Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m) – Rifugio Corsi/Zufallhütte (2265 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Rifugio Martello/Martellerhütte, situato a 2610 metri di quota, e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, posto a 2265 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles-Cevedale nel Parco Nazionale dello Stelvio e sono raggiungibili dalla Val Martello/Martelltal (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vette circostanti con ghiacciai e diversi altri 3000, i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare estremamente panoramico; inoltre, il percorso ad anello descritto per arrivarci attraversa anche bellissimi tratti con boschi, corsi d’acqua, cascate e ambienti rocciosi d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 150-151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si incontra successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido al nuovo Museo Badhaus al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, chiesetta, 45 minuti dalla partenza,).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 103 per il Rifugio Martello, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga; costeggiata la diga (attualmente in restauro) si arriva ad un bivio.
Si segue il sentiero 31A per la Cima Rossa procedendo in saliscendi, ignorato il bivio per il sentiero 40 si sale al bivio tra i sentieri 37 e 31A si segue il sentiero 37 per il Rifugio Martello, si sale, quindi, su ripida traccia terrosa e sassosa che aggira una prominenza rocciosa; la traccia supera anche un breve tratto un po’ più esposto ed una scala di legno e conduce ad una sella con laghetto.

Da qui si procede prima in saliscendi e poi su traccia ghiaiosa in salita piuttosto ripida fino ad un altro bivio; si segue sempre il sentiero 37 per il Rifugio Martello procedendo su traccia terrosa e ghiaiosa in saliscendi giungendo ad un ultimo tratto su grossi massi che porta al Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m, 2.00 ore dal Rifugio Corsi, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Martello si scende sul sentiero 103 per il Rifugio Corsi, la traccia terrosa e sassosa scende piuttosto ripida fino ad un pianoro che riporta alla antica diga incontrata in salita, da qui si segue il percorso già noto per il Rifugio Corsi ed il parcheggio (1.45 ore dal Rifugio Martello, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Rifugio Martello – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 150/151 – 103 – 31A – 37 – 103 – 150/151

Dislivello: 650 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.45 ore la salita, 1.45 ore la discesa).

Quota massima: 2610 m

Difficoltà: E/EE – percorso che presenta diversi tratti ripidi soprattutto lungo il sentiero 37 in salita (alcuni tratti EE), sviluppo totale di 11 chilometri

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; chi volesse evitare alcuni brevi tratti di difficoltà EE può seguire anche in salita verso il Rifugio Martello il sentiero 103 descritto in discesa (con presenza, comunque, di diversi tratti ripidi).
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche la salita alla Cima Madriccio/Madritschspitze, la Croda della Calva/Kalvenwand e la Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Cima Madriccio, QUI quella sulla salita alla Croda della Calva e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi ambienti ed ampi panorami della zona; il percorso non è complessivamente molto difficile ma non va sottovalutato, soprattutto in diversi tratti ripidi in salita

QUI il link YouTube al video della salita al Rifugio Martello ed al Rifugio Corsi

Alla partenza

Lungo il sentiero 150-151 verso il Rifugio Corsi

Nuovo Museo Badhaus, dedicato agli eventi naturali, demografici e bellici avvenuti in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

In arrivo al Rifugio Corsi

Rifugio Corsi con attigua chiesetta

Tratto verso l’antica diga

Alla diga (attualmente, luglio 2024, in risanamento, il sentiero la aggira vicino)

Salita lungo il sentiero 31A

Salendo sul sentiero 37

Ultimo tratto verso il Rifugio Martello

Rifugio Martello

Scendendo sul sentiero 103

Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piengkopf (2792 m) – Ötztaler Alpen

La Piengkopf, vetta di di 2792 metri di quota, è una cima posta in territorio austriaco nel gruppo delle Ötztaler Alpen a poca distanza dal confine con il Sudtirolo e le Alpi Venoste; viene, perciò, descritta in questo sito trovandosi a breve distanza dal Passo Resia/Reschenpass posto in Alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul Passo Resia e il paese di Curon Venosta).

La salita alla vetta avviene sfruttando la cabinovia Bergkastel posta nel comune di Nauders a breve distanza dal confine con l’Italia; il percorso presenta uno sviluppo e dislivello moderati che portano, alternando tratti ripidi ad altri meno faticosi, alla panoramica vetta con bellissimo panorama su molte vette delle Ötztaler Alpen e delle Alpi Venoste.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Bergkastel (2173 m, rifugio), si segue inizialmente il sentiero 30 per la Piengalm; il primo tratto presenta una mulattiera sterrata che in breve diventa sentiero tra bosco e pascoli di che porta in saliscendi, ben prima di arrivare alla Piengalm, al bivio per il sentiero per la vetta.

Si prende, quindi, il sentiero 29 per la Piengkopf salendo su traccia sassosa e terrosa tra pascoli alternando tratti più ripidi ad altri con pendenza moderata.
Si giunge poi ad un piccolo pianoro dove si segue la ripida traccia ghiaiosa e terrosa che tra magra erba e massi conduce all’anticima della Piengkopf con croce; dall’anticima si segue quindi, volendo, la breve cresta sassosa un po’ esposta fino alla vicina vetta della Piengkopf (2792 m, ometto, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Bergkastel – Piengkopf – stazione a monte cabinovia Bergkastel

Sentieri: 30 – 29

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi iniziali

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2792 m

Difficoltà: E/EE – escursione di difficoltà tecnica moderata, seppur con diversi tratti ripidi, fino all’anticima con croce, la breve salita finale alla vetta, facoltativa, è di difficoltà EE con alcuni tratti un po’ esposti su massi.

Data di percorrenza: luglio 2019

Cartelli alla stazione a monte della cabinovia

Primo tratto in saliscendi con vista sulla Piengkopf

Bivio per il sentiero per la Piengkopf

Vista sulla stazione a monte della cabinovia lungo il primo tratto di salita

Salita che alterna tratti ripidi ad altri con pendenza moderata

Pianoro sotto la vetta

Ultimo tratto di salita per l’anticima

Anticima della Piengkopf con croce

Cresta finale per la cima

Panorama dalla vetta verso la cresta del Bergkastell

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Bergkastell di Nauders su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Payer Hütte (3029 m) – Rifugio Tabaretta Hütte (2556 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Rifugio Payer Hütte, situato a 3029 metri di quota, e il Rifugio Tabaretta Hütte, posto a 2556 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles/Ortler e sono raggiungibili da Solda/Sulden in alta Val Venosta/Vinschgau tramite la seggiovia dell’Orso (QUI la “pillola” sul paese Solda).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vetta dell’Ortles (che con i suoi 3905 metri di quota è la cima più alta delle Alpi Orientali), i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare severo d’alta quota; il percorso per arrivarci, da cui si godono bellissime viste sulle alte vette circostanti, attraversa, infatti, anche tratti esposti ed anche, in parte, attrezzati per raggiungere questi noti ed importanti rifugi.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia dell’Orso/Langestein (2330 m, rifugio K2), si segue quindi il sentiero 10/4A che prima in leggera discesa su mulattiera incontrando il bivio col sentiero 4 per il Rifugio Tabaretta.
Si segue quindi il sentiero 4 prima in leggera discesa tra prati e poi il lungo traverso su fondo sassoso che in leggera salita conduce ad una selletta, dalla sella si continua su traccia su fondo sassoso  seguendo per il Rifugio Taberetta a tutti i bivi; la traccia terrosa e sassosa sale quindi ora ripidamente al Rifugio Tabaretta (2556 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Tabaretta si segue il sentiero 4 per il Rifugio Payer, la traccia sassosa sale piuttosto esposta con lungo traverso fino ad un tratto a tornati ripidi che porta alla Forcella dell’Orso/Bärenkopfscharte (2871 m).
Seguendo sempre la traccia per il Rifugio Payer si procede ora in traverso roccioso con tratti attrezzati con cavi e un ponte di legno che portano in saliscendi alla Forcella Tabaretta/Tabarettascharte (2903 m).

Dalla Forcella Taberetta si segue l’ultimo tratto di salita per il Rifugio Payer salendo in breve, ma ripidamente, su traccia sassosa e con massi fino al Rifugio Payer (3029 m, 1.45 ore dal Rifugio Tabaretta, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte seggiovia dell’Orso –-  Rifugio Taberetta – Rifugio Payer –  Rifugio Tabaretta – stazione a monte seggiovia dell’Orso

Sentieri: 4A – 4

Dislivello: 850 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 3029 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti esposti, alcune frazioni attrezzate con cavo ed altre ripide; sviluppo totale di 14 chilometri tra andata e ritorno. Necessario tempo asciutto

Data di percorrenza: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di seggiovia e rifugi; in discesa, oltrepassato il Rifugio Tabaretta, si può, volendo, anche scendere direttamente a Solda, seguendo integralmente il sentiero 4, senza tornare alla seggiovia dell’Orso.
Il tratto attrezzato tra la Forcella dell’Orso e la Forcella Tabaretta non è una vera e propria via ferrata ma che non si sentisse sicuro fa bene a portare il kit da ferrata.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami circostanti; io ho preso la Seggiovia Orso subito all’apertura per poter percorrere l’escursione con calma ed essere di ritorno prima dell’orario di chiusura

Seggiovia dell’Orso

Alla stazione a monte con Rifugio K2

Vista sull’Ortles dalla stazione a monte

Vista su Solda

Primo tratto in saliscendi verso il Rifugio Tabaretta

Tratto più ripido verso il Rifugio Tabaretta

Salendo al Rifugio Tabaretta

Al Rifugio Tabaretta

Salendo alla Forcella dell’Orso

Tratto verso la Forcella Tabaretta

Ultimo tratto per il Rifugio Payer

Rifugio Payer


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia dell’Orso di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Seebodenspitz (2859 m) – Alpi Venoste

La Seebodenspitz è una cima prestigiosa, di 2859 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna; la vetta dal grandioso panorama circolare è visibile da ampio raggio, qui viene proposta la salita dalla “via normale” dalla Malga Haider dalla cabinovia Haideralm, con stazione a valle posta nel paese di San Valentino alla Muta (QUI la “pillola” collegata alla Malga Haider e QUI quella su San Valentino alla Muta).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Haideralm (2120 m di quota), seguendo le indicazioni Seebodenspitze si procede in breve sul sentiero marcato con il numero 9 trovando dopo poco cammino la deviazione a sinistra sul sentiero 10 per la Seebodenspitz.
Si sale quindi sul sentiero 10 ripidamente tra pascoli tra pascoli  prima su traccia terrosa e poi su mulattiera. Seguendo i bolli indicatori si prosegue nuovamente su sentiero terroso e sassoso raggiungendo un ricovero per animali e poi, con traverso, superando anche un breve tratto franato, si giunge al bivio con i Laghi Drei Seen.

Si continua per la Seebodenspitz salendo su sentiero sassoso prima in moderata pendenza poi su traccia molto ripida tra sassi e ghiaino battuto, si ignora il bivio per il sentiero 16 e si giunge ad una sella, da qui si segue, quindi a destra su traccia sassosa e terrosa in moderata pendenza fino a giungere alla vetta della Seebodenspitz (2859 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si scende per la via di salita fino al bivio con i laghetti Drei Seen, si segue quindi il sentiero 10A per i laghetti scendendo su ripida traccia sassosa ed erbosa fino ai piccoli laghetti (2491 m) dai Drei Seen si procede, quindi, tra grossi massi e tratti erbosi (attenzione a non perdere la traccia) scendendo poi su sentiero sassoso e terroso fino ad incontrare il sentiero 9.
Da qui si segue per la Malga Haideralm a destra prima in saliscendi e poi in discesa su sentiero sassoso ed erboso incontrando il bivio di salita e giungendo, quindi, in breve alla Malga Haideralm (1.45 ore dalla cima; 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Haideralm – Seebodenspitz – Laghetti Drei Seen – Stazione a monte cabinovia Haideralm

Sentieri: 9 -10 – 10A – 9

Dislivello: 750 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2859 m

Difficoltà: EE – escursione con presenza di diversi tratti ripidi su fondo instabile

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: naturalmente in discesa è anche possibile seguire integralmente il percorso di salita senza deviare ai Laghetti Drei Seen. Ad inizio estate il tracciato può presentare ancora parziale innevamento nella parte sommitale. Inoltre, dalla Malga Haideralm è possibile salire, con escursione anch’essa abbastanza impegnativa, alla Cima Undici/Elfer (QUI la “pillola” sulla salita a Cima Undici).

Esperienza di Stefano: io ho salito la giornata in una giornata di forte vento, caratteristica piuttosto frequente in zona, sarebbe scegliere una giornata limpida ma con vento non troppo forte per godere con calma del bellissimo panorama di vetta. Il tratto ripido su ghiaino sottile nel tratto finale verso la vetta non è da sottovalutare, soprattutto in discesa

QUI il link al video YouTube sulla salita alla Seebodenspitz

Cartelli alla partenza

Primo tratto tra pascoli

Tratto su mulattiera

Di nuovo su traccia tra pascoli

Tratto franato

Verso il tratto più ripido

Lungo il tratto più ripido

Ultimo tratto di salita

In vetta alla Seebodenspitz

Vista dalla vetta verso Cima Undici

Vista sul Lago di Resia

Bivio per i Laghetti Drei Seen scendendo

Laghetti Drei Seen

Vista sul Lago della Muta

Scendendo verso l’incrocio col sentiero 9

Malga Haider


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Malga Haider su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Scorluzzo (3094 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Monte Scorluzzo, elevazione di 3094 m di quota, è posto nel Gruppo dell’Ortles in territorio lombardo a poca distanza dal confine tra Alto Adige/Südtirol e Lombardia in posizione molto panoramica nei pressi del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

Il Monte Scorluzzo è un 3000, piuttosto noto e frequentato, che presenta un itinerario di salita che segue nella prima parte una mulattiera sterrata fino al Passo delle Platigliole per poi condurre in vetta, con traccia sassosa e ghiaiosa, con presenza anche di alcuni tratti piuttosto ripidi.

L’itinerario, estremamente panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio; la seconda parte di salita presenta comunque alcuni tratti che richiedono preparazione ed esperienza nella percorrenza di tracce ripide e sassose.
Vista la quota raggiunta e il versante di salita dell’itinerario va tenuto conto, inoltre, che a volte la neve può essere presente a tratti lungo la traccia anche in estate.

La salita al Monte Scorluzzo comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata numero 506 che conduce in moderata pendenza al Passo delle Platigliole (2908 m).

Dal Passo delle Platigliole si segue verso destra sempre il sentiero 506 per il Monte Scorluzzo salendo su traccia ghiaiosa e sassosa che porta, con presenza anche di alcuni tratti ripidi, fino alla cima del Monte Scorluzzo (3094 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti (1.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita al Monte Scorluzzo

Percorso: Passo dello Stelvio – Passo delle Platigliole – Monte Scorluzzo – Passo delle Platigliole – Passo dello Stelvio

Sentiero: 506

Dislivello: 350 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore totali

Quota massima: 3094 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla vetta; sviluppo totale di 3,5 chilometri tra andata e ritorno. Nella prima parte dell’estate è possibile trovare ancora tratti innevati.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta.
Per chi ha il necessario allenamento ed esperienza la salita al Monte Scorluzzo può essere abbinata, come ho fatto io, a quella alla Punta Rosa/Piz Cotschen, sempre partendo dal Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla salita alla Punta Rosa).

Passo dello Stelvio

Cartelli posti nei pressi della stazione a valle degli impianti del Passo dello Stelvio

Salendo al Passo delle Platigliole

Passo delle Platigliole

Salendo alla cima con anche alcuni tratti ripidi

In vetta al Monte Scorluzzo

Vista sull’Ortles

Vista sulla Punta Rosa

Vista sul Piz Umbrail

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Vatles/Watles (2555 m) – Alpi Venoste

Il Monte Vatles, vetta delle Alpi Venoste di 2555 metri di quota posta nel sottogruppo montuoso del Sesvenna, presenta  varie vie di accesso; la più breve e frequentata parte dalla stazione a monte della seggiovia, facente parte comprensorio escursionistico e sciistico Watles posto in Valle di Slingia/Schlinigtal a pochi chilometri dal paese di Burgusio/Burgeis, frazione del comune di Malles Venosta/Mals (QUI la “pillola” sul comprensorio Watles in estate e e QUI la “pillola” su Burgusio e Malles).

Il percorso, presentato qui in una variante con tracciato ad anello, offre un panorama  spettacolare che spazia dal gruppo dell’Ortles a quello del Sesvenna e della Palla Bianca/Weisskugel; lungo il percorso si attraversano sia ambienti pascolivi che altri più selvaggi transitando, inoltre, per i bei laghetti Pfaffen Seen.

La salita al Monte Vatles comincia dalla stazione a monte della seggiovia Watles (2150 m, rifugio Plantapasch Hütte), seguendo la mulattiera sterrata numero 3 che porta in breve in moderata salita al bivio tra il sentiero 3 per il Watles e il 4A per i laghetti Pfaffen Seen.

Al bivio si segue a sinistra il sentiero 3 per il Watles salendo con pendenza moderata, con alcuni tratti più ripidi, su traccia terrosa e ghiaiosa tra pascoli fino allo stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando a seguire il sentiero 3 per il Watles si sale quindi con pendenza moderata su traccia sassosa e terrosa fino alla vetta del Monte Vatles (2555 m, grosso ometto, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende quindi sul versante opposto seguendo con sviluppo piuttosto lungo  la traccia numero 4 terrosa e ghiaiosa  che, tra magra erba, conduce prima in saliscendi e poi in discesa più decisa al bivio col sentiero 9A; al bivio si segue sempre il sentiero 4 per i laghi Pfaffen Seen scendendo con pendenza prima moderata e poi più lieve su traccia terrosa che costeggia prima alcuni piccoli laghetti fino a giungere ai due laghi Pfaffen Seen (2222 m).

Dai laghi Pfaffen Seen si segue quindi il sentiero 4A per il Rifugio Plantapasch Hütte su mulattiera sterrata che prima in leggera salita e poi in oderata discesa porta al bivio col sentiero 3 incontrato all’andata; dal bivio si segue in discesa in breve verso il Rifugio Plantapasch Hütte e la stazione a monte della seggiovia Watles (1.30 ore dalla vetta del Monte Watles, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Watles – Monte Vatles – Laghi Pfaffen Seen – stazione a monte seggiovia Watles

Sentieri: 3 – 4 – 4A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: E – escursione non difficile tecnicamente ma dallo sviluppo moderato percorrendo l’intero anello descritto

Data di percorrenza: giugno 2020

Vista sulla stazione a monte della seggiovia dal primo tratto di salita

Bivio tra sentiero 3 e sentiero 4A

Salendo verso la stazione a monte della seggiovia chiusa in estate

Tratto finale di salita verso il Monte Vatles

Vetta del Monte Vatles

Vista dalla vetta verso il gruppo del Sesvenna

Bivio in discesa tra il sentiero 4 e il sentiero 9A

Vista lungo la discesa sulla Val Venosta

Lungo la discesa tra vari piccoli laghetti

Laghi Pfaffen Seen

Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della seggiovia Watles su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Mutegg (2658 m) – Val d’Ultimo – Alpi Venoste

Il Mutegg, elevazione di 2658 metri posta in Val d’Ultimo/Ultental nell’area delle Alpi Venoste, è una cima tra le più note dell’area e offre un ottimo panorama verso il Gruppo delle Maddalene/Magdalener Berge e le Alpi Vernoste, in particolare verso i sottogruppi dell’Orecchia di Lepre/Hasenöhrl e il Gran Ladro/Hoher Dieb.

L’accesso alla cima classico avviene dalla stazione  a monte della cabinovia Schwemmalm, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Santa Valburga/St. Walburg e del Lago di Zoccolo/Zoggler Stausee; viene qui descritto un percorso ad anello che presenta la salita sul sentiero “classico” e discesa per il sentiero passante per la  Forcella Rosslanerscharte (QUI la “pillola” sulla cabinovia Schwemmalm in estate e QUI quella sul paese di Santa Valbruga e il Lago di Zoccolo).

Il percorso di salita è tecnicamente meno impegnativo (seppur presentando, comunque, alcuni tratti ripidi) rispetto a quello di discesa che attraversa, invece, diverse zone rocciose e in parte un po’ esposte; chi volesse evitare i tratti più impegnativi può  quindi ridiscendere dalla vetta sul percorso descritto in salita.

La salita al Mutegg comincia dalla stazione a monte della cabinovia Schwemmalm (2145 m, nei pressi si trova al Malga/Rifugio Schwemmalm), dall’arrivo della cabinovia si segue a destra il sentiero 6 per il Mutegg, si sale dapprima su sentiero in moderata pendenza raggiungendo in breve dei bivi.

Seguendo sempre il sentiero 6 per il Mutegg si sale su sentiero con traccia ghiaiosa tra magri pascoli e poi su terreno più sassoso con pendenza via via più ripida fino a raggiungere la stazione a monte di una seggiovia. Da qui si sale ripidamente su traccia sassosa fino all’anticima del Mutegg con croce, dall’anticima si sale quindi, in breve, su traccia sassosa tra grosse pietre alla cima del Mutegg (2658 m, ripetitore e grosso ometto, 1.45 ore dalla partenza).

Dall’ometto di vetta si segue in discesa il sentiero 32 per la Forcella Rosslanerscharte, il sentiero scende ripidamente su traccia sassosa che alterna tratti ghiaiosi ad altri su grossi massi passando anche per alcuni punti un po’ esposti fino ad arrivare ad un breve tratto in risalita che porta alla Forcella Rosslanerscharte (2500 m).

Dalla forcella si segue ancora il sentiero 32 scende con lungo percorso su traccia ghiaiosa e sassosa, con anche alcune brevi controsalite, fino a giungere ad un tratto con pendenza moderata e traccia ghiaiosa e terrosa che tra pascoli porta ad una mulattiera con bivio.

Dal bivio si segue quindi la mulattiera numero 29 per la Malga Ausser Schwemmalm che porta in discesa tra pascoli fino a giungere in breve alla Malga Ausser Schwemmalm, dalla malga si torna, quindi, su sentiero sterrata in pochi minuti alla stazione a monte della cabinovia Schwemmalm (1.30 ore dalla cima del Mutegg, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Schwemmalm – Mutegg – Forcella Rosslanerscharte – Malga Ausser Schwemmalm – Stazione a monte cabinovia Schwemmalm

Sentieri: 6 – 32 -29

Dislivello: 600 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 3.35 ore totali (1.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2658 m

Difficoltà: E/EE – la salita presenta una difficoltà E con impegno tecnico e fisico moderato seppur con alcuni tratti ripidi; la discesa presenta difficoltà EE attraversando vari tratti ripidi sassosi in parte un po’ esposti

Data di ascesa: luglio 2020

Annotazioni: chi volesse evitare i tratti più impegnativi può  quindi ridiscendere dalla vetta sul percorso descritto in salita

QUI il link YouTube al video della salita al Mutegg

Alla stazione a monte della cabinovia

Panorami sul gruppo delle Maddalene

Lungo il sentiero di salita

Croce sull’anticima del Mutegg

Panorama dalla croce del Mutegg

Cartelli nei pressi della vetta

Salendo dall’anticima alla cima del Mutegg

Cima del Mutegg

Panorama dalla vetta verso Orecchia di Lepre e Lago di Quaira

Panorami verso le Alpi Venoste

Lungo la ripida discesa alla Forcella Rosslahnerscharte

Vista sul Mutegg dalla Forcella Rosslahnerscharte

Scendendo verso la Malga Ausser Schwemmalm

Malga Ausser Schwemmalm

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Schwemmalm su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo

Punta Rosa (3026 m) – Gruppo dell’Ortles

La Punta Rosa/Rötelspitz/Piz Cotschen, elevazione di 3026 m di quota, è posta nel Gruppo dell’Ortles interamente nel Canton Grigioni/Graubunden in Svizzera (anche se a poca distanza dal confine con l’Alto Adige/Südtirol in Italia; l’accesso normale avviene dal Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

L’itinerario, molto bello, panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio, l’impegno tecnico del percorso non è però da sottovalutare ed è quindi da affrontare con la giusta concentrazione e preparazione.

La salita alla Punta Rosa comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata che conduce in breve al Rifugio Garibaldi al Piz da Las Traias Lenguas (2838 m, chiuso ad agosto 2024).

Dal rifugio si segue, quindi, il sentiero per la Sella Piz Cotschen; la traccia sassosa costeggia la dorsale Breite Grat portando prima in moderata salita e poi falsopiano al bivio tra Sella Piz Cotschen e Sentiero Goldseeweg, Al bivio si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso, a tratti esposto, che conduce in breve alla sella Piz Cotschen (2925 m).

Dalla Sella Piz Cotschen si segue verso sinistra il sentiero su traccia sassosa che porta in cresta, con alcuni passaggi un po’ esposti su ghiaino, fino a condurre alla cima della Punta Rosa/Piz Cotschen (3026 m, ometto, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo dello Stelvio – Rifugio Garibaldi – Sella Piz Cotschen – Punta Rosa/Piz Cotschen – Sella Piz Cotschen – Rifugio Garibaldi – Passo dello Stelvio

Dislivello: 400 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali

Quota massima: 3026 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi ed esposti salendo alla Sella da Piz Cotschen ed alla Punta Rosa, cresta finale che richiede assenza di vertigini. Sviluppo totale di 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta; nonostante il percorso sia relativamente breve non va sottovalutato per esposizione e presenza di tratti tecnici. Per chi ha il necessario allenamento la salita alla Punta Rosa può essere abbinata, come ho fatto io, a quella al Monte Scorluzzo, sempre partendo dal Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Scorluzzo).

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta Rosa

Passo dello Stelvio

Salendo al Rifugio Garibaldi

Salendo alla Sella Piz Cotschen

Tratto esposto verso la Sella da Piz Cotschen

Sella da Piz Cotschen

Salendo alla Punta Rosa

Lungo la cresta verso la Punta Rosa

In vetta alla Punta Rosa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Chavalatsch (2764 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Chavalatsch, cima molto panoramica di 2764 metri di quota, è posto sul confine tra Sudtirolo e Svizzera nella zona di Trafoi e del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la cima presenta varie possibilità di salita con diversi dislivelli e lunghezze, viene qui descritta la salita, molto lunga ma interessante dati i diversi tipi di ambienti attraversati, che parte  dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel del paese di Trafoi, posto lungo la strada che sale al Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla seggiovia Forcola e QUI quella sui paesi di Trafoi, Stelvio e Prato allo Stelvio)

Il percorso presenta uno sviluppo molto lungo e un dislivello impegnativo, l’itinerario è però molto interessante, vario e passa da zone pascolive ad altre selvagge in quota permettendo così, all’escursionista esperto, di raggiungere da un percorso insolito una cima che permette ampli panorami su Gruppo dell’Ortles, Val Venosta/Vinschgau e verso i Grigioni/Graubunden  e la Val Monastero/Münstertal in Svizzera.

Dalla seggiovia Forcola sono possibili anche altre escursioni e salite a cime tra cui quella classica che, con dislivello e sviluppo moderati, permette di raggiungere la cima del Piz Minschuns a quasi 3000 metri di quota (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Minschuns).

La salita al Piz Chavalatsch comincia dalla stazione a monte della seggiovia Forcola di Trafoi (2153 m, rifugio), dall’arrivo della seggiovia si segue per poco il sentiero 12-15 in discesa che porta in breve al bivio col sentiero 4, si se segue quindi in moderata salita la mulattiera 4 verso la Stilfsere Alm, la mulattiera, che diventa progressivamente sentiero, conduce poi in lungo saliscendi a mezzacosta fino ad una sella con croce posta a 2265 metri di quota (1.15 ore dalla partenza).

Dalla sella si segue il sentiero 4A verso il Piz Chavalatsch, la traccia sassosa scende prima in moderata pendenza ad un avvallamento e riprende poi a salire, in lunghissimo sviluppo, attraversando vari ruscelli in ambiente via via più selvaggio e roccioso. La traccia conduce quindi nei pressi del Lago Goldsee salendo poi ripidamente su fondo sassoso fino allo strappo che conduce alla Forcella La Scharta (2593 m, 1.30 ore dalla sella a 2265 metri di quota, 2.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella La Scharta si sale quindi lungo la cresta che su traccia sassosa a tratti molto ripida conduce ad un bivacco (chiuso) ed alla cima del Piz Chavatsch (2764 m, croce e panchina, 30 minuti dalla Forcella La Scharta. 3.15 ore dalla partenza)>
Discesa per lo stesso percorso, con quindi numerose contropendenze da affrontare, in 2.45 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Forcola – sella a quota 2265 metri  – Forcella La Scharta – Piz Chavalatsch – Forcella La Scharta – sella a quota 2265 metri – Stazione a monte seggiovia Forcola

Sentieri: 4 – 4A

Dislivello: 1000 metri in salita e in discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore totali (3.15 ore la salita. 2.45 ore la discesa)

Quota massima: 2764 m

Difficoltà: E – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla cima, cresta finale che richiede assenza di vertigini, sviluppo molto lungo

Data di ascesa: agosto 2019

Rifugio e seggiovia Forcola

Vista sul Gruppo dell’Ortles salendo alla sella a 2265 metri di quota

Verso la sella a 2265 metri di quota

Dalla sella a 2265 metri di quota con vista sul tratto in discesa e il vallone da salire verso La Scharta

Salendo alla Forcella La Scharta

Forcella La Scharta

Cresta finale di salita

Vista dalla vetta del Piz Chavalatsch

Cima del Piz Chavalatsch


Cliccare sull’immagine per visualizzare Trafoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Minschuns/Schafberg (2935 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Minschuns/Schafberg, cima molto panoramica di 2935 metri di quota, è posto sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Svizzera (Cantone dei Grigioni/Graubunden) nella zona di Trafoi e del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la cima presenta varie possibilità di salita con diversi dislivelli, viene qui descritta la salita classica dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel del paese di Trafoi, posto lungo la strada che sale al Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla seggiovia Forcola e QUI quella su Trafoi, Stelvio e Prato allo Stelvio).

Il percorso presenta difficoltà tecniche moderate per esperti di questi percorsi, sono presenti, tuttavia, alcuni tratti un po’ ripidi; dal percorso e soprattutto dalla vetta si godono, inoltre, ampi panorami su Gruppo dell’Ortles/Ortler, Sesvenna e verso i monti che cingono la Val Monastero/Münstertal.

La salita al Piz Minschuns comincia dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel di Trafoi (2153 m, rifugio Forcola), dall’arrivo della seggiovia si segue il sentiero 24 per il Piz Minschuns.
Il percorso sale con pendenza moderata, con traccia terrosa e ghiaiosa, tra magri pascoli passando anche per dei ricoveri e ruderi di guerra raggiungendo due croci e un bivio; dal bivio si segue il sentiero per il Piz Mischuns (sul cartello segnato col numero 25).

Raggiunta in breve, su traccia erbosa e sassosa, la stazione a monte di una seggiovia aperta in inverno si trova un successivo bivio; rimanendo a destra verso il Piz Minschuns si sale su traccia ghiaiosa e sassosa che aggirato un costone sale poi ripidamente in tornanti fino ad una forcella.
Prendendo la traccia ghiaiosa a destra il sentiero sale, alternando tratti con pendenza moderata ad altri più ripidi, lungo la cresta che porta alla vetta del Piz Minschuns (2935 m, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Forcola – Piz Minschuns – Stazione a monte seggiovia Forcola

Sentieri: 24 (erroneamente indicato come 25 sul cartello al primo bivio), poi torna ad essere indicato come 24

Dislivello: 800 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita. 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2935 m

Difficoltà: E/EE – itinerario di difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi, cresta finale che richiede assenza di vertigini; sviluppo di circa 8 chilometri totali tra andata e ritorno.

Data di ascesa: ultima salita settembre 2023, alcune foto sono tratte anche da salite precedenti

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura della seggiovia e del rifugio, è, inoltre, necessario tempo asciutto.
Dalla seggiovia Forcola sono possibili anche altre escursioni e salite a cime tra cui quella che, con lungo dislivello e sviluppo, permette di raggiungere la cima del Piz Chavalatsch (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Chavalatsch).

Esperienza di Stefano: è consigliabile salire presto all’apertura dell’impianto e distribuire le forze lungo il percorso; io ho percorso l’escursione con passaggio di alcune nebbie e nubi, con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio

Seggiovia Forcola

Rifugio Forcola

Cartelli alla partenza

Primo tratto di salita che porta alle croci e ruderi di guerra

Viste sul Gruppo dell’Ortles

Ricoveri di guerra, ruderi e croci

Salendo alla forcella

Cresta finale

Viste dalla cresta

Lungo la cresta finale

Vista sulla cresta finale percorsa

In vetta al Piz Minschuns

Di ritorno al Rifugio Forcola


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Forcola a Trafoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta