Croda della Calva/Kalvenwand (3061 m) – Malga Lyfi Alm (2165 m) – Gruppo dell’Ortles

La Croda della Calva/Kalvenwand, vetta di 3061 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso molte vette che superano i 3000 metri di quota nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e diversi tratti ripidi ma rimanendo su difficoltà tecinche moderate per essere ad una quota così elevata; il tracciato si svolge dapprima tra bosco e pascoli per poi portarsi poi via via in ambienti più selvaggi, lungo la discesa è anche possibile, volendo, effettuare una deviazione raggiungendo la bella Malga Lyfi Alm.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, Albergo Genziana/Enzian),si seguono le indicazioni per la Croda della Calva/Kalvenwand scendendo in breve sulla strada asfaltata alla deviazione a sinistra per la Malga Lyfi e la Croda della Calva.
Seguendo il sentiero 39 si sale in breve ad una malga e ad una cascatella, continuando su mulattiera sterrata si sale nel bosco fino al bivio tra sentiero 39 e sentiero 8; seguendo il sentiero 39 per la Croda della Calva si sale con sentiero terroso e sassoso nel bosco fino all’alpeggio con Baita Peder (2252 m, privata).

Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale su straccia terrosa e sassosa tra pascoli alternando tratti ripidi ad altri con pendenza moderata; la traccia sale quindi al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi.
Rimanendo sul sentiero 39 sia prosegue verso sinistra su traccia erbosa e sassosa aggirando il Dosso Peder e salendo poi al bivio col sentiero per la Punta dello Scudo (nei pressi è presente una tavola panoramica delle cime visibili).
Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale ripidamente su traccia erbosa e sassosa portandosi sulla larga cresta verso la vetta; il sentiero sale rimanendo a debita distanza dal salto roccioso sulla sinistra (attenzione, comunque, a non avvicinarcisi troppo).
Seguendo la traccia erbosa e sassosa, a tratti decisamente ripida, ci si porta infine all’ultimo strappo che conduce alla vetta della Croda della Calva (3061 m, grosso ometto, 3.00 ore dalla partenza).

Si scende quindi ripidamente sullo stesso itinerario di salita fino al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi; seguendo il sentiero 33 si scende piuttosto ripidamente su traccia terrosa e sassosa proseguendo poi in discesa con pendenza moderata fino al bivio col sentiero 10.
Si scende adesso sul sentiero 10 prima in moderata pendenza poi molto ripidamente su mulattiera sassosa e terrosa e sentiero nel bosco fino alla Malga Lyfi Alm (2165 m, 2.00 ore dalla Croda della Calva, 5.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Lyfi si segue, quindi, il sentiero 8 per l’Albergo Genziana scendeno su mulattiera sterrata; si risale poi in moderata pendenza, sempre su mulattiera, fino a tornare al bivio col sentiero 39 dell’andata; scendendo sulla mulattiera dell’andata già nota si torna quindi, in breve, al parcheggio (45 minuti dalla Malga Lyfi, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Croda della Calva – Malga Lyfi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 39 – 33 – 10 – 8

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerato anche il tratto in risalita tornando dalla Malga Lyfi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore totali

Quota massima: 3061 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma con diversi tratti ripidi; dislivello rilevante e sviluppo di 12 chilometri

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga Lyfi. Naturalmente è possibile scendere integralmente per il percorso di salita non passando per la Malga Lyfi e riducendo il percorso di 2 chilometri e 100 metri di dislivello.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Cima Madriccio/Madritschspitze ed alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Cima Madriccio e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: io ho percorso l’escursione con alcune nebbie e nubi lungo la salita alla vetta (seppur con, comunque visuale abbastanza buona), con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio, è necessario, comunque, tempo asciutto e dosare le forze vista la pendenza spesso elevata della traccia.

Primo tratto di salita verso la Baita Peder

Baita Peder con alpeggio

Salendo al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi

Bivio col sentiero per la Malga Lyfi

Salendo al bivio con il sentiero per la Punta dello Scudo/Schlidspitze

Tavola panoramica nei pressi del bivio

Salendo alla Croda della Calva

In vetta alla Croda della Calva

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Scendendo alla Malga Lyfi

Malga Lyfi Alm

Tornando con anche alcune risalite al parcheggio


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Waalweg/Rogge di Ciardes/Tschars e Castel Juval – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Ciardes/Tschars, situato nei pressi di Castelbello/Kastelbell, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso ad anello, dallo sviluppo di 13 chilometri totali e dal dislivello moderato, che permette di visitare i Waalweg di Ciardes (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che altri punti di interesse quali Castel Kasten e le grande Castel Juval (QUI la “pillola” su Ciardes e Castelbello).

Castel Juval è anche inserito nel circuito dei musei di montagna “Messner Mountain Museum”, curati Reinhold Messner, ed ospita diversi cimeli di culti religiosi tibetani ed asiatici di montagna; nel museo sono visibili anche molti oggetti usati Reinhold Messner durante le sue spedizioni essendo Castel Juval residenza del grande alpinista per diversi mesi all’anno (QUI la “pillola” su Castel Juval).

Il percorso comincia dal centro di Ciardes (650 m) seguendo il sentiero 2 per il Trumsberg; salendo tra le case del paese si prosegue in salita un po’ ripida passando su fondo erboso tra coltivazioni fino ad incrociare il sentiero 3 del Waalweg.
Si segue a sinistra il sentiero 3 per Castelbello/Kastelbell procedendo in saliscendi nel bosco sui Waalweg fino a giungere all’icrocio col sentiero 1B.
Si segue, quindi, il sentiero 1B in discesa verso Colsano/Galsaun scendendo nel bosco e poi su mulattiera fino a giungere, in breve, a Castel Kasten (600 m, privato, 45 minuti dalla partenza).

Ritornati in salita sul sentiero 3 si segue a ritroso il sentiero dei Waalweg fino al bivio col sentiero 2; si rimane sul sentiero 3 proseguendo verso Castel Juval; si prosegue, quindi, tra bosco e poi in breve su asfalto rimanendo ai vari bivi sul sentiero 3.
Seguendo sempre per Castel Juval si ritorvano i Waalweg prosegeundo dapprima nel bosco e poi in terreno aperto più ripido con ampie viste sulla Val Venosta fino a giunger al posto di ristoro Sonnenhof (1,15 ore da Castel Kasten, 2.00 ore dalla partenza).
Si segue adesso il sentiero 1 per Castel Juval, il sentiero sale un po’ ripidamente nel bosco fino a raggiungere, in breve, Castel Juval (950 m, museo, punti di ristoro, 15 minuti dal Sonnenhof, 2.15 ore dalla partenza).

Si torna in breve al Sonnenhof e si segue il sentiero 1 per Stava/Staben, si scende un po’ ripidamente tra bosco e terreni più aperti ignorando il bivio il bivio per il sentiero 1C e raggiungendo il bivio per Ciardes/Tschars e gli Stabner Waalweg.
Si seguono gli Stabner Waalweg verso Ciardes nel bosco con qualche tratto un po’ stretto fino a giungere in terreno più aperto in breve risalita tra coltivazioni.
Si giunge, quindi, all’hotel-ristorante Himmelreich e si torna poi su asfalto, in breve, a Ciardes/Tschars (1.30 ore da Castel Juval, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Ciardes – Waalweg – Castel Kasten – Waalweg – Sonnenhof – Castel Juval – Sonnenhof – Stabner Waalweg – Hotel ristorante Himmelreich – Ciardes

Sentieri: 2 – 3 – 1B – 3 – 1 – Stabner Waalweg

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali

Quota massima: 950 m

Difficoltà: E –  percorso non molto difficile tecnicamente ma che presenta alcuni  tratti un po’ ripidi ed altri un po’ stretti (sconsigliabili con fondo bagnato); 13 chilometri circa di sviluppo totali

Data di percorrenza: maggio 2023

Annotazioni: il percorso ad anello può essere percorso in entrambi i sensi; è possibile, inoltre, abbreviare il percorso non andando verso Colsano e Castel Kasten e seguendo alla partenza direttamente i Waalweg verso Castel Juval. Prestare attenzione ai molti bivi lungo il percorso; se si decide di visitare Castel Juval è bene controllare i periodi di apertura come anche quelli dei diversi punti di ristoro se si volesse pranzare in uno di essi

Esperienza di Stefano: io ho trovato le rogge dei Waalweg asciutte ma, solitamente, in primavera ed estate sono ancora funzionanti Sconsiglio la percorrenza con tracciato bagnato nei tratti ripidi o stretti; è, bene, inoltre scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami verso la Val Venosta

Primo tratto salendo da Ciardes

Bivio per i Waalweg

Lungo i Waalweg verso Colsano

Castel Kasten

Io e Arianna di https://www.camminiamoyoga.com/

Vista su Ciardes andando verso i Waalweg verso Castel Juval

Waalweg verso Castel Juval

Al punto di ristoro Sonnenhof

Vista sulla Val Venosta salendo a Castel Juval

Castel Juval (foto possibili solo all’aperto)

Scendendo verso l’imbocco degli Stabner Waalweg

Sugli Stabner Waalweg

Tornando verso Ciardes

Cliccare sull’immagine per visualizzare Ciardes su Google Maps

DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Lago di Zoccolo/Zoggler Stausee – “Seeweg” – giro del lago – Val d’Ultimo

Il Lago di Zoccolo/Zoggler Stausee, è un grande lago artificiale posto a 1137 metri di quota in Val d’Ultimo/Ultental tra gli abitati di Santa Valburga/St. Walburg (il principale della valle) e Pracupola/Kuppelwies (ove si trovano gli impianti del comprensorio escursionistico e sciistico della Schwemmalm (QUI la “pillola” su Santa Valburga e QUI quella sul comprensorio Schwemmalm in estate).

Il lago, che presenta una superficie di quasi 1,5 chilometri quadrati e una profondità massima di quali 100 metri è formato da una diga di 66 metri di altezza; il lago può essere ammirato al meglio con il percorso “Seeweg” che ne percorre le sue sponde con giro ad anello.

Il percorso presenta 8 chilometri circa di sviluppo totali su largo sentiero in leggeri saliscendi tra spazi aperti ed altri boscati; lungo il percorso si hanno anche ottimi panorami sui monti del gruppo delle Maddalene/Magdalener Berge e fin verso i monti della parte orientale del Gruppo dell’Ortles/Ortler.

Il percorso comincia dal parcheggio posto poco oltre il paese di Santa Valburga (1140 m), seguendo il percorso Seeweg verso Kuppelweis (indicato a 50 minuti) si costeggia la sponda destra del lago su sentiero sterrato.
Si raggiunge in breve, una larga passerella con caratteristica forma elicoidale tornando poi su largo sentiero sterrato in leggeri saliscendi fino ad incontrare la strada asfaltata; seguendo sempre le indicazioni per il Seeweg, camminando sul marciapiede, si giunge alla stazione a valle della cabinovia Schwemmalm (1145 m, 1.15 ore dalla partenza).

Si attraversa, quindi, la strada e seguendo i cartelli si giunge ad un maneggio ed ad un ponte sul torrente Valsura; raggiunta l’altra sponda del lago si seguono i cartelli del Seeweg verso St. Walburg.
Si segue il largo sentiero forestale sterrato in leggeri saliscendi (in zona spesso ombrosa); si entra, quindi, nel bosco con diversi scorci panoramici sul lago raggiungendo poi un tratto più aperto; lungo l’ultima parte del percorso si incontrano anche diverse installazioni con manufatti e storie locali fino a giungere alla diga del lago.
Si cammina, quindi, sulla diga tornando al punto di partenza (1.15 ore dalla stazione a valle della cabinovia Schwemmalm, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Santa Valburga – sponda destra del lago – Pracupola – sponda sinistra del lago – Santa Valburga

Sentieri: “Seeweg”

Dislivello: 100 metri in salita e discesa considerati i vari leggeri saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.30 ore totali

Quota massima: 1945 m

Difficoltà: E –  percorso senza particolari difficoltà tecniche con uno sviluppo di 8 chilometri circa

Data di percorrenza: marzo 2023

Annotazioni: il percorso ad anello può essere percorso in entrambi i sensi; è possibile, inoltre, abbreviare di molto il percorso prendendo l’autobus all’andata o al ritorno (non percorrendo, quindi, una delle due sponde del lago)

Cartelli alla partenza

Lungo la sponda destra del lago

A Pracupola

Stazione a valle della cabinovia Schwemmalm

Indicazioni verso l’altra sponda del lago

Torrente Valsura visto dal ponte

Sulla sponda sinistra del lago

Alcuni dei manufatti e storie locali

Sulla diga

Vista sul paese di Santa Valburga

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Lago di Zoccolo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo

Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte – Val Martello

Il Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte, posto a 2264 metri di quota, è situato in alta Val Martello/Martelltal, valle laterale della Val Venosta/Vinschgau, nel Parco Nazionale dello Stelvio in zona idilliaca circondata da molte vette che superano i 3000 metri di quota; il rifugio è raggiungibile dal parcheggio posto al termine della strada della Val Martello con percorso non molto lungo ma battuto solo dagli escursionisti (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il tracciato, dal dislivello moderato, presenta anche alcuni tratti un po’ ripidi e richiede la giusta attrezzatura; dal rifugio, aperto in inverno solitamente nel periodo dello scialpinismo da metà febbraio a fine aprile, è volendo possibile anche raggiungere, con percorso breve ma impegnativo, la vecchia diga della Val Martello.

La diga è stata costruita a fine ‘800 per contenere le piene di un lago glaciale ormai scomparso; dall’area della diga si gode anche un bellissimo panorama sul gruppo del Cevedale e molte altre vette imponenti.

La salita comincia dal parcheggio al termine della strada della Val Martello (2051 m, Hotel Genziana); dal parcheggio si seguono le indicazioni per il sentiero 151 per il Rifugio Corsi, la traccia invernale innevata, battuta solo dagli escursionisti, sale da subito piuttosto ripidamente nel bosco.
Alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata si supera un ponte e si giunge ad un pianoro con rifugio visibile sul monte soprastante; ignorando le diverse deviazioni si continua sul sentiero 151 per il Rifugio Corsi salendo ripidamente a mezzacosta e poi con serpentine e pendio aperto fino a giungere al Rifugio Nino Corsi ed alla vicina chiesetta (2264 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio, se condizioni ed esperienza lo permettono, si sale seguendo il sentiero 103-150 (indicazioni per  il Rifugio Martello); si costeggia una cascata ghiacciata e salendo ripidamente in un valloncello si giunge ad un tratto a mezzacosta piuttosto stretto fino a giungere ad un pianoro aperto ove è posta la vecchia diga della Val Martello (2318 m, 30 minuti dal Rifugio Corsi, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa, con attenzione, per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Nino Corsi – vecchia diga – Rifugio Nino Corsi –  parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: traccia invernale che segue i sentieri estivi 151 e 150-103

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 2318 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo e dislivello contenuti ma piuttosto impegnativa tecnicamente visto che il percorso è battuto solo dagli escursionisti e presenta diversi tratti ripidi e, verso la diga, anche in parte un po’ esposti. Sono necessarie buone condizioni della neve e meteorologiche oltre alla relativa attrezzatura (ciapsole e ramponi o sci da scialpinismo) ed esperienza.

Data di percorrenza: febbraio 2023

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del rifugio in inverno (soiltamente da metà febbraio a fine aprile circa); naturalmente, è possibile fermarsi al rifugio senza salire alla diga riducendo impegno tecnico e fisico

Alla partenza

Salendo nel primo tratto

Pianoro lungo la salita al Rifugio Corsi

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Seconda parte di salita al Rifugio Nino Corsi

Rifugio Corsi con vicina chiesetta

Salendo alla vecchia diga

Antica diga

Vista sul gruppo del Cevedale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio al termine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Vallungspitz (2643 m) – Alpi Venoste

La Vallungspitz, vetta di 2643 metri di altezza, è posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in alta Val Venosta/Vinschgau; la cima, da cui si gode un panorama ampio su molte vette circostanti, è posta in un contesto selvaggio e poco frequentato e, quindi, molto caratteristico.

La vetta presenta diverse possibilità di accesso, viene qui descritta la salita dalla Val Roja/Rojental raggiungibile da Resia/Reschen; il percorso, ad anello, presenta un lungo sviluppo ed un dislivello relativamente elevato ed attraversa prima zone pascolive e poi più aspre attraversando anche diversi tratti ripidi (QUI la “pillola” su Resia e Curon Venosta).

La salita comincia dal parcheggio posto poco prima delle case di Roja (1935 m, strada asfaltata da Resia, parcheggio al tornante prima delle case); i si segue la mulattiera numero 6, con indicazioni Fallungspitz, salendo in leggera pendenza fino ad un gruppo di baite.
Si segue adesso a destra il sentiero 6A per la Fallungspitz, si sale tra pascoli su traccia erbosa, attenzione a non perdere il sentiero, fino ad entrare in un valloncello che si risale su traccia sassosa e terrosa, con alcuni tratti ripidi, attraversando alcune volte il torrente.
Usciti dal valloncello si sale nuovamente tra pascoli in leggera pendenza fino ad un bivio con indicazioni su un sasso; si segue dritti sul sentiero 2A con traccia terrosa e sassosa che porta, con alcuni tratti ripidi, al Passo di Vallunga/Schartl (2619 m, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Passo di Vallunga si segue il sentiero 2 a sinistra sull’evidente cresta verso la cima, si risale su traccia sassosa una prima elevazione, si continua poi in saliscendi su traccia erbosa per poi salire, infine, ripidamente su traccia sassosa alla vetta della Vallungspitz (2643, croce, 15 minuti dal Passo di Vallunga, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna al Passo di Vallunga e si segue il sentiero 2 sul versante opposto da quello da cui si era saliti al passo; la traccia scende in pendenza leggera tra pascoli risalendo in breve ad una sella e poi traversando, su fondo terroso ed erboso, lungamente a mezzacosta fino a scendere, facendo attenzione a non perdere il sentiero, poi al ricovero per animali Grunbodenhütte (2465 m, 45 minuti dalla cima, 3.15 ore dalla partenza).

Dal Grunbodenhütte si scende su mulattiera inizialmente con numero 2, indicazioni Roja,  fino ad un vicino bivio; si segue poi la mulattiera numero 6 con indicazioni Fallunghütte e Reschen.
La mulattiera scende molto lungamente in moderata pendenza, ignorando diversi bivi, fino alla baita Fallunghütte (non gestita); continuando sulla mulattiera si torna al gruppo di baite incontrato all’andata.
Volendo si può, adesso, seguire il sentiero 8A con indicazioni Rojer Runde salendo su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata e poi in saliscendi, fino al Rifugio Rojen Skihütte (2000 m, 2.00 ore dal Grunbodenhütte, 5.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Rojen Skihütte si segue la mulattiera sassosa che riporta in discesa, in breve, al parcheggio (15 minuti dal Rifugio Rojen Skihütte, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio sotto le case di Roja – Passo di Vallunga/Schartl – Vallungspitz – Grunbodenhütte –  Fallunghütte – Rifugio Rojen Skihütte – parcheggio sotto le case di Roja

Sentieri: 6 – 6A – 2A – 2 – 6 – 8A

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore 

Quota massima: 2643 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi su sentiero terroso e qualche passaggio più tecnico lungo la cresta finale, sviluppo totale di oltre 13 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: tornati al gruppo di baite alla fine della discesa dalla mulattiera si può, naturalmente, omettere la deviazione al Rifugio Rojen Skihütte e tornare al parcheggio sulla mulattiera dell’andata.
Dall’area di Roia partono anche diversi altri percorsi e salite a cime, come, ad esempio, la vetta dell’Äusserer Nockenkopf (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e per non avere problemi di orientamento nei tratti tra pascoli; pur non essendo il percorso molto difficile è bene fare attenzione ai diversi tratti un po’scivolosi soprattutto dopo periodi piovosi

Primo tratto su mulattiera verso il gruppo di baite

Salendo tra pascoli e valloncello sul sentiero 6A

Salendo sul sentiero 2A al Passo di Vallunga

Cresta verso la cima

In vetta alla Vallungspitz

Panorami di vetta

Scendendo al Grunbodenhütte

Grunbodenhütte

Scendendo al Fallunghütte ed al gruppo di baite incontrato all’andata

Salendo al Rifugio Rojen Skihütte

Rifugio Rojen Skihütte

Tornando al parcheggio

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio escursionistico di Roja)


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Borletti/Berglhütte (2188 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Rifugio Borletti/Berglhütte, posto a 2188 metri di quota, è situato nel Gruppo dell’Ortles/Ortler nel Parco Nazionale dello Stelvio/Stilfs nella zona di Trafoi in alta Val Venosta/Vinschgau; il rifugio è posto in posizione magnifica con panorama bellissimo verso il Passo dello Stelvio, l’Ortles, la cresta di confine con la Svizzera e la Valle di Trafoi (QUI la “pillola” su Prato allo Stelvio, Stelvio e Trafoi).

Il percorso classico per raggiungere il Rifugio Borletti parte dal parcheggio delle Tre Fontane, non lontano da Trafoi, e raggiunge dapprima in breve il Santuario delle Tre Fontane per poi salire piuttosto ripidamente nel bosco fino ad uscirne nei pressi del rifugio; dal parcheggio e lungo la salita è possibile ammirare anche le cascate che si originano dalle Tre Fontane, fenditure nella roccia da cui sorga l’acqua.

La salita comincia dal parcheggio delle Tre Fontane (1594 m, ristorante, stradina a tratti sterrata da Trafoi), si segue il sentiero per il Rifugio Borletti segnato col numero 15 sui segni e col 18 sui cartelli.
In breve si raggiunge un ponte ed il Santuario delle Tre Fontane, continuando sul sentiero 15/18 per il Rifugio Borletti si sale nel bosco su sentiero terroso e sassoso, con anche diversi gradoni; raggiunto un punto panoramico sulle Tre Fontane si continua a salire piuttosto ripidamente con molti tornanti nel bosco fino ad uscirne nei pressi del rifugio.
Con un ultimo breve tratto su sentiero terroso e sassoso si giunge al Rifugio Borletti (2188 m, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: Tre Fontane – Rifugio Borletti – Tre Fontane

Sentieri: 15/18

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore  (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2188 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma che presenta diversi tratti ripidi  e gradoni

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: la stradina a tratti sterrata per il parcheggio è in condizioni abbastanza buone ad agosto 2022, che non volesse percorrerla può comunque parcheggiare al primo parcheggio Tre Fontane che si trova appena dopo la deviazione della stradina per le Tre Fontane dalla strada del Passo dello Stelvio, si aggiungono, così, circa 2 chilometri in falsopiano all’andata ed altrettanti al ritorno.

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dal rifugio e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana (anche se, in questo caso, con possibili problemi nel trovare parcheggio alle Tre Fontane)

Nei pressi del parcheggio delle Tre Fontane

Ponte verso il Santuario Tre Fontane

Santuario Tre Fontane

Primo tratto di salita al Rifugio Borletti

Vista sulle Tre Fontane

Ultimo tratto di salita verso il Rifugio

Rifugio Borletti

Vista verso il Passo dello Stelvio

Vista verso l’Ortles

Vista su Trafoi e la sua valle

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Tre Fontane di Trafoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte (2542 m) – Sentiero Glaciologico – Alpi Venoste

Il Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte, posto a 2542 metri di altezza, si trova nelle Alpi Venoste, a poca distanza dal confine con l’Austria, nel sottogruppo della Palla Bianca/Weisskügel; l’accesso normale parte da Melago/Melag in Vallelunga/Langtaufers, raggiungibile da Curon Venosta/Graun im Vinschgau in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Curon Venosta ed il Lago di Resia).

Viene qui descritto un giro ad anello che prima conduce tra pascoli alla Malga di Melago/Melager Alm, con posto di ristoro. e poi sale al rifugio, in ambienti via via più selvaggi, per il Sentiero Glaciologico, per il ritorno si scende sul sentiero “normale” alla Malga di Melago e poi si ritorno a Melago.

Il Sentiero Glaciologico è corredato di diversi pannelli informativi che mostrano come con le sue avanzate e ritiri il ghiacciaio abbia modellato l’ambiente circostante; lungo il percorso si hanno anche bellissimi panorami su molte cime del gruppo della Palla Bianca ed i suoi ghiacciai, purtroppo anch’essi in forte ritiro.

La salita comincia da Melago (1912 m, parcheggio alla fine della Vallunga), si segue il sentiero 2 per la Malga di Melago/Melageralm. Il percorso si snoda su mulattiero in leggeri saliscendi tra pascoli, raggiunto un bivio si segue la deviazione obbligata su un ponte e poi, su mulattiera numero 5 sul lato opposto del torrente, si raggiunge in leggera salita ma con sviluppo piuttosto lungo, la Malga di Melago (1970 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla malga si segue per il Rifugio Pio XI/Weisskügelhütte raggiungendo in breve il bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico/Gletscherpfad; si segue per il Sentiero Glaciologico salendo dapprima in lieve pendenza nel bosco lungo il corso del torrente.
Incontrati i primi pannelli informativi il sentiero sale su traccia terrosa e sassosa in pendenza accentuata uscendo poi dal bosco ed arrivando al bivio tra variante impegnativa e più facile; andando a sinistra si sale sulla variante più ripida con un tratto su crestina (non adatto a chi soffre di vertigini), a destra la variante più facile risale, invece, in una vallettina.
Entrambe le varianti si ricongiungono, comunque, abbastanza in breve nei pressi del bivio per il sentiero alpinistico; rimanendo sul sentiero Glaciologico “classico” si segue il sentiero a sinistra scendendo su traccia sassosa e terrosa (piuttosto sconnessa) a un ponte.
Superato il ponte sul torrente si sale su traccia sassosa e ghiaiosa con pendenza impegnativa fino a giungere ad una piccola deviazione (segnata ma non indicata) che a destra porta in breve ad un punto panoramico sui ghiacciai.
Tornati sul sentiero glaciologico si sale in pendenza moderata ad una selletta dalla quale si prosegue, in breve, in saliscendi al Rifugio Pio XI (2542 m, 1.45 ore dalla Malga di Melago, 2.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 2 per Melago, si scende su traccia sassosa e terrosa, in moderata pendenza, giungendo ad un laghetto e poi, in pendenza più accentuata passando più volte sotto la teleferica del rifugio, si scende in una valletta giungendo ad un grande crocefisso e poi, rientrando nel bosco, si giunge ad un ponticello.
Da qui, seguendo i cartelli delle deviazioni obbligate, si scende ad un altro grande ponte che riporta al sentiero nei pressi della Malga di Melago dalla quale, sulla mulattiera di salita, si torna a Melago (1.45 ore dal Rifugio Pio XI, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Melago – Malga di Melago – Sentiero Glaciologico – Rifugio Pio XI – Malga di Melago – Melago

Sentieri: 2 – 5 – Sentiero Glaciologico – 2 – 5 -2

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore (2.30 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2542 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi anche su fondo sassoso nel sentiero glaciologico, sviluppo totale di circa 13 chilometri

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: per chi volesse rimanere su difficoltà tecnica più contenuta è possibile, naturalmente, salire e scendere per il sentiero normale

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante; il sentiero glaciologico è molto interessante e merita la percorrenza anche se, purtroppo, gli ultimi pannelli informativi prima del rifugio sono rovinati e sarebbero da rifare.

Indicazioni a Melago

Lungo il tratto da Melago alla Malga di Melago

Malga di Melago

Bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico

Primo tratto del sentiero Glaciologico

Variante più facile

Variante più ripida

Tratto verso il ponticello

Seconda parte del sentiero Glaciologico

Rifugio Pio XI

Ghiacciai della Palla Bianca

Discesa lungo il sentiero normale

Cliccare sull’immagine per visualizzare Melago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Punta del Lago Gelato/Eisseespitze (3230 m) – Gruppo dell’Ortles

La  Punta del Lago Gelato/Eisseespitze è una vetta di alta quota, posta a 3230 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles-Cevedale, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita si svolge tramite il Sentiero Steckner partendo dalla stazione a monte della funivia di Solda; il percorso è relativamente breve ma ripido e con diversi tratti su ghiaino e grossi massi e cresta finale con alcuni passaggi in arrampicata non difficili tecnicamente ma un po’ esposti.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2600 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue per pochi minuti il sentiero per il Rifugio Casati trovando in breve a sinistra la deviazione per il Sentiero Stecknerweg.
Il sentiero Steckner, segnato con radi bolli gialli e rossi, sale ripidamente dapprima su traccia su ghiaino fino a giungere ad un piccolo pianoro; la traccia riprende quindi a salire ripida su ghiaino intervallati da tratti sassosi giungendo a due brevi tratti più esposti, attrezzati con cavo, che portano alla cresta finale.
Si segue, quindi, la cresta finale su tratti con ghiaino ed altri con grossi massi, con alcuni passaggi di I° grado non molto difficili ma un po’ esposti, giungendo infine sulla larga vetta della Punta del Lago Gelato  (3230 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Punta del Lago Gelato – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: Stecknerweg

Dislivello: 650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore (2.00 ore la salita, 1.30 ora la discesa).

Quota massima: 3230 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente impegnativa con molti tratti ripidi lungo il percorso ed alcuni passaggi di I° grado sulla cresta finale

Data di ascesa: settembre 2021

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta; nonostante il percorso sia relativamente breve non va sottovalutato per esposizione e presenza di tratti tecnici

Inizio del sentiero Stecknerweg

Lungo il primo tratto di salita

Vista sulla funivia di Solda dal primo tratto di salita

Tratto intermedio di salita

Tratto attrezzato

Cresta finale

In cima alla Punta del Lago Gelato

Vista su Ortles – Zebrù e Gran Zebrù

Vista sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Cima Madriccio/Madritschspitze (3265 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Madriccio/Madritschspitze, vetta di 3265 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso i ghiacciai e le principali vette di questo famoso gruppo montuoso posto nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e lungo sviluppo e percorre bellissimi ambienti, prima boscosi e pascolivi fino al Rifugio Corsi/Zufallhütte, poi via via più selvaggi fino al tratto ripido finale che si diparte tra ambiente roccioso d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si supera successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido, al nuovo Museo Badhaus ed al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 150 per il Rifugio Casati, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga con bivio dal quale si continua a seguire il sentiero per il Rifugio Casati.
Il sentiero prosegue in lungo sviluppo in moderata salita, inframmezzata da qualche tratto più ripido ed altri in saliscendi, fino a raggiungere il bivio tra il Rifugio Casati e la Punta Madriccio dal quale si segue il sentiero 41 per la Punta Madriccio.
Il sentiero 41 sale dapprima in moderata salita su traccia terrosa e sassosa tra magri pascoli giungendo quindi all’attraversamento di un torrente; ignorato il bivio per la Mutspitze/Monte Muta si continua sul sentiero 41 in largo vallone su traccia sassosa in lungo sviluppo e moderata pendenza fino ad arrivare nei pressi di un laghetto.
La traccia si fa quindi più ripida, salendo su fondo sassoso e con ghiaino, portando ad un tratto in tornanti che conduce ripidamente alla vetta della Cima Madriccio (3265 m, croce, 2.45 ore dal Rifugio Corsi, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Cima Madriccio – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 151 – 150 – 41

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa).

Quota massima: 3265 m

Difficoltà: EE – percorso dal forte dislivello che presenta un tratto ripido finale su traccia sassosa e con ghiaino, sviluppo totale di 16 chilometri

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Corsi.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Croda della Calva e l’ascesa alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Croda della Calva e QUI la “pillola” sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata dalla buona visibilità sia per godere dei bellissimi panorami ed ambienti sia per non rischiare di perdere il sentiero nel tratto sommitale; visto il forte dislivello è anche utile distribuire le forze lungo tutto il percorso

QUI il link YouTube al video della salita alla Cima Madriccio

Salendo al Rifugio Corsi

Nuovo museo Badhaus, dedicato agli avvenimenti naturali, demografici e bellici avvenuti in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

Rifugio Corsi

Salendo all’antica diga

Antica diga

Salendo al bivio tra il Rifugio Casati e la Cima Madriccio

Bivio per la Cima Madriccio

Salendo nel tratto verso il laghetto

Tratto ripido finale

In vetta a Cima Madriccio

Vista dalla vetta su Ortles/Ortler – Monte Zebrù e Gran Zebrù/Königspitze

Vista dalla vetta sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monterodes (2361 m) – Alpi Venoste

Il Monterodes, vetta di 2361 metri di quota, è una cima posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in posizione isolata e dominante sui sottostanti paese e Valle di Slingia/Schlinig; la vetta è posta in posizione molto panoramica verso i monti del gruppo del Sesvenna, della Palla Bianca/Weisskugel e dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Slingia ed il comprensorio Watles).

Il percorso per raggiungere la vetta, partendo dal bel paesino di Slingia, attraversa ambienti molto bucolici con boschi e pascoli portando poi alla larga cresta erbosa finale che conduce in cima; il percorso presenta una media lunghezza ed un discreto dislivello e va comunque percorso, quindi, con il giusto allenamento.

La salita comincia da Slingia (1736 m) dal parcheggio alla fine del paese si seguono le indicazione per il Monterodes si percorre inizialmente una mulattiera sterrata trovando, in breve, la deviazione del percorso numero 10.
Si sale, quindi, in pendenza moderata su traccia erbosa e terrosa tra pascoli e bosco fino ad incontrare nuovamente la mulattiera sterrata; seguendo sempre i cartelli per il Monterodes si sale ripidamente  nuovamente tra pascoli e poi nel bosco fino ad un successivo incrocio con la mulattiera sterrata.
Seguendo i segni indicatori si sale sulla mulattiera sterrata, con pendenza accentuata, fino a giungere all’alpeggio Kälberalm (2137 m, nessun posto di ristoro, 1.15 ore dalla partenza), dall’alpeggio si segue sempre il sentiero 10 per il Monterodes che porta, tra pascoli, in breve ad un crocefisso.

Dal crocefisso si segue la traccia terrosa ed erbosa che sale tra pascoli in pendenza moderata fino a raggiungere un costone; da qui, seguendo sempre per il Monterodes ai diversi bivi, si segue in lungo saliscendi la traccia che porta a due piccoli laghetti; dai laghetti si sale poi in pendenza moderata sul largo crestone erboso che conduce alla vetta del Monterodes (2361 m, croce, 1.15 ore dalla Kälberalm, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Alpeggio Kälberalm – Monterodes – Alpeggio Kälberalm – Slingia

Sentieri: 10

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2361 m

Difficoltà: E – itinerario senza particolari difficoltà tecniche con buone condizioni ma che presenta uno sviluppo di 11 chilometri circa e diversi tratti ripidi nella prima parte del percorso.

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come la slaita al Rifugio Sesvenna proseguendo poi, volendo, verso il Piz Rims e Piz Cristanas od il Passo di Slingia/Schlinigpass (QUI la “pillola” sull’ascesa a Piz Rims e Piz Cristanas e QUI quella sul percorso al Passo di Slingia).

Esperienza di Stefano: questa escursione permette di scoprire, con bel tempo, ambienti e sentieri molto poco frequentati ed è quindi consigliata per amanti di zone molto panoramiche e piuttosto “isolate” pur non essendo molto lontane dal fondovalle

QUI il link al video YouTube sulla salita al Monterodes

Cartelli a Slingia

Primo tratto su mulattiera con vista su Slingia

Tratto tra pascoli e bosco salendo all’alpeggio Kälberalm

Alpeggio Kälberalm

Crocefisso poco sopra l’alpeggio

Tratto salendo al costone erboso

Nel lungo tratto in saliscendi

Lungo la larga cresta che porta in vetta

In vetta al Monterodes

Panorami dalla vetta verso il Sesvenna

Vista sul sottostante paese di Slingia

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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