Roda di Vael (2806 m) – Ferrata della Roda di Vael – Dolomiti

La Roda di Vael, vetta di 2806 metri di quota facente parte del gruppo del Catinaccio, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fassa.

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomitici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; sono possibili vari accessi alla vetta, tutti impegnativi che richiedono esperienza di ferrate.

Viene qui descritto un percorso ad anello passante per il Rifugio Roda di Vael con partenza dalla stazione a monte della seggiovia Paolina, facente parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Carezza/Karer, frazione del comune di Nova Levante/Welschnofen posto in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sulla seggiovia Paolina e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, l’impegno fisico globale, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Paolina (2125 m, rifugio Paolina), dalla seggiovia si segue il sentiero 539 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente più roccioso portando al Monumento a Christomannos, seguendo il sentiero 549 su traccia ghiaiosa e sassosa in saliscendi si arriva alla Baita Pederiva ed al Rifugio Roda di Vael (2283 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 541 per il Pael su traccia sassosa che in saliscendi conduce alla conca del Pael (2330 m), dal Pael si segue il sentiero 551 per il Passo Vajolon, la traccia sassosa sale dapprima ripida in un canalino portando poi in salita moderata ad un dosso, dal dosso la traccia scende brevemente per poi risalire fino al Passo Vajolon (2560 m, 1.15 ore dal Rifugio Roda di Vael, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Passo Vajolon si segue l’indicazione N01 per la Roda di Vael salendo su ferrata di moderata difficoltà che alterna tratti attrezzati piuttosto esposti, seppur con buoni appigli, a tratti meno verticali, la ferrata raggiunge quindi l’ultimo tratto di cresta che conduce alla cima della Roda di Vael (2806 m, croce, 1 ora dal Passo Vajolon, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si torna con attenzione lungo la ferrata al Passo Vajolon in 45 minuti, dal passo si segue quindi il sentiero 9 per il Rifugio Paolina, la traccia sassosa e ghiaiosa scende ripida in un canalone con anche alcuni tratti attrezzati con cavo ed una scaletta fino ad incontrare il bivio col sentiero 549.

Si segue per breve tratto il sentiero 549 per il Rifugio Coronelle fino al vicino bivio a cui si segue il sentiero 552 per il Rifugio Paolina, seguendo sempre il sentiero 552 a tutti i seguenti bivi la traccia prosegue in lungo saliscendi su traccia prima sassosa e poi terrosa fino ad entrare nel bosco e portare alla stazione a monte della seggiovia Paolina, 1.30 ore dal Passo Vajolon, 2.15 ore dalla vetta della Roda di Vael, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Paolina – Rifugio Roda di Vael – Passo Vajolon – Roda di Vael – Passo Vajolon –  stazione a monte seggiovia Paolina

Sentieri: 539 – 549 – 541 – 551 – N01 – 9 – 549 – 552

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 2806 m

Difficoltà: EEA – itinerario lungo con tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione ai numerosi bivi lungo il percorso.

Data di ascesa: agosto 2020

QUI il link YouTube al video sulla salita alla Roda di Vael

Seggiovia Paolina

Rifugio Paolina alla stazione a monte dell’omonima seggiovia

Vista sul Latemar

Cartelli alla partenza

Tratto verso il Monumento a Christomannos

Monumento a Christomannos

Tratto verso il Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Rifugio Roda di Vael

Baita Pederiva

Cartelli al Rifugio Roda di Vael

Nel canalino di salita dopo il Pael

Vista su Passo Vajolon e Roda di Vael

Passo Vajolon

Lungo la ferrata alla Roda di Vael

In cima alla Roda di Vael

Vista sul gruppo del Catinaccio dalla vetta della Roda di Vael

Scendendo dal Passo Vajolon

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Paolina su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Seggiovia Paolina e Rifugio Roda di Vael – Val d’Ega

L’area dell’alta Val d’Ega/Eggental posta tra il paese di Nova Levante/Welschnofen, il borgo di Carezza/Karer e il Passo di Costalunga/Karerpass ospita numerosissimi punti di interesse naturalistici ed escursionistici; tra essi troviamo, ad esempio, il famosissimo Lago di Carezza/Karersee e diversi impianti di risalita e percorsi che conducono nei gruppi dolomitici di Latemar e Catinaccio/Rosengarten (QUI la “pillola” su Nova Levante, QUI quella sul Lago di Carezza e QUI quella su Carezza paese e il Passo Costalunga).

Tra gli impianti di risalita più noti e amati della zona troviamo la seggiovia Paolina, facente parte in inverno del comprensorio sciistico Carezza Dolomites, che offre 40 chilometri di piste da sci, e, solitamente, aperta anche in estate (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Carezza Dolomites e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

La seggiovia Paolina conduce dai pressi del paese di Carezza alla stazione a monte posta ad oltre 2100 metri di quota ai piedi delle pareti dolomitiche della Roda di Vael nel gruppo del Catinaccio; nei pressi dell’arrivo della seggiovia è situato anche il Rifugio Paolina Hütte che propone piatti tipici e una terrazza panoramica con ampia visuale sulla Val d’Ega e il gruppo del Latemar.

Dalla stazione a monte della seggiovia sono possibili numerose escursioni di diversa difficoltà, troviamo, infatti, sia impegnative salite come quelle verso il Passo Vajolon e la vetta della Roda di Vael, raggiungibile su via ferrata, sia escursioni adatte a famiglie molto apprezzate come quella che conduce al Rifugio Roda di Vael ed alla Baita Pederiva (QUI la “pillola” sulla salita su ferrata alla Roda di Vael).

Il panoramico e molto frequentato percorso che conduce in meno di un’ora al Rifugio Roda di Vael, che richiede comunque calzature adatte e non adatto a passeggini in quanto con fondo spesso sassoso, è, infatti, una delle attrattive più amate della zona.

Il tracciato presenta circa 250 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi, e 4 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno.

Seguendo dalla stazione a monte della seggiovia Paolina il sentiero 539 conduce piuttosto ripidamente tra prati e poi con salita moderata su sentiero sassoso al monumento dedicato a Christomannos con una grande statua di un’aquila.

Dal monumento seguendo il sentiero numero 549, sassoso e terroso, si continua in saliscendi in ambiente dolomitico, con bellissimi panorami su Latemar e Roda di Vael; il tracciato con un’ultima breve salita porta, quindi, a raggiungere la Baita Pederiva e l’adiacente Rifugio Roda di Vael, posti a 2283 metri di quota in territorio trentino in zona bellissima ai piedi delle pareti della Roda di Vael.

Inoltre, per escursionisti esperti e con piede fermo ed assenza di vertigini, dal Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva è possibile salire, in breve ma senza traccia segnata e con alcuni brevi tratti di arrampicata di I° grado, alla vicina vetta del Col de Ciampac, posta a 2316 metri di quota e con amplissimo panorama e belle vedute verso rifugio e baita.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020, 2023 e 2025

Stazione a valle della seggiovia con vista sul gruppo del Catinaccio

Lungo il viaggio in seggiovia

Stazione a monte

Rifugio Paolina alla stazione a monte della seggiovia

Vista dal rifugio su seggiovia e Gruppo del Latemar e Carezza paese

Inizio del sentiero che dalla stazione a monte della seggiovia Paolina conduce al Monumento a Christomannos ed al Rifugio Roda di Vael

Monumento a Christomannos

Tratto verso il Rifugio Roda di Vael

Rifugio Roda di Vael

Baita Pederiva

Salita fuori sentiero al Col de Ciampac

In vetta al Col de Ciampac

Lungo la salita al Passo Vajolon

Lungo la ferrata della Roda di Vael

Vetta della Roda di Vael

Mappa dell’area escursionistica

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Paolina su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo Nigra/Nigerpass – Val di Tires e Val d’Ega

Il Passo Nigra/Nigerpass è posto ai piedi del gruppo montuoso dolomitico del Catinaccio/Rosengarten a 1690 metri di quota  e collega la Val d’Ega/Eggental con la Val di Tires/Tiersertal; più precisamente la strada del Passo Nigra ha origine in Val d’Ega nei pressi del Passo di Costalunga/Karerpass e del Lago di Carezza/Karersee (nel comune di Nova Levante/Welschnofen) e, una volta superato il valico, conduce in Val di Tires raggiungendo l’omonimo centro abitato di Tires (QUI la “pillola” sul Passo di Costalunga e QUI quella sulla Val di Tires).

Al valico del Passo Nigra, piuttosto frequentato anche da ciclisti e motociclisti, è posto anche un bar-ristorante aperto, però, solo in alcuni periodi dell’anno; altri punti di ristoro sono presenti anche nella zona della Malga Frommeralm e verso il Passo di Costalunga e il paese di Tires.

La strada asfaltata del passo presenta, dal versante della Val d’Ega tra il Passo di Costalunga e il Passo Nigra, un andamento con vari saliscendi che copre circa 9 chilometri passando anche per l’area della Malga Frommer Alm, dove si trovano alcuni impianti di risalita del comprensorio sciistico ed escursionistico Carezza Dolomites come la cabinovia Laurin 1 e 2; quest’area può essere raggiunta anche direttamente dal paese di Nova Levante in cabinovia durante i periodi di apertura (QUI la “pillola” sul paese di Nova Levante e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Dal versante della Val di Tires, raggiungibile dalla Valle Isarco/Eisacktal e facente parte del comprensorio di promozione turistica dell’Alpe di Siusi/Seiseralm, la strada per il Passo Nigra presenta molti tornanti che coprono i 10 chilometri che separano il paese di Tires dal Passo Nigra affrontando pendenze anche del 14%.

Da San Cipriano, frazione del paese di Tires è anche possibile raggiungere direttamente l’area della Malga Frommeralm con la nuova funivia che presenta la particolarità di poter salire sul “tetto” della funivia durante il viaggio godendo, così, di un’esperienza molto particolare.

Nell’area del Passo Nigra e della Malga Frommer sono possibili numerosissime escursioni nel gruppo del Catinaccio verso malghe e rifugi come il Rifugio Fronza alle Coronelle e la Baita Messner Joch oltre a salite impegnative come quella che conduce alla ferrata Passo Santner e all’omonimo rifugio (QUI la “pillola” sulla Ferrata Passo Santner e QUI quella sulla salita al Rifugio Fronza e QUI la “pillola” sui percorsi per la Baita Messnerjoch).

Inoltre, il Passo Nigra è, solitamente, transitabile anche in inverno ed è punto di partenza di diverse escursioni su sentieri di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello che porta alla Baita Messnerjoch (QUI la “pillola” sul percorso invernale per la Baita Messnerjoch).

A breve distanza dal passo si trovano anche le piste dell’area König Laurin facenti parte del comprensorio Carezza Dolomites raggiungibile direttamente dalla Val di Tires con la già citata nuova funivia panoramica (QUI la “pillola” sul comprensorio Carezza Dolomites).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

Al Passo Nigra

Bar-ristorante al Passo Nigra

Cartelli escursionistici al Passo Nigra

Strada del Passo Nigra sul versante della Val d’Ega

Nuova funivia panoramica che collega San Cipriano in Val di Tires con l’area della Malga Frommeralm

Cabinovia Laurin 1 che la raggiunge l’area della Malga Frommeralm da Nova Levante

Malga Frommer Alm

Cabinovie Laurin I e II che dall’area della Malga Frommeralm portano al Rifugio Fronza alle Coronelle

Salendo dal Passo Nigra alla Baita Messnerjoch con panorami sul gruppo del Catinaccio

Baita Messner Joch

Salendo al Rifugio Fronza

Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Passo Santner

Strada del Passo Nigra in inverno

Passo Nigra in inverno

Percorso invernale dal Passo Nigra per la Baita Messnerjoch

Alla Baita Messnerjoch

Piste dall’area König Laurin del Carezza Ski presso la Malga Frommer


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Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Santuario della Madonna di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein – Val d’Ega

Il grande e noto Santuario della Madonna di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein è posto a oltre 1500 metri di quota in Val d’Ega/Eggental nel comune di Nova Ponente/Deutschnofen; il santuario è raggiungibile in macchina o tramite escursione a piedi sia da Nova Ponente che dal paese di Aldino/Aldein (QUI la “pillola” su Aldino, QUI quella sul paese di Nova Ponente e QUI quella sulla salita a piedi da Nova Ponente al Santuario).

Il complesso religioso della Madonna di Pietralba è stato edificato nel 17° secolo nel luogo dove al contadino del luogo Leonhard Weißensteiner (da cui il nome del santuario), nel 1500 circa, sarebbe apparsa la Vergine Maria guarendolo dalla sua malattia.

Il contadino costruì, quindi, una prima piccola cappella in un punto vicino all’apparizione dove trovò anche una piccola statuetta miracolosa raffigurante una Pietà in alabastro, la cappella fu prima ingrandita e poi sostituita dal santuario odierno con annesso convento dell’Ordine religioso dei Servi di Maria.

Il santuario è formato, oggi, dalla chiesa principale in stile barocco con pregevoli affreschi, in cui è conservata una copia della statuetta miracolosa della Pietà, il convento, la cappella di San Pellegrino Laziosi protettore dei malati di tumore, l’Eremo di San Leonardo posto nel bosco ad alcuni minuti di cammino dal Santuario, la Cappella dei Lumini, una biblioteca, diverse strutture alberghiere e di ristorazione ed un birrificio.

La struttura religiosa è, inoltre, meta di molti pellegrini durante tutto l’anno ed ha ospitato viste illustri tra le quali quelle avvenute da Albino Luciani durante le sue vacanze da cardinale prima di essere eletto Papa Giovanni Paolo I e quella avvenuta nel 1988 da parte di Papa Giovanni Paolo II.

Dal santuario partono anche diversi itinerari che portano nell’altopiano boscato del Monte Regolo/Reggelberg; tra essi troviamo, ad esempio, il percorso che porta alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, la Capanna Nuova/Neuhütte e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (QUI la “pillola” su questa escursione).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020 e 2024

Piantina delle strutture del Santuario

Facciata del Santuario

Vista dall’entrata posteriore

Entrando nel Santuario

Interno della chiesa

Copia della statuetta, posta sopra il tabernacolo, trovata da Leonard Weissenstein

Cappella di San Pellegrino Laziosi

Area delle confessioni

Statua dell’Incontro delle Madri

Cappella dei Lumini

Area verde del complesso del Santuario

Ristorante bar

Cartelli escursionistici al Santuario

Dintorni bucolici del Santuario

Eremo di San Leonardo

Vista dalla Cappella di San Laeonardo verso Nova Ponente

Lungo la salita a piedi da Nova Ponente al Santuario

Tratto verso la Malga Bel Riposo

Malga Bel Riposo

Tratto verso la Capanna Nuova

Capanna Nuova

Tratto verso la Malga Monte San Pietro

Malga Monte San Pietro

Tornando al Santuario di Pietralba

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


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Corno Nero/Schwarzhorn (2437 m) – Dolomiti

Il Corno Nero/Schwarzhorn, elevazione di 2437 metri di quota, è posto nel gruppo del Latemar tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; la cima erbosa con rocce scure, posta di fronte al Corno Bianco/Weisshorn, si eleva sopra i pascoli del Passo Oclini/Joch Grimm  a cui si può accedere in macchina dal Passo Lavazè raggiungibile, sul versante sudtirolese, dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega (QUI la “pillola” sul Passo Oclini e sul Passo Lavazè e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

La cima del Corno Nero offre ottimi panorami verso il gruppo del Latemar, il Corno Bianco e la Val di Fiemme e presenta una salita relativamente breve, ma ripida, prima in zona pascoliva e poi tra mughi, magra erba e area sassosa; essendo il percorso piuttosto breve, tornati al Passo Oclini, si può poi intraprendere, per chi volesse, la salita al Corno Bianco (QUI la “pillola” sulla salita al Corno Bianco).

Viene qui descritto un anello di salita al Corno Nero, il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.

La salita al Corno Nero comincia dal Passo Oclini (1989 m, rifugio), si segue verso sud il sentiero con indicazioni Corno Nero, si sale inizialmente su mulattiera sterrata tra pascoli, seguendo per il Corno Nero – sentiero 502 ai vari bivi si raggiunge in breve un lago artificiale.
Il sentiero, sassoso e terroso, sale poi tra mughi con pendenza piuttosto elevata; superato questo tratto la traccia si fa molto ripida e, su fondo sassoso e ghiaioso, porta ad una selletta dalla quale, con traccia con pendenza moderata, si giunge alla vetta del Corno Nero (2437 m, croce e Madonnina, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso o, volendo, è possibile scendere sul versante est (senza indicazioni); seguendo i bolli segnavia si scende su traccia sassosa lungo il costone e poi su un tratto molto ripido su sfasciumi (prestare molta attenzione).
La traccia porta poi ad una selletta con stazione a monte di una seggiovia invernale, dalla quale, seguendo, su mulattiera sassosa, le piste da sci si torna al bacino artificiale incontrato in salita dal quale si torna al Passo Oclini.
(1.00 ora dalla cima del Corno Nero, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Oclini – Corno Nero – Passo Oclini

Sentieri: Corno Nero – 502 – eventuale discesa per il versante est su sentiero non numerato

Dislivello: 450 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.30 ore (1.30 ore la salita, 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2437 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo breve ma che presenta diversi passaggi ripidi su sentiero sassoso; il sentiero descritto in discesa presenta anche tratti scoscesi con sfasciumi; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Annotazioni: il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.
Tornati al Passo Oclini si può, inoltre, affrontare la salita al Corno Bianco, di difficoltà tecnica impegnativa nel tratto finale. L’itinerario per il corno Bianco richiede circa 1.45 ore totali con un dislivello di 350 metri in salita e discesa.
Inoltre, il Passo Oclini può, volendo, essere raggiunto anche a piedi dal Passo Lavazè passando per la Malga Ora/Auerlegeralm (QUI la “pillola” su questo itinerario)
il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.

Esperienza di Stefano: Il tratto descritto in discesa dell’anello è, a mio avviso, sconsigliabile ed è meglio salire e scendere per il percorso “classico” descritto in salita; io ho comunque descritto l’anello completo così ognuno può fare le proprie valutazioni.
Inoltre, è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami di vetta; io ho salito negli anni il Corno Nero sia singolarmente che “abbinato” al Corno Bianco nella stessa giornata.
Entrambe le opzioni, con buon allenamento, sono valide, si può anche decidere quale scelta intraprendere in base al tempo a disposizione; le salite “singole” sono, infatti, una buona idea anche per un’escursione di mezza giornata.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Corno Nero

Cartelli al Passo Oclini

Vista sul Corno Nero dalla partenza

Primo tratto su mulattiera

Vista sul Corno Bianco ed il Passo Oclini

Tratto verso il bacino artificiale

Bacino artificiale

Tratto tra mughi

Tratto ripido sassoso finale

Ultimo tratto di salita

In vetta al Corno Nero

Panorami dalla vetta

In discesa sul versante est (senza cartelli)

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Oclini su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Corno Bianco/Weisshorn (2317 m) – Dolomiti

Il Corno Bianco/Weisshorn, elevazione di 2317 metri di quota, è posto nel gruppo del Latemar tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; la cima rocciosa chiara, posta di fronte al Corno Nero/Schwarzhorn, si eleva sopra i pascoli del Passo Oclini/Joch Grimm  a cui si può accedere in macchina dal Passo Lavazè raggiungibile, sul versante sudtirolese, dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega (QUI la “pillola” sul Passo Oclini e sul Passo Lavazè e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

La cima del Corno Bianco offre ottimi panorami verso il gruppo del Latemar e la Val d’Ega e presenta una salita breve ma interessante e con alcuni passaggi tecnici passando in ambienti prima pascolivi, poi tra mughi e infine rocciosi; essendo il percorso piuttosto breve, tornati al Passo Oclini, si può poi intraprendere, per chi volesse, la salita al Corno Nero (QUI la “pillola” sulla salita al Corno Nero)

La salita al Corno Bianco comincia dal Passo Oclini (1989 m, rifugio), si segue il sentiero con indicazioni per il Corno Bianco, la traccia terrosa e ghiaiosa sale inizialmente tra pascoli in moderata pendenza, il sentiero presenta poi pendenze moderate salendo in tornanti tra mughi.

Superato questo tratto la traccia si fa ripida e su fondo sassoso con alcuni passaggi un po’ esposti conduce all’ultima parte di salita che affronta un ripido tratto che sale in diagonale su terreno un po’ scivoloso, con cavo corrimano, portando alla vetta del Corno Bianco (2317 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione ai tratti ripidi sassosi (45 minuti dalla cima del Corno Bianco, 1.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Oclini – Corno Bianco – Passo Oclini

Sentieri: Corno Bianco/Weisshorn

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore (1.00 ora la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2317 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo breve, di 3,5 chilometri tra andata e ritorno, ma che presenta nell’ultima parte di salita alcuni passaggi tecnici e un po’ esposti.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima a giugno 2024

Annotazioni: tornati al Passo Oclini si può, inoltre, affrontare la salita al Corno Nero, di difficoltà tecnica moderata che impegna per circa 2.15 ore totali  con un dislivello di 450 metri in salita e discesa.
Inoltre, il Passo Oclini può, volendo, essere raggiunto anche a piedi dal Passo Lavazè passando per la Malga Ora/Auerlegeralm (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami di vetta; io ho salito negli anni il Corno Bianco sia singolarmente che “abbinato” al Corno Nero nella stessa giornata. Entrambe le opzioni, con buon allenamento, sono valide, si può anche decidere quale scelta intraprendere in base al tempo a disposizione; le salite “singole” sono, infatti, una buona idea anche per un’escursione di mezza giornata.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Corno Bianco

Cartelli al Passo Oclini

Vista sul Corno Bianco dal Passo Oclini

Prima parte di salita tra pascoli

Tratto tra mughi

Vista sul Corno Nero

Tratto più ripido con gradoni tra mughi

Verso il tratto più tecnico finale

Tratto tecnico finale

In vetta al Corno Bianco

Breve tratto verso l’anticima

Vista dall’anticima del Corno Bianco


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Oclini su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Obereggen e seggiovia Oberholz – Val d’Ega

Obereggen è un piccolo paese, raggiungibile deviando dalla strada per il passo Lavazè e il Passo Oclini, posto ai piedi del gruppo montuoso dolomitico del Latemar ad oltre 1500 metri di quota in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sul Passo Lavazè e il Passo Oclini).

Il borgo di Obereggen, frazione del comune di Nova Ponente/Deutschnofen, è molto noto per ospitare vari resort e alcuni degli impianti del comprensorio sciistico ed escursionistico Latemar Dolomites (QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

In inverno il comprensorio Latemar Dolomites, posto a cavallo di Alto Adige/Südtirol e Trentino, ospita 50 chilometri di piste da sci collegate tra di loro oltre a piste da slittino, da sci di fondo e sentieri battuti per escursionismo invernale; nell’area di Obereggen si trovano diversi impianti di risalita che permettono l’accesso alle piste, tra cui la nota seggiovia Oberholz (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Latemar Dolomites, QUI quella sulla salita invernale su sentiero battuto al Rifugio Oberholz e QUI la “pillola” sul percorso invernale per il Passo di Pampeago e la Malga Zischgalm).

In estate l’area di Obereggen diventa, invece, un’area escursionistica molto ampia con presenza di innumerevoli sentieri e rifugi con possibilità escursionistiche ed alpinistiche sia in fondovalle che in quota con bellissime viste sul Gruppo del Latemar e sulla Val d’Ega.

La seggiovia Oberholz e la cabinovia Ochsenweide, solitamente aperte anche in estate, permettono, inoltre, di accedere velocemente alla partenza dei sentieri in quota; alle stazioni a monte, posta ad oltre 2100 metri di quota, oltre a rifugi che propongono piatti tipici con proposta di piatti culinari tipici si trovano, infatti, molte possibilità escursionistiche ed alpinistiche.

Dalla seggiovia Oberholz è possibile, ad esempio, raggiungere sia la bucolica area del Passo di Pampeago/Reiter Joch sia la zona alpina delle forcelle e cime del Latemar ove sono presenti anche il Rifugio Torre di Pisa e la nota ed impegnativa ferrata dei Campanili del Latemar (QUI la “pillola sul Passo di Pampeago, QUI quella sull’ascesa alla ferrata dei Campanili del Latemar e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Torre di Pisa).

Le foto di riferiscono alla mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2023 e 2025

Bucolica area del paesino di Obereggen

Obereggen e seggiovia Oberholz

Rifugio Oberholz alla stazione a monte della seggiovia

Giochi per bambini

Cartelli escursionistici alla stazione a monte della seggiovia

Percorsi per famiglie

Percorsi escursionistici verso l’area del Passo di Pampeago

Vista verso Corno Bianco, Corno Nero e Pala di Santa

Verso la Forcella dei Campanili e la ferrata dei Campanili del Latemar

Rifugio Torre di Pisa

Lungo le piste dell’area di Obereggen con il Latemar sullo sfondo

Rifugio Oberholz in inverno

Malga Epircher Laner in inverno

Lungo la pista da slittino Oberholz

Salita invernale su sentiero battuto al Rifugio Oberholz

Percorso innevato per il Passo di Pampeago e la Malga Zischgalm

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


Cliccare sull’immagine per visualizzare Obereggen su Google Maps

Torre Diamantidi/Diamantiditurm (2842 m) – Ferrata dei Campanili del Latemar – Dolomiti

La Torre Diamantidi/Diamantiditurm, vetta di 2842 metri di quota e massima elevazione del gruppo del Latemar, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme.

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomtici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; l’accesso alla cima si trova deviando dall’impegnativa Ferrata dei Campanili del Latemar che può essere percorsa raggiungendo l’attacco da diversi punti, viene qui descritto l’accesso dal versante sudtirolese dalla seggiovia Oberholz di Obereggen, frazione del comune di Nova Ponente/Deutschnofen posto in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sul paesino di Obereggen e la seggiovia Oberholz e QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, l’impegno fisico globale, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna. La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Oberholz di Obereggen (2100 m, rifugi), dalla seggiovia si segue il sentiero 18 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente roccioso fino alla Forcella dei Camosci/Gamsstallscharte (2564 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla forcella dei Camosci si segue il sentiero 18/516 che su traccia sassosa in ambiente tipicamente dolomitico conduce prima in falsopiano e poi in moderata salita fino alla Forcella dei Campanili/Rotlahnscharte  posta nei pressi dell’attacco della Ferrata dei Campanili (2685 m, 45 minuti dalla Forcella dei Camosci, 2.15 ore dalla partenza).

Su sentiero 511 si giunge all’attacco della Ferrata dei Campanili che presenta inizialmente una salita attrezzata su gradoni roociosi e poi su lunga cengia; la ferrata supera quindi una forcella piuttosto esposta e continua alternando tratti attrezzati ed altri su sentiero fino ad un’altra forcella posta a circa 2750 metri di quota.

Dalla forcella si diparte a sinistra una traccia di sentiero sassosa non segnata, ma indicata con ometti, che porta in ripida salita alla cima della Torre Diamantidi (2842 m, Madonnina, 0.45 minuti dalla Forcella dei Campanili, 3.00 ore dalla partenza).

Si torna quindi al bivio sottostante e si continua sulla Ferrata dei Campanili che conduce su sentiero e tratti attrezzati ad un canalino da superare con passaggio esposto e una placca rocciosa anch’essa esposta; la ferrata continuando in saliscendi porta ad una cengia ed un tratto in discesa e poi in risalita attrezzati con staffe, raggiunta una crestina rocciosa la ferrata conduce in discesa con tratti attrezzati piuttosto ripidi ed esposti fino alla Forcella Grande/Große Latemar Scharte e al Bivacco Rigatti ove termina la ferrata (2620 m, 45 minuti  dalla Torre Diamantidi, 3.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella Grande si prende quindi il sentiero 18-516 che conduce su sentiero sassoso prima in discesa e poi in faticosa risalita fino a tornare alla Forcella dei Campanili (1.00 ora dalla Forcella Grande, 4.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella dei Campanili si torna quindi seguendo la via dell’andata prima alla Forcella dei Camosci e poi alla stazione a monte della Seggiovia Oberholz (2.00 ore dalla Forcella dei Campanili, 6.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Oberholz – Forcella dei Camosci – Forcella dei Campanili – Torre Diamantidi – Forcella Grande – Forcella dei Campanili – Forcella dei Camosci – Stazione a monte seggiovia Oberholz

Sentieri: 18 – 18/516 – Ferrata dei Campanili/511 – 18/516 – 18

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.45 ore totali

Quota massima: 2842 m

Difficoltà: EEA – itinerario molto lungo con dislivello rilevante e tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione lungo la deviazione per la vetta della Torre Diamantidi non segnata, necessario sapersi orientare.

Data di ascesa: agosto 2015

Salendo alla Forcella dei Camosci

Salendo alla Forcella dei Campanili

Inizio della Ferrata dei Campanili

Lungo la prima parte di ferrata

Lungo la deviazione per la Torre Diamantidi

Vetta della Torre Diamantidi

Lungo la seconda parte di ferrata

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Seggiovia Oberholz ad Obereggen su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Malga Häusler Sam – Val d’Ega

La Malga Häusler Sam è posta a 1550 metri di quota nella zona escursionistica, compresa tra i paesi Obereggen ed Ega/Eggen in Val d’Ega/Eggental, nei pressi del comprensorio sciistico Ski Center Latemar di Obereggen; dal percorso si hanno ottimi panorami verso i gruppi dolomitici delle Catinaccio/Rosengarten e del Latemar (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Ski Center Latemar ed Obereggen e QUI la “pillola” sul paese di Ega).

In inverno la Malga Häusler Sam, di solito aperta nei weekend, è raggiungibile su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dal parcheggio superiore di Obereggen e raggiungendo la malga con percorso prevalentemente nel bosco.

Dal parcheggio superiore di Obereggen si segue inizialmente l’indicazione del sentiero 9 che percorre un primo tratto in saliscendi lungo la strada (attenzione con bambini), al bivio segnalato si abbandona il sentiero 9 seguendo a destra il sentiero 21A che porta all’albergo Bewaller. Dall’albergo si segue la traccia innevata con indicazione “S” che sale con pendenza non troppo ripida nel bosco fino alla Malga Häusler Sam.

Il ritorno ad Obereggen avviene per lo stesso percorso con alcune controsalite.

L’escursione con buone condizioni del sentiero, della neve e meteorologiche non è difficile tecnicamente ma lo sviluppo chilometrico è piuttosto rilevante (8 chilometri tra andata e ritorno); è quindi necessario tenere conto dell’impegno fisico richiesto prima di intraprendere l’escursione.

Percorso: Obereggen – Albergo Bewaller – Malga Häusler Sam – Albergo Bewaller – Obereggen

Sentieri: 9 – 21A – S

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00  ore tra andata e ritorno

Quota massima: 1550 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente con condizione buone della neve e del meteo ma dallo sviluppo piuttosto lungo

Data di percorrenza: gennaio 2018

Bivio del sentiero S

Salendo nel bosco alla Malga Häusler Sam

Panorami verso il Catinaccio

Ultimo tratto di sentiero per la Malga Häusler Sam

Malga Häusler Sam

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Carezza Dolomites – comprensorio sciistico – Val d’Ega

Il comprensorio di sport invernali Carezza Dolomites è situato in Val d’Ega/Eggental tra le note località di Nova Levante/Welschnofen, Carezza/Karer, il Lago di Carezza/Karersee ed il Passo di Costalunga/Karerpass (QUI la “pillola” riguardante il paese di Nova Levante, QUI quella su Carezza e il Passo di Costalunga e QUI la “pillola” sul Lago di Carezza).

Le due località di accesso al comprensorio sono collegate sci ai piedi dalle piste dell’area Carezza Dolomites; con un unico skipass si pùò godere, quindi, di 40 chilometri di piste di svariata difficoltà e pendenza adatte sia a principianti che esperti e quasi tutte con innevamento programmato.

Lungo le piste dell’area Carezza Ski  sono presenti anche molti rifugi che propongono piatti tipici e si può gedere di un panorama bellissimo verso i gruppi dolomitici circostanti del Latemar e del Catinaccio.

Il comprensorio Carezza Dolomites molto adatto per famiglie, ospita anche snowpark, punti gioco per bambini,  due piste da slittino, percorsi battuti per ciaspolatori come quello intorno al Lago di Carezza e Lago di Mezzo e alla Baita Messnerjoch e piste da sci di fondo offrendo, così, una molteplice gamma di attività possibili per gli amanti della neve e degli sport invernali (QUI la “pillola” sul percorso invernale al Lago di Carezza e al Lago di Mezzo e QUI quello sulla salita alla Baita Messnerjoch).

Diversi impianti del comprensorio Carezza Dolomites sono aperti anche nella stagione estiva e sono punti di partenza per molte escursioni di diversa difficoltà e vie ferrate (QUI la “pillola” sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2019, 2022, 2023 e 2024

Piste da sci nella zona di Carezza con il gruppo del Catinaccio sullo sfondo

Rifugio Ochsenhütte lungo le piste

Piste da sci nella zona di Nova Levante con il gruppo del Latemar sullo sfondo

Piste da sci dell’area König Laurin

Cabinovia che collega Nova Levante direttamente col comprensorio sciistico

Piste da sci dell’area del Passo Costalunga

Snowpark

Zona per bambini

Una delle piste da slittino

Lago di Carezza in inverno

Escursionismo invernale intorno al Lago di Carezza e al Lago di Mezzo

Carezza paese in inverno

Salita lungo il percorso invernale alla Baita Messnerjoch

Baita Messnerjoch

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti sciistici di Nova Levante su Google Maps

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