Störes (2181 m) – Rifugio Pralongià (2109 m) – Dolomiti – Val Badia

Lo Störes, vetta di 2181 metri di quota, ed il Rifugio Pralongià, posto a 2109 metri di quota, sono situati nel punto più alto dell’altopiano del Pralongià in alta Val Badia; la cima ed il Rifugio, piuttosto noti e frequentati in tutte le stagioni, offrono un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e possono essere raggiunti con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso che parte dalla cabinovia Piz Sorega di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sul paese di San Cassiano).

L’itinerario, che tocca diversi rifugi e malghe lungo il percorso, presenta un tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, tuttavia l’ultimo tratto dal Rifugio Pralongià alla vetta dello Störes presenta, a volte, una traccia meno marcata e resa più insidiosa dal vento; per chi non volesse affrontare questo ultimo tratto, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià.

La salita allo Störes ed al Rifugio Pralongià comincia dalla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega (2002 m, ristorante), si segue inizialmente a lato della pista da sci che porta in breve al Rifugio Las Vegas Lodge e alla stazione a monte di una seggiovia.
Dalla seggiovia si segue a sinistra la traccia 21A, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che, in saliscendi nel bosco, porta al bivio tra la traccia per il Rifugio Bioch e per il Rifugio Pralongià; deviando a sinistra verso il Rifugio Pralongià ,su terreno aperto in salita più accentuata, ci si porta ad una largo costone.

La traccia porta, quindi, in lungo saliscendi ad una sella e poi, in moderata salita, costeggia le piste da sci fino a giungere al Rifugio Pralongià (2109 m, chiesetta).

Dal Rifugio si segue la traccia 24 per il Setsas, a volte battuta dagli escursionisti, porta in salita, a tratti ripida su alcuni dossi, fino a raggiungere la vetta dello Störes (2181 m, croce, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con molti saliscendi in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.

Percorso: cabinovia Piz Sorega – Rifugio Las Vegas Lodge – Rifugio Bioch – Rifugio Pralongià – Störes – Rifugio Pralongià – Rifugio Bioch – Rifugio Las Vegas Lodge – cabinovia Piz Sorega

Sentieri: 21A – 23 – 24

Dislivello: 400 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2181 m

Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi fino al Rifugio Pralongià, la parte finale di salita allo Störes è battuta solo dagli escursionisti e può presentare difficoltà maggiori in base alle condizioni della neve. Sviluppo di 7,5 chilometri totali; in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).

Data di ascesa: dicembre 2021 e marzo 2025

Annotazioni: per chi non volesse affrontare l’ultimo tratto di salita alla cima, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià;

Primo tratto di salita

Alla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega

Salendo al Rifugio Las Vegas

Rifugio Las Vegas

Tratto verso la vicina stazione a monte di una seggiovia

Tratto in saliscendi verso il bivio tra Rifugio Bioch e Rifugio Pralongià

Vista sugli ampi pendii dell’Altopiano del Pralongià

Bivio tra il Rifugio Bioch ed il Rifugio Pralongià

Salendo più ripidamente verso il largo costone

Lungo tratto in saliscendi

Salita verso il Rifugio Pralongià

Rifugio Pralongià

Salita verso lo Störes

Vetta dello Störes

Vista sulle Conturines

Vista sul Setsass

Vista su Col di Lana e Civetta

Vista sulla Marmolada

Vista sul Gruppo del Sella

Vista sulle Alpi di Zillertal e Vedrette di Ries

Ritorno lungo la cabinovia Piz Sorega

Scopriamo QUI altre pillole sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Piz Sorega a San Cassiano su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Col Bechei Dessora (2794 m) – Rifugio Fanes (2060 m) – Dolomiti

Il Col Bechei Dessora, vetta di 2794 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Fanes, la Malga di Fanes Grande ed il Lago di Limo.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo per salire poi alla vetta su percorso ripido ghiaioso e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Fanes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederü-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a sinistra per il Rifugio Fanes che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2060 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Fanes si segue la strada sterrata 11 per il Passo di Limo, la strada forestale sassosa sale con alcuni tornanti fino al Passo di Limo e, con breve discesa, raggiunge quindi il Lago di Limo (2159 m, 15 minuti dal Rifugio Fanes, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Lago di Limo si prende a sinistra il sentiero per il Col Bechei salendo su sentiero sassoso e ghiaioso dapprima con pendenza accentuata fino ad una fonte; da qui si procede in pendenza moderata in una vallone sassoso ed erboso fino ad una sella con vecchia costruzione militare.
Dalla sella si sale a sinistra per il Col Bechei dapprima su erba e poi su traccia ripida sassosa che conduce ad alcune roccette, in cui è utile aiutarsi con le mani, superato questo tratto si continua a seguire la traccia sassosa ripida che conduce alla breve e larga cresta finale che porta alla vetta del Col Bechei (2794 m, croce, 1.30 ore dal Lago di Limo, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Fanes – Lago di Limo – Col Bechei Dessora – Lago di Limo – Rifugio Fanes – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Fanes – 11 – sentiero Col Bechei

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2794 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 21 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla sella con vecchia costruzione militare, EE la salita alla vetta finale con un paio di passaggi su roccette e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma molto lungo per cui bisogna dosare le forze; io sono partito molto presto al mattino per cercare di anticipare lo sviluppo dei classici cumuli pomeridiani con possibili piogge

QUI il link YouTube sulla salita al Col Bechei Dessora ed al Rifugio Fanes

Rifugio Pederü visto dalla mulattiera di salita nel tratto iniziale

Mulattiera nel primo tratto

Lago Piciodel

Salendo alla Malga Fanes Piccola

Malga Fanes Piccola

Salendo al Rifugio Fanes

Rifugio Fanes

Salendo al Lago di Limo

Lago di Limo

Cartelli al Lago di Limo

Salendo alla sella con vecchia costruzione militare

Tratto ripido salendo alla vetta

In vetta al Col Bechei Dessora

Vista dalla vetta verso il Pederü

Vista sulle Conturines

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes (2787 m) – Rifugio Sennes (2116 m) – Dolomiti

Il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes, vetta di 2787 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Sennes e la Malga Munt de Senes.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima al Rifugio Sennes e alla Malga Munt de Senes per salire poi alla vetta su percorso ripido prativo e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Sennes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederù-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m, strada a pedaggio da San Vigilio) seguendo la mulattiera sterrata e cementata numero 7 per il Rifugio Sennes; la mulattiera sale molto ripida a tornanti conducendo al bivio tra il Rifugio Sennes ed Il Rifugio Fodara Vedla.
Al bivio si segue il sentiero 7A per il Rifgugio Sennes oltrepassando un ponticello si prende il sentiero sassoso e ghiaioso nel bosco che sale piuttosto ripidamente costeggiando alcune pareti fino a incontrare nuovamente una mulattiera sterrata.
Si segue quindi la mulattiera 7A in salita verso il Rifugio Sennes, la mulattiera sterrata sale con pendenza moderata e tratti in falsopiano fino ad un ulteriore bivio per il Rifugio Sennes, si segue quindi il sentiero sassoso per il rifugio raggiungendo un crocefisso e poi, in breve in saliscendi, arrivando al Rifugio Sennes (2116 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Sennes si seguono le indicazioni n. 27 per il Munt de Sennes e il Montejela de Senes, si procede quindi su mulattiera sassosa e ghiaiosa in moderata pendenza che tra pascoli conduce ad una sella, da qui si scende su mulattiera in breve alla Malga Munt de Senes (2176 m, posto di ristoro, 20 minuti dal Rifugio Sennes, 2.20 ore dalla partenza).

Dalla Malga Munt de Senes si segue sempre il sentiero 27 per il Muntjela de Senes, il sentiero scende brevemente dapprima su traccia prativa per poi risalire su traccia sassosa tra pascoli con pendenza moderata, fino a giungere al bivio col sentiero 24A. Rimanendo sul sentiero 27 si sale su traccia sassosa in un largo canalone, prima dritti poi con semicerchio verso sinistra, raggiungendo un breve tratto più impegnativo tecnicamente superando alcuni gradoni rocciosi appoggiati che conducono ad una sella.
Da qui si segue in pendenza accentuata la traccia che tra sassi e magra erba conduce, con fondo sassoso e terroso, nei pressi dell’anticima; seguendo sempre i segni indicatori si traversa brevemente a sinistra fino ad arrivare all’ultimo tratto di salita che, su traccia sassosa piuttosto ripida, conduce alla vetta del Monte Sella di Sennes (2787 m, croce, 1.50 ore dalla Malga Munt del Senes, 4.10 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.50 ore, 7.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Sennes – Malga Munt de Senes – Monte Sella di Sennes – Malga Munt de Senes – Rifugio Sennes – Rifugio Pederü

Sentieri: 7 – 7A – 27

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 7.00 ore (4.10 ore la salita, 2.50 ore la discesa).

Quota massima: 2787 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 20 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla Malga Munt de Senes seppur con diversi tratti ripidi, EE la salita alla vetta con un passaggio tecnico e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: è possibile dividere l’itinerario in due giorni pernottando al Rifugio Sennes, inoltre, durante la salita dal Rifugio Pederü al Rifugio Sennes è possibile, allungando il percorso, passare dal Rifugio Fodara Vedla seguendo integralmente la mulattiera 7

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare che risulta però essere lungo e faticoso; io sono salito in giornata partendo molto presto e cercando di dosare le forze anche perchè anche la discesa lunga risulta faticosa.

QUI il link YouTube sulla salita al Monte Sella di Sennes ed al Rifugio Sennes

Vista sul Rifugio Pederü dal primo tratto della mulattiera

Lungo la ripida mulattiera iniziale

Lungo il tratto di sentiero 7A

Mulattiera per il Rifugio Sennes

Rifugio Sennes

Mulattiera per la Malga Munt de Senes

Malga Munt de Senes e vetta del Monte Sella di Sennes

Primo tratto prativo e sassoso verso il Monte Sella di Sennes

Lungo il tratto nel canalone

Tratto più impegnativo tecnicamente

Tratto tre erba e sassi salendo dalla selletta all’anticima

Traversando verso l’ultimo tratto di salita

Ultimo tratto di salita

In cima al Monte Sella di Sennes

Panorama di vetta

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Monte Sief (2424 m) – Col di Lana (2452 m) – Dolomiti

Il Monte Sief, vetta di 2424 metri di quota, e il Col di Lana, cima alta 2452 metri, sono situati nelle Dolomiti  nella zona tra Val Badia, Valle del Livinallongo e Ampezzano; le vette sono poste interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige.

La cime, molto panoramiche su diversi gruppi dolomitici, presentano diverse vie d’accesso; viene qui proposto il percorso che sale dal Passo Valparola, situato in territorio veneto ma raggiungibile anche dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” sul Passo Valparola e il Passo Falzarego e QUI quella sul paese di San Cassiano).

Il lungo percorso, che presenta anche diversi tratti attrezzati nella parte tra le due cime, ricalca in parte percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il tracciato; il percorso non è molto difficile tecnicamente ma presenta diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la sua percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.

La salita comincia dal Rifugio Valparola (2168 m) seguendo il sentiero 23 per il Col di Lana, la traccia scende nei pressi del vicino Laghetto di Valparola per poi portare in saliscendi tra prati ad una selletta.
Si scende, quindi, un tratto roccioso attrezzato con staffe e cavo per poi scendere su traccia ghiaiosa, si riprende poi la salita in tratti di bosco ed altri aperti, sempre su traccia ghiaiosa un po’ ripida, fino a giungere ad una selletta ospitante il piccolo Bivacco Sief (2262 m).

Dal bivacco si segue la traccia ghiaiosa tra prati che conduce in lieve discesa al Passo Sief (2209 m), dal passo si segue il sentiero 21 che conduce prima in saliscendi tra pascoli e poi in ripida salita su traccia tra trincee e parti ghiaiose fino alla vetta del Monte Sief (2424 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla cima del Monte Sief si segue la cresta attrezzata, prima in discesa e poi in risalita, con tratti anche un po’ esposti attrezzati con staffe e cavi, fino a raggiungere la vetta del Col di Lana (2452 m, croce e cappella con bivacco, 30 minuti dal Monte Sief, 2.30 ore dalla partenza).

Dal Col di Lana si scende sul sversante opposto con traccia sassosa molto ripida che porta all’incrocio col sentiero Teriol Ladin, si segue in lungo sviluppo in saliscendi, su traccia ghiaiosa e terrosa tra prati, il sentiero Teriol Ladin che riporta al Passo Sief.
Dal passo si segue, quindi, la via di salita che con molti saliscendi riporta al Rifugio Valparola (2.15 ore dal Col di Lana, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Valparola – Passo Sief – Monte Sief – Col di Lana – Passo Sief – Passo Valparola

Sentieri: 23 – 21 – Teriol Ladin – 23

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali (2.30 ore l’andata, 2.15 ore il ritorno)

Quota massima: 2452 m

Difficoltà: EEA – escursione dal lungo sviluppo e dislivello, con presenza di tratti attrezzati e in parte esposti tra le due cime

Data di percorrenza: luglio 2019

Esperienza di Stefano: il percorso è molto bello ed anche istruttivo, presenta, però, un lungo sviluppo risultando faticoso anche al ritorno per via dei tantissimi saliscendi; è, quindi, bene partire presto e dosare le forze lungo tutto l’itinerario

Al Rifugio Valparola

Laghetto di Valparola

Primo tratto tra pascoli

Primo breve tratto attrezzato

Traccia in salita verso il Bivacco Sief

Tratto in discesa verso il Passo Sief con vista sul Monte Sief ed il Col di Lana

Salendo al Monte Sief

In cima al Monte Sief

Vista sulla Marmolada dal Monte Sief

Cresta tra il Monte Sief ed il Col di Lana

In vetta al Col di Lana

Tratto di discesa ripido dal Col di Lana

Lungo il sentiero Teriol Ladin


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Passo Valparola – Passo Falzarego – Val Badia

Il Passo Valparola, posto a 2191 metri di quota, ed il Passo Falzarego, situato a 2109 metri di altezza, mettono in comunicazione la Val Badia con la zona di Cortina d’Ampezzo e di Pieve di Livinallongo in Veneto; dalla Val Badia il passo viene raggiunto partendo dal paese di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).

I due valichi, posti a meno di 2 chilometri l’uno dall’altro ed ospitanti diversi bar e ristoranti, sono situati interamente in territorio veneto ma il confine con l’Alto Adige in Val Badia è posto a pochi chilometri dal Passo Valparola.

La strada asfaltata del passo ha da tutti i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada dei valichi, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

I passi sono posti nei pressi del piccolo Laghetto di Valparola in magnifico ambiente dolomtico dominato dalla vette del Piccolo Lagazuoi, del Sass di Stria e del Monte Sief e del Col di Lana.
Dai valichi si dipartono numerose possibilità escursionistiche adatte sia a famiglie che esperti; dal Passo Falzarego parte, inoltre, la funivia del Lagazuoi che conduce nei pressi della vetta del Piccolo Lagazuoi (QUI la “pillola” sul Piccolo Lagazuoi con salita e discesa tramite i sentieri attrezzati del Kaiserjäger e delle Gallerie del Lagazuoi, QUI quella sulla salita al Sass de Stria e QUI la “pillola” sull’ascesa a Monte Sief e Col di Lana).

Sul versante di Cortina d’Ampezzo del Passo Falzarego è posta anche la stazione a valle della Seggiovia 5 Torri che conduce nell’area del gruppo delle 5 Torri, Averau e Nuvolau con presenza di diversi rifugi e possibilità di salita alle vette di Nuvolau, su sentiero, ed Averau con ferrata (QUI la “pillola” sulla salita ad Averau e Nuvolau).

La zona dei due valichi era attraversata dal fronte di guerra tra Italia ed Austria durante la Prima guerra mondiale; sui sentieri circostanti sono poste, infatti, numerose strutture, trincee e gallerie usate nel periodo bellico e presso il Passo di Valparola è situato anche un forte che ospita un museo dedicato alla Prima Guerra mondiale.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2021 e 2022

Passo Falzarego

Passo Valparola

Strada tra i valichi

Chiesetta al Passo Falzerego con il Sass di Stria sullo sfondo

Rifugio Passo Valparola

Laghetto di Valparola

Forte di Valparola con museo della Prima Guerra Mondiale

Forte di Valparola visto dall’alto

Funivia Lagazuoi al Passo Falzarego

Piccolo Lagazuoi visto dal Passo Valparola

Sul sentiero attrezzato del Kaiserjäger

In cima al Piccolo Lagazuoi

Nelle Gallerie del Lagazuoi

Nell’area del Monte Sief e del Col di Lana

Salendo al Sass de Stria

In vetta al Sass de Stria

Nuvolau

Averau

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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Piccolo Lagazuoi (2768 m) – Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Sentiero attrezzato Gallerie – Dolomiti

Il Piccolo Lagazuoi, vetta di 2768 metri di quota, è posto nelle Dolomiti Ampezzane nel gruppo del Fanes in posizione dominante sul Passo Falzarego e sul Passo di Valparola; la vetta e i passi sono situati interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige, nella valle che sale dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” su San Cassiano e QUI quella sul Passo Falzarego e sul Passo Valparola).

La vetta, molto panoramica su diversi gruppi dolomitici, del Piccolo Lagazuoi presenta diverse vie d’accesso ed è anche raggiunta dalla funivia che sale dal Passo Falzarego; viene qui proposto il giro ad anello che sale per il Sentiero attrezzato Kaiserjäger e scende per il sentiero attrezzato Gallerie.

I due sentieri attrezzati ricalcano percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il percorso; i sentieri non sono molto difficili tecnicamente ma presentano diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la loro percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.

La salita comincia dal forte con museo posto nei pressi del Passo Valparola (2183 m, museo) si segue inizialmente un sentiero senza indicazioni che parte dal lato opposto della strada rispetto a dove si trova il forte. Il sentiero ghiaioso conduce in moderata salita verso destra tra magra erba raggiungendo una trincea, si segue quindi la trincea fino a dei resti di postazioni di guerra.

Dalle postazioni si sale a sinistra su ripida traccia su fondo ghiaioso intersecando anche il sentiero proveniente dal Passo Falzarego, si segue quindi la ripida traccia in tornanti che porta all’inizio del tratto attrezzato.
Si sale dapprima in un canalino con delle staffe e poi si segue un piccola cengia giungendo ad un ponte sospeso, superato il ponte si segue un’altra piccola cengia piuttosto esposta salendo poi su traccia ghiaiosa ripida. La traccia conduce in un canale che presenta ancora dei brevi tratti attrezzati superando poi l’ultimo tratto in tornanti che porta alla larga cresta finale che conduce alla vetta del Piccolo Lagazuoi (2768 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue il largo sentiero ghiaioso che porta in breve al Rifugio Lagazuoi (2752 m, stazione di arrivo della funivia), dal rifugio si seguono le indicazioni per le Gallerie del Lagazuoi, la traccia ghiaiosa scende dapprima ripidamente con cavi di aiuto seguendo poi una trincea che raggiunge l’entrata delle gallerie.
Si entra quindi nella lunga e buia galleria (necessari casco e torcia), la galleria scende molto ripida, con cavo corrimano continuo, con gradoni di legno e pietra alti con fondo su ghiaino a tratti bagnato, la galleria presenta anche diversi pianerottoli con anche feritoie e ricoveri militari. Arrivati all’uscita della lunga galleria si segue in discesa la ripida traccia ghiaiosa attrezzata con cavi che porta ad una successiva breve galleria raggiungendo, infine, il sentiero che scende verso il Passo Falzarego.

Si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso moderatamente ripido che scende in tornanti fino al Passo Falzarego, dal Passo Falzarego si torna, quindi, in risalita su asfalto fino al forte nei pressi del Passo Valparola (2.00 ore dalla vetta, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Forte del Passo Valparola – Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Piccolo Lagazuoi – Rifugio Lagazuoi – Sentiero attrezzato Gallerie – Passo Falzarego – Forte del Passo Valparola

Sentieri: Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Sentiero attrezzato Gallerie

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 2768 m

Difficoltà: EEA – escursione con diversi tratti ripidi ed altri attrezzati ed esposti, le gallerie sono buie e richiedono torcia e casco, utile avere con se il set da ferrata

Data di percorrenza: luglio 2021

Annotazioni: si può anche partire direttamente dal Passo Falzarego raggiungendo il Sentiero attrezzato Kaiserjäger all’incrocio descritto in salita; volendo si può prendere la funivia in salita o discesa omettendo la percorrenza di uno dei due sentieri attrezzati.

Esperienza di Stefano: percorso bellissimo ed anche molto istruttivo sulla Prima Guerra mondiale, l’itinerario risulta impegnativo e faticoso nel suo complesso anche lungo la ripida discesa nelle gallerie. Io ho usato il kit da ferrata che consiglio nonostante alcuni escursionisti ne fossero sprovvisti. Va rilevato, inoltre, che in alta stagione la zona è molto frequentata.

Vista sul Forte del Passo Valparola nel primo tratto di salita del sentiero Kaiserjäger

Tratto lungo la trincea

Tratto ripido in tornanti

Tratti attrezzati

Tratto finale del canale di salita

In vetta al Piccolo Lagazuoi

Vista dalla vetta sul Lagazuoi Grande e sulle Tofane

Rifugio Lagazuoi

Trincea verso l’entrata delle gallerie

Nelle Gallerie del Lagazuoi

Tratto attrezzato all’uscita delle gallerie

Scendendo al Passo Falzarego


Cliccare sull’immagine per visualizzare il forte del Passo Valparola su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Plan de Corones/Kronplatz – comprensorio estivo – Val Pusteria e Val Badia

Il Plan de Corones/Kronplatz è un comprensorio sciistico ed escursionistico molto noto posto tra Val Pusteria/Pustertal e Val Badia/Gadertal; la vetta, alta 2275 metri di quota, è situata in posizione isolata dalle altre cime permettendo panorami amplissimi su Dolomiti e cresta di confine con l’Austria.

Il comprensorio del Plan de Corones presenta molti punti di accesso sia con sentieri escursionistici e per mountain-bike sia tramite gli impianti di risalita; anche in estate, infatti, sono funzionanti le cabinovie che conducono in vetta partendo da Riscone di Brunico/Bruneck, Perca/Percha, Valdaora/Olang e dal Passo Furcia/Furkel Pass che collega Valdaora con San Vigilio di Marebbe/Enneberg (QUI la “pillola” su Brunico, QUI quella su Valdaora e QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe).

Lungo il comprensorio del Plan de Corones si diramano, quindi, una fitta rete di sentieri, percorsi per mountain-bike e tracciati da trail e downhill; tra le varie possibilità viene qui descritta la salita, possibile a piedi ed in bicicletta, tramite la mulattiera sterrata che conduce dal Passo Furcia alla vetta con discesa sul sentiero 1 (QUI la “pillola” sulla salita lungo la mulattiera e discesa lungo il sentiero).

Tra gli altri punti di interesse del luogo troviamo molte malghe e rifugi che propongono piatti tipici, sia in vetta che lungo i sentieri e la presenza, in vetta, di: una grande campana con tavola panoramica delle cime visibili, diversi giochi ed attrazioni per bambini, il Museo Corones dedicato alla montagna e facente parte del circuito museale Messner Mountain Museum ed il Museo Lumen dedicato alla fotografia.

Inoltre, durante la stagione invernale, il Plan de Corones diventa un noto ed apprezzato comprensorio sciistico che offre oltre 120 chilometri di piste da sci servite da impianti veloci e moderni che collegano, sci ai piedi, tutti i versanti del Plan de Corones (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2025

Grande campana in vetta

Dalla tavola panoramica delle vette

Vista sugli impianti provenienti da Perca e Brunico

Impianto che collega con Passo Furcia

Impianto proveniente da Valdaora

Panorami dalla vetta

Museo Corones del Messner Mountain Museum

Vista panoramica dal Museo Corones

Museo Lumen

Rifugi e giochi per bambini

Piatti tipici al Rifugio Corones

Cappella in vetta

Lungo la mulattiera dal Passo Furcia alla vetta

Percorsi per downhill

Sentiero 1 dalla vetta a Passo Furcia

Mucche sui pascoli della zona

Comprensorio in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia


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Plan de Corones/Kronplatz (2275 m) – Dolomiti

Il Plan de Corones/Kronplatz, ampia vetta di 2275 metri di quota, è un noto monte e comprensorio escursionistico posto tra Val Pusteria e Val Badia; dalla sua vetta, ove sono presenti diversi rifugi e i musei Corones del circuito Messner Mountain Museum e Lumen dedicato alla fotografia, è possibile godere di un amplissimo panorama comprendente molti gruppi dolomitici e della cresta di confine con l’Austria (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).

La vetta del Plan de Corones può essere raggiunta, sia a piedi che con gli impianti di risalita, da molti punti diversi di partenza; viene qui proposto un percorso ad anello con salita su mulattiera sterrata (percorribile anche in mountain bike) e discesa lungo il sentiero.
L’escursione si diparte dal Passo Furcia/Furkel Sattel, raggiungibile da Valdaora/Olang e San Vigilio di Marebbe/Ennenberg, (QUI la “pillola” su Valdaora e QUI quella su San Vigilio di Marebbe)

La salita al Plan de Corones comincia poco sotto il Passo Furcia sul versante di San Vigilio di Marebbe (1700 m) seguendo le indicazioni n, 1 per il Plan de Corones; la mulattiera sterrata sale con alcuni tornanti e, ignorate le deviazioni del sentiero 13 e del sentiero 1, si rimane sempre sulla mulattiera, entrando nel bosco, e salendo in moderata pendenza fino ad un bivio.

Si segue, quindi, a destra il percorso per mountain bike rimanendo sempre sulla mulattiera; procedendo in falsopiano, si ignorano diversi bivi e si raggiunge il Rifugio Geiselsberger (chiuso in estate); continuando sulla mulattiera si piega verso sinistra e si sale in pendenza più accentuata fino alla vetta del Plan de Corones (2275 m, enorme campana, rifugi e musei, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si passa nei pressi del Messner Mountain Museum e si segue il sentiero 1 verso il Passo Furcia; in breve si transita presso delle statue e si scende, quindi, piuttosto ripidamente prima su sentiero sassoso e ghiaiosa e poi su traccia terrosa tra prati.

Seguendo sempre per il Passo Furcia, con pendenza moderate ed alcuni tratti più ripidi si alternano frazioni nel bosco ed altre tra prati; si passa, quindi, nei pressi del Rifugio Graziani e sotto i cavi della cabinovia Ruis.
Rientrati nel bosco si giunge, poi, nuovamente alla mulattiera sterrata ed al bivio incontrato in salita; seguendo in discesa la mulattiera sterrata percorsa all’andata si torna, quindi, al Passo Furcia (1.00 ora dalla vetta, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Furcia – mulattiera sterrata – Plan de Corones – sentiero 1 – Passo Furcia

Sentieri: mulattiera sterrata – 1

Dislivello: 575 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa).

Quota massima: 2275 m

Difficoltà: E – escursione di media lughezza senza particolari difficoltà tecniche ma con presenza di alcuni tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 9 chilometri tra salita e discesa

Data di ascesa: luglio 2021 e giugno 2025

Annotazioni: volendo si può scendere o salire con la cabinovia Ruis abbreviando, eventualmente, il percorso; nel caso è bene controllare i periodi di apertura dell’impianto oltre quelli dei rifugi

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili lungo il percorso; io ho abbinato l’escursione alla visita del Museo Mountain Messner Museum

QUI il link al video YouTube sulla salita al Plan de Corones

Cartelli alla partenza

Chiesetta alla partenza

Primo tratto di salita sulla mulattiera

Vista sul Sass de Putia

Vista sul Piz da Peres

Bivio col sentiero 1 che si percorrerà in discesa

Vista sulla Marmolada

Tratto nel bosco

Bivio a cui si segue a destra verso il percorso mountain bike continuando con la mulattiera

Tratto sulla mulattiera in falsopiano

Tratto sulla mulattiera che piega a sinistra

Vista su Brunico e le Alpi di Zillertal

Ultimo tratto di salita

In vetta al Plan de Corones

Stazione a monte della cabinovia Ruis

Panorama dalla vetta

Messner Mountain Museum Corones

Discesa lungo il sentiero 1

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Furcia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Passo di Campolongo – Val Badia

Il Passo di Campolongo, posto a 1636 metri di quota nell’area dolomitica del gruppo del Sella, mette in comunicazione la notissima Val Badia/Gadertal in Alto Adige con Arabba e la Valle di Livinallongo in Veneto; dal versante sudtirolese il Passo di Campolongo viene raggiunto dal paese di Corvara in Badia (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco).

Al valico si arriva dal paese di Corvara percorrendo 5 chilometri di strada con molti tornanticon pendenza media del 5% e massima del 9%; dal versante veneto il passo viene raggiunto da Arabba in 5 chilometri con pendenza media del 6% e massima del 10%.

Il Passo di Campolongo, sul quale si trova un posto di ristoro, è molto amato anche da ciclisti e motociclisti e si trova sul percorso del Sellaronda, posto tra Alto Adige, Trentino e Veneto, che raggruppa i passi Campolongo, Gardena/Gröden, Sella e Pordoi.

Dal passo e lungo i suoi versanti si godono bellissime vedute verso svariati gruppi dolomitici e sono possibili diverse escursioni, nei gruppi di Sella e Pralongià, sia più semplici che più impegnative, come le salite alle vette dello Störes e Setsas (QUI la “pillola” sul gruppo del Pralongià e QUI quella sulla salita a Störes e Setsas).

Inoltre, Il Passo di Campolongo è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo, che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; sul versante sudtirolese il Passo di Campolongo è inserito nel comprensorio Alta Badia ospitante oltre 130 chilometri di piste (QUI la “pillola” sul comprensorio Alta Badia).

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2021

Cartello del passo

Strada verso la Val Badia

Piste da sci della zona del passo

Piste dell’area del Pralongià

Seggiovia Pralongià con stazione a valle posta sulla strada per il passo

Cartelli escursionistici nella zona del passo

Escursionismo nella zona del Pralongià

Verso la cima del Setsas

Inizio della strada del passo a Corvara

Vista su Sassongher e Odle salendo verso il passo

Vista sulle Conturines salendo al passo

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

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Störes (2181 m) – Setsas (2571 m) – Dolomiti

Lo Störes, posto a 2181 metri di quota, e il Setsas, vetta di 2571 metri di altezza, sono due cime dolomitiche dominanti l’area del Pralongià in Val Badia/Gadertal e del Passo Falzarego; la vetta erbosa dello Störes, posta sul confine tra Alto Adige e Veneto, è il punto culminante dell’altipiano del Pralongià, la cima Setsas è, invece, posta interamente in territorio veneto ed ha un aspetto tipicamente dolomitico (QUI la “pillola” sull’Altopiano del Pralongià).

Le due vette presentano diverse possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso che parte dalla stazione a monte della seggiovia Pralongià, la cui stazione a valle si trova ad alcuni chilometri di distanza dal paese di Corvara lungo la strada per il Passo Campolongo (QUI la “pillola” su Corvara paese).

Il percorso descritto raggiunge dapprima, su comodo sentiero, la cima dello Störes e prosegue poi, con percorso decisamente più impegnativo, verso la vetta del Setsas; lungo il percorso e dalle cime si gode anche un meraviglioso panorama che spazi su svariati gruppi dolomitici.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Pralongià (2028 m, rifugio Punta Trieste) seguendo la mulattiera sterrata numero 24 verso il Setsas. Dopo essere passati nei pressi del Rifugio Pralongià si trova una deviazione a destra non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, che conduce in breve con traccia erbosa alla vetta dello Störes (2181 m, croce).

Continuando sulla traccia erbosa si scende in breve fino a ricongiungersi con il sentiero 24 che si segue su traccia ghiaiosa ed erbosa, in lungo sviluppo. Fino al bivio col sentiero 23.
Si rimane sul sentiero 24 seguendo per Cima Setsas e si sale su traccia terrosa tra pascoli che conduce al tratto più impegnativo della salita; si sale, quindi, su traccia sassosa ripida con alcuni tratti un po’ esposti, in ambiente tipicamente dolomitico, fino alla vetta del Setsas (2571 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con diverse controsalite, rimanendo integralmente sul sentiero 24 senza ripassare dalla vetta dello Störes (2.00 ore dalla vetta del Setsas, 4.30 ore totali).

Percorso: Stazione a monte Seggiovia Pralongià – Störes – Setsas – Stazione a monte Seggiovia Pralongià

Sentieri: 24

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.30 ore la salita; 2.00 ore la discesa, 4.30 ore totali

Quota massima: 2571 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo e con presenza di diversi tratti ripidi e un po’ esposti salendo al Setsas

Data di ascesa: agosto 2018

Annotazioni: si può evitare la salita allo Störes, rimanendo sul sentiero 24 anche in salita, ma con modesto risparmio di tempo e dislivello

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma abbastanza faticoso, la salita al Setsas presenta passaggi che non devono essere sottovalutati

Rifugio Punta Trieste alla stazione a monte della seggiovia Pralongià

Vista sul Sassongher dal primo tratto di salita

Lungo il primo tratto di salita

In vetta allo Störes

Tratto verso il bivio tra i sentieri 23 e 24

Bivio tra sentiero 23 e 24

Vista sull’altopiano del Pralongià salendo al Setsas

Tratto tra pascoli

Salendo verso il tratto più impegnativo

Lungo il tratto più impegnativo

In vetta al Setsas

Panorama dalla vetta del Setsas


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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