Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m) – Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Schutzhütte (2842 m) – Alpi Venoste

La Punta della Vedretta/Im Hintern Eis, cima di 3269 metri di quota posta sul confine tra Sudtirolo e Austria, è una cima relativamente frequentata ed estremamente panoramica posta nelle Alpi Venoste alla testata della nota Val Senales/Schnalstal, valle laterale che si diparte dalla Bassa Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Naturno/Naturns (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sulla funivia Ghiacciai).

La Punta della Vedretta presenta un accesso dal Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Hütte relativamente breve grazie alla presenza delle funivie della Val Senales poste a Maso Corto/Kurzras, l’intero percorso prevede però una lunga discesa risultando quindi piuttosto faticoso; il tracciato presenta, infatti, diversi tratti ripidi sassosi che richiedono piedi fermo e, grazie anche al bellissimo panorama della vetta verso i ghiacciai circostanti e all’ambiente di alta montagna, risulta molto interessante e appagante per il trekker esperto.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia della Val Senales (3205 m, rifugio, stazione a valle a Maso Corto), dall’arrivo della funivia si segue in discesa il sentiero 3 per il Rifugio Bellavista, il sentiero, prima su mulattiera sterrata poi con fondo sassoso, scende piuttosto ripidamente fiancheggiando un costone roccioso, superato un tratto con presenza di canapone corrimano, il sentiero scende meno ripidamente fino ad un pianoro da dove, su mulattiera sterrata in moderata salita, si giunge al Rifugio Bellavista (2842 m, 1.15 ore dalla stazione a monte della funivia).

Dal Rifugio Bellavista si segue quindi il sentiero 3A con indicazione “Im Hintern Eis”, il sentiero con fondo sassoso sale con traccia a tornanti prima piuttosto ripidamente fino ad una conca, la traccia sale poi con pendenza moderata fino al ripido pendio finale sassoso che conduce alla vetta della Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m, piccola croce, 1.15 ore dal Rifugio Bellavista, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla cima della Punta della Vedretta si torna per la via di salita al Rifugio Bellavista (2842 m, 1 ora dalla Punta della Vedretta, 3.30 ore dalla partenza). Dal Rifugio si segue quindi in discesa il sentiero 3 verso Maso Corto/Kurzras, il sentiero con fondo sassoso scende prima con pendenza moderata al bivio per la Palla Bianca/Weisskugel. Continuando sul sentiero 3 si oltrepassa un tratto in saliscendi fino ad arrivare ad una discesa più ripida che conduce ad entrare nel bosco da dove con sentiero ripido si torna a Maso Corto (2011 m, 1.45 ore dal Rifugio Bellavista, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte funivia Val Senales – Rifugio Bellavista – Punta della Vedretta – Rifugio Bellavista – Maso Corto

Sentieri: 3 -3A -3

Dislivello: 600 metri in salita e 1700 metri in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 3269 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla cima che richiedono piede fermo, anche la discesa risulta lunga e faticosa.

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: dalla stazione a monte della funivia è possibile salire in breve (10 minuti), alla cima della Croda delle Cornacchie/Grawand con piattaforma panoramica; inoltre, fino ad estate inoltrata è possibile trovare dei nevai residui lungo la salita alla Punta della Vedretta

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta, attenzione al fatto che si possa trovare neve residua nella prima parte dell’estate, non è da sottovalutare anche la lunga discesa fino a valle

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta della Vedretta ed al Rifugio Bellavista

Piattaforma panoramica Croda delle Cornacchie

Cartelli alla stazione a monte della funivia

Sentiero che scende dalla stazione a monte della funivia al Rifugio Bellavista

Lungo la breve salita dal pianoro al Rifugio Bellavista

Rifugio Bellavista

Primo tratto di salita dal Rifugio Bellavista alla Punta della Vedretta

Salendo alla Punta della Vedretta

In vetta alla Punta della Vedretta con panorama sulla Palla Bianca/Weisskugel

Panorama dalla vetta verso la Punta di Finale/Fineilspitze

Lungo la discesa a Maso Corto


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia dei Ghiacciai Val Senales su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Monte Chiodo/Nagelstein (2469 m) – Val d’Ultimo – Gruppo Ortles

Il Monte Chiodo/Nagelstein, vetta di 2469 metri di quota, è posto in Alta Val d’Ultimo/Ultental ai margini del Gruppo dell’Ortles/Ortler e del Parco Nazionale dello Stelvio/Stilfs; il Monte Chiodo non è molto noto e frequentato ma la sua salita permette di percorrere un itinerario che attraversa ambienti montani molto vari con laghi, malghe, boschi e zone selvagge in quota.

La salita classica alla vetta parte dal Lago di Fontana Bianca/Weißbrunnsee, raggiungibile  su strada stretta asfaltata da Santa Gertrude/St. Gertraud in Val d’Ultimo, lungo il percorso si passa prima per la Malga Fiechtalm per poi salire alla vetta tra boschi e zone selvagge; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sulle Alpi Venoste, Val d’Ultimo e monti del gruppo del Gioveretto/Zufrittspitze (QUI la “pillola” sul Lago di Fontana Bianca e la Fiechtalm e QUI quella sul paese di Santa Gertrude).

La salita al Monte Chiodo comincia dal Lago di Fontanabianca (1872 m) seguendo il sentiero 101 per la Fiechtalm, il sentiero nel bosco costeggia nel primo tratto il lago raggungendo in breve un bivio dove si segue la deviazione ripida indicante la Malga Fiechtalm a 25 minuti di distanza. Si sale quindi ripidamente su sentiero di bosco raggiungendo la Malga Fiechtalm (2034 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla  malga si segue il sentiero 101 per il Monte Chiodo/Nagelstein salendo prima tra pascoli fino e bosco raggiungendo in breve il Lago Fiechtsee, continuando per il Monte Chiodo si sale con pendenza moderata nel bosco e poi su traccia terrosa e ghiaiosa che conduce in mezzacosta ad una forcella posta a 2200 metri di quota.
Dalla forcella si segue a destra il sentiero 109 per il Monte Chiodo salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa fino ad incontrare un tratto sassoso con gradoni attrezzato con catena metallica, superato il breve tratto attrezzato si sale ancora ripidamente con traccia sassosa e terrosa fino alla vetta del Monte Chiodo (2469, croce, 1.30 ore dalla Fiechtalm, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Fontana Bianca – Malga Fiechtalm – Lago Fiechtsee – Monte Chiodo – Lago Fiechtsee – Malga Fiechtalm – Lago di Fontana Bianca

Sentieri: 101 – 109

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2469 m

Difficoltà: EE – itinerario che presenta nell’ultima parte di salita alcuni tratti ripidi e parzialmente esposti, con presenza anche di un breve tratto attrezzato con catena, che richiedono passo fermo ed assenza di vertigini

Data di ascesa: settembre 2019

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga.
Inoltre, dal Lago di Fontana Bianca partono anche altre escursioni come quella al Rifugio Canziani al Lago Verde/Höchster Hütte (QUI la “pillola” su quest’itinerario).

Lago di Fontana Bianca

Tratto ripido nel bosco salendo alla Fiechtalm

Malga Fiechtalm

Traccia a mezzacosta verso la forcella a 2200 metri di quota

Primo tratto di salita dalla forcella verso la cima con vista sulla Val d’Ultimo

Tratto ripido terroso salendo alla vetta

Tratto attrezzato

In vetta al Monte Chiodo

Dalla vetta del Monte Chiodo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Fontana Bianca su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo

Cima Dieci/Zehnerkopf (2675 m) – Alpi Venoste

La Cima Dieci/Zehnerkopf è una cima relativamente nota, di 2675 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna.

La vetta dalla ottima visuale verso il sottostante Lago di Resia/Reschensee presenta una via normale di salita, relativamente breve ma piuttosto impegnativa tecnicamente, che parte dalla cabinovia di Schöneben/Belpiano, con stazione a valle posta lungo il Lago di Resia nei pressi del paese omonimo (QUI la “pillola” collegata a Schöneben).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Schöneben (2118 m di quota, rifugio), seguendo il sentiero marcato con il numero 9B si procede su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino alla stazione a monte delle seggiovie (chiuse in estate).

Continuando sul sentiero 9B si procede su traccia sassosa e ghiaiosa, a tratti un po’ ripida, fino al bivio con il sentiero 9A; si prende, quindi, il sentiero 9A che sale molto ripido per un canale su traccia terrosa e sassosa fino che porta alla breve cresta finale un po’ esposta che conduce alla vetta della Cima Dieci (2675 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza, prestando attenzione al tratto ripido di sentiero.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Schöneben – Bivio sentiero 9A/9B – Cima Dieci – Bivio sentiero 9A/9B  – Stazione a monte cabinovia Schöneben

Sentieri: 9B – 9A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore salita, 1.15 ore in discesa)

Quota massima: 2675 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica impegnativa nel tratto ripido del sentiero e con cresta finale a tratti esposta

Data di ascesa: luglio 2019

Stazione a monte della cabinovia Schöneben

Lungo il sentiero 9B

Vista verso il Lago di Resia

Verso il tratto ripido sul sentiero 9A

Verso la cresta finale

In cima


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck (3128 m) – Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck (2908 m) – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m) – Malga dei Vitelli/Kälberalm (2247 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck, posto a 3128 metri di quota, e il Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck, situaro a 2908 metri di altezza, sono posti nel Gruppo dell’Ortles e possono essere raggiunti dal paese di Solda/Sulden in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

Il percorso ad anello descritto parte dalla cabinovia Pulpito/Kanzel e raggiunge dapprima il Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte situato a 2721 metri di altezza, salendo, quindi, alla vetta del Dossobello di Dentro con percorso con vari punti tecnici ed esposti che richiedono esperienza e piede fermo.

Il tracciato prosegue poi lungamente verso i pressi della vetta del Dossobello di Fuori (raggiungibile con breve deviazione dal sentiero) scendendo poi alla Malga dei Vitelli/Kälberalm, posta a 2247 metri di quota, e tornando a Solda con mulattiera nel bosco.

La salita, per la via normale, comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito/Kanzel (2348 m, ristorante, stazione a valle a Solda paese), dalla cabinovia si segue il sentiero per il Rifugio Serristori.
Si procede prima su mulattiera in leggera salita e poi in saliscendi su traccia, prima su grossi massi e poi ghiaiosa e terrosa, fino ad arrivare al ponticello sul Torrente Zay.
Il percorso numero 5 sale ora, in moderata pendenza, nella Valle di Zay, con traccia sassosa e terrosa, portando al Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Serristori si segue a sinistra il sentiero per il Dossobello di Dentro segnato con bolli gialli, inizialmente si scende brevemente al torrente sottostante che si supera con alcune passerelle di legno; si sale, quindi, ripidamente su traccia ghiaiosa in tornanti e poi su traccia a mezzacosta un po’ esposta.
Si supera, quindi, con molta attenzione, un tratto franato proseguendo poi su traccia che alterna tratti su grossi massi, cenge in parte esposte e saltini rocciosi in parte attrezzati con cavo; giunti ad una selletta la traccia porta infine, su breve e larga cresta rocciosa, alla vetta del Dossobello di Dentro (3143 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Serristori, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende sul versante opposto su traccia ghiaiosa e terrosa in tornanti piuttosto ripida; si supera quindi un tratto a mezzacosta su grossi massi con sentiero che porta poco sotto la vetta del Dossobello di Fuori.
Con attenzione si sale in breve, quindi, a destra senza traccia su terreno erboso e sassoso, ma con percorso intuibile con buona visibilità, alla cima del Dossobello di Fuori (2908 m, grossi ometti, 45 minuti dal Dossobello di Dentro, 3.45 ore dalla partenza).
Tornati su sentiero si scende su ripida traccia terrosa e sassosa, il percorso traversa, quindi, a destra passando nei pressi di un abbeveratoio per mucche; la traccia erbosa e sassosa piega poi a sinistra portando a due grossi ometti.
Il sentiero prosegue sempre piuttosto ripido portando ad un bivio indicante la Valle di Zay; lo si ignora e si continua a scendere a destra trovando in breve i cartelli indicanti la Malga dei Vitelli; seguendo la traccia si scende, quindi, in breve alla Malga dei Vitelli (2247 m, 1.15 ore dal Dossobello di Fuori, 5.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga dei Vitelli si scende adesso verso Solda sulla mulattiera sterrata 18-19, si scende tra bosco e radure in pendenza prima moderata e poi accentuata fino al bivio tra i due percorsi; rimanendo sulla mulattiera 19 si scende su fondo sterrato, piuttosto ripidamente, al paese di Solda tornando, quindi, su strada in saliscendi, alla stazione a valle della cabinovia Pulpito (1870 m, 45 minuti dalla Malga dei Vitelli, 5.45 ore dalla partenza)

Percorso: Stazione a monte cabinovia Pulpito/Kanzel – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte – Dossobello di Dentro – Dossobello di Fuori – Malga dei Vitelli – Stazione a valle cabinovia Pulpito/Kanzel.

Dislivello: 900 metri in salita 1400 metri in discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore

Quota massima: 3128 m

Difficoltà: EE – percorso impegnativo con diversi tratti tecnici ed esposti salendo al Dossobello di Dentro, prestare molta attenzione in particolare nel tratto franato; la salita al Dossobello di Fuori si svolge senza traccia e su percorso intuibile con buona visibilità. Dislivello rilevante e sviluppo lungo di circa 14 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita, rifugio e malga; naturalmente è possibile evitare la breve salita fuori traccia al Dossobello di Fuori.
La cabinovia Pulpito ed il Rifugio Serristori sono anche punto di partenza per l’ascesa alla Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: percorso con salita tecnica al Dossobello di Fuori che richiede esperienza nel muoversi su traccia con fondo impegnativo; il tratto franato presenta tratti delicati che vanno valutati molto bene al momento del passaggio (se le condizioni dovessero peggiorare è bene, nel caso, rinunciare alla salita). In generale anche la lunghezza e l’impegno complessivo del percorso è da non sottovalutare. Necessario tempo asciutto e buona visibilità sia per sicurezza che per godere dei bellissimi panorami della zona.

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù dalla stazione a monte della cabinovia

Lungo il tratto in saliscendi verso il ponticello sul Torrente Zay

Ponticello sul Torrente Zay

Salendo al Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Indicazioni al Rifugio Serristori

Attraversamento del torrente

Primo tratto di salita al Dossobello di Dentro

Uno dei tratti esposti a mezzacosta

Tratto franato

Continuando la salita al Dossobello di Dentro

Cresta finale

In cima al Dossobello di Dentro

Primo tratto di discesa

Deviazione senza traccia al Dossobello di Fuori

In vetta al Dossobello di Fuori

Scendendo alla Malga dei Vitelli

Malga dei Vitelli

Tornando a Solda su mulattiera


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Punta Beltovo di Dentro/Hintere Schöntaufspitz (3325 m) – Gruppo dell’Ortles – agosto 2020

La  Punta Beltovo di Dentro/Hintere Schöntaufspitz è una vetta prestigiosa di alta quota, posta a 3325 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles e Val Venosta, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita permette un’ascesa, per gli escursionisti esperti non troppo difficile tecnicamente, che porta ad uno dei 3000 più frequentati del Gruppo dell’Ortles.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2581 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue il sentiero 151 che sale su mulattiera sterrata e sassosa fino al Rifugio Madriccio/Madritschhütte (2818 m). Continuando sulla mulattiera 151 che diventa infine sentiero sassoso si giunge al Passo del Madriccio/Madritschjoch (3123 m).

Dal passo si segue verso nord la traccia sassosa 151 che, con alcuni tratti ripidi, porta alla cima della Punta Beltovo di Dentro (3325 m, stazione meteorologica, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Passo Madriccio – Punta Beltovo di Dentro – Passo Madriccio – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: 151

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ora la discesa).

Quota massima: 3325 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente non troppo difficile ma che presenta alcuni tratti ripidi sassosi ad alta quota

Data di ascesa: agosto 2020

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta; inoltre, va fatta attenzione al possibile innevamento sul sentiero che, vista quota ed esposizione, può talvolta essere presente anche in estate

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta Beltovo di Dentro

Stazione a monte della Funivia di Solda con il Gran Zebrù sullo sfondo

Salendo al Rifugio Madriccio

Rifugio Madriccio

Salendo al Passo del Madriccio

Passo del Madriccio

Salendo dal Passo del Madriccio verso la vetta

In vetta

Vista dalla vetta verso il Gruppo del Cevedale

Vista dalla vetta su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Piz Cristanas (3092 m) – Rifugio Sesvenna (2256 m) – Alpi Venoste

Il Piz Cristanas è una cima di 3092 metri quota posta nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen nel sottogruppo del Sesvenna, la cima è posta per pochi metri interamente in territorio svizzero nel Cantone Grigioni/Graubunden, ma l’itinerario proposto parte da Slingia/Schlinig posto nell’omonima valle laterale dell’Alta Val Venosta (QUI la “pillola” su Slingia e il vicino comprensorio Watles).

Da Slingia si raggiunge prima, tra idilliaci pascoli, la Malga di Slingia ed il Rifugio Sesvenna posto a 2256 metri di altezza; si salgono poi le cime dello Schadler (2948 m) e il Piz Rims (3070 m) poste lungo il confine tra Italia e Svizzera e infine il Piz Cristanas dal quale si gode un bellissimo panorama su Alpi Venoste e Grigioni svizzeri.

Il percorso comincia da Slingia (1730 m), seguendo il sentiero numero 1 si sale in leggera pendenza su stradina asfaltata tra pascoli con Via Crucis ed alcune cappellette; proseguendo su stradina sterrata si raggiunge, quindi, la Malga di Slingia (1868 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo sempre il percorso numero 1 si sale su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino ad una baita; da qui si può scegliere se continuare la salita dritti sulla mulattiera o a destra su sentiero (io ho scelto la mulattiera in salita ed il sentiero in discesa).
Continuando sulla mulattiera sterrata e sassosa si sale quindi, ripidamente, ai pressi di una cascata e poi all’incrocio col sentiero prima menzionato; salendo ancora ripidamente su mulattiera si giunge quindi ad una sella con crocefissi.
La mulattiera sale ora con pendenza moderata raggiungendo un laghetto con vecchio rifugio dal quale, in breve, si giunge al Rifugio Sesvenna (2259 m, 1.15 ore dalla Malga di Slingia, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si seguono quindi le indicazioni per la Forcella Sesvenna/Furkel con il sentiero 5, si sale su traccia sassosa e ghiaiosa prima tra magri pascoli poi in ambiente più aspro fino al Lago Sesvenna e alla Forcella Sesvenna (2824 m).
Dalla Forcella si volge a destra seguendo le indicazioni per il Piz Rims, la traccia presente, ma non segnata, segue la cresta sassosa che porta prima alla cima dello Schadler (2948 m) e poi, dopo un tratto più ripido, al Piz Rims (3070 m). Dal Piz Rims si entra in territorio svizzero e seguendo la breve cresta di collegamento con traccia sassosa non segnata si giunge alla vetta del Piz Cristanas (3092 m, 3.00 ore dal Rifugio Sesvenna, 5.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 4.00 ore ripercorrendo i saliscendi della cresta.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna – Forcella Sesvenna – Schadler – Piz Rims – Piz Cristanas – Piz Rims – Schadler – Forcella Sesvenna – Rifugio Sesvenna – Malga di Slingia – Slingia

Sentieri: 1 – 5 – poi traccia non segnata

Dislivello: 1500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 9.00 ore (5.00 ore la salita, 4.00 ore la discesa)

Quota massima: 3092 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata fino alla Forcella Sesvenna e impegnativa verso le cime con tratti ripidi, un po’ esposti e con traccia non segnata; sviluppo e dislivello molto rilevanti che richiedono la giusta condizione fisica ed esperienza

Data di ascesa: luglio 2016; tratto fino al Rifugio Sesvenna ripetuto anche a luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di malga e rifugio; è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Sesvenna.
Intraprendere la salita solo con buona visibilità.
Inoltre, da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come la salita al Passo di Slingia/Schlinigpass (sempre passando per il Rifugio Sesvenna) o l’ascesa al Monterodes (QUI la “pillola” sul percorso al Passo di Slingia e QUI quella sull’itinerario al Monterodes).

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario pernottando al Rifugio Sesvenna; a inizio estate possono essere ancora presenti nevai sulle creste verso le cime, va, quindi, valutata bene la condizione del percorso sul posto. Con buona visibilità i panorami sono spettacolari.

Slingia

Salendo alla Malga di Slingia

Malga di Slingia

Salendo al Rifugio Sesvenna

Rifugio Sesvenna

Salendo alla Forcella Sesvenna

Forcella Sesvenna

Panorama verso il Piz Sesvenna

Cresta di salita verso lo Schadaler

Piz Cristanas visto dal Piz Rims

Salendo al Piz Cristanas

Piz Rims visto dal Piz Cristanas

In vetta al Piz Cristanas


Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Tiergarten Spitz (3068 m) – Alpi Venoste

La Tiergarten Spitz è una cima alta 3068 mdelle Alpi Venoste/Vinschgauer Alpen del sottogruppo della Palla Bianca/Weißkügel non molto conosciuta, ma dalla salita su terreno vario e con ottimo panorama di vetta, posta in Vallelunga/Langtaufers, valle laterale della Alta Val Venosta/Vinschgau che ha origine dal paese di Curon Venosta/Graun im Vinschgau.

L’ascesa comincia dal parcheggio posto alla stazione a valle della seggiovia Masaben (non più funzionante, 1852 m); si segue il sentiero 19 inizialmente nel bosco poi fra prati fino al Rifugio Masaben (2267 m).
Dal Rifugio si continua a seguire il sentiero 19 prima salendo in moderata pendenza per un vallone con magra erba, poi su terreno ripido sassoso fino ad arrivare ad una forcella tra la Tiergarten Spitz e lo Schwarzkopf; dalla sella si continua a seguire il sentiero 19 che risale la ripida cresta sassosa che porta in vetta alla Tiergarten Spitz (3068 m, croce, 3.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 3.00 ore.

Percorso: Parcheggio Masaben – Rifugio Masaben – Tiergarten Spitz – Rifugio Masaben – Parcheggio Masaben

Sentieri: 19

Dislivello: 1200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.45 ore (3.45 ore salita, 3.00 ore in discesa)

Quota massima: 3068 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata ma lunga e con cresta finale ripida e a tratti un po’ esposta

Data di ascesa: agosto 2017

Rifugio Masaben

Vallone tra magra erba di salita

Tratto ripido sassoso  verso la forcella

Cresta finale

In cima

Panorama dalla cima verso la Vallunga


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Masaben su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Undici/Elferspitz (2926 m) – Alpi Venoste

La Cima Undici/Elferspitz è una cima prestigiosa, di 2926 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna; la vetta dal grandioso panorama è visibile da ampio raggio e presenta più vie di salita, qui viene proposta la salita dalla Malga Haider dalla cabinovia Haideralm, con stazione a valle posta nel paese di San Valentino alla Muta/St. Valentin auf der Haide (QUI la “pillola” collegata alla Malga Haider e QUI quella sul paese ed il lago di San Valentino alla Muta).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Haideralm (2120 m di quota), seguendo il sentiero marcato con il numero 9 si procede prima in salita tra pascoli e poi in falsopiano fino al bivio tra il sentiero 9 e il sentiero 14. Si continua a seguire a sinistra il sentiero 9 e in breve si arriva al successivo bivio con il sentiero 10A, proseguendo sul sentiero 9 si sale in un vallone tra magra erba e con terreno via via più sassoso e aspro si giunge ad uno strappo ripido che porta nei pressi della Forcella Hoaderschartl (2743 m).

Il sentiero piega ora a destra salendo con sentiero sassoso e ghiaioso sulla ripida cresta finale, a tratti un po’ esposta, che porta sulla vetta della Cima Undici (2926 m, croce e tavola panoramica delle cime, 2.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore prestando attenzione al sentiero ripido lungo la cresta.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Haideralm – Forcella Hoaderschartl – Cima Undici – Forcella Hoaderschartl – Stazione a monte cabinovia Haideralm

Sentieri: 9

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.45 ore (2.30 ore salita, 2.15 ore in discesa)

Quota massima: 2926 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata ma con cresta finale ripida e a tratti esposta

Data di ascesa: agosto 2019

Annotazioni: Dalla Malga Haideralm è possibile salire, con escursione anch’essa abbastanza impegnativa, anche alla Seebodenspitz  (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Seebodenspitz)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una bella giornata per godere del bellissimo panorama di vetta, la cresta finale è piuttosto tecnica e non va sottovalutata, vanno quindi anche bene dosate le forze lungo la salita

Stazione a monte della cabinovia Haideralm

Malga Haider

Primo tratto del percorso verso il bivio per Cima Undici

Bivio per la Cima Undici

Vallone di salita

Salendo alla Forcella Hoaderschartl

Lungo la cresta

Ultimo tratto di salita

In vetta

Panorama dalla cima


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Malga Haider su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Gran Ladro/Höher Dieb (2730 m) – Alpi Venoste

Il Gran Ladro/Höher Dieb è un’importante cima di 2730 metri di quota posta nel sottogruppo dell’Orecchia di Lepre/Hasenohrl, sulla cresta che divide la Val Venosta/Vinschgau dalla Val d’Ultimo/Ultental; la cima può essere raggiunta con vari percorsi, qui viene proposta la salita dalla seggiovia della Malga di Tarres/Tarscheralm con stazione a valle posta a Tarres/Tarsch, frazione di Laces/Latsch, noto paese della media Val Venosta (QUI la “pillola” sulla seggiovia e la Malga di Tarres).

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia biposto ove è situata la Malga di Tarres (1939 m), dalla Malga si segue il sentiero numero 15, indicante i Laghi Kofelrasterseen, che sale prima su mulattiera tra prati e poi ripidamente nel bosco.
Usciti dal bosco a circa 2250 metri di quota, ed ignorato il bivio del sentiero 1°, si continua sul sentiero 15 in lungo falsopiano a mezzacosta sul pendio ricadente verso la Val Venosta. La salita continua poi con pendenza moderata tra pascoli e terreno via via più brullo e sassoso fino alla Forcella del Gran Ladro/Höher Dieb Scharte (2612 m).

Dalla Forcella si segue l’indicazione del sentiero 15A, che devia a destra salendo su traccia sassosa in moderata pendenza, fino a portare alla vetta del Gran Ladro (2730 m, cartello con libro firme, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa  per lo stesso percorso in 2.15 ore.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Malga di Tarres – Forcella del Gran Ladro – Gran Ladro – Forcella del Gran Ladro – Stazione a monte seggiovia Malga di Tarres

Sentieri: 15 – 15A

Dislivello: 900 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore salita, 2.15 ore in discesa)

Quota massima: 2730 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata ma con sviluppo piuttosto lungo e vari tratti del sentiero con fondo sassoso.

Data di ascesa: agosto 2019

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della seggiovia della Malga di Tarres e delle malghe poste nei pressi della stazione a monte

Esperienza di Stefano: la zona sommitale rimane spesso innevata fino a inizio estate; è bene percorrere questo itinerario in piena stagione estiva; io ho intrapreso l’escursione in una giornata con nebbie e nubi vaganti, con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio

Seggiovia della Malga di Tarres

Zona della partenza alla Malga di Tarres

Tratto nel bosco

Nel lungo tratto in falsopiano

Panorami sulla Val Venosta

Lungo  il vallone di salita alla Forcella del Gran Ladro

Forcella del Gran Ladro

Tratto finale di salita alla vetta

In vetta

Panorama di vetta



Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Malga di Tarres su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand (3375 m) – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m) – Gruppo dell’Ortles

La Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand è una vetta prestigiosa di 3375 metri di quota, dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles e Val Venosta), situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler.

Il percorso parte dalla cabinovia Pulpito di Solda e raggiunge dapprima il Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte, posto a 2721 metri di quota, per poi salire alla vetta tramite ripido canalone e tratto attrezzato finale in parte esposto; il tracciato richiede, quindi, il giusto equipaggiamento ed esperienza (QUI la “pillola” su Solda paese).

La salita, comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito/Kanzel (2348 m, ristorante, stazione a valle a Solda paese), dalla cabinovia si segue il sentiero per il Rifugio Serristori.
Si procede prima su mulattiera in leggera salita e poi in saliscendi su traccia, prima su grossi massi e poi ghiaiosa e terrosa, fino ad arrivare al ponticello sul Torrente Zay.
Il percorso numero 5 sale ora, in moderata pendenza, nella Valle di Zay, con traccia sassosa e terrosa, portando al Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Serristori si segue in salita moderata su traccia sassosa il sentiero 5 fino ai Laghetti/Seenlin (2886 m), dai laghetti la salita diventa molto ripida risalendo un canalone sfasciumato, ignorata la deviazione per le ferrate alla fine del canalone si seguono i segni bollati salendo tratti di grandi blocchi alternati a traccia sassosa fino all’appicco finale.
Si risale quindi la parete finale con tratto attrezzato con cavi non difficilissimo ma decisamente esposto (è bene avere con se kit da ferrata e casco) fino alla vetta (3375 m, croce, 4.30 ore dalla partenza, 3.00 ore dal Rifugio Serristori).
Discesa per lo stesso percorso in 4.00 ore (attenzione al tratto attrezzato e al ripido canalone).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Pulpito/Kanzel – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte – Laghetti/Seenlin – via normale – Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand – via normale – Laghetti/Seenlin – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte – stazione a monte cabionovia Pulpito/Kanzel.

Sentieri: 5

Dislivello: 1200 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 8.30 ore (4.30 ore salita, 4.00 ore in discesa)

Quota massima: 3375 m

Difficoltà: EEA – ascensione impegnativa con tratti tecnici e in parte esposti attrezzati e non, necessari kit da ferrata e casco ed esperienza su questo genere di percorsi

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del Rifugio Serristori nel quale è possibile pernottare spezzando la salita in due giorni.
La cabinovia Pulpito ed il Rifugio Serristori sono anche punto di partenza per l’ascesa al Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck e al Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Data di ascesa: luglio 2015 e agosto 2023 fino al Rifugio Serristori – luglio 2015 dal Rifugio Serristori alla cima

Esperienza di Stefano: percorso con salita tecnica che richiede esperienza nel muoversi su traccia con fondo impegnativo; il tratto attrezzato finale è di difficoltà tecnica moderata per esperti di questo tipo di percorsi, ma non va sottovalutato considerata anche l’esposizione a tratti accentuata.
Necessario tempo asciutto e buona visibilità sia per sicurezza che per godere dei bellissimi panorami della zona.
Io ho suddiviso il percorso in due giorni pernottando al Rifugio Serristori e partendo presto al mattino per la salita in vetta non trovando, così, molte persone nel canalone e sul tratto attrezzato (parti del percorso in cui è possibile caduta sassi con altri escursionisti sul tracciato).

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito

Lungo il tratto verso il ponte sul Torrente Zay

Ponte sul Torrente Zay

Sentiero verso il Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Rifugio Serristori al primo mattino

Il ripido canalone

Lungo il tratto attrezzato

Panorama di vetta verso Ortles, Gran Zebrù e Monte Zebrù

In vetta



Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Pulpito su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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