Water light Festival – Bressanone e Valle Isarco

L’Alto Adige/Südtirol ospita eventi per tutti i gusti ed esigenze e, tra quelli più innovativi, troviamo il “Water light festival” che, giunto alla quarta edizione, si tiene tra maggio ed inizio giugno in quattro luoghi: Bressanone/Brixen, al Forte di Fortezza/Franzenfeste, all’Abbazia di Novacella/Kloster Neustift ed alle Cascate di Stanghe/Gilfenklamm di Racines/Ratschings; per maggiori informazioni sulle aperture è bene consultare il sito ufficiale della manifestazione: https://www.brixen.org/it/water-light-festival

In particolare il centro storico di Bressanone, città dall’antica storia testimoniata dai molti monumenti presenti, nelle sere in cui è programmato l’evento, si colora con svariate proiezioni ed installazioni di artisti di diverse nazionalità dedicate a luce, acqua ed al loro utilizzo; seguendo un filo blu lungo il centro dell’antica città vescovile si possono, così, ammirare giochi di luce e suoni spettacolari (QUI la “pillola” su Bressanone).

Le installazioni e proiezione spaziano da temi di riflessione e sostenibilità ad altri di divertimento e sorpresa che culminano nella proiezione di spettacolari giochi di luce sull’antico Duomo cittadino.

Io ho visitato il festival con visita guidata il 13 maggio 2022 in occasione dell’Instawalk, ritrovo degli Instagrammers Alto Adige-Südtirol che ho conosciuto con piacere e che spero di incontrare nuovamente per prossimi eventi condivisi!

Lungo il percorso nel centro storico del Water light festival

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco


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Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte (2460 m) Monte Villandro/Villanderer Berg (2509 m) – Alpi Sarentine

Il Monte Forcella Sarentina, cima di 2460 metri di altezza, e il  Monte Villandro/Villanderer Berg, vetta posta a 2509 metri di quota, sono situati nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e si trovano in posizione estremamente panoramica tra la Val Sarentino/Sarntal e la Valle Isarco/Eisacktal; infatti, dalle vette, grazie alla posizione isolata, si gode di un amplissimo panorama che spazia dalle Dolomiti, al Gruppo di Tessa a gran parte delle Alpi Sarentine.

Le due vette presentano diverse possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso ad anello che parte dal Rifugio Gasser posto sopra il paese di Villandro/Villanders in Valle Isarco; il tracciato attraversa la nota Alpe di Villandro e prevede un lungo sviluppo, di 18 chilometri, attraversando ambienti molto diversi e interessanti quali: boschi, pascoli, creste, laghi e zone selvagge (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro).

Sul sito è descritta anche la salita al Monte Villandro partendo dalla Val Sarentino/Sarntal, dal paese di San Martino/Reinswald, con dislivello maggiore; ognuno può scegliere il percorso più adatto alle proprie condizioni fisiche e preferenze (QUI la “pillola” collegata).

La salita comincia dal Rifugio Gasser (1744 m, parcheggio Saltnerstein, lunga strada che sale da Villandro e Barbiano) e si percorre la mulattiera 6 per la Sella Gasteiger; la mulattiera sterrata conduce tra pini mughi e bosco al Rifugio Mair in Plun (1860 m).
Dal Rifugio Mair in Plun si segue a sinistra la mulattiera 7A per la Sella Gasteiger. Si procede in salita moderata sulla mulattiera in lungo sviluppo salendo tra pascoli fino alla Sella dei Sentieri/Gasteiger Sattel (2056 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dalla sella Gasteiger si segue la mulattiera 3 per la Sarner Scharte in lieve discesa fino ad incontrare, presso alcune baite, la deviazione a destra per la Sarner Scharte; si segue, quindi, il sentiero 3 prima tra pascoli e poi tra arbusti e zone erbose in lungo sviluppo in falsopiano (traccia a volte un po’ labile, seguire i segni) fino a giungere a delle rovine di pietra.
Si seguono sempre i segni salendo su grossi sassi e tratti terrosi ed erbosi fino a giungere al ripido sentiero sassoso e ghiaioso che conduce al Valico/Schartl (2381 m, bivacco).
Dal Valico si segue a destra per la Sarner Scharte salendo ripidamente su tratti sassosi e terrosi (cavo di sicurezza) fino a  giungere al tratto erboso che conduce alla vetta del Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte (2460 m, croce, 1.45 ore dalla Sella Gasteiger, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende sul versante opposto su sentiero numero 2 sassoso ed erboso fino ad un sella a 2400 metri di quota con cartelli, da qui si risale su sentiero sassoso fino alla vetta del Monte Villandro/Villanderer Berg (2509 m, croce, mappamondo, 45 minuti dal Monte Forcella Sarentina, 3.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue il sentiero 2 verso l’Alpe di Villandro, la traccia sassosa scende in moderata pendenza risalendo poi brevemente all’elevazione dello Zwolfernock, continuando a seguire la traccia erbosa e sassosa si giunge al bivio con sentiero 2A.
Si segue a sinistra il sentiero 2A per il Lago Totensee scendendo ripidamente su sentiero sassoso e terroso fino al Lago del Morto/Totensee (2208 m); dal lago si prosegue quindi in saliscendi, in breve, fino al Passo al Morto/am Toten (2186 m, cappella, 1 ora dal Monte Villandro, 4.45 ore dalla partenza).

Dal Passo al Morto si segue la mulattiera 6 per il parcheggio Saltnerstein raggiungendo in breve la Malga Pfroderalm (posto di ristoro) e scendendo poi in lungo sviluppo su mulattiera sterrata al Rifugio Mair in Plun e tornando in fine al Rifugio Gasser al parcheggio Saltnerstein (1.15 ore dal Passo al Morto, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Gasser – Rifugio Mair in Plun – Sella dei Sentieri/Gasteiger Sattel – Valico/Schartl – Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte – Monte Villandro/Villanderer Berg – Zwölfernock – Lago al Morto/ Totensee – Passo al Morto/am Toten – Malga Pfroderalm – Rifugio Mair in Plun – Rifugio Gasser

Sentieri: 6 – 7A – 3 – 2 – 2A – 6

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore totali

Quota massima: 2509 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti  piuttosto ripidi e che richiede senso di orientamento visti i numerosissimi bivi, sviluppo chilometrico lungo di 18 chilometri.

Data di ascesa: giugno 2021

Annotazioni: l’Alpe di Villandro è punto di partenza anche del percorso che sale al Corno del Renon con omonimo rifugio (QUI la “pillola” sulla salita al Corno del Renon dall’Alpe di Villandro)

Esperienza di Stefano: il percorso non va sottovalutato soprattutto per la sua lunghezza, è importante dosare le forze ed è preferibile scegliere una giornate con buona visibilità per godere dei panorami. Io sono, inoltre, partito presto al mattino potendo sfruttare le ore più fresche e terse nella prima parte del giro.

QUI il link al video su YouTube relativo alla salita al Monte Forcella Sarentina ed al Monte Villandro

Salendo al Rifugio Mair in Plun

Rifugio Mair in Plun

Salendo alla Sella Gasteiger

In discesa dalla Sella Gasteiger verso la deviazione per la Sarner Scharte

Deviazione per la Sarner Scharte/Monte Forcella Sarentina

Salendo al Valico/Schartl

Valico/Schartl

Salendo al Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte

Monte Forcella Sarentina

Tratto dal Monte Forcella Sarentina al Monte Villandro

In vetta al Monte Villandro

Vista dal Monte Villandro verso la Val Sarentino

Scendendo al bivio col sentiero 2A

Scendendo al Lago al Morto/Totensee

Lago al Morto/Totensee

Lungo la mulattiera di ritorno


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Saltnerstein del Rifugio Gasser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco

Alpe di Villandro/Villanderer Alm – Valle Isarco

L’Alpe di Villandro/Villanderer Alm è un vasto alpeggio posto tra i 1700 ed i 2500 metri di quota, ospitante oltre 20 chilometri quadrati di pascoli, situato in posizione elevata sull’omonimo paese di Villandro/Villanders in Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” sui paesi di Villandro, Velturno e Barbiano).

L’Alpe di Villandro è raggiungibile su strada asfaltata di montagna che conduce dal paese di Villandro fino ai parcheggi posti nei pressi del Rifugio Gasser; in zona sono presenti anche diversi pannelli informativi sulle diverse attività tradizionali dell’alpeggio come pascolo e lavorazione del pino mugo.

Lungo l’Alpe di Villandro è possibile praticare escursionismo e mountain-bike sui tanti sentieri dell’alpeggio ammirando il bellissimo panorama visibile verso le Dolomiti e le Alpi Sarentine;  lungo i percorsi sono posti anche diversi rifugi e malghe quali: Rifugio Rinder, Rifugio Mair in Plun, Marzuner Schupfe, Rifugio Stöffl e Malga Pfroder.

Grazie alla fitta rete di sentieri presente, all’Alpe di Villandro sono possibili sia escursioni familiari verso i rifugi e la Cappella al Morto/Am Toten con il vicino laghetto alpino sia ascese a vette prestigiose come il Monte Villandro/Villanderer Berg, il Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte ed il Corno del Renon/Rittner Horn con omonimo rifugio (QUI la “pillola” sull’ascesa al Monte Villandro e al Monte Forcella Sarentina, QUI quella sulla salita al Corno del Renon).

In inverno, l’Alpe di Villandro ospita un’ampia rete di sentieri innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, e percorsi più impegnativi per ciaspole; tra i percorsi invernali più noti troviamo la salita al Passo e Chiesetta al Morto/am Toten e verso la Malga Stöffl (QUI la “pillola” sul percorso verso la chiesetta al Morto e QUI quella sul tracciato per la Malga Stöffl).

Inoltre, nella stagione invernale, diverse malghe e rifugi sono aperti (è bene controllare, comunque, i giorni di apertura) e sono presenti anche tracciati per lo sci di fondo e lo slittino.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021 e 2023

Lungo i pascoli e zone boscose dell’Alpeggio

Indicazioni escursionistiche ai parcheggi dell’alpe

Rifugio Gasser

Escursionismo sull’Alpe tra pini mughi con vista dolomitica

Dolomiti viste dall’Alpe di Villandro

Rifugio Moar in Plun

Rifugio Rinderplatz

Crocus all’Alpe di Villandro in primavera

Alpe di Villandro e Laghetto al Morto visti dall’alto

Laghetto al Morto

Cappella al Morto

Malga Pfroder e salita alla Cappella al Morto

Vetta del Monte Villandro

Cima del Monte Forcella Sarentina

Corno del Renon con omonimo rifugio

Alpe di Villandro in inverno

Chiesetta al Morto

Tracciati per lo sci di fondo

Rifugio Mair in Plun

Rifugio Rinderplatz

Rifugio Gasser

Malga Stöffl

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco



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Cascate di Barbiano/Barbian (1200 m) – Valle Isarco – Alpi Sarentine

In Sudtirolo sono presenti molti percorsi che permettono di portarsi nelle vicinanze di belle ed imponenti cascate; tra questi, troviamo il percorso ad anello che conduce dal paese di Barbiano/Barbian, posto in Valle Isarco/Eisacktal su un pendio sovrastante il fondovalle ad alcuni chilometri dalla cittadina di Chiusa/Klausen, alle due grandi Cascate di Barbiano (QUI la “pillola” sul paese di Barbiano).

Il sentiero delle cascate attraversa prima una zona rurale e pascoliva per poi portare nel bosco, con alcuni tratti ripidi, alle due grandi cascate che presentano salti d’acqua anche di oltre 80 metri di altezza; per il ritorno si può optare per il sentiero ad anello che riporta a Barbiano scendendo prima ripidamente nel bosco e toccando poi vari masi e zone molto bucoliche.

Lungo il percorso per le cascate sono posti anche vari punti in cui “toccare con mano e piedi” l’acqua della zona con percorso Kneipp e manufatti legati all’ambiente acquatico con tavole esplicative; percorrendo i sentieri di questa escursione si incontrano, inoltre, vari punti panoramici con vista su Valle Isarco e Dolomiti.

Il percorso comincia dalla piazza della chiesa a Barbiano seguendo il Sentiero alla Cascata Inferiore (830 m); il sentiero alla cascata conduce ripidamente prima su asfalto e poi su mulattiera sterrata al bivio con il sentiero 6A; continuando con il sentiero per la cascata si costeggiano alcuni pascoli, incrociando poi la strada asfaltata che conduce all’Huberkreuz (volendo qui è presente un altro piccolo parcheggio).

Continuando col sentiero per la cascata si sale nel bosco incontrando alcuni punti Kneipp dopodichè salendo ripidamente su terreno terroso e con gradoni di legno si raggiunge la grande Cascata Inferiore (1050 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla cascata inferiore si segue quindi il sentiero per la cascata superiore salendo spesso ripidamente su sentiero di bosco alternato a tratti su gradoni di legno con staccionata in alcuni punti attrezzati con cavo di sicurezza; il sentiero raggiunge poi un punto panoramico e il bivio col sentiero 6.
Da questo bivio, seguendo l’indicazione “Oberer Wasserfal”, si raggiunge quindi in breve la cascata superiore (1200 m, 45 minuti dalla cascata inferiore, 1.30 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio posto poco prima della cascata superiore si segue il sentiero 6 per Barbiano, sentiero che procede inizialmente in saliscendi su sentiero piuttosto stretto con staccionata e a tratti cavo di sicurezza fino a scendere poi su sentiero di bosco più largo fino ad incontrare una mulattiera sterrata con bivio tra sentiero 6 e sentiero 6A.

Si percorre quindi il sentiero 6A per Barbiano seguendo la mulattiera sterrata che conduce ad una strada asfaltata che si segue in discesa tagliandola a tratti con sentiero di bosco fino a raggiungere una strada cementata che riporta al bivio incontrato inizialmente in salita; da questo bivio lungo la mulattiera già nota  si torna quindi a Barbiano (1.00 ora dalla cascata superiore, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Barbiano – Cascata Inferiore – Cascata Superiore – Barbiano

Sentieri: Sentiero alla cascata inferiore – sentiero alla cascata superiore – 6 – 6A

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.30 ore, (1.30 ore la salita, 1.00 ore la discesa)

Quota massima: 1200 m

Difficoltà: E – escursione non molto difficile tecnicamente ma che presenta vari tratti ripidi e un po’ esposti non adatti a chi soffre di vertigini

Data di ascesa: maggio 2020

Esperienza di Stefano: questo percorso è particolarmente godibile quando le cascate hanno un’abbondante portata d’acqua come nel periodo primaverile quando ho percorso questo itinerario

QUI il link YouTube al video del percorso delle Cascate di Barbiano

Cartelli a Barbiano

Vista su Barbiano lungo il primo tratto di salita

Salendo verso il bivio tra il sentiero alla cascata e il sentiero 6A

Uno dei tratti ripidi salendo alla Cascata Inferiore

Cascata Inferiore

Salendo alla Cascata Superiore

Punto panoramico posto poco prima della Cascata Superiore

Cascata Superiore

Bivio posto nei pressi della Cascata Superiore

Primo tratto di discesa

Cliccare sull’immagine per visualizzare Barbiano su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco

Castello di Velturno/Schloss Feldthurns – Valle Isarco

Velturno/Feldthurns è un paese situato in zona assolata su un pendio in posizione elevata sulla città di Chiusa/Klausen lungo la Valle Isarco/Eisacktal; il borgo ospita diversi punti di interesse architettonici, religiosi, archeologici e naturali oltre ad essere punto di partenza di diverse escursioni (QUI la “pillola” sul paese di Velturno).

Tra le attrazioni del borgo più note si trova il Castello di Velturno/Schloss Feldthurns, posto in zona centrale nell’omonimo paese; il maniero è stato edificato nel 1580 come residenza estiva del Principe vescovo di Bressanone Johann Thomas von Spaur ed è caratterizzato da una struttura di media grandezza con presenza di mura, edifici e giardini.

La struttura ospita diverse stanze con decorazioni, pitture e soffitti cesellati ottimamente conservati; in particolare, le stanze private del principe presentano pregevoli dipinti e decorazioni oltre ad oggetti d’epoca come le stufe di maiolica decorate.

Nella visita del castello è possibile ammirare anche l’antica piccola cappella privata, vari quadri ed opere a carattere religioso e profano oltre ad un esposizione archeologica di manufatti ed oggetti rinvenuti nei dintorni e in altre zone della Valle Isarco.

Il Castello di Velturno ospita, altresì, vari eventi e manifestazioni per cui è predisposta un’area nei giardini circondati dalle mura e dall’atmosfera medievale godendo, inoltre, di bei panorami sulla Valle Isarco, la Plose e le Alpi Sarentine.

Il castello è aperto, solitamente, da fine marzo ad inizio novembre da mercoledì a domenica; è, comunque, sempre bene controllare periodi ed orari di apertura sul sito internet ufficiale: www.schlossvelthurns.it

Le foto si riferiscono alle mie visite nella primavera 2020 e 2024

Entrata del castello

Nei giardini del castello

Esposizione archeologica nel castello

Inizio del tour del castello

Cappella

Sala adiacente alla cappella

Salendo al primo piano

Stanza centrale

Camera per il personale

Cucinino

Stanza del cappellano

Stanza degli ospiti

Stanza Quattro stagioni

Salendo al secondo piano

Stanza centrale

Stanza degli ospiti

Sala delle udienze/cappella

Cancelleria/biblioteca

Camera da letto del Principe-vescovo

Camera del Principe-vescovo

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco


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Val di Tires/Tiersertal – Alpe di Siusi e Valle Isarco

La Val di Tires/Tiersertal è una valle laterale della Val d’Isarco/Eisacktal che si estende dalla zona a nord di Bolzano/Bozen fino al Passo Nigra/Nigerpass, che mette in comunicazione con la Val d’Ega/Eggental nel cuore del gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten (QUI la “pillola” sul Passo Nigra).

Dall’imbocco della Valle di Tires si possono raggiungere con alcuni chilometri anche il paese di Fiè allo Sciliar/Vols am Schlern e l’Alpe di Siusi della cui organizzazione di promozione turistica fa parte anche la Val di Tires (QUI la “pillola” su Fiè allo Sciliar).

La valle presenta un fondovalle bucolico, con numerosi pascoli cinti da pendii boscosi, ed è compresa nel comune di Tires/Tiers che conta oltre 1000 abitanti suddivisi tra il centro abitato principale Tires e le frazioni di Gemeier, Lavina Bianca/Weißlanbad, San Cipriano/St. Zyprian, Bria/Breien, Villa di Mezzo/Mittelstrich.

Deviando dalla strada della Val di Tires, poco primo dal borgo di Tires, è possibile raggiungere anche Castel Presule/Schloss Prösels; la rocca è stata a lungo possedimento dei Signori di Fiè e presenta una struttura molto imponente e con molti punti di interesse; il castello è visitabile con visite guidate in orari prestabiliti (QUI la “pillola” su Castel Presule).

Inoltre in Val di Tires sono presenti innumerevoli possibilità di escursioni; uno dei punti di partenza più noti per svariate gite è sicuramente la zona di Lavina Bianca, posta a oltre 1100 metri di quota ove si trova anche il centro visite del parco naturale Sciliar-Catinaccio.

Da Lavina Bianca si possono intraprendere, per esempio: i sentieri verso il Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte e la cima del Monte Balzo/Völsegg Spitze e i lunghi percorsi al Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte e al Rifugio Alpe di Tires/Schutzhaus Tierser Alp (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Monte Cavone e alla cima del Monte Balzo e QUI quella sulla salita al Rifugio Bergamo).

Dal 2022 è attiva in Val di Tires anche una nuova funivia che parte dalla frazione di San Cipriano/St. Zyprian e che presenta la caratteristica di poter effettuare il viaggio anche sul suo tetto panoramico.
La funivia porta nella zona degli impianti di risalita Laurin nel comprensorio escursionistico e di sport invernali Carezza Dolomites tra il Passo Nigra e la Val d’Ega.

Grazie alla funivia Tires ed alla cabinovia Laurin 1 e 2, ed anche partendo direttamente a piedi, si possono, quindi, intraprendere diverse escursioni anche nel comprensorio Carezza Dolomites come la salita alla Baita Messner Joch (raggiungibile anche dal Passo Nigra) ed al Rifugio Fronza alle Coronelle e la ferrata Passo Santner (QUI la “pillola” sui percorsi per la Baita Messnerjoch, QUI quella sulla salita al Rifugio Fronza, QUI la “pillola” sulla Ferrata Passo Santner e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Come anticipato il comprensorio Carezza Ski è anche una rinomata stazione di sport invernali che offre 40 chilometri di piste da sci nella magnifica cornice dei gruppi dolomitici del Catinaccio e del Latemar; sono possibili, inoltre, anche escursioni invernali, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello che conduce alla Baita Messnerjoch (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Carezza Ski e QUI la “pillola” sulla salita invernale alla Baita Messnerjoch).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

La zona dell’alta Val di Tires con vista verso il Catinaccio

Val di Tires e paese di Tires visti dall’alto

Chiesa parrocchiale di Tires

L’area centrale del paese di Tires sormontata dalla cima del Monte Balzo

Cartelli escursionistici in paese

Il paese di Tires visto dall’alto

Castel Presule

Cartelli escursionistici a Lavina Bianca

Centro visite Sciliar-Catinaccio e Malga Ciamin/Tschaminschwaige a Lavina Bianca

Pascoli e gruppo del Catinaccio visti salendo al Rifugio Monte Cavone

Salendo al Rifugio Monte Cavone

Rifugio Monte Cavone

Salendo al Monte Balzo

In cima al Monte Balzo

Salendo al Rifugio Bergamo

Rifugio Bergamo

Passo Nigra

Lungo il percorso dal Passo Nigra alla Baita Messnerjoch

Baita Messnerjoch

Nuova funivia panoramica che collega San Cipriano in Val di Tires con l’area della Malga Frommeralm

Malga Frommeralm

Cabinovie Laurin I e II che portano dall’area della Malga Frommeralm al Rifugio Fronza alle Coronelle

Salendo al Rifugio Fronza alle Coronelle

Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Passo Santner

Strada per il Passo Nigra in inverno

Passo Nigra in inverno

Sentiero invernale per la Baita Messnerjoch

Piste del comprensorio Carezza Ski nell’area König Laurin posta a Malga Frommer vicino al Passo Nigra

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Valle Isarco


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Barbiano/Barbian, Velturno/Feldthurns e Villandro/Villanders – Valle Isarco

Barbiano/Barbian,  Velturno/Feldthurns  e Villandro/Villanders sono tre paesi situati, con le loro frazioni, sul versante occidentale della Valle Isarco/Eisacktal sui pendii soleggiati posti in posizione elevata sull’area della cittadina di Chiusa/Klausen e sul fiume Isarco (QUI la “pillola” sul paese di Chiusa).

I centri abitati di Barbiano, Velturno e Villandro giacciono, in posizione panoramica verso la Plose e parte delle Dolomiti, in un’area bucolica e pascoliva sormontati dai versanti boscosi delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Barbiano, il cui comune conta oltre 1700 abitanti, è posto a 10 chilometri da Chiusa ad 800 metri di quota circa tra boschi e pascoli e si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale neoromanica dedicata a San Giacobbe con caratteristico campanile pendente.

Dal paese si sviluppano diversi sentieri escursionistici tra i quali si trova quello che conduce alle note Cascate di Barbiano, che presentano salti d’acqua di oltre 80 metri (QUI la “pillola” sull’escursione alle Cascate di Barbiano).

Velturno è un centro abitato posto a quasi 900 metri quota, a 4 chilometri circa da Chiusa, che insieme alle sue frazioni conta quasi 3000 abitanti; il borgo è situato in zona idilliaca e vanta una storia importante testimoniata dai vari punti di interesse presenti.

Tra questi troviamo la Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, citata già dal 1100 e dall’attuale aspetto tardo gotico, il Castello di Velturno (visitabile in orari prestabilti), l’Archeoparc che ospita antichi luoghi di culto e funerari dell’Età del Rame del 2200 a.C. (QUI la “pillola” sul Castello di Velturno).

Sono possibili anche svariate possibilità escursionistiche che conducono, ad esempio, anche verso l’alpeggio Kühbergalm e i soprastanti rifugi e cime, quali il Rifugio Lago Rodella/Radlsehütte con il Monte del Pascolo/Königsanger ed il Monte Cane/Hundskopf ed il Rifugio Chiusa/Klausner Hütte con la Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze (QUI la “pillola” sulla salita a Monte del Pascolo, Monte Cane Rifugio Lago Rodella e QUI quella sulla salita al Rifugio Chiusa e la Cima di San Lorenzo).

Il Rifugio Chiusa è raggiungibile, nei periodi di apertura del rifugio, con le giuste condizioni ed attrezzatura, anche in inverno su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi; lungo il percorso innevato si può godere delle vista di magnifici ambienti invernali e panorami bellissimi sulle Dolomiti ed Alpi Sarentine innevate (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Chiusa in inverno).

Villandro, comune  di oltre 1800 abitanti posto a quasi 900 metri di quota a circa 6 chilometri da Chiusa,si trova in zona molto panoramica verso la Valle Isarco e le Dolomiti e si sviluppa nei pressi dell’antica chiesa del 1500 dedicata ai Santi Stefano e Lorenzo.

Tra gli altri punti di interesse posti nei pressi di Villandro troviamo l’Archoparc che, come quello di Velturno, ospita antichi luoghi di culto, e le innumerevoli possibilità escursionistiche che conducono soprattutto alla soprastante Alpe di Villandro/Villanderalm.

Lungo lo sviluppo dell’Alpe si trovano numerosissime malghe e sentieri che conducono tra i pascoli e verso le cime del Monte Villandro/Villander Berg, il Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte ed il Corno del Renon/Rittner Horn (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro, QUI quella sull’ascesa a Monte Forcella Sarentina e Monte Villandro e QUI quella sulla salita al Corno del Renon).

L’Alpe di Villandro anche in inverno ospita numerosissime possibilità escursionistiche, come la salita al Passo e chiesetta al Morto/am Toten ed il tracciato alla Malga Stöfflhütte, diversi rifugi e malghe aperte e tracciati per lo sci di fondo e slittino (QUI la “pillola” sul percorso invernale per Passo e Chiesa al Morto e QUI quella sul tracciato innevato alla Malga Stöffl).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2022 e 2023

Centro di Barbiano con la chiesa con caratteristico campanile pendente

Cascata inferiore di Barbiano

In paese a Velturno

Castello di Velturno

Area esterna dell’Archoparc di Velturno

Vista dai pascoli intorno al paese di Velturno verso i Monti della Plose

Pascoli salendo al Rifugio Chiusa

Rifugio Chiusa

Cima di San Lorenzo

Rifugio Lago Rodella

Monte del Pascolo

Rifugio Chiusa in inverno

Chiesa parrocchiale di Villandro

Nel centro di Villandro con vista verso le Dolomiti

Alpe di Villandro

In vetta al Monte Villandro

Corno del Renon con omonimo rifugio

Alpe di Villandro in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco


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Val di Funes/Villnössertal – Valle Isarco

La Val di Funes/Villnössertal è una valle laterale della Val d’Isarco/Eisacktal che si estende dai pressi della città di Chiusa/Klausen fino al Passo delle Erbe/Wurzjoch ed alla Malga Zannes/Zanseralm nel cuore del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla città di Chiusa e QUI quella sul Passo delle Erbe).

La valle presenta un fondovalle bucolico, con numerosi pascoli cinti da pendii boscosi e dalle cime dolomitiche delle Odle di Funes e delle Odle di Eores, ed è compresa nel comune di Funes/Villnöss che conta oltre 2500 abitanti suddivisi nelle frazioni di Colle/Coll, Pardell, San Giacomo /St. Jakob, San Pietro/ St. Peter (sede comunale), Santa Maddalena/Sankt Magdalena, San Valentino/St. Valentin e Tiso/Teis.

La Val di Funes, grazie alla sua posizione e storia, presenta svariati punti di interesse sia religiosi e culturali che naturalistici oltre che, naturalmente, numerosissime possibilità di escursioni di ogni tipo di difficoltà, salite a rifugi e cime, vie ferrate e vie alpinistiche.

Tra i monumenti religiosi  più rilevanti e i centri culturali troviamo la chiesa tardo gotica di Santa Maddalena risalente al 1394, la parrocchiale barocca di San Pietro e Paolo con storia iniziata nel lontano 1058, la chiesa gotica di San Valentino del 1300, il museo mineralogico di Tiso/Mineralienmuseum Teis ed il centro visite del parco Puez-Odle a Santa Maddalena.

In particolare il Museo Mineralogico di Tiso ospita una ricca esposizione di minerali e geodi della zona e di altre aree della catena alpina; tutti i reperti sono stati raccolti personalmente da Paul Fischnaller, grande esperto di geologia dell’area intorno a Tiso e delle Alpi in generale (QUI la “pillola” sul Museo Mineralogico).

Come anticipato, lungo tutto lo sviluppo della Val di Funes sono presenti innumerevoli possibilità di escursioni; uno dei punti di partenza più noti per svariate gite è sicuramente la Malga Zannes, posta ad oltre 1600 metri di quota, da dove si possono intraprendere, per esempio, il percorso al Rifugio delle Odle, l’escursione alla Malga Gampenalm ed alla Malga Kaserillalm, la salita al Rifugio Genova/Schlüterhütte e alla cima del Col di Poma/Zendleser Kofel e la via ferrata Günther Messner con salita della cima del Tullen nelle Odle di Eores (QUI la “pillola” sul giro al Rifugio delle Odle, QUI quella sull’escursione a Malga Gampenalm e Malga Kaserillalm, QUI la “pillola” sulla gita al Rifugio Genova e al Col di Poma e QUI quella sull’ascesa al Tullen e la ferrata G. Messner).

Inoltre, anche al Passo delle Erbe, posto a circa 2000 metri di quota che mette in comunicazione la Val di Funes con la Val Badia, si trovano varie possibilità di escursioni tra prati, malghe e pascoli e salite impegnative come quella che porta in vetta alla nota cima del Sas de Putia/Peitlerkofel (QUI la “pillola” sulla salita al Sas de Putia).

In inverno la Val di Funes ospita una piccola area sci adatta soprattutto a chi vuole imparare a sciare, un circuito di piste da fondo a Malga Zannes e molte escursioni, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, verso diverse malghe e rifugi della zona; da Malga Zannes si può salire, ad esempio, verso il Rifugio delle Odle/Geisleralm, la Malga Kaserillalm, la Malga Gampenalm, la Malga Glatschalm e la Malga Dusleralm (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio delle Odle, QUI quella sul percorso innevato alla Malga Gampenalm e QUI la “pillola” sull’escursione invernale alla Malga Kaserillalm).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni negli anni 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Bucolico fondovalle

Chiesa di San Pietro e Paolo

Vista su Santa Magdalena e le Odle

Chiesa di Santa Magdalena

Frazione di Tiso

Museo Mineralogico di Tiso

Passo delle Erbe

Sas de Putia visto dai pressi del Passo delle Erbe

Salendo al Sas de Putia

In vetta al Sas de Putia

Odle viste dalla vetta del Sas Putia

Odle viste nei pressi di Malga Zannes

Lungo il percorso al Rifugio delle Odle

Malga Gampenalm

Malga Kaserillalm

Rifugio Genova

Col di Poma

Salendo al Tullen e alla ferrata G. Messner nelle Odle di Eores

Piste da sci di fondo di Malga Zannes in inverno

Escursionismo invernale

Salendo al Rifugio delle Odle e Malga Casnago

Rifugio delle Odle

Odle viste dal Rifugio delle Odle e Malga Casnago

Ampi spazi innevati

Salendo alla Malga Gampen

Salendo alla Malga Kaserillalm

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco


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Malga Rossalm – Bressanone e Valle Isarco

La Malga-rifugio Rossalm è posta a 2180 metri di quota nel comprensorio sciistico Plose, situato a poca distanza dalla nota città di Bressanone/Brixen; dal percorso si hanno ottimi panorami verso il gruppo dolomitico delle Odle/Geisler e verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Plose e QUI la “pillola” sulla città di Bressanone).

In inverno la Malga Rossalm è raggiungibile su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla stazione a monte della cabinovia Plose, la cui stazione di partenza si trova nel paese di Sant’Andrea (frazione di Bressanone).

Dalla stazione a monte della cabinovia Plose (2050 m, rifugi) si seguono le indicazioni per i sentieri escursionistici invernali.
Si cammina in discesa, brevemente, sulla pista da slittino (attenzione a fondo duro e possibili slittinisti) incontrando poco dopo, nei pressi della stazione di una seggiovia, la traccia battuta escursionistica con indicazione invernale per la Rossalm.

Il sentiero raggiunge, in breve, l’Albergo/ristorante Geisler e, attraversata una pista da sci, il bivio tra il percorso per il Rifugio Skihütte e quello per la Baita Rossalm; rimanendo a sinistra sul percorso per la Rossalm si procede in saliscendi nel bosco e poi in salita moderata tra spazi aperti fino al bivio tra Rossalm e Rifugio Plose.

Si segue dritti la traccia battuta per la Rossalm, il sentiero innevato sale alternando tratti moderatamente ripidi ad altri semipianeggianti; dopo aver attraversato brevemente le piste da sci la traccia porta infine alla Malga Rossalm (1.15 ore dalla partenza).

Il ritorno alla stazione a monte della cabinovia avviene per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte cabinovia Plose – bivio Rossalm-Rifugio Plose – Malga Rossalm –  bivio Rossalm-Rifugio Plose – stazione a monte cabinovia Plose

Sentieri: traccia battuta invernale con indicazioni prima per Rossalm

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 2180 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente, con condizione buone della neve e del meteo, ma con presenza di alcuni tratti un po’ ripidi. Sviluppo di 6 chilometri circa tra andata e ritorno.

Data di percorrenza: gennaio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di cabinovia e rifugi ed informarsi sulle condizioni del tracciato.
Nel comprensorio della Plose sono presenti anche altri tracciati invernali, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello per il Rifugio Sci/Skihütte e quello per il Rifugio Plose (QUI la “pillola” sul percorso al Rifugio Sci/Skihütte e QUI quella sul tracciato per il Rifugio Plose).

Lungo il viaggio in cabinovia

Alla stazione a monte della cabinovia

Lungo il breve tratto sulla pista da slittino

Nel tratto verso l’Hotel/ristorante Geisler

Hotel/ristorante Geisler

Vista sulle Odle

Tratto verso il bivio tra Rifugio Skihütte e la Malga Rossalm

Bivio presso l’attraversamento della pista

Lungo il tratto verso il bivio tra Malga Rossalm e Rifugio Plose

Bivio tra Malga Rossalm e Rifugio Plose

Continuando verso la Malga Rossalm

Attraversamento della pista nell’ultima parte del tracciato

Vista verso il Rifugio Plose

In arrivo alla Malga Rossalm

Malga Rossalm

Piste del comprensorio sciistico nei pressi della Malga Rossalm

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della cabinovia della Plose su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Sci/Skihütte – Bressanone e Valle Isarco

Il Rifugio Sci/Skihütte è posto a 1900 metri di quota nel comprensorio sciistico Plose che è situato a poca distanza dalla nota città di Bressanone/Brixen; dal percorso si hanno ottimi panorami verso il gruppo dolomitico delle Odle/Geisler e verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Plose e QUI la “pillola” sulla città di Bressanone).

In inverno il Rifugio Sci, posto in concomitanza di uno degli impianti di risalita del comprensorio, è raggiungibile anche su sentiero innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, partendo dalla stazione a monte della cabinovia Plose, la cui stazione di partenza si trova nella frazione di Sant’Andrea nei pressi della città di Bressanone.

Dall’arrivo della cabinovia per raggiungere il Rifugio Sci si segue inizialmente la traccia battuta con indicazione per i sentieri invernali, seguendo le indicazioni per il Rifugio Sci/Skihütte si segue il sentiero che procede in saliscendi  fino al bivio tra Rossalm e Rifugio Sci.
Si segue a destra la traccia 17C battuta per il Rifugio Sci seguendo le indicazioni per il sentiero invernale, la traccia procede prima in discesa poi in risalita alternando tratti piuttosto ripidi ad altri pianeggianti; dopo essere entrati nel bosco, passando anche per alcune sculture in legno, il sentiero conduce alla zona in cui si trovano il Rifugio Sci/Skihütte e l’impianto di risalita collegato.
Il ritorno alla stazione a monte della cabinovia avviene per lo stesso percorso con molti tratti in risalita.

La salita con buone condizioni del sentiero, della neve e meteorologiche non è difficile tecnicamente ma lo sviluppo chilometrico è piuttosto rilevante (6 chilometri tra andata e ritorno) e sono presenti alcuni tratti piuttosto ripidi, è quindi necessario tenere conto dell’impegno fisico richiesto prima di intraprendere l’escursione.

Nel comprensorio della Plose oltre al qui descritto itinerario per il Rifugio Sci sono presenti anche altri tracciati invernali, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello per il Rifugio Plose e quello per la Malga Rossalm (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Plose e QUI quella sulla Rossalm).

Percorso: stazione a monte cabinovia Plose – bivio Rossalm-Rifugio Sci – Rifugio Sci –  bivio Rossalm-Rifugio Sci – stazione a monte cabinovia Plose Sentieri: traccia battuta invernale con indicazioni per il Rifugio Sci

Sentieri: traccia battuta invernale con indicazioni per il Rifugio Sci

Dislivello: 400 metri in salita e discesa compresi i tanti saliscendi tra andata e ritorno

Tempo di percorrenza: 3.30  ore tra andata e ritorno.

Quota massima: 2050 m

Difficoltà: EAI – escursione non difficile tecnicamente con condizione buone della neve e del meteo ma dallo sviluppo piuttosto lungo e con alcuni tratti ripidi.

Data di percorrenza: febbraio 2020

Alla stazione a monte della cabinovia Plose

Primo tratto del percorso innevato

Panorama sulle Odle

Tratto mediano del percorso

Tratto nel bosco

Una delle sculture in legno lungo il percorso

Lo Skihütte

Scopriamo QUI altre “pillole su Bressanone e la Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.