i miei genitori da piccolo, dalle foto scattate all’epoca già si poteva vedere la meraviglia sul mio viso di fronte a questi bellissimi paesaggi (e anche verso i succulenti piatti preparati nelle baite!).

Crescendo, ho avuto modo di percorrere sentieri più impegnativi e ferrate che mi hanno portato a salire anche alcune cime dolomitiche prestigiose della zona mentre, in inverno, ho avuto la possibilità di godere di parecchie delle innumerevoli piste che propone l’area delle due valli (unite sci ai piedi), cimentandomi anche con il famosissimo circuito sciistico del Sellaronda (QUI la “pillola” riguardante l’area sciistica della Val Badia e QUI quella sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Tutte queste esperienze, insieme all’approfondimento della cultura ladina delle valli hanno, come detto, rinsaldato il mio legame anche con questa area molto nota del Sudtirolo; ho successivamente avuto modo di approfondire ulteriormente la visita e conoscenza di questi luoghi una volta trasferitomi permanentemente in Sudtirolo apprezzando ancora oggi queste stupende vallate.

Ferrata Brigata Tridentina (foto del 2004)

Salendo al Rifugio Puez (foto del 2001)

Marmolada e Rifugio Franz Kostner visti dal gruppo Sella (foto del 2005)

Ferrata del Cir V° (foto del 2009)

Salendo alla Rasciesa di Dentro (foto del 2018)

Cascate del Pisciadù (foto recente)

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

QUI si trovano le altre “pillole” sulla mia storia in Sudtirolo

Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz – Rifugio Rasciesa/Raschötz Hütte – Val Gardena – gennaio 2024

La vetta della Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz/Resciesa Dedora, di 2281 metri di altezza, ed il Rifugio Rasciesa/Raschötz Hütte, posto a 2170 metri di quota, sono situati nel gruppo montuoso dolomitico delle Odle/Geisler e, dal percorso si godono grandiosi panorami verso molti gruppi dolomitici, la Plose, le Alpi Sarentine e fin verso la zona dell’Adamello.

Il rifugio e la vetta sono raggiungibili in inverno, con percorso su sentiero innevato, partendo dalla stazione a  monte della Funicolare Rasciesa, la cui stazione a valle si trova nel paese di Ortisei/St. Ulrich in Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sulla funicolare Rasciesa in inverno e QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Il percorso su sentiero innevato è, solitamente, battuto dal gatto delle nevi fino al Rifugio Rasciesa; la salita alla vetta, e l’eventuale deviazione alla Cappella di Santa Croce/Heiligkreuz Kapelle, sono, invece, battute solo dagli escursionisti.

Dalla stazione a monte della funicolare Rasciesa (2090 m, rifugio) si segue inizialmente la traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi, inizialmente con numero 35A e poi 35; il sentiero procede tra bosco e spazi aperti in moderata salita fino ad un tratto in falsopiano che porta al Rifugio Rasciesa (2170 m, 30 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Rasciesa si segue a destra l’indicazione del sentiero 10 verso Mont Dedora-Croce di Rasciesa salendo piuttosto ripidamente tra ampi pendii aperti, su traccia battuta solo dagli escursionisti, fino alla vetta della Rasciesa di Fuori (2281 m, croce, 30 minuti dal Rifugio Rasciesa, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla vetta della Rasciesa di Fuori (se le condizioni lo consentono) si può seguire l’indicazione del sentiero 31 verso la Cappella di Santa Croce; su traccia (se presente) battuta solo dagli escursionisti si scende, in breve ma piuttosto ripidamente, fino alla Cappella di Santa Croce (2198 m, 15 minuti dalla vetta della Rasciesa di Fuori, 1.15 ore dalla partenza).

Dalla Cappella si seguono le indicazioni del sentiero 35 per il Rifugio Rasciesa su traccia (se presente) battuta solo dagli escursionisti; procedendo in leggero saliscendi si torna, quindi, al Rifugio Rasciesa (15 minuti dalla Cappella di Santa Croce, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue, quindi, il sentiero battuto dal gatto delle nevi percorso all’andata tornando alla stazione a monte della Funicolare Rasciesa (30 minuti dal Rifugio Rasciesa, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funicolare Rasciesa – Rifugio Rasciesa – Rasciesa di Fuori – Cappella di Santa Croce – Rifugio Rasciesa – stazione a monte funicolare Rasciesa

Sentieri: tracce invernali che seguono i sentieri 35A – 35 – 10 – 31 – 35 – 35A

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 2281 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente, con buone condizioni del meteorologiche e di battitura del sentiero fino al Rifugio Rasciesa. La salita alla vetta della Rasciesa di Fuori e l’eventuale deviazione alla Cappella di Santa Croce presentano, invece, tratti più ripidi e sono battute solo dagli escursionisti; la loro percorrenza va, quindi, valutata sul posto in base alle condizioni (sconsigliata la percorrenza in mancanza di una buona traccia).
In base alle condizioni possono essere necessari ramponcini e/o ciaspole.

Data di percorrenza: gennaio 2024

Annotazioni: valutare bene le condizioni del percorso verso la Rasciesa di Fuori; naturalmente è possibile percorrere solo il tratto fino al Rifugio Rasciesa e/o salire alla vetta della Rasciesa di Fuori tornando per il percorso di salita senza deviare alla Cappella della Croce.
Inoltre, è sempre bene controllare date e orari di apertura di funicolare e rifugi.

Lungo la salita in funicolare

Rifugio alla stazione a monte della Funicolare

Panorama dalla stazione a monte della funicolare

Lungo il sentiero per il Rifugio Rasciesa

Rifugio Rasciesa

Panorami dal Rifugio Rasciesa

Salendo alla Rasciesa di Fuori

In vetta alla Rasciesa di Fuori

Scendendo verso la Cappella della Santa Croce

Cappella della Santa Croce

Panorami dalla Cappella della Santa Croce

Tornando al Rifugio Rasciesa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funicolare Rasciesa di Ortisei su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Punta d’Oro/Goldknopf – Alpe di Siusi – gennaio 2018

Il Rifugio Punta d’Oro/Goldknopf, posto a 2150 metri di quota, è posto nell’incantevole molto famoso comprensorio sciistico dell’Alpe di Siusi/Seiseralm.  In inverno è raggiungibile su sentiero innevato solitamente battuto dal gatto delle nevi partendo dalla stazione a monte della seggiovia Panorama, la cui stazione di partenza si trova a Compaccio/Compatsch, punto di arrivo dalla cabinovia proveniente dal paese di Siusi allo Sciliar/Seis am Schlern (QUI la “pillola” sul comprensorio dell’Alpe di Siusi in inverno e QUI la “pillola” sul paese di Siusi allo Sciliar).

Il percorso si snoda sulla traccia indicata come “passeggiata invernale” puntando verso la ben visibile (con bel tempo) struttura del Rifugio Punta d’Oro.
L’escursioni invernale qui descritta è adatta, prestando attenzione, anche a famiglie e risulta essere di lunghezza e dislivello contenuti offrendo, nel contempo, meravigliosi panorami sulle cime dolomitiche che circondano l’Alpe di Siusi quali: Sciliar/Schlern, Sassolungo/Langkofel  e Sasso Piatto/Plattkofel e Denti di Terrarossa/Rosszähne.

Percorso: stazione a monte seggiovia Panorama – passeggiata invernale – Rifugio Punta d’Oro – passeggiata invernale – stazione a monte seggiovia Panorama

Sentieri: “passeggiata invernale” (sentiero estivo n. 7)

Dislivello: 159 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00  ore (1.15 ore la salita, 0.45 ore la discesa)

Quota massima: 2150 m

Difficoltà: EAI – escursione adatta anche a famiglie con condizione buone della neve e del meteo

Annotazioni: per chi volesse allungare il percorso è possibile partire direttamente da Compaccio raggiungendo a piedi, su sentiero innevato battuto, la stazione a monte della seggiovia Panorama e proseguendo poi verso il Rifugio Punta d’Oro.

Data di percorrenza: gennaio 2018

Primo tratto dell’escursione

Vista verso Sassolungo e Sassopiatto

Vista sullo Sciliar dal sentiero battuto

Verso il Rifugio Punta d’Oro

Nei pressi del Rifugio Punta d’Oro

Il Rifugio Punta d’Oro visto dall’alto

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Val Gardena/Gröden – comprensorio sciistico – Val Gardena

La Val Gardena/Gröden/Gherdeina dispone di un comprensorio sciistico tra i più noti ed amati delle Alpi; infatti sono presenti in Val Gardena famose aree sciistiche quali: Ciampinoi, Passo Sella, Monte Pana, Dantercepies, Col Raiser e Seceda, queste aree sono tutte collegate tra loro tramite piste ed impianti e sono poste sopra i paesi di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, Santa Cristina/ St. Christina/S. Crestina e Ortisei/ St. Ulrich/Urtijëi (QUI la “pillola” sul paese di Selva, QUI quella sul paese di Santa Cristina e QUI quella sul paese di Ortisei).

L’area sciistica della Val Gardena ospita più di 100 chilometri di piste da sci di svariata difficoltà, servite da moderni impianti di risalita e da innevamento programmato; lungo le piste sono dislocati moltissimi rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso famosi gruppi dolomitici quali: Sassolungo/Langkofel, Sella, Odle/Geisler e Sciliar.

Tra le piste da sci più note si trova la ripida  pista Saslong che ospita ogni inverno una tappa della coppa del mondo di sci con le specialità di discesa libera e super-gigante, in Val Gardena sono, in ogni caso, presenti piste adatte sia a famiglie che per esperti.

Inoltre, il comprensorio sciisitico della Val Gardena è collegato al famoso circuito “Sellaronda” che permette sci ai piedi di compiere il giro dei quattro passi dislocati intorno al gruppo montuoso dolomitico del Sella, connettendosi ai comprensori della sudtirolese Val Badia/Gadertal, della trentina Val di Fassa e della veneta Arabba (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico dell’Alta Badia).

In breve tempo dalle piste della Val Gardena è possibile raggiungere con skibus anche il vicino comprensorio dell’Alpe di Siusi/Seiser Alm, ampliando così ulteriormente l’aera sciabile a disposizione degli amanti degli sport invernali (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

Per gli amanti dell’escursionismo invernale con le ciaspole sono, inoltre, presenti in Val Gardena numerosi sentieri battuti solitamente dal gatto delle nevi; ad esempio tra essi troviamo il percorso invernale per il Seceda ed il tracciato invernale in Vallunga che, oltre al percorso escursionistico, ospita anche diverse piste da sci di fondo (QUI la “pillola” sul tracciato invernale in Vallunga e QUI quella sulla salita innevata al Seceda).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2019, 2022 e 2024

Lungo le piste dell’area del Dantercepies

Baita Odle lungo le piste del Col Raiser con il gruppo montuoso delle Odle sullo sfondo

Lungo le piste dell’area del Col Raiser-Seceda

Piste della zona del Passo Gardena a inizio giornata con panorami sulle Punte del Cir

Piste dell’area sciistica del Ciampinoi

Lungo la famosa pista Saslong sede della Coppa del Mondo di sci

Vista dall’alto sulle piste da sci dell’area del Plan de Gralba e il Sassolungo

Escursionismo invernale con ciaspole al Plan de Gralba

Escursionismo invernale in Vallunga

Piste da sci di fondo in Vallunga

Escursionismo invernale salendo al Seceda

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo



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