Ciampinoi/Ciampinëi (2256 m) – Dolomiti

Il Ciampinoi/Ciampinëi, elevazione di 2256 metri di altezza, è posto nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel in Val Gardena/Gröden; la vetta, leggermente rialzata, dai pendii sottostanti offre un bellissimo panorama su diversi gruppi dolomitici e la sottostante Val Gardena.

Nei pressi della vetta è posta anche la stazione a monte della cabinovia Ciampinoi di Selva Gardena/Wolkenstein; viene qui descritta la salita a piedi, con percorso prevalentemente boschivo con diversi tratti ripidi, dal paese con successiva discesa in cabinovia, è naturalmente possibile anche scendere a piedi eventualmente anche allungando fino al Rifugio Comici (QUI la “pillola” su Selva Gardena).

La salita comincia nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco di Selva Gardena (1560 m), seguendo la passeggiata a valle in breve salita si perviene alla deviazione del sentiero 27 per il Ciampinoi/Ciampinëi.
Si sale inizialmente su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata, fino a giungere ad un’area di sosta con panca coperta, continuando sul sentiero si giunge in breve, quindi, ad un grosso traliccio.
Seguendo sempre le indicazioni per il sentiero 27 si sale su mulattiera sterrata e poi nuovamente nel bosco ripidamente fino a giungere nuovamente su mulattiera nei pressi di un bivio; seguendo per il Ciampinoi si sale su mulattiera sterrata e sassosa nel bosco in pendenza moderata passando anche sotto i cavi della cabinovia.
Si sale poi su mulattiera sassosa molto ripida lungo la pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando sulla ripida mulattiera si perviene, quindi, alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi.
Si scende ora, in breve,  ad un sella dove è presente la stazione a monte di due seggiovie, si segue il sentiero per il punto panoramico salendo, in breve ma molto ripidamente, su sentierino a gradoni fino alla vetta vera del Ciampinoi (croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si torna quindi alla selletta e con breve risalita si ritorna alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi con la quale si scende a Selva Gardena.

Percorso: Selva Gardena – Ciampinoi

Sentieri: 27 – deviazione al punto panoramico

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore  se si scende in cabinovia

Quota massima: 2256 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma che presenta diversi tratti ripidi  e gradoni

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: è naturalmente possibile anche scendere a piedi in 1.30 ore o allungare la discesa passando per il Rifugio Comici ed il Plan de Gralba in 2.30 ore

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Alla partenza

Primo tratto nel bosco

Punto di sosta

Tratto ripido su sentiero nel bosco

Tratto su mulattiera con pendenza moderata

Passaggio sotto la cabinovia

Ultimo tratto con pendenza moderata

Tratto con pendenza elevata

Panorami verso le Odle

Ultimo tratto verso la stazione a monte della cabinovia

Panorami sul Gruppo del Sella

Vista sulla Val Gardena

Panorami sullo Sciliar

Salendo al punto panoramico (vera vetta del Ciampinoi)

In vetta al Ciampinoi

Croce di vetta e vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla stazione a monte della cabinovia

Cabinovia Ciampinoi vista dalla stazione a valle

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Ciampinoi a Selva Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Mesules (2974 m) – Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m) – Dolomiti

La catena delle Mesules, il cui punto culminante raggiunge i 2974 metri di quota, ed il Rifugio Cavazza al Pisciadù, posto a 2585 metri di altezza, sono situati nelle Dolomiti nel gruppo del Sella in ambiente dolomitico spettacolare e presentano diversi punti di accesso, tutti, comunque, impegnativi.

Viene qui descritto l’itinerario con partenza dal Passo Gardena/Grödner Joch posto tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal; l’itinerario decritto presenta un lungo dislivello e sviluppo ed attraversa anche tratti attrezzati ed altri ripidi su tracce rocciose, questo percorso è, quindi, indicato a che ha la necessaria esperienza in questo tipo di itinerari (QUI la “pillola” sul Passo Gardena).

La salita comincia dal Passo Gardena (2121 m) seguendo il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù; si sale dapprima su sentiero sassoso e terroso e si procede poi in lungo saliscendi fino a trovare due bivi ed entrare nella Val Setus.
Seguendo sempre il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù si sale molto ripidamente in tornanti per la Val Setus su traccia sassosa raggiungendo poi un tratto con grandi scaloni in legno e, successivamente, un tratto, non molto difficile ma piuttosto lungo ed a tratti verticale, attrezzato con cavo e staffe.
Superato il tratto attrezzato si giunge ad una sella ed in breve, in discesa, si giunge al Rifugio Cavazza al Pisciadù ed al vicino Lago del Pisciadù (2585 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Pisciadù si segue il sentiero 676 per la Sella del Pisciadù, si sale su traccia sassosa ripida che traversa per un ghiaione entrando nel Valun del Pisciadù salendo ripidamente (stando attenti a non perdere la traccia, fino alla testata del vallone; si sale quindi per un tratto attrezzato con cavi breve ma ripido (attenzione ad un tratto di traccia smossa prima dei cavi ed a due fittoni saltati) giungendo alla Sella del Pisciadù (2908 m, 1.00 ora dal Rifugio Pisciadù, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla Sella del Pisciadù si segue il sentiero 649 per la Forcella dai Ciamorces, si procede su traccia sassosa in saliscendi giungendo abbastanza in breve alla Forcella dai Ciamorces (2923 m, 20 minuti dalla Sella del Pisciadù, 3.20 ore dalla partenza, al luglio 2022 il sentiero diretta 677 dal Rifugio Pisciadù alla Forcella dai Ciamorces è chiuso).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero non indicato che porta verso il filo di cresta delle Mesules, si rgagiunge quindi la base della prima cima, il Piz Rotic che si raggiunge con deviazione su lieve traccia (2973 m). Continuando sulla traccia che corre nei pressi delle vette si raggiunge la base della cima del Piz Beguz, che si risale anche esso su lieve traccia (2974 m); continuando sulla traccia sassosa in continua saliscendi si giunge alla base del Piz Miara che si risale con traccia più evidente rispetto alle altre cime raggiungendo la vetta con grande crocefisso (2964 m).

Continuando sulla traccia si giunge poi alla vetta del Piz Gralba (2972 m) e poi alla vetta del Piz Selva (2941 m, 1.00 ora dalla Forcella dai Ciamorces, 4.20 ore dalla partenza, qui arriva anche la difficile ferrata delle Mesules che sale dal Passo Sella).

Dal Piz Selva si prende il sentiero 649 che traversa su traccia sassosa tutto l’altipiano delle Mesules (rimanendo più basso rispetto alla traccia usata per deviare alle cime); seguendo molto lungamente il sentiero 649 si torna alla Forcella dai Ciamorces ed alla Sella del Pisciadù (1.00 ora dal Piz Selva 5.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero 649 verso la Forcella d’Antersass procedendo su traccia sassosa e ghiaiosa in saliscendi che porta ad un bivio (prima di arrivare alla Forcella d’Antersass). Al bivio si segue il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù risalendo ripidamente su traccia sassosa fino ad una sella, da qui si scende nella Val Tita prima su traccia ripida sassosa fino al bivio per la Cima Pisciadù.
Ignorata il bivio per la cima si scende col sentiero 666 raggiungendo due tratti attrezzati con cavo (non difficili ma piuttosto verticali) scendendo poi in pendenza più moderata fino al Lago Pisciadù dal quale, con breve risalita, si torna al Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m, 1.10 ore dalla Forcella dai Ciamorces, 6.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Cavazza al Pisciadù si segue quindi il sentiero 666 per il Passo Gardena già percorso all’andata prima in breve risalita e poi in discesa nella Val Setus (passando anche per il tratto attrezzato) e , successivamente, in saliscendi fino a tornare al Passo Gardena (2.00 ore dal Rifugio Cavazza al Pisacidù, 8.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Gardena – Val Setus – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Valun de Pisciadù – Sella del Pisciadù – Sella dai Ciamorces – Piz Rotic – Piz Beguz – Piz Miara – Piz Gralba – Piz Selva – Sella dai Ciamorces – Sella del Pisciadù – Val Tita – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Val Setus – Passo Gardena

Sentieri: 666 – 676 – 649 – traccia alle cime delle Mesules – 649 – 666

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 8.30 ore

Quota massima: 2974 m

Difficoltà: EE/EEA –  percorso globalmente molto impegnativo che richiede esperienza nel muoversi in tratti scoscesi, ripidi e attrezzati, necessaria anche esperienza nel muoversi su tracce non segnate e senso dell’orientamento. Presenti tantissimi bivi e deviazioni, sviluppo di oltre 20 chilometri; necessario tempo asciutto ed ottima visibilità

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: il sentiero 676 lungo il Valun de Pisciadù presenta dei tratti franati nella parte finale, è forse meglio seguire anche in salita il sentiero della Val Tita raggiungendo poi la Sella del Pisciadù e la Forcella dai Ciamorces come descritto nel percorso di rientro dopo la cresta delle Mesules. È possibile spezzare in due il percorso pernottando al Rifugio Cavazza al Pisaciadù.
Il percorso descritto è una delle tante possibilità di unire dei percorsi in zona, altri concatenamenti possono prevedere la salita dalle difficili ferrate Brigata Tridentina o Mesules, e/o deviazioni alle cime dal Sas dai Ciamorces od alla Cima Pisciadù

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.

Primo tratto di sentiero dal Passo Gardena

Nella Val Setus

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Salendo nel Valun del Pisciadù

Tratto tra la Sella del Pisciadù e la Sella dai Ciamorces

Sella dai Ciamorces

Lungo la cresta delle Mesules

Crocefisso al Piz Miara

Panorami dalle vette

Le vette delle Mesules

Lungo il sentiero 649 più basso rispetto alla cresta

Risalendo sul sentiero 666 dal bivio prima della Forcella d’Antersass

Scendendo nella Val Tita

Lago Pisciadù

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Rifugio Alpe di Tires/Tierser Alpl Hütte (2440 m) – Rifugio Molignon/Mahlknechthütte (2054 m) – Dolomiti

Il Rifugio Alpe di Tires/Tierser Alpl Hütte, posto a 2440 metri di quota, e il Rifugio Molignon/Mahlknechthütte, situato a 2054 metri di altezza, sono due rifugi situati nell’area dolomitica tra Denti di Terrarossa/Rosszaähne, Sciliar/Schlern, Catinaccio/Rosengarten e Sassolungo/Langkofel e Sasso Piatto/Plattkofel.

I due rifugi presentano molte possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso ad anello che, partendo dall’area della famosissima Alpe di Siusi/Seiseralm, tocca i due rifugi con percorso lungo ma molto panoramico e vario attraversando ambienti sia pascolivi che più rocciosi (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in estate).

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Panorama dell’Alpe di Siusi (2009 m, rifugio, stazione a valle nei pressi di Compaccio sull’Alpe di Siusi), seguendo il sentiero 2 per il Rifugio Alpe di Tires si procede in leggeri saliscendi tra pascoli su sentiero ghiaioso con anche alcune passerelle di legno.
Ignorato il bivio col sentiero 2B, 2A e 13B si continua sul sentiero 2 che sale in moderata pendenza tra pascoli su fondo ghiaioso e terroso; il sentiero si fa via via più ripido con fondo sassoso raggiungendo un tratto decisamente ripido in tornanti che porta alla Forcella dei Denti di Terrarossa/Rosszähn Scharte (2499 m, 1.45 ore dalla partenza).

Scendendo sul versante opposto su sentiero sassoso in moderata pendenza si giunge, quindi, in breve al Rifugio Alpe di Tires, (2440 m, 15 minuti dalla forcella, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Alpe di Tires si prende il sentiero numero 4 per il Rifugio Molignon, si scende su una mulattiera sterrata e cementata ripida che porta all’incrocio col sentiero 8, si segue la mulattiera numero 8 per Dialer raggiungendo in breve delle malghe dalle quali si rimane sulla mulattiera 8 per il Rifugio Molignon.
Si giunge in breve al bivio col sentiero 7 che si segue verso il Rifugio Molignon su traccia terrosa e ghiaiosa scendendo ad un ponticello e risalendo tra prati e rado bosco al Rifugio Molignon (2054 m, 1.00 ora dal Rifugio Alpe di Tires, 3.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Molignon si segue il sentiero 7 per Compaccio, si risale su mulattiera sterrata ad una sella e si scende successivamente al Rifugio Almrosenhütte; procedendo in lungo saliscendi su mulattiera si tocca il Rifugio Edelweiss e, rimanendo a tutti i bivi sempre sul sentiero 7 per Compaccio, si procede su asfalto raggiungendo una sella sotto la stazione a monte della seggiovia Panorama e tornando a piedi a Compaccio lungo la stradina asfaltata (1.30 dal Rifugio Molignon, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Panorama – Forcella dei Denti di Terrarossa – Rifugio Alpe di Tires – Rifugio Molignon – Compaccio

Sentieri: 2 – 4 – 8 -7

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2499 m

Difficoltà: E percorso di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di tratti ripidi salendo alla Forcella dei Denti di Terrarossa, tracciato lungo con sviluppo di oltre 14 chilometri

Data di ascesa: luglio 2022

Esperienza di Stefano: percorso che è bene intraprendere con buona visibilità per godere del magnifico ambiente e panorama circostante, io ho preferito non riprendere la seggiovia Panorama in discesa, scendendo a piedi, in quanto riprendere la seggiovia avrebbe comportato una breve risalita verso la stazione a monte e poi verso Compaccio dalla stazione a valle.

Primo tratto tra pascoli

Vista sullo Sciliar

Tratto tra pascoli in moderata salita

Tratti via via più ripidi salendo alla Forcella dei Denti di Terrarossa

Forcella dei Denti di Terrarossa

Scendendo al Rifugio Alpe di Tires con vista sul gruppo del Catinaccio

Rifugio Alpe di Tires

Tratto verso il Rifugio Molignon

Rifugio Molignon

 Primo tratto in risalita

Rifugio Almrosen

Tornando verso Compaccio

Vista su Sassolungo e Sasso Piatto

Vista sulle Odle

Tornando a Compaccio su stradina asfaltata

Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Pic/Lia da Mont (2363 m) – Dolomiti

Il Pic/Lia da Mont, cima di 2363 metri di quota posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, è una vetta non molto conosciuta dominante la, invece notissima, zona pascoliva del Col Raiser, dalla vetta e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su vari gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Pic presenta un percorso normale di salita non molto lungo ma con diversi tratti molto ripidi nel tratto finale; la partenza avviene dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden, punto di inizio anche di molte altre escursioni e salite a vette e rifugi descritte su questo sito (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita al Pic comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugi), si segue, quindi, il sentiero 2 per il Rifugio Fermeda.
Si procede su mulattiera in leggero saliscendi piuttosto lungo, a tutti i bivi si segue per il Rifugio Fermeda che si raggiunge in 20 minuti circa (2109 m, rifugio chiuso per lavori alla data di giugno 2022).

Dal Rifugio Fermeda si segue sempre il sentiero 2 per la sella di Cuca; si procede dapprima su sentiero in moderata salita tra pascoli e poi in un piccolo boschetto riprendendo poi a procedere in saliscendi su mulattiera erbosa e terrosa tra pascoli fino a giungere ad un dosso con crocefisso dal quale si scende, in breve, alla sella Cuca (2160 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla sella Cuca si segue il sentiero 6 per il Pic, si sale dapprima su sentiero terroso e sassoso tra pascoli e poi in un tratto boscoso fino ad una sella dalla quale volendo si raggiunge destra un punto panoramico con crocefisso.
Continuando sul sentiero di salita per il Pic si sale molto ripidamente su sentiero sassoso fino a raggiungere un tratto tra pascolo che porta alla vetta del Pic (2363 m, stele di legno, panchina, 35 minuti dalla sella Cuca, 1.20 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 1.10 ore, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Fermeda – Sella Cuca – Pic – Sella Cuca – Rifugio Fermeda – Stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: 2 – 6

Dislivello: 350 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.30 ore totali (1.20 ore la salita, 1.10 ore la discesa)

Quota massima: 2363 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino al punto panoramico con crocefisso, difficoltà EE nell’ultimo tratto di salita ripido su sentiero sassoso. Sviluppo totale di 7 chilometri

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: ad inizio giugno 2022 il Rifugio Fermeda è chiuso per lavori

Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario nella prima parte di giugno con, quest’anno, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita, soprattutto verso la cima. È bene scegliere, inoltre, giornate serene per godere del bellissimo panorama della vetta

Il Pic visto dal Col Raiser

Baita Odles nei pressi del Col Raiser

Percorso verso il Rifugio Fermeda

Panorami su Sassolungo e Sasso Piatto

Salendo alla sella Cuca

Sella Cuca

Salendo al punto panoramico con crocefisso

Crocefisso sul punto panoramico

Salendo al Pic

In cima al Pic

Panorami sulle Dolomiti dalla vetta del Pic

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Seceda – Val Gardena

Il Seceda, vetta di 2518 metri di quota, è posto nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler in Val Gardena/Gröden nell’area del Col Raiser-Seceda facente parte del comprensorio sciisitico Val Gardena Dolomites (QUI la “pillola” sul comprensorio sciisitico della Val Gardena).

La vetta si trova a breve distanza dall’arrivo della funivia Seceda proveniente da Ortisei e dalle seggiovie dell’area del Col Raiser; viene qui, però, descritto, il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che con diversi tratti ripidi, passando per diverse baite, porta dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina alla panoramicissima vetta del Seceda, che offre una vista magnifica su Dolomiti e molti gruppi montuosi dell’Alto Adige e non solo (QUI la “pillola” sul Col Raiser, QUI quella sulla funivia Seceda e QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

La salita al Seceda comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugio, stazione a valle a Santa Cristina), si scende in breve alla Baita Odles e si segue l’indicazione per il Rifugio Fermeda sul sentiero 2.
Si costeggia in breve una pista da sci entrando poi a destra nel bosco su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, usciti dal bosco, ed ignorato il bivio per la baita Trojer, si continua sulla mulattiera fino ad un bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda.
Al bivio si devia a destra seguendo le indicazioni 1A/6 per la Baita Sofie, si segue quindi la mulattiera innevata che sale con pendenza moderata fino ad incontrare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo alla Baita Daniel (2240 m).

Dalla Baita Daniel si continua a seguire la mulattiera innevata che ripidamente conduce alla Baita Mastlè (2290 m), dalla Baita Mastlè si segue la traccia battuta dal gatto delle nevi a destra della baita che sale molto ripidamente, diretta sul pendio, fino a giungere alla Baita Sofie (2412 m).
Dalla Baita Sofie si segue la traccia del gatto delle nevi che porta in salita ripida ad incrociare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo al Rifugio Seceda dove arriva anche la funivia da Ortisei (2500 m).

Dal Rifugio Seceda si costeggia la pista da sci salendo in moderata pendenza il pendio che porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica delle cime visibili, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi nel tratto che riporta alla cabinovia Col Raiser (1.15 ore dal Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Raiser – Baita Daniel – Baita Mastlè – Baita Sofie – Rifugio Seceda – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Mastlè – Baita Daniel – stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte i sentieri estivi 2 e 1A/6

Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.45 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e impegnativa, seppur solitamente battuta dal gatto delle nevi, dati i tanti tratti ripidi presenti sul tracciato che richiedono ciaspole o ramponi, prestare anche attenzione all’attraversamento delle piste da sci.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione, ed evitare i tratti più ripidi, è anche possibile fermarsi alla Baita Daniel od alla Baita Mastlè riducendo dislivello ed impegno.

Vista sulle Odle e la Baita Odles dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Primo breve tratto che costeggia la pista da sci

Nel bosco

Tratto verso il bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Tratto salendo alla Baita Daniel

Vista sulla Baita Daniel salendo alla Baita Mastlè

Baita Mastlè

Salendo alla Baita Sofie

Baita Sofie

Salendo al Rifugio Seceda

Vista sulle Odle salendo al Rifugio Seceda

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta verso il Rifugio Seceda, il Sassolungo e i Denti di Terrarossa

Vista verso il gruppo del Sella

Vista sul gruppo dell’Ortles

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser di Santa Cristina su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Mont Seuc – Malga Schgaguler – Baita Sanon – Alpe di Siusi

Il Rifugio Mont Seuc, posto a 2005 metri di quota, e la Malga Schgaguler e la Baita Sanon, poste lungo il tracciato, si trovano nella notissima area dell’Alpe di Siusi/Seiseralm e sono raggiungibili in inverno attraverso diversi sentieri con bellissimi panorami sulle Dolomiti (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

Viene qui descritto il lungo percorso, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, che conduce da Compaccio/Compatsch (dove arrivano la strada e la cabinovia provenienti dal paese Siusi/Seis) fino ai due rifugi; il percorso può anche essere abbreviato percorrendo dei tratti in autobus o in carrozza trainata da cavalli (QUI la “pillola” sul paese di Siusi).

La salita comincia da Compaccio (1870 m, stazione a monte cabinovia proveniente da Siusi e strada, chiusa in alcune fasce orarie), si segue il percorso, solitamente battuto, che ricalca il sentiero estivo 30 per Saltria.
Il percorso conduce in lungo sviluppo in saliscendi costeggiando le piste da fondo fino ad intersecare la strada asfaltata per Saltria, si costeggi quindi, sempre su percorso innevato battuto, la strada fino a giungere al bivio tra Piz e Saltria.
Si segue a sinistra verso il Piz salendo su strada innevata che porta in breve al bivio tra il sentiero 6 e il sentiero 6B, si continua sulla strada numero 6B salendo in moderata pendenza fino alla Baita Sanon (1870 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla Baita Sanon si procede verso l’Hotel Sonne; la traccia procede dapprima in moderata pendenza e poi sale più ripidamente fino all’Hotel Sonne ed alla soprastante Malga Schgaguler (1900 m, 30 minuti dalla Baita Sanon, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Schgaguler si segue il sentiero 9 per il Mont Seuc salendo con pendenza piuttosto accentuata, su mulattiera innevata nel bosco, fino a giungere al Rifugio Mont Seuc (2005 m, stazione a monte cabinovia proveniente da Ortisei/St. Ulrich in Val Gardena, 30 minuti dalla Malga Schgaguler 2.30 ore dalla partenza).

Si segue in discesa la via dell’andata fino alla Malga Schgaguler, dalla Malga si prende la mulattiera 6 che porta in saliscendi all’Hotel Adler e poi nuovamente al bivio incontrato all’andata tra il sentiero 6 e 6B, per la via nota si torna quindi a Compaccio (2.00 ore dal Rifugio Mont Seuc, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Compaccio – Baita Sanon – Hotel Sonne – Malga Schgaguler – Rifugio Mont Seuc – Malga Schgaguler – Hotel Adler – Compaccio

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte i sentieri estivi 30 – 6 – 6B 9 – 6B – 30

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i molti saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore l’andata, 2.00 ore il ritorno).

Quota massima: 2005 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto, di contenuta difficoltà tecnica, con buone condizioni della neve e metereologiche, ma con sviluppo lungo di 12 chilometri circa. Con neve fresca e/o ghiaccio è necessario il giusto equipaggiamento. Attenzione ai molti bivi lungo il percorso

Data di ascesa: dicembre 2023

Annotazioni: il percorso può essere ridotto percorrendo in autobus il tratto tra Compaccio ed il bivio tra Saltria e Piz, percorrendo diversi tratti in slitta trainata da cavalli o percorrendo il primo tratto in autobus.
Oltre che i periodi di apertura dei diversi rifugi è bene controllare i periodi di apertura di cabinovia e/o fasce orarie della strada verso l’Alpe di Siusi.

Primo tratto sul sentiero 30

Salendo al bivio tra il sentiero 6 ed il sentiero 6B

Bivio tra il sentiero 6 ed il sentiero 6B

Lungo il sentiero 6B verso la Baita Sanon

Baita Sanon

Lungo il tratto verso l’Hotel Sonne e la Malga Schgaguler

Malga Schgaguler

Salendo al Rifugio Monte Seuc

Al Rifugio Mont Seuc (dove arriva anche la cabinovia da Ortisei)

Vista sulle Dolomiti dal Mont Seuc

Lungo il sentiero 6 che dalla Malga Schgagluer porta all’Hotel Adler ed al bivio dell’andata tra sentiero 6 e 6B

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Vallunga/Langental/Val – Val Gardena

La Vallunga/Langental/Val è un lungo solco vallivo che si diparte dalla Val Gardena/Gröden/Gherdëina, dai pressi del paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, inoltrandosi nel parco del Puez/Odle sormontato dalle vette dolomitiche del gruppo delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Vallunga e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Il percorso invernale in Vallunga, solitamente battuto, risale dal parcheggio La Ciajota alla chiesetta di San Silvestro inoltrandosi poi tra radure e bosco fino a raggiungere la radura di Pra da Ri ove arrivano anche le piste da sci di fondo facenti parte del comprensorio di sport invernali Val Gardena Dolomites; il tracciato si svolge in ambiente molto caratteristico e presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo relativamente lungo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Val Gardena Dolomites).

Il percorso comincia dal parcheggio Vallunga (1620 m, ristoro La Ciajota, strada da Selva Gardena), si seguono i cartelli  gialli indicanti “sentiero/Fußweg” su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi che conduce, in breve, alla chiesetta di San Silvestro.
Si continua sulla traccia del sentiero in moderata pendenza, incrociando più volte le piste da sci di fondo, passando per tratti nel bosco ed altri tra radure fino a giungere, in lungo sviluppo, all’ampia spianata di Pra da Ri (1810 m, crocefisso e baita chiusa, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Vallunga/ Ristoro La Ciajota – chiesetta San Silvestro – Pra da Ri – chiesetta San Silvestro – parcheggio Vallunga/Ristoro La Ciajota

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte il sentiero estivo 14

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1810 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, di moderata di contenuta difficoltà tecnica; sviluppo di 7 chilometri circa tra andata e ritorno, possibili tratti su neve dura o ghiacciata che, se presenti, richiedono ramponcini o ciaspole.

Data di ascesa: marzo 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del ristoro La Ciajota e le condizioni di battitura del percorso; inoltre, va considerato che la Vallunga, soprattutto nei mesi centrali dell’inverno, risulta essere al mattino in completa ombra. Sarebbe, quindi, meglio evitare giornate molto fredde o percorrere l’itinerario nelle ore centrali del giorno.

Parcheggio Vallunga sopra il paese di Selva Gardena

Ristoro La Ciajota

Primo tratto di percorso verso la chiesetta di San Silvestro

Chiesetta di San Silvestro

Piste da sci di fondo della Vallunga

Lungo il tracciato invernale che costeggia ed incrocia a tratti le piste da sci di fondo

Al Pra da Ri

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio La Ciajota in Vallunga su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Bullaccia/Puflatsch – Dolomiti – Alpe di Siusi

La Bullaccia/Puflatsch, cima di 2174 metri di quota, è posta in vetta all’omonimo altopiano dominante il lato occidentale dell’area dell’Alpe di Siusi/Seiser Alm; la cima, piuttosto nota e frequentata in tutte le stagioni, offre un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e può essere raggiunta con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il giro ad anello della Bullaccia che parte da Compaccio/Kompatsch  (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

L’itinerario ad anello, che tocca diversi rifugi e malghe lungo il percorso, presenta un percorso di salita solo in parte battuto e che richiede esperienza e buone condizioni della neve per essere intrapreso, la discesa descritta si svolge, invece, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi; è, pertanto, anche possibile salire e scendere per il percorso battuto limitando le difficoltà tecniche.
Inoltre, per chi volesse, sviluppo e dislivello possono essere ulteriormente ridotti usufruendo della cabinovia Bullaccia con stazione a valle posta nei pressi di Compaccio.

La salita alla Bullaccia  comincia da Compaccio (1850 m, hotel e ristoranti, raggiungibile dal paese di Siusi/Seis in cabinovia o su strada con accesso limitato ad alcuni orari). Da Compaccio si segue la stradina innevata numero 14 per il Giro della Bullaccia, la strada sale prima tra case e poi tra terreni ampi innevati.
Si segue a sinistra il sentiero “PU” e numero 14 per il Rifugio Di Baita salendo a fianco della pista da slittino su tracciato, a tratti ripido, solitamente battuto dal gatto delle nevi, fino ai pressi del Rifugio Di Baita (1974 m).
Continuando sul sentiero PU si segue per il Rifugio Arnika salendo in pendenza non molto ripida, tra ampi spazi, toccando diverse baite e poi su sentiero nel bosco raggiungendo un punto panoramico verso Castelrotto/Kastelruth; poco dopo il sentiero estivo percorre un traverso a mezza costa piuttosto esposto. Con neve è quindi meglio deviare a destra, superando una staccionata, e seguendo a vista verso un dosso seguendo poi in discesa fino al Rifugio Arnika (non sempre aperto). Questo tratto richiede esperienza e senso di orientamento.
Dal Rifugio Arnika si seguono le indicazioni PU e numero 24 verso le Panche delle Streghe salendo in moderata pendenza, tra ampi spazi e arbusti raggiungendo dapprima una croce e poi la Panche delle Streghe; da qui si giunge, quindi, in breve alla ampia vetta della Bullaccia (2174 m, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla vetta della Bullaccia si scende, su terreno solitamente battuto dal gatto delle nevi, in breve, alla croce Filln Kreuz (2141 m), da qui si segue il tracciato PU per la stazione a monte della cabinovia Bullaccia, il percorso raggiunge quindi tra ampi spazi (con alcuni saliscendi) prima la Malga Messner Schwaige e poi la stazione a monte della cabinovia Bullaccia con annesso Rifugio (2100 m).
Dal Rifugio Bullaccia si scende verso la Malga Tschötsch su percorso battuto a lato della pista da sci fino a giungere in breve alla Malga Tschötsch (1959 m). Dalla Malga si continua su percorso battuto che riporta nei pressi del Rifugio Di Baita; si segue, quindi, in discesa la stradina già nota che riporta in breve a Compaccio (1.30 ore dalla vetta della Bullaccia, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Compaccio – Rifugio Di Baita – Rifugio Arnika – Panche delle Streghe – Bullaccia – Rifugio Bullaccia e stazione a monte della cabinovia Bullaccia – Malga Tschötsch – Compaccio

Sentieri: PU (Giro della Bullaccia)

Dislivello: 500 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2174 m

Difficoltà: EAI – percorso che richiede buone condizioni della neve e meteo, senso d’orientamento ed esperienza nel muoversi su terreni innevati non battuti in salita; la discesa avviene, invece, su terreno meno impegnativo e, solitamente, battuto dal gatto delle nevi

Data di ascesa: dicembre 2021

Annotazioni: è possibile salire e scendere per il percorso battuto limitando le difficoltà tecniche; inoltre, per chi volesse, sviluppo e dislivello possono essere ulteriormente ridotti usufruendo della cabinovia Bullaccia con stazione a valle posta nei pressi di Compaccio.

Indicazioni a Compaccio

Salendo al Rifugio Di Baita

Salendo al Rifugio Arnika

Salendo alla Bullaccia

In vetta alla Bullaccia

Panaorami dalla vetta della Bullaccia

Primo tratto di discesa

Croce Filln Kreuz

Saliscendi verso il Rifugio Bullaccia

Tratto tra il Rifugio Bullaccia e la Malga Tschötsch

Malga Tschötsch

Tornando al Rifugio Di Baita

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Col Rodella (2484 m) – Ferrata Col Rodella – Dolomiti

Il Col Rodella, vetta di 2484 metri, è posto nelle Dolomiti nel gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed è una cima isolata che permette di godere un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici; la vetta è posta in Trentino, nei pressi del confine col Sudtirolo, e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritta la salita che parte dal parcheggio posto nei pressi del Passo Sella, sul versante gardenese raggiungibile da Selva Gardena/Wolkenstein, e che raggiunge su mulattiera la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa conducendo poi in vetta con ferrata relativamente breve, ma impegnativa con passaggi tecnici ed esposti; in discesa si segue poi la mulattiera che riporta alla funivia e al punto di partenza descritto (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m) ed alla Baita Miara (2270 m).

Continuando in salita, piuttosto ripida, sulla mulattiera sterrata sassosa si raggiunge la Forcella Rodella ed il bivio tra il Rifugio Sasso Piatto ed il Rifugio Des Alpes e Col Rodella; si segue quindi la mulattiera ripida numero 529 che conduce, in breve, al Rifugio Des Alpes (2400 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Des Alpes si raggiunge in breve la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa e si prende la traccia non segnata e senza indicazioni a destra del sentiero che scende a Campitello; seguendo la traccia si passa a destra in breve sotto i cavi della funivia ed in saliscendi si raggiunge in breve l’attacco della ferrata, posta sul versante sud del Col Rodella, che si raggiunge con un breve tratto ripido sassoso.
La ferrata, attrezzata con cavo ben teso, sale subito ripida alternando paretine verticali ad altri tratti più appoggiati, si raggiunge, quindi, un camino con passaggio da superare in spaccata salendo poi su paretine verticali (in parte su roccia levigata) e traversi meno impegnativi raggiungendo il punto più impegnativo.
Con un passaggio in spaccata si raggiunge una lunga fila di staffe verticali che porta ad un paretina appoggiata molto levigata; si prosegue poi alternando tratti meno impegnativi alternati a traversi esposti e paretine con, a tratti, pochi appoggi fino al tratto finale della ferrata.
Superando brevi tratti verticali ed altri su roccette si giunge al termine dei cavi nei pressi della vetta del Col Rodella (2484 m, rifugio Col Rodella, 1.15 ore dal Rifugio Des Alpes, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Col Rodella si segue la mulattiera sterrata ripida che riporta in breve al Rifugio Des Alpes dal quale si segue la mulattiera di salita che riporta allo Chalet Margherita, al Rifugio Salei, al Rifugio Valentini ed al parcheggio al punto di partenza (1.00 ora dal Col Rodella, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Rifugio Des Alpes – Ferrata Col Rodella – Col Rodella – Rifugio Des Alpes – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 557 – 529 – traccia non segnata – Ferrata Col Rodella – 529 – 557

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2484 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata non molto lunga ma impegnativa con diversi passaggi esposti ed anche tecnici con diversi punti con roccia levigata, necessari esperienza di questo tipo di percorsi, kit da ferrata e casco. Attenzione anche nel prendere la traccia non segnata ed indicata che conduce all’attacco della ferrata

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: l’attacco della ferrata può essere raggiunto più in breve tramite la funivia Col Rodella di Campitello di Fassa, la vetta può essere raggiunta, naturalmente, senza percorrere la ferrata seguendo anche in salita l’itinerario descritto in discesa.
Dalla Forcella Rodella si diparte anche il Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August).
Inoltre dal parcheggio è possibile salire alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; è bene anche partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. La ferrata Col Rodella viene, in alcune relazioni, definita piuttosto semplice; in realtà, pur essendo piuttosto breve, presenta diversi passaggi, a mio avviso, non adatti a principianti di vie ferrate

QUI il link YouTube sulla salita al Col Rodella sulla via ferrata

Indicazioni nei pressi del parcheggio

Mulattiera iniziale

Rifugio Salei

Baita Miara

Salendo alla Forcella Rodella

Vista sul Col Rodella

Verso il Rifugio Des Alpes

Lungo la traccia non segnata ed indicata che porta all’attacco

Parete lungo cui si sviluppa la ferrata

Lungo la ferrata Col Rodella

In vetta al Col Rodella con omonimo rifugio con vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla Marmolada

Vista dalla vetta sul Catinaccio

Scendendo al Rifugio Des Alpes con vista sul Gruppo del Sella


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps


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Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Sentiero Oswald von Wolkenstein – Siusi allo Sciliar/Seis am Schlern

In Alto Adige/Südtirol sono presenti molti sentieri tematici, adatti a famiglie, che permettono di scoprire bellezze naturali, architettoniche e curiosità sulle diverse località sudtirolesi; tra essi troviamo il sentiero Oswald von Wolkenstein di Siusi allo Sciliar/Seis am Schlern (QUI la “pillola” sul paese di Siusi allo Sciliar).

Il sentiero Oswald von Wolkenstein, il cui inizio si trova a pochi minuti di cammino dalla stazione a valle della cabinovia che conduce alla notissima Alpe di Siusi, presenta un percorso ad anello dallo sviluppo totale di quasi 5 chilometri e 300 metri di dislivello in salita e discesa.
Considerando anche il tratto di collegamento tra l’inizio del sentiero e la stazione a valle della cabinovia lo sviluppo totale raggiunge i 7 chilometri circa (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in estate).

Il percorso si snoda per la maggior parte su sentieri di bosco che, con diversi saliscendi e qualche tratto più ripido, conducono alle rovine di Castel Salego/Salegg e Castelvecchio/Hauenstein, antica dimora del nobile Oswald von Wolkenstein.
Dalle rovine si possono godere bei panorami sul paese di Siusi e i bucolici dintorni mentre lungo il percorso sono presenti molti pannelli illustrativi e strutture interattive che permettono di scoprire molte curiosità sulla vita medievale, le leggende e le storie di luoghi e castelli del luogo oltre che sulla vita di Oswald von Wolkenstein e sulla flora, fauna e geologia locale.

Il sentiero Oswald von Wolkenstein, date le sue caratteristiche, risulta essere un percorso molto frequentato da famiglie ed interessante, comunque, per grandi e piccoli; tornati alla stazione a valle della cabinovia è possibile, inoltre, pranzare al ristornate pizzeria Santner’s posto in loco.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e primavera 2024

Tratto tra la stazione a valle della cabinovia per la l’Alpe di Siusi e l’inizio del sentiero

Primo tratto del Sentiero Oswald von Wolkenstein

Rovine Castel Salego

Panorami verso il paese di Siusi

Tratto del sentiero Oswald von Wolkenstein verso le rovine di Castelvecchio

Rovine di Castelvecchio

Tratto verso il punto il cui il percorso compie una svolta tornando, con tracciato più basso, verso il punto di partenza

Punto in cui il percorso svolta tornando verso la zona di partenza

Qui bisogna prendere il sentiero nel bosco a sinistra (cartello che si trova divelto a giugno 2024)

Ultimo tratto del sentiero Oswald von Wolkenstein

Pranzo al ristorante-pizzeria Santner’s alla stazione a valle della cabinovia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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