Passo Santner (2734 m) – Passo delle Coronelle/Tschagerjoch (2630 m) – Ferrata Passo Santner – Dolomiti

Il Passo Santner, posto a 2734 metri di quota, e il Passo delle Coronelle/Tschagerjoch, situato a 2630 metri di altezza, sono due valichi posti nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten; i due passi possono essere saliti singolarmente dalla Val d’Ega/Eggental in Alto Adige o dalla Val di Fassa in Trentino, viene, però, qui descritto un giro ad anello che li raggiunge entrambi.

L’itinerario molto panoramico parte dal Rifugio Fronza che è raggiungibile con le cabinovie Laurin I e II, facenti parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, la cui stazione a valle è posta alla Malga Frommeralm, posta, non lontano dal Passo Nigra, tra i comuni di Tires/Tiers e Nova Levante/Welschnofen (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sulla Val di Tires, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

il percorso prevede dapprima la salita con la Ferrata Passo Santner, segue poi la discesa nella conca del Gartl davanti alle Torri del Vajolet e la successiva risalita al Passo delle Coronelle con discesa finale di ritorno al Rifugio Fronza.

Il percorso risulta, quindi, globalmente impegnativo e interamente su tipico terreno dolomitico ghiaioso e roccioso; la ferrata è di medio impegno ma presenta anche molti tratti di arrampicata di I-II grado non attrezzati, l’interno tracciato è, quindi, adatto per esperti in buona forma fisica ed abituati alla percorrenza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dal Rifugio Fronza alle Coronelle (2339 m, cabinovia Laurin II da Malga Frommeralm nei pressi del Passo Nigra), si seguono le indicazioni per la Ferrata Passo Santner su sentiero 550, la traccia sassosa sale subito ripida superando anche diversi gradoni rocciosi attrezzati con cavi che portano al bivio tra Passo Santner e Passo Coronelle.
Si segue a sinistra per la ferrata Passo Santner con indicazioni 542S, la traccia sassosa e ghiaiosa procede inizialmente in lungo saliscendi a mezzacosta per poi superare diversi canalini rocciosi di I°-II° grado non attrezzati.
Il percorso raggiunge quindi dei tratti in saliscendi su paretine rocciose attrezzate con cavo, si superano poi altri canalini non attrezzati che portano ad una selletta, da qui si scende su paretina piuttosto verticale attrezzata con cavo, i cavi conducono sul fondo di un canale (possibile neve fino ad estate inoltrata) per poi risalire su parete rocciosa, con passaggi atletici, fino ad un’altra selletta; da qui con alcuni traversi attrezzati con cavo si giunge al Passo Santner (2732 m, Rifugio Passo Santner, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Passo Santner si segue il sentiero 542 per il Rifugio Re Alberto I, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in breve nel Gartl al Rifugio Re Alberto I posto davanti alle Torri del Vajolet (2621 m, 15 minuti dal Rifugio Passo Santner, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Re Alberto I si seguono le indicazioni per il Rifugio Vajolet sul sentiero 542, la traccia sassosa e ghiaiosa scende ripida nel Gartl, con anche tratti agevolati con cavi, fino a giungere ai Rifugi Vajolet e Preuss (2243 m, 45 minuti dal Rifugio Re Alberto I, 3.00 ore dalla partenza).

Dai Rifugio Vajolet e Preuss si segue in discesa la mulattiera sterrata per il Rifugio Gardeccia trovando, in breve, sulla destra la deviazione per il Passo delle Coronelle con sentiero 541; la traccia sassosa e ghiaiosa sale in pendenza moderata tra magra erba portando poi ad un lungo tratto in leggera salita che conduce ad un successivo bivio.
Da qui si segue il sentiero 550 per il Passo delle Coronelle, la traccia sassosa e ghiaiosa sale ripidamente con alcuni tornanti fino ad incontrare delle roccette e gradoni rocciosi che conducono al Passo delle Coronelle (2630 m, 1.45 ore dai Rifugi Vajolet e Preuss, 4.45 ore dalla partenza).

Dal Passo delle Coronelle si scende, quindi, sul versante opposto verso il Rifugio Fronza, la traccia ghiaiosa e sassosa scende ripida, superando anche diversi tratti con gradoni di legno e cavi, portando poi ad un tratto in pendenza più lieve che conduce al bivio incontrato poco dopo la partenza.
Dal bivio si segue, quindi, in discesa per il Rifugio Fronza superando i gradoni e roccette attrezzati con cavi percorsi in salita e tornando in breve al Rifugio Fronza (45 minuti dal Passo delle Coronelle, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Fronza – Passo Santner – Rifugio Re Alberto I – Rifugi Vajolet e Preuss – Passo delle Coronelle – Rifugio Fronza

Sentieri: 550 – 542S – 542 – 541 – 550

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 5.30 ore totali

Quota massima: 2732 m

Difficoltà: EEA – itinerario globalmente impegnativo e riservato ad esperti con buon allenamento; la ferrata è di media difficoltà per esperti ma con presenza di molti tratti in arrampicata di I-II grado senza attrezzature. Necessari kit da ferrata e casco.

Data di ascesa: agosto 2021

QUI il link YouTube al video della salita al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle

Cabinovia Laurin II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Primi tratti attrezzati alla partenza

Bivio tra Passo Santner e Passo delle Coronelle

Sulla Ferrata Passo Santner con diversi tratti in arrampicata libera

Passo Santner con Rifugio Passo Santner

Discesa verso il Rifugio Re Alberto I con vista sulle Torri del Vajolet

Discesa verso i Rifugi Vajolet e Preuss

Risalita verso il Passo delle Coronelle

Passo delle Coronelle

Discesa verso il Rifugio Fronza

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia König Laurin su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Rifugio Torre di Pisa (2671 m) – Cima Valbona (2660 m) – Dolomiti

Il Rifugio Torre di Pisa, posto a 2671 metri di quota, e la Cima Valbona, vetta di 2660 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Latemar sul confine tra Sudtirolo e Trentino; l’accesso più veloce al rifugio si trova dalla seggiovia Passo Feudo in Val di Fiemme, viene, invece, qui proposto un giro ad anello più lungo ed impegnativo che parte dalla seggiovia Oberholz di Obereggen in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sulla seggiovia Oberholz e Obereggen).

Il percorso, inserito in ambiente roccioso tipicamente dolomitico, raggiunge dapprima la Forcella dei Camosci, traversa poi al Rifugio Torre di Pisa, raggiunge quindi la Cima Valbona con deviazione non segnata e torna alla Seggiovia Oberholz con percorso tra pascoli e bosco; lungo il tracciato si hanno, inoltre, bellissime vedute su diversi gruppi dolomitici, la Val d’Ega, il Corno Bianco ed il Corno Nero ed il Lagorai.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Oberholz di Obereggen (2100 m, rifugio Oberholz), dalla seggiovia si segue il sentiero 18 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente roccioso fino alla Forcella dei Camosci/Gamsstallscharte (2564 m, 1.40 ore dalla partenza).

Dalla forcella dei Camosci si segue il sentiero 18/516 verso il Rifugio Torre di Pisa, la traccia ghiaiosa ripida scende dapprima ripidamente ad un pianoro, seguendo a destra (cartello spezzato) la traccia sale, quindi, su tratti ghiaiosi e tra grossi massi portando ad una selletta dalla quale lungo un tratto in costa si giunge al Rifugio Torre di Pisa (2671 m, 35 minuti dalla Forcella dei Camosci, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 516 che scende verso Pampeago, si segue la traccia sassosa ripida per alcuni minuti trovando, quindi, sulla destra una traccia non segnata verso la visibile (con bel tempo) Cima Valbona. La traccia sale ripida prima sassosa poi terrosa fino ad una selletta dalla quale si può salire alla vetta, o su canalino terroso o su paretina con roccette, giungendo in breve in vetta a Cima Valbona (2660 m, croce, 25 minuti dal Rifugio Torre di Pisa, 2.40 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con cautela, al sentiero per Pampeago che si segue in discesa su traccia ripida sassosa che conduce ad un tratto su sentiero ghiaioso in tornanti fino a giungere al bivio col sentiero 22 (prima di giungere al Passo Feudo).
Al bivio si seguono i cartelli per Obereggen con sentiero numero 22, il sentiero traversa su traccia ghiaiosa in lunghi saliscendi tra pascoli fino alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate. Rimanendo sul sentiero 22 per la sseggiovia Oberholz si risale su traccia ghiaiosa e, passando diversi punti con diverse sculture di legno e pannelli informativi, si torna prima in risalita e poi in falsopiano alla stazione a monte della Seggiovia Oberholz (1.50 ore dalla Cima Valbona, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Oberholz – Forcella dei Camosci – Rifugio Torre di Pisa – Cima Valbona – Stazione a monte seggiovia Oberholz

Sentieri: 18 – 18/516 – 516 – 22 

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2671 m

Difficoltà: EE – itinerario dal dislivello rilevante e con diversi tratti ripidi su terreno sassoso che richiede piede fermo, la breve deviazione per la Cima Valbona si svolge su traccia non segnata e cone diversi punti tecnici.

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: la deviazione per la Cima Valbona può, naturalmente, essere evitata continuando a scendere sul sentiero segnato verso Pampeago; necessaria buona visibilità in diversi tratti del percorso sia verso il Rifugio che sulla deviazione per la cima

Salendo alla Forcella dei Camosci

Panorami su Pala di Santa, Corno Nero e Corno Bianco

Forcella dei Camosci

Vista verso la Torre Diamantidi e i Campanili del Latemar

Salendo al Rifugio Torre di Pisa

Rifugio Torre di Pisa

Vista verso il Lagorai

Salendo a Cima Valbona

In vetta a Cima Valbona

Scendendo al bivio con il sentiero 22

Lungo il sentiero 22 di ritorno alla Seggiovia Oberholz

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein (1520 m) – Dolomiti

Il Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein, posto a 1520 metri di quota, è situato a ridosso della zona dolomitica del Latemar in Val d’Ega/Eggental; il complesso religioso può essere raggiunto sia in macchina sia con diversi percorsi escursionistici, viene qui descritto quello che parte dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen (QUI la “pillola” sul Santuario di Pietralba e QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

Il percorso descritto per raggiungere il Santuario alterna tratti tra pascoli e masi ad altri ripidi nel bosco, conducendo alla Cappella di San Leonardo ed al Santuario con percorso dallo sviluppo piuttosto lungo che permette di godere anche di bellissimi panorami verso diversi gruppi dolomitici.

La salita al Santuario di Pietralba comincia da Nova Ponente dal parcheggio nei pressi del locale Arche (1378 m); si seguono le indicazioni per il sentiero 2/E5 prima su asfalto tra pascoli e masi e poi su mulattiera in sterrata che conduce nel bosco.
Il tracciato prosegue in continuo saliscendi nel bosco a tratti un po’ ripido, con sviluppo piuttosto lungo ,fino a giungere al bivio col sentiero 4A per St. Leonard; si segue, quindi, il sentiero 4A su ripida mulattiera sterrata fino a giungere all’incrocio con il sentiero 4.
Seguendo in breve il sentiero 4 per St. Leonard si sale nel bosco fino alla Cappella di San Leonardo (1525 m, 1.30 ore dalla partenza). Tornati al bivio poco sotto la cappella si prosegue sul sentiero 4 verso il Santuario di Pietralba; si procede, quindi, in saliscendi nel bosco fino a giungere, in breve, al Santuario di Pietralba (1520 m, diversi posti di ristoro, 30 minuti dalla Cappella di San Leonardo, 2.00 ore dalla partenza).
Si segue adesso in discesa il sentiero 2/E5 per Nova Ponente, il tracciato scende ripidamente su mulattiera tra prati e poi nel bosco fino ad incontrare nuovamente il bivio col sentiero 4A; rimanendo sul sentiero 2/E5 si segue il percorso di salita, con numerosi saliscendi, tornando a Nova Ponente (1.30 ore dal Santuario di Pietralba, 3.30 ore totali).

Percorso: Nova Ponente – Cappella di San Leonardo – Santuario di Pietralba – Nova Ponente

Sentieri: 2/E5 – 4A – 4 – 2/E5

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00 ore la salita; 1.30 ore la discesa, 4.30 ore totali

Quota massima: 1525 m

Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma dallo sviluppo piuttosto lungo e con presenza di diversi tratti ripidi

Data di ascesa: maggio 2020

Annotazioni: si può evitare la salita alla Cappella di San Leonardo, rimanendo sul sentiero 2/E5 anche in salita, con risparmio di circa 30 minuti di tempo.
Dal Santuario di Pietralba partono anche diversi altri itinerari come quello che porta alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, la Capanna Nuova/Neuhütte e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: itinerario che attraversa begli ambienti bucolici e rilassanti ma che presenta qualche tratto ripido che non deve essere sottovalutato


Cartelli alla partenza a Nova Ponente

Lungo il primo tratto su asfalto

Salendo nel primo tratto nel bosco

Bivio tra sentiero 2/E5 e sentiero 4A

Salendo verso il bivio col sentiero 4

Bivio tra sentiero 4A e 4

Salendo alla Cappella di San Leonardo

Cappella di San Leonardo

Vista su Nova Ponente dalla Cappella di San Leonardo

Vista sulle Dolomiti dalla Cappella di San Leonardo

Santuario di Pietralba

Lungo il primo tratto di discesa con vista sul Corno Bianco/Weisshorn

Lungo la discesa ripida nel bosco


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime e sentieri delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Lago di Carezza/Karersee – Lago di Mezzo/Mittersee – Val d’Ega

La zona in alta Val d’Ega/Eggental del Passo Costalunga/Karerpass comprende il famosissimo Lago di Carezza/Karersee con l’omonimo piccolo paese e il comprensorio di sport invernali ed escursionistico Carezza Ski.

Quest’area permette innumerevoli attività estive ed invernali tra cui la possibilità di diversi percorsi invernali come quello che costeggia il Lago di Carezza, non lontano dal paese di Nova Levante/Welschnofen (QUI la “pillola” sul Lago di Carezza, QUI quella sul comprensorio Carezza Ski, QUI la “pillola” sul Passo di Costalunga e Carezza paese e QUI quella sul paese di Nova Levante).

Il giro del Lago di Carezza, che solitamente ha in inverno una traccia battuta, presenta uno sviluppo ridotto e costeggia il lago con percorso nel bosco; lungo il tracciato si possono godere bellissime viste sul lago coperto di neve e verso i gruppi del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar.

Inoltre, chi volesse allungare il percorso può dal lago seguire il percorso numero 12 che, con salita nel bosco tracciata solo dagli escursionisti, permette di salire verso il soprastante Lago di Mezzo/Mittersee.

Il percorso intorno al Lago di Carezza comincia dal parcheggio del lago (1520 m) raggiungendo la piattaforma panoramica e seguendo il sentiero, solitamente con traccia, si segue verso destra costeggiando il lago e giungendo al bivio col sentiero 12 per il Lago di Mezzo. Continuando col percorso intorno al lago si giunge ad un altro punto panoramico prima di tornare alla piattaforma panoramica ed al parcheggio. (1.00 ore di cammino totale).

Chi volesse aggiungere la salita a piedi dal Lago di Carezza al Lago di Mezzo deve seguire il sentiero 12, con traccia battuta solo dagli escursionisti, al bivio sopracitato.
Si salem quindi, nel bosco con pendenza moderata, e qualche breve tratto un po’ più ripido, fino al Lago di Mezzo solitamente coperto di neve in inverno (1600 m, 20 minuti dal Lago di Carezza).
Dal Lago di Mezzo si torna quindi in 15 minuti circa al Lago di Carezza ove si può proseguire col giro intorno al Lago sopra descritto.

Percorso: intorno al Lago di Carezza, eventualmente con salita in aggiunta al Lago di Mezzo

Sentieri: inotrno al Lago, eventualmente con aggiunta del sentiero 12 al Lago di Mezzo

Dislivello: quasi nullo il giro intorno al lago, 100 metri in salita e discesa con deviazione al Lago di Mezzo

Tempo di percorrenza: 1.00  ora il giro intorno al Lago, 35 minuti in più se si devia al Lago di Mezzo

Quota massima: 1520 m il Lago di Carezza, 1600 metri il Lago di Mezzo

Difficoltà: EAI – escursione intorno al lago non molto difficile tecnicamente con traccia  con condizioni buone della neve e del meteo ma con possibile presenza di tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata ed esperienza. Di difficoltà media la salita eventuale al Lago di Mezzo se presente la traccia battuta dagli escursionisti, sconsigliabile la percorrenza di questa aggiunta senza traccia o con condizioni di neve non ottimali.

Data di percorrenza: dicembre 2023

Annotazioni: valutare bene le condizioni del percorso se si devia al Lago di Mezzo; è, comunque, sempre bene avere dietro ramponcini o ciaspole (a seconda delle condizioni) visto che sia il giro intorno al Lago di Carezza che la deviazione al Lago di Mezzo sono in continua ombra in inverno

Piattaforma panoramica verso il Lago di Carezza ed il gruppo del Latemar

Lungo il primo tratto del percorso intorno al lago

Deviazione eventuale al Lago di Mezzo

Lago di Mezzo innevato

Continuazione del giro intorno al Lago di Carezza una volta tornati dalla (eventuale) deviazione al Lago di Mezzo

Vista sul Lago di Carezza innevato ed il gruppo del Catinaccio

Continuando il giro intorno al Lago di Carezza

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo Lavazè/Lavazè Joch e Passo Oclini/Joch Grimm – Val d’Ega

Risalendo la Val d’Ega/Eggental da Bolzano/Bozen, arrivati a circa metà dello sviluppo della valle, si trova un bivio, a sinistra si segue per Nova Levante/Welschnofen, Carezza/Karer e il Passo Costalunga/Karerpass; a destra la valle conduce invece a Ega/Eggen, Nova Ponente/Deutschnofen, Obereggen  e il Passo Lavazè.

Il Passo Lavazè, ospitante anche un centro di sci di fondo, uno di skiroll ed un laghetto per pesca sportiva, è posto a 1808 metri di quota e mette in comunicazione Ega, Nova Ponente ed Obereggen nella sudtirolese Val d’Ega con la trentina Val di Fiemme raggiungendone il paese di Cavalese.
A breve distanza dal passo, sul versante trentino, si separa anche la strada per il Passo Oclini che conduce nuovamente sul confine tra Alto Adige e Trentino (QUI la “pillola” sul paese di Ega, QUI quella su Obereggen e QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

Il Passo Oclini, posto a 1989 metri di quota, è asfaltato ed aperto al traffico privato solo dal versante trentino raggiungibile dal Passo Lavazè in 4 chilometri; il versante sudtirolese presenta, invece, una mulattiera percorribile da mezzi agricoli o a piedi che scende verso la zona dei paesi di Redagno/Redein, Aldino/Aldein e Trodena nel Parco Naturale/Truden im Naturpark.

Entrambi i passi Lavazè ed Oclini ospitano diversi alberghi e ristoranti e sono posti in zona pascoliva con diverse possibilità escursionistiche; si trovano sia itinerari, adatti a famiglie, verso diverse malghe come la Malga Costa/Liegalm, la Malga Isi Hütte e la Malga Gurndinalm sia più impegnativi come la salite al Corno Bianco/Weisshorn e Corno Nero/Schwarzhorn (QUI la “pillola” su Malga Costa, QUI quella sulla gita alla Malga Isi ed alla Malga Gurndin, QUI la “pillola” sulla salita al Corno Bianco e QUI quella sull’ascesa al Corno Nero).

Tra i Passi Lavazè e Oclini è presente anche un sentiero escursionistico, di moderata lunghezza e difficoltà, che, passando per la Malga Ora/Auerlegeralm, unisce i due valichi con percorso tra boschi, radure e viste panoramiche (QUI la “pillola” su questo itinerario).

In inverno il Passo di Lavazè ospita nei suoi pressi un grande e rinomato centro di piste da sci di fondo e diversi percorsi innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello che conduce a Malga Ora/Auerlegeralm ed al Passo Oclini e quello che porta a Malga Costa/Liegalm (QUI la “pillola” sul percorso invernale per Malga Ora e Passo Oclini e QUI quella sul tracciato per Malga Costa).

Inoltre, nella stagione invernale al Passo Oclini è posto un piccolo ma interessante e tranquillo comprensorio sciistico e sono possibili diverse escursioni su sentieri innevati, anch’essi di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello che porta al Rifugio Isi Hütte e la Malga Gurndinalm (QUI la “pillola” sul percorso invernale per il Rifugio Isi e la Malga Gurndin).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Al Passo Lavazè con vista sul Corno Bianco ed il Corno Nero

Area degli alberghi e ristoranti del Passo Lavazè, sul versante trentino, con la deviazione della strada per il Passo Oclini

Laghetto per pesca sportiva al Passo Lavazè

Deviazione per il Passo Oclini dal Passo Lavazè

Area del Passo Oclini vista dall’alto

Al Passo Oclini

Berghotel Jochgrimm

Vista sul Corno Nero

Vista sul Corno Bianco

Salendo al Corno Bianco

In cima al Corno Bianco

Salendo al Corno Nero

In cima al Corno Nero

Vista sul Corno Bianco e il Passo Oclini dal Corno Nero

Lungo il percorso per la Malga Isi

Malga Isi

Lungo il percorso per la Malga Gurndin

Malga Gurndin

Lungo il percorso escursionistico che dal Passo Lavazè porta a Malga Ora ed al Passo Oclini

Tracciato verso Malga Costa

Centro fondo del Passo Lavazè

Malga Varena posta nei pressi del centro fondo

Percorso invernale per Malga Costa

Percorso invernale per Malga Ora e Passo Oclini

Passo Oclini in inverno

Lungo il percorso verso il Rifugio Isi e la Malga Gurndinalm

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


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Roda di Vael (2806 m) – Ferrata della Roda di Vael – Dolomiti

La Roda di Vael, vetta di 2806 metri di quota facente parte del gruppo del Catinaccio, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fassa.

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomitici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; sono possibili vari accessi alla vetta, tutti impegnativi che richiedono esperienza di ferrate.

Viene qui descritto un percorso ad anello passante per il Rifugio Roda di Vael con partenza dalla stazione a monte della seggiovia Paolina, facente parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Carezza/Karer, frazione del comune di Nova Levante/Welschnofen posto in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sulla seggiovia Paolina e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, l’impegno fisico globale, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Paolina (2125 m, rifugio Paolina), dalla seggiovia si segue il sentiero 539 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente più roccioso portando al Monumento a Christomannos, seguendo il sentiero 549 su traccia ghiaiosa e sassosa in saliscendi si arriva alla Baita Pederiva ed al Rifugio Roda di Vael (2283 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 541 per il Pael su traccia sassosa che in saliscendi conduce alla conca del Pael (2330 m), dal Pael si segue il sentiero 551 per il Passo Vajolon, la traccia sassosa sale dapprima ripida in un canalino portando poi in salita moderata ad un dosso, dal dosso la traccia scende brevemente per poi risalire fino al Passo Vajolon (2560 m, 1.15 ore dal Rifugio Roda di Vael, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Passo Vajolon si segue l’indicazione N01 per la Roda di Vael salendo su ferrata di moderata difficoltà che alterna tratti attrezzati piuttosto esposti, seppur con buoni appigli, a tratti meno verticali, la ferrata raggiunge quindi l’ultimo tratto di cresta che conduce alla cima della Roda di Vael (2806 m, croce, 1 ora dal Passo Vajolon, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si torna con attenzione lungo la ferrata al Passo Vajolon in 45 minuti, dal passo si segue quindi il sentiero 9 per il Rifugio Paolina, la traccia sassosa e ghiaiosa scende ripida in un canalone con anche alcuni tratti attrezzati con cavo ed una scaletta fino ad incontrare il bivio col sentiero 549.

Si segue per breve tratto il sentiero 549 per il Rifugio Coronelle fino al vicino bivio a cui si segue il sentiero 552 per il Rifugio Paolina, seguendo sempre il sentiero 552 a tutti i seguenti bivi la traccia prosegue in lungo saliscendi su traccia prima sassosa e poi terrosa fino ad entrare nel bosco e portare alla stazione a monte della seggiovia Paolina, 1.30 ore dal Passo Vajolon, 2.15 ore dalla vetta della Roda di Vael, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Paolina – Rifugio Roda di Vael – Passo Vajolon – Roda di Vael – Passo Vajolon –  stazione a monte seggiovia Paolina

Sentieri: 539 – 549 – 541 – 551 – N01 – 9 – 549 – 552

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 2806 m

Difficoltà: EEA – itinerario lungo con tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione ai numerosi bivi lungo il percorso.

Data di ascesa: agosto 2020

QUI il link YouTube al video sulla salita alla Roda di Vael

Seggiovia Paolina

Rifugio Paolina alla stazione a monte dell’omonima seggiovia

Vista sul Latemar

Cartelli alla partenza

Tratto verso il Monumento a Christomannos

Monumento a Christomannos

Tratto verso il Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Rifugio Roda di Vael

Baita Pederiva

Cartelli al Rifugio Roda di Vael

Nel canalino di salita dopo il Pael

Vista su Passo Vajolon e Roda di Vael

Passo Vajolon

Lungo la ferrata alla Roda di Vael

In cima alla Roda di Vael

Vista sul gruppo del Catinaccio dalla vetta della Roda di Vael

Scendendo dal Passo Vajolon

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Paolina su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Seggiovia Paolina e Rifugio Roda di Vael – Val d’Ega

L’area dell’alta Val d’Ega/Eggental posta tra il paese di Nova Levante/Welschnofen, il borgo di Carezza/Karer e il Passo di Costalunga/Karerpass ospita numerosissimi punti di interesse naturalistici ed escursionistici; tra essi troviamo, ad esempio, il famosissimo Lago di Carezza/Karersee e diversi impianti di risalita e percorsi che conducono nei gruppi dolomitici di Latemar e Catinaccio/Rosengarten (QUI la “pillola” su Nova Levante, QUI quella sul Lago di Carezza e QUI quella su Carezza paese e il Passo Costalunga).

Tra gli impianti di risalita più noti e amati della zona troviamo la seggiovia Paolina, facente parte in inverno del comprensorio sciistico Carezza Dolomites, che offre 40 chilometri di piste da sci, e, solitamente, aperta anche in estate (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Carezza Dolomites e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

La seggiovia Paolina conduce dai pressi del paese di Carezza alla stazione a monte posta ad oltre 2100 metri di quota ai piedi delle pareti dolomitiche della Roda di Vael nel gruppo del Catinaccio; nei pressi dell’arrivo della seggiovia è situato anche il Rifugio Paolina Hütte che propone piatti tipici e una terrazza panoramica con ampia visuale sulla Val d’Ega e il gruppo del Latemar.

Dalla stazione a monte della seggiovia sono possibili numerose escursioni di diversa difficoltà, troviamo, infatti, sia impegnative salite come quelle verso il Passo Vajolon e la vetta della Roda di Vael, raggiungibile su via ferrata, sia escursioni adatte a famiglie molto apprezzate come quella che conduce al Rifugio Roda di Vael ed alla Baita Pederiva (QUI la “pillola” sulla salita su ferrata alla Roda di Vael).

Il panoramico e molto frequentato percorso che conduce in meno di un’ora al Rifugio Roda di Vael, che richiede comunque calzature adatte e non adatto a passeggini in quanto con fondo spesso sassoso, è, infatti, una delle attrattive più amate della zona.

Il tracciato presenta circa 250 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi, e 4 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno.

Seguendo dalla stazione a monte della seggiovia Paolina il sentiero 539 conduce piuttosto ripidamente tra prati e poi con salita moderata su sentiero sassoso al monumento dedicato a Christomannos con una grande statua di un’aquila.

Dal monumento seguendo il sentiero numero 549, sassoso e terroso, si continua in saliscendi in ambiente dolomitico, con bellissimi panorami su Latemar e Roda di Vael; il tracciato con un’ultima breve salita porta, quindi, a raggiungere la Baita Pederiva e l’adiacente Rifugio Roda di Vael, posti a 2283 metri di quota in territorio trentino in zona bellissima ai piedi delle pareti della Roda di Vael.

Inoltre, per escursionisti esperti e con piede fermo ed assenza di vertigini, dal Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva è possibile salire, in breve ma senza traccia segnata e con alcuni brevi tratti di arrampicata di I° grado, alla vicina vetta del Col de Ciampac, posta a 2316 metri di quota e con amplissimo panorama e belle vedute verso rifugio e baita.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020, 2023 e 2025

Stazione a valle della seggiovia con vista sul gruppo del Catinaccio

Lungo il viaggio in seggiovia

Stazione a monte

Rifugio Paolina alla stazione a monte della seggiovia

Vista dal rifugio su seggiovia e Gruppo del Latemar e Carezza paese

Inizio del sentiero che dalla stazione a monte della seggiovia Paolina conduce al Monumento a Christomannos ed al Rifugio Roda di Vael

Monumento a Christomannos

Tratto verso il Rifugio Roda di Vael

Rifugio Roda di Vael

Baita Pederiva

Salita fuori sentiero al Col de Ciampac

In vetta al Col de Ciampac

Lungo la salita al Passo Vajolon

Lungo la ferrata della Roda di Vael

Vetta della Roda di Vael

Mappa dell’area escursionistica

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo Nigra/Nigerpass – Val di Tires e Val d’Ega

Il Passo Nigra/Nigerpass è posto ai piedi del gruppo montuoso dolomitico del Catinaccio/Rosengarten a 1690 metri di quota  e collega la Val d’Ega/Eggental con la Val di Tires/Tiersertal; più precisamente la strada del Passo Nigra ha origine in Val d’Ega nei pressi del Passo di Costalunga/Karerpass e del Lago di Carezza/Karersee (nel comune di Nova Levante/Welschnofen) e, una volta superato il valico, conduce in Val di Tires raggiungendo l’omonimo centro abitato di Tires (QUI la “pillola” sul Passo di Costalunga e QUI quella sulla Val di Tires).

Al valico del Passo Nigra, piuttosto frequentato anche da ciclisti e motociclisti, è posto anche un bar-ristorante aperto, però, solo in alcuni periodi dell’anno; altri punti di ristoro sono presenti anche nella zona della Malga Frommeralm e verso il Passo di Costalunga e il paese di Tires.

La strada asfaltata del passo presenta, dal versante della Val d’Ega tra il Passo di Costalunga e il Passo Nigra, un andamento con vari saliscendi che copre circa 9 chilometri passando anche per l’area della Malga Frommer Alm, dove si trovano alcuni impianti di risalita del comprensorio sciistico ed escursionistico Carezza Dolomites come la cabinovia Laurin 1 e 2; quest’area può essere raggiunta anche direttamente dal paese di Nova Levante in cabinovia durante i periodi di apertura (QUI la “pillola” sul paese di Nova Levante e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Dal versante della Val di Tires, raggiungibile dalla Valle Isarco/Eisacktal e facente parte del comprensorio di promozione turistica dell’Alpe di Siusi/Seiseralm, la strada per il Passo Nigra presenta molti tornanti che coprono i 10 chilometri che separano il paese di Tires dal Passo Nigra affrontando pendenze anche del 14%.

Da San Cipriano, frazione del paese di Tires è anche possibile raggiungere direttamente l’area della Malga Frommeralm con la nuova funivia che presenta la particolarità di poter salire sul “tetto” della funivia durante il viaggio godendo, così, di un’esperienza molto particolare.

Nell’area del Passo Nigra e della Malga Frommer sono possibili numerosissime escursioni nel gruppo del Catinaccio verso malghe e rifugi come il Rifugio Fronza alle Coronelle e la Baita Messner Joch oltre a salite impegnative come quella che conduce alla ferrata Passo Santner e all’omonimo rifugio (QUI la “pillola” sulla Ferrata Passo Santner e QUI quella sulla salita al Rifugio Fronza e QUI la “pillola” sui percorsi per la Baita Messnerjoch).

Inoltre, il Passo Nigra è, solitamente, transitabile anche in inverno ed è punto di partenza di diverse escursioni su sentieri di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello che porta alla Baita Messnerjoch (QUI la “pillola” sul percorso invernale per la Baita Messnerjoch).

A breve distanza dal passo si trovano anche le piste dell’area König Laurin facenti parte del comprensorio Carezza Dolomites raggiungibile direttamente dalla Val di Tires con la già citata nuova funivia panoramica (QUI la “pillola” sul comprensorio Carezza Dolomites).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

Al Passo Nigra

Bar-ristorante al Passo Nigra

Cartelli escursionistici al Passo Nigra

Strada del Passo Nigra sul versante della Val d’Ega

Nuova funivia panoramica che collega San Cipriano in Val di Tires con l’area della Malga Frommeralm

Cabinovia Laurin 1 che la raggiunge l’area della Malga Frommeralm da Nova Levante

Malga Frommer Alm

Cabinovie Laurin I e II che dall’area della Malga Frommeralm portano al Rifugio Fronza alle Coronelle

Salendo dal Passo Nigra alla Baita Messnerjoch con panorami sul gruppo del Catinaccio

Baita Messner Joch

Salendo al Rifugio Fronza

Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Passo Santner

Strada del Passo Nigra in inverno

Passo Nigra in inverno

Percorso invernale dal Passo Nigra per la Baita Messnerjoch

Alla Baita Messnerjoch

Piste dall’area König Laurin del Carezza Ski presso la Malga Frommer


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Nigra su Google Maps

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Santuario della Madonna di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein – Val d’Ega

Il grande e noto Santuario della Madonna di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein è posto a oltre 1500 metri di quota in Val d’Ega/Eggental nel comune di Nova Ponente/Deutschnofen; il santuario è raggiungibile in macchina o tramite escursione a piedi sia da Nova Ponente che dal paese di Aldino/Aldein (QUI la “pillola” su Aldino, QUI quella sul paese di Nova Ponente e QUI quella sulla salita a piedi da Nova Ponente al Santuario).

Il complesso religioso della Madonna di Pietralba è stato edificato nel 17° secolo nel luogo dove al contadino del luogo Leonhard Weißensteiner (da cui il nome del santuario), nel 1500 circa, sarebbe apparsa la Vergine Maria guarendolo dalla sua malattia.

Il contadino costruì, quindi, una prima piccola cappella in un punto vicino all’apparizione dove trovò anche una piccola statuetta miracolosa raffigurante una Pietà in alabastro, la cappella fu prima ingrandita e poi sostituita dal santuario odierno con annesso convento dell’Ordine religioso dei Servi di Maria.

Il santuario è formato, oggi, dalla chiesa principale in stile barocco con pregevoli affreschi, in cui è conservata una copia della statuetta miracolosa della Pietà, il convento, la cappella di San Pellegrino Laziosi protettore dei malati di tumore, l’Eremo di San Leonardo posto nel bosco ad alcuni minuti di cammino dal Santuario, la Cappella dei Lumini, una biblioteca, diverse strutture alberghiere e di ristorazione ed un birrificio.

La struttura religiosa è, inoltre, meta di molti pellegrini durante tutto l’anno ed ha ospitato viste illustri tra le quali quelle avvenute da Albino Luciani durante le sue vacanze da cardinale prima di essere eletto Papa Giovanni Paolo I e quella avvenuta nel 1988 da parte di Papa Giovanni Paolo II.

Dal santuario partono anche diversi itinerari che portano nell’altopiano boscato del Monte Regolo/Reggelberg; tra essi troviamo, ad esempio, il percorso che porta alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, la Capanna Nuova/Neuhütte e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (QUI la “pillola” su questa escursione).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020 e 2024

Piantina delle strutture del Santuario

Facciata del Santuario

Vista dall’entrata posteriore

Entrando nel Santuario

Interno della chiesa

Copia della statuetta, posta sopra il tabernacolo, trovata da Leonard Weissenstein

Cappella di San Pellegrino Laziosi

Area delle confessioni

Statua dell’Incontro delle Madri

Cappella dei Lumini

Area verde del complesso del Santuario

Ristorante bar

Cartelli escursionistici al Santuario

Dintorni bucolici del Santuario

Eremo di San Leonardo

Vista dalla Cappella di San Laeonardo verso Nova Ponente

Lungo la salita a piedi da Nova Ponente al Santuario

Tratto verso la Malga Bel Riposo

Malga Bel Riposo

Tratto verso la Capanna Nuova

Capanna Nuova

Tratto verso la Malga Monte San Pietro

Malga Monte San Pietro

Tornando al Santuario di Pietralba

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Santuario di Pietralba su Google Maps

Corno Nero/Schwarzhorn (2437 m) – Dolomiti

Il Corno Nero/Schwarzhorn, elevazione di 2437 metri di quota, è posto nel gruppo del Latemar tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; la cima erbosa con rocce scure, posta di fronte al Corno Bianco/Weisshorn, si eleva sopra i pascoli del Passo Oclini/Joch Grimm  a cui si può accedere in macchina dal Passo Lavazè raggiungibile, sul versante sudtirolese, dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega (QUI la “pillola” sul Passo Oclini e sul Passo Lavazè e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

La cima del Corno Nero offre ottimi panorami verso il gruppo del Latemar, il Corno Bianco e la Val di Fiemme e presenta una salita relativamente breve, ma ripida, prima in zona pascoliva e poi tra mughi, magra erba e area sassosa; essendo il percorso piuttosto breve, tornati al Passo Oclini, si può poi intraprendere, per chi volesse, la salita al Corno Bianco (QUI la “pillola” sulla salita al Corno Bianco).

Viene qui descritto un anello di salita al Corno Nero, il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.

La salita al Corno Nero comincia dal Passo Oclini (1989 m, rifugio), si segue verso sud il sentiero con indicazioni Corno Nero, si sale inizialmente su mulattiera sterrata tra pascoli, seguendo per il Corno Nero – sentiero 502 ai vari bivi si raggiunge in breve un lago artificiale.
Il sentiero, sassoso e terroso, sale poi tra mughi con pendenza piuttosto elevata; superato questo tratto la traccia si fa molto ripida e, su fondo sassoso e ghiaioso, porta ad una selletta dalla quale, con traccia con pendenza moderata, si giunge alla vetta del Corno Nero (2437 m, croce e Madonnina, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso o, volendo, è possibile scendere sul versante est (senza indicazioni); seguendo i bolli segnavia si scende su traccia sassosa lungo il costone e poi su un tratto molto ripido su sfasciumi (prestare molta attenzione).
La traccia porta poi ad una selletta con stazione a monte di una seggiovia invernale, dalla quale, seguendo, su mulattiera sassosa, le piste da sci si torna al bacino artificiale incontrato in salita dal quale si torna al Passo Oclini.
(1.00 ora dalla cima del Corno Nero, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Oclini – Corno Nero – Passo Oclini

Sentieri: Corno Nero – 502 – eventuale discesa per il versante est su sentiero non numerato

Dislivello: 450 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.30 ore (1.30 ore la salita, 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2437 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo breve ma che presenta diversi passaggi ripidi su sentiero sassoso; il sentiero descritto in discesa presenta anche tratti scoscesi con sfasciumi; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Annotazioni: il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.
Tornati al Passo Oclini si può, inoltre, affrontare la salita al Corno Bianco, di difficoltà tecnica impegnativa nel tratto finale. L’itinerario per il corno Bianco richiede circa 1.45 ore totali con un dislivello di 350 metri in salita e discesa.
Inoltre, il Passo Oclini può, volendo, essere raggiunto anche a piedi dal Passo Lavazè passando per la Malga Ora/Auerlegeralm (QUI la “pillola” su questo itinerario)
il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.

Esperienza di Stefano: Il tratto descritto in discesa dell’anello è, a mio avviso, sconsigliabile ed è meglio salire e scendere per il percorso “classico” descritto in salita; io ho comunque descritto l’anello completo così ognuno può fare le proprie valutazioni.
Inoltre, è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami di vetta; io ho salito negli anni il Corno Nero sia singolarmente che “abbinato” al Corno Bianco nella stessa giornata.
Entrambe le opzioni, con buon allenamento, sono valide, si può anche decidere quale scelta intraprendere in base al tempo a disposizione; le salite “singole” sono, infatti, una buona idea anche per un’escursione di mezza giornata.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Corno Nero

Cartelli al Passo Oclini

Vista sul Corno Nero dalla partenza

Primo tratto su mulattiera

Vista sul Corno Bianco ed il Passo Oclini

Tratto verso il bacino artificiale

Bacino artificiale

Tratto tra mughi

Tratto ripido sassoso finale

Ultimo tratto di salita

In vetta al Corno Nero

Panorami dalla vetta

In discesa sul versante est (senza cartelli)

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Oclini su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno