Laste di Verdins/Vorderer Verdinser Plattenspitz (2680 m) – Alpi Sarentine

Le Laste di Verdins/Vorderer Verdinser Plattenspitz, sono una vetta posta a 2680 metri di quota nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen; la cima è situata sulla cresta che divide Val Sarentino/Sarntal e Val Passiria/Passeiertal.

La via normale di salita si svolge dal comprensorio di Merano 2000 (raggiungibile in funivia da Merano o in cabinovia da Falzeben sopra Avelengo/Hafling) e presenta difficoltà piuttosto elevate con accesso alla vetta tramite canale roccioso e cresta a tratti esposta ed in parte attrezzata; la via di salita richiede, quindi, la giusta esperienza su questo tipo di percorsi (QUI la “pillola” su Merano 2000).

La salita alle cime parte dalla stazione a monte della funivia Merano 2000 e della cabinovia Falzeben (1900 m, rifugi), seguendo il sentiero 18A si percorre una mulattiera tprima nel bosco e poi tra pascoli; poco prima di arrivare alla malga Waidmannalm si trova il bivio per il Rifugio Kuhleiten e il Picco Ivigna (fin qui anche, volendo, con la cabinovia Naifspitz).

Si prende a sinistra sul sentiero 19A seguendo queste indicazioni e si sale con alcuni tratti ripidi su largo sentiero terroso e ghiaioso, transitando anche nei pressi della Chiesetta di Sant’Osvaldo; continuando sulla mulattiera sassosa, in parte ripidamente, si giunge ad un bivio presso un tornante.

Seguendo a destra il cartello “Plattenspitz” si sale su traccia, segnata con bolli rossi, dapprima in moderata pendenza con fondo sassoso ed erboso; superato un tratto più ripido la traccia prosegue verso destra in lieve pendenza fino ad entrare in un canale roccioso che si sale ripidamente su traccia sassosa (attenzione a non muovere sassi).

Giunti all’uscita del canale presso una forcella si segue a sinistra la traccia sassosa trovando le prime attrezzature; si segue il cavo dapprima su un canalino e poi a sinistra su cresta un po’ essposta; alternando tratti senza cavo ad altri attrezzati su cresta si scende poi ad un salto roccioso attrezzato.
Su traccia di sentiero si prosegue prima pianeggiante e poi in salita a tornanti giungendo alla seconda parte attrezzata; si supera prima un traverso (attenzione ad un punto con cavo mancante) e poi si sale sul tratto più impegnativo con il cavo che porta su placca ascendente ed, infine, ad alcuni salitini rocciosi non attrezzati che conducono in cima (2680 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa, con molta attenzione, per lo stesso percorso in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte impianti Merano 2000 –  Malga Waidmannalm –  Laste di Verdins –  Malga Waidmannalm – stazione a monte impianti Merano 2000

Sentieri: 18A – 19A – “Plattenspitz”

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2680 m

Difficoltà: EEA  – escursione di elevato impegno con ferrata breve, ma con diversi tratti esposti e di media difficoltà tecnica per esperti di ferrate, richeisto passo fermo ed assenza di vertigini. Necessari kit da ferrata e casco ed esperienza di ferrate. Sviluppo totale di circa 8 chilometri

Data di ascesa: luglio 2026

Annotazioni:è bene controllare i periodi di apertura di impianti e rifugi; volendo si può arrivare nei pressi della Malga Waidmann con la cabinovia Naifspitz (che parte dalla stazione a monte degli impianti Merano 2000), abbreviando, così, il percorso di circa 3,5 chilometri tra andata e ritorno e 150 metri di dislivello in salita e discesa

Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto ed assenza di neve ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami e non rischiare di perdere la traccia dal bivio al tornante fino al canale ed alla cresta.
Fare molta attenzione a non sottovalutare la ferrata, è breve ma con tratti esposti soprattutto lungo alcuni traversi

Lungo il viaggio in cabinovia da Falzeben

Tratto verso i pressi della Malga Waidmannalm

Malga Waidmannalm

Salendo sulla mulattiera al bivio tra Rifugio Kuhleiten e Latse di Verdins

Bivio tra Rifugio Kuhleiten e Laste di Verdins

Tratto verso il canale

Lungo il canale

Sella all’uscita del canale

Cresta verso le Laste di Verdins

In vetta alle Laste di Verdins


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia Merano 2000 su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Falzeben ad Avelengo per Merano 2000 su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Tenuta Castel Rametz/Schloss Rametz – Museo del Vino – Merano e Val d’Adige

Merano/Meran, seconda città dell’Alto Adige/Südtirol per numero di abitanti dopo Bolzano/Bozen, vanta una lunga storia importante che le permette di ospitare innumerevoli punti di interesse religiosi, architettonici, naturalistici e culturali (QUI la “pillola” sulla città di Merano).

Nell’ambito dell’offerta culturale Merano ospita svariati eventi ed anche molti musei ed esposizioni culturali quali: il Museo del Vino di Castel Ramezt/Schloss Rametz, il Museo delle Donne/Frauenmuseum, il Museo del Turismo sito nel castello dei Giardini Trauttmansdorff, il Palais Mamming Museum ospitante le collezioni del Museo Civico, il Castello Principesco con annesso museo, la galleria Merano Arte/Kunst Meran, il Museo ebraico (QUI la “pillola” su Merano Arte, QUI quella sul Museo del Turismo, QUI quella sul Museo Civico, QUI quella sul Castello Principesco e QUI quella sul Museo delle Donne).

La tenuta di Castel Rametz, situata in Via Labers, 4 e posta a 400 metri di quota tra vigneti collinari poco fuori Merano, è nota già dal 1227 e presenta una bellissima struttura merlata circondata da colture vinicole, in particolare Riesling, Cabernet, Pinot Nero e Gewürztraminer.

Dal 1972 la famiglia Schmid è proprietaria di Castel Rametz e promuove nuove innovazioni nella coltivazione dei vigneti pur sempre rimanendo fedeli al motto di natura come alleata e senza transigere sulla qualità del vino prodotto.

Nella tenuta sono presenti un’enoteca con possibilità di degustazione vini, un ristorante attiguo, ed il Museo del vino; il percorso museale offre una panoramica sulla sviluppo nei secoli della viticoltura, sia a Castel Rametz e non solo; sono presenti molti strumenti di coltivazione vinicola e documenti storici, un’area dedicata allo speck, una stanza dei tesori con molte bottiglie molto pregiate e la cantina storica, tuttora funzionante, che permette di scoprire i metodi di conservazione del vino.

Nel museo è anche presente un’esposizione dedicata a Castel Monreale/Königsberg, situato in Trentino ed anch’esso di proprietà della famiglia Schmid; nella tenuta di Castel Monreale vengono prodotti soprattutto spumanti.

Il museo è aperto solitamente dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00 e può essere visitato, volendo, in determinati periodi ed orari, anche con visita guidata con degustazioni di vini; è sempre bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale: www.rametz.com

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026

Tenuta Castel Rametz

Vinoteca

Ingresso del Museo del Vino

Lungo il percorso museale

Area dedicata a Castel Monreale

Area dedicata allo speck

Stanza dei Tesori

Cantina storica

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


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Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum di Lana – Merano e Val d’Adige

Il centro abitato di Lana, posto a pochi chilometri da Merano/Meran in Val d’Adige/Etschtal, ospita diversi punti di interesse naturali, religiosi, architettonici e culturali; tra questi ultimi troviamo il Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum, posto nella parte meridionale del paese di Lana in via Passeggiata Brandis, 4 (QUI la “pillola” sul paese di Lana).

Il museo si trova all’interno della residenza medievale Larchgut ed ospita molti reperti, documenti ed informazioni sulla storia passata e recente della frutticoltura in Alto adige/Südtirol; viene dato particolare risalto, soprattutto, alla coltura delle mele, uno dei pilastri dell’economia locale.

Lungo il percorso museale si possono scoprire moltissime curiosità sul significato simbolico e culturale della mela nella storia e, naturalmente, l’evoluzione dei metodi di coltivazione nei secoli di questo amato frutto, su come vengono sviluppate e protette le colture, le diverse tipologie di mele presenti in Alto adige/Südtirol e sulla conservazione e spedizione in tutto il mondo delle mele.

Nel museo sono presenti anche una parte esterna ed un‘area dedicata ai bambini con attività disponibili ed una caccia al tesoro.

Il museo è aperto, solitamente, da inizio aprile ad inizio novembre dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00; nel periodo da luglio ad ottobre è prevista anche l’apertura nei giorni festivi dalle 13.00 alle 18.00, sono possibili, su prenotazione, anche visite guidate.

È, comunque, sempre bene controllare il sito ufficiale: www.obstbaumuseum.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Entrata del museo

Frutteto

Lungo il percorso museale

Area per bambini

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige

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Castel Trauttmansdorff – Museo del Turismo/Touriseum – Merano e Val d’Adige

Merano/Meran, seconda città più grande dell’Alto Adige/Südtirol, vanta una lunga e prestiogiosa storia ritrovabile anche nei suoi numerosissimi punti di interesse ospitati; tra essi troviamo i noti Giardini Trauttmansdorff (QUI la “pillola” su Merano).

Il complesso dei Giardini Trauttmansdorff è disposto su ben 12 ettari di terreno, in cui sono presenti ambienti botanici con esemplari vegetali provenienti da tutto il mondo, ed è situato intorno a Castel Trauttmansdorff, rocca in cui dimorava spesso l’Imperatrice Elisabetta “Sissi” nelle sue frequenti visite a Merano (QUI la “pillola” sui Giardini Trauttmansdorff).

Castel Trauttmansdorff, visitabile con lo stesso biglietto dei Giardini, è posto, come detto, al centro di essi e vanta una lunga storia legata in particolare agli Imperatori d’Austria Francesco Giuseppe e, soprattutto, Sissi; durante la visita al maniero si possono, quindi, ammirare molte stanze finemente decorate ed ambienti di grande pregio.

Sul sito attuale della rocca nel 1300 si trovava il piccolo castello Neuberg; nel 1500 il castello venne rilevato e ampliato dai von Trauttmansdorff; dopo diverse vicende, passaggi di proprietà, momenti di sfarzo ed altri di abbandono, il maniero è passato, ai giorni nostri alla Provincia di Bolzano.

Con il passaggio alla provincia il castello è stato restaurato, aperto al pubblico insieme al complesso dei giardi, ed ospita anche il Museo del Turismo/Touriseum che permette di scoprire, con molti reperti e descrizioni, la storia del turismo in Tirolo negli ultimi secoli.

Si può, quindi, valutare come il turismo sia passato dall’essere visto, inizialmente, come un problema ad essere una parte molto importante dell’economia e vita locale (con vantaggi e svantaggi legati ad esso).
Castello e giardini sono aperti solitamente dal primo aprile ad inizio novembre; è bene, comunque, controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025

Giardini e Castel Trauttmansdorff

Entrata di Castel Trauttamansdorff con Museo del Turismo

Cappella

Inizio del percorso museale nel castello

Gioco a tema Alto Adige/Südtirol

Stanze nobiliari del castello

Shop del museo

Giardini Trauttmansdorff attorno al castello

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


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“Lumagica” – Giardini Trauttmansdorff di Merano/Meran

La città di Merano/Meran vanta una lunga e prestigiosa storia che si ritrova anche nei suoi tanti punti di interesse culturali, architettonici e naturali; tra essi troviamo, ad esempio, i Giardini Trauttmansdorff che ospitano anche l’omonimo castello in cui ha più volte dimorato anche l’Imperatrice “Sissi” (QUI la “pillola” su Merano e QUI quella sui Giardini Trauttmansdorff).

Il grande complesso dei giardini, che ospitano numerosissime specie vegetali provenienti da molte aree del mondo, è solitamente aperto dalla primavera a metà autunno; dal 2024 c’è, però, la possibilità di visitarli in maniera insolita anche nel periodo natalizio.

Infatti, anche quest’inverno dal 20 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 (tranne che il 24 dicembre) dalle 16.30 alle 21.00, è possibile godere dello spettacolo “Lumagica” che presenta molte installazioni luminose disposte su un percorso di visita che si snoda tra diverse aree dei Giardini.

Le strutture luminose, nell’edizione di quest’anno, prendono spunto dalla fauna dei diversi continenti della Terra; diverse di esse, sono anche corredate da spettacoli combinati di luce e musica; lungo il percorso è presente anche uno punto di ristoro ed alla fine si trova uno shop legato al tema natalizio.

Per maggiori informazioni su date ed orari di apertura e biglietti è bene consultare il sito internet ufficiale dell’evento Lumagica: lumagica.com

Le foto si riferiscono alla mia visita a novembre 2024 e dicembre 2025

Entrata dei Giardini Trauttmansdorff e dell’evento Lumagica

Lungo il percorso “Lumagica”

Giardini Trauttmansdorff nella stagione di apertura “normale”

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


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Castel Fontana/Brunnenburg e Museo Agricolo/Landwirtschaftmuseum di Tirolo paese/Dorf Tirol

Tirolo paese/Dorf Tirol, borgo posto all’imbocco della Val Passiria/Passeiertal, non lontano da Merano/Meran, presenta numerosi punti di interesse naturali, religiosi e culturali; tra questi ultimi troviamo anche Castel Tirolo/Schloss Tirol e Castel Fontana/Brunnenburg che ospita anche il Museo agricolo/Landwirtschaftmuseum (QUI la “pillola” su Tirolo paese e QUI quella su Castel Tirolo).

Castel Fontana è raggiungibile in circa 15 minuti di cammino, con belle visuali su Merano e la Val d’Adige, dal centro di Tirolo paese; il maniero viene raggiunto con stradina asfaltata a tratti un po’ ripida, in discesa all’andata.

Il castello è stato costruito nel 1250 da Wilhelm Tarant al servizio del conte Alberto II di Tirolo; nei secoli successivi la rocca ha visto alternarsi diversi periodi di rovina e rinascita fin ad arrivare all’epoca moderna con l’insediamento della famiglia de Rachewiltz ospitando anche, tra il 1958 ed il 1962, il poeta americano Ezra Pound.

Oggi Castel Fontana, sotto la cura della famiglia de Rachewiltz, ospita il Museo Agricolo in cui è possibile visitare, oltre ad alcuni ambienti del castello e diversi oggetti legati a Ezra Pound, una ricca esposizione di utensili usati nei secoli in diverse attività tradizionali.

Tra esse troviamo, ovviamente, l’agricoltura e trasporto, viticoltura, cucina e panificazione, cura del bestiame, tessitura, caccia ed attività manifatturiera di calzolai, fabbri, conciatori, cordai e diversi altri; è presente, infine, anche una mostra sulla vita tradizionale a Tirolo paese prima dell’arrivo del turismo moderno.

Castel Fontana ed il museo sono solitamente aperti dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 10 alle ore 17 con venerdì e sabato giorni di riposo; è, comunque, bene controllare date e orari di apertura sul sito ufficiale: www.brunnenburg.net

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2024

Percorso con belle visuali su Merano e la Val d’Adige, chiuso al traffico privato, che collega Tirolo paese a Castel Fontana

Zona d’entrata di Castel Fontana e Museo Agricolo

Mulino ad asse verticale

Lungo il primo tratto del percorso di visita

Reperti dedicati alla viticoltura

Cortile interno del castello con utensili del carpentiere

Fontana del castello

Cappella di San Michele

Percorso del giro di ronda (percorrenza solo se non si soffre di vertigini)

Sala dei Cavalieri

Sala dedicata al poeta Ezra Pound

Seconda parte del percorso museale dedicato ai reperti delle attività tradizionali

Mostra sulla vita a Tirolo paese prima dell’arrivo del turismo moderno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Passiria

Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo

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Sentiero della Mela/Apfelweg di Tirolo paese/Dorf Tirol

L’Alto Adige/Südtirol presenta molte attività tradizionali ancora oggi portate avanti con cura e professionalità dalle nuove generazioni; tra esse troviamo la coltivazione di molte varietà di mela come si può vedere dalla presenza di molti meleti in diverse aree sudtirolesi.

Tra esse troviamo ad esempio l’area attorno a Merano/Meran ove è posto anche il paese di Tirolo/Dorf Tirol; l’importanza dell’attività di coltivazione delle mele è testimoniata anche dalla presenza del percorso tematico del Sentiero della Mela/Apfelweg (QUI la “pillola” su Tirolo paese).

Partendo dal centro del paese, nei pressi dell’Associazione Turistica, il percorso raggiunge dapprima la chiesetta di San Ruperto; passando tra meleti, masi, stradine, sentieri e spazi più aperti il percorso raggiunge poi il Seminario e Castel Auer (privato).

Il tracciato tocca, quindi, la Croce Pamer Kreuz, diversi altri masi, e la stazione a valle della funivia Hochmut scendendo, infine, verso Tirolo paese con ampie visuali su Castel Tirolo/Schloss Tirol, Castel Fontana/Brunnenburg e l’area di Merano.

Lungo il percorso si trovano anche molte installazioni interessanti esplicative sulla storia della coltivazione della mela a Tirolo e sui diversi punti di interesse toccati dall’escursione ad anello; il tracciato presenta circa 4,5 chilometri di sviluppo totale e 200 metri di dislivello in salita e discesa.

Seppur con presenza di qualche tratto un po’ ripido il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche; va, comunque, prestata attenzione a seguire i cartelli del Sentiero della Mela/Apfelweg a tutti i bivi ed alla temperatura elevata in giornate estive molto calde.

Tra i periodi più interessanti per la percorrenza dell’itinerario si trovano la seconda metà di aprile-inizio maggio con la fioritura dei meli e la tarda estate con i meleti carichi di frutti prima della raccolta; inoltre, in Alto Adige si trova un percorso dedicato alla mela anche a Naz-Sciaves/Natz-Schabs (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2024

Centro di Tirolo paese nei pressi dell’Associazione Turistica

Chiesa di San Ruperto

Lungo la prima parte del Sentiero della Mela

Seminario

Tratto verso Castel Auer

Castel Auer (privato)

Seconda parte del Sentiero della Mela

Pamer Kreuz

Tratto nei pressi della stazione a valle della Funivia Hochmut

Tornando verso Tirolo paese

Vista su Castel Tirolo

Vista su Lagundo/Algund e l’imbocco della Val Venosta/Vinschgau

Vista su Castel Fontana

Ultimo tratto di percorso tornando a Tirolo paese con vista sull’area di Merano

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Waalweg di Marlengo/Marling – Val d’Adige

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Marlengo/Marling, situato nei pressi di Merano, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso parzialmente ad anello, dal dislivello moderato ma dal lungo sviluppo, che (con anche bellissime vedute panoramiche) permette di visitare i Waalweg di Marlengo nel tratto che porta da Marlengo a Tel/Töll, frazione di Parcines/Partschins posta all’imbocco della Val Venosta (QUI la “pillola” su Marlengo, QUI quella su Merano e QUI quella su Parcines e le sue frazioni).

Il percorso comincia dal centro del paese di Marlengo (340 m), seguendo le indicazioni numero 33 per i Waalweg di Marlengo si sale su stradina asfaltata, a tratti ripida, fino a raggiungere i Waalweg nei pressi del ristorante Waalheim (441 m, 20 minuti dalla partenza).

Seguendo le indicazioni per il Waalweg verso Tel/Töll si procede verso destra lungo la roggia (attenzione a qualche tratto un po’ stretto); il sentiero tocca anche diverse installazioni esplicative di storia, flora e geologia della zona.
Alternando tratti nel bosco ad altri più aperti si giunge alla casa del Waaler (l’antico guardiano del Waalweg) e, ignorato il bivio del sentiero 35B, si giunge al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder.

Ignorato al momento il bivio della strada 35 per Marlengp si continua sul Waalweg verso Tel, si costeggia la roggia in un tratto con meleti toccando il ristorante-residence Aqualis; continuando il cammino tra tratti nel bosco ed altri più aperti si giunge al punto di ristoro Schönblick.

Si prosegue, quindi, lungo la roggia tra spazi aperti tra meleti fino al bivio per Foresta/Forst (frazione di Lagundo), ignorato il bivio seguendo il Waalweg si rientra nel bosco fino ad incrociare una stradina con bivi; continuando lungo il sentiero Waalweg si prosegue nel bosco superando anche due ponti in ferro ad alcuni un po’ stretti con passerelle.
Si giunge, quindi, all’ultimo tratto del sentiero Waalweg, ignorati vari bivi si prosegue in tratto più ombreggiato e, con breve, discesa si giunge nei pressi della centrale idroelettrica di Tel posta lungo la strada della Val Venosta (530 m, 1.40 ore dal ristorante Waalheim, 2.00 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con alcuni saliscendi fino al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder in 1.20 ore, 3.20 ore dalla partenza.

Si segue, quindi, la stradina asfaltata numero 35 verso Marlengo che scende portando ad un bacino artificiale e poi al centro di Marlengo, 20 minuti dal ristorante Waldschenke e dal punto di ristoro Larchwalder 3.40 ore dalla partenza.

Percorso: Marlengo – Waalheim – Waldschenke/Larchwalder –  Schönblick – Tel –  Schönblick – Waldschenke/Larchwalder – Marlengo

Sentieri: 33 – Waalweg Marlengo – 35

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.40 ore totali

Quota massima: 550 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti); sviluppo totale lungo di circa 13 chilometri

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate.
Il Waalweg di Marlengo presenta anche un altro tratto che si sviluppa dal ristorante Waalheim fino a Cermes e Lana, vista la lunghezza del percorso è consigliabile percorrerlo separatamente, oppure percorrere integralmente il Waalweg da Lana a Tel (12 chilometri solo andata) tornando poi con i mezzi pubblici (informarsi, in questo caso, su mezzi e orari).

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Chiesa di Marlengo

Salendo al Waalheim

Ristorante Waalheim

Lungo il Waalweg di Marlengo verso Tel

Casa dell’antico Waaler (guardiano del Waalweg)

Ristorante Waldschenke

Punto di ristoro Larchwalder

Ristorante-residence Aqualis

Punto di ristoro Schönblick

Termine del Waalweg di Marlengo a Tel lungo la strada della Val Venosta (frazione di Parcines)

Discesa a Marlengo sulla strada numero 35 una volta tornati al punto di ristoro Larchwalder ed al ristorante Waldschenke


Cliccare sull’immagine per visualizzare Marlengo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene, del Monte Corno e del Monte San Vigilio

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Adige

Velloi/Vellau (970 m) – salita da Lagundo/Algund – Gruppo di Tessa

Il paesino di Velloi/Vellau, frazione di Lagundo/Algund, è posto a 970 metri di quota nel Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; il piccolo borgo montano è posto in posizione idilliaca tra meleti e pascoli con magnifica vista panoramica sull’area di Merano/Meran e dintorni e verso diverse cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi Sarentine (QUI la “pillola” su Lagundo e QUI quella su Merano).

La frazione di Velloi è raggiungibile sia in macchina che in seggiovia da Lagundo, è però possibile arrivare al paesino tramite un percorso a piedi ad anello, dal dislivello e sviluppo piuttosto rilevanti, che tocca anche altri punti di interesse come il Waalweg di Lagundo e diversi massi erratici.

Il percorso comincia dal centro di Lagundo (360 m), seguendo le stradine del paese si giunge a Plars di Mezzo/Mitterplars ove è anche posta la stazione a valle delle seggiovia per Velloi; seguendo il sentiero 20 “Burgweg” si sale in breve su fondo ciottolato, in moderata pendenza, fino al Cafè Konrad (fin qui, volendo, anche direttamente dal centro di Lagundo sulla stradina asfaltata 25A).

Si segue, quindi, a sinistra il sentiero 25A per Velloi/Vellau seguendo in breve il Waalweg (roggia) fino ad un vicino bivio; rimanendo sul sentiero 25A per Velloi si sale su fondo ciottolato con alcuni tratti ripidi, lungo la salita sono posti anche diversi pannelli informativi sulla storia vinicola della zona.
Il sentiero entra, quindi, nel bosco e salendo su traccia terrosa e sassosa raggiunge diversi massi erratici fino alle grandi rocce Schlundenstein (550 m, 1.00 ora dalla partenza).

Seguendo sempre il sentiero 25A per Velloi si sale in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, con percorso nel bosco passando diverse volte anche sotto la seggiovia; il tracciato tocca anche diversi altri massi erratici giungendo all’incrocio con la strada asfaltata.
Rimanendo a destra sul sentiero si rientra nel bosco salendo piuttosto ripidamente fino ad incontrare nuovamente la strada asfaltata; seguendo la strada si sale quindi verso Velloi dapprima raggiungendo il bivio col sentiero 21 e poi il bivio per la stazione a monte della seggiovia proveniente da Lagundo (con anche stazione a valle della cestovia per la Malga Leiter e diversi punti di ristoro), gli impianti sono, volendo, raggiungibili con 5 minuti di cammino dal bivio.

Continuando sulla strada asfaltata principale si sale, invece, con alcuni tornanti, fino alla chiesa di Velloi con punto panoramico e ristorante Oberlechner (970 m, 1.15 ore dalle rocce Schlundenstein, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende per lo stesso percorso di salita fino al bivio col sentiero 21 che si segue in discesa con indicazioni per Plars; scendendo in moderata pendenza nel bosco su terreno sassoso e terroso, incrociando diverse volte la strada asfaltata, si ignorano diversi bivi e si segue sempre il sentiero 21 che riporta alla rocce Schlundenstein incontrate in salita.

Rimanendo sul sentiero 21 si scende verso Plars in discesa breve ma ripida raggiungendo il ristorante Leiter am Waal posto lungo il Waalweg (roggia) di Lagundo, (500 m, 1.15 ore da Velloi, 3.30 ore dalla partenza).

Seguendo a sinistra il Waalweg di Lagundo si procede in leggeri saliscendi lungo la roggia (attenzione a qualche breve tratto un po’ stretto); alternando tratti in spazi aperti su fondo sterrato ad altri nel bosco, su terreno sassoso e terroso, si torna al Cafè Konrad e, tramite, il sentiero Burgweg o la stradina 25A si torna al centro di Lagundo (45 minuti dal ristorante Leiter am Waal, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Lagundo – Cafè Konrad – Rocce Schlundenstein – Velloi – Ristorante Leiter am Waal – Waalweg di Lagundo – Cafè Konrad – Lagundo

Sentieri: 20 – 25A – 21 – Waalweg di Lagundo – 20

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 970 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti) ma con dislivello piuttosto rilevante ed alcuni tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate.
Naturalmente è possibile usufruire della seggiovia in salita o discesa riducendo l’impegni fisico ma non riuscendo, però, a toccare tanti i punti di interesse descritti nel percorso.
Questo percorso è, volendo, allungabile ulteriormente dal Cafè Konrad percorrendo integralmente il Waalweg di Lagundo e toccando anche Castel Torre (QUI la “pillola” sul percorso integrale del Waalweg di Lagundo, senza salita a Velloi)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Stazione a valle della seggiovia a Plars di Mezzo

Sentiero 20 “Burgweg”

Cafè Konrad

Salita verso le rocce Schlundentein

Rocce Schlundenstein

Salendo a Velloi sul sentiero 25A

Chiesa di Velloi con punto panoramico e trattoria Oberlechner

Bivio del sentiero 21

Discesa sul sentiero 21

Nuovamente alla rocce Schlundenstein

Discesa col sentiero 21 al Ristorante Leiter am Waal

Ristorante Leiter am Waal

Waalweg di Lagundo tornando verso il Cafè Konrad


Cliccare sull’immagine per visualizzare Lagundo su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Castello Principesco/Landesfürstliche Burg di Merano/Meran – Merano e Val d’Adige

Merano/Meran, seconda città dell’Alto Adige/Südtirol per numero di abitanti dopo Bolzano/Bozen, vanta una lunga storia importante che le permette di ospitare innumerevoli punti di interesse religiosi, architettonici, naturalistici e culturali (QUI la “pillola” sulla città di Merano).

Nell’ambito dell’offerta culturale Merano ospita svariati eventi ed anche molti musei ed esposizioni culturali quali: il Museo delle Donne/Frauenmuseum, il Museo del Turismo sito nel castello dei Giardini Trauttmansdorff, il Palais Mamming Museum ospitante le collezioni del Museo Civico, il Castello Principesco, la galleria Merano Arte/Kunst Meran, il Museo ebraico ed il Museo del Vino di Castel Rametz (QUI la “pillola” su Merano Arte, QUI quella sul Museo del Turismo e QUI quella sul Museo Civico, QUI quella sul Museo delle Donne e QUI quella sul Museo del Vino di Castel Rametz).

Il Castello Principesco/Landesfürstliche Burg è situato nella zona centrale di Merano in Via Galilei 1 e la sua costruzione è iniziata, come abitazione privata, dal 1470 per volere del Duca Sigismondo d’Austria; il castello ha poi cambiato diversi proprietari e rischiando di venire anche abbattuto.

Le vibranti proteste dei cittadini hanno impedito l’abbattimento del castello che nel 1880 è stato restaurato in stile tardo gotico e riarredato con mobili ed utensili di gusto medievale.

Tra gli ambienti più rilevanti del castello si trova il cortile affrescato, la cappella, la stanza del principe, con una stufa in maiolicata del XV secolo, e collezione di antichi strumenti musicali, armi e utensili da cucina; il castello è oggi anche sede di matrimoni civili e viene visitato da oltre 20.000 persone all’anno.
Per la visita al Castello Principesco è sempre bene controllare date ed orari di apertura.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’inverno 2023

Castello Principesco con rovine delle antiche mura di Merano

Entrata del Castello

Lungo il percorso museale tra i vari ambienti del Castello

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