Cabinovia e funivia Seceda – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche quelli del Seceda, posti nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler, che da Ortisei/St. Ulrich tramite cabinovia e funivia portano ai 2500 metri di quota della stazione a monte situata in zona estremamente panoramica (QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Nella zona della stazione a monte si trovano il Rifugio Seceda e la Baita Sofie che propongono piatti tipici e permettono di mangiare e rilassarsi godendo di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella, Sciliar e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte della funivia è anche possibile salire con percorso di pochi minuti di cammino la vetta del Seceda su cui sono poste una grande croce tradizionale in legno ed una tavola panoramica che descrive le tantissime vetta visibili; il Seceda è anche raggiungibile con escursione di medio impegno partendo dalla cabinovia Col Raiser proveniente da Santa Cristina/St. Christina (QUI la “pillola” sulla salita dalla cabinovia Col Raiser).

In inverno gli impianti del Seceda sono compresi, inoltre, nel comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites, facente parte del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e nell’inverno 2020 e 2022

Funivia Seceda

Stazione a valle della cabinovia

Rifugio Seceda

Vista sulle Odle e la Baita Sofie con sentiero proveniente dalla cabinovia Col Raiser

Vista su Ortisei e la Val Gardena dalla stazione a monte della funivia

Panorami dolomitici lungo il percorso di salita alla vetta del Seceda

Croce tradizionale posta sulla vetta del Seceda

Piattaforma panoramica con dsecrizione delle cime visibili

Piste da sci dell’area del Seceda in inverno

Vetta del Seceda in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole”sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Seceda ad Ortisei su Google Maps


Seceda (2518 m) – Dolomiti

Il Seceda, cima di 2518 metri di quota posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, è una vetta molto conosciuta dominante la zona pascoliva del Col Raiser, dalla vetta e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su vari gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Seceda presenta varie possibilità di salita; qui viene proposto l’itinerario inserito in zona bucolica e pascoliva, che tocca diversi rifugi e malghe, con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella Pana con discesa tramite mulattiera (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugi), seguendo il sentiero 4A verso il punto panoramico Mastlè, il sentiero procede inizialmente il lieve discesa fino al vicino bivio tra Seceda e Mastlè.
Si segue verso il Mastlè salendo, prima nel bosco e poi tra zone erbose, con sentiero ghiaioso che porta, incrociando il sentiero 1, al Punto panoramico Mastlè con tavola panoramica indicante le cime visibili; da qui si segue sempre il sentiero 1 che procede prima in lieve discesa e poi,  con traccia ghiaiosa ed erbosa, sale portando alla Malga Troier (2250 m).

Dalla Malga Troier si segue sempre il sentiero 1 in salita ripida con tratti ghiaiosi ed altri lastricati fino a giungere al bivio per la Forcella Pana. Si segue quindi il sentiero 6 che porta in breve in ripida salita alla Forcella Pana (2439 m). Dalla forcella si segue a sinistra il sentiero 1 per il Seceda, la traccia ghiaiosa procede dapprima in saliscendi e poi, in breve ma ripida salita, porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica, scalo di una seggiovia chiusa in estate, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue la mulattiera sterrata che conduce in breve al Rifugio Seceda (2500 m, stazione a monte della funivia proveniente da Ortisei), dal Rifugio Seceda si segue la mulattiera sterrata 1A con alcuni tratti cementati che porta dapprima alla Baita Sofie (2420 m) e poi alla Baita Mastlè (2284 m) e alla Baita Daniel (2240 m).
Dalla Baita Daniel si segue sempre la mulattiera che conduce ad un bivio nei pressi del Rifugio Fermeda. Dal bivio si segue il sentiero 2 per il Col Raiser che conduce in breve in saliscendi al bivio tra Seceda e Mastlè incontrato all’andata. Da questo bivio si torna quindi in leggera risalita alla stazione a monte della Cabinovia Col Raiser (1.15 ore dalla vetta del Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Punto Panoramico Mastlè – Malga Trioer – Forcella Pana – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Daniel –  Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4A – 1 – 6 – 1- 1A – 2 – 4A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: E – escursione di contenuto impegno tecnico ma con alcuni tratti ripidi e sviluppo moderatamente lungo.

Data di ascesa: settembre 2020

Annotazioni: la vetta del Seceda può anche essere raggiunta con pochi minuti di cammino partendo dalla stazione a monte della funivia Seceda proveniente dal paese di Ortisei (QUI la “pillola” sulla funivia Seceda).

Baita Odles e Odle visti dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Bivio tra Seceda e Punto panoramico Mastlè

Punto panoramico Mastlè con vista sul Sassolungo

Salendo verso la Malga Troier

Vista sulla Malga Troier

Vista sulla Malga Troier

Salendo alla Forcella Pana

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta del Seceda su Sassolungo e Rifugio Seceda

Discesa lungo la mulattiera

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Sassongher (2665 m) – Dolomiti

Il Sassongher, vetta di 2665 metri di quota facente parte del gruppo Puez-Odle, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta in Val Badia/Gadertal e dominante i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco).

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomitici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; sono possibili vari accessi che conducono alla Forcella del Sassongher, dalla quale comincia il ripido tratto finale di ascesa che, con sentiero impegnativo e un tratto attrezzato con cavi, conduce alla vetta.

Viene qui descritto il percorso con partenza dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Colfosco, frazione del comune di Corvara (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Pradat).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat (2038 m, rifugio Col Pradat), dalla cabinovia si segue il sentiero 4A che scende su mulattiera conducendo in breve ad un bivio. Seguendo sempre il sentiero 4A si procede in saliscendi a mezzacosta tra mughi su traccia sassosa e ghiaiosa giungendo all’incrocio col sentiero 4.

Si segue quindi in salita il sentiero 4 che conduce su traccia ghiaoisa prima ad una piccola cappella e poi ad un bivio; al bivio si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su traccia ripida ghiaiosa e sassosa che conduce, attraversando anche alcuni tratti un po’ scivolosi,  in moderata pendenza alla Forcella del Sassongher (2411 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella del Sassongher si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su ripida traccia ghiaiosa e sassosa che conduce al tratto attrezzato; sono qui presenti due alternative di salita, entrambe attrezzate con cavi, che salgono per una paretina rocciosa ed un canalino. Le due alternative si ricongiungono alla fine dei cavi da cui continua la salita su ripida traccia sassosa e ghiaiosa che sale prima in traverso e poi con diversi tornanti fino a giungere alla vetta del Sassongher (2665 m, croce, 45 minuti dalla  Forcella del  Sassongher, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna quindi in discesa alla Forcella del Sassongher e per la via di salita al bivio incontrato all’andata tra sentiero 4 e 4A. Si segue quindi il sentiero 4 per Colfosco scendendo su sentiero sassoso e poi mulattiera al Rifugio Stella Alpina/Edelweiss (1832 m); dal Rifugio si segue quindi in discesa la mulattiera che porta in breve alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat (1690 m, 2.30 ore dalla vetta del Sassongher, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Pradat – Forcella del Sassongher – Sassongher – Forcella del Sassongher – Rifugio Stella Alpina – stazione a valle cabinovia Col Pradat

Sentieri: 4A – 4 -7 – 4

Dislivello: 700 metri in salita e 1000 metri in discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali

Quota massima: 2665 m

Difficoltà: EEA – itinerario lungo con salita finale con tratto attrezzato di medio impegno tecnico e vari tratti ripidi, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione ai numerosi bivi lungo il percorso.

Data di ascesa: agosto 2020

Annotazioni: tornati in discesa al bivio tra il sentiero 4 e il sentiero 4A è, naturalmente, possibile tornare alla stazione a monte della cabinovia Col Pradat con sentiero in leggera salita senza, quindi, scendere a piedi al Rifugio Stella Alpina ed alla stazione a valle della cabinovia.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere dei bellissimi panorami. Lungo il breve tratto attrezzato, in presenza di molti escursionisti, possono formarsi “ingorghi” tra chi scende e chi sale, nel caso bisogna avere pazienza e cercare il momento migliore per passare.
Se possibile, sarebbe meglio scegliere giornate non in alta stagione per percorrere l’itinerario, sempre, comunque, con traccia sgombra da neve.

QUI il link YouTube al video della salita al Sassongher

Sassongher visto dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat

Lungo il sentiero 4A in saliscendi

Bivio tra sentiero 4A e 4

Lungo il sentiero che conduce al bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Piccola cappella lungo il sentiero

Bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Salendo alla Forcella del Sassongher

Alla Forcella del Sassongher

Primo tratto dell’ascesa finale visto dalla Forcella del Sassongher

Lungo il tratto attrezzato

Tratto finale di salita

In cima al Sassongher

Vista dalla vetta verso Marmolada, gruppo del Sella e Colfosco

Scendendo al Rifugio Stella Alpina

Rifugio Stella Alpina con vista sul Sassongher

Tornando dal Rifugio Stella Alpina alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Pradat di Colfosco su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Piz da Cir/Cir Grande (2592 m) – Dolomiti

Il Piz da Cir/Cir Grande, elevazione di 2592 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Piz da Cir è piuttosto nota e frequentata ed è raggiungibile con percorso che presenta diversi tratti attrezzati con cavi alternati ad altri di traccia ripida con alcuni saltini rocciosi; l’attacco del sentiero di salita qui descritto è posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein e della seggiovia Cir del Passo Gardena, sul cui versante della Val Badia sono posti i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e la seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena, QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena e QUI quella sui paesi di Corvara e Colfosco).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per il Cir Grande; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce in traverso sotto le pareti delle Punte del Cir ed entra poi in un canalino che si sale in ripida salita fino ad arrivare al primo tratto attrezzato.

I cavi conducono lungo un traverso ascendente in parte esposto e con fondo piuttosto sdrucciolevole, la salita continua poi su traccia ghiaiosa e sassosa con vari saltini rocciosi fino a giungere al secondo tratto attrezzato con cavi che conduce su una paretina piuttosto verticale, ma con buoni appigli, fino a giungere agli ultimi saltini rocciosi non attrezzati che conducono alla vetta del Piz da Cir/Cir Grande (2592 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione su saltini rocciosi e tratti attrezzati in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Piz da Cir/Cir Grande –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: sentiero attrezzato “Cir Grande”

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2592 m

Difficoltà: EEA – itinerario impegnativo che presenta vari tratti attrezzati con cavi ed altri su saltini di roccia non attrezzati, necessari kit da ferrata, casco ed eseperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2020 e luglio 2025

Annotazioni: per esperti la salita al Piz da Cir può essere abbinata all’impegnativa ferrata che conduce al Cir V°/Piccolo Cir con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Cir V°/Piccolo Cir).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma con alcuni passaggi da non sottovalutare; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del bel panorama della zona. In alta stagione il percorso è molto frequentato con attenzione da prestare nei vari incroci tra chi sale e scende, è bene partire presto.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Piz da Cir

Cabinovia Dantercepies da Selva Gardena

Seggiovia dal Passo Gardena

Rifugio Dantercepies alla stazione a monte della cabinovia e seggiovia

Indicazioni nei pressi della stazione a monte degli impianti

Primo tratto di salita verso il canalino

Nel ripido canalino che conduce all’attacco del primo tratto attrezzato

Primo tratto attrezzato

Lungo il tratto mediano di salita con diversi saltini rocciosi non attrezzati

Lungo il secondo tratto attrezzato

Ultimo tratto di salita verso la vetta

In vetta al Cir Grande

Vista sul gruppo del Sella

Vista sul Sassolungo

Vista su Sciliar e Val Gardena

Vista dalla vetta sul gruppo Puez-Odle

Vista su Val Badia e Dolomiti Ampezzane


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Dantercepies a Selva Gardena su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Gabler (2576 m) – Monte Fana/Pfannspitz (2545 m) – Monte Telegrafo/Telegraph (2486 m) – Plose

Il Gabler, vetta di 2576 metri quota, il Monte Fana/Pfannspitz, alto 2545 metri e il Monte Telegrafo/Telegraph, elevazione di 2486 metri, sono tre cime poste nel comprensorio della Plose, situato in posizione dominante sulle Valle Isarco/Eisacktal e la citta di Bressanone/Brixen (QUI la “pillola” sul comprensorio della Plose in estate).

Le cime dell’area della Plose, da cui si ode una magnifica visuale verso il gruppo dolomitico delle Odle/Geisler, possono essere raggiunte con diversi accessi e itinerari; viene qui descritto il percorso ad anello che dalla stazione a monte della cabinovia Plose (la cui stazione a valle si trova nei pressi di Sant’Andrea/St. Andrä, frazione di Bressanone) porta con percorso lungo e dal dislivello piuttosto elevato alle tre cime tornando poi alla cabinovia passando per il Rifugio Plose.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della cabinovia Plose (2050 m, rifugio), si segue quindi il sentiero Panoramico Dolomitico n.14 verso la Malga Rossalm. Il sentiero, conduce quindi, con mulattiera sterrata prima in leggero saliscendi e poi con salita moderata, con sviluppo piuttosto lungo fino alla Malga Rossalm (2180 m).

Dalla Malga Rossaalm si segue sempre il sentiero 14 su mulattiera sterrata in saliscendi fino ad arrivare ad una palina segnaletica indicante sempre il sentiero panoramico Dolomiti nei pressi di una panchina; da qui si segue la traccia tra prati successivamente indicata con numero 7 che sale a sinistra inizialmente senza indicazioni al bivio.

La traccia terrosa e sassosa sale piuttosto ripidamente tra prati fino ad incontrare due grossi ometti e i bolli segnavia che conducono con pendenza moderata fino alla vetta del Gabler (2576 m, croce, piccolo bivacco di emergenza, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla cima del Gabler si segue il sentiero 7 che scende sul versante opposto con indicazioni Rifugio Plose, la traccia sassosa scende ripidamente, con presenza a tratti di cavo corrimano, ad una sella; da qui il sentiero prosegue lungamente a mezzacosta in saliscendi fino ad arrivare al bivio per il Monte Fana, Dal bivio si sale quindi in breve al Monte Fana con traccia ghiaiosa e terrosa che conduce alla vetta del Monte Fana (2545 m, croce, 45 minuti dal Gabler, 2,45 ore dalla partenza).

Dal Monte Fana si torna al bivio appena citato e si continua verso il Rifugio Plose su traccia tra prati che costeggia una staccionata fino ad arrivare alla Forcella di Luson/Lüsner Scharte (2371 m); dalla Forcella si segue sempre il sentiero 7 per il Rifugio Plose salendo su sentiero sassoso e poi mulattiera sterrata fino al Rifugio Plose (2446 m). Dal Rifugio Plose si segue quindi la mulattiera che conduce in lieve salita alla vetta del Monte Telegrafo (2486 m, grossi ripetitori e vecchie strutture militari, 1.00 ora dal monte Fana, 3.45 ore dalla partenza).

Dal Monte Telegrafo si torna quindi in breve al Rifugio Plose e si segue in discesa sempre il sentiero 7 che scende prima su traccia ripida erbosa e sassosa lungo una pista da sci e poi su traccia sassosa e ghiaiosa conduce nuovamente, con sviluppo piuttosto lungo, alla stazione a monte della cabinovia Plose (1.15 ore dal Monte Telegrafo, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Plose – Malga Rossalm – Gabler – Monte Fana – Rifugio Plose – Monte Telegrafo – Rifugio Plose – stazione a monte cabinovia Plose

Sentieri: 14 (Via panoramica Dolomiti) – 7

Dislivello: 800 metri in salita e in discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 5.00 ore complessive

Quota massima: 2576 m

Difficoltà: EE – percorso di difficoltà tecnica media ma con presenza di alcuni tratti ripidi (soprattutto scendendo dal Gabler), varie contropendenze e dal dislivello sostenuto e dallo sviluppo complessivo di circa 12 km.

Data di ascesa: luglio 2020

Lungo la salita alla Malga Rossalm

Malga Rossalm con vista sulle Odle

Lungo la salita al Gabler

In vetta al Gabler

Discesa ripida dal Gabler con cavo corrimano

Sentiero verso il Monte Fana

Vetta del Monte Fana

Salendo al Rifugio Plose

Salendo dal Rifugio Plose al Monte Telegrafo

In cima al Monte Telegrafo

Lungo la discesa alla stazione a monte della cabinovia Plose

Piantina del percorso

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco

Val di Funes/Villnössertal – Valle Isarco

La Val di Funes/Villnössertal è una valle laterale della Val d’Isarco/Eisacktal che si estende dai pressi della città di Chiusa/Klausen fino al Passo delle Erbe/Wurzjoch ed alla Malga Zannes/Zanseralm nel cuore del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla città di Chiusa e QUI quella sul Passo delle Erbe).

La valle presenta un fondovalle bucolico, con numerosi pascoli cinti da pendii boscosi e dalle cime dolomitiche delle Odle di Funes e delle Odle di Eores, ed è compresa nel comune di Funes/Villnöss che conta oltre 2500 abitanti suddivisi nelle frazioni di Colle/Coll, Pardell, San Giacomo /St. Jakob, San Pietro/ St. Peter (sede comunale), Santa Maddalena/Sankt Magdalena, San Valentino/St. Valentin e Tiso/Teis.

La Val di Funes, grazie alla sua posizione e storia, presenta svariati punti di interesse sia religiosi e culturali che naturalistici oltre che, naturalmente, numerosissime possibilità di escursioni di ogni tipo di difficoltà, salite a rifugi e cime, vie ferrate e vie alpinistiche.

Tra i monumenti religiosi  più rilevanti e i centri culturali troviamo la chiesa tardo gotica di Santa Maddalena risalente al 1394, la parrocchiale barocca di San Pietro e Paolo con storia iniziata nel lontano 1058, la chiesa gotica di San Valentino del 1300, il museo mineralogico di Tiso/Mineralienmuseum Teis ed il centro visite del parco Puez-Odle a Santa Maddalena.

In particolare il Museo Mineralogico di Tiso ospita una ricca esposizione di minerali e geodi della zona e di altre aree della catena alpina; tutti i reperti sono stati raccolti personalmente da Paul Fischnaller, grande esperto di geologia dell’area intorno a Tiso e delle Alpi in generale (QUI la “pillola” sul Museo Mineralogico).

Come anticipato, lungo tutto lo sviluppo della Val di Funes sono presenti innumerevoli possibilità di escursioni; uno dei punti di partenza più noti per svariate gite è sicuramente la Malga Zannes, posta ad oltre 1600 metri di quota, da dove si possono intraprendere, per esempio, il percorso al Rifugio delle Odle, l’escursione alla Malga Gampenalm ed alla Malga Kaserillalm, la salita al Rifugio Genova/Schlüterhütte e alla cima del Col di Poma/Zendleser Kofel e la via ferrata Günther Messner con salita della cima del Tullen nelle Odle di Eores (QUI la “pillola” sul giro al Rifugio delle Odle, QUI quella sull’escursione a Malga Gampenalm e Malga Kaserillalm, QUI la “pillola” sulla gita al Rifugio Genova e al Col di Poma e QUI quella sull’ascesa al Tullen e la ferrata G. Messner).

Inoltre, anche al Passo delle Erbe, posto a circa 2000 metri di quota che mette in comunicazione la Val di Funes con la Val Badia, si trovano varie possibilità di escursioni tra prati, malghe e pascoli e salite impegnative come quella che porta in vetta alla nota cima del Sas de Putia/Peitlerkofel (QUI la “pillola” sulla salita al Sas de Putia).

In inverno la Val di Funes ospita una piccola area sci adatta soprattutto a chi vuole imparare a sciare, un circuito di piste da fondo a Malga Zannes e molte escursioni, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, verso diverse malghe e rifugi della zona; da Malga Zannes si può salire, ad esempio, verso il Rifugio delle Odle/Geisleralm, la Malga Kaserillalm, la Malga Gampenalm, la Malga Glatschalm e la Malga Dusleralm (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio delle Odle, QUI quella sul percorso innevato alla Malga Gampenalm e QUI la “pillola” sull’escursione invernale alla Malga Kaserillalm).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni negli anni 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Bucolico fondovalle

Chiesa di San Pietro e Paolo

Vista su Santa Magdalena e le Odle

Chiesa di Santa Magdalena

Frazione di Tiso

Museo Mineralogico di Tiso

Passo delle Erbe

Sas de Putia visto dai pressi del Passo delle Erbe

Salendo al Sas de Putia

In vetta al Sas de Putia

Odle viste dalla vetta del Sas Putia

Odle viste nei pressi di Malga Zannes

Lungo il percorso al Rifugio delle Odle

Malga Gampenalm

Malga Kaserillalm

Rifugio Genova

Col di Poma

Salendo al Tullen e alla ferrata G. Messner nelle Odle di Eores

Piste da sci di fondo di Malga Zannes in inverno

Escursionismo invernale

Salendo al Rifugio delle Odle e Malga Casnago

Rifugio delle Odle

Odle viste dal Rifugio delle Odle e Malga Casnago

Ampi spazi innevati

Salendo alla Malga Gampen

Salendo alla Malga Kaserillalm

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco


Cliccare sull’immagine per visualizzare la Val di Funes su Google Maps

Cima Lasta/Astjoch (2194 m) – Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte (1936 m) – Alpe di Rodengo-Luson

La Cima Lasta/Astjoch/Burgstall, elevazione di 2194 metri di quota, ed il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte, posto a 1936 metri di altezza, sono situati ai margini del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nella zona ricadente verso la Val Pusteria/Pustertal, confinante con i monti della Plose.

Il rifugio e la cima sono raggiungibili con diversi percorsi con lungo sviluppo, viene qui decritto quello che parte dal parcheggio Zumis che si raggiunge dalla Valle di Luson/Lüsen (valle laterale della Val d’Isarco) e da Rodengo e Rio di Pusteria/Mühlbach in Val Pusteria (QUI la “pillola” su Rio di Pusteria).

La vetta di Cima Lasta offre un panorama molto ampio verso il Sass de Putia e le Odle, la Plose i Monti di Fundres e fin verso le vette della cresta di confine; lungo il tracciato si percorre, inoltre, il grande ambiente pascolivo e bucolico dell’Alpe di Rodengo-Luson/Rodenek-Lüsner Alm con presenza anche di vari rifugi lungo il percorso.

La salita alla Cima Lasta comincia dal parcheggio Zumis (1749 m, raggiungibile su strada a tratti stretta da Luson e da Rio di Pusteria), dal parcheggio si segue la muattiera verso l’Alpe di Rodengo-Luson; in breve si giunge al bivio con il sentiero 4-“Sentiero della Creazione”.

Il sentiero terroso e ghiaioso, con diverse opere ricordanti la creazione, secondo il libro della Genesi, porta in saliscendi nel bosco e, poi, su mulattiera sterrata all’Hotel-ristorante Runa (1832 m).
Si procede seguendo la mulattiera sterrata nel bosco numero 2 verso il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte, il percorso porta, quindi, su traccia erbosa tra pascoli prima alla cappella Pianer Kreuz e poi, in lungo sviluppo su mulattiera sterrata in lievi saliscendi, al bivio tra il Rifugio Rastner ed il Rifugio Campoforte/Starkenfeldhütte.
Continuando sulla mulattiera sterrata si raggiunge, quindi, in breve, il Rifugio Campoforte (1936 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Campoforte si segue la mulattiera sterrata numero 67 che, in lievi saliscendi, conduce ad alcuni bivi; seguendo sempre il sentiero 67 si sale quindi su traccia terrosa e ghiaiosa in moderata salita nel bosco.
Giunti ad un bivio presso un laghetto si continua a seguire a sinistra il sentiero 67 che, prima in leggera salita e poi con pendenza più ripida su sentiero sassoso, porta all’ampio altipiano della Cima Lasta (2194 m, croce, 1.00 ora minuti dal Rifugio Campoforte, 2.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con alcune brevi risalite, in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Parcheggio Zumis – Hotel-ristorante Runa – Rifugio Campoforte –  Cima Lasta – Rifugio Campoforte – Hotel-ristorante Runa – Parcheggio Zumis

Sentieri: 4 – 2 – 67 – 4 – 2 –

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore

Quota massima: 2194 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica contenuta ma con un tratto più ripido sassoso verso la vetta; sviluppo molto lungo di circa 17 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli amplissimi panorami e del begli ambienti bucolici dell’Alpe; l’escursione non è particolarmente difficile tecnicamente ma non va sottovalutato il lungo sviluppo chilometrico

Al parcheggio Zumis

Breve tratto verso il bivio col Sentiero della Creazione

Sentiero della Creazione

Hotel-ristorante Runa

Sentiero della Creazione nel tratto che porta alla Cappella Pianer Kreuz

Cappella Pianer Kreuz

Salendo al Rifugio Campoforte

Rifugio Campoforte

Salta alla Cima Lasta/Astjoch

In vetta a Cima Lasta/Astjoch

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Zumis su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Sas de Putia/Peitlerkofel (2875 m) – Piccolo Putia/Kleiner Peitlerhofel (2812 m) – Dolomiti

Il Sas de Putia/Peitlerkofel, cima di 2875 metri di quota, e il Piccolo Putia/Kleiner Peitlerkofel, vetta di 2812 metri di altezza, sono due cime molto note e prestigiose poste nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler tra la Val Badia/Gadertal e la Val di Funes/Villnosstal; le cime, che offrono una panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e fin verso le Alpi di confine, possono essere raggiunte da diversi punti di partenza, viene qui descritta la salita classica dal Passo dell Erbe/Würzjoch, raggiungibile dalla Val di Funes e dal paese di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su San Martino in Badia, QUI quella sulla Val di Funes e QUI la “pillola” sul Passo delle Erbe).

L’itinerario di salita attraversa diversi tipi di ambienti, salendo prima tra pascoli, poi per un vallone tra magra erba e sassi e poi salendo su sentiero sassoso al Piccolo Putia e su tratto attrezzato con cavi fino alla vetta del Sas de Putia; la percorrenza dell’ultimo tratto è quindi riservata ad esperti di questo genere di percorsi.

La salita comincia dal Passo delle Erbe (1987 m, vari rifugi), si sale inizialmente su sentiero 8A, per la Forcella de Putia, prima con mulattiera sterrata tra pascoli raggiungendo due baite gestite e poi con sentiero ghiaioso un po’ esposto che traversa a mezzacosta in saliscendi verso la base di un vallone. Si risale quindi il vallone, su sentiero numero 4 con traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti, che sale tra magra erba e sassi fino a raggiungere la Forcella de Putia/Peitlerscharte (2357 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella de Putia si segue a sinistra il sentiero 4B per il Sas de Putia, il sentiero sale ripido tra magra erba su traccia sassosa fino a portare al bivio, non segnato da cartelli, tra Piccolo Putia e Sas de Putia, si segue, quindi, in breve, a sinistra per il Piccolo Putia su sentiero sassoso in moderata pendenza fino alla vetta del Piccolo Putia (2812 m, croce, 1.25 ore dalla Forcella de Putia, 2.45 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio si volge verso per il Sas de Putia salendo su percorso attrezzato con cavi ed alcune staffe su gradoni e salti rocciosi (facendo attenzione ad un paio di fittoni saltati) fino ad un tratto di sentiero ripido finale che porta alla vetta del Sas de Putia (2875 m, croce, 30 minuti dal Piccolo Putia, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa, con alcune brevi risalite nel tratto tra la Forcella de Putia e il Passo delle Erbe, per lo stesso percorso, senza risalire al Piccolo Putia, in 2.15 ore, 5.30 ore dalla partenza.

Percorso: Passo delle Erbe – Forcella de Putia – Piccolo Putia – Sas de Putia – Forcella de Putia – Passo delle Erbe

Sentieri: 8A – 4 – 4B

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati anche i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.15 ore la salita, 2.15 ore la discesa).

Quota massima: 2875 m

Difficoltà: EEA – salita che presenta vari tratti ripidi e parte finale attrezzata che richiede esperienza su questo tipo di percorsi, passo sicuro e assenza di vertigini necessario casco e consigliato, kit da ferrata.

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: per chi non volesse affrontare il tratto attrezzato finale è, naturalmente, possibile fermarsi al Piccolo Putia senza salire al Sas de Putia; è, altresì, salire solo al Sas de Putia omettendo la salita al Piccolo Putia, ma con risparmio di tempo e dislivello limitato

Esperienza di Stefano: io ho intrapreso questo percorso già giugno 2022 vista la scarsità di neve in quota; a inizio stagione è però, normalmente, possibile trovare tratti innevati. Per sicurezza io ho usato il kit da ferrata che, soprattutto in discesa, è molto utile; è bene, inoltre, scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bellissimo panorama visibile dalle cime

Il Sas de Putia visto dal primo tratto su mulattiera

Tratto che porta al vallone di salita verso la Forcella de Putia

Vallone di salita alla Forcella de Putia

Forcella de Putia

Salendo al bivio tra Piccolo Putia e Sas de Putia

Salendo al Piccolo Putia

In vetta al Piccolo Putia

Panorami dal Piccolo Putia

Sas de Putia visto dal Piccolo Putia

Salendo al Sas de Putia

In vetta al Sas de Putia

Panorama dalla vetta del Sas de Putia

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo delle Erbe su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Monte Muro/Maurerberg (2332 m) – Dolomiti

Il Monte Muro/Maurerberg, elevazione erbosa di 2332 metri di quota, è posto ai margini del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nella zona confinante con i monti della Plose; la cima è raggiungibile, con percorso dalla difficoltà moderata, partendo dal parcheggio Pè de Borz posto nei pressi del Passo delle Erbe/Würzjoch sul versante della Val Badia/Gadertal, lungo la strada che sale da San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su San Martino in Badia e QUI quella sul Passo delle Erbe).

La cima del Monte Muro offre un panorama molto ampio verso il Sass de Putia e le Odle di Eores, le Conturines, la Val Badia, la Plose e fin verso i monti della Val Pusteria; lungo il percorso per la cima si passa, inoltre, dal noto e apprezzato Rifugio Monte Muro, posto in zona bucolica e rilassante.

La salita al Monte Muro comincia dal parcheggio Pè de Borz (1862 m, strada da San Martino in Badia) seguendo la mulattiera numero 1 per il Rifugio Monte Muro, la mulattiera sterrata sale nel bosco, a tornanti con pendenza moderata costante, fino ad uscire dalla zona alberata poco prima di raggiungere il Rifugio Monte Muro (2157 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Monte Muro si segue quindi il sentiero 1A per il Monte Muro, il sentiero sale con alternanza di tratti più ripidi ed altri in leggera salita tra pascoli seguendo il costone erboso che conduce alla vetta prativa del Monte Muro (2332 m, croce, 45 minuti dal Rifugio Monte Muro, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso il 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio Pè de Borz – Rifugio Monte Muro – Monte Muro – Rifugio Monte Muro – Parcheggio Pè de Borz

Sentieri: 1 – 1A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2332 m

Difficoltà: E – escursione di difficoltà tecnica contenuta; sviluppo di circa 10 chilometri tra andata e ritorno, presenza di alcuni tratti ripidi salendo verso la cima

Data di ascesa: agosto 2021 e giugno 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Monte Muro

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’ampio panorama. Io consiglio di effettuare la salita alla vetta in mattinata, soprattutto con giornate calde, tornando, magari, già al rifugio per pranzo; visto che il tratto dal rifugio alla vetta è completamente esposto al Sole

Parcheggio Pè de Borz

Primo tratto lungo la mulattiera per il Rifugio Monte Muro

Tratto finale di salita al Rifugio Monte Muro

Rifugio Monte Muro

Vista dal rifugio su Sas de Putia ed Odle di Eores

Primo tratto di salita al Monte Muro

Tratto finale verso la cima del Monte Muro

In cima al Monte Muro

Panorama di vetta

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Pè de Borz su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Tullen (2653 m) e Ferrata G. Messner – Dolomiti

La cima dello Zedleser Kofel, elevazione di 2653 metri di quota, è posta nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler nel sottogruppo delle Odle di Eores (di cui è la vetta più alta) ed offre un bellissimo panorama verso il Sass de Putia, le cime principali delle Odle e la Val di Funes/Villnössertal.

L’ascesa al Tullen qui descritta avviene dalla Val di Funes da Malga Zannes/Zanser Alm salendo alla cima per ripido sentiero, lungo la via normale, e proseguendo poi lungo la cresta delle Odle di Eores lungo la via ferrata Günther Messner (di media difficoltà tecnica ma con vari passaggi esposti), tornando infine a Malga Zannes passando per il Rifugio Genova/Schlüterhütte; il tracciato qui presentato presenta un lungo sviluppo e dislivello e vari passaggi impegnativi, è quindi adatto ad esperti di  montagna ben allenati (QUI la “pillola” sulla Val di Funes).

La salita al Tullen comincia dai parcheggi di Malga Zannes (1680 m, rifugi) e seguendo il sentiero 25  per il Tullen si sale prima su mulattiera sterrata in moderata pendenza e poi su sentiero di bosco più ripido fino ad arrivare ad un’area pianeggiante con bivio (2200 m). Dall’incrocio di sentieri si segue a destra verso il Tullen l’alta via G. Messner (segnata con simbolo “GM”), la traccia ghiaiosa sale tra magri prati e ambiente roccioso fino alla deviazione per la cima del Tullen, si segue quindi a sinistra la traccia 25 per il Tullen salendo ripidamente su traccia sassosa, a tratti attrezzata con alcuni cavi, fino alla vetta del Tullen (2653 m, croce, 3.15 ore dalla partenza).

Dalla cima del Tullen si torna in breve alla deviazione per la cima lungo l’Alta Via G. Messner e si segue l’Alta Via verso il Rifugio Genova, dopo un primo tratto in falsopiano su traccia sassosa si incontra un primo tratto attrezzato che percorrere in saliscendi una lunga serie di pinnacoli rocciosi con anche presenza di vari tratti esposti.
Superato questo lungo tratto attrezzato riprende una traccia sassosa che prosegue in continuo affaticante saliscendi fino a giungere ad una lunga scala di ferro piuttosto aerea ed all’ultimo tratto di Alta Via che porta ad incrociare il sentiero 35 che conduce in breve al  Passo Poma/Kreuzkofeljoch  (2340 m, dal Passo Poma si può raggiungere in breve in 10 minuti, con il sentiero 7, anche la vicina cima dello Zendleser Kofel).
Dal Passo Poma si prosegue quindi sul sentiero 35 al vicino Rifugio Genova (2297 m, 2.15 ore dalla cima del Tullen, 5.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Genova si segue quindi il sentiero 32 che su traccia ripida tra prati condice alla Malga Kaserilalm (1920 m) e poi, lungo mulattiera sterrata, riporta a Malga Zannes (1.15 ore dal Rifugio Genova, 6.45 ore dalla partenza).

Percorso: Malga Zannes – Tullen – Ferrata Günther Messner – Rifugio Genova  – Malga Zannes

Sentieri: 25 – GM – 35 – 32

Dislivello: 1400 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.45 ore totali

Quota massima: 2653 m

Difficoltà: EEA – itinerario molto lungo con dislivello rilevante e tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate.

Data di ascesa: agosto 2016

Annotazioni: è naturalmente possibile dalla cima del Tullen tornare a Malga Zannes per la via di salita non percorrendo la ferrata G. Messner abbreviando il percorso e riducendo le difficoltà tecniche (rimanendo su comunque una difficoltà EE adatta ad escursionisti esperti).
Inoltre, dal Passo di Poma è possibile salire in breve, in 10 minuti circa lungo il sentiero 7, alla cima dello Zendleser Kofel per chi volesse aggiungere un’ulteriore cima.

Esperienza di Stefano: escursione molto lunga che richiede il giusto allenamento e buone condizioni meteorologiche; il sentiero attrezzato non è particolarmente difficile tecnicamente ma presenta alcuni tratti un po’ esposti e non va sottovalutato, vista anche la lunghezza del percorso.
Io ho percorso l’escursione in giornata ma si può valutare anche l’opzione di pernottare al Rifugio Genova lungo la discesa aggiungendo, magari, anche la deviazione al Col di Poma (QUI la “pillola” sull’itinerario diretto per lo Zendleser Kofel).

Malga Zannes

Lungo il sentiero nel bosco nella prima parte di salita

Tratto verso la deviazione per la cima

Lungo la deviazione per il Tullen

In cima al Tullen

Panorama dalla cima verso il gruppo principale delle Odle

Lungo la ferrata G. Messner

Passo di Poma

Verso il Rifugio Genova

Rifugio Genova

Scendendo verso la Malga Kaserillalm

Malga Kaserillalm

Scendendo a Malga Zannes


Cliccare sull’immagine per visualizzare Malga Zannes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val di Funes, Valle Isarco e Bressanone