Labirinto del Latemar/Labyrinthsteig (1900 m) – Dolomiti

Il sentiero del Labirinto del Latemar/Labyrinthsteig, situato nell’omonimo gruppo montuoso dolomitico del Latemar porta a percorrere la zona rocciosa posta ai piedi del Latemar interessata da un’antica frana di quest’ultimo; il sentiero si snoda, quindi, tra i grandi massi con passaggi sui sassi ed in stretti passaggi tra di essi (è richiesta, quindi, la giusta esperienza su questo tipo di tracciati).

Il percorso ad anello, che offre ottimi panorami su Latemar e Catinaccio/Rosengarten, parte dal noto Lago di Carezza/Karer See, nei pressi di Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental, e sale nel bosco fino alla Radura di Mezzo/Mitterleger; si prosegue poi lungo il Labirinto del Latemar per poi ritornare tra bosco e spazi aperti, con sviluppo piuttosto lungo, al piccolo paese di Carezza ed al sottostante lago (QUI la “pillola” sul Lago di Carezza e QUI quella su Nova Levante).

Il percorso comincia dal Lago di Carezza (1530 m, diversi punti di ristoro), seguendo brevemente a destra il giro intorno al lago si giunge all’imbocco del sentiero 11 per la Radura di Mezzo/Mitterleger.
Si sale sul sentiero 11 su mulattiera sterrata nel bosco in moderata pendenza, ignorando i diversi bivi si prosegue sempre per la Radura di Mezzo; si oltrepassa uno spazio più aperto con vista sul Catinaccio salendo poi nuovamente nel bosco fino alla Radura di Mezzo/Mitterleger (1827 m, 1.00 ora dalla partenza).

Seguendo a sinistra il sentiero 20 per il Labirinto del Latemar si procede in saliscendi nel bosco fino ad incontrare uno stretto passaggio tra massi si continua, quindi, in saliscendi su massi e traccia sassosa facendo attenzione a vari punti in cui è bene aiutarsi con le mani.
Il sentiero procede nel Labirinto in discesa (attenzione a seguire i segni e non perdere la traccia); si oltrepassano canalini, tratti pianeggianti su grossi sassi e stretti passaggi tra enormi massi fino ad uscire dal Labirinto del Latemar incrociando il sentiero 18 (45 minuti dalla Radura di Mezzo, 1.45 ore dalla partenza).

Si segue in discesa verso Carezza il sentiero 18 che, con percorso nel bosco porta in breve al bivio col sentiero 13.
Si segue, quindi, il sentiero 13 per Carezza procendendo in saliscendi su traccia terrosa e sassosa fino all’incrocio col sentiero 21; si prende il sentiero 21 che in saliscendi nel bosco porta all’incrocio col sentiero 13.
Si prende in discesa il sentiero 13 verso Carezza scendendo su mulattiera sterrata nel bosco che porta all’incrocio col sentiero 10 nei pressi del Grand Hotel Carezza; si segue, quindi, il sentiero 10 per il Lago di Carezza, ad un vicino bivio si attraversa la statale scendendo, quindi, in breve al parcheggio del Lago di Carezza (1.15 ore dall’incrocio col sentiero 18, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Carezza – Radura di Mezzo – Labirinto del Latemar – Carezza – Lago di Carezza

Sentieri: 11 – 20 (Labirinto del Latemar) – 18 – 13 – 21 – 13 – 10

Dislivello: 500 metri in salita e discesa compresi i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore

Quota massima: 1900 m

Difficoltà: EE –  percorso che richiede passo sicuro ed esperienza su percorsi sassosi lungo il Labirinto del Latemar, attenzione a non perdere la traccia lungo il Labirinto ed ai vari bivi lungo la discesa, sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: è possibile percorrere il percorso ad anello in entrambi i sensi

Esperienza di Stefano: escursione che richiede tempo asciutto e buona visibilità; il tratto lungo il Labirinto è molto affascinante ma non banale e richiede la giusta attenzione ed esperienza.
L’area nei pressi del Lago di Carezza è, solitamente, piuttosto affollata, è quindi bene partire presto per godere con più tranquillità di quella magnifica zona.

Lago di Carezza alla partenza col il Latemar

In salita verso la Radura di Mezzo sul sentiero numero 11

Panorama verso il Catinaccio

Tratto finale di salita alla Radura di Mezzo

Alla Radura di Mezzo

Lungo il sentiero del Labirinto del Latemar

Sul sentiero 13 verso l’incrocio col sentiero 21

Sul sentiero 21 verso l’incrocio col sentiero 13

Vista sul paese di Carezza

Scendendo sul sentiero 13 verso Carezza

Tornati al Lago di Carezza

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Carezza su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Aldino/Aldein e GEOPARC Bletterbach – Val d’Ega e Monte Corno

Il paese di Aldino/Aldein, con le sue frazioni di Redagno/Redein e Olmi/Holen, è posto in zona bucolica a 1225 metri di quota sull’altipiano del Regolo/Reggelberg nella zona compresa tra la Val d’Ega/Eggental e il Parco del Monte Corno/Trudner Horn.

Il paese è raggiungibile sia da Ora/Auer e Montagna/Montan in Bassa Atesina/Unterland che da Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega; come detto il borgo, situato intorno alla Chiesa parrocchiale dell’Invenzione della Santa Croce, si trova in posizione idilliaca tra ampie zone verdi con vista sulla Mendola/Mendel ed il Corno Bianco/Weisshorn ed il Corno Nero/Schwarzhorn (QUI la “pillola” su Nova Ponente, QUI quella su Ora e QUI la “pillola” su Montagna).

Partendo direttamente dal paese è possibile anche intraprendere varie escursioni; tra esse si trova il percorso ad anello che permette di raggiungere Il Lago Göllersee, la Cima Göllerspitz-Setz, la Parete Rossa/Rotwand ed il Burgstallegg (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Inoltre, a pochi chilometri da Aldino è posta la Gola del torrente Bletterbach nell’omonimo GEOPARC; il punto di partenza dell’escursione è situato nel centro visitatori posto a pochi chilometri da Aldino.

La gola del torrente Bletterbach è di grande rilevanza naturale e geologica dato che la pareti della gola presentano stratificazioni rocciose, scavate nei millenni dal torrente, perfettamente visibili; sono stati rinvenuti in zona, inoltre, anche molti fossili antichi molto interessanti.

La gola è visitabile con percorso piuttosto impegnativo, ma di durata regolabile in base ai percorsi seguiti; il percorso è aperto solitamente da maggio a ottobre; per accedere al tracciato, con pagamento presso il centro visitatori, è obbligatorio usare il casco (con noleggio compreso nel prezzo al centro visitatori) ed avere tempo asciutto senza pioggia e temporali.
Maggiori informazioni su periodi di apertura e orari si possono trovare sul sito ufficiale del GEOPARC Bletterbach: www.bletterbach.info

Il percorso nella gola è caratterizzato dal fondo sassoso con diversi guadi del torrente in ambiente molto caratteristico; lungo il tracciato sono posti anche molti pannelli informativi su storia geologia e fauna della zona (QUI la “pillola” sull’escursione nella gola del Bletterbach).

A breve distanza del centro visitatori (che ospita anche un piccolo museo) è posta anche la Malga Lahneralm che propone cucina tipica ed è situata in zona bucolica ai margini del bosco.

Inoltre, a pochi chilometri da Aldino è posto anche il notissimo Santuario della Madonna di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein; il complesso religioso è stato edificato nel 17° secolo nel luogo dove al contadino del luogo Leonhard Weißensteiner (da cui il nome tedesco del santuario)  nel 1500 circa sarebbe apparsa la Vergine Maria guarendolo dalla sua malattia (QUI la “pillola” sul Santuario della Madonna di Pietralba).

Dal santuario partono anche diversi itinerari che portano nell’altopiano boscato del Monte Regolo/Reggelberg; tra essi troviamo, ad esempio, il percorso che porta alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, la Capanna Nuova/Neuhütte e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (QUI la “pillola” su questa escursione).

Le foto si riferiscono alle mie visite nella primavera ed estate 2023 e 2024

Ad Aldino

Chiesa parrocchiale

Cappella nei pressi della chiesa

Panorami dalla chiesa

Nel centro del paese

Lago Göllersee

Lungo l’escursione che porta alla Cima Göllerspitz-Setz

Parete Rossa/Rotwand

Punto panoramico Burgstallegg

Al GEOPARC Bletterbach

Pranzo alla Malga Lahneralm

Santuario della Madonna di Pietralba

Corno Bianco visto dal Santuario della Madonna di Pietralba

Tratto verso la Malga Bel Riposo

Malga Bel Riposo

Tratto verso la Capanna Nuova

Capanna Nuova

Tratto verso la Malga Monte San Pietro

Malga Monte San Pietro

Tornando al Santuario di Pietralba

Cliccare sull’immagine per visualizzare Aldino su Google Maps

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Gola del Bletterbach – GEOPARC – (1600 m) – Dolomiti

La Gola del Bletterbach è un profondo solco, scavato nei millenni, dal Rio delle Foglie/Bletterbach e che mostra una perfetta stratificazione rocciosa delle pareti ed ospita anche diversi fossili; queste caratteristiche rendono questa gola un museo a cielo aperto di grande rilevanza naturale.

L’area della gola è solitamente visitata partendo dal centro visite del “GEOPARC Bletterbach” con parcheggio posto a pochi chilometri dal paese di Aldino/Aldein, raggiungibile dalla strada del Passo San Lugano; l’ingresso alla gola, aperta da maggio ad ottobre, è a pagamento e presenta un percorso piuttosto impegnativo (QUI la “pillola” su Aldino ed il GEOPARC).

Il percorso integrale, che esce ed entra diverse volte nella gola, presenta molti pannelli informativi e circa 10 chilometri di sviluppo e 700 metri di dislivello in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi su tratti anche ripidi; nella gola si cammina “liberamente” sul fondo sassoso e si guada più volte il torrente, è quindi necessaria dimestichezza con questi terreni; il tracciato può comunque essere anche, in parte, abbreviato.

Il percorso comincia dal cento visite del GEOPARC Bletterbach (1545 m, esposizione museale), seguendo il sentiero 3 per la Gola del Bletterbach si scende su sentiero nel bosco fino ad arrivare al primo pannello informativo (da qui in avanti è obbligatorio il casco, noleggiabile anche al centro visite e compreso nel prezzo).
Si scende ripidamente su terreno sabbioso e ghiaioso con anche diversi gradoni fino ad arrivare al fondo della gola del Bletterbach; ignorato il bivio a sinistra per Redagno, si inizia, quindi, a risalire la gola.
Salendo liberamente senza sentiero su fondo sassoso e guadando più volte, con attenzione, il torrente si costeggia una cascatella e si prosegue nella gola cercando il percorso migliore fino ad arrivare al bivio col sentiero dei Cacciatori.
Ignorato, al momento, il bivio si prosegue dritti nella gola verso la cascata Butterloch; cercando la traccia migliore e guadando più volte il torrente si giunge quindi non molto lontani dalla cascata dove è presente un divieto di transito nel proseguire.

Si torna, quindi, al bivio e si segue il Sentiero dei Cacciatori che sale molto ripidamente con sentiero di bosco con pannelli informativi sulla caccia; superati anche dei tratti con gradoni si giunge ad un ounto panoramico e si giunge sul sentiero sterrato soprastante.
Si segue il sentiero G verso “Fine valle”, si sale in breve su sentiero sterrato arrivando al bivio col sentiero 4; si segue quindi il sentiero 4 verso la Gola del Bletterbach, scendendo ripidamente si giunge ad un bivio per un punto panoramico, raggiungibile, volendo, in pochi minuti.
Continuando a scendere ripidamente nel bosco sul sentiero 4 si ritorna nella gola del Bletterbach, andando a destra in discesa, volendo, si giunge in breve al salto alto della cascata (con divieto di transito ulteriore).

Salendo nella gola si continua, invece, verso il fine valle;.
Si procede in salita, sempre su fondo sassoso e guadando molte volte il torrente, arrivando al bivio col sentiero G per il centro visitatori; per il momento lo si ignora e si procede dritti nella gola procedendo su fondo sassoso fino a giungere al termine della gola “fine valle” sotto una grande parete con cascata (1600 m, 3.00 ore dalla partenza).

Tornati al bivio per il centro visitatori si risale ripidamente su sentiero nel bosco fino a giungere ad un tratto su fondo sterrato in saliscendi che riporta prima al bivio col sentiero 4 e poi a quello col sentiero dei Cacciatori.
Ignorati i bivi si continua per il centro visitatori, si procede su mulattiera sterrata in discesa con diverse installazioni sulle rocce dolomitiche fino al bivio per la Malga Lahneralm, volendo, con breve risalita nel bosco su mulattiera sterrata, si giunge alla Malga Lahneralm (1583 m, punto di ristoro, 1.30 ore dalla fine valle, 4.30 ore).

Si scende poi in breve nuovamente al sentiero per il centro visitatori che su mulattiera sterrata, con diverse installazioni raffiguranti dinosauri, riporta al parcheggio del centro visitatori (15 minuti dalla Malga Lahneralm, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Centro visitatori GEOPARC Bletterbach – Gola del Bletterbach – Sentiero dei Cacciatori – Gola del Bletterbach (fine valle) – Malga Lahneralm – Centro visitatori GEOPARC Bletterbach

Sentieri: 3 – Gola Bletterbach – Sentiero dei Cacciatori – Sentiero G – 4 – Gola Bletterbach – G – Sentiero “Centro visitatori – dei Sauri” – deviazione Malga Lahneralm – Sentiero “Centro visitatori – dei Sauri”

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali (3.00 ore l’andata, 1.45 ore il ritorno)

Quota massima: 1600 m

Difficoltà: EE –  percorso piuttosto impegnativo con tracciato senza sentiero nei tratti nella gola con fondo pietroso e molti guadi del torrente, presenti anche diversi tratti ripidi nei sentieri di collegamento con la gola; sviluppo totale di circa 10 chilometri. Obbligatorio il casco, noleggiabile anche al centro visitatori.

Data di percorrenza: maggio 2023

Annotazioni: è possibile, volendo inoltre, abbreviare il percorso tornando direttamente al centro visitatori dopo il sentiero dei cacciatori senza proseguire verso “fine valle”.
La percorrenza della gola è vietata con pioggia e temporali.
Prestare attenzione ai molti bivi lungo il percorso; è bene controllare in anticipo i periodi e gli orari di apertura del GEOPARC e, volendo, della Malga Lahneralm.
Sito ufficiale del GEOPARC: www.bletterbach.info

Esperienza di Stefano: io ho trovato il torrente piuttosto alto con diversi guadi un po’ impegnativi dopo un periodo abbastanza piovoso; in periodi più secchi il torrente dovrebbe, probabilmente, presentare meno difficoltà durante i guadi. Il percorso integrale risulta, nel complesso, impegnativo e non va sottovalutato

Alla partenza al Centro visitatori del “Geoparc Bletterbach” di Aldino

Primo tratto nel bosco

Scendendo verso la gola

Nella gola

Superato in bivio con il sentiero dei Cacciatori si procede verso la Cascata Butterloch

Alla Cascata Butterloch con divieto di transito ulteriore

Sul Sentiero dei Cacciatori

Tratto verso il bivio del sentiero 4

Punto panoramico deviando dalla discesa col sentiero 4

Scendendo col sentiero 4

Rientrati nell gola

Vista sul Corno Bianco/Weisshorn

Risalendo nella gola verso “fine valle”

Risalendo verso il sentiero di ritorno per il Centro visitatori

Tornando verso il Cemtro Visitatori

Malga Lahneralm

Tornando al Centro Visitatori


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Centro visitatori del “Geoparc Bletterbach” su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Malga Corno/Hornalm – Parco Monte Corno

La Malga Corno/Hornalm, posta a 1710 metri di quota, è situata nel Parco Naturale Monte Corno/Trudnerhorn situato nella zona meridionale dell’Alto Adige/Südtirol tra la Val d’Ega, la Bassa Atesina e la trentina Val di Fiemme.

La malga, posta sotto la vetta del Monte Corno/Trudner Horn, presenta vari punti di accesso; viene qui proposta la salita da Anterivo/Altrei, piccolo paese raggiungibile dal Passo San Lugano che collega la Bassa Atesina/Unterland con la Val di Fiemme. Questa escursione, dallo sviluppo di oltre 13 chilometri totali e dal dislivello di 500 metri in salita e discesa, permette di godere della quiete e bellezza dei boschi del Parco Naturale Monte Corno (QUI la “pillola” sul paese di Anterivo).

Il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, nei periodi di apertura della malga, può presentarsi con poca neve nella parte iniziale ed avere diversi tratti con formazione di ghiaccio che richiedono attrezzatura adeguata; dalla malga, di solito aperta nel periodo invernale, si godono anche bellissimi panorami verso il Lagorai, le Dolomiti e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

La salita comincia dal paese Anterivo/Altrei (1222 m), seguendo le indicazioni numero 3 per la Malga Corno su asfalto si giunge all’albergo Waldheim.
Continuando sul sentiero 3 su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, si oltrepassa un’antica calchera e si sale nel bosco con pendenza moderata in lungo sviluppo fino al Passo Cisa/Ziss Sattel (1439 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Passo Cisa si segue sempre la mulattiera innevata 3 in salita in tornanti, a tratti un po’ ripida, prima nel bosco e poi in terreno più aperto fino alla Malga Corno (1710 m, rifugio, 2,00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Anterivo – Passo Cisa – Malga Corno – Passo Cisa – Anterivo

Sentieri: traccia invernale che segue il sentiero estivo 3

Dislivello: 550 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa).

Quota massima: 1710 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di oltre 13 chilometri circa e dal dislivello piuttosto rilevante ma dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio (spesso presente in alcuni tratti) è necessaria la relativa attrezzatura.

Data di ascesa: febbraio 2023

Annotazioni: è consigliabile controllare i periodi di apertura della Malga Corno e le condizioni del percorso

Anterivo

Antica calchera

Salendo al Passo Cisa

Passo Cisa

Punto panormico su Caldaro/Kaltern ed il Lago di Caldaro/Kalterer See salendo alla Malga Corno

Salendo alla Malga Corno

Malga Corno

Panorami dalla Malga Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Anterivo su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte (2339 m) – Baita Messner Joch (1930 m) – Dolomiti

Il Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte, situato a 2339 metri di quota, e la Baita Messner Joch, posta a 1930 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten ed offrono un bellissimo panorama su Catinaccio, Latemar e verso la zona meridionale dell’Alto Adige.

Il Rifugio Fronza può essere raggiunto dalla Malga Frommeralm anche con la cabinovia Laurin I e II, facente parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, ma viene qui descritto il percorso, dapprima nel bosco e poi in ambiente più aspro dolomitico, che lo raggiunge a piedi passando anche dalla Baita Messner Joch (QUI la “pillola” sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Il percorso a piedi parte anch’esso dalla Baita Frommeralm, situata non lontano dal Passo Nigra/Nigerpass e dal Passo Costalunga/Karerpass, e raggiungibile da Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental e dalla Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sul Passo Costalunga, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella su Tires).

Il percorso comincia dalla Malga Frommeralm (1743 m, stazione a valle della cabinovia Laurin I), si segue il sentiero 15 per la Baita Messner Joch salendo su traccia ghiaiosa tra pascoli e poi, con pendenza più ripida, nel bosco fino ad incrociare una mulattiera.
Al vicino bivio si segue il sentiero 1B per la Baita Messner Joch salendo su mulattiera ghiaiosa nel bosco e poi su sentiero tra pascoli fino alla Baita Messner Joch (1930 m, punto di ristoro, 30 minuti dalla partenza).

Dalla Baita Messner Joch si segue il sentiero 1 per il Rifugio Fronza salendo su sentiero con traccia ghiaiosa e terrosa nel rado bosco, rimanendo a sinistra ad un vicino bivio non segnalato, fino a giungere all’incrocio col sentiero 15, rimanendo sul sentiero 1 per il Rifugio Fronza si giunge ad incontrare una mulattiera e la stazione a monte della cabinovia Laurin I e la stazione a valle della cabinovia Laurin II.

Si sale, quindi, sulla mulattiera sassosa seguendo le indicazioni numero 1 per il Rifugio Fronza, la mulattiera sale ripidamente raggiungendo dapprima un punto panoramico sul Latemar con sedili di legno; si continua poi a salire ripidamente con anche un paio di tornanti, fino alla stazione a monte della cabinovia Laurin II ed al vicino Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge (2339 m, 1.15 ore dalla Baita Messner Joch, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, o, volendo, rimanendo sulla mulattiera senza ripassare dalla Baita Messner Joch, in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.,

Percorso: Baita Frommeralm – Baita Messner Joch – Rifugio Fronza alle Coronelle – Baita Frommeralm

Sentieri: 15 – 1B – 1 – 15

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2339 m

Difficoltà: E –  percorso senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta diversi tratti ripidi; sviluppo totale di circa 7,5 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022 e luglio 2025

Annotazioni: è possibile abbreviare di molto il percorso salendo o scendendo in cabinovia; la Baita Frommeralme raggiungibile anche da Nova Levante con la cabinovia (in questi casi controllare prima i periodi di apertura). Il Rifugio Fronza è anche punto di partenza per la ferrata Passo Santner (QUI la “pillola” sulla ferrata).
Inoltre, la Baita Messnerjoch è anche raggiungibile su mulattiera sterrata dal Passo Nigra (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dei bei panorami su Catinaccio e Latemar; con tempo stabile l’escursione è adatta anche per un giro di mezza giornata al mattino o pomeriggio.

Area della Malga Frommeralm e della stazione a monte della cabinovia proveniente da Nova Levante e della stazione a valle della cabinovia Laurin I

Salendo alla Baita Messner Joch

Baita Messner Joch

Salendo all’incrocio con la mulattiera ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin I ed a quella a valle della Laurin II

Salendo su mulattiera verso il Rifugio Fronza

Punto panoramico sul Latemar

Continuando la salita su mulattiera al Rifugio Fronza con il Catinaccio alle sue spalle ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin II

Laurin Lodge

Rifugio Fronza alle Coronelle

Panorami dal rifugio

Lungo la discesa nel tratto su mulattiera non ripassando per la Baita Messner Joch

Mappa del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Malga Frommeralm su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Pulpito/Poppekanzel (2328 m) – Dolomiti

Il Pulpito/Poppekanzel, vetta di 2328 metri di quota, è situato sul confine tra Alto Adige / Südtirol e Trentino nel gruppo dolomitico del Latemar ed è posto in posizione molto panoramica verso le cime principali del Latemar e verso la Roda di Vael nel gruppo del Catinaccio/Rosengarten.

Il percorso per raggiungere la vetta parte dal Passo Costalunga/Karerpass tra Nova Levante/Welschnofen e Carezza/Karer in Val d’Ega/Eggental e la Val di Fassa; il sentiero conduce dapprima tra boschi, pascoli e piste da sci per poi salire alla cima in ambiente sassoso tipicamente dolomitico con anche un brevissimo tratto finale con cavo e roccette (QUI la “pillola” sul Passo Costalunga e la zona di Carezza e QUI quella sul paese di Nova Levante).

La salita comincia dal Passo Costalunga (1745 m) seguendo il sentiero 17 per il Pulpito; il percorso parte su mulattiera sterrata tra pascoli, seguendo ai vari bivi sempre il sentiero 17 per il Pulpito si sale su mulattiera sterrata alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata fino ad un punto panoramico con panchine nel Prato del Latemar/Latemarwiese.
Ignorate le deviazione dei sentiero 18A  e 517B si sale sempre su mulattiera sterrata lungo una pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia (chiusa in estate).
Continuando sul sentiero 17 per il Pulpito si sale con sentierino terroso nel bosco in moderata pendenza, usciti dal bosco si sale su sentiero sassoso e ghiaioso costeggiando dei ripetitori e salendo poi in tornanti ripidi in ambiente aperto.
Salendo sul sentiero sassoso si giunge quindi ad una selletta da dove, seguendo i bolli a sinistra si sale un brevissimo tratto attrezzato con cavo e un altro con alcune roccette che portano alla vetta del Pulpito (2328 m, cartello, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Costalunga – Prato del Latemar – Pulpito – Prato del Latemar – Passo Costalunga

Sentieri: 17

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore  (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2328 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta alcuni tratti ripidi ed un breve tratto finale attrezzato con cavo ed alcune roccette

Data di ascesa: luglio 2022

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Cartelli alla partenza al Passo Costalunga

Salendo su mulattiera al Prato del Latemar

Prato del Latemar

Salendo alla stazione a monte della seggiovia

Tratto su sentierino nel bosco

Tratto verso i ripetitori

Vista sulle vette principali del Latemar

Salendo nel tratto in tornanti in ambiente aperto

Breve tratto finale con cavo e roccette

In vetta al Pulpito

Vista dalla vetta sul Latemar

Vista dalla vetta sulla Val d’Ega

Vista dalla vetta sulla Roda di Vael

Mappa del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Costalunga su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Malga Ora/Auerlegeralm – Passo Oclini/Joch Grimm – Val d’Ega

La Malga Ora/Auerlegeralm, posta a 1870 metri di quota e solitamente gestita anche in inverno, e il Passo Oclini/Joch Grimm, situato a 1989 metri di altezza, si trovano nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione idilliaca con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn, diversi gruppi dolomitici e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Sia la malga che il passo possono essere raggiunti anche in macchina, viene qui, però, descritto l’itinerario invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che porta con buono sviluppo tra bosco e spazi più aperti dal centro di sci di fondo del Passo Lavazè a Malga Ora e al Passo Oclini (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini).

La salita a Malga Ora comincia dal Passo di Lavazè (1802 m, diverse strutture turistiche), dai pressi dell’Albergo Bucaneve si trovano i cartelli indicanti il percorso invernale per Malga Ora.
Il tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, costeggia le piste da sci di fondo portando alla strada asfaltata verso il Passo Oclini e a Malga Varena; si costeggia brevemente la strada e, quindi, si devia a destra e proseguendo con breve discesa, si entra nel bosco.

Si prosegue, quindi, a sinistra nel bosco in lungo saliscendi superando poi un ponte e risalendo, a tratti con pendenza piuttosto ripida, fino a giungere ad un tratto in falsopiano che porta a Malga Ora (1870 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga si segue in breve la strada asfaltata di accesso trovando sulla destra i cartelli per il Passo Oclini con sentiero 2; si segue quindi la mulattiera innevata nel bosco che, alternando tratti in pendenza lieve ad altri più ripidi, conduce al Passo Oclini (1989 m, diverse strutture turistiche, 30 minuti da Malga Ora, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con diversi saliscendi in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo di Lavazè – Malga Ora – Passo Oclini – Malga Ora – Passo di Lavazè

Sentieri: traccia battuta invernale per Malga Ora – 2

Dislivello: 250 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 1989 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di circa 9 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: dicembre 2024

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione è, naturalmente, possibile fermarsi a Malga Ora senza salire al Passo Oclini; è bene, inoltre, controllare i periodi di apertura di Malga Ora.
Nell’area del Passo Lavazè e Passo Oclini partono anche altre escursioni innevate come quella che porta alla Malga Costa/Liegalm e quella che conduce al Rifugio Isi Hütte e la Malga Gurndinalm (QUI la “pillola” sul percorso per Malga Costa e QUI quella sul tracciato per il Rifugio Isi e la Malga Gurndinalm).

Piste da fondo al Passo di Lavazè

Cartelli al Passo di Lavazè

Vista su Corno Bianco e Corno Nero

Vista sul Latemar

Breve tratto che costeggia la strada asfaltata

Malga Varena

Vista su Catinaccio e Latemar e Malga Varena

Vista sulle Alpi Sarentine

Verso Malga Ora

Malga Ora

Salendo al Passo Oclini

Al Passo Oclini

Vista sul Corno Bianco

Vista sul Corno Nero

Vista sulle Dolomiti

Zoom sul Catinaccio

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo di Pampeago/Reitherjoch – Malga Zischgalm – Val d’Ega

Il Passo di Pampeago/Reitherjoch, posto a 1996 metri di quota, e la Malga Zischgalm, situata a 2050 metri di altezza, si trovano nel comprensorio sciistico ed escursionistico Latemar Dolomites e sono situati ai piedi dell’omonimo gruppo montuoso dolomitico del Latemar; il passo e la malga, posti sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme, sono raggiungibili sia con gli impianti e le piste da sci del comprensorio sia a piedi su sentiero invernale battuto (QUI la “pillola” sul Latemar Dolomites).

Viene qui descritto il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi e con diversi pannelli e strutture informative sulle attività tradizionali del luogo, che conduce al Passo di Pampeago ed alla Malga Zischgalm partendo dalla cabinovia Ochsenweide di Obereggen in Val d’Ega; il tracciato presenta sia tratti nel bosco che altri su spazi ampi aperti molto panoramici (QUI la “pillola” su Obereggen).

La salita al Passo di Pampeago comincia dalla stazione a monte della cabinovia Ochsenweide (1830 m, Malga Epircher Laner, stazione a valle ad Obereggen), dalla malga Epircher Laner si attraversa, con cautela, la pista da sci e si prende la mulattiera innevata a destra.
La mulattiera, che ricalca il sentiero estivo numero 9, conduce inizialmente nel bosco in salita in moderata pendenza, si percorre, poi, un sottopassaggio e si continua nel bosco seguendo sempre il sentiero 9 per il Passo di Pampeago a tutti i bivi.
Si raggiunge, quindi, un’altra pista da sci che si attraversa giungendo alla piccola malga Weigler Schupf (1890 m), si continua sulla mulattiera battuta giungendo, con salita in moderata pendenza, al Passo di Pampeago con diverse strutture in legno e pannelli informativi  che descrivono le attività tradizionali del luogo (1996 m).

Continuando sulla mulattiera innevata in saliscendi si oltrepassano altre piste da sci ed impianti fino a giungere alla Malga Zischgalm (2050 m, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con diversi saliscendi nel primo tratto, in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Ochsenweide – Malga Epircher Laner – Malga Weigler Schupf – Passo di Pampeago – Malga Zischgalm – Passo di Pampeago – Malga Weigler Schupf – Malga Epircher Laner stazione a monte cabinovia Ochsenweide

Sentieri: traccia battuta invernale che segue il sentiero estivo 9

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2050 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione all’attraversamento delle piste da sci ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022 e gennaio 2025

Annotazioni: è sempre bene controllare periodi di apertura di cabinovia e rifugi e condizioni del tracciato.
La Malga Epircher Laner può essere raggiunta anche a piedi da Obereggen seguendo il tracciato che costeggia la pista da slittino (tracciato, in parte, descritto nella relazione di salita al rifugio Oberholz, QUI la “pillola” relativa).

Malga Epircher Laner alla partenza

Pista che si deve attraversare

Sentiero battuto da prendere a lato della pista

Vista su Corno Bianco, Corno Nero e Pala di Santa

Primo tratto nel bosco

Tratto nel sottopassaggio

Verso la Malga Weigler Schupf

Pista da attraversare arrivando alla Malga Weigler Schupf

Malga Weigler Schupf

Tratto verso il Passo di Pampeago

Al Passo di Pampeago con vista sul Latemar

Tratto verso la Malga Zischgalm

Attraversamento delle piste arrivando alla Malga Zischgalm

Malga Zischgalm posta sulle piste e impianti provenienti dall’Alpe di Pampeago

Pranzo tornando alla Malga Epircher Laner

Lungo il viaggio sulla cabinovia Ochsenweide

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Baita Messnerjoch – Val d’Ega e Val di Tires

La Baita Messnerjoch, situata a 1930 metri di quota, è situata lungo le piste del comprensorio Carezza Ski in posizione soleggiata e molto panoramica verso i gruppi dolomitici del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar; oltre che con gli sci la malga è raggiungibile anche a piedi, su sentiero invernale solitamente battuto dal gatto delle nevi (QUI la “pillola” sul comprensorio Carezza Ski).

Il sentiero invernale parte dal Passo Nigra/Nigerpass, raggiungibile da Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental o da Tires/Tiers in Val di Tires, e porta, con sviluppo e dislivello moderati, alla baita; lungo il percorso oltre ai bellissimi panorami si passa sia da zone di bosco ancora intatte sia in radure, che verranno riboscate, formate dall’abbattimento di diverse zone di bosco causate dalla tempesta Vaia (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sul paese di Nova Levante e QUI quella sulla Val di Tires).

La salita alla Baita Messnerjoch comincia dal Passo Nigra (1690 m, parcheggio), si seguono le indicazioni del sentiero 1 per la Baita Messnerjoch; il tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sale dapprima in moderata pendenza nel bosco e poi alternando tratti tra radure e bosco in pendenza più lieve.
Il tracciato conduce, quindi, al bivio con il sentiero 7, rimanendo sul sentiero 1 si sale con pendenza moderata in ampi spazi fino a giungere al bivio col sentiero 1B; anche in questo caso si rimane sul sentiero 1 che con un tratto un po’ più ripido conduce, in breve, tra rado bosco e spazi aperti, alla Baita Messnerjoch (1930 m, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Nigra – Baita Messnerjoch – Passo Nigra

Sentieri: traccia battuta invernale che segue il sentiero estivo 1

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore (1.00 ora la salita, 45 minuti la discesa).

Quota massima: 1930 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo relativamente breve, 4 chilometri tra andata e ritorno, e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della Baita Messnerjoch e le condizioni di battitura del percorso

Al Passo Nigra

Vista sul Catinaccio dal Passo Nigra

Mappa del percorso

Primo tratto di salita nel bosco

Tratto tra ampie radure

Tratto finale verso la Baita Messnerjoch

Baita Messnerjoch

Vista su Latemar, Corno Bianco e Corno Nero

Vista su Alpi Venoste e Gruppo di Tessa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Oberholz – Obereggen – Val d’Ega

Il Rifugio Oberholz, posto a 2090 metri di quota, è situato ai piedi delle cime del gruppo dolomitico del Latemar sopra il paese di Obereggen in Val d’Ega/Eggental; il rifugio è raggiungibile da Obereggen sia con percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sia con la seggiovia Oberholz, facente parte del comprensorio sciistico Latemar Dolomites (QUI la “pillola” sul paese di Obereggen e la seggiovia Oberholz, QUI quella sul comprensorio Latemar Dolomites).

La salita invernale nel bosco si svolge nel primo tratto sul percorso adiacente alla pista da slittino proveniente dalla malga Laner (raggiungibile in breve, deviando dal percorso di salita); nella seconda parte di salita si segue una strada forestale che porta fino al rifugio posto all’arrivo della seggiovia sulle piste da sci.

Inoltre, da diversi punti panoramici lungo il percorso e dal Rifugio Oberholz si godono bellissime visuali sui vicini Latemar, Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn, Corno Bianco/Weisshorn e su moltissimi altri gruppi montuosi.

La salita al Rifugio Oberholz comincia dal parcheggio alto del paese di Obereggen (1600 m), si segue inizialmente la strada asfaltata che costeggia l’Hotel Royal e l’Hotel Cristall fino a giungere all’incrocio con la pista da slittino.
Si sale sul percorso pedonale a lato della pista da slittino, su traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi, in moderata pendenza (attenzione a possibile tratti ghiacciati); la traccia battuta conduce nel bosco fino alla deviazione tra Malga Laner e Rifugio Oberholz.
Si segue per il Rifugio Oberholz su strada forestale nel bosco che, con pendenza moderata e qualche tratto un po’ più ripido, conduce con diversi tornanti fino al Rifugio Oberholz (2090 m, rifugio, stazione a monte seggiovia Oberholz, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio alto Obereggen – Rifugio Oberholz – parcheggio alto Obereggen

Sentieri: traccia invernale battuta che ricalca, in parte, il sentiero estivo numero 18

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2090 m

Difficoltà: EAI – percorso, con buone condizioni meteorologiche e della neve, di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi; attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono equipaggiamento adeguato. Sviluppo di circa 8 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: dicembre 2023

Annotazioni: la salita o la discesa possono anche essere effettuati in seggiovia, la discesa nel tratto tra la Malga Laner (raggiungibile, in breve, deviando dal percorso a metà salita) e Obereggen può anche essere efftuata in slittino.

Salendo dal parcheggio alto di Obereggen all’incrocio con la pista da slittino

Cartelli all’incrocio con la pista da slittino

Lungo il tratto di salita adiacente la pista da slittino

Bivio tra la salita al Rifugio Oberholz e la continuazione verso la Malga Laner

Rifugio Oberholz posto alla stazione a monte dell’omonima seggiovia

Panorami verso il Latemar

Panorami su Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn e Corno Bianco/Weisshorn

Pista da sci Oberholz

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

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Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.