Torre di Toblin/Toblinger Knoten (2617 m) – (vie ferrate) – Sasso di Sesto/Sextner Stein (2539 m) – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime/Drei Zinnen Hütte (2405 m) – Dolomiti di Sesto

La Torre di Toblin/Toblinger Knoten, vetta di 2617 metri di quota ed il Sasso di Sesto/Sextner Stein, cima di 2539 metri di altezza, sono poste nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserite in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e il Monte Paterno/Paternkofel (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La zona dove si trovano Sasso di Sesto e Torre di Toblin presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Alto Adige/Südtirol.

Il percorso ad anello raggiunge, passando per la Malga Langalm, dapprima il famoso Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime/Drei Zinnen Hütte e sale poi per sentiero al Sasso di Sesto continuando, quindi, su ferrata sul versante nord alla Torre di Toblin. Scesi per la ferrata sul versante sud, e tornati al Rifugio Locatelli-Innerkofler, sia prosegue verso la Forcella Lavaredo tornando poi al Rifugio Auronzo, passando anche per il Rifugio Lavaredo.

Il percorso comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m, strada a pedaggio dal Lago di Misurina), seguendo a sinistra il sentiero 105 per il Rifugio Locatelli-Innerkofler si raggiunge in saliscendi, in breve, su traccia sassosa e ghiaiosa, la Forcella dè l’Col de Medo (2305 m).
Continuando sul sentiero 105 si procede in moderata discesa su traccia ghiaiosa ad un laghetto ed alla vicina Malga Langalm; il sentiero procede, quindi, in salita in moderata pendenza su traccia sassosa e terrosa raggiungendo una selletta.
La traccia scende poi piuttosto ripidamente fino alla radura erbosa del Pian da Rin; da qui riprende al salita in moderata pendenza, su traccia sassosa e terrosa, che porta in tornanti all’incorcio col sentiero 102; seguendo sempre per il Rifugio Locatelli-Innerkofler si sale, quindi, in breve, al Rifugio Locatelli-Innerkofler (2405 m, 1.40 ore dalla partenza).

Seguendo i cartelli per la Ferrata Torre di Toblin si procede su traccia sassosa e ghiaiosa, a tratti ripida che porta ad una selletta; da qui, su traccia non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, si sale a sinistra, in breve, alla vetta del Sasso di Sesto (2539 m, ruderi di vecchie fortificazioni militari, 20 minuti dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 2.00 ore dalla partenza).

Tornati in breve alla selletta si segue la traccia (segnata con triangoli rossi) che costeggia le pareti della Torre di Toblin giungendo all’attacco della ferrata sul versante nord; si supera inizialmente un traverso con passerella di legno e si arriva alla targa di inizio della ferrata.
La ferrata sale dapprima su salti rocciosi attrezzati con cavo giungendo, quindi, ad una prima serie di scalette di ferro (alcune verticali e con primo piolo piuttosto alto); superata la prima serie di scale si sale su altri salti rocciosi ed un canalino in cui vanno cercati bene gli appigli.
La ferrata continua poi con altre serie di scale sempre esposte, superato un traverso con staffe si giunge, quindi, alle ultime scale verticali che portano alla vetta della Torre di Toblin (2617 m, croce, 45 minuti dal Sasso di Sesto, 2.45 ore dalla partenza).

Dalla cima si scende sul versante opposto seguendo i cavi che portano a diversi salti rocciosi, di moderata difficoltà tecnica seppur con l’impegno delle ferrate in discesa; la ferrata porta, quindi, alla base della parete dalla quale si segue la traccia sassosa e ghiaiosa a destra che riporta sulla traccia di salita che si segue, in breve, tornando al Rifugio Locatelli-Innerkofler (45 minuti dalla cima della Torre di Toblin, 3.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si segue adesso il sentiero 101 per il Rifugio Auronzo; si scende dapprima su sentiero sassoso e ghiaioso procedendo poi in saliscendi e, infine, in risalita fino alla Forcella Lavaredo (2454 m).
Dalla Forcella Lavaerdo si segue il sentiero ghiaioso che porta in breve in discesa, in moderata pendenza, al Rifugio Lavaredo (2344 m); dal Rifugio Lavaredo si segue, quindi, la mulattiera ghiaiosa che riporta, in saliscendi, al Rifugio Auronzo (1.30 ore dal Rifugio Locatelli, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Auronzo – Forcella dè l’Col de Medo –  Malga Langalm – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Sasso di Sesto – Torre di Toblin – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo

Sentieri: 105 – traccia per il Sasso di Sesto – Ferrate della Torre di Toblin – 101

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i continui saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali

Quota massima: 2617 m

Difficoltà: E il Rifugio Locatelli-Innerkofler – EE il Sasso di Sesto – EEA la Torre di Toblin –  percorso senza particolari difficoltà tecniche, ma relativamente lungo, nell’anello per il Rifugio Locatelli-Innerkofler; salita al Sasso di Sesto su traccia sassosa con tratto finale non segnato ma ben intuibile con buona visibilità; la salita alla Torre di Toblin è su via ferrata (necessari kit da ferrata e casca) mediamente impegnativa tecnicamente (con due passaggi di difficoltà maggiore) ed esposizione elevata, la discesa è di moderato impegno tecnico (seppur con la difficoltà del percorrere ferrate in discesa). Lo sviluppo totale del percorso è di circa 13 chilometri.

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; il rifugio Locatelli-Innerkofler può essere raggiunto anche attraverso altri itinerari ed è anche punto di partenza per altre diverse escursioni a cime e vie ferrate.
Troviamo descritte sul sito, ad esempio, il percorso che tocca i Rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli-Innerkofler partendo dalla Val Fiscalina/Fischleintal (valle laterale della Val di Sesto/Sextental) e le salite alla Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze ed al Monte Paterno/Paternkofel (QUI la “pillola” sul percorso che raggiunge i rifugi dalla Val Fiscalina, QUI quella sulla salita alla Croda Fiscalina Orientale e QUI la “pillola” sull’ascesa al Monte Paterno)

Esperienza di Stefano: è necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del magnifico panorama di vetta; è consigliabile arrivare presto al Rifugio Auronzo per evitare lunghe code in macchina al pedaggio e la possibilità che i parcheggi vadano esauriti.
La ferrata è di difficoltà media (per esperti di questo genere di percorsi) ma non va sottovalutata vista la forte esposizione.

Lungo il primo tratto di percorso

Malga Langalm

Tratto in saliscendi verso il Pian da Rin

Salendo al Rifugio Locatelli-Innerkofler con vista sulle Tre Cime di Lavaredo

Rifugio Locatelli-Innerkofler

Salendo verso Sasso di Sesto e Torre di Toblin con vista su Rifugio Locatelli-Innerkofler e Monte Paterno

Salendo verso Sasso di Sesto e Torre di Toblin

Tratto non segnato verso il Sasso di Sesto

In vetta al Sasso di Sesto

Vista dal Sasso di Sesto sulla Torre di Toblin

Tratto verso l’attacco della Ferrata della Torre di Toblin

Lungo la via ferrata di salita

In cima alla Torre di Toblin

Lungo la ferrata di discesa

Tratto tra il Rifugio Locatelli-Innerkofler e la Forcella Lavaredo

Scendendo al Rifugio Lavaredo

Rifugio Lavaredo

Tornando al Rifugio Auronzo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Monte Casella di Dentro/Innergsell (2065 m) – Monte Casella di Fuori/Aussergsell (2004 m) – Dolomiti di Sesto

Il Monte Casella di Dentro/Innergsell, posto a 2065 metri di quota, e il Monte Casella di Fuori, di 2004 metri di altezza, sono due vette poste in Val di Sesto/Sextental nelle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten; dalla vette e lungo il percorso, spesso meno frequentato rispetto ad altri itinerari della zona, sono visibili panorami spettacolari sia su questo gruppo dolomitico che verso le Alpi Carniche (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Le due cime presentano diverse possibilità di accesso tutte piuttosto lunghe e con diversi tratti ripidi, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dai Bagni di Moso/Bad Moos; il tracciato presenta lunghi tratti nel bosco con anche dei punti ripidi, ampie zone pascolive sulle vette ed un tratto sassoso tecnicamente impegnativo nel tratto tra le due cime.

La salita comincia dai Bagni di Moso presso la stazione a valle della cabinovia Croda Rossa (1353 m); si segue il sentiero 12-102 verso l’imbocco della Val Fiscalina, il percorso sale lievemente su mulattiera tra pascoli portando in breve al bivio col sentiero 12.
Si segue a destra il sentiero 12 per il Monte Casella, si sale dapprima in pendenza moderata nel bosco e poi costeggiando un canalone; rientrati nel bosco si sale a tratti ripidamente ed a tratti in pendenza moderata in lungo sviluppo sino a raggiungere un pianoro con pascoli.
Proseguendo verso destra si raggiunge quindi un bivio; seguendo sempre il sentiero 12 per il Monte Casella di Dentro si sale molto ripidamente nel bosco fino a raggiungere dei capanni e la vetta prativa del Monte Casella di Dentro (2065 m, 2.30 ore dalla partenza).

Continuando sul sentiero 12 verso il Monte Casella di Fuori si procede in saliscendi su sentiero sassoso, con alcuni tratti ripidi ed un impegnativo tratto franato, fino a scende poi su grossi sassi fino al bivio tra il sentiero 12 e il 12A.
Si segue il sentiero 12 che in breve, con salita con pendenza moderata nel bosco, porta alla vetta prativa del Monte Casella di Fuori (2004 m, croce, 30 minuti dal Monte Casella di Dentro, 3.00 ore dalla partenza).

Si torna in breve al bivio tra il sentiero 12 e il 12A; si scende, quindi, verso Sesto col sentiero 12A scendendo molto ripidamente nel bosco; si ignora la deviazione del sentiero 16B e continuando a scendere, sempre ripidamente, sul sentiero 12A si giunge ad un tratto bagnato che costeggia il torrente con cascatella fino ad un ulteriore bivio.
Si segue, quindi, a destra la mulattiera per Moso; la mulattiera sassosa scende in lungo sviluppo con anche alcuni tornanti fino a giungere ad un bivio; si prende, quindi, a sinistra il sentiero 1A per Moso incrociando, in breve, un sentiero/pista ciclabile che si segue con indicazione sentiero 102 per i Bagni di Moso che si raggiungono in breve in leggera risalita (2.00 ore dal Monte Casella di Fuori, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: Bagni di Moso – Monte Casella di Dentro – Monte Casella di Fuori – Bagni di Moso

Sentieri: 12/102 – 12 – 12A – mulattiera per Moso – 1A – 102

Dislivello: 750 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali (3.00 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2065 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino al Monte Casella di Dentro, difficoltà EE nel tratto tra le due cime con anche un impegnativo tratto franato, difficoltà E in discesa. Presenza di diversi tratti ripidi lungo il percorso, sviluppo totale di quasi 12 chilometri

Data di ascesa: giugno 2022

Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario nella prima parte di giugno con, quest’anno, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita. Il tratto tra le due cime è impegnativo e vanno valutate bene le condizioni del percorso e, se ci fossero problemi, piuttosto rinunciare a proseguire verso il Monte Casella di Fuori. È bene scegliere, inoltre, giornate serene per godere del bellissimo panorama delle vette.

Primo tratto del percorso

Salendo al Monte Casella di Dentro

In cima al Monte Casella di Dentro

Tratto tra le due cime

In cima al Monte Casella di Fuori

In discesa sul sentiero 12A

Lungo la mulattiera verso Moso

Tornando ai Bagni di Moso

Cliccare sull’immagine per visualizzare i Bagni di Moso su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Croda Rossa/Rotwand – Val di Sesto

Il comprensorio escursionistico e sciistico della Croda Rossa/Rotwand si trova nelle Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten  in Val di Sesto/Sextental, valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal, ed è raggiungibile in cabinovia da Moso/Moos, frazione di Sesto/Sexten (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Nei pressi della stazione a monte degli impianti estivi, posta ad oltre 1900 metri di quota, è possibile godere di numerose possibilità di divertimento ed attività sportive adatte a diverse esigenze.

Sono presenti, infatti, vari rifugi che propongono piatti tipici come il Rifugio Rudi e il Rifugio Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesenhütte, aree attrezzate per bambini, il “Teatro montano” con sedili in legno con bellissima vista sulla Val di Sesto ed una fitta rete di sentieri che permette diverse possibilità escursionistiche su tracciati di diversa difficoltà.

Tra questi troviamo, ad esempio, un percorso per famiglie, il sentiero che conduce al Museo all’aperto della Grande Guerra, diverse possibilità di discesa a valle, e salite più impegnative come quelle verso il Monte Castelliere e la ferrata che conduce in vetta alla Croda Rossa.

La vetta del Castelliere e i Prati di Croda Rossa possono essere raggiunti, con percorso ad anello, anche dal Passo Monte Croce di Comelico, posto sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Veneto; il tracciato, che attraversa anche tratti impegnativi nei pressi della vetta passa per ambienti diversi sia più rocciosi ed aspri che boscosi e pascolivi (QUI la “pillola” sul percorso dal Passo Monte Croce di Comelico al Castelliere ed i Prati di Croda Rossa).

L’area della Croda Rossa  è, inoltre, compresa nel comprensorio sciistico delle Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che offre, in inverno, oltre 100 chilometri di piste di sci alpino, sentieri innevati battuti per ciaspolatori e piste da slittino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomites).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2019 ed estate 2020 e 2023

Zona della stazione a valle degli impianti vista salendo in cabinovia

Cabinovia Croda Rossa nei pressi della stazione a monte

Cartelli escursionistici alla stazione a monte della cabinovia

Prati di Croda Rossa

Rifugio Prati di Croda Rossa

Rifugio Rudi

Vista sulla Val di Sesto dal “Teatro montano”

Escursionismo sui sentieri del comprensorio

Lungo il percorso per famiglie

Una delle postazioni di guerra del Museo all’aperto

Lungo il tratto del percorso dal Passo Monte Croce di Comelico alla vetta del Castelliere

Vetta del Castelliere

Vista sulla Val di Sesto e i Prati di Croda Rossa dal Castelliere

Lungo il tratto del percorso dalla vetta del Castelliere ai Prati di Croda Rossa

Lungo il tratto del percorso dai Prati di Croda Rossa al Passo Monte Croce di Comelico

Vista sul comprensorio della Croda Rossa in inverno

Piste della zona della Croda Rossa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e sulla Valle Aurina


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Moso-Croda Rossa su Google Maps

Pausa Ganda/Gantraste (2130 m) – Dolomiti di Sesto

La Pausa Ganda/Gantraste, elevazione posta a 2130 metri di quota, si trova nelle Dolomiti di Sesto nel sottogruppo dei Baranci/Haunold ed è raggiungibile partendo dalla seggiovia dei Baranci situata nel noto paese di San Candido/Innichen in Alta Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla seggiovia dei Baranci e QUI quella sul paese di San Candido).

Il percorso per la Pausa Ganda si svolge prevalentemente in aree boschive con sentiero con diversi tratti ripidi; il tracciato raggiunge, dapprima, la Malga Maier/Kaser (non gestita) salendo poi verso la panoramica vetta con vista che spazia, in giornate serene, verso Baranci, Alpi Carniche/Karnische Alpen, Alpi Noriche/Norische Alpen, Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe e la sottostante Val Pusteria.

La salita alla Pausa Ganda comincia dalla stazione a monte della seggiovia Baranci (1499 m, Rifugio Gigante Baranci), dall’arrivo della seggiovia si segue il sentiero 6 per la Gantraste, si sale dapprima nel bosco e poi con traccia terrosa ripida (possibili tratti fangosi) in una zona con erba alta e arbusti; si rientra, quindi, nel bosco fino a giungere alla Malga Maier/Kaser (1703, non effettua servizio di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Dalla malga si segue sempre il sentiero 6 per la Gantraste, si costeggia la staccionata della malga e si sale poi nel bosco con traccia terrosa e ghiaiosa alternando tratti ripidi ad altri in falsopiano.
Si giungere, quindi, al ripido tratto finale che porta, uscendo dal bosco su traccia ghiaiosa, alla cima della Pausa Ganda/Gantraste (2130 m, croce, 1.15 ore dalla Malga Maier, 2.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 3.45 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Baranci – Malga Maier Kaser – Pausa Ganda – Malga Maier Kaser – Stazione a monte seggiovia Baranci

Sentieri: 6

Dislivello: 650 metri in salita e in discesa considerati i brevi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2130 m

Difficoltà: E – itinerario con dislivello e difficoltà tecnica moderati ma con presenza di alcuni tratti ripidi nel bosco e nel tratto finale per la cima, sviluppo totale di 9 chilometri circa tra andata e ritorno.

Data di ascesa: settembre 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura della seggiovia Baranci e del Rifugio Gigante Baranci.
Dalla seggiovia Baranci parte anche il percorso che porta alla vetta della Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldköpfl (QUI la “pillola” sulla salita alla Piccola Rocca dei Baranci).

Esperienza di Stefano: percorso adatta ad inizio stagione appena scioltasi la neve o anche verso fine stagione prima dell’arrivo della neve nuova; l’itinerario è relativamente breve ma con, comunque, alcuni tratti un po’ faticosi che non vanno sottovalutati (soprattutto in casi di terreno con fango). è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’ampio panorama di vetta.

Seggiovia Baranci

Rifugio Gigante Baranci

Salendo alla Malga/Maier Kaser

Malga Maier Kaser

Salendo alla Pausa Ganda

Vista sui Baranci

Ultimo tratto di salita verso la vetta della Pausa Ganda

In cima alla Pausa Ganda

Vista dalla vetta verso i Baranci

Vista verso le Alpi Carniche

Vista su San Candido e le Alpi Noriche

Vista sulle Vedrette di Ries

Vista sulla Val Pusteria


Cliccare sull’immagine per visualizzare la Seggiovia Baranci di San Candido su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Val di Sesto/Sextental – dove è cominciata la mia passione per il Sudtirolo

Con questa pillola vorrei descrivere, seppur brevemente, come è cominciato il mio legame con l’Alto Adige/Südtirol.  I miei primi approcci con la terra sudtirolese sono cominciati, infatti, in vacanza con i miei genitori quando avevo 4 anni; però i primi ricordi nitidi li ho dai 6 anni in avanti e rammento bene come una delle mete delle vacanze estive ed invernali con i miei genitori più amata da ragazzo è stata la Val di Sesto/Sextental (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

La Val di Sesto è una valle laterale dell’Alta Val Pusteria/Pustertal e giace in posizione idilliaca tra le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten e le Alpi Carniche/Karnischen Alpen nei pressi dei confini con Austria e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

Le vacanze con meta il paese di Sesto/Sexten e la sua frazione Moso/Moos (in particolare all’Hotel Holzer di Moso) erano, per me e i miei genitori, uno degli “eventi” clou dell’anno e già a Milano, dove sono nato e vivevo da ragazzo, prima delle vacanze programmavamo quali giri in montagna volevamo percorrere e su quali piste sciare (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti, QUI la “pillola” sull’area escursionistica del Monte Elmo).

Quando “l’attesa milanese” finiva e finalmente cominciavano le vacanze era sempre una gioia trovarsi in Val di Sesto e rivedere paesi, monti, paesaggi e negozi ed alberghi ormai famigliari dopo vari anni di vacanze in zona.

Tra una salita al Monte Elmo/Helm (la mia prima cima salita nell’ormai lontano 1997) nelle Alpi Carniche, un’escursione ai quattro famosi Rifugi Comici, Cengia, Locatelli e Fondovalle in Val Fiscalina e una sciata invernale sulle piste del comprensorio (allora più piccolo di adesso) è nata la passione per questa valle, ma non solo (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Elmo e QUI la “pillola” sulla Val Fiscalina).

Da quando vivo, ormai permanentemente, in Alto Adige è sicuramente più veloce raggiungere la Val di Sesto rispetto a quando vivevo a Milano; cerco, quindi, di sfruttare questa possibilità frequentando la Val di Sesto nelle diverse stagioni ed è sempre una gioia poter tornare nel mio “posto del cuore”.

Vivendo fin da piccolo anche “pillole” (per restare in tema) di tradizioni, cultura, cucina e modo di vivere della Val di Sesto è cresciuta, seppur forse inconsciamente all’inizio, la passione per la montagna e per l’Alto Adige/Südtirol che mi ha portato, lungo le varie vicende delle vita, a volermi trasferire in Alto Adige e approcciarmi ad una specializzazione lavorativa in ambito di marketing turistico ed aziendale con focus sulla terra sudtirolese.

Di questo percorso di vita che mi ha portato dalla Pianura Padana al Sudtirolo, se vorrete, potrete leggere qualche dettaglio in più nelle altre “pillole” dell’area blog del sito.

Corso di sci in Val di Sesto (anno 2002)

In cima al Cornetto della Val Casies (anno 2003)

In cima alla Croda Rossa di Sesto (anno 2002)

Nel comprensorio di sport invernali Tre Cime Dolomiti (anno 2004)

In cima alla Croda Fiscalina Orientale nei pressi del Rifugio Pian di Cengia (foto del 2018 ricordando la prima volta al rifugio nel 1997)

In cima al Monte Elmo (foto del 2018 ricordando la mia prima salita in vetta nel 1997)

Alcune foto più recenti

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

QUI si trovano le altre “pillole” sulla mia storia in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Sesto su Google Maps

Rifugio Tre Scarperi/Dreischusterhütte – Val di Sesto

Il Rifugio Tre Scarperi/Dreischusterhütte è posto a 1626 metri di quota, nel magnifico gruppo montuoso delle Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, in Val Campo di Dentro/Innerfeldtal, valle laterale della Val di Sesto/Sextental che si dirama dall’Alta Val Pusteria nei pressi di San Candido/Innichen (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto e QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Il rifugio può essere raggiunto partendo dal parcheggio invernale posto all’imbocco della Val Campo di Dentro, a pochi chilometri dal paese di Sesto/Sexten, con sviluppo piuttosto lungo, sia tramite sentiero nel bosco (battuto solo dagli escursionisti) che tramite mulattiera, solitamente battuta dal gatto delle nevi.

Inoltre, la Val di Sesto ospita, in inverno, anche il noto comprensorio di sport invernali Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomiten; (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti).

Il percorso comincia dal parcheggio posto all’inizio della Val Campo di Dentro (1250 m) seguendo la strada asfaltata in leggera salita; con 2 chilometri di sviluppo, qualche tratto ghiacciato possibile, si raggiunge il secondo parcheggio (fin qui, se le condizioni della strada lo consentono) volendo anche in macchina.

Dal secondo parcheggio si sale a destra su sentiero numero 105 nel bosco verso il Rifugio Tre Scarperi; seguendo la traccia (battuta solo dagli escursionisti) si sale alternando tratto in leggera salita ad altri con pendenza moderata.
Si incrocia quindi, una prima volta la mulattiera, seguendo sempre il sentiero nel bosco si procede con salita moderata incrociando nuovamente la mulattiera nei pressi del terzo parcheggio (non raggiungibile in macchina in inverno).

Si segue adesso in breve la mulattiera raggiungendo il bivio per il sentiero nel bosco; lo si segue a sinistra giungendo ad un ulteriore bivio; si prosegue a sinistra verso il Rifugio Tre Scarperi salendo con pendenza moderata tra rado bosco e spazi aperti fino ad incrociare nuovamente la mulattiera che si segue, in breve, fino al Rifugio Tre Scarperi (1626 m, 2.00 ore dalla partenza).
In discesa si segue integralmente la mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che riporta tra spazi aperti e tratti nel bosco al parcheggio invernale superiore ed a quello posto all’imbocco della Val Campo di Dentro (1.30 ore dal Rifugio Tre Scarperi, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: primo parcheggio Val Campo di Dentro – parcheggio invernale Val Campo di Dentro – Rifugio Tre Scarperi – parcheggio invernale Val Campo di Dentro – primo parcheggio Val Campo di Dentro

Sentieri: traccia che segue in salita il sentiero estivo 105 e la mulattiera in discesa

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 1626 m

Difficoltà: EAI –  escursione non difficile tecnicamente con condizioni buone della neve e del meteo; il sentiero nel bosco è battuto solo dagli escursionisti. Sviluppo piuttosto lungo di circa 11 chilometri tra andata e ritorno. Con neve fresca o ghiaccio è necessario il necessario equipaggiamento (ciaspole e/o ramponcini).
Se sul sentiero nel bosco non fosse presente la traccia, o non ci fossero buone condizioni, è consigliabile salire e scendere lungo la mulattiera

Data di percorrenza: febbraio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Tre Scarperi e le condizioni di battitura del sentiero. Volendo, se le condizioni della strada lo permettono, è possibile salire in macchina fino al secondo parcheggio (in questo caso si risparmiano 4 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno)

Tratto tra il parcheggio posto all’imbocco della Val Campo di Dentro ed il parcheggio superiore invernale

Parcehggio superiore invernale

Salendo al Rifugio Tre Scarperi sul sentiero nel bosco

Breve tratto su mulattiera poco dal parcheggio estivo al successivo bivio del sentiero nel bosco

Nuovamente sul sentiero nel bosco

Tratto finale su mulattiera verso il Rifugio Tre Scarperi

Rifugio Tre Scarperi

Discesa seguendo integralmente la mulattiera

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio all’imbocco della Val Campo di Dentro su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze (2677 m) – Rifugio Pian di Cengia/Büllelejochhütte (2528 m) – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime/Drei Zinnen (2405 m) – Dolomiti

La Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze, vetta alta 2677 metri, e una cima, posta nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserita in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e la Croda dei Toni/Zwolferkopf. (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

La zona dove si trova la cima della Croda Fiscalina Orientale presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Alto Adige/Südtirol; le cime descritta si trova, invece, interamente in territorio sudtirolese.

La salita comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m), si segue il sentiero 101 sul larga mulattiera ghiaiosa fino al Rifugio Lavaredo (2344 m), dal Rifugio Lavaredo si segue quindi il sentiero 104 che porta in lungo saliscendi su traccia ghiaiosa ai Laghi di Cengia, dai laghetti si sale quindi con pendenza moderata su traccia sassosa fino alla Forcella Pian di Cengia/Büllelejoch (2522 m) e al Rifugio Pian di Cengia/Büllelejochhütte (2528 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue quindi il sentiero 101A per la Croda Fiscalina, si sale su traccia sassosa e ghiaiosa, facendo attenzione a non perdere la traccia corretta, in ambiente roccioso. Dopo un tratto in saliscendi si giunge alla cresta finale che porta più ripidamente in cima alla Croda Fiscalina Orientale (2677 m, croce, 0.30 ore dal Rifugio Pian di Cengia, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna al Rifugio Pian di Cengia e alla Forcella Pian di Cengia, si segue, quindi, il sentiero 101 che in lungo sviluppo in saliscendi su traccia sassosa porta al Rifugio Locatelli-Innerkofler alla Tre Cime/Drei Zinnen Hütte (2405 m, 1.45 ore dalla Croda Fiscalina Orientale, 4.15 ore dalla partenza).

Si torna al Rifugio Locatelli-Innerkofler e seguendo il sentiero 101 in lungo saliscendi, su traccia ghiaiosa e sassosa, si giunge alla Forcella Lavaredo/Patern Sattel (2454 m). Si scende quindi in breve al Rifugio Lavaredo e si torna infine al Rifugio Auronzo (1.30 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Auronzo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Pian di Cengia – Croda Fiscalina Orientale – Rifugio Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo

Sentieri: 101 – 104 – 101A – 101

Dislivello: 600 metri in salita e discesa compresi i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore totali

Quota massima: 2677 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica media con alcuni tratti ripidi sassosi

Data di ascesa: agosto 2018

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; i rifugi Locatelli-Innerkofler e Pian di Cengia possono essere raggiunti anche attraverso altri itinerari e sono anche punto di partenza per altre diverse escursioni a cime e vie ferrate.
Troviamo descritte sul sito, ad esempio, il percorso che tocca i Rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli-Innerkofler partendo dalla Val Fiscalina/Fischleintal (valle laterale della Val di Sesto/Sextental), l’ascesa su via ferrata al Monte Paterno/Paternkofel e l’ascesa su via ferrata alla Torre di Toblin/Toblinger Knoten e la salita al Sasso di Sesto/Sextner Stein (QUI la “pillola” sul percorso che raggiunge i rifugi dalla Val Fiscalina, QUI quella sull’ascesa al Monte Paterno e QUI quella sull’ascesa alla Torre di Toblin e la salita al Sasso di Sesto).

Esperienza di Stefano: è consigliabile arrivare presto al Rifugio Auronzo per evitare lunghe code in macchina al pedaggio e la possibilità che i parcheggi vadano esauriti. il percorso è spettacolare, per cui è bene percorrerlo in una giornata dall’ampia visibilità, ma piuttosto lungo e non va sottovalutato.

Tratto dal Rifugio Auronzo al Rifugio Lavaredo

Tratto tra il Rifugio Lavaredo alla deviazione per il Rifugio Pian di Cengia

Deviazione per il Rifugio Pian di Cengia

Percorso per la Forcella Pian di Cengia

Alla Forcella Pian di Cengia

Tratto finale verso il Rifugio Pian di Cengia

Rifugio Pian di Cengia

Salendo alla Croda Fiscalina Orientale

In vetta alla Croda Fiscalina Orientale

Panorama dalla vetta della Croda Fiscalina Orientale

Sentiero verso il Rifugio Locatelli-Innerkofler

Rifugio Locatelli-Innerkofler con vista sulle Tre Cime di Lavaredo

Percorso verso la Forcella Lavaredo

Alla Forcella Lavaredo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Sesto/Sexten e Moso/Moos – Val Pusteria

Nella zona dell’Alta Val Pusteria/Hochpustertal troviamo alcuni dei paesi dell’Alto Adige/Südtirol più amati e conosciuti dai turisti e visitatori; tra questi sono presenti San Candido/Innichen, Sesto/Sexten, Villabassa/Niederdorf, Monguelfo/Welsberg e Dobbiaco/Toblach.

Sesto e la sua frazione Moso/Moos, posti a oltre 1300 metri di quota e che contano insieme quasi 1900 abitanti, si trovano in Val di Sesto/Sextental; questa valle si separa dalla Val Pusteria/Pustertal all’altezza di San Candido e porta fino al Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass, che mette in comunicazione con Padola e il Veneto (QUI la “pillola” sul Passo Monte Croce di Comelico).

La Val di Sesto e i suoi due paesi si trovano in una delle zone più belle del Sudtirolo e presentano un fondovalle, in cui scorre il Rio di Sesto/Sexten Bach, molto verde e ricco di pascoli cinto da un lato dalle Alpi Carniche/Karnischer Alpen e dall’altro versante dalle notissime Dolomiti di Sesto con vari sottogruppi quali: Baranci/Haunold, Tre Scarperi/Drei Schuster e Croda Rossa/Rote Wand.
Da Sesto e Moso parte delle visibili Dolomiti di Sesto formano la cosiddetta “Meridiana di Sesto” con il Sole che illumina le cime allo scoccare di alcune ore. (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

Tra i monumenti religiosi più importanti di Sesto e Moso troviamo la chiesa parrocchiale di Sesto del 1824, di stile neobarocco dedicata ai Santi Pietro e Paolo, che presenta in una cappella antistante al cimitero il famoso dipinto della “Danza macabra” dipinta da Rudolf Stolz e la piccola chiesa di Moso edificata nel 1717 e dedicata a San Giuseppe.

In Val di Sesto si trovano anche tantissimi sentieri e rifugi posti nella valle principale e nelle laterali Val Campo di Dentro/Innerfeldtal e Val Fiscalina/Fischleintal da cui partono i sentieri verso rifugi molto noti quali: Fondovalle/Talschlusshütte (1548 m) Zsigmondy-Comici (2224 metri), Rifugio Pian di Cengia/Büllelejoch Hütte (2528 metri) e Rifugio Locatelli/Dreizinnenhütte (2408 m) (QUI la “pillola” sulla Val Fiscalina).

Inoltre, nella Val di Sesto sono situati anche due comprensori escursionistici e sciistici molto interessanti: quello del Monte Elmo/Helm che si raggiunge con la nuova cabinovia dal centro abitato di Sesto e dal “Pollaio”, nei pressi di Moso, tramite la cabinovia Tre Cime e quello della Croda Rossa/Rote Wand che si raggiunge in cabinovia da Moso (QUI la “pillola” collegata al comprensorio del Monte Elmo e QUI quella sull’area della Croda Rossa).

Le due aree sono, in inverno, collegate tra di loro e fanno parte del comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che offre, oltre a 100 chilometri di piste di sci alpino, sentieri innevati battuti per ciaspolatori, piste da sci di fondo e piste da slittino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti).

Tra le tante escursioni possibili in Val di Sesto, sia estive che invernali, sul sito delle Pillole sudtirolesi troviamo:

estive in Val di Sesto:

Col Quaternà – Passo Silvella – Malga Alpe Nemes: QUI la “pillola”
Castelliere/Burgstall – Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen: QUI la “pillola”
Croda Sora i Colesei: QUI la “pillola”
Malga Klammbachalm – Malga Alpe Nemes: QUI la “pillola”
Monte Arnese/Hornischegg – Tovo Alto/Hochgruben – Rifugio Sillianerhütte: QUI la “pillola”
Monte Casella di Dentro/Innergsell e Monte Casella di Fuori/Aussergsell: QUI la “pillola”
Monte Covolo – Malga Alpe di Nemes: QUI la “pillola”
Monte Elmo/Helm – Rifugio Gallo Cedrone/Hanspielhütte: QUI la “pillola”
Rifugio Zsigmondy-Comici – Rifugio Pian di Cengia/Büllelejoch Hütte – Rifugio Locatelli/Dreizinnenhütte: QUI la “pillola”
Val Fiscalina/Fischleintal: QUI la “pillola”

estive in altre aree delle Dolomiti di Sesto:

Croda Fiscalina Orientale/Oberbachspitze – Rifugio Pian di Cengia – Rifugio Locatelli alle Tre Cime: QUI la “pillola”
Lago di Dobbiaco/Toblachersee: QUI la “pillola”
Monte Paterno/Paternkofel – Rifugio Locatelli alle Tre Cime: QUI la “pillola”
Pausa Ganda/Gandraste: QUI la “pillola”
Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldkopfl: QUI la “pillola”
Torre di Toblin/Toblinger Knoten – Sasso di Sesto/Sextner Stein – Rifugio Locatelli alle Tre Cime: QUI la “pillola”

invernali in Val di sesto e dintorni:

Lago di Dobbiaco/Toblachersee: QUI la “pillola”
Malga Alpe Nemesalm – Monte Covolo/Seikofel: QUI la “pillola”
Malga Klammbachalm: QUI la “pillola”
Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte in Val Fiscalina: QUI la “pillola”
Rifugio Tre Scarperi/Dreischusterhütte: QUI la “pillola”

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024

La Val di Sesto vista dall’alto

La chiesa di Moso con la retrostante “Meridiana di Sesto”

Hotel Holzer a Moso ove ho passato tante vacanze prima di trasferirmi definitivamente in Alto Adige ed anche dopo il trasferimento

Sesto vista dall’alto

Scalinata di accesso alla chiesa parrocchiale con dipinto della Danza Macabra

Chiesa parrocchiale

“Merdiana” di Sesto

Cabinovia del Monte Elmo

Vista sulle Dolomiti di Sesto dal comprensorio del Monte Elmo

Monte Elmo

Monte Elmo e Tovo Alto visti dal Monte Arnese

Monte Arnese

Rifugio Sillianer

Cabinovia Tre Cime

Comprensorio Croda Rossa

Vista sulla cima della Croda Rossa dall’omonimo comprensorio

Lungo la Val Fiscalina

Rifugio Fondovalle

Rifugio Zsigmondy-Comici

Croda dei Toni vista salendo al Rifugio Zsigmondy-Comici

Rifugio Pian di Cengia

Rifugio Locatelli-Innerkofler e Tre Cime di Lavaredo

Meridiana di Sesto vista dal Monte Casella di Dentro/Innergsell

Passo Monte Croce di Comelico

Croda Sora i Colesei

Malga Klammbachalm

Malga Alpe Nemes

Panorami dall’Alpe di Nemes

Monte Covolo

Col Quaternà

In Val di Sesto in autunno

Moso e la Meridiana di Sesto viste in inverno dalle piste del comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti

Lungo le piste del comprensorio Tre Cime Dolomiti

Lungo i sentieri innevati battuti in Val Fiscalina

Piste da sci di fondo in Val Fiscalina

Malga Klammbach

Monte Covolo

Verso Malga Alpe Nemes

Verso il Rifugio Tre Scarperi

Rifugio Tre Scarperi

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina



Cliccare sull’immagine per visualizzare Sesto/Sexten su Google Maps

Monte Elmo/Helm – Val Pusteria

Nella zona dell’Alta Val Pusteria/Hochpustertal prende origine la catena delle Alpi Carniche/Karnischen Alpen che, sviluppandosi poi verso est, segna a lungo il confine tra Italia e Austria passando per Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

L’elevazione più occidentale delle Alpi Carniche posta sul confine tra Italia e Austria, a cavallo tra Sudtirolo e Tirolo Austriaco dell’est/Östtirol, è il Monte Elmo/Helm che supera i 2400 metri di quota.
Grazie agli impianti di risalita si può salire in cabinovia alla base del Monte Elmo, a 2000 metri di quota, sia in cabinovia da Versciaco/Vierschach nei pressi di San Candido/Innichen, sia con le nuova cabinovia con grandi cabine da Sesto/Sexten in Val di Sesto/Sextental (QUI la “pillola” sul paese di Sesto e QUI quella sul paese di San Candido).

Nei pressi della stazione a monte degli impianti estivi è possibile godere di numerose possibilità di divertimento ed attività sportive adatte a diverse esigenze.
Sono presenti, infatti, vari rifugi che propongono piatti tipici, il Parco Natura per bambini Olperl con la possibilità di osservare animali, mulini e giochi d’acqua, un percorso da percorrere a piedi nudi ed una fitta rete di sentieri che permette diverse possibilità escursionistiche percorribili sia a piedi che in bicicletta verso malghe e cime di diversa difficoltà

Tra queste troviamo, ad esempio, sia escursioni familiari tranquille come ad esempio la gita fino al Rifugio Gallo Cedrone/ Hahnspielhütte, sia salite più impegnative come la salita al Monte Elmo, al Rifugio Sillian/Sillianerhütte ed oltre lungo il percorso della Traversata Carnica. (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Elmo).

Il Rifugio Sillian con la vetta del Tovo Alto/Hochgruben e la vetta del Monte Arnese/Hornischegg possono essere anche raggiunti, in minor tempo, dalla nuova cabinovia Tre Cime con stazione a valle posta al “Pollaio”/Stiergarten nei pressi di Moso/Moos, frazione di Sesto/Sexten (QUI la “pillola” sulla salita a Rifugio Sillian, Tovo Alto e Monte Arnese dalla cabinovia Tre Cime).

Dai percorsi sopra citati si ha un bellissimo panorama verso il Tirolo austriaco, verso la cresta carnica e, soprattutto, verso le Dolomiti di Sesto (QUI la “pillola” collegata).

La area del Monte Elmo è, inoltre, compresa nel comprensorio sciistico delle Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che offre, in inverno, oltre 100 chilometri di piste di sci alpino, sentieri innevati battuti per ciaspolatori e piste da slittino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomites).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2020, 2021, 2022 e 2024

Nuova cabinovia che sale da Sesto

Vista sulla Meridiana di Sesto dalla stazione a valle della cabinovia

Lungo la salita in cabinovia

Cabinovia che sale da Versciaco

Alla stazione a monte degli impianti

Rifugio Monte Elmo

Parco Natura per bambini Olper’s

Cartelli escursionistici

Fioriture lungo i percorsi

Percorso verso il Rifugio Gallo Cedrone con vista sulla vetta del Monte Elmo

Vista sulla Meridiana di Sesto lungo il percorso

Rifugio Gallo Cedrone

Salendo al Monte Elmo su sentiero 3 e 3A

In vetta al Monte Elmo

Panorama sulla cresta carnica di confine tra Italia ed Austria

Panorami dalla vetta verso le Dolomiti di Sesto

Vista sul versante austriaco

Percorso verso il Monte Elmo sul sentiero 4

Rifugio Sillian

Monte Elmo e Tovo Alto visti dalla vetta del Monte Arnese/Hornischegg

Cabinovia Tre cime

Area del Monte Elmo in autunno

Vista invernale sulle Dolomiti di Sesto dalle piste del Monte Elmo, facenti parte del comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e sulla Valle Aurina



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Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Versciaco-Monte Elmo su Google Maps

Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten – Val Pusteria

Le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten si estendono tra l’Alto Adige/Südtirol orientale e il bellunese e prendono il nome dal paese di Sesto/Sexten, situato nell’omonima Val di Sesto/Sextental che si dirama dalla Val Pusteria all’altezza di San Candido/Innichen (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Il famoso gruppo delle Dolomiti di Sesto è in parte compreso nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto, fanno parte di questo grande gruppo dolomitico cime molto note tra le quali troviamo, ad esempio: Tre Cime di Lavardeo/Drei Zinnen, Monte Paterno/Paternkofel, Tre Scarperi/Dreischuster, Torre di Toblin/Toblinger Knoten, Sasso di Sesto/Sextner Stein, Croda dei Toni/Zwölferkofel, Croda Rossa di Sesto/Sextner Rotwand e Baranci/Haunold.

Le Dolomiti di Sesto sono percorse da una fitta rete di sentieri, vie ferrate, vie d’arrampicata e ospitano svariati rifugi molto noti e frequentati tra i quali: Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia/Büllelejoch, Locatelli alle Tre Cime/Drei Zinnen, Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen e tanti altri.

Dalla Val di Sesto e dalla laterale Val Fiscalina/Fischleintal è possibile osservare la “Meridiana di Sesto” formata da varie cime dolomitiche che ricevono il Sole in determinate ore del giorno, prendendo, quindi, anche il nome di Cima Nove, Cima Dieci, Cima Undici, Cima Dodici e Cima Uno (QUI la “pillola” sulla Val Fiscalina).

Tra le tante possibili escursioni nelle Dolomiti di Sesto troviamo descritte sul sito le seguenti:

– Castelliere/Burgstall – Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen: QUI la “pillola”
– Croda Fiscalina Orientale/Oberbachspitze – Rifugio Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola”
– Croda Sora i Colesei: QUI la “pillola”
– Lago di Dobbiaco/Toblachersee: QUI la “pillola”
– Monte Casella di Dentro/Innergsell e Monte Casella di Fuori/Aussergsell: QUI la “pillola”
– Monte Paterno/Paternkofel – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola”
– Monte Piana – Monte Piano – Rifugio Bosi: QUI la “pillola”
– Pausa Ganda/Gandraste: QUI la “pillola”
– Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldkopfl: QUI la “pillola”
– Rifugio Zsigmondy-Comici – Rifugio Pian di Cengia/Büllelejoch Hütte – Rifugio Locatelli-Innerkofler/Dreizinnenhütte – Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte (salita dalla Val Fiscalina): QUI la “pillola”
– Torre di Toblin/Toblinger Knoten – Sasso di Sesto – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola”

Inoltre, Le Dolomiti di Sesto ospitano anche il comprensorio sciistico delle Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che offre, in inverno, oltre 100 chilometri di piste di sci alpino, sentieri innevati battuti per ciaspolatori e piste da slittino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomites, QUI quella sull’escursione su sentiero innevato al Rifugio Tre Scarperi, QUI la “pillola” sul sentiero invernale per il Rifugio Fondovalle).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Dolomiti di Sesto (con la “Meridiana di Sesto”) viste dal Monte Elmo/Helm

Val Fiscalina con vista sulla Cima Uno

Rifugio Fondovalle

Versante nord delle Tre Cime di Lavaredo

Monte Paterno e Laghi dei Piani

Rifugio Locatelli-Innerkofler con Sasso di Sesto e Torre di Toblin

Rifugio Locatelli-Innerkofler e Tre Cime di Lavaredo

Torre di Toblin

Rifugio Pian di Cengia

Croda dei Toni (Cima Dodici)

Rifugio Zsigmondy-Comici

Tre Scarperi

Croda Rossa e Croda dei Torni viste dal Monte Casella

Baranci

Baranci visti dalla Pausa Ganda

Piccola Rocca dei Baranci

Gruppo Tre Scarperi visto dai Prati di Croda Rossa

Castelliere

Croda Sora i Colesei

Monte Piana

Monte Piano

Vista autunnale sulle Dolomiti di Sesto

Le Dolomiti di Sesto in inverno

La “Meridiana di Sesto” vista in inverno dalla piste da sci di fondo e dai sentieri innevati in Val Fiscalina

Cima Uno in inverno vista dai pressi del Rifugio Fondovalle

Dolomiti di Sesto viste dalla Val Campo di Dentro dal Rifugio Tre Scarperi

Lago di Dobbiaco

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e sulla Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.