Carezza Dolomites – impianti estivi – Val d’Ega e Val di Tires

Il comprensorio escursionistico e di sport invernali Carezza Dolomites è situato tra la Val d’Ega/Eggental nelle note località di Nova Levante/Welschnofen, Carezza/Karer, il Lago di Carezza/Karersee ed il Passo di Costalunga/Karerpass e la Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” riguardante il paese di Nova Levante, QUI quella su Carezza e il Passo di Costalunga, QUI la “pillola” sul Lago di Carezza e QUI quella sulla Val di Tires).

In estate il comprensorio di Carezza presenta diversi impianti attivi che permettono di raggiungere, già in quota, diversi rifugi e punti di partenza di molte escursioni di diversa difficoltà; dal comprensorio si godono, inoltre, magnifici panorami in particolare verso i gruppi dolomitici del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar.

Tra gli impianti attivi nella stagione escursionistica estiva troviamo:

– Seggiovia Paolina: la stazione a valle dell’impianto si trova nei pressi delle case di Carezza, non lontano dall’omonimo notissimo lago, e permette di raggiungere il Rifugio Paolina, posto a 2125 metri di quota.
Dal Rifugio si possono intraprendere diverse escursioni come quella di impegno moderato verso il Monumento a Christomannos ed il Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva e ascesa impegnative come la via ferrata alla vetta della Roda di Vael (QUI la “pillola” sulla Seggiovia Paolina ed il percorso per il Rifugio Roda di Vael e QUI quella sulla salita alla vetta con via ferrata).

– Cabinovia Nova Levante: l’impianto collega il paese di Nova Levante con la Malga Frommeralm, situata a 1743 metri di quota, l’area della Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche i macchina lungo la strada che collega la Val d’Ega alla Val di Tires passando per il Passo Nigra.
Dalla Malga Frommeralm sono possibili diverse escursioni come verso la Baita Messnerjoch ed il Rifugio Fronza alle Coronelle; inoltre l’area è posta nei pressi della stazione a valle delle cabinovie Laurin I e II e della stazione a monte della funivia proveniente da Tires (QUI la “pillola” sul percorso per la Baita Messnerjoch e QUI quella sulla salita a piedi al Rifugio Fronza).

– Cabinovie Laurin I e II: le cabinovie, che sono concatenate, permettono di salire, direttamente con gli impianti, dall’area della Malga Frommeralm al Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge, posti a 2339 metri di altezza.
Dai rifugi è possibile compiere escursioni verso il Rifugio Paolina, il Passo delle Coronelle e, tramite via ferrata, al Passo Santner (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle).

– Seggiovia Tschein: l’impianto collega la stazione a valle, posta lungo la strada tra Carezza e la Malga Frommeralm, con la stazione a monte situata a 1950 metri di quota, non lontano dalla stazione intermedia tra la cabinovia Laurin I e Laurin II.
La stazione a monte della seggiovia Tschein è situata anche lungo la salita a piedi su mulattiera verso il Rifugio Fronza alle Coronelle.

– Funivia Tires: la nuova e grande funivia collega San Cipriano, frazione di Tires, con l’area della Malga Frommeralm permettendo, così, l’accesso diretto, con gli impianti, dalla Val di Tires al comprensorio di Carezza; l’area della Malga Frommeralm è, comunque, raggiungibile anche in macchina dalla Val di Tires passando per il Passo Nigra (QUI la “pillola” sul Passo Nigra).
La Funivia Tires presenta, inoltre, la particolarità di essere “cabrio, cioè di poter percorrere il viaggio, se la capienza lo permette, anche salendo sul tetto della funivia.

Naturalmente è bene controllare in anticipo periodi e orari di apertura di impianti e rifugi e lo stato dei percorsi che si vogliono intraprendere.

Inoltre, come anticipato, il comprensorio di Carezza Dolomites in inverno dispone di 40 chilometri di piste di svariata difficoltà e pendenza adatte sia a principianti che esperti e quasi tutte con innevamento programmato; sono presenti anche diversi percorsi escursionistici innevati (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

Seggiovia Paolina

Rifugio Paolina

Lungo il percorso verso il Monumento a Christomannos

Monumento a Christomannos

Lungo il percorso al Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Ferrata Roda di Vael

In vetta alla Roda di Vael

Cabinovia Nova Levante-Malga Frommeralm

Area della Malga Frommeralm

Cabinovie Laurin I e II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Lungo il percorso a piedi al Rifugio Fronza alle Coronelle

Ferrata Passo Santner

Baita Messnerjoch

Seggiovia Tschein

Funivia Tires

Passo Nigra

Piantina del comprensorio Carezza


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Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della seggiovia Nova Levante-Malga Frommeralm su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio della Malga Frommeralm e delle Cabinovie Laurin I e II su Google Maps

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Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Castel Presule/Schloss Prösels di Fiè allo Sciliar/Völs am Schlern – Alpe di Siusi e Valle Isarco

Castel Presule/Schloss Prösels, grande rocca con struttura ancora ben conservata, è posto a pochi chilometri dai paesi di Fiè allo Sciliar/Völs am Schlern e Tires al Catinaccio/Tiers am Rosengarten, raggiungibili dalla bassa Valle Isarco/Eisacktal (QUI la “pillola” su Fiè e QUI quella su Tires).

Il maniero, già citato dal XIII secolo, fu costruito dai Signori di Fiè, i nobili ministeriali dei Vescovi di Bressanone, di cui l’esponente più noto è stato Leonhard di Fiè-Colonna, per lunghi anni Capitano dell’Adige e Burgravio del Tirolo.

Leonhard, tra il fine ‘400 ed inizio ‘500, grazie anche agli ottimi rapporti con l’Imperatore Massimiliano I, ampliò il maniero trasformandolo in un castello con richiami di stile gotico e rinascimentale; una curiosità risiede nel fatto che, probabilmente, Leonhard non fu un vero discendente della famiglia nobile romana Colonna; ma, visti, i loro problemi economici, “semplicemente” comprò da loro il diritto di aggiungere la dicitura Colonna al suo nome.

Nel 1804 la dinastia dei Signori di Fiè cessò ed il castello passò molte volte di proprietà, perdendo, così, molti dei suoi arredi originari; infine, nel 1981 la cooperativa Kuratorium Schloss Prösels ha acquistato il castello, lo ha sottoposto a grandi lavori di restauro, ha inserito molti arredi affascinanti di stile antico e lo ha aperto al pubblico per cerimonie, mostre ed eventi culturali.

Tra le aree del castello più rinomate si trovano la loggia affrescata, il cortile, la Sala dei Cavalieri, la cappella, le stanze dei proprietari, la collezione di armi ed armature e la raccolta di quadri già del ristorante “Batzenhäusl” di Bolzano e degli artisti di cui vengono ospitate mostre.

Sono presenti anche una mostra permanente con oggetti antichi ritrovati nel castello ed un bar-bistrò; inoltre, dal castello si godono bellissime vedute in particolare verso il paese di Fiè ed il gruppo dello Sciliar.

Il castello è visitabile dal 1 maggio al 31 ottobre, solo con visita guidata, tutti i giorni sabato escluso; per maggiori informazioni è bene controllare il sito ufficiale QUI

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Parcheggio del castello

Area esterna del castello con bar-bistrò e vista sul gruppo dello Sciliar

Tratto tra l’entrata delle mura e del nucleo abitato

Mostra con oggetti antichi ritrovati al castello

Entrata del nucleo del castello

Collezione di armi

Cortile interno

Lungo il percorso di visita

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Valle Isarco


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Chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico di Ortisei/St. Ulrich – Val Gardena

Ortisei/St. Ulrich/Urtijëi è il centro abitato più grande della Val Gardena/Gröden/Gherdëina e vanta una storia secolare; ciò ha portato allo sviluppo di molti punti di interesse, tra essi troviamo diverse chiese di rilievo tra le quali spicca la Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Ulrico, da cui deriva anche il nome tedesco del paese (QUI la “pillola” su Ortisei).

Già dal 1400 si ha notizia della costruzione di una prima chiesa ad Ortisei, con l’aumeto della popolazione del comune si rese, però, necessaria la costruzione di una chiesa più grande e, nel 1797, venne quindi consacrata la nuova chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico.

La chiesa è stata costruita in stile tardo-barocco e già nel 1907 furono aggiunte le due navati laterali per aumentarne la capienza; nel corso dle tempo la struttura religiosa si è abbellita con molte opere d’arte pregevoli.

Tra esse troviamo, ad esempio, la pala dell’altare, raffigurante l’Epifania, dipinta da Josef Moroder, ed i due altari laterali  raffiguranti San Giuseppe, scultura di Franz Demetz Sotria, e la Madonna, scultura opera di Josef Moroder Lusenberg.

A destra dell‘altare di San Giuseppe si trova la grande statua in legno dedicata al patrono San Ulrico, opera di Ludovico Moroder e nella navata destra di trova l’altare della Madonna del Rosario proviene dallo studio artistico di Giuseppe Rifesser Stufan; la navata sinistra è, invece, dedicata al Sacro Cuore di Gesù con altare proveniente dallo studio Stuflesser–Petlin.

Ragguardevoli sono anche i dipinti sul soffitto opere dei fratelli Franz e Josef Kirchebner ed il moderno organo con 2000 canne sonore.

Le foto si riferiscono alle mie visite nel 2022 e 2025

Chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico

Navata centrale

Altare principale

Altare laterale dedicato a San Giuseppe

Altare laterale dedicato alla Madonna

Statua di Sant’Ulrico

Altare della navata laterale di destra

Battistero

Altare della navata laterale di sinistra

Altri dettagli della chiesa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo

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Museum Gherdëina di Ortisei/St. Ulrich – Val Gardena

La Val Gardena/Gröden, è molto nota per le innumeravoli possibilità escursionistiche e di sport invernali inserite in magnifico contesto dolomitico; sono, tuttavia, presenti anche diversi punti di interesse storici e culturali.

Tra questi troviamo, ad esempio, il Museum Gherdëina (nome ladino della Val Gardena) situato nella Cësa di Ladins/Casa dei Ladini in Via Rezia 83 nel centro di Ortisei/St. Ulrich, borgo principale della Val Gardena; come suggerisce già il nome ladino il museo verte sulla storia e cultura ladina della valle (QUI la “pillola” su Ortisei).

Il Museum Gherdëina è stato fondato negli anni ’60 e si è sviluppato nel corso del tempo ed attualmente, disposto su due piani, permette di dare uno sguardo agli accadimenti succedutesi in Val Gardena partendo dai ritrovamenti di un antico ittiosauro fino ai giorni nostri.

Il museo etnografico gardenese ospita, in diverse sezioni, molti oggetti e curiosità che permettono di addentrarsi nella storia secolare della Val Gardena e della cultura e vita ladina; in particolare è possibile ammirare sculture in legno, antichi giocattoli, dipinti, rarità, reperti archeologici, storia geologica delle Dolomiti e lasciti dello scalatore e pioniere del “cinema di montagna” gardenese Luis Trenker.

Il museo è aperto, solitamente da dicembre ad inizio aprile dal martedì al venerdì, da metà maggio a fine ottobre dal lunedì al venerdì ed anche sabato mattina a luglio ed agosto e tutti i giorni nel periodo natalizio.

È bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.museumgherdeina.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nel febbraio 2025

Entrata del museo

Biblioteca ladina

Salita all’esposizione museale

Geologia

Area dedicata all’ittiosauro

Fauna

Tela quaresimale di San Giacomo

Giochi in legno

Pittura e musica

Antiche abitazioni con incisioni sulle pareti

Area dedicata a Luis Trenker

Archeologia

Arte sacra

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Forcella Sassolungo/Langkofel Schwaige – Rifugio Toni Demetz (2685 m) – Ferrata Furcela de Saslonch – Dolomiti

La Forcella Sassolungo/Langkofel Schwaige ed il Rifugio Toni Demetz sono situati a 2685 metri di quota nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel; la forcella ed il rifugio sono raggiungibili sia in cabinovia che su sentiero e via ferrata partendo dai pressi del Passo Sella sul versante della Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI quella su Selva Gardena/Wolkenstein, paese dal quale si raggiunge il valico sul versante gardenese).

Il percorso descritto, che offre meravigliosi panorami su diversi gruppi dolomitici, sale inizialmente su sentiero e poi per la via ferrata “Furcela de Saslonch”; la ferrata, di recente costruzione, alterna passaggi impegnativi ad altri con difficoltà moderata portando alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Demetz.

La discesa avviene poi integralmente su sentiero; il percorso, nel suo complesso, presenta uno sviluppo e dislivello contenuti, la via ferrata richiede, però, esperienza su questo genere di tracciati ed equipaggiamento corretto.

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi), si segue il sentiero numero 525 per il Rifugio Toni Demetz.
La traccia, sassosa ed erbos, sale inizialmente in moderata pendenza tra massi e radi prati, costeggiato un grosso masso la traccia sassosa sale più ripida in tornanti fino alla targa della ferrata Furcela de Saslonch; deviando a sinistra dal sentiero 525 si raggiunge, quindi, in breve, l’attacco della ferrata (2500 metri circa, 1.00 ora dalla partenza).

Si sale, seguendo il cavo, una prima paretina verticale ed una cengia stretta piuttosto esposta giungendo ad un’altra paretina e ad un tratto che traversa tra due cenge; si alternano adesso tratti più verticali (attrezzati con anche alcune staffe) ed altri più appoggiati giungendo ad un canalino e parete successiva ombreggiati.

Superato questo tratto un po’ esposto si giunge ad una piccola panchina con libro firme, la ferrata risale adesso su una crestina ed una parete (con diverse staffe)  di nuovo piuttosto verticale; alla destra si vede il Rifugio Toni Demetz ed una possibile via di fuga dalla ferrata (in parte attrezzata).

Continuando sulla ferrata si risalgono altre paretine attrezzate in parte con staffe e tratti meno difficoltosi giungendo ad un breve ponticello con cavo e particolari appoggi per i piedi; superata l’ultima breve paretina si giunge ad una selletta (2700 metri circa) dalle quale si scende sul versante opposto giungendo, in breve, alla fine delle attrezzature.

Seguendo la traccia sassosa si giunge, quindi, alla vicina Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz (2685 m, stazione a monte della cabinovia biposto Sassolungo,1.45 ore dall’attacco della ferrata, 2.45 ore dalla partenza).

In discesa si segue, quindi, il sentiero 525 per il Passo Sella, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in tornanti, piuttosto ripidamente, portando alla targa della ferrata incontrata in salita; scendendo sul sentiero già noto si torna quindi al parcheggio (1.00 ora dalla Forcella del Sassolungo, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Ferrata Furcela de Saslonch – Forcella del Sassolungo-Rifugio Toni Demetz – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 525 – Ferrata Furcela de Saslonch – 525

Dislivello: 550 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali (2.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2700 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata di media diffiicoltà per esperti questi percorsi con, comunque, presenza di diversi passaggi piuttosto verticali e/o esposti, necessari esperienza di ferrate, kit da ferrata e casco; sviluppo totale di circa 6 chilometri

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura del rifugio e della cabinovia (qualora la si volesse usare in discesa). Dalla Forcella del Sassolungo si dipartono anche i percorsi del giro intorno al Sassolungo e della ferrata Oskar Schuster che porta alla vetta del Sasso Piatto (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo e QUI quella sulla ferrata Oskar Schuster al Sasso Piatto).
Il parcheggio nei pressi del Passo Sella e della cabinovia Sassolungo è anche punto di partenza della ferrata al Col Rodella e del Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sulla ferrata Col Rodella e QUI quella sul Sentiero Friedrich August)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; e bene partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. Il percorso presenta un afflusso piuttosto elevato in alta stagione e va fatta attenzione, quindi, alle altre persone presenti sulla ferrata ed a possibili cadute di sassi

Alla partenza

Lungo il sentiero di salita

Targa di inzio ferrata

Lungo la prima parte della ferrata

Panca con libro firme

Tratto di salita con vista sul Rifugio Toni Demetz

Possibile via di fuga dalla ferrata

Seconda parte della ferrata

Breve discesa alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz

Cartelli informativi sulla ferrata

Rifugio Toni Demetz

Discesa verso il parcheggio


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi della cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi



Passo Sella/Sella Joch e Cabinovia Sassolungo/Langkofel – Val Gardena

Il Passo Sella/Sella Joch, posto a 2218 metri di quota nell’area dolomitica del gruppo del Sella e del Sassolungo-Sasso Piatto/Langkofel-Plattkofel, mette in comunicazione la  Val Gardena/Gröden/Gherdëina in Alto Adige con Canazei e la Val di Fassa in Trentino; dal versante sudtirolese il Passo Sella viene raggiunto dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Selva Gherdëina (QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

Al valico si arriva dal paese di Selva Gardena in 10 chilometri di strada, passando anche per la località Plan de Gralba, con diversi tornanti con pendenza non eccessiva con  pendenza media del 6,8% e massima del 11%; dal versante trentino il passo viene raggiunto da Canazei, con molti tornanti, in 11 chilometri con pendenza media del 6,7% e massima del 9%.

Il Passo Sella è molto amato anche da ciclisti e motociclisti e si trova sul percorso del Sellaronda, posto tra Alto Adige, Trentino e Veneto, che raggruppa i passi Campolongo, Gardena/Gröden, Sella e Pordoi.

Dal passo e lungo i suoi versanti si godono bellissime vedute verso svariati i gruppi dolomitici e sono possibili diverse escursioni, nei gruppi di Sella e Sassolungo-Sassopiatto, sia più semplici che più impegnative.

Le escursioni in zona sono agevolate anche dalla presenza della caratteristica Cabinovia biposto Sassolungo che porta dall’Albergo Passo Sella (posto sul versante gardenese a breve distanza dal valico) alla Forcella del Sassolungo a 2685 metri di quota ove è posto anche il Rifugio Toni Demetz.

Dalla Forcella Sassolungo partono diversi percorsi come il giro intorno al Sassolungo (che tocca il Rifugio Vicenza/Langkofelhütte, il Rifugio-ristorante Emilio Comici e la “Città dei Sassi”) e la ferrata Oskar Schuster che raggiunge la cima del Sasso Piatto con percorso che scende poi al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo e QUI quella sulla via ferrata Oskar Schuster).
Inoltre, la Forcella Sassolungo ed il Rifugio Toni Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi sia tramite sentiero che con la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Dalla zona del Passo sella e dalla partenza della cabinovia si dipartono anche altre escursioni brevi a rifugi vicini, il Sentiero Friedrich August Weg (che porta anch’essa al Rifugio Sasso Piatto toccando vari punti di ristoro) e le impegnative ferrate delle Mesules e del Col Rodella (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August e QUI la “pillola” sulla Ferrata Col Rodella).

L’area nei pressi del Passo Sella, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Sudtirolo, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; sul versante sudtirolese il Passo Campolongo è inserito nel comprensorio Val Gardena a ospitate oltre 100 chilometri di piste (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2019 ed estate 2016, 2021 e 2023

Al Passo Sella

Gruppo del Sassolungo-Sasso Piatto visto dal Passo Sella

Marmolada vista dal versante trentino del Passo sella

Strada sul versante gardenese del passo

Escursionismo per famiglie nei pressi del passo

Rifugio Salei

Baita Miara

Cabinovia Sassolungo

Rifugio Toni Demetz

Discesa dal Rifugio Demetz al Rifugio Vicenza

Rifugio Vicenza

Rifugio-ristorante Emilio Comici

Città dei Sassi

Ferrata Furcela de Saslonch

Lungo la ferrata Oskar Schuster

In vetta al Sasso Piatto

Lungo la discesa dal Sasso Piatto al Rifugio Sasso Piatto

Rifugio Sasso Piatto

Lungo il Sentiero Friedrich August

Ferrata Col Rodella

In cima al Col Rodella

Vista dal Col Rodella verso l’area del Passo Sella

Piste della zona del Passo Sella in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Giro intorno al Sassolungo/Langkofel – Rifugio Toni Demetz (2685 m) – Rifugio Vicenza/Langkofelhütte (2253 m) – Rifugio Emilio Comici (2154 m) – Dolomiti

Il percorso intorno al Sassolungo/Langkofel tocca con percorso ad anello il Rifugio Toni Demetz, posto a 2685 metri di altezza, il Rifugio Vicenza/Langkofelhütte, situato a 2253 metri di quota, ed il Rifugio Emilio Comici, posto a 2154 metri di altezza.

L’escursione è inserita nel magnifico contesto dolomitico del gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed offre anche ampli panorami su diversi altri gruppi delle Dolomiti; il percorso, molto noto, parte dalla stazione a monte della cabinovia biposto Sassolungo con stazione a valle situata nei pressi del Passo Sella, sul versante della Val Gardena/Gröden e raggiungibile dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein (QUI la “pillola” sul Passo Sella e la Cabinovia Sassolungo e QUI quella su Selva Gardena).

Il percorso presenta un dislivello moderato in salita ma con molti saliscendi, dislivello rilevante in discesa ed alcuni tratti con traccia sassosa e un po’ esposti che richiedono la giusta attenzione; durante l’escursione dallo sviluppo piuttosto lungo si attraversano anche diversi tipi di ambienti tutti con caratteristiche molto interessanti.

Il tracciato comincia dal Rifugio Toni Demetz (2685 m, cabinovia dai pressi del Passo Sella), seguendo il sentiero 525 per il Rifugio Vicenza si scende su traccia sassosa piuttosto ripida, nel vallone ombreggiato al mattino.
La traccia porta ad un breve tratto attrezzato con cavo corrimano scendendo poi, sempre piuttosto ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso, giungendo ad un pianoro e scendendo quindi, in breve, al Rifugio Vicenza (2253 m, 50 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Vicenza si segue il sentiero 525 per il Rifugio Sasso Piatto, si scende in moderata pendenza su traccia ghiaiosa raggiungendo, in breve, il bivio col sentiero 526 e 527; seguendo a destra il sentiero 526 per il Rifugio Comici si procede dapprima in saliscendi in rado bosco salendo poi ripidamente con traccia sassosa ed alcuni gradoni (con breve tratto con cavo corrimano) giungendo ad una sella.

Dalla sella si segue a destra il sentiero 526 “alto” con indicazioni Comici – Piz Sela; il sentiero traversa sotto le pareti in saliscendi, su traccia sassosa; il sentiero scende poi piuttosto ripidamente, anche un breve tratto con cavo corrimano, giungendo nei pressi di un grosso nevaio.
Aggirato il nevaio la traccia prosegue in saliscendi in traverso (qualche tratto un po’ esposto), si continua quindi, in risalita, passando anche in alcuni punti con acqua che cola delle pareti e giunegndo ad un tratto in rado bosco.
Superato un torrente si sale su traccia terrosa e sassosa incontrando il sentiero 526 “basso” (anch’esso proveniente dalla sella dove si era staccato il sentiero “alto), in breve si raggiunge, quindi, il Rifugio-ristorante Emilio Comici (2154 m, 1.50 ore dal Rifugio Vicenza, 2.40 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Comici si segue il sentiero 526 per il Passo Sella, la larga traccia ghiaiosa procede in saliscendi  dapprima in rado bosco e poi tra pascoli raggiungendo un bivio con traccia a piedi e con passeggino; seguendo a sinistra quella a piedi si sale in breve, in moderata pendenza, ad una sella con crocefisso.
Dalla sella si scende in lieve pendenza tra pascoli  raggiungendo la caratteristica azona della “Città dei Sassi”; il sentiero sasssoso e ghiaioso procede, quindi, tra grossi massi, in lieve saliscendi, fino a tornare alla stazione a valle della Cabinovia Sassolungo (50 minuti dal Rifugio Comici, 3.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Sassolungo (Rifugio Demetz) – Rifugio Vicenza – Rifugio Comici – Città dei Sassi – stazione a valle cabinovia Sassolungo

Sentieri: 525 – 526

Dislivello: 500 metri in salita e 1000 metri in discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali

Quota massima: 2685 m

Difficoltà: EE – percorso con presenza di diversi passaggi su traccia sassosa piuttosto ripida (alcuni con breve cavo corrimano); alcuni tratti un po’ esposti sul sentiero 526 “alto”. Sviluppo di circa 10 chilometri totali.

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi e dell’impianto di risalita; i tratti un po’ esposti e più tecnici lungo il sentiero 526 “alto” possono essere evitati seguendo il sentiero 526 “basso” che però presenta più saliscendi ed una maggiore risalita finale. Sui cartelli non sono indicati le diciture “alto” e “basso”, sono notazione aggiunte nella relazione per identificare meglio i due sentieri.
La Forcella Sassolungo ed il Rifugio Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).
Inoltre, il Rifugio Demetz e Vicenza sono anche punto di partenza della ferrata Oskar Schuster alla vetta del Sasso Piatto/Plattkofel (QUI la “pillola” sull’ascesa al Sasso Piatto tramite la ferrata Oskar Schuster).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi ambienti attraversati; il percorso non è particolarmente difficile nel complesso ma, soprattutto lungo la prima parte e lungo il sentiero 526 “alto” non va sottovalutato. È consigliabile, inoltre, partire piuttosto presto al mattino appena apre l’impianto di risalita per non trovare folla tra parcheggi ed impianto e lungo la prima parte del tracciato

Al Rifugio Demetz alla stazione a monte della cabinovia

Scendendo verso il Rifugio Vicenza

Rifugio Vicenza

Tratto verso la deviazione tra sentiero 525, 526 e 527

Vista sullo Sciliar/Schlern

Tratto verso la deviazione tra sentiero 526 alto e basso

Viste sulle Odle/Geisler

Deviazione per il sentiero 526 “alto”

Lungo il sentiero 526 “alto”

Rifugio-ristorante Emilio Comici

Vista dal rifugio sul gruppo del Sella

Tratto verso la sella con crocefisso

Vista sulla Marmolada

Tratto nella “Città dei Sassi”

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DISCLAIMER:Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte (2165 m) – Dolomiti

Il Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte, posto a 2165 metri di quota, è situato nel gruppo montuoso dolomitico del Catinaccio/Rosengarten in zona magnifica circondata da alte pareti rocciose; il rifugio è posto in zona selvaggia ed isolata e presenta un lungo accesso dalla Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” sulla Val di Tires).

Il percorso dai Bagni di Lavina Bianca/Weißlanbad al rifugio, seppur senza avere grandi difficoltà tecniche, presenta un dislivello ed uno sviluppo rilevanti; il tracciato risale la lunga Val Ciamin/Tschamintal attraversando diversi tipi di ambienti quali tratti boscosi, radure pascolive e zone rocciose tipicamente dolomitiche.

La salita comincia dai Bagni di Lavina Bianca in Val di Tires (1170 m, parcheggio), seguendo le indicazioni del sentiero numero 3 per il Rifugio Bergamo si raggiunge in breve il centro visite del parco Sciliar-Catinaccio e la Malga Ciamin/Tschaminschwaige.
Seguendo il sentiero 3 si sale ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa nel bosco, si ignorano diversi bivi fino a giungere all’incrocio con una mulattiera forestale presso un crocefisso; seguendo in salita la mulattiera sterrata, sempre sentiero 3 per il Rifugio Bergamo, si oltrepassano anche due fonti e ponti sul Torrente Ciamin.
Salendo in moderata pendenza sulla mulattiera si giunge ad un prima radura pascoliva, Schafer Leger, e poi la seconda più grande radura, Rechter Leger (1600 m).

Continuando la salita su mulattiera via via più ripida il percorso torna ad essere una traccia ghiaiosa e terrosa nel bosco che sale piuttosto ripidamente fino a giungere al bivio con il percorso per il Rifugio Alpe di Tires.
Seguendo il sentiero 3A per il Rifugio Bergamo si sale tra rado bosco su traccia ghiaiosa e sassosa, si ignora il successivo bivio per il Rifugio Alpe di Tires e si continua la salita tra tratti con gradoni di legno ed altri in pendenza più moderata.
Con un tratto su traccia ghiaiosa più ripida si giunge ad un dosso con la bandiera del rifugio (adesso in vista); scendendo per un tratto su traccia ghiaiosa e sassosa e con una breve risalita si giunge, quindi, al Rifugio Bergamo (2165 m, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con anche la breve risalita al dosso con la bandiera, in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza.

Percorso: Bagni di Lavina Bianca – Radura Schafer Leger – Radura Rechter Leger – Rifugio Bergamo – Radura Rechter Leger – Radura Schafer Leger – Bagni di Lavina Bianca

Sentieri: 3 – 3A

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali (3.00 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2165 m

Difficoltà: E –  escursione con difficoltà tecniche moderate ma con traccia con tratti ripidi con fondo sassoso e dal dislivello rilevante e dal lungo sviluppo di oltre 15 chilometri totali tra andata e ritorno

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: necessario tempo asciutto, è bene controllare la data di apertura del rifugio. Dai Bagni di lavina Bianca parte anche l’itinerario per il Monte Balzo/Völsegg Spitze ed il Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte (QUI la “pillola” sulla salita a Monte Balzo e Rifugio Monte Cavone).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo ambiente dolomitico del Catinaccio che circonda il rifugio; meglio evitare, inoltre, giornate eccessivamente calde.
Il percorso non è particolarmente difficile tecnicamente ma il lungo sviluppo e dislivello non vanno sottovalutati

Ai Bagni di Lavina Bianca

Cenro visite parco e Malga Tschaminschwaige

Salendo nel primo tratto nel bosco con anche alcuni scorci panoramici

Salendo sulla mulattiera forestale

Radura Rechter Leger

Salendo al bivio tra Rifugio Bergamo e Rifugio Alpe di Tires

Bivio tra Rifugio Bergamo e Rifugio Alpe di Tires

Salendo al Rifugio Bergamo con vista su diverse vette del gruppo del Catinaccio

Dosso con bandiera del rifugio

Tratto finale verso il rifugio con discesa e risalita

Al Rifugio Bergamo

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i Bagni di Lavina Bianca in Val di Tires su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte (1726 m) – Alpe di Siusi

Il Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte, situato a 1726 metri di quota, è posto ai piedi del massiccio dolomitico dello Sciliar/Schlern in zona idilliaca in una radura nel bosco; il tracciato “classico” di salita per il rifugio parte dal paese di Siusi/Seis salendo piuttosto ripidamente nel bosco (QUI la “pillola” sul paese di Siusi allo Sciliar).

Il percorso da Siusi prevede un dislivello e sviluppo piuttosto rilevanti ma può essere relativamente abbreviato raggiungendo in macchina i Bagni di Razzes/Bad Ratzes; come detto il percorso si svolge prevalentemente nel bosco passando anche nei pressi di belle cascatelle e alcuni punti panoramici.

La salita comincia da Siusi in paese (1000 m) seguendo il sentiero numero 1 per Bad Ratzes; il tracciato sale lungo alcune vie del paese entrando poi nel bosco e passando anche sotto la cabinovia per l’Alpe di Siusi.
Seguendo a tutti i numerosi bivi il sentiero numero 1 per Bad Ratzes si raggiunge l’incrocio con il Sentiero Oswald von Wolkenstein ed un laghetto giungendo quindi sulla strada asfaltata che conduce, in breve, ai Bagni di Razzes/Bad Ratzes con omonimo hotel (1212 m, 40 minuti dalla partenza, volendo fin qui anche in macchina).

Dall’Hotel si segue sempre il sentiero numero 1 per il Rifugio Bolzano/Schlern Haus e per il Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte; si giunge ad un albero cavo in cui si passa nel mezzo e si inizia la salita ripida nel bosco si sentiero terroso e sassoso passando anche nei pressi di diverse cascatelle fino a giungere al bivio col sentiero 1A.

Rimanendo sul sentiero 1 si sale ripidamente nel bosco su sentiero terroso e sassoso raggiungendo anche un breve tratto più aperto con una particolare scultura di un volto; continuando la ripida salita nel bosco si giunge quindi ad un punto panoramico con scultura di un fungo e, oltrepassata la teleferica del rifugio, si giunge, in breve, al Rifugio Malghetta Sciliar/Schlernbödelehütte (1726 m, 1.30 ore dai Bagni di Razzes, 2.10 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.40 ore, 3.50 ore dalla partenza.

Percorso: Siusi – Bagni di Razzes – Rifugio Malghetta Sciliar – Bagni di Razzes – Siusi

Sentieri: 1

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.50 ore (2.10 ore la salita, 1.40 ore la discesa).

Quota massima: 1726 m

Difficoltà: E –  percorso che non presenta particolari difficoltà tecniche ma con diversi tratti decisamente ripidi nel bosco e sviluppo totale di circa 11 chilometri

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: è possibile raggiungere in macchina i Bagni di Razzes, risparmiando 200 metri di dislivello in  salita e discesa e 4 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno; è bene controllare i periodi di apertura del rifugio.

Esperienza di Stefano: escursione che richiede tempo asciutto visti i tratti ripidi e, a volte, un po’ fangosi nel bosco; è bene scegliere una giornata con buona visibilità e soleggiamento per godere del bell’ambiente al rifugio

A Siusi con vista sullo Sciliar

Nel primo tratto salendo ai Bagni di Razzes

Incrocio col sentiero Oswald von Wolkenstein con una delle sue installazioni

Salendo ai Bagni di Razzes

Ai Bagni di Razzes al parcheggio a cui, volendo, si può giungere in macchina

Ai Bagni di Razzes con hotel Bad Ratzes

Nel primo tratto di salita al Rifugio Malghetta Sciliar

Bivio tra sentiero 1 e 1A

Salendo ripidamente nel bosco con anche belle fioriture e sculture particolari

Al punto panoramico verso lo Sciliar

Passaggio sotto la teleferica quasi arrivati al rifugio

Al Rifugio Malghetta Sciliar


Cliccare sull’immagine per visualizzare il paese di Siusi su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare i Bagni di Razzes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

copriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Rifugio Molignon/Mahlknechthütte – Rifugio Almrosenhütte – Alpe di Siusi

Il Rifugio Molignon/Mahlknechthütte, situato a 2054 metri di quota, e il Rifugio Almrosenhütte, posto a 2004 metri di altezza, sono situati nella bellissima area dell’Alpe di Siusi/Seiseralm (l’altopiano più grande d’Europa) al cospetto di diversi gruppi dolomitici molto noti (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

I rifugi sono raggiungibili in inverno partendo da diversi punti sull’alpe, viene qui descritto il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che da Compaccio/Compatsch raggiunge i rifugi con percorso dallo sviluppo totale di oltre 12 chilometri.

I due rifugi sono solitamente aperti anche nel periodo invernale (è bene controllare, comunque, i giorni di apertura) e lungo il percorso è, inoltre, possibile ammirare il tipico ambiente innevato dell’altopiano dlel’Alpe di Siusi e bellissimi panorami verso i gruppi dello Sciliar/Schern, Denti di Terrarossa/Rosszähne, Sassolungo/Langkofel e Sassopiatto/Plattkofel, Odle/Geisler.

Il percorso comincia da Compaccio (1870 m,  raggiungibile in cabinovia da Siusi/Seis o strada aperta solo in alcune fasce orarie), si segue il sentiero innevato 7, solitamente battuto dal gatto delle nevi, per la Baita Almrosen che segue la stradina asfaltata estiva.
Si sale in pendenza moderata fino a giungere all’Albergo Santner e, dopo aver attraversato una pista da sci, si giunge ad una sella posta poco sotto l’Albergo Panorama (raggiungibile, volendo, in seggiovia); continuando sul sentiero 7 per la Baita Almrosen si procede su sentiero innevato in leggera discesa e poi in moderata salita fino a poco sotto l’Albergo Punta d’Oro.
Continuando a sinistra sul sentiero 7 per la Baita Almrosen ed il Rifugio Molignon si procede in falsopiano, incrociando anche delle piste da sci; dopo un tratto in leggera salita si scende, quindi, al Rifugio Almrosen (2004 m, 1.45 ore dalla partenza).

Continuando sul sentiero 7 per il Molignon si sale in moderata pendenza ad una sella a 2078 metri di quota dalla quale si scende in breve, infine, al Rifugio Molignon (2054 m, 30 minuti dal Rifugio Almrosen, 2.15 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con diverse risalite in 2.00 ore, 4.15 ore dalla partenza.

Percorso: Compaccio – Rifugio Almrosen – Rifugio Molignon – Rifugio Almrosen – Compaccio

Sentieri: traccia invernale che segue in parte il sentiero estivo 7

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali (2.15 ore l’andata, 2.00 ore il ritorno).

Quota massima: 2078 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di oltre 12 chilometri ma dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche.

Data di percorrenza: gennaio 2023

Annotazioni: volendo dai pressi di Compaccio è possibile salire in seggiovia all’Albergo Panorama congiungendosi poi con l’itinerario descritto abbreviando, così, di 3 chilometri circa lo sviluppo totale. Naturalmente è anche possibile fermarsi al Rifugio Almrosen, senza raggiungere il Rifugio Molignon, abbreviando, anche in questo modo, il percorso.

Salendo alla selletta posta sotto l’Albergo Panorama

Salendo al bivio posto sotto l’albergo Punta d’Oro

Tratto verso il Rifugio Almrosen

Rifugio Almrosen

Tratto verso il Rifugio Molignon

Rifugio Molignon

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia per Compaccio a Siusi su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.